da "MONDO SOMMERSO" / Aprile 1988

NB. - In questa serie di sette articoli sull'ambiente marino tropicale delle Maldive, pubblicati  da Mondo Sommerso tra
il Dicembre '87 e il Novembre '88, sia le foto che i testi sono  di proprietà del sottoscritto, e pertanto li riproponiamo entrambi.

NEL COSMO DEI CRINOIDI

IL CLUB DEI FONDALI
 

Sui fondali tropicali delle Maldive un mondo incredibile e affascinante
si nasconde all'interno dei Crinoidi, popolati da decine di organismi diversi,
di forme e colori stupefacenti. Cerchiamo di scoprire almeno in parte
la realtà di questa sorta di club, i cui associati vanno d'amore e d'accordo

Testo e foto di Brigitte Cruickshank e Guido Picchetti

 


Sopra, nella foto grande del paginone di apertura del servizio, una Galathea elegans sfoggia tutta la sua abilità
mimetica tra le braccio "piumate" di un
Crinoide tropicale
 

Sui fondali della barriera corallina le forme di vita associativa tra organismi di specie diverse sono innumerevoli e costituiscono certamente una delle caratteristiche più importanti di questo particolare e straordinario ambiente sommerso. Dai pesci alle spugne, dai coralli ai tunicati, dai molluschi agli echinodermi, non c'è gruppo animale del reef che non abbia i suoi bravi organismi simbionti. E proprio nel phylum degli echinodermi troviamo sui fondali tropicali degli animali che più di qualunque altro ospitano abitualmente simbionti di specie diverse, offrendo ad essi cibo e protezione, e arrivando a costituire, per il numero e la varietà degli organismi ospitati, una specie di microcosmo a sé stante.

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Ci riferiamo ai Crinoidi, una delle cinque classi di invertebrati in cui si suddivide il phylum degli echinodermi, un phylum di animali tutti esclu-sivamente marini, che comprende anche le stelle di mare (Asteroidea), i ricci (Echinoidea), le ofiure (Ophiuroidea), e le oloturie (Holothurioidea). I Crinoidi sono, per forma e colori, tra gli echi-nodermi più belli. Sui nostri fondali li rappresenta quasi esclusivamente la specie Antedon mediterranea, ca-ratterizzata da dieci braccia, comu-nemente indicata con il nome di    "Giglio di mare". Sui fondali tropicali, invece, come può notare qualunque subacqueo immergendosi tra i coralli delle Maldive, specialmente in pros-simità  dell'ora  del tramonto  (quando la

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maggior parte di questi organismi fuoriesce dal suo diurno rifugio), ci sono numerose specie di Crinoidi; e alcune, note come Comatule, sono ben più appariscenti dell' Antedon, caratterizzate come sono da un gran numero di braccia piumate.

Proprio la costituzione corporea così ela-borata e complessa della Comatule è una delle principali ragioni che inducono tanti piccoli organismi marini di specie diverse a nascondersi e cercare protezione tra le nu-merose braccia di questi stupendi echi-nodermi tropicali. Altro importante motivo è dato dal fatto che i Crinoidi non hanno generalmente nemici sui fondali corallini, risultando inappetibili agli altri numerosi abitanti del reef. Costituiscono perciò un rifugio  sicuro  per  gli  inquilini  ospitati,  i


Sopra, la zona orale di una bella
Comatula, il Crinoide tropicale con il maggior numero di braccia e di simbionti. Il piccolo disco bianco e nero che si vede sulla sinistra è un verme Mizostomide. Con un po' d'attenzione, se ne potranno scorgere altri tre seminascosti tra le pinnule dell'ospite. Nella foto a lato, il lato suborale di una Comatula, su cui sono raggnuppati ben quattro di questi strani organismi, che
si fanno ammirare per i caratteristici disegni geometrici, sempre diversi.
 
Sopra, sulle grandi gorgonie delle pass numerosi sono i
Crinoidi che a braccia spiegate catturano il cibo planctonico trasportato dalle correnti.

quali non corrono alcun pericolo di essere anche indirettamente predati.

Dal punto di vista alimentare, poi, il rapporto tra i Crinoidi e i loro ospiti si traduce per questi ultimi in una forma di vantaggioso commensalismo, grazie al sistema che hanno questi echinodermi di cibarsi. Esso consiste nel catturare con le braccia distese piccole particelle di cibo nel plancton, da trasportare poi, attraverso i cosiddetti solchi ambulacrali posti lungo ciascun braccio, fino alla bocca situata superiormente al centro dell'animale. Per gli organismi simbionti di un Crinoide ci sono così ottime possibilità di alimentarsi a spese dell'ospite, prelevando  il cibo,   catturato

 

dalle pinnule ricoperte di muco presenti sulle braccia del Crinoide, prima che esso raggiunga la sua destinazione finale. Si tratta di uno sfruttamento del Crinoide ospite, che se da un lato parrebbe secondo alcuni studiosi aver motivato una risposta evolutiva in alcune rare specie di questi echi-nodermi, che presentano non più total-mente scoperti i propri dotti alimentari, dall'altro non sembra provocare un gran danno al Crinoide stesso, considerato il rilevante numero di simbionti che uno solo di questi animali arriva a sop-portare.

Durante le nostre immersioni sui fondali maldiviani  di Asdu  alla ricerca di questi

 

organismi che vivono nei Crinoidi, man mano che i nostri occhi imparavano e si abituavano a distinguerne forme e colori, sempre più ci colpiva il numero e la varietà delle loro presenze. Su una grossa comatula di uno stupendo colore giallo siamo arrivati a contare tra vermi, ofiuridi e crostacei di specie diverse, ben sedici simbionti, fotografandone i più evidenti e rappre-sentativi.

Ma sicuramente molti altri saranno sfuggiti alla nostra osservazione. Infatti il ricer-catore Leon P. Zann, autore del mera-viglioso libro "Living together in the sea" (cui molte delle nostre note in tema di simbiosi appunto si rifanno), riferisce di aver  trovato  in  un  singolo crinoide  tropi-


Sopra, gamberetti Pontonidi sulle estremità bianche e rosse delle braccia di
questo bel
Crinoide tropicale variegato. Il perfetto mimetismo cromatico
di questi animaletti è eccezionale, e per evidenziarlo maggiormente 
i due simbionti sono stati sospinti verso il centro dell'echinoderma, più uniformemente colorato con tonalità rosso scure. Da notare che loro
dimensioni sono davvero piccole; basti pensare che la femmina, che
è più grande del maschio, misura appena 7-8 millimetri di lunghezza.

 


Sotto, due esemplari di
Crinoidi tropicali, probabilmente del genere
Himerometra, ripresi durante la notte, quando escono allo scoperto
dispiegando le braccia in cerca di cibo. La varietà della loro colorazione è
notevole, accompagnata da sempre
 diversi disegni


Sopra e nella foto a lato una gialla Comatula con suo ospite nero. A differenza
dei suoi più piccoli simbionti dei
Crinoidi sempre ben mimetizzati, gli Ofiuridi,
di dimensioni ben maggiori, non temono eventuali aggressori e non
si preoccupano di nascondere la loro presenza con artistici accorgimenti.
Ma anche una piccola
Galathea, ripresa in atteggiamento difensivo nella
foto a lato, prospera tra le braccia di questa
Comatula. Tra i simbionti
dei
Crinoidi ci sono anche dei piccoli pesci
 
Sopra, una coppia di "Gamberetti pistolero" del genere Synalpheus.
In primo piano la femmina, più grande,
è ricolma di nova arancioni; dietro il maschio, più piccolo e di
 colore bianco. La grossa chela
di cui sono dotati spaventa col suo
schiocco gli eventuali aggressori. 

cale: tre dozzine di vermi policheti detti Mizostomidi, appartenenti a due specie diverse; un grosso anellide; una dozzina di piccoli Copepodi; due specie di gam-beretti; un piccolo granchio; e tre pesciolini, simbionti caratteristici appunto dei Crinoidi. E oltre a tutto ciò che era abbastanza visibile ad occhio nudo, oc-corre tener presente che lo stesso echinoderma sicuramente conteneva nel suo intestino, come tutti i suoi simili appunto, una ricca fauna e flora di dino-flagellati, protozoi, e altri microrganismi.

Ma i simbionti più interessanti e spet-tacolari di questo affascinante mondo dei Crinoidi tropicali sono certamente i cro-stacei. Le specie più grandi appartengono al genere Synalpheus, la cui femmina, di dimensioni maggiori del maschio (e attraverso  il  cui  carapace trasparente sono  di  solito  chiaramente

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visibili le uova), può raggiungere anche i 3 centimetri di lunghezza. Sia il maschio che la femmina sono caratterizzati da un arto anteriore più grande dell'altro, munito di una grossa chela che sono in grado di schioccare con forte rumore: da ciò il loro nome comune di "Gamberetti pistolero".

Meno visibili dei Synalpheus, che pre-sentano una colorazione uniforme, a volte anche decisamente contrastante con quella del crinoide in cui vivono, sono le piccole Galatee e i gamberetti Pontonidi. Entrambi questi crostacei simbionti hanno delle colorazioni particolarmente simili a quelle dei crinoidi che li ospitano, arrivando così a mimetizzarsi alla perfezione dentro gli animali che costituiscono tutto il loro mondo.   Di   aspetto  decisamente  singolare,  simili a piccoli dischi volanti, sono i Mizostomidi. Ciò  che  colpisce  di

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più l'osservatore, in questo tipo di verme tondo e piatto, è la colorazione che riprende le tinte dominanti dell'animale ospite, con disegni particolarmente fantasiosi, e differenze in negativo e positivo tra i diversi individui presenti all'interno dello stesso crinoide. In contrasto netto con la colorazione dell'ospite, sono invece gli Ofluridi, le cui braccia flessuose vediamo insinuarsi tra quelle del crinoide ospite alla ricerca del cibo che vi scorre. Ricordiamo infine dei piccoli pesci, anch'essi simbionti dei crinoidi tropicali. Appartengono al genere Lepadichthys, alquanto simili ai nostri Ledadogaster, comunemente detti "Succiascoglio". Come questi, infatti, essi sono caratterizzati da una ventosa ventrale mediante la quale si attaccano alle braccia dei crinoidi, rendendosi piuttosto invisibili all'occhio del subacqueo.

 
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copyright Guido Picchetti - 28/3/2009