NB. - In questa serie sono compresi alcuni
dei tanti servizi foto-giornalistici che illustrano esperienze di viaggi
subacquei all'estero, da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO".
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GUADALUPA,
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Questa grande varietà di paesaggi costituisce l'aspetto più af- |
Nella foto in alto un pescatore di Les
Saints sulla spiaggia del porticciolo di |
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fascinante di Guadalupa, ulteriormente «arricchito», sul mare, dalle numerose isole che la contornano come tanti fiori intorno a una farfalla. Alcune di queste isole, facilmente raggiungibili grazie ai frequenti traghetti che le collegano con Guadalupa, sono caratterizzate da un clima particolarmente asciutto che con-trasta in modo sorprendente con l'umidità dominante della Basse Terre, pur distando da questa non più di una trentina di chilometri. Così Les Saints, un piccolo, stupendo arcipelago a meno di un'ora di navigazione dal porticciolo di Trois Rivières, sul versante meridionale della Basse Terre; oppure Marie Galante, un'isoletta più a levante, dominio esclu-sivo della canna da zucchero; oppure, ancora, La Desirade, dove, più che al-trove, sono diffusi i cactus e le iguane. |
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Qui sopra una buffa espressione di una
cernia; e, |
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Il territorio reca ancora qua e là le tracce del tremendo ciclone Hugo che colpì questa zona dei Caraibi nel settembre di due anni or sono. Ci furono allora danni enormi: immediatamente si intrapresero le opere di ricostruzione necessarie e in breve tempo furono resi nuovamente funzionanti i numerosi complessi residenziali turistici esistenti sull'isola. Nelle vicinanze del paese di St. Francis raggiungiamo la Pointe des Chateaux, un promontorio roccioso proteso nell'Oceano Atlantico. Qui lo scenario è stupendo: le onde lunghe del respiro dell'oceano rompono contro bastioni e faraglioni di dura roccia erosa. Il blu profondo del mare si trasforma in turchese nelle vicinanze degli scogli, per poi esplodere in uno spumoso merletto bianco là dove acqua e terra si scontrano. La zona intorno alla Pointe des Chateaux, per la sua spettacolarità, è frequente meta di turisti. Ci sono numerosi ristoranti tipici, dove è possibile gustare caratteristici piatti locali sotto l'ombra ventilata di un porticato aperto alle carezze degli alisei, con il fragore delle onde come sottofondo. |
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Sulla Basse Terre ci sono numerosi
ruscelli di acque calde leggermente sulfuree |
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![]() I combattimenti dei galli sono molto sentiti dalla popolazione di Guadalupa: occasione di ritrovo e scommesse, si svolgono periodicamente all'interno di apposite arene sparse all'interno dell'isola. Ciò che più sorprende lo straniero è l'amore che i proprietari dei galli portano per i loro «campioni».. |
Ma proseguiamo il nostro giro lungo la costa meridionale della Grande Terre. E' sulle belle spiagge bianche di questo litorale che si trova la maggior parte delle infrastrutture turistiche dell'isola. Ci fermiamo in riva al mare nei pressi di S.te Anne per gustare il calore del sole e scattare qualche buona immagine dei luoghi. Un bel veliero che rientra alla marina di Gosier fa da primo piano, mentre sullo sfondo il sole s'infiamma dietro la coltre di nuvole che corona quasi in permanenza la Souffrière. La silhouette montagnosa della Basse Terre si staglia scura contro l'orizzonte dipinto dalle sfumature tipiche dei bei tramonti tropicali, dapprima tenui, ma via via sempre più saturi di colore. È tempo ormai di tornare in albergo e gustarci un buon «planteur» prima della cena. La mattina presto partiamo per la Basse Terre. Ci fermiamo un attimo a Pointe-à-Pitre, la capitale, per ammirare il mercato pieno di colori, odori e forme esotici. Passato il ponte sulla Rivière Salée, ci inoltriamo in aperta campagna fra piantagioni di canna da zucchero e bananeti. Qui la natura rigogliosa ha preso immediatamente la sua rivincita sulle forze distruttive di Hugo e non si nota più alcun segno del passaggio dell'uragano. |
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Man mano che saliamo sul livello del mare la strada diviene più tortuosa, l'aria si rinfresca maggiormente e di colpo ci ritroviamo all'interno della foresta tropicale. Verso il valico (stiamo attraversando l'isola nel suo punto centrale) vi sono grandi concentrazioni di caratteristiche felci arborescenti, veri fossili viventi del regno vegetale, e una profusione caotica e rigogliosa di tutte quelle piante che da noi tanta fatica ci costa tenere in vita: Philodendri, delle specie lianescente e gigantee, e Orchidacee e Bromeliacee che, sotto forma di epifiti, ador-nano ogni grande albero della foresta. Passato il valico del «Col des Mammelles», così denominato dalla tipica forma delle due colline che fiancheggiano il passo, ecco splendere in basso il mare calmo di sottovento. Quasi di fronte, a poco più di un miglio dalla costa, scorgiamo altri due piccoli fiori della nostra farfalla. Sono Les Ilets Pigeon, i due piccoli isolotti rocciosi intorno ai quali si estende la «Riserva Cousteau». E' lì che siamo diretti per le nostre immersioni, e non vediamo l'ora di visitare i fondali circostanti che tanto hanno entusiasmato il famoso esploratore francese. Le acque attorno agli isolotti sono di fatto protette da un divieto di pesca, ma in realtà in questa zona, nonostante il nome con cui è nota da tempo, una protezione ufficiale non è stata mai ufficialmente istituita. Vi sono comunque in corso delle proposte di legge per regolarizzare la situazione, al fine di poter difendere questo ricchissimo tratto di mare. Sulla spiaggia della Malendure ci accoglie
con un sorriso Christian Rieussel, presidente del Nautilus Club, presso la
cui struttura abbiamo deciso di appoggiarci per le nostre immersioni. La
sabbia è nera e finissima. Denuncia chiaramente la sua origine vulcanica,
mentre la trasparenza Già nei primi metri notiamo una fantastica proliferazione di spugne di ogni forma e colore: specie incrostanti, a cuscinetto, a canna d'organo, ad orecchio d'elefante e a calice, tanto grandi da poterci entrare dentro. Il tutto in pochi metri quadrati di fondale. Più giù, grandi ventagli di gorgonie violette e gialle, in variazioni di colore che non ci sembra d'aver mai visto in altre parti nei Caraibi, ondeggiano dolcemente nella corrente. E tutt'intorno, numerosi, i pesci tipici della barriera corallina; nessuno dei quali si preoccupa della nostra presenza. Anzi, basterà tirare fuori dalla tasca del jacket un sacchettino di briciole di pane per essere imme-diatamente assaliti da una nuvola di questi coloratissimi e affamati amici pinnuti. Christian ci fa cenno di seguirlo: ci porta a vedere un fenomeno alquanto singolare. La natura vulcanica dell'isola non solo è evidente per certe caratteristiche dell'ambiente esterno di Guadalupa, ma è anche rivelata sott'acqua dalla presenza sul fondo di alcune sorgenti di acqua calda di natura sulfurea. Un piccolo «cratere» sul fondale, del tutto privo di vita, segna il luogo dove si trova una di esse. Si |
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In alto: un pesce angelo francese. Durante la notte i coralli duri si
espandono, gonfiandosi d'acqua ed estroflettendo i loro polipi alla |
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vede subito, dalla viscosità e dal tremolio dell'acqua lentamente sgorgante dal fondo, che qui temperatura e densità sono diverse. E un'occhiata al termometro della consolle conferma l'impressione: segna 29 gradi, quattro gradi di più della tempe-ratura dell'ambiente circostante. Ma su questi fondali subacquei intorno a Les Ilets Pigeon ciò che più colpisce è l'incredibile ricchezza e varietà della vita bentonica. Ricchezza e varietà che risultano ancora più evidenti effettuando un'immersione notturna. Ogni corallo molle sembra allora avere mille ospiti e, abbarbicati su di essi, ci sono stupendi gorgonocefali che estendono a ventaglio nel buio le loro cento braccia ramificate per catturare il plancton di cui si cibano. E quanti diversi tipi di riccio dai colori inimmaginabili si avventurano di notte fuori dai loro nascondigli diurni ! Le meravigliose immersioni sui fondali della «Riserva Cousteau» non debbono tuttavia farci tralasciare tutte le altre numerose cose interessanti e belle da vedere che ci offre Gua-dalupa. A cominciare dal vulcano della Souffrière, che merita una passeggiata fino al cratere, senza troppa fatica grazie alla strada panoramica che permette quasi di arrivare in auto sulla sommità. Ci sono poi da visitare alcune spettacolari cascate tra i monti, raggiungibili dopo affascinanti e lunghe camminate in piena foresta tropicale, e lo stupendo parco botanico di Trois Rivières, con i misteriosi geroglifici incisi nella roccia dagli antichi indiani Sarawak, primi abitanti di Guadalupa. Di dovere, per noi italiani, in questo cinquecen-tesimo anniversario della scoperta dell'America, il monumento a Cristoforo Colombo, eretto nel piccolo centro costiero di Ste. Marie, a ricordo dello sbarco che proprio in questa località di Guadaupa fece il navigatore genovese durante il suo storico viaggio.• |
Nella foto in alto il sole tramonta al
largo detta spiaggia di Malendure. |
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In immersione sui fondali della «Riserva Cousteau». Nella prima foto a sinistra: il faro del sub illumina un gruppo di gorgonari. Nella foto a lato: davanti ad una subacquea un pesce trombetta è ben mimetizzato lungo i rami di una gorgonia. |
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