da "ACQUARIO" / Febbraio 1984

NB. - Si tratta di una serie di 8 articoli pubblicati tra il Gennaio e il Settembre del 1984,
su altrettanti invertebrati marini mediterranei che rivestono un certo interesse per gli appassionati di acquariofilia
 

 

GLI INVERTEBRATI MARINI MEDITERRANEI


ASTROIDES CALYCULARIS

di Guido Picchetti
 

phylum CNIDARIA
classe ANTHOZOA
sottoclasse HEXACORALLIA
ordine MADREPORARIA
famiglia DENDROPHYLLIDAE
specie ASTROIDES CALYCULARIS (Pallas)


Nel Mediterraneo non ci sono molte specie di madreporari, ma tra le poche esistenti ce n'è una delle più belle e appariscenti esistenti al mondo. E' appunto l'Astroides calycularis, un madreporario che si presenta sotto forma di piccoli cuscini tondeggianti di un bel colore arancione, dal quale si elevano a forma di fiore i singoli polipi che compongono la colonia. Del tutto assente lungo le coste francesi e spagnole, in Italia lo si rinviene solo sui fondali tirrenici più meridionali, in pochi metri di acqua su certi versanti delle coste campane e calabresi, e a profondità ben più elevate fino a 15 o 20 metri di profondità nelle acque siciliane, dove è favorito nel suo sviluppo dalla maggiore luminosità indiretta disponibile nell'ambiente.

E' facile confondere l'Astroides con il Parazoanthus axinellae, uno cnidario molto simile appartenente però al diverso ordine degli Zoantari, che come l'Astroides usa tappezzare le pareti rocciose sommerse. Ciò che caratterizza tuttavia l'Astroides e ne rende agevole il riconoscimento, oltre all'aspetto esterno dei polipi più carnosi e lisci di quelli di Parazoanthus, è lo scheletro calcareo interno della colonia, che risulta invece totalmente assente nel Parazoanthus.

L'ambientazione in acquario dell' Astroides Calycularis non presenta troppi problemi. Piuttosto la raccolta in mare richiede molta cura, badando a non ferire il tessuto carnoso dei polipi mentre con la picozza si stacca lo scheletro dal substrato cui è saldamente attaccato, o ancora durante le successive fasi di trasporto. I polipi feriti in vasca infatti muoiono facilmente, lasciando progressivamente allo scoperto lo scheletro calcareo interno della colonia. La riproduzione avviene sia per via sessuata che per gemmazione. Nel periodo estivo è possibile osservare l'espulsione di piccole larve attraverso l'apertura boccale dei polipi, larve che, pur fissandosi alle pareti della vasca, tuttavia difficilmente riescono a svilupparsi.

La foto è stata scattata di notte sui fondali della Baia di Ulisse di Favignana. Attrezzatura impiegata: complesso Marco Nikonos con obiettivo 35 mm. Pellicola Ektachrome 64 ASA. Diaframma f:16. Flash elettronico con servo flash.

 

   copyright Guido Picchetti

al successivo articolo della serie

torna a " fotogiornalismo "