NB. - In questa serie sono compresi alcuni
dei tanti servizi foto-giornalistici che illustrano esperienze di viaggi
subacquei all'estero, da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO".
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LE VERGINI USA,
Al confine tra il mar dei
Caraibi e l'Oceano Atlantico ci sono le U.S. Virgin |
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Qui però, sulla spiaggia privata del Limetree Beach Hotel, sono abituate alla presenza umana e addirittura vengono a prendere qualche bocconcino prelibato dalle mani, se uno ha la pazienza di aspettare che si decidano. Così, a contatto con queste iguane ci sembra quasi di essere alle Galapagos... E invece ci troviamo alle isole Vergini, U.S. Virgin Islands, un frastagliato e verdeggiante arcipelago composto da circa 50 isole di origine vulcanica situato ad un centinaio di chilometri ad est di Portorico e facente parte della barriera naturale che divide il mar dei Caraibi dall'Oceano Atlantico. Le tre maggiori di queste isole, St. Croix, St. Thomas e St. John, appartengono, assieme ad alcuni isolotti minori, agli Stati Uniti di America, a loro ceduti nel 1917 dalla Danimarca, per 25 milioni di dollari. Il re- |
Nella foto d'apertura un tipico
panorama dell'isola verdeggiante di St. Thomas. |
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sto dell'arcipelago appartiene invece al Regno Unito
Britannico (British Virgin Islands. Queste isole furono scoperte nel 1493 da Cristoforo Colombo durante il suo secondo viaggio alla scoperta del «Nuovo Continente», e fu proprio lui a battezzarle «isole Vergini» per la loro bellezza incontaminata. Vedendo per la prima volta l'isola di St. Thomas il grande navigatore genovese scriveva nel suo diario ...«è una delizia per l'occhio quest'isola, molto montagnosa e coperta di un manto verde fino al mare». E così, ancora oggi è rimasta. Bellissime spiagge di bianca sabbia corallina separano un mare azzurro e trasparente da una fitta e lussureggiante vegetazione tropicale, ricca di svariate forme di fauna e di flora esotiche. Le isole Vergini, oltre all'interesse puramente geografico e naturalistico, hanno un particolare fascino grazie anche alle loro vicende storiche. Nel XVII e XVIII secolo esse costituivano un rifugio ideale per pirati e corsari che depredavano i ricchi vascelli in partenza per l'Europa. Tra essi ci fu anche il famigerato «Black-beard», avido consumatore, sembra, del rhum delle isole Vergini, che era solito sorseggiare nelle ore di calma tra una scorribanda e l'altra, ravvivando il tipico liquore di queste zone addirittura con l'aggiunta di polvere da sparo. Le Vergini furono poi contese fra le varie potenze colonizzatrici del Nuovo Mondo che, per poterne sfruttare le risorse naturali e mandare avanti le piantagioni, importarono schiavi africani in gran numero. Liberati nel corso del diciannovesimo secolo, gli schiavi rimasero però nelle isole, imparentandosi con gli indigeni, gli indiani caraibici, e formando così l'attuale popolazione di sangue misto. Queste origini africane sono chiaramente riconoscibili sia nell'aspetto fisico dei locali che nella loro musica. E anche nelle loro feste rituali, che sono di importanza vitale per questa gente. Nei loro Carnevali si intravede poi il vecchio rito tribale mutuato dall'influenza del cristianesimo dei colonizzatori. |
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Il colore locale, perciò, non manca certo alle isole Vergini. Ma ciò che conta per noi subacquei è che le bellezze per così dire «terrestri» di queste isole sono ottimamente uguagliate dal fascino dei suoi fondali, a differenza di tanti luoghi incantevoli all'esterno, cui poi non corrisponde ciò che si nasconde sotto la superficie del mare. Oppure, all'opposto, di certi paradisi subacquei che presentano poi sopra il livello del mare delle lande deserte... Qui invece, per la gioia di tutti, subacquei e non subacquei, l'ambiente e stupendo sia sopra che sotto il mare. Innanzitutto le Virgin Islands godono di
un clima particolarmente favorevole tutto l'anno, con l'acqua del mare che
non scende mai al di sotto dei 24 gradi. I fondali sono belli, interessanti
e vari, e sono da esplorare sia con le bombole che in apnea, con tanti
organismi che vivono anche in poca acqua. Tant'é vero che in un'indagine
svolta e pubblicata da «Skin Diver», la rivista subacquea che vanta la
maggiore diffusione al mondo, le isole Vergini sono risultate una delle più
richieste mete nel mondo per l'attività subacquea, proprio «per l'enorme
varietà di scenari sottomarini che sono in grado di offrire». Ancora diversa è St. John, forse la più bella dal punto di vista naturale. È la terza isola delle Vergini americane e la si può raggiungere in venti minuti con un traghetto da St. Thomas. |
Una caratteristica di questi fondali
sono le spugne: se ne trovano di tutti i colorì |
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Per oltre due terzi della sua superficie è parco nazionale sia sopra che sotto la superficie dell'acqua: un ambiente naturale stupendo, che la presenza dell'uomo non ha che in minima parte intaccato e che vale davvero la pena di visitare... sotto tutti i punti di vista. • |
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copyright Guido Picchetti - 26/6/2009