da "AQUARIUM" / Ottobre-Dicembre 1977

NB. - E' un servizio giornalistico sulle caratteristiche ambientali del Mar Rosso israeliano, la cui costa, nell'anno in cui
fu da me realizzato, da Eilat a Nord raggiungeva Sharm El Sheick a Sud, sull'estrema punta meridionale della Penisola del Sinai.
Il servizio pubblicato in tre parti su altrettanti numeri della rivista Aquarium, viene da me riproposto suddiviso in due parti
e in due distinte pagine web. Questa è la seconda parte del servizio.


IL MAR ROSSO DI ISRAELE

2° parte




Testi e
foto di Guido Picchetti

Molto frequenti sui fondali del Mar Rosso israeliano sono le diverse specie di "Pterois", nelle loro appariscenti e stupende livree. Nonostante la
cattiva fama di cui godono questi Scorpenidi
tropicali, in realtà non risultano molto pericolosi,
dati i loro lenti movimenti e l'abitudine di restare  nascosti negli anfratti della barriera corallina.

Maggiore attenzione è bene che il sub dedichi alle
lunghe spine dei ricci Dianema, particolarmente
numerosi su certi bassi fondali vicino alla riva. Qui
ne vediamo un nutrito raggruppamento, sovrastato
da un bel Pomacentride, il "Dascyllus trimaculatus",
dal caratteristico manto nero punteggiato di bianco.

Molto abbondante sui fondali corallini di questa
zona è il cosiddetto "Corallo di fuoco". Si tratta di
una colonia di celenterati dallo scheletro rigido,
che sarà bene evitare di urtare specialmente con
le parti sensibili della nostra epidermide, per la
sua caratteristica di provocare arrossamenti ed infiammazioni, a volte di grave entità.

Foto grande a lato: molti pesci della barriera corallina amano viaggiare in coppia: è il caso di questi
due eleganti "Heniochus intermedius", detti anche pesci angelo.

 Foto in alto a sinistra: un colpo di flash ha questa volta illuminato il "Coris angulata" mentre si
abbandona alle cure di un pesce pulitore, al secolo un "Labroides dimidiatus".

In alto a destra: in alcune zone efficacemente protette e frequentate dai sub, i pesci della barriera corallina
 sono talmente abituati alla presenza dell'uomo immerso e condizionati dall'apporto di cibo che spesso la accompagna, da accorrere festosi in frotte appena il sub fa il suo ingresso in acqua. È quanto avviene sui
fondali davanti all'oasi di Dahab, a riprova della possibilità di instaurare un nuovo rapporto con gli abitanti
del mare.

 In basso: sui fondali davanti alla cosiddetta "Montagna bianca", i banchi coral-
lini particolarmente ricchi di vita si elevano a profondità non eccessive da una distesa di sabbia bianchissima. È il luogo ideale per la fotosub d'azione, grazie
alla notevole luce ambientale disponibile.

Foto a destra:  i gorgoniari di
Ras Muhammed raggiungono dimensioni inusitate, spe-cialmente per chi è abituato
alle ben più modeste specie mediterranee. Gli esemplari
più belli si trovano comunque
a partire da una ventina di
metri di profondità sulle
pareti verticali.
 


Foto in basso: L'Hotel Sharm, sull'incantevole baia di Marsa
El Et, è la base ideale per chi intende battere la zona al-l'estremo sud della Penisola
del Sinai. Si trova a pochi chilometri a nord della citta-dina di Ophira, più comune-mente nota con il nome di Sharm El Sheikh.

Il più simpatico dei pesci 'amici dell'uomo" dell'oa-
si di Dahab è senza dubbio questo "Bodianus", un
rosso labride di una decina di chili che è solito affiancarsi al sub durante la sua immersione, sen-
za abbandonarlo un attimo, al punto da rendergli,
con la sua invadenza, addirittura difficoltose
alcune riprese.
 

Uno dei soggetti più belli di queste acque tropicali
è certamente il "Pomacanthus imperator", dalla caratteristica livrea a strisce, con il mascherino da Carnevale di Venezia sugli occhi.

Tutta la costa rocciosa di questa parte del Sinai è costituita da un massiccio tavolato madreporico sollevatosi in tempi remoti dalle acque del mare.
Tale origine geologica è chiaramente denunciata
dai numerosi fossili che sono visibili nella roccia, costituita in massima parte da scheletri di madreporari e valve di grossi molluschi.

Anche in prossimità della riva i motivi di interesse per un naturalista sono tanti, come ad esempio questa specie di grossi Chitonidi, che restano completamente all'asciutto durante la bassa marea.
 

Di notte invece nelle acque basse del bagnasciuga è possibile osservare il comportamento di questi deca-
podi che di giorno risultano solitamente nascosti.

Nelle acque meno profonde del reef sono frequenti
 i pesci chirurgo, che approfittano delle numerose cavità esistenti sulla scogliera di corallo per
sfuggire alla curiosità troppo invadente del fotosub. Nella foto sotto è ripreso un "Acanthurus sohal"
.

A destra:  due esemplari di triglie tropicali della specie"Parupeneus cyclostomus", riconoscibili oltre che dalla loro particolare colorazione, dai caratteri-stici baffi dei mullidi

Sotto: i crinoidi tropicali sono indubbiamente più
belli di quelli mediterranei, sia per il maggior
numero di braccia che li caratterizza, sia per
 la colorazione spesso variegata.

 

Foto in basso: Le cernie (in questa foto vediamo una "Cephalopholis miniatus") trovano il loto ambiente ideale nelle formazioni madreporiche, nelle cui cavità le spe-
cie più piccole sono pronte a riparare. Gli esemplari
più grossi mostrano invece nei confronti del sub mag-
giore confidenza e la loro innata curiosità li porta facilmente a tiro di flash.

 

Sotto: sui fondali tropicali sono soprattutto i pesci
ad attrarre l'interesse del fotosub, per la loro infi-
nità varietà ed i loro sgargianti colori. Tuttavia an-
che tra gli invertebrati ci sono specie molto belle da fotografare, come questo piccolo nudibranco che ho avuto la fortuna di riprendere su una rossa spugna arborescente simile alle nostra "axinella".

 
   torna alla "Homepage"

al successivo servizio della serie

torna a " fotogiornalismo "

copyright Guido Picchetti - 6/8/2009