NB. - In questa serie di sette articoli
sull'ambiente marino tropicale delle Maldive, pubblicati da Mondo Sommerso
tra
il Dicembre '87
e il Novembre '88, sia le foto che i testi sono di proprietà del
sottoscritto, e pertanto li riproponiamo entrambi.
|
|
SUI FONDALI DELLE MALDIVE IL POPOLO DEI CORALLI
Proseguendo nelle
osservazioni della fauna incontrata sui fondali
Testo e
foto di Brigitte Cruickshank e Guido Picchetti |
|
La maggior parte di coloro che vanno alle
Maldive per praticare fotografia sub-acquea, è colpita principalmente dalla
ricchezza e dalla varietà di pesci che popolano i reef corallini. Il più
delle volte, anche se sono alquanto interessati alla biologia marina, e sui
fondali medi-terranei si sono dedicati spesso con soddisfazione a riprendere
in macro le infinite forme di vita minuta che popolano le acque di casa
nostra, essi, quando sono in immersione sul reef, tralasciano di osservare
quanto di me-raviglioso si nasconde negli anfratti dei coralli o sotto le
stesse madrepore. E perdono così l'occasione di scoperte straordinarie, che
proprio chi ha già una certa conoscenza di base degli organismi marini
sarebbe più di chiunque altro in grado di apprezzare. |
|
|
|
|
![]() |
||
|
|
|||
|
no dai Prosobranchi per una maggiore regressione della conchiglia, che in alcune famiglie di Opistobranchi c'è ancora, sebbene risulti generalmente invisibile, nascosta com'è dal mantello dell'animale, mentre in altre scompare totalmente. Inoltre, a differenza dei Prosobranchi, che hanno le branchie per la respirazione situate davanti al cuore e rivolte verso la parte anteriore del corpo (e da ciò il nome), gli Opistobranchi o non hanno le branchie, o ne hanno una sola rivolta verso la parte caudale del corpo. E quando mancano le branchie, esse sono sostituite da conformazioni strutturali di varia forma, fatte apposta per favorire la respirazione cutanea con l'aumento della superficie corporea, attraverso la quale avvengono i necessari scambi gassosi con l'ambiente esterno. Negli Opistobranchi troviamo vari ordini di molluschi, uno dei quali è appunto quello dei Nudibranchi. Capita spesso però che vengano chiamati Nudibranchi anche dei molluschi Opi-stobranchi appartenenti a qualche altro ordine. E' il caso ad |
esempio dei Pleurobranchi, piccoli molluschi dell'ordine dei Pleuro-branchomorpha, caratterizzati da un largo mantello che contorna tutto il corpo e che, oltre a celare parzialmente la testa dell'animale, nasconde spesso, sul lato destro, la struttura branchiale di cui molte di queste specie sono dotate. Tra i Nudibranchi propriamente detti troviamo organismi di grandezze diverse, dalle forme piccolissime che vivono nascondendosi tra i granelli di sabbia alle grandi specie del Pacifico, alcune delle quali possono anche superare il chilo e mezzo di peso. Sono animali privi di conchiglia. Il corpo, che comprende l'apparato digerente, il mantello e il piede, presenta esternamente una chiara simmetria bilaterale. È simile a quello di una lumaca e più o meno appiattito, e su di esso sono frequentemente presenti delle escrescenze corporee fortemente vascolarizzate, che pur senza essere delle vere e proprie branchie, facilitano comunque gli scambi gassosi necessari alla vita dell'organismo, estendendone la superficie corporea esterna. E da qui il nome di Nudibranchi dato loro. |
![]()
|
|
Tra le famiglie di Nudibranchi più note, abbiamo quella degli Eolididi, che presentano numerose serie di escrescenze dorsali; quella dei Dorididi, dalle ap-pendici dorsali ramificate e disposte a ciuffo intorno all'orifizio anale; e quella dei Phillididi, che sono invece privi di appendici dorsali e nascondono spesso alcune serie di lamelle branchiali tra il piede e il mantello. Una particolarità dei Nudibranchi è di essere cosmopoliti: li possiamo trovare cioè in qualunque ambiente e a qualunque latitudine, nel Mediterraneo come alle Maldive. E da certe caratteristiche esterne, anche in presenza di specie sconosciute, si può generalmente risalire alla famiglia di appartenenza. Sono ammali predatori, alcuni con gusti molto selettivi, cibandosi solo di una determinata specie di invertebrati. Alcuni Nudibranchi che si nutrono di celen-terati, usano come proprio mezzo di difesa le cellule urticanti dei polipi predati, riuscendo a convogliare tali cellule ancora intatte nelle proprie escrescenze dorsali, e rendendosi così essi stessi pericolosi per eventuali assalitori. E secondo alcuni studiosi, le smaglianti colorazioni che sfoggiano molte specie di Nudibranchi sarebbero un chiaro segnale di avvertimento della loro pericolosità per gli altri organismi. Una pericolosità che comunque non interessa solamente gli altri abitanti del mondo sottomarino, ma anche l'appassionato che in immersione avesse la ventura di incontrarli. Infatti, a meno che non si tratti di specie già note e della cui innocuità si sia certi, sarà sempre bene maneggiare questi organismi con estrema attenzione, in quanto si è visto che le loro secrezioni possono spesso causare infiammazioni e vesciche sulla pelle dell'uomo. |
| torna alla "Homepage" | torna a " fotogiornalismo " |
copyright Guido Picchetti - 20/3/2009