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EDEN TUTTO COMPRESO
A Cayman Brac una natura
subacquea incontaminata si unisce alla presenza
testo di Guido Picchetti -
foto di Brigitte Cruickshank e Guido Picchetti |
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L' uscita è prevista per le 9,00. Sappiamo già dove andremo a fare immersione. Ieri sera abbiamo segnato i nostri due nomi sul tabellone del programma odierno tra coloro che saranno a bordo dell'Ocean Fever, una delle quattro velocissime imbarcazioni di cui dispone il Peter Hughes Dive Tiara di Cayman Brac per le uscite dei sub. E abbiamo scelto la barca che prevede come meta Little Cayman, la più sperduta delle tre isole che compongono il dominion britannico delle Cayman Islands, al centro dei Caraibi. E' il nostro primo giorno d'immersione e non vogliamo fare brutta figura presentandoci in ritardo alla partenza. Finiamo in fretta di far colazione e ci avviamo al pontile di attracco, dove si trova il deposito delle attrezzature subacquee degli ospiti e dove ieri, sotto i ganci con i numeri assegnatici al nostro arrivo, avevamo poggiato borse e piombi. Manca ancora un quarto d'ora alla partenza quando arriviamo al magazzino, ma le nostre attrezzature non ci sono più. Brigitte ed io ci guardiamo sorpresi e per un attimo dubitiamo della nostra memoria. Che siano ancora in camera? O che l'abbia presa qualcuno per errore? Niente di tutto questo. Sotto lo sguardo divertito di Colin, uno degli efficientissimi dive master di turno di questo ottimo diving center delle Cayman, scopriamo che esse sono già belle e pronte a bordo dell'Ocean Fever, con jacket ed erogatori debitamente montati sulle bombole. E come le nostre, sono anche pronte all'uso le attrezzature degli altri sub, a bordo delle quattro imbarcazioni in procinto di muoversi dal pontile. Le bombole (più di una quarantina per barca) sono allineate in bell'ordine lungo i bordi, con quelle che serviranno nella prima immersione già vestite di jacket ed erogatori. In appena trentacinque minuti copriamo le diciassette miglia di mare aperto, non proprio calmo, che ci separano da Little Cayman e ci agganciamo a una delle tante boe già predisposte nei punti migliori d'immersione, apposta per evitare di provocare danni al fondale con ripetuti ancoraggi. Luogo della prima immersione è Bloody Bay Wall, sul versante Nord di Cayman Brac. L'aiuto dei dive master ai subacquei in procinto di immergersi è straordinario. Il sistema adottato è quello dell'immersione a coppia, che permette ai sub di auto-disciplinarsi senza troppe costrizioni esterne, ma l'esistenza a bordo offerta dai dive master del Peter Hughes Dive Tiara è tale da mettere chiunque in condizioni di immergersi, anche alcune persone di età avanzata e non più tanto prestanti che sono presenti nel nostro gruppo. Sott'acqua lo spettacolo è magnifico, tipico di queste acque limpidissime. Il fondo, a tratti pianeggiante e sabbioso, è attraversato da profondi canaloni di corallo ricchissimi di vita e confina con una parete a picco strapiombante nel blu, ricoperta da grosse spugne di vari colori e da enormi ventagli di gorgonari. Ma ciò che soprattutto ci colpisce è la familiarità dei |
![]() Sui fondali delle Cayman Islands i pesci non hanno alcun timore dei subacquei, ma anzi si avvicinano facilmente ad essi. Le acque costiere infatti sono severamente protette da una legislazione che risale ad oltre un decennio. In basso, un primo piano di uno scorfano tropicale ![]() |
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grossi pesci di specie diverse che popolano queste aree. Ci sono barracuda, carangidi, cernie in gran quantità. E non nutrono diffidenza per l'uomo, ma anzi si avvicinano appena i subacquei vanno in acqua: forse nella speranza di ottenere del cibo, ma non è detto. Noi questa volta non abbiamo nulla da dare, e ciò tuttavia non ci impedisce di stringere affettuosa amicizia con un paio di cernie curiose che ci accompagnano per buona parte dell'immersione. E non c'è neppure bisogno di andare in profondità per tali incontri. Bastano i 15 o i 20 metri. A trenta minuti dalla prima immersione facciamo la seconda, spostandoci di zona. Lo scenario muta di poco, facendoci rivivere le stesse emozioni. Quindi, nuova volata sul mare deìì'Ocean Fever, e all'una, puntuali, ci ritroviamo tutti di fronte al ricco buffet servito sulla spiaggia com'è tradizione. Per i sub alle tre è prevista un'altra immersione; e un'altra ancora, notturna, è possibile due volte alla settimana. Ma presso il Peter Hughes Dive Tiara, nella cornice di una confortevole ospitalità all'americana che piacevolmente contrasta con la selvaggia natura di Cayman Brac, anche per i non sub non mancano le possibilità di svago alternativo: dalla pesca d'altura al di fuori delle acque protette, al tennis, al jet-ski, al windsurf. Si possono noleggiare biciclette, scooter e auto. E c'è, per finire, anche un ben attrezzato centro video-fotosub, con sviluppo immediato delle dia e un ottimo servizio di noleggio e di riparazione apparecchiature.
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In alto, il suggestivo bar
del Tiara Beach Hotel a Cayman Brac, dove si gustano deliziosi cocktail al rum; e una delle veloci imbarcazioni del diving center. A destra il simpatico totem delle targhe ricordo lasciate da sub in visita da tutto il mondo, e l'accogliente piscina dell'albergo. Sotto, la potente stazione di ricarica bombole del Peter Hughes Dive Tiara e l'inizio di un'immersione con l'assistenza dei dive master ![]() |
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copyright Guido Picchetti - 8/4/2009