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Nel Mediterraneo non ci sono molte specie di madreporari,
ma tra le poche esistenti ce n'è una delle più belle e appariscenti
esistenti al mondo. E' appunto l'Astroides calycularis, un
madreporario che si presenta sotto forma di piccoli cuscini tondeggianti
di un bel colore arancione, dal quale si elevano a forma di fiore i
singoli polipi che compongono la colonia. Del tutto assente lungo le coste
francesi e spagnole, in Italia lo si rinviene solo sui fondali tirrenici
più meridionali, in pochi metri di acqua su certi versanti delle coste
campane e calabresi, e a profondità ben più elevate fino a 15 o 20 metri
di profondità nelle acque siciliane, dove è favorito nel suo sviluppo
dalla maggiore luminosità indiretta disponibile nell'ambiente.
E' facile confondere l'Astroides con il Parazoanthus axinellae,
uno cnidario molto simile appartenente però al diverso ordine degli
Zoantari, che come l'Astroides usa tappezzare le pareti rocciose
sommerse. Ciò che caratterizza tuttavia l'Astroides e ne rende
agevole il riconoscimento, oltre all'aspetto esterno dei polipi più
carnosi e lisci di quelli di Parazoanthus, è lo scheletro calcareo
interno della colonia, che risulta invece totalmente assente nel
Parazoanthus.
L'ambientazione in acquario dell' Astroides Calycularis non
presenta troppi problemi. Piuttosto la raccolta in mare richiede molta
cura, badando a non ferire il tessuto carnoso dei polipi mentre con la
picozza si stacca lo scheletro dal substrato cui è saldamente attaccato, o
ancora durante le successive fasi di trasporto. I polipi feriti in vasca
infatti muoiono facilmente, lasciando progressivamente allo scoperto lo
scheletro calcareo interno della colonia. La riproduzione avviene sia per
via sessuata che per gemmazione. Nel periodo estivo è possibile osservare
l'espulsione di piccole larve attraverso l'apertura boccale dei polipi,
larve che, pur fissandosi alle pareti della vasca, tuttavia difficilmente
riescono a svilupparsi.
La foto è stata scattata di notte sui fondali della Baia di Ulisse di
Favignana. Attrezzatura impiegata: complesso Marco Nikonos con obiettivo
35 mm. Pellicola Ektachrome 64 ASA. Diaframma f:16. Flash elettronico con
servo flash.
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