da "IL SUBACQUEO" / Estate 1989

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei numerosi servizi foto-giornalistici che illustrano itinerari subacquei italiani,
 da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di addetto ai servizi speciali.



foto G. Picchetti


ISOLE NELLA CORRENTE
Il Canale di Sicilia

 Uno splendido e singolare habitat, dovuto a un insieme di fenomeni naturali,
riveste i fondali delle isole Pelagie e di Pantelleria, che emergono al centro del Canale.
Grazie alla ricchezza di flora e fauna presenti, quest'area mediterranea
viene segnalata dagli esperti per l'istituzione di una riserva marina.

 di Brigitte Cruickshank e Guido Picchetti

è una zona molto particolare del mar Mediterraneo che ha sempre destato l'interesse non solo di geologi e biologi specializzati in ricerche sottomarine, ma anche di semplici subacquei appassionati. Parliamo del Canale di Sicilia che, per la ricchezza e la diversità della sua fauna e flora marina, e per la sua collocazione in una fascia di frequenti movimenti tellurici, presenta delle caratteristiche davvero singolari. Tra il continente africano e quello europeo, proprio in corrispondenza del canale di Sicilia, esiste una linea di faglia sottomarina causata dal continuo movimento di queste due zolle continentali. E a testimonianza dell'attività tellurica tipica di questa zona vi è l'episodio, incredibile e quasi fantascientifico, verificatosi appena il secolo scorso, della improvvisa nascita di un'isola a seguito di violente eruzioni vulcaniche, nel mese di luglio del 1831, isola che fu chiamata Giulia-Ferdinandea.
 

In immersione nel canale di Sicilia: branchi di giovani castagnole
passeggiano indisturbate, foto grande sopra, ma se curiosiamo sui fondali
non è difficile trovare distese spettacolari di un coloratissimo
antozoo coloniale, la Corynactis Viridis, foto in basso.

Essa apparve dal mare, accompagnata da violente eruzioni vulcaniche, 26 miglia al largo di Sciacca, in direzione sud-ovest. In poco tempo la nuova isola raggiunse un'altezza di ben 69 metri nel punto più alto. Ma poi, nell'arco dello stesso anno, sparì nuovamente sotto la superficie del mare, facendo anche sorgere in alcuni ambienti dei dubbi sulla realtà dell'accaduto. Eppure il fatto era del tutto vero, come provarono le ricerche successivamente condotte nella zona! Fu ritrovato il punto esatto e ancora oggi si può constatare come, al posto dove l'isola era improvvisamente sorta dalle acque e suc-cessivamente scomparsa, ci sia un basso fondale la cui sommità tocca appena gli otto metri di profondità, noto come il Banco Graham.  Questa piccola secca,  che  è  quanto resta oggi

della sommità del vulcano che diede appunto origine alla mitica Isola Ferdinandea, è lambita da correnti talvolta fortissime.

Come i numerosi altri banchi sommersi presenti nel Canale di Sicilia, e come anche le stesse isole Pelagie emergenti al centro del Canale, in parte anch'esse di origine vulcanica, ma eviden-temente sopravvissute nel tempo. Ed è proprio questa condi-zione particolare a favorire la straordinaria ricchezza ambien-tale sottomarina di tutta quest'area.

Il Canale, infatti, costituisce una strettoia, un passaggio obbligato di ridotte dimensioni tra i due bacini principali del Mediterraneo,  quello  orientale  e  quello  occidentale.   L'inter-

In alto una veduta della costa di Pantelleria: acque cristalline e
incontaminate ospitano fondali di elevato interesse biologico.

scambio delle acque che avviene tra essi, a causa sia dei movimenti di marea che dei fattori stagionali, per un principio fisico che tutti noi sub ben conosciamo, il cosiddetto effetto Venturi. è la causa principale delle correnti di cui sopra. Vi è poi, nella conformazione topografica sottomarina stessa del Mediterraneo, un altro elemento che ne accentua ulteriormente l'intensità: i due bacini sono ambedue molto più profondi del Canale stesso, per cui lo scambio liquido tra i due bacini, costretto non solo in larghezza ma anche in profondità, accentua ancor più l'effetto Venturi e di conseguenza la forza delle correnti nella zona.

Ed è proprio a causa di queste forti correnti che l'area in questione riveste particolare interesse dal punto di vista subacqueo. Sul Banco Graham, ad esempio, si trovano fitte «boscaglie» di sargassi sotto le cui fronde fioriscono forme di vita che senza questo lussureggiante manto protettivo sarebbero facilmente spazzate via. In diversi luoghi del Canale sono anche presenti le Laminarie, alghe di origine atlantica, e al tempo stesso grandi raggruppamenti di uno stupendo antozoo coloniale, la Corynactis Viridis, che forma qua e là coloratissime distese che uguagliano in bellezza, se non superano addirittura, le madrepore tropicali. Non è casuale, il nome comune dato a questi celenterati dai biologi di lingua inglese: «jewel ane-mone», ovvero attinia gioiello.

Il Banco Graham, però, anche se poco profondo non è tanto facilmente raggiungibile dai sub, e quindi un immersione in tale zona andrebbe affrontata con una certa cautela anzitutto per le forti correnti. Le informazioni riportate sopra, infatti, sono state riferite da una spedizione della nave oceanografica «Bannock» del Cnr svoltasi la scorsa estate.

Ma anche l'isola di Pantelleria e quelle di Linosa e Lampedusa, appartenenti all'arcipelago delle Pelagie (dal greco Pelàghia, che significa di altomare), presentano simili caratteristiche di flora e di fauna, nonché acque limpidissime e, sinora, incontaminate. Tanto che le Pelagie rientrano nella lista delle zone di particolare interesse ecologico segnalate dalla legge sulla difesa del mare dell'82 ai fini dell'istituzione di una riserva marina. Citiamo da essa le motivazioni che rendono così importante la salvaguardia di questa zona, elencate all'articolo 31 della legge stessa: «... per le caratteristiche naturali, geo-morfologiche, fisiche, biochimiche, con parti-colare riguardo alla flora ed alla fauna marina costiera e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.»

Proprio a Lampedusa infatti, sulla spiaggia dell'isola dei Conigli, vi è una delle ultime oasi di riproduzione della tartaruga Caretta caretta. Inoltre sui fondali si trovano ancora pesci in gran numero e anche di taglia, pesci che, purtroppo, non vediamo più in quasi tutte le altre zone costiere del nostro territorio. Un'altra valida ragione per la creazione di una zona protetta alle Pelagie sta nella diversità di origine geologica delle due isole principali. Mentre Linosa è tipicamente vulcanica, Lampedusa (come anche l'isolotto di Lampione, poco distante verso ovest) è costituita da calcare e dolomite, e poggia addirittura sulla piattaforma continentale africana, presentando una fauna e una flora tipiche di quelle coste.

Presso l'Università di Catania, a cura dei professori Di Geronimo e Giaccone, ambedue noti biologi marini, è in elaborazione da tempo un accurato studio di ricerca finalizzato alla istituzione di tale riserva. E la dinamica sezione di Agrigento della Lega Navale Italiana, del cui territorio fanno parte le Pelagie, si sta battendo in modo alquanto deciso per la rapida costituzione della stessa. Addirittura un importante organo internazionale di difesa ambientale quale l'Unesco, a conferma dell'importanza dal punto di vista ecologico di questa zona, ha manifestato tempo fa  il proprio interesse  per la creazione  nell'arcipelago  delle Pelagie di una stazione di biolo-

In basso: uno scorfano rosso fa capolino tra gli scogli del Canale
di Sicilia. Le alghe favorite dall'eccezionale limpidezza  di queste acque
formano un manto protettivo alle tante forme di vita.

gia marina, ma sembra purtroppo che l'amministrazione comunale abbia lasciato cadere questa proposta. Auguriamo un sentito «buon lavoro» e auguri di successo a tutti coloro che si stanno adoperando con tanta premura perché la riserva delle isole Pelagie divenga presto una realtà. Sarà un altro importante passo avanti nella difesa del nostro ambiente naturale, per la salvaguardia di una delle zone marine più belle e interessanti di tutto il Mediterraneo.

Le informazioni per raggiungere le isole (*)

Lampedusa - Ci si arriva in aereo da Palermo con voli giornalieri oppure via nave in tragitto notturno con partenza giornaliera da Porto Empedocle. Per attività sub rivolgersi: Lo Verde Sport, tel. 0922/970181, e Antonio Sanguedolce, tel. 0922-970678.

Linosa - Si arriva, come sopra, in aereo da Palermo e con la stessa nave da Porto Empedocle. Per attività sub rivolgersi a: Diving Center Glaukos, Via Prìncipe Umberto 11, tel. 06-5585509. Il Diving Center Glaukos è diretto da Guido Caluisi,   che  organizza  immersioni  guidate  e  uscite  per fotosub.

Pantelleria - Ci si arriva  con l'aereo da Trapani  o con i traghetti,  sempre da

Trapani. Per attività sub rivolgersi a: Aphrodite Diving Club, e/o Hotel Club Cossyra a Pantelleria, tel. 0923-911154 (orari pasti). È diretto da Hubert Kurt.

Altre informazioni. Sia Lampedusa che Linosa dipendono dall'Apt di Agrigento, tel. 0922-26926 o 09222-26922. C'è anche un'agenzia di informazioni turistiche su Lampedusa, l'Agenzia Le Pelagie, tel. 0922/970170. Pantelleria dipende invece dall'Apt di Trapani, tel. 0923-27273 oppure 0923-27077.

(*) - Le notizie si riferiscono all'anno  in cui è stato realizzato il servizio.


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copyright Guido Picchetti - 28/6/2009