da "MONDO SOMMERSO" / Febbraio 1988

NB. - In questa serie di sette articoli sull'ambiente marino tropicale delle Maldive, pubblicati  da Mondo Sommerso tra
il Dicembre '87 e il Novembre '88, sia le foto che i testi sono  di proprietà del sottoscritto, e pertanto li riproponiamo entrambi.


SUI FONDALI DELLE MALDIVE

IL POPOLO DEI CORALLI

 

Proseguendo nelle osservazioni della fauna incontrata sui fondali
delle Maldive, ci occupiamo questa volta dei
Nudibranchi
e del
Platelminti che abitano i coralli. Si tratta di
animaletti invertebrati; i primi sono molluschi, i secondi vermi

Testo e foto di Brigitte Cruickshank e Guido Picchetti
 

La maggior parte di coloro che vanno alle Maldive per praticare fotografia sub-acquea, è colpita principalmente dalla ricchezza e dalla varietà di pesci che popolano i reef corallini. Il più delle volte, anche se sono alquanto interessati alla biologia marina, e sui fondali medi-terranei si sono dedicati spesso con soddisfazione a riprendere in macro le infinite forme di vita minuta che popolano le acque di casa nostra, essi, quando sono in immersione sul reef, tralasciano di osservare quanto di me-raviglioso si nasconde negli anfratti dei coralli o sotto le stesse madrepore. E perdono così l'occasione di scoperte straordinarie, che proprio chi ha già una certa conoscenza di base degli organismi marini sarebbe più di chiunque altro in grado di apprezzare.

Certamente non è facile sottrarsi al fascino dello spettacolo in cinemascope, che l'infinita varietà di pesci multicolori delle acque maldiviane crea di fronte all'obiettivo fotografico: uno spettacolo mutevole in ogni istante e aperto ad ogni sorpresa. Ma ridurre ogni tanto l'orizzonte della propria visuale e abbassare lo sguardo tra i coralli del reef per scoprire anche le altre innumerevoli forme di vita che popolano la scogliera madreporica, è esperienza assolutamente da non tra-lasciare. L'ambiente della barriera co-rallina è caratterizzato da una ricchezza e una complessità che non ha eguali nel mare. Non ci sono solo pesci e coralli, ma in esso sono largamente rappresentati tutti i "phila" di invertebrati marini, il più delle volte con delle forme tropicali tipiche della zona, caratterizzate da straordinarie forme e colori. E chi conosce le corrispondenti forme di vita mediterranee, troverà di notevole interesse confrontarne aspetti e costumi di vita.

 


Tra i coralli dei reef maldiviani si nascondono molti organismi marini affascinanti: Nudibranchi, come il
Thysanozoon (sopra), un Platelminto della famiglia dei Pseudocerotidi presente anche nel Mediterraneo con alcune specie molto simili;
e come lo strano
Notodoris della
foto a lato, un 
Nudibranco
caratterizzato
da un corpo bitorzoluto
alquanto coriaceo
e da un ciuffetto branchiale a metà corpo, orientato posteriormente

Platelminti del genere Pseudoceros (sopra) sono particolarmente frequenti sui fondali maldiviani e di tutto
l'Indo-Pacifico. A fianco, altri due
Platelminti,
probabilmente del genere
Prostheceraeus, caratterizzati
da un particolare disegno a strisce del mantello

Diamo uno sguardo a due tipi di orgamismi marini che, per quanto appartenenti ad ordini sistematici totalmente diversi, facilmente vengono confusi da chi non ha una specifica esperienza nel settore della biologia marina. Sono infatti piccoli invertebrati di dimensioni simili, che si rinvengono di frequente negli stessi luoghi: prevalentemente nascosti negli anfratti dei coralli e sotto i massi sparsi nelle zone di basso fondale del reef. Si tratta dei Platelminti e dei Nudibranchi, due gruppi di animali che anche sui fondali mediterranei comprendono alcune delle più belle e meravigliose forme di vita marina, ma che sui fondali dell'oceano Indiano sono presenti in una varietà molto maggiore e forse ancor più spettacolare.

Cominciamo dai Platelminti, animali marini il cui aspetto, almeno nella specie che più spesso ci è dato di vedere, non denuncia affatto ciò che essi realmente sono: dei "poveri vermi". Vermi piatti, che strisciano abitualmente sotto i sassi del fondo, ma che sono anche capaci di nuotare in acqua libera con movimenti ondula-tori del corpo di una eleganza che ha pochi eguali nel mondo animale. Il philum dei Platelminti comprende ben 25.000 specie, con forme sia parassite (come i famigerati vermi intestinali dell'uomo), sia capaci di condurre vita indipendente come quelle che possiamo rinvenire sui fondali marini. Sono animali ermafroditi, non molto avanti nella scala evolutiva, con un corpo morbido e schiacciato, caratterizzato da simmetria bilaterale e da una struttura molto semplificata. Sul corpo si può riconoscere il capo con gli organi sensoriali, ma non ci sono cavità all'infuori di un'apertura eh serve l'apparato digerente sia come bocca che come ano. Manca qualunque apparato specifico per la respirazione, in quanto tale funzione viene esplicata attraverso tutta la superficie corporea dell'animale.

I Platelminti che possiamo incontrare di solito in mare appartengono alla classe dei Turbellari, detti comunemente appunto vermi piatti. In genere sono piccoli, lunghi 2 o 3 centi-metri appena, ma proprio sui fondali dei reef dell'Indo-Pacifico sono particolarmente frequenti i Platelminti appartenenti al genere Pseudoceros, caratterizzati da dimensioni maggiori (fino a 5 cm di lunghezza), e da colorazioni oltremodo appariscenti. Molto poco si conosce delle loro abitudini alimentari. Si pensa che siano carnivori e che si cibino di piccoli invertebrati che cacciano prevalentemente di notte. Alla stessa famiglia degli Pseudoceros appartengono anche i Thysanozoon, altro genere di Platelminto di cui vediamo fotografato nel paginone di apertura di questo servizio un bell'esemplare, ripreso anch'esso sui fondali maldiviani. Mentre di una diversa famiglia di Platelminti, quella degli Euryleptidi, fanno parte i Prostheceraeus, riconoscibili da un caratteristico mantello striato.

E veniamo ai Nudibranchi, animali marini di tutt'altro gruppo sistematico. Si tratta infatti di Molluschi Gasteropodi, come la maggior parte dei molluschi portatori di conchiglie tanto care ai collezionisti. Ma mentre questi ultimi appartengono generalmente alla sottoclasse dei Prosobranchi, le nostre "lumachine di mare" (come possiamo definire i Nudibranchi senza troppo timore di sbagliare) sono inserite dagli specialisti nella sottoclasse  degli  Opistobranchi.  Questi  si  differenzia-

 
 



La
Phyllida borguini (sopra) è una specie di Nudibranco
 endemica dell'Indo-Pacifico, facilmente riconoscibile
per il suo mantello ricco di protuberanze.
Sotto, due
Pleurobranchi, caratterizzati dalla presenza
di lamelle branchiali sotto il mantello.

no dai Prosobranchi per una maggiore regressione della conchiglia, che in alcune famiglie di Opistobranchi c'è ancora, sebbene risulti generalmente invisibile, nascosta com'è dal mantello dell'animale, mentre in altre scompare totalmente. Inoltre, a differenza dei Prosobranchi, che hanno le branchie per la respirazione situate davanti al cuore e rivolte verso la parte anteriore del corpo (e da ciò il nome), gli Opistobranchi o non hanno le branchie, o ne hanno una sola rivolta verso la parte caudale del corpo. E quando mancano le branchie, esse sono sostituite da conformazioni strutturali di varia forma, fatte apposta per favorire la respirazione cutanea con l'aumento della superficie corporea, attraverso la quale avvengono i necessari scambi gassosi con l'ambiente esterno.

Negli Opistobranchi troviamo vari ordini di molluschi, uno dei quali è appunto quello dei Nudibranchi. Capita spesso però che vengano chiamati Nudibranchi anche dei molluschi Opi-stobranchi appartenenti  a qualche altro ordine.  E'  il  caso  ad

 

esempio dei Pleurobranchi, piccoli molluschi dell'ordine dei Pleuro-branchomorpha, caratterizzati da un largo mantello che contorna tutto il corpo e che, oltre a celare parzialmente la testa dell'animale, nasconde spesso, sul lato destro, la struttura branchiale di cui molte di queste specie sono dotate. Tra i Nudibranchi propriamente detti troviamo organismi di grandezze diverse, dalle forme piccolissime che vivono nascondendosi tra i granelli di sabbia alle grandi specie del Pacifico, alcune delle quali possono anche superare il chilo e mezzo di peso. Sono animali privi di conchiglia. Il corpo, che comprende l'apparato digerente, il mantello e il piede, presenta esternamente una chiara simmetria bilaterale. È simile a quello di una lumaca e più o meno appiattito, e su di esso sono frequentemente presenti delle escrescenze corporee fortemente vascolarizzate, che pur senza essere delle vere e proprie branchie, facilitano comunque gli scambi gassosi necessari alla vita dell'organismo, estendendone la superficie corporea esterna. E da qui il nome di Nudibranchi dato loro.

In alto, un Nudibranco del genere Hexabranchus, al quale appartiene
anche la specie
Imperialis,
comunemente nota con il nome di "
Ballerina spagnola". A lato, sempre fotografata sui fondali delle Maldive,
una specie di
Doridide, riconoscibile
dalle appendici dorsali ramificate, disposte a ciuffo intorno
all'orifizio anale.

 

Qui a lato, una specie di
Nudibranco delle Maldive
non identificata, caratterizzata
da un corpo estensibile
lungo fino a una decina
di centimetri, sul quale
sono disposte ad intervalli
regolari numerose serie
di appendici dorsali.

 

Tra le famiglie di Nudibranchi più note, abbiamo quella degli Eolididi, che presentano numerose serie di escrescenze dorsali; quella dei Dorididi, dalle ap-pendici dorsali ramificate e disposte a ciuffo intorno all'orifizio anale; e quella dei Phillididi, che sono invece privi di appendici dorsali e nascondono spesso alcune serie di lamelle branchiali tra il piede e il mantello.

Una particolarità dei Nudibranchi è di essere cosmopoliti: li possiamo trovare cioè in qualunque ambiente e a qualunque latitudine, nel Mediterraneo come alle Maldive. E da certe caratteristiche esterne, anche in presenza di specie sconosciute, si può generalmente risalire alla famiglia di appartenenza. Sono ammali predatori, alcuni con gusti molto selettivi, cibandosi solo di una determinata specie di invertebrati. Alcuni Nudibranchi che si nutrono di celen-terati, usano come proprio mezzo di difesa le cellule urticanti dei polipi predati, riuscendo a convogliare tali cellule ancora intatte nelle proprie escrescenze dorsali, e rendendosi così essi stessi pericolosi per eventuali assalitori. E secondo alcuni studiosi, le smaglianti colorazioni che sfoggiano molte specie di Nudibranchi sarebbero un chiaro segnale di avvertimento della loro pericolosità per gli altri organismi. Una pericolosità che comunque non interessa solamente gli altri abitanti del mondo sottomarino, ma anche l'appassionato che in immersione avesse la ventura di incontrarli. Infatti, a meno che non si tratti di specie già note e della cui innocuità si sia certi, sarà sempre bene maneggiare questi organismi con estrema attenzione, in quanto si è visto che le loro secrezioni possono spesso causare infiammazioni e vesciche sulla pelle dell'uomo.

 
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copyright Guido Picchetti - 20/3/2009