NB. - In questa serie sono compresi alcuni
dei tanti reportage di manifestazioni subacquee cui ho avuto modo di
partecipare,
da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di
addetto ai servizi speciali.
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di Guido Picchetti |
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Nella foto di apertura del servizio, una
betta immagine tropicale di |
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Qui sopra, un luccio in acque dolci ripreso da |
Fu, quella di Louis Boutan, una previsione indubbiamente straordinaria. Si era appena nel 1900, e quaranta anni ancora sarebbero dovuti passare prima che un altro precursore della fotografia subacquea, l'austriaco Hans Hass, cominciasse a interessarsi d'immersione, dopo un incontro fortuito sul lungomare, guarda caso proprio di Antibes, con Guy Gilpatrie, altro famoso sub, considerato in Francia il padre della caccia subacquea. Quella previsione giustifica ampiamente la celebrazione che il Festival Mondial de l'Image Sous-Marine di Antibes, da venti anni tradizionale ribalta dei fotografi subacquei e dei cineasti produttori delle più belle immagini del mondo sottomarino, ha voluto fare nella sua ultima edizione per il centenario della foto subacquea. A ricordare emblematicamente il cammino percorso da allora nel campo della fotosub, due personaggi speciali erano presenti per l'occasione ad Antibes: l'americano David Doubilet, uno dei fotografi subacquei più famosi al mondo, collaboratore fin da giovane di National Geographic Society, per la cui rivista ha realizzato spettacolari reportage subacquei dai fondali di tutto il globo; e lo stesso Hans Hass, che, inventore della Rolleimarin, fu il primo a riprendere, nel lontano 1949, con fotocamere e cineprese, le evoluzioni delle grosse mante a Port Sudan, in Mar Rosso. E ciò che più ha colpito il foltissimo pubblico presente alla conferenza che l'anziano subacqueo austriaco ha tenuto nel teatro principale del Palais des Congrés durante le giornate di Antibes, è stata la proiezione di un suo filmato, realizzato in quegli stessi anni, sulla pesca di frodo con esplosivi nelle acque della Grecia, tra decine di grossi squali: una presenza sui fondali mediterranei che ha impressionato e affascinato gli spettatori e che è stata documentata allora dal giovane Hans Hass con bravura e coraggio eccezionali, ottenendo delle immagini che a tanti anni di distanza nulla hanno perso del loro interesse e della loro spettacolarità. A proposito di pubblico: mai tanto numeroso come quello visto in questa ventesima edizione del Festival di Antibes. Una partecipazione straordinaria, dovuta all'interesse |
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È di Michel Jozon la bella immagine di due mante con dei
sub sullo sfondo (foto sopra). L'autore |
suscitato dalle proiezioni in programma, ma anche alle tante manifestazioni di contorno che Daniel Mercier e Pierre Cotton, «registi» del Festival, avevano previsto per celebrare anche il ventennale, offrendo l'occasione di esser presenti ad Antibes, per un giusto riconoscimento, a tutti coloro che nelle precedenti edizioni del Festival si erano piazzati ai primi posti nei vari concorsi. Nomi famosi, quali Mike Portelli, Kurt Amsler, Luc Besson, Christian Petron, Mike Valentine, Tony Malquist, Lino Banfi, solo per citarne alcuni. E insieme a loro anche tanti italiani, fotosub e videosub, come Fabio Ferioli, Massimo Clementi, Alberto Muro Pelliconi, Franco Savastano, Gianfranco D'Amato, Lino Chiumarulo ed altri ancora cui chiediamo scusa per la mancata citazione. |
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Qui sopra, uno degli acquerelli
realizzati dai giovani studenti dell'Accademia di Disegno dell'Ucraina sul
tema dell'ambiente marino ed esposti ad Antibes. In basso a destra
Daniel Mercier festeggiato dai vincitori dei precedenti concorsi del
Festival, riuniti dal |
Quella italiana al ventesimo Festival di Antibes è stata d'altro canto una presenza importante. Grazie, ad esempio, a Umberto Pelizzari, festeggiatissimo per il suo record di discesa in apnea in assetto variabile conseguito appena pochi giorni prima all'Elba raggiungendo i 123 metri di profondità. E grazie, anche, all'interessante mostra storica sull'evoluzione delle apparecchiature subacquee da ripresa allestita da Luigi Bicchiarelli con la collaborazione di Massimo Clementi. Rilevante è stata la presenza italiana nelle giurie dei vari concorsi, che può essere considerata come prova dell'apprezzamento degli organizzatori francesi del livello qualitativo della produzione italiana nei settori foto e videosub. Nini Cafiero ha presieduto la giuria per l'immagine fissa, di cui faceva parte, tra gli altri, Raffaella Schiller, mentre Franco Savastano ha presieduto quella per le produzioni video amatoriali, di cui facevano parte anche Giuseppe Farace e il sottoscritto. E ancora, troviamo una fotografa subacquea italiana, la giornalista Lucia Simion, nella giuria delle produzioni video grande formato. Notevole, seppure con risultati finali inferiori rispetto agli anni precedenti, la partecipazione italiana nei vari concorsi. Nel settore video amatoriale, sui 33 filmati in concorso, 12 erano opere di autori italiani. Opere in genere di buon livello qualitativo, tre delle quali ritenute dalla giuria meritevoli di essere premiate: «Operazione Thistlegorm» di Paolo Rossetti, un ottimo lavoro documentaristico, molto spettacolare, relativo a un importante relitto del Mar Rosso; «Operazione Avalanche» di Marcello Adamo, frutto di un'interessante ricerca subacquea sui relitti dello sbarco alleato alle foci del Sele durante l'ultimo conflitto mondiale; «Alla scoperta del mare dimenticato», un bel filmato realizzato da Piero, Andrea e Matteo Mescalchin, che illustra bellezze e problemi dei fondali dell'Alto Adriatico. Per questa sezione è doveroso citare l'opera vincitrice che, oltre alla Palma d'Oro, si è anche aggiudicata il «Premio Brigitte Cruickshank», riservato a quel filmato video di produzione amatoriale che, tra le prime tre opere classificate, maggiormente si distingue per interesse documentaristico e amore per la natura. Due qualità, queste, che il filmato «Les Sirenes de Crystal», realizzato dai francesi Michel Barkate, Pascal Doumange e Daniel Mengus, sui manati di Crystal River in Florida, indubbiamente possiede. |
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Altamente spettacolari secondo il giudizio della giuria (largamente confermato dal successo di pubblico verificatosi durante le rispettive proiezioni), sono risultate le opere premiate nel concorso film e video grande formato. Difficile è stato il lavoro dei giudici, sia per il gran numero di opere in concorso (67), sia per l'elevata qualità di gran parte di esse. Ben 37, d'altro canto, erano produzioni di grandi reti televisive: Anglia, BBC, Thalassia FR3, TV Nuova Zelanda, ABC, Television Espanola, France 5, e altre ancora. Per l'Italia ha partecipato il film «Azzurro Profondo» prodotto da Reteitalia. Un bellissimo film, che è un po' la storia romanzata sui record di apnea profonda di Angela Bandini. Italiani in tono un po' minore, ma non più di tanto, nei vari concorsi di immagini fisse. Assenti in classifica nel diaporama, una sezione dove negli anni passati c'eravamo sempre distinti, troviamo, invece, Edoardo Belletti al |
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| secondo posto nelle serie sonorizzate con l'opera «Arc-en-ciel». Un secondo e un quarto posto abbiamo poi strappato nella sezione diapositive, rispettivamente con un Plongeur d'argent a Paolo Fossati per la sua sequenza di dieci immagini, bella, tecnicamente completa e ben variata nei soggetti, e con il «Premio Oceans» a Claudio Bertasini, come autore della più bella immagine singola tra tutte quelle presentate al concorso, un riconoscimento che premia uno dei migliori fotografi italiani attualmente in attività. Il vero trionfatore nella sezione immagini fisse di Antibes '93 è stato però l'israeliano Tony Malquist, che già lo scorso anno si era particolarmente distinto per la perfezione tecnica e il gusto delle sue realizzazioni fotografiche. • |
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