da "ACQUARIO" / Settembre 1984

NB. - Si tratta di una serie di 8 articoli pubblicati tra il Gennaio e il Settembre del 1984,
su altrettanti invertebrati marini mediterranei che rivestono un certo interesse per gli appassionati di acquariofilia
 

 

GLI INVERTEBRATI MARINI MEDITERRANEI
 

CARYOPHYLLIA SMITHI

di Guido Picchetti
 

phylum COELENTERATA
subphylum ANTHOZOA
classe ZOANTHARIA (= Hexacorallia)
ordine MADREPORARIA (= Scleractinia)
famiglia CARYOPHYLLIDAE
specie CARYOPHYLLIA SMITHI (Stokes)


I Celenterati appartenenti alla classe degli Zoantari sono detti anche Esacoralli in quanto i singoli polipi di questi organismi, coloniali o solitari che siano, sono caratterizzati da un numero di tentacoli che è sei o un multiplo preciso di sei. Inoltre i tentacoli sono solitamente lisci, a differenza di quelli degli Ottacoralli che si presentano vistosamente piumati, come si si può vedere abbastanza facilmente osservando da vicino il polipo di una Gorgonia o di un Alcionario.

Alla famiglia delle Caryophyllidae appartengono poi in particolare quei coralli solitari o coloniali che hanno abitualmente due file di tentacoli intorno all'apertura boccale. Quando il polipo non è in piena estensione risultano molto evidenti, sulla coppa calcarea che forma lo scheletro di questi organismi, i setti radiali che li caratterizzano: sei maggiori e altri sei minori inseriti regolarmente tra i primi, come le tacche di un orologio. Il corpo molle, incolore e trasparente, è così esile che a polipo retratto risulta quasi invisibile e appare tutt'al più come una sottile copertura della coppa calcarea. L'aspetto di questi organismi muta notevolmente quando le Caryophyllidae si rigonfiano d'acqua e si estendono in tutta la loro bellezza verso l'alto, rassomigliando a dei piccoli Anemoni trasparenti, cosa che avviene solitamente di notte, o anche di giorno nelle zone più scarsamente illuminate.

Gli Esacoralli caratterizzati da uno scheletro calcareo interno, come la Caryophyllia smithi che qui vediamo fotografata, sono in natura fissati saldamente al substrato roccioso. Per questa ragione la loro raccolta da parte di un sub acquariofilo non risulta tanto agevole, richiedendo eventualmente l'asporto di un piccolo pezzo di substrato, e anche una certa cura nel trasporto per evitare che l'animale possa ferirsi. In compenso in acquario questi organismi si ambientano abbastanza facilmente, riuscendo a sopravvivere a lungo, arrivando anche in certi casi a riprodursi. Occorre naturalmente cercare di ricreare in vasca il più fedelmente possibile le condizioni ambientali naturali di provenienza e assicurare un'alimentazione idonea, a base animale ed estremamente particellata.

La foto è stata scattata su un fondale dell'isola di Pantelleria intorno ai 20 metri di fondo con una Nikonos munita di anello estensore 2:1 su obiettivo da 35 mm. Pellcola Ektachrome 64 ASA. Flash elettronico e servo flash. F:16, t:1/60.

 

   copyright Guido Picchetti

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