NB. - In questa serie sono compresi alcuni
dei numerosi servizi foto-giornalistici che illustrano itinerari subacquei
italiani,
da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di
addetto ai servizi speciali.
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Testo e
foto di Guido Picchetti |
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Ricca di notevoli monumenti, Noli possedeva nel Medioevo ben 72 torri. Oggi ne restano solo quattro o cinque che tuttavia riescono a dare ancora un particolare risalto al vecchio borgo in cui si trovano anche palazzi nobiliari e resti di antiche case medioevali disposte in salita lungo le suggestive stradine interne del paese. Sull'origine del nome di Noli ci sono due leggende. La prima vuole che Cristo, visto il luogo incantevole, decidesse di fondarvi un paese. «Noli facere (non lo fare)», lo esortò San Pietro, «c'è solo spazio per poche case». «Meglio», rispose il Redentore, «ci sarà poco spazio per peccare e in memoria delle tue parole lo chiameremo Noli». La seconda si rifa, invece, alle vicende della vita di San Paragorio, il santo cui è dedicata la stupenda chiesa romanica costruita sui resti di una precedente dell' VIII secolo e considerata, con la sua cripta densa di fascini antichi, il monumento più insigne di Noli e uno tra i più belli e importanti di tutta la Liguria. Secondo questa leggenda San Paragorio sarebbe giunto a Noli da Napoli al tempo della dominazione bizantina intorno all'anno 1000. E per questa ragione il borgo si chiamò in origine Naboli, da cui sarebbero poi derivati Nauli e Noli. L'isolotto roccioso di Bergeggi, che chiude il golfo al di là del litorale marino di Spotorno, è di natura calcarea e raggiunge un'altezza di 64 metri sul livello del mare. Già sede di antichissimi romitori, come mostrano i numerosi resti di chiese e di torri sparsi qua e là sull'isolotto, oggi per il suo interesse naturalistico è stato più volte proposto come parco naturale. Anche Bergeggi ha la sua leggenda, che vuole che i pagani avessero imprigionato sull'isola, che sorgeva un tempo in prossimità delle coste africane, i vescovi Eugenio e Vendemmiale. Nella notte un angelo toccò l'isola con le sue ali e lo scoglio, liberato dalle sue fondamenta, «emigrò» sulle acque fino ad approdare presso una costa più sicura, quella ligure. |
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Nella foto sopra l' isolotto di Bergeggi, separato |
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L'interesse subacqueo dei fondali di Noli
è dato principalmente dal fatto che è proprio in corrispondenza di questo
tratto costiero che le pareti sommerse della piattaforma continentale ligure
iniziano ad inabissarsi con maggiore rapidità verso le elevate profondità
del bacino balearico. Infatti, osservando su una buona carta nautica le
linee batimetriche relative alle profondità di 100, 200 e 500 metri, si nota
come tali linee si avvicinino tra loro a partire dal Capo di Vado,
risultando anche molto più vicine alla costa.
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mente positivo per la salute del mare e dei suoi abitanti, indotto dal vento e dai cambiamenti climatici stagionali che causano un naturale rimescolamento delle acque riportando in superficie quelle fred-de profonde, molto più pure e più ricche di sostanze nutritive, e contribuendo così anche ad annullare, almeno parzialmente, gli effetti dell'inquinamento costiero. È questo un fenomeno che proprio a partire da Vado si verifica sempre con maggiore frequenza e facilità, grazie alle maggiori pendenze e profondità dei fondali antistanti. Esso si accentua via via che ci si allontana in direzione della costa francese, spiegando certe presenze di organismi marini animali davvero interessanti e rare a limitata profondità, ed anche la ricchezza e la varietà di forme di vita che si possono trovare sulle nume-rose secche che si ergono dai fondali rapidamente degradanti, ora ghiaiosi ora fangosi, o sui vari relitti visitabili a una certa distanza dalla costa, sempre colonizzati da lussureggianti insediamenti animali. |
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In alto un uovo di gattuccio attaccato ad una |
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PARETE DI LEVANTE DI BERGEGGI - I fondali di Bergeggi sono considerati la palestra ideale per ogni tipo di esperienza sub. Le sue pareti rocciose scendono fino a 32 metri di fondo e ben si adattano ad ogni necessità, offrendo nel contempo anche un valido e sicuro approdo in caso di avverse condizioni me-teomarine. L'immersione sulla parete di levante presenta un fondale degradante pietroso riccamente popolato da perchie e donzelle, dove nuvole di ca-stagnole vi daranno il ben-venuto. Proseguendo verso il fondo, sui 15 metri troviamo una formazione rocciosa com-posta da due grossi massi so-vrapposti, ricca di anfratti, dove possiamo incontrare qual-che bel polpo o qualche grongo. Non mancano gli anthias e i gamberetti del genere steno-pus. Puntando verso il largo, al di là di un breve tratto ghia-ioso, troviamo la cigliata sommersa dell'isolotto che pos-siamo seguire fino alla massi-ma profondità, costeggiando un'alta e stupenda parete total-mente ricoperta di parazoan-thus lungo la quale ogni in-contro è possibile. In alcune stagioni ci sono spesso dei grossi saraghi, e capitano an-che rane pescatrici e pesci San Pietro, ma è sempre presente e abbondante la tipica fauna stanziale mediterranea, in par-ticolare quella bentonica, il che rende l'ambiente ideale per la macrofotografia.
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notturno dei pesci di passo, in particolare dei dentici.
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per la presenza caratteristica di una folta colonia di gorgonie rosse. Non solo: in uno dei quattro grossi scogli principali che la compongono si può am-mirare uno splendido grande ramo di Gerardia savaglia, che con il suo colore giallo vivo spicca magnificamente in mez-zo ai ventagli di gorgonie ros-se. Il luogo si differenzia anche per il particolare habitat che consente a diverse specie itti-che (anche di mole ragguar-devole) di sostare e di deporre le uova: è il caso, ad esempio, dei gattucci, le cui uova pos-siamo vedere ancorate ai rami di numerose gorgonie.
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una ventina di metri, sono interrotte a livello del fondale da numerose spaccature dove hanno trovato rifugio sicuro numerosi astici e alcuni grossi gronghi.
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copyright Guido Picchetti - 17/7/2009