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I PLATELMINTI
di Guido Picchetti |
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Che bel Nudibranco! È quanto dice la maggior parte dei subacquei allorché si imbatte sui fondali corallini in uno di questi animaletti stupendamente colorati, mentre scivolano lentamente sulle madrepore tropicali. Eppure niente più errato! Infatti, si tratta, non di Nudibranchi, che sono Molluschi, ma di organismi appartenenti ad un gruppo sistematico completamente diverso, evolutivamente inferiore. È il gruppo dei cosiddetti vermi piatti, ossia, in termini scientifici, il philum dei Platyhelmintes. |
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Le diverse specie di platelminti tropicali qui
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Salvo poche eccezioni, i Platelminti sono ermafroditi. Ma solitamente non c'è autofecondazione, in quanto la maggior parte dei platelminti è in grado di scambiare gli spermi con il vicino e di tenerli in serbo fino al momento in cui le uova devono essere fecondate. Queste vengono poi riversate in acqua libera, dove mediante secrezioni adesive possono raggrupparsi sotto forma di nastri o andare ad attaccarsi alla roccia. Sempre evolutivamente parlando, altra caratteristica importante nei Platelminti, che li pone al di sopra delle Spugne e dei Celenterati (se pur al di sotto dei già citati Molluschi con cui frequentemente vengono confusi), è che proprio a cominciare da essi gli animali hanno la simmetria bilaterale, o una modificazione secondaria di tale simmetria. Una |
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simmetria che consente di riconoscere
negli animali stessi una estremità anteriore o cefalica e una
estremità posteriore o caudale, una superficie dorsale distinta
da quella ventrale, e due metà del corpo, destra e sinistra,
specularmente identiche. I
Platelminti sono in altre parole i primi animali dove è possibile
distinguere una testa, in cui sono localizzati i principali organi
sensoriali, e anche una specie di cervello, costituito da un insieme di
cellule nervose, sede delle attività psichiche dell'animale. |
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Questi organi, per quanto ancora primitivi, consentono, ad esempio, ai Platelminti delle azioni e reazioni ben più coordinate verso la preda o verso possibili nemici, che non nei celenterati caratterizzati da una semplice simmetria radiale. I Platelminti che un subacqueo può incontrare in mare (e non solo sui fondali tropicali, in quanto ce ne sono di belli anche in Mediterraneo, difficili però da vedere in quanto vivono abitualmente nascosti sotto i massi del fondo) sono quelli appartenenti alla classe dei Turbellaria e, nell'ambito di questa, all'ordine dei Policladi. È una classe quasi del tutto composta da piccoli vermi che conducono una vita libera, a differenza delle altre due classi di Platelminti (i Trematodi e i Cestodi) che comprendono forme esclusivamente parassite. Il nome Turbellaria deriva da « turbellae», che in latino vuoi dire correnti: in genere le forme minori e gli stadi giovanili di questi animali producono per i loro spostamenti, mediante le cilia epiteliali di cui sono parzialmente rivestiti, proprio delle correnti. Le specie di Turbellari Policladi di dimensioni maggiori che noi sub possiamo incontrare si muovono soprattutto mediante contrazioni muscolari, non tanto visibili ad occhio nudo allorché l'animale scivola sul substrato, appa-rentemente senza sforzo alcuno. Contrazioni che invece diventano molto evidenti se l'animale, per sua spontanea iniziativa, o perché da noi sollevato dal fondo e lasciato in acqua libera, si mette a nuotare con eleganti movimenti ondulatori decisamente spettacolari. I Turbellari Policladi popolano le coste marine di ogni parte del mondo, ma ne troviamo alcune specie anche in ambienti salmastri. Ciò che consente di riconoscerli con facilità è la forma foliacea del corpo, sempre estremamente appiattito. |
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copyright Guido Picchetti - 13/3/2009