da "IL SUBACQUEO" / Giugno 1992

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei numerosi servizi foto-giornalistici che illustrano itinerari subacquei italiani,
 da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO" in qualità di addetto ai servizi speciali.



foto G. Picchetti


CAPO CACCIA, IL REGNO DI NEREO

«Capo Caccia, bastione roccioso di un'isola arcaica,
promontorio ventoso, proteso nel cuore del Mediterraneo.
Limpidi cicli, trasparenze di mare; aurore incantate, tramonti di fuoco.
Affascinante mutevole magia di luci e colori nell'impero del sole...»
 (Da una lettera di Andrea Cossu da Capo Caccia)

Testo e foto di Guido Picchetti
 

apo Caccia: una rupe verticale di ben 168 metri di altezza che strapiomba in un mare profondo straordinariamente trasparente. È l'estremità meridionale di quello che è forse il più bel promontorio di tutta la costa italiana per la sua sagoma caratteristica, simile alla testa di un grosso cetaceo che emerge dalle onde, e per la ricchezza della natura, con una vegetazione mediterranea che ospita numerose specie animali, spesso rare altrove o addirittura scomparse. Il lato occidentale del promontorio è formato da una lunga e alta costa rocciosa che si bagna in un mare aperto spesso inquieto. Ad est del Capo, invece, i profili delle rocce si addolciscono fino a formare l'accogliente e tranquilla baia di Porto Conte.

I fondali di Capo Caccia sono un vero paradiso per i sub, sia per la limpidezza delle acque che per la ricchezza e la varietà di forme di vita marina. Nelle pareti rocciose che, con quelle stesse caratteristiche geologiche che possiamo ammirare all'esterno, s'inabissano rapidamente in mare fino a 40 o 50 metri, ci sono una quantità infinita di grotte ed anfratti che oltre a creare  am-


Sopra il contrafforte roccioso di Capo Caccia, ricco di grandi aperture dalle quali si  dipartono vari
passaggi che accedono alle grotte interne ricche di formazioni calcaree.
Sotto a  sinistra uno scorcio di Capo Caccia: l'acqua è trasparente e vi è una straordinaria
ricchezza degli habitat sottomarini.A destra la Grotta di Nettuno.

bienti di notevole interesse subacqueo favoriscono l'insediamento e lo sviluppo di specie biologiche altrove decisamente rare. Un chiaro esempio è dato dal corallo rosso, presente anche a basse profondità, in mezzo a spugne, gorgonie, policheti ceriantidi e spirografi, a formare uno scenario cromatico di grande effetto. Frequente in queste acque è l'incontro con grossi astici ed enormi gronghi, abituali abitanti delle grotte, ma anche con aragoste, orate, spigole, maestosi dentici e molte piccole cernie che hanno ripreso ad abitare questi luoghi dopo una diminuzione dovuta ad una ormai superata mentalità predatoria.

Oggi tutta la zona di Capo Caccia è protetta e attentamente sorvegliata anche grazie al controllo indiretto effettuato dai responsabili dei diving interessati ad assicurare una integrità ai fondali della zona. I punti di immersione da essi abitualmente frequentati intorno al promontorio di Capo Caccia sono davvero tanti, tutti stupendi. Qui ne descriviamo otto tra i più giustamente noti, ma tanti altri ce ne sono sui quali i due diving che ci hanno aiutato a realizzare quest'itinerario saranno ben lieti di guidarvi. Provare per credere.



Qui sopra un incontro con il gambero meccanico, lo Stenopus spinosus, dal bel colore giallo arancio e caratterizzato da lunghe chele e filamenti candidi che si innalzano dal carapace. In basso un fiore fotografato nell'entroterra. A destra la costa alta di Capo Caccia battuta dal mare in tempesta: è questo uno spettacolo che si può osservare soprattutto nei mesi invernali.

Nelle acque costiere abbonda la fauna sessile e ittica. È molto comune l'incontro con grandi branchi di pesce bianco, come ad esempio le occhiate, che specialmente d'estate convergono sui bassi fondali. Caratteristiche sono anche le grandi paramuricee rosso fuoco. Scrutando con occhio attento fra questi gorgoniacei si scopre una fervente vita di organismi piccolissimi che offrono lo spunto al fotosub per effettuare delle riprese in macro spinta.


La mappa della zona con i punti di immersione


Paramuricee


Spirografo su paramuricee

LA GROTTA E GLI ARCHI DI  NEREO - La Grotta di Nereo si trova proprio sotto la Punta dell'Asino, in prossimità della quale si può facilmente ancorare l'imbarcazione. Sul fondo si trovano grossi massi dove abbonda il pesce da tana e a 15 metri si varca subito l'ingresso principale della grot-ta. Si resta sorpresi alla vista della grandezza e della spet-tacolarità dell'antro, coloratis-simo per la ricchezza di vita che anima le sue pareti. Dall'antro principale si dirama-no lunghi e intricati corridoi pieni di ofiuridi e popolati da enormi astici, pronti a nascon-dersi, all'arrivo dei sub, nei loro anfratti o addirittura sotto la sabbia che talora ricopre il fondale. Proseguendo l'esplora-zione si arriva sulla parte più profonda, a circa -35 metri, dove ancora splendidi giochi di luce proveniente dall'esterno fanno da cornice ai numerosi abitanti della grotta: gronghi, cicale, aragoste, granseole, merluzzi e gamberi. Accanto all'apertura principale della Grotta di Nereo, su una pro-fondità di 15-18 metri, c'è un fondale caratterizzato da ampi archi di roccia che, in una serie di cunicoli adiacenti più o meno profondi, ospitano gronghi, a-ragoste e nei recessi più riparati stupendi Cerianthus. Sono i cosiddetti Archi di Ne-reo, davanti ai quali, scen-dendo ancora più in basso, sui 20-25 metri, troviamo una serie di massi franati, con un'abbondante presenza di pe-sce da tana, in particolare sa-raghi.


Parazoanthus axinellae

I SIFONI DI NEREO - Vi è una parte della Grotta di Nereo nella quale un intricato sistema di cunicoli mette in comunicazione le due grandi stanze principali risalendo da una quota di 30 metri di pro-fondità fino ad una decina di metri dalla superficie. È la parte nota tra i subacquei co-me i Sifoni di Nereo. Qui l'e-mozione che sa dare l'immer-sione in grotta si fa sentire più fortemente che in ogni altro luogo. E all'emozione si aggiun-gerà lo stupore della scoperta di tante forme di vita che proprio  in quest'ambiente tro-vano   il  loro    habitat  ideale:

sono piccoli merluzzi, grossi astici e svariate specie di gamberetti. A volte si può in-contrare qualche grosso pre-datore che approfitta dell'o-scurità della grotta per farsi una bella scorpacciata proprio di gamberetti: ne è stato testi-mone, durante una competi-zione fotografica estempora-nea, Stefano Navarrini, il quale scattò una serie di foto eccezionali di un grosso den-tice in caccia che gli valsero la vittoria.

IL FIORDO - È una profon-da insenatura che si apre nella montagna a picco di Capo Caccia. Siamo sotto la «Escala del Cabirol», la lunga scalinata incassata nella roccia che dalla sommità del Capo porta alle famosissime Grotte di Nettu-no. Su una delle pareti laterali del Fiordo si apre a circa dieci metri di profondità l'ingresso della Grotta del Tunnel, dal nome del passaggio sommerso che conduce ad una insenatura adiacente caratterizzata dalla presenza di uno scoglio affio-rante dalla sagoma simile a quella di un sommergibile. La Grotta del Fiordo è molto am-pia, con i soffitti che arrivano fino quasi in superficie, crean-do inoltre piccoli sifoni interni. Due cunicoli laterali portano l'uno di fianco all'ingresso sud e l'altro, abitato da piccole ara-goste e a volte anche da qual-che astice, dritto verso la baia del sommergibile: l'uscita si sdoppia poi in due spettacolari archi sommersi. Proseguendo fuori lungo il canalone, fian-cheggiato dalla parete di Capo Caccia da una parte e dallo scoglio del sommergibile dal-l'altra, si scopre un ricchissimo ambiente sommerso nel quale, grazie probabilmente alla pro-tezione naturale offerta dalle pareti rocciose circostanti, al-ghe e coralli crescono verso l'alto, a differenza di come li troviamo in altre zone limi-trofe, pendenti dai soffitti del-le grotte.

FUORI IL CAPO - È una immersione indubbiamen-te riservata ai subacquei più esperti, richiedendo, se si vuo-le sfruttare al massimo l'aria e il tempo a disposizione, una discesa in profondità in acqua libera e una attenta risalita finale in direzione della parete per effettuare su di essa in tutta sicurezza la decompres-sione che si rende necessaria per la quota raggiunta e per il tempo trascorso in profondità. La zona si trova nel tratto di mare compreso tra la Punta del Capo e Punta dell'Asino, a me-no di un centinaio di metri di distanza dalla parete rocciosa a picco. Può essere raggiunta anche partendo da uno degli ingressi della Grotta di Nereo, e precisamente da quello che si

ovest. Da qui, puntando verso sud, troveremo che il fondale roccioso termina intorno ai 25 metri di profondità per far posto a delle belle distese di posidonie. Sui 35-40 metri di fondo ecco riapparire la roccia e con essa i primi massi rico-perti di gorgonie rosse molto rigogliose, con i polipi quasi sempre aperti al fluire della corrente. Sulla roccia ricoperta di ogni forma di vita vivono e si riproducono numerose spe-cie di grossi nudibranchi. Man mano che si scende i massi si fanno sempre più frequenti e appaiono interamente ricoperti da grossi ventagli di paramu-ricee, mentre tra essi nutrite colonie di anthias contribui-scono ad arricchire lo scenario davvero stupendo.

LA GROTTA DELLA MA-DONNINA - La Madonnina dei Pescatori è una piccola ico-na in ceramica fissata a una decina di metri di altezza nella parete rocciosa a picco della Punta del Capo. Proprio sotto la Madonnina, ad una profon-dità di 15-18 metri, si apre una meravigliosa grotta ric-chissima di vita e colori. Qui è facile incontrare aragoste, gronghi e mustelle. Per gli ap-passionati di fotografia la grotta offre grossi spirografi e stupendi gioghi di luce. A poca distanza dalla grotta è con-sueto l'incontro con grossi den-tici particolarmente curiosi nei confronti dei sub.


Corallium rubrum

LA GROTTA DEL GIGLIO - La si raggiunge dalla Baia del Conte dopo aver doppiato verso sud la Punta del Giglio. A una decina di metri di profon-dità si apre l'ingresso della grotta che si inoltra per molte decine di metri nella monta-gna. All'interno si nota tutta la sua particolarità. Colonne e stalattiti sommerse rivelano con la loro formazione come la grotta sia frutto di uno sprofondamento recente. Se-guendo un ampio cunicolo som-merso si giunge in una grande camera con il tetto d'aria che consente ai sub di uscire all'a-sciutto nell'interno della mon-tagna. Molto belli gli effetti della roccia erosa, sia inter-namente che esternamente alla grotta.   Per la limitata profon-

dità che caratterizza tutta la zona, anche quella antistante la grotta, che inoltre offre note-voli motivi di interesse per gli appassionati di biologia marina e di macrofotografia, si tratta di una immersione non impe-gnativa e molto piacevole e interessante.

LA GROTTA DEL FALCO - II nome è in memoria di Ennio Falco, famoso corallaro napoletano scomparso 25 anni or sono. La targa con il suo nome è stata sistemata dal Cras di Roma sulla parete di un lungo corridoio aereo, percor-ribile a piedi dopo aver lasciato le bombole al termine di un percorso sommerso in grotta attraverso un sifone non tanto largo e piuttosto privo di vita bentonica. Il cunicolo interno all'asciutto è stupendo, cospar-so di delicatissime stalattiti e stalagmiti di colori che vanno dal bianco purissimo al marro-ne scuro. La zona d'ingresso della Grotta del Falco è ampia, con il tetto tappezzato ora da grosse colonie di Astroides e da stupende Leptopsammie, che circondando le bolle d'aria la-sciate dai sub sul soffitto con-sentono ai fotosub begli effetti speculari, ora da bianche fiori-ture di Corallium rubrum di piccole dimensioni incredibil-mente fitte. Sugli 8-9 metri di profondità c'è un complesso di vaste cavità e passaggi in cui gironzolano tranquille molte specie di pesci: occhiate, sara-ghi e avannotti di vario gene-re.

LA FORADADA - Si tratta di un grande scoglio che emerge dal mare a meno di 500 metri di distanza dalla punta di Capo Caccia. Il nome deriva dalla grande apertura in alto che lo attraversa da parte a parte, sbucando nel lato verso il mare aperto nella parete di un grande antro in cui battelli e imbarcazioni possono facil-mente entrare. Per i subacquei l'attrazione maggiore è il cuni-colo che attraversa un grande sperone roccioso sotto la punta sud dell'isolotto, con pareti integralmente rivestite da svariate forme di vita, tra cui spiccano per i loro stupendi colori ricche colonie di Pa-razoanthus. La base della cavi-tà rocciosa è caratterizzata da numerosi anfratti, alcuni dei quali sono tane di gronghi ed astici. Anche in questo punto l'ora migliore per effettuare l'immersione è nelle prime ore del pomeriggio, quando i raggi del sole attraversano da una parte all'altra il grande buco passante, con la possibilità di fare ottime fotografie grazie all'eccezionale limpidezza del-l'acqua sfruttando la tecnica del controluce.
 


Anthias e Paramuricee


Una  Flabellina affinis

NOTIZIE UTILI

I DIVING
Nella zona di Alghero ci sono numerose strutture che favoriscono l'attività subacquea. Per effettuare con piena soddisfazione le immersioni descritte ne consigliamo in particolare due, che proprio su questi punti di immersione portano più frequentemente i loro sub e ne conoscono tutti i segreti. Sono il Baia di Conte Diving Center e il Centro Sub Pink Shark Capocaccia. Il primo diving, diretto dagli istruttori Padi Marco Busdraghi e Aldo Ballauri, ha la sua base operativa presso l'Hotel Baia di Conte ed è in funzione dal 15 aprile fino al 30 ottobre. Con le attrezzature e i veloci natanti di cui dispone può dare assistenza ad una trentina di sub. Il Centro Sub Pink Shark Capocaccia è ubicato invece presso l'Hotel Capocaccia ed è operativo dal 20 maggio al 30 settembre. Diretto da Nicola Cecchi, Paolo Belluz e Daniela Gasparini, è in grado di attrezzare e portare in immersione più di 35 sub a bordo di veloci e capaci gommoni. Il sistema didattico seguito, anche per i vari corsi subacquei regolarmente condotti a favore degli ospiti dell'hotel, è quello Padi. Questi i rispettivi recapiti dei due diving: per il Baia di Conte Diving Center, e/o Hotel Baia di Conte, località Baia di Conte, 07041 Alghero (SS); oppure e/o Soc. Alghero Marisub, Via Don Deroma 17, 07041 Alghero (SS), tel. 079/ 980809-974809. Per il Centro Sub Pink Shark Capocaccia, Hotel Capocaccia, 07041 Alghero (SS); oppure Pink Shark Club, Via Abbeveratoia 33, 43100 Parma, tel. 079/ 946666-0521/ 993082 (anche fax).

GLI HOTEL
Agli appassionati d'immersione raccomandiamo gli hotel ubicati nella baia di Porto Conte, dai quali sono facilmente raggiungibili tutti i punti di immersione descritti nelle pagine precedenti. In particolare ricordiamo El Faro (tel. 079/942010), tradizionale base operativa dell'annuale manifestazione di fotografia subacquea «Alghero Mare»; il Baia di Conte (tel. 079/952003), base operativa del diving center di Marco Busdraghi e Aldo Ballaurì; l'hotel Capo Caccia (tel. 079/ 946666), dove opera il Centro Sub Pink Shark Capo Caccia curato da Nicola Cecchi, Paolo Belluz e Daniela Gasparini. Altri alberghi sempre nella stessa zona sono il Corte Rosada (tel. 0791 942038), dove c'è il diving della Holiday Service di Forlì, e il Porto Conte (tel. 079/ 942036).

COME CI SI ARRIVA
In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Alghero Fertilia, collegato da linee aeree nazionali con Ancona, Bari, Ber-gamo, Bologna, Brindisi, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Pisa, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona. In traghetto: il collegamento via mare più conve-niente dal punto di vista economico è quello in partenza da Civitavecchia e arrivo ad Olbia o a Golfo Aranci, da dove si può poi raggiungere Capo Caccia (163 km). Lo scalo portuale più vicino ad Alghero è però quello di Porto Torres, ad una quarantina di chilometri di distanza dalla Baia di Porto Conte, dove arrivano regolari navi di linea da Genova, Livorno e Tolone. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere all'AST di Alghero, Piazza Portaterra 9, 07041 Alghero, tel. 079/ 979054.

RISTORANTI E GASTRONOMIA
Nella zona di Capo Caccia ci sono numerosi buoni ristoranti in cui è possibile gustare le specialità sarde. Sono il Calalunga Club (tel. 079/946570), La Baia (tel. 079/946594), La Stalla (tel. 079/942126) e Lo Sfizio (tel. 079/942126). Tra i cibi tìpici da gustare, ricordiamo i «malloreddus», gnocchetti di semola di grano duro con zafferano al sugo di pomodoro; gli spiedini dì porchetta da latte  cotti lentamente al calore della fiamma  e della brace di legna aromatica; la «sebada», caratteristica frittella ripiena di formaggio e condita con miele amaro. Rinomati sono anche i vini sardi, per la cui produzione proprio nelle vicinanze di Capo Caccia ci sono numerose cantine. Una visita a una di queste (citiamo ad esempio quelle di Sella & Mosca), tutte attrezzate anche per la vendita diretta al consumatore, farà felice certamente gli amanti del buon vino e chi ha l'auto al seguito potrà convenientemente riempire il portabagagli.

COSE DA VEDERE
Decisamente da non perdere sono le famose Grotte di Nettuno. Da Pasqua ad ottobre le grotte sono aperte al pubblico dalle 8 di mattina atte 8 di sera, tutti i giorni, festivi inclusi. Negli altri periodi l'orario di apertura va invece dalle 9,00 alle 5,00. Le visite guidate si effettuano ogni ora. E possibile raggiungere l'ingresso delle Grotte, via terra, parcheggiando l'auto sul piazzale in prossimità del faro di Capo Caccia e scendendo poi per la lunga e affascinante Escala del Cabirol (656 gradini), intagliata nella parete di calcare che dalla sommità del promontorio precipita a picco nel mare. Via mare ci si può servire degli appositi servizi di traghetto che ogni ora partono sia dal porto di Alghero (Navisarda, tel. 079/975599) che da Cala Dragonara, una piccola rada all'interno stesso della Baia di Porto Conte. Da Alghero i battelli della Navisarda impiegano circa tre ore ad effettuare il giro fino alle Grotte di Nettuno andata e ritorno. Quelli della Società Punta del Dentul (tel. 079/946642) in partenza da Cala Dragonara ci mettono invece appena un'ora e mezza, dovendo solo doppiare il Promontorio. Il costo tuttavia è pressoché identico e si aggira intorno alle 10.000 lire a persona. Consigliabile è inoltre una visita alla cittadina di Alghero. Ci sono da ammirare le architetture e le numerose botteghe artigianali, in alcune delle quali viene lavorato con raffinata maestria il prezioso corallo rosso, tipico dei fondali di Alghero. Per chi ama la natura, a poca distanza da Capo Caccia, si può fare una bella passeggiata nel parco naturale del WWF, noto anche con il nome di «Arca di Noè». Al locale Dipartimento della Forestale, che ha in tutela la zona, va richiesto il permesso per l'eventuale visita. Qui sarà possibile ammirare più da vicino lo stupendo volo del grifone (Gyps fulvus). È considerata una specie in via di estinzione, ma proprio sulle alte scogliere di Punta Cristallo a picco sul mare vive una colonia di questi volatili, una delle ultime esistenti in Europa, costituita da circa 150 individui.

(Realizzato con la collaborazione del Baia di Conte Diving Center e del Centro Sub Pink Shark Capocaccia).


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copyright Guido Picchetti - 21/5/2009