da "MONDO SOMMERSO" / Dicembre 1974

 


ENZO MAIORCA

LE DIECI GIORNATE DI SORRENTO
1° parte

Il diario giornaliero del record  mondiale di discesa in apnea a -87 metri,
conquistato da Enzo Maiorca  a Sorrento nel settembre del 1984. Un record,
divenuto giustamente famoso, raggiunto dopo un primo tentativo che,  seguito
in diretta TV da milioni di telespettatori, fallì a causa dello scontro
durante la discesa con le bombole del subacqueo Enzo Bottesini, incaricato
nell'occasione dalla RAI di seguire in immersione l'impresa del campione.
 In altre due pagina web a questa collegata, la seconda e terza parte del servizio,
con le due interviste ad Enzo Maiorca, prima e dopo il record raggiunto.

Servizio  di Guido Picchetti

GIOVEDÌ 19 SETTEMBRE. Sono in programma per Enzo una nutrita serie di controlli medici presso alcuni ospedali di Napoli.La prima visita è presso il reparto di analisi chimico-cliniche e microbiologiche dell'ospedale Caldarelli, diretto dal professor Nicola La Manna. E' un reparto modernissimo, dotato di impianti e apparecchiature elettroniche automatizzate, in grado di fornire entro tre ore al massimo tutti i dati richiesti. Su Enzo vengono fatti prelievi di sangue per avere una panoramica completa di tutti i parametri ematologici che potranno essere interessati dal tipo di attività del campione (comprese le catecolamine, una specie di ormone su cui è possibile riscontrare gli effetti di uno stress anche a distanza di un certo tempo). I prelievi saranno ripetuti dopo il tentativo di record, al fine di osservare le variazioni dei parametri di base.
     La seconda visita è all'istituto Monaldi di fisiopatologia cardiorespiratoria diretto dal professor Aldo Marra, il quale è egli stesso un esperto subacqueo. Si effettuano anzitutto indagini funzionali per la determinazione dei volumi polmonari, compreso il volume residuo (mediante diluizione con gas elio) e un test della dinamica polmonare; quindi un elettrocardiogramma normale a riposo. L'esame della funzionalità polmonare viene ripetuto poi nella cosiddetta camera pletismografica. Si tratta di un ambiente a pressione costante e volume variabile, in cui il paziente viene rinchiuso. Con sistemi elettronici si valutano le grandezze volumetriche, i test dinamici, il volume polmonare totale e quello residuo, senza uso di gas estranei. E' inoltre possibile avere un quadro delle resistenze delle vie respiratorie, nelle sue tre componenti: totale, inspiratoria, espiratoria.
     I risultati di tali complesse prove su Enzo Maiorca sono all'esame degli esperti. Comunque qualcosa si può anticipare, come ci ha detto il professor Marra. La capacità vitale di Enzo Maiorca è superiore di un 21 per cento circa ai valori di norma, caratteristici di un individuo della sua età e della sua costituzione. Il volume residuo rientra nella norma con 1660 cmc, che, aggiunti a 4690 cmc di capacità vitale (volume



Le visite di controllo medico alle quali Enzo Maiorca è
stato sottoposto sono state tre, con vari esami.
Nella foto in alto, si prova la funzionalità respiratoria.
Sotto a sinistra, Enzo Maiorca è sottoposto a un elettrocardiogramma; e a destra: l'atleta nella camera pletismografica, un ambiente a pressione costante e
volume variabile in cui si ripetono, con sistemi
elettronici, gli esami della funzionalità polmonare.
E' risultato che la capacità vitale di Maiorca è superiore del 21 per cento circa al normale, ma che la sua
capacità totale non si discosta affatto dalla
norma per un individuo della sua taglia. Comunque, i
risultati completi sono ancora allo studio degli esperti.

di riserva più volume complementare), danno una capacità totale di 6.350 cmc, un valore abbastanza normale per un individuo della taglia di Enzo e che non aiuta affatto a spiegare come egli possa raggiungere in apnea profondità così elevate, senza che si verifichi un collasso polmonare. Un dato interessante si ha comunque esaminando la sua dinamica polmonare: l'equilibrio respiratorio di Enzo è spostato notevolmente verso la zona di riserva respiratoria. In altre parole, la sua normale azione di ventilazione polmonare è fatta correntemente conservando un ridotto volume di riserva, il che comporta il vantaggio di un più agevole e efficace ricambio dei gas respiratori. 

     L'ultima visita è all'ospedale Pellegrini, un ospedale che, per le condizioni in cui versa, non fa purtroppo onore alla città di Napoli, a dispetto delle sue tradizioni e dell'abnegazione e dell'entusiasmo che anima la maggior parte dei medici che vi operano. Qui il professor Rodolfo Cimino, aiuto neurochirurgo dell'ospedale, effettua l'elettroencefalogramma su Enzo. Ne viene fuori, a un primo esame, un tracciato più che normale, che non si modifica con le stimolazioni luminose, né durante l'iperpnea né durante l'apnea.
     Intanto, nel pomeriggio, lungo la strada principale di Sorrento, chiusa al traffico, si effettua la misurazione del cavo d'acciaio lungo il quale Enzo farà la sua discesa. Si occupano della misurazione, insieme ai sub del gruppo di Enzo, i sommozzatori dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco di Napoli, della Polizia della Spezia. Più tardi, in una conferenza stampa presso un albergo locale, il Comitato Organizzatore presenta ai giornalisti la complessa organizzazione predisposta per l'occasione. Sembra che tutto sia stato previsto. In realtà, analizzando con un po' d'attenzione il programma che il comitato ha distribuito, tutto è chiaro (abbastanza) fino al momento in cui si sta fuori dall'acqua. Tutto diventa oscuro, anzi si può dire che vi è il buio più completo, sul come, quando e in che successione saranno effettuate le immersioni, sia dei sommozzatori addetti all'impianto delle complesse attrezzature della TV, sia dei sommozzatori di assistenza, sia di quelli aventi l'incarico di ufficiali di gara, sia dei fotoreporter subacquei, sia, infine, del protagonista principale, Enzo Maiorca. Per non parlare delle fasi successive alla discesa del campione,  quelle più importanti e perico-lose per la decompressione dei numerosi subacquei che si immergeranno con l'ARA, alcuni dei quali a profondità nient'affatto normali.



Domenica 22 settembre, data fissata con grande
 battage per la prova di Maiorca. E' presente la tv,
che trasmetterà in diretta. Nella foto in alto,
si prepara il cavo di discesa, mentre Maiorca osserva.
Sotto, le operazioni per calare in acqua il tubo
cui sono fissate le telecamere subacquee.
L'incattivamento del cavo di discesa al tubo
ha causato il ritardo nel tentativo, poi fallito.
 

     Più tardi, in una conferenza stampa presso un albergo locale, il Comitato Organizzatore presenta ai giornalisti la complessa organizzazione predisposta per l'occasione. Sembra che tutto sia stato previsto. In realtà, analizzando con un po' d'attenzione il programma che il comitato ha distribuito, tutto è chiaro (abbastanza) fino al momento in cui si sta fuori dall'acqua. Tutto diventa oscuro, anzi si può dire che vi è il buio più completo, sul come, quando e in che successione saranno effettuate le immersioni, sia dei sommozzatori addetti all'impianto delle complesse attrezzature della TV, sia dei sommozzatori di assistenza, sia di quelli aventi l'incarico di ufficiali di gara, sia dei fotoreporter subacquei, sia, infine, del protagonista principale, Enzo Maiorca. Per non parlare delle fasi successive alla discesa del campione, quelle più importanti e pericolose per la decompressione dei numerosi  subacquei  che  si  immergeranno con  l'ARA,   alcuni dei quali  a profondità

nient'affatto normali.    
     D'altro canto il Comitato Organizzatore ha dichiarato espressamente, in una sua circolare relativa all'assistenza sanitaria prevista per l'occasione, di non assumere alcuna responsabilità riguardante la prevenzione del rischio connesso con l'attività subacquea volontariamente prestata dai sommozzatori in apnea e con ARA, comunque impiegati e a qualsiasi titolo. Tuttavia, con un po' di resipiscenza, si preoccupa di distribuire a tutti i sommozzatori autorizzati a immergersi (oltre una trentina!) tabelle di decompressione opportunamente ciclostilate, precedute da una nutrita serie di raccomandazioni per le immersioni.
     Queste raccomandazioni suscitano un po' di stupore. Distribuite anche ai Carabinieri Subacquei specialisti di alta profondità e agli altri sommozzatori professionisti impegnati a Sorrento (chissà se sono state date anche a Maiorca ?), riportano tra l'altro indicazioni come questa al punto 2: Non immergersi dopo aver mangiato e senza aver vuotato la vescica...  O quest'altra al punto 5: Ricordarsi che durante la risalita è necessario aver cura di espirare profondamente e progressivamente per evitare possibili barotraumi e sovradistensioni polmonari.
     Al punto 7 c'è poi una frase interessante: Da questo Comitato è stato predisposto che alla profondità di 15 metri sosti una gabbia subacquea, con tetto di plexiglas, munita di telefono connesso con la superficie, dove il sommozzatore in risalita potrà, se vuole, entrare, togliersi il boccaglio dell'autorespiratore e, respirando liberamente l'aria contenuta sotto il tetto di plexiglas, continuamente rinnovata per mezzo di una manichetta, comunicare alla superficie le sue eventuali difficoltà o quelle di qualche compagno che necessiti di assistenza.


La foto in alto a sinistra mostra la zavorra che ha
trascinato Maiorca. A destra: così il cavo d'acciaio si è
ingavonato attorno alla telecamera. Qui sopra a
sinistra: la famosa gabbia per i sub in decompressione.
Si è tentato due volte di calarla in acqua, ma, al
momento di riempire d'aria la cupoletta di plexiglas,
la gabbia risaliva implacabilmente a galla.

A destra. particolare della telecamera mobile della Rai. Appesantito dal piombi
di zavorra chiaramente visibili e sorretto alla quota voluta da un cavo comandato
in superficie, il marchingegno era tutto fuorché pratico e maneggevole. Non è giusto scaricare sulla Raì-tv la responsabilità di tutto il caos della prima discesa di Maiorca: ma certo è che
la TV non ha aiutato le cose.
A sinistra: dopo che si è riusciti, con
sforzi di ore,  a districare finalmente il cavo, Maiorca esce sul ponte della nave appoggio e inizia la vestizione

     In teoria tutto più che perfetto, ma in pratica? Con una ven-tina di sommozzatori impegnati sott'acqua, chi sarebbe stato a entrare nella gabbia volendo, a togliersi il boccaglio del respiratore (ma perché non hanno spiegato anche cos'è il boccaglio  del respiratore ? ), a respirare liberamente l'aria in essa contenuta, eccetera, eccetera ? Comunque, di questa gabbia tutta gialla, molto bella a vedersi, parleremo più avanti. Per tornare alla conferenza stampa, il Comitato Organizzatore annuncia che l'indomani, venerdì, avverrà una prova generale della complessa organizzazione, con l'impiego di tutti i mezzi navali e le apparecchiature previste, in occasione della prova di allenamento che Enzo intende fare nelle acque del Capo di Sorrento, prima del tentativo ufficiale di record in programma per domenica prossima.

VENERDI 20 SETTEMBRE. Piove. Il tempo dopo settimane di bello è cambiato. Comunque a una certa ora la pioggia cessa. Il mare è abbastanza calmo e tutta la complessa macchina organizzativa sembra mettersi in moto. Il Jolly II, la nave ammiraglia dell'operazione (una nave per lavori oceanografici che il proprietario, l'ingegner Martinez, ha generosamente messo a disposizione dell'organizzazione) è già in posizione.
     Facendo base sullo zatterone affiancato alla nave, Enzo Maiorca effettua la discesa di allenamento: raggiunge i 55 di fondo sostando a questa quota 30 secondi. Lo assistono nella discesa i sub del suo gruppo e quelli dei carabinieri. I fotografi subacquei sono tre, dislocati alle varie quote per il loro lavoro.
     Della squadra TV, addetta alle riprese subacquee in diretta in acqua, non c'è ancora nessuno. Ciò nonostante sotto la superficie c'è indubbiamente troppa gente. Ma si scopre poi che  il Comitato Organizzatore ha autorizzato all'immersione anche elementi scarsamente qualificati, e non aventi alcun compito specifico da assolvere. Proprio uno di questi sub è sorpreso da Enzo Maiorca attaccato al cavo durante la sua discesa. Fortunatamente si stacca all'ultimo momento e non si verifica alcun incidente.
     E tutta la complessa apparecchiatura subacquea  che in que-

Nelle quattro foto in B&N. dall'alto e da sinistra:
Maiorca è pronto e scende in acqua; Maiorca, già in acqua, si aggiusta
gli occhialini e fra pochi istanti andrà verso il galleggiante dove inizierà
l'iperventilazione (dietro a lui Luigi Ferraro); Maiorca durante
l'iperventilazione, durata dieci minuti (nel campo della fotografia si contano,
a parte Maiorca, ben sette subacquei;  e infine (nella foto si vedono, di Maiorca,
solo le pinne al cielo) il tuffo verso i 90 metri, in realtà, purtroppo, verso
 l'incredibile scontro con Enzo Bottesini, fra i 15 e i 20 metri.
Nella foto sotto l'attimo della fatale "capocciata". tratta da un fotogramma
dal film che il regista Gigi Oliviero stava girando su quel record

sta prova generale avrebbe dovuto essere sistemata sia per la sicurezza dei sub, sia per le non certo facili riprese televisive? Sotto non c'è ancora nulla di nulla. Il Bayonne, una grossa motozattera che, a quanto si dice, ha preso parte allo sbarco di Normandia nell'ultima guerra, e che la Rai-TV ha noleggiato per potervi sistemare i suoi laboratori mobili necessari ai collegamenti in diretta, è ancora distante di alcune miglia dalla zona prescelta. Solo nel pomeriggio, a prova conclusa, prenderà la posizione assegnatagli, di traverso alla prua del Jolly II.
     Gli unici veramente a provare ciò che domenica dovrà essere ripetuto sotto gli occhi di milioni di persone, grazie all'Eurovisione, sono Nuccio Di Dato, l'amico fidato di Enzo Maiorca, e i Carabinieri Subacquei guidati da Paolo Cozzolino e dal maresciallo Tempesta, i quali fanno, prima di rientrare a terra, una rapida puntata sul fondo oltre i 90 m, anche per rendersi conto delle condizioni ambientali. Visibilità ottima e assenza di correnti in profondità: questo il responso.

SABATO 21 SETTEMBRE. Enzo Maiorca si riposa in vista della prova che lo attende l'indomani. Ma riposa anche la TV, invece di provare i collegamenti subacquei e i vari marchingegni inventati per l'occasione.

DOMENICA 22 SETTEMBRE. E' il giorno « X » dell'operazione, quello stabilito per la prova di record di Enzo Maiorca. Inutile spenderci troppe parole. Tutti hanno potuto seguirne le fasi attraverso i teleschermi di un straordinario collegamento in diretta, che,  iniziato alle 12,55,   avrebbe dovuto terminare in-


Facile immaginare la reazione di Maiorca
all'incredibile incidente con Bottesini.
E facilissimo ricordarsela, per chi l'ha vista
(e sentita...) in TV.
Nella foto a sinistra: Maiorca riemerge, stravolto.
Poi, quando Ferraro riuscirà
finalmente a calmarlo, accennerà persino
a un sorriso.
Alla fine non potrà tuttavia frenarsi
dallo scagliare con violenza
le pinne sul fondo della  barca  (foto a destra)
 

torno alle 14. Dura invece, a più riprese, fino alle 17 passate, allorché Enzo effettua il suo sfortunato tentativo con «capocciata» finale su Enzo Bottesini.
     Tuttavia qualche cosa è necessario aggiungere, in quanto messa poco in evidenza dalla ripresa televisiva. Ad esempio, il tentativo di sistemare sott'acqua la famigerata gabbia con cupola di plexiglas, in cui un sub avrebbe dovuto poter trovare riparo in decompressione e comunicare con la superficie. E' un tentativo che viene effettuato per la prima volta solo pochi minuti prima che Enzo vada giù a scontrarsi con l'amico Bottesini. La gabbia viene calata in acqua appesa a una gru, tra l'interesse e la curiosità delle migliaia di persone presenti. Sfiora ondeggiando le teste dei sommozzatori già disposti intorno al galleggiante, cui Enzo si appoggerà tra poco per la fase di iperventilazione e scompare lentamente sott'acqua. Ma, appena da bordo della nave, tramite la manichetta di raccordo, si prova a riempire d'aria la luccicante cupola di plexiglas, ed ecco la gabbia risalire nuovamente a galla. Due volte si riprova a mandarla giù, aumentando progressivamente la zavorra fissata al pavimento della gabbia per poter vincere la spinta positiva della cupola d'aria. Ma il tempo stringe, il collegamento televisivo non può durare in eterno; comincia già a far buio, e Maiorca deve andare giù. E allora sulla nave ammiraglia si decide che è preferibile riportare la gabbia a bordo, perché forse i sub che si immergeranno non sono addestrati a usarla e potrebbero sorgere problemi... (sic!).
     Un altro episodio alquanto strano riguarda i due giudici federali, designati dalla FIPS per l'occasione, Franco Nanni e Franco Pavone. Nessuno dei due è sott'acqua allorché Enzo inizia la sua sfortunata prova. A fungere, invece, da commissari di gara e a dover testimoniare sulla regolarità della prova sono stati incaricati i sommozzatori dei CC, disposti alle varie quote lungo il cavo. A —30 sono Zocca e Russo, insieme al colonnello Valvo del gruppo Maiorca. A —70 sono il brigadiere Fasciolo e il carabiniere Della Santa, e a —90, all'estremità inferiore del cavo, insieme al fidato Nuccio Di Dato, sono il tenente Brugnolo e i marescialli Cozzolino e Tempesta, tutti dell'Arma dei Carabinieri.
    Sul fondo, a 90 m, è ormai buio, la pressione è tanta e l'ebbrezza fa facilmente sentire i suoi effetti. I minuti che i quattro sub sul fondo trascorrono nella vana attesa di Enzo Maiorca non sono certo piacevoli. Quando, poi, invece di Enzo in apnea, vedono venir giù a tutta velocità un sub con l'ARA che, dopo aver strappato con un gesto brusco il contrassegno finale dal cavo, si mette a fare strani incomprensibili segni, è facile perdere la bussola e non capire più niente. Solo l'estremo grado di preparazione e il grande affiatamento nel lavoro di équipe, insieme alla profonda consapevolezza delle critiche condizioni in cui si trovano ad operare, eviteranno a questi uomini il peggio e faranno loro finalmente intendere che il sub che sembrava impazzito non è altri che Filippo La Giura, un altro uomo del gruppo di assistenza di Maiorca, venuto giù ad avvisarli che il tentativo è fallito e che possono ormai risalire.
    In serata la Rai-TV sbarca in fretta le sue complesse attrezzature dal Bayonne e sgombra il campo con la sua squadra addetta alle trasmissioni in diretta. Resta in zona un'equipe del Telegiornale con l'operatore Mario Carotenuto, il quale è l'unico che ha effettuato (ed effettuerà nei prossimi giorni) decenti riprese televisive delle prove di Enzo Maiorca.

LUNEDÌ 23 SETTEMBRE. Il tempo stavolta si è messo decisamente al brutto. Ma Enzo non disarma. E' deciso a ripetere appena possibile il tentativo di record. Non intende, infatti, lasciare Sorrento senza aver nuovamente provato, principalmente per non deludere tutti i suoi amici e sostenitori. Purtroppo il clamore suscitato dalla fallita impresa di ieri è stato grande. Cominciano le prime polemiche sulla stampa, che continua a occuparsi dell'avvenimento. La Rai-TV è la principale accusata.

  MARTEDÌ 24 SETTEMBRE. Una mareggiata forza 7 sconvolge le acque del golfo, costringendo Maiorca a una completa inattività fisica. Non altrettanto tranquillo viene lasciato il suo morale. Le polemiche si accendono per le accuse che da più parti vengono mosse al Comitato Organizzatore e coinvolgono lo stesso Maiorca. Da Genova, Mayol fa sentire la sua voce annunciando i suoi prossimi tentativi di apnea profonda all'Isola d'Elba.

  MERCOLEDÌ 25 SETTEMBRE. Il mare concede una breve tregua ed Enzo Maiorca ne approfitta per effettuare una veloce discesa di allenamento a 50 m in prossimità del Porto di Sorrento. E' presente una ridottissima équipe di assistenti. Solo due gozzi da pesca fungono da mezzi d'appoggio. D'altro canto il Jolly II è tornato ai suoi lavori di ricerca nel Golfo di Salerno, mentre l'ingegner Martinez ha fatto sapere al Comitato Organizzatore che la sua nave potrà all'occorrenza essere nuovamente disponibile con un regolare contratto di nolo, dall'importo puramente nominale (2 lire al giorno), ma tale che lo sollevi da ogni responsabilità organizzativa.
     Al suo rientro da mare, Enzo annuncia il prossimo tentativo per sabato 28, ma richiede espressamente al Comitato Organizzatore che non più di sette siano i sommozzatori autorizzati a scendere in acqua, compresi i suoi uomini addetti al servizio di assistenza.

  GIOVEDÌ 26 SETTEMBRE. Le condizioni del mare per-mangono brutte e non valgono certo a migliorare il morale di Enzo, già scosso dall'infuriare di altre polemiche, sia riguardanti i fantasiosi guadagni che, secondo qualche giornalista molto male informato, egli ricaverebbe dalle sue imprese, sia il suo duello a distanza con Mayol. Proprio le risposte che a questo riguardo dà ad alcuni giornalisti testimoniano quanto le sue condizioni psicologiche non siano più quelle abituali, e non siano, quindi, le più adatte alle prove che intende effettuare nei prossimi giorni. Enzo, comunque, conferma la sua intenzione di effettuare sabato 28 il tentativo di record, dopo un'altra prova di allenamento che intenderebbe fare l'indomani mattina.
     La Federazione intanto ha designato i suoi giudici ufficiali per questo nuovo tentativo. Sono Claudio Ripa e Franco Nanni. Saranno due dei sette subacquei autorizzati a immergersi (gli altri sono Filippo La Giura, Nino Valvo, Nuccio Di Dato, l'operatore Mario Carotenuto della TV e un altro sub non meglio identificato).
     E i Carabinieri Subacquei che nel tentativo di domenica fungevano addirittura da giudici di gara? Stavolta non potranno neppure scendere in acqua.

  VENERDÌ 27 SETTEMBRE. Le condizioni del mare sembrano finalmente migliorare. Il gruppo di Maiorca nella tarda mattinata si imbarca sui due gozzi da pesca per la prevista prova di allenamento. Ma qualche indiscrezione sfugge al clan che attornia il campione. La misura che Enzo intenderebbe oggi raggiungere è tra gli 80 e i 90 m. Tutto lascia pensare che egli, approfittando della presenza dei giudici federali, voglia tentare in gran segreto di battere il record raggiungendo gli 87 metri. Domenica poi, se tutto andrà bene, proverà ufficialmente i 90. Ma le difficoltà non sono affatto terminate. Poco dopo le 15 le barche con il gruppetto di sub ed i medici del servizio di assistenza raggiungono uno specchio di mare adatto alla prova. Paolo Peracino, uno dei due corollari al seguito di Enzo, si immerge. Va giù, ma dopo pochi secondi è già nuovamente a galla. Niente da fare, Enzo, dice. Non si vede neanche a un metro, e i due gozzi rientrano mestamente in porto. Tutto è rimandato a domani, quindi.
     Ma, dopo sei giorni di questi alti e bassi, con tutte le polemiche si sono create, con Mayol che annuncia a distanza la sua intenzione di voler scendere a Novembre a 100 m, come può sentirsi Enzo? E' lui stesso a confessarlo a un giornalista: Nonostante in questi ultimi giorni non abbia potuto fare immersioni impegnative, fisicamente non dovrei avere problemi dopo i nove mesi di preparazione. Dal punto di vista psicologico, certo non posso considerarmi a posto. E' una tensione continua. Frattanto si ha notizia che la televisione sta predisponendo nuovamente un collegamento in diretta per il tentativo di domenica con una o due telecamere fìsse.

  SABATO 28 SETTEMBRE. La giornata si annuncia discreta. Le condizioni del mare sono notevolmente migliorate, con l'acqua che sembra avere ripreso almeno al largo il suo bel colore azzurro. Verso le 11 passa davanti al porticciolo di Massalubrense la Jolly II che va ad ancorarsi al solito punto,   davanti al Capo di Sorrento. C'è un certo movimento nel gruppo di Maiorca, che verso mezzogiorno si imbarca sui due soliti gozzi dal porto di Sorrento. Le barche giungono in prossimità del Jolly II già all'ancora. Un rapido controllo delle condizioni di visibilità nella zona induce però il gruppo a spostarsi più al largo, in direzione di Capri, oltre lo scoglio del Vervece. Qui il gioco favorevole delle correnti ha reso le acque sufficientemente chiare. Le due barche danno fondo. Viene calato il cavo d'acciaio con i cartellini indicanti le varie profondità.
     Sono le 14,20 quando Enzo scende in acqua e inizia l'iperventilazione appoggiandosi a un comune salvagente. Intorno sono giunte numerose imbarcazioni richiamate dalla voce, già sparsasi a terra, che il sub siciliano avrebbe tentato il record. Ma non c'è più nulla della complessa macchina organizzativa e della mastodontica messa in scena della domenica precedente. Lo stesso Jolly II, che non può ancorarsi in questa zona, è lontano, a qualche miglia di distanza.
     Dopo dieci minuti di iperventilazione, Maiorca va giù lungo il cavo, trascinato dalla zavorra. Sotto, con i due giudici federali Claudio Ripa e Franco Nanni, sono in pochi ad assisterlo, solo quelli che egli stesso ha voluto.
     Dopo 2'36" Maiorca riemerge, ma privo di conoscenza, con della bava sanguigna che gli schiuma sulle labbra. Un sub lo sorregge, tenendogli il mento fuori dall'acqua, finché non lo si riesce a sollevare sulla Maria Assunta, il gozzo da pesca sul quale sono i medici.
     Passeranno quattro minuti prima che le cure sortiscano l'effetto sperato, quattro lunghissimi minuti durante i quali sono molti, piangendo, a temere il peggio, anche tra i più vicini al campione. Ma poi, finalmente, il sub siracusano si riprende. Le sue prime parole "Com'è andata?" tranquillizzano i presenti. Si può ora pensare al cartellino degli 87 m, che già qualcuno  dei  sub  ha  sfilato  dal costume  che il campione ha

Sabato 28 settembre. Alle 14,30 Maiorca si tuffa, senza la TV e senza troppa gente attorno. Raggiunge 87 m con un'apnea di 2'36" da cui riemerge svenuto (foto),
con «seria difficoltà per la ripresa respiratoria», come dirà un comunicato
 medico. I tre firmatari del comunicato prescrivono a Maiorca l'inattività
subacquea « per un lungo periodo di tempo ».

indosso e che testimonia la misura del nuovo record mondiale(non ufficiale) di immersione in apnea in assetto variabile. Un record conseguito in maniera drammatica, che Enzo Maiorca ha voluto soprattutto per non deludere l'attesa di tutti coloro che lo avevano aiutato a tentare l'impresa, ma anche un record realizzato in condizioni psicologiche disperate, con rischi enormi di cui egli stesso era pienamente consapevole, ma che forse altri per lui avrebbero dovuto impedirgli decisamente di affrontare. Alle 15,30 l'equipe sanitaria composta dai professori Marandola, Pallotta e Postiglione emetteva il seguente comunicato: "Le condizioni generali di Enzo Maiorca allo stato sono ottime; tuttavia avendo riscontrato al momento della emersione una modica emorragia delle prime vie aeree che ha messo in seria difficoltà l'atleta per la ripresa respiratoria, a seguito di parziale inondazione broncopolmonare, pur essendo rimaste integre le condizioni cardio-circolatorie, riteniamo sia assolutamente necessario proscrivergli qualsiasi attività subacquea per un lungo periodo di tempo."
 


Due documenti video dalla rete sulle prove di Enzo Maiorca a Sorrento
(riprese di Gigi Oliviero)

FILMCARDS - Le parolacce in TV di Enzo (2'19)
Caricato da Filmcards isu You Tube in data 24/mar/2011
Le oramai mitiche parolacce dette in diretta TV da Enzo Maiorca, dopo il suo impatto subacqueo con un altro sub, nel corso di un record in apnea, a Sorrento, nel 1976
http://www.youtube.com/watch?v=ub99y1ddDbQ&feature=relmfu
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Commento del sottoscritto a margine del filmato

La famosa "capocciata" di Enzo Maiorca contro il bibo di Enzo Bottesini, per l'occasione fotosub incaricato della RAI, e tutto quel che ne seguì in diretta TV in eurovisione, avvenne per l'esattezza Sabato 22 Settembre 1974.

FILMCARDS - Enzo Maiorca riemerge in sincope (3'50)
Caricato da Filmcards su You Tube in data 24/mar/2011
La drammatica sequenza di un record in apnea di Enzo Maiorca, avvenuto nel 1974 a Sorrento, in cui l'atleta riemerge in sincope ed è salvato per miracolo
http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=h2X4Xcirqaw
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Commento del sottoscritto a margine del filmato

Qui abbiamo invece il documento filmato girato da Gigi Oliviero sul tentativo di record effettuato da Enzo Maiorca il sabato successivo alla prova interrotta dalla "capocciata" contro le bombole di Bottesini. Infatti il nuovo tentativo di record si concluse con successo Sabato 28 Settembre 1974 nelle acque al largo del Vervece. Enzo raggiunse gli 87 metri di profondità, sia pure con un finale drammatico che lo vide risalire in superficie privo di sensi..


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copyright Guido Picchetti - 14/6/2009