NB. - In questa serie sono compresi alcuni
dei tanti servizi foto-giornalistici che illustrano esperienze di viaggi
subacquei all'estero, da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO".
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LE CAYMAN ISLANDS,
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Nelle due immagini sopra e sotto, alcuni degli incontri possibili in immersione nelle isole Cayman. |
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la temperatura del mare, con una limpidezza dell'acqua sempre notevole, capace di raggiungere e superare spesso i sessanta metri. L'isola di Grand Cayman è circondata su tre lati dal reef, che dopo un tratto di acqua relativamente bassa precipita nel blu formando le famose «walls» delle Cayman, pareti verticali a 90° ricoperte di spettacolari forme di vita. Ciò non vuoi dire che i fondali di Grand Cayman siano adatti solo a sub esperti, tutt'altro. Intorno all'isola ci sono mille possibilità di immersioni stupende a profondità modeste e la quasi totale assenza di correnti rende i fondali dell'isola idonei a tutti i sub. L'attività subacquea si svolge principalmente lungo i versanti costieri situati a Nord e a Ovest. Immergersi sulle North Walls offre ai sub sensazioni esaltanti. L'ambiente è tutto un susseguirsi di grotte, canyon e pareti a picco ricoperte di spugne enormi. Punti di immersione famosi di questa zona sono Eagle Ray Pass, così chiamato per il costante passaggio di aquile di mare; Tarpon Alley, un lungo canalone nel quale stazionano centinaia di grossi tarponi; Babylon Pinnacle, un gigantesco picco di corallo in prossimità della parete che precipita nel blu; Hammerhead Hill, dove è possibile incontrare qualche squalo martello; e tanti altri ancora. Il punto d'immersione più noto di Grand Cayman, raggiungibile proprio dall'imbarco di North Sound, è tuttavia Sting Ray City, la famosa città delle razze. Si trova all'interno del reef, a una profondità di appena quattro, cinque metri, ed è la residenza abituale di una trentina di grossi trigoni, abituati alla presenza dei sub, dai quali si lasciano senza alcun timore avvicinare, alimentare e accarezzare: un'esperienza unica al mondo, che fornisce l'occasione di riprese foto e video decisamente straordinarie, grazie soprattutto alla luminosità e alla limpidezza del fondale; ma un'esperienza che risulta pienamente godibile anche da parte di chi è in apnea o assiste dalla superficie con la maschera mentre fa un caldo bagno. Se ci spostiamo sul versante occidentale di Grand Cayman, troviamo invece la stupenda Seven Mile Beach, una spiaggia ininterrotta di sabbia bianchissima, lunga circa dieci chilometri. È una delle zone balneari più famose dei Caraibi. Da |
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In basso, una delle tante imbarcazioni che portano i sub sui vari punti di immersione segnalati da boe, utili anche per l'ormeggio. |
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Nord a Sud, fino all'abitato di George Town, in riva al mare è tutto un susseguirsi di alberghi, di residence e di strutture turistiche che rendono la zona un vero paradiso per chi ama il mare e gli sport su di esso praticabili, qualunque esso sia: vela, surf, scooter, pedalò, parasail, ce n'è per tutti i gusti, subacquei inclusi. Infatti, proprio davanti a Seven Mile Beach ci sono un'infinità di magnifici punti di immersione. Il fondale sabbioso degrada dolcemente, ma ben presto si presenta cosparso di ammassi corallini ricchi di vita e colore, che diventano sempre più frequenti e imponenti fino a formare scenari di rara bellezza. E sono fondali raggiungibili in pochi minuti di navigazione dalla spiaggia. Noti punti di immersione di questa zona sono Big Tunnel, Trinity Caves, Grange Canyons, per lo più formati da ampie e luminose caverne sottomarine, da cui, dopo brevi ma suggestivi percorsi, ci si affaccia sulle pareti a picco che strapiombano nel blu. Grand Cayman vanta anche una serie di relitti molto interessanti per la varietà e la ricchezza di forme di vita sottomarina su di essi stabilmente insediate. Il più noto di tutti è il relitto dell'Oro Verde, una nave che iniziò la sua carriera durante la 2a Guerra Mondiale come cannoniera gemella della famosa USS Pueblo. Dopo la guerra, rimossi i cannoni, fu utilizzata come mezzo da trasporto frigorifero attraverso i Ca- |
raibi. Infine, il 31 maggio 1980 fu affondata per costituire davanti alla Seven Mile Beach una barriera artificiale sui 18 metri di fondo. Oggi l'Oro Verde è un vero e proprio acquario sommerso. Un altro relitto da non perdere è il Doc Polson. Lungo una ventina di metri, nel 1991 è stato anch'esso deliberatamente affondato per costituire un punto di ripopolamento su cui immergersi. Il nome che porta è in onore di un medico subacqueo di Grand Cayman cui si deve la realizzazione della camera di decompressione esistente sull'isola. Abbiamo indicato solo una parte degli infiniti punti di immersione intorno a Grand Cayman. Non abbiamo parlato ad esempio della South Wall, 20 miglia di pareti coralline ancora in buona parte inesplorate; oppure dell'East End Wall, una zona battuta solitamente dal mare, ma che offre possibilità di incontri straordinari con i grandi pelagici. D'altro canto per conoscere tutti i fondali delle Cayman non basterebbero anni di immersioni. Ed è questa la ragione per cui tantissimi sub di ogni parte del mondo, una volta immersisi a Grand Cayman, non desiderano altro che poterci quanto prima tornare. Una regola che per i sub italiani ha ora un motivo di più per valere, grazie alla presenza dell'Ambassador Diver by Puffo Sport di Enzo Zarafa, il primo diving tutto italiano operante nei Caraibi. • |
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