da "EPOCA" / 6 Luglio 1982

NB. - Questo reportage fa parte di una serie di tre servizi fotografici pubblicati dal periodico settimanale "Epoca"
durante l'estate del 1982. Solo il secondo e il terzo servizio (relativi ai fondali  della Liguria e della Toscana l'uno,
e a quelli della Sardegna e della Sicilia l'altro) sono stati realizzati dal sottoscritto,
e pertanto vengono riproposti completi delle rispettive didascalie

 

EPOCA

LIGURIA E TOSCANA

GUARDIAMO L'AMORE SOTT'ACQUA

Infinite varietà di animali, colori incredibili, paesaggi da favola, esseri misteriosi
dal fascino suggestivo: nelle silenziose profondità marine fra Ventimiglia e
  l'Argentario si ripete in mille straordinarie forme il miracolo della vita.

Foto di Guido Picchetti
 

Anche le seppie hanno un cuore
A circa trenta metri di profondità, la lampada del fotografo illumina queste due seppie che, con gli occhi semichiusi,
"sembrano assumere un atteggiamento di aristocratico distacco di fronte al disturbo dell'importuno. E di disturbo,
in effetti, si tratta, dal momento che i due animali sono in amore. Le seppie (queste misurano una quarantina
di centimetri) vivono fino a cento metri, di preferenza su fondali arenosi.

Incontro con il fascino perverso della medusa e con le rose di Nettuno

 

 

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Nella foto sopra il simpatico aspetto del Guarracino, un pesce
 assai comune fra Liguria e Toscana.
Sotto a sinistra un graziosissimo bouquet sottomarino
formato da un insieme di vari organismi insediati sui rami
delle gorgonie. Gli organismi sono alcuni tunicati trasparenti
e una colonia di briozoi della specie
Sertella beaniana,
detta anche Merletto o Rosa di Nettuno. Accanto
una stupenda fioritura sui rami di
Alcyonium coralloides,
una specie di antozoo che vive tra i 25 e i 40 metri.

 In alto: davanti alla maschera del sub sfila la Pelagia noctiluca che tutti conosciamo con il nome generico di medusa. È certo un incontro con un essere dotato di grande fascino ma anche di sottile perversità: i suoi tentacoli, infatti, molto simili a filamenti, sono
urticanti e, seppure non causano nulla di «irreparabile», provocano acuti bruciori. Da qualche stagione si incontrano assai abbondanti nei nostri mari. Sono
preda ghiotta dei pesci chiamati boghe.

Sopra l'incontro con il Pyrosoma atlanticum, un animale planctonico di circa IO centimetri, con stupende sfumature di  azzurro e rosa.

 

Nel mondo del silenzio palpita  una vita intensa fatta di stupendi colori

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Nelle due foto in basso: una
Hervia costai e una
colonia di celenterati
Parazoanthus axinellae. L' Hervia è stata
colta dal fotografo subacqueo mentre si ciba degli idroidi presenti
sulle alghe. Caratteristici dell'
Hervia sono i due rinofori, i tentacoli nasali che culminano con due macchie arancione. L'animale è un Nudibranco, così detto perché respira attraverso microscopiche
branchie disposte su tutta la superficie del corpo. Il giallo

Parazoanthus
vive in colonie, da 5-6 metri in giù.

 In alto: i petali rosa di questo fiore marino sono in
realtà i tentacoli della
Serpula, un animale che vive insediato in un tubo calcareo da lui stesso edificato e
nel quale si ritrae quando viene disturbato.

A destra: questo «groviglio» rosato è formato da una coppia di Flabelline; il loro cibo è costituito dai polipi urticanti degli idroidi, che le proteggono rendendole a loro volta urticanti per gli eventuali aggressori.

Sopra: cento occhi azzurri sembrano protendersi verso di noi; in verità sono gli apici di un Nudibranco molto appariscente ma assai raro: /' Antiopella cristata, che vive  i 15 e i 30 metri nel Ligure e nel Tirreno.

 

 
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copyright Guido Picchetti - 1/4/2009