da "AQUARIUM" - Luglio 1981

NB. - E' una guida all'acquariologia marina mediterranea pubblicata in varie puntate dalla rivista "Aquarium" dal Febbraio 1980 al Dicembre 1982. Sia i testi che le foto sono frutto delle esperienze dirette acquisite principalmente attraverso le "Settimane  di Biologia e Acquariologia Marina" che a partire dal 1973, e per una decina di anni, avevo avuto modo di organizzare annualmente presso il "Centro Immersioni Sorrento" da me diretto, grazie soprattutto alla preziosa collaborazione di alcuni amici biologi marini della Stazione Zoologica di Napoli e di alcuni noti esperti in tema di acquariologia, disposti, sia gli uni che gli altri, ad incontrarsi in occasione di quei meeting settimanali teorico-pratici, mettendo a  disposizione di tutti i subacquei partecipanti le loro conoscenze in materia.


SCOPRIAMO L'ACQUARIOLOGIA MEDITERRANEA

 7° - La cattura degli ospiti
   (Saraghi, Occhiate, e altri pesci)



Testo e
foto di Guido Picchetti

 - Una famiglia di pesci ben rappresentata nelle acque del Mediterraneo è indubbiamente quella degli Sparidi. Insieme ad alcuni dei pesci più apprezzati dal punto di vista merceologico, quali dentici e orate, essa comprende molte specie che bene si adattano all'ambientazione in acquario, purché vi sia spazio sufficiente in vasca per soddisfare la loro notevole mobilità. Tipici rappresentanti di questa famiglia sono i "Diplodus", vale a dire i comunissimi Saraghi di cui nella foto vediamo alcuni esemplari della specie "Diplodus vulgaris", caratterizzati dalla doppia fascia nera sul corpo. I "Diplodus" per quanto riguarda l'alimentazione sono onnivori, mentre dal punto di vista sessuale sono ermafroditi, passando nella loro vita da una fase maschile ad una femminile.

-  Alla famiglia degli Sparidi appartengono anche le Occhiate (Oblada melanura). Sono pesci che amano muoversi in gruppo lungo le pareti rocciose e sulle secche al largo, facili da riconoscere per la caratteristica macchietta nera orlata di bianco, presente sul peduncolo caudale. Nelle zone di risacca si trovano frequentemente gli esemplari più giovani, i più adatti ad essere mantenuti in acquario.

- Uno spirito gregario molto accentuato unisce le Salpe, (Boops salpa), altri rappresentanti della famiglia degli Sparidi. Le Salpe sono facili da riconoscere proprio per il comportamento disciplinato e la compattezza  con cui si muovo-




no in gruppo, brucando tra i ciuffi di alghe per procurarsi il cibo. L'alimentazione delle Salpe è infatti di tipo vegetale e ciò rende meno agevole il loro mantenimento in acquario.

- Di abitudini alimentari diverse sono invece le Mormore (Lithogna-thus mormyrus), anche esse appartenenti agli Sparidi. Le Mormore si nutro-no di piccoli organismi animali che vivono tra i detriti del fondo. Si possono rinvenire in banchi numerosi in ambienti marini diversi, sia presso le imboccature dei fiu-mi, sia in lagune più salate del normale. Ciò grazie alla loro capacità di sopportare forti sbalzi di salinità, con doti di resi-stenza che rendono anche abbastanza age-vole la loro ambientazione in vasca.




- La Boga (Boops boops) è un piccolo Sparide argentato che vive in grandi sciami a varie profondità. A volte lo si rinviene lungo le pareti rocciose, altre volte preferisce le acque libere. E proprio in questo ambiente, attirato di notte in grossi banchi dalla luce delle lampare, viene pescato con le reti a circuizione per il valore commestibile che la specie riveste, nonostante le sue limitate dimensioni. In acquario è abbastanza facile da mantenere, pur essendo estremamente mobile.

- Di più difficile ambientazione è la Menola (Maena maena), un pesce molto simile a prima vista a uno Sparide, appartenente invece alla famiglia dei Centracantidi, caratterizzati principalmente dalla bocca protrattile. Questa specie è riconosciuta per la macchia rettangolare nera che spicca sui fianchi argentati. La Menola si ciba di microrganismi animali viventi nel plancton. È specie ermafrodita, che passa però prima dalla fase femminile. I maschi più grossi al momento della riproduzione scavano un nido circolare nella sabbia, nel quale poi fecondano le uova che le femmine vengono a depositarvi, attaccandole al fondo.

-  Pesci molto facili e simpatici da mantenere in acquario, anche in più di un esemplare se di dimensioni sufficientemente limitate, sono i Cefali. Appartenenti alla famiglia dei Mugilidi, sono animali molto resistenti e capaci di non risentire mini-mamente delle variazioni ambientali che si verificano nell'ambiente in cui vivono. In vasca assumono un atteggiamento caratteristico, nuotando sempre in prossimità della superficie tutti insieme e balzando a volte anche fuori dell'acqua. D'altro canto anche in natura si muovono solitamente in gruppo, divorando molluschi e crostacei che si procurano frugando tra la vegetazione e i rifiuti del fondo.

- Di abitudini più tranquille sono le Corvine, esponenti mediterranei della fami-glia degli Scienidi. Animali di notevoli dimensioni, converrà al solito ricercare per il nostro acquario gli esemplari più piccoli, facendo poi in modo di ricreare in vasca l'ambiente di anfratti rocciosi che la specie in natura predilige. La Corvina (Sciaena umbra) è animale carnivoro.

-  I Mullidi, più comunemente noti come Triglie, sono altri bellissimi pesci che converrà tentare di ambientare in un acquario mediterraneo. In verità non è un'impresa troppo facile, forse a causa della particolare alimentazione che questi ani-mali in natura sono abituati a procacciarsi, scavando tra la sabbia del fondo con l'au-silio dei due lunghi barbigli presenti sul mento. La colorazione dei Mullidi non è sem-pre costante, ma può variare a seconda dello stato emotivo del pesce o delle situa-zioni ambientali, e ciò aggiunge ulteriore interesse ad una loro presenza in vasca.
 

- Discrete possibilità di sopravvi-venza in acquario hanno gli appar-tenenti alla famiglia dei Singnatidi, che comprende i Cavallucci Marini e i Pesci Ago. La difficoltà principale è nella ali-mentazione, basata in natura principal-mente su piccoli animali che essi cattu-rano tra gli organismi del plancton. In cattività occorrerà pertanto provvedere ad un cibo sostitutivo che abbia carat-teristiche simili (larve o altro), portan-dolo il più vicino possibile alla bocca dell'animale per evitare che altri ospiti dell'acquario più lesti abbiano ad impa-dronirsene prima di lui. Nei Singnatidi è di norma il maschio a portare fino alla schiusa le uova deposte dalla femmina, e lo fa contenendole in una borsa incuba-trice  che corre  lungo il suo ventre. Nella



foto vediamo un esemplare di Syngnathus acus, una specie di Pesce Ago capace di vivere anche in acque salmastre.

- Pesce Ago Cavallino è invece chiamato quest'altra specie di Singnatide. Il Syngnathus typhle, questo il suo nome scientifico, è un pesce ago che ha la particolare abitudine di vivere perfettamente mimetizzato tra le posidonie, delle cui foglie, mettendosi in verticale, riesce ad assumere l'aspetto grazie alla colorazione e soprattutto alla forma caratteristica del muso, alto e compresso lateralmente. Per questa ragione, se vogliamo farlo sentire in vasca a perfetto suo agio, converrà prevedere la sistemazione di qualche bel ciuffo di posidonie.

- I Cavallucci Marini sono sempre dei Singnatidi, ma si differenziano dai Pesci Ago per la coda prensile e per la testa angolata rispetto al corpo. Per il resto usi e costumi sono simili, come pure le difficoltà di sopravvivenza in acquario. Nella foto vediamo un bell'esemplare di Cavalluccio Marino Camuso (Hippocampus hippocampus), caratterizzato dall'assenza di appendici sul capo e sul dorso, e dalla intensa colorazione gialla. Questa specie di Cavalluccio Marino sembra preferire i fondali fangosi.

- Tra i pesci che più suscitano interesse in un acquario mediterraneo c'è indubbiamente la Murena (Muraena helena), cui la storia ha da sempre attribuito una triste fama di crudeltà. Una falsa fama, dovuta soprattutto al caratteristico atteggiamento apparentemente aggressivo che la Murena assume, sia in natura che in cattività, con la bocca aperta protesa in avanti. Scartando i grossi esemplari del tutto inadatti ad un acquario casalingo, una piccola murena di 10, 15 cm al massimo di lunghezza, quale quella della foto, può risultare un ospite gradito, capace di fare una stupenda figura grazie al suo aspetto simile in tutto e per tutto a quello degli esemplari adulti.

- Anche avere uno squalo in acquario può fare molto effetto. E la cosa non è

poi tanto difficile: basterà ospitare un piccolo Gattuccio (Scyliorhinus canicula), un pesce appartenente appunto all'ordine degli Squaliformi. Il Gattuccio, pur richiamando nelle forme e nelle movenze i suoi pericolosi cugini, è in realtà un animale tranquillo ed inoffensivo. Basta nutrirlo regolarmente. Caratteristico è il suo uovo che un sub può facilmente trovare in immersione attaccato alle gorgonie, e che, se ancora pieno, si può tentare di far giungere a maturazione in vasca. L'embrione impiega circa nove mesi per svilupparsi completamente e le fasi successive di sviluppo sono chiaramente visibili in trasparenza attraverso le pareti della capsula ovigera.

- Pleuronettidi sono quei pesci che da adulti giacciono su un fianco avendo entrambi gli occhi sul lato superiore. Tra essi ci sono le Sogliole e i Rombi, pesci che in giovane età, ma soprattutto se di dimensioni limitate, facilmente si adattano alla vita d'acquario, risultando ospiti graditi ed interessanti per il caratteristico movimento a periscopio dei loro occhi, del tutto indipendenti l'uno dall'altro, e per notevoli doti mimetiche, molto evidenti nell'esemplare di Rombo Peloso (Phrynorhombus regius) qui fotografato.

- Un pesciolino particolarissimo che un subacqueo acquariofilo in fase di raccolta, sollevando qualche masso dal fondo, può venirsi a trovare addirittura in mano, è il "Lepadogaster lepadogaster", comunemente detto Succiascoglio. Questo


nome gli deriva da una specie di ventosa che ha sul lato ventrale, e che gli permette di attaccarsi alle pietre. Lo si trova di solito in acque molto basse, spesso anche nelle pozze di costiera, dove si fa notare per il suo caratteristico muoversi a scatti. In acquario è un ospite simpatico, pur non facendosi troppo notare come meglio sarebbe, per la sua abitudine di starsene per lo più nascosto.

(7 - continua)

 
   torna alla "Homepage"

alla 8° puntata della rubrica

torna a " fotogiornalismo "

copyright Guido Picchetti - 27/9/2009