da "AQUARIUM" / Aprile 1975

NB. - Sono due servizi foto-giornalistici che presentano due aree marine (il litorale di Nardò e le secche della Meloria) delle quali,
negli anni in cui quei servizi furono da me realizzati per la rivista di acquariologia cui mensilmente collaboravo,
nell'ambiente della Società Italiana di Biologia Marina si discuteva sull'opportunità di favorirne una tutela ambientale
per l'elevato interesse naturalistico da esse rivestito.


Sulla costa salentina delle Puglie

IL PARCO SUBACQUEO DI NARDO'

b) reportage fotografico


Testi e
foto di Guido Picchetti

L'acquariofilia è un hobby che come pochi coinvolge non solo la tecnica e diverse branche delle scienze naturali, ma anche la natura stessa in tutti i suoi molteplici aspetti. Il vero acquariofilo rispetta infatti la natura e cerca, nel suo piccolo, di salvaguardarla. In questo senso la nostra rivista ha sempre cercato di appoggiare tutte le iniziative volte a salvaguardare la fauna e la flora ittica. Fra queste, la realizzazione di parchi marini o subacquei merita a parer nostro il pieno consenso degli acquariofili e di quanti in genere si dedicano all'acquario mediterraneo. Grazie al sensibile interessamento di scienziati e subacquei, qualcosa è già stato fatto in questo campo, ma ancora parecchia strada è da percorrere. Nell'interesse delle migliaia di acquariofili che già oggi in Italia si dedicano all'acquario mediterraneo, noi appoggiamo queste iniziative e, per farle conoscere ad un pubblico sempre più vasto, abbiamo deciso di pubblicare, ad intervalli, dei servizi fotografici sui parchi marini già esistenti o in fase di realizzazione. In questo numero iniziamo con la presentazione del Parco di Nardò.

                                                                                   La redazione di Aquarium
 



L'economia della regione salentina è
a carattere prevalentemente agricolo
ed è facile incontrare per strada
le greggi alia ricerca di nuovi pascoli. 
 


La penisola di Gallipol, con antistante l'isolotto di S.Andrea abbraccia a sud la fascia di mare interessata dal «Parco Subacqueo di Nardò». La città «vecchia» di Gallipoli è una vera e propria isola unita al porto da un ponte-diga. E' la parte più anctica e genuina della cittadina pugliese, con le sue case addossate l'una all'altra e le sue stradine strette ed anguste, ricche di colore e di spunti architettonici, caratteristici del tema «barocco-leccese»

la costa prospiciente il Parco va da Porto Cesareo a S. Maria al Bagno, una località che costituisce in pratica la spiaggia di Nardò e di Gallipoli, affollata nei giorni festivi. E' una costa in prevalenza bassa, ma totalmente rocciosa, caratte-rizzata dalle cosiddette «rias», delle tortuose e strette insenature, abbastanza profonde, prodotte da fenomeni erosivi.

Nella zona di Porto Selvaggio, al centro della zona
interessata dal Parco, le ultime alture delle Murge
Salentine scendono in mare con un buon salto
roccioso. Qui l'acqua, di una eccezionale trasparenza,
assume colorazioni incantevoli, spesso con effetti di
iridescenza dovuti alla presenza di alcune sorgenti
sottomarine di acqua dolce.


Sotto: Un elemento che caratterizza i fondali di
tutta la zona è la presenza della Caulerpa prolifera
fino alla profondità di 20-25 metri. Le vaste praterie
di posidonie, che si estendono per miglia, degra-dando dolcemente verso il largo, sono frequente-mente interrotte da ricche isole di coralligeno e da


Come Porto Cesareo a nord, il piccolo porto di S.
Caterina a sud è un'ottima base di partenza per le
immersioni nelle acque del Parco. La baia di S.
Caterina è abbastanza protetta ed è facile trovarvi
dei pescatori locali che possano farci da guida.




Sotto: la Caulerpa prolifera è una
alga molto nota  all'acquariofilo.
In altre regioni si trova in
prevalenza a bassa profondità.
Qui, invece, è presente
anche a notevole profondità.



 

Sul molo del portic-ciolo di S. Caterina,
al rientro dalle immersioni,
si sistema
opportunamente
il materiale
biologico raccolto
nelle acque
del Parco
(foto in alto
e a destra).

lunghi cordoni rocciosi perpendicolari alla costa.
E' qui che prospera la Caulerpa.


A destra: un aspetto del fondale del Parco, con un Coris julis che
sorvola una colonia di policheti sedentari (Salmacina sp.).


Sopra: ancora un aspetto del fondale del parco: un nudibranco (Peltodoris atromaculata) sta brucando una spugna Petrosia ficiformis su una roccia con ricche colonie di briozoi della specie Myriozoum truncatum.
 



In basso a destra:una rarissima foto di
Phyllidia pulitzeri, un mollusco nudibranco
solo recentemente scoperto e classificato dagli studiosi, da noi rinvenuto nella zona del Parco.
Esso testimonia le possibilità offerte da queste
acque di interessanti osservazioni biologiche.
Di questo nudibranco infatti In precedenza erano 

Molto frequenti nella zona sono i cosiddetti «vermocani», dei policheti erranti del genere Nereide. Sopra: due Peltodoris atromaculata su una spugna rossa che ricopre una parete di celenterati

I ciuffi di setole bianche che fuori-escono dai lati dei
vari segmenti dell'a-nimale, costituiscono un efficace mezzo di difesa anche nei confronti dell'uomo, essendo fortemente urticanti (foto in
alto e a sinistra)

 

 

A destra: un' Aplysia punctata, un mollu-sco opistobranco
volgarmente chiama-to «lepre di mare», ripreso mentre striscia lentamente su una spugna rossa.


Le «lenti» sono piccoli spazi sabbiosi che si aprono
tra le rocce del fondo vicino alla costa. Qui sono frequenti gli «spatangidi», echinodermi irregolari
che vivono abitualmente nascosti sotto la sabbia.

noti solo quattro esemplari, tutti rinvenuti nella zona di Portofino. L'esemplare fotografato è stato trovato su una spugna rossa Axinella cannabina e da questa spostato su un altro organismo per poterlo meglio evidenziare.

Sopra due Echinocyamus pusillus, echinoidi irregolari molto più piccolo dello Spatangus purpureus, altro riccio irregolare che sotto vediamo fotografato
dal lato orale (a sinistra) e dal lato aborale (a destra)


Sopra: un'altra nicchia ecologica di fauna bentonica
del Parco.


A sinistra: ancora un aspetto della fauna bentonica del Parco.
Particolarmente frequenti sono le formazioni incrostanti
sulle rocce di spugne e briozoi.

 

A sinistra: un'eccezionale fotografia subacquea scattata nei fondali del Parco Subacqueo di Nardò. Si tratta di un branco di ghiozzetti bipuntati (Gobiusculus flavescens), una specie costiera che vive in gruppi piuttosto numerosi di individui vicino ai fondali coperti da alghe laminarie e nastriformi. È una specie caratteristica delle acque atlantiche del versante europeo, segnalata in precedenza una sola volta nel Mediterraneo, a Palermo.

Sopra a sinistra: una colonia di Hippodiplosia fascialis, un briozoo dai rami piuttosto appiattiti, che ricordano nella forma le corna di un alce
Sopra a destra: una colonia incrostante di briozoi ha fasciato
progressivamente fino ad abbracciarla  un Codium bursa, un'alga verde
dalla caratteristica  forma di palla.


Nelle  acque del Parco di Nardò particolarmente abbondanti sono le spugne. Ma le specie che più spiccano per forma e colore sono le rosse Axinelle, alcune delle quali, come le specie Polypoides o la Cannabina, si allungano dal fondo

raggiungendo altezze eccezionali, spesso superiori al metro (vedi foto sopra e a lato). Più al largo e a maggiori profondità si incontrano grossi cespugli di Axinella verrucosa. È una specie di spugna particolarmente bella, che riveste molto interesse per l'acquariofilo marino, giustificandone appieno la sua raccolta. È una delle poche spugne, infatti,che bene si adatta a vivere in acquario. Con i suoi straordinari colori, nelle diverse gradazioni di rosso, ravviva da sola qualunque ambiente, oltre a contribuire in modo determinante a conservare la purezza dell'acqua, grazie alla sua naturali capacità filtranti.


A sinistra: al largo della costa, intorno ai trenta metri di fondo, è possibile rinvenire colonie fiorite di Parazoanthus axinellae, insediate su piccole spugne arborescenti della specie Axinella verrucosa. Da questa forma associativa di Parazoanthus axinellae, sebbene piuttosto rara, ha avuto origine il nome > scientifico di questo zoantario.

Anche queste specie di Ascidie sono particolarmente frequenti sui fondali del Parco: si tratta probabilmente  di Corolla parallelogramma (foto in alto)
e di un grosso esemplare di Amarocium conicum (foto a destra)


a) caratteristiche generali del Parco Subacqueo di Nardò
 

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copyright Guido Picchetti - 12/5/2009