Maggio 2013

Home Anni 2003/2006 Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011-1°sem. Anno 2011-2°sem. Anno 2012-1°sem. Anno 2012-2°sem. Anno 2013-1°sem Anno 2013-2°sem

ECHI  DI  STAMPA


     - Dal 21 al 31 Maggio 2013
 

Dalla mia Bacheca su FB del 31/05/13

Trivellazioni: la minaccia del petrolio nel mare italiano
da Movimento Ambientalista Bat Puglia (a margine di un video condiviso su Fb)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=391017837679015&set=p.391017837679015&type=1


     31/05/13 - Video interessante. Intervista ad un esperto: Emilio Mancuso, biologo marino.

TRIVELLAZIONE: LA MINACCIA DEL PETROLIO NEL MARE ITALIANO
Video pubblicato in data 07/set/2012 da ClassMeteo - (5'24")
Ospite Emilio Mancuso, biologo marino. Guarda il video originale su
http://www.classmeteo.it/web/portale/video/trivellazioni-la-minaccia-del-petrolio-nel-mare-italiano/


http://youtu.be/YWfZPkgPkwo

#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Il video risale a settembre dello scorso anno. Ma è del tutto attuale. Le cose da allora sono ancora peggiorate, per il Mediterraneo in generale e per lo Stretto di Sicilia, lo Jonio e l'Adriatico in particolare, nè ci sono segni di ravvedimento...
#
A Movimento Ambientalista Bat Puglia, Ferdy Sapio e al sottoscritto piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 30/05/13

Fermare le trivelle a ridosso della fascia costiera dello Jonio
da "Movimento Ambientalista Bat Puglia" (a margine di una immagine condivisa su Fb)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=390909011023231&set=p.390909011023231&type=1


     30/05/13 - Dichiarazioni del vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella: «L'articolo 35 del decreto cosiddetto "Cresci Italia" - che salva le concessioni di trivellazione nel mar Mediterraneo, CONTRASTA con la decisione del Consiglio europeo del 17 dicembre 2012 a protezione del Mar Mediterraneo dall'inquinamento derivante dall'esplorazione e dallo sfruttamento della piattaforma continentale, del fondo del mare e del suo sottosuolo».
     Pittella ha espresso «pieno sostegno» al comitato "Mediterraneo no triv" di Policoro (Matera), contrario come altri a operazioni di trivellazione petrolifera nel mare Jonio.

Approfondimenti ai seguenti link:
http://www.giannipittella.it/?p=990
 
http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/540571/Abruzzo--Petrolio---no.html

#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Da una parte lo sbarco della Lukoil a Siracusa, dall'altro il pieno sostegno del vicepresidente del Parlamento Europeo al comitato "Mediterraneo no triv" di Policoro (Matera) contro le trivellazioni petrolifere nel mare Jonio, un tempo "acque interne" del nostro Paese, oggi diventate vere "acque internazionali" da sfruttamento... Un sostegno, quello di Pittella, che temo servirà a ben poco. Basta un'occhiata alla mappa qui unita per capire cosa diventerà lo Jonio... E siamo proprio di fronte all'ILVA, che pare non abbia insegnato niente a nessuno... L'augurio ? Lo grido: DAI, CRESCI ITALIA, CHE COSI' VAI DAVVERO FORTE !!!

--------------------

Le lobby petrolifere russe sbarcano in Sicilia
da "Movimento Ambientalista Bat Puglia" (a margine di una immagine condivisa su Fb)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=390904081023724&set=p.390904081023724&type=1

... condiviso da Trivelle d'Italia.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Niente da dire ... Davvero una bella notizia.. E per il presidente dell'ARS Crocetta un bel "Bravo, bene, bis !!!"

--------------------

Operai feriti in raffineria di Falconara per perdita di vapore da una valvola
da AdnKronos
http://www.adnkronos.com/...esplosione-in-raffineria-due-operai-feriti-uno-e-grave_32244692707.html


     Ancona, 30 mag. (Adnkronos) - Non è stata un'esplosione ma una perdita di vapore da una valvola con cui erano a contatto a causare il ferimento di due operai a contratto nella raffineria Api di Falconara Marittima, in provincia di Ancona.
     Soccorsi dal 118, i due lavoratori sono stati portati al pronto soccorso dell'ospedale Torrette di Ancona, uno in codice verde e uno in codice rosso per aver riportato ustioni di I grado su circa il 30% del corpo.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Una notizia fresca fresca. Gli incidenti possono sempre capitare, purtroppo, e lungi da me la voglia di speculare su di essi, se non altro per rispetto a chi è stato colpito. Ma tenere nascosti gli incidenti per interessi particolari e per far apparire tutto facile e sicuro, oltre che sotto controllo quel che non è e di per sè non può essere, a mio parere è altrettanto sbagliato e non giova a nessuno, tanto meno ai lavoratori del settore...

--------------------

In Emilia, giusto un anno dopo...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     30/05/13 - Tanto per ricordarci i problemi che abbiamo, ancora irrisolti... E a conferma di quanto solo poche ore prima Maria Rita D'Orsogna e il Prof. Franco Ortolani hanno detto in una conferenza sul terremoto 2012, svoltasi presso il Palazzetto dello Sport di Mirandola. Una conferenza intitolata, guarda caso, "UN ANNO DOPO, QUALE FUTURO PER L'EMILIA... ", durante la quale si è parlato e dibattuto di sottosuolo e di mare in Emilia, una regione al centro di progetti di ricerca idrocarburi e stoccaggio di gas, tra attività umane, rischi ambientali e principi di precauzione... Questi i dati della scossa di stanotte:

Magnitudo ML 2.9
Regione NORD ITALIA
Data 2013/05/30 01:49:23.0 UTC
Posizione 44.89 N; 10.85 E
Profondità 5 km

#
Post di Movimento Ambientalista Bat Puglia

Guido, la stampa d'informazione nazionale è ormai una bandiera che sventola dove spira il vento più forte, dove c'è più PRESSIONE atmosferica . . .
#
Post di Maria Ghelia

Già, ma tanto i petrolieri se ne infischiano e continuano ad asserire che non è colpa loro....
#
Post di Enzo Palazzo

E' Maria Rita che si porta i terremoti dalla California in un contenitore di vetro e li libera come mette piede in Emilia..... Ne sono quasi certo...
#
Post di Guido Picchetti

Meglio non dirlo, Enzo, neppure per scherzo... Quanto vuoi scommettere che trovi più d'uno che ti prende sul serio e ci crede ?
#
Post di Enzo Palazzo
Oggi abbiamo scherzato proprio su questo con Maria Rita.
#
A Enzo Palazzo, Giovanni Angeloni, Mauro Brusà e Movimento Ambientalista Bat Puglia piace questo elemento.
--------------------

In forte aumento i cetacei spiaggiati
di Movimento Ambentalista Bat Puglia (a margine di condivisioni varie su Fb)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=390780704369395&set=p.390780704369395&type=1

     30/05/13 - In questo articolo (pubblicato da "massa critica eu", ndr) si parla di diverse cause di spiaggiamento dei cetacei. "Sono stati rinvenuti numerosi animali spiaggiati subito dopo l’azionamento di sonar militari di intensità di 240dB". Però "stranamente" non viene minimamente menzionato l'utilizzo degli AIR-GUN durante le prospezioni geosismiche in mare per la ricerca di idrocarburi quale causa degli spiaggiamenti.
     L'articolo al seguente link: http://www.massacritica.eu/in-forte-aumento-i-cetacei-spiaggiati/4436/ 
     Ascoltate i rumori prodotti dalle esplosioni degli AIR-GUN registrate in mare a circa 20 miglia di distanza dalla fonte: http://www.youtube.com/watch?v=Bnk4Ermvyz8. Poiché un miglio marino corrisponde a 1.852 metri, ne consegue che la registrazione è stata effettuata a circa 37 chilometri di distanza dalla sorgente (la nave che provoca le esplosioni con air-gun). Ora pensate a quei poveri delfini che hanno Il senso dell'udito molto sviluppato, che permette loro di udire una gamma di suoni più ampia di quanto non sia possibile a noi umani.
     I delfini, come pure tutti gli animali ecolocalizzatori, emettono suoni nell'ambiente e ascoltano gli echi che rimbalzano da diversi oggetti. Gli echi sono usati per localizzare, identificare e stimare la distanza degli oggetti. L'ecolocalizzazione è usata anche per l'orientamento e la ricerca del cibo o la caccia in vari ambienti. I rumori prodotti dalle esplosioni continue degli air-gun compromettono seriamente il loro udito, danneggiandolo irrimediabilmente e, privati del proprio biosonar (ecolocalizzatore), vagano alla deriva, prima di finire spiaggiati.
     Video di  approfondimento: 

Ricerche petrolifere nel Mediterraneo! Detonazioni
subacquee: Canale di Sicilia a rischio

Video caricato in data 02/dic/2011 da "Class Meteo" - (7:33)
Ricerche petrolifere nel Mediterraneo tramite la tecnica Air Gun, emissione di onde d'urto
tra i 100 ed i 500 Hz. A rischio il Canale di Sicilia, costellato da banchi con ricca bio-diversità,
e in cui si riproducono moltissime specie di pesci, cetacei ed elasmobranchi.


http://www.youtube.com/watch?v=z_xhlWSr990

#
A Ilva Alvani e al sottoscritto piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 29/05/13

Il fracking rovina il gusto della birra
di Marco Mancini
http://www.ecologiae.com/fracking-rovina-birra/68426/


     28/05/2013 - Ecco un altro motivo per cui essere contrari al fracking: rovina il gusto della birra. Non bastavano le tantissime altre ragioni mostrate su queste pagine nei giorni scorsi come il rischio di provocare terremoti, l’inquinamento emesso o il fatto di essere un processo energivoro, adesso si aggiunge anche questo. A lanciare l’allarme sono coloro che la birra l’hanno inventata, i birrai tedeschi, che per realizzare il loro prodotto conosciuto in tutto il mondo devono seguire delle regole molto precise, tramandate nel corso dei secoli.
     Per tradizione infatti, la birra tedesca ha un processo produttivo molto rigido, e deve prevedere una qualità delle materie prime molto elevata. Il rischio che ora i birrai rendono noto è che lo sfruttamento del gas scisto attraverso il fracking possa sprigionare dei gas che modificano la purezza dell’acqua, come invece indicato dalla legge sulla purezza della birra che risale al lontano 1516. E di conseguenza potrebbe intaccare anche la bontà del loro prodotto. Per questo i birrai chiedono al loro Governo di proteggerli, evitando di effettuare il fracking nel Paese, o perlomeno nell’area in cui si preleva l’acqua per realizzare la birra.
     Il problema è noto da tempo, tanto che sono anni che a Berlino si studia una legge in merito, la quale però viene continuamente rimandata. Questo mese però il gabinetto della Merkel ha approvato una legge che vieta il fracking nei pressi dei bacini di utenza dei laghi utilizzati per l’acqua potabile, come ad esempio il lago di Costanza. Molte aree però possono continuare a praticarlo. Per questo ora anche in Germania si studia un modo per regolamentare questa pratica in maniera più concreta, anche se, a differenza dell’Italia dove si chiede di non introdurre mai il fracking (anche se il Ministro Orlando su questo ancora non si è pronunciato), in Germania si lascia una porta aperta, ma fortemente regolamentata. Almeno così la birra sarebbe salva.
[Fonte: Treehugger]
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Il potere della birra. Vedrai che in Germania, Merkel o non Merkel, la regolamentazione anti -racking e pro-birra ci sarà e sarà anche efficace... In Italia invece, quella a protezione dei territori mazionali sotto attacco dei petrolieri, e pro-patrimonio culturare-turistico-produttivo, e pro-etc-etc... (chi più ne ha, più ne metta), resterà nel libro dei sogni, con qualunque governo di larghe e strette intese che sia,... Tanto i cordoni delle borse, sia dei titolari di lobby che dei nostri funzionari, burocrati e governanti "competetenti" in materia, quelli sì che resteranno sempre allargati, in entrata e in uscita... a tutto danno delle nostre comunità direttamente interessate, che, per consolarsi, potranno così bersi senza timori dei buoni boccali di birra "made in Germany"...
#
A Ilva Alvani, Giovanni Angeloni, Luca Gioria e Ivana Artioli piace questo elemento.

--------------------


Il rapido declino della produzione dei pozzi tra le cause della bolla del shale gas
di EcoAlfabeta
http://www.ecoblog.it/...il-rapido-declino-della-produzione-dei-pozzi-tra-le-cause-della-bolla-del-shale-gas


Lo shale gas non inaugurerà una nuova era fossile, perchè i giacimenti sono piccoli, si esauriscono in fretta, richiedono un maggiore investimento energetico, devastano l'ambiente e ... fanno arrabbiare le popolazioni locali.
     27 maggio 2013 - “Shale gas” (1) sembra la nuova parola magica che vorrebbe evocare una nuova era di abbondanza nell’energia fossile negli USA. Se ben compreso, il grafico qui a lato dovrebbe raffreddare gli entusiasmi dei filo-fossili. La produzione dei pozzi (ad esempio quelli della formazione Marcellus in Pennsylvania) declina rapidamente al punto che la vita attiva di un pozzo è solo di otto anni e il 60% della produzione si concentra nei primi tre anni.
Questo significa che per mantenere costante la produzione bisogna continuare a trivellare il terreno; per accrescere la produzione bisogna fare aumentare ancora più rapidamente il numero di trivelle, di pozzi produttivi, di tubature di collegamento, di strade e di mezzi meccanici. I costi crescono (2) fino a un punto tale per cui la produzione non è più sostenibile e crolla.
     Prima ancora di raggiungere questo punto, potrebbe essere la protesta civile delle popolazioni locali a fermare la mano delle aziende fossili per i danni causati dal fracking all’ambiente: inquinamento della falda, terremoti e devastazione del paesaggio.
Negli ultimi 5 anni la produzione di gas convenzionale è calata di 145 Mtoe (dati EIA) mentre la produzione di shale gas è passata da 0 a 216 Mtoe.
     Il copione segue esattamente quanto è previsto dalla teoria del picco del petrolio: prima si sfruttano i giacimenti di migliore qualità fino a che non calano, poi quelli di minore valore, che però caleranno assai più in fretta. Insomma, noi vi abbiamo avvisato; fatevi trovare pronti prima che scoppi la bolla.
(1) In italiano è detto gas di scisto o gas da argille, ma per chi deve vendere questa idea sul mercato è naturalmente più cool chiamarlo shale gas.
(2) I costi di trivellazione del gas negli USA per singolo pozzo sono quadruplicati tra il 2002 e il 2007.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
E che vuoi che gliene importi ai petrolieri "fracking-sti" di cosa accadrà domani quando scoppierà la "bolla" ? Loro vivono sull'oggi, che porta ad essi i "dindi", tanti o pochi che siano, che serviranno comunque al "loro" domani dorato...
#
A Giovanni Angeloni piace questo elemento.

--------------------


Rainone: convegni sottobraccio con la MOG
di Maria Rita d'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/rainone-convegni-sottobraccio-con-la-mog.html


     TUESDAY, MAY 28, 2013 - E chi potrà mai dimenticare Mario Rainone? Quello dall'H-index 1 che già' in passato si è fatto le conferenze segrete per conto suo per dire che trivellare è cosa buona e santa e che quando scoperto con le mani nella marmellata cercò di rimediare alla meno peggio facendoci solo una figura barbina. Beh, si vede che non gli è bastato. Eccolo di nuovo con un convegno a favore del petrolio - questa volta non ci sono dubbi: i relatori sono TUTTI della MOG!!!
     Se lo fanno il 30 Maggio 2013 a Pescara alle 9 del mattino, secondo me nella speranza che non ci va nessuno e così possono dire che in Abruzzo esiste un "sì" ad Ombrina!!! Come per dire 40,000 a dire no, e i 4 gatti (tutti della MOG, magari si portano le mogliettine al seguito per fare numero?) a dire sì.
     I relatori, oltre al grande capo Sergio Morandi, eccoli qui:

- Antonello Rubino
- Lorenzo Lipparini
- Gian Paolo Musu

     Si vede intanto che non sono riusciti a trovare nessuno che volesse stare dalla parte di Ombrina, e che hanno dovuto chiedere ai loro stipendiati di propagandare l'utilità e la "sostenibilità' ambientale" di Ombrina Mare. E poi si vede pure che si illudono che con questo convegno l'opinione pubblica cambi o che veramente pensano che un mostro dal nome FPSO a 9km da riva sia una cosa sostenibile.
     Grazie a chi ha mandato questa comunicazione.

#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Altra denuncia di Mara Rita D'Orsogna sui patiti di "Ombrina Mare"... Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
#
A Giovanni Angeloni piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 28/05/13

No Fracking: difendiamo acqua, suolo e cibo dal petrolio che inquina
da "Ola Ambientalista"
http://www.olambientalista.it/no-fracking-difendiamo-acqua-suolo-e-cibo-dal-petrolio-che-inquina/


     26/5/13 - La Ola, Organizzazione lucana ambientalista ed altre associazioni e organizzazioni italiane ed europee aderenti la campagna di informazione “No fracking” hanno avviato un percorso critico, che intende coinvolgere i territori, i cittadini, le associazioni, i comitati, i movimenti politici, gli attivisti, gli esperti, le personalità per fare approvare dal Parlamento italiano una legge nazionale contro il fracking che contenga anche norme che rendono obbligatoria la pubblicazione dei piani ingegneristici da parte delle compagnie petrolifere, oggi secretati, con la perimetrazione delle aree marine e terrestri nelle quali vietare le attività industriali e di estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
     Da qualche anno il pericolo di estrazione di idrocarburi viene infatti aggravato in tutto il mondo ed anche in Italia dalle nuove tecniche minerarie, quali il fracking. Questa tecnica mineraria consiste nell’iniettare acqua e sostanze chimiche in pressione nel sottosuolo, allo scopo di estrarre più agevolmente ed in modo consistente il petrolio e il gas. Il fracking si è affacciato anche in Europa, in primis Norvegia e Polonia, ai cui giacimenti estraibili – stimati in quasi 400 miliardi di metri cubi – sono interessati anche Eni e Sorgenia.
     Mentre la Francia, la Bulgaria, la Romania, la Repubblica Ceca, l’Austria, la Germania, la Svezia, i Paesi Bassi ed il Regno Unito hanno sospeso lo sfruttamento dei propri giacimenti per motivi ambientali o hanno intensificato il dibattito interno, l’Unione Europea pensa di varare una direttiva che regolamenti il fracking. E in Italia? È un argomento quasi tabù assieme a tutte le altre tecniche utilizzate dalle compagnie minerarie, anche in Basilicata. Manca infatti un dibattito politico ed anche il neo premier Enrico Letta considera lo “shale gas” il futuro energetico del nostro Paese, in linea con quanto affermano le compagnie minerarie.
     Queste tecniche invasive di estrazione di idrocarburi come l’acidificazione, già praticata in Val d’Agri, e il francking, nonostante le rassicurazioni delle compagnie petrolifere hanno aperto un dibattito circa gli effetti sull’acqua, sull’aria e sulla terra, per l’uomo, per gli animali, per la flora: in una parola per il nostro ambiente, includendo anche il rischio sismico e la contaminazione delle falde causata da una miscela chimica. Un dibattito però ancora circoscritto e limitato, nonostante i seri impatti ambientali che tali metodiche comportano.
     L’acqua utilizzata per l’estrazione del greggio e per la tecnica della fratturazione idraulica delle rocce (quasi 29 mila metri cubi all’anno per ogni singolo pozzo) viene, infatti, addizionata a diverse sostanze pericolose. Si parla di oltre 260 agenti chimici cancerogeni o altamente tossici, tra i quali naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene, piombo, diesel, formadeldeide, acido solforico, tiourea, cloruro di benzile, acido nitrilotriacetico, acrilamide, ossido di propilene, ossido di etilene, acetaldeide, di-2-etilesile, ftalati. Senza dimenticare sostanze radioattive come cromo, cobalto, iodio, zirconio, potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, krypton, zinco, xenon e manganese. Fino all’80% di questi fluidi iniettati per la fratturazione idraulica ritorna in superficie come acqua di riflusso. Il resto rimane nel sottosuolo e rischia di costituire una minaccia futura per l’acqua potabile.
     Per dire di no a queste tecniche invasive ed impattanti di estrazione di idrocarburi come il fracking e per difendere l’acqua, l’aria, la terra e la salute è possibile aderire alla campagna “No Fracking Italy” compilando l’adesione on line al seguente indirizzo internet: http://www.nofracking.it/campagna-italia/

#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post condiviso

"No Fracking: difendiamo acqua, suolo e cibo dal petrolio che inquina". Nell'immagine in alto il logo della campagna promossa da Ola Ambientalista contro il fracking on-shore e off-shore in Italia. Io l'ho firmata... Se vuoi farlo anche tu vai al link clicca sulla foto e vai all'url http://www.nofracking.it/campagna-italia/

#
A Eugenia Lentini, Antonio Colacino, Vivian Gosio, Ivana Artioli, Ilva Alvani, Giusi Orefice e Giovanni Angeloni piace questo elemento.

--------------------


Specialisti del fracking ENI Italia
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/specialisti-del-fracking-eni-italia.html


     25/05/13 - Il giorno 10 Maggio 2013 l'ENI, come gli ordina la legge italiana, rende pubbliche le risposte alle domande fattegli dagli azionisti. E' un documento interessantissimo, che non ho tempo di commentare più di questo, ma che fa vedere come la pensano davvero questi signori e il relativismo che si inventano per dire che va tutto bene. E' tutto etico, regolare e c'è una risposta per tutto - per la corruzione in Nigeria, Iraq, Algeria, Kazakhstan, l'inquinamento, i diritti umani e il gas flaring in Nigeria, la denuncia fatta a Milena Gabanelli, i 150,000 euro dati a Comunione e Liberazione per il meeting di Rimini (bel cattolicesimo,   eh?), gli investimenti nell'energia rinovabile (Porto Torres, ma davvero?), i giornalisti che lavorano per Oil - dopo Lucia Annunziata direttrice di Oil adesso c'è Carlo Rossella -le domande su mazzette, l'insider trading, le donazioni, la situazione ambientale a Gela, Priolo, Porto Marghera, Porto Assemini, Porto Torres, Sarroch... Ecco allora che compare anche la domanda sul fracking - anche se limitata al mar Ionio, in Basilicata:

     Non rispondono quindi, e purtroppo nessuno gli ha fatto la domanda sul fracking in altre parti d'Italia, anche se, come visto, di certo l'hanno fatto a Foggia per loro stessa ammissione. Vado allora a fare un po' di ricerche e questa volta finisco su Linkedin. E così appare che l'ENI ha specialisti del fracking in Italia, secondo quello che loro stessi dicono. E se hanno specialisti del fracking per Gela e per la Val D'Agri e per il mare di Ravenna vuol dire che quanto meno hanno questi intenti in quelle parti.
     Eccoli qui dai loro profili Linkedin - tutti dipendenti ENI:

- Roberta Garritano: Operational missions in different locations for application of this technology [fracking]: (Val D'Agri, Gela)
- Lucio Bertoldi: Acid Frac Design & program for Gela Field (Italy)
- Pasquale Cappuccio: Feasability studies and completion programs for the high pressure Adriatic Sea Well Armida 4 by using hydraulic fracturing technology.

Spero che il prossimo anno qualcuno gli faccia anche queste domande qui a Scaroni e compari...
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Il fracking nella bella Unione... Il "fracking" in Italia? Nessuno dei "governanti" del "Bel Paese" lo nomina, e nei ministeri "competenti" (si fa per dire..) si finge di ignorare pure cosa sia, evitando accuratamente di nominarlo in qualunque comunicato o documento ufficiale emesso ... Tutto ciò mentre in Europa si discute accanitamente in proposito, e alla fine si decide "democraticamente" di dare via libera alle scelte che ogni Paese dell'Unione potrà e vorrà fare in proposito per suo conto, a danno dell'Unione certo, ma soprattutto di tutte le comunità locali direttamente interessate, che non vengono minimamente informate, nè interpellate al riguardo, e che neppure sanno cosa viene deciso a loro danno da quei membri del Consiglio Europeo che noi stessi, ci dicono a giustificazione di ciò, avremmo eletto !!! Che balla ... Manco appartenessimo a un paese del terzo mondo e avessimo tutti l'anello al naso, anzichè essere cittadini di questa bella Unione Europea che oggi purtroppo ci ritroviamo...
#
A Giusi Orefice, Ilva Alvani, Eugenia Lentini e Mauro Brusà piace questo elemento.

--------------------


Gli inciuci di Letta e gli affari sul gas di Berlusconi in Puglia e Basilicata
da "Ola Ambientalista"
http://www.olambientalista.it/gli-inciuci-di-letta-e-gli-affari-sul-gas-di-berlusconi-in-puglia-e-basilicata/


     27-05-2013 - Ritorna prepotentemente in questa fase politica, la questione del gasdotto TAP con gli interessi economici della Russia in Europa, sullo sfruttamento e trasporto del gas azero, e di quello della regione Caucasica e del Mar Caspio. Mentre Berlusconi vola oggi dal sua amico Putin, ieri il consiglio dei ministri con Letta ed Alfano vota un disegno di legge proposto dal ministro degli Esteri, la radicale Emma Bonino, che ratifica l’accordo tra Italia Grecia ed Albania per il Progetto TAP (interessante notare al punto precedente del CdM di ieri di un DdL sulle Lobbies economiche, vecchio cavallo elettorale dei radicali italiani…)
     Il disegno di legge dovrà ora essere approvato in Parlamento, dove il M5S e SEL sono rimasti gli unici che potrebbero contrastare i disegni sulla “fossil-age” di una maggioranza PD-PDL che, pur in apparente equilibrio, mostra di rinsaldare l’alleanza sugli affari dei gasdotti trans-adriatici e tirrenici, sulle trivellazioni onshore e offshore, sugli stoccaggi di gas in Italia e sull’hub centro meridionale dell’ex governo Monti, con Passera fautore della nuova strategia energetica italiana basata sulle fonti fossili.
     Sul progetto elvetico-norvegese del gasdotto TAP e il disegno di legge proposto dal ministro Bonino peserebbe – secondo alcuni osservatori internazionali- l’ombra di interessi russi, non solo in Puglia e Basilicata con il mega stoccaggio della società italo – russa Geogastock SpA, ma anche ipoteche internazionali e veti incrociati come quello del governo USA che teme la riproposizione del South Stream con nuove sembianze. Un progetto che minerebbe gli equilibri geopolitici sempre più in bilico che rischiano di mortificare – come afferma Nicastro, assessore all’ambiente del governo Vendola – i territori riducendoli a mere colonie energetiche in mano alle compagnie petrolifere.
      Di seguito proponiamo alla lettura un interessante articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 25/5 u.s. a firma di Giuseppe Armenise sul gasdotto che, dal Mar Caspio al Mar Adriatico, dovrebbe sfociare nel tratto di mare di San Foca davanti ad Otranto...

#
A Ilva Alvani, Giovanni Angeloni e Alfonso Nigro piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 27/05/13

Ilva di Taranto. Ti risvegli la mattina, respirando la diossina
di Luciano Manna
http://www.peacelink.it/ecologia/a/38443.html


Ennesimo episodio inquietante presso lo stabilimento Ilva di Taranto, i cittadini si sono svegliati con un'enorme nuvola arancione che si alzava dagli impianti.
    
27 maggio 2013 - I social network stamattina hanno dato il buongiorno ai tarantini. Alcuni attenti cittadini ed operai hanno pubblicato diverse fotografie, scattate da diversi punti della città, che immortalavano una immensa nube arancione che si alzava dallo stabilimento Ilva di Taranto.
     Peacelink ha acquisito alcune fotografie riguardanti l'episodio di stamane e le ha inviate al Garante dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'ILVA di Taranto chiedendo se, secondo le disposizioni di legge, ci saranno iniziative di informazione e consultazione con le istituzioni locali al fine di assicurare la massima trasparenza per i cittadini in conformità della Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998 (resa esecutiva con legge 16 marzo 2001, n. 108). Inoltre ha chiesto quali sono state le incidenze dell'episodio sui lavoratori, sui cittadini e sull'ambiente.
     Peacelink insieme al Fondo Antidiossina aveva già fissato per oggi pomeriggio alle 16.00 presso l'istituto scolastico Cabrini in Via Dante una conferenza stampa in merito agli ulimi sviluppi dello stabilimento Ilva, sono invitati tutti i cittadini e gli organi di stampa.
     Si ringrazia Francesco Settembre per aver reso disponibile l'album fotografico. A questo link tutte le fotografie:
https://www.facebook.com/...263282320478252.1073741849.140149779458174&type=3.
#
Post di Guido Picchetti
Ringrazio Lidia Giannotti per la condivisione su Fb del suddetto articolo pubblicato da Peace link, insieme al suo seguente commento: "Vedi anche http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/27/ilva-bufala-dei-40-mila-posti-a-rischio/607025/ - I sequestri sono una garanzia per i lavoratori dell'Ilva, vittime dei reati dei Riva. In ogni caso, nelle 3-4 pagine dedicate al caso, ci sono giornali che riescono a non parlare dei danni, dei dati sulla mortalità e sulle patologie infantili, incantati forse dalla "discrezione" del ministro o politico di turno... Eppure le notizie sono impressionanti: persino un tumore alla prostata in un bimbo di 3 giorni, da collegare alle dosi massicce di sostanze genotossiche a cui è esposta la popolazione. Ringraziamo chi non si presterà a questa vergognosa manipolazione. A proposito: vorremmo il "dato della questura" sul numero dei lavoratori coinvolti ...(40.000 ?). E, questa mattina, un misterioso buongiorno dall'Ilva (Taranto ore 6:15 del 27 maggio 2013)
".
#
Post di Fulvia Gravame

Che vergogna...
#
Post di Guido Picchetti

Concordo...
#
A Fulvia Gravame, Mimmo Laghezza, Lodovica Desideri e Alessio Cona piace questo elemento.

--------------------

Ricerca scientifica? Beh, anche prospezioni petrolifere!
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=66030032


Prospezioni petrolifere offshore con air-gun al largo delle coste della Spagna camuffate da missioni scientifiche ?
    
27/05/13 - Per chi si occupa di scienze naturali, oggigiorno, anche comodamente seduti davanti ad un pc e fino a quando lasceranno consultare gratis su internet, non è difficile scoprire quando la scienza interviene per mera ricerca e/o quando, sotto sotto, ci sono anche interessi delle solite lobby petrolifere che foraggiano a modo loro anche ricerche che godono di contributi governativi.
     Prospezioni petrolifere offshore con air-gun al largo delle coste della Spagna “studieranno” la spaccatura della Galizia con l'emissione dei famigerati “suoni” ogni 37 metri (circa una volta ogni 16 secondi), che i sismometri percepiranno riflessi quando tornano dal fondo del mare e dagli strati di roccia. Insomma il suono “vedrà” ciò che gli occhi non possono, i segnali vengono tradotti in una precisa immagine tridimensionale del terreno geologico sottostante.
     Ma questa “musica monocorde” non è gradita ai pesci, anzi! Certo, lo Stato ( chi ci governa, leggi uomini come noi, mandati lì da noi…) privilegia l’interesse di pochi, i cercatori dell’oro nero, infischiandosene dei danni che provoca ai “molti”, leggi uomo, ambiente, specie di animali, in particolare cetacei che vengono disorientati con la perdita dell’udito, provocando anche lesioni gravi persino fino alla morte. (Citaz. Profumo di Mare http://profumodimare.forumfree.it/?t=64995586  ).
     Un team internazionale di scienziati ha intrapreso una spedizione a bordo delle navi da ricerca RV Poseidone e RV Marcus G. Langseth, per raccogliere informazioni più dettagliate sulla geologia del bacino oceanico che si è formato in quello che fu il centro di Pangea. Le nuove serie di dati miglioreranno la comprensione di come i continenti si allungano e si rompono e la creazione di nuovi bacini oceanici in mezzo. Ma queste scoperte non si conoscono già ?

     Circa 250 milioni di anni fa, la Spagna e Terranova in Canada erano collegate come parte di un continente più grande (Pangea). Poi, "tra 225 e 110 milioni di anni fa, l'Oceano Atlantico si insinuò tra l'Africa e il Nord America, causando la rottura che si è propagata verso nord", ha detto il geologo Dale Sawyer che con Julia Morgan di Riso e Donna Shillington della Columbia University stanno conducendo progetto internazionale.
     Il professor Tim Minshull che guida il team di Southampton a bordo della nave tedesca RV Poseidone, dice: "In primo luogo abbiamo concepito questo progetto quasi nove anni fa, quindi dopo molti anni di preparazione è emozionante finalmente attuare l'esperimento". La squadra scenderà 78 rivelatori sismici sul fondo marino, in collaborazione con i colleghi di GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel, omologo tedesco NOCS, guidato dal dottor Dirk Klaeschen. Guidati dal professor Dale Sawyer della Rice University, gli scienziati a bordo di camper Marcus G. Langseth esamineranno invece la crosta terrestre con immagini in 3-D sotto il fondo dell'oceano. Durante tutto il viaggio, i 15 scienziati, i loro tecnici e gli studenti potranno analizzare i dati e prendere decisioni importanti su come ottimizzare la qualità dei dati.
     I sismologi usano onde sonore a strutture di immagine sotto il fondo del mare più o meno come le tecniche con cui vengono esaminati organi del corpo umano. I sofisticati strumenti sismici a bordo della nave degli Stati Uniti RV Marcus G. Langseth permetteranno ai sismologi di costruire un quadro dei guasti e blocchi continentali fino a 15 chilometri sotto il fondo del mare. Oltre al professor Minshull, ci sarà il dottor Gaye Bayrakci a bordo del camper Poseidon e il dottor Marianne Karplus a bordo del camper Marcus G. Langseth. Anche a bordo del Marcus G. Langseth ci saranno scienziati dell'Università di Birmingham, Rice University (USA), la Columbia University (USA), l'Istituto di Scienze Marine di Barcellona (Spagna) e l'Università di Aveiro (Portogallo). Questa ricerca, iniziata mercoledì 22 maggio si protrarrà fino al 12 giugno 2013. La RV Marcus G. Langseth raccoglierà dati nel profondo Galizia bacino dal 1 giugno al 16 luglio.
     "Diverse compagnie petrolifere sono interessate a questo lavoro - ha detto Sawyer -. Anche se i sedimenti da studiare sono sottili e difficilmente si troverà petrolio o gas, comunque le immagini scattate attraverso i sottili sedimenti in questo luogo, forniranno informazioni su cosa aspettarsi nella ricerca di idrocarburi”. È possibile seguire la spedizione e conoscere la vita sulle navi sul blog degli scienziati:
http://galicia3d.blogspot.co.uk/.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Nessuna meraviglia... La scienza va avanti e la conoscenza è sempre progresso. Sta poi agli uomini utilizzarla o meno a fini particolari che fanno tutt'altro che il bene dell'umanità...

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 26/05/13

Scossa sismica di mag 3,6 la notte scorsa in Umbria
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1

     26/05/13 - E' stata registrata dal Centro Sismologico Euro-Mediterraneo alle ore 23:26 UTC, corrispondenti all'incirca all'una e mezza della notte scorsa. Epicentro in prossimità del comune umbro di Gualdo Tadino, come mostra la mappa qui in basso. Piuttosto profondo l'ipocentro della scossa valutato in 80 Km di profondità. Non si ha notizia di danni a cose e persone... Ma è un'ulteriore conferma, se pure ce ne fosse bisogno, della sismicità di tutta l'area interessata dal sisma...
     Questi i dati relativi al sisma:
         
Magnitudo  ML 3.6
          Regione ITALIA CENTRALE
          Data 2013/05/25
          Ora  23:26:02.0 UTC
          Posizione 43.20 N; 12.81 E
          Profondità 60 km

#
A Ilva Alvani piace questo elemento.

--------------------

Il Consiglio Europeo come Ponzio Pilato !!!
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     26/05/13 - Ma altro che Ponzio Pilato !!! Ecco come il 22 Maggio scorso il Consiglio Europeo si è lavato le mani in fatto di "ENERGIA". Nel Comunicato Ufficiale conclusivo dei lavori da qui raggiungibile, ecco quanto si dichiara a pag. 4, al punto 6/b:

  "The Commission intends to assess a more systematic recourse to on-shore and off-shore indigenous sources of energy with a view to their safe, sustainable and cost-effective exploitation while respecting Member States' choices of energy mix".

     In altre parole ogni Stato può andarsene per conto suo e decidere come arrangiarsi con quel che ha o ritiene di avere a disposizione, infischiandosene bellamente di tutto il resto. Alla faccia dell'Europa Unita! E' come se vivessimo ancora come secoli fa e ogni stato della vecchia Europa fosse ancora separato dagli altri da confini naturali o convenzionali invalicabili. Confini che di fatto ormai non esistono più da tempo.
     E questo vale per il nucleare (che l'Italia rifiuta e la Francia no, da cui però noi acquistiamo l'energia prodotta dai suoi impianti nucleari sistemati pochi km al di là dei nostri attuali confini, correndone gli stessi rischi... ); e vale anche per il fossile on-shore e off-shore, la cui gestione noi italiani, con i nostri bravi politici, affidiamo oltretutto in cambio di quattro spiccioli a multinazionali straniere in assoluta mancanza di trasparenza e di informazioni al riguardo sotto la spinta di interessi privati e lobby nascoste, e a tutto danno delle comunità nazionali direttamente interessate, coinvolte solo nello scontarne le spiacevoli conseguenze...
Leggi anche "L’Ue si barcamena sul devastante fracking che piace a Letta. O forse lo appoggia..."
su
http://blogeko.iljournal.it/...-FRACKING-CHE-PIACE-A-LETTA-O-FORSE-LO-APPOGGIA/73283#

#
A Movimento Ambientalista Bat Puglia, Filippo Foti, Maria Luisa D'Ippolito, Betta Sala e Roberto Frigerio piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 25/05/13

Scossa sismica di mag 4,8 a sud di Corfù
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     25/05/13 - Qualche dubbio sulla sismicità dei fondali mediterranei dello Jonio, dell''Adriatico e dell'Egeo ? Se ne avete, fateveli passare e... incrociate le dita... (da una mappa dell' "Euro-Mediterranean Sismologic Center").

#
A Mauro Brusà, Ilva Alvani e Oreste Montebello piace questo elemento.

--------------------

La risposta ai petrolieri di Maria Rita D'Orsogna
di Guido Picchetti (da una nota su Fb)
https://www.facebook.com.../la-risposta-ai-petrolieri-di-maria-rita-dorsogna/612131282132024


Maria Rita D'Orsogna nei prossimi giorni in Italia risponderà agli attacchi dei petrolieri sui territori nazionali...
    
... Mercoledì 29 Maggio in Emilia a Mirandola, insieme al Prof. Franco Ortolani

     ... Lunedì 3 Giugno sempre in Emilia a Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, con Elisabetta Sala e Mirko Tutino

     ... e Sabato 15 Giugno in Abruzzo a San Vito Chietino, insieme a Francesco Stoppa e Gialunca Vacca

#
Post di Filippo Foti

Fusse ca fusse la vorta bbona !!!
#
A
Enzo Palazzo, Annamaria Properzi, Bogdana Trivak, Movimento Ambientalista Bat Puglia e Erik Fortini piace questo elemento.
--------------------

Via libera da UE a trivellare il mare nostrum
da "Ola Ambientalista"
http://www.olambientalista.it/via-libera-da-ue-a-trivellare-il-mare-nostrum/


     21 maggio 2013 - Un apparente “giro di vite sulla sicurezza dei pozzi di petrolio e gas offshore nell’Unione europea”. A due anni di distanza dal disastro del Golfo del Messico – si legge nella nota stampa diramata dall’Ansa – l’Europarlamento ha dato oggi luce verde alla nuova direttiva, che darà l’autorizzazione alle trivellazioni solo alle compagnie che garantiscono adeguati piani di emergenza e fondi sufficienti per pagare eventuali danni ambientali. Il testo, concordato dagli eurodeputati con i 27 Stati membri, è stato approvato in prima lettura dall’assemblea di Strasburgo con 572 voti favorevoli, 103 voti contrari e 13 astensioni.
     L’ok formale del Consiglio Ue è atteso nei prossimi giorni e i Paesi Ue avranno due anni per recepire le regole relative ai nuovi impianti, mentre per quelli già operativi gli anni di tempo a disposizione sono cinque. Soddisfatto il commissario europeo all’energia, Gunther Oettinger, secondo cui ”queste norme assicureranno che gli standard di sicurezza già attuati in alcuni Stati membri siano praticati da tutte le piattaforme in Europa” e inoltre ”saremo in grado di reagire in maniera rapida ed efficace in caso di incidente”.
     Fra le novità, l’obbligo per le compagnie di trivellazione di sottoporre alle autorità nazionali un rapporto speciale che descrive l’impianto, i potenziali grandi pericoli e le misure speciali di protezione dei lavoratori. Gli eurodeputati incoraggiano infine gli Stati Ue che fanno parte del Consiglio Artico, fra cui l’Italia, ”a promuovere attivamente gli standard più elevati sulla sicurezza ambientale in questo ecosistema unico e vulnerabile”.
     In realtà il provvedimento UE apre la possibilità di trivellare i nostri mari, nonostante una opposizione eterogenea dell’Europarlamento che vede l’Italia favorevole alle trivellazioni spinte offshore nel Mediterraneo.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post condiviso

Se poi ci si mette anche l'Europa a bluffare e a far passare per norme di tutela quelle che sono vere e proprie liberalizzazioni a trivellare... siamo proprio a posto !!!
#
A Luca Facciolo e Ferdy Sapio piace questo elemento.

--------------------

Allarme per il Mar Jonio, gli inglesi vogliono cercare petrolio con la tecnica dell’air-gun
da "Informare per resistere"
http://www.informarexresistere.fr/...-mar-jonio-gli-inglesi-vogliono-cercare-petrolio-con-la-tecnica-dellair-gun/

     Mag 22nd, 2013 - L’Organizzazione lucana ambientalista (Ola), Med No Triv e No Scorie Trisaia, informano che «E’ stata pubblicata sul sito del Ministero dell’Ambiente la documentazione nell’ambito della procedura VIA per l’istanza di ricerca di idrocarburi in mare “d 68 F.R-.TU” della britannica Transunion Petroleum Ltd. La scadenza per le presentazione delle osservazioni scadono il 13 luglio 2013».
     Le tre associazioni ambientaliste scrivono che il 14 maggio l’amministratore della società britannica Transunion Petroleum Ltd, Steve Jenkins ha presentato all’ufficio Valutazione di impatto ambientale del ministero dell’ambiente, alle Regioni Basilicata, Puglia e Calabria, alle Province di Crotone, Cosenza, Matera, Taranto e Lecce ed a 49 comuni rivieraschi dell’arco jonico lucano-calabrese-pugliese «L’istanza di avvio della procedura VIA, ai sensi dell’art.23 del D.lgs 152/2006, relativamente al progetto di ricerca denominato “d68 F.R. – TU” nel Mar Jonio».
     La notizia della richiesta della multinazionale è stata data alle associazioni dal Comune di Policoro, da sempre alla testa della battaglia contro le trivelle del Mar Jonio, fautore della Carta di Herakleia, un documento sottoscritto da enti locali, istituzioni, associazioni e comitati che ribadisce «La centralità dei valori naturali ed ambientali del mare e della costa jonica, vera ricchezza e fonte di reddito delle comunità rivierasche che ribadiscono con forza il proprio no ai progetti governativi e della politica della Sen dell’ex ministro Passera che vogliono trasformare il sud in una servitù energetica, con oltre 11 tra permessi e concessioni petrolifere nel solo Mar Jonio».
     Il progetto della Transunion Petroleum Ltd, si legge nella presentazione dello studio Via, «riguarda ben 623,47 Kmq ed è ubicato nel settore settentrionale del Mar Jonio, all’interno del Golfo di Taranto, nelle zone marine D e F». Le prospezioni prevedono l’utilizzo di tecniche di rilievo sismico come l’air-gun, un metodo di ricerca che anche secondo recenti studi è responsabile di gravi impatti sull’ecosistema e sulla fauna marina «che proprio nel mar Jonio vede uno dei santuari per rettili (tartarughe) e cetacei, tra i più importanti nel Mediterraneo, interferendo con le attività di pesca, con quelle turistiche e con le aree marine protette, luoghi di riproduzione della fauna ittica – scrivono Ola, Med No Triv e No Scorie Trisaia –. E’ necessario che gli enti locali, le Regioni e le Province calabresi, lucane e pugliesi attivino da subito azioni coordinate tecnico giuridiche al fine di scongiurare il massiccio attacco petrolifero al Mar Jonio, con iniziative pubbliche e di coinvolgimento sul “Progetto Herakleia” affinché il governo receda da quello che può essere definita una vera e propria follia che rischia di mortificare la cultura e l’economia di tre regioni distruggendo gli habitat marini e costieri».
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post condiviso

L'attacco dei petrolieri in corso è su tutti i mari italiani da nord a sud, da est ad ovest, con quali conseguenze per tutto il Mediterraneo, già minacciato per conto suo nel bacino orientale, è facile immaginarlo...
#
A Ferdy Sapio piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 24/05/13

Ombrina mare, botta e risposta tra Galli Della Loggia e Medoil
di Andrea Mori
http://ilcentro.gelocal.it/chieti/.../ombrina-mare-botta-e-risposta-tra-galli-dello-loggia-e-medoil-1.7105464


La piattaforma petrolifera a largo della costa teatina conquista la ribalta nazionale: prima l’editoriale del Corriere della sera contro il progetto, poi la risposta dell’azienda inglese che lo sta realizzando.
    
21/05/13 - CHIETI. Botta e risposta tra Medoilgas - l'azienda inglese che intende realizzare la piattaforma petrolifera Ombrina Mare 2 al largo della costa teatina - e il Corriere della Sera sulle cui pagine domenica era uscito un articolo dell'editorialista Ernesto Galli Della Loggia proprio contro il piano Medoil. Oggi, sempre sul Corsera, viene pubblicato un lungo articolo di spiegazioni e risposta a firma dell'ad Medoilgas Italia spa Sergio Morandi all'editorialista. Morandi respinge le critiche a Ombrina e soprattutto corregge, ridimensionandoli, i numeri che aveva fornito Ernesto Galli Della Loggia su rischi e fonti d'inquinamento («sette volte al di sotto dei severi limiti di legge italiani»), dimensioni della nave serbatoio, caratteristiche produttive dell'impianto e qualità del prodotto finale. Medoil definisce pregiudizievole la posizione assunta contro il progetto e ricorda che Ombrina ha ottenuto valutazioni positive da parte delle Commissioni tecniche ministeriali.
     Ernesto Galli Della Loggia, che aveva detto che Ombrina oscurava l'idea stessa di Italia, in calce all'articolo di oggi di Morandi spiega di essersi basato sulla relazione (e quindi sui numeri) realizzata dalla ricercatrice Maria Rita D'Orsogna sul progetto. E aggiunge: «Certo la professoressa D'Orsogna è una nota ambientalista (...) ma il dottor Morandi non si stupirà se tra l'opinione di questa studiosa e quello della Medoilgas io sia molto, molto più propenso a fidarmi della prima che della seconda. Tanto più quando leggo nella sua lettera che il progetto esclude eventualità di inquinamento e perdite di greggio in mare causate dalle perforazioni. Ma scusa, dottor Morandi», domanda il giornalista del Corsera, «che razza di argomento è? Lei pensa forse che nelle centinaia e centinaia di casi in cui inquinamento e perdite si sono verificati, i progetti invece li prevedessero?».
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Davvero bello questo botta e risposta tra Medoilgas ed Ernesto Galli della Loggia... Con la Medoil che difende il suo progetto, ricordando che "Ombrina Mare" ha ottenuto valutazioni positive da parte delle commissioni tecniche ministeriali italiane, e pertanto risultano escluse eventualità di inquinamento e di perdite di greggio in mare causate dalle perforazioni. Al che Ernesto Galli della Loggia si limita semplicemente ad obiettare che i progetti di coltivazione di giacimenti petroliferi offshore di fatto non prevedono mai delle possibilità di inquinamento, ma, ciò nonostante, di casi di inquinamento durante tali operazioni se ne verificano centinaia e centinaia ovunque nel mondo, del tutto imprevisti ma non per questo meno dannosi o frequenti !!! Lapalissiano, dr Watson... soleva dire un certo Sherlock Holmes...

--------------------

Anche il Corriere della sera si schiera contro il mostro "Ombrina"
da "Primada noi it"
http://nuovosensocivico.blogspot.it/2013/05/anche-il-corriere-della-sera-si-schiera.html

Finalmente diventa un caso nazionale il tentativo di devastare l'Abruzzo.
     22 Maggio 2013 - Finalmente anche la stampa nazionale che ha un peso rilevante nell'opinione pubblica e negli ambienti che "contano" prende una posizione netta ed inequivocabile in merito ad "Ombrina Mare" ed a tutti i devastanti progetti che mettono a repentaglio l'integrità e la salute del nostro meraviglioso Paese.
     Non è un elemento trascurabile anche per l'autorevolezza di chi ha scritto l'articolo, lo storico e giornalista Ernesto Galli Della Loggia. Vogliamo ricordare che analoghe autorevoli prese di posizione furono determinanti nella vittoriosa battaglia degli anni '70 contro l'installazione della Sangro Chimica in Val di Sangro. Allora apparvero articoli su L'Unità, Il Mondo, L'Avanti!, Panorama e contro la "raffinomania" italiana scrisse parole indimenticabili Indro Montanelli.
     La nostra azione di informazione e diffusione della verità deve proseguire incessante fino al raggiungimento dell'obiettivo finale che non è solo l'abbandono del progetto "Ombrina Mare" ma la cancellazione definitiva dell'aberrante disegno generale di trasformare la nostra splendida Regione in distretto minerario e petrolchimico.
     Qui di seguito pubblichiamo gli articoli tratti da "Primadanoi.it" e dal "Corriere della Sera".

  Abruzzo/Petrolio: anche il Corriere della Sera contro Ombrina: «Bomba ecologica - Una mostruosità che snaturerà i luoghi» da "Primadanoi"
http://www.primadanoi.it/news/cronaca/540243/Abruzzo-Petrolio--anche-il-Corriere.html


    21/5/13 - ABRUZZO. Ombrina Mare va fermata. Non lo dicono più solo dall’Abruzzo. Ieri il Corriere della Sera ha dedicato un articolo ad Ombrina Mare, il progetto petrolifero della Medoil che dovrebbe sorgere a circa 5 chilometri dalla costa abruzzese. Nel testo firmato dal giornalista Ernesto Galli Della Loggia non si lesinano critiche. Ombrina viene definita «bomba ecologica» ma anche una «mostruosa unità galleggiante di raffineria e stoccaggio del greggio destinata a bruciare le impurità fortemente presenti nel combustibile di pessima qualità estratto».
    «Per rendersi conto della mostruosità del progetto», secondo il Corriere,«basta dire che le autorità statunitensi non hanno mai autorizzato un impianto del genere nelle loro acque territoriali. Consapevoli evidentemente delle conseguenze pressocché inevitabili di una simile mostruosità: probabile inquinamento delle falde freatiche, più che probabili perdite in mare del greggio estratto e dell’idrogeno solforato , inevitabile riversamento di sostanze chimiche della lavorazione, distruzione di ogni attività turistica e di pesca per un lungo tratto della costa, radicale snaturamento dei luoghi. Certo», va avanti il giornalista, «contro Ombrina Mare 2 gli abitanti della provincia di Chieti sono scesi da tempo sul sentiero di guerra, e una volta tanto anche la autorità regionale dell'Abruzzo hanno espresso la loro opposizione. Ma dal momento che in Italia esiste anche un ministero dei Beni culturali e del Turismo e un ministero dell'Ambiente, mi chiedo quando tempo dobbiamo ancora aspettare perché i loro titolari ci facciano sentire anch'essi il lo "no". Senza se e senza ma».
    «Galli Della Loggia non può essere certo tacciato di estremismo», commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, «e il Corriere della Sera è sicuramente il quotidiano che più ha supportato il governo Monti. Se lo scrivono loro che Ombrina Mare 2 va bloccata vuol dire che avevamo davvero ragione». Acerbo ora si augura che il quotidiano nazionale «approfondisca il nesso tra il singolo progetto e la "Strategia Energetica nazionale" che ci ha lasciato in eredità il tanto osannato ministro Passera.
    L'editorialista del Corriere non solo riassume efficacemente le ragioni dell'opposizione a Ombrina ma mette il dito sulla piaga della mancata tutela del paesaggio e del consumo di suolo. Una lezione per quei politici di centrodestra e centrosinistra che hanno finora ostacolato il parco della Costa Teatina e che in Abruzzo hanno finora impedito di approvare le nostre proposte per lo stop al consumo di suolo e la tutela del paesaggio».

     E queste le immagini delle pagine del Corriere della Sera, dove è stato pubblicato Domenica 19 Maggio 2013 l'articolo di Ernesto della Loggia intitolato "Tutela del paesaggio: un Paese sfregiato. Noi miopi e insensibili. Quella "Ombrina di mare" oscura l'idea stessa di Italia".

 


#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Estremista Galli della Loggia del "Corriere della Sera" ? Forse sta davvero cambiando qualcosa nella trasparenza dell'informazione del nostro Paese su certi argomenti finora tabù... Legittimo pensarlo. Proprio ieri, su indicazione di Assunta di Florio dall'Abruzzo, segnalavo l'articolo di Alessandro Fulloni pubblicato martedì scorso su "Corriere It" on line a proposito dell'intervento di Grillo sulle possibili relazioni tra le decennali trivellazioni in Emilia e l'interminabile sciame sismico seguito al terremoto di giusto un anno fa. Un intervento, quello di Grillo, che è stato poi segnalato anche in Tv nella serata di ieri, sia pure probabilmente con finalità diverse.. .
Ma oggi eccomi qui a segnalare un ampio servizio giornalistico sull'edizione nazionale del Corriere della Sera domenica scorsa, pubblicato stavolta con grande evidenza e per di più firmato da Ernesto Galli Della Loggia, un giornalista sulla cui autorevolezza e competenza c'è poco da discutere. Tema di questo articolo la famigerata piattaforma petrolifera "Ombrina Mare" della Medoil che dovrebbe sorgere a circa 5 chilometri dalla costa abruzzese, definita dallo stesso giornalista una «mostruosa unità galleggiante di raffineria e stoccaggio del greggio destinata a bruciare le impurità fortemente presenti nel combustibile di pessima qualità estratto», e al tempo stesso una vera «bomba ecologica»...
E "Galli della Loggia non può essere certo tacciato di estremismo", commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, augurandosi che il Corrierone nazionale «approfondisca il nesso tra il singolo progetto e la "Strategia Energetica nazionale" che ci ha lasciato in eredità il tanto osannato ministro Passera. Come dargli torto ?
#
Post di Antonio Colacino

Da seguire con attenzione.
#
Post di Maria Rita D'Orsogna

Guido, se solo sapessi tutti i teatrini dietro a quell'articolo....
#
Post di Guido Picchetti

Raccontaceli se puoi, Maria Rita, penso interessino a molti... E a me in particolare, in quanto ho trovato davvero strano questo voltafaccia improvviso del "corrierone", che ha sempre taciuto su tali argomenti...
#
A Bruna Navazza, Ezio Di Giovanni. Isabella Baccalaro, Ezio Di Giovanni, Giusi Orefice, Maria Luisa D'Ippolito, Ilva Alvani, Isabella Tritto, Giovanni Angeloni e Antonio Colacino piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 23/05/13

Grillo: «Il sisma in Emilia? Colpa del fracking». E intanto Errani «congela» le trivellazioni
di Alessandro Fulloni
http://www.corriere.it/...terremoto-emilia-grillo-accusa-fracking_2bdd70be-c30c-11e2-b767-d844a9f1da92.shtml


La giunta sospende le autorizzazioni per le ricerche di "shale gas" . Il leader M5S in un comizio: «Parte della responsabilità è anche di questi buchi qui, che fanno per cercare il gas»
    22 maggio 2013 - «Il terremoto in Emilia? Io mi ci gioco le p... che una parte della responsabilità è anche di questi buchi qui, che fanno per cercare il gas», ovvero le trivellazioni, con il metodo contestato del «fracking», per l'estrazione di idrocarburi e gas naturale. Lo ha detto mercoledì 22 Beppe Grillo durante un comizio elettorale in Liguria, a Sestri Levante. Non è dato sapere quanto la scommessa del leader M5S sia suffragata da basi scientifiche, però è certo che nelle zone della Bassa devastate dalla doppia scossa del maggio 2012 «quelle trivellazioni» - sia effettuate in passato e ancora da autorizzare - abbiano destato, e destino tuttora, preoccupazione se non vera e propria paura. Tanto che proprio mercoledì 21 il governatore Errani ha comunicato la sospensione di «ogni decisione su tutti i nuovi progetti di ricerca idrocarburi nei territori colpiti dal sisma del 2012» .
     «AUTORIZZAZIONI SOSPESE» - Le autorizzazioni verranno nuovamente esaminate dopo che sarà noto l'esito della Commissione tecnico-scientifica istituita proprio per far luce sul rapporto - eventuale - tra terremoto e fracking. Ovvero la fratturazione delle rocce, finalizzata a estrarre «gas shale», gas naturale che si trova nel sottosuolo padano. Proprio per individuarne la consistenza dei giacimenti - è il senso di quanto affermato in differenti interrogazioni presentate dai parlamentari modenesi del Pd Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari e dal consigliere regionale ex grillino Giovanni Favia - una società ha chiesto i permessi, appunto «sospesi» ora dalla Regione, per cercare idrocarburi su una superficie di 646 chilometri quadrati in tre province dell'Emilia. Ma sono quelle terremotate, che comprendono i paesi più pesantemente colpiti dalle scosse.
     PAURA PER I BOATI - I paesi sono quelli di Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Camposanto, Ravarino, Bomporto e San Felice sul Panaro. Zone dove, non bastasse, era in ballo un progetto - cancellato poi dal governo Monti e dalla giunta Errani - per creare un gigantesco deposito sotterraneo di gas metano. Nei giorni immediatamente precedenti al terremoto - è stato il vociare in quelle zone dell'Emilia, ripreso da Grillo nel comizio - sarebbero state udite esplosioni. Sondaggi condotti facendo brillare cariche. E appunto: carotaggi che in tanti hanno messo in relazione alle due devastanti scosse. Ora però lo stop che blocca le ricerche, in attesa del responso della commissione «fracking».
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

L'articolo di Alessandro Fulloni è in cronaca regionale dell'Emilia, ma è pur sempre pubblicato dal "Corriere della Sera" sul sito on line del quotidiano più importante d'Italia. Una pubblicazione che indubbiamente fa notizia per la sua singolarità... Che cominci a rompersi quel "fronte del silenzio" sulle possibili cause dello sciame sismico seguito al terremoto di fine maggio dello scorso anno in Emilia ? Uno sciame sismico che ancora oggi ad un anno di distanza dalle due forti scosse iniziali, fa sentire saltuariamente i suoi effetti in quei territori tormentati da decenni e decenni di perforazioni a fini energetici... Attività che in tanti vorrebbero nascondere, ma che purtroppo le mappe degli esperti in materia su quelle zone inesorabilmente ci ricordano... Ringrazio Assunta di Florio per la segnalazione.
#
A Gianluca Cecere, Giovanni Angeloni, Enrico Cinotti, Ilva Alvani, Giusi Orefice e Alfonso Nigro piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 21/05/13

Pozzi offshore più sicuri, arriva direttiva Ue
da "ANSA IT"
http://www.ansa.it/...2013/05/21/Ambiente-pozzi-offshore-piu-sicuri-arriva-direttiva-Ue_8742252.html


Oettinger, norme assicurano pronta reazione in caso incidente
     21 maggio, STRASBURGO - Giro di vite sulla sicurezza dei pozzi di petrolio e gas offshore nell'Unione europea. A due anni di distanza dal disastro del Golfo del Messico, l'Europarlamento ha dato oggi luce verde alla nuova direttiva, che darà l'autorizzazione alle trivellazioni solo alle compagnie che garantiscono adeguati piani di emergenza e fondi sufficienti per pagare eventuali danni ambientali. Il testo, concordato dagli eurodeputati con i 27 Stati membri, è stato approvato in prima lettura dall'assemblea di Strasburgo con 572 voti favorevoli, 103 voti contrari e 13 astensioni.
     L'ok formale del Consiglio Ue è atteso nei prossimi giorni e i Paesi Ue avranno due anni per recepire le regole relative ai nuovi impianti, mentre per quelli già operativi gli anni di tempo a disposizione sono cinque. Soddisfatto il commissario europeo all'energia, Gunther Oettinger, secondo cui ''queste norme assicureranno che gli standard di sicurezza già attuati in alcuni Stati membri siano praticati da tutte le piattaforme in Europa'' e inoltre ''saremo in grado di reagire in maniera rapida ed efficace in caso di incidente''.
     Fra le novità, l'obbligo per le compagnie di trivellazione di sottoporre alle autorità nazionali un rapporto speciale che descrive l'impianto, i potenziali grandi pericoli e le misure speciali di protezione dei lavoratori. Gli eurodeputati incoraggiano infine gli Stati Ue che fanno parte del Consiglio Artico, fra cui l'Italia, ''a promuovere attivamente gli standard più elevati sulla sicurezza ambientale in questo ecosistema unico e vulnerabile''.
#
Commento del sottoscritto su FB a margine del post
SIAMO SALVI.!!! Arriva la direttiva europea in fatto di trivellazioni. L'ok formale del Consiglio Ue alle nuove norme per la sicurezza degli impianti è atteso nei prossimi giorni. Ma poi ? Beh mica male !!! I nuovi impianti avranno due anni per mettersi in regola, mentre quelli che già hanno avuto via libera o sono in funzione da tempo, di anni per adeguarsi alle "regole" (che finora non ci sono mai state... come implicitamente viene riconosciuto... ) ne avranno addirittura cinque... E con tutti gli impianti che già sono in funzione nel Mediterraneo, e in più con tutti quelli che, proprio ciò temendo, hanno fatto e stanno facendo il diavolo a quattro per dare inizio all'opra (e che, detto tra parentesi, con la complicità di lobby varie e di governi compiacenti ci stanno riuscendo ottimamente) vedrai quanti guai si potranno ugualmente combinare impunemente a danno dei territori on-shore e off-shore e senza troppi problemi... Cinque anni poi sono davvero tanti, e tutto può accadere... Certe regole troppo restrittive si possono dimenticare, si può fare a meno di rispettarle, si possono cambiare, abrogare o semplicemente farle cadere in disuso... E noi in Italia in simili comportamenti non abbiamo nulla da imparare da nessuno... Frattanto cinque anni di simili attività produttiva al di fuori di ogni controllo sono già tanti, sufficienti ad esaurire decine e decine di pozzi e... a fare danni e denari a palate... Viva l'Italia, e l'Europa...
#
A Gente di Mare Divingsailing, Alfonso Nigro piace questo elemento.

--------------------

Giornata Mondiale della Biodiversità. Celebrazione o commemorazione funebre ?
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200641134085120

     22/05/13 - Oggi 22 Maggio è la Giornata Mondiale della Biodiversità proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per celebrare l'adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological Diversity). Peccato che a ricordarcelo, per di più al motto di "Insieme per un Futuro Sostenibile", sia solo on line l'ARPAT l'Agenzia Regionale per la Protezione ambientale della Toscana
     E le altre regioni italiane? In tutt'altre faccende affaccendate... L'ambiente è l'ultima preoccupazione che sembrano avere, con il nostro nuovo capo di Governo proprio oggi impegnato a Bruxelles a discutere di risorse energetiche e del nostro futuro, che probabilmente si troverà a dibattere anche sul tema dello shale gas e sul " fracking si o fracking no" nei vari Paesi dell'Unione, i quali in proposito sembrano proprio decisi a fare ognuno scelte per proprio conto...
Per il resto niente di nuovo, a parte un convegno in programma oggi a Roma presso il Palazzetto delle Carte Geografiche (via Napoli 36) sulle specie animali e vegetali minacciate di scomparsa dal nostro pianeta. Non sono affatto poche. Nell’occasione, solo solo per quanto riguarda l'Italia, verranno presentati e divulgati due volumi che contengono le cosiddette Liste Rosse delle specie minacciate, il primo dedicato agli animali, e il secondo alle piante.
     Il convegno è promosso dal Comitato Italiano IUCN (Unione mondiale per la conservazione della natura) proprio per "commemorare" l'adozione il 22 maggio 1992 della Convenzione sulla Diversità Biologica da parte dell'ONU. Una celebrazione che stando così le cose, con tutto quel che "NON" si sta facendo tema di tutela ambientale, sa tanto di commemorazione "funebre", perdonatemi il pessimismo...
#
A Giusi Orefice piace questo elemento.

--------------------

Terremoto nel Canale di Sicilia...
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200640824797388


     22/05/13 - Tranquilli... Alle 18:33 di ieri c'è stata una scossa di magnitudo 2.8 della scala Richter tra la Sicilia e Malta in pieno Mar Mediterraneo... Nessuna paura. "L’evento - dice il Centro Meteo Italiano It - é avvenuto lontano dalle coste ad una profondità ipocentrale di 34 chilometri, escludendo ogni tipo di risentimento agli abitanti delle isole". Peccato che ci si dimentichi di precisare che il terremoto è avvenuto proprio al centro della nuova "Zona Marina C - Settore Sud" decretata dal Governo Monti, in accordo "segreto" con gli omologhi maltesi, per favorire le attività di trivellazioni petrolifere in questa area "sismica pluriterritoriale", a totale insaputa dei cittadini italiani e maltesi più direttamente interessati !!!

  Mar Mediterraneo, terremoto oggi tra Sicilia e Malta
da "centrometeoitaliano it"
http://www.centrometeoitaliano.it/...-terremoto-oggi-tra-sicilia-e-malta-21-05-2013/


    21 maggio 2013 - Una scossa di magnitudo 2.8 della scala Richter é avvenuta oggi tra la Sicilia e Malta in pieno Mar Mediterraneo
    Alle ore 18.33 del 21 maggio 2013 l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 della scala Richter tra la Sicilia e l’Isola di Malta. L’evento é avvenuto lontano dalle coste ad una profondità ipocentrale di 34 chilometri escludendo ogni tipo di risentimento agli abitanti delle isole.   Non si registrano danni a persone o cose.
    A lato la mappa dettagliata con l'epicentro del sisma.

#
Post di Salvatore Gregorio Spata

Cose da pazziiii
#
A RosaeCeleste Pantelleria, Elsa Marino, Rosario Angelo, Kaworu Nagisa, Dafne Zito, Valy E Peppe Culoma, Fabrizia Arduini, Pantelvoice, Salvatore Gregorio Spata, Roberto Glauco Garzarella, Movimento Ambientalista Bat Puglia, Alice Bernardo e Giusi Orefice piace questo elemento.

--------------------


     - Dall' 11 al 20 Maggio 2013
 
Dalla mia Bacheca su FB del 20/05/13

L'ultimo sfregio sul Canale di Sicilia...
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1

     20/05/13 - Un'immagine che non ha bisogno di troppi commenti in quanto parla da sola. Anzi non "parla", ma URLA gridando vendetta in cielo, in terra e... nell'intero Mediterraneo !!! Naturalmente a segnalarci l'ennesimo "misfatto" è Maria Rita D'Orsogna, avvisando noi e chi di dovere che il termine per le "eventuali" opposizioni è il 13 Luglio pv., dopo di che entreranno in azione airgun e trivelle... E chissà che il turismo sulla costa della Marina di Ragusa non se ne avvantaggi per l'afflusso di quanti... verranno a godersi l'effetto che fa !!!
     Scrive Maria Rita:

  Sicilia: Transunion - D361 CR TU
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/sicilia-duclis-in-fundo-la-concessione.html

E dopo l'ENI e le sue concessioni D33 BR AG e D28 BR AG ecco qui la Transunion Petroleum che decide di trivellare anche lei al largo delle coste di Sicilia. Notare la vicinanza ad acque protette e alla costa.
    SUNDAY, MAY 19, 2013 - Si tratta della concessione D361 CR TU, il cui termine ultimo per presentare osservazioni è il giorno 13 Luglio 2013. Vogliono fare anche qui esplorazioni con tecniche air-gun e poi la trivellazione di un pozzo esplorativo. Il testo è qui ed è stato redatto dagli amanti del mare della Sicilia Valentina Negri, Angelo Ricciato, Alessandro Criscenti ed approvato da Raffaele Di Cuia.
    L'area si estende per circa 500 chilometri quadrati in totale ed e' in acque che variano dai 66 agli 800 metri: quindi anche qui si tratta potenzialmente di acque profonde. La distanza dalla costa e' ridicola, sono circa 7-8 chilometri da riva e nelle strette vicinanze dell'area protetta ITA 050001, Biviere di Macconi di Gela. Altre aree protette nelle vicinanze? Non possono mancare:

  1. Zona del Lago di Biviere ultimo resto della palude caratterizzato da rive fatte di canneti e con qualche isolotto rifugio di ricchissima avifauna in Comune di Gela”;
  2. “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del tratto di costa di Contrada Branco Piccolo sita nel Comune di Ragusa”;
  3. “Territorio comprendente il Fiume Irminio e zone circostanti nei comuni di Scicli Ragusa Modica e Giarratana”;
  4. “Proroga del vincolo di immodificabilità temporanea dell'area degli ambienti costieri in prossimità di Sampieri ricadenti nei territori comunali di Scicli e Modica”.

    Ci sono poi zone di ripopolamento ittico, la GSA16, ci sono tartarughe marine, c'è la posidonia oceanica a 13 chilometri di distanza e questo è veramente grave: la posidonia oceanica è una delle specie più importanti del mare ed è protetta da una serie di convenzioni europee, italiane. Sono veramente folli.
    Anche qui, come sempre, è tuttapposto. Io non ho più tempo di questo, ma spero che vive lì si renda conto che queste sono cose irreversibili e che è veramente folle trivellare così vicino alla costa, in acque profonde, e con così tanta ricchezza naturale e marina.

     E quest'altra immagine, anch'essa ripresa nell'articolo di Maria Rita dal sito del Ministero competente, a chi non avesse ancora ben compreso dove avverrà quanto appena annunciato in merito alla concessione off-shore rilasciata alla "Transunion Petroleum" a meno di 10 km dalla costa ragusana, potrà ancora meglio far intendere di cosa parliamo, e quali futuri benefici verranno a godere le acque del Canale di Sicilia, i loro fondali e i loro popolamenti, e le numerose aree protette già esistenti lungo quel tratto di costa, appartenenti a ben quattro provincie siciliane: Agrigento, Caltanissetta, Catania e Ragusa...

Ben quattro le province coinvolte dalla concessione davanti Marina di Ragusa !!!
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1

#
Post di Filippo Foti su Fb (a proposito dell' "effetto che fa...", ndr)
... Si potrebbe andare tutti a Ragusa al mare, a vedere cosa fanno le bestie feroci... e gridare aiuto aiuto è scappato il petrolio... e vedere tutti "l'effetto che fa"... Vengo anch'io... no tu no... vengo anch'io... no tu no... ma perchè... perchè no !!!
#
Post di Alice Bernardo

:-(
#
A Giusi Orefice, Giovanni Angeloni e al sottoscritto piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 19/05/13

Francesco Alberoni. La genesi dei "movimenti"
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200621829402515


     19/05/13 - Francesco Alberoni in un video sulla genesi dei "movimenti". La storia, si sa, è maestra di vita, e conoscere la storia di "movimenti" del passato, bella o brutta che sia, non può che far bene... Ringrazio Luigi Olivetti, titolare della "Libreria dei Nuovi Inizi" di Pantelleria per avermelo segnalato...

Il Movimento 5 Stelle secondo Francesco Alberoni
pubblicato in data 12/mar/2013 da "siamodonneit! http://www.siamodonne.it/  - (8'04")
Maria Giovanna Farina intervista Francesco Alberoni su Grillo e la nascita del Movimento 5 Stelle.


http://youtu.be/znbpM9B27BM

#
A Ines Lommatzsch, Salvatore Gregorio Spata e al sottoscritto piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 18/05/13

Sicilia. Nuove trivelle e nuovi convegni... Meglio i fatti delle parole ?
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200617110844554


      18/05/13 - Questo è invece un articolo appena pubblicato da Maria Rita D'Orsogna sulle nuove operazioni di ricerca e sfruttamento idrocarburi previste dall'Eni e sue consociate sui fondali del Canale di Sicilia, a botte di air-gun prima e di trivelle profonde poi. Si tratta delle aree marine D33 GR AG e D28 GR AG poco al largo di Gela. Tempo disponibile per mandare osservazioni in proposito rispettivamente il 6 e il 9 Luglio p.v. I comuni della fascia costiera interessata dai 550 km quadrati di mare coperti dalle due concessioni, sono Acate, Butera, Gela, Licata, Ragusa, Santa Croce Camerina, e Vittoria, sparsi fra le provincie di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, lungo un tratto di costa per giunta particolarmente ricco di aree protette, per interesse naturalistico, culturale e archeologico... E proprio sabato prossimo 25 Maggio, come segnalato in un precedente post, presso l'Hotel Dioscuri di Agrigento si terrà un convegno organizzato dall'ordine regionale siciliano dei geologi sul tema delle trivellazioni nel Canale di Sicilia e degli eventuali scenari di pericolosità geologica. Ma ci sarà qualcuno che parlerà allora di questi nuovi progetti dell'Eni, e anche dell'incredibile occupazione di acque territoriali maltesi effettuata dai nostri tecnici ministeriali in virtù dell'ampliamento della "Zona marina C - settore Sud" decretato dal governo Monti nel Dicembre scorso ? O ancora una volta passerà tutto sotto silenzio, parole al vento a parte ?

Nuove trivelle siciliane - D33 GR AG e D28 GR AG
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/trivelle-siciliane-d33-gr-ag-e-d28-gr-ag.html


"Eni è oggi più che mai un’azienda vicina, aperta e dinamica. I suoi valori chiave sono la sostenibilità, la cultura, la partnership, l’innovazione e l’efficienza". Si, money money money money money money

   


Tra i punti A e B c'è la tutela integrale. Il posto giusto per una trivella.

    SATURDAY, MAY 18, 2013 - E' festa grande all'ENI. Adesso ci sono altre due concessioni al largo delle coste di Sicilia depostitate presso i ministeri romani e per i quali c'e' tempo fino a 6 e al 9 Luglio per mandare osservazioni. I testi sono qui. D33 GR AG e D28 GR AG
    Si tratta della D33 GR AG e della D28 GR AG, entrambe dell'ENI con partecipazione Edison e adiacenti, in cui si vuole fare acquisizione sismica con airgun su un area di 100 chilometri quadrati (D 33) e su 450 chilometri quadrati (la d28) e la perforazione di un pozzo esplorativo della profondità complessiva di 1600 metri. L'istanza si estende per 154 chilometri quadrati a 20 chilometri da Licata, in provincia di Agrigento e a 23 chilometri sia da Gela che dalla provincia di Ragusa. La profondità del mare varia da 350 a 900 metri nelle due concessioni, per cui si tratta di acque profonde (e pericolose). I comuni interessati sono Acate, Butera, Gela, Licata, Ragusa, Santa Croce Camerina, Vittoria sparsi fra le province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa.
     Ovviamente questa concessione non è sola, ma ce ne sono diverse altre a tappezzare i mari di Sicilia: come per tutti i mari d'Italia è un continuo che abbraccia tutto il contorno dell'isola. Cambiano nomi, titolari e perimetri, ma sempre buchi e trivelle sono, che puntellineranno tutto il litorale siciliano se nessuno fa niente. Come giustifica tutto questo l'ENI? Con le solite balle cui, secondo me, neanche loro ci credono:
     L’alternativa zero, ovvero la non realizzazione delle opere, è stata considerata non applicabile in quanto il progetto, può risultare estremamente vantaggioso per l’Italia, permettendo di ridurre la dipendenza energetica dall’estero attraverso lo sfruttamento delle risorse presenti sul territorio nazionale sia marino sia terrestre. La mancata realizzazione del progetto porterebbe a non sfruttare una potenziale risorsa energetica ed economica del territorio attraverso la produzione di idrocarburi da immettere nella rete di distribuzione nazionale. Qualcuno deve ancora spiegargli che tutto il petrolio d'Italia non servirebbe a soddisfare che una parte piccolissima di fabbisogno nazionale e che di vantaggi per l'Italia non ce ne sono - quelli sono solo per le tasche di Scaroni e dei loro investitori.
    Ad ogni modo ecco qui le zone protette nelle vicinanze della concessione D33 GR AG:

  Siti ZPS (Zone di protezione speciale)
· ITA 050012 Torre Manfria Biviere e Piana di Gela che si spinge per un tratto anche a mare e che dista circa 22.2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.
Siti SIC (Siti di Importanza Comunitari)
· ITA040010 Litorale di Palma di Montechiaro a circa 29 km (circa 16 miglia marine nel punto più
prossimo) a Nord – Est dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
· ITA050011 Torre Manfria a circa 22,2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal
perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
· ITA050001 Biviere e Macconi di Gela a circa 24,5 km (circa 13,2 miglia marine nel punto più
prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
· ITA080004 Punta Braccetto Contrada Cammarana a circa 23,6 km (circa 12,7 miglia marine nel
punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
· ITA080001 Foce del Fiume Irmino a circa 33,3 km (circa 18 miglia marine nel punto più prossimo)
dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.
· ITA080010 Fondali Foce del Fiume Irmino a circa 34,6 km (circa 18,7 miglia marine nel punto più
prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

Siti IBA (Important Bird Watching)

· 166 Biviere e Piana di Gela - Important Bird Area a circa 22 km (circa 11,8 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza che ricade parte sulla costa e parte in mare.

    Ci sono poi varie “aree di notevole interesse pubblico”a circa 20 chilometri dalla concessione:

  1) tratto di costa di contrada Branco Piccolo sita nel Comune di Ragusa
2) zona di Falconara;
3) zona di Manfria;
4) zona del lago di Biviere;
5) zona di Punta Braccetto;
6) territorio comprendente il Fiume Irminio e zone circostanti nei Comuni di Scicli, Ragusa, Modica e Giarratana

    E poi ci sono beni archeologici sommersi, in prossimità della costa, a circa 23,5 km (12,7 miglia marine), l'Area Marina di Tutela Archeologica in Località Bulala del Comune di Gela dove sussiste una Zona di Tutela Integrale dove sono vietate:
· il transito, la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi unità navale;
· la pesca professionale e sportiva svolta con qualsiasi sistema (fatti salvi alcuni casi particolari);
· l’immersione subacquea in apnea e con bombole;
· qualsiasi altra attività in superficie o in immersione non autorizzata.
    Cioè è tutto vietato, ma a 20 chilometri di distanza uno può' andare e fare trivelle e sondaggi, come se l'acqua del mare conoscesse confini e come se le navi volassero!!! Ecco qui una interessante tabellina:

    Che dire ? Ci sono solo X, niente numeri. Se uno poi legge il progetto ci sono un sacco di bla-bla sul come, nonostante le X, tutto sarà fatto nel rispetto dell'ambiente e sul dire che tutti gli impatti sono bassi, lievi, trascurabili, nulli. Questa in particolare fa un po' ridere: "L’immissione in mare degli scarichi civili generalmente è considerata circoscritta e di carattere temporaneo. Inoltre, poiché le operazioni di perforazione sono svolte in mare aperto, va considerata anche l’elevata capacità di diluizione dell’ambiente circostante che rende tale fattore di perturbazione ed i conseguenti effetti sulle popolazioni marine poco significativi". Notare che parlano di scarichi civili, e non di che fine fanno i fanghi di perforazione. E notare la logica: buttiamo la monnezza a mare e il mare diluisce !!!
    E i fanghi di perforazione? Dicono che quelli verranno raccolti da apposite navi che periodicamente riporteranno il materiale in terraferma. Ma e queste navi dove transiteranno? E visto che portano via il materiale di scarto delle operazioni petrolifere con queste navi, perchè non portare via anche gli scarichi civili??? E' come una favola. Basta crederci.

#
Post di Maria Rita D'Orsogna
Ciao Guido!
#
A Ilva Alvani, Movimento Ambientalista Bat Puglia, Maria Rita D'Orsogna, Domenico Bartolo, Antonio Colacino e Marilena Riggirello piace questo elemento.
--------------------

Sicilia: convegno sulle trivellazioni nella costa
di Accursio Soldano
http://www.teleradiosciacca.it/news.aspx?news=11532


     18/5/2013 - Le trivellazioni nel canale di Sicilia e degli eventuali scenari di pericolosità geologica. Se ne parlerà il prossimo sabato 25 maggio all'Hotel Dioscuri di Agrigento. Il convegno è stato organizzato dall'ordine regionale dei Geologi e sono stati invitati tutti i sindaci della fascia costiera interessati alle trivellazioni petrolifere.
     Al convegno parteciperanno, tra gli altri, il direttore dell'istituto di geofisica e vulcanologia di Catania Domenico Patanè, l'assessore regionale territorio e ambiente Mariella Lo Bello ed il presidente della commissione Territorio e ambiente al Senato Giuseppe Marinello.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Ringrazio Movimento Ambientalista Bat Puglia per la condivisione su Fb del post.

-
-------------------

Fracking in Europa... Si o no ?
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200616502149337


    18/05/13 - L'articolo di Maria Rita D'Orsogna non è recente. Risale al novembre 2012, quando qui da noi eravamo tutti scioccati per gli effetti multipli della "cura dimagrante" impostaci dal governo Monti Effetti che da qualche tempo iniziavano sempre più forti a farsi sentire, peggiorando ulteriormente i sintomi di quella crisi generale che, partendo dalla Grecia, stava colpendo altri paesi europei tra cui Spagna e Italia. Ma mentre qui da noi il governo Monti, a caccia di grana, si apprestava a decretare il 27 Dicembre 2012 la semplificazione delle procedure burocratiche per il rilascio dei permessi di trivellazione per ricerca e sfruttamento di risorse petrolifere on-shore e off-shore in tutto il territorio nazionale, nel nord della Spagna il governo autonomo della regione della Cantabria, una delle aree più ricche di riserve di shale-gas, approvava una legge preliminare con la quale veniva vietato l'uso della fratturazione idraulica, proprio per i pericoli che tale tecnica estrattiva può comportare per i territori direttamente interessati... Oggi Maria Rita ci ripropone quel suo articolo del tutto attuale, in più con l'aggiunta di una frase introduttiva che conferma come l'8 Aprile scorso quella legge preliminare della Cantabria abbia ottenuto all'unanimità Il voto finale e definitivo che vieta definitivamente il fracking in tutta quella regione della Spagna. Un voto che rappresenta una ulteriore conferma della giustezza delle preoccupazioni ambientali connesse all'utilizzo del fracking, preoccupazioni che d'altronde, tanto per restare in Europa, hanno già portato al divieto di farne uso sia in Francia e in Bulgaria. E in Italia ? Davvero fregandocene così intendiamo proteggere il nostro patrimonio ambientale culturale del nostro Paese ? Vedi anche http://uk.reuters.com/article/2013/04/08/us-energy-spain-shale-idUKBRE9370G220130408

Cantabria, Spagna: divieto fracking
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/11/cantabrian-spagna-divieto-fracking.html


** Il voto finale e definitivo per vietare il fracking è stato approvato il giorno 8 Aprile 2013. All'unanimità **
Ai governatori di Sardegna, Toscana e pure di Abruzzo, Emilia Romagna e Puglia: magari prendere esempio?

    THURSDAY, NOVEMBER 29, 2012 - Il governo autonomo della Cantabria, nel nord della Spagna, ha approvato una legge preliminare che vieta l'uso della fratturazione idraulica, il fracking, in regione. Nell'area ci sono 5 permessi trivellanti da fracking in itinere, e si vuole fermare il tutto prima che sia troppo tardi. Se ne sono accorti, si sono dati da fare e hanno fatto le cose giuste.
    Il presidente della Cantabria, Ignacio Diego Palacios ha detto che il governo vuole approvare definitivamente il testo della legge, ma che lasceranno uno spazio di qualche settimana per ascoltare commentari e proposte dei cittadini. Dopo di che ci sarà l'approvazione dell'assessorato all'ambiente e poi la legge regionale. Ecco qui il sito con la legge - facile facile:

  Articulo 1. Queda prohibido en todo el territorio de la Comunidad Autónoma de Cantabria el uso de la fractura hidráulica o fracking como técnica que por medio de la inyección de aditivos químicos es susceptible de ser utilizada para la investigación y extracción de gas de esquisto o no convencional.

Artículo 2
. Las Autoridades y funcionarios públicos de la Administración de la Comunidad Autónoma de Cantabria velarán por el respeto y cumplimiento de lo dispuesto en la presente ley y adoptarán, dentro de sus respectivas competencias, las medidas oportunas para la paralización de las actividades que se realizaran contraviniendo lo dispuesto en la presente ley, así como para la reposición de la situación alterada a su estado originario.
Artículo 3. El empleo de la técnica referida en el artículo 1, al implicar un uso del suelo prohibido en el territorio de la Comunidad Autónoma de Cantabria de acuerdo con lo establecido en el artículo 1 de esta Ley, tendrá la consideración de infracción urbanística con arreglo a lo previsto en la Ley 2/2001, de 25 de Junio, de Ordenación Territorial y Régimen Urbanístico del Suelo de Cantabria.

    ...proprio come in Italia!
    Cari Enrico Rossi (Toscana), Nichi Vendola (Puglia), Gianni Chiodi (Abruzzo), Ugo Cappellacci (Sardegna) e Vasco Errani (Emilia Romagna): basta solo prendere il traduttore google, ricopiare e voilà, passerete alla storia d'Italia come la prima regione a vietare il fracking in Italia. Voglio vedere chi vince questa sfida. E che ci sia o no già fracking nelle vostre regioni poco importa - è sempre meglio fermare queste cose PRIMA e non piangere dopo, a frittata fatta.

#
A Ilva Alvani piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 17/05/13

Pantelleria. A proposito della "bretella" di Scauri...
di Guido Picchetti (a margine di un documento postato su Fb)
https://www.facebook.com/...1&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     17/05/13 - Certamente è una bella serie di domande quella rivolta in data odierna dal Movimento dei "grillini panteschi" al Commissario Straordinario del Comune di Pantelleria, sullo stato dei lavori (fermi e non in corso...) della famigerata "bretella di Scauri", una vera e propria "incompiuta" che sembrerebbe ormai pronta ad essere "suonata", ma cui nessuno pensa a dare il "La" per iniziare la sua funzione... Quanto ci vuoi scommettere che si attende il nuovo Sindaco per vederla aperta e praticabile in modo che, chiunque sarà, possa poi attribuirsene il merito ?
     Comunque sia, personalmente ritengo che i vari interrogativi posti dai "grillini" panteschi siano più che legittimi, e che, nell'interesse di tutta la comunità pantesca, una risposta ad essi non dovrebbe assolutamente mancare. E spero vivamente ci sia, ancora prima delle prossime elezioni...

#
Post di Giuseppe La Francesca Burlas

Un errore grossolano è contenuto nella nota: la competenza del cantiere non è comunale, ma bensì del commissario per l'emergenza idrica e portuale, che fa ora capo al Prefetto di Trapani.
#
Post di Guido Picchetti
Anche ammesso l'errore, qualcuno dovrebbe pur degnarsi di dare una risposta in merito alle domande, se non altro per precisare bene competenze ed eventuali limiti di responsabilità... O no ?
#
Post di Giuseppe La Francesca Burlas

Lo si sa benissimo che il comune non c'entra nulla e che se si vogliono chiedere delle informazioni basta chiedere al RUP (responsabile unico del procedimento)
#
Post di Guido Picchetti

Nella mia ignoranza di comune cittadino pantesco, purtroppo il RUP non so proprio chi sia, e posso solo basarmi su quel che vedo giornalmente con i miei occhi o che desumo da quanto riesco a leggere in proposito. E sarò davvero molto grato a quel qualcuno che vorrà degnarmi di qualche spiegazione precisa e qualificata in merito allo stato di "fermo" prolungato dei lavori della famigerata "bretella"...
#
Post di Giuseppe La Francesca Burlas

Posso ammettere la sua ignoranza ma non quella di un movimento che si candida per amministrare l'isola. Ci tengo a precisare che per ignoranza intendo non essere a conoscenza in questo caso di specifiche competenze amministrative.
#
Post di Guido Picchetti

La ringrazio per l'ammissione, ben precisata :-) , della mia ignoranza, ma resto in attesa di avere da qualcuno competente in materia le spiegazioni richieste sul permanente stato di fermo della "bretella", che sono certo potranno interessare non solo il sottoscritto, ma molti dei residenti altrettanto "ignoranti" della zona di Scauri, e non solo...
#
Post di Giuseppe La Francesca Burlas

Sarebbe bastato rivolgersi a chi di competenza.
#
Post di Guido Picchetti

Non ho capito bene, ma lei è competente o no della materia in questione ?
#
Post di Giuseppe La Francesca Burlas
La mia competenza si limita a sapere che il cantiere non è di competenza comunale.
#
Post di Guido Picchetti
Ma allora, mi scusi, perchè è intervenuto ? Non sta a me fare il difensore di ufficio del M5S. Ma la lettera in questione è stata indirizzata al Commissario Straordinario che sostituisce nelle sue funzioni il Sindaco di Pantelleria, il quale, se non sbaglio, è stato nominato proprio dalla Prefettura di Trapani. Ed è da lui che dovrebbe venire risposta in materia, per dovere o per cortesia...
#
Post di Salvatore Gregorio Spata
Caro Giuseppe, il cittadino deve chiedere e non NON CHIEDERE perchè non sa chi è il Responsabile Unico del Procedimento. Sembra quasi che ti tocchi questa nostra richiesta..... Noi vogliamo sapere E SAPREMO, a differenza tua, che stai a cercare i puntini mancanti... Se visiti il nostro sito, vedrai che di richieste c'è ne son tante protocollate negli ultimi 5 mesi... E rispondono, eccome se rispondono... Infine ti chiedo: secondo te, a noi e ai cittadini interessa più chi è il RUP o sapere per quale motivo la bretella si trova in questo stato?
#
A Maria Rosa Maccotta, Battista Belvisi, RosaeCeleste Pantelleria, Salvatore Gregorio Spata e Sabina Esposito piace questo elemento.

--------------------

Adriatico. Chi "vede lo zoppo" impara a zoppicare...
di Guido Picchetti (a margine di un post condiviso su Fb)
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200611588626502
 

     17/05/13 - Questo sì che è un bell' "agreement" tra Italia e Croazia. Dicono i governanti croati: "Ma, se nelle acque territoriali adriatiche dell'Italia ci sono ben 180 pozzi estrattivi off-shore e in quelle della Croazia solo 15, trattandosi di fondali marini di identica natura geologica, che noi siamo "fessi ? ".
     Non sia mai detto !!! E qualche giorno fa il governo croato ha inviato al parlamento un ddl sugli idrocarburi che prevede una semplificazione delle procedure burocratiche sui permessi di ricerca e sfruttamento di risorse di idrocarburi gassosi e liquidi sul suo territorio, incluso il sottofondo marino nell'Adriatico. Una legge, che si prevede di approvare nei prossimi due mesi, dopo di che ... A morte il Mar Adriatico, a morte il Mar Ionio, a morte il Canale di Sicilia, e a morte il Mediterraneo tutto !!! Chi se ne frega...
     E l'Europa che dice al riguardo ? Tace, in tutt'altre faccende affaccendata... E la Convenzione di Barcellona e gli altri accordi internazionali per la tutela di quel che fu il "Mare Nostrum" ? Caduti in prescrizione, nessuno sa più cosa sono, dove sono, e in fondo a quale pozzo senza fondo sono precipitati...

  Croazia: verso liberalizzazione estrazione gas, petrolio
c.s. di "Ansa Med"
http://ansamed.ansa.it/.../Croazia-verso-liberalizzazione-estrazione-gas-petrolio_8679487.html


Governo croato prevede grande interesse per giacimenti Adriatico
    09 MAGGIO 2013 - La Croazia si appresta a liberalizzare il settore della ricerca e dell'estrazione di risorse naturali di metano e di petrolio sul suo territorio, incluso il sottofondo marino nell'Adriatico, che finora era monopolio della società petrolifera nazionale Ina.
    Il governo ha inviato oggi al parlamento un ddl sugli idrocarburi che prevede una semplificazione delle procedure burocratiche per ottenere permessi per la ricerca e lo sfruttamento di risorse di idrocarburi gassosi e liquidi. La legge, che dovrebbe essere approvata nei prossimi due mesi, prevede l'istituzione di un'agenzia governativa che indirà i bandi di concorso, deciderà a chi assegnare le concessioni, che potranno avere una durata massima di trent'anni, e i tributi da versare all'erario. L'ultima istanza per autorizzare un simile investimento resta comunque il governo. Una prima gara internazionale dovrebbe essere indetta entro la fine di quest'anno.
    Secondo il governo, la vecchia legge non stimolava la ricerca di gas e petrolio perchè a un investitore che potenzialmente trovasse dei giacimenti non era automaticamente garantito anche il loro sfruttamento, ma era previsto un nuovo concorso. Secondo il ministro dell'Economia, Ivan Vrdoljak, alcuni grandi gruppi internazionali hanno già a varie riprese manifestato il loro interesse in questo ambito, e se solo alcuni di questi investimenti si realizzassero ''lo Stato croato potrebbe ricavarne miliardi di dollari''. Il ministro ha ricordato anche che dalla parte croata dell'Adriatico in questo momento sono attivi solamente 15 punti di estrazione, mentre da quella italiana ce ne sono 180. ''Trattandosi di un sottosuolo geologicamente identico, non ci sono ragioni per non credere che anche la parte croata del mare non nasconda ricchi giacimenti di idrocarburi'', ha detto, indicando soprattutto ricchi giacimenti di gas. (ANSAmed)

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 16/05/13

Una visita di Peppe Grillo a Pantelleria del 2009
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200607095114167


     16/05/13 - Beh, è un post di Peppe Grillo sul suo Blog che riguarda direttamente Pantelleria. Risale a qualche anno fa, ma conserva tuttora la sua attualità. Personalmente me l'ero perso, e, con le comunali amministrative in vista, lo riporto con piacere e penso valga la pena leggerlo... E poi a seguire c'è anche il video dell'intervento di Beppe Grillo su Pantelleria... Godetevelo...

  Grillo168 - Energia e Mafia Democratica
di Peppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2009/07/grillo168_energ.html


    28 Luglio 2009 - Amici! Grazie e buon 168! Sono venuto in questa isoletta che si chiama Pantelleria: una roba che io pensavo nemmeno esistesse nella mente morbosa di un Creatore pazzo, perché è un’isola strana che non sai capire se è bella o brutta. Piena di vip nascosti, piena di questi dammusi dentro questa roccia lavica. L’impressione è che ci sia stata una eruzione lavica 24 ore prima e che abbiano già rimesso a posto tutto!
    La sensazione che ho io di questa isola è quella della necessità di muoversi con molta cautela perché tutto ciò che incontri è irto e pieno di insidie. Per arrivare al mare devi avere degli scarponi militari anfibi con le suole di acciaio. Arrivi giù, ti togli gli scarponi poi, col black&decker pianifichi un po’ uno scoglio e ti cali in acqua. Combatti un po’ con le meduse, poi torni di nuovo su e col black&decker ti fai strada fino a casa tua. Però è straordinaria. Ho fatto un bagno adesso – vedete i capelli, mi si sono ridotti così perché ci si modifica anche geneticamente – nello Specchio di Venere. È un lago di un chilometro dentro la bocca di un vulcano dove si fa il bagno, ma è fantastico. Dentro questa fanghiglia che la gente si mette addosso, fa il giro e poi si risciacqua, sembra che faccia bene alla pelle, ma io non ho visto nessuno di normale lì.
    C’è sempre vento, da una parte o dall’altra dell’isola: Scirocco o Maestrale. C’è sempre Sole. C’è un clima straordinario. Potresti fare energia qui e venderla in tutta Europa e invece cosa hanno pensato i gestori, i politici e gli industriali di questa piccola isola? Di fare dei generatori che vanno a merda! Merda concentrata, a nafta. La nafta più marcia che c’è la portano con delle navi qui e danno corrente all’isola. Io vorrei farvi vedere la centrale, sembra l’Inghilterra dell’ottocento di Dickens: fumi, tumori. Io non so se qui han fatto delle analisi. Mi voglio rivolgere alla Mafia Democratica. Ora, io capisco che le risorse, l’ambiente, la nafta, l’acqua che portate con delle cisterne e con le navi e che scaricate con dei tubetti da giardinaggio per star lì settimane a scaricare è un problema di mafia. Lo capisco. Ma mi voglio rivolgere alla Mafia Democratica, a Totò ‘U Curtu Liberty o a Totò Minchiurello Democratico. L’anno prossimo ci sono le amministrative. Fate una lista civica Mafia Democratica a cinque stelle, perché qua si possono fare delle cose sensazionali. Ci sono già degli studi fatti dalle università per fare un grosso centro di geotermia. Qui basta che vai giù e c’è tanto di quel calore che potresti dare energia a tutta l’isola. Un impianto eolico. Avete i tralicci, al posto dei tralicci mettete le pale, non è che rovinate più di tanto l’ambiente. Fate un referendum e alle amministrative che ci saranno il prossimo anno Mafia Democratica a cinque stelle ve la sponsorizzo io. Vengo a fare da testimonial con Totò Bassotto.
    Si potrebbero fare delle cose meravigliose, come raccogliere l’acqua in un altro modo. Io credo ci siano stati degli esperimenti, ma la volontà di fare qualcosa qui non c’è ancora. È una isola addormentata, sotto tutti i profili. Però è talmente straordinaria che potrebbe essere di esempio al mondo. Invece l’esempio nel mondo ce lo danno i nostri ministri dell’energia, gente come Scajola che sta delirando e che sta dicendo che punteremo sul nucleare. Il nucleare è una truffa semantica, culturale e finanziaria. Si stanno quotando in borsa le multi utility che hanno già aderito al programma nucleare. L’energia nucleare è la più cara al mondo. In Francia la pagano poco nella bolletta e tantissimo nelle tasse senza accorgersene. Uranio ce n’è solo per altri sessant’anni, l’ha detto Rubbia. Le scorie non sanno dove metterle. Fare e gestire quattro, cinque centrali. Qui sembrano che abbiano deciso. Io mi sono preso un impegno con questa sabbia di Pantelleria. Le centrali secondo me non le farete mai. Non le farete mai perché non ve le faremo fare. Abbiamo fatto un referendum, forse ne faremo un altro. Le centrali ve le fate a casa vostra o da un’altra parte. Noi vogliamo fare come Obama, che ha detto che non costruirà nuove centrali, o come la Merkel. La Merkel ha fatto una legge che diminuisce la dipendenza dal petrolio dell’1% all’anno e aumenta dell’1% le energie da fonti rinnovabili. Come? Con due righe di politica. Chi vende energia in Germania deve produrla con fonti rinnovabili. Il prezzo dell’energia è fatto dal governo, non dal libero mercato come qua. Sapete perché è cara l’energia? Perché il prezzo viene fatto sul valore marginale. Prendono i prezzi proposti da chi ha prodotto energia e fissano le tariffe sul prezzo più alto. Abbiamo le tasse più alte del 30% rispetto all’Europa, paghiamo ancora i CIP6, questa truffa dei CIP6. Chi è contento? Enel, Edison, Eni. Queste associazioni a delinquere di stampo elettrico ed energetico che fanno finta di investire nell’eolico, ma il loro core business diventa il nucleare. L’Enel ha comprato due centrali nucleari marce in Slovacchia contro la volontà dei cittadini.
    Allora, una preghiera. State attenti. Noi vi informeremo sui siti dove verranno collocate le centrali. Mi viene da ridere. Ne vorrebbero collocare una in Puglia, ad Alberobello, fatta a trullo! Perché poi le faranno magari belle, coi rampicanti e roseti. E la gente arriverà lì e vedrà uno sbuffo di vapore e chiederà: cos’è? Una piccola centrale nucleare, ma ecosostenibile come direbbe la sinistra dell’ambientalismo del sì.
    Allora, le centrali nucleari qui non le faranno mai. Questo è un nostro obiettivo primario. Ci faremo un V-day. Andate avanti con le energie rinnovabili. Pantelleria è un’isola talmente straordinaria che manca il fiato per capire esattamente che cosa potrebbe diventare. Specchio di Venere e del mondo.
    Buon 168 e grazie a tutti.

Grillo168 - Energia e Mafia Democratica
 video caricato in data 28/lug/2009 da "StaffGrillo" - (7'35")
Politiche energetiche a Pantelleria
Tutti i libri e i DVD di Beppe Gruillo sono disponibili su http://grillorama.beppegrillo.it


http://www.youtube.com/watch?v=U4u-NGjiJK8

#
Post di Guido Picchetti
Ringrazio Salvatore Gregorio Spata per la segnalazione...

#
A  Roberto Frigerio, Giovanni Angeloni e Salvatore Gregorio Spata piace questo elemento.

--------------------

Fracking a Foggia?
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/fracking-foggia.html


The hydraulic fracturing stimulation technique pumping energized fluids introduced in the Roseto-Montestillo field has proved to be very successful in recovering well productivity (ENI Exploration & Production, 15-17 Aprile 2013, Cairo)

      TUESDAY, MAY 14, 2013 - Durante il periodo 15-17 Aprile 2013 un gruppo di ricercatori ENI ha presentato un lavoro dal titolo "Revitalizing Mature Gas Field Using Energized Fracturing Technology In South Italy" presso la 2013 North Africa Technical Conference and Exhibition a Il Cairo, Egitto. Gli autori, Luis E. Granado, Roberta Garritano, Raffaele Perfetto, Roberto Lorefice, Roberto L. Ceccarelli, tutti dell'ENI, affermano di avere "rivitalizzato" un pozzo di gas già sfruttato in passato usando nuovissime tecniche di fratturazione idraulica che includono l'uso di fluidi "energizzanti" a base di zirconati.
     Il campo scelto è quello di Roseto-Montestillo, nei pressi di Lucera e la concessione è la Tertiveri. Nel testo si dice che a causa della delicatezza delle operazioni, si sono dovuti usare molti accorgimenti in tutte le fasi di progettazione, trivellamento, completamento e successiva stimolazione dei pozzi. E' stato necessario usare "elevatissime pressioni di pompaggio" e hanno avuto problemi con i proppanti, che servono a mantenere aperte le fessure dopo le operazioni di fracking. Alla fine però sono arrivati ad "ottimi guadagni" in produttività e allo stesso tempo hanno ridotto il quantitativo dei fluidi di perforazione. Purtroppo l'unico sito, da cui la notizia è reperibile, è quello della "Society of Petroleum Engineers" e i dettagli sono pochi.

     Dai siti ministeriali non vi è traccia di tale intervento: i pozzi nella concessione Tertiveri sono elencati tutti come in produzione o non produttivi, e non vi sono altre specifiche. Le domande che ci si pongono allora sono sempre le stesse: - Perchè queste cose le dobbiamo apprendere dalla "Society of Petroleum Engineers" in un convegno al Cairo e non da appositi enti informativi italiani? L'ENI aveva i permessi per fare fracking? Cosa esattamente hanno pompato nel sottosuolo? Quanto tempo sono durate queste operazioni? Quando è successo? La gente lo sapeva? In quali altre località si vuole fare fracking in Italia? I nostri ministri lo sanno cos'è il fracking? E veramente vogliamo andare avanti così, a casaccio? Che chi prima arriva fa un po' quel che gli pare, e poi lo dobbiamo venire a sapere da una mezza paginetta di un convegno in Egitto? E se non c'era il convegno quando l'avremmo saputo? Cosa aspettiamo ad aprire un dialogo nazionale, non solo sul fracking, ma in generale sul modo in cui intendiamo proteggere (o non proteggere) il sottosuolo dalle trivelle - di petrolio, gas, con fracking, senza fracking, in mare, in terra o per stoccaggi di dubbia utilità?
     Infine: - Perchè non seguiamo l'esempio della Francia che ha vietato il fracking già nel 2011?
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

La Francia il "fracking" l'ha vietato già dal 2011 su tutto il territorio nazionale. In Italia, invece, si continua a "negare" l'impiego di una tale tecnica, fingendo di non sapere neppure cosa sia !!! Ma perchè ciò accade ? Troppo facile la risposta a quest'interrogativo finale più che legittimo dell'articolo di Maria Rita... E' che l'Italia tutto è, fuorchè un paese "civile" quale pretende e crede di essere... Un Paese, e dispiace certamente doverlo dire, nel quale tante cose avvengono di nascosto, ad insaputa di tanti che avrebbero il diritto di essere informati e di sapere, come prevede quella Costituzione invocata spesso a sproposito, e da altrettanti non rispettata... E, guarda caso, decisamente "ignorata" proprio da coloro che dovrebbero esserne i maggiori garanti, rappresentando in Parlamento e nei quadri intermedi di governo quei cittadini che con il loro voto li hanno eletti, o "credono" ancora in buona fede di averlo fatto...
#
Post di Movimento Ambientalista Bat Puglia
Guido, ti chiedi perché ciò accade??? Perché se mai venissero a galla tutte le cose sottaciute o negate, le celle delle nostre carceri si riempirebbero di tanta "brava gente", a cominciare dai grossi pezzi da 90 (politici, rappresentanti ministeriali, dirigenti e amministratori di grandi compagnie), fino ai più piccoli "venduti" a qualunque titolo e per qualunque fine illecito . . .
#
A Giovanni Angeloni, Movimento Ambientalista Bat Puglia e Ivana Artioli piace questo elemento.

--------------------


Premio Ambasciatore della Natura 2013
di Franco Tassi (da una immagine condivsa su Fb)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200447697187968&set=np.68393949.1063270409&type=1

#
Nota del sottoscritto a margine del post

Ringrazio Ferdy Sapio, Ambasciatore della Natura 2011, per la condivisione su Fb dell'articolo del Prof. Franco Tassi, Presidente del Centro Parchi Internazionale promotore dell'iniziativa.
#
A Carmelo Nicoloso, Gianna Queni, Elena Troisi e al sottoscritto piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 15/05/13

Dando a Cesare quel che è di Cesare...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su FB
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     15/05/13 - Un'interrogazione dei parlamentari del M5S all'ARS che bene evidenzia, a mio giudizio, l'impegno a livello regionale del Movimento 5 Stelle a scavare in tanti settori della pubblica amministrazione, nelle cui pieghe (e non da oggi) si nascondono, a danno dei comuni cittadini e a loro insaputa, fatti e misfatti meritevoli di particolare attenzione e, il più delle volte, anche di interventi decisi... E' un'interrogazione che smentisce tra l'altro in modo palese tante false dicerie che, in vista delle prossime scadenze elettorali, vengono messe in giro ad arte su una presunta sterile inconcludenza dell'azione degli attivisti d quel Movimento... Se ognuno si guardasse un po' intorno prima di aprir bocca !!!

#
Post di Francesco Genchi
Hanno paura di perdere i loro privilegi dati da anni di collusione con il potere mafioso...
#
A Francesco Genchi e
Battista Belvisi piace questo elemento.
--------------------

Trasporti. Il sindaco di Lampedusa: E’ emergenza
da "Sicilia Way it"
http://www.siciliaway.it/trasporti-il-sindaco-di-lampedusa-e%E2%80%99-emergenza/1410183


Il primo cittadino dell’isola, Giusy Nicolini, chiede l’intervento della Protezione Civile e della Magistratura
     14 maggio 2013 - Il problema dei collegamenti tra le isole Pelagie e la Sicilia non ha ancora trovato soluzione. Il sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, chiede ora l’intervento della Protezione Civile e della magistratura affinché si faccia presto fronte all’emergenza trasporti.
     "Lampedusa e Linosa sono un pezzo d'Italia isolato e maltrattato – ha dichiarato il sindaco - sono molto preoccupata per le sorti dell'economia delle mie isole. Per il 50% del tempo non faccio il sindaco ma dirigo il traffico delle merci da Porto Empedocle a Lampedusa e viceversa, concordando con le agenzie di viaggi se dare la precedenza ai lattici o ai materiali edili, ai pacchi postali o alla carne, alle bombole del gas o ai passeggeri".
     La stagione estiva poi è ormai alle porte e i forti disservizi penalizzeranno l’economia dell’isola. "Il disagio dovuto ad una nave, la Paolo Veronese, troppo piccola, vecchia ed inadeguata per solcare il Canale di Sicilia - denuncia Nicolini - coinvolgerà tutta l'economia, dal commercio all'accoglienza alberghiera, alla ristorazione, all'edilizia. La motonave Veronese, infatti, riesce a imbarcare solo un quarto delle persone e dei mezzi che potrebbero imbarcare la Palladio andata a fuoco a febbraio e la Laurana impiegata attualmente sulla rotta Milazzo-Napoli".
     "A me non resta - conclude il primo cittadino - che chiedere l'intervento della Protezione civile e della magistratura. La continuità territoriale per le isole minori allo Stato costa 53 milioni di euro all'anno, mentre noi veniamo trattati come se fossimo dei questuanti".
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Trasporti. Per il sindaco di Lampedusa è una situazione di "emergenza". E perchè, per il sindaco di Pantelleria (che non c'è, ma c'è in sua vece un commissario...) cos'è ? Una situazione di piacevole "vacanza" esotica rimanere così per giorni isolati ??? Ma quando si decideranno gli esponenti delle due isole del Canale di Sicilia, Lampedusa e Pantelleria, afflitte come sono da problemi analoghi e (abolite le province) facenti capo ormai direttamente ad una stessa Regione a Statuto Speciale, ad unire le forze nel chiedere a gran voce quanto loro spetta di diritto come zone di confine, non solo dello stato italiano, ma anche dell'Unione Europea ??? Il primo cittadino di Lampedusa, Giusy Nicolini, ha chiesto l’intervento della Protezione Civile e della Magistratura... E Pantelleria, che fa ? Resta a guardare ?
#
Post di Giusi Nicolini
Ieri con l'assessore Bartolotta abbiamo parlato anche dell'assurda situazione di. Pantelleria. So che scade il contratto di noleggio della Cossyra. La battaglia di Lampedusa serve a tutti. A tutte isole. Un caro saluto!
#
Post di Guido Picchetti
Grazie del commento, Giusy. Ma perchè non farla insieme, Lampedusa e Pantelleria, questa battaglia? Sarebbe molto meglio, e si avrebbero forse maggiori possibilità di spuntarla, anche per quanto riguarda il problema dei voli... L'unione ha sempre fatto la forza...
#
Post di Calogero Rizzo

Lottate perchè Lampedusa e Pantelleria meritano tanto, per tutti i disagi che hanno avuto negli anni...
#
A Tiziano Mela, Pina Russo, Nadia Gonnella, Domenico Bartolo, Belvisi Armando, Gianluca Cecere,Tiziana Trapani, Maria Rosa Maccotta e Salvatore Gregorio Spata piace questo elemento.

--------------------

Incendio al Centro recupero tartarughe di Linosa, è dolo: indagini in corso
da "Agrigento Notizie it"
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/incendio-centro-recupero-tartarughe-linosa-15-maggio-2013.html


I malviventi, prima di appiccare le fiamme, hanno danneggiato alcune strumentazioni utilizzate dai ricercatori. Danni in corso di quantificazione. I carabinieri hanno avviato le indagini. Il Crtm di Linosa è uno dei più importanti Centri d'Italia
     15 Maggio 2013 - Sono in corso di quantificazione i danni provocati al "Centro recupero tartarughe marine" di Linosa, in contrada Pozzolana di Ponente, dove ignoti stanotte hanno appiccato un incendio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale Stazione, i malviventi sarebbero entrati nel locale di proprietà del Comune dopo aver forzato la porta d'ingresso; una volta dentro, prima di appiccare le fiamme, hanno danneggiato alcune strumentazioni utilizzate dai ricercatori.
     Fortunatamente all'interno del Centro, al momento del danneggiamento, non c'erano tartarughe. I carabinieri della Stazione di Linosa, coordinati dalla Compagnia di Agrigento diretta dal capitano Giuseppe Asti, hanno avviato le indagini per cercare di risalire agli autori del gesto.
     Il "Centro recupero tartarughe marine" di Linosa, attualmente gestito dal "Centro turistico studentesco", è stato istituito nel 1995 per opera di un gruppo di biologi e naturalisti romani e riconosciuto dalla Regione Siciliana. E' uno dei primi centri di recupero realizzati in Italia ed ha al suo attivo centinaia di interventi. Nei primi anni la struttura si sostiene con varie forme di autofinanziamento e nel 2000, attraverso il progetto Life "Azioni urgenti di conservazione di Caretta caretta nelle isole Pelagie" - finanziato dalla Commissione Europea - può migliorare le sue attrezzature e accrescere le capacità di intervento.
     Nel 2004 un ulteriore progetto Life, denominato "Del.Ta", promosso dal Settore Conservazione natura del "Cts" che attualmente gestisce il Centro di Linosa, ha consentito tra l’altro di iniziare la sperimentazione di attrezzi da pesca a basso impatto, ideati per ridurre che il numero delle catture accidentali delle tartarughe marine.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

No comment... Ma dove stiamo andando ?
#
Post di Giusi Orefice

Gesto inqualificabile!
#
A Luca Facciolo piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 14/05/13

Siracusa - Aria inquinata dalle industrie? Finalmente un Prefetto parla
di Gregorio Valvo
http://www.lanota7.it/siracusa-finalmente-un-prefetto-si-occupa-dellaria-inquinata-dalle-industrie/

Cgil dice qualcosa, ma, Cisl e Uil tacciono.
     Siracusa, 11 maggio 2013 – Il Prefetto Gradone convoca le parti interessate al risanamento dell’ambiente e il sindacato sembra svegliarsi dal torpore del pensare e non fare. Ecco che spunta la voglia di protezione dell’ambiente e si tenta di sorvolare sull’inquinamento dell’aria per parlare di bonifiche. Bonifiche di che? Dei veleni sparsi nell’ambiente circostante, in mare e terra? E allora perchè mai il sindacato non avverte, se non una ripulsa, almeno dell’imbarazzo nel pronunciare la magica parola: “aria” ? Dove sta l’imbarazzo nel dire che a Siracusa si respira l’aria peggiore d’Italia? C’è forse imbarazzo nell’essere giudicati “male” dell’industriale di turno?
     Parrebbe proprio che le cose nell’ambito sindacale stiano in questo modo. Perchè ci vuole un Prefetto sensibile per aprire la spinosa vicenda dell’inquinamento dell’area e invece non sono le organizzazioni sindacali a richiedere la convocare e magari aprire la “vertenza aria irrespirabile uguale tumori”? Ora il registro epidemiologico relativo ai tumori, tenuto dal direttore sanitario dell’Asp8, Anselmo Mateddu, dice chiaramente che restare permanentemente nella zona interessata dalle industrie fa morire più di chi torna al paese di residenza lontano dalle industrie.
     Che cosa aspettano i sindacati a prendere atto che chi respira l’aria della zona industriale è a forte rischio tumorale? Paura di preoccupare? Paura che le industrie, se costrette a migliore gli impianti, vadano via portandosi benessere e tesserati? C’è qualcosa di strano nell’aria. Cgil ogni tanto reagisce e si fa sentire: mastica le parole, però riesce a farsi sentire. Cisl e Uil invece sembrano essere emigrate all’estero perchè non hanno mai scritto una sola riga per rilevare che a Siracusa si muore anche di tumore. Per fortuna che adesso a Siracusa c’è un alto funzionario dello Stato che vuole respirare aria più pulita, approfittarne sarebbe cosa responsabile e saggia.

  IL COMUNICATO DEL PREFETTO ARMANDO GRADONE
(CS) Siracusa, 10 maggio 2013 – Si comunica che nella giornata odierna il Prefetto Armando Gradone ha presieduto presso il Palazzo del Governo una riunione finalizzata ad una puntuale verifica delle risultanze applicative del protocollo di intesa, siglato in Prefettura in data 9 maggio 2005, concernente l’adozione delle azioni di contrasto dei fenomeni di inquinamento atmosferico e di cattiva qualità dell’aria. All’incontro hanno partecipato rappresentanti della Provincia Regionale di Siracusa, dei Comuni di Augusta, Priolo Gargallo e Floridia, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, dell’Azienda Sanitaria Provinciale – ASP 8, dell’Associazione degli Industriali della provincia di Siracusa, della Struttura territoriale di Siracusa dell’A.R.P.A. Sicilia, del C.I.P.A. – Consorzio Industriale per la Protezione dell’Ambiente, della ISAB S.r.l., della Raffineria Esso di Augusta, della ISAB Energy, della Priolo Servizi s.c.p.a., dell’Enel Produzione, nonché i Segretari Generali provinciali della CGIL, CISL, UIL e UGL.
La disamina svolta ha consentito di fare il punto sullo stato delle iniziative intraprese in applicazione del Protocollo, sulle criticità riscontrate e sui possibili miglioramenti delle procedure in essere, con particolare riferimento alle modalità di partecipazione ai cittadini dei risultati dell’attività di monitoraggio della qualità dell’aria in atto svolta.
Dalle indicazioni fornite dai partecipanti alla riunione è emersa, in particolare, la sostanziale validità dell’approccio delineato nel Protocollo e, al contempo, l’esigenza di mirati aggiornamenti ed integrazioni che tengano conto dell’evoluzione normativa, dei nuovi strumenti di analisi integrata dei dati già positivamente sperimentati dai detentori delle reti di controllo (CIPA, ARPA e Provincia Regionale) e soprattutto dell’esigenza di definire un razionale sistema di analisi, gestione e comunicazione al pubblico sia delle informazioni raccolte attraverso le rilevazioni effettuate dalle centraline installate nelle aree a maggior rischio di inquinamento ambientale sia delle informazioni puntualmente fornite dalle aziende del Polo Petrolchimico.
In vista di tali aggiornamenti ed integrazioni, nei prossimi giorni sarà costituito un gruppo di lavoro ristretto con il compito di predisporre sui temi individuati come di interesse prioritario uno studio preliminare che sarà successivamente perfezionato con il contributo di tutti gli attori interessati.
 
  DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL DI SIRACUSA PAOLO ZAPPULLA
(CS) Siracusa, 11 maggio 2013 – “L’incontro in Prefettura è per noi un primo passo verso la tutela del territorio. Ci sembra proprio di essere partiti con il piede giusto e rendiamo merito al prefetto Gradone di aver bene interpretato le vere emergenze della provincia. Quello di stamane è stato il primo di una serie di incontri calendarizzati dal rappresentante di governo, con la convocazione di tutte le parti interessate per la salvaguardia ambientale nella zona industriale.
Quanto emerso dal convegno dei Registri Tumori, che ha reso noti i dati di uno studio condotta da esperti riaccende i riflettori su un tema sul quale noi ci siamo sempre battuti. Anche se lo studio è stato condotto fino al 2005, la questione ci riguarda ancora e dobbiamo farcene carico, perchè la situazione è rimasta invariata: sono cambiati gli assetti produttivi ma per le bonifiche non si è fatto alcun passo in avanti e pertanto i dati emersi si possono proiettare anche nel futuro.
E’ di conseguenza indifferibile che i governi concentrino la loro attenzione su bonifiche e risanamento ambientale e che la politica faccia il suo dovere, dando così la risposta attesa dai cittadini e dal territorio tutto. Importante occasione sarà l’incontro di lunedì alla Provincia con gli assessori regionali, tra cui quello al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello, a cui proporremo la questione.
Si deve partire anche da un aggiornamento del Protocollo per la tutela ambientale firmato in Prefettura nel 2005, prevedendo il miglioramento della qualità dell’aria con la diretta partecipazione delle aziende, dei controlli effettuati e della qualità dell’informazione sia agli Enti sia al cittadino”.

#
Due commenti a margine dell'articolo e dei comunicati stampa sulla pagina web de "La Nota 7"
... di Marika Cirone Di Marco dell'11 maggio 2013 alle 19:47

Fa piacere riscontrare sensibilità istituzionale da parte del Prefetto di Siracusa sul tema della qualità dell’aria del nostro territorio. Fa piacere ancora di più a chi come me ha presentato un’interrogazione parlamentare al Governo della Regione a metà del mese di Gennaio e l’ha fatta seguire qualche giorno fa da una nuova iniziativa, concretizzatasi in una mozione. I dati offerti dal Registro dei Tumori, i report di Legambiente, costituiscono elementi di sollecitazione cui dare ascolto e attenzione. Tutte le iniziative che vanno in direzione della salvaguardia della salute e dell’ambiente sono quanto mai opportune e necessarie.
#
... di Mara Nicotra dell'11 maggio 2013 alle 10:25

Un plauso al prefetto Gradone. Finalmente, dopo circa 6 mesi di ricerche scientifiche, e di interpellanze consegnate persino all’Ars dalla sottoscritta, inerenti i dati sulla cattiva qualità dell’aria e l’aumento dei tumori nella provincia di Siracusa, qualcosa si muove. Spero solo che per “qualcuno” non sia la solita passerella politica in vista delle amministrative...
#
A Antonello Nazareno piace questo elemento.

--------------------

Cambiamo la nostra vita !!!
di Filippo Foti (a margine di un video condiviso su Fb)
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/461768420564892


     14/05/13 - Anche se non sempre è così per la gente sfortunata, c'è sempre gente che ostenta furbizia... ma le parole a volte riescono a cambiare la vita alle persone che si lasciano influenzare. In Italia ci sono prede e predatori. Questi ultimi li conosciamo bene! Smettiamo di essere prede e non lasciamoci più plagiare.... La nostra vita potrà cambiare! A seguire il video condiviso.

E' una bella giornata e io non riesco a vederla
Pubblicato in data 24/feb/2013 da Marco Crivellari - (1'37")

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=sGS8S04mOx4

#
Commento a margine di Michele Pagano

Semplice e....meraviglioso...

#
Al sottoscritto piace questo elemento.

--------------------

Ilva come l'Eternit, Taranto come Casale Monferrato: il parallelismo di Raffaele Guariniello
di Andrea Spinelli Barrile
http://www.ecoblog.it/...taranto-come-casale-monferrato-il-parallelismo-di-raffaele-guariniello
 

Nel ribadire la richiesta di condanna a 20 anni per i vertici della Eternit il pg Raffaele Guariniello ha tracciato un parallelo tra l'azienda piemontese e il colosso Ilva a Taranto.
     13 maggio 2013 - L’Ilva come l’Eternit: questo il parallelismo seguito dal pg piemontese Raffaele Guariniello per ribadire la sua richiesta di condanna a vent’anni di carcere per i vertici della Eternit, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis De Cartier, che con la loro politica industriale omertosa hanno causato la morte di migliaia di persone, esposte per anni alle fibre di amianto.
      Il parallelo tracciato dal procuratore generale Guariniello è autorevole, interessante: nella sua requisitoria il magistrato ha evocato in aula l’ordinanza con cui la Cassazione il 4 aprile scorso ha respinto il ricorso contro gli ordini di custodia cautelare per lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis De Cartier, che erano ai vertici della Eternit e che non hanno mai fatto nulla per impedire che gli operai venissero protetti dall’esposizione costante alle fibre di amianto.
     In particolare, nel tracciare il suo parallelismo tra l’atteggiamento dei vertici Eternit e in quello dei vertici Ilva, Guariniello ha parlato apertamente di un atteggiamento pervicace e spregiudicato dei primi, quanto dei secondi:

  I reati di disastro e rimozione volontaria di cautele, gli stessi che contestiamo noi, sono ascrivibili a condotte tenute negli anni, si sono consumati anche con la gestione successiva al 1995 e i loro effetti sono ancora attuali.

     Proseguendo il suo parallelismo Guariniello ha spiegato come tale accostamento non sia casuale, avventato, ma che sia il necessario divenire di anni di indagini e inchieste, che lo hanno portato a convincersi di come le due vicende, Eternit e Ilva, siano accomunabili negli atteggiamenti colpevolmente omertosi dei vertici di entrambe le aziende:

  Mi ci è voluto del tempo per capire che non era giusto addebitare il disastro Eternit ai dirigenti italiani degli stabilimenti. Schmidheiny è stato bravo a nascondersi in tutti questi anni. Ma grazie anche ai parenti delle vittime ho potuto individuare la strada da prendere: dietro a questo immane disastro c’erano delle scelte strategiche prese dal vertice. C’era un’unica regia.

     Per questo motivo, se in primo grado le condanne nel processo Eternit avevano riguardato solo lo stabilimento di Casale Monferrato e quello di Cavagnola (entrambi in provincia di Torino) la richiesta in Appello è stata estesa anche per gli stabilimenti di Bagnoli (NA) e Rubiera (RE).
     Il parallelismo tracciato da Guariniello accomuna dunque le due vicende, almeno sotto il profilo giuridico delle responsabilità: un parere che la procura di Taranto può recepire in ogni momento. A breve Ilva procederà con una nuova richiesta di dissequestro delle merci, come previsto nel decreto Aia e come caldeggiato anche dalla Corte Costituzionale, ma ai cui solleciti la procura fino ad oggi si è dimostrata sorda.
     Via | Ansa
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
"Ilva come l'Eternit, Taranto come Casale Monferrato: etc. etc.", scrive Andrea Spinelli Barrile su EcoBlog. Quando le esperienze del passato dovrebbero pure insegnare qualcosa... E invece... Nessuno di chi ci governa impara da esse, nessuno le ascolta, nessuno sa leggerle, o farne tesoro per un futuro migliore... E si continua imperterriti con i paraocchi a marciare per la stessa strada, commettendo e ripetendo gli stessi errori...
#
A Movimento Ambientalista Bat Puglia, Salvatore Gregorio Spata e Vallini Erik piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 13/05/13

Morti e malati di cancro nella provincia di Chieti - Ecomafie: strage silenziosa
in Abruzzo
di Gianni Lannes (*)
http://nuovosensocivico.blogspot.it/2013/05/morti-e-malati-di-cancro-nella.html


Stiamo assistendo in questi giorni ad un fenomeno eccezionale nel nostro blog: il boom di letture (oltre 16.000 al momento con un forte incremento giornaliero) per l’inchiesta del giornalista free-lance Gianni Lannes che abbiamo pubblicato il 17 dicembre scorso con il titolo “Morti e malati di cancro nella provincia di Chieti – Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo” (nota della redazione di NUOVO SENSO CIVICO)

12-05-2013 - Morti e malati di cancro in provincia di Chieti: lo Stato è latitante. La magistratura archivia per prescrizione dei reati nonostante il pericolo per la pubblica incolumità.
     L´ecomafia ringrazia - Benvenuti nella patria del Montepulciano. Non si arresta la conta dei tumori provocati dai veleni industriali scaricati impunemente per anni in Abruzzo. Una giuria di critici ha premiato a Londra - miglior rosso italiano - il Cagiolo 2005 di Cantina Tollo con il Decanter World Wine Awards. E´ il più importante riconoscimento internazionale assegnato solo a 26 vini sui 9.600. Eppure in questo remoto angolo della provincia teatina i cittadini non gioiscono.
    Gianluca Edmondo a 37 anni è deceduto a causa di un tumore fulminante al cervello in un amen. Diego T., 42 primavere di Tollo si è sottoposto a biopsia ed ha scoperto di avere un linfoma Hodgkin. Ad Alessandro D. T.,32 anni, nativo di Miglianico è toccato un linfoma non Hodgkin. «Aiutateci a non morire di cancro». Luciano è un ecologista che vive a Miglianico: 4 mila e passa anime nel chietino. Ha scoperto che in una fornace accanto al torrente Venna - nell´agro del centro abitato di Tollo - sono state occultate svariate tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti da mezza Europa e dalla realtà industriale dell´Italia settentrionale. Grazie anche alle certificazioni fasulle di laboratori della Toscana. Spiccano gli scarti della Bayer Germania) e delle Industrie Chimiche di Saragozza(Spagna). Anche gli industriali italiani - i casi più eclatanti: Eural Gnutti (BS), Servizi Costieri (VE), Faro (PD), Ghiraf (BS), Fonderie Riva (MI), Kerasan (VT) e tanti altri - non hanno lesinato contributi micidiali. Le analisi dell´Agenzia regionale per la tutela dell´Ambiente - confermate da due laboratori privati - non lasciano ombra di dubbi: nei veleni primeggiano metalli pesanti e gli idrocarburi sepolti anche a dieci metri di profondità, a contatto con la falda freatica. La mistura che ha contaminato suolo, sottosuolo e anche il torrente Dentalo, il fiume Foro ed il mare Adriatico è composta da cromo esavalente, rame, piombo,manganese, nichel, cadmio, zinco, alluminio, ammoniaca, composti organici aromatici, arsenico.
     A polso - Il passa parola tra medici di base e pediatri della zona conferma un aumento esponenziale del cancro, di malformazioni fetali ed aborti dolorosi. Risultano maggiormente colpiti i cittadini residenti a Tollo, Miglianico, Francavilla a Mare e Ripa Teatina; in particolare quelli vicino ai corsi d´acqua. L´obiettivo della ricerca è monitorare i 395 mila residenti della provincia. Medici, biologi, avvocati, farmacisti, cittadini di buona volontà hanno battuto il territorio per raccogliere cartelle cliniche e testimonianze. «Le neoplasie maligne registrano un aumento esponenziale che non ha precedenti in Abruzzo - rivela la dottoressa Catia Mattioli - Ogni giorno scopriamo un nuovo caso». La pediatra Maria Teresa Petitti segnala: «Un numero elevato di pubertà anticipate e di sindrome respiratorie di tipo allergico in molti bambini. E bimbi nati prematuri con conseguenze neurologiche».
    Caterina De Luca viveva a cento metri dalla discarica della camorra - realizzata alla luce del sole - grazie alle corrotte disattenzioni delle autorità sanitarie e politiche. Sua figlia Jessica è nata il 19 agosto 1998 con una gravissima e rara malformazione agli arti chiamata artrogriposi. «I dottori dell´ospedale di Ortona non avevano mai visto niente di simile: i piedi girati, storti, le ginocchia cresciute al contrario e malformazioni alle mani. Il 24 settembre del ´98 raggiungemmo il Rizzoli di Bologna dal professor Loris Baldisserri. Arrivarono moltissimi medici. Mi chiedevano se avevo preso farmaci, se ero stata a contatto con veleni industriali o radiazioni». La piccola Jessica ha subito finora 7 operazioni e fa terapia tutti i giorni. «Chiedo giustizia. La gente deve sapere perché tante persone si sono ammalate e stanno morendo. Lo Stato non ci tutela». Un altro medico, Dino De Marco, già sindaco di Miglianico, conferma: «Registriamo un numero spropositato di tumori sia in incidenza che in prevalenza. Tra l´altro si tratta di cancri dell´encefalo, tumori della vescica e altro».
     Camorra senza pietà - La Sogeri srl a Tollo ha occultato una valanga di scorie assassine dal 16 maggio 1995 fino al sequestro del Noe Carabinieri di Roma, il 2 febbraio 1996. Gli esami di laboratorio hanno evidenziato tra l´altro, la presenza di cobalto 60. Questo radionuclide artificiale non lascia scampo quando riesce ad insinuarsi nel ciclo biologico. «In quell´impianto sarebbero arrivati undici o quindici TIR carichi di rifiuti radioattivi provenienti dalla Francia», ha rivelato 13 anni fa l´allora capo della Procura della Repubblica di Chieti, Nicola Trifuoggi nell´audizione alla Commissione d´inchiesta parlamentare.
    Nel resoconto stenografico del 23 febbraio 1998 l´attuale procuratore di Pescara dichiara: «Lo scarico dei rifiuti si faceva da queste parti, grazie ad un unico soggetto, Nicola De Nicola, al quale abbiamo sequestrato la discarica di Tollo. Poi gli abbiamo sequestrato dei terreni perché, chiusa la discarica di Tollo, aveva cominciato a scaricare quasi sul greto del fiume Pescara, a Chieti Scalo. Si è ritrasferito in provincia di Pescara,a Cepagatti, in contrada Aurora».
    Trifuoggi spiega: «Questi rifiuti uscivano dalle fabbriche e poi si procedeva con il solito sistema della triangolazione. Si fermavano una notte a Marghera e il mattino successivo lo stesso camion partiva con una bolla diversa con la dicitura 'residui riutilizzabili'. Un camion contenente sempre gli stessi big bags è stato sequestrato dalla guardia di finanza di Brescia, che lo ha seguito dalla partenza fino ad un altro centro in provincia di Chieti, Ripa Teatina, dove c´è una cava abbandonata di proprietà di tale Masci Gabriele, proprietario di un´impresa di movimento terra che risulta aver lavorato varie volte per De Nicola».
     Su indicazione del clan dei Casalesi - come ha attestato il procuratore di Napoli Agostino Cordova (12 febbraio 1998) - la storiaccia muove i passi iniziali nei primi anni ´90, quando la Camorra dirotta ed interra a Scurcola Marsicana, in provincia dell´Aquila, ingenti quantitativi di rifiuti micidiali. Bruciato quel sito dalle nostre investigazioni, «i rifiuti furono dirottati a Tollo - dichiarò alla Commissione Ecomafie - a Chieti scalo c´erano delle filiali della società Sogeri e a Cepagatti, in provincia di Pescara».
    Il 27 giugno 1994, il rappresentante della Sogeri, Nicola De Nicola, informava la Regione. E il 9 maggio ´95 veniva messo al il 21 marzo 2007 una "proroga a sanatoria". «Non c´è più nessun pericolo: la situazione è sotto controllo» ripete il sindaco Angelo Gialloreto. Nella relazione tecnica tuttavia si legge: «Attualmente, nei due capannoni di servizio del complesso sono presenti rifiuti stoccati contenuti in Big-Bags. In n. 228 di questi sono contenuti rifiuti ascrivili a residui di fusione di alluminio scorie di fonderia) per un totale di massa pari a 3.420.000 kg. In altri 53 Big-Bags, sono stati stoccati sacconi vuoti contaminati, per un totale di massa di 13.250 kg. Inoltre I rifiuti interrati nell´area dell´ex cava di argilla sono maggiormente addossati alla parete della cava». La quantità e la tipologia non risultano indicate. La vicenda si è chiusa senza colpevoli: il danno ambientale e sanitario non è mai stato quantificato; il sito non è ancora bonificato.
    L´epilogo dell´ennesimo caso di ecomafia impunita (un giro d´affari valutato in Italia sui 25 miliardi di euro l´anno) si è consumato in un'aula giudiziaria di Chieti. Infatti, il sostituto procuratore Lucia Anna Campo, il 29 ottobre 2001, «rilevato che non è più necessario mantenere il vincolo posto che atteso il tempo trascorso non sarebbe neanche più possibile eseguire ulteriori prelievi ed analisi, dispone il dissequestro dell´area». I reati sono finiti in prescrizione e i numerosi responsabili l´hanno fatta franca. La Sogeri srl, è rinata a Roma:a mministratore unico è ora Sergio Battista.
    Testimonianza medica - Antonio Di Federico è un medico ora in pensione. Dottor Di Federico che succede in quest'angolo dell´Abruzzo? "Ho notato un numero di casi di tumore spropositato rispetto alla media nazionale". Lei aveva 1.100 pazienti. Cosa ha riscontrato? "Rarissimi cancri dell´encefalo, cancri della vescica, prostatici e tiroidei; sarcomi in pazienti giovanissimi". Rammenta qualche caso particolare? "Avevo in cura una ragazza a maggio del 2002 con un fibrosarcoma della mammella spuntato dal nulla, a cui era associata una reazione leucemoide. La giovane donna è morta dopo due mesi". Non le sembra strano? "La reazione leucemoide fa pensare a qualche componente radioattiva nel territorio". Siamo quello che respiriamo, mangiamo, beviamo? "Indubbiamente. Il tumore prevalente è quello broncopolmonare". Qual è la fascia d´età più colpita? "Sotto i 50 anni. Ci sono persone estremamente giovani: c´è una ragazza di 29 anni con il linfoma di Hodgkin. E poi, un ragazzo di 40 anni morto di Alzheimer. E un signore di 50 anni che presenta una leucoencefalopatia multifocale aspecifica. Purtroppo numerosi ragazzi al di sotto dei 18 anni presentano gravi ritardi del linguaggio e dell´apprendimento. Spiccano anche i tumori colon-rettali". Esistono aree particolarmente a rischio in questo territorio? "Quelle vicino ai torrenti Venna e Dentalo e al fiume Foro". Cosa farete? "Proveremo a svegliare le istituzioni che sanno ma non hanno mai fatto nulla per impedire questa strage silenziosa. L´Istituto Superiore di Sanità se esiste si faccia vivo."
(*) Gianni Lannes, giornalista freelance e fotografo italiano specializzato in inchieste di controinformazione su ecomafie, traffico d'armi, di esseri umani, di rifiuti tossici e scorie radioattive. Collabora con "La Stampa" e la RAI, ha lavorato con vari settimanali e mensili tra cui "L'Espresso", "Panorama", "Avvenimenti", "Famiglia Cristiana", "Diario", "Io Donna", "D La Repubblica delle donne", "Il Venerdì di Repubblica", ecc.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Quanto sta accadendo in Abruzzo non è certo conseguenza di misfatti di questi ultimi giorni. ma di omissioni, truffe, connivenze ed errori avvenuti negli anni, se non attraverso decenni... E per rimediare, se pure sarà possibile, ci vorrà sì un cambiamento di rotta, ma occorreranno anche tempi altrettanto lunghi, e, purtroppo, tante sofferenze ancora...
#
Post di Alfonso Nigro

Ma la politica quando cambierà rotta?
#
A Ilva Alvani piace questo elemento.

--------------------

Trivellazioni per stoccaggio gas a Bordolano in Lombardia
di Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardi (da una immagine condivisa su Fb)
https://www.facebook.com/...&set=a.392594004110917.80217.391811960855788&type=1


    13/05/13 - TIR attrezzati per le trivellazioni anche orizzontali delle società Halliburton e Schlumberger (tecnologie avanzate, ma da vedere le ulteriori notizie sui loro siti internet) perforano quattro nuovi pozzi al Cluster B - Stogit di Bordolano a soli 1.100 metri di distanza dalla sorgente sismogenetica ITCS 002. Tenetela nel vostro archivio: il 29 aprile 2013 il TIR della Halliburton se ne è andato in altri siti, quello della Schlumberger se ne è andato il 2 maggio 2013.
    Nonostante le richieste avanzate al Comune di Bordolano, queste perforazioni e la immissione di metano nel Cluster B stanno continuando senza alcuna verifica sulla staticità degli edifici non solo comunali ma di un'area vasta. Non risulta neppure che sia stata depositata alcuna fidejussione ai Comuni a tutela dei beni dei cittadini (abitazioni, attività agricole, attività industriali, ecc.).
Notizie da far girare, tanto per informare...

#
Post di Maria Ferdinanda Piva

Sai mica il nome della concessione?
#
Post di Daniele Nicolini

Ce la possiamo fare!!!
#
Post di Alberto Poletti

No comment.
#
Post di Simona Diacci

Dove si trova Bordolano?
#
Post di Mattia Cavalieri

Proprio nella bassa eh? Il mimetizzato verde è per l'impatto ambientale! Non è che si sta un tantino esagerando?
#
Post di NO trivelle nella Bassa

In provincia di Cremona... @ Pietro Dommarco, hai visto che hanno messo il paco mimetizzato verde? Così non si posson fare foto... e nessun civile sa cosa facciano... Eh...peccato che i derrick siano meno mimetizzati. E' l'Impianto Stogit Bordolano per stoccaggio .
#
Post di Maria Ferdinanda Piva

E gli hanno dato una concessione per lo stoccaggio a 1.100 metro da una sorgente sismogenetica, wow! Senza parole...
#
Post di Pietro Dommarco

Inaudito. Leggi "Gli stoccaggi di gas in Italia" all'url http://www.pietrodommarco.it/passione-stoccaggi/. A febbraio Eni chiede al ministero dello Sviluppo economico di sbloccare il piano stoccaggi di gas in Italia e Corrado Passera vara un decreto.
#
Post di Guido Picchetti

Di che ci meravigliamo ? Era tutto già annunciato... Ma sulla stampa nazionale queste cose non arrivano...
#
Post di Pietro Dommarco

Guido Picchetti, hai ragione. Ma qualche giornale che pubblica queste cose c'è. L'importante è non mettere tutti nello stesso calderone...
#
Post di Guido Picchetti

Qualcuno chiedeva dov'è Bordolano... E' in provincia di Cremona a metà strada tra Brescia e Piacenza... Che vogliamo di più ? Siamo tutti ben sistemati, al sud al e centro e al nord, ad est e ad ovest, in mare e in terra... e "zompi" chi può !!! A seguire la mappa della zona interessata.

#
A Ilva Alvani, Giovanni Angeloni, Maria Rosa Maccotta, Alessia Bedocchi, Max Lodi Lancellotti, Antonio Gramsci, Cristina Poltronieri, Antonella Orlandi, Livio Ferrarie, Luigi Lucato, Pozzolo Formigaro, Mario Saverio Donazzi, Giovanni Tassinari, Maria Dina de Vizia, Chiara Bernardi, Simone Pattaro, Luciana Cacciamani, Valentina Bianchini Gennari, Paola Modenese, Roby Rovatti, Marina Piffanelli, Vincenzo de Filippo, Giovanni Gasparini, Daniele Nicolini, Titalina Primino, Marchesi Cathy, Dennis Segalina, Maura Calanca, Mariangela Colombo, Alba Pinca e Rob Rand piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 12/05/13

Convegno “Irpinia tra petrolio, acqua e sismicità” il 24 Maggio ad Avellino
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     12/05/13 - . A segnalarcelo Filippo Foti su "Profumo di Mare". Tra i relatori. i proff. Albina Colella, Massimo Civita e Franco Ortolani...

Qui a seguire l'articolo di Filippo Foti su "Profumo di Mare".

  Convegno “Irpinia tra petrolio, acqua e sismicità”
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=65889665


Venerdì 24 maggio, alle ore 16.00, ad Avellino, il Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia ha promosso ed organizzato un convegno tecnico e informativo che abbraccerà i temi del petrolio, dell’acqua e della sismicità in Irpinia.

    12/05/13 - La risposta definitiva al progetto di ricerca petrolifera in Irpinia. Presso il Circolo della Stampa, in corso Vittorio Emanuele, l’incontro vedrà partecipi alcuni fra gli studiosi più impegnati nella lotta a difesa del territorio. Una presenza di grande rilievo sarà quella del prof. Massimo Civita, ordinario di idrogeologia al Politecnico di Torino e massimo esperto di livello internazionale. Il prof. Civita è autore delle più importanti metodologie di analisi degli acquiferi, le quali sono spesso entrate nelle leggi italiane per la protezione delle acque.
   
La professoressa Albina Colella è ordinario di geologia presso l’Università della Basilicata. Nella sua terra tuttora lotta per la salvaguardia del territorio, quello lucano, assediato da più di un ventennio dalle compagnie petrolifere. Un’importante testimonianza che ci avviserà dei rischi che corriamo in Irpinia.
    Una presenza che riuscirà a riportare in Irpinia le argomentazioni del prof. Civita e della prof.ssa Colella sarà il dott. Sabino Aquino, dirigente dell’Alto Calore Servizi S.p.A. e già presidente del Parco Regionale del Partenio.
    Le estrazioni petrolifere però hanno anche un legame con i rischi relativi alle faglie attive sismogenetiche, di cui ci parlerà il professore Franco Ortolani, ordinario di geologia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, che ha accompagnato il Comitato NO Petrolio nella sua battaglia fin dal principio.
    Ad aprire il dialogo sarà Eduard Natale, portavoce del Comitato che, ricordiamo, nasce nel mese di maggio del 2012, quando si scopre che la Italmin Exploration di Roma ottiene il permesso per la ricerca di idrocarburi, liquidi e gassosi, in un territorio di 698,5 Kmq che abbraccia gran parte dell’avellinese e una piccola area del beneventano.
    Nell’introduzione sarà ripercorsa la storia dei progetti di ricerca in Irpinia e verrà fatto il punto sulla situazione attuale. A coordinare i lavori sarà Christian Masiello, del quotidiano OttoPagine.
    Il Convegno è stato realizzato in collaborazione con Gianni Marino Direttore dell’Archivio Storico della CGIL di Avellino.

--------------------

Incontro del M5S allo "Sporting Club" con la cittadinanza pantesca
di Guido Picchetti (a margine di una foto su FB)
https://www.facebook.com/...set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     11/05/13 - In vista delle prossime elezioni comunali sull'isola, in programma il 9-10 Giugno p.v. Parla, sul problema dei trasporti aerei, Massimo Bonì, candidato sindaco del M5S a Pantelleria.
#
Commenti su Fb a margine del post - Post di Andrea Granziero

Sarebbe interessante sapere cosa dirà, cosa Pantelleria ha intenzione di fare e quali sono gli accordi con i tour operator per cercare di fare abbassare i prezzi sui collegamenti all'isola. Quali e quante sono le compagnie che arrivano sull'isola con voli diretti, ecc. ecc. Sicuramente c'è anche da rivedere la gestione sull'isola stessa, secondo il mio modesto punto di vista.
#
Post di Guido Picchetti

Caro Andrea, parli al futuro, ma in realtà è ieri sera (10/5) che allo Sporting si è parlato di questo, come anche di tante altre cose... Ma penso che da qui alle elezioni di giugno avrai altre occasioni d'incontro con quel Movimento per avere risposte alle tue domande...
#
Post di Andrea Granziero

Scusami Guido, pensavo si tenesse questa mattina. Spero di poter leggere qualcosa in merito, molto presto.
#
Post di Guido Picchetti

Errore mio, Andrea, ho messo sulla foto la data del post, invece della data della riunione...
#
Post di Massimo Boni

Ce ne saranno tanti altri di incontri con la popolazione e siamo aperti alle buone idee che potranno metterci in condizione di migliorare il nostro progetto per la crescita di Pantelleria. Abbiamo delle buone idee e siamo pronti a discuterle e ad accoglierne di nuove ... Basta che vadano nella direzione della crescita sociale, economica, culturale di Pantelleria.
#
Post di Massimiliano Reggiani su "I grillini panteschi"

@ Guido Picchetti... ieri sera avrei voluto parlare anche dell'AMP per dire che è un valore condiviso e appoggiato da tutto il movimento di Pantelleria, ma personalmente credo che non dovrebbe entrare nel dibattito sennò si litiga con la gente. Speriamo solo di salire e che quindi l'AMP diventi presto una realtà per la nostra isola.
#
Post di Guido Picchetti

Grazie del pensiero, Massimiliano, ma va bene così... Nel programma del M5S è previsto un referendum consultivo sull'isola al riguardo, e trovo che sia più che giusto... Sarà quello il momento di parlarne, di spiegarne le caratteristiche, e di dibatterne vantaggi e svantaggi, dando a chiunque vorrà intervenire la possibilità di dire la sua e di chiarirsi le idee al riguardo, prima di decidere a maggioranza se davvero si vuole o no l'AMP, e/o (perchè no ?) il Parco Nazionale... Queste infatti sono iniziative che, benchè già previste per legge, non potrebbero mai funzionare per mera imposizione dall'alto, ma vanno adattate e condivise con le realtà locali. E quando sarà il momento occorrerà impegnarsi affinchè tutti possano comprenderne il valore e l'utilità per l'isola ai fini di una migliore valorizzazione del suo territorio, terrestre o marino che sia...
NB.- Qui a seguire i 25 punti della sintesi di programma del Movimento 5 Stelle di Pantelleria distribuita in occasione dell'incontro con la cittadinanza svoltosi venerdì 10/05/13 allo "Sporting Club".

#
Post di Salvatore Gregorio Spata

Prezioso come sempre, Guido. Graziei
#
A Giuseppe Di Bello, Massimiliano Reggiani, Salvatore Gregorio Spata, Belvisi Armando e Tiziana Trapani piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB dell'11/05/13

Terremoto sulla costa libica in prossimità di Tripoli
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     11/05/13 - Stamane alle 6:42 (ora italiana) una scossa sismica di magnitudo 4,7 è stata registrata dall'Euro-Mediterranean Sismologic Center sulla costa libica, una quarantina di km ad ovest di Tripoli. 15 km appena la profondità dell'ipocentro.
     Al momento non si hanno notizie di danni provocati dal sisma. Questi i dati forniti dall'EMSC:

Magnitudo mb 4.7
Regione Costa nei pressi della Libia
Data 2013-05-11 04:42:40.0 UTC
Posizione 32.91 N; 12.31 E
Profondità 15 km

#
A Movimento Ambientalista Bat Puglia e Ilva Alvani piace questo elemento.
 

 

 

--------------------

Pantelleria e le riserve marine nella lettera di M.R.D'Orsogna a Corrado Passera
da "Pantelvoice"
http://pantelvoice.blogspot.it/2013/05/pantelleria-e-le-riserve-marine-nella.html?spref=fb


Da Los Angeles la fisica Maria Rita D’Orsogna scrive a Passera: " ma lei dove vive?"
     9 maggio 2013 - La fisica Maria Rita D’Orsogna, nel suo blog dice di sé: "Sono nata e cresciuta nel Bronx ed ho trascorso l’infanzia fra la tolleranza e la curiosità di New York City e la serenità e il verde di Lanciano, in provincia di Chieti. Mi sono laureata a Padova in Fisica nel 1996 e dopo aver trascorso del tempo a Milano, Parigi, Chicago e Washington sono approdata a Los Angeles, dove vivo stabilmente dal 1999".
     Insomma una altra mente italiana che vive in California e insegna fisica all’Università di Los Angeles. Dal suo blog tiriamo fuori questa bella lettera piena di indignazione a Corrado Passera. Ve la proponiamo e vi indichiamo in margine i blog della ricercatrice che sono davvero interessanti.

  Caro Signor Passera,
stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l’Italia petrolizzata.
    Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni ’60 per aggiustare l’Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
    Invece qui sono pianti amari, perché non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.  Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.
    Lei non è stato eletto da nessuno e non può pensare di “risanare” l’Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.
    Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall’Algeria, corridoio Sud dell’Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.
    E la gente dove deve andare a vivere di grazia?  Ci dica.
    Dove e cosa vuole bucare? Ci dica.
    I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d’Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell’Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?  Ci dica.
    Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l’esplosione di tumori come all’Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?
    Vorrei tanto sapere dove vive lei. Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perchè la sua regione – quella che ci darà questo 20% della produzione nazionale – è la più povera d’Italia.
    Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c’è. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissà, amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.
    Lo so che è facile far cassa sull’ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verrà domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l’Italia è corrotta. E’ facile, lo so.
    Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non è etico, non è morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perché non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell’Italia.
    E no, non è possibile trivellare in rispetto dell’ambiente. Non è successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.  Ma non vede cosa succede a Taranto?
    Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia – all’italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l’idea di lasciare qualcosa di buono alla comunità – la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?
    E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale? E lei pensa che questo è il futuro?
    Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.  Qui il limite trivelle è di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro “giornalista” Luca Iezzi. Ed è dal 1969 che non ce le mettiamo più le trivelle in mare perchè non è questo il futuro. Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.
    Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.
    Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorerà nell’industria verde, si chiamano 220.000 posti di lavoro verde, si chiama programmi  per rendere facile l’uso degli incentivi.
    Ma non hanno figli questi? E Clini, che razza di ministro dell’ambiente è ? E gli italiani cosa faranno ? Non lo so.
    So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguirà questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l’Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.
   Maria D’Orsogna

www.csun.edu/~dorsogna
www.dorsogna.blogspot.com
Fonte notizia "Agora Magazine"

--------------------


     - Dal 1 al 10 Maggio 2013
 
Dalla mia Bacheca su FB del 10/05/13

Stefano Saglia l'uomo del si al fracking - non rieletto
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/stefano-saglia-luomo-del-si-al-fracking.html
 

     WEDNESDAY, MAY 8, 2013 - Tutti ricordiamo il famoso Stefano Saglia, il sottosegretario allo sviluppo economico che era favorevole al fracking di shale gas in Italia e che diceva di essere d'accordo con Passera sul fatto che si debba trivellare in Italia per arrivare "all'autosufficenza energetica". Non è stato rieletto - deo gratias!
     Il suo motto era: "Se pensiamo all'energia pensiamo al Paese". Peccato che lui pensava alla monnezza che abbiamo sottoterra e non al sole che splende sulle nostre teste. E ovviamente se la prendeva con la gente normale - i cattivissimi ambientalisti che non hanno niente di meglio da fare che cercare di volere salvare il paese dai folli progetti di Assomineraria e compagni. Diceva - come riportato, guarda caso dall'AGI, di 100% di proprietà dell'ENI e riferendosi al governo Monti: 

"E’ stato proprio questo Governo ad aver ceduto alle pressioni degli ambientalisti quando ha ritirato i provvedimenti che avrebbero ridotto le restrizioni per le prospezioni minerarie e la produzione in Italia.
Avrebbe potuto raddoppiare la produzione di petrolio e di gas in Italia sia onshore che offshore e avrebbe creato oltre 30.000 posti di lavoro: le restrizioni introdotte con il codice ambiente nel 2010 sono le più rigorose imposte nell’Europa ed hanno bloccato molte aziende che avevano già fatto investimenti".

     Le sue posizioni lo hanno sempre reso molto benvoluto dai petrolieri, che infatti nell'anno 2010 gli hanno reso il premio di "Uomo dell'Anno dell'Energia" dal giornale "Staffetta Quotidiana" della "Rivista Italiana del Petrolio" e da "Fondazione Energia". Ma il nostro "Uomo dell'Anno" della Rivista Italiana del Petrolio non si cruccia per la mancata rielezione - dice infatti che gli dispiace ma che:

"Nella nuova legislatura auspico vi sia una particolare attenzione alle politiche energetiche e industriali. Del resto ho sempre detto che siamo tutti utili, ma nessuno è indispensabile. Mi convince l'idea di proposta politica orientata all’ambientalismo ragionevole, capace di coniugare salute, produzione, lavoro e ambiente”.  

     L'ambientalismo ragionevole? Cos'e' l'ambientalismo irragionevole? E' volere vivere "contamination free" come dicono quelli di Mora County? O e' il volere vedere l'orizzonte limpido dalle trivelle? O è vedere le trivelle nei giardini altrui e non nei propri? E sapete chi è stato un altro uomo dell'anno secondo la Rivista Italiana del Petrolio? 2007: Corrado Clini !!! Come volevasi dimostrare.

#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post.

Dio li fa e poi li accoppia... ce lo racconta Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog. Stefano Saglia, l'uomo del "SI al fracking ", nel 2010 è stato eletto "Uomo dell'Anno dell'Energia" dal giornale "Staffetta Quotidiana" della "Rivista Italiana del Petrolio" e dalla "Fondazione Energia"... Fortunatamente non è stato rieletto nelle ultime politiche... Ma sapete chi è stato altro "Uomo dell'Anno" nel 2007 secondo la Rivista Italiana del Petrolio? Corrado Clini !!! Come volevasi dimostrare...
#
A Ivana Artioli e Ilva Alvani piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 9/05/13

Le Marche votano no alle trivellazioni nel Mare Adriatico
di Marina Perotta
http://www.ecoblog.it/post/66777/le-marche-votano-no-alle-trivellazioni-nel-mare-adriatico


Il Consiglio regionale delle Marche vota all'unanimità il divieto per ogni attività di sfruttamento e ricerca degli idrocarburi nel mare Adriatico.
     8 maggio 2013 - La decisione è probabilmente storica ed è stata presa ieri 7 maggio dal Consiglio regionale delle Marhe all’unanimità che si è espresso con una risoluzione che vieta ogni attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi nel mare Adriatico, in pratica  dice no alle trivellazioni."
     Spiega Adriano Cardogna consigliere regionale, tra i primi firmatari:

aa    "Quanto approvato oggi rappresenta l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di atti approvati dal Consiglio regionale a tutela del mare Adriatico, dell’economia legata alla pesca e al turismo, alla tutela dell’ambiente marino e costiero della regione."

     Con la Risoluzione si stabilisce anche di potenziare il sistema regionale di previsione, prevenzione e risposta alle emergenze derivanti dalle eventuali dispersione in mare di inquinanti e sopratutto di rendere nota la decisione al Governo, Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative italiane, Conferenza delle Regioni italiane e Assemblee legislative delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Puglia e al Consiglio Adriatico Ionico.
     La Risoluzione è dunque la risposta al Decreto Sviluppo approvato dal Governo Monti, nel gennaio del 2012 che di fatto, con la motivazione di aumentare le entrate per lo Stato, ha liberalizzato la ricerca e estrazione di idrocarburi off shore.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
E ecco che dopo l'Abruzzo anche la Regione Marche vota "No" ad ogni attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi nel mare Adriatico. La risoluzione è stata presa due giorni fa all’unanimità dal Consiglio regionale delle Marche ed è la risposta al Decreto Sviluppo approvato dal Governo Monti, che di fatto nel gennaio del 2012, con la motivazione di aumentare le entrate per lo Stato, ha liberalizzato la ricerca e estrazione di idrocarburi off-shore. Con la risoluzione si stabilisce anche di rendere nota tale decisione al Governo, alla Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative italiane, alla Conferenza delle Regioni italiane e anche alle Assemblee legislative delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Puglia e al Consiglio Adriatico Ionico. Da Abruzzo e Marche vengono così due segnali molto positivi contro le trivellazioni. Vedremo se il governo delle "larghe intese" saprà tenerli nella dovuta considerazione, o se farà invece finta di niente... E per capirlo basterebbe appena un po' di trasparenza nell'informazione... Ci sarà ?
#
Post di Giuseppe Farace
Un primo passo.... Sulla lungimiranza dei politici e sulla trasparenza dell'informazione in Italia ho purtroppo i miei dubbi!
#
A Ilva Alvani, Giovanni Angeloni e Giuseppe Farace piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB dell' 8/05/13

Sul futuro delle risorse energetiche, ci racconta Antonio Russo...
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200567509124542


      8/05/13 - "E se il petrolio non finisse mai?" scrive Antonio Russo su "il Post". E ho trovato il suo articolo uno dei più interessanti che abbia letto in questi ultimi tempi. Riguarda gli scenari nelle scelte energetiche che potrebbero attenderci in futuro. Un articolo, che, sebbene lungo e giustamente diviso in due puntate sul sito web originale, vi invito caldamente a leggere, ringraziando Assunta di Florio di avermelo segnalato. Non conoscevo l'autore, Antonio Russo, una delle firme di Post. Naturalmente ho voluto saperne di più e mi piacere riportarne la carta d'identità da lui stesso stilata. Eccola.
     Chi è Antonio Russo* (da http://ilmondosommerso.wordpress.com/chi-sono/). E' nato a Cosenza nel 1983, oggi vive a Milano. Scrive qualcosa per "il Post", qualcosa per "Rubric". Collabora con "Fata Morgana", una rivista monografica quadrimestrale di cinema e filosofia. E cura un blog collettivo di sport e statistiche chiamato "il Veggente". Prima prima ha scritto qualcosa sul quotidiano regionale "Calabria Ora". E ricorda sempre con piacere un tirocinio alla "Rubbettino", grande editore in piccolo paese. Una sua lettera finì su "Topolino", nel 1995, e lo rattrista molto non trovare più quel numero in soffitta.
     Non in soffitta, ma in segreteria studenti c'è una laurea specialistica a lui intestata in "Teoria della Comunicazione" (l’indirizzo esteso non lo ricorda ma era più lungo e farraginoso). Mail: ilmondosommerso@gmail.com  - Twitter:
@ilmondosommerso - Il mondo sommerso è solo un bel libro di J. G. Ballard.
     Il suo PS finale: ”Antonio Russo” è la seconda firma più diffusa in Italia dopo “Giuseppe Russo” (“Mario Rossi” viene parecchio dopo). Buona lettura...

  E se il petrolio non finisse mai?
 di Antonio Russo – @ILMONDOSOMMERSO
 http://www.ilpost.it/2013/05/06/energia-petrolio-idrati-metano/
 
 http://www.ilpost.it/2013/05/06/energia-petrolio-idrati-metano/2/ 

Secondo l’Atlantic (http://www.theatlantic.com/magazine) dovremmo iniziare a porci questo problema (e intanto arriva l’idrato di metano, il "ghiaccio che brucia", che costa meno delle rinnovabili)
    6 maggio 2013 - Il 12 marzo scorso la nave-piattaforma giapponese Chikyu – ancorata a sud dell’isola di Honshū, in Giappone – ha concluso con successo la prima estrazione di gas naturale da depositi di idrati di metano presenti al di sotto del fondale marino, nella fossa di Nankai. Il Giappone – che è uno dei maggiori importatori mondiali di petrolio, carbone e gas naturale – ha investito negli ultimi dieci anni circa 700 milioni di dollari in programmi di ricerca sugli idrati di metano, ritenuti da molti studiosi una fonte di energia potenzialmente vantaggiosa sia per l’abbondanza di riserve non ancora utilizzate sia in termini di potere energetico rispetto al petrolio e al carbone. L’Atlantic ha provato a immaginare uno scenario futuro in cui i combustibili fossili siano ancora la principale fonte energetica del pianeta: prima di spiegare perché, però, bisogna capire che cosa sono proprio gli idrati di metano.

Cosa sono gli idrati di metano
    Gli idrati di metano sono dei solidi cristallini che hanno un aspetto simile al ghiaccio ma sono composti da molecole di gas “ingabbiate” in molecole di acqua (sono altamente infiammabili ma non esplodono, e per questo motivo a volte vengono definiti “ghiaccio che brucia”). Come tutti i combustibili fossili sviluppatisi in milioni di anni, gli idrati di metano rientrano nelle fonti di energia non rinnovabile. Si formano in seguito alla decomposizione e sedimentazione di sostanze organiche – plancton, fanghi, liquami – in condizioni di alta pressione e temperature vicine allo zero: proprio le condizioni riscontrabili nei fondali oceanici. L’attività dei batteri produce bolle di gas metano che non hanno il tempo di risalire in superficie attraverso le sedimentazioni porose: incontrano subito l’alta pressione e le basse temperature, e si combinano con le molecole d’acqua rimanendo intrappolate in queste strutture reticolate che tutte insieme formano delle spesse lastre di ghiaccio. Lungo le dorsali oceaniche, in corrispondenza dei margini delle placche, queste sedimentazioni possono estendersi fino a qualche centinaio di metri sotto i fondali.

Japon: la révolution énergétique grâce aux hydrates de méthane
(Giappone: la rivoluzione energetica attraverso idrati di metano)
video pubblicato in data 14/mar/2013 da LibertarienTV - (1'40")
I giapponesi non hanno petrolio o gas naturale o carbone, ma hanno idee. Lo sfruttamento degli idrati di
metano potrebbe contribuire a garantire le esigenze di Giappone a gas. Per la prima volta, i giapponesi sono
stati in grado di estrarre con successo di questi preziosi idrati di metano. Le riserve mondiali sono stimate
a più del doppio di quelle calcolate dall'insieme di petrolio, carbone e gas naturale.


http://youtu.be/4pp_TTcjA1Q

    La struttura di questi reticolati cristallini rimane stabile finché perdurano le condizioni di pressione e di temperatura in cui si sono formati; una volta estratto, in condizioni normali, un metro cubo di idrato produce circa 180 metri cubi di gas metano (per separare il ghiaccio dal metano gli ingegneri della nave Chikyu hanno utilizzato un metodo sperimentale di depressurizzazione). Tra sedimentazioni nei fondali oceanici e depositi nelle zone perennemente ghiacciate della terraferma, le riserve mondiali di idrato di metano sarebbero circa il doppio di tutte le riserve fossili convenzionali di petrolio, carbone e gas naturale.

    Come ha detto all’Atlantic un funzionario dell’azienda giapponese JOGMEC (Japan Oil, Gas, and Metals National Corporation), una tecnica stabile ed economicamente vantaggiosa di estrazione di gas metano a partire dall’idrato di metano non sarà pronta entro i prossimi dieci anni. Secondo Christopher Knittel – professore di economia energetica al MIT – l’idrato di metano potrebbe essere una cosa buona nel breve termine, purché si continui a ridurre progressivamente le emissioni di gas serra. Ma potrebbe anche essere una cosa molto cattiva, se finisse per indebolire il fondamento logico e il vantaggio economico che stanno alla base dell’investimento in fonti energetiche rinnovabili. In entrambi i casi gli idrati di metano potrebbero aprire una nuova fase della rivoluzione energetica cominciata col petrolio nel secolo scorso.

La lunga vita del petrolio
    “Petrolio” è una parola ambivalente. Indica comunemente quel liquido nero e viscoso noto a tutti (il petrolio greggio) ma sottintende anche l’insieme dei combustibili che si ricavano dall’estrazione e dalla lavorazione del greggio: dai gasoli che azionano gli impianti di riscaldamento ai carburanti che alimentano le macchine. Nel 1920 il petrolio rappresentava soltanto il 10 per cento del consumo energetico mondiale – ancora largamente basato sul carbone – ma fino agli anni Settanta la produzione raddoppiò ogni dieci anni. Questo notevole tasso di crescita rispetto alle altre fonti conosciute di energia fu dovuto principalmente al minor costo del petrolio, alla flessibilità d’uso e alla facilità di trasporto (che al momento è uno dei punti ancora problematici per quanto riguarda il metano estratto dagli idrati nei fondali oceanici).
    Fino agli anni Settanta i prezzi del petrolio sul mercato internazionale si erano mantenuti sostanzialmente stabili, sotto il controllo del cartello dei paesi dell’OPEC (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio). Dagli anni Settanta subirono invece un rialzo eccezionale a causa dell’interruzione forzata dell’importazione di petrolio da parte dei paesi industrializzati (che erano i maggiori consumatori di petrolio ma proprio quelli privi di grandi riserve). I conflitti in Medio Oriente di quegli anni causarono frequenti interruzioni nelle produzioni e nelle esportazioni petrolifere, e l’instabilità degli equilibri geopolitici internazionali spinse i paesi occidentali a studiare nuove politiche energetiche con l’obiettivo di non dipendere più dalle importazioni di petrolio dei paesi stranieri. Alcuni governi europei ripiegarono sul nucleare, gli Stati Uniti puntarono su nuovi giacimenti di combustibili fossili non ancora sfruttati in Nord America. Ma a tutti fu chiaro il bisogno impellente di ridurre e rimodulare i consumi da un lato e di ricercare fonti energetiche alternative dall’altro.
    Grazie alle nuove politiche e ai nuovi investimenti in ricerca, il prezzo del petrolio tornò a stabilizzarsi. Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (pdf) nel 1973 – anno della prima crisi energetica – il petrolio era la prima fonte nel mondo, il 46 per cento del totale della produzione energetica; nel 2010 era ancora la fonte principale ma rappresentava solo un terzo dell’offerta complessiva, in seguito alla crescita delle produzioni di gas naturale ed energia nucleare.

Perché il petrolio non finisce mai?
    La distribuzione geografica delle riserve mondiali di petrolio non è mai stata uniforme: i giacimenti si trovano principalmente in Medio Oriente, poi in Sud America – soprattutto in Venezuela – e in Nord America (in Europa poco o punto). La presenza di giacimenti non implica necessariamente un’elevata produzione: questa dipende anche dalla presenza di infrastrutture adeguate per il trasporto (oleodotti, gasdotti) e dalla possibilità di raggiungere i sedimenti contenendo i costi tecnici di estrazione del petrolio. Stendere una mappa definitiva delle riserve mondiali di petrolio è comunque un’operazione teoricamente impossibile, perché l’evoluzione tecnologica degli strumenti di prospezione del sottosuolo e di perforazione dei terreni – proprio come avvenne negli anni Ottanta e Novanta – potrebbe portare alla scoperta di nuovi giacimenti o rendere sfruttabili giacimenti oggi considerati inaccessibili.
    Per questo motivo, sebbene il petrolio sia una risorsa naturalmente limitata e quindi destinata a finire, le previsioni sulle disponibilità residue rispetto al fabbisogno energetico mondiale sono da sempre oscillanti e discordi, doppiamente condizionate sia dai progressi nei sistemi di estrazione sia dalle nuove politiche energetiche improntate alla diversificazione delle fonti e alla riduzione dei consumi. Negli Stati Uniti, dopo le crisi energetiche degli anni Settanta, tutti i presidenti degli ultimi quarant’anni – democratici e repubblicani, da Jimmy Carter fino a Barack Obama – hanno fatto dell’indipendenza e dell’autonomia energetica della nazione un obiettivo politico comune. Questo non ha affatto portato all’abbandono dei combustibili fossili ma piuttosto allo sviluppo di nuove tecniche di estrazione dalle riserve di idrocarburi “non convenzionali”, che in Nord America abbondano.
Scrive l’Atlantic che per avere le idee più chiare sulla fine del petrolio occorrerebbe smettere di pensarla in termini materiali – un certo numero finito di molecole di idrocarburi – e iniziare a guardare al petrolio come a una qualunque risorsa economica determinata dal rapporto tra costi e ricavi. Da questo punto di vista la previsione più realistica è che non si esaurirà mai del tutto, perché a un certo punto i costi tecnici di estrazione, lavorazione e trasporto del petrolio residuo non saranno più economicamente sostenibili e vantaggiosi, e spingeranno i produttori a spostarsi su fonti energetiche alternative.

Il petrolio “non convenzionale”
    Un’altra difficoltà nel fornire stime accurate delle riserve mondiali di petrolio deriva anche dal fatto che dai giacimenti noti non è stato estratto tutto il petrolio esistente ma soltanto quello che era possibile estrarre mediante la classica trivellazione, ossia gli idrocarburi meno viscosi (i cui metodi di produzione sono ampiamente collaudati da decenni). Negli ultimi anni l’invenzione di nuovi strumenti e di nuove tecniche ha reso possibile estrarre idrocarburi a maggiore viscosità altrimenti irrecuperabili. Il petrolio estratto tramite queste tecniche – ma anche il gas naturale ricavato in modo simile – rientra nella categoria dei petroli non convenzionali e ha permesso agli Stati Uniti di diventare in pochi anni uno dei maggiori produttori al mondo, grazie alle riserve presenti in North Dakota, Texas, Pennsylvania, West Virginia e Ohio. (Gli Stati Uniti saranno i più grandi produttori di petrolio al mondo?).
    Per recuperare petrolio da questi giacimenti non convenzionali – semplificando – non serve andare più a fondo: serve trivellare un po’ e poi “deviare” orizzontalmente. Solitamente questo genere di petrolio si ritrova intrappolato nei pori di rocce impermeabili che non stanno a grandi profondità, perché in profondità le temperature sono più alte e il petrolio è più fluido (è quello convenzionale, già bell’e prelevato). Una volta raggiunto lo strato sedimentario individuato si procede con una trivellazione orizzontale e poi si pompa un fluido riempitivo a una pressione sufficiente per aprire delle fratture nelle rocce, facilitando il passaggio e il ritorno in superficie degli idrocarburi: a seconda della natura del giacimento, questa tecnica di fratturazione idraulica (fracking) permette di estrarre gas (shale gas) o di estrarre petrolio (tight oil).
    L’impatto ambientale della tecnica del fracking è ancora oggetto di studio sia per i rischi di contaminazione delle acque nel sottosuolo sia per il dubbio che esista una relazione tra la sismicità indotta con le micro-fratture e il verificarsi di terremoti di maggiore entità. Il consumo di gas naturale – ricavato convenzionalmente o no – è comunque considerato meno inquinante rispetto al consumo di carbone (che oggi è ancora la seconda fonte energetica del mondo).
    L’abbondanza di giacimenti di gas sfruttabili tramite fracking e anche le recenti prospettive di sfruttamento degli idrati di metano – considerando anche i costi ancora elevati delle rinnovabili e i timori legati agli investimenti in nucleare – inducono a pensare che il futuro energetico prossimo dell’umanità possa ancora dipendere in larga parte dai combustibili fossili.

Cosa succede se tiriamo avanti coi combustibili fossili
    Se davvero la produzione di gas naturale dagli idrati di metano – come oggi quella tramite fracking – diventasse economicamente vantaggiosa e quindi stabile nel giro di dieci anni, il petrolio convenzionale potrebbe non essere più la principale fonte energetica del mondo per la prima volta in cinquant’anni. E le prime conseguenze sarebbero di natura geopolitica.
    Secondo l’Atlantic, la fiducia collettiva in questa nuova risorsa energetica (limitata ma comunque abbondante) potrebbe avere come prima sorprendente conseguenza l’inizio di un periodo di stagnazione economica nei paese ricchi di giacimenti non convenzionali. L’industria degli idrocarburi tornerebbe a crescere rapidamente e smisuratamente, al punto da impoverire tutte le altre. Questo effetto è noto in gergo come “sindrome olandese” (dutch disease) e fa riferimento a quando negli anni Sessanta l’Olanda scoprì nuovi giacimenti nei mari del Nord: i salari del settore petrolifero diventarono talmente alti da costringere le aziende di altri settori ad adeguare i loro per trattenere il personale in fuga, innescando un generale aumento dei costi e un aumento del tasso di cambio. Il settore agricolo e quello manifatturiero crollarono. «Un’economia moderna sana», scrive l’Atlantic, «è come un tetto con tanti solidi pilastri di supporto, e ognuno di questi è un settore diverso: scenari come quello olandese indeboliscono tutti i pilastri tranne quello del petrolio».
    Inoltre, il raggiungimento dell’autosufficienza energetica da parte di Stati che oggi dipendono dalle importazioni porterebbe inevitabilmente a un’alterazione degli equilibri internazionali. In uno studio dell’Università della California e dell’Università di Georgetown (Washington), gli autori Michael Ross ed Erik Voeten cercano di dimostrare caso per caso che gli stati esportatori di energia di origine fossile manifestano una certa ritrosia a integrarsi nelle comunità internazionali e a stringere accordi che richiedano impegni comuni e vincolanti. Ma le relazioni di natura economica fondate sul petrolio seguono una via autonoma che finisce per regolare anche i rapporti politici tra importatore ed esportatore (o che ai rapporti politici si sostituisce del tutto). L’ipotesi di una completa autosufficienza energetica degli stati porterebbe probabilmente alla nascita di governi nazionali ancora più chiusi e ancora meno cooperativi di quanto non siano oggi.
    A quel punto, una delle poche – e peraltro conflittuali – occasioni di contatto tra stati sovrani potrebbe presentarsi ogni volta che si rendesse necessario stabilire di chi è quel giacimento. Sarebbe una disputa piuttosto frequente perché una buona parte delle riserve mondiali di idrati di metano si trova in zone contese e acque non territoriali, sulle quali chiunque può teoricamente rivendicare il diritto di sfruttamento delle risorse. Come precedente storico utile vale l’esempio della guerra combattuta nel 1982 tra Regno Unito e Argentina per il controllo delle isole Falkland: una delle reali motivazioni dello scontro, secondo molti, sarebbe da sempre la presenza di riserve di petrolio e gas naturale nelle vicinanze dell’isola.

Quando arriva il turno delle rinnovabili?
    Geopolitica a parte, le conseguenze più pericolose dell’avvio di una nuova era dei combustibili fossili sarebbero relative all’impatto ambientale immediato e a lungo termine.
    Nella prospettiva di un progressivo ma completo accantonamento dei combustibili fossili, il gas naturale rappresenterebbe certamente un passo avanti per tutte quelle nazioni la cui prima fonte di energia è ancora il carbone (Cina, India, stati dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa dell’est), dato che la combustione di metano produce circa la metà delle emissioni di anidride carbonica rispetto al carbone. Ma bisogna considerare che il metano stesso è un gas serra, da venti a trenta volte più dannoso dell’anidride carbonica: eventuali fughe dagli impianti di estrazione – un rischio ancora reale, soprattutto nel caso delle tecniche sperimentali con gli idrati di metano – vanificherebbero i vantaggi della riduzione di emissioni nella combustione.
    Riducendo questi rischi, uno scenario dominato dal consumo di gas naturale sarebbe comunque una buona via di fuga dal carbone, a patto che rappresenti una fase intermedia conveniente verso le fonti rinnovabili. Il problema – conclude l’Atlantic – è che, una volta raggiunta, quella fase potrebbe rivelarsi troppo conveniente. Se anche i costi delle energie rinnovabili si abbassassero al livello dei costi del gas naturale (che oggi ha un ritorno energetico nettamente superiore), ci ritroveremmo in una situazione in cui le rinnovabili sono pronte ma non abbastanza convenienti: per loro stessa natura, non potrebbero soddisfare le richieste energetiche abituali (aria condizionata, microonde, eccetera) dei tanti o pochi consumatori di combustibili fossili ancora in giro. Il gas naturale rappresenta un vantaggio oggettivo – economico e ambientale – rispetto ai combustibili fossili precedenti ma sembra spostare ancora più in là il momento in cui la scelta sarà tra le fonti rinnovabili e niente.
foto: MARK RALSTON/AFP/Getty Images

#
A Andrea Brianza piace questo elemento.
--------------------

Abruzzo. Petrolizzazione: si va verso una moratoria
da "Prima da Noi"
http://www.primadanoi.it/news/cronaca/539886/Abruzzo--Petrolizzazione--si-va.html


Il consiglio regionale ha approvato oggi una risoluzione che impegna la giunta
     07/05/2013 - ABRUZZO. Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato all’unanimità una risoluzione – proposta dal Consigliere dei Verdi Walter Caporale, e votata in blocco da maggioranza e opposizione – in cui si impegna l’Assemblea a emanare, nel più breve tempo possibile, una legge di moratoria che blocchi nuove ricerche ed estrazioni di petrolio sul territorio abruzzese, vincolando la Regione, nell’esercizio delle proprie competenze in materia di governo del territorio, a non rilasciare l’intesa prevista al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
Nel documento si sottolinea la netta contrarietà agli impianti per l’estrazione di idrocarburi, evidenziata in più occasioni da movimenti spontanei di cittadini, dalle associazioni di categoria degli operatori economici e professionali, dal mondo della scuola e dell’università, dagli Enti locali e persino dai Vescovi.
     Insomma almeno oggi non vi sono state voci discordanti e tutti sembrano aver espresso formalmente una precisa volontà. Resta ora da mettere in piedi effettivi comportamenti e azioni che di fatto e realmente possano scongiurare quello che il Ministero vuole che accada nella nostra regione.
     «L'Abruzzo come la Basilicata, sceglie un futuro libero dal petrolio. Un giorno storico», ha detto Caporale (oggi ex Verdi), «ora il Consiglio e la Giunta, devono approvare in tempi rapidi una legge che rappresenti la volontà della Regione Abruzzo, già largamente espressa dai cittadini abruzzesi nelle piazze, per arginare l'arrembaggio delle società petrolifere verso la nostra Regione. Intanto, in attesa dell'approvazione della moratoria per le concessioni a terra, il presidente Chiodi e il presidente Pagano, si affrettino a coinvolgere le regioni vicine per fare tutte insieme un fronte comune contro la realizzazione di centri petrolchimici off-shore e bloccare il Piano Energetico nazionale che prevede la petrolizzazione delle coste italiane, come in programma anche a largo della costa teatina con il progetto denominato Ombrina mare».
     In rappresentanza della Giunta è intervenuto in Aula l’Assessore Mauro Febbo che ha rimarcato «l’impegno suo e dell’intero Esecutivo regionale, per attivare qualunque iniziativa utile a bloccare la proliferazione di questo tipo di impianti, pur nella consapevolezza che si tratta di una materia di esclusiva competenza statale, in cui le Regioni hanno un ruolo molto limitato».
I parlamentari del Movimento 5 Stelle invece hanno chiesto un incontro con il nuovo ministro dell’ambiente, Andrea Orlando.
In particolare, Vacca vuole incontrare il ministro per «sottoporgli il dossier Ombrina e parlargli delle innumerevoli 'anomalie' amministrative relative alla procedura di Via del progetto. Dopo le lettere di ringraziamento della Medoil al precedente ministro - scrive il deputato sul suo blog -, ci auguriamo adesso un'inversione di rotta e un maggiore rispetto della volontà delle popolazioni dei territori».
     E mentre il parlamentare, da Roma, auspica «un maggior rispetto delle regole, perché - dice - più leggiamo le carte, più sembrerebbero emergere irregolarità e anomalie», gli attivisti del Movimento promuovono a Pescara un'assemblea pubblica dal titolo "Ambiente Abruzzo: emergenza, responsabilità, gestione", che si svolgerà il 9 maggio alle 18 nella sala consiliare del Comune.

 

IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE APPROVATA

   Al presidente del Consiglio Regionale
   Avv. Nazario Pagano

RISOLUZIONE URGENTE – IMPEGNO PER MORATORIA ALLE ESTRAZIONI

- Premesso che:
Circa metà del territorio della nostra Regione è ormai interessata da progetti di ricerca petrolifera. Sono molte le società petrolifere che avanzano istanze di esplorazione, estrazione e lavorazione degli idrocarburi;
- Considerato che:
I
n Abruzzo sono nati numerosi movimenti e comitati spontanei di cittadini contrari alle trivellazioni e altri movimenti che rappresentano interi settori economici: produttori agricoli, cantine sociali, balneatori, ristoratori, animalisti, ambientalisti, albergatori, turisti, pescatori. Inoltre hanno contribuito ai movimenti contrari alla realizzazione di impianti di trivellazione a terra e off-shore, le Università, le scuole (dirigenti, insegnanti, alunni), cittadini comuni e professionisti (avvocati, architetti, ingegneri). Diversi Enti (Comuni, Province, Regione), spinti dalla forte contrarietà della popolazione locale alla realizzazione di trivelle, hanno sottoscritto mozioni per scongiurare la petrolizzazione della regione Abruzzo;
- Tenuto conto che:
Gli schieramenti politici sia del Centro destra regionale che del Centro sinistra, in più occasioni, soprattutto durante le Campagne elettorali si sono espressi contro le trivelle;
- Non trascurando che tanta apprensione nasce dal fatto che:
Studi scientifici supportano la pericolosità degli impianti di lavorazione dei centri petrolchimici per la salubrità dell’aria, del mare e della salute dei cittadini;
Sono ormai certe le conseguenze negative di carattere economico per le attività agricole, balneari e turistiche che caratterizzano la nostra Regione;
Sussiste la pericolosità sismica, accertata e provata, delle esplorazioni effettuate per la ricerca del petrolio.

CONSIDERATO CHE LA REGIONE HA COMPETENZE IN MERITO ALLE ESTRAZIONI A TERRA DEL PETROLIO
IL CONSIGLIO REGIONALE SI IMPEGNA AD EMANARE NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE
Una legge di moratoria, al fine di assicurare processi di sviluppo sostenibile e ai sensi della legge 23 agosto 2004, n. 239, che blocchi nuove ricerche ed estrazioni di petrolio sul territorio abruzzese vincolando la Regione Abruzzo nell’esercizio delle proprie competenze in materia di governo del territorio a non rilasciare l’intesa prevista al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

E finalmente una buona notizia... In Abruzzo, a quanto pare, si andrebbe verso una moratoria delle trivellazioni petrolifere, e qui si può leggere il testo integrale della mozione appena approvata dalla Regione. Che sia l'inizio di un cambiamento di rotta ? Difficile crederlo, ma la speranza è d'obbligo...
#
A Ilva Alvani, Gianluca Cecere e Giovanni Angeloni piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 7/05/13

Lo scivolone di Report e della Gabanelli sui parchi
da redazione di "Green Report"
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=21799


     [7 maggio 2013] - Dispiace dirlo, ma la puntata "Belli da Morire" di Report del 5 maggio non è certo stata un bell'esempio di giornalismo d'inchiesta. Milena Gabanelli questa volta forse si è fidata un po' troppo di giornalisti che, per cercare uno scoop che non c'è, sono andati a spulciare tra le pulsioni antiparco e hanno preso per buone affermazioni che non trovano spesso riscontro nella legislazione vigente sulle Aree protette italiane.
     Facciamo solo un esempio: far passare il Parco nazionale delle Cinque terre - che ha permesso il recupero e il mantenimento dei ripidi vigneti finanziando il mantenimento dei terrazzamenti e delle cremagliere per il trasporto dell'uva - per l'Ente che vuole impedire la coltivazione delle viti e quindi colpevole del loro degrado e delle frane, è veramente assurdo. Ma anche gli esempi (peraltro molto "modesti") fatti durante il servizio sui parchi brillano per superficialità e disinformazione, presentando casi eccezionali, magari in riserve integrali, come la normalità.
     Eccezionale invece è la vera e propria cantonata presa dalla Gabanelli che, seguendo lo sproloquio nazionalista di uno degli intervistati, crede che i Parchi nazionali siano sottoposti a regole decise in nord Europa, magari in Norvegia, che non è nemmeno nell'Unione europea. Memorabile l'affermazione finale: «Cioè noi non possiamo potare l'albero a candelabro perché ad Oslo hanno detto le foreste non si toccano e noi ci uniformiamo». Prima c'era stato il libero sfogo ad accuse da bar contro la protezione eccessiva, che è però troppo blanda nel resto dell'Italia.
     Purtroppo l'ultima puntata di Report sull'abbandono e gli sfregi delle bellezze del nostro Paese è inciampata proprio nelle aree dove questa protezione e salvaguardia si mette in atto, pur con mille difficoltà e cose che non vanno (e quindi da denunciare), a cominciare dalla paralisi politica degli Enti e delle Comunità dei parchi e dal taglio di finanziamenti, che però la Gabaneli e la sua redazione non hanno voluto o saputo vedere, preferendo il "colore". Ne è uscito fuori un concentrato di contraddizioni: troppa permissività e degrado fuori dalle aree protette, troppi vincoli dentro le aree protette che non permetterebbero di muovere nemmeno un sasso. Così si parla di "boscaglia informe", e poi ci si lamenta che si metta mano al territorio per realizzare impianti fotovoltaici... Insomma, qualche minuto di televisione che non è servito certo a migliorare l'economia di una puntata che, in altri momenti, ha saputo mantenere quell'invidiabile precisione che contraddistingue Report, anche se si è notato che lo staff della Gabanelli sembra padroneggiare meglio i temi della politica e dell'economia di quelli dell'ambiente naturale.
     Il programma sembra essere tornato indietro agli albori della discussione degli anni '80 pre-approvazione della legge quadro 394/91, e chi ha realizzato il servizio non sembra nemmeno essersi preso la briga di leggere quella legge sui parchi, altrimenti avrebbe saputo che si tratta di una legge (certamente con molti difetti e da mantenere) considerata nel resto nel mondo come un esempio da seguire per Paesi densamente popolati e con territori gestiti e trasformati dall'uomo, esattamente il contrario delle grandi aree selvagge degli Usa e dell'Europa del nord che secondo Report l'Italia avrebbe preso invece come obbligatorio modello.
     Come non dar ragione al presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, che su Twitter scrive: «Ho sempre guardato con molto interesse Report, ma dopo aver visto il passaggio sui parchi di ieri sera le mie certezze cominciano a vacillare. Report se anche gli altri servizi riferiti a cose che non conosco avessero stessa approssimazione e faziosità sarebbe da non guardarlo più».
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Purtroppo, e mi dispiace per la Gabanelli (tradita forse da giornalisti suoi collaboratori), debbo concordare totalmente con il parere in merito espresso da "Green Report"... Ho visto anch'io la puntata di "Report" sui "Parchi" e sono rimasto sfavorevolmente colpito da come è trattato l'argomento... Molta superficialità e affermazioni errate e del tutto fuori luogo per l'epoca in cui viviamo...

#
Post di Armando Quaglia

Report e la Gabanelli, con la sua squadra, è uno dei pochi esempi di giornalismo che ci rimane.. Comunque non tutto deve essere preso per oro colato e bisogna essere sempre consapevoli che l'errore ci sta ! E' compito nostro, di noi utenti, informarci e verificare l'attendibilità delle informazioni date, semplicemente mettendole in rete e confrontandole al bar, con chi ne sa più di noi... senza presunzione! Buon lavoro a Report...
#
Post di Guido Picchetti

Sono d'accordo. Infatti, niente da dire per la professionalità che contraddistingue generalmente i suoi servizi. Sono sicuro che stavolta che si sia trattato proprio di un errore che può capitare, che risulta tuttavia estremamente doloroso per chi, in buona fede e senza alcun secondo fine, da tempo si batte per una maggiore consapevolezza generale a favore della tutela ambientale del nostro patrimonio naturale, marino o terrestre che sia, e vede l'argomento trattato, sia pure "en passant", in modo pericolosamente superficiale... E che sia un errore in verità veniale ma grave al tempo stesso, lo si capisce rivedendo in replay l'intera puntata di domenica scorsa "Do ut des Belli da morire"  (per rivederla clicca sull'immagine a lato). Una puntata che ha una durata totale di un'ora e 40 minuti ed è ricca di argomenti validi e di spunti oltremodo interessanti, anche per i suggerimenti che di carattere pratico vengono suggeriti, ma che affronta e liquida il tema dei "parchi" soltanto negli ultimi 12 minuti della trasmissione, con critiche dirette al Parco delle 5 Terre, una realtà complessa certamente non facile da gestire e amministrare per la molteplicità di interessi diversi tra i tanti comuni coinvolti, e che avrebbe meritato ben maggiore e diversificato approfondimento...
#
A Armando Quaglia piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 6/05/13

A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci s'azzecca...
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=10779


     News 11589, Pantelleria 05/05/2013. Sono tre i documenti ultimi che sul sito del Ministero dello Sviluppo, a proposito del Canale di Sicilia e non solo, fanno decisamente pensare male in merito agli obiettivi degli ultimi due governi (quello "tecnico" di Mario Monti e quello di "larghe intese" di Enrico Letta)...
     Il primo documento (Fig. 1) è quello pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico che fa riferimento alle Attività Internazionali della Direzione Generale delle Risorse Minerarie e Energetiche (RME) E' stato ripreso dal sottoscritto il 28 Aprile u.s. alla pagina web del Ministero dello Sviluppo Economico, raggiungibile al link http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/internazionale/malta.asp.
     Ancora oggi (e il fatto è indubbiamente strano...) risulta intitolato "Agreement Italia-Croazia". Ma poi curiosamente, leggendo il testo, ci accorgiamo che l' "agreement" con l'Italia di cui trattasi non interessa minimamente la Croazia, che, come sappiamo, bagna le sue coste nell'Adriatico. Riguarda bensì lo stato sovrano di Malta, con il quale nel settembre scorso il governo italiano ha avviato negoziati per la delimitazione della piattaforma continentale e la verifica della fattibilità dell’esplorazione congiunta in zone dello Ionio meridionale e del Canale di Sicilia contese tra i due Paesi. Colloqui ripresi dai responsabili del Ministero italiano con gli omologhi maltesi in una seconda tornata a Dicembre a Roma, che hanno poi costituito il presupposto di un decreto legge, firmato dal Ministro Passera e approvato il 27 Dicembre 2012 (a governo "tecnico" già dimissionario), che ha istituito nel Canale di Sicilia e in parte dello Jonio la "Zona Marina C - settore Sud", un ampliamento che va sorprendentemente ad invadere le acque territoriali maltesi, senza che la benchè minima notizia al riguardo sia trapelata sui media maltesi e italiani.
     La Fig. 2, elaborata dal sottoscritto con l'aggiunta di alcune diciture esplicative, parte dall'idea di Peppe Croce su GreenStyle che, nel denunciare l'illegittimità dell'accaduto, ha inteso renderlo più chiaro ed evidente servendosi di alcune mappe ufficiali, in particolare sovrapponendo due di esse: quella delle concessioni già previste da Malta nelle sue acque territoriali e quella del nostro Ministero dello Sviluppo allegata al succitato decreto del Ministro Passera. Nella Fig. 2 abbiamo il risultato di una tale sovrapposizione. Colorata in rosso (in due tonalità diverse) vediamo l'intero ampliamento "Zona Marina C - settore Sud" istituito con il decreto succitato firnato dal ministro Passera. Mentre, colorata in rosso-chiaro, possiamo distinguere la parte di tale ampliamento che va a invadere le attuali acque territoriali maltesi, interessando tutta la concessione maltese "Area 2" e non poche parti delle concessioni limitrofe sempre di Malta. Un'area indubbiamente vasta, a fronte delle quali risulta difficile credere che il tutto sia frutto solo un benevolo e disinteressato accordo tra la parti per amore di buon vicinato... Ma nulla si è detto, si è scritto, nè si sa al riguardo... Che sia un segreto di stato ?
     Infine la Fig. 3. Pubblicata stamane da Maria Rita D'Orsogna insieme all'ultimo articolo sul suo blog, riguarda una nuova istanza dell'ENI per la perforazione di un pozzo esplorativo di gas nelle acque del Canale di Sicilia al largo della costa agrigentina. Il nuovo pozzo esplorativo si chiama Vela 1 e interessa la concessione detta GR 14 AG. I comuni costieri più vicini sono Licata e Palma di Montechiaro e l'area marina interessata copre circa 408 chilometri quadrati. In realtà, dice Maria Rita, di questa concessione già si parlava nel 2011 - sotto altro nome, altre sembianze, e con vari inganni - E adesso, improvvisamente è partita la VIA, presentata nel Marzo 2013, contro la quale, per scrivere le necessarie osservazioni utili a bloccare il progetto (?), c'è tempo fino al 17 Giugno 2013. Secondo l'ENI siamo a 30 chilometri da riva e non ci sono assolutamente pericoli, Si, è vero, ma su quella riva ci sono ben cinque zone protette, nonchè varie aree archeologiche di spicco. E Maria Rita ce le elenca tutte una per una. E ci dà insieme anche la seguente bella notizia riservata ai pescatori siciliani: "... Considerando la vicinanza dell’area di progetto (del Vela 1, ndr) all’area di pesca B1, durante la realizzazione delle attività in oggetto, sarà necessario interdire alle attività di pesca l‘area circostante la nave di perforazione, durante l’esecuzione del pozzo esplorativo Vela 1, per una fascia di sicurezza pari a circa 500 metri".
     Questo per ora, e siamo solo nella fase di ricerca. Poi quando si tratterà di estrarre il gas, ne riparleremo, auguri. Se pubblico però qui, insieme alle prime due, questa terza immagine, è perche la mappa in questione bene evidenzia quante concessioni siano state da tempo previste intorno alla Vela 1 nel Canale di Sicilia nella sola "Zona Marina C" (per non parlare poi di quelle on-shore in Sicilia di stretta competenza regionale)... E le concessioni sono come i nodi, prima o poi vengono al pettine e diventano una amara realtà per chi se le ritrova vicino... Ma qui siamo già oltre il limite... E questo spiega bene il perchè dell'ampliamento del "settore Sud" concordato in gran segreto (di cui alle due prime immagini) e della strabiliante "occupazione di acque internazionali" derivatane nel Canale di Sicilia, apparentemente a tutto danno della comunità maltese, ma. possiamo ben dirlo, a danno dell'intero Mediterraneo, di cui il Canale di Sicilia è il cuore pulsante...
     Leggi l'articolo di Maria Rita D'Orsogna http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/la-valle-dei-templi-e-il-pozzo-vela-1.html
----
Qui a seguire le foto dei tre documenti, riportate anche da "Pantelleria Internet Com" a margine del servizio giornalistico al link
https://plus.google.com/u/0/photos/100069925833309022329/albums/5874548816920839265



#
Lo stesso articolo risulta pubblicato anche su FB, a margine di una immagine della testata di "Pnt Internet Com", all'url

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200557835362704&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1
#
A Ugo Zagarella, Ndria Biddittu, Luca Gioria, Giusi Orefice e Jahnpiero Assi piace questo elemento.

--------------------

La manifestazione del 13 Aprile 2013 a Pescara contro la piattaforma "Ombrina Mare"
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/la-manifestazione-del-13-aprile-2013.html


     SATURDAY, MAY 4, 2013 - Ormai sono passate un po' di settimane, ed a detta di tutti è stato un gran successo e ne sono felice. Diverse persone mi hanno chiesto perchè non c'ero. E' una risposta lunga, e difficile e che fa anche male. Non c'ero, non perchè non avessi voluto esserci. Anzi, avrei fatto di tutto per vivere questa cosa in carne ed ossa -- per una volta -- e non dietro una tastiera di computer.
     Non è stata una mia scelta -- purtroppo gli organizzatori hanno deciso una data in cui ero in India, un viaggio programmato da tempo per lavoro ed è stato impossibile conciliare il tutto. Sarebbe allora solo bastato ricordare il lavoro di questi anni - fatto prima che il petrolio diventasse di moda, e anzi, facendolo diventare di moda. Se ora tutti sanno cosa vuol dire H2S, FPSO, fanghi di perforazione e limiti californiani non è certo merito di quei gran capoccioni che siedono nelle associazioni e lontani dalle persone. "Grazie, sei con noi anche se lontana" era sufficiente.
     E infatti, qualcuno mi aveva scritto allora di mandare un testo di amicizia da leggere. Ma nella fretta i capoccioni si sono "dimenticati" di leggerlo e così lo pubblico qui in calce. Vorrei però ricordare con affetto tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte, soprattutto le donne. Si sente spesso dire che in Italia noi donne abbiamo un ruolo marginale, che il machismo impera.
     L'ambientalismo non è diverso, e c'è sempre qualche prepotente -- spesso anche incompetente -- che pensa di poter alzare la voce e fare il gallo. E alla fine sono sempre le donne che per quieto vivere tacciono, e cercano di essere accomodanti. I loghi e le immagini - le cose che facciamo in Abruzzo hanno sempre una grafica eccellente, incluse le locandine della manifestazione - quello è perchè c'è dentro la grazia e l'arte di Fabrizia Arduini. A lei e a tutte le donne che hanno lavorato dietro le quinte -- e non da ieri, ma da anni, e con amore e disinteresse -- Assunta Di Florio, Ilaria Giangrande, Maria Grazia Salvatorelli, Ines Palena, Sonia, Alessia Felizzi - Grazie!
     Ecco invece il mio testo che si sono "dimenticati" di leggere. A buon intenditore poche parole. God bless America.

  Cari amici, cari amanti dell’Abruzzo,
    eccoci di nuovo tutti assieme per scrivere una nuova pagina nella difesa dell’Abruzzo dalle grinfie dei petrolieri.
    Siamo tanti - tutti con dei ricordi, dei sogni, dell’affetto collegati alla costa teatina - le nuotate in acqua da bimbi, i primi amori d’estate, le passeggiate in solitaria d’inverno, il mare in tempesta, l’ondulare dei canneti, le scogliere, i tramonti. Ciascuno di noi ha un motivo suo personale per dire forte e chiaro a Passera, a Clini, a Bersani, a Monti e a tutta la classe governante che quel mare è nostro e non loro, che la Mediterranean Oil Gas, Sergio Morandi e il mostro petrolifero Ombrina Mare non sono benvenuti qui e che non ce li vogliamo. Per dirgli che siamo tutti uniti, e certi, e compatti e che non c’è nessun compromesso possibile.
    Vogliamo che il nostro mare resti così com’è – più bello, più pulito, protetto dal Parco della Costa Teatina -- e non trasformato in una pattumiera petrolifera con pozzi, desolforatori galleggianti, fiamme sputa idrogeno solforato, e monnezza di vario genere ad inquinare acqua e aria. Non è questo che vogliamo, nè come individui ne come collettività. Ormai sono sei anni che combattiamo il mostro petrolifero e sono sei anni che resistiamo. Non è stato facile e non lo sarà per il resto delle nostre vite, perchè, che ci piaccia o no, finchè ci sarà petrolio, ci sarà sempre qualcuno che vorrà tirarlo fuori e specularci sopra.
    Ma gli anni passati devono darci coraggio ed insegnarci la strada maestra, che è quella dell’impegno personale, del mettere da parte le differenze per il bene comune, del mettere pressione ai nostri troppo timidi politici, del sentirsi protagonisti tutti in prima persona, quale che sia la nostra professionalità o il nostro ruolo nella società. La democrazia funziona solo quando tutti sentiamo che la res publica è res mea, e la si protegge alacremente e senza paura, dando quello che abbiamo, tutti a nostro modo.
    Abbiamo sconfitto l’ENI ad Ortona, quando di petrolio non parlava nessuno nel resto d’Italia, e di questo dobbiamo essere orgogliosi. Possiamo farcela anche con la MOG. Basta solo non stancarsi, fare un pochettino ogni giorno e non dimenticare perchè facciamo tutto questo. Ai politici presenti: siamo qui anche a causa della vostra scarsa incisività nel corso degli anni. A voi è chiesto un impegno maggiore che al cittadino normale. Da voi ci aspettiamo risposte, attivismo concreto e costante presso le autorità romane e non parole vuote o il dolce far niente. C’è un milione di persone che ve lo chiede. A Roma sono in giacenza altre concessioni petrolfiere per Vasto, Francavilla, Pineto. Non aspettate di arrivare all’ultimo minuto per fare qualcosa. Chiedete, datevi da fare, spiegateci. Fate gli interessi nostri – dei vostri elettori – e tiratelo fuori questo benedetto coraggio una volta per tutte.
    Non dimenticate le concessioni in terra – con trivelle programmate per la reserve natural del Borsacchio a Teramo, ad Aglavizza nel Vastese, o la saga interminabile della Forest Oil a Bomba. Queste sono responsabilità concrete che avete davanti, che occorre risolvere con un netto no a livello regionale e per cui non avete scuse. Il tempo della passerella è passato, e ora ci vogliono i fatti veri.
    Io sono in India. in questo momento e non posso essere fra voi. In questi anni ho vissuto tutte le emozioni possibili in merito al petrolio d’Abruzzo – stanchezza, rabbia, sconforto, gioia, impotenza. Questa storia mi ha cambiato la vita e non lo so perchè me la sia presa così a cuore. So però che tutto questo ha dato un senso speciale ai miei giorni e di essere onorata di avere potuto fare qualcosa di buono per qualcosa che fosse più importante che il trantran quotidiano. Il mare d’Abruzzo non sarà il mare piu bello del mondo, ma è il nostro, non ne abbiamo altri, ed occorre volergli bene.
    Un abbraccio a tutti – meno che a Sergio Morandi. Ciao! MR

May 5, 2013 - 1 Comment. Anonymous (Fabrizia Arduini) said:
GRAZIE A TE Maria Rita ! So perfettamente che il tuo chiedere di non essere dimenticata, sarà scambiato da qualcuno come una sorta di presunzione - non ti conoscono -. Io che ti conosco, ed ero pure nella organizzazione -come tanti- non facile della manifestazione, so che chiedi DIGNITA', quella dignità che è dentro le piccole e grandi storie, quella dignità che tutti invocano, ma che se riguarda una donna, diventa un parola sconosciuta, specie in questa Italia, sempre più barbara. Non smettere mai di chiederla! Un abbraccio da chi ti ha visto nella manifestazione del 13dentro i mille sorrisi della gente, ma soprattutto dentro quella straordinari capacità degli abruzzesi di stupire tutti... Un super abbraccio, Fabrizia.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
La manifestazione del 13 Aprile 2013 a Pescara contro la piattaforma "Ombrina Mare", un appello di Maria Rita D'Orsogna che si commenta da solo.. e che ha tutta la mia simpatia e solidarietà. Vi invito a leggerlo..
#
A Ferdy Sapio, Lucio Rizzo e Alfonso Nigro piace questo elemento.

--------------------

In Emilia. Trivellazioni, ora tocca allo “shale gas”...
di Alberto Setti
http://gazzettadimodena.gelocal.it/.../30/news/trivellazioni-ora-tocca-allo-shale-gas-1.6973680


Dopo la vicenda di Rivara, parere favorevole del ministero a una società milanese e gli atti passano alla commissione Via
    
03/05/2013 - Finale, Camposanto, Ravarino, Medolla, San Felice, Mirandola, Bomporto. Sono questi i Comuni della Bassa interessati da un “permesso di ricerca in terraferma” per scovare nel loro sottosuolo “shale gas”. Comuni in buona compagnia di altri, specie quelli al confine tra il ferrarese e il modenese, per un totale di 656 km quadrati. Insomma, neppure il tempo di chiudere - o credere di aver chiuso - l’annosa vicenda del mega deposito sperimentale di gas a Rivara che - da quelle stesse parti - si riaccende una questione di “trivelle”.
     Questione per la verità in ballo da più di un anno, come confermano i dati del Ministero dello sviluppo economico. Dove tra le “istanze” risulta ufficiale quella di “ricerca in terraferma” denominata “Reno Centese”, dal nome della frazione che il Comune di Cento e quello di Finale si dividono (dalla parte di Finale si chiama infatti Reno Finalese).
     L’istanza di ricerca è stata presentata infatti il 14 marzo del 2012, nella stessa epoca in cui il governo Monti (commissione di Via presso il Ministero dell’Ambiente) dava il via libera alle trivellazioni per Rivara. E un mese prima dei terremoti che hanno devastato la Bassa, scatenando all’epoca una ricerca e un evidente sospetto per i “trivellatori” di sottosuolo e i praticanti del “fracking” (la tecnica di ricerca del gas basata su pressioni indotte ed esplosivi) che ancora oggi è al centro di una generica inchiesta della Procura della Repubblica e di tanti neonati comitati.
     Nel reggiano e nel ferrarese infatti voci del genere circolavano da qualche tempo, e molte amministrazioni comunali, d’intesa coi Comitati, hanno deliberato ufficialmente la loro contrarietà alle trivellazioni. Nella Bassa modenese, pur travagliata per anni dalla vicenda Rivara, e nonostante la presenza di almeno 4 comitati contrari al famoso deposito e alle sue preventive trivellazioni, non c’è invece stata alcuna delibera istituzionale “No Triv”. Tornando alle nuove trivellazioni, la procedura ha già fatto i suoi passi: il 30 aprile 2012 è avvenuta la pubblicazione nel Buig (Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e Georisorse, Buig lvi-4). Il 12 dicembre 2012 l’istanza ha superato l’esame della “Cirm” (commissione per gli idrocarburi) , con “parere favorevole”.
     Il 15 febbraio scorso il ministero, alla luce del parere favorevole, ha invitato e autorizzato la società proponente (Exploenergy srl) ad inviare copia della documentazione alle amministrazioni interessate (parliamo di una ventina di Comuni), con conseguente richiesta di emanazione degli atti di competenza delle stesse amministrazioni.
Per inciso: quando in questi giorni qualcuno ha provato a chiedere conto di quella richiesta, dai Comuni interessati è arrivata la tipica risposta, ovvero la rassicurazione che nessuno ne sapeva niente. Invece il primo marzo c’è stata la comunicazione della avvenuta presentazione della istanza alla Commissione di Via, perchè rilasci il solito parere favorevole alle trivellazioni indirizzate alla ricerca di gas. Come avverranno e dove, non è ancora dato sapere. Anche perchè la richiesta si estende parecchio, nel ferrarese interessando i Comuni di Ferrara, Poggio Renatico, Mirabello, Sant’Agostino, Bondeno, Cento, Vigarano Mainarda, oltre ai Comuni modenesi, a qualche bolognese e persino a Ficarolo. Una analoga istanza della stessa società, che interessava i Comuni del bresciano, ha scatenato nei giorni scorsi preoccupazioni e polemiche.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

"In Emilia. Trivellazioni, ora tocca allo “shale gas”... di Alberto Setti sulla Gazzetta di Modena. Complice la crisi da essi stessi creata, gli "interessi" dei poteri forti nuovamente all'attacco anche in Emilia. Non sono bastati i terremoti dello scorso anno nella bassa emiliana, una volta considerata zona asismica, e neppure l'infinito sciame sismico che ne è seguito e che ancora quest'anno si è di recente manifestato, a fermare certe attività di sfruttamento del sottosuolo per ricerca, sfruttamento e stivaggio di prodotti petroliferi e di gas... Eppure la relazione tra fenomeni sismici e operazioni estrattive o di stivaggio di gas a pressione nei pozzi esauriti sembra essere ormai un fatto accertato da recenti studi scientifici negli USA. E allora ? Possibile che le scelte effettuate per superare la crisi in cui il nostro Paese si dibatte, ormai da oltre due anni, possano essere solo queste ? E se poi così fosse per assurdo, perchè farle allora di nascosto, come dei ladri e non alla luce del sole e nella massima trasparenza, com'è diritto di ogni cittadino per  sapere quel che avviene a suo possibile danno ?*
#
A Ivana Artioli e Vân Anh piace questo elemento.

--------------------

Petrolio. In Sicilia. l’età dell’oro è finita
dalla redazione di "Ragusa News Com"
http://www.ragusanews.com/articolo/31525/petrolio-in-sicilia-l-eta-dell-oro-e-finita


Ragusa, 3/05/2013 - Ci scrive Giuseppe Scarpata, Uilcem Ragusa:

     “L'emendamento presentato dal Movimento 5 stelle, con il raddoppio delle royalties per la produzione di idrocarburi, che passerebbero dal 10 al 20 per cento, e l'eliminazione della franchigia avrà come effetto immediato non quello del raddoppio delle entrate, così come enfatizzato dal Governatore, ma lo stop definitivo alle produzioni per le concessioni minerarie medio piccole in tutta la Sicilia.
     Sarebbero dunque i campi marginali a bassa produzione di petrolio e gas, come quelli di Ragusa, Comiso2, Gela, Bronte, Gagliano a chiudere da un momento all’altro grazie all’emendamento dei grillini sui correttivi alla finanziaria 2013 varata dal governo Crocetta.
     La produzione di petrolio e gas in provincia, per quei campi con margini economici relativamente bassi, vedi la concessione Ragusa e Irminio, rispettivamente per Enimed e Sviluppo Risorse Naturali tramite la consociata Irmino srl, è stata tenuta in vita in questi anni grazie alla franchigia, ovvero, grazie a quella percentuale di esenzione tributi per i primi 20 milioni di metri cubi di gas e 20.000 tonnellate di olio prodotti annualmente in terraferma.
     Occorre evidenziare che nel 2010 il Governo Lombardo aveva già alzato l’asticella percentuale dell’aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione era tenuto a corrispondere annualmente alla Regione Sicilia, passando in un sol colpo dal 7% al 10, con applicazione, però, della franchigia.
     Il risultato contabile della manovra dell’ex Governatore era stato pregevole. Le royalties annue, infatti, in Sicilia, sono aumentate dal 2010 al 2012 del 30% netto, passando dai 12 Milioni di euro incassati nel 2009 agli attuali 19 milioni di euro del 2012; somme corrisposte all’erario regionale dalle aziende dell’esplorazione e produzione che operano in Sicilia.
     Grazie ai proventi delle royalties petrolifere, il Comune di Scicli, a esempio, ha avuto un finanziamento di 1.2 milioni di euro per la costruzione della piscina comunale. Grazie alle royalties e alle compensazioni ambientali il Comune di Ragusa, a esempio, ha riscosso il finanziamento da parte di Enimed, Irminio ed Edison per l’ammodernamento di Piazza Libertà, circa 5 milioni di euro.
     Oggi, invece, per far quadrare i conti di un bilancio regionale che registra un disavanzo di 2,3 miliardi di euro, Crocetta, non solo raddoppia le aliquote per le royalties -che pure condividiamo, visti i felici riflessi sul nostro territorio- ma toglie la franchigia, vera ancora di sopravvivenza per tutte le concessioni medio e piccole del comprensorio siciliano, e di quello ragusano, soprattutto.
    Aziende come Irminio srl ed Enimed (solo per la concessione Ragusa) stanno già valutando, contabilmente, gli effetti rovinosi del provvedimento Crocetta per le produzioni di competenza.
    Lo stop immediato alle produzioni di Irminio, non più convenienti, e una rivisitazione organizzativa forte per quelle di Eni, con forti probabilità di fine attività tra qualche anno, sarebbe, dunque, l’ineluttabile risultato del provvedimento economico e finanziario a firma Crocetta sulla tassazione del petrolio siciliano.
    La sola Irminio srl, ad esempio, occupa attualmente 21 risorse, tra tecnici operativi d’impianto e amministrativi, con un indotto di circa 50 imprese, competenti in metalmeccanica di precisione e servizi integrati all’estrazione, con un battente occupazionale, al 2012, di 149 addetti.
    A rischio, dunque, e in breve tempo, almeno 200 posti lavoro, tra diretto e indotto in provincia di Ragusa, solo per lo stop alle produzioni di una sola concessione.
    Ma il raddoppio del pagamento delle Royalties dal 10 al 20 % e la sospensione della franchigia avrà come unico e diffuso risultato la chiusura dei campi di coltivazione a bassa o bassissima produzione in tutta la Sicilia, irreparabilmente.
    Comprendiamo le difficoltà del Governo regionale per il disavanzo da debito pubblico ereditato e praticato, ma mettere a rischio la produzione di petrolio in Sicilia, solo per far felice e contenta la bandiera a 5 stelle sventolata dagli onorevoli grillini, non è per niente giustificabile.
    Invitiamo pertanto la deputazione regionale territoriale a valutare in modo attento e rapido l'impatto della nuova norma finanziaria sulle attuali produzioni petrolifere siciliane, tenendo conto degli effetti disastrosi che il nuovo balzello potrebbe produrre per l’occupazione e per l’economia della provincia di Ragusa e della Sicilia tutta.”

#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

"Petrolio. In Sicilia. l’età dell’oro è finita", dalla redazione di Ragusa News Com. Se l'oro riluce, il petrolio, oro nero per eccellenza, non brilla affarro... Magari fosse finita l'età dell'oro nero !!! Un oro che forse brillerà per il rappresentante della UIL di Ragusa, che ha intinto in quel nero inchiostro la penna per scrivere la sua lettera in difesa dei lavoratori del petrolchimico per una una difesa d'ufficio comprensibile sul piano umano, che però non modifica e non può assolutamente modificare la realtà dei fatti, e la fa tanto sembrare stilata dai petrolieri "benefattori", nella loro qualità di datori di lavoro, attenti invece unicamente ai loro personali interessi...
Possiamo leggere la stessa lettera di Giuseppe Scarpata pubblicata on-line anche sul sito del sindacato UIL di Ragusa all'url
http://uilcemragusa.wordpress.com/category/giuseppe-scarpata/. Ma è proprio sicuro il sindacato UIL di Ragusa di fare l'interesse delle comunità siciliane ?

#
A Ilva Alvani piace questo elemento.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 5/05/13

I "manovratori" al lavoro... Vietato disturbare...E la stampa ubbidisce...
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200552975921221


     5/05/13 - Ci siamo... E questo è solo l'inizio... Come voleasi dimostrare... E in TV di cosa si parla ? E sulla stampa di informazione nazionale e regionale ? Di tutt'altro... Queste sono cose che non interessano, anzi per la verità non "debbono" interessare alcuno... "NON DISTURBATE I MANOVRATORI" !!!

  La Valle dei Templi e il pozzo Vela 1 ENI
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/la-valle-dei-templi-e-il-pozzo-vela-1.html

"Zona della Valle dei Templi e dei punti di vista del belvedere del Comune di Agrigento, caratterizzata da un’area di non comune bellezza archeologica perfettamente collocata in un contesto naturale tipicamente mediterraneo". Così perfetta che adesso l'ENI ci piazza una trivella!

 

 

    SUNDAY, MAY 5, 2013 - In Sicilia parte una nuova istanza per la perforazione di un pozzo esplorativo di gas, da parte dell'ENI. Si chiama Vela 1 e si trova al largo di Agrigento, nello stretto di Sicilia e nella concessione detta GR 14 AG. I comuni costieri più vicini sono Licata e Palma di Montechiaro e l'area interessata copre circa 408 chilometri quadrati. In realtà di questa concessione già si parlava nel 2011 - sotto altro nome, altre sembianze, e vari inganni, che a suo tempo assieme a Guido Picchetti cercammo di riordinare. Non so bene cosa sia successo in questo frangente di tempo, ma adesso è "finalmente" partita la VIA, presentata nel Marzo 2013 e per cui, per scrivere le osservazioni c'è tempo fino al 17 Giugno 2013.
    Il testo della sintesi tecnica è qui. Le trivelle arriveranno a oltre 700 metri sotto la superficie marina, e quindi sarà un pozzo profondo. Useranno la Scarabeo 9 della Saipem - quella per le quali le certificazioni sono un optional - per trivellare  Eccola.
    Come sempre dicono che è tutto ultra sicuro, che i fanghi magicamente scompariranno, che la loro piattaforma è disegnata con i migliori standard, che i rischi sono bassi, che non ci saranno perdite, urti, incidenti di nessun genere e che gli impatti sono minimali su tutto - mare, pesca, fondali, zooplancton, balene, tartarughe protette, persone e paesaggio. Peccato che la Scarabeo 8 si sia invece incrinata in Norvegia per "lack of competence", e cioè per mancanza di competenza da parte dell'ENI ! Però adesso hanno la versione 9 - speriamo che abbiano imparato come si fa... In sostanza l'ENI dice che sarà tutt'apposto perchè sono a 30 chilometri da riva, e che quindi qualsiasi interferenza sarà minimale. E si, siamo a 30 chilometri da riva, ma su quella riva ci sono ben cinque zone protette, nonchè varie aree archeologiche di spicco.
    Eh, certo, uno va a vedere i templi della Magna Grecia e proprio le trivelle vuole vedere! Ecco qui il panorama in cui l'ENI costruirà il suo nuovo pozzo Vela 1:
• SIC ITA040015 - Scala dei Turchi, a circa 46,8 km (25,2 miglia marine nel punto più prossimo) a Nord-Ovest del pozzo esplorativo Vela 1;
• SIC ITA040010 - Litorale di Palma di Montechiaro a circa 29,5 km (15,9 miglia marine nel punto più prossimo) a Nord-Est del pozzo esplorativo Vela 1;
• SIC ITA050011 - Torre Manfria a circa 43,9 km (23,7 miglia marine nel punto più prossimo) a Nord-Est del pozzo esplorativo Vela 1. Parte del SIC coincide con la ZPS Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela;
• SIC ITA050001 - Biviere e Macconi di Gela a circa 57 km (30,7 miglia marine nel punto più prossimo) ad Est-NE del pozzo esplorativo Vela 1. Parte del SIC coincide con la ZPS Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela;
• ZPS ITA050012 - Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela a circa 55,5 km (29,9 miglia marine nel punto più prossimo) ad Est-NE del pozzo esplorativo Vela 1.
    Ci sono poi zone soggette a vincoli come ad esempio:
• cod. vincolo 190001 - Zona della Valle dei Templi e dei punti di vista del belvedere del Comune di Agrigento, caratterizzata da un’area di non comune bellezza archeologica perfettamente collocata in un contesto naturale tipicamente mediterraneo ;
• cod. vincolo 190002 - Lungomare San Leone nel Comune di Agrigento;
• cod. vincolo 190007 - Zona di Falconara caratterizzata dallo svolgimento morfologico delle masse del paesaggio con le emergenze del massiccio fabbricato del Castello e del Monte di Poggio Lungo;
• cod. vincolo 190009 - Zona di Manfria caratterizzata da poderi mediterranei luogo ricco di leggende con vegetazione arbustiva ;
• cod. vincolo 190010 - Zona del lago di Biviere, ultimo resto della palude caratterizzato da rive fatte di canneti e con qualche isolotto rifugio di ricchissima avifauna in comune di Gela.
    Infine a 30 chilometri c'è l'area Marina di Tutela Archeologica in Località Bulala del Comune di Gela. Ma che vuoi che sia, è solo il nostro patrimonio naturalistico nazionale, un altro tassello nella distruzione dell'Italia. In alcuni casi invece elencano tutto l'elencabile - i tipi di pesci, la temperatura, dove vivono le Caretta Caretta, ma non dicono niente di come le loro operazioni impatteranno tali sistemi ecologici.
    E poi una bella notizia per i pescatori:
"Pertanto, considerando la vicinanza dell’area di progetto all’area di pesca B1, durante la realizzazione delle attività in oggetto, sarà necessario interdire alle attività di pesca l‘area circostante la nave di perforazione, durante l’esecuzione del pozzo esplorativo Vela 1, per una fascia di sicurezza pari a circa 500 metri". E certo, che gli importa a loro della pesca? E nel caso il pozzo diventa permanente quello è un altro pezzo di mare tolto alle persone in maniera non temporanea ma per anni e anni. E tutto questo in cambio di quanto gas? Quante sono le riserve dentro Vela 1?
Non si sa.

#
Post di Maria Rita D'Orsogna

L'ENI e le nuove trivelle esplorative al largo della Valle dei Templi, Agrigento. E che vuoi che sia... .
#
Post di Giuseppina Testa

:-(((((
#
Post di Erik Fortini

Tranquilli, la siciliana senatrice Vicari, neo sottosegretario allo sviluppo economico, non permetterà questo affronto...
#
Post di Maria Rita D'Orsogna

Erik, mi sa che sarà la prima a sottoscriverlo!!!
#
Post di Condello Giuseppe

Ancora una volta mi viene da dire: perchè si viola così apertamente l'articolo 9 della Costituzione ? Tra l'altro dovrebbe viverci di patrimonio storico-artistico e paesaggistico...
#
Post di Tommaso Eddie Ruggieri

Il PdL e PD-1 sono partiti pro lobby del petrolio, ricordiamolo per gli smemorati...
#
Post di Paolo de Stefanis

Che importa dell'art 9 della Costituzione a certa gente? I petrolieri versano ricche tangenti, le colonne doriche e ioniche degli antichi templi greci mica pagano tangenti ad alcuno...
#
A Fabienne Michèle Melmi, Juan Alfredo Parisse, Pierpaola Sperimenti, Manuela Pintus, Gregorio Caruso, Antonio Massimo Cristaldi, Giovanna Collarile, Cecilia Peruch, Ezio Di Giovanni, Ezio Di Giovanni, Erika Rose, Mario Crocicchio, Paolo Carone, Erik Fortini, Ilva Alvani, Luca Gioria, Giusi Orefice e Jahnpiero Assi piace questo elemento.

--------------------


Ancora sulla giornata del 3 Maggio sulla "Libertà di Stampa"
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...78835826.2117330.1063270409&type=1


     5/05/13 - Un mio commento a margine del pezzo di apertura di "Articolo 21" del 3 Maggio u.s. sulla celebrazione della "Libertà di Stampa". L'ho postato ieri dopo aver notato il velo di silenzio che continua a rimanere steso sui media nazionali sulla "occupazione" (non "militare", bensì "economica"...) di acque territoriali maltesi da parte dell'Italia avvenuta di fatto sulle carte ufficiali del Ministero dello Sviluppo in virtù del decreto legge firmato dall'ex ministro Passera il 27 Dicembre 2012, decreto con il quale è stato deciso l'ampliamento della "Zona Marina C - settore Sud". Eccolo:
 

 
http://www.articolo21.org/2013/05/...giornata-mondiale-per-la-liberta-di-stampa-e-la-sicurezza-dei-giornalisti/

4 maggio 2013 alle 19:37 - Guido Picchetti scrive:
    Ho molto apprezzato la vostra decisione di ieri di celebrare la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa dedicando la pagina di apertura di “Articolo 21″ all’editoriale del direttore de “La Stampa” Mario Calabresi, con cui ha ricordato la tragica vicenda del suo inviato Domenico Quirico, ancora in corso ma che spero vivamente possa quanto prima concludersi felicemente… .
    Nello spazio che dedico giornalmente sulla mia homepage agli “Echi di Stampa” (prevalentemente legati a temi di carattere ambientale marino di attività off-shore), mi sono permesso di riportare la breve presentazione da voi fatta all’editoriale del direttore Calabresi, con un link che ne consenta a chiunque la lettura. Quindi a seguire ho inteso dare un mio modesto contributo alla giornata della “libertà di stampa” da voi celebrata postando una immagine personalmente elaborata su documenti ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico e del governo maltese, da cui risulta una incredibile “occupazione” di acque territoriali di altro Stato sovrano (Malta) da parte dell’Italia, effettuato in virtù di un decreto legge firmato dal ministro Passera il 27 Dicembre 2012 (a governo Monti già dimissionario), con l’ampliamento nel Canale di Sicilia della della “Zona Marina C – Settore Sud”. Un argomento che purtroppo, nonostante l’ evidente interesse, non ha trovato e non trova alcuno spazio sui media nazionali, a qualunque corrente politica appartengano… E il tutto è passato nel più assoluto silenzio…
    Non aggiungo altro… La mappa in questione e le poche righe di commento a margine dell’immagine chiariscono i termini della vicenda… Mi richiamo solo al principio da voi ricordato nell’apertura di ieri: “Il dovere di raccontare”. E sono certo che porrete alla vicenda tutta l’attenzione che merita…
    Resto a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Questo il link al mio servizio pubblicato negli “Echi di Stampa” della mia home-page:
http://www.guidopicchetti.it/.../ec-stampa_13_05.htm#“Il_dovere_di_raccontare”._Oggi,_3_maggio
    E questo il link ad una nota sul mio diario di Fb dove ho anticipato l’articolo in questione:
https://www.facebook.com/...-oggi-3-maggio-giornata-mondiale-per-la-libertà-di-stampa/603437199668099

    Cordiali saluti.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 3/05/13

“Il dovere di raccontare”. Oggi, 3 maggio, “Giornata Mondiale per la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti” di Guido Picchetti (da una nota su Fb)
https://www.facebook.com/...-3-maggio-giornata-mondiale-per-la-libert%C3%A0-di-stampa/603437199668099

     3 maggio 201 - 3/05/13 - L' Informazione, oggi... Questa la breve nota di presentazione sulla pagina di apertura odierna del sito web "Articolo 21" con l'editoriale di Mario Calabresi, direttore de “La Stampa”, dedicato sul quotidiano torinese a Domenico Quirico , il giornalista, inviato del giornale in Siria, del quale da quasi un mese non si hanno più notizie.

  "Oggi 3 maggio, nella giornata mondiale dedicata alla libertà di stampa abbiamo deciso di aprire il sito di Articolo21 con l’editoriale del direttore de “la Stampa” Mario Calabresi. Il quotidiano dedica al suo inviato Domenico Quirico e al tema della libertà di stampa uno speciale di 8 pagine (la foto di copertina che pubblichiamo, di Fabio Bucciarelli, è quella del quotidiano torinese). Articolo21 ha lanciato l’appello a tv, radio, giornali e siti internet per pubblicare un fiocco giallo che, simbolicamente vuole testimoniare la vicinanza del mondo dell’informazione al giornalista inviato in Siria di cui non si hanno notizie da 24 giorni. Hanno aderito all’appello tra gli altri il direttore di Rainews Monica Maggioni (la all news della Rai dalla mezzanotte ha il fiocco giallo in basso a destra dello schermo), la trasmissione di Radio2 Rai “Caterpillar”, La Fnsi, la Casagit, il sito Idv il quotidiano on line Dazebao… Gli articoli di Pino Scaccia, Tana De Zulueta, Santo Della Volpe, Franco Siddi, Enzo Nucci, Duilio Gianmaria, Guido Columba sono tutti dedicati alla giornata del 3 maggio.

     L'editoriale di Mario Calabrese in questione potete leggerlo all'url http://www.articolo21.org/2013/05/il-dovere-di-raccontare-oggi-giornata-mondiale-per-la-liberta-di-stampa-e-la-sicurezza-dei-giornalisti/.
     L'immagine che qui riporto a seguire è invece il mio modesto contributo alla "Giornata Mondiale per la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti". Una giornata che in verità viene celebrata oggi tra l'indifferenza di tanti "giornalisti", ignari o nascostamente interessati... E' una semplice mappa che, ricavata a sua volta da due documenti ufficiali, rispettivamente del governo maltese e di quello italiano, mostra come oggi avvengano certe "occupazioni" di territori sovrani appartenenti ad altre nazioni, prevalentemente del terzo mondo ma non solo, nell'indifferenza e inconsapevolezza generale, senza che, grazie ad opportune e interessate connivenze, nessuna eco al riguardo riesca ad arrivare ai media nazionali.
     Ringraziando Peppe Croce di "Green Style", che per primo ha segnalato l'illegittimità di un tale accadimento (anche con varie mappe esplicative, e del quale ho anche ripreso l'idea), descrivo qui brevemente il significato dell'immagine da me elaborata. Essa non è altro che la sovrapposizione della carta delle acque territoriali maltesi (già suddivisa nelle sue varie zone di concessioni previste) ad una carta ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico (*) allegata al Decreto Ministeriale 27 dicembre 2012 sull' "Ampliamento della Zona marina C" firmato dal Ministro Passera del Governo Monti, all'epoca già dimissionario. Una immagine che ritengo parli da sola, corredata com'è di tutte le diciture necessarie a intenderne il pieno significato... e, soprattutto, quanto dietro di essa si nasconda...
(*) vedi
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/norme/dm271212.htm



#
Post di Enzo Palazzo

... non certo italiana
#
A
Massimiliano Cordeddu, Marcello Amoroso, Salvatore Gregorio Spata, Carmelo Nicoloso, Enzo Palazzo. Angela Fortunato, Betta Sala, Maria Rita D'Orsogna e Bruna Navazza piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 2/05/13

Petrolio in Irpinia, ma non tutto l’oro nero luccica
di Giampiero De Luca
http://www.youreporternews.it/2013/petrolio-in-irpinia-ma-non-tutto-loro-nero-luccica/


     2 maggio 2013, AVELLINO / Esplorazioni nel sottosuolo fino a 2000 metri di profondità. Alla ricerca del petrolio. E’ un progetto del ministero dello sviluppo denominato Nusco ed interessa un’area di 700 chilometri quadrati nell’alta Irpinia dove le aziende committenti, la Italmine exploration e la Cogeid srl con sedi legali a Roma potranno avviare rilevamenti per cercare l’oro nero (link a Ministero Sviluppo Economico). Un disegno al momento sulla carta, ma che comunque crea fibrillazione nei comuni interessati dalle trivellazioni. Il primo pozzo esplorativo dovrebbe sorgere nel comune di Gesualdo, nella ex cava a 200 metri dal centro abitato che si vede nelle immagini. Nella città di Carlo Gesualdo, il principe dei musici, alcuni giovani hanno formato un comitato: Irpinia no triv. Un movimento capace di raggruppare in pochi mesi 43 comuni sotto un’unica voce. Con un solo scopo. Fermare le trivelle. Preoccupazioni che giungono anche dal mondo scientifico. Chi non ricorda il terremoto dell’80 in Irpinia che proprio in queste zone provocò morte e distruzione.
     Ma non solo, spiegano. Trivellare un terreno fino ad arrivare ai 2000 metri di profondità potrebbe danneggiare le falde acquifere, in un’area già duramente colpita negli anni dalle discariche dell’emergenza rifiuti e non solo. La Cogeid srl, contattata, ha fatto sapere che si renderà disponibile a rispondere successivamente.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Sulla pagina web di Reporter IT dov'è pubblicato il servizio di Giampiero De Luca c'è anche un video che mostra le caratteristiche della zona agricola dell'Irpinia interessata dal progetto Nusco. No comment...
#
A Maurizio Raffaele piace questo elemento.

--------------------

Stoccaggi selvaggi
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/05/stoccaggi-selvaggi.html


     WEDNESDAY, MAY 1, 2013 - Ecco l'Italia sognata da Corrado Passera. Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova, da me votato quando vivevo lì, spero che lei voglia cambiare rotta. Come già' detto, grazie all'amico Passera, in Italia c'è adesso la mania dello stoccaggio di gas, con altri otto campi da aggiungersi ai 15 e ai 352 pozzi già esistenti. Ecco allora cosa significa tutto questo nella pratica, come comunicatomi da Ezio Corradi, vicepresidente del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, riguardo al costruendo campo di stoccaggio Stogit a Bordolano, Strada Provinciale 25, periferia di Bordolano, in provincia di Crema.

17 Febbraio 2013
    A 250 metri dalle prime case, dal Santuario Madonna della Neve, dalla cascina della Neve, dall'Enoteca "la Gatta Ubriaca", dalla cascina Colombara; a 300 metri dall'Agriturismo "La Corte dei Semplici"; a 500 metri dal Laghetto di pesca sportiva "Il Laghetto" sede di gare di pesca sportiva. In teoria in campagna.
    Due strutture metalliche del Cluster B costruite nel 2009 (su terreno agricolo secondo il Piano Regolatore allora in vigore) ed in funzione dal luglio 2010 senza piano di emergenza esterna.Nuova torre di perforazione alta 30 metri con la "mission" di perforare quattro nuovi pozzi al Cluster B, pozzi che faranno parte del "Progetto Bordolano Stoccaggio di Stogit", compresa una nuova centrale di compressione del metano da 55 MW ed emissione di fumi a 520 gradi con PM2.5, NoX, CO, CO2 in un raggio di oltre 20 km.
    Il "Progetto" prevede lo stoccaggio di metano sotto il Parco Oglio Nord, sotto sedici Comuni, tra le Province di Brescia e di Cremona e a "soli" 1.100 metri dalla sorgente sismogenica complessa nota all'INGV con la sigla ITCS002INF, capace di generare in qualsiasi punto sismi di Magnitudo 6.1 (ndr sisma del Friuli 1976: Magnitudo 6.3).
    Sulla torre di perforazione e sui Cluster e su altre strutture sono state posizionate tre maniche a vento a bande rosse e bianche per indicare la direzione del vento: chiaro segnale di uso di gas pericolosi per chi ci lavora. Nessuno ha ancora avvisato gli abitanti di quanto sta avvenendo.
    Anche al Cluster A, più vicino al paese di Bordolano con le prime case a 90 (novanta) metri e dove il nuovo Piano di Governo del Territorio preve un piano di lottizzazione per costruire nuove case, sono incominciate le operazioni di scarnifica del terreno per la realizzazione di altri tre pozzi. I nuovi pozzi realizzati servono a velocizzare i tempi di immissione ed estrazione del metano, con quali riflessi sul sottosuolo non è dato di sapere nemmeno dai progetti presentati.
    Tutto ciò avviene con le "autorizzazioni" legali del Ministero dell'Ambiente, del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dello Sviluppo Economico ed il Nulla Osta dell'Ufficio UNMIG di Bologna che ha invitato la Stogit ad "attenersi alle normative che regolano l'uso degli esplosivi". Tra l'indifferenza e l'ignorante superficialità del Parco Oglio Nord, dei Sindaci di Bordolano, Castelvisconti, Azzanello, Corte de' Cortesi con Cignone, Robecco d'Oglio, Olmeneta, Casalmorano, Annicco, Paderno Ponchielli, Casalbuttano, Quinzano d'Oglio, Verolanuova, Pontevico, Borgo San Giacomo. Solo i Comuni di Verolavecchia e Soresina hanno espresso "osservazioni" contrarie a tutela dei loro cittadini. Nei giorni scorsi sono arrivati i supporti tecnici con container attrezzati con una rossa "cabina di regia pressurizzata" della società Halliburton e della società Schlumberger, le cui "specializzazioni ed attività" si possono ricercare in internet. Chi difende il territorio ed i suoi abitanti? Dov'è il principio di precauzione?

    Dall'Emilia Romagna arriva invece questa altra bella testimonianza di pozzi dismessi dall'ENI, in stato di semiabbandono che si vogliono resuscitare anche qui per fare stoccaggio. Le foto me le manda Betta Sala. Si tratta del pozzo Bagnolo 2 nei pressi di Canolo, frazione di Correggio, provincia di Reggio Emilia.

         

    Dice Betta: - Dopo 31 anni, questo è lo stato in cui versa il Pozzo Bagnolo 2, (petrolio) profondo 4,6 Km, tra Canolo e Bagnolo. Dopo 31 anni, c'è ancora puzza di petrolio, era lì sotto i miei piedi. E' stata una sensazione orribile. L'odore c'è, tipo di benzina. Mi domando la terra in che condizioni si trova... Io questa roba non la voglio.
#
Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

"Stoccaggi selvaggi" di Maria Rita D'Orsogna. Eppure una volta c'era "Bella Italia" apprezzata rivista delle vere bellezze d'Italia... Oggi altro che Bell'Italia, tra pozzi di stoccaggio di gas a gogò e trivellazioni a caccia di prodotti petroliferi, scadenti per di più... cosa reclamizzeremo in futuro ?
#
A Sandro Casano piace questo elemento.

--------------------

Ambiente e Sviluppo. Dio li fa... e poi li accoppia...
di Guido Picchetti (a margine di un pst condiviso su Fb)
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200540293244162


     2/05/13 - Presentandosi, ecco cosa dice alla sua prima uscita pubblica Flavio Zanononato, nuovo Ministro dello Sviluppo Economico a proposito del nucleare: "Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. Il nucleare è una forma di energia e quindi non è sbagliata di per sé, se si può gestire. In Italia credo che non si possa fare. Però nel mondo c’è, la compriamo, dalla Francia. Ma, se avessimo i siti adatti, perché no?" . Nè sì, nè no quindi... Solo un bel "NI", che, come "un bel dì si vede dal mattino", non lascia davvero sperare nulla di buono... In particolare riguardo al petrolio e al gas, come ricorda Peppe Croce, dovendo proprio Zanonato gestire l’incredibile (e, ancora una volta, probabilmente illegittimo) sconfinamento della “Zona marina C – settore sud” deciso dal suo predecessore Passera per incrementare lo specchio di mare a disposizione delle trivellazioni offshore. E lo farà (se pure lo farà...), in coppia con il ministro delle Ambiente Andrea Orlando... Andiamo bene !!!
     NB. - Ma possibile che Malta non dica niente che abbiamo "occupato" le sue acque territoriali con quel decreto istitutivo della "Zona Marina C- settore sud" del 27 Dicembre 2012 scorso ? Se non conoscete il neo ministro Zanonato, potete gustarvelo nel video qui a seguire intervistato a "Un giorno da Pecora", iniziando però da 2:35 se volete evitare Cocciante e Mary Poppins, come suggerisce Peppe Croce nel suo articolo, che poi integralmente riporto...

Flavio Zanonato a "Un Giorno da Pecora"
Pubblicato in data 01/mag/2013 da "Huffpost Italia" - (24'42")

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=z_Cvl-UDO2A

Nucleare: il neoministro Zanonato è favorevole
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/nucleare-il-neoministro-zanonato-e-favorevole-16932.html

    2 maggio 2013 - Prima uscita “pesante” del neoministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Il successore di Corrado Passera, intervenendo alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, si è espresso in maniera possibilista sul nucleare.
    La posizione di Zanonato rispecchia quella dell’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini: in molti paesi si produce energia nucleare e noi la compriamo dall’estero, se ci fossero le caratteristiche tecniche per produrla nel nostro paese lo si dovrebbe fare. E per caratteristiche tecniche Zanonato intende i siti idonei.
    Zanonato, dopo aver cantato “Se stiamo insieme ci sarà un perché” di Riccardo Cocciante e “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù” tratta dal film “Mary Poppins” e dopo aver accennato al ponte sullo Stretto di Messina, ha espresso il suo parere sul nucleare. Nel video andate al minuto 2:35, così vi evitate Cocciante e Mary Poppins.

  Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. Il nucleare è una forma di energia e quindi non è sbagliata di per sé, se si può gestire. In Italia credo che non si possa fare. Però nel mondo c’è, la compriamo, dalla Francia. Ma se avessimo i siti adatti, perché no?

    Questo non vuol dire che sta per ripartire la corsa alla ricerca dei siti nucleari. Ciò non è possibile, almeno in teoria, grazie alla vittoria del referendum del gennaio 2011, ma non è comunque un buon segno che il nuovo ministro per lo Sviluppo economico, a pochissimi giorni dal suo insediamento, parta da un elogio del nucleare.
    Sul tavolo di Zanonato, infatti, ci sono già alcuni dossier scottanti come la Strategia Energetica Nazionale, approvata di fretta e furia (e probabilmente in maniera illegittima) da Corrado Passera prima di perder la poltrona, e il futuro degli incentivi al fotovoltaico. Attualmente in scadenza, ma che potrebbero essere sostituiti da una proroga delle detrazioni IRPEF al 50%. Detrazioni che, a giugno, senza un intervento del Governo scenderanno al 36%.
    Riguardo al petrolio e al gas, invece, Zanonato dovrà gestire l’incredibile (e, ancora una volta, probabilmente illegittimo) sconfinamento della “Zona marina C – settore sud” decisa dal suo predecessore Passera per incrementare lo specchio di mare a disposizione delle trivellazioni offshore.

--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 1/05/13

"Mamma mei..." contro le trivellazioni petrolifere in Lucania
di Guido Picchetti a margine di un video di Ferdy Sapio e Raffaella Irenze (condiviso su Fb)
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200381520013580


     1/05/13 - Mi scrive oggi Ferdy Sapio su Fb: "Ciao Guido, questa è la mia umile opposizione allo strapotere politico dello stato e delle multinazionali, a discapito della povera gente di Basilicata! Tanto non glene importa a nessuno !!!"
     Guardo il suo video da lui postatomi su Fb e la mia risposta è: "Un bravo ad entrambi, Irene e Ferdy. Davvero un bel lavoro. Meriterebbe essere proiettato in tutte le scuole di ogni ordine e grado di questo nostro "regno" delle multinazionali. Non avverrà, purtroppo, ma almeno i giovani che verranno non potranno accusare noi "veci" di non averli messi sull'avviso del brutto futuro che sembra attenderli... Comunque belle la musica e le voci le voci, bello il ritmo, efficaci le immagini, e forte il messaggio che risulta dal filmato. In particolare mi ha colpito la scena con e la mucca che va a bagnarsi nel laghetto smuovendo la morchia dal fondale...".
    Questa l'inattesa replica di Ferdy alle mie parole, che mi colpiscono ancor più del filmato da lui realizzato: "... Infatti, Guido, la mucca l'ho inserita apposta! Non è un lago, è il Basento, un fiume... Hai visto come stanno riducendo la nostra regione? Aumenta il tasso di mortalità per tumori, ma sembra non importi a nessuno, neanche ai politici che dovrebbero tutelare i cittadini del proprio territorio... Sono nauseato da tutto ciò! Spero solo che non mi querelino per questa canzone... Anche perché l'invidia in questi posti è l'unica cosa evidente...Come dice la canzone: Lancia un urlo e fuggi via da questo paese !!!! Il video l'ho pubblicato ieri e già ho avuto delle critiche di chi crede che il petrolio porti ricchezza e lavoro... Non so dove stanno vivendo questi... Su Marte ??? Io piango ancora la morte di mia sorella per tumore, da due anni, forse a causa dell'inquinamento causato dal "termodistruttore" La Fenice che hanno impiantato a Melfi con la SATA... Poi, come sai, sono "un ambasciatore della natura" e sono molto colpito da questo tema energetico-ambientale... Comunque Guido, grazie alle persone come te (e come Ferdy Sapio, ndr...), forse un giorno ci sarà un mondo più pulito e politici meno arroganti-ignoranti... Una buona domenica e a presto !!!"
    Non aggiungo altro a questa breve nota di presentazione al filmato. C'e n'è già abbastanza per riflettere, e riprendo da YouTube il filmato di Ferdy, riproponendovelo qui a seguire. Merita davvero...

Mamma mei...
Un video di Ferdy Sapio pubblicato in data 30/apr/2013 - (3'43")
Brano sociale contro le trivellazioni e l'inquinamento in Lucania. La lingua: l'idioma di Melfi.
Produzione by Ferdy Sapio, Special guest: Raffaella Irenze.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=mRZstMo0lS0

#
A Ilva Alvani e Maria Rita D'Orsogna piace questo elemento.

--------------------

Fracking e democrazia negli USA, una lezione per i nostri politici...
di Guido Picchetti (a margine di un post condiviso)
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200534205851981


     1/05/13 - "La California approva la moratoria anti-fracking". Leggetelo. E' l'ultimo articolo di Maria Rita D'Orsogna dagli Stati Uniti. Una lezione nella forma , più che nella sostanza, per i "politici" della nostra bella Europa, ma anche e soprattutto per quelli dei "casa nostra". Una lezione utilissima in questo momento di sopravvenuto cambiamento di governo, con l'avvento di una nuova classe politica "aliena" (i vedroidi) intenzionata a raddrizzare il non poco "di storto" che abbiamo... Ma riusciranno i "nostri", sia a livello europeo che a livello nazionale, a trarne profitto ? Ho molti dubbi...
     Eppure non ci vorrebbe molto... Basterebbe che ascoltassero certe proteste ben motivate dei cittadini e s'informassero della realtà delle cose che accadono al di fuori delle loro segrete stanze... Ma che soprattutto non rimanessero comodamente assisi sulle loro poltrone di palazzo a pigiar pulsanti con le bende agli occhi e alle orecchie, per non vedere nè ascoltare chi "paga" di fatto le ricche prebende loro assicurate "per grazia ricevuta" dai segretari dai rispettivi partiti di appartenenza,,,
     Ma tant'è... Questa è la nostra "democrazia", certamente molto dissimile da quella degli Stati Uniti, pur tanto invisa ad alcuni dei nostri vecchi e giovani governanti...

La California approva la moratoria anti-fracking
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/04/la-california-approva-la-moratoria-anti.html

This is a huge win for Californians threatened by fracking pollution. These bills will protect the air we breathe and the water we drink from cancer-causing chemicals and other fracking pollutants. That’s why a fracking moratorium is supported by nurses, farmers and so many others concerned about our state’s health and environment. Thank you to all my friends at Stop Fracking California State so proud of us.
    TUESDAY, APRIL 30, 2013 - Purtroppo non ho molto tempo - sono stanca morta - ma questa è una cosa bellissima. Da dietro le quinte, e, per quel che posso, ho fatto anche io la mia parte contro il fracking qui in California e ne sono felice. Questa moratoria non è la soluzione finale al problema, perchè è solo uno stop temporaneo finchè "non si fanno altri studi" e finchè "non si conoscono tutte le conseguenza del fracking", ma, considerato quanto potenti sono i lobbisti del petrolio anche qui in California, è un piccolo miracolo.
    Piu di tutto sono contenta perchè è il processo democratico che ha funzionato, e perchè i mesi e mesi di proteste, di incontri con il pubblico, di proiezioni di Gasland, hanno avuto frutti e chi governa non ha potuto ignorarli. Ci sono andata anche io agli incontri quando potevo - qui a Santa Monica, a Culver City, a downtown, a Baldwin Hills - e la cosa che mi ha sempre colpito è stata l'educazione ed il rispetto che chi stava dall'altra parte (i politici) avevano per il cittadino medio. Altro che il dito medio di Gasparri.
    Ha funzionato così: che per tutto il 2011-2012 il cosiddetto DOGGR - Department of Oil and Gas and Geothermal Resources - ha organizzato eventi in tutta la California, da nord a sud. Una prima presentazione da parte delle autorità e poi a TUTTI quelli che lo chiedevano - a TUTTI - sono stati concessi 2 minuti per parlare ai "politici" e per fare domande. Non aveva importanza quale fosse il loro titolo, il loro ruolo, giovani o vecchi - tutti quelli che lo chiedevano, in fila uno dietro l'altro, hanno avuto 2 minuti. E in quei due minuti, il 99% delle persone ha detto che non voleva fracking in California e ha posto domande difficili ai "politici". Le serate finivano quando finivano le domande. Non hanno potuto fare a meno di ascoltarci.
    Ecco il testo del comunicato stampa con il quale le leggi statali contro il fracking sono state approvate: AB sta per Assembly Bill - sono la 1301, la 1323, la AB 649. Richard Bloom era l'ex sindaco di Santa Monica. La prossima decisione - se fare fracking o no - è rimandata al 2019.

 

Three Fracking Moratorium Bills Win Key Vote in California Legislature
A.B. 1301, A.B. 1323, A.B. 649
Pass Assembly Natural Resources Committee Despite Oil Industry Pressure

    SACRAMENTO, Calif.— Three bills that would halt fracking in California won key votes last night, passing the Assembly Natural Resources Committee despite intense pressure from the oil industry.
    Richard Bloom’s A.B. 1301, Holly Mitchell’s A.B. 1323 and Adrin Nazarian’s A.B. 649 would place a moratorium on fracking while threats posed by the controversial practice to California’s environment and public health are studied.
    Oil and gas wells have been fracked in at least nine California counties without fracking-specific regulation or even monitoring by state oil and gas officials. Fracking, also known as hydraulic fracturing, employs huge volumes of water mixed with sand and toxic chemicals — including known carcinogens — to blast open rock formations and release previously inaccessible fossil fuels.
    A.B. 1301 — sponsored by the Center for Biological Diversity, Food & Water Watch and Clean Water Action — is supported by the California Nurses Association, Breast Cancer Action, Family Farm Defenders and more than 100 other health, labor, environmental and social justice organizations.
    A.B. 649, A.B. 1301 and A.B. 1323 will next go to the Assembly Appropriations Committee
    “This is a huge win for Californians threatened by fracking pollution,” said Kassie Siegel of the Center for Biological Diversity. “These bills will protect the air we breathe and the water we drink from cancer-causing chemicals and other fracking pollutants. That’s why a fracking moratorium is supported by nurses, farmers and so many others concerned about our state’s health and environment.”
    Fracking is linked to air and water pollution and releases large amounts of methane, a dangerously potent greenhouse gas. About 25 percent of fracking chemicals could cause cancer, according to scientists with the Endocrine Disruption Exchange.
    “The Natural Resources Committee sided with the people of California yesterday when it voted to advance legislation that places a moratorium on fracking,” said Kristin Lynch, Pacific region director for Food & Water Watch. “From the food that California farmers grow today to the long-term future of our state’s water resources and air, California’s economy and vital resources hang in the balance if we allow fracking to continue in California.”
    The huge volume of water used and contaminated by fracking is a critical issue for drought-ridden states like California. A new report from the Western Organization of Resource Councils estimates that fracking consumes about 7 billion gallons of water in four western states where fracking has become widespread. The report, titled “Gone for Good,” warns that water consumption by the oil and gas industry “simply cannot be sustained.”
    “This vote is an important step in the effort to protect California from the dangers of fracking,” said Andrew Grinberg of Clean Water Action. “This committee gets it that the state needs to slow down and assess the many threats to our air, water, climate and communities of extreme oil extraction.”
    Fracking also pollutes the air by releasing dangerous petroleum hydrocarbons, including benzene, toluene and xylene. It can also increase levels of ground-level ozone, a key risk factor for asthma and other respiratory illness. Air pollution caused by fracking contributes to the risk of asthma, cancer, and other health problems in people living near fracked wells, according to a Colorado School of Public Health study.

--------------------

(copyright Guido Picchetti) 

Share |

Questa pagina è stata aggiornata il 31/05/13.