da "IL SUBACQUEO" / Gennaio 1989

NB. - In questa serie sono compresi alcuni dei tanti servizi foto-giornalistici che illustrano esperienze di viaggi
subacquei all'estero,  da me realizzati per la rivista "Il SUBACQUEO".


foto G. Picchetti


LA CITTA' DELLE RAZZE

Sino a pochi anni fa le razze erano considerate dei pesci pericolosi,
quasi dei mostri. Adesso però la loro «cattiva reputazione» sta cambiando,
e in alcune località delle isole Cayman ci si può immergere
in compagnia di questi animali.

di Brigitte Cruickshank e
Guido Picchetti
 

qualo piatto»: è questo uno dei nomi comuni dato generalmente alle razze. E la parola «squalo», per le connotazioni in essa comprese, alla stragrande maggioranza di noi esseri umani incute paura. Non vogliamo discutere qui quanto questa paura degli squali sia giustificata o meno. Il fatto è che esiste. Si sa inoltre che certe razze, e in particolare quelle più comunemente indicate come trigoni, sono munite di un'arma sulla coda che può infliggere delle ferite laceranti. Si tratta di un lungo aculeo situato a due terzi della coda che può raggiungere anche 30 centimetri di lunghezza e che contiene una tossina capace di provocare dolori intensissimi quando viene iniettata nei tessuti di un eventuale aggressore. Un animale da cui è meglio stare alla larga, insomma. Ma vogliamo parlarvi proprio di una di queste specie di razze: la «Dasyatis americana» o «Southern  stingray»  (letteralmente  razza

Foto d'apertura: si gira un video sulle razze di Grand Cayman Island, dove (foto sopra)
le razze accettano ben volentieri il cibo dalle mani dei sub, avvicinandosi senza alcun timore

che punge), come viene comunemente chiamata in America, parente stretta del nostro trigone mediterraneo, la «Dasyatis pastinaca».

La primavera scorsa abbiamo avuto l'opportunità di vivere un'esperienza indimenticabile nelle acque delle isole Cayman, nel mar dei Caraibi, con una quindicina di queste «temibili» razze che ci ruotavano attorno in una specie di balletto acquatico, senza mai dare il pur minimo segno di aggressione! Siamo scesi con due sub che chiaramente mostravano la loro paura per l'incontro, ma i pericolosi animali si sono comportati tutti amichevolmente, tenendo i loro aculei seghettati in posizione di riposo, ben incollati alle proprie code. Eppure quanti altri animali ci sono che invece attaccano se captano le vibrazioni emesse dalle persone impaurite !

Ricordo che già prima di avere avuto il tempo di indossare le attrezzature, vedemmo dall'alto, in trasparenza sul fondo, delle forme scure arrivare da lontano. E quando scendemmo in acqua le razze erano lì ad attenderci sotto la barca. Demmo loro dei piccoli pescetti da mangiare e si lasciarono tranquillamente accarezzare. La parte superiore, grigia, dei loro corpi ci appariva grezza e bitorzoluta, ma la superficie inferiore era bianca e liscia come seta. Ad un certo punto dell'immersione e contammo. Ce n'erano quindici a «svolazzarci» intorno: che emozione !

Ci sono due posti dove un subacqueo può essere sicuro di vivere l'emozione di un incontro con queste affascinanti creatu-

re, potendo contare su di una qualificata assistenza logistica. Il primo luogo ad essere stato per così dire «scoperto», è noto da tempo come «Stingray City» ovvero «La città delle razze». Sta nella zona del North Sound di Gran Cayman Island. Qui, uno dei divemaster che lavorava portando regolarmente subacquei in acqua da quelle parti, aveva preso l'abitudine a fine immersione di fermarsi all'interno del «sound» per farsi un bagno ristoratore e consentire ai suoi ospiti un po' di «snorkelling» prima di rientrare in porto. Una volta notò delle razze in prossimità della sua barca. La cosa gli sembrò alquanto insolita perché già è abbastanza raro incontrare una razza nuotando di giorno in acqua libera, figuriamoci vederne tante così in gruppo in una baia sabbiosa riparata all'interno del reef! Cominciò allora a portarsi appresso del pesce per dar loro da mangiare, pesce che all'inizio buttava semplicemente in acqua dalla barca, dopo aver dato due o tre accelerate di motore per segnalare «alla Pavlov» il suo arrivo in zona (Pavlov fu un famoso scienziato sovietico che condusse una serie di esperimenti con i suoi cani sui riflessi condizionati degli animali). Successivamente il divemaster di Grand Cayman iniziò a scendere in acqua per dare il cibo direttamente alle razze, riuscendo finalmente ad abituarle a venirselo a prendere addirittura dalle sue mani.

L'altro luogo dove un subacqueo può vedere un assembramento di razze si trova non più nel mar dei Caraibi, ma a sud-est di Miami, nei pressi di New Providence Island nelle Bahamas. Qui il luogo di incontro con questi animali è stato soprannominato «The Runway», dalle parole dei due divemaster che lo hanno scoperto: «... il vederle (le razze) in quella specie di canalone di

In alto, una delle barche costruite per i centri diving alle Cayman.

sabbia, lungo e stretto tra due pareti di corallo, era come stare sulla pista di un aeroporto (in inglese appunto «runway») a guardare gli aerei che arrivano e decollano». I due si erano imbattuti per caso nelle razze, mentre cercavano nuovi punti interessanti per le immersioni organizzate dal noto centro subacqueo «Divi» di Peter Hughes presente sull'isola. Quando tornarono la seconda volta in quel punto, trovarono nuovamente un buon numero di razze, le quali però si allontanarono. Con pazienza allora i due giovani cercarono di abituare le razze alla loro presenza in acqua. Pian piano riuscirono ad avvicinarle, arrivando a togliere loro da dosso la sabbia, mentre giacevano semisepolte sul fondo, sventolando la mano con cautela per non lasciarle scappare. Fatto questo cominciarono a toccare ed accarezzare le razze che pian piano lasciarono fare. E adesso anch'esse vengono a prendere tranquillamente il cibo dalle loro mani.

Il comportamento inaspettatamente socie-vole di queste razze ha fatto notizia, tanto che adesso molti scienziati americani si stanno interessando al fenomeno. Anche perché le razze fino ad oggi non sono state mai considerate né degli animali particolarmente sociali, né dotate di grande intelligenza. C'è chi ritiene  che  questi  assembramenti  di animali  solita-mente non gregari siano dovuti principal-mente ad opportunismo, che si formino cioè là dove ci sia una facile fonte di alimentazione. A New Providence, infatti, la presenza di quel nutrito gruppo stanziale di razze si pensa motivata dal fatto che i pescatori locali da anni usavano estrarre la prelibata carne dalle conchiglie «conch», buttando in mare i resti di cui le razze si cibavano. Così come a Gran Cayman sembra che la presenza delle razze di «Stingray City» sia dovuta principalmente al cibo facile portato dai pescatori che fino

I fondali intorno alle isole Cayman sono protetti da diversi anni e qui
si possono vivere momenti di intensa intimità con altri pesci.

a qualche tempo  in quel punto pulivano  abitualmente  le proprie reti,  al riparo dei frangenti che rompevano sull'esterno del reef.

Ma ci sono anche alcuni studiosi che ritengono che un'approfondita analisi del fenomeno rivelerà ben diverse motivazioni. Sono stati scoperti infatti nelle Bahamas altri luoghi dov'è possibile osservare regolarmente nutrite colonie di razze: uno in particolare è a Bimini e altri due si trovano nei fondali di Grand Bahama Island. E proprio a Bimini un noto ittiologo, esperto di comportamento degli squalidi, ha avviato un apposito programma di studio in merito. Aveva già osservato e studiato a lungo il comportamento delle razze, incluso il corteggiamento e la ricerca del cibo in assenza di apporto umano, in una specifica zona dell'isola, dove si trovano sempre insieme dai trenta ai cinquanta animali di questa specie. Adesso lo studioso sta seguendo i loro spostamenti mediante la telemetria ultrasonica e spera di ottenere le risposte alle tante domande che vanno via via formandosi sul conto di questi affascinanti animali dimostratisi non più così pericolosi come si riteneva, ma anzi, se non provocati, decisamente mansueti. •

Lo superficie inferiore del corpo delle razze è bianca e liscia, a differenza di quella superiore grigia e ruvida. Hanno la bocca situata nella parte inferiore del corpo e gli occhi sopra,
per cui non risulta loro sempre facile centrare il pezzo di pesce che gli viene offerto.

Dove le immersioni fra le razze

Per raggiungere le Cayman Islands, tre isole calcaree situate a Sud di Cuba, nel mar dei Caraibi, bisogna volare a Miami dove si cambia per prendere un aereo della Cayman Airways per Grand Cayman, a circa un'ora di volo. Lì ci sono numerose possibilità sia di alloggio (dall'albergo di lusso all'appartamento «self-catering» nei numerosi condomini), sia di scelta di organizzazioni preposte alla subacquea.

Per il «diving» raccomandiamo comunque il centro sub di Martin Sutton, «Fisheye», (P.O. Box 2123, Grand Cayman, BWI, tel. 947-4209), ideale soprattutto per gli appassionati di foto e video. Ma i fondali delle Cayman Islands offrono ben altro al di là delle razze: sono ricchissimi di tutti gli organismi  marini,  stanziali e non.  Essendo  poi  le  acque

intorno  a  tutte e tre le isole severamente protette da anni, molti dei pesci sono facilmente avvicinabili. Natu-ralmente non è il luogo ideale per i patiti della pesca-sub.

Per arrivare invece a New Providence Island c'è la Bahamas-air che ha frequenti voli da Miami e da Fort Lauderdale in Florida. Ad «ammaestrare» le razze ci ha pensato il diving «Dive South Ocean» del gruppo Divi/Peter Hughes. Questo l'indirizzo: Divi Hotels Marketing Inc., 54 Gunderman Rd., Ithaca, New York 14850, tel. 607-277-3484. La zona è inoltre famosa per la limpidezza delle sue acque, per i suoi relitti e per le spettacolari pareti a strapiombo, ed è stata scelta più volte per la sceneggiatura di vari film sub, quali «Cocoon», «Splash», e uno della serie 007.


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copyright Guido Picchetti - 27/6/2009