dal "CORRIERE DEI RAGAZZI" / 21 Dicembre 1975

 


ALLA SCUOLA DEI MINISUB S'IMPARA A GIOCARE...


COME PESCI SOTT'ACQUA

 

 

Con un'adeguata preparazione tecnica e pratica, e la
necessaria assistenza, anche i ragazzi, a partire
dai sei anni, possono fare attività
subacquea senza correre alcun rischio.

 

Servizio di Antonio Andreini 
Foto di Guido Picchetti

Riuscirà l'uomo, in un prossimo futuro, a vivere anche sottacqua? A questo affascinante interrogativo ha cercato di dare una risposta il medico olandese Johannés Klystra che, nel 1968, ha compiuto uno straordinario esperimento scientifico su Francis Falejezyk, un sommozzatore di 38 anni. «Mi sento bene, ormai sono mezzo pesce» ha esclamato l'eccezionale cavia alla fine della fantascientifica prova in cui il suo polmone destro, riempito con una soluzione di acqua distillata contenente sale, aveva funzionato come le ... branchie dei pesci.

II successo dell'esperimento del dottor Klystra aveva in un primo momento acceso la fantasia dei subacquei che immaginavano, novelli pesci, interminabili avventure sott'acqua. Ma l'uomo, nonostante il buon esito dei primi esperimenti del dott. Klystra, ancora non è diventato un anfibio e le entusiasmanti avventure sottomarine sono felicemente vissute solo da chi compie le immersioni dopo un'adeguata preparazione. Sott'acqua comunque ci possono andare tutti, uomini e donne, giovani e anziani. L'unica condizione indispensabile è quella di essere sani.

 Affascinante scoperta dell'ignoto: è una delle tante emozioni che si provano durante l'esplorazione del mondo sottomarino. La visita a una grotta, per esempio, è sempre molto impegnativa: non si dovrebbe mai perdere il contatto con l'entrata.

E' anche necessario saper nuotare, benché non sia affatto importante, come molti credono, farlo con stile perfetto. In superficie si nuota con le mani tese in avanti, le gambe quasi diritte e le ginocchia non troppo flesse. Sott'acqua il movimento delle gambe è molto più ampio e lento, le ginocchia possono essere piegate anche molto e le braccia vanno tenute tese in avanti oppure dietro la schiena.

Il tempo di permanenza dell'uomo in apnea, cioè senza respirare, nel mondo sottomarino sembra, grazie alle esperienze di Maiorca e di Majol, allungarsi sempre più. Ma chi vuole stare abbastanza a lungo sott'acqua deve essere provvisto di autorespiratore ad aria e possedere inoltre una certa «acquaticità», la confidenza con l'acqua.

Proprio per i ragazzi che vogliono imparare ad andare sott'acqua sono stati organizzati corsi speciali presso il Centro Sportivo Aventino di Roma, durante il periodo scolastico, e presso il Centro Immersioni di Sorrento,in estate. Ai corsi possono partecipare minisub dai 6 ai 14 anni. L'addestramento è suddiviso in quattro fasi. La prima comprende una serie di esercizi a corpo libero che vanno dai percorsi di nuoto in superficie ai recuperi di oggetti posti sul fondo della vasca.


Senza sforzo andranno poi effettuate le prove della seconda fase: gli esercizi con la maschera e le pinne. La terza prevede le esercitazioni con gli autorespiratori ad aria e la quarta, infine, è la più interessante: l'immersione in mare. Da questo momento la pratica subacquea può essere abbinata ad alcune attività affascinanti: la scoperta di un presepio sotto il mare, come quello di Amalfi, illustrato nel nostro poster. E poi fotografia, cinematografia, archeologia e biologia marina. Avete mai pensato di portarvi in casa un po' di mare in un acquario? I pesci e tutto il resto potreste procurarveli da voi nel corso di un'immersione.

A sinistra un minisub svuota la maschera allagata per un'infiltrazione: guardando verso l'alto, stringe il bordo superiore con le mani e soffia con forza dal naso.


Le fotografie di queste pagine sono state scattate durante le fasi di addestramento in piscina. Per una migliore padronanza delle attrezzature i sub nuotano, foto a sinistra, con le bombole «a braccio» respirando senza maschera l'aria dell'ARA (autorespiratore ad aria). Per far ciò è necessario aver prima imparato bene a respirare soltanto con la bocca, senza «bere» dal naso. Utile a tale scopo è l'esercizio di respirazione attraverso il boccaglio con le mani sulla nuca (foto sopra al centro). Nella foto sopra a destra una prova di respirazione a due in movimento a mezz'acqua con maschera.


  copyright Guido Picchetti - 12/03/09

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