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NB. - E' uno dei servizi speciali realizzati per "Il SUBACQUEO" negli ultimi anni di collaborazione con tale rivista. Si tratta naturalmente di un argomento la cui trattazione, se per quanto riguarda caratteristiche e resa delle attrezzature da ripresa risulta superata dato il rapidissimo progresso tecnologico del settore, resta tuttavia ancora valida sulle tecniche da utilizzare per raggiungere i migliori risultati nelle riprese televisive in ambiente subacqueo. |
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PIANETA VIDEO
Vivere il mare attraverso
le riprese subacquee effettuate con la telecamera |
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Ciò che invece lasciava molto a desiderare |
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La macroscopica differenza di resa cromatica che c'era fino a poco tempo fa, tra le immagini foto e videosub, non favoriva il passaggio alle riprese con la telecamera di tanti subacquei appassionati di fotografia. Le nuove apparecchiature video sul mercato hanno però quasi azzerato questo svantaggio. |
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nelle videoriprese subacquee effettuate con i comuni cam-corder amatoriali prima disponibili, era il livello qualitativo dei risultati in termini di definizione e di resa cromatica. Un livello che, fino a un paio di anni fa, ha continuato a mantenersi piut-tosto basso e insoddisfacente, specie se comparato con quello dei risultati di norma ottenibili in fotografia subacquea. Negli ultimi tempi però la situazione è decisamente mutata. Il rapidissimo e sensibilissimo progresso tecnologico che si è avuto nelle apparecchiature da ripresa amatoriali consente oggi di avere risultati apprezzabilissimi, che per definizione e cromatismi poco o nulla hanno da invidiare a quelli ottenibili con apparecchiature video professionali, e che permettono con i nastri video nei formati Hi-8 e S-VHS (di norma usati dai videoperatori subacquei più impegnati, sportivi o professioni- |
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sti che siano) tutti i passaggi richiesti dagli eventuali processi di post-produzione, con uno scadimento di qualità decisa-mente accettabile. Ma riferendoci all'elevata sensibilità propria delle telecamere, c'è un altro elemento importante da consi-derare in un discorso che vuole anche indurre a cimentarsi nella videosub chi non l'abbia ancora mai fatto. Effettuando riprese a media profondità (tra i 5 e i 25 metri, tanto per intenderci), è possibile generalmente fare tranquillamente a meno di sor-genti luminose artificiali. Basterà correggere cromaticamente la luce ambientale disponibile mediante l'uso di opportuni filtri colore ambra. Si elimineranno così le eccessive dominanti azzurre delle scene inquadrate, utilmente e piacevolmente accentuando al tempo stesso i contrasti dei vari soggetti in campo. E' una tecnica questa che, largamente applicata negli Usa, ha incontrato qui da noi maggiori resistenze ad affermarsi. Su questa non indispensabilità dei fari nelle riprese video sub-acquee è importante a mio giudizio insistere, potendo forse |
favorire e non poco lo sviluppo della videosub. Sarà minore la spesa per l'acquisto iniziale dell'apparecchiatura video, sarà mi-nore il peso complessivo da trasportare nei viaggi, e sarà indubbiamente più facile l'uso in immersione della custodia, priva di un sistema di illuminazione che tende spesso con il suo peso non indifferente a sbilanciarne l'assetto e a pregiudicarne la stabilità, a scapito della qualità delle riprese. Oggi tutte le migliori custodie video in commercio dispongono infatti, come corredo di serie o come optional, di un filtro correttore di colore UW che assolve alle funzioni di cui sopra, sostituendo convenientemente i fari nelle normali situazioni di ripresa. E sarà bene fin dall'inizio abituarsi ad usarlo in ogni ripresa subac-quea effettuata oltre i 4/5 metri di profondità, imparando così a conoscerne ed apprezzarne i grandi vantaggi, ma anche certi limiti che il suo impiego comporta, non facilmente valutabili ad occhio nudo attraverso il mirino della telecamera, se, come il più delle volte accade, questo consente unicamente la visione in bianco e nero. |
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Da ciò deriva una prima considerazione a proposito dei camcorder più convenienti per la video sub. Riguarda i vantaggi offerti dal mirino a colori di cui dispongono oggi alcune moderne telecamere, grazie al quale sarà possibile valutare con un po' di esperienza se convenga in certe situazioni eliminare o meno il filtro aggiuntivo esterno,ad esempio quando punteremo la telecamera verso l'alto in eventuali controluce; o se, disponendo del comando del bilanciamento del bianco riportato all'esterno della custodia, sarà il caso di spostare il relativo selettore da auto- |
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matico su luce artificiale (ad esempio per raffreddare una eccessiva dominante rossastra delle nostre inquadrature dataci in certe condizioni ambientali dagli illuminatori, specie se troppo potenti o troppo vicini al soggetto) o su luce naturale (per riscaldare ulteriormente la scena ripresa). Ma quale telecamera scegliere, mirino a colori a parte, se ancora non ne abbiamo una? Per quanto riguarda lo standard su cui puntare, non ci sono dubbi e l'abbiamo già detto: Video 8-Hi o Super Vhs. Il primo è tipico dei migliori camcorder della Sony e della Canon, il secondo invece lo ritroviamo nelle telecamere compatte della Jvc, della Panasonic e di alcune altre ottime marche. La resa qualitativa dei due sistemi si equivale, e simili sono anche ingombro, peso e dimensioni dei relativi camcorder. L'unica differenza sta nella lunghezza dei nastri disponibili per i due sistemi, che può raggiungere i 90 minuti nel Video 8 contro i 30 o i 45 minuti al massimo nel Vhs. A parte questo elemento di valutazione, ciò su cui invece converrà oggi puntare sono altri fattori: ad esempio la possibilità di inserimento automatico del cosiddetto Time-Code che alcuni moderni camcorder ci offrono. Si tratta di una numerazione data automaticamente dalla telecamera in fase di ripresa ad ogni singolo quadro o fotogramma del nastro video (ricordiamo che in ogni minuto di questi quadri ce ne sono 24). |
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La numerazione del Time-Code non appare
durante una normale proiezione video del nastro registrato, ma può essere
richiamata e resa visibile nel mirino del camcorder o anche sullo schermo
televisivo cui si collega il camcorder, favorendo così il ritrovamento
rapido e preciso delle scene che ci interessano e le successive operazioni
di montaggio. A dare comunque un'idea di come sia continuo e sorprendente il
progresso tecnologico in questo campo, basti accennare ad una caratteristica
particolare che ritroviamo sul camcorder della Canon modello Ucxi-Hi.
Consiste nella incredibile possibilità che ha questa telecamera di variare
la messa a fuoco sul soggetto in funzione di dove va a guardare il nostro
occhio attraverso il mirino. Una capacità che rimane anche allorché questo
modernissimo camcorder viene inserito nella custodia Dive Buddy II dell'Amphibico
per l'impiego subacqueo. La soluzione a questo inconveniente consiste appunto nell'intervenire sulla regolazione dell'esposizione, chiudendo leggermente l'iris. In questo modo favoriremo una sottoesposizione molto vantaggiosa per le riprese subacquee, anche per la maggiore saturazione dei colori che ne deriva. I comandi essenziali presenti sulla telecamera vengono riportati sull'esterno della custodia video |
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Se già possediamo una telecamera di cui siamo soddisfatti, e non vogliamo spendere troppo, sarà bene controllare spesso se le ditte specializzate hanno già in produzione una custodia subacquea adatta. È quanto ci serve per iniziare. Nei casi dubbi potrà forse convenire attrezzarsi ex-novo con un camcorder dell'ultima generazione, puntando sui modelli che vanno oggi per la maggiore, per i quali ci sono sul mercato apposite custodie subacquee e che assicurano anche una successiva buona commerciabilità. Per quanto riguarda la custodia, daremo la preferenza a modelli maneggevoli e non eccessivamente pesanti, che abbiano tutti i comandi essenziali riportati all'esterno, ben posizionati in prossimità dell'impugnatura. Ci accerteremo che la visione attraverso il mirino sia agevole e completa, e che l'inserimento della telecamera in custodia non presenti problemi, risultando semplice e preciso. Visionando su televisore un nastro di prova girato con la telecamera in custodia, controlleremo che lo zoom in posizione di estremo grandangolo non dia luogo a vignettature negli angoli. E prima di andare in mare, sperimenteremo l'appa-recchiatura in piscina, per valutarne assetto, stabilità e resa ottica, e imparare a gestirne con sicurezza i comandi. |
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per via meccanica, attraverso cioè un sistema di leve che permette di agire o premere su di essi direttamente dall'esterno, oppure per via elettronica, mediante l'inserimento di un cavetto nel comando remote della telecamera che consente, con una apposita scheda elettronica, di ridistribuire i comandi essen-ziali ai vari pulsanti esterni. Un sistema que-st'ultimo che risulta certamente più funzio-nale, anche se alquanto costoso, in quanto permette di ridurre al minimo le possibili vie di allagamento nella custodia, e anche di sistemare i vari comandi in modo ottimale, raggruppandoli ad esempio in prossimità dell'impugnatura, laddove è possibile agire su di essi senza privare della necessaria stabilità l'apparecchiatura. Altri elementi da considerare nella scelta di una custodia video possono essere l'ingombro |
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Una fase importante nell'attività video è quella della post-produzione (nella foto, alcuni addetti ai lavori intenti allo scopo). Per facilitare una serie di operazioni di montaggio, alcune telecamere hanno la possibilità dell'inserimento automatico del Time-code, ossia della numerazione in fase di ripresa di ogni singolo quadro o fotogramma del nastro. |
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e i pesi relativi. Sono fattori importanti per chi è solito viaggiare, già solitamente oberato da non pochi bagagli, ma che possono influire anche in fase di ripresa: il primo, l'ingombro, non aiutando certamente se eccessivo il sub a muoversi con l'opportuna scioltezza; il secon-do è quello relativo ai pesi, che possono influire sull'assetto in acqua e condizionare negativamente la stabilità delle riprese, se non giustamente compensati e ben distribuiti, in modo da spostare il più possibile verso il basso il baricentro dell'intera apparecchiatura. E' infatti la posizione di questo baricentro a far sì che la nostra apparecchiatura video possa scivolare sott'acqua in perfette carrella-te prive di tremolii e sussulti. Passiamo agli illuminatori per la videosub. Anzitutto quando usarli? Certamente nelle immersioni in grotta e di notte. Ma anche di giorno possono risultare utili. Infatti il filtro Uw di cui abbiamo parlato ali' inizio può supplire agli illuminatori (e lo fa ottimamente) solo se disponiamo di una discreta luce ambientale e decidiamo di puntare su delle riprese d'ambiente. Ma se ci troviamo ad operare in zone piene di anfratti, con molte zone in ombra, o se ci interessano le infinite forme di vita sommerse, a volte piuttosto minute, allora l'illuminazione artificiale può rivelarsi indispensabile per poter rendere al meglio tutti i cromatismi e i particolari che le contraddistinguono. Per un buon risultato nelle videoriprese di interesse naturalistico occorre però che la fonte lumino- |
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1 - Decidere prima
dell'immersione quale tipo di riprese effettuare e attrezzarsi di
conseguenza, con ottiche e illuminatori adeguati. |
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sa abbia determinate caratteristiche. E non è tanto importante l'intensità della luce che, se eccessiva, può addirittura risultare dannosa, quanto la sua distribuzione sul campo inquadrato e la sua cosiddetta «temperatura colore», che deve essere la più alta possibile e avvicinarsi a quella della luce solare. In pratica occorre che l'illuminazione sia morbida e omogenea, e assolutamente priva di spot che potrebbero bruciare in certi punti i colori del soggetto; la temperatura colore deve rimanere costante man mano che le batterie dell'illuminatore si scaricano, per evitare che le scene girate alla fine dell'immersione risultino con dominanti cromatiche diverse dalle scene iniziali; la potenza dell'illuminatore infine occorre sia proporzionata alla luminosità ambientale disponibile: più è luminoso l'ambiente in cui operiamo, maggiore deve essere l'intensità della luce artificiale a disposizione. Per le riprese di interesse naturalistico, incentrate sulle forme di vita che popolano l'ambiente sottomarino, l'illuminazione artificiale è assai importante. Questa dovrà essere ben distribuita sul campo inquadrato e omogenea, senza «spot» che potrebbero bruciare dei punti del soggetto. Naturalmente anche la qualità delle batterie va considerata nella scelta dell'illuminatore. Oltre all'autonomia, alla potenza e alla qualità della luce, è importante anche il tempo richiesto per la loro ricarica, potendo influenzare il loro utilizzo in delle immersioni ripetute nello stesso giorno. Qualcosa infine sulle ottiche. Naturalmente il discorso al riguardo non si differenzia molto da quello della fotografia, dove gli obiettivi grandangolari la fanno da padrone, garantendo nella maggior parte delle riprese (e in particolare in quelle d'ambiente) i migliori risultati, grazie al minore spessore di acqua che si interpone tra il fronte della custodia e i soggetti inquadrati. Nei camcorder ci sarebbe anche la possibilità di utilizzare lo zoom, ma non sempre ciò è possibile. Dipende infatti dal sistema ottico messo a punto dal costruttore per l'impiego delle sue custodie. In certi casi, impostan- |
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Per le riprese di interesse
naturalistico, incentrate |
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do il massimo grandangolo, si può avere la cosiddetta messa a fuoco totale, cioè il campo inquadrato risulta completamente a fuoco dal fronte dell'oblò all'infinito subac-queo. E in questi casi la ripresa ravvicinata di certi organismi marini può ricordare quel-la che viene chiamata in fotosub, non pro-prio giustamente, una ripresa macro. In realtà la possibilità di una vera ripresa ma-cro, che pure risulta presente su molti cam-corder come escursione estrema dello zoom dal lato opposto a quello della posizione tele, non è utilizzabile mettendo la telecamera in custodia, in quanto il soggetto dovrebbe es-sere portato molto vicino all'obiettivo della telecamera e l'oblò della custodia il più delle volte non impedisce. Volendo allora effet-tuare delle riprese subacquee ravvicinate degli organismi marini, la tecnica migliore è un'altra: utilizzare sulla custodia un normale oblò piano, e, dopo aver applicato sull'o-biettivo della telecamera una ente addi-zionale di 2 o più diottrie al fine di ridurre la distanza minima di messa a fuoco, giostrare |
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con lo zoom per riprendere in modo ottimale il soggetto, che
ben risalterà sullo sfondo sfocato. Unico problema sarà tenere ben ferma la
telecamera durante la ripresa, e in tal caso l'ausilio di un piccolo
cavalletto fissato sotto la custodia può rivelarsi davvero prezioso.
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