da "AQUARIUM" - Maggio/Giugno 1981

NB. - E' una guida all'acquariologia marina mediterranea pubblicata in varie puntate dalla rivista "Aquarium" dal Febbraio 1980 al Dicembre 1982. Sia i testi che le foto sono frutto delle esperienze dirette acquisite principalmente attraverso le "Settimane  di Biologia e Acquariologia Marina" che a partire dal 1973, e per una decina di anni, avevo avuto modo di organizzare annualmente presso il "Centro Immersioni Sorrento" da me diretto, grazie soprattutto alla preziosa collaborazione di alcuni amici biologi marini della Stazione Zoologica di Napoli e di alcuni noti esperti in tema di acquariologia, disposti, sia gli uni che gli altri, ad incontrarsi in occasione di quei meeting settimanali teorico-pratici, mettendo a  disposizione di tutti i subacquei partecipanti le loro conoscenze in materia.


SCOPRIAMO L'ACQUARIOLOGIA MEDITERRANEA

 6° - La cattura degli ospiti
   (Labridi, Scorfani, Serranidi e altri)



Testo e
foto di Guido Picchetti

 - Con una serie di fotoservizi sugli animali marini mediterranei più adatti ad essere ambientati in acquario, riprendiamo, a partire da questo numero, il discorso sull'ac-quariologia mediterranea iniziato lo scorso anno. Animali che ogni appassionato potrà facilmente catturare con i mezzi più o meno diretti che abbiamo già precedentemente illustrato.

-  I Labridi costituiscono una famiglia di pesci molto interessanti per l'acquariofilo. Nel Mediterraneo sono rappresentati da una ventina di specie, tra cui i "Coris" e i "Thalassoma" già trattati in precedenza (vedi "Aquarium" n° 6/1980). Il gruppo più numeroso dei Labridi è comunque dato dai cosiddetti "Tordi", divisi scientificamente in due generi: "Labrus" e "Crenilabrus". Il primo comprende le specie più grosse, capaci di superare anche i 40 cm di lunghezza. Il genere "Crenilabrus", invece, è costituito da specie di dimensioni limitate,  salvo rare eccezioni, al massimo a 10/12 cm. A parte una certa aggressività, manifestata solitamente dagli esemplari adulti e dalle specie più grosse, si tratta generalmente di pesci
tranquilli e mobili al tempo stesso; molto adatti pertanto all'ambientazione in acquario, riuscendo ad arricchirlo di movimento e di colore. In natura i giovani esemplari, i più interessanti per l'acquariofilo, si riuniscono spesso in gruppi di molti individui, anche se appartenenti a specie diverse.

- Il Tordo Marvizzo (Labrus bergylta) è uno dei più grossi esponenti  della famiglia dei Labridi.  Ha un corpo massic-



cio e una colorazione molto variata, che appare comunque fittamente punteggiata di chiaro con una specie di disegno a rete. Si aggira di solito fra le rocce fino a 20 m di fondo, ma gli esemplari più giovani possono essere occasionalmente rinvenuti nelle pozze di scogliera.

- Il Tordo Nero (Labrus rnerula) è anch'esso un Labride di grossa taglia. Il suo ambiente preferito è però nelle vicinanze delle praterie di posidonie, tra le quali è portato a trovare riparo, avvan-taggiato dalla colorazione olivastra che gli consente di mimetizzarsi facilmente tra la vegetazione e di sfuggire così agli even-tuali aggressori. Come tutti i Labridi, è però carnivoro e ricava il suo cibo dai piccoli organismi viventi sul fondo.




- In alcune specie di Tordi i due sessi hanno livree molto diverse per colorazione e disegno. Un esempio è il Tordo Fischietto, noto scientificamente con il nome di "Labrus bimaculatus" o "Labrus mixtus", le cui femmine (ed anche gli esemplari più giovani) hanno l'aspetto che vediamo nella foto, caratterizzato dalle tre macchie scure sul dorso verso la coda, mentre il maschio presenta una livrea molto vistosa con il capo di un brillante colore blu. Da adulto il Tordo fischietto vive a 15-20 m, mentre i giovani, che maggiore interesse rivestono per l'acquariofilo, si trovano a profondità inferiori.

- Il Tordo Pavone (Crenilabrus tinca), con i suoi venti centimetri che può raggiungere da adulto,è il Crenilabride di dimensioni più grandi. La livrea abituale è caratterizzata da due strisce longitudinali sui fianchi, che si ravvivano in certi momenti di numerose piccole macchie rosse e blu, molto evidenti sulla colorazione di fondo giallo oliva. È una specie che vive a limitata profondità, su fondali misti di sabbia, roccia e alghe. Molto attiva di giorno, durante la notte dorme adagiandosi su un fianco contro la roccia, abitudine comune a molte specie di tordi.

- Il Tordo Rosso (Crenilabrus mediterraneus) è uno dei Labridi di piccola taglia. Anche in questa specie la colorazione è piuttosto diversa nei due sessi: bruna la femmina, rosso mattone il maschio. La specie si riconosce per la presenza di due macchie scure, una all'attacco della pinna pettorale, l'altra sulla parte alta del peduncolo caudale. La colorazione, sia del maschio che della femmina, è sempre molto brillante, ma si ravviva ancora di più nel momento degli amori, come avviene un po' in tutte le specie di Labridi.

- Il Tordo Ocellato (Crenilabrus ocellatus) prende il nome invece dalla macchia molto evidente presente sull'opercolo, che risulta addirittura bordata di rosso nei maschi. La colorazione di fondo è molto variabile, a volte tendendo al giallo, altre volte al verde. Lo si trova spesso anche in acque molto basse, all'interno dei porti e in vicinanza delle pareti rocciose, dove costruisce un nido di alghe simile per forma a quello degli uccelli, proteggendolo con determinazione da intrusi ed aggressori, una volta depostevi le uova.

-  Tordo Musolungo (Crenilabrus rostratus) è chiamato un altro Crenilabride caratterizzato appunto dal profilo allungato del muso, rivolto leggermente all'insù.  È una specie molto bella, che raggiunge adulta i 10/12 cm. Ma, come al solito, più interessanti per l'acquariofilo sono i giovani di due o tre centimetri, di colore verdastro  e con il muso  ancora normalmente proporzionato.  Vive abitualmente

in prossimità delle praterie di posidonie, oltre i 15 metri di fondo.

- Altro simpatico ospite per l'acquario mediterraneo è il cosiddetto "Peperon-cino" (Tripterygion tripteronotus). È un pesciolino alquanto simile ai Blennidi. Ma anziché avere come questi una sola pinna dorsale, ne ha ben tre, di cui la prima molto piccola e la seconda coronata da raggi che nei maschi adulti risultano molto allungati. Vive sulle rocce a diverse profondità, ma lo si rinviene frequentemente anche a pochi metri. È molto agile e veloce. Ciò nonostante non è difficile catturarlo, non avendo la tendenza a rintanarsi in buchi e crepacci come i Blennidi.

- La colorazione dei Peperoncini è anch'essa molto diversa nei due sessi. Le femmine hanno un colore bruno piuttosto smorto, mentre i maschi sono di colore vivace, rosso o giallo con la testa nera. Questa livrea dei maschi si fa ancora più intensa al momento degli amori, ma sbiadisce rapidamente durante le pause riproduttive, perdendosi addirittura in cattività. Anche se privo degli smaglianti colori che presenta in natura, il Peperoncino resta un animale interessante per l'acquario, soprattutto per i suoi costumi che lo portano a scegliere nella vasca il suo territorio e a difenderlo con vivacità dagli altri ospiti.


- Un animale che, a dispetto della sua relativa mobilità, è capace di fare una bella figura in acquario è lo Scorfano. Nel Mediterraneo ce ne sono tre specie comuni: lo Scorfano Nero (Scorpaena porcus), lo Scorfano Rosso (Scorpaena scrofa) e lo Scorfanotto (Scorpaena ustulata). Quest'ultima è la specie più piccola, e, anche per questo, rappresenta la specie più adatta ad essere ospitata in un acquario casalingo. Infatti, data la voracità che contraddistingue tutti gli Scorfani, essi risultano in vasca animali molto pericolosi per gli altri ospiti presenti in acquario, specialmente se di dimensioni inferiori.

- Un pesce che sarebbe stupendo avere in acquario, ma che è difficile sia catturare, sia riuscire a far sopravvivere in vasca, è l'Anthias anthias, detto anche Castagnola Rossa. In realtà, anziché rossa la sua livrea è di un bellissimo colore rosa, mentre gli occhi sono leggermente bistrati di viola. La specie appartiene alla famiglia dei Serranidi, ma a differenza della maggior parte di questi pesci che sono in genere solitari, l' "Anthias" vive in gruppi di numerosissimi individui lungo le pareti rocciose. Predilige ambienti a notevole profondità, sui 30/40 metri, e lo sbalzo di pressione rapido che di norma segue alla cattura gli è solitamente fatale. Qualche probabilità di successo ha invece la cattura di giovani esemplari che spesso si aggirano a limitate profondità.

- Lo Sciarrano (Serranus scriba) e la Perchia (Serranus ca-brilla) sono altri due appartenenti alla famiglia dei Ser-ranidi, facili da ambientare in acquario. Il loro comportamento in vasca risulta molto interessante, ricordando quello delle Cernie, e l'innata curiosità che contraddistingue queste ultime. A differenza della Perchia, lo Sciarrano, che qui vediamo nella foto, è facile da rinvenire in acqua bassa su fondali di roccia e sabbia. Animale generalmente solitario, è bene lasciargli in acquario sufficiente spazio vitale.

- Tra i Serranidi, tuttavia, meglio di tutti in acquario vive il Serranus hepatus, detto anche Sciarrano Sacchetto. È la specie più piccola, 13 cm al massimo, ed è caratterizzato da una evidente macchia nera sulla spina dorsale e dalle pinne pel-

viche anch'esse di colore nero. È un pesciolino che ha, nonostante le sue limitate dimensioni, le stesse abitudini degli altri Serranidi. Carnivoro, si nutre di piccoli pesci, crostacei e molluschi. Lo si può rinvenire su ogni tipo di. fondale, a diverse profondità.

- A qualunque specie appartengano anche le cernie possono ambientarsi bene in acquario. Occorre tuttavia, data la notevole stazza che possono raggiungere, catturarle in giovane età e di dimensioni proporzionate alla vasca che dovrà ospitarle. Sono animali cui è facile affezionarsi con il tempo, il che rende difficile il distacco quando sarà giunto il momento di doverli necessariamente liberare in mare, essendo divenuti ormai troppo grandi per l'acquario che li ospita. La specie di cernia che arriva alle dimensioni maggiori è il Polyprion americanum, con i suoi due metri e passa di lunghezza. È un animale che da adulto ha il suo ambiente di vita tra i 100 e i 200 metri di fondo, ed è totalmente nero. Da giovane invece  (ne vediamo un bell'esemplare

nelle ultime due foto a lato) presenta una livrea alquanto diversa, con delle eleganti macchie bianche, ed ha l'abi-tudine di seguire, a volte in gruppi di più esemplari, i corpi a galla trasportati in mare aperto dalla corrente. Ciò consente talvolta la sua cattura da parte del subacqueo acquariofilo che potrà rinve-nirlo sotto qualche cassetta galleggiante al largo. E l'inserimento in acquario che seguirà, darà, senza troppi problemi, notevoli soddisfazioni.

(6 - continua)

 
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copyright Guido Picchetti - 26/9/2009