da "IL SUBACQUEO" - Maggio '82 / Gennaio '83

NB. - Si tratta di una operazione commerciale promossa dalla Mares e dalla rivista "Il Subacqueo",
rivista con la quale ho avuto la fortuna di collaborare per oltre 20 anni, fin dalla sua nascita. L'operazione prevedeva
la stampa su grande formato di otto miei fotocolor, da offrire mensilmente in omaggio ai clienti dei negozianti di articoli subacquei.
Dopo una prima presentazione dell'iniziativa curata della redazione della rivista, e integralmente riportata nella prima di questa serie
di pagine web, nei mesi successivi, in coincidenza con la distribuzione degli altri sette poster, mi fu chiesto di effettuare
di volta in volta una descrizione tecnica delle immagini prescelte per la collezione Mares,
descrizioni  qui riportate insieme alle immagini dei vari poster.

 

 

 

L'immagine del 5° poster della «Collezione Mares»

 

UNA CORONA DI 300 TENTACOLI

 


La foto del quinto poster della collezione Mares che gli amici subacquei muniti dell'apposito tesserino possono ritirare questo mese presso il loro negoziante di fiducia, ritrae in primo piano la corolla di uno «Spirographis spallanzani», un orga-nismo che il subacqueo può facilmente incontrare sia sui limpidi fondali delle coste meridionali tirreniche, sia sugli ammassi rocciosi delle acque eutrofizzate dell'Alto Adriatico, e anche in adden-samenti particolarmente numerosi. Que-sta foto, in particolare, è stata scattata su una delle piramidi sommerse della barriera artificiale del Conero, realizzate dal CNR al largo di Ancona, utilizzando sulla Nikonos un anello estensore 1:3 con il 28 mm. L'illuminazione con flash e servoflash era fornita da due Metz 302 in custodia Imasub.

Lo «Spirographis spallanzani» appartiene al gruppo dei cosiddetti Policheti Seden-tari, animali prevalentemente marini a loro volta appartenenti al grande phylum degli Anellidi. La caratteristica principale degli Anellidi è data dall'articolazione del corpo in numerosi successivi segmenti perfettamente uguali, dotati ciascuno degli organi più importanti. Da ciò dipende la grande capacità rigenerativa di questi animali, che potremmo tagliare in tantissime parti e riottenere da ciascuna di esse un nuovo animale completo. Solo alcuni segmenti estremi del corpo dell'a-nellide differiscono dagli altri; e sono solitamente il primo, che contiene i gangli cerebrali e i principali organi sensoriali, e l'ultimo, che porta invece l'ano e le cellule di sviluppo dei nuovi segmenti.

La denominazione dei Policheti (lette-ralmente: con molte setole) deriva dalla presenza sui lati di ciascun segmento dell'animale di certe appendici chetose che fungono da organi locomotori. Nello Spi-rografo in particolare questi organi si presentano  sotto forma  di ciuffi di setole

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uncinate, che consentono all'animale di  scorrere con estrema rapidità all'interno del tubo pergamenaceo che egli stesso si costruisce per dimora. Ma ciò che con-traddistingue soprattutto lo Spirografo è l'elegante ciuffo di tentacoli piumosi che sul primo segmento del corpo dell'anellide si allunga verso l'esterno del tubo, for-mando una ampia corona spiralata, da cui appunto prende il nome la specie. Negli esemplari più adulti l'ampiezza della corona può raggiungere i 15 cm a piena estensione. E due, trecento sono i ten-tacoli pennati della corona, provvisti di una ricchissima cigliatura vibratile, con i quali lo Spirografo raccoglie dall'acqua cir-costante il minuto alimento di cui abbi-sogna, portandoselo poi alla bocca,  posta

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al centro della corona. La colorazione della corona di tentacoli dello Spirografo è variabilissima, e può essere raggiata di bianco, di viola, di giallo e di bruno. Da ciò l'aspetto gradevolissimo di questo animale marino, che non ricorda nemmeno lonta-namente i miseri vermi terrestri, cui pure è strettamente imparentato. E per questa ragione è un ospite molto apprezzato dagli acquariofili marini di tutto il mondo. Lo Spirografo infatti si adatta molto bene all'esistenza in cattività, purché durante la cattura sia stata rispettata attentamente l'integrità dell'animale e del suo tubo, e non risulti poi troppo variato in vasca il posizionamento che l'animale aveva originariamente in natura.

 

copyright Guido Picchetti - 24/4/2009

al sesto poster della collezione Mares

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