da "IL SUBACQUEO" / Dicembre 1993

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei numerosi servizi foto-giornalistici che illustrano itinerari subacquei italiani,
 da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di addetto ai servizi speciali.



foto G. Picchetti


NOLI, BELLEZZA LIGURE


Dieci immersioni al largo di quest'antica cittadina,
seguendo le pareti sommerse che qui si inabissano con grande rapidità
verso il profondo blu. Una bella occasione per dei piacevoli
incontri e per godere dell'ospitalità della zona

Testo e foto di Guido Picchetti
 

a  cittadina  di Noli,  con una storia millenaria,  è situata  al centro di una piccola e bella insenatura a forma di falce, racchiusa tra le alte e bianche scogliere di Capo Noli e la Punta del Vescovo. L'insenatura fa parte in verità di un ben più ampio golfo che, partendo sempre da Capo Noli, arriva fino a Capo d'Ere, davanti al quale si erge a un centinaio di metri dalla costa il caratteristico isolotto di Bergeggi. Di fronte al suo mare, Noli appare ancora oggi tutta racchiusa tra le sue antiche mura, culminanti nella rocca del Castello Ursino, tipico esempio di complesso fortificato ligure risalente all' XI secolo. Il castello domina il centro storico del paese. Su di esso era un tempo imperniata tutta la difesa della piccola città che, grazie alla saggezza e alla lungimiranza dei suoi governanti, riuscì a godere per oltre sei secoli, dal 1193 al 1797, di una felice indipendenza. Il Castello Ursino subì nel tempo diversi rimaneggiamenti, ma è ancora oggi il monumento difensivo meglio conservato di tutta la Liguria di ponente. Merita certamente una visita, e la salita fra odorose siepi di essenze mediterranee permette di ammirare, oltre alle interessanti rovine, un bellissimo paesaggio.

Ricca di notevoli monumenti, Noli possedeva nel Medioevo ben 72 torri. Oggi ne restano solo quattro o cinque che tuttavia riescono a dare ancora un particolare risalto al vecchio borgo in cui si trovano anche palazzi nobiliari e resti di antiche case medioevali disposte in salita lungo le suggestive stradine interne del paese. Sull'origine del nome di Noli ci sono due leggende. La prima vuole che Cristo, visto il luogo incantevole, decidesse di fondarvi un paese. «Noli facere (non lo fare)», lo esortò San Pietro, «c'è solo spazio per poche case». «Meglio», rispose il Redentore, «ci sarà poco spazio per peccare e in memoria delle tue parole lo chiameremo Noli». La seconda si rifa, invece, alle vicende della vita di San Paragorio, il santo cui è dedicata la stupenda chiesa romanica costruita sui resti di una precedente dell' VIII secolo e considerata, con la sua cripta densa di fascini antichi, il monumento più insigne di Noli e uno tra i più belli e importanti di tutta la Liguria. Secondo questa leggenda San Paragorio sarebbe giunto a Noli da Napoli al tempo della dominazione bizantina intorno all'anno 1000. E per questa ragione il borgo si chiamò in origine Naboli, da cui sarebbero poi derivati Nauli e Noli.

L'isolotto roccioso di Bergeggi, che chiude il golfo al di là del litorale marino di Spotorno, è di natura calcarea e raggiunge un'altezza di 64 metri sul livello del mare. Già sede di antichissimi romitori, come mostrano i numerosi resti di chiese e di torri sparsi qua e là sull'isolotto, oggi per il suo interesse naturalistico è stato più volte proposto come parco naturale.

Anche Bergeggi ha la sua leggenda, che vuole che i pagani avessero imprigionato sull'isola, che sorgeva un tempo in prossimità delle coste africane, i vescovi Eugenio e Vendemmiale. Nella notte un angelo toccò l'isola con le sue ali e lo scoglio, liberato dalle sue fondamenta, «emigrò» sulle acque fino ad approdare presso una costa più sicura, quella ligure.

Nella foto sopra l' isolotto di Bergeggi, separato
dalla costa di Capo d'Ere da cento metri di
mare. In questo stretto si crea quel movimento
d'acqua che, trasportando plancton,
arricchisce i versanti rocciosi dell'isolotto e del
Capo di numerose specie sessili. Sotto, un grosso paguro che trascina una conchiglia
 di murice. Questo crostaceo spesso sistema sul
proprio guscio delle ascidie urticanti per tener
lontani gli eventuali aggressori.


Nella foto sopra un bel branco di anthias fotografato sulla Secca dei Ramoni.

Nelle foto a destra: in alto, un suggestivo scorcio della Roccia del Leone
 a Capo Noli; e sotto  la chiesa di San Paragorio, pregevole esempio
di arte romanica.

  A NOLI IN IMMERSIONE  

L'interesse subacqueo dei fondali di Noli è dato principalmente dal fatto che è proprio in corrispondenza di questo tratto costiero che le pareti sommerse della piattaforma continentale ligure iniziano ad inabissarsi con maggiore rapidità verso le elevate profondità del bacino balearico. Infatti, osservando su una buona carta nautica le linee batimetriche relative alle profondità di 100, 200 e 500 metri, si nota come tali linee si avvicinino tra loro a partire dal Capo di Vado, risultando anche molto più vicine alla costa.

La batimetrìca dei 1000 metri, poi, in corrispondenza di Capo Noli, dista dalle pareti rocciose a picco del promontorio non più di 5 km. Questi sono tutti elemen-ti che favoriscono il cosiddetto «up-welling», un fenomeno naturale   estrema-

mente positivo per la salute del mare e dei suoi abitanti, indotto dal vento e dai cambiamenti climatici stagionali che causano un naturale rimescolamento delle acque riportando in superficie quelle fred-de profonde, molto più pure e più ricche di sostanze nutritive, e contribuendo così anche ad annullare, almeno parzialmente, gli effetti dell'inquinamento costiero.

È questo un fenomeno che proprio a partire da Vado si verifica sempre con maggiore frequenza e facilità, grazie alle maggiori pendenze e profondità dei fondali antistanti. Esso si accentua via via che ci si allontana in direzione della costa francese, spiegando certe presenze di organismi marini animali davvero interessanti e rare a limitata profondità, ed anche la ricchezza e la varietà di forme di vita che si possono trovare sulle nume-rose secche  che si ergono dai fondali rapidamente degradanti, ora ghiaiosi ora fangosi, o sui vari relitti visitabili a una certa distanza dalla costa, sempre colonizzati da lussureggianti insediamenti animali.

In alto un uovo di gattuccio attaccato ad una
gorgonia. Le uova di gattuccio sono dotate alle estremità di appendici elicoidali prensili che si attorcigliano ai corpi sommersi fino alla loro
schiusa e quindi fino alla nascita del pesce.


A sinistra un ramo di paramuricea.

PARETE DI LEVANTE DI BERGEGGI - I fondali di Bergeggi sono considerati la palestra ideale per ogni tipo di esperienza sub. Le sue pareti rocciose scendono fino a 32 metri di fondo e ben si adattano ad ogni necessità, offrendo nel contempo anche un valido e sicuro approdo in caso di avverse condizioni me-teomarine. L'immersione sulla parete di levante presenta un fondale degradante pietroso riccamente popolato da perchie e donzelle, dove nuvole di ca-stagnole vi daranno il ben-venuto. Proseguendo verso il fondo, sui 15 metri troviamo una formazione rocciosa com-posta da due grossi massi so-vrapposti, ricca di anfratti, dove possiamo incontrare qual-che bel polpo o qualche grongo. Non mancano gli anthias e i gamberetti del genere steno-pus. Puntando verso il largo, al di là di un breve tratto ghia-ioso, troviamo la cigliata sommersa dell'isolotto che pos-siamo seguire fino alla massi-ma profondità, costeggiando un'alta e stupenda parete total-mente ricoperta di parazoan-thus lungo la quale ogni in-contro è possibile. In alcune stagioni ci sono spesso dei grossi saraghi, e capitano an-che rane pescatrici e pesci San Pietro, ma è sempre presente e abbondante la tipica fauna stanziale mediterranea, in par-ticolare quella bentonica, il che rende l'ambiente ideale per la macrofotografia.

PARETE DEL PIFFERAIO DI BERGEGGI - Si trova sul versante nord dell'isolotto, al-l'interno di un'ansa che, di norma, risulta abbastanza ripa-rata da qualunque tipo di mare, ad eccezione dello scirocco e del maestrale, che qui assu-mono direzioni anomale a cau-sa delle montagne vicine. La zona è così chiamata per una scultura in ferro esistente sul-l'isolotto che raffigura, appun-to, un uomo che suona il pif-fero. L'immersione ha inizio su un fondale di 5 metri. Se ci dirigiamo verso levante trove-remo, scendendo sui 12 metri, una grotta sommersa, all'in-terno della quale è stata depo-sta una croce a ricordo dei caduti del mare. L'immersione va comunque preferibilmente effettuata in direzione ovest, dove, alternate a brevi tratti sabbiosi, si trovano sui 10-12 metri di fondo varie formazioni di scogli, ricchissime di tane ed anfratti. Proseguendo ancora oltre arriveremo alla parete dell'isola, che scende qui fino ai 18 metri, anch'essa piena di anfratti in cui curiosare con la lampada. Arriveremo infine al-l'imboccatura di una piccola grotta che si addentra nella roccia per 4 metri circa, popo-lata da gamberetti, apogon, aragostine e cipree. È un'im-mersione che si rivela par-ticolarmente interessante di notte, essendo  zona  di  riposo

notturno dei pesci di passo, in particolare dei dentici.

I GARAGE - È la prima delle numerose secche che si incontrano venendo da Noli nel tratto di mare com-preso tra Bergeggi e Savona. Ma più che di un'unica secca si tratta, in realtà, di tre grossi scogli che si elevano dal fon-dale di una trentina di metri, dolcemente degradante, con i rispettivi cappelli a profondità diverse comprese tra i 15 e i 25 metri. Meritevoli ciascuno di una singola immersione, possono anche essere visitati in un unico percorso, se si è giustamente guidati da chi conosce bene i luoghi. L'im-mersione, in tal caso, ha inizio dallo scoglio al largo più gran-de, quello con il cappello a 24 metri, sul quale sarà ancorata la barca appoggio. Durante il tragitto in immersione si in-contreranno aragoste di buona taglia, una bella murena stan-ziale, gronghi e polpi. Ma non mancheranno belle pareti di parazoanthus, con nudibranchi e cipree. E vicino alla terza formazione rocciosa, quella più verso terra, troveremo anche una grossa bomba di aereo.

IL MAGAZZINO DI TERRA - È una secca rocciosa formata da tanti scogli sparsi su una vasta area, con un fondale variabile tra i 18 e i 32 metri di profondità. Iniziando il giro dagli scogli meno pro-fondi ci porteremo verso il largo raggiungendo rapidamen-te, a 24 metri, lo scoglio più grande, caratterizzato da una parete rocciosa esterna che raggiunge i 32 metri. Lo sco-glio è di dimensioni notevoli, particolarmente suggestivo con acqua limpida, e presenta pro-fonde spaccature ricche di vita: è frequente rifugio di saraghi di rispettabile taglia. L'avvistamento di qualche ora-ta e di qualche mustela, oltre che dei soliti polpi e gronchi, lascerà un buon ricordo di questa immersione che si con-clude osservando, durante il rientro verso terra, alcuni sco-gli da cui si elevano delle gros-se spugne del genere axinella dagli spettacolari rami colore arancio. È una immersione per la quale è d'obbligo avere una buona bussola e essere muniti di un pallone di segnalazione in superficie, oltre che di una valida guida esperta dei luo-ghi.

IL MAGAZZINO DI FUORI - È un'immersione compre-sa tra i 35 e i 40 metri, riser-vata pertanto ai sub di buona esperienza. Il fondale roccioso è formato da diversi grossi scogli e il percorso può variare in funzione del punto esatto d'ancoraggio, dato che profon-dità e morfologia del fondale consigliano di non allontanarsi troppo dalla cima di discesa. Gli scogli di questa secca si differenziano da quelli di altre 

per la presenza caratteristica di una folta colonia di gorgonie rosse. Non solo: in uno dei quattro grossi scogli principali che  la compongono si può am-mirare uno splendido grande ramo di Gerardia savaglia, che con il suo colore giallo vivo spicca magnificamente in mez-zo ai ventagli di gorgonie ros-se. Il luogo si differenzia anche per il particolare habitat che consente a diverse specie itti-che (anche di mole ragguar-devole) di sostare e di deporre le uova: è il caso, ad esempio, dei gattucci, le cui uova pos-siamo vedere ancorate ai rami di numerose gorgonie.

LA SECCA DEI RAMONI - Anche questa è un'immer-sione per sub di buona espe-rienza, sia per le profondità raggiungibili, sia perché ci si trova in mare aperto a circa un migliaio di metri dalla costa. Il nome della secca deriva dalle dimensioni delle sue gorgonie rosse, così grandi da ricordare, appunto, i rami di un albero. Si tratta di un grosso scoglio che è una delle tante propaggini rocciose verso il largo delle già citate secche del Magazzino e che dai 39 metri arriva a profondità superiori ai 60 me-tri. È necessaria, pertanto, un'attenta pianificazione del-l'immersione e il pieno rispetto delle quote prestabilite. Il giro dello scoglio sul fondo è co-munque molto spettacolare, in un'alternanza suggestiva di gorgonie rosse e gialle. Ci sono voluminose aragoste, nuvole di anthias e numerosi tordi fi-schietto. Sul lato nord, poi, in un canalone formato da un'ap-pendice rocciosa che si diparte dallo scoglio centrale, si trova una grossa ancora di circa 5 metri di lunghezza persa da chissà quale nave, mentre al centro del secondo ammasso roccioso, in una specie di pic-cola grotta, possiamo vedere una bomba di aereo con gli alettoni rivolti verso l'alto, contornata da una fitta colonia di stupendi gamberetti del ge-nere Parapandalus.

IL RELITTO - Giace su un fondale fangoso di 48 metri. È un'immersione note-volmente impegnativa, anche per la scarsa visibilità che spesso si incontra sul fondo. Ci vuole anzitutto un preciso an-coraggio sul punto, al fine di poter effettuare la discesa lungo la cima dell'ancora. Il relitto è quello di una nave da guerra diviso in due tronconi nell'affondamento. Sul primo troncone, che raggiungiamo a 42 metri, si trova un cannone che punta la sua bocca di fuoco verso l'alto, parzialmente rico-perto da una spessa rete mi-metica: un soggetto di note-vole interesse per i fotosub. Il secondo troncone è legger-mente più in basso e si pre-senta alla vista completamente rovesciato con la chiglia verso l'alto.  Le due fiancate,  lunghe

una ventina di metri, sono interrotte a livello del fondale da numerose spaccature dove hanno trovato rifugio sicuro numerosi astici e alcuni grossi gronghi.

LA SECCA DELLE STELLE - È uno dei tre punti di immersione di questo itinerario che troviamo a ponente di Noli, al di là del capo omonimo, poco al largo della spettacolare costa rocciosa a picco che separa il Golfo di Noli da quello di Finale Ligure. È una secca dai fondali non troppo profondi, compresi tra i 13 e i 24 metri. Di solito presenta acqua molto limpida, risultando una meta piacevole anche per i sub piuttosto sma-liziati. È formata da una vasta caduta di massi poggianti su un fondale di sabbia chiara, al centro della quale si erge un grosso scoglio che sale con le sue pareti, una delle quali ric-camente ricoperta di parazoan-thus, da 18 a 13 metri. Molte le tane, abitate da polpi, gronghi, murene, piccole aragoste e qualche astice. Numerosi anche i nudibranchi e non mancano neppure i saraghi. Un luogo i-deale per le immersioni nottur-ne.

MARASSI - Poco distante dalle Stelle, ma alquanto più al largo, troviamo la secca di Marassi, un vero e proprio panettone sommerso che, con il sommo a ventiquattro metri, scende con le sue pareti fino ai 36 metri di fondo. Pareti quasi verticali sui tre versanti espo-sti verso il mare aperto, ma dolcemente degradanti sul ver-sante di terra dal quale, appun-to, è consigliabile iniziare l'im-mersione, avendo così l'op-portunità di ammirare una grossa mina giacente sul fon-do, ormai disinnescata e non più pericolosa. Le pareti ester-ne sono ricche di anfratti e di grotticelle, piene di vita e di colore. Non è insolito che lungo questa cigliata sostino o tran-sitino dei pesci luna.

LA PARETE DI CAPO NOLI -
Ultimo punto di immer-sione suggerito da questo iti-nerario subacqueo è la parete del Capo che dalla antica cit-tadina ligure prende il nome, chiudendone a ponente la baia. È una parete rocciosa che, dopo una prima zona di scogli, scende molto rapidamente con una distesa di ghiaia chiara fino ai 36 metri di profondità: una morfologia che consente un'immersione profonda con la sicurezza di poter effettuare una risalita finale lenta (o anche una eventuale decom-pressione), restando sempre a contatto con il fondo fino in superficie e continuando ad os-servare la ricca fauna bento-nica tipica della zona. Ci sono cerianthus, cavallucci marini e, qualche volta, anche dei pesci San Pietro. •
 

  NOTIZIE UTILI 

COME CI SI ARRIVA
Noli dista circa 200 km da Milano, 150 da Torino e una sessantina da Genova. Per arrivarvi conviene percorrere l'Autostrada dei Fiorì da Genova in direzione di Ventimiglia, uscendo al casello autostradale di Spotorno. Da qui, con una strada di raccordo in discesa, si raggiunge, sul litorale di Spotorno, la via Aurelia, percorrendo la quale in direzione di ponente, dopo una paio di chilometri si arriva a Noli.

COSA VEDERE
II centro storico anzitutto. Quello di Noli, infatti, è considerato oggi uno dei centri medioevali meglio conservati della Liguria. Facendo base a Noli poi è possibile effettuare molti interessanti itinerari turìstici nelle zone limitrofe, sia lungo costa, sia nell'entroterra verso Finalborgo, fino a raggiungere le zone dell'Alta Val Bormida. Un'escursione capace di offrire notevoli emozioni è anche quella diretta alla vetta di Capo Noli. La si raggiunge a piedi, dopo aver lasciato l'auto lungo la provinciale interna che collega Noli a Finale Pia. In una mezz'oretta di passeggiata attraverso un bosco di lecci si arriva alla sommità del Capo, da dove si può godere uno dei panorami più belli della Liguria.

LE SISTEMAZIONI LOGISTICHE
Gli alberghi a Noli non mancano certo. Oltre ai sei stagionali, di aperti tutto l'anno se ne contano nove di categoria tre stelle  e dodici  di categoria due stelle,  quasi

tutti attrezzati con ristorante per la pensione, mezza o completa. Non ci sono, invece, campeggi, ma ne troviamo nella vicina Spotorno. La sistemazione alberghiera che ci sembra di maggior interesse per dei subacquei è quella offerta dall'Hotel Capo Noli (tel. 019/748751), ubicato poco fuori del paese, ma direttamente sulla spiaggia e nelle immediate vicinanze di Capo Noli. Una posizione, questa, che consente delle immersioni interessanti direttamente dalla spiaggia dell'albergo, sede tra l'altro, proprio per la sua ottima rispondenza alle esigenze dei sub, del Noli Diving College. Per eventuali esigenze di carattere turistico-alberghiero ci si può anche rivolgere alla sede di Noli dell'Azienda di Promozione Turistica della Riviera Ligure (Corso Italia 8, 17026 Noli, tei. 019/748931).

I DIVING
Sono due le strutture di Noli in grado di offrire una qualificata assistenza alle immersioni dei subacquei ospiti della cittadina ligure: il Noli Diving College, con base presso l'Hotel Capo Noli, e il Nereo Sub, un diving della rete dei Top Diving diretto dagli istruttorì Ssi Salvatore Catania e Mario Papi e avente la sua base presso i Bagni Nereo. Sono operanti tutto l'anno, effettuando uscite subacquee con favorevoli condizioni meteo. Questi i recapiti: Noli Diving College, Via Aurelia 52, 17026 Noli, tei. 0336/495602 o 019/748751-748753 (fax); Diving Center Club Nereo Sub, e/o Bagni Nereo, Via Aurelia 1, 17026 Noli, tel. 0336/201015 (Salvatore Catania) o 0336/200885 (Mario Papi).


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copyright Guido Picchetti - 17/7/2009