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di Guido Picchetti e Marylise Giobellina |
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Ma anche chi ha maggiore interesse per le cose del passato ha di che essere soddisfatto. Proprio da Porto Pollo, percorrendo per cinque chilometri una strada che risale il fiume Taravo, si raggiunge infatti facilmente il sito archeologico di Filitosa, un luogo di straordinaria suggestione: qui sono sistemati con cura gli impressionanti Menhir, monumenti appartenenti alla civiltà |
Una delle ragioni che spiegano la
ricchezza di queste acque che |
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megalitica succeduta a quella neolitica e fiorita in Corsica tra il 3.500 e il 1.000 a.C. A Filitosa troviamo anche i resti di alcuni insediamenti dei Torriani, antichi abitanti corsi che qui si stabilirono tra il 1.500 e l'SOO a.C., e che secondo alcuni studiosi sarebbero gli stessi cui si deve la costruzione dei famosi nuraghi sardi. Altre vestigia preistoriche si trovano vicino a Levie, alcuni chilometri al di là della già citata Sainte Lucie de Tallano, al centro di una zona montagnosa oltremodo panoramica e spettacolare. Ma più delle bellezze terrestri ai nostri
lettori naturalmente interesseranno le bellezze subacquee offerte da
quest'area della Corsica. E da questo punto di vista proprio la piccola
marina di Porto Pollo, ancor più di Propriano, è il luogo di partenza ideale
per una serie di stupende e indimenticabili immersioni. Sono quelle
realizzabili sui cosiddetti Picchi di Porto Pollo, una serie di guglie
sommerse che si elevano dal fondale profondo tutt'intorno alla punta
rocciosa che del paesino corso prende appunto il nome, protendendosi verso
il largo al centro del Golfo di Valinco. Qui la particolare situazione
morfologica dei fondali contribuisce a rendere oltremodo ricco l'ambiente
sottomarino, con un'abbondanza di pesci di ogni specie nelle acque
circostanti che ha del sorprendente e che motiva la costante presenza di
numerosi cormorani sugli scogli affioranti qua e là tra le guglie. Ci
troviamo infatti in una zona costiera molto prossima al bordo della
piattaforma continentale, le cui pareti strapiombano verso profondità
abissali appena fuori del Golfo di Valinco. Le correnti ascensionali che si
creano sistematicamente lungo questo ciglio favoriscono il cosiddetto «upwelling»,
come viene chiamato in termini oceanografici tale fenomeno, grazie al quale
sono portate verso l'alto acque ricchissime di plancton e di altre sostanze
nutritive, capaci di favorire l'insediamento di una variata e abbondante
fauna sia bentonica che pelagica. |
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Occhiate, tanute, saraghi fasciati e dentici circondano i |
Già in superficie nella zona dei Picchi di Porto Pollo ammirare il passaggio di delfini, globicefali e di altri mammiferi marini è una possibilità tutt'altro che rara. Ma poi è sott'acqua che lo spettacolo diventa affascinante e indimenticabile, uno dei migliori che il nostro Mediterraneo ci possa offrire, per varietà di colori e di scenari. Nell'acqua azzurra e chiara i grossi picchi di granito, salendo da profondità di tutto rispetto che nelle guglie più esterne facilmente superano i settanta/ottanta metri, si protendono verso l'alto arrivando fin quasi in superficie, sottilmente stagliati verso il chiarore azzurro della luce del sole. Avvicinandoci in immersione, le loro slanciate masse scure rivelano tutta la ricchezza del substrato che ricopre a tappeto le superfici rocciose. C'è di tutto: spugne incrostanti dai colori intensi e vivaci; pareti fiorite di gialli parazoanthus; tunicati di tante specie e colori diversi. Ma il «la» sui Picchi è dato, già a partire dai 15 metri di fondo, dai grossi ventagli di rosse paramuricee che si allungano, tutt'intorno alle guglie, con i polipi quasi sempre spettacolarmente espansi alla ricerca del cibo particellato trasportato dalle costanti correnti che percorrono la zona. La zona dei Picchi di Porto Pollo è ormai una meta d'immersione abituale per i subacquei della zona, e lo testimonia la presenza costante di imbarcazioni da sub ancorate nella zona. Tuttavia la morfologia del fondale consente l'immersione contemporanea a gruppi differenti di sub senza che essi si disturbino reciprocamente, essendo possibile distribuire le discese sui vari picchi, caratterizzati tra l'altro da sommità a quote diverse, variabili tra i 7 e i 20 metri. Questa abituale frequentazione da |
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Le guglie più esterne dei Picchi superano gli ottanta
metri e le loro superfici sono ricoperte a tappeto |
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parte dei sub ha anzi offerto con il tempo un motivo di interesse in più, favorendo un atteggiamento decisamente amichevole di tutta l'abbondante popolazione pinnuta che popola la zona e che appena sente il rumore delle bolle dei sub in arrivo si avvicina senza timore alcuno, nella speranza quasi mai disattesa di qualche buon bocconcino portato dai visitatori. Una popolazione costituita da occhiate, tanute, donzelle, saraghi fasciati, saraghi pizzuti, dentici, che contornano i subacquei in un numero incredibile rendendo addirittura difficoltose con la loro invadenza eventuali riprese fotosub. E poi più in giù ci sono gli affascinanti scenari profondi: splendide arcate sommerse, con i tetti colonizzati da tanti organismi. La gialla Leptosamnia Pruvoti, con i polipi in piena estensione, ne ricopre tutte le parti in ombra, mesco- |
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landosi ad arancioni spugne incrostanti e a bianchi ciuffi di fragili serpulidi. E c'è anche il Corallium Rubrum, il prezioso corallo rosso, qui ancora particolarmente abbondante nonostante le sporadiche razzie di qualche sub sconsiderato che vuoi farla in barba alla severa legge francese che pure prevede il totale rispetto di tale organismo su tutti i fondali della Corsica, che siano o no una zona protetta. • |
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