da "IL SUBACQUEO" / Ottobre 1985

 

Novità editoriali


IMPARIAMO A FOTOGRAFARE

di  Guido Picchetti

Un nuovo volume per arricchire la biblioteca di ogni sub:
si tratta del libro "Manuale della fotografia subacquea"
a firma dei notissimi Guido Picchetti e Gaetano "Ninì" Cafiero.
Presentato al pubblico in occasione del
Salone Internazionale Nautico di Genova del 1985, veniva  dato
in omaggio a chi si abbonava a "Il Subacqueo"

 

Nell'apprendimento delle tecniche subacquee (ma non solo di queste), ciò che conta, si sa, non è tanto la teoria, ma soprattutto la pratica e l'esperienza diretta. Imparare, ad esempio, ad immergersi solo con l'ausilio di un libro, facendo a meno della guida e dell'assistenza di un istruttore durante le prime esercitazioni pratiche in acqua, non solo non è molto pratico (ve l'immaginate un sub sott'acqua con un manuale in mano a cercare di capire come deve fare a rinfilarsi in bocca l'erogatore senza l'acqua presente all'interno?), ma può essere anche estremamente pericoloso. E a nessun autore di manuale di immersione verrebbe mai in mente di consigliare il suo testo, per quanto completo e ben fatto, come unico e valido ausilio per imparare ad immergersi da soli.

Nella  fotografia  subacquea,  però,  il

 La foto di copertina del volume «Manuale di fotografia subacquea», ultima «fatica» della Casa editrice La Cuba,
a cura di Guido Picchetti e Nini Cafiero Inelle foto in alto).

di scorso può essere leggermente diverso e troviamo, per così dire, una eccezione alla suddetta regola. Resta pur sempre il massimo valore all'esperienza diretta e alla pratica personale, ma indubbiamente un sub che voglia iniziare ad impegnarsi nell'affascinante settore delle riprese subacquee può anche curare da solo il proprio apprendistato e la sua formazione fotosub, arrivando prima o poi a dei risultati sufficientemente validi.

Certamente, facendo a meno di certe indicazioni e di certi aiuti (quali quelli, ad esempio, che si possono ricevere seguendo dei buoni corsi specializzati nella materia o da amici già esperti fotosub), la strada da percorrere è notevolmente più lunga. E non soltanto: ci sono anche dei rischi. Non tali, in verità, da mettere a repentaglio la sicurezza del sub in immersione, ma rischi che pur sempre converrebbe cercare di evitare.  Quali  sono  questi  rischi? È

Una bellissima macrofotografia che sfrutta appieno la grande resa cromatica della Kodachrome 25 Asa,
una pellicola particolarmente adatta alle riprese subacquee ravvicinate.

presto detto. C'è anzitutto, di fronte agli inevitabili e a volte perduranti insuccessi, quello di perdere ogni entusiasmo per la fotografia subacquea, che pure tanto ci aveva attirato per il desiderio e la speranza di poter far vedere ad amici e parenti le bellezze che l'ambiente subacqueo ogni volta dischiudeva ai nostri occhi, nel corso delle nostre immersioni.

Da ciò l'importanza di un buon libro per la fotosub. Un libro da acquistare e da leggere ancora prima di iniziare a praticare la fotografia subacquea, per potersi, con coscienza e conoscenza, orientare nell'acquisto della prima attrezzatura fotografica subacquea, e sapere come meglio comportarsi nelle prime esperienze pratiche in mare o in piscina per avere maggiori probabilità di validi risultati. Ma anche un libro che sappia dare validi consigli per il prosieguo dell'attività fotosub, che aiuti a spiegare e ad evitare certi errori tanto comuni nella fotografia subacquea,  a volte banali,  a volte inspiegabili, consentendo di

far tesoro delle esperienze fatte dagli autori in anni e anni di attività in questo settore. Tutto questo è o vuol essere il «Manuale della fotografia subacquea» che la casa editrice de «II Subacqueo» ha voluto quest'anno pubblicare in occasione del Salone Nautico di Genova, e che il sottoscritto, aiutato in modo essenziale dalla piacevole e scorrevole penna di Nini Cafiero (anche egli fotosub di valore) ha finalmente tirato fuori, dopo aver messo a frutto tutte le sue esperienze maturate in anni di attività anche didattica nel settore della fotografia subacquea, avvalendosi a suo tempo dei contributi preziosi di tanti suoi amici fotosub (Victor De Sanctis, Vittorio Bellucco, Francesco Martini, e altri ancora), tutti amici che desidera qui cogliere l'occasione di ringraziare pubblicamente.

Qui a seguire i lettori troveranno alcuni stralci tratti dal nuovo volume: si tratta del modo migliore per rendersi conto dell'importanza dell'opera.

II gioco delle linee

Per produrre una buona immagine, un fotografo ha due momenti a sua disposizione: il primo, quando preme il pulsante di scatto; il secondo, quando sceglie a tavolino tra le tante foto fatte quelle che egli ritiene più rispondenti alla loro destinazione finale.

Prendiamo in considerazione due foto scattate dalla stessa persona nella stessa occasione con uno stesso soggetto, entrambe tecnicamente riuscite. Le minime differenze tra una immagine e l'altra consistono presumibilmente in un'angolatura di ripresa leggermente diversa. Eppure, una delle due foto piacerà al suo autore decisamente più dell'altra; e questo suo giudizio sarà condiviso da molti altri che esamineranno in seguito le due fotografie.

Un'analisi a posteriori dì questo tipo, alla ricerca di quegli elementi che fanno la «bella» foto, non è fine a se stessa, specialmente per il fotografo

In alto un'immagine realizzata da Guido Picchetti a luce ambiente nelle trasparentissime acque di Giannutri.
In basso a sinistra i riflessi della superficie sfruttati sapientemente in un palmo d'acqua e, a destra, un
buon sistema per far avvicinare un branco di donzelle, offrendo loro un lauto pasto a base di... ricci.

subacqueo. Perché la conoscenza di quelle che sono le regole base della composizione, oltre ad aiutare il fotografo a scegliere con consapevolezza e immediatezza le buone foto tra le tante scattate apparentemente simili, lo avvantaggerà anche nella fase di ripresa, portandolo gradualmente a ricercare istintivamente, ma anche sistematicamente, l'applicazione, nelle sue foto, di certi principi estetici. E questo ha particolare importanza in un ambiente come quello subacqueo che, se da un lato comporta le notevoli difficoltà di ordine tecnico che abbiamo esaminato,  dall'altro consente al fotografo possibilità

espressive molto numerose, soprattutto grazie alla mobilità «a tre dimensioni» di cui il fotosub può godere, e che si traduce in una vastissima possibilità di scelta di angoli di ripresa. Più che di regole di composizione dell'immagine, si può parlare di principi ispiratori, in quanto c'è anche da dire che in materia di estetica e di composizione è molto difficile (se non impossibile) enunciare ventà assolute. Ogni norma estetica può trovare un esempio figurativo valido che sembra decisamente contraddirla...».

Tecniche e creatività

Una pellicola, per bianco e nero o per stampa a colori, oppure per diapositiva, non è altro che il supporto sul quale il fotografo «scrive con la luce». Come un foglio di carta, la pellicola può essere impressionata soltanto dalla luce che passa attraverso un normale obiettivo, e registrare quel che il fotografo e la macchina fotografica hanno effettivamente visto; e così la carta usata per la stampa finale dell'immagine. La pellicola può registrare anche immagini distorte o dai colori innaturali, sempreché l'obiettivo attraverso il quale essa riceve la luce sia stato «ingannato» con filtri speciali che lo «obbligano» a vedere una realtà contraffatta. Infine la pellicola può essere sottoposta in laboratorio a incredibili manipolazioni chimiche che possono portarla a esprimere immagini finali stravolte rispetto a quelle che l'hanno

 

 

 

La composizione dell'immagine, al momento dello scatto o in fase di proiezione, è fondamentale ai fini
di una resa ottimale agli occhi dello spettatore. A sinistra, ad esempio, si è fatto uso di uno
speciale telaietto da proiezione con una «maschera» tonda che focalizza l'attenzione al centro; in basso un
«taglio» realizzato in ripresa, mettendo in risalto gli splendidi occhi della modella; a destra, infine, i
due sub raccordano gli angoli opposti del fotogramma creando una piacevole «diagonale».

impressionata al momento dello scatto. Secondo un dizionario della lingua italiana, la creatività è la capacità produttiva della ragione o della fantasia. Con le attrezzature fotografiche moderne anche una scimmia può fare una fotografia tecnicamente valida: basta puntare la macchina fotografica e fare «clic», al resto pensa l'esposizione automatica, e perfino la messa a fuoco automatica. Ma una fotografia così ottenuta è soltanto registrazione passiva della realtà, priva di validità espressiva. Dunque, per esprimersi, per creare, il fotografo deve saper  vedere  e saper rendere  quel che ha visto e il modo

in cui l'ha visto. Nel mondo subacqueo, però, per ragioni che non è qui il caso di approfondire, foto creativa è diventata sinonimo d'una foto diversa, e quel che è peggio d'una diversità ottenuta ricorrendo a tormentati artifici, realizzati in fase di ripresa o in laboratorio, più per sorprendere e meravigliare l'osservatore che per comunicargli le personali sensazioni dell'autore. Durante la ripresa, questa creatività si manifesta inserendo, per esempio, in un ambiente artefatto elementi estranei.

 
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copyright Guido Picchetti - 9/6/2009