NB. - In questa serie sono compresi alcuni
dei numerosi servizi foto-giornalistici che illustrano itinerari subacquei
italiani,
da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di
addetto ai servizi speciali.
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Intorno a Marciana Marina,
un incantevole paese alle pendici
Testo e
foto di Guido Picchetti |
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Elba è per grandezza la terza isola d'Italia, dopo la Sicilia e la Sardegna. Un'isola accidentata e montuosa, caratterizzata da una minore densità di popolazione rispetto ad altre famose isole italiane, e, indubbiamente meno assillata dalla pressione turistica, essa presenta molti ambienti che hanno saputo conservare un gradevole aspetto originale, sia dal punto di vista umano che naturale. E' una delle zone che ancora oggi maggiormente presenta queste armoniose caratteristiche di genuinità, in uno scenario di straordinaria bellezza, è proprio quella che dagli oltre mille metri del Monte Capanne degrada, con balzi granitici e verdi vallate, più o meno dolcemente fino al mare. Una zona per ammirare la quale, almeno in parte, si può percorrere la stupenda strada costiera che gira intorno al versante occidentale dell'Elba, dal Golfo di Procchio a nord fino al paesino costiero di Cavoli a sud, e che vede in Marciana Marina, quasi all'inizio dell'itinerario, il principale insediamento cittadino. Distesa a semicerchio intorno a una pittoresca insenatura chiusa a ponente dal suo antico porto, Marciana Marina è oggi un incantevole centro di quasi 2.000 abitanti, un'isola nell'isola che non ha nulla della precarietà stagionale tipica di |
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certi ambienti turistici che tanto vanno per la maggiore. Al contrario. Pure in pieno inverno, quando la tramontana soffia tra le viuzze che si affacciano sul viale litorale alberato, alberghi, negozi, bar e ristoranti sono in piena attività, pronti ad accogliere nel migliore dei modi i visitatori e a mettere a loro disposizione un servizio di primo ordine, proprio delle destinazioni turistiche più affermate. Domina la banchina del porto il Torrione Saraceno altrimenti detto Mediceo: una costruzione molto simile nell'aspetto alla torre di Giglio Campese, che fu eretta a dispetto della sua denominazione comune dai Pisani nel XII secolo, a protezione dell'approdo già a quel tempo utilizzato lungo questo tratto delle coste cibane. Sul lato opposto della baia c'è il Cotone (da «coto» che vuoi dire sasso nel dialetto locale). È il nucleo più antico di Marciana Marina, in origine poche case di pescatori genovesi e napoletani, successivamente espansosi lungo la spiaggia fino al torrione dopo la bonifica della stretta pianura costiera. Ma ciò che ancor più impreziosisce un soggiorno a Marciana Marina sono i suoi dintorni, che meritano qualcosa di più di una visita affrettata. Poggio e Marciana |
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Alta, ad esempio, località antiche stu-pendamente conservate, raggiungibili attraverso boschi di pini, castagni e lec- |
ci, dalle quali lo sguardo può spaziare su più vasti orizzonti, cogliendo i contorni capricciosi della costa e lo sfavillio del |
mare antistante, dal quale emergono sullo sfondo le piccole isole di Capraia e Gorgona. |
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Facendo base a Marciano. Marina l'attività subacquea è certamente una delle attività sportive praticabili con buona soddisfazione. La costa circo-stante, interamente rocciosa, è tutta un susseguirsi di cale e di punte precipiti a mare, che anticipano esternamente quanto poi si cela sul fondo: un pianoro, solitamente ricoperto da massi e posidonie con rare chiazze sabbiose, che degrada più o meno dolcemente dal-l'attuale linea di riva fino ad un salto roc- |
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cioso situato in genere tra i 40 e i 50 metri di fondo. Questo gradino som-merso, che corre parallelamente alla costa e che costituisce geologicamente parlando l'antichissima linea di riva della zona, a volte si riduce fino a scomparire, altre volte si erge rìpido come la costa sovrastante, fornendo l'habitat ideale per tutti i più spettacolari insediamenti organici tipici dei fondali rocciosi medi- |
terranei. A partire dal Corallium Rubrum, il prezioso corallo rosso, un tempo estre-mamente abbondante nelle profondità dell'Elba, dove appunto iniziarono la loro attività di raccolta molti famosi corollari intorno agli anni cinquanta; ma ancor oggi presente in più punti del fondale, grazie anche alla sua rapidità di accrescimento che proprio in queste acque viene esaltata da fattori ancora |
non del tutto noti agli esperti. Punti che certamente chi conosce non è tanto disposto a rivelare al primo venuto per paura dei soliti razziatori sconsiderati, ma che comunque confermano con la loro esistenza la ricchezza e l'interesse biologico dei fondali che circondano questo particolare tratto costiero dell'Elba che, iniziando da Marciana Marina, gira a ponente intomo all'isola. |
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LO SCOGLIETTO DI POR-TOFERRRAIO - Si tratta di un piccolo scoglio al largo della Punta del Faro di Portoferraio, e rappresenta il punto d'immer-sione più a levante considerato da quest'itinerario subacqueo, raggiungibile dal porto di Marciana Marina in tre quarti d'ora. L'immersione può inizia-re scendendo sulla parete e-sterna esposta verso il largo dello scoglio. A 16/17 metri di fondo si raggiunge un pianoro di sabbia e posidonia con molti grandi spirografi, dolcemente degradante fin verso i -25. Girando a levante si incontra una parete rocciosa che scende rapidamente fin oltre i 40 me-tri, densamente popolata di spugne e gorgonari gialli. La cigliata prosegue per circa un centinaio di metri in direzione della costa, con spaccature e grossi massi, tra i quali è facile vedere aggirarsi le corvine. Frequenti sono anche le arago-ste e i dentici. Fotografica-mente la zona si presta per la sua esposizione ad ottimi con-troluce, oltre che alle riprese macro.
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levante, risalendo quindi verso lo Scoglio della Nave. Il secondo itinerario è invece adatto anche ai meno esperti e consiste nel girare intorno allo Scoglio mantenendosi sopra il pianoro roccioso. Dal punto di vista dei popolamenti animali, l'ambiente si presenta alquanto simile a quello dello Scoglietto di Portoferraio.
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e raggiungere a nuoto la punta, dando inizio all'immer-sione nelle immediate vici-nanze del panettone di roccia, chiaramente individuabile con il suo sommo a -6. Sul ver-sante esterno la parete roccio-sa scende rapidamente fino a -42 sul fondo di sabbia, svi-luppandosi su un centinaio di metri di lunghezza paral-lelamente alla costa; è carat-terizzata nella zona cen-trale da una profonda spac-catura larga quattro metri che sale dal fondo fino a una quindicina di metri dalla superficie, restrin-gendosi verso l'alto e offrendo l'habitat ideale per molte forme interessanti di vita che prediligono gli ambienti semi-bui. Gorgonie, parazoanthus, murene sono alcune delle pre-senze più comuni, ma fre-quente è anche in questa zona l'incontro con il pesce luna. Per il fotosub si tratta di un ottimo punto d'immersione.
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fioranti, sparsi su un vasto pianoro roccioso leggermente degradante. Questa zona di basso fondale è contornata su tre lati da sabbia, mentre sprofonda sul versante esterno della Formica Grande fin oltre i 50 metri, con una bella parete a partire dai 30 metri circa. Dirigendoci dalla Formica Grande verso terra, troviamo prima la seconda Formica, che fuoriesce anch'essa dall'acqua ed è di dimensioni minori; e quindi la Formica Piccola, che, con il sommo appena sotto la superficie, costituisce un vero pericolo per la navigazione. Come a Capo Enfola, abbiamo doppia possibilità di immer-sione: la prima è data dall'e-splorazione, sui 15 metri al massimo di profondità, dei nu-merosi passaggi esistenti tra gli scogli sommersi. La secon-da immersione invece si ef-fettua sulle guglie sommerse del versante esterno della For-mica Grande, ricoperte da grandi rami di paramuricee spesso ornati da uova di gat-tuccio, e sul salto di roccia finale sul fondo di sabbia, che nasconde anche una bella grotticella a -35 abitata da un astice.
IL RELITTO DI POMONTE - Ultimo punto di immer-sione che qui indichiamo come raggiungibile da Marciana Mari-na (ricordando però nel con-tempo la presenza di molti altri punti di buon interesse sub-acqueo intervallati tra quelli fin qui segnalati) è il relitto di Po-monte, nei pressi dello Scoglio dell'Ogliera sul versante occi-dentale dell'isola d'Elba. Per arrivarci ci vuole un'ora e mez-za di navigazione. E per questa ragione il Diving che ha la sua base a Marciana Marina pro-pone di solito quest'immersione come seconda nelle sue uscite full-day (dopo quella alle For-miche della Zanca). Il relitto è ciò che resta del cargo italiano Elviscot, qui naufragato nel 1972. Affondando, la nave si è spezzata in due tronconi che ora giacciono a dodici metri di fondo. All'interno del relitto, dove è abbastanza facile pene-trare, si trovano polpi, corvine, saraghi e anche qualche bel grongo. Occorre solo evitare di sollevare il deposito sabbioso che può intorbidire facilmente l'ambiente. Il relitto è raggiun-gibile anche direttamente da terra, immergendosi sulla spiaggetta del paesino di Po-monte. |
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copyright Guido Picchetti - 22/5/2009