da "IL SUBACQUEO" / Dicembre 1992

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei tanti servizi foto-giornalistici che illustrano esperienze di viaggi
subacquei all'estero,  da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO".


foto G. Picchetti


GLI ATOLLI DEL BELIZE

Lungo le coste di questo paese del Centro America,
tre atolli corallini e oltre duecento isolotti
formati dai reef offrono spettacolari immersioni
in un mare caraibico incontaminato.

di Angelo Giampiccolo e Guido Picchetti
 

ado in Belize. «Vai dove?» In Belize! «In Be... che?». Questa è la domanda che ci siamo sentiti spesso fare prima di partire per quest'angolo di mare sperduto, a riprova che di questo paese qui da noi si sa poco o nulla. Conosciuto ai più solo come punto focale della cultura Maya, che qui ha lasciato un gran numero di testimonianze e di reperti archeologici, e come nascondiglio per i pirati che nei secoli scorsi infestavano il Mar dei Caraibi, il Belize è diventato di recente una delle mete preferite dai subacquei più esigenti. E a ragione, se si pensa che questo minuscolo Paese (lungo appena 180 miglia e largo 68), situato fra il Messico a nord e il Guatemala a sud, possiede la più grande barriera corallina dell'emisfero occidentale, seconda per estensione solo alla Grande Barriera australiana. Una barriera ancora in gran parte inesplorata, un'enorme montagna di corallo lunga 180 miglia, con più di 200 cayos, piccole isolette affioranti ricoperte di palme e di altra vegetazione tropicale, e con tre dei quattro atolli corallini che il Mar dei Caraibi gelosamente custodisce, Lighthouse Reef, Glover's Reef e le isole Turneffe. Per secoli il Paese fu uno dei centri della civiltà dei Maya, che qui sviluppò l'agricoltura e il commercio.

Incredibili città Maya, costruite nella giungla, sono state riportate di recente alla luce ed oggi sono delle importanti attrazioni turistiche. Le rovine di Altan Ha, 45 km a nord di Belize City, hanno custodito nelle tombe una grande quantità di preziosi oggetti e manufatti, come la splendida testa del dio sole, Kinich Ahau, scolpita nel più grande monoblocco di giada mai scoperto al mondo. Vicino al confine con il Guatemala, l'immensa piramide Maya che si erge tra le rovine di Xunantunichm, databile tra il 7° ed il 10° secolo a.C., con i suoi 43 m di altezza è ancora l'edificio più alto del Paese.


Sopra, subacquei in immersione sui fondali del Belize.
La barriera corallina del Belize si estende diverse miglia al largo della costa, e
quindi il modo migliore per godersi questo paradiso è la crociera sub.
Caratteristiche di queste acque sono la ricchezza di vita e la varietà di colori
(un esempio nelle  immagini in basso).

Nel 1500, molti secoli dopo l'inspiegabile scomparsa della civiltà Maya, il Belize diventò il rifugio dei pirati spagnoli, che trovavano qui nascondiglio sicuro, infilandosi fra i molti atolli corallini affioranti, pericolosissimi per qualsiasi imbarcazione vi si avventurasse senza conoscerne i segreti passaggi. Lo testimoniano i molti relitti rimasti incastrati nel corallo. Nel 1600 arrivarono alcuni marinai inglesi, vittime di un naufragio, e cominciarono a tagliare gli alberi, molto abbondanti in Belize, per ricavarne varie tinture tessili. E proprio le liti sui diritti di tagliare il legname portarono alla guerra con gli spagnoli. Nel 1798 il conflitto era cresciuto al punto da sfociare nella grande battaglia navale di St. George Caye, da cui gli inglesi uscirono vittoriosi, imponendo sul Paese la loro influenza che è durata fino ai giorni nostri.

Nel 1862 il Belize divenne una colonia della corona inglese sotto il nome di Honduras britannico. Dopo la seconda guerra mondiale, una crescente ondata di nazionalismo da parte della popolazione locale finì per portare la regione all'indipendenza. Nel giugno 1973 lo stato prende il nome di Belize, derivandolo dalla parola maya «Belix», che vuoi dire «fiume torbido»: un sicuro riferimento al Belize River, il fiume che attraversa Belize City dopo aver raccolto le acque piovane dalle foreste tropicali dell'entroterra, e che, dividendo in due la città, va a depositare i suoi sedimenti nel Mar dei Caraibi, intorbidendone notevolmente le acque. La completa indipendenza per il Paese arriverà però soltanto il 21 settembre 1981.

Passando al capitolo immersioni, il fatto che il Belize River rende l'acqua del mare troppo torbida per fare attività subacquea lungo la costa della regione, è poco male, dal momento che la barriera corallina si estende dalle 7 alle 25 miglia al largo, e gli atolli sono ancora più lontani dalla terraferma. Per cui va da sé che chi vuole andare sott'acqua in Belize deve optare per le crociere realizzate per subacquei, oppure alloggiare in una delle località turistiche nate di recente in alcuni atolli della stessa barriera corallina, e poi organizzarsi per delle uscite in barca giornaliere. Noi vi consigliamo vivamente la soluzione della crociera sub, magari sul Wave Dancer, il motoryacht di Peter Hughes, nuovo di zecca, che ci ha appunto ospitato per questo servizio. In barca avrete modo di assaporare appieno la bellezza dei fondali che circondano gli atolli più suggestivi di questo mare non facilmente raggiungibili da terra, e l'eccellente organizzazione a bordo, che renderà piacevole il soggiorno anche a chi vi accompagna e subacqueo non è.
 

Lungo il reef e sugli atolli, la visibilità in acqua arriva spesso a 40/50 metri in verticale: cristallo puro. In queste tiepide acque (27/28° è in media la temperatura che abbiamo riscontrato personalmente a maggio), che per la varietà di colori e ricchezza di vita sono ai vertici della fama che i Caraibi hanno già da tempo negli ambienti subacquei, è frequentissimo l'incontro con i tarponi, i barracuda, le tartarughe e i grandi branchi di carangidi. Come pure è abbastanza comune, a detta di chi conosce e frequenta abitualmente queste acque, imbattersi nelle grandi mante o addirittura nello squalo balena. Ma gli organismi che indubbiamente più caratterizzano quest'ambiente subacqueo caraibico sono le spugne, con esemplari che, per varietà e forma, sono le più belle e le più grandi che si possano incontrare sott'acqua. Alcune sarebbero in grado di contenere al loro interno un subacqueo intero, pinne e bombole comprese.

Tornando a parlare del Paese, come conseguenza della lunga influenza britannica, la lingua ufficiale della regione è l'inglese. Il governo è retto da una democrazia parlamentare e ancora oggi c'è una evidente presenza di militari inglesi. Il Belize, governato da uno dei più stabili e pacifici governi di tutta l'America Centrale,  ha  una popolazione di sole  176.000 persone,  50.000

delle quali vivono a Belize City, il suo più importante centro commerciale. Il governo locale si sta progressivamente aprendo a investimenti stranieri e, al contrario di altre zone caraibiche, qui i benefici effetti del turismo per l'economia nazionale sembrano essere apparentemente compresi dalla popolazione e dagli esercenti locali. In conseguenza di ciò, oggi il turista è ben accetto un po' ovunque, e si moltiplicano le possibilità di escursioni all'interno del Paese proposte dai vari tour operator, locali e non. Va detto però che negli ultimi anni il Belize ha visto incrementare in modo preoccupante il fenomeno della droga, che qui transita  dal Guatemala  e dal Salvador verso al-

Oltre alte bellezze sommerse, questo Paese offre al visitatore la
suggestione degli incontri classici di una terra tropicale. Il
principale centro commerciale è
Belize City, dove
vive circa la metà
dell'intera
popolazione

tre più ricche destinazioni. E per questa ragione qualche giusta precauzione va presa nei centri maggiori come Belize City, in cui non è consigliabile girare a piedi in certe zone a sera tarda o di notte. Ma in fondo la stessa cosa potremmo dire di Roma, Milano o New York City, per cui non c'è da preoccuparsi più di tanto. Per quel poco che siamo stati a Belize City, abbiamo girato carichi di attrezzature fotografiche per le strade del centro (downtown) e dentro il mercato, pieno di spezie e di colori, senza alcun problema. Abbiamo visitato vari bar e ristoranti tipici anche di sera, e durante il nostro giro siamo stati avvicinati dalla polizia locale, che con molta gentilezza ci ha chiesto se avevamo problemi e se per caso avessimo bisogno di un taxi. In genere si preferisce stare a Belize City uno o due giorni prima di imbarcarsi per la crociera, e dopo la vacanza per mare, in attesa del giorno di partenza. Non aspettatevi comunque grandi cose, a parte l'interessante artigianato del legno, in città c'è ben poco da comprare. Vale invece la pena respirare l'aria decadente degli edifici coloniali in legno, realizzati a suo tempo secondo i gusti degli inglesi, spesso circondati da giardini pieni di una coloratissima vegetazione tropicale e con tanti splendidi fiori. E anche osservare l'incredibile miscuglio di razze che qui sono venute a vivere più o meno forzatamente. Non dimentichiamo che gran parte del mercato di schiavi aveva lungo queste coste il suo primo approdo nelle Americhe. Ancora oggi, ci è stato spiegato, nei sottoscala di molte ville e palazzi coloniali, ci sono le catene attaccate ai muri, a ricordo delle indicibili sofferenze patite da intere generazioni di esseri umani a cui, di umano, era stato tolto tutto: i genitori, i figli, la libertà e la stessa dignità. E purtroppo non stiamo parlando di tempi poi così remoti. Quelle sofferenze sono ancora negli occhi della gente, e dei tanti bellissimi bambini che si vedono in gran numero girare per la città.                            

Foto sopra: un pesce
pappagallo ripreso
in notturna, mentre
dorme ad occhi
aperti.

 

 

Foto a lato:
nell'ambiente corallino
del mare del Belile 
una forma tipica
sono le spugne,
dalle tante forme
e varietà.

                                        

 

            


NOTIZIE UTILI

 Il Wave Dancer di Peter Hughes

Con un 'esperienza di oltre 25 anni nel turismo subacqueo, Peter Hughes è un leader del set-tore. La sua filosofia è semplice: dare ai sub il massimo in fatto di comfort, efficienza e sicurezza a bordo delle sue imbarcazioni, il Sea Dancer e il Wave Dancer, operanti al momento con crociere subacquee settimanali rispettivamente lungo le coste di Turks & Caicos e del Belize.

Il Wave Dancer è un motoryacht di 33 metri, recentemente ristrutturato, articolato su quattro livelli. La barca è in grado di accogliere 20 ospiti a bordo in comode e spaziose cabine, tutte dotate di aria condizionata, di servizi privati completi di doccia. Il cibo a bordo è vario, abbondante e di ottima qualità (con pane fresco tutti i giorni). Durante la crociera si effettuano in media 4 o 5 immersioni al giorno. Nella zona di preparazione ci sono due larghi tavoli in metallo debitamente foderati per le attrezzature video e fotosub, ampi spazi dove stivare borsoni di ogni capienza, un piano per la ricarica batterie di flash e illuminatori con una trentina di prese (110 v con spina Usa), e ancora due contenitori di acqua dolce per il risciacquo delle attrezzature a fine immersione (uno destinato unicamente alle apparec-chiature foto e video). Completano l'organizzazione della zona sub due docce d'acqua calda e fredda a ridosso della piattaforma di immersione, e, vera finezza, un beverino di acqua ghiacciata. Non poteva mancare su una barca come il Wave Dancer la possibilità di sviluppare le diapositive a bordo. La qualità dello sviluppo è pari e forse superiore a quella dei migliori laboratori di Roma. Per gli appassionati di video, ci sono un Tv color da 32" (purtroppo solo con standard Usa), e dei videoregistratori Vhs e S-Vhs, che insieme a un ottimo impianto Hi-Fi Cd permettono anche dei montaggi di buona qualità. Una citazione particolare meritano infine il personale e gli istruttori del Wave Dancer, gente preparata e simpatica, sempre pronta ad aiutare e a rendersi utile. Chi volesse constatare di persona l'elevato standard della crociera si può rivolgere all'operatore specializzato che in Italia lo rappresenta: Aquadiving Tours di Pesaro, Via Mameli 72C tel. 0721/400562-400581 (fax).

Come ci si arriva

La gran parte dei turisti che visitano il Belize arriva all'aero-porto internazionale di Ladyville, a pochi km da Belize City, le cui piste sono state di recente allungate, per consentire l'atter-raggio di aerei più capienti e pesanti. Fortunatamente anche la parte duty free del terminal è dotata di aria condizionata, il che rende meno spiacevoli le attese per la partenza in un paese che facilmente raggiunge temperature e tassi di umidità elevatissimi e difficilmente sopportabili da chi non è abituato al clima. Le compagnie aeree che arrivano nel paese sono la Belize Trans Air, vettore di bandiera, la Taca, la Continental e la American Airlines. Ci sono anche alcune compagnie charter, con parecchi voli in partenza dagli Stati Uniti, via Miami, Houston o New Orleans.

Il volo da Miami dura poco più di due ore, giusto il tempo di mangiare un boccone e bere un caffè a bordo. Il costo del taxi dall'aeroporto a Belize City è di circa 12 dollari USA (un dollaro Usa vale due dollari del Belize), ma in genere sia le barche per crociere sub che gli hotel sulla barriera si preoccupano di mandare qualcuno del loro staff all'aeroporto per alleviare la confusione ed il peso delle attrezzature dei turisti in arrivo e in partenza, senza ulteriori costi. Di recente c'è anche la possibilità di raggiungere in volo Ambergris Caye (la più grande isola del reef) direttamente dall'aeroporto di Belize City, evitando a chi è diretto sull'isola molte ore di barca.

Per entrare in Belize è richiesto il passaporto valido e un biglietto aereo di ritorno già emesso. E a proposito di ritorno, non dimenticate di conservare i soldi per la tassa di uscita da Belize: altrimenti vi succederà come a quella giovane coppia di sposi di Varese, che abbiamo aiutato mentre disperati cercavano invano il sistema di avere, con la loro carta di credito, 10 dollari USA (o 20 del Belize) per poter pagare la tassa aeroportuale di uscita dal Paese.


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copyright Guido Picchetti - 27/5/2009