NB. - Sono due servizi foto-giornalistici
che presentano due aree marine (il litorale di Nardò e le secche della Meloria) delle quali,
negli anni in cui quei servizi furono da me
realizzati per la rivista di acquariologia cui mensilmente collaboravo,
nell'ambiente della Società Italiana di Biologia Marina
si discuteva sull'opportunità di favorirne una tutela ambientale
per l'elevato
interesse naturalistico da esse rivestito.
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IL PARCO SUBACQUEO DI NARDO' b) reportage fotografico
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L'acquariofilia è un hobby che come pochi coinvolge non
solo la tecnica e diverse branche delle scienze naturali, ma anche la
natura stessa in tutti i suoi molteplici aspetti. Il vero acquariofilo
rispetta infatti la natura e cerca, nel suo piccolo, di salvaguardarla. In
questo senso la nostra rivista ha sempre cercato di appoggiare tutte le
iniziative volte a salvaguardare la fauna e la flora ittica. Fra queste,
la realizzazione di parchi marini o subacquei merita a parer nostro il
pieno consenso degli acquariofili e di quanti in genere si dedicano
all'acquario mediterraneo. Grazie al sensibile interessamento di
scienziati e subacquei, qualcosa è già stato fatto in questo campo, ma
ancora parecchia strada è da percorrere. Nell'interesse delle migliaia di
acquariofili che già oggi in Italia si dedicano all'acquario mediterraneo,
noi appoggiamo queste iniziative e, per farle conoscere ad un pubblico
sempre più vasto, abbiamo deciso di pubblicare, ad intervalli, dei servizi
fotografici sui parchi marini già esistenti o in fase di realizzazione. In
questo numero iniziamo con la presentazione del Parco di Nardò. |
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![]() La penisola di Gallipol, con antistante l'isolotto di S.Andrea abbraccia a sud la fascia di mare interessata dal «Parco Subacqueo di Nardò». La città «vecchia» di Gallipoli è una vera e propria isola unita al porto da un ponte-diga. E' la parte più anctica e genuina della cittadina pugliese, con le sue case addossate l'una all'altra e le sue stradine strette ed anguste, ricche di colore e di spunti architettonici, caratteristici del tema «barocco-leccese» |
![]() la costa prospiciente il Parco va da Porto Cesareo a S. Maria al Bagno, una località che costituisce in pratica la spiaggia di Nardò e di Gallipoli, affollata nei giorni festivi. E' una costa in prevalenza bassa, ma totalmente rocciosa, caratte-rizzata dalle cosiddette «rias», delle tortuose e strette insenature, abbastanza profonde, prodotte da fenomeni erosivi. |
![]() Nella zona di Porto Selvaggio, al centro della zona interessata dal Parco, le ultime alture delle Murge Salentine scendono in mare con un buon salto roccioso. Qui l'acqua, di una eccezionale trasparenza, assume colorazioni incantevoli, spesso con effetti di iridescenza dovuti alla presenza di alcune sorgenti sottomarine di acqua dolce.
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![]() Come Porto Cesareo a nord, il piccolo porto di S. Caterina a sud è un'ottima base di partenza per le immersioni nelle acque del Parco. La baia di S. Caterina è abbastanza protetta ed è facile trovarvi dei pescatori locali che possano farci da guida.
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Sul molo del portic-ciolo di S. Caterina, |
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lunghi cordoni rocciosi perpendicolari
alla costa. |
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![]() Sopra: ancora un aspetto del fondale del parco: un nudibranco (Peltodoris atromaculata) sta brucando una spugna Petrosia ficiformis su una roccia con ricche colonie di briozoi della specie Myriozoum truncatum.
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| Molto frequenti nella zona sono i cosiddetti «vermocani», dei policheti erranti del genere Nereide. | Sopra: due Peltodoris atromaculata su una spugna rossa che ricopre una parete di celenterati | |
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I ciuffi di setole bianche che fuori-escono dai lati dei
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A destra: un' Aplysia punctata, un
mollu-sco opistobranco |
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noti solo quattro esemplari, tutti rinvenuti nella zona di Portofino. L'esemplare fotografato è stato trovato su una spugna rossa Axinella cannabina e da questa spostato su un altro organismo per poterlo meglio evidenziare. |
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Sopra due Echinocyamus pusillus, echinoidi
irregolari molto più piccolo dello Spatangus
purpureus,
altro riccio irregolare che sotto vediamo fotografato |
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![]() A sinistra: ancora un aspetto della fauna bentonica del Parco. Particolarmente frequenti sono le formazioni incrostanti sulle rocce di spugne e briozoi. |
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A sinistra: un'eccezionale fotografia subacquea scattata nei fondali del Parco Subacqueo di Nardò. Si tratta di un branco di ghiozzetti bipuntati (Gobiusculus flavescens), una specie costiera che vive in gruppi piuttosto numerosi di individui vicino ai fondali coperti da alghe laminarie e nastriformi. È una specie caratteristica delle acque atlantiche del versante europeo, segnalata in precedenza una sola volta nel Mediterraneo, a Palermo. |
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Sopra a sinistra: una colonia di
Hippodiplosia fascialis, un briozoo dai rami piuttosto appiattiti, che
ricordano nella forma le corna di un alce |
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raggiungendo altezze eccezionali, spesso superiori al metro (vedi foto sopra e a lato). Più al largo e a maggiori profondità si incontrano grossi cespugli di Axinella verrucosa. È una specie di spugna particolarmente bella, che riveste molto interesse per l'acquariofilo marino, giustificandone appieno la sua raccolta. È una delle poche spugne, infatti,che bene si adatta a vivere in acquario. Con i suoi straordinari colori, nelle diverse gradazioni di rosso, ravviva da sola qualunque ambiente, oltre a contribuire in modo determinante a conservare la purezza dell'acqua, grazie alla sua naturali capacità filtranti. |
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Anche queste specie di Ascidie sono
particolarmente frequenti sui fondali del Parco: si tratta probabilmente
di Corolla parallelogramma (foto in alto) |
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copyright Guido Picchetti - 12/5/2009