NB. - In questa serie sono compresi alcuni
dei tanti servizi foto-giornalistici che illustrano esperienze di viaggi
subacquei all'estero, da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO".
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Lungo le coste di questo
paese del Centro America,
di Angelo Giampiccolo e Guido Picchetti |
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Incredibili città Maya, costruite nella giungla, sono state riportate di recente alla luce ed oggi sono delle importanti attrazioni turistiche. Le rovine di Altan Ha, 45 km a nord di Belize City, hanno custodito nelle tombe una grande quantità di preziosi oggetti e manufatti, come la splendida testa del dio sole, Kinich Ahau, scolpita nel più grande monoblocco di giada mai scoperto al mondo. Vicino al confine con il Guatemala, l'immensa piramide Maya che si erge tra le rovine di Xunantunichm, databile tra il 7° ed il 10° secolo a.C., con i suoi 43 m di altezza è ancora l'edificio più alto del Paese. |
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Nel 1500, molti secoli dopo l'inspiegabile scomparsa della civiltà Maya, il Belize diventò il rifugio dei pirati spagnoli, che trovavano qui nascondiglio sicuro, infilandosi fra i molti atolli corallini affioranti, pericolosissimi per qualsiasi imbarcazione vi si avventurasse senza conoscerne i segreti passaggi. Lo testimoniano i molti relitti rimasti incastrati nel corallo. Nel 1600 arrivarono alcuni marinai inglesi, vittime di un naufragio, e cominciarono a tagliare gli alberi, molto abbondanti in Belize, per ricavarne varie tinture tessili. E proprio le liti sui diritti di tagliare il legname portarono alla guerra con gli spagnoli. Nel 1798 il conflitto era cresciuto al punto da sfociare nella grande battaglia navale di St. George Caye, da cui gli inglesi uscirono vittoriosi, imponendo sul Paese la loro influenza che è durata fino ai giorni nostri. Nel 1862 il Belize divenne una colonia della corona inglese sotto il nome di Honduras britannico. Dopo la seconda guerra mondiale, una crescente ondata di nazionalismo da parte della popolazione locale finì per portare la regione all'indipendenza. Nel giugno 1973 lo stato prende il nome di Belize, derivandolo dalla parola maya «Belix», che vuoi dire «fiume torbido»: un sicuro riferimento al Belize River, il fiume che attraversa Belize City dopo aver raccolto le acque piovane dalle foreste tropicali dell'entroterra, e che, dividendo in due la città, va a depositare i suoi sedimenti nel Mar dei Caraibi, intorbidendone notevolmente le acque. La completa indipendenza per il Paese arriverà però soltanto il 21 settembre 1981. Passando al capitolo
immersioni, il fatto che il Belize River rende l'acqua del mare troppo
torbida per fare attività subacquea lungo la costa della regione, è poco
male, dal momento che la barriera corallina si estende dalle 7 alle 25
miglia al largo, e gli atolli sono ancora più lontani dalla terraferma. Per
cui va da sé che chi vuole andare sott'acqua in Belize deve optare per le
crociere realizzate per subacquei, oppure alloggiare in una delle località
turistiche nate di recente in alcuni atolli della stessa barriera corallina,
e poi organizzarsi per delle uscite in barca giornaliere. Noi vi consigliamo
vivamente la soluzione della crociera sub, magari sul Wave Dancer, il
motoryacht di Peter Hughes, nuovo di zecca, che ci ha appunto ospitato per
questo servizio. In barca avrete modo di assaporare appieno la bellezza dei
fondali che circondano gli atolli più suggestivi di questo mare non
facilmente raggiungibili da terra, e l'eccellente organizzazione a bordo,
che renderà piacevole il soggiorno anche a chi vi accompagna e subacqueo non
è. |
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Lungo il reef e sugli atolli, la visibilità in acqua arriva spesso a 40/50 metri in verticale: cristallo puro. In queste tiepide acque (27/28° è in media la temperatura che abbiamo riscontrato personalmente a maggio), che per la varietà di colori e ricchezza di vita sono ai vertici della fama che i Caraibi hanno già da tempo negli ambienti subacquei, è frequentissimo l'incontro con i tarponi, i barracuda, le tartarughe e i grandi branchi di carangidi. Come pure è abbastanza comune, a detta di chi conosce e frequenta abitualmente queste acque, imbattersi nelle grandi mante o addirittura nello squalo balena. Ma gli organismi che indubbiamente più caratterizzano quest'ambiente subacqueo caraibico sono le spugne, con esemplari che, per varietà e forma, sono le più belle e le più grandi che si possano incontrare sott'acqua. Alcune sarebbero in grado di contenere al loro interno un subacqueo intero, pinne e bombole comprese. Tornando a parlare del Paese, come conseguenza della lunga influenza britannica, la lingua ufficiale della regione è l'inglese. Il governo è retto da una democrazia parlamentare e ancora oggi c'è una evidente presenza di militari inglesi. Il Belize, governato da uno dei più stabili e pacifici governi di tutta l'America Centrale, ha una popolazione di sole 176.000 persone, 50.000 |
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delle quali vivono a Belize City, il suo più importante centro commerciale. Il governo locale si sta progressivamente aprendo a investimenti stranieri e, al contrario di altre zone caraibiche, qui i benefici effetti del turismo per l'economia nazionale sembrano essere apparentemente compresi dalla popolazione e dagli esercenti locali. In conseguenza di ciò, oggi il turista è ben accetto un po' ovunque, e si moltiplicano le possibilità di escursioni all'interno del Paese proposte dai vari tour operator, locali e non. Va detto però che negli ultimi anni il Belize ha visto incrementare in modo preoccupante il fenomeno della droga, che qui transita dal Guatemala e dal Salvador verso al- |
Oltre alte bellezze sommerse, questo
Paese offre al visitatore la |
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tre più ricche destinazioni. E per questa ragione qualche giusta precauzione va presa nei centri maggiori come Belize City, in cui non è consigliabile girare a piedi in certe zone a sera tarda o di notte. Ma in fondo la stessa cosa potremmo dire di Roma, Milano o New York City, per cui non c'è da preoccuparsi più di tanto. Per quel poco che siamo stati a Belize City, abbiamo girato carichi di attrezzature fotografiche per le strade del centro (downtown) e dentro il mercato, pieno di spezie e di colori, senza alcun problema. Abbiamo visitato vari bar e ristoranti tipici anche di sera, e durante il nostro giro siamo stati avvicinati dalla polizia locale, che con molta gentilezza ci ha chiesto se avevamo problemi e se per caso avessimo bisogno di un taxi. In genere si preferisce stare a Belize City uno o due giorni prima di imbarcarsi per la crociera, e dopo la vacanza per mare, in attesa del giorno di partenza. Non aspettatevi comunque grandi cose, a parte l'interessante artigianato del legno, in città c'è ben poco da comprare. Vale invece la pena respirare l'aria decadente degli edifici coloniali in legno, realizzati a suo tempo secondo i gusti degli inglesi, spesso circondati da giardini pieni di una coloratissima vegetazione tropicale e con tanti splendidi fiori. E anche osservare l'incredibile miscuglio di razze che qui sono venute a vivere più o meno forzatamente. Non dimentichiamo che gran parte del mercato di schiavi aveva lungo queste coste il suo primo approdo nelle Americhe. Ancora oggi, ci è stato spiegato, nei sottoscala di molte ville e palazzi coloniali, ci sono le catene attaccate ai muri, a ricordo delle indicibili sofferenze patite da intere generazioni di esseri umani a cui, di umano, era stato tolto tutto: i genitori, i figli, la libertà e la stessa dignità. E purtroppo non stiamo parlando di tempi poi così remoti. Quelle sofferenze sono ancora negli occhi della gente, e dei tanti bellissimi bambini che si vedono in gran numero girare per la città. |
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Foto sopra: un pesce
Foto a lato:
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copyright Guido Picchetti - 27/5/2009