da "AQUARIUM" / Ottobre-Dicembre 1977

NB. - E' un servizio giornalistico sulle caratteristiche ambientali del Mar Rosso israeliano, la cui costa, nell'anno in cui
fu da me realizzato, da Eilat a Nord raggiungeva Sharm El Sheick a Sud, sull'estrema punta meridionale della Penisola del Sinai.
Il servizio pubblicato in tre parti su altrettanti numeri della rivista Aquarium, viene qui da me riproposto suddiviso in due parti
e in due distinte pagine web. Questa è la prima parte del servizio.


IL MAR ROSSO DI ISRAELE

1° parte




Testi e
foto di Guido Picchetti

Il Mar Rosso è il sogno più o meno confessato di ogni subacqueo. Un sogno che anche quanti di essi sono già riusciti a realizzare, lungi dal ritenersi appagati, cercano ogni anno di rivivere, come intossicati dal fascino che si emana da quel mare, dalla limpidezza e dal tenore delle sue acque, ma soprattutto dal ricordo dei mille colori e delle innumerevoli forme di vita che lo popolano. Qualunque sia infatti l'interesse che lega il sub al suo hobby, esso può trovare in queste acque ideale soddisfazione; all'infuori, naturalmente, della caccia, rigidamente vietata nelle acque del Mar Rosso israeliano, cui intendiamo in particolare riferirci. Il biologo marino, l'ecologo, il geologo, il malacologo hanno qui il loro piccolo paradiso tropicale. E anche l'acquariofilo, il quale, se da un lato è privato dalle locali disposizioni della possibilità di raccogliere personalmente gli organismi marini che più lo affascinano, d'altra parte è largamente compensato dall'occasione di conoscere gli ambienti sottomarini in cui vivono e si riproducono gli esotici ospiti delle sue vasche marine tropicali. E grazie a tali conoscenze al rientro in patria gli sarà più facile ricreare nei suoi acquari degli habitat adatti agli animali che vi sono contenuti, e che gli diverranno ancora più cari, ricordandogli la meravigliosa esperienza subacquea vissuta nei fondali del Mar Rosso.

Ma indubbiamente, fra tutti, è il fotografo subacqueo che riesce a ricavare numerose e concrete soddisfazioni dalle immersioni nelle acque costiere del Sinai, tra Eilat e Sharm el Sheikh. La sua attività in  questa zona  è infatti favorita,  qui  più  che  altrove,  da svariati fattori.  Anzitutto  le caratteristiche

II caratteristico emblema che contraddistingue
le zone naturali protette
del Mar Rosso israeliano.

morfologiche della costa, che, piuttosto bassa quasi ovunque lungo il tratto considerato, risulta facilmente accessibile. Quindi la presenza di un "reef" che da Nord a Sud, pur divenendo via via sempre più rigoglioso e imponente, non è mai tale da rendere difficoltoso l'ingresso in acqua o il suo superamento a quei subacquei che intendono portarsi all'esterno di esso, verso le maggiori profondità, profondità che tuttavia solo all'estremo Sud della Penisola raggiungono livelli tali da richiedere molta prudenza. Infine l'esistenza di tutta una serie di infrastrutture realizzate, si può ben dire, appositamente per chi intende praticare l'attività subacquea: infrastrutture che vanno dall'ottima strada litoranea che, costeggiando tutta la penisola fino all'estremo Sud, permette di raggiungere con opportune diramazioni, indicate con estrema precisione da cartelli e da guide specializzate, i punti più interessanti per l'immersione; ai numerosi centri subacquei ottimamente attrezzati e dislocati nelle principali oasi costiere, presso i quali è possibile, per chi è abilitato all'immersione con ARA, noleggiare apparecchiature subacquee e richiedere la pronta ricarica delle bombole, e, per chi abilitato non è, frequentare dei pratici corsi di immersione per il conseguimento dei brevetti internazionali.

Si tratta insomma di un insieme di servizi che da qualche anno a questa parte ha caratterizzato sempre più questa costa tropicale, richiamando subacquei da ogni parte del mondo. La severa sorveglianza esercitata per la protezione dell'ambiente marino, lungi dal voler far diminuire il numero dei subacquei che lo frequentano, è divenuta essa stessa elemento di maggior attrattiva, costituendo la reale garanzia di poter trovare validi motivi di interesse durante le immersioni.

Un viaggio nel Mar Rosso israeliano è quindi un'esperienza eccezionale per un subacqueo. Una esperienza che "Aquarium", come già preannunciato nei mesi scorsi, intende proporre agli associati dell'A.I.A., in occasione del prossimo fine d'anno, con un viaggio organizzato in collaborazione dal "Centro Immersioni Sorrento" e dalla "EL-AL", la compagnia aerea di bandiera israeliana. Per coloro che avranno la fortuna di partecipare al viaggio, ma soprattutto per quanti non potranno seguirci in

 Sopra: la porta ideale per il Mar Rosso Israeliano è Gerusalemme. Raggiunta
infatti Tel Aviv in aereo dall'Italia, conviene portarsi in questa città distante
appena una cinquantina di chilometri dall'aeroporto di Lod, e, dopo aver
dedicato il tempo disponibile ad una visita di Gerusalemme e dei suoi dintorni, spiccare il volo dal piccolo aeroporto locale verso le calde località del Sud.

 Sopra: il massimo tempio cristiano in Gerusalemme è naturalmente la "Chiesa
del Santo Sepolcro", eretta sul luogo ove fu deposto Gesù dopo la crocefissione.
Il legame dei cristiani con Gerusalemme è infatti tutto nella tradizionale associazione di questi luoghi con la storia di Gesù.

quei luoghi, vogliamo fornire, con un ampio servizio fotografico in due puntate, un'ampia documentazione sull'itinerario proposto. L'itinerario parte da Gerusalemme. È questa, per importanza, la seconda città di Israele, ma indubbiamente la prima per interesse. I suoi tre millenni di storia hanno lasciato tracce indelebilmente incise nelle strutture architettoniche, oltre che nei costumi e nei caratteri delle sue genti. Sia pure con i limiti che le pagine ci impongono, il nostro viaggio fotografico cercherà di cogliere queste tracce. È un itinerario, quindi, che non si limiterà ad osservare le caratteristiche dell'ambiente subacqueo del Mar Rosso israeliano fin giù a Sharm El Sheik, oggetto principalmente della successiva puntata, ma che intende anche illustrare alcuni degli altri infiniti motivi di interesse di questa terra antica. • 

(continua)

Foto n alto a sinistra: un soggiorno, per quanto breve, a Gerusalemme non può prescindere da una visita dei dintorni. Una meta d'obbligo è Gerico nella valle del Giordano, cui si giunge attraversando per una trentina di chilometri l'aspro deserto di Giudea e scendendo nella depressione naturale del Mar Morto. Lungo la strada
un cippo segnala il raggiunto livello del mare quando ancora molta strada rimane da fare.

In alto a destra : la scritta su di un cornicione di un ristorante-bar di fronte al Mar Morto ci ricorda che ci troviamo a 1.300 feet sotto il livello del mare, quasi 400 metri.

A lato: un'esperienza che attrae sempre il turista alla sua prima visita da queste parti è salire sulla diligenza
del deserto e sentirsi per un attimo un "Lawrence d'Arabia".

Foto a lato: poco a nord di Gerico il monte della Quarantena si erge quasi a picco sul piano. Sul fianco del
monte le celle arroccate di un convento greco sembrano restare indifferenti alle operazioni di guerra che
da anni tormentano questa zona.

In alto a sinistra: sulle rive del Mar Morto spesse croste di sale testimoniano le forti evaporazioni che
si verificano nella vallata e che provocano l'eccezionale salinità delle acque di questo mare.

A destra: due bagnanti tentano un tuffo nelle acque del Mar Morto che, a dir la verità, non sembra affatto invitante ai nostri occhi di sub vogliosi dei ricchi fondali del Mar Rosso. La salinità delle acque di questo
mare, infatti, non consente la vita ad organismi acquatici, se non in prossimità della confluenza del
Giordano e, secondo alcuni, può addirittura provocare lesioni sulla pelle dei bagnanti.

Foto a lato:  Nei dintorni di Eilat vi sono alcuni luoghi di buon interesse archeologico, quasi tutti legati al nome
di Re Salomone. Tra essi ricordiamo le famose miniere di Timna nelle quali, per volere del mitico monarca, venivano estratti e lavorati rame e ferro. Vicino alle miniere si ergono le cosiddette "Colonne di Re Salomone",
qui fotografate, che in realtà sono delle imponenti formazioni rocciose erose dai fattori meteorologici.

In alto a sinistra: alcuni misteriosi ribollii nel fondale fangoso vicino alla riva farebbero supporre la presenza
di qualche mollusco condizionato agli elevati livelli di salinità propri di queste acque. Più probabilmente si tratterà di qualche reazione chimica tra le sostanze presenti nei sedimenti.

A destra: di maggior interesse, almeno per chi è amante del mare, è la costa che da Eilat si avvia verso Sud,
sulla destra, lungo la penisola del Sinai. Dopo pochi chilometri incontriamo l'incantevole "Isola di Corallo" che merita un'attenta visita per la presenza sulla sua sommità dei resti di un antico monastero distrutto, a quanto pare, dal feroce Saladino.

 Sopra: sui fondali vicino ad Eilat le formazioni coralline, sebbene non
così continue come più a Sud, risultano sempre molto abbondanti e consentono  dei buoni colpi di flash.

Sopra: lungo tutta la fascia costie-
ra l'attività subacquea, per quan-
to diffusa, è esercitata in modo cosciente e responsabile, con il massimo rispetto per l'ambiente naturale. Lo provano questi cartelli che, in varie lingue e regolarmente intervallati a lato della strada litoranea, disciplinavano ancora lo scorso anno la pesca subacquea  in apnea, naturalmente consenten-done la pratica solo in certe zone ben delimitate. A partire da quest'anno poi anche la pesca subacquea in apnea è stata vietata, e, nelle zone in cui risul-tava prima permessa, si può ora esercitare solo la pesca con l'amo, da natante o da terra.

A destra: sui fondali più ricchi
ed interessanti resta comunque rigidamente vietata ogni tipo di pesca e di raccolta e si è prov-veduto a dichiarare queste zone "riserve naturali". L'attività subacquea vi è permessa, ma
sono stati istituiti dei posti fissi di  sorveglianza. Il compito di far rispettare le norme di tutela ambientale è stato molto intelligentemente affidato agli stessi indigeni.

Sopra: i fondali dell'Isola  di Corallo sono di ottimo interesse per i sub i quali possono approfittare
anche del continuo servizio di traghetto esistente
con la terraferma per farsi portare, equipaggiati di tutto punto, sull'isola e dare inizio direttamente da qui al suo giro in immersione.
 

Sopra: l'attività subacquea è enormemente sviluppata in tutta questa
zona, favorita da opportune infrastrutture in grado di fornire, oltre alla rapida ricarica delle apparecchiature d'immersione, una assistenza oltremodo qualificata nel settore.

Sopra: non appena la strada litoranea si sposta
verso l'interno è possibile incontrare i caratteristici attendamenti dei nomadi, dediti principalmente
alla pastorizia.

Sopra a sinistra e destra: tra le conchiglie sulla spiaggia è possibile rinvenire scheletri di
echinodermi tropicali, veri gioielli della natura che gli americani chiamano "dollari di sabbia".

(continua)

 
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copyright Guido Picchetti - 6/8/2009