La proposta Giaccone

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Il progetto
del Parco

La prima proposta

La proposta Giaccone

Dieci anni dopo

La nuova proposta

La zona A
La zona B
La zona C

Proposta preliminare di zonizzazione e di articolazione dei vincoli per la Riserva Naturale Marina di Pantelleria
(del Prof. Giuseppe Giaccone)
 

Premessa

La proposta di legge quadro sulle aree protette del 16 Novembre 1988 ha superato l'esame delle commissioni ed è pronta nel testo unificato alle camere del Parlamento. Nell'art. 24 sono elencate le aree di riferimento previste per l'istituzione di aree marine protette, tra queste è inclusa Pantelleria. In occasione della Tavola Rotonda sui Parchi Marini, organizzata per la Festa del Mare "Garofano Azzurro dell'Avanti!, si vuole presentare un prestudio di fattibilità per questa riserva, al fine di sollecitare la Consulta del Mare, il Comune di Pantelleria e la Regione Sicilia ad iniziare l'iter istruttorio per arrivare all'emanazione del decreto istitutivo da parte del Ministro dell'Ambiente d'intesa con il Ministro della Marina Mercantile, il Presidente della Regione Sicilia e sentito il parere del Consiglio Comunale di Pantelleria.

Schematicamente le ragioni che giustificano la proposta, sulla base di monografie scientifiche esistenti, sono:

  1. La protezione e l'incremento della flora e della fauna per il ripopolamento delle aree del Canale di Sicilia e di Pantelleria.

  2. Le caratteristiche di riserva biogenetica dei fondali di Pantelleria per la presenza di endemismi puntiformi come Cystoseira sedoides (alga bruna) e di luoghi classici per specie e biocenosi di importanza vitale per il Mediterraneo.

  3. La presenza di fenomeni secondari di vulcanismo attivo, che si prestano allo studio dei modelli di inquinamento termico e radioattivo del mare in condizioni naturali.

  4. La presenza viva del ramo della corrente atlantica in superficie e della corrente orientale a profondità media permette di controllare con una stazione di monitoraggio la qualità bioecologica delle acque di due terzi dell'intero Mediterraneo.

  5. La possibilità di realizzare presso il Centro Mediterraneo di Scienza Globale la Direzione di un grande Parco Marino Internazionale nel Canale di Sicilia, previ accordi con la Tunisia e la Libia, con l'inclusione delle Riserve Marine previste per le Isole Egadi e le Pelagie, e delle aree protette delle vicine coste africane.

  6. Pantelleria con la sua Riserva Marina può diventare per l'Agenzia UNEP dell'ONU una stazione di riferimento in situazione di perfetto equilibrio naturale per i programmi "Med.Poll." e per le azioni del progetto "Man and Biosphere".

  7. La Riserva Marina può promuovere nel Centro soprannominato una Summer School aperta sia all'Europa che all'Africa con lo scopo di formare o di perfezionare tecnici ambientali e ricercatori in scienze marine.
     

Articolazione dei vincoli e zonizzazione.

Le coste di Pantelleria si sviluppano per circa 54 km. e sono tutte in condizioni di equilibrio bioecologico, anche se alcune aree al largo sono soggette ad intenso sfruttamento dalla Pesca a Strascico e dalla Pesca con Lampare. Uno dei vincoli che si propongono ha il fine di ridare agli operatori della pesca locale residenti a Pantelleria l'utilizzazione esclusiva della fascia costiera entro il primo chilometro e di vietare entro le tre miglia la Pesca a Strascico e con le Lampare. In base alla compatibilità negli usi della fascia costiera e agli scopi previsti in premessa si propongono le seguenti zone con i relativi vincoli:

Zona A di Riserva Integrale

E' un tratto di costa compreso tra Punta Polacca e Punta Limarsi dietro l'Isola. Si estende per circa 2,6 chilometri, per una distanza dalla costa di un chilometro e su una superficie di circa 260 ettari di mare. Comprende a terra la fascia demaniale con la zona di rispetto prevista per legge. Una ex caserma abbandonata presso il fanale può essere trasformata in stazione di Ecolgia e Biologia Marina. E' ammesso il transito a motore a 200 metri dalla riva e la balneazione sulla Balata dei Turchi. E' vietata qualsiasi attività di pesca, di prelievo, di stazionamento e di immersione non guidata e autorizzata.

Zona B di Riserva Parziale

Comprende due aree cuscinetto ai lati della zona precedente tra Punta Ferrei e Punta Kharace con una superficie di circa 320 ettari e per una distanza dalla riva di un chilometro. Sono vietate le attività di pesca con eccezione della pesca professionale dei residenti con eccezione dello strascico e del cianciolo con lampara. Sono ammesse le immersioni non a scopo di pesca e la pesca sportiva con la lenza, la balneazione e la navigazione a motore. L'insieme delle aree A e B costituiscono circa l'11% delle coste e dei fondali dell'isola.

Zona C di Riserva Generale

Comprende il resto delle coste e dei fondali dell'isola in cui è permessa ogni attività compatibile con eccezione della pesca professionale dei non residenti a Pantelleria, che viene concessa solo oltre le tre miglia da riva.
 

Gestione.

La legge regionale n° 9/87 che istituisce la Provincia regionale in Sicilia dà la possibilità di gestire i servizi con società miste tra enti pubblici e privati. Dopo l'esperienza negativa di gestione di Riserve da parte di Enti Locali, per la Riserva di Pantelleria si ipotizza e si propone una gestione con una società mista costituita tra il Comune di Pantelleria, Istituti Universitari, Enti pubblici e privati di ricerca e società imprenditoriali che abbiano queste specifiche attività nei loro scopi sociali.

copyright: Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria
c/o Ass. Tur. Pro-Loco di Pantelleria - P/za Cavour - cap. 91017 (TP)
tel. segreteria generale 0923-916077 - cell. 348 3315012

webmaster: Guido Picchetti - Aggiornato il 28/04/2003