1) Da "NOTIZIE CESUB n° 9, Gennaio/Marzo 1968

28 Aprile / 5 Maggio 1968


1° campagna di ricerche e studi subacquei promossa dal Cesub a Ponza (LT)

in collaborazione con il Club Alpino Italiano (Sezione di Napoli)
e sotto gli auspici dell' E.P.T. di Latina

II CESUB in collaborazione con il Club Alpino Italiano (Sezione di Napoli) e sotto gli auspici dell'E.P.T. di Latina, condurrà dal 28 Aprile al 5 Maggio p. v. una campagna di ricerche e studi sull' isola di Ponza.

Secondo il programma elaborato dall'equipe del CESUB, di cui fanno parte numerosi ricercatori e collaboratori tecnici, le sessioni di lavoro e studio verranno svolte giornalmente, su 5 stazioni operative diverse (Le Formiche, P.ta della Guardia, Secca dei Mattoni, Scoglio Rosso e P.ta del Gore), ricerche di biologia marina, a cura del Dr. Eugenio FRESI, ricercatore presso la Stazione Zoologica di Napoli, e dei Drr. DE LUCA e TADDEI, dell'Istituto di Botanica di Napoli; ricerche mediche, a cura del Prof. Armando PANE, dell'Istituto di Semeiotica Medica dell'Università di Napoli, e del Dr. Giancorrado FASCIANI, medico sociale del CESUB; studi di geologia marina a cura del Dr. Paolo COLANTONI dell'Istituto di Geologia e Paleontologia dell'Università di Bologna. Collaboreranno per il settore foto-sub Mario FONTANA e, limitatamente agli ultimi giorni della campagna, Raniero MALTINI e Piero SOLAINI. Capo-spedizione l'ing. Mario GIUGNI, coadiuvato dal Direttore Tecnico del CESUB Guido PICCHETTI. Il Capitano di Vascello Mario COCO, Comandante della Zona Fari del Basso Tirreno e promotore dell'iniziativa, seguirà preziosamente l'andamento dei lavori.

La partenza dei ricercatori per l'isola avverrà sabato 27 Aprile in tre gruppi distinti: da Salerno alle ore 16,30 con il cabinato dell'Ing. GIUGNI; da Napoli, alla stessa ora, con quello del Dr. FASCIAMI; e da Formia alle 16 con il vaporetto della SPAN. Il ritrovo dei partecipanti è comunque fissato alle ore 17 di Domenica 28 Aprile presso l'Hotel MARI a Ponza.

Un raduno sociale, per il quale con foglio a parte è stato rivolto invito ai Soci, avrà luogo in concomitanza degli ultimi giorni della campagna, dal 1° al 5 Maggio.



ECHI  DI  STAMPA

dalle "VARIE" su "NOTIZIE CESUB n°10"
Aprile/Giugno 1968, pag. 115

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Si è svolta dal 28 Aprile al 5 Maggio u. s. la 1" Campagna di ricerche e studi sull'isola di Ponza, organizzata dal CESUB sotto gli auspici dell'Ente Provinciale per il Turismo di Latina. Il programma di lavoro, realizzato su quattro stazioni operative (Punta Bianca, Scoglio Rosso, Le Formiche e Secca dei Mattoni), prevedeva osservazioni biologiche, geologiche, ricerche mediche, documentazioni fotografiche e ricerche archeologiche, svolte quest'ultime con la collaborazione del neo-costituito Centro Subacqueo di Baia. Sono state inoltre compiute alcune ricerche per l'identificazione di sorgenti marine di acqua dolce, in località "I Faraglioni" e a "Punta della Guardia", che però hanno dato, in questa prima fase di lavori, esito negativo. Daremo in un prossimo numero del "CE-SUB Notizie", una relazione dei lavori.
......

Il Dr. Pietro Dhorn, a sinistra nella foto, a bordo del Leucotea. Si riconoscono dietro Alessandro Marroni a destra, e Guido Picchetti in mezzo.


 

da "IL MATTINO" (cronaca del Lazio) del 20/04/1968

Il Centro Subacqueo di Santa Maria di Castellabate, il vigoroso sodalizio cilen-tano che ha dato nuovo impulso, negli ultimi tempi, ai vari problemi della ricer-ca subacquea, organizzando, fra l'altro, una spedizione di studi nella Grotta di Smeraldo di Amalfi, il 1° Convegno Na-zionale delle Attività Subacquee, ed altre manifestazioni aventi per scopo una maggiore conoscenza delle risorse del mare, dal punto di vista scientifico, turi-stico e sportivo, ha organizzato, con il patrocinio e sotto gli auspici dell' EPT di Latina, una «Campagna di ricerche e studi sull'isola di Ponza», ed un «Raduno Sociale» al quale prenderanno parte i soci del Ce.Sub. stesso e quelli del Centro Subacqueo di Baia.

Le due manifestazioni si svolgeranno dal 28 aprile al 5 maggio la prima, dal 1° al 5 maggio la seconda. Si tratta di un'ini-ziativa di notevole importanza e di indubbio interesse, perché i dati che saranno raccolti potranno costituire un contributo non indifferente alla cono-scenza dei fondali, delle correnti, della fauna e flora subacquee dell'isola, che di anno  in anno  va  acquistando  un'impor-

tanza sempre maggiore nel campo turi-stico nazionale ed internazionale.

I tecnici che prenderanno parte alla campagna partiranno da Napoli, da Saler-no e da Formia, sia con imbarcazioni pri-vate (quella dell'ing. Giugni da Salerno, quella del dott. Fasciani da Napoli) sia con vaporetti di linea, per ritrovarsi a Ponza nella serata stessa di sabato. La prima riunione di lavoro si svolgerà nella serata di domenica, a Ponza, e avrà per scopo la consegna ai tecnici dei tracciati ecogoniometrici delle «stazioni operati-ve».

Queste sono cinque principali e tre di riserva, così distribuite:
   a) stazioni operative principali: Le For-miche, Punta della Guardia, Secca dei Mattoni, Scoglio Rosso, Punta del Core.
   b) stazioni operative di riserva: Punta della Madonna, Punta dei Forni, Punta del Papa.

Il programma giornaliero dei lavori, da ripetersi per ciascuna delle stazioni pre-scelte, prevede:
   1° fase (a mare): ricerche mediche, ri-

cerche di biologia marina, e documenta-zioni foto-sub;
   2° fase (a mare): osservazioni geolo-giche, ricerche mediche, e documenta-zioni con ecosonar;
   3° fase (a mare): ricerca archeologica, ricerche mediche;
   4° fase (a terra): consuntivo dell'attivi-tà giornaliera di ricerca, definizione del programma per il giorno seguente.

Si tratta, come si vede, di un programma molto vasto, e che dovrà essere portato a termine in un periodo di tempo ristretto. L'organizzazione fa capo al rag. Arnoldo Borgato, presidente del Ce.Sub. di Santa Maria di Castellabate, a Guido Picchetti, segretario e direttore tecnico del Ce.Sub., e all'ing. Giugni, per la parte logistica.

A Ponza, nel periodo del Raduno, sarà in funzione m servizio di ricarica (per gli autorespiratori ad aria compressa, riser-vato ai soci del Ce.Sub. secondo le tariffe sociali. La segreteria sarà in-stallata dal 28 aprile al 5 maggio presso l'Hotel Mari.

di Aldo Stefanile


 da "IL MATTINO" del 27/04/1968


da "SPORT SUD" del 30/04/1968
(sopra)

 

 

da "IL MATTINO" del 1/05/1968
(a sinistra)

 

da "SPORT SUD" del 7/05/1968
(sopra)


da "IL MATTINO" (cronaca del Lazio) del 4/05/1968

PONZA, 3 maggio
La spedizione scientifica, che va con-cludendo la 1° campagna di ricerche e di studio nell'isola di Ponza, continua il suo lavoro sui fondali della meravigliosa isola pontina. La sezione biologica sta racco-gliendo copiosissimo materiale, che vie-ne catalogato e classificato, mentre quel-la fotografica sta effettuando rilievi, e quella geologica sta compiendo prelievi per lo studio dei fenomeni bradisismici che, negli anni, hanno finito per modifi-care il profilo dell'isola.

Interessanti campioni sono stati prelevati sui fondali del gruppo detto «delle For-miche», mentre, nella giornata di ieri, la spedizione  ha effettuato  una puntata in

una zona nella quale dovrebbe trovarsi una sorgente di acqua dolce, che sgor-gherebbe sotto il mare.

Non è il caso di parlare già di «risultati»: infatti, la campagna non si propone di giungere a scoperte sensazionali, bensì di gettare le basi per uno studio sistematico che continuerà anche nei prossimi mesi.

La campagna attuale si concluderà dome-nica prossima, dopo di che la spedizione rientrerà alla base. Sono presenti sul posto, attualmente: l'ing. Giugni, coor-dinatore, Guido Picchetti per la parte tecnica sub, coadiuvato da un altro istruttore federale, Sandro Marroni; il prof.  Paolo  Colantoni,   geologo;    Mario

Fontana per la fotografia subacquea; la signorina Zagari per La parte archeolo-gica; Mario Napoli, Paolo De Luca, Rober-to Taddei e Lucio Durazzo per la parte biologica; il prof. Pane, per i rilievi ematografici; Mario Carotenuto per le riprese TV con un'equipe della radio-televisione; Enrico Giannelli, della «Sirio» per le ricerche oceanografiche. Sono atte-si anche Raniero Maltini e Piero Solaini. Sovraintende all'opera dei biologi il prof. Pietro Dohrn, Direttore della Stazione Zoologica di Napoli. L'orga-nizzazione è curata da! Ce Sub di Santa Maria di Castellabate. Collabora il Ce-Sub di Baia.

di Aldo Stefanile


da "IL MATTINO" (cronaca del Lazio) del 7/05/1968

La spedizione scientifica che ha condotto a Ponza la 1° Campagna di Ricerche e di studi è rientrata la notte scorsa alla ba-se. La «Leucotea» dell'ing. Mario Giugni, nave «ammiraglia» della spedizione, ha gettato le ancore alle 3 del mattino a Salerno, ed i ricercatori hanno fatto ri-torno alle loro occupazioni abituali. Ades-so, si tratterà di tirare le somme di ciò che è stato fatto, e sarà un'opera indub-biamente molto delicata, perché il mate-riale raccolto sui fondali dell'isola è molto copioso, specialmente per quel che ri-guarda la parte biologica, la cui sovrain-tendenza era affidata ad uno studioso che onora la Ricerca italiana, il prof. Pie-tro Dohrn, direttore della Stazione Zoolo-gica napoletana.

Sul fondo hanno lavorato, per la parte di ricerca e di prelievo del materiale biolo-gico, Paolo De Luca e Roberto Taddei, accompagnati e coadiuvati da un esperto sub, il Direttore tecnico del Ce-Sub dì Santa Maria di Castellabate, Guido Pic-chetti, istruttore federale, e da Sandro Marroni, istruttore federale del Sub Bolo-gna. A terra, collaborava all'opera di ca-talogazione del materiale Lucio Durazzo. Per la parte archeologica ha dato il suo contributo una équipe del Ce-Sub di Baia, che era  stata invitata a collaborare alla campagna di Ponza. Questa equipe face-va capo  a Mario Carotenuto, il noto ope-

ratore della TV italiana, e comprendeva Mario Fontana, per la parte dei rilievi fotografici subacquei e Giuliana Zagari, per l'indagine archeologica. Anche il ma-teriale raccolto da questa «sezione» è risultato molto copioso ed indubbiamente interessante. Sono stati prelevati reperti nella sona detta «delle Formiche» e sulla «Secca dei mattoni»; questo materiale dovrà essere adesso vagliato, studiato, classificato. Per la parte geologica, il prof. Paolo Colantoni, dell'Università di Bologna, ha dato il suo alto contributo, reperendo materiale che dovrà adesso essere studiato e classificato.

Ospite della spedizione era anche il dott. Enrico Giannelli, deila Sirio, impegnato nello studio del fenomeno delle migra-zioni dei tonni. Il dott. Giannelli, il quale continuerà le sue ricerche nelle acque napoletane, ha potuto compiere delle in-teressanti osservazioni. Il dott. Giannelli è già noto in campo internazionale, per l'opera di «marcatura dei tonni». Per lo studio delle migrazioni, i tonni catturati dall'equipe del dott. Giannelli vengono marcati e poi rimessi in libertà; una suc-cessiva cattura, anche a distanza di anni, potrà dare la risposta a molti inter-rogativi in questo campo della ricerca scientifica. La spedizione organizzata dal Ce-Sub di S.Maria di Castellabate, già resosi benemerito  per la  «due giorni» di

studi e ricerche netta Grotta Smeraldo did Amalfi, costituisce soltanto la prima parte d'un lavoro di studio che dovrà continuare nei mesi prossimi. Infatti, le «stazioni» messe sotto osservazione sa-ranno studiate nuovamente, probabil-mente a settembre, in modo da accertare quali cambiamenti dell'ambiente potranno verificarsi in un periodo di tre o quattro mesi. Si dovrebbe così giungere ad un quadro preciso e dettagliato della situa-zione biologica.

Nel frattempo, sia il prof. Pane, il quale ha effettuato prelievi per indagini emato-grafiche, sia il dott. Gian Corrado Fascia-ni, che ha tenuto sotto osservazione medica i sommozzatori, completeranno il loro lavoro, che tende a stabilire quali influenze le ripetute immersioni possano avere sull'organismo dei subacquei. Si sa che uno dei principali problemi della me-dicina subacquea è la presenza di azoto nel sangue e la sua dispersione. L'azoto è responsabile probabilmente, della «narco-si degli abissi» (che toglie ogni senso di responsabilità ai sommozzatori), ed è quasi certamente responsabile delle em-bolie in seguito ad immersioni senza de-compressione. Gli studi del prof. Pane tendevano, appunto, a continuare l'inda-gine che, in tutte il mondo, si va com-piendo su questo delicatissimo problema.

di Aldo Stefanile


da "IL MATTINO"
 del 9/05/1968

Per la prima volta nella sua lunga storia, l'isola di Ponza ha ospitato, nei giorni scorsi, un folto gruppo di sommozzatori, scesi sul fondo con maschere, mute ed autorespiratori, ma senza fucili e senza fiocine, bensì soltanto con barattoli, retini e macchine fotografiche, per condurre una prima campagna di ricerche e di studi, di carattere biologico, geologico ed archeo-logico sui fondali di cinque «stazioni operative». Scopo della campagna, organizzata dal Centro Subacqueo di Santa Maria di Castellabate, e coordinata dall' ing. Mario Giugni, un esame particolareggiato e sistematico dei fondali pontini, per la rac-colta di dati ed informazioni di carattere scientifico, da met-tere  successivamente  a  disposizione degli studiosi  e delle au-torità locali.

Ponza - l'isola maggiore dell'arcipelago pontino, a tre ore di mare da Formia ed a circa sette da Napoli - non è sconosciuta ai subacquei,  per la limpidezza  delle acque,  per la bellezza del

PONZA — Due sommozzatori, Sandro Marroni del «Sub Bologna» e Guido Picchetti, del «Ce Sub di Santa Maria di Castellabate», osservano il relitto di una nave affondata presso «Punta del Papa». Il primo ha raccolto un perfetto esemplare di stella marina.

paesaggio sommerso, e per la possibilità che offre, anche ai meno esperti, di far carniere. E' chiamata l' «isola di Roma» perché in massima parte sono romani i turisti che vi si recano, specialmente in estate, raggiungendola con i vaporetti di linea, con i motoscafi o anche con i battelli pneumatici. E proprio ai romani si deve se l'isola, negli ultimi anni, ha conosciuto anch'essa il boom turistico; un boom che ha finora risparmiato, in gran parte, il suggestivo paesaggio, in cui la asprezza delle rocce vulcaniche contrasta con il profilo dolce delle colline coltivate a terrazza.

LA RICERCA DELL'ACQUA
Uno dei maggiori, e più spinosi problemi che angustiano l'isola, è quello della disponibilità di acqua dolce. Ponza, infatti, è povera d'acqua e, se non fosse per i rifornimenti che vi affluiscono con le navi cisterna della Marina Militare, la vita ivi sarebbe indubbiamente molto difficile. I Romani, duemila anni fa, questo problema lo avevano in gran parte risolto con la creazione di grandiose cisterne per la raccolta e la decantazione delle acque piovane e per lo sfruttamento di qualche sorgente, tanto che le navi potevano farvi rifornimento del prezioso liquido, ma il corso dei secoli non ha risparmiato quelle opere di alta ingegneria, mentre le esigenze degli isolani sono aumen- tate, per cui, al giorno d'oggi, l'isola deve dipendere in massima parte dalle forniture esterne; e quando queste scarseggiano, in qualche bar si finisce per dover rinunziare perfino al caffè, perchè non ci sarebbe acqua sufficiente per farlo bollire.

La spedizione organizzata dal Ce-Sub di Santa Maria si è preoccupata anche di questo problema, ed ha iniziato ricerche in quelle località sottomarine dove, secondo la voce popolare, potrebbero trovarsi delle sorgenti. Purtroppo, le prime indagini non hanno avuto esito positivo sia perché, in questa stagione, la temperatura dell'acqua sorgiva è identica a quella dell'acqua marina, sia perchè la ricerca è stata limitata soltanto a Punta della Guardia ed alla zona dei Faraglioni, sul versante occiden-tale. Sarà quindi necessario ritornare sul posto con strumenti elettronici per la misurazione della salinità, che saranno messi a punto, per il prossimo autunno, da un'equipe del Club Subacqueo dell' Euratom, che si è aggregata negli ultimi giorni alla spedizione.

IL «MURAGLIONE DELLE FORMICHE»
Certo, i ricercatori non si ripromettevano risultati strabilianti, e difficilmente avrebbero potuto ottenerne in questa prima fase, ma qualche obiettivo è stato raggiunto. Il gruppo del Centro Subacqueo di Baia, che si occupava delle ricerche archeologiche, ad esempio, ha identificato una massicciata simile ad un muraglione che, partendo dagli scogli «del Calzone Muto», si estende fino alla «Secca delle Formiche» a circa mezzo miglio dalla costa, e che potrebbe essere di origine romana. Questo «Muraglione», nella parte più prossima alla secca, giace su un fondo di circa dodici metri; la sua sommità è a circa sei metri dal pelo dell'acqua. Secondo il gruppo di Baia, potrebbe trattarsi di un'opera protettiva d'uno dei tre porti di cui l'isola era dotata, quello detto «di Venere» (gli altri due si trovavano a Santa Maria ed a Chiaia di Luna). La parola defini-tiva spetterà naturalmente agli esperti. Non è da escludersi, tuttavia, che si tratti proprio di un manufatto: i Romani, preoccupati della agibilità degli approdi, essendo l'isola esposta a tutti i venti, avevano costruito persino un collegamento sui colli e sotterraneo, che univa i tre porti e di cui ancora riman-gono numerose tracce.

La stessa équipe ha anche effettuato riprese su una nave ingle-se, affondata presso Punta del Papa, testimonianza sommersa delle operazioni belliche che portarono allo sbarco di Anzio. La nave - la cui posizione è già indicata sulle carte nautiche -  gia-

ce, sventrata e spezzata in due tronconi, a circa venti metri dalla Punta; le sue strutture più alte sono coperte da circa dieci metri di acqua, la carcassa poggia su un fondale di circa 22 me- tri. Tutt'intorno, lamiere, pezzi di catena, tubature, un cannon-cino, ricoperti di alghe fittissime: una nave morta, nel cui ven-tre vive solo qualche colonia di saraghi.

Non meno interessanti i rilievi effettuati dalla sezione biologica della spedizione, che si avvaleva dell'opera di due giovani ricercatori specializzati in algologia, Roberto Taddei e Paolo De Luca, e del biologo Lucio Durazzo, assistiti nei lavori di prelievo da due istruttori federali: Guido Picchetti, direttore tecnico del Centro cilentano, e Sandro Marroni, del Sub Bologna, i quali rispondevano della conduzione tecnica della spedizione. Questo gruppo ha compiuto un intenso lavoro di raccolta e di classi-ficazione, sotto la guida e l'assistenza del prof. Pietro Dohrn, Direttore della Stazione Zoologica di Napoli. Il gruppo ha anche effettuato raccolte di materiale sedimentario, mediante il sistema della carotatura, e misurazioni della temperatura delle acque e della percentuale di ossigeno alle varie profondità.

La sezione geologica era affidata al dott. Paolo Colantoni, del-l'Università di Bologna, mentre il dott. Enrico Giannelli, quale osservatore della Sirio (una Società per le informazioni e le ricerche ittiche ed oceanografiche) di Milano, attualmente impegnata nella ricerca sulle migrazioni e la pesca dei tonnidi, raccoglieva informazioni dai pescatori locali sulla presenza dei tonni nelle acque dell'arcipelago pontino nei vari periodi dell'an-no, in vista di una campagna di pesca sperimentale da effet-tuarsi nella zona.

Per il settore delle ricerche mediche, il prof. Pane aveva il com-pito di svolgere delle ricerche sul metabolismo dei glicidi nei sommozzatori, mentre il dott. Fasciani aveva quello di effet-tuare esperimenti di valutazione delle reazioni neuromuscolari nei sommozzatori, prima e dopo l'immersione. La parte foto-grafica e documentaria era affidata a Mario Fontana.

LA SECONDA FASE
Adesso, tutto il materiale raccolto e repertato dovrà essere stu-diato e vagliato; quindi, saranno pubblicate le prime relazioni, che dovranno servire di base per il lavoro che si svolgerà in au-tunno, quando la spedizione ritornerà sulle stesse «stazioni» esaminate In questi giorni, per studiare le variazioni biologiche stagionali. Nel frattempo, Ponza sta vivendo li sua prima, con-sueta invasioni dell'anno: quella dei cacciatori, che si recano nelle isole pontine, e particolarmente a Palmarola ed a Zanno-ne, per il ripasso delle quaglie e delle tortore. Alcuni si trat-tengono nell'isola maggiore, ricca di alberghi e di pensioni, di ristoranti e di caffè; altri invece, preferiscono pernottare nelle isole minori, dove la vita è quasi simile a quelli dei trappers americani: si dorme sotto le tende, la notte è punteggiata dai fuochi dei bivacchi, alcuni cacciatori data l'abbondanza delle prede, portano con sé delle grosse pentole, nelle quali dispon-gono le quaglie e le tortore sott'olio o sotto sale, per conser-varle meglio. Ma già ai moli dell'isola maggiore cominciano ad attraccare i grossi panfili, con le ragazze in magliettina da pirata e gli uomini con le lunghe barbe da marinaio. Sulla banchina già funziona il primo night «La Bussola», e nei giorni di festa i vaporetti che giungono da Formia già trasportano comitive di giovani, speranzosi di catturare cernie e saraghi: quei pesci che la spedizione del Ce-Sub di Santa Maria si è accontentata di ritrarre soltanto con l'obiettivo della macchina fotografica, limitandosi a raccogliere alghe microrganismi marini, ed a rinchiuderli in barattoli a tenuta ermetica, in una maleodorante soluzione di formalina.

di Aldo Stefanile



da "MONDO SOMMERSO", Giugno 1968
 


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copyright Guido Picchetti - 13/11/2009