da "ACQUARIO" / Maggio 1984

NB. - Si tratta di una serie di 8 articoli pubblicati tra il Gennaio e il Settembre del 1984,
su altrettanti invertebrati marini mediterranei che rivestono un certo interesse per gli appassionati di acquariofilia
 

 

GLI INVERTEBRATI MARINI MEDITERRANEI


CERITHIUM VULGATUM

di Guido Picchetti
 

phylum MOLLUSCA
classe GASTEROPODA
ordine MESOGASTROPODA
famiglia CERITHIDAE
specie CERITHIUM VULGATUM (Bruguière)


E' una specie di mollusco noto anche con il nome di Gourmya vulgata, per la sua appartenenza al genere Gourmya, un genere poco rappresentato nel Mediterraneo, ma molto diffuso sui fondali tropicali. Tuttavia il nome Cerithium ha una maggiore giustificazione sul piano etimologico, derivando dal greco Keràtion che significa "piccolo corno"; e la forma di piccoli corni hanno appunto tutte le conchiglie di questa famiglia, tra cui la specie qui fotografata risulta una delle più comuni sui fondali rocciosi mediterranei. L'ambiente di vita del Cerithium vulgatum non si limita tuttavia al nostro mare, ma si estende anche alle coste africane dell'Atlantico.

Le dimensioni del Cerithium vulgatum possono raggiungere anche i 75 mm negli esemplari maggiori, ma comunemente si aggirano sui 3 o 4 cm di lunghezza. La conchiglia presenta delle caratteristiche nodulosità, regolarmente intervallate sulle costolature spiralate, mentre la colorazione varia tra il grigio e il bruno. L'opercolo, corneo e di colore bruno scuro, presenta il nucleo in posizione eccentrica.

In acquario il Cerithium vulgatum si ambienta con relativa facilità. Sarà però opportuno cercare ricreargli in vasca un ambiente di tipo corallino, simile a quello in cui abitualmente lo si rinviene in natura, meglio se con rocce e pietre vive, tra le quali potrà aggirarsi per procurarsi direttamente il cibo di cui abbisogna. Come molti molluschi che si rinvengono in mare a profondità non eccessive, è un animale molto resistente alle variazioni di temperatura, e tollererà senza troppi problemi variazioni comprese tra i 12° e i 22°. Il pH va tenuto tra i 7,5 e gli 8,5° con una illuminazione piuttosto modesta.

La foto è stata scattata su un fondale roccioso del Capo di Massa nel Golfo di Napoli, utilizzando una Nikonos munita di anello estensore 2:1 e un flash a lampadine quale fonte luminosa. La pellicola è una Ektachrome 64 ASA. Diaframma impostato f:16 con t: 1/60.

 

   copyright Guido Picchetti

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