da "ACQUARIO" / dal 1981 al 1983

NB. - Si tratta di una serie di 31 schede pubblicate sulla rivista "ACQUARIO" tra il  1981 e il 1984,  su altrettanti
organismi marini sia mediterranei che tropicali, ripresi nel loro ambiente naturale, sistematicamente inquadrati, e presentati
 valutandone una loro possibile ambientazione in acquario. Ripubblichiamo separatamente e integralmente le prime 7 schede,
mentre delle altre riportiamo in un unica pagina web l'immagine della scheda con il nome dell'organismo rappresentato
 

 


VALONIA UTRICULARIS

di Guido Picchetti

TIpo: Thallophyta
Classe: Chlorophyta
Ordine: Siphonocladales
Famiglia: Valoniaceae
Specie: Valonia utricularis

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È una specie di alga mediterranea abbastanza facile da riconoscere per il suo caratteristico aspetto a forma di piccoli otri, da cui appunto il nome. Questi appaiono lucidi e rigonfi, strettamente accostati gli uni agli altri, e di un bel colore verde iridiscente che conferma anche visivamente l'appartenenza della specie al gruppo delle Cloroficee, le cosiddette Alghe Verdi. Secondo le abitudini della maggior parte delle alghe di questo gruppo, possiamo rinvenire la «Valonia Utricularis» anche a poca profondità, abbarbicata in gruppetti numerosi insieme ad altri organismi sulle pareti rocciose entro i primi dieci metri di fondo. Alla stessa famiglia appartiene la «Valonia macrophysa», di aspetto simile, che però in gruppetti isolati a maggiore profondità e che si fa riconoscere per la più accentuata corpulenza degli otricelli trasparenti che la compongono.

L'inserimento in un acquario marino mediterraneo della Valonia, prelevata insieme ad un pezzo del suo substrato roccioso, costituisce di solito un elemento positivo, sia sotto il profilo estetico, per la bella nota di colore che è in grado di apportare all'ambiente, sia per il contributo all'equilibrio biologico che è legato di norma alla presenza di alghe nella vasca. Da questo punto di vista, tuttavia, sarà bene non contare troppo sulla longevità della specie, risultando essa da un lato appetita al palato degli altri ospiti vegetariani dell'acquario, e dall'altro mal adattandosi, al pari di tante altre specie di alghe marine, all'esistenza in cattività.

 

   copyright Guido Picchetti

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