da "MONDO SOMMERSO" / Settembre 1986

NB. - In questa serie di sei articoli sull'ambiente marino mediterraneo pubblicati  da Mondo Sommerso tra il settembre '86
e il Maggio '87 solo le immagini fotografiche sono di proprietà del sottoscritto e vengono pertanto ripubblicate solo esse
corredate delle relative didascalie


IL CORALLO DEL MEDITERRANEO

ROSSO MA NON TROPPO

Il corallo, che nelle sue sfumature di rosso va ad ornare
il collo e i polsi di molte persone, è conosciuto e raccolto da
millenni. Opera di milioni di minuscoli organismi, si 
presenta sotto forme e colorazioni diverse, ma 
il più apprezzato e prezioso rimane il nostro
Corallium rubrum

testo di George Moreno - foto di Guido Picchetti


Nei mari di tutto il mondo sono state scoperte fino ad oggi ben 27 specie diverse
di
Corallium, ma la specie più pregiata resta certamente il Corallium rubrum,
tipica del Mediterraneo e diffusa in gran parte dei fondali italiani del Tirreno e dello Ionio.

 


Il gruppo degli Esacoralli conta diverse specie di Antozoi
privi di scheletro calcareo. E' il caso dei due
organismi mediterranei qui rappresentati:
sopra l'
Epizoanthus arenaceus, appartenente
all'ordine degli
Zoantari; e, a destra,
la
Corynactis viridis,
appartenente all'ordine dei
Corallimorpharia, che vediamo qui ritratta
 con molti polipi chiusi.


Esemplari di Corynactis viridis dagli stupefacenti accostamenti cromatici ripresi
sui fondali dei banchi rocciosi del Canale di Sicilia

 

Sia il Corallium rubrum (sopra) che
l'
Alcyonium coralloides
(a lato)
appartengono al qruppo degli
Ottocoralli, che comprende tutti
gli Antozoi caratterizzati
da polipi muniti di otto
tentacoli piumati

L' Astroides calycularis, l' Esacorallo
che vediamo nelle foto sopra e a destra in due differenti colorazioni, è un bellissimo madreporario
 mediterraneo. Tipico dei fondali del
Basso Tirreno, forma caratteristici cuscinetti
 arancioni dotati di una struttura calcarea interna porosa saldamente ancorata al substrato,
e dai quali si elevano i polipi carnosi e lisci
coronati da una serie di tentacoli apparentemente rugosi.

Ancora, in alto, una parete ricoperta da
rametti di
Corallium rubrum, molti
dei quali con i polipi bianchi totalmente espansi. Qui
a destra un altro esemplare di
Corynactis
viridis
stupendamente colorato,
anch'esso fotografato con i polipi espansi



 






La differenza sostanziale tra
Esacoralli
e
Ottocoralli è nell'aspetto e nel numero dei tentacoli dei rispettivi polipi. Gli Esacoralli (foto
piccole a sinistra e foto a destra in basso)
presentano, in numero di sei o multiplo
di sei, tentacoli sempre lisci, terminanti a volta
con un caratteristica bottoncino, mentre
gli
Ottocoralli (in alto a destra) hanno
sempre e soltanto otto tentacoli,
che sono però, a differenza di quelli
degli
Esacoralli, visibilmente piumati.







Gli
Ottocoralli (in alto a sinistra) sono
generalmente privi di uno scheletro
calcareo continuo, pur presentandosi a volte in ammassi di individui capaci di far pensare
ad un vero madreporario, come in questa foto ripresa
sui fondali rocciosi del Golfo di Salerno.
Lo scheletro calcareo lo troviamo invece in molti
Esacoralli,
nella
Cladocora coespitosa ad esempio (in alto a destra e in basso a sinistra), mentre manca
nella
Corynactis viridis
(in basso a destra)

 

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copyright Guido Picchetti - 17/3/2009