da "MONDO SOMMERSO" / Ottobre 1993

NB -  Si tratta di una guida alla video sub sotto forma di rubrica che "MONDO SOMMERSO" iniziò a pubblicare mensilmente, con un bel corredo di immagini, a partire dal Giugno 1993,  ma di cui videro la luce  solo le prime 5 puntate (l'ultima nel Novembre dello stesso anno), e ciò nonostante il "...continua"  che, come nelle precedenti puntate, ne concludeva l'ultimo testo...

GUIDA ALLA VIDEOSUB - 4

 COME USARE IL CAMCORDER


Testo e foto di Guido Picchetti

uando abbiamo iniziato questa rubrica dedicata alle videoriprese in immersione, abbiamo chiaramente indicato come le caratteristiche tecniche di una comune telecamera bene si adattino all'impiego sott'acqua, trovando nella diffusa luminosità propria dell'ambiente subacqueo, solitamente priva di forti contrasti, le condizioni ottimali per fornire delle buone prestazioni. Ciò premesso, vediamo questa volta di dare qualche consiglio pratico, che valga ancor più ad assicurarci dei buoni risultati nell'impiego in immersione di una telecamera inserita in una custodia subacquea.

LA DIREZIONE DI RIPRESA
Il primo consiglio è di evitare di puntare troppo spesso la telecamera verso l'alto. Può sembrare un consiglio superfluo, in quanto raramente le cose interessanti per una ripresa videosub si trovano più su del livello cui si trova l'operatore subacqueo. Ma  in realtà  il tentare la ripresa  dirigendo  sistematicamente

 

 

IL FILTRO AMBRA
Per recuperare la naturale colorazione dei soggetti subacquei ripresi con il video facendo a meno dell'illuminatore, potrà risultare indubbiamente utile un leggero filtro ambra che potrà essere fisssato sull'obiettivo della telecamera prima del suo inserimento in custodia o, più vantaggio-samente, applicato direttamente ali esterno dell'oblò della custodia, in modo da poterlo all'occorrenza rimuovere.

LA POSIZIONE "INDOOR"
Nelle riprese video effettuate in ambienti piuttosto bui e profondi, dove diventa predominante la luce dell'illuminatore montato sulla custodia video, se vogliamo che i soggetti ripresi risultino con tutte le loro belle colorazioni, occorrerà invece impostare il selettore del bilanciamento del bianco su "indoor", annullando in questo le dominanti rossastre proprie di tutte le fonti luminose artificiali.

l'apparecchiatura  per  la documentazione visiva  dal basso verso l'alto è un'abitudine inveterata per coloro che hanno una certa esperienza di fotografia subacquea, che ben sanno come questo accorgimento valga a far meglio risaltare sulla pellicola il soggetto ripreso verso la luminosità della superficie.

Il discorso purtroppo non vale per le telecamere amatoriali, che non hanno solitamente la capacità di reggere certi contrasti eccessivi tendendo, come si dice in gergo, a "sparare" nelle zone più' illuminate. Queste "sparature", con gli ultimi modelli di camcorder tecnologicamente più avanzati, sembrano invero risultare maggiormente contenute e più sopportabili di quanto non avvenisse con quelli precedenti. Costituiscono comunque un limite da tener presente, capace di incidere negativamente sulla qualità di certe riprese videosub, specialmente se effettuate con l'ausilio di aggiuntivi grandangolari troppo spinti, che portano facilmente a comprendere nel campo di ripresa spazi verso l'alto e verso il basso caratterizzati da forti differenze di luminosità.

Se poi, fidando nelle prestazioni della nostra telecamera, vogliamo proprio tentare dei controluce e riprendere ad esempio dei sub che scendono dalla superficie verso di noi appostati sul fondo, ricordiamoci, dopo aver puntato la telecamera sui nostri soggetti, di non avviare subito la registrazione, ma di dare il tempo necessario ai sensori del camcorder di adattarsi alla forte luminosità del campo inquadrato, evitando per quanto possibile le carrellate. La valutazione sulla qualità delle immagini cosi realizzate potrà comunque essere effettuata solo durante la successiva visione a colori del materiale "girato", non essendo possibile trarre da ciò che vediamo in bianco e nero attraverso il mirino elettronico della telecamera, alcuna indicazione su quelle eventuali "sparature".

 

 


LA POSIZIONE "OUTDOOR"
Operando con il video in immersione senza illuminatore, data la forte dominante azzurra propria dell'ambiente subacqueo, converrà escludere l'automatismo che regola sul camcorder il cosiddetto bilanciamento del bianco, e impostare manualmente detto valore sulla posizione "outdoor".

GLI ILLUMINATORI
Se si effettuano riprese televisive subacquee a poca profondità; non è indispensabile servirsi di illuminatori, ma è opportuno correggere cromaticamente con un filtro ambra la dominante azzurra propria dell'ambiente sottomarino.

LA QUOTA DI RIPRESA
Un secondo consiglio è di cercare di operare il più possibile a limitata profondità, e non perché in profondità manchi la luce sufficiente per le riprese televisive; anche a cinquanta metri sotto la superficie di luce ce n'è a sufficienza per consentire l'operatività a qualunque camcorder, un'apparecchiatura che tra le sue principali caratteristiche ha proprio quella di essere in grado di "filmare" quasi al buio. Il problema è piuttosto un altro.

Il dispositivo automatico di esposizione della telecamera compensa meccanica-mente la ridotta luminosità propria delle profondità marine, adattando la sensi-bilità dell'obiettivo alla differente situa-zione ambientale. E lo fa in modo alquanto indesiderato, rendendo troppo luminoso, e decisamente in misura non rispondente alla realtà, l'ambiente pro-fondo in cui stiamo operando, che con-seguentemente apparirà nella registra-zione né più né meno come se ci tro-vassimo pochi metri  sotto la superficie.


I CONTROLUCE
Qualora si vogliano tentare delle riprese televisive subacquee in controluce, per non avere troppe "sparature", è opportuno dare tempo ai sensori di esposizione della telecamera di compensare lo sbalzo di luminosità che si verifica orientando dal basso verso l'alto la telecamera, ed evitare le riprese in carrellata dal basso verso l'alto.

 

 
In pratica, viene ad essere completa-mente annullata ogni sensazione del profondo blu, fruendo per di più di una profondità di campo estremamente limitata, che metterà facilmente fuori fuoco alcuni dei soggetti ripresi. Al con-trario, se, come è sempre consigliabile, opereremo con la telecamera a poca profondità, oltre a godere di una maggiore profondità di campo, i colori dei nostri soggetti subacquei risulteranno più vivi e naturali, cromaticamente non troppo filtrati dall'azzurro del mare.

COLORI E DOMINANTI
E a proposito di colori, altro vantaggio che potremo ottenere dall'operare a poca profondità, sarà dato dalla possibilità di poter fare tranquillamente a meno dell'ausilio di eventuali illuminatori. La sensibilità della telecamera è tale, l'abbiamo detto, che, fino a una quindicina di metri di profondità, le lampade subacquee non sono generalmente necessarie, a meno di non andare ad effettuare riprese in grotte o in ambienti subacquei piuttosto bui. Ma senza illuminatori c'è il problema della mancanza dei colori. A causa del fenome-

 


LA PROFONDITÀ DI CAMPO
La buona luminosità ambientale che possiamo trovare sottacqua a poca profondità, unita all'elevata sensibilità della telecamera, ci consente di avere a fuoco sia i soggetti vicini che quelli più lontani; di avere in altre parole un'ottima profondità di campo, che ci mette al riparo da possibili errori di valutazione e di impostazione della distanza di ripresa.

no dell'assorbimento selettivo cromatico provocato dall'acqua, man mano che scendiamo sempre più' tutto ci appare monocromaticamente azzurro. Una prima indicazione utile a correggere questo effetto tipico dell'ambiente marino, e capace di ridurre in certa misura la forte dominante azzurra che possiamo avere a volte fin dai primi metri di profondità, può essere quello di rinunciare all'automatismo del cosiddetto bilanciamento del bianco. Quindi impostare manualmente il corrispondente selettore sulla posizione "out-door", con-traddistinto su molti camcorder dal simbolino del sole, per indicare appunto la situazione di illuminazione naturale e differenziarla da quella artificiale.

D'altro canto il bilanciamento automatico del bianco dei camcorder, come dicono chiaramente le relative istruzioni, non

funziona correttamente in presenza di forti dominanti cromatiche, azzurre o rosse che siano, e viene espressamente consigliato in tali casi di ricorrere alla selezione manuale. E impostando l'apposito selettore del camcorder su "outdoor" è come se ponessimo davanti all'obiettivo un filtro ambra fisso, capace di annullare in certa misura i toni azzurri presenti in campo.

IL FILTRO AMBRA
Per correggere in modo ancor più efficace quest'alterazione cromatica dei soggetti ripresi in immersione, fino a poter rendere i loro cromatismi originali anche senza illuminatori, un sistema indubbiamente pratico ed anche economico è quello di montare sull'obiettivo del nostro camcorder in custodia subacquea un vero e proprio filtro ambra.

Tutti i colori dei soggetti ripresi in immersione dalla nostra telecamera risulteranno allora decisamente più gradevoli e naturali. E si potrà anche nuo-vamente utilizzare l'automatismo del bilanciamento del bianco, dato che il filtro realmente anteposto all'obiettivo annulla l'eccessiva dominante azzurra, restituendo piena funzionalità' a questo meccanismo del camcorder.

Meglio ancora sarà se riusciremo ad applicare tale filtro all'esterno dell'oblò della custodia stessa, in modo da poterlo eventualmente rimuovere al momento di fare delle riprese in superficie con la telecamera ancora inserita in custodia; riprese che altrimenti risulterebbero alquanto innaturali per la strana dominante cromatica che caratterizzerà le nostre scene, rossastra questa volta, dovuto al colore giallo del filtro montato sull'obiettivo. •

LE "SPARATURE"
Nelle riprese video subacquee occorre fare molta attenzione quando si punta la telecamera verso l'alto, in quanto è facile che si verifichino le cosiddette "sparature", conseguenti all'eccessiva luminosità di certe zone del campo inquadrato.


 
(4 - contìnua)

 
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copyright Guido Picchetti - 13/9/2009