da "IL SUBACQUEO" / Gennaio 1996

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei tanti reportage di manifestazioni subacquee cui ho avuto modo di partecipare,
 da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di addetto ai servizi speciali.


foto A. Giampiccolo

di Guido Picchetti - Contributi di Angelo Giampiccolo e Raffaella Schiller

Una grande festa delle immagini subacquee:
questa edizione del Festival, dedicata al corallo rosso, conferma un ottimo livello delle realizzazioni nei diversi settori, soprattutto per quanto riguarda la produzione
di autori italiani.

ai come quest'anno la presenza italiana si è fatta sentire al Festival di Antibes. A partire dalla presidenza d'onore che Daniel Mercier, patron della manifestazione, ha voluto affidare per questa ventiduesima edizione allo scultore Carlo Parlati, un artista straordinario, capace di trasformare e animare con perizia incredibile il corallo rosso, il dono più prezioso del nostro Mediterraneo.

Nato a Torre del Greco vicino Napoli, 61 anni fa, Carlo Parlati è figlio d'arte. In possesso di una tecnica più che perfetta, acquisita frequentando fin da giovane età il laboratorio per la lavorazione del corallo che il padre possedeva in quella che è ritenuta ancora oggi la capitale mondiale del corallo, egli ha voluto e saputo trasformare da artigianato in arte la sua opera, puntando sulla realizzazione di sculture singolari, ricche di simbolismi e significati allegorici. Alcune delle più belle realizzazioni di Carlo Parlati facevano bella mostra di sé nella hall del Palais des Congrès di Antibes. Sculture in corallo che evidenziano quali possibilità espressive sia in grado di offrire il corallo rosso, tema centrale del Festival di Antibes 1995.

Il «corallium rubrum», straordinario organismo vivente dei nostri mari, già al tempo dei Greci e dei Romani veniva raccolto per farne preziosi monili. Per secoli si è dibattuto se fosse un minerale o un vegetale, secondo alcuni in grado di indurirsi all'aria allorché estratto dal mare (sic!); solo nel diciottesimo secolo il medico marsigliese Peyssonel, studioso appassionato di mare,  riconobbe al corallo la sua ve-

In alto, un'opera in corallo dello scultore Carlo Parlati, presidente d'onore della ventiduesima edizione del Festival. Le due  immagini subacquee che seguono in basso sono del tedesco Dieter Disch, plongeur d'argent nella sezione diapositive, nonchè vincitore del premio della città di Antibes per le stampe a colori e del premio Chapeyroux per il bianco e nero.

ra natura animale. E pensare che già dal Medio Evo esso veniva raccolto con l'ausilio della cosiddetta Croce di Sant'Andrea: un tipo di pesca che, largamente praticata ancora fino a qualche decina di anni fa, è stata poi in più parti vietata per i danni che provocava ai fondali marini.

Di tutto questo, dell'epoca d'oro dei primi corallari degli anni '50 e delle tecniche e dei rischi che ancora oggi si corrono in questo tipo di immersioni, ma anche della biologia del corallo rosso, del suo attuale livello di depauperamento nel Mediterraneo, nonché delle sue possibilità di reimpianto e di sviluppo sui fondali alla luce dei più recenti esperimenti in materia, si è parlato ad Antibes durante una giornata speciale dedicata all'argomento. Presieduto da Carlo Parlati, all'incontro hanno partecipato numerosi relatori.

Dopo l'introduzione ai lavori del giornalista Patrick Mouton, autore di un libro sul corallo, sono intervenuti i biologi Georges Harmelin e Denis Allemand, e l'esperto di corallicultura Eugene De Bernardi. Catherine Balme-Heuze ha illustrato le varie specie di corallo utilizzato in bigiotteria, mentre Henri Dealuze ha riferito su una campagna di ricerca realizzata con un sottomarino per inventariare il corallo asiatico nella regione di Taiwan. Su questa specie di corallo di provenienza orientale, alquanto simile al nostro corallo rosso e anch'esso adatto alla lavorazione per gioielleria, ha parlato lo specialista giapponese Sadao Kosuge dell'istituto di malacologia di Tokio.

Della vita avventurosa dei primi corallari degli anni '50 ha parlato l'italiano Leonardo Fusco, che fu proprio uno di essi, og-

gi medico responsabile di un efficiente impianto di terapia iperbarica nel salernitano, mentre due corallari odierni, i francesi Jean-Philippe Giordano e Philippe Mercier, hanno illustrato le tecniche da essi oggi impiegate nella raccolta dell'oro rosso, e anche i pericoli, i problemi e le prospettive della loro attività. Ancora un italiano, il dottor Fabio Cicogna, ha riferito infine sulle norme legislative che regolano oggi nel Mediterraneo la raccolta del corallo.

Il tema del corallo rosso era ripreso anche in una delle mostre fotografiche a invito presentate ad Antibes, e precisamente in quella del nostro Alberto Muro Pelliconi, con una serie di ben riuscite doppie esposizioni. Ma di queste mostre fotografiche, come pure dei vari concorsi fotografici in programma, vi riferisce a parte Angelo Giampiccolo, anch'egli invitato ad Antibes in riconoscimento della validità della sua opera di fotografo subacqueo. Come pure vi informa in un altro box Raffaella Schiller del concorso video grande formato, per cui ha presieduto l'apposita giuria internazionale. A me non resta che riferirvi sul concorso video piccolo formato, della cui giuria ho fatto parte, potendomi così rendere conto del livello qualitativo raggiunto da questo settore, in particolare nel nostro Paese.

Dico  questo  a ragione.  Dei quaranta filmati iscritti a concorso

in questo settore, ben 15 erano di autori italiani  (contro i 7 de-gli spagnoli e i 5 appena dei francesi). Quella dei videoperatori italiani (definiti amatoriali per regolamento ma certamente non tali se si giudica l'impegno e le capacità profusi nelle loro opere) è una partecipazione che, se confrontata con la quasi totale assenza di opere italiane nella categoria video grande formato, affollata di documentari naturalistici straordinari, denuncia come a fronte di una grande vitalità del settore della videoripresa subacquea italiana ci sia un estremo e disinteresse delle grandi case produttrici televisive italiane a realizzare opere documentaristiche di un certo impegno.

A parte questa notazione, che vuole essere solo in parte polemica nella speranza che la situazione qui da noi nel campo della videoripresa professionale possa presto mutare, e pre-scindendo dalla classifica finale del concorso che vede incluso in graduatoria e premiato con la Palma d'argento solo il filmato «Mucus» di Piero, Andrea e Matteo Mescalchin (oltre a «I reefs dell'Adriatico» sempre dei Mescalchin, premiato per l'interesse documentaristico, e ai due filmati di Daniel lop «Trilogie d'une legende» e «Speranza», che si sono rispettivamente aggiudicati il premio Label Bleu Video e il Premio Ecosub), debbo aggiun-gere che tutti i filmati video degli italiani erano di buon livello, ben costruiti e anche tecnicamente più che validi.

di Angelo Giampiccolo

Anche se non è certo il momento di fare del campanilismo, vista la fase storica che il nostro paese sta attraversando, non si possono neppure sottovalutare gli eclatanti risultati che la fotografia subacquea italiana ha ottenuto quest'anno al Festival di Antibes, giunto oramai alla sua 22a edizione. Plongeur d'or (1° classificato) allo splendido diaporama di Sergio Montanari, Fabio Liverani ed Enzo Cicognani, interamente realizzato in acqua dolce; Plongeur d'argent (2° classificato) ad Andrea Giulianini per la serie di diaproiezioni sonorizzate; Plongeur d'or (1 ° classificato) per il bravo Claudio Bertasini nella sezione diapositive, che ha presentato dieci immagini di altissimo livello; 2° premio nella sezione stampe a colorì a un Enrico Gargiulo che, dopo 11 anni di assenza dal Festival, dimostra ancora tutta la sua proverbiale grinta e capacità creativa; Settimio Cipriani vince invece il Premio dell'Associazione Francese di Conchigliologia, con la magnifica macro di una Ciprea.

Non è poco! Specie se si considera che il Festival di Antibes è ormai da molti anni il più prestigioso confronto intemazionale del mondo per la fotografia subacquea. Tutto questo conferma che in Italia scattare sottacqua è ancora una grande passione, e che le attrezzature, le tecniche dì ripresa e l'impegno dei nostri fotosub producono sempre dei risultati qualitativi difficilmente eguagliabili. Ad arricchire ulteriormente la carrellata di presenze italiane al Festival, ci sono state le mostre personali di Alberto Muro Pellicani, che ha esposto un'interessante serie di stampe Cibachrome espressamente realizzate sul tema del corallo rosso (tema del Festival di quest'anno), tutte con doppie esposizioni eseguite in stampa; di Sergio Montanari, che ha esposto una bella serie di immagini realizzate per lo più in acqua dolce; di Adriano Penco, con i suoi Cibachrome 50x70cm di macro spinte oltre il rapporto d'ingrandimento 1:1, al punto da diventare magnifiche forme astratte, e del sottoscrìtto, che ha esposto un buon numero di immagini realizzate sia in mari tropicali, che in Mediterraneo, perlopiù con ottiche di corta focale.

Hanno esposto anche Franco Banfi, conosciuto da tutti per la sua bravura e preparazione tecnica, presente quest'anno al Festival anche nella veste di presidente della giuria per i diaporami e per le diapositive in concorso; Chrìstoph Gerìgk, un fotografo tedesco che si dedica a tempo pieno alla fotografia d'arte, il quale ha presentato una bella serie di stampe in bianco e nero sui relitti, tutte realizzate in luce ambiente con pellicola

Il successo italiano ad Antibes arriva anche con il primo posto di Claudio Bertasini nella sezione diapositive. Sua l'immagine in alto, mentre in basso vediamo una realizzazione di Dirscherl, giunto terzo nella categoria.

a grana grossa (probabilmente Kodak Recording 6400 Asa); Robert Margaillan, fotografo specializzato nel reportage subacqueo d'attualità (ha seguito e ripreso tutti i record in apnea, da Enzo Maiorca a Umberto Pelizzari).

Le mostre dei vari fotografi invitati a esporre, dislocate in vari punti, sono state molto apprezzate dal gran numero di visitatori che ha affollato il Palazzo dei Congressi di Antibes nei giorni del Festival. L'appuntamento di Antibes è sempre la più bella e colorata kermesse di immagini subacquee  concentrata in pochi

giorni. Le molte sale del Palazzo dei Congressi, usate per la visione delle dia-proiezioni e dei filmati al pubblico, sono state spesso piene al punto di costringere gli organizzatori ad annunciare al microfono che non c'era più posto. L'organizzazione, come sempre del resto, è stata impeccabile, grazie soprattutto all'infaticabile Daniel Mercier. Un grazie di cuore a Daniel, che con la sua ferrea volontà e la grande passione per il mare, ha fatto sì che questo grande Festival diventasse tale nel panorama della subacquea mondiale.


Una sala del Palazzo dei Congressi di Antibes. Il prestigio del Festival è stato ancora una volta confermato dalla numerosa presenza di opere di grande valore provenienti da decine di nazioni.


Un'immagine realizzata da Tritschler. Per
visionare tutte le dia presentate, i membri
della giuria hanno impiegato dodici ore.

Franco, che effetto ti fa essere per una volta dall'altra parte della barricata, in qualità di presidente di una giuria?
È molto impegnativo. Dodici ore di lavoro ininterrotto per visionare e selezionare la grande quantità di diapositive pervenute da ogni angolo del mondo. Più altre 6 ore per i diaporami in concorso. Ho visto una quantità impressionante di immagini, e debbo dire che diventa faticoso rimanere imparziali quando c'è la stanchezza di mezzo.

Tu che da sempre sei un fotografo, ti sei trovato d'accordo nel giudicare le immagini in concorso con gli altri membri della giuria?
In linea di massima sì. Ci sono di certo state delle preferenze di ognuno dei giudici per alcune immagini, cosa più che comprensibile, e ho riscontrato delle votazioni talvolta differenti, ma nel complesso ci siamo trovati del tutto d'accordo. Il livello qualitativo è stato nella media. È una precisa politica del Festival di Antibes quella di permettere a tutti di partecipare ai concorsi, anche se i lavori presentati sono di scadente qualità. Noi abbiamo dedicato la stessa attenzione a tutte le immagini, proprio per tener fede a tale proposito.

Cosa suggeriresti a coloro che vogliono presentare delle diapositive in concorso l'anno prossimo?
Un consiglio è quello di tener conto della qualità di tutte le 10 immagini che presenterà, badando a evitare cadute qualitative, perché noi abbiamo giudicato le immagini nella loro totalità. In altre parole, abbiamo dato un voto alla produzione globale, e non alle singole foto. Questo implica il fatto che un concorrente che si presenti con 2 o 3 immagini di grande effetto grafico, ma anche con altre più scadenti, prenda meno punti di un altro che abbia più continuità qualitativa nelle foto presentate, pur se tutte inferiori globalmente a quelle 2 o 3 del primo concorrente. Tanti non riescono ancora a distinguere chiaramente la differenza fra le foto da concorso e quelle da reportage. Le prime, oltre a una tecnica ineccepibile, devono sempre avere un taglio particolare e un forte impatto,  in modo  da poter rimanere  ben impresse nella mente di chi giudica, an-

 che se visionate assieme a una grande quantità di altre foto.

Cosa pensi della foto creativa, sempre meno presente nei concorsi internazionali?
Le foto creative stanno fortunatamente scomparendo dal panorama dei concorsi. Ciò non vuoi dire uccidere la creatività, che è una cosa ben diversa dalla foto creativa. La creatività che usa solo il mare e i suoi elementi, senza alcuna intromissione o alterazione cromatica, è quella vera, quella che fa la differenza fra un fotografo e un grande fotografo. La foto creativa potrebbe continuare ad avere uno sbocco in competizioni fatte esclusivamente in piscina, ad esempio. Piscine da considerare come un fotografo di superficie considera il proprio studio fotografico; luoghi vuoti e asettici dove inventare nuove situazioni e luci fotografiche. In mare no, la natura ci mette già a disposizione la sua di creatività: quella con la C maiuscola.

Angelo Giampiccolo

«La Direzione del Festival di Antibes è dolente di annunciare che un errore di percorso si è purtroppo insinuato nell'elenco dei premiati 1995. Il Festival si scusa presso la Giuria e l'opera implicata per gli inconvenienti causati. Il film "Beyond the blu" realizzato da George Evatt, si vede dunque attribuire una Palma d'Argento ex-aequo, al fine di rispettare il giudizio iniziale della Giuria».

Con questo comunicato stampa ufficiale, il 5 novembre scorso (giornata successiva all'assegnazione dei premi), gli organizzatori del Festival hanno cercato di placare il malcontento di una «allibita» giuria che durante la premiazione di sabato 4 novembre, senza alcun preav-viso, si era trovata modificata la classifica, stilata e consegnata ufficial-mente il 3 novembre 1995. A giudizio «unanime» della giuria, il film in que-stione doveva ricevere il Premio Nausica, istituito con la motivazione di far conoscere e amare il mare, stimolando la presa di coscienza della responsabilità dell'uomo di fronte all'ambiente marino e la necessità di ben gestire gli oceani. Realizzato nella baia di Sydney, con immagini e musica splendide, che presentavano in maniera poetica il mondo marino per suggerire il rispetto dell'am-

biente, il filmato australiano ri-specchiava esattamente le caratteristi-che richieste.

Nonostante le scuse ufficiali, come l'increscioso episodio sia potuto avvenire rimane un mistero; certo è che il Centro Nazionale del Mare Nausica, di Boulogne/Mer, istitutore del suddetto premio di 10.000 franchi, ha impunemente imposto di assegnare il premio al filmato «Operation fonds blancs» (reportage francese su un gruppo di parigini che ripuliscono fondali in Corsica), rifiutando il giudizio della giuria. Membri della giuria '95 erano: Robert Blondin, popolare giornalista canadese, realizzatore di una delle trasmissioni più seguite in Canada: «L'Avventura»; Paolo Micalizzi, critico cinematografico, stanco del cinema, giornalista specializzato e collaboratore del Resto del Carlino, nonche direttore artistico del Festival del Cinema Italiano; Aviva Kofler, giornalista anglo-israeliana, specialista del mondo subacqueo e collaboratrice di tutte le più note riviste del settore a livello mondiale; in veste di presidente, Raffaella Schiller, giornalista e fotografa subacquea, realizzatrice di numerosi servizi subacquei (Raidue e Tmc) e di documentari (Geo-Raitre).

Per tre giorni, dalle 9 del mattino alle 24 la giuria ha visionato 59 film, circa trenta ore di filmati di durata libera dai 7 ai 90 minuti, formato 16 mm o 35 mm, 3/4 Video o Beta, con un minimo di immagini subacquee del 40%. Nell'assegnare i premi, in base al regolamento, si è dovuto tener conto della suddivisione in film e video gran formato di produzioni private e produzioni canali televisivi. Non essendo stata fatta una selezione preliminare, i problema è stato di dover mettere a confronto opere di contenuti e difficoltà di realizzazione nettamenti diverse, molte decisamente valide ma difficili da confrontare per ottenere un giudizio ottimale.

Constatati gli alti livelli raggiunti, oltre che del contenuto, si è tenuto conto della qualità delle immagini, penalizzando quelle opere non altamente professionali. Nonostante il perfetto accordo dei membri della giuria, al momento delle decisioni finali, quest'anno più che mai, per la numerosa partecipazione delle televisioni internazionali favorite da «superfinanziamenti», si è auspicata la necessità, per il futuro, di creare differenti settori nei quali poter inserire i vari soggetti, al fine di un giudizio ancor più equilibrato.
                                   Raffaella Schiller

FILM & VIDEO GRANDE FORMATO
Palma d'oro e Premio del Presidente della Repubblica Francese a David Karman (Australia) per «Coral sea dreaming».
Palma d'argento ex aequo a Roger Jones e Rick Rosenthal (Gran Bretagna) per «Hunter of the sea wind», e a George Evatt (Australia) per «Beyond the bine» .
Palma di bronzo a Caroline Hawkins (Gran Bretagna) per «Last voyage of the Thistlegorm».
Premio per il migliore adattamento musicale al compositore Paolo Casa per «Grand ombres au fond de la mer» di Andrea Cocchetti (Italia).
Premio speciale della giurìa a Christian Frasson-Botton e Philippe Cupillard (Francia) per «Philippe Taillez, memoires d'un Mousquemer».
Premio de l'Humour a Andrew Winght (Austria) per «Person Island - Misciefand mayhem».

PRODUZIONI DEI CANALI TELEVISIVI
Palma d'oro alla Survival Anglia (Gran Bretagna) per «A little fish in deep water» di Victoria Stone e Marc Debble.
Premio documentario alla New Zealand Television per «Solid water liquid rock» di Michael Single.
Premio dell'informazione alla Bbc (Gran Bretagna) per «A great white shark» di Paul Atkins.
Premio Fiction alla Virtual Studio American Softworks (Francia) per «Storm».
Premio del pubblico alla Tf 1 (Francia) per «Le tresor du San Diego» di Alain Lasfargues .

FILM E VIDEO PICCOLO FORMATO
Palma d'oro e Premio Brigitte Cruickshank a Binar Waage (Norvegia) per «A dive in the Skerris».
Palma d'argento a Piero, Andrea e Matteo Mescalchin (Italia) per «Mucus».
Palma di bronzo a Mare Cubells e José Cubbels Vallverdu (Spagna) per «Cronica de un encuentro».

Premio speciale della giuria a Norbert Perkorz (Germania) per «The cuttlefish Sepia officinalis».

MONTAGGI AUDIOVISIVI - DIAPORAMA
Plongeur d'or e Premio per il migliore adattamento musicale a Sergio Montanari, Enzo Cicognani e Fabio Liverani (Italia) per «La vie qui s'ecoule».
Plongeur d'argent a Jean-Pierre Stella (Francia) per «La magie du recif».

MONTAGGI AUDIOVISIVI - SERIE SONORIZZATE
Plongeur d'or a Jacques Desprez (Francia) per «Magie».
Plongeur d'argent a Andrea Giulianini (Italia) per «Bitte Dream».
Premio per il miglior adattamento musicale a J. Desprez.

IMMAGINI FISSE - DIAPOSITIVE
Plongeur d'or a Claudio Bertasini (Italia).
Plongeur d'argent a Dieter Disch (Germania).
Plongeur de bronze a R. Dirscherl.

IMMAGINI FISSE - CONCHIGLIOLOGIA
Premio dell'Associazione Francese di Conchigliologia a Settimio Cipriani (Italia).
Premio Jorge Albuquerque a Milan Czapay (Germania).

IMMAGINI FISSE - STAMPE A COLORI
Premio della Città di Antibes al 1° classificato Dieter Disch (Germania).
Premio del Festival al 2° classificato Enrico Gargiulo (Italia).

IMMAGINI FISSE - BIANCO E NERO
Premio della Città di Antibes al 1° classificato Ernst Seeling (Austria).
Premio Jean e Maryse Chapeyroux al 2° classificato Dieter Disch.


   torna alla "Homepage"

al successivo articolo della serie

torna a " fotogiornalismo "

copyright Guido Picchetti - 15/01/2010