da "MONDO SOMMERSO" / Giugno 1975
 

 

ITINERARI MEDITERRANEI

CORFU', L'ISOLA DI NAUSICAA
 

Testo e foto  di Guido Picchetti

Giungiamo in vista dì Paleokastritza, sulla costa occidentale di Corfù, un piccolo centro a 26 chilometri dalla città di Corfù (Kerkyra), che ospita circa trentamila abitanti. Se ne vede già da lontano, sul promontorio, il monastero. Alle sue spalle una imponente chiostra di monti. La spiaggia di Ermones, una dozzina di chilometri piìi a sud,. è il luogo dove — secondo il poema omerico — è avvenuto l'incontro tra il naufrago Ulisse e Nausicaa, la figlia di Alcinoo., re dei Feaci. E' li che Nausicaa avrebbe preso per mano l'eroe di Itaca e lo avrebbe condotto alla reggia paterna, descrivendogli le bellezze della città dei Feaci, stretta tra «due porti gemelli».

Ecco, infatti, da una parte e dall'altra del promontorio di Haghios Nikolaos (dove presumibilmente si trovava la città dei Feaci), in un incantevole succedersi di anse e di baie, i «porti gemelli» descritti da Nausicaa: ad occidente quello di Haghios Spiridon, piccolo, con un bel litorale sabbioso sul quale è possibile alare imbarcazioni di ridotto tonnellaggio; a oriente Porto Alipe, una vasta baia a forma di trifoglio che ospita alcune spiaggette in fondo ai suoi lobi.

A otto ore di navigazione da Brindisi, vicinissima alle coste albanesi, Corfù è tra le più suggestive isole della Grecia. Racchiude nelle sue forme naturali l'idea della bellezza e della forza: gli ideali dell'uomo «politico» della Grecia antica. Rifugio potente e sicuro  per la gente del mare,  quest'isola di 592 chilometri quadrati,  con le

Il mare stupendo
dei pacifici Feaci

sue improvvise alternanze dì baie dolcissime e di dirupi scoscesi che si tuffano a perpendicolo nel profondo blu del mare, affascina il turista che si sforza di collegare i motivi naturali del panorama con la descrizione omerica del quinto libro dell'Odissea.

Sull'istmo che separa i due porti c'è ancora oggi una ricca sorgente alla quale, da tempi immemorabili, si sono approvvigionati di acqua fresca gli abitanti di Paleokastritza e di Lakones, un piccolo paese arroccato in alto, sui monti. Avvicinandosi alla baia di Liapades, poco a sud di Paleokastritza, si nota l'isolotto di Koliviri: una strana sagoma che ricorda vagamente la «silouette» di un antico battello. Secondo la leggenda omerica sono i resti pietrificati della nave dei Feaci che ricondusse in patria Ulisse: il dio del mare, Nettuno, adirato per l'affronto recato da Ulisse al figlio Ciclope, colpì la nave dei Feaci, colpevole di avere riportato ad Itaca lo sventurato eroe, trasformandola in uno scoglio.

Questo gioiello delle isole Ionie è ospitale: buoni alberghi, camping, una base del «Club Mediterranee» a Dassia; una rete stradale ben curata; ristoranti alla portata di tutti, con i piatti tipici della cucina greca (eccezionale l'aragosta allevata in queste acque) e infuocati vini liquorosi. Ci si può spostare facilmente da una parte all'altra dell'isola. I viaggi nell'interno, oltre ai panorami stupendi che si affacciano in continuazione, offrono rare occasioni di visitare villaggi carichi di colore e di storia. La leggendaria ospitalità dei Feaci ha lasciato il proprio

Le acque di Paleokastritza, nelle vici-nanze della parete rocciosa sotto il monastero, offrono discrete possibilità di pesca subacquea. Particolarmente ab-bondanti in queste acque sono le aragoste che costituiscono il piatto caratteristico dei ristoranti di Paleo-kastritza. La loro pesca, comunque, è rigorosamente disci-plinata nei vari periodi dell'anno. Immer-gendosi, è facile incontrare labridi, saraghe, branchi di piccole menole della famiglia dei centracantidi, blennidi, grosse cernie dorate, salpi, cefali: una fauna ittica abbondante per la gioia dei

cacciatori in apnea (è vietata in queste acque la caccia subacquea con gli autorespiratori) e dei fotosub. Lo spettacolo dei fondali è suggestivo. Le acque straordinariamente limpide per la presenza di numerose sorgenti sottomarine sono di un colore azzurro intenso, interrotto dalle varie tonalità — dal verde al giallo — delle rocce e delle distese di Halimeda Tuna, un'alga molto frequente in questa zona. È possibile anche rinvenire reperti archeologici. Ma in questo caso, come abbiamo ricor-dato, occorre essere prudentissimi.

segno fra i quasi centomila abitanti dell'isola.

Anche i subacquei hanno ottime possibilità per svolgere la loro attività sportiva. Debbono però usare una precauzione. In Grecia le attività subacquee non sono permesse ovunque, ma solo lungo le coste della Penisola Calcidica, delle isole Ionie (eccetto Samo e Cefalonia), di Mikonos, Ydia, Spetse, Poros e Porto Heli (Ermionide). Solo in queste località è permessa l'immersione con gli autorespiratori, con macchine fotografiche o cineprese, o anche la caccia subacquea, purché senza autorespiratori. Per quanto riguarda Corfù, si deve fare grande attenzione alle zone di interesse archeologico, dove la legge

 

greca proibisce di immergersi per esplorare i fondali e recuperare reperti archeologici. Prima di fare immersioni lungo la costa dell'isola si consiglia pertanto d'informarsi presso le autorità del luogo se nella zona prescelta si possono effettuare immersioni.

Le cose da sapere

Posizione geografica. La zona di questo servizio è quella di Paleokastritza, uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di leggenda dell'isola di Corfù. Paleokastritza dista 26 chilometri da Corfù. E' la località più bella e rinomata dell'isola, coronata da spiagge e baie incantevoli. Sul promontorio si erge un piccolo monastero. L'acqua del mare di questa zona è fredda anche in piena stagione estiva per la presenza di numerose sorgenti sottomarine, ma straordinariamente limpida.  Le for-

me di vita sottomarina che possono interessare la macro-fotografia non sono molto abbondanti. In compenso, tuttavia, le acque di Paleokastritza sono ricche di pesci.

Cenni storici. È in questa stupenda zona, sul versante occi-dentale di Corfù, che Victor Bérard, il celebre studioso francese del poema omerico, ha localizzato il misterioso regno dei Feaci, ultima tappa del lungo viaggio di Ulisse verso la natia Itaca. In realtà, ogni elemento naturale di Paleokastritza si adatta in modo sorprendente al racconto di Omero: forse il poeta conosceva questi luoghi e in essi aveva velatamente ambientato la sua storia.

     1 - II castello di Alcinoo
     2 - La città dei Feaci
     3 - L'agorà

4 - I «porti gemelli» descritti da Nausicaa ad Ulisse
     A- Porto di H. Spiridon
     B - Porto Alipa

Come ci si arriva. Corfù è facilmente raggiungibile dall'Italia, anche per chi vuole trascorrervi semplicemente il week-end. Si può raggiungere Corfù via mare, partendo da Brindisi, con le navi-traghetto delle società «Adriatica», «Appia», «Egnatia» e «Poseidon». Le navi partono ogni giorno alle ore 22; la traversata dura otto ore e si sbarca sull'isola alle 6 del mattino seguente. Per il ritorno, la partenza avviene la mattina alle 8 e l'arrivo a Brindisi è alle 16. Altre società di navigazione collegano Corfù con Otranto, Bari e Venezia. Durante il periodo estivo è assicurato un servizio aereo giornaliero tra l'isola e Roma.

Circolazione. La rete stradale dell'isola è vasta e ottimamente tenuta. L'avere a disposizione un'automobile è molto importante: si possono visitare così i numerosi e suggestivi villaggi dell'isola. È possibile noleggiare automobili sul posto per una cifra che si aggira sulle trecento dracme al giorno (circa 7.500 lire). È possibile anche affittare motoscouters e biciclette. I taxi sono molto convenienti. Ai turisti stranieri sono concessi coupons per l'acquisto del carburante a prezzo agevolato. È possibile il noleggio di barche a remi, a vela o a motore. Esistono inoltre regolari servizi di trasporto con caicchi per i villaggi costieri e le isole vicine.

Alberghi. Paleokastritza possiede una notevole attrezzatura alberghiera. Ricordiamo l'Oceanis (ctg. B, tel. 0663-41230), il Paleokastritza (ctg. B, tel. 0663-41207), lo Zephiros (ctg. D, teli. 0663-41211) ed altri ancora. Oltre ad alcuni privati che affittano camere, vi è un campeggio in prossimità del bivio che porta a Lakones. In località Dassia, 13 chilometri a nord di Corfù, vi è una base del «Club Mediterranee».

Come si mangia. Il cibo caratteristico di Paleokastritza è l'aragosta che viene allevata tra i graticci infissi nell'acqua bassa della baia. Ovunque nell'isola sono disseminati ottimi ristoranti, delizia di quei buongustai che vogliono assaggiare le specialità della cucina greca. Un indirizzo sicuro: il «Tripa», a Kinopiastes, una decina di chilometri a sud di Corfù, vicino al bivio che conduce all'«Achilleion» (il casinò che è anche un museo storico dell'isola).

Stazione di ricarica. Al «Naok», il circolo nautico di Corfù, situato sul lungomare (30 dracme a bombola, circa 700 lire).

Shopping. Coperte di pelle di montone, piccoli oggetti in argento lavorato a mano, giacche di lana grezza, preziose icone (attenzione all'autenticità!).

Precauzioni necessarie. I sub facciano attenzione alle zone di interesse archeologico:

Porto Alipe: vi rivive
la leggenda di Omero

in queste acque è proibito esplorare i fondali a fini archeologici e portare in superfìcie anfore, marmi e altri reperti antichi: gli oggetti recuperati saranno confiscati e i responsabili puniti a norma di legge. Prima di effettuare immersioni, quindi, rivolgersi alle locali autorità marittime per informarsi sugli esistenti divieti e richiedere eventuali autorizzazioni.

Indirizzi utili. Prima di intraprendere il viaggio è consigliabile rivolgersi all'Ente Nazionale del Turismo Ellenico, via Bissolati, 70-80, 00187 Roma, tei. 487249, 487301.

II soggiorno a Paleokastritza è ricco di spunti turistici interessanti. Oltre ad ammirare lo stupendo panorama della zona (si veda qui sotto, a sinistra, la baia di Porto Alipe), è possibile, girando per la cittadina, accostarsi utilmente ai documenti vivi del folklore di Corfù. Di eccezionale interesse è la visita al monastero di Paleokastritza, ricco di tesori. Per il turista che giunge in questa zona nel periodo pasquale (la Pasqua ortodossa non coincide normalmente con quella cattolica) vi sarà l'occasione di assistere a vivacissime processioni.
Tutto, in occasione della Pasqua,   si trasforma: tappeti multicolori adornano balconi e finestre; le stesse vetrine si caricano di oggetti «pasquali». Prima di fare acquisti occorre essere molto cauti, garantendosi della autenticità delle coperte di pelle di montone, argenti, icone, ecc. Per le escursioni in mare è comodo servirsi dei caicchi.

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copyright Guido Picchetti - 15/6/2009