da "IL SUBACQUEO" / Febbraio 1993

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei numerosi servizi foto-giornalistici che illustrano itinerari subacquei italiani,
 da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di addetto ai servizi speciali.



foto G. Picchetti


A NORD DELL'ELBA

Intorno a Marciana Marina, un incantevole paese alle pendici
 del Monte Capanne, in un susseguirsi di baie e punte si sviluppa
la costa settentrionale dell'isola. A partire dal corallo rosso,
queste acque offrono l'habitat ideale per i più spettacolari
insediamenti tipici dei fondali mediterranei.

Testo e foto di Guido Picchetti
 

Elba è per grandezza la terza isola d'Italia, dopo la Sicilia e la Sardegna. Un'isola accidentata e montuosa, caratterizzata da una minore densità di popolazione rispetto ad altre famose isole italiane, e, indubbiamente meno assillata dalla pressione turistica, essa presenta molti ambienti che hanno saputo conservare un gradevole aspetto originale, sia dal punto di vista umano che naturale. E' una delle zone che ancora oggi maggiormente presenta queste armoniose caratteristiche di genuinità, in uno scenario di straordinaria bellezza, è proprio quella che dagli oltre mille metri del Monte Capanne degrada, con balzi granitici e verdi vallate, più o meno dolcemente fino al mare. Una zona per ammirare la quale, almeno in parte, si può percorrere la stupenda strada costiera che gira intorno al versante occidentale dell'Elba, dal Golfo di Procchio a nord fino al paesino costiero di Cavoli a sud, e che vede in Marciana Marina, quasi all'inizio dell'itinerario, il principale insediamento cittadino.

Distesa a semicerchio intorno a una pittoresca insenatura chiusa a ponente dal suo antico porto, Marciana Marina è oggi un incantevole centro di quasi 2.000 abitanti, un'isola nell'isola che non ha nulla della precarietà stagionale  tipica di


Sopra: lo splendido spettacolo che si gode salendo sopra Mordano. Marina. Dal paese si può arrivare alla vetta del Monte Capanne, 1018 metri, da dove il panorama spazia su tutta l'isola, la Corsica, la costa e i monti della Toscana. Scendendo sotto la superficie del mare, lo scenario è altrettanto emozionante, come quello che si gode in immersione sui fondali dette Formiche della Zanca, un insieme di scogli semiaffioranti che
si trovano su un pianoro roccioso degradante (foto a sinistra di Attilio Presta)

certi ambienti turistici che tanto vanno per la maggiore. Al contrario. Pure in pieno inverno, quando la tramontana soffia tra le viuzze che si affacciano sul viale litorale alberato, alberghi, negozi, bar e ristoranti sono in piena attività, pronti ad accogliere nel migliore dei modi i visitatori e a mettere a loro disposizione un servizio di primo ordine, proprio delle destinazioni turistiche più affermate. Domina la banchina del porto il Torrione Saraceno altrimenti detto Mediceo: una costruzione molto simile nell'aspetto alla torre di Giglio Campese, che fu eretta a dispetto della sua denominazione comune dai Pisani nel XII secolo, a protezione dell'approdo già a quel tempo utilizzato lungo questo tratto delle coste cibane. Sul lato opposto della baia c'è il Cotone (da «coto» che vuoi dire sasso nel dialetto locale). È il nucleo più antico di Marciana Marina, in origine poche case di pescatori genovesi e napoletani, successivamente espansosi lungo la spiaggia fino al torrione dopo la bonifica della stretta pianura costiera. Ma ciò che ancor più impreziosisce un soggiorno a Marciana Marina sono i suoi dintorni, che meritano qualcosa di più di una visita affrettata.  Poggio  e Marciana


Particolarmente abbondante un tempo nelle profonde acque dell'Elba, il Corallium rubrum (sopra)
si trova ancora in alcuni punti del fondale. In basso a sinistra, il porticciolo di Portoferraio, capoluogo dell'isola.. A destra, un angolo suggestivo del Poggio, una località di villeggiatura all'interno dell'isola.

Alta, ad esempio, località antiche stu-pendamente conservate, raggiungibili attraverso boschi di pini,   castagni e lec-

ci, dalle quali lo sguardo può spaziare su più vasti orizzonti, cogliendo i contorni capricciosi  della  costa  e  lo  sfavillio  del

mare antistante, dal quale emergono sullo sfondo le piccole isole di Capraia e Gorgona.


   SOTT'ACQUA A MARCIANA MARINA  
 

Facendo base a Marciano. Marina l'attività subacquea è certamente una delle attività sportive praticabili con buona soddisfazione. La costa circo-stante, interamente rocciosa, è tutta un susseguirsi di cale e di punte precipiti a mare, che anticipano esternamente quanto poi si cela sul fondo: un pianoro, solitamente ricoperto da massi e posidonie con rare chiazze sabbiose,  che degrada più o meno dolcemente dal-l'attuale linea di riva fino ad un salto roc-

cioso situato in genere tra i 40 e i 50 metri di fondo. Questo gradino som-merso, che corre parallelamente alla costa e che costituisce geologicamente parlando l'antichissima linea di riva della zona, a volte si riduce fino a scomparire, altre volte si erge rìpido come la costa sovrastante, fornendo l'habitat ideale per tutti i più spettacolari insediamenti organici tipici  dei  fondali rocciosi medi-

terranei. A partire dal Corallium Rubrum, il prezioso corallo rosso, un tempo estre-mamente abbondante nelle profondità dell'Elba, dove appunto iniziarono la loro attività di raccolta molti famosi corollari intorno agli anni cinquanta; ma ancor oggi presente in più punti del fondale, grazie anche alla sua rapidità di accrescimento che proprio in queste acque viene esaltata da   fattori    ancora 

non  del  tutto noti  agli  esperti. Punti che certamente chi conosce non è tanto disposto a rivelare al primo venuto per paura dei soliti razziatori sconsiderati, ma che comunque confermano con la loro esistenza la ricchezza e l'interesse biologico dei fondali che circondano questo particolare tratto costiero dell'Elba che, iniziando da Marciana Marina, gira a ponente intomo all'isola.


LO SCOGLIETTO DI POR-TOFERRRAIO - Si tratta di un piccolo scoglio al largo della Punta del Faro di Portoferraio, e rappresenta il punto d'immer-sione più a levante considerato da quest'itinerario subacqueo, raggiungibile dal porto di Marciana Marina in tre quarti d'ora. L'immersione può inizia-re scendendo sulla parete e-sterna esposta verso il largo dello scoglio. A 16/17 metri di fondo si raggiunge un pianoro di sabbia e posidonia con molti grandi spirografi, dolcemente degradante fin verso i -25. Girando a levante si incontra una parete rocciosa che scende rapidamente fin oltre i 40 me-tri, densamente popolata di spugne e gorgonari gialli. La cigliata prosegue per circa un centinaio di metri in direzione della costa, con spaccature e grossi massi, tra i quali è facile vedere aggirarsi le corvine. Frequenti sono anche le arago-ste e i dentici. Fotografica-mente la zona si presta per la sua esposizione ad ottimi con-troluce, oltre che alle riprese macro.

CAPO ENFOLA - La zona d'immersione si trova più esattamente allo Scoglio della Nave, situato a una trentina di
metri di distanza dall'estremità del promontorio, che si eleva una quindicina di metri sull'ac-qua. Alla base sommersa dello scoglio c'è un pianoro roccioso sui 18 metri che si estende verso il largo per un centinaio di metri lentamente, degra-dando fin verso la quota di -22, ad un certo punto fiancheg-giato sul lato di nord ovest da una parete che precipita fino ai -42. In questa zona sono pos-sibili due itinerari diversi. Il primo, per i più esperti, con-siste nel partire dalla base dello scoglio verso nord costeg-giando lungo parete il pianoro sul lato ovest alla quota che più si preferisce, fino a girare il capo roccioso sommerso  verso

levante, risalendo quindi verso lo Scoglio della Nave. Il secondo itinerario è invece adatto anche ai meno esperti e consiste nel girare intorno allo Scoglio mantenendosi sopra il pianoro roccioso. Dal punto di vista dei popolamenti animali, l'ambiente si presenta alquanto simile a quello dello Scoglietto di Portoferraio.

PUNTA DEL NASUTO - È il primo punto di immer-sione di quest'itinerario che si incontra, puntando da Marcia-na Marina verso ponente. La parete rocciosa, sia fuori che sotto la superficie dell'acqua, scende giù a picco. L'immer-sione va preferibilmente ini-ziata sul versante della Punta che guarda verso il porto di Marciana. Si arriva su un pia-noro di posidonie e, puntando verso il largo, si scende fino a -32 metri sulla sabbia. Ma da qui, continuando nella stessa direzione, dopo una decina di metri si trova un grosso sco-glio di 10/12 metri di diametro che si eleva 4 o 5 metri dal fondo di -42. E altri grossi massi sparsi si intravvedono ancora verso il largo, mentre il fondo continua a scendere. Aragoste, gorgonie (comprese alcune piccole paramuricee), spugne di vari colori, corvine: queste le presenze più signifi-cative, ma certamente non le uniche di questa zona, racco-mandabile, tra l'altro, per la sua estrema vicinanza al punto di imbarco quando le condi-zioni meteo nella zona non so-no troppo stabili.

PUNTA DELLA MADONNA - È il secondo promontorio che troviamo lungo costa dirigendoci dal porto di Mar-ciana Marina verso ponente. Il punto di immersione è costi-tuito da un grosso panettone sommerso che si trova a una trentina di metri dalla punta. È tuttavia preferibile ancorare con la barca a levante  del capo

e raggiungere a nuoto la punta, dando inizio all'immer-sione nelle immediate vici-nanze del panettone di roccia, chiaramente individuabile con il suo sommo a -6. Sul ver-sante esterno la parete roccio-sa scende rapidamente fino a -42 sul fondo di sabbia, svi-luppandosi su un centinaio di metri di lunghezza paral-lelamente alla costa; è carat-terizzata nella zona cen-trale da una profonda spac-catura larga quattro metri che sale dal fondo fino a una quindicina di metri dalla superficie, restrin-gendosi verso l'alto e offrendo l'habitat ideale per molte forme interessanti di vita che prediligono gli ambienti semi-bui. Gorgonie, parazoanthus, murene sono alcune delle pre-senze più comuni, ma fre-quente è anche in questa zona l'incontro con il pesce luna. Per il fotosub si tratta di un ottimo punto d'immersione.

LA SECCA DEL CARENO - È una secca situata al-quanto al largo della costa, a metà strada tra Capo S. An-drea e le Formiche della Zanca. Molto estesa, ha un diametro di circa 300 metri, con il som-mo a 8 metri di fondo. Sul lato interno, in direzione della co-sta, il fondale scende fino a u-na quindicina di metri, mentre verso il largo la profondità rag-giunge abbastanza rapidamen-te i 50 metri ed oltre. Il fon-dale della secca è costituito da un insieme disordinato di mas-si, che si accavallano gli uni sugli altri, formando una infi-nità di cavità e recessi ideali per diversi popolamenti ani-mali. In direzione di ponente la secca scende gradualmente fi-no a -40, presentando una pa-rete ricca di interesse e di spettacolarità, con belle para-muricee, aragoste, murene e torpedini. Frequente è anche la presenza di pesce di passo, in prevalenza di ricciole. Mentre l'immersione sul sommo della secca non presenta problemi, risultando ottima in particolare per gli appassionati della pesca in apnea, per trovare con sicu-rezza la parete rocciosa di po-nente senza rubare troppo tempo prezioso all'immersione, è consigliabile l'ausilio di una guida subacquea esperta della zona.

LE FORMICHE DELLA ZANCA - Si trovano a una mezz'oretta di navigazione da Marciana Marina. Si tratta di un  insieme  di  scogli  semiaf-

fioranti, sparsi su un vasto pianoro  roccioso  leggermente degradante. Questa zona di basso fondale è contornata su tre lati da sabbia, mentre sprofonda sul versante esterno della Formica Grande fin oltre i 50 metri, con una bella parete a partire dai 30 metri circa. Dirigendoci dalla Formica Grande verso terra, troviamo prima la seconda Formica, che fuoriesce anch'essa dall'acqua ed è di dimensioni minori; e quindi la Formica Piccola, che, con il sommo appena sotto la superficie, costituisce un vero pericolo per la navigazione. Come a Capo Enfola, abbiamo doppia possibilità di immer-sione: la prima è data dall'e-splorazione, sui 15 metri al massimo di profondità, dei nu-merosi passaggi esistenti tra gli scogli sommersi. La secon-da immersione invece si ef-fettua sulle guglie sommerse del versante esterno della For-mica Grande, ricoperte da grandi rami di paramuricee spesso ornati da uova di gat-tuccio, e sul salto di roccia finale sul fondo di sabbia, che nasconde anche una bella grotticella a -35 abitata da un astice.

IL RELITTO DI POMONTE -  Ultimo punto di immer-sione che qui indichiamo come raggiungibile da Marciana Mari-na (ricordando però nel con-tempo la presenza di molti altri punti di buon interesse sub-acqueo intervallati tra quelli fin qui segnalati) è il relitto di Po-monte, nei pressi dello Scoglio dell'Ogliera sul versante occi-dentale dell'isola d'Elba. Per arrivarci ci vuole un'ora e mez-za di navigazione. E per questa ragione il Diving che ha la sua base a Marciana Marina pro-pone di solito quest'immersione come seconda nelle sue uscite full-day (dopo quella alle For-miche della Zanca). Il relitto è ciò che resta del cargo italiano Elviscot, qui naufragato nel 1972. Affondando, la nave si è spezzata in due tronconi che ora giacciono a dodici metri di fondo. All'interno del relitto, dove è abbastanza facile pene-trare, si trovano polpi, corvine, saraghi e anche qualche bel grongo. Occorre solo evitare di sollevare il deposito sabbioso che può intorbidire facilmente l'ambiente. Il relitto è raggiun-gibile anche direttamente da terra, immergendosi sulla spiaggetta del paesino di Po-monte.


Corallium rubrum

NOTIZIE UTILI

Raggiungere Marciana Marina da qualunque regione italiana è molto facile, grazie ai continui servizi di traghetto assicurati tra Piombino e Portoferraio dalle compagnie di navigazione Navarma (tei. 0565/914133) e Toremar (0565/918080) per passeggeri e auto al seguito. La traversata dura un'ora circa. Da Portoferraio a Marciana Marina ci sono circa 18 km di strada costiera, ricca di curve ma anche di begli scorci panoramici.

Come sistemazioni alberghiere a Marciana Marina segnaliamo il «Gabbiano Azzurro» (3 stelle, Viale Amedeo 48, tel.0565/99226) e i due hotel-residence «Isola Verde» (4 stelle, località S.Giovanni, tei. 0565/904192) e «St.Claire» (3 stelle, Via Aldo Moro, tei. 0565/99100). Per ogni necessità a carattere turistico ci si può comunque rivolgere all'Azienda di Promozione Turìstica dell'Arcipelago Toscano a Portoferraio (Calata Italia 26, tel.0565/914671); o anche all'Ufficio Turìstico Brìgnetti di Marciana Manna (Via Scali Mazzini 13, tei. 0565/904081).

Come ristoranti, sempre a Marciana Manna, ne segnaliamo tre davvero ottimi:  «Capo Nord»  (località  La Fenicia, tel.

0565/996983),  «La  Fenicia»     (Via   Amedeo, tel.  0565/
996611) e «Zorba» (P/za della Vittoria 13, tel. 0565/99225.

Tra i prodotti tipici da acquistare, ricordiamo anzitutto i vini dell'Elba, di cui proprio Marciana è una delle tipiche zone di produzione. Tra essi citiamo il Procanico, il Sangioveto, il Rosato, e i Doc Elba Bianco ed Elba Rosso. Ci sono poi alcuni dolci come la schiaccia briaca, il corolla, la schiacciuta e l'elbisola, una specie di colomba pasquale dalla forma caratteristica dell'isola. E quindi i gioielli di corallo rosso, per i quali consigliamo una visita al laboratorio di lavorazione artigianale di questo prezioso prodotto del mare di Lucia Celti (Vie Regina Margherita 75, tei. 0565/996644). Il laboratorio è situato proprio di fronte al ristorante «Capo Nord», e nelle immediate vicinanze della sede dell'«Elba Diving Center» (Viale Regina Margherita 69, tei 0565/904256), il diving condotto da Attilio Presta con la cui collaborazione abbiamo realizzato questo reportage, e presso il quale i subacquei potranno trovare tutta l'assistenza necessaria per potersi immergere con piena soddisfazione in qualunque periodo dell'anno in questa zona dell'Elba.


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copyright Guido Picchetti - 22/5/2009