da "AQUARIUM" / Luglio e Settembre 1981

NB. - Nel 1980 il Prof. Pier Giorgio Data, direttore dell'Istituto di Fisiologia Umana e della Scuola di Specializzazione in Medicina Subacquea e Iperbarica dell'Università di Chieti, promosse e organizzò una spedizione scientifica alle lontane Isole Molucche denominata "MALUKU '80". Ben 59 furono i partecipanti alla spedizione, la quale, avviata inizialmente con il fine di valutare gli aspetti fisiopatologici indotti dalle immersioni ripetute in apnea, ponendo a confronto apneisti volontari delle Molucche (dediti da generazioni a tale attività) con degli specialisti professionisti europei (tra i quali, ad esempio, Jacques Mayol), si allargò poi  ad altri temi di ricerca, coinvolgendo, per i molteplici interessi offerti dalla misconosciuta meta della spedizione,  anche ricercatori e specialisti di altre Facoltà di scienze, quali geologi, biologi, merceologici, storici, etc.  Il sottoscritto fu invitato a partecipare quale responsabile della documentazione fotografica della spedizione. Fu oltre un mese di duro lavoro per tutti i partecipanti, in un ambiente allora totalmente chiuso al turismo e limitatamente accessibile agli stranieri. Ma fu anche un lavoro di grande soddisfazione... La storia della spedizione, con i risultati raggiunti nei vari settori e le numerose difficoltà incontrate,  fu egregiamente compendiata nel volume "DENTRO LE MOLUCCHE", edito nel 1984 dalla casa editrice LE MONNIER a firma di Pier Giorgio Data e Sergio Sensi, arricchito inoltre dai contributi di Filippo Di Donato, Loriano  De Sanctis, Graziella Giorgetti, Gian Antonio Saccomani, Paolo Colantoni, e Giacomo Carlo Modugno, tutti partecipanti a "MALUKU '80". Il volume, tra l'altro, è illustrato  in massima parte dal materiale fotografico che fu da me prodotto nell'occasione. Il servizio giornalistico che segue, pubblicato dalla rivista "Aquarium" nei due mesi di Luglio e di Settembre del 1981, e qui riproposto in una unica pagina web con tutte le foto a corredo di quel reportage, fu invece  un primo modesto frutto di quella bella e indimenticabile esperienza di vita.
 



LE MOLUCCHE

LE FAVOLOSE ISOLE DELLE SPEZIE
 


Testo e
foto di Guido Picchetti

Presso i molucchesi la caccia subacquea è praticata fin da giovane età. Il fucile subacqueo, come gli occhialini, sono di fabbricazione artigianale e realizzati con un semplice fusto di legno. Oggetto della caccia di questi giovani sub sono di norma piccoli pesci corallini della barriera, che vengono infilzati con straordinaria precisione dalle loro piccole frecce di ferro.
 

Le Molucche: un arcipelago di 999 isole a cavallo dell'Equatore nell'estremo Oriente, sparse su una superficie di circa 85.000 chilometri quadrati, pari grosso modo a tre volte la Sicilia. Ma di questa vasta area ben l'80% è ricoperta dal mare. Solo il restante 20% è terra, più o meno densamente abitata, e ripartita in una miriade di isole, alcune delle quali, le più grandi (Ceram e Halmanera), sono lunghe alcune centinaia di chilometri; mentre altre non sono niente di più di semplici atolli corallini che le forti maree sembrano quasi ogni volta voler interamente sommergere. Sulle Molucche vivono oggi circa un milione di persone. È una cifra forse bassa, se confrontata con i centotrenta milioni di abitanti che conta l'intera repubblica indonesiana, di cui le Molucche fan parte politicamente. Chiuse ancora al turismo e prive di infrastrutture adeguate che possano consentire un rapido e positivo decollo in tal senso, le mitiche "Isole delle Spezie" serbano intatto tutto il loro misterioso fascino agli occhi occidentali, nonostante i secolari rapporti di dipendenza coloniale e di affari lucrosi intercorsi, con i Portoghesi prima (tra il '500 e il '600), e con gli Olandesi poi, nei successivi 350 anni.

La sovranità degli Olandesi sulle Molucche durò fino al 1945, allorché, finita l'occupazione giapponese dell'ultima guerra mondiale, le Molucche ottennero l'indipendenza in qualità di provincia dell'Indonesia, non senza tuttavia alcuni forti contrasti interni che tendevano a proclamare l'autonomia della regione molucchese, contrasti repressi definitivamente dal governo centrale indonesiano solo nel 1963. I rapporti intercorsi tra le Molucche e le varie potenze straniere furono sempre in realtà rapporti molto interessati e condotti prevalentemente a senso unico (è facile capire a favore di chi...). Visti oggi in prospettiva, ci si accorge che poco o nulla essi hanno dato alle Molucche, favorendo anzi in certe zone della regione degli squilibri ambientali notevoli, di cui proprio la capitale Ambon è un esempio molto evidente.

Il fiorente commercio delle spezie, in precedenza totalmente concentrato su Ambon, prese, a partire agli inizi del secolo, delle nuove rotte,  e lasciò in questa città una pesante eredità

In alto: le Molucche sono una delle province della Repubblica Indonesiana e Ambon, sull'isola omonima, ne è la capitale. Il nome Ambon in dialetto locale significa "cesto" e si richiama al-
la forma dell'isola con un bacino interno formato da un ampio porto naturale, riparato da venti e marosi.

In basso: le escursioni di marea che si verificano a queste latitudini (siamo a pochi gradi a sud dell'equatore) sono note-
voli, come si può vedere in questa foto. Da ottobre a marzo c'è
la cosiddetta stagione asciutta, ma brevi e intensi acquazzoni giornalieri sono frequenti anche in questo periodo.

negativa, manifestatasi con una tendenza all'inurbamento, nonostante l'assenza di alternative produttive, un fenomeno che ha portato la densità nell'abitato di Ambon a valori insostenibili (oltre 20.000 persone per chilometro quadrato), con conseguenti problemi di ordine igienico sanitario di difficile soluzione. Il degrado ambientale che si può notare nel centro abitato di Ambon contrasta però sorprenden-temente con la realtà delle altre zone del circondario nella stessa isola di Ambon. Basta infatti uscire di qualche centinaio di metri dal centro abitato per trovare e respirare tutta un'altra aria. Ci si trova immediatamente immersi in una natura lussureggiante e ricca quanto nessun'altra ai tropici, rinvigorita dai frequenti monsoni e dai giornalieri piovaschi che anche nella stagione asciutta non mancano di verificarsi, e favorita dal terreno vulcanico, ricco di sorgenti.  Il degrado ambientale che si può notare nel centro abitato di Ambon contrasta però sorprendentemente con la realtà delle altre zone del circondario nella stessa isola di Ambon. Basta infatti uscire di qualche centinaio di metri dal centro abitato per trovare e respirare tutta un'altra aria. Ci si trova immediatamente immersi in una natura lussureggiante e ricca quanto nessun'altra ai tropici, rinvigorita dai frequenti monsoni e dai giornalieri piovaschi che anche nella stagione asciutta non mancano di verificarsi, e favorita dal terreno vulcanico, ricco di sorgenti.

E' una natura incontaminata e benefica, che fa sentire la sua positiva influenza anche sulla gente che in essa vive, più cordiale e sana degli inurbati di Ambon.

Sopra: In Ambon, nonostante i gravi
problemi di ordine igienico sanitario
derivanti dall'eccessivo inurbamento
e la presenza di fogne a cielo aperto
nel centro abitato, si assiste ad una
notevole corsa al consumismo e alla motorizzazione. Tra i mezzi di
trasporto più usati dai locali per
brevi spostamenti all'interno
dell'abitato, sono ancora tuttavia diffusissime queste portantine
a triciclo.

Sotto: il movimento di marea lascia allo scoperto ampie fasce di fondali costieri
con gli organismi marini che vi risiedono. La forte evaporazione che ne consegue aumenta fino ai valori massimi il tasso
di umidità, già di per sé notevole in
questa zona.

 

A sinistra: Il sentimento religioso
nelle Molucche è molto sentito 
e religioni diffuse sono il cristiane-
simo, l'islamismo e, in certa misura,
anche l'animismo. A Waai, un piccolo
 centro abitato sulla costa orientale di Ambon, c'è ad esempio una sorgente ritenuta sacra, nelle cui acque vivono, amorevolmente protetti e alimentati
 dagli abitanti del luogo, numerosi
grossi pesci di acqua dolce.

Per questa ragione il fascino di queste terre lontane, più che nelle rumorose città, pur tanto ricche di movimento e colore, va ricercato nei piccoli villaggi isolati nella foresta e lungo le coste, nelle linde capanne dai tetti in foglie di banano, non privi talora di preziosità architettoniche ancora tutte da scoprire, e nella semplice economia familiare che regola la vita dei loro abitanti. E poi nel mare: un mare, che, come la foresta incombente sulle capanne, è parte integrante di questa gente, fornendo ad essa tutto quanto occorre per le loro necessità quotidiane... e anche qualcosa di più.


Sotto a sinistra: I punti di ritrovo più frequentati dagli abitanti di Ambon sono i bagni pubblici all'aperto: qui, sfruttando una sorgente naturale di notevole portata che sgorga dalla montagna, essi vengono a lavare se stessi e i loro effetti personali in un'allegra, vociante e policroma confusione.
A destra: u
no dei componenti della spedizione scientifica italiana alle Molucche riprende un grosso esemplare di
anguilliforme presente nelle acque della sorgente sacra.


A destra:
l'atollo corallino di Fornito, ad un miglio dalla costa nord-orientale dell'isola di Ambon, è uno dei gioielli dell'arcipelago delle Molucche, con il suo ciuffo di mangrovie
che l'alta marea sembra quasi voler ricoprire. È il punto
preferito d'immersione dei pescatori subacquei del villaggio Buton, dislocato in riva al mare proprio di fronte all'atollo.

 Sopra: le specie che più contribuiscono alla caratterizzazione dell'ambiente subacqueo di Ambon, sono i grandi Crinoidi dalle variatissime colorazioni e di vistosi Tunicati gialli variegati
simili per forma e dimensioni alla nostra Halocynthia papillosa.

A destra: tra gli organismi sessili presenti sui fondali
molucchesi si fanno notare eleganti steli bianchi di Lytocarpus philippinus, una specie di Idroide che è bene evitare per non essere ustionati.

 

 

 

 

 

 

 

Sopra: l'ambiente subacqueo di Ambon si presenta estrema-
mente ricco fin dai primi metri di profondità. È un tipico
biotopo corallino tropicale, ma già a prima vista
è possibile rilevare delle caratteristiche che lo
differenziano da altri ambienti tropicali più noti.

Sopra: la maggiore varietà di forme sessili si trova lungo le pareti più nascoste alla luce del sole, ma un ben dosato
colpo di flash mette in evidenza l'incredibile e stupendo contrappunto cromatico formato da tali organismi.

Sopra: questo Apogonide è molto comune e facile da avvicinare tra le madrepore del reef di Ambon. Più diffìcili da fotografare sono invece i pesci di taglia maggiore, i quali, forse a causa del-la caccia subacquea, si tengono quasi sempre a debita distanza.

Sopra: solo di notte è stato possibile fotografare il primo
piano di questo Diodontide (probabilmente si tratta di
un Diodon holacanthus).

Sopra: un gruppo di Plotosus lineatus fra le rocce sul fondo sabbioso. Questi pesci sono assai diffusi intorno alle Molucche.

 Sopra: un giovane Amphiprion (probabilmente A. trincinctus)
tra i tentacoli di un anemone tropicale.

 
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copyright Guido Picchetti - 20/8/2009