da "MONDO SOMMERSO" / Ottobre 1993

NB -  Si tratta di una guida alla video sub sotto forma di rubrica che "MONDO SOMMERSO" iniziò a pubblicare mensilmente, con un bel corredo di immagini, a partire dal Giugno 1993,  ma di cui videro la luce  solo le prime 5 puntate (l'ultima nel Novembre dello stesso anno), e ciò nonostante il "...continua"  che, come nelle precedenti puntate, ne concludeva l'ultimo testo...

GUIDA ALLA VIDEOSUB - 5

 COME USARE IL CAMCORDER


Testo e foto di Guido Picchetti

er effettuare in immersione delle buone riprese televisive, indipendentemente dalle caratteristiche tecniche che può avere l'apparecchiatura videosub impiegata, ci sono alcuni accorgimenti legati prevalentemente all'ambiente particolare in cui andiamo ad operare, che è opportuno seguire. Per prima cosa un operatore subacqueo deve avere un giusto equilibrio e un perfetto controllo del proprio galleggiamento.

IMPORTANZA DELL'ASSETTO
Errori di zavorratura nell'attività di videoripresa subacquea sono da evitare, in quanto non è tanto facile poterli compensare con un appropriato utilizzo dell'equilibratore idrostatico, essendo le mani di solito impegnate per gran parte

 


MIRINO E PARALLASSE
Non tutte le custodie videosub dispongono del mirino elettronico. Alcune sono dotate unicamente di mirino sportivo, e converrà effettuare alcuni esercizi di ripresa in bacino chiuso per abituarsi ad usarlo convenientemente, in modo da evitare i possibili errori di parallasse.

CONOSCERE I COMANDI
Un'altra dote preziosa per il videosub è una buona padronanza dei vari comandi presenti sulla telecamera, delle possibilità da essi offerte, e in particolare di quelli riportati all'esterno della custodia.

del tempo sulle impugnature della cu-stodia. Un'eccessiva presenza d'aria nel giubbetto equilibratore, conseguente a un'esuberante zavorratura, può avere più di uno spiacevole effetto. Ad esempio, durante riprese in movimento a varie quote,  essa può rendere il videoperatore subacqueo pericolosamente positivo, favorendone involontarie fughe verso l'alto con conseguenti rischi di embolia; o quanto meno può comprometterne la stabilità d'azione, specialmente a limitata profondità. Durante gli spostamenti di quota del sub in prossimità della su-perficie, l'aria presente nel jacket varia infatti il suo volume in maniera più sensibile che in profondità, rendendo più difficoltoso per il sub riuscire a trovare il perfetto assetto idrostatico.

BARICENTRO E MANOVRABILITÀ'
A proposito dell'assetto idrostatico della videocamera subacquea, altro elemento della massima importanza, decisamente essenziale per la stabilità delle riprese e pertanto anch'esso attentamente da ricercare, riguarda il baricentro dell'ap-parecchiatura da videoripresa subacquea, il quale è bene che sia il più basso possibile,   e  assolutamente  ben centrato

 

 

L'ASSETTO DELL'ATTREZZATURA
Anche importante è l'assetto idrostatico dell'attrezzatura videosub, la quale diventa facilmente manovrabile in immersione solo se il suo peso in aria risulta ben annullato in acqua, facendola risultare solo appena negativa.

L'EQUILIBRIO DELL'OPERATORE
L'assetto idrostatico è molto importante per un videoperatore subacqueo. Dovrà essere attentamente evitata ogni eccessiva zavorratura, in quanto durante una ripresa non sempre è facile intervenire manualmente sul jacket per compensare gli eventuali squilibri, tanto più sensibili quando si opera a bassa profondità.

 

 

 

rispetto all'asse longitudinale della custo-dia. Soltanto con il baricentro cosi posizionato infatti riusciremo senza sforzo a mantenere in acqua sempre perfet-tamente in piano l'apparecchiatura videosub. Con il vantaggio inoltre che, se anche saremo costretti a levare una mano dall'impugnatura durante la ripresa (ad esempio, per meglio posizionare l'illu-minatore sul soggetto da riprendere o per agire su qualche comando posto eventualmente sul retro della custodia), l'inquadratura in atto non subirà fastidiosi spostamenti, e le immagini registrate non mostreranno soluzione di continuità.

Questa capacità di agire sui vari comandi dell'apparecchiatura senza che la ripresa abbia a risentirne, insieme alla piena padronanza su detti comandi e su come e quando occorra azionarli, sono doti che comunque bisogna che un buon videoperatore subacqueo cerchi di sviluppare al massimo.

CONTROLLO DELL'INQUADRATURA
Un altro problema può essere poi dato dal controllo dell'inquadratura, specie se si dispone di un'apparecchiatura video con mirino a traguardo esterno, quale quello ad esempio che troviamo su alcuni dei modelli più semplici ed economici di custodie videosub prodotti dalla Sony. In questo caso, avvicinandosi al soggetto occorrerà abituarsi a compensare quasi automaticamente gli errori di parallasse.

Sarà anche bene, eventualmente con qualche prova di ripresa in piscina, cercare di fare l'occhio all'angolo di ripresa che la telecamera sottacqua ci consente nelle varie posizioni di regolazione dello zoom (se il complesso ottico di cui la custodia subacquea  dispone ne consente l'uso),  abituandoci ad operare

IN PISCINA PER IMPARARE
La piscina può essere l'ambiente ideale per effettuare le prime riprese videosub, e sperimentare la funzionalità di un'apparecchiatura da videoriprese subacquee.

fin da queste prime prove restando non troppo distanti dai soggetti che ci interessano: ricordiamoci che sott'acqua, come nella fotografia, anche nel video questo è l'unico modo per ottenere delle immagini davvero efficaci per colore e definizione.

BRANDEGGIO E STABILITA'
La piscina potrà esserci utile anche per fare dei primi esercizi di brandeggio e di controllo subacqueo dell'apparecchiatura video. Il primo elemento che contrad-distingue una buona ripresa video è infatti la stabilità dell'inquadratura, e l'acqua, se l'operatore è un buon sub, è un elemento che certamente favorisce tale stabilità. Purtroppo chi è alle prime esperienze in questo campo non sempre sa approfittare a dovere di questo vantaggio e durante le riprese, senza neppure accorgersene, tende il più delle volte a muovere la telecamera in continuazione, lasciandola per tempi ecces-

STABILITA' E BARICENTRO
Per la stabilità delle riprese subacquee risul-ta determinante la posizione del baricentro dell'apparecchiatura, che deve essere il più basso possibile, consentendo al sub di opera-re impugnando la custodia anche con una sola mano.


 

sivamente lunghi accesa in fase di registrazione, preso com'è dall'interesse per le scene che ha davanti. E conseguen-temente punta il mirino nelle varie direzioni, spostandolo senza interruzioni da su in giù e da destra a sinistra, con il risultato finale di far venire il mal di mare a chiunque veda poi il materiale cosi girato.

Occorre invece che l'operatore subacqueo rammenti sempre che il video (come già il cinema, di cui per tanti versi questo mezzo di documentazione è l'erede diretto) vuole sì il movimento, ma lo vuole unicamente in campo, vale a dire nelle scene che abbiamo di fronte. Mentre telecamera e inqua-dratura più fisse sono, tanto meglio è. Ed è per questa ragione che la capacità di mantenere la custodia videosub ben ferma in immersione durante le riprese, rappresenta la prima dote che contra-ddistingue un bravo operatore subacqueo: una dote che non s'improvvisa dal nulla ma che, pur se fondata su una buona istintiva acquaticità,  va costantemente esercitata e

perfezionata, al fine di poter sfruttare al massimo tutte le possibilità espressive videografiche che le tre dimensioni dell'ambiente liquido possono offrirci, grazie anche all'assoluta mancanza di peso di cui sott'acqua godiamo. Vedremo la prossi-

ma volta quali esercizi possano praticamente aiutarci a migliorare la nostra tecnica di ripresa, e quali altre caratteristiche basilari dovranno avere le nostre riprese videosub per poter garantire a priori dei risultati soddisfacenti.


 
(5 - contìnua ??? )

 
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copyright Guido Picchetti - 14/9/2009