da "AQUARIUM" - Aprile 1980

NB. - E' una guida all'acquariologia marina mediterranea pubblicata in varie puntate dalla rivista "Aquarium" dal Febbraio 1980 al Dicembre 1982. Sia i testi che le foto sono frutto delle esperienze dirette acquisite principalmente attraverso le "Settimane  di Biologia e Acquariologia Marina" che a partire dal 1973, e per una decina di anni, avevo avuto modo di organizzare annualmente presso il "Centro Immersioni Sorrento" da me diretto, grazie soprattutto alla preziosa collaborazione di alcuni amici biologi marini della Stazione Zoologica di Napoli e di alcuni noti esperti in tema di acquariologia, disposti, sia gli uni che gli altri, ad incontrarsi in occasione di quei meeting settimanali teorico-pratici, mettendo a  disposizione di tutti i subacquei partecipanti le loro conoscenze in materia.


SCOPRIAMO L'ACQUARIOLOGIA MEDITERRANEA

 2° - Raccolta all'asciutto

 


Testo e
foto di Guido Picchetti

 - La ricerca di organismi marini per il nostro acquario mediterraneo non deve essere necessariamente una ricerca subacquea, da realizzarsi cioè in immersione con maschera e pinne. A volte basta una passeggiata sulla spiaggia, dopo una mareggiata, per consentire la raccolta di numerosi organismi di buon interesse per l'acquariofilo, "spiaggiati", come si dice in gergo, dalla violenza delle onde. E la ricerca potrà risultare particolarmente proficua se il fondo antistante è essenzialmente un fondo "duro", come la presenza di resti di posidonie sulla riva può confermarci. Nella foto, appunto, tra valve spiaggiate di molluschi e foglie secche di posidonie, notiamo un piccolo "Codium", una bella alga verde che bene si adatterà alla vita d'acquario se riusciremo a immetterla senza troppi ritardi nel suo elemento naturale.

- Ma sulla spiaggia sarà possibile fare qualche ritrovamento interessante per l'acquariofilo anche senza le mareggiate. Alcuni organismi infatti si nascondono permanentemente sotto la sabbia stessa del bagnasciuga. Come, ad esempio certi policheti che i pescatori di superficie ben conoscono, usandoli abitualmente come esca, e che, pur non risultando affatto appariscenti in vasca, possono essere utili all'equilibrio biologico ambientale e costituire al tempo stesso una potenziale riserva di cibo per gli ospiti dell'acquario. Altri animali invece, come i paguri, si avventurano in caccia all'asciutto, specialmente nelle ore di primo mattino. In acquario i paguri sono animali simpatici ed utili, divorando ogni avanzo di cibo. Ma converrà ospitare solo gli esemplari più piccoli, essendo capaci di mettere tutto sottosopra nella vasca.

- Gli ambienti più ricchi ed interessanti per le ricerche acquariologiche all'asciutto sono comunque le pozze d'acqua che lungo le scogliere vengono periodicamente riempite dal flusso del mare. Gli organismi che vivono in esse sono specie animali e vegetali molto resistenti e dotate di grandi capacità di adattamento. L'acqua di queste pozze costiere ha infatti caratteristiche di estrema variabilità, sia per quanto riguarda la salinità che la temperatura; e gli organismi che possiamo qui raccogliere sono indubbiamente abituati meglio degli altri a sopportare siffatti cambiamenti, facili a verificarsi anche nel nostro acquario casalingo.

- Un mollusco caratteristico di questa zona litorale è la "Littorina", che qui vediamo appunto fotografata. È un animale che preferisce vivere in natura al limite estremo dell'alta marea, o anche un poco più su. Abitualmente si ripara nelle fenditure delle rocce insieme a numerosi compagni della specie; talvolta tuttavia la si può trovare libera sulla superficie rocciosa, ma sempre in zone raggiunte periodicamente dalla spuma dei marosi.

- I mitili, o cozze, sono altri organismi che è possibile rinvenire in certe zone dei litorali rocciosi e raccogliere rimanendo all'asciutto senza troppi problemi. Sono infatti presenti, dove ci sono, in colonie numerose di individui anche in pochi centimetri d'acqua. Nelle acque basse si trovano solitamente gli esemplari più piccoli, ma i mitili, di qualunque grandezza siano, sono sempre utili  per l'acquariofilo, per le loro

ottime proprietà di organismi filtratori. Una cozza di medie dimensioni, infatti, riesce a filtrare quasi un litro e mezzo di acqua all'ora, e si capisce da ciò come un ciuffetto di cozze immesso in acquario possa contribuire notevolmente alla purezza dell'acqua della vasca, costituen-do insieme una riserva alimentare per gli altri ospiti presenti in vasca, i quali, se davvero affamati, troveranno essi stessi il modo di aprire le valve del mollusco per cibarsi della sua polpa saporita.



- Sugli scogli lasciati scoperti dalla bassa marea, o solo raramente spruzzati dalle onde, sono anche frequenti le "Patelle". Apparentemente immobili, esse compiono invece durante le fasi di alta marea e preferibilmente di notte, delle lunghe migrazioni in cerca di cibo. Dopo un largo giro denunciato dalla pista "raschiata" che lasciano dietro di sé brucando le alghe verdi del fondo, ogni patella torna "a casa", ritrovando con precisione assoluta il punto dello scoglio dal quale si è mossa, laddove la sua conchiglia si adatta esattamente alle irregolarità della roccia. Staccare durante la fase di bassa marea una patella con la sua conchiglia strettamente attaccata alla roccia, non è affatto un'impresa facile. Dovremo servirci della punta di un coltello, facendo però bene attenzione a non ferire il corpo dell'animale, se vorremo immetterlo in buona salute nell'acquario. In vasca la patella potrà rivelarsi molto utile, cibandosi delle alghe verdi che facilmente si formano in acquari troppo in luce, e collaborando così indirettamente ad un loro migliore manutenzione.

- Un altro ambiente che l'acquariofilo per la sua ricerca all'asciutto farà bene a non trascurare è quello delle alghe costiere che coprono a volte il fondo delle zone lasciate scoperte dalla bassi marea, proteggendo dall'essiccamento e dalla forte luce solare molti animali che vi trovano rifugio e condizioni nutritive favorevoli. Qui vediamo, lungo il moli di un porto, un masso ricoperti da una bella distesa di "Ulva".

 - L' "Ulva lactuga", in particolare, è un'alga verde che riveste un buon interesse per l'acquario mediterraneo. Purché vi siano sufficienti condizioni di luminosità, infatti, non pone troppe difficoltà di ambientazione e di sviluppo in vasca, risultando a tempo stesso alimento gradito per numerosi ospiti dell'acquario.

- Avvicinandoci cautamente alla zona litorale non sarà difficile sorprendere fuori dall'acqua qualche bell'esemplare di granchio, pronto però a rifugiarsi con scatto veloce in qualche piccolo anfratto della roccia appena al d sotto della superficie dell'acqua Per questa sua abilità nella fuga la sua cattura è tutt'altro che semplice; e, tutto sommato, forse neppure troppo vantaggiosa da tentare, trattandosi di un animale che in acquario non si rivela generalmente affatto tranquillo e socievole. 

- Discorso del tutto diverse invece per quanto riguarda i "Palaemon", dei simpatici gamberetti semitrasparenti, abbastanza facili da rinvenirsi tra i massi delle scogliere in riva al mare. I "Palaemon" sono dei piccoli crostacei che, visti nel loro ambiente naturale, possono anche apparire piuttosto insignificanti, ma che, osservati più da vicino, risultano molto eleganti per forme e colori, e che fanno in acquario una bellissima figura.

- I "Palaemon", pur non trovandosi mai fuori dall'acqua come i granchi, si tengono di solito in acque molto basse, appena pochi centimetri sotto la superficie; e la loro cattura non è pertanto particolarmente difficile. Occorre armarsi di un buon retino e di un po' di pazienza. Ma occorre soprattutto saper sfruttare in contropiede il loro caratteristico movimento di fuga, fatto di veloci e improvvisi scatti all'indietro. La loro ambientazione nell'acquario marino è molto utile, essendo degli efficienti "spazzini" dell'ambiente. Purtroppo risultano alquanto indifesi di fronte a molti altri animali marini, e la loro presenza in acquario è destinata quasi sempre a rarefarsi, essendo facile preda degli altri ospiti presenti nella vasca.

- In queste raccolte acquariologiche all'asciutto è senz'altro il grosso bidone di plastica a collo largo a rivelarsi il contenitore più conveniente e pratico. In esso, infatti, si potranno mettere senza difficoltà o pericolosi ritardi i vari organismi catturati, rovesciando addirittura il retino sull'apertura del bidone. E provvederemo  a  separare  in qualche sacchetto di plastica  gli

organismi più delicati solo se l'acquario che dovrà accoglierli si trova a molte ore di distanza.

- Se invece l'acquario non è troppo lontano, e gli organismi raccolti soprattutto non sono molti, la stessa acqua contenuta nel bidone potrà servire ad un parziale sempre utile rinnovo dell'acqua della vasca. Mentre un pratico aereatore a pile, appeso al manico del bidone, potrà migliorare le condizioni del trasporto, assicurando per alcune ore, tramite un tubicino infilato nel coperchio, una buona areazione agli organismi raccolti nel contenitore.

(2 - continua)

 
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copyright Guido Picchetti - 20/9/2009