da "MONDO SOMMERSO" / Novembre 1984

IL MEDITERRANEO


Bella sopra, meglio sotto

TORNA A SURRIENTO


Grazie alle escursioni subacquee, molte località sono ora da riscoprire.
Ciò che era dato per scontato per averlo visto, per averne sentito parlare,
o per averne letto, è da rivisitare sotto la superficie del mare,
dove spesso si trovano argomenti d'interesse non meno validi di quelli in superficie.
È la volta di Sorrento, una delle perle del Golfo di Napoli.

Testo e foto  di Guido Picchetti  (*)

II turismo a Sorrento non è certo una cosa nuova. Da oltre cent'anni questa famosa cittadina campana di appena ventimila abitanti, incastonata in un pianoro tufaceo, a cinquanta metri sul mare e contornata da alte colline verdeggianti di agrumeti e limoneti, accoglie regolarmente una moltitudine di visitatori delle più diverse nazionalità. E in prevalenza si tratta di inglesi, turisti cioè niente affatto facili da soddisfare nelle loro esigenze, che tuttavia proprio con la loro ripetuta presenza dimostrano come Sorrento sia in grado di offrire quanto di meglio un turista può aspettarsi durante una vacanza.

UN GIOIELLO IGNORATO — Ma, pur essendo sicuramente nota ovunque nel mondo quanto poche altre località turistiche, Sorrento risulta tuttavia alquanto ignorata dai subacquei che non siano direttamente del napoletano. In particolare la ignorano, salvo rare eccezioni, quelli provenienti dal Nord, i quali raramente la scelgono come meta delle loro escursioni subacquee a lungo raggio. A Sorrento preferiscono il più delle volte località selvagge ed isolate, ma prive di quei motivi di interesse ricreativo e culturale che possono ottimamente integrare, per sé e per i familiari al seguito, le soddisfazioni offerte da una serie di belle immersioni.

Un tale disinteresse poteva forse avere una sua giustificazione allorché era la caccia l'attività maggiormente preferita e praticata dai sub. Sotto questo profilo, infatti, tra le profondità di tutto rispetto che si ritrovano appena a pochi metri dalla costa e l'intenso traffico di natanti e... di bombaroli (che ancora imperversano regolarmente nelle zone migliori), i fondali della Penisola Sorrentina,  anche se riservano ogni tanto


Sopra una vista dall'alto di Marina Grande a Sorrento con il Vesuvio sullo sfondo. Marina Grande rappresenta l'approdo preferito dai pescatori professionisti locali, mentre il movimento marittimo principale di Sorrento fa capo essenzialmente al porticciolo turistico di Marina Piccola.

ai più bravi e ai più assidui delle belle soddisfazioni, non si può dire certo siano molto indicati  (ma quali in Italia ancora lo sono ? ).

FRA I FONDALI PIÙ BELLI — Oggi però che la molla principale che spinge i sub all'immersione è divenuta la fotografia, o quanto meno il semplice affascinante piacere di osservare la natura subacquea, un tale disinteresse per Sorrento e i suoi fondali da parte dei sub non ha più alcun motivo d'essere. Tutt'altro.  Senza alcuna enfasi,  come può testimoniare  chiun-que li conosca e li valuti sotto il profilo naturalistico e paesaggistico,  i fondali sorrentini  sono  certamente  tra  i  più


Sopra: Sui 35 metri di fondo sotto Punta Campanella  si estendono dalla roccia lussureggianti ventagli di Paramuricea chamaeleon.

Sotto: una parete dell'isolotto del Vervece a pochi metri di profondità,
 interamente tappezzata di Parazoanthus axinellae;
su quel fondale giace la Madonnina di Vervece, piccola statua
in bronzo della Vergine, a 15 metri circa di profondità.

belli ed interessanti del Mediterraneo, ricchissimi di forme svariate di vita sottomarina. Essi offrono inoltre una varietà infinita di aspetti ambientali capaci di soddisfare gli interessi più diversi di un subacqueo. E soprattutto l'interesse fotografico. Non per nulla Sorrento è patria di alcuni affermati fotosub, quali ad esempio Enrico Gargiulo e Virgilio Liguori. Lo stesso sottoscritto d'altro canto, quando per motivi professionali deve effettuare delle riprese subacquee, preferisce di norma operare in queste acque, che più e meglio di altre riescono ad offrire scenari e sfondi ambientali atti a valorizzare una qualunque immagine subacquea.

PALESTRA PER FOTOSUB — A conferma di questa particolare fotogenicità dei fondali sorrentini, che ne fa la palestra ideale per ogni fotosub, basterà ricordare che proprio a Sorrento nel lontano 1971 si svolse il 1° Corso di Fotografia Subacquea Raniero Maltini, dedicato alla memoria del famoso fotosub romano l'anno prima tragicamente scomparso. E a quella prima edizione del Corso Fotosub (una primizia assoluta per quei tempi in Italia e in Europa) altre dieci edizioni seguirono negli anni seguenti, fino al 1981; corsi cui apportarono la loro preziosa esperienza a vantaggio di quanti ebbero modo di parteciparvi, e furono tanti, alcuni dei più grossi personaggi della fotografia subacquea italiana, da Victor De Sanctis a Giancarlo Annunziata, da Danilo Cedrone a Enrico Gargiulo, da Claudio Ripa a Maurizio Saglio, e altri ancora.

IL CENTRO IMMERSIONI SORRENTO — L'iniziativa e l'organiz-zazione dei corsi Raniero Maltini era del Centro Immersioni Sorrento, un centro subacqueo che il sottoscritto ha avuto l'onore di dirigere fin qui dalla sua fondazione avvenuta nel 1969 con la collaborazione della locale Azienda Turismo e Soggiorno, e presso il quale a tutt'oggi si sono qualificati in attività subacquee di base o di successiva specializzazione oltre un migliaio di subacquei di età e sesso diversi, buona parte  di essi  conseguendo  negli ultimi anni  regolare brevetto

 

internazionale, certificante la rispet-tiva qualifica. Al Centro Immersioni Sorrento, infatti, furono rilasciati i primi brevetti Padi di sommozzatore di acque libere fin dal 1978, e nel 1980 vi si svolse il primo corso ufficiale per la formazione e la qualificazione degli istruttori Padi che abbia avuto luogo in Italia. Oggi il Centro Immersioni Sorrento è un centro sub regolarmente affiliato alla Naui, altra importante organizzazione didattica americana facente capo alla Cmas. In virtù di tale affiliazione, e nonostante le sue di-mensioni certamente non macro-scopiche, risulta così inserito in una vasta rete internazionale di qualificati centri subacquei sparsi nel mondo, garantendo una notevole varietà di servizi di qualità, a vantaggio degli sportivi praticanti che ad esso si appoggiano o si rivolgono. E, suc-cessivamente alla formazione di base, offre altre numerose occasioni di pratica dello sport subacqueo, con interessanti e convenienti proposte di viaggio e brevi ma intensi corsi di specializzazione nei più diversi settori delle attività subacquee, dalla foto-grafia alla ricerca biologica, dall'ac-quariologia alle tecniche dell'immer-sione profonda. Per il prossimo anno sono inoltre in programma dei corsi più impegnativi per Dive Master e Underwater Instructor Naui, che saran-no appunto condotti sotto l'egida di questa importante organizzazione subacquea americana.

SOTTACQUA TUTTO L'ANNO — L'attività del Centro Immersioni Sorrento è d'altro canto favorita dalle particolari condizioni ambientali della zona in cui opera, che consentono di effettuare senza particolari problemi immersioni in mare durante tutti i periodi dell'anno. E per tale ragione, più che nel periodo estivo (troppo affollato dal normale movimento turistico), essa si svolge negli altri periodi stagionali. Anche in pieno inverno, quando la neve imbianca il Vesuvio e i fondali sommersi si spo-gliano delle alghe annuali, conser-vando però la limpidezza e i colori delle acque profonde che lambiscono queste coste, e offrendo ai sub sensazioni ed esperienze davvero uniche e indimenticabili.

DOVE SOMMOZZARE — Grotte, relitti, pareti sommerse che strapiombano nel blu, ricoperte da coloratissime e lussureggianti forme di vita bentoni-ca: questi solo alcuni degli aspetti ambientali che i fondali sorrentini offrono nel loro ricco itinerario di punti ideali per l'immersione. Ma quali questi punti? Vediamo di ricordarli in breve. Anzitutto il Capo di Sorrento che, a dispetto della sua vicinanza alla cittadina, già rappresenta un inte-ressante ambiente subacqueo, preci-pitando fin oltre i sessanta metri sul versante orientale, e offrendo invece sul versante occidentale tutta una serie di anfratti e di passaggi subacquei sui 10-15 metri di fondo, anche con la presenza di alcune sorgenti sommerse di acqua dolce. Segue  la  Cala di Puolo,  uno dei pochi

A destra: nella
Grotta dello Zaffiro
i subacquei possono tranquillamente risalire in superficie grazie all'ampia campana d'aria
che sovrasta l'ambiente, e ammirare le imponenti formazioni stalagmitiche e stalattitiche che contornano lo specchio d'acqua interno della
Grotta, il cui diametro raggiunge circa una quarantina di metri
.

 

A sinistra:
la ricchezza e
la varietà
dei fondali sorrentini
può essere
testimoniata
da questa bella
immagine scattata
a Punta Campanella,
 intorno
ai 25 metri di
profondità.
 

IMMERGERSI A PUNTA CAMPANELLA

La si raggiunge in barca dal porticciolo di Marina della Lobra, percorrendo lungo costa una distanza di circa tre miglia. Nella zona i fondali strapiombano rapidamente fin oltre i cento metri sul versante interno verso il Golfo di Napoli, mentre risultano più dolcemente degradanti sul versante meridionale della punta rivolti verso il Golfo di Salerno. Le condizioni ambientali sono spesso totalmente diverse sui due versanti, per il forte gioco di correnti, sia aeree che marine, che si determina in quest'area, ma che è anche alla base della straordinaria ricchezza di flora e di fauna subacquee che si può qui riscontrare.

Proprio sotto la punta, un grosso scoglio, isolato dalla costa e emergente in superficie, offre pareti a picco ricche di Astroides a poca profondità, e abbondantemente ricoperte di Eunicelle e di altre forme bentoniche a maggiore profondità. Sul versante esposto a mezzogiorno, allontanandoci una cinquantina di metri dalla costa, troviamo delle interessanti pareti rocciose sui 35/40 metri di fondo, rivestite da grossi ventagli di Paramuricea e frequentate da nutritissimi branchi di Anthias. Sotto costa, sullo stesso versante, la parete offre alcune cavità a poca profondità, con ricchissimi popolamenti di minuscoli gamberetti.

L'immersione a Punta Campanella richiede ai sub una buona dose di cautela. Sia per le profondità notevoli che facilmente si raggiungono in questa zona, sia soprattutto per il passaggio particolarmente frequente nel periodo estivo di natanti a motore, che non sempre rispettano come dovrebbero le distanze regolamentari dei palloni segnasub. Occhio pertanto nelle fasi di riemersione e di rientro.


Sopra, una "Marmitta del gigante",
una specie di pozzo scavato dall'azione erosiva
di grandi massi mossi dal mare.
A destra abbondanti a poca profondità i
cuscinetti madreporici di Astroides calycularis.

punti della costa dove è possibile effettuare interessanti immersioni con l'Ara direttamente da terra. Troviamo tutto  un sistema di grotte sommerse sui 20/25 metri di profondità, e numerosi antichi cannoni incastrati sul fondo roccioso direttamente sotto la punta.

Passiamo quindi al Vervece, uno scoglio giustamente famoso tra i sub che frequentano la zona, per le sue pareti a picco ricche e variate quanto altre mai. Qui, sui 15 metri di fondo, c'è la Madonnina del Vervece, tanto cara ad Enzo Maiorca, e qualche centinaio di metri più in là, in direzione della costa, c'è il relitto di un piccolo cargo nascosto  nel blu dei suoi

I fondali sorrentini sono anche il regno
della macrofotografia subacquea. Nelle due
foto  in alto abbiamo una immagine
di Periclimenes mediterraneo,
un minuscolo gamberetto rinvenuto
simbionte tra i tentacoli di un esemplare
 di Anemonia sulcata,
e un bell'esemplare di Galathea, che ha
trovato il suo ambiente naturale tra
i polipi socchiusi di Parazoanthus axinellae.
A sinistra una immagine
scattata sul relitto sommerso
del Vervece

36 metri di profondità. Vengono poi Punta San Lorenzo, con le sue pareti poco profonde e, nonostante ciò, ricche di coralligeno; Punta Baccoli, con il suo stupendo sperone roccioso sommerso che si protende verso il largo sui 25/30 metri di fondo; Punta Falcone, con i suoi strapiombi vertiginosi sia in aria che in acqua, e la sua linea costiera tutta traforata da anfratti profondi. E raggiungiamo infine Punta della Campanella, che chiude a Sud il Golfo di Napoli, e al di là della quale inizia il Golfo di Salerno. A volte, se c'è mare, non è facile arrivarci, e tanto meno riuscire a doppiare la punta per portarsi sulle altre belle mete subacquee che il versante meridionale della Penisola Sorrentina ha in serbo: Scoglio Penna, la Baia di Recomone, la Grotta dello Zaffiro, lo Scoglio e la Grotta dell'Isca, gli Isolotti di Vetara e dei Galli, ecc. Ma proprio sotto Punta Campanella troviamo una delle zone più belle e affascinanti dell'intero itinerario subacqueo fin qui succintamente descritto: un luogo che da solo riesce a giustificare un viaggio a Sorrento e che indubbiamente ha pochi eguali in tutto il Mediterraneo.



Sopra: Piazza Tasso, il luogo d'incontro di turisti di ogni nazionalità.
A sinistra: alla base dell'alto costone tufaceo sul quale si sviluppa la cittadina di Sorrento, nel
periodo estivo, si allungano verso il largo caratteristici e singolari stabilimenti balneari, edificati su palafitte direttamente sul mare

 (*) Un ringraziamento particolare al carissimo amico e compagno di immersioni Antonio Fimeroni, il subacqueo soggetto della maggior parte delle immagini subacquee che corredano questo mio servizio foto-giornalistico.


NOTIZIE UTILI

Le stazioni di ricarica Ara — Sono due quelle funzionanti in zona. La prima, che funge anche da ritrovo dei sub partecipanti alle uscite organizzate dal Centro Immersioni Sorrento, è quella di Michele Maresca, in corso Italia 23/27 — tei. 081/ 8781323, aperta tutto l'anno. La seconda, a conduzione stagionale, è intestata a Di Leva e si trova sistemata a Marina Piccola.

Le camere di decompressione — Le più vicine, regolarmente funzionanti, si trovano a Napoli. Tre sono del tipo pluriposto. Si trovano presso il Centro di Medicina Iperbarica dell'Amministrazione Provinciale di Napoli in via Don Bosco 4/F (tel. 081/ 446181 con servizio dalle 8 alle 14), presso il Centro di Medicina Iperbarica in via M. Schipa 68, (tel. 081/664462 dalle 8 alle 18) e presso l'Istituto di Anestesiologia e Rianimazione in via Panzini 5 (tel. 081/466556 con servizio dalle 8 alle 14). Le prime due camere sono condotte dal prof. Raffaele Pallotta, mentre la terza ha come responsabile il prof. Renato Cuocolo. Sempre a Napoli, presso il Centro di rianimazione dell'Ospedale per Bambini Santobono, in via M. Fiore 6 (tel. 081/245246) e presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università in Piazza Miraglia 2 (tel. 081 /459353), sono ancora in servizio, ventiquattro ore su ventiquattro ,altre due camere monoposto, condotte rispettivamente dai prof. Ruggiero e Bimonte.

La pubblicazione della presente cartina è stata autorizzata dalla Nauticard srl di Roma ed è tratta dalla Nauticard n.4004-4/B scala 1: 25.000

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copyright Guido Picchetti - 1/6/2009