da "IL SUBACQUEO" / Aprile 1989

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei tanti servizi foto-giornalistici che illustrano esperienze di viaggi
subacquei all'estero,  da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO".


foto G. Picchetti

LE  VERGINI  USA,
un paradiso terrestre e subacqueo

Al confine tra il mar dei Caraibi e l'Oceano Atlantico ci sono le U.S. Virgin
Islands, un arcipelago dove la bellezza della natura incontaminata delle isole
si rispecchia in acque con fondali affascinanti. L'attività subacquea
è quindi molto sviluppata, grazie anche ai numerosi
centri d'immersione presenti.

di Brigitte Cruickshank e
Guido Picchetti
 

a spiaggia di fine sabbia candida è accarezzata da una piacevole brezza marina che fa sussurrare le fronde delle palme protese verso l'acqua. Il sole ormai non scotta più e presto farà esplodere nel ciclo i colori di un tramonto tropicale. D'un tratto sentiamo un fruscio lento tra gli alberi attorno allo stagno alle nostre spalle. Sono le iguane che scendono a terra per cercare cibo. Passano le ore più calde della giornata a sonnecchiare distese sui rami alti degli alberi, dove l'ombra e le loro incredibili qualità mimetiche le rendono invisibili. Sembrano davvero dei mostri preistorici con le loro fantastiche «criniere» e i movimenti goffi. Eppure riescono a spostarsi con una velocità sorprendente se allarmate.

Qui però, sulla spiaggia privata del Limetree Beach Hotel, sono abituate alla presenza umana e addirittura vengono a prendere qualche bocconcino prelibato dalle mani, se uno ha la pazienza di aspettare che si decidano. Così, a contatto con queste iguane ci sembra quasi di essere alle Galapagos... E invece ci troviamo alle isole Vergini, U.S. Virgin Islands, un frastagliato e verdeggiante arcipelago composto da circa 50 isole di origine vulcanica situato ad un centinaio di chilometri ad est di Portorico e facente parte della barriera naturale che divide il mar dei Caraibi dall'Oceano Atlantico. Le tre maggiori di queste isole, St. Croix, St. Thomas e St. John, appartengono, assieme ad alcuni isolotti minori, agli Stati Uniti di America, a loro ceduti nel 1917 dalla Danimarca,  per 25 milioni di dollari.  Il re-

Nella foto d'apertura  un tipico panorama dell'isola verdeggiante di St. Thomas.
 Le sue acque offrono scenari ricchi di flora e fauna, grotte e canyon subacquei. Terre e mari di sogno in queste isole, che ospitano creature affascinanti come le iguane, «mostri» mansueti, (foto in basso  a sinistra), e pesci dai bellissimi
colori come i Pomacanthus (foto sopra).

sto dell'arcipelago appartiene invece al Regno Unito Britannico (British Virgin Islands.

Queste isole furono scoperte nel 1493 da Cristoforo Colombo durante il suo secondo viaggio alla scoperta del «Nuovo Continente», e fu proprio lui a battezzarle «isole Vergini» per la loro bellezza incontaminata. Vedendo per la prima volta l'isola di St. Thomas il grande navigatore genovese scriveva nel suo diario ...«è una delizia per l'occhio quest'isola, molto montagnosa e coperta di un manto verde fino al mare». E così, ancora oggi è rimasta. Bellissime spiagge di bianca sabbia corallina separano un mare azzurro e trasparente da una fitta e lussureggiante vegetazione tropicale, ricca di svariate forme di fauna e di flora esotiche.

Le isole Vergini, oltre all'interesse puramente geografico e naturalistico, hanno un particolare fascino grazie anche alle loro vicende storiche. Nel XVII e XVIII secolo esse costituivano un rifugio ideale per pirati e corsari che depredavano i ricchi vascelli in partenza per l'Europa. Tra essi ci fu anche il famigerato «Black-beard», avido consumatore, sembra, del rhum delle isole Vergini, che era solito sorseggiare nelle ore di calma tra una scorribanda e l'altra, ravvivando il tipico liquore di queste zone addirittura con l'aggiunta di polvere da sparo.

Le Vergini furono poi contese fra le varie potenze colonizzatrici del Nuovo Mondo che, per poterne sfruttare le risorse naturali e mandare avanti le piantagioni, importarono schiavi africani in gran numero. Liberati nel corso del diciannovesimo secolo, gli schiavi rimasero però nelle isole, imparentandosi con gli indigeni, gli indiani caraibici, e formando così l'attuale popolazione di sangue misto. Queste origini africane sono chiaramente riconoscibili sia nell'aspetto fisico dei locali che nella loro musica. E anche nelle loro feste rituali, che sono di importanza vitale per questa gente. Nei loro Carnevali si intravede poi il vecchio rito tribale mutuato dall'influenza del cristianesimo dei colonizzatori.

Il colore locale, perciò, non manca certo alle isole Vergini. Ma ciò che conta per noi subacquei è che le bellezze per così dire «terrestri» di queste isole sono ottimamente uguagliate dal fascino dei suoi fondali, a differenza di tanti luoghi incantevoli all'esterno, cui poi non corrisponde ciò che si nasconde sotto la superficie del mare. Oppure, all'opposto, di certi paradisi subacquei che presentano poi sopra il livello del mare delle lande deserte... Qui invece, per la gioia di tutti, subacquei e non subacquei, l'ambiente e stupendo sia sopra che sotto il mare.

Innanzitutto le Virgin Islands godono di un clima particolarmente favorevole tutto l'anno, con l'acqua del mare che non scende mai al di sotto dei 24 gradi. I fondali sono belli, interessanti e vari, e sono da esplorare sia con le bombole che in apnea, con tanti organismi che vivono anche in poca acqua. Tant'é vero che in un'indagine svolta e pubblicata da «Skin Diver», la rivista subacquea che vanta la maggiore diffusione al mondo, le isole Vergini sono risultate una delle più richieste mete nel mondo per l'attività subacquea, proprio «per l'enorme varietà di scenari sottomarini che sono in grado di offrire».

Ad esempio intorno a St. Croix, una delle tre isole che formano le U.S. Virgin Islands, i fondali incominciano dalla costa con un ampio pianoro sommerso, ricoperto da molli coralli ondeggianti nella corrente e punteggiato frequentemente da ammassi madreporici popolati da una fauna ittica abituata alla presenza umana, e quindi facilmente avvicinabile. Il pianoro finisce poi con una stupenda parete a strapiombo colonizzata da grossi cespugli di corallo nero e da lunghe spugne a canna d'organo di svariati colori. A St. Thomas invece, un'altra isola delle Vergini americane, lo scenario sottomarino cambia totalmente aspetto: ci sono scogli, grotte e numerosi canyon subacquei, con grande ricchezza di flora e di fauna, in un'acqua che offre mediamente 25/ 30 metri di visibilità. E non mancano poi i relitti su varie profondità.

Ancora diversa è St. John, forse la più bella dal punto di vista naturale. È la terza isola delle Vergini americane e la si può raggiungere  in  venti  minuti  con un traghetto  da St. Thomas.

Una caratteristica di questi fondali sono le spugne: se ne trovano di tutti i colorì
e dalle forme più disparate. Le spugne incrostanti coloratissime offrono molte soddisfazioni per chi ama la macrofotografia subacquea

Per oltre due terzi della sua superficie è parco nazionale sia sopra che sotto la superficie dell'acqua: un ambiente naturale stupendo, che la presenza dell'uomo non ha che in minima parte intaccato e che vale davvero la pena di visitare... sotto tutti i punti di vista. •

Tutte le informazioni utili sulle Virgin Islands

Clima: particolarmente favorevole e soleggiato in ogni periodo dell'anno. Le temperature variano tra i 25 gradi di media invernale e i 28 di media estiva.

Documenti necessari: passaporto in corso di validità con visto USA. Valuta corrente: Dollaro USA. Corrente elettrica: 110 volts a 60 Herz.

Attività sportive: sub, vela, tennis, equitazione e, in certe zone, pesca sportiva.

Come arrivarci: da New York con frequenti voli non-stop dell'American Airlines per St. Thomas e St. Croix (uffici in Italia: a Roma, in via Sicilia 46, e a Milano in Piazza della Repubblica 38). C'è inoltre la Eastern Airlines che fa rotta diretta su St. Thomas da Miami.

Consigli pratici: pur essendo territorio degli Stati Uniti, si guida l'automobile sulla sinistra, per eredità dei danesi colonizzatori. Tutta la zona è porto franco, un vero paradiso per lo shopping, (eccezionale per i fotosub). Attenzione al sole, che non perdona anche se lì per lì non sembra scottare grazie alle piacevoli brezze marine che contengono le temperature  su valori medi.  Per la stessa ragione,  gli  ap-

passionati di fotografia e video ripresa faranno bene ad evitare le riprese tra le 11 del mattino e le 15 del pomeriggio, data l'eccessiva verticalità dei raggi solari.

Per ulteriori informazioni: scrivere all' «United States Virgin Islands Division of Tourism», P.O.Box 471269, Miami, FL 33125 USA, specificando se si è subacquei per avere tutte le informazioni specializzate. L'ente provvede a mandare un opuscolo in merito a chiunque lo richieda.

Alberghi e centri immersione: esistono possibilità di sistemazione logistica per tutti i gusti e per tutte (o quasi) le tasche, dall'albergo e dallo yacht di gran lusso agli appartamentini autonomi in residence, fino al campeggio.

Attività subacquee: per il diving, quasi tutti gli alberghi hanno propri centri di immersione, ma ve ne sono anche di indipendenti. Per l'atmosfera raccolta e la stupenda posizione, raccomandiamo in particolare un albergo di medio-alto livello, a St. Thomas, il «Bolongo Bay Hotel». Il proprietario è subacqueo egli stesso, ed ha anche una bellissima barca «live-aboard» attrezzata di tutto punto per delle crociere subacquee tra le isole.


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copyright Guido Picchetti - 26/6/2009