da "MONDO SOMMERSO" / Gennaio 1988

NB. - In questa serie di sette articoli sull'ambiente marino tropicale delle Maldive, pubblicati  da Mondo Sommerso tra
il Dicembre '87 e il Novembre '88, sia le foto che i testi sono  di proprietà del sottoscritto, e pertanto li riproponiamo entrambi.


A TAVOLA CON I PESCI DEL REEF

METTI UNA SERA A CENA

 

La pratica del fish feeding, cioè il dar da mangiare ai pesci
in immersione, rivela il carattere e le tendenze delle varie
specie, ognuna con un'indole che ne determina il
comportamento non solo nei confronti delle altre specie ma anche dell'uomo

Testo e foto di Brigitte Cruickshank e Guido Picchetti

 

Uno dei piaceri maggiori che l'immersione è in grado di offrire a chiunque s'interessi alla vita che si svolge nell'ambiente sottomarino è la possibilità di appro-fondire la conoscenza degli abitanti del mare, che si tratti di pesci o di in-vertebrati, al di là del livello di pura e semplice individuazione delle varie specie. Questa capacità d'individuazione, almeno delle specie più comuni e rappresentative, resta pur sempre d'importanza basilare; ma qualunque subacqueo con un po' di pazienza e di spirito di osservazione può facilmente constatare, in immersione, come ogni singola specie animale del mondo marino non solo sia fornita di quei caratteri distintivi esteriori che più o meno facilmente ne permettono il ricono-scimento nel suo ambiente naturale, ma presenti anche un proprio modo di reagire agli stimoli esterni che la differenzia, a volte nettamente, da altre specie pur appartenenti allo stesso gruppo siste-matico.

In particolare, per quanto riguarda i pesci, se ci è concessa una leggera dose di antropomorfismo, si può arrivare a dire che ogni specie ittica sia naturalmente dotata di una propria personalità. Ed è il più delle volte una personalità precisa e definita, che si riflette nel suo modo di affrontare nuove esperienze ed anche di memorizzarne i diversi fattori, positivi o negativi che siano. Lo si può notare, ad esempio, dagli atteggiamenti che le diverse specie di pesci assumono nei confronti del subacqueo, allorché questi riesce con un po' di pazienza a conquistarsene la fiducia o, quanto meno, a superarne o ridurne la diffidenza.

 


All' offerta del cibo non tutte le specie  reagiscono allo stesso modo, combattute come sono tra appetito e timore. Ad esempio, mentre la Murena (sopra) si lascia facilmente trasportare dalla sua
ingordigia e per questa ragione, se affamata, può anche diventare
pericolosa, per la Cemia (a lato) il cibo rappresenta un fatto secondario,  arrivando a stabilire un rapporto
di vera fiducia con i sub

Una delle specie che più facilmente si lascia tentare dal cibo offertogli dal sub, è certamente la murena. Le foto subacquee che mostrano quest'animale mentre addenta il cibo dalle mani del sub, ormai non fanno più alcun effetto. E la brutta fama che per secoli aveva accompagnato quest'animale sembre-rebbe definitivamente scomparsa. Eppure un certo  rischio  nel  trattare  con le  murene c'è sempre, causato appunto da alcune caratteristiche  che  contraddistin-guono l'animale  e che,  se  di notevoli di-

 

mensioni, ancor più si accentuano: una limitata capacità visiva, anzitutto; e poi una certa impulsività che, unita a uno scarso livello di intelligenza, rende a volte imprevedibili e pericolosi i suoi tentativi di impadronirsi del cibo.

È un po' quanto accade generalmente con gli squali, anch'essi caratterizzati, come si sa,  da scarse  capacità intellettive che rendono   spesso   imprevedibile   il   loro comportamento, specie se in preda alla cosiddetta "frenesia alimentare".

 

Le Remore sono abituate a cibarsi
nuotando insieme ai grandi predatori
marini cui frequentemente si accom-pagnano. Per questa ragione solo in movimento accettano il cibo dalle mani del sub, allontanandosi se egli smette di nuotare. Una volta però avuto un tale positivo rapporto, sono capaci di memo-rizzarlo e, in caso di un nuovo incontro con il sub, accorrono verso di lui  abbando-nando altri occasionali compagni di viaggio

Curiosa e divertente è la reazione
del Pesce Istrice al contatto con
il sub: temendo il pericolo si gonfia
di acqua per spaventare l'aggressore.
In questo modo le numerose spine, normalmente invisibili
sul suo corpo, si ergono con
effetto porcospino. Anche
il simpatico Pesce Palla ha
un'identica reazione, ed essendo
sprovvisto di spine può
sembrare del tutto innocuo.
Attenti però alla sua dentatura!
 

Ma non è quanto accade con le cernie, che sono invece pesci dotati di un notevole grado di intelligenza: la loro curiosità (che di questa intelligenza è proprio la prova evidente), le porta ben presto a superare l'iniziale istintiva diffidenza verso il sub, il quale, una volta conquistatane la fiducia, se le vedrà venire intorno ogni volta che si immerge nelle vicinanze della zona dove esse abitualmente risiedono; e ciò anche indipendentemente dal fattore cibo, ma unicamente per palese interesse a ciò che lo stesso sub va facendo nel loro ambiente.

 

Altri rapporti mediante il richiamo del cibo potremo facilmente instaurarli ancora con i Lutiani a strisce gialle, bei pesci che vivono in branco sui fondali corallini un po' più profondi, o con i rossi Garibaldi, che po-tremo rinvenire anch'essi in branco nella penombra di certi anfratti delle pareti a picco del reef. Sono pesci di gruppo, per i quali vale il detto dell' "unione fa la forza": solo quando i primi temerari saranno riusciti ad avvicinarsi al sub superando la loro forte istintiva timidezza, allora tutti gli altri si faranno sotto in massa senza più alcun timore.

Un incontro inusuale è quello con lo Squalo Chitarra. In realtà non si tratta di un vero squalo, ma di un pesce
dell'ordine del
Rinobatiformi. Si ciba di piccoli molluschi e crostacei che cattura rovistando la sabbia del fondo,
mentre nuota in continuazione con un caratteristica movimento ondulatorio, restando del tutto indifferente all'avvicinarsi di un sub.
 
 

E, con lo stesso sistema, anche certe specie di Acanturidi, comunemente detti Pesci Chirurgo, potranno essere avvi-cinate, ma sarà bene fare un po' di attenzione agli affilatissimi rasoi che sporgono lateralmente dalle loro pinne caudali e che potrebbero più o meno involontariamente ferirci. Ma uno dei rapporti più interessanti che si può provare ad avere con un pesce tropicale è certamente quello con la remora, un pesce abituato a convivere con altri grossi animali marini, grazie ai quali riesce a procurarsi il cibo mentre nuota insieme ad essi. Anche i subacquei agli occhi di una Remora, non sono altro che grossi animali marini e, pertanto, essa non rifugge affatto una tale vicinanza; ma, anzi, è pronta a venirci vicino in im-

 

mersione e ad accettare il cibo che gli andiamo offrendo, purché lo mettiamo a disposizione della sua bocca, caratte-risticamente rivolta verso l'alto, e ciò mentre stiamo nuotando. Infatti, se per caso ci fermiamo, la remora prontamente si allontana da noi, come se temesse qual-cosa. Ma appena ci rimettiamo in movimento torna subito al nostro fianco e non ci lascia più fino a che rimaniamo sott'acqua. E potrà anche accadere in una successiva immersione (come proprio a noi che scriviamo è realmente accaduto) di vedercela tornare vicino risalendo velocemente dal fondo e abbandonando a nostro favore chissà quale suo momentaneo compagno di viaggio, memore del ricco pasto che noi la volta precedente le avevamo offerto.

 
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copyright Guido Picchetti - 25/3/2009