Aprile 2013

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ECHI  DI  STAMPA


     - Dal 21 al 30 Aprile 2013
 
Dalla mia Bacheca su FB del 30/04/13

Grandi intese per abolire il ministero dell'Ambiente? Appello delle associazioni ambientaliste a Letta di Umberto Mazzantini
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=21656


     26 aprile 2013 - Ieri le associazioni ambientaliste hanno scritto al presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta per fargli i migliori auguri per il pieno successo del suo incarico, ma soprattutto per richiamare la sua attenzione «Sulla necessità di mantenere inalterato il presidio ambientale al più alto livello istituzionale e quindi governativo con una titolarità specifica nell'ambito della nuova compagine governativa, e che vengano garantite le risorse perché il ministero sia messo in condizioni di operare proficuamente».
     Umberto Martini (Club alpino italiano), Giuseppe Onufrio (Greenpeace), Andrea Carandini (Fondo ambiente italiano), Marco Furlan (Federazione nazionale Pro Natura), Vittorio Cogliati Dezza (Legambiente), Franco Iseppi (Touring club italiano), Dante Caserta (Wwf) sono preoccupati per le insistenti voci che il taglio draconiano dei ministeri (poi ridimensionato per far posto agli appetiti ed alle correnti di Pd e Pdl) trovi una sua vittima sacrificale nel ministero dell'ambiente, magari da accorpare come orpello a quello dello sviluppo economico o delle infrastrutture.
     «Tale presidio - scrivono le associazioni - è ampiamente legittimato dalle rilevanti, consistenti e pervasive conseguenze che le problematiche ambientali rivestono per l'economia, la società e quindi per il presente ed il futuro del Paese, soprattutto nello scenario dello sviluppo delle politiche europee. Pertanto le chiediamo di accogliere questa nostra perorazione anche possibilmente sotto il profilo di una continuità operativa di alta competenza e riscontrata credibilità internazionale».
     A parte che sarebbe molto difficile giustificare nell'Unione europea come il nostro Paese possa diventare l'unico senza un ministro dell'ambiente, come sanno i lettori di greenreport.it, questo giornale ha più volte scritto che dovrebbe essere l'ambiente a "contaminare" la politica e che se il ministero dello sviluppo economico diventasse il ministero dello sviluppo sostenibile allora la cancellazione di quello dell'ambiente sarebbe davvero un passo in avanti, perché significherebbe un cambio di passo, un nuovo paradigma del governo di questo Paese e la finalmente visibile consapevolezza della politica della centralità dell'ambiente per lo sviluppo e per l'uscita dalla crisi.
     Ma ci sembra che si stia discutendo di altro, che si stia discutendo per esempio di come attuare gli 8 punti di Berlusconi, che di ambientale non hanno proprio nulla, e non gli 8 punti di Bersani che alcune di queste suggestioni, a partire dallo sviluppo sostenibile e dalla green economy, le contenevano.
     D'altronde da un governo di unità nazionale che, data l'auto-esclusione del M5S, di Sel a sinistra, di Lega Nrd e Fratelli d'Italia a destra, si è ormai ridotta ad un patto tra Pd, Pdl e Scelta Civica, sarà difficile tener fuori le pulsioni che portarono i senatori del Pdl a votare nella scorsa legislatura contro l'esistenza del cambiamento climatico; come sarà difficile che i berlusconiani non ritirino fuori i cavalli di battaglia del Ponte sullo Stretto di Messina e del condono tombale sugli abusi edilizi in Campania (che gli hanno permesso di fare bottino pieno in quella regione); sarà difficile che l'ala maggioritaria sviluppista del Pd metta in dubbio la Tav e le grandi opere come richiesto dalle associazioni ambientaliste, sarà difficilissimo che i montiani mettano in discussione le trivellazioni petrolifere offshore nei mari italiani approvate dl duo Passera/Clini... La lista potrebbe continuare e per l'ambiente, che sembrava essere la leva di un possibile governo di svolta, si annunciano tempi forse più bui e tagli più draconiani di quelli che ci siamo appena lasciati alle spalle.
     Il taglio del ministero dell'ambiente sarebbe l'ennesima dimostrazione di una classe politica che non è in grado di cambiare paradigma, che sceglie la strada dell'immagine, del taglio degli "sprechi" che hanno al centro le politiche ambientali. Ancora una volta ci promettono che toglieranno l'Imu (frutto dell'unica cosa che ha davvero "funzionato" in questo Paese: la cementificazione), che affronteranno il problema della disoccupazione e degli esodati, che taglieranno le tasse alle imprese... roba che vale decine di miliardi che per dare a qualcuno bisognerebbe prendere da qualcun altro. Ma la patrimoniale è diventata una bestemmia e l'evasione fiscale è ridiventata figlia di nessuno e soprattutto non di quell'imprenditoria mai colpevole che ha delocalizzato il lavoro all'estero e i soldi alle Cayman.
     Siamo molto lontani dalla Germania, dove sembra che per fare il cancelliere bisogna aver fatto prima il ministro dell'ambiente, ma anche dagli altri più importanti Paesi dell'Ue dove l'ambiente è sempre più centrale nelle politiche nazionali e locali e spesso sottratto ai tagli lineari di bilancio. Speriamo di no, ma se il nuovo governo Pd-Pdl vuol dimostrare il virtuoso slancio verso il taglio dei costi della politica (ormai una vistosa maschera dietro la quale nascondersi per non attuare i tagli al sistema e strutturali) tagliando il ministero dell'ambiente e le province siamo proprio messi male... e forse qualcuno ci sta prendendo in giro facendo riballare le cifre, come se la crisi, l'evasione fiscale, gli abusivismi, l'attacco all'ambiente non esistessero e non stessero divorando l'anima, le risorse e il territorio di questo Paese.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Appello delle associazioni ambientaliste a Enrico Letta... L'articolo di Umberto Mazzantini su Green Report è di venerdì scorso, subito dopo la designazione di Enrico Letta a capo del nuovo governo. E si erano diffuse tante voci su un depotenziamento del MiniAmbiente che le associazioni ambientaliste più importanti d'Italia, una volta tanto d'amore e d'accordo, hanno rivolto allora un appello affinchè non si facesse un passo falso abolendolo addirittura. Poi è arrivata la nomina di Andrea Orlando del PD a capo del dicastero per l'Ambiente. Ma riuscirà il giovane neo-ministro dell'Ambiente a dare una risposta concreta e positiva alle proteste di tanti cittadini contro gli assalti in atto da parte delle multinazionali del settore energetico ai loro territori, liberalizzati di fatto in terra e in mare da certe decisioni decretate quasi nascostamente del governo tecnico ? Ai posteri l' ardua sentenza... ma le speranze sono davvero ridotte al lumicino...
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I misteri dei voli su Pantelleria...
di Guido Picchetti (a margine di una foto su Fb)
https://www.facebook.com/...a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     Martedi, 30/04/2013. Vorrei capire una cosa... Stamattina voli regolari con Trapani: alle 6:45 l'aereo è partito regolarmente dall'isola, ha raggiunto Trapani ed è quindi tornato a Pantelleria, dove è atterrato altrettanto regolarmente alle 8:20. Perfetto !!!
     Invece dall'aeroporto di Palermo - dove, si badi bene, alle 8:04 di stamani è arrivato ed è atterrato regolarmente l'aereo da Lampedusa - dalle 8:00 alle 9:30 sono decollati regolarmente tutti i voli previsti per le varie destinazioni (Napoli, Bologna, Monaco, Bergamo e Roma). Unica eccezione il volo della Darwin per Pantelleria il quale, previsto in partenza dal capoluogo siciliano alle 8:30 per l'isola, è stato annullato per motivi non precisati... Il che di conseguenza ha comportato la cancellazione del volo in partenza da Pantelleria per Palermo delle ore 9:50 !!!
     E non è la prima volta che capitano fatti del genere... Un continuo disservizio, che danneggia non solo i viaggiatori di rientro a Palermo, ma soprattutto quelli in transito nel capoluogo siciliano, che perdono così i collegamenti con i voli successivi...Ma qual'è la causa di ciò? Forse che, come dice qualcuno, l'atterraggio a Pantelleria è riservato solo ai voli provenienti da Trapani in quanto l'aereo-mobile che collega Palermo a Pantelleria sarebbe troppo grande ? E si può andare avanti così ?
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Commenti a margine su Fb - Post di Umberto Belvisi
Ma chi le sostiene 'ste baggianate?? Aereo troppo grande?? Ma scherziamo?
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Post di Norberto Maestri

E allora voliamo tutti da Trapani in modo tale che non si abbiano problemi !
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Post di Umberto Belvisi

Che sia indubbia la superiorità del Saab 2000 rispetto all'ATR72 in certe condizioni meteo lo posso capire, ma che l'aereo che viene da Palermo è troppo grande è una cosa assurda. È innegabile ed evidente come i voli operati con il Saab abbiano una percentuale di cancellazione nettamente inferiore agli altri specie in condizioni più difficile. Questo è dovuto alla tipologia di aeromobile. Ma sostenere che il volo da Palermo ha problemi ad atterrare è una cosa fuori dalla realtà...
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Post di Leonardo Minardi

D'accordo con te, Umberto Belvisi, anche in considerazione che l'ATR é da parecchi anni che viene a Pantelleria...
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Post di Massimo Boni

A volte non riusciamo a comprendere le ragioni di cancellazioni qualora legate a situazioni meteo marginali, come potrebbe essere quella di cui hai detto, poco comprensibili ai non addetti ai lavori. Mi spiego: quando la situazione meteo è marginale, ovvero c'è molto vento o il cielo è coperto, basta che il bollettino cambi di pochissimi nodi per fare considerare, in base ai parametri della compagnia aerea e del costruttore (in questo caso la SAAB), l'aeroporto non operativo. I miei sono ovviamente discorsi non legati al singolo evento, ma, diciamo, hanno valore "erga omnes". Poi un controllo dei bollettini e delle previsioni emesse a ridosso dell'orari di partenza potrebbero dirci molto.
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Post di Alice Bernardo

L'aereo proveniente da Palermo è un ATR... quello di Trapani no... Questa è la differenza sostanziale.
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Post di Massimo Bonì

La differenza di performance è quella dichiarata dal costruttore. Per l'ATR, l'Aerospatial; e per il Saab 2000, per l'appunto la Saab. Si dovrebbe controllare cosa riporta il manuale operativo della compagnia aerea per comprendere quali sono i limiti di vento (calcolando anche la componente a traverso) che sono stati imposti all'operatività dell'aeromobile e se sussistono specifici limiti per l'aeroporto di Pantelleria, diversi da quelli standard....
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Post di Salvatore Gregorio Spata

Penso che ci sia una grossa volontà a far screditare questa compagnia.... Il nuovo bando tra poco verrà pubblicato... Chissà...
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Post di Guido Picchetti

Aggiungo una mia osservazione da non "tecnico" di voli. Come precisato nel mio post, stamane il collegamento tra Lampedusa e Palermo si è svolto regolarmente proprio nelle ore in cui è stato sospeso invece quello tra Pantelleria e Palermo. E qualche ragione ci sarà pure...
Ma visto che Lampedusa è ancora più distante da Palermo di quanto non sia Pantelleria, e che Lampedusa, come Pantelleria, mi sembra sia collegata a Palermo da due voli giornalieri, perchè non prevedere che almeno uno di questi voli giornalieri "diretti" tra le isole del Canale e il capoluogo siciliano, si trasformi invece in un volo "navetta" consentendo nel suo tragitto tra Lampedusa e Palermo, anche uno scalo a Pantelleria, situata d'altronde sullo stesso percorso naturale di volo ?
A parte il risparmio economico che potrebbe forse derivarne da una tale soluzione (consentendo di sopprimere, con due scali aggiuntivi, due di quei quei voli diretti...), si darebbe vita a dei collegamenti diretti tra Pantelleria e Lampedusa, che potrebbero rappresentare una vera interessante novità per tutto il "turismo" siciliano....
Le due isole italiane maggiori del Canale un tempo erano proficuamente collegate tra loro via mare, ma oggi quel collegamento marittimo è solo un lontano ricordo. E Lampedusa e Pantelleria attualmente sono di fatto tra loro del tutto "isolate", prive di rapporti reciproci, se non addirittura impegnate in una sterile competizione di immagine che non giova a nessuna delle due, ma che anzi le danneggia nella risoluzione dei non pochi problemi che hanno in comune....
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Post di Umberto Belvisi

Capisco la tua premessa "non tecnico"... Ma se lo fossi non ti porresti nemmeno il quesito, credimi. Dietro un volo ci sono tante di quelle variabili che nemmeno immagini, considera che stiamo parlando di un aereo da 50 posti, non di un aliscafo da 200. Sarebbe veramente molto complicato fare una cosa per come la proponi tu. Rotte diverse. Aeroporto con condizioni diverse. Come ripartire i posti? Sarebbe complicato da spiegare, ma credimi è improponibile e insostenibile anche a livello economico. Io eviterei di alimentare polemiche inutili su argomenti che non si conoscono...
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Post di Guido Picchetti

Una sola osservazione in proposito... Non siamo e non dovremmo essere in un paese del terzo mondo, e per di più siamo nell'anno 2013, e non in un anno della prima metà del secolo scorso... Non credi ?
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Post di Umberto Belvisi

Cosa te lo fa pensare? Rispetto a cosa?
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Post di Guido Picchetti

Lascio ben volentieri la parola agli esperti in materia...
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A Elisa Marino, Franca Zona, Norberto Maestri, Caterina Blandino,  Battista Belvisi, Ilva Alvani, RosaeCeleste Pantelleria, Elena Vallati, Mauro Brusà, Andrea Candida, Gaia Canudo e Vallini Erik piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 29/04/13

Lasciate ogni speranza o voi che entrate... Accadrà con "Vedrò" ?
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200524171281123


     29/04/13 - Altra bella notizia !!! Tra gli sponsor di "Vedrò", il "pianeta pensante" messo in piedi da Enrico Letta tra i cui abitanti alieni - i cosiddetti vedroidi - il premier ha attinto non pochi ministri di destra e di sinistra del suo nuovo governo, ci sono numerose società multinazionali, e tra queste, guarda un po', anche ENEL ed ENI. A rilevarlo la brava Marina Perrotta di EcoBlog in questo suo nuovo interessante articolo sull'argomento.
     Si tratta di sponsorizzazioni in verità tutte fatte alla luce del sole, ma in merito alle quali c'è stato chi, come l'Espresso, ha manifestato il timore che questo genere di progetto possa in un certo senso indirizzare le future scelte di governo...
     Alla luce di quanto il sottoscritto sta constatando da qualche tempo, in merito al reperimento di risorse energetiche on-shore e off-shore nel nostro Paese, la mia modesta opinione al riguardo è che tali timori siano alquanto tardivi e anche inutili nella realtà del momento ..
     E' una realtà che purtroppo fa seguito a certi condizionamenti iniziati con obiettivi ben precisi già con il governo tecnico Monti, condizionamenti ai quali (al punto cui si è giunti) sarà davvero difficile porre rimedio...
     E lo sarà ancor più con dei ministri "vedroidi", condizionati come saranno anch'essi al rispetto di quel codice di "Vedrò" elencato da Marina Perrotta a fine del suo servizio. Un codice di proposte del tutto in sintonia con quanto svolto sino ad ieri dagli ex ministri Corrado Passera e Corrado Clini a favore di certi processi operativi di sviluppo che con la tutela ambientale, l'ecologia, il benessere e la salute dei cittadini hanno davvero poco a che fare; e che ogni cittadino consapevole, avendo a cuore il futuro del proprio Paese, non vorrebbe mai vedere attuate !!!
     A seguire l'articolo di Marina Perrotta in questione.

Chi paga VeDrò, si chiede L'Espresso?
di Marina Perrotta
http://www.ecoblog.it/...i-tra-gli-sponsor-di-vedro-di-enrico-letta-e-dei-suoi-ministri


E a scorrere i nomi degli sponsor del "Think net" messo in piedi dal premier Enrico Letta si leggono i bei nomi delle multinazionali
    28 aprile 2013 - Vi ho parlato dell’associazione trasversale VeDrò fondata nel 2005 da Enrico Letta e che si è rivelata il serbatoio a cui il neo premier ha attinto la maggior parte delle risorse per la formazione del nuovo governo. Per quel che ci interessa abbiamo individuato i pescati tra i vedroidi quali Andrea Orlando del Pd, Nunzia De Girolamo del PdL con Beatrice Lorenzin i tre ministri che per quanto riguarda la tutela ambientale e l’ecologia molto o poco, secondo i punti vista potranno, fare.
    Ma come entrano Enel, Eni, Autostrade per l’Italia, Gruppo Cremonini, giusto per citarne alcuni sponsor, visibili dal badge fotografato da Il Foglio,  che sostengono il Think net messo in piedi da Letta? Luca Sappino de l’Espresso lo ha chiesto a Mattia Diletti, docente e ricercatore di scienza politica all’Università La Sapienza di Roma, di tracciare un profilo di queste sponsorizzazioni fatte, sia ben chiaro, alla luce del sole:

  Quello che colpisce però del sistema di finanziamento riguarda soprattutto i finanziatori piuttosto che i finanziati. Sono prevalentemente ex monopoli pubblici, che hanno un rapporto ancora stretto con la politica e che finanziano un po’ tutti, con cifre ridotte, a pioggia, sia la destra che la sinistra.

    Il timore, come avanza anche l’Espresso, è che questo genere di progetto possa in un certo senso indirizzare le future scelte di governo. D’altronde nel marzo del 2012 assistemmo alla questione V conto energia sollevata dall’ex senatore Pd Francesco Ferrante, poi non ricanditato, che avanzò il sospetto che la bozza che girava in quei giorni fosse proprio stata scritta da ENEL.
    Veniamo a ENEL sponsor e analizziamo le proposte di VeDrò in merito all’energia, così come riportato in una delle sue brochure che si ispirano ai supereroi della Marvel (anche lei sponsor):

  Valorizzare la flessibilità delle nuove centrali a ciclo combinato.
Sostenere le filiere tecnologiche di eccellenza.
Investire sulle riserve domestiche di idrocarburi.
Promuovere un moderno mercato dell’energia europeo
Predisporre un piano di incentivi mirati alla ricerca
Sviluppare consapevolezza tra popolazione e autorità locali
Delineare una strategia per il futuro: banco di prova il 2014

    In pratica viene privilegiato il gas rispetto al fotovoltaico, come già Chicco Testa aveva spiegato nell’+hangout organizzato dalla Rete dei giornalisti e blogger per l’ambiente. Dunque in piena sintonia con quanto svolto sin qui dagli ex ministri Corrado Passera e Corrado Clini.

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A Ilva Alvani, Ivana Artioli e Alfonso Nigro piace questo elemento.

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E' o no "occupazione" di acque territoriali altrui ?
di Guido Picchetti

https://www.facebook.com/...set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1

     29/04/13 - Questa è la mappa delle acque territoriali di Malta con le varie concessioni previste dal competente ministero maltese
per l'energia...

     Confrontatela con la "Carta dei Titoli Minerari" dell'Italia pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, da me ripresa stamane su Fb e poi qui negli "Echi di stampa" odierni, nel post precedente.
     Anche ad occhio potete vedere come l'ampliamento definito nel Canale di Sicilia e nello Jonio occidentale "Zona Marina C - Settore Sud", decretato dal Governo Monti nel Dicembre scorso, vada a coprire ampi spazi delle acque territoriali maltesi già comprese in alcune delle concessioni orientali maltesi previste. E mi viene allora spontanea una domanda.
     Ma possibile che si possano fare simili "occupazioni" su documenti ufficiali da parte di organi di governo di due stati sovrani (in questo caso Italia, ma penso anche Malta), a totale insaputa delle popolazioni direttamente interessate, che quei governi hanno eletto democraticamente e che hanno pertanto diritto di sapere come, quando, e a quali condizioni ciò possa avvenire...? Popolazioni alle quali gli stessi governi dovrebbero rispondere se non altro per il voto ricevuto ? Sono domande cui purtroppo non so dare risposta, e cui, temo, nessuno si degnerà di rispondere...
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A Ilva Alvani piace questo elemento.

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L'Italia, nazione mineraria...
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1

 
     29 Aprile 2013 - Questa è la "Carta dei Titoli Minerari" attualmente pubblicata sulla pagina introduttiva allo spazio web della "Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche (DG-RME)" sul sito ufficiale on line del Ministero dello Sviluppo Economico (Dipartimento per l'Energia).
     In essa si vede bene, a sud della Sicilia e ad est dell'isola di Malta, l'ampliamento dell'area territoriale di competenza nazionale (istituita con Legge 21 luglio 1967, n.613), definito "Zona Marina C - settore Sud", approvato dal Governo Monti con Decreto Ministeriale del 27 dicembre 2012, a governo ormai dimissionario.
     Nella mappa in questione si nota anche come siano tuttora vigenti le concessioni sui versanti occidentali dell'isola di Pantelleria: colorata in blu l'area a sud autorizzata alla "coltivazione", da tempo intestata all'ENI e già operativa fino ad una quindicina di anni fa, e colorata in verde l'area più a nord autorizzata alla ricerca e intestata all'ADX.
     Vedi http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/dgrme/direzione/struttura/pieghevole_DGRME.pdf

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Dalla mia Bacheca su FB del 28/04/13

Un "agreement" Italia-Croazia per le trivellazioni petrolifere nel Canale di Sicilia?
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/...-le-trivellazioni-petrolifere-nel-canale-di-sicil/601601306518355

    28/04/13 - Qualcosa non quadra. Che c'entra con il Canale di Sicilia la Croazia che si bagna in Adriatico ? Eppure l'immagine che qui a seguire riporto è la fotocopia di un documento ufficiale pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico al link http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/internazionale/malta.asp  che fa riferimento alle Attività Internazionali della Direzione Generale delle Risorse Minerarie e Energetiche (RME), ed è intitolato proprio "Agreement Italia-Croazia". Eccolo:

     Se però poi leggiamo il testo del documento scopriamo che in esso di un "agremeent tra Italia e Croazia" non si parla minimamente, ma si precisa invece quanto segue:

1° - ... come, su incarico specifico del Ministro dello Sviluppo Economico, in coordinamento con il Ministro degli Esteri, la Direzione RME abbia dato lo scorso anno l’avvio ad un gruppo di lavoro con gli omologhi tecnici maltesi, finalizzato alla ripresa del dialogo tra Malta e Italia che, per le note divergenze sulla delimitazione delle rispettive piattaforme continentali, si era interrotto da diversi anni;
2° - ... come, vigendo attualmente tra i due Stati un "modus vivendi" precisato nella mappa a seguire e instaurato con scambio di note verbali il 29 aprile 1970, vale a dire ben 43 anni or sono, si siano svolte due riunioni tra le rispettive delegazioni, avendo come obiettivo dichiarato l’avvio della verifica della fattibilità dell’ esplorazione congiunta in zone del Mare Ionio meridionale e del Canale di Sicilia contese tra i due Paesi !!!
3° - ... il punto più importante, vale a dire che: "A chiusura dei suddetti lavori svolti nel 2012, la parte italiana presenterà a breve una proposta tecnica per l’esplorazione congiunta su aree contese
(sottinteso "...di risorse energetiche off-shore", nrd). Nel corso del 2013 verrà inoltre costituita una Commissione di studio per l’approfondimento degli aspetti giuridici connessi". E nel frattempo "... allo scopo di avviare progetti di esplorazione congiunta con Malta, con Decreto Ministeriale del 27 dicembre 2012, è stata ampliata la Zona marina “C”, già istituita con Legge 21 luglio 1967, n. 613, nel Mare Ionio meridionale e nel Canale di Sicilia." !!!

     Questa la mappa dell'attuale "modus vivendi" tra Malta e Italia di cui si parla nel documento del Ministero dello Sviluppo Economico:

     E allora la Croazia ? C'entra come i cavoli a merenda... E ci potremmo fare su anche una bella risata, se non fosse che la decisione finale a proposito di Mar Ionio e Canale di Sicilia è oltremodo tragica, ben descritta in un articolo di Peppe Croce su Green Style di qualche giorno fa, intitolato appunto "Petrolio offshore, l’Italia si espande nel Canale di Sicilia" in cui denuncia l'accaduto.
     E' un articolo corredato di chiare mappe esplicative sull'ampliamento della "Zona Marina C" nel Canale di Sicilia, definito, a quanto pare, grazie a quest'accordo segreto (?) tra Malta e Italia, ad insaputa e possibile danno di tutti gli altri Paesi mediterranei... anche della lontana Croazia. E qui a seguire riporto una di quelle mappe da lui stesso elaborata che meglio evidenzia come l'ampliamento della "Zona Marina C - Settore Sud", debitamente decretato dal Governo Tecnico Monti nel Dicembre scorso, si sovrapponga nettamente a gran parte delle acque territoriali maltesi. Possiamo definirlo frutto di un "accordo a delinquere" a danno dell'intero Mediterraneo?

PS. - Potete leggere "Petrolio offshore, l’Italia si espande nel Canale di Sicilia" di Peppe Croce:
a) su "Green Style":

http://www.greenstyle.it/petrolio-offshore-litalia-si-espande-nel-canale-di-sicilia-16721.html
b) negli Echi di Stampa sul sito web del sottoscritto:
http://www.guidopicchetti.it/I...%202013/ec-stampa_13_04.htm#I_mari_italiani,_da_Venezia_ad_Agrigento,_meritano
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Post di Salvatore Gregorio Spata
Grazie davvero, Guido.
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A Guido Pietroluongo, Giovanni Angeloni, Salvatore Gregorio Spata, Movimento Ambientalista Bat, Ilva Alvani e Alfonso Nigro piace questo elemento.

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Ambiente e Agricoltura nel governo dei "Vedroidi", gli alieni di Enrico Letta
di Guido Picchetti (da una nota su Fb)
https://www.facebook.com/...-nel-governo-dei-vedroidi-gli-alieni-di-enrico-letta/601492906529195


     28/04/13 - Qualcuno ha definito addirittura "epocale" il cambiamento operato dal nuovo capo del governo Enrico Letta nella scelta dei suoi ministri, per aver lasciato seduti sulle loro comode poltrone tanti "veci illustri" della politica italiana che hanno fatto la storia del Paese di questi ultimi decenni, decisamente corresponsabili della crisi economica e "democratica" in cui è venuto a trovarsi e si trova ancora oggi l'Italia.... E certamente nella sua rosa di governo ci sono facce e nome nuovi di cui si sa ancora ben poco... Il loro impegno, se ci sarà, ce li farà ben presto conoscere, ma, almeno in quei settori che più ci interessano da vicino, non sarà affatto male tentare fin d'ora di saperne un po' di più. E indubbiamente la rete, checchè se ne dica, può esserci di aiuto.
     Ad esempio un articolo da non perdere è quello odierno di Marina Perrotta su "Ecoblog". E' intitolato "I vedroidi Andrea Orlando (Pd) ministro per l'Ambiente e Nunzia De Girolamo (PdL)". E possiamo leggerlo all'url
http://www.ecoblog.it/post/65039/...-ministro-per-lambiente-e-nunzia-de-girolamo-pdl-ministro-per-lagricoltura
.
     Ma chi sono questi "Vedroidi", in grado di accomunare due ministri del nuovo governo Letta appartenenti a due schieramenti politici, almeno fino ad ieri, dichiaratamente ostili e rivali fino all'eccesso ? Sono semplicemente i membri della "Vedrò" (http://www.vedro.it/cosa-what), una "rete di scambio di conoscenza" creata da Enrico Letta nel 2005, "formata da più di 4.000 persone tra professori universitari, imprenditori, scienziati, liberi professionisti, politici, artisti, giornalisti, scrittori, registi, ed esponenti dell’associazionismo", tutti intenzionati a "riflettere sulle declinazioni future dell’Italia e a delineare scenari provocatori, ma possibili, per il nostro Paese".
     I "Vedroidi" - è detto chiaramente nella pagina web di presentazione di questa specie di fondazione culturale-politica - oltre che dal dato generazionale, sono accomunati dalla disponibilità ad apprendere costantemente, a mettersi in discussione, ad analizzare temi e fenomeni senza barriere ideologiche o tesi precostituite, secondo una chiave interpretativa lungimirante che vada oltre la contingenza dei dibattiti in corso.
     Marina Perrotta nel suo articolo ci rivela anche certi legami tra esponenti di sinistra e di destra probabilmente noti solo agli addetti ai lavori. Sono legami che attendono alla vita privata, ma che, trattandosi di figure ormai pubbliche della vita politica italiana, è bene si sappiano, anche se non apparentemente influenti sul comportamento dei diretti interessati. Mi riferisco,nello specifico, a Nunzia De Girolamo (classe 1975), nuovo Ministro dell'Agricoltura, la quale, come racconta Marina Perrotta, è una "fedelissima di Silvio Berlusconi e vedroide doc, nel senso che nell’associazione ricopre il ruolo di responsabile per il mezzogiorno. E’ sposata con Francesco Boccia del Pd e fedelissimo di Letta. La De Girolamo e Boccia hanno una bambina che hanno chiamato Gea". Un nome che, se non altro, è indubbiamente una conferma di amore per la terra della neo-ministra del PdL. Fin qui su Ecoblog. Ma se volete sapere di più sul nuovo Ministro dell'Agricoltura del governo Letta basta raggiungere la sua pagina web all'url http://www.nunziadegirolamo.com/index.php
     Per quanto riguarda invece il Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando (classe 1969), ecco cosa ci racconta Marina Perrotta sul perché è stato scelto come ministro in quel dicastero chiave per il nostro Paese. Orlando prima della sua elezione a ministro del Governo Letta era Responsabile per la Giustizia per il Pd, essendoci arrivato dopo esperienze legate alle Commissioni Bilancio e Tesoro e all'inchiesta sulla Mafia e su altre associazioni criminali.
     E’ uno dei “giovani turchi”, ovvero anti-renziano e fedelissimo di Pierluigi Bersani. E nel 2011 fu tra i fondatori di Rifare l’Italia. E’ dunque garante di quella politica delle privatizzazioni che include soprattutto i beni comuni, tra cui l’acqua pubblica; privatiz-zazioni che invece con un governo scelto da un Presidente come Stefano Rodotà sarebbero state scongiurate. Siamo dunque nel proseguimento di quella politica Prodi-Bersani fatta di industria, inceneritori, segreti di stato etc. etc., che poco o nulla ha a che fare con la tutela dell’ambiente e dei diritti ambientali intesi come ecosistemi sani in cui le persone vivono senza ammalarsi di inquinamento.
     Qualche nota aggiuntiva su di Orlando ormai personaggio pubblico, possiamo averla ancora in rete sul sito "giornalettismo com"
(http://www.giornalettismo.com/archives/901353/andrea-orlando-ministro-per-lambiente/), laddove si parla di una sua presenza più o meno casuale ad una festa a Napoli che vide la partecipazione di molte modelle, e di un subito ritiro nel 2010 della patente per guida con una percentuale d’alcol superiore al consentito. Nulla di grave, certo. Significativi i post a commento di due visitatori della pagina web in questione. Dice il primo (Fabrizio Franco): "... Finalmente un ministro dell'ambiente competente... Mah ! ". E aggiunge il secondo (Claudio Ponzini), giustamente: "Tutti abbiamo degli scheletri nell'armadio...".
     In conclusione, auguri di cuore ai "Vedroidi". Con la speranza questi "alieni" italioti di nome e di fatto riescano a raddrizzare le cose nel nostro Paese, che davvero ne ha tanto bisogno... Ce la faranno ?
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Dalla mia Bacheca su FB del 27/04/13

Governo Letta, ecco i ministri. Lo spezzino Orlando all'ambiente
da redazione "Gazzetta della Spezia"
http://gazzettadellaspezia.it/...=10299%3Alo-spezzino-andrea-orlando-nominato-ministro&Itemid=311


     27/04/13 - Lo spezzino Andrea Orlando è stato designato ministro dal presidente del consiglio incaricato Enrico Letta. Orlando è in assoluto il primo ministro spezzino della storia repubblicana. Sarà Ministro dell'Ambiente. Ecco chi farà parte della squadra dell'esecutivo Letta.
     Al ministero dell'Interno Angelino Alfano, che è anche vicepremier. All'Economia Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Bankitalia. Agli Esteri Emma Bonino. Alla Difesa Mario Mauro. Alla Giustizia Annamaria Cancellieri. Agli Affari Europei Enzo Moavero. Affari regionali Graziano Delrio. Maurizio Lupi alle Infrastrutture. Enrico Giovannini al Lavoro. Alla Coesione Territoriale Carlo Trigilia. Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. Pari  Opportunità Iosefa Idem. Alla Semplificazione va Giampiero D'Alia. Sviluppo Economico Zanonato. Politiche agricole Nunzia De Girolamo. Università e Ricerca Mariachiara Carrozza. Salute Beatrice Lorenzin. Gaetano Quagliariello agli Affari  Costituzionali. Ministro dell'ambiente Andrea Orlando.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Andrea Orlando, nuovo Ministro dell'Ambiente del governo Letta... Auguri... e speriamo bene... Da qui a "belveder" c'è poco...
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A Gianluca Cecere e Roberto Sandulli piace questo elemento.
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Fracking e terremoti: per i sismologi statunitensi c’è rapporto di causa-effetto
di Davide Mazzocco
http://www.ecoblog.it/.../fracking-e-terremoti-per-i-sismologi-statunitensi-ce-rapporto-di-causa-effetto


Secondo i geologi americani il terremoto di magnitudo 5,3 del 22 agosto 2011 a Trinidad fu provocato dal metodo estrattivo che sfrutta la pressione idrica nelle faglie sotterranee
     26 aprile 2013 - Quello che era solo un sospetto ora ha legittimazione scientifica: i terremoti che si stanno verificando tra New Mexico e Colorado sono provocati dal fracking ovvero dai pozzi di iniezione dell’acqua. A denunciarlo non sono la stampa o le associazioni ambientaliste statunitensi, ma un gruppo di ricercatori dello "U.S. Geological Survey" che è intervenuto qualche giorno fa alla convention annuale del "Seismological Society of America", tenutasi a Salt Lake City.
     Per Justin Rubinstein, uno degli artefici assoluti della ricerca, è il fracking la causa dell’aumento del numero e dell’intensità dei terremoti. Alla pericolosità sismica che fino a qualche tempo fa si basava solo e soltanto sui rischi tettonici naturali, si aggiungono ora le cause dell’intervento umano.
     Secondo il rapporto del gruppo di lavoro di Rubinstein uno dei più grandi terremoti connessi all’iniezione artificiale di acqua nel sottosuolo è stato quello registrato il 22 agosto 2011 a Trinidad, in Colorado. Quel giorno la scossa di magnitudo 5,3 provocò la frattura di alcuni muri, la caduta di comignoli nel centro storico e l’evacuazione di numerose persone.
     Nella regione interessata dallo studio i terremoti hanno avuto un brusco aumento dopo il 2001, cioè due anni dopo l’inizio delle prime pratiche di fracking nella zona. Nel decennio 2001-2011 i terremoti di magnitudo 3 sono stati 20 volte più numerosi rispetto al periodo 1970-2001. Una cifra che evidenzia il peso dell’attività umana e che ha convinto l’USGS ad approfondire le proprie indagini. Anche perché il Governo americano non ha nessuna intenzione di porre fine a questo tipo di pratica, anzi. Per Barack Obama il fracking è una delle strade da percorrere http://www.ecoblog.it/post/29191/obama-parla-allamerica-e-rivendica-il-gas-scisto-su-petrolio-e-cambiamenti-climatici per rendere il proprio Paese indipendente dal punto di vista energetico.
Via | Live Science - Foto © Getty Images
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

E qui, per chi non avesse afferrato bene lo "spirito" dell'articolo di Filippo Foti su "Profumo di Mare" già segnalato a proposito dei rapporti tra "fracking" e terremoti, direi che quest'articolo, scritto da Davide Mazzocco e pubblicato ieri da Ecoblog, chiarisca bene il concetto affermandolo a caratteri cubitali anche nel titolo "Fracking e terremoti: per i sismologi statunitensi c’è rapporto di causa-effetto". Ma in Italia e in Europa è come parlare al vento... Al riguardo politici e "media" di regime sono ciechi e sordi, e dimentichi anche di saper "leggere"... E ciò nonostante lo scempio effettuato per decenni nel sottosuolo della terra emiliana, con centinaia di "buchi" perforati al fine di estrarne risorse energetiche, gas o petrolio che sia... Ma, quel che è peggio, buchi una volta "esauriti" utilizzati come serbatoi a pressione per gas di vario genere... .. Con le gravi conseguenze che probabilmente nel maggio dello scorso anno in quella terra martoriata si sono avute, e che dovrebbero pur far venire qualche dubbio a chi di dovere... D'altronde ad affermare tale relazione tra terremoti e iniezioni a pressione nel fori da trivellazione è l'americana "Live Science" in un articolo pubblicato ieri alla pagina web http://www.livescience.com/28983-w-mexico-earthquakes-fracking.html che potete leggere voi stessi...
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A Ilva Alvani, Giusi Orefice, Gianluca Cecere e Giovanni Angeloni piace questo elemento.
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La sismicità indotta con il fracking negli Stati Uniti...
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=65750102


La sismicità indotta con il fracking negli Stati Uniti "sembra" essere diversa da quella che si può indurre in Italia sempre con la stessa tecnologia
     27/04/13 - Mentre in Italia ci si ostina a far credere che i terremoti non possono essere indotti dal fracking, la ricerca viene sempre più penalizzata nel settore scientifico e nella fattispecie (nel campo geologico dove gli interessi dei soliti pochissimi noti prevalgono su quelli della popolazione) apprendiamo che il nuovo governo non ha in agenda fondi da destinare al settore scientifico, tanto che su dieci ricercatori che vanno in pensione, ne subentrano solo due. Poche voci sono fuori dal coro, che conosciamo abbastanza bene per ospitarli spesso in queste pagine, ovvero la prof.ssa Maria Rita D'Orsogna ed il prof. Franco Ortolani, strenui combattenti nel settore ambientale.
     Ma ora veniamo al tema che vogliamo sviluppare, riservandoci a fine post di riportare una recente dichiarazione del prof. Ortolani ordinario di Geologia presso l’Università Federico II° di Napoli. Negli Stati Uniti, nella regione che si estende dal nord-est del New Mexico al Colorado meridionale, dal 2001 i terremoti hanno subito una vera e propria impennata sia nel numero che nell’intensità, ha detto Justin Rubinstein, uno dei principali autori della ricerca.
     Gli scienziati dell' "United States Geological Survey (USGS)", un'agenzia scientifica del Governo degli Stati Uniti concordano con il geofisico Rubinstein che ha commentato i suoi molteplici studi durante la riunione internazionale dei sismologi, avvenuta qualche giorno fa negli Stati Uniti. “Il rapido aumento dei terremoti ha seguito un aumento significativo di iniezione delle acque di scarico a partire dal 1999”, ha detto Rubinstein. La tecnica di iniezione acquifera per provocare nuove fratture nel terreno, è dunque un fattore che innescherebbe sismicità in un’area dove fino a qualche lustro fa i sismi si basavano esclusivamente sui reali rischi tettonici, senza considerare gli insulti dell’uomo.

 L'animazione nel video che segue mostra in cosa consista la tecnica del "fracking" (ndr)
Nel fracking si iniettano fluidi ad alta pressione per provocare negli strati rocciosi di scisto la cosiddetta "fratturazione idraulica", grazie alla quale le lievi fessure che si generano in quel tipo di roccia (lo scisto appunto) si ottiene il rilascio di gas naturale in essa presente in pressione. Le acque reflue che rifluiscono in superficie con il gas vengono quindi trasportato in pozzetti di smaltimento, e successivamente ri-iniettate in profondità in strati di roccia porosa (tipo arenaria). Gli scienziati ora ritengono che la pressione e la lubrificazione di queste acque di scarico nel sottosuolo possono causare effetti di scivolamento negli strati rocciosi più profondi e scatenare scosse sismiche di varia intensità.


How Fracking Causes Earthquakes
Pubblicato da MotherJonesVideo in data 29/mar/2013 - (0'34")
A visual rundown of how injection wells cause earthquakes. Read the full story here: http://www.motherjones.com/environment/2013/03/does-fracking-cause-earthquakes-wastewater-dewatering

Illustration by Leanne Kroll - Animation by Brett Brownell


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=6JvpYqQ0tCA

     Quando le società minerarie estraggono risorse tramite fracking, in poche parole, le trivelle iniettano fluidi ad alta pressione nella roccia provocando lievi fessure che causano il rilascio di gas naturale. Le acque reflue su con il gas vengono quindi trasportati ai pozzetti di smaltimento, dove vengono iniettati in profondità nella roccia porosa. Gli scienziati ora ritengono che la pressione e la lubrificazione delle acque di scarico possono causare scivolamenti e scatenare un terremoto.
     Rubinstein ha detto: “Tra il 2001 e il 2011, il numero di terremoti di magnitudo 3 o più grandi sono stati 20 volte in più di quanto non ce ne sono stati tra il 1970-2001, con un numero record di scosse di assestamento”.
     Secondo quanto stilato dal rapporto di Justin Rubinstein, uno dei più forti terremoti provocati dal fracking sembra sia avvenuto nel 2011 ed è stato pari a 5,3 di magnitudo. Quel sisma provocò ingenti danni nella parte meridionale del Colorado e costrinse moltissime persone a liberare il territorio. Si ha la certezza, almeno secondo i sopra enunciati studi, che l’aumento della pressione lungo due importanti faglie che attraversano quell’area dovrà essere in costante sorveglianza e monitoraggio da parte dell’Usgs.
     Negli Stati uniti la ricerca viene abbastanza foraggiata, cosa che non succede in Italia, come abbiamo tristemente appreso dal Prof. Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II° di Napoli. Sentiamo il suo pensiero, come al solito, forbito e pungente:

 

    Le Università chiudono i Dipartimenti di Geologia mentre c’è chi pensa di ricostruire i giacimenti di metano e di iniettare anidride carbonica ad elevata pressione nel sottosuolo interessato da faglie attive sismogenetiche. E’ la legge del mercato ?
    Sul Canale GEOLOGIA il 24 aprile 2013 si evidenziano i numerosi gravi dissesti che stanno flagellando i versanti dell’Appennino in seguito ad una naturale predisposizione a franare favorita dalle abbondanti piogge che sono cadute all’inizio del nuovo minimo di attività solare che si preannuncia pluriannuale.
    Danni diffusi al patrimonio privato, si sono verificate 23 interruzioni totali di strade, con l’isolamento di 20 località o abitazioni, 30 case sono distrutte o fortemente danneggiate; 70 persone sono state evacuate in 13 Comuni e i soli danni diretti sono stimati a circa 120 milioni di euro. Problemi noti che devono essere sempre studiati e seguiti per evitare errori di pianificazione e contenere i danni lungo i versanti che “devono” ancora raggiungere un definitivo equilibrio geomorfologico.
    E’ anche area sismica e di tettonica attiva dove gli studiosi di geologia e gli allievi dovrebbero fiorire come le margherite a primavera lungo i verdi versanti appenninici (tra una frana e l’altra). Queste sono le reali e dure esigenze di un territorio vivo e molto urbanizzato con attività produttive autoctone di pregio ineguagliabile! E invece? La dura esigenza della riforma universitaria che tutti ci invidiano, si dice, impone la scomparsa dei dipartimenti di geologa e di conseguenza l’attenzione verso i problemi geo-ambientali del territorio e dei cittadini!
    Meglio dedicarsi agli idrocarburi? Meglio fare consulenze per fare del sottosuolo emiliano-romagnolo-padano il bombolone sotterraneo dell’Europa ricostruendo i giacimenti esauriti di metano ripompando a forte pressione nelle rocce del sottosuolo il metano importato dall’est durante il periodo caldo (si vende poco) per estrarlo abbondantemente nel periodo freddo quando aumenta la richiesta (si vende di più) non solo in Italia ma anche nella vicina Europa?
    Per non dimenticare le consulenze per realizzare sempre nel sottosuolo dei bomboloni naturali per conservare l’anidride carbonica prodotta dalle industrie per cercare, dicono, di combattere l’effetto serra, pompando a forte pressione il fluido sempre nel sottosuolo prevalentemente interessato dalle faglie attive. Soldi pubblici per la ricerca sulle problematiche geomorfologiche dei versanti non ce ne sono o sono molto pochi.
    Se l’industria paga bene per le consulenze circa i bomboloni, si può mai rifiutare l’offerta? Certo che no! Però…si deve dire che le attività nel sottosuolo non arrecano danni, non possono anticipare i sismi e che è sempre tutto sotto controllo?
    Rileggete varie affermazioni in proposito fatte anche da esponenti delle università i quali senza avere accesso ai dati sulle attività nel sottosuolo, attuali e perpetrate per decine di anni, non hanno esitato ad affermare che non ci possono essere relazioni tra attività antropiche nel sottosuolo e sismi.
    E tutto questo senza conoscere l’esatta ubicazione e la geometria delle faglie sismogenetiche e nemmeno quali stimolazioni siano eseguite nel prisma di rocce interessato dalle faglie sismogenetiche che dalla sommità del basamento dislocano tutte le sovrastanti rocce sedimentarie fino quasi alla superficie del suolo.
    Lasciamo da parte queste considerazioni che richiedono studi trasparenti e non mercenari, controlli trasparenti e verificabili che le leggi attuali non consentono! Richiedono pure affermazioni responsabili e non da “sostenitori tipo…ultras calcistici”.
Studi geologici competenti e continuamente aggiornati, amministratori che siano difensori del territorio e dei cittadini e che si impegnino a garantire più sicurezza ambientale. Garantisco che nelle università dell’Emilia-Romagna vi sono molti e noti e preparati studiosi all’avanguardia scientifica in grado di fornire sostegno scientifico adeguato alle esigenze e problematiche del territorio.
    Cercansi urgentemente... i difensori istituzionali, validi e agguerriti, del territorio e dei cittadini che costantemente si impegnino nel sostenere le attività di studio geologico e geo-ambientale evitando, preferibilmente, qualche riunione in prestigiosi salotti internazionali e nazionali laici e non, tipo Bildenberg ! "

   

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Commento del sottoscritto a margine dell'articolo condiviso su Fb da Filippo Foti

Un articolo davvero molto triste, che dovrebbe stimolare non poche coscienze in questo momento in cui tanto si vocifera di "cambiamento" a livello governativo... E invece... Tutto continuerà peggio di prima portando il nostro Paese alla distruzione del suo migliore patrimonio che ha sempre avuto... il suo AMBIENTE... E quel che è peggio nella ignoranza e disinformazione di tanti, e nella consapevolezza di pochi che se la cantano e se la suonano tra loro, ma che, anche se pienamente titolati a far "musica vera", nessuno ascolta,,, La prova ? Ancora stamane... Chi sarà il Ministro dell'Ambiente e del Territorio del nuovo governo Letta, se pure ci sarà ? Il presidente della Medoil ? O forse quello dell'Ilva...
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Cento passeggeri in ostaggio all’aeroporto Falcone Borsellino. Da 48 ore tentano di raggiungere Pantelleria di Markez
http://palermo.blogsicilia.it/cento-passeggeri-in-ostaggio-allaereoporto-falcone-borsellino/182650/

     26 aprile 2013 - Cento passeggeri provenienti da diverse località italiane, sono bloccati da giovedì mattina alle 7.30 nello scalo palermitano del Falcone Borsellino. Dovevano raggiungere Pantelleria, per trascorrere il ponte del 25 aprile. Ma a causa di alcune avarie agli aeromobili della Darwin Airlines, che garantisce i collegamenti con le isole minori, con le tratte sociali pagate dalla Regione, sono rimasti a terra.
     “Abbiamo passato due giorni in aeroporto – dice Lisa Licitra – Due giorni che dovevamo trascorrere in vacanza. Una vergogna. Giovedì sera ci hanno portato in albergo. Poi di nuovo in aeroporto. Siamo qui da questa mattina in attesa di partire. Quaranta di noi sono saliti attorno alle 19 su un volo che non è riuscito a partire e sono scesi di nuovo”.
     Nello scalo c’è stata una sommossa. Anche perché anche ieri sera dopo un tour nello scalo palermitano, molti sono tornati per il secondo giorno in albergo.“Dicono che gli aerei sono lituani – dice Fra Romano Fina che doveva andare a Pantelleria per seguire un progetto di beneficenza per le missioni – La compagnia avrebbe sub affittato la tratta a questa compagnia che in due giorni avrebbe avuto due guasti. Ma chi controlla la sicurezza di questi velivoli? Lo chiedo all’Enac di verificare quanto abbiamo appreso in queste ore di attesa allo scalo palermitano. E’ davvero incredibile che nonostante la Regione paghi, non venga assicurata la continuità territoriale come garantito dalla convezione. Non vorremmo che ci trovassimo di fronte a quanto successo con l’Alitalia e la compagnia romena”.
     Nel giro di poche ore sono tantissimi i passeggeri che chiamano per cercare di una soluzione alla situazione incredibile in cui si sono venuti a trovare. “Siamo arrivati il 25 mattina alle 7:30 per prendere il primo volo alle 7:40 e raggiungere Pantelleria e goderci alcuni giorni di relax – dice Daniele Sordi da Milano – Da quel momento è stata una tragedia. Una vergogna. Un continuo rimpallo di competenze. Di annunci disattesi. Ci hanno portato il 25 in albergo e poi di nuovo allo scalo dalle prime ore del mattino. Ieri per tutto il giorno abbiamo girovagato per lo scalo. Senza nessuna assistenza e nessuna comunicazione da parte della compagnia. Letteralmente abbandonati a noi stessi. Di ora in ora il nostro volo veniva spostato. Ma si può essere trattati così. Davvero siamo furiosi. 48 ore nello scalo. Terribile. Con bambini che non sanno che fare. La disorganizzazione più assoluta”.
     Questa sera quaranta erano riusciti a salire negli aerei. Il comandante ha provato a rullare. Poi si sarebbe accesa qualche spia. Qualche nuova segnalazione di guasto e tutti di nuovo a terra. “Non siamo riusciti a partire – aggiunge Sordi – Ci hanno detto che potevamo partire con la nave da Trapani. Ma se avessimo accettato di andare e la nave non sarebbe partita per qualunque motivo saremmo rimasti lì. Non esiste da nessuna parte un’organizzazione così approssimativa come ho vissuto in questi giorni”.
     Abbiamo cercato una replica dalla compagnia Darwin Airlines senza successo ieri. Dall’Enac fanno sapere che ci sono stati due giorni di maltempo che hanno bloccato alcuni voli. E ieri in effetti si sono verificati due guasti. “Faremo delle verifiche, – dicono – ma fino adesso la compagnia ha dimostrato la massima serietà. Si attente la risposta della Regione che paga fior di milioni per garantire questi voli che nei giorni clou fanno acqua da tutte le parti."
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Post del sottoscritto a margine dell'articolo condiviso su Fb

Commenti ? Nessuno... Solo una modesta conferma della triste verità di quanto denunciato da "Blog Sicilia". E' tutto vero... E qui a Pantelleria ? Silenzio assoluto, e l'accaduto accettato come fosse una cosa normale... Tanto a chi frega ? A nessuno. Non abbiamo amministrazione, le associazioni locali fanno già quel che possono, e tanti sono i problemi dell'isola....E dai "sei" candidati sindaci, troppo impegnati scaldare i muscoli sulla linea di partenza in vista delle delle prossime elezioni, neppure una parola... E meno male che la Cossyra stamani è arrivata, e non pochi di quei 100 passeggeri ostaggi della Darwin all'aeroporto di Palermo, dopo aver raggiunto ieri sera Trapani, hanno potuto imbarcarsi sulla nave che ha deciso di partire per "l'isola che non c'è", e non essere invece costretti a raggiungerla a nuoto ... nel libro dei sogni...
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Post di Michele Tremarco

Hai detto bene... Guido, un'isola fantasma. Ma ancora più "fantasma" sono anche coloro che ci vivono, incapaci di prendere una decisione concreta per non pregiudicare interessi e compromessi personali. Ma intanto l'isola sprofonda sempre di più con un futuro sempre più compromesso e con soluzioni sempre più lontane...
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A Gianfranco Rossetto piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 26/04/13

La Sound Oil inglese trivellerà in Veneto a Nervesa, e in Lombardia tra Milano
e Pavia !!!
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/04/la-sound-oil-trivellare-in-veneto.html


  We are very much focused on Italy and that will remain the case. (James Parsons, CEO Sound Oil, UK)

     FRIDAY, APRIL 26, 2013 - Secondo gli annunci agli investitori, la Sound Oil, ditta inglese che di occupa di petrolio, ha intenzione di trivellare presto in Veneto, secondo la concessione "Carità - Nervesa". La concessione si trova nei pressi di Conegliano Veneto. Mr. Pearson la chiama "flagship opportunity", e dal video il CEO James Parson dice che vale $62 milioni di dollari - tanto quanto il loro capitale azionario - e che gli frutterà $14 milioni di dollari l'anno, una volta che l'impianto sarà operativo. Vogliono iniziare alla fine dell'anno 2013. Come si può capire è una ditta piccola, che pensa di fare il salto di qualità con l'Italia.
     Il pozzo Nervesa fu già trivellato dall'ENI nel 1985. Loro vogliono trivellarne un altro, per ora esplorativo, a circa 1 chilometro di distanza. La zona è arenaria, e vogliono andare a circa 2 chilometri di profondità in un'area "industriale".
     Nell'intervista video su YouTube (in calce, ndr) c'è pure il salvatore della patria, l'italiano Luca Madeddu, che dice che il processo è iniziato nel 2011 (ma qualcuno ha detto qualcosa ai veneti ? ), e che se tutto va bene sarà tutto operativo per il 2014. Dice che hanno mandato la VIA e che aspettano il "si" a Novembre 2013, con l'approvazione finale, come se tutto fosse una formalità, e il sì fosse dovuto. E' già tutto fatto. Devono poi preparare il sito, con 25 giorni per creare piazzole e adeguare le strade, se necessario. Il pozzo finale arriverà dall'Olanda, ed è stato costruito in Germania.
    Dicono che siccome l'area è "industriale" - ma io direi residenziale... - non possono andare direttamente nel loro giacimento, ma dovranno scavare con un angolo di circa 45 gradi, per circa 1000 metri. Il pozzo: 41 giorni per trivellare, 6 per "pulire", e poi faranno il test per 7-10 giorni. In caso di successo - Luca Madeddu dice che è tutto molto "exciting" (eccitante...) - decideranno immediatamente come perforare e entro il 2014 chiederanno la concessione finale (di "coltivazione", ndr).
     Avranno bisogno di un impianto di compressione per massimizzare l'estrazione del gas. Hanno però pochi soldi, e dicono che loro stessi metteranno circa 2.9 milioni dollari e che il resto verrà da una famiglia privata di Milano che guida la ditta CTSI. Questi metteranno l'altra metà del denaro in cambio dell'8% dei profitti. E cioè: la ditta è inglese, la trivella è tedesca, il capitale andrà nelle mani di investitori stranieri e di questa misteriosa famiglia di Milano. E ai veneti cosa resterà?
     E cosa c'è dentro Nervesa? Stimano 21 miliardi di metri cubi di gas. In Italia ne usiamo circa 80 miliardi all'anno - fanno circa 3 mesi di gas per l'Italia, *per tutta la vita del progetto* e non all'anno, ammesso e non concesso che questo gas finirà nelle case degli italiani. Dicono che non si fermeranno qui, ma che hanno intenzione di trivellare Badile, e che hanno degli "hidden gems" in Italia. "Hidden gems". vale a dire delle "gemme nascoste"...
     Gems? Dal punto di vista di un petroliere, forse. Per ora è tutto solo molto hidden (nascosto...) - e gli italiani sono sempre gli ultimi a sapere di queste "gemme" nelle loro case, nei loro campi, nelle loro "zone industriali".
     PS - In apertura di servizio le mappe delle aree interessate dai due progetti della Sound Oil. in Veneto, sulla concessione "Nervese" a sud di Conegliano, e in Lombardia, sulla concessione Badile tra Milano e Pavia. Qui a seguire invece il video in lingua inglese nel quale la Sound Oil annuncia le sue attività petrolifere previste in Italia...(ndr).

Sound Oil announces revised drill programme
Pubblicato da "ProactiveInvestors" in data 27/feb/2013 - (7'15")
James Parsons, CEO of Sound Oil (LON:SOU) and the MD Italy, Luca Madeddu, tell Proactiveinvestors
that there are two "exciting" changes that investors need to know about the drill programme.
As James explains; Sound Oil is now solely focused on the bigger assets that will produce bigger return for the investor.


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ARQ5JRaTuyw

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Ancora sul MUOS di Niscemi...
di Guido Picchetti (a margine di un comunicato stampa postato su Fb) 
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     26/04/2013 - Continua la battaglia contro il MUOS, che pur sembrava già vinta. Ma chi difende l'Ambiente nel nostro Paese a livello nazionale ? Ecco quanto ho appena ricevuto dai deputati del M5S all'Assemblea Regionale Siciliana e ben volentieri rilancio per doverosa informazione. Una notizia che temo, purtroppo, non troverà molta eco sulla stampa nazionale, in tutt'altre faccende affaccendata... E così il TAR avrà gioco facile ad appoggiare il governo nazionale contro la decisione presa dall'ARS all'unanimità in difesa della salute dei siciliani, e appoggiata in un primo momento dallo stesso governo nazionale, il quale poi, smentendo sè stesso, ha presentato ricorso al TAR avverso la revoca del MUOS... Ma si può essere più ballerini e voltagabbana di così ??? Ed è questo, soprattutto, il sistema per riconquistare la fiducia dei cittadini italiani e meritare il rispetto anche delle altre nazioni cui sembra teniamo tanto? Per di più, dopo che proprio ieri a Palermo si è celebrato il 25 Aprile con un corteo di partigiani intestato al "No Muos", come ci racconta "Repubblica It" al link http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/04/25/foto/25_aprile-57428161/1/.

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A Salvatore Gregorio Spata, Ilva Alvani, Luca Gioria e Renato Ghittoni piace questo elemento.

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Nuove scosse nella zona di Mirandola in Emilia
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     26/04/13 - In Emilia Romagna, tre scossette sismiche in quel di Mirandola tanto per ricordarci che ad un anno di distanza dai fatti che ben sappiamo, siamo sempre "tra color che son sospesi", checchè se ne dica e se ne pensi... E, pur nel dubbio, senza che alcun mutamento di rotta sia neppure stato preso in considerazione...
     Dal sito dell'EMSC i dati delle tre scosse: la prima alle 4:55' di ieri mattina (mag 2.0), la seconda alle 23:13' di ieri (mag 2.2) e la terza all'1:38' di stanotte, di mag 2.3. Limitata la profondità degli ipocentri, compresa tra i 4 e gli 8 km.

1) - Magnitudo ML 2.0
Regione NORD ITALIA
Data 2013/04/25 02:55:00.0 UTC
Posizione 44.92 N; 11.08 E
Profondità 4 km

2) - Magnitudo ML 2.2
Regione NORD ITALIA
Data 2013/04/25 21:13:51.0 UTC
Posizione 44.92 N; 11.01 E
Profondità 8 km

3) - Magnitudo ML 2.3
Regione NORD ITALIA
Data 2013/04/25 23:38:15.0 UTC
Posizione 44.94 N; 11.07 E
Profondità 6 km

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Dalla mia Bacheca su FB del 25/04/13

Ministero dell’Ambiente, si va verso la riconferma di Clini?
di Marco Mancini
http://www.ecologiae.com/ministero-dellambiente-riconferma-clini/67151/


     24 aprile 2013 - È attesa per oggi l’ufficializzazione del nuovo Governo firmato Napolitano-bis. Il Governo tecnico, che però di tecnico ha ben poco, presenta ancora qualche indecisione sul nome di chi lo guiderà, ma il toto-ministeri sembra ormai cosa fatta. Secondo le previsioni fatte dagli esperti infatti, i nomi di chi presiederà i vertici del Governo sono già decisi, o quasi, qualunque sia il Presidente del Consiglio nominato.
     L’assurdità di tutta questa situazione è che nelle previsioni non ci sia il Ministro dell’Ambiente. O per essere più precisi, il Governo tecnico dovrebbe avere 10-12 personalità forti messe nei ministeri chiave che possano supportare il Premier, Amato o Letta, e nell’elenco non c’è il Ministero che a noi in questa sede interessa.
     Nell’elenco che circola stamattina, riportato dal Corriere, sembrerebbero già decisi i ministri dell’Economia, dello Sviluppo Economico, Funzione Pubblica, Giustizia, Riforme, Interni, Esteri, Lavoro, Istruzione e Salute. Nell’elenco salta all’occhio il fatto che non ci sia il Ministro dell’Ambiente. Ma questo Ministero è uno di quelli con Portafoglio e quindi non si può non avere un Ministro dell’Ambiente. E allora come mai quest’assenza?
     Semplice: non c’è nessuno toto-ministri. Esattamente come Cancellieri, Alfano e Severino, verrà riciclato un vecchio Ministro di un precedente Governo: Corrado Clini. Come abbiamo descritto al momento della sua nomina quasi due anni fa, Clini è stato da sempre nel Ministero dell’Ambiente, anche se il ruolo di Ministro lo ha ricoperto soltanto nell’ultimo Governo.
     Una personalità più forte della sua al Ministero è difficile da trovare, e siccome in questo momento le tematiche ambientali sembrano le meno urgenti – a dir la verità per i nostri governanti lo sono sempre state – perché battersi per mettere su quella poltrona qualche innovatore, magari qualcuno che imprima una svolta nelle politiche quasi assenti di un Ministero che per anni non ha contato quasi nulla? Meglio lasciare tutto così. Dopotutto dal Governo più conservatore della storia, in cui la media d’età attesa si aggira intorno ai 70 anni non potevamo aspettarci nulla di diverso.
Photo Credits | Getty Images
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

L'ultima del giorno. E come sempre, "dulcis in fundo" arriva la notizia più "bella", si fa per dire... Ed è quella cioè che si andrebbe verso la riconferma di Clini a Ministro dell'Ambiente !!! In verità non si capisce bene se Marco Mancini, nel suo articolo di ieri su "Ecologiae Com", lo dica per scherzo o faccia sul serio... Scrive infatti Marco che ciò avverrebbe in quanto "una personalità più forte della sua (di Clini cioè, ndr) al Ministero è difficile da trovare" e "siccome in questo momento le tematiche ambientali sembrano le meno urgenti" [...] "perché battersi per mettere su quella poltrona qualche innovatore, magari qualcuno che imprima una svolta nelle politiche quasi assenti di un Ministero che per anni non ha contato quasi nulla? Meglio lasciare tutto così... ". Andiamo proprio bene !!! Come se lasciare tutto inalterato servisse a proteggere l'Ambiente (con l'A maiuscola) dai rischi e dalle conseguenze di quanto già di nefasto ha realizzato il Ministro Clini in combutta con il Ministero dello Sviluppo Economico, a tutto danno di quegli Ambienti e di quei Territori che proprio lui, per l'incarico ricoperto nel governo tecnico e la sua decennale esperienza in quel dicastero, avrebbe dovuto meglio e più di ogni altro "tutelare"... E invece... Via con le VIA, on-shore e off-shore... Alla faccia di tutti i manifestanti, abruzzesi, calabresi, siciliani, sardi, pugliesi, lucani, etc. etc...
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Post di Betta Sala

... vomito ...
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Raffaele Vigilante

... sto str... pezzo di...
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Post di Betta Sala

Embè....il distruttore dell'ambiente non poteva che meritarsi la riconferma per la gioia della scienza macellaia che ha devastato la bassa ! Ma dai....
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Post di Laura Fava
Clini puzza, ecco. Lui e le mutande.
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Approvate trivelle in mare a Pesaro-Urbino-Ancona
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/04/approvate-trivelle-in-mare-pesaro.html


     WEDNESDAY, APRIL 24, 2013 - E così, mentre tutti protestavano, il nostro beneamato Clini ha approvato altre trivelle non solo in Abruzzo, ma anche nelle Marche - secondo le concessioni d29B C AG e d38A C AG dell'ENI. Eccole qui. Tutta l'Italia petrolifera. Auguri.

     E che vuoi che sia ? Nelle Marche hanno già piattaforme in mare... Hanno Falconara, presto lo stoccaggio a San Benedetto. Clini, Passera, e da adesso anche Napolitano -- come distruggere una nazione...
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Ed ecco qui, appena segnalate da Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog, altre due perle di quella collana che continua a sgranarsi grazie all'impegno fattivo del Ministro Clini nelle more del disbrigo degli "affari correnti" che la sua veste di ex-ministro "extra leges" gli ha concesso e ancora gli concede di fare fino al subentro di un nuovo Ministro dell'Ambiente, se pure mai ci sarà.. E che potrà fare il prossimo nuovo ministro dell'Ambiente ancora tutto da identificare, al quale il neo-presidente incaricato Enrico Letta dovrebbe affidare quel dicastero ? Avrà la forza e la possibilità di arrestare lo sfacelo che si va configurando per il mar Adriatico e non solo ? Ci credo davvero poco...
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Approvata anche la concessione "Turchese" - Petroceltic
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/04/approvata-anche-elsa-petroceltic.html


Il testo dell'approvazione del 15 Marzo 2013 è qui

     TUESDAY, APRIL 23, 2013 - La notizia data agli investitori per l'approvazione dell'esplorazione petrolifera fra Pescara ed Ortona, è del 4 Aprile 2013. Il sito Rigzone infatti riporta che la concessione BR 272 EL è stata assegnata dal governo centrale alla Petroceltic. La Petroceltic, dal canto suo, descrive questa approvazione come un "importante passo in avanti". Il permesso è vasto e copre circa 475 chilometri quadrati di mare. Sono contenti perchè è vicino ad Elsa. All'interno di questa concessione, c'è un progetto nuovo chiamato Turchese. Il programma è di iniziare con l'esplorazione sismica - con navi airgun - nei prossimi mesi.
     Evviva l'Abruzzo verde, evviva le bandiere blu. La concessione era già nota come la d507 Elsa, sempre della Petroceltic. Il CEO della Petroceltic - Brian O Cathain - dichiara alla stampa petrolifera - mica agli abruzzesi! - che:

  "Permit B.R.272.EL brings significant additional potential to our Adriatic portfolio directly adjoining and on trend with the Elsa oil discovery. We look forward to working with the relevant Ministries to enable the commencement of seismic operations in this highly prospective region.
(Il permesso BR 272 EL da del valore aggiunto al nostro portafoglio in Adriatico, visto che è direttamente adiacente ed ha le stesse caratteristiche del giacimento Elsa. Siamo interessati a lavorare con i Ministeri addetti per iniziare le operazioni sismiche in questa zona di alta potenzialità.)

     E poi la beffa finale:

  "Petroceltic is fully committed to operating in an environmentally sensitive manner in all its operations and will continue to work with all partners and stakeholders to support the National Energy Strategy's objective of doubling Italian oil and gas production by 2020."
(La Petroceltic è pienamente impegnata ad operare in un modo rispettoso dell'ambiente in tutte le sue operazioni e continuerà a lavorare con tutti i suoi partners e portatori di interesse per dare supporto alla Strategia Energetica Nazionale con l'obiettivo di raddoppiare la produzione di gas e di petrolio in Italia entro il 2020.)

     Cioè fanno pure finta che ci stanno facendo un piacere! In verità, il loro obiettivo non è nè l'ambiente, nè la Strategia Energetica Nazionale, quanto invece il vile denaro e lo sappiamo tutti. Non c'è menzione alcuna della regione Abruzzo - muti, muti. Compare invece la Capitaneria di Porto di Ortona, che approva. Amen.
     Chiodi, quanto purgatorio dovrai farti... Passerai alla storia come il presidente di regione che ha regalato questa regione ai petrolieri. Ma la colpa non è solo di Chiodi - questi permessi giacciono da anni, io stessa ne parlavo qui nel 2011, e poi ancora qui, ma tutti hanno dormito, da Giovanni Legnini a Enrico Di Giuseppantonio, da Guerino Testa a Fabrizio Di Stefano, da Remo Di Martino a Mauro Febbo, che infatti sono sempre gli ultimi a sapere, e i superultimi ad agire.
     Ho dato tutto quello che avevo - osservazioni, divulgazioni, etc - Ho ricevuto insulti da parte di petrolieri, politici e presuntuosi di vario genere... Ora sta a chi vive lì darsi da fare, una volta per tutte.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

E' come lo sgranarsi di una collana, una perla dopo l'altra... Subito dopo "Ombrina Mare" della Medoil davanti a Pescara e Ortona, a diventare operativo è ora la volta del progetto "Turchese" appena più a nord... Nei prossimi mesi avrà inizio sulla concessione BR 272 EL intestata alla Petroceltic l'esplorazione sismica con gli airgun, a tutto beneficio della fauna ittica della zona, e con il benestare delle autorità competenti "elargito" in piena "vacanza" governativa, è proprio il caso di dirlo. Ed è il secondo, ma non sarà certamente l'ultimo... "Evviva l'Abruzzo verde, evviva le bandiere blu", è il grido di Maria Rita sul suo Blog, al quale mi associo in toto. Non senza rilevare e avvalorare il suo invito ai politici locali di turno di darsi da fare una volta per tutte... nell'interesse delle comunità che rappresentano, e che hanno già ripetutamente e con grande forza manifestato il loro volere. Ma lo sappiamo, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
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Post di Enrico Greco

Il giro di soldi in questo campo è talmente forte che devono sottostare anche intere nazioni, ovviamente complici di questo malaffare; è giusto combattere con tutte le nostre forze, ma viviamo in un mondo dove l'interesse viene prima di tutto, prima del bene del mare, della fauna ittica e della nostra salute, poveri noi, e poveri i nostri figli.
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Dalla mia Bacheca su FB del 24/04/13

Speciale "Ombrina Mare"
da CityRumors Web Tv - Sun video
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ALfrvq_MQOs#

     22/04/13 - Puntata speciale di CityRumors Web TV sulla manifestazione ambientalista contro "Ombrina Mare". Il mega-corteo di Pescara e l'approfondimento sulla minaccia petrolifera in Abruzzo.

CityRumors Web Tv-SPECIALE OMBRINA MARE
video pubblicato in data 22/apr/2013 - (36'59")
Servizio: Daniele Galli - Immagini e montaggio: Matteo Ferri

http://youtu.be/ALfrvq_MQOs

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I mari italiani, da Venezia ad Agrigento, meritano di meglio...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine e di due post su Fb)
https://www.facebook.com/...a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1ter


     24/04/13. "I mari italiani, da Venezia ad Agrigento, meritano di meglio..." dice Maria Rita D'Orsogna in chiusura del suo articolo "Morandi (Medoilgas) a Clini (Ministro Ambiente): grazie", rivolgendosi all'ex-ministro Clini a proposito della lettera di ringraziamento inviatagli dalla Medoil per il suo "impegno" in favore di "Ombrina Mare" !!! E alle parole di Maria Rita aggiungo personalmente: "Quei mari La 'ringraziano' anche per quanto deciso dal Suo ministero a loro danno". E il perchè non ci vuol molto a capirlo.
     Ma non sono soltanto quei mari citati a ringraziare l'ex-ministro, purtroppo... Stessi ringraziamenti gli vengono ad esempio anche dal Mar Ionio e dal Canale di Sicilia. Per quanto riguarda in particolare quest'ultimo, a motivarli basti l'articolo di Peppe Croce su Green Style "Petrolio offshore, l’Italia si espande nel Canale di Sicilia", un articolo appena postato qui su Fb, che bene illustra il nuovo piano di concessioni messo a punto dal suo ministero in combutta con l'ex ministro dello Sviluppo Economico Passera (e in probabile accordo segreto con il governo di Malta, competente per gran parte delle aree marine del Canale di Sicilia prese in considerazione dalla mappatura in questione).
     E' un dato di fatto, quello segnalato da Peppe Croce, che a me pare non sia altro che l'ennesima conferma dell'andazzo dei nostri governanti in materia, a qualunque livello si trovino ad operare... Un andazzo solo politico ? Certamente no, ma realizzato in combutta con la quasi totalità dei "media nazionali" che evitano di parlare, scrivere e informare in materia di trivelle e di petrolio sul suolo patrio, terra o mare che sia...
     E un'ultima prova di una tale volontà di disinformazione l'abbiamo stamani... Ed è sotto gli occhi di tutti. Mi riferisco al toto-ministri cui gli "esperti" in materia stanno giocando in questo momento sui vari canali televisivi, dopo l'incarico appena affidato dal Presidente Napolitano ad Enrico Letta del PD di formare un nuovo Governo. Si parla di un governo snello, composto da appena 12 ministri... E già si fanno già i nomi dei possibili titolari dei vari dicasteri. Ma se cerchiamo di sapere da tali previsioni chi potrebbe il prossimo Ministro dell'Ambiente, gireremmo tutti a vuoto. Non ci sono pronostici al riguardo.
     D'altronde in questo momenthttp://dorsogna.blogspot.com/2011/04/d507-altre-trivelle-pescara.htmlhttp://dorsogna.blogspot.com/2011/04/d507-altre-trivelle-pescara.htmlendere i gioielli di famiglia, l'Ambiente non è certo di moda ... Vuoi vedere allora che il Ministero dell'Ambiente sarà proprio uno dei ministeri colpiti dalla cura dimagrante del prossimo governo? E che, se non soppresso, sarà quanto meno accorpato ad altro ministero affine ? Ad esempio, con quello dello Sviluppo Economico, visto che insieme hanno già collaborato "proficuamente" nel Governo Tecnico di buona memoria... Oppure con quello degli Esteri, dati gli interessi comuni tra stati europei in fatto di trivelle e di multinazionali del settore energetico... Ma, forse, ancora meglio sarà allora accorparlo con il ministero del "Commercio Estero", dovendo vendere o "svendere" il nostro prezioso patrimonio ambientale per esigenze di cassa ... O sarà meglio dire di "casta" ?
     Qui a seguire la lettera inviata dalla Medoil all'ex ministro dell'Ambiente Clini in ringraziamento del suo "impegno" a favore delle trivelle di "Ombrina Mare" in Adriatico, e quindi l'articolo  pubblicato in proposito da Maria Rita DOrsogna sul suo Blog.

 

Morandi (Medoilgas) a Clini (Ministro Ambiente): grazie
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/04/morandi-medoilgas-clini-ministro.html

“I danni elevatissimi […] che la nostra azienda è destinata a subire, sono stati già esposti e quantificati agli uffici del Suo Ministero in occasione di precedenti incontri.” [...] “Desideriamo esprimere un doveroso apprezzamento per il prezioso contributo apportato da lei e dai suoi collaboratori per l’individuazione della soluzione poi adottata dal Governo al fine di porre riparo ad una situazione insostenibile oltre che ingiusta per gli operatori del settore e auspichiamo un positivo completamento dell’iter di presentazione alle Camere per una sua definitive e rapida approvazione”. (Dalla lettera inviata al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini da Sergio Morandi, amministratore delegato della Medoilgas Italia spa.)

    MONDAY, APRIL 22, 2013 - Un ministro dell’ambiente che riceve i ringraziamenti dei petrolieri. Questa è l’Italia, un paese dove è sempre più difficile avere fiducia nelle istituzioni perchè non è mai ben chiaro quali trame si snodino alle spalle dei cittadini. Ad inviare la lettera è la Medoilgas Italia, ramo italiano della inglese Mediterranean Oil & Gas plc. I ringraziamenti si riferiscono all’articolo 35 del Decreto Sviluppo che consente la trivellazione dei mari d’Italia senza fascia di rispetto alcuna. Prima di questo decreto il progetto Ombrina Mare della Medoilgas era praticamente “morto”, dopo il decreto è magicamente tornato in vita. E così un governo tecnico che era stato eletto per guidare il paese attraverso l’emergenza si prende a cura i problemi di piccole società petrolifere. Si vede che avevano già risolto tutti i problemi di noi cittadini.
    La storia di Ombrina Mare è molto semplice. Prima del 2010 in Italia si poteva trivellare il mare senza particolari restrizioni. Una specie di Far West dove le piattaforme petrolifere si potevano mettere anche a poche centinaia di metri dalla spiaggia. E così nell’estate del 2008 comparvero le trivelle esplorative Ombrina Mare della Medoilgas di Sergio Morandi a 5 chilometri dalla riva ad Ortona, e le trivelle Elsa della Petroceltic a 2 chilometri dalla riserva naturale di Punta Aderci a Vasto.
    
Si, a due chilometri da una riserva naturale. Complice lo scoppio del golfo del Messico, pressioni di vario genere sull’allora ministro Prestigiacomo, e proteste dei cittadini coordinate anche dalla sottoscritta, finalmente nel 2010 si varò il Decreto Prestigiacomo (D.Lgs. 128/2010) che imponeva per la prima volta in Italia una fascia di rispetto di 5 miglia – 9 chilometri – lungo tutta la penisola italiana. In caso di presenza di riserve naturali e zone protette Il limite passava a 12 miglia – 20 chilometri -.
    Fu una botta durissima per i petrolieri che improvvisamente videro stampata la parola “no” su vari progetti, incluse Ombrina Mare ed Elsa. Da allora petrolieri di ogni genere hanno cercato di fare tutto quello che potevano per revocare il Decreto Prestigiacomo. C’è voluto un po' di tempo, ma nell’estate del 2012 ci sono riusciti. Il governo Monti ha approvato il Decreto Sviluppo di Corrado Passera che include l’articolo 35, secondo il quale la fascia di rispetto passa a 12 miglia per tutta l’Italia ma SOLO per concessioni nuove e future. Per tutte quelle in itinere - incluse Ombrina Mare ed Elsa - si torna al Far West dei limiti zero dalla costa.
    E’ questa la “soluzione” che Morandi applaude. Nella sua letterina, Morandi parla di “drastiche restrizioni” all’attività di esplorazione e coltivazione nei mari italiani imposte dal Decreto Prestigiacomo. Eppure una fascia di rispetto di 9 o di 20 chilometri non mi pare una “drastica restrizione”, piuttosto del semplice buonsenso per un Paese che vuole vivere di turismo. In California ad esempio, la fascia di rispetto da più di 30 anni è di 160 chilometri, e in Florida di 200 chilometri.
    E noi cittadini signor ministro? Dov’è il suo “prezioso contributo” per salvare i nostri mari, quel mare che è anche suo? O per evitare la “situazione insostenibile ed ingiusta” per chi andrà al mare e a pesca all’ombra delle trivelle? Nel caso in cui se lo fosse dimenticato, un ministro fa gli interessi dell’Italia, mentre la lettera suggerisce una attenzione ai problemi della Medoilgas di Londra del tutto fuori luogo per un Ministro dell’Ambiente della Repubblica Italiana. Questa lettera sarebbe rimasta ben nascosta nei cassetti del Ministero se non fosse stato per il neo-eletto senatore del Movimento 5 Stelle d’Abruzzo, Gianluca Vacca, che l’ha scovata e resa pubblica. Leggo dichiarazioni di Clini che dice di non averla mai letta. Ha qualche rilevanza se l’abbia letta o no? L'opinione di Morandi è abbastanza chiara: “il prezioso contributo apportato da lei e dai suoi collaboratori per l’individuazione della soluzione poi adottata dal Governo”.
    I mari italiani, da Venezia ad Agrigento, meritano di meglio.

     E qui, ancora a seguire, l'articolo di Peppe Croce pubblicato da "Green Style" sull'estensione della "Zona Marina C - settore Sud"  concedibile per attività petrolifera nel Canale di Sicilia. Davvero una bella denuncia, che si commenta da sola...

  Petrolio offshore, l’Italia si espande nel Canale di Sicilia
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/petrolio-offshore-litalia-si-espande-nel-canale-di-sicilia-16721.html

    23 aprile 2013 - Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul fatto che il Governo italiano sia seriamente intenzionato a rilanciare la corsa al < petrolio offshore http://www.greenstyle.it/tag/petrolio-offshore >nel Mediterraneo, dovrebbe dare un’occhiata al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2013.
>>Leggi le nuove regole UE per il petrolio offshore
    Nel decreto ministeriale è contenuto il più grande allargamento di una zona marina concedibile per attività petrolifera che il nostro Paese abbia mai visto: la Zona marina C, il Canale di Sicilia. Un ampliamento talmente tanto grande che ha un nome proprio: “Zona marina C – settore sud“. In questa immagine, allegata al decreto, si vedono sia la “vecchia” Zona C che la nuova “Zona C sud”:

    Che il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, avesse un debole per l’offshore ibleo lo si era intuito sin dalla prima bozza della Strategia Energetica Nazionale, dove tra le aree da destinare alle trivellazioni aveva inserito proprio il mare di fronte le province di Ragusa e Siracusa. Adesso c’è la conferma, con un sostanziale raddoppio dello specchio di mare trivellabile.
>>Leggi le novità contenute nella seconda bozza del SEN
    Ma la questione non è semplice perché, a due passi da quell’enorme poligono rosso, c’è Malta. Che, quanto a voglia di trivellare, non ha nulla da invidiare all’Italia. Anzi, se andiamo a vedere i blocchi in cui l’isola dei Cavalieri ha spartito il suo mare in vista delle future concessioni petrolifere scopriamo che si tratta di un’area enorme:

    Ai lettori più attenti, e con l’occhio più sveglio, non sarà sfuggito un dettaglio: la nuova Zona marina C sud si sovrappone ai blocchi maltesi. E di parecchio: basta sovrapporre anche grossolanamente le due immagini per accorgersi che la nuova zona italiana si mangia letteralmente interi blocchi del mare di Malta. Lo abbiamo fatto:

    Ora, è chiaro che c’è un problema: non serve un giurista per capire che due Stati non possono possedere lo stesso tratto di mare. Come è anche chiaro che entrambi non possono pretendere le royalties dalle stesse compagnie petrolifere per lo stesso petrolio. Dove sta la soluzione?
    A dire il vero ancora non c’è, ma il Governo italiano confida di trovarla. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato mandato all’Unmig, l’Ufficio Miniere Idrocarburi e Geotermia, di aprire un tavolo tecnico congiunto con i maltesi per dividersi il Canale di Sicilia.
    Il primo incontro c’è stato il 27 settembre 2012, a Roma, con l’avvio di un “informal preliminary scoping exercise, without prejudice of sovereign rights“. Il secondo incontro è stato a La Valletta il 10 dicembre. Ecco come il Ministero descrive il negoziato e come spiega l’allargamento della Zona C:

"Anche allo scopo di avviare progetti di esplorazione congiunta con Malta, con Decreto Ministeriale del 27 dicembre 2012, è stata ampliata la Zona marina “C”, già istituita con Legge 21 luglio 1967, n. 613, nel Mare Ionio meridionale e nel Canale di Sicilia.
A seguito dei citati incontri si è altresì convenuto di sviluppare ulteriormente la collaborazione tra i due Paesi avviata in sede UE, segnatamente per finalizzare la proposta di Regolamento sulla sicurezza delle attività offshore che sarà probabilmente adottato nel corso del primo semestre 2013 sotto forma di Direttiva (testo in bozza attualmente all’esame dell’Energy Working Party del Consiglio Europeo) e che risponderà per quanto possibile a interessi e modelli dei Paesi mediterranei."

    Se son rose, fioriranno. Se c’è petrolio, sgorgherà. Ma resta un dubbio: allargare il mare territoriale di una nazione è palesemente un atto di politica estera. Da quando un Ministero dello Sviluppo Economico fa politica estera? Senza considerare, poi, che il Governo Monti ha perso la fiducia il 6 dicembre e, da quel giorno in poi, è abilitato a curare solo gli affari correnti. Un atto di politica estera di questa portata può essere considerato un “affare corrente”?
    Fonte: UNMIG | Gazzetta Ufficiale

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Dalla mia Bacheca su FB del 23/04/13

Falla all'oleodotto, esce petrolio allarme ambientale a Marghera
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     23/04/13 - La notizia su "Venezia Today it" data a domenica 21 Aprile, ma l'incidente risalirebbe addirittura a prima di giovedì scorso, quando è scattato l'allarme. Ma pensate che su stampa e TV i media di regime ne abbiano parlato ? Forse su qualche giornale locale. Ma certamente sui canali televisivi, dove pure servizi dedicati a temi ambientali non mancano certo, neppure una parola o un'immagine... Argomento tabù... Eppure il soggetto "inquinato" non è la Venezia di Disneyland, ma il gioiello originale che il nostro Paese davvero mostra di non saper difendere e di non meritare, al pari di tanti altre località dello Stivale ugualmente minacciate. Frattanto "la procura indaga"...

  Falla all'oleodotto, esce petrolio allarme ambientale a Marghera
da "Venezia Today it"
http://www.veneziatoday.it/...-inquinamento-petrolio-porto-marghera-21-aprile-2013.html


La chiazza nel canale Industriale Ovest è stata segnalata giovedì. Sabato si lavorava ancora per evitare che il materiale si disperdesse in laguna
    21-aprile-2013 - L'allarme è stato lanciato giovedì. Una chiazza oleosa di circa duecento metri e larga quattro, come riporta Il Gazzettino, è stata segnalata nel canale Industriale Ovest, a Porto Marghera. Guardia costiera, polizia municipale, guardiafuochi e pompieri sabato erano ancora al lavoro per impedire che lo sversamento raggiungesse le acque della laguna. Il materiale, ma gli accertamenti sono ancora in corso, proverrebbe da un oleodotto di una società petrolifera con raffineria a Mantova che in via Banchina dell'Azoto ha un deposito costiero collegato con il sistema di ricezione e stoccaggio della Agip Petroli.
    A determinare il danno con ogni probabilità uno squarcio formatosi sul condotto, forse per usura, da cui poi è fuoriuscito il greggio. Per ora non è stato possibile stabilire la quantità di liquido "fuggito" dalla tubazione, ma per evitare che quest'ultimo si disperda è stato "circondato" nel canale industriale con delle panne a monte e a valle. Il canale quindi è stato chiuso, per permettere le operazioni di bonifica. La Procura avrebbe aperto un'inchiesta per inquinamento.

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Post di Stefano Scaltriti

Omertà e servilismo, il nostro giornalismo...
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Appennino Lucano: la Regione autorizza nuovi pozzi ENI a Caldarosa
di Guido Picchetti (da una nota su Fb)
https://www.facebook.com/...-la-regione-autorizza-nuovi-pozzi-eni-a-caldarosa/599163623428790

    23/04/13 - Riprendo in questa mia nota, dal blog "Salviamo il Paesaggio", l'articolo in questione che ben dimostra l'andazzo che in questa "vacanza di governo" ha preso il nostro Paese e da tempo ormai sta portando avanti nell'indifferenza pressocchè generale, ma, soprattutto, nell'impotenza delle comunità più direttamente coinvolte.

  Appennino Lucano: la Regione autorizza nuovi pozzi ENI a Caldarosa
da "Salviamo Il Paesaggio Blog"
http://www.salviamoilpaesaggio.it/...la-regione-autorizza-nuovi-pozzi-eni-a-caldarosa/


     Apr 16, 2013 - Due ulteriori pozzi sorgeranno in una bellissima area, Caldarosa, zona di pascoli e sorgenti a ridosso dell’Appennino lucano, terra di antichi grani e di gigli rossi, terra di infiniti mozzafiato, terra di zafferano e di frutti spontanei.

 

     È davvero frustrante dover assistere impotenti allo sterminio di luoghi bellissimi. Restano la rabbia e l’indignazione, anche contro l’indifferenza della gente e l’affarismo degli Amministratori locali, che pure dovrebbero tutelare le vite dei cittadini.

3 commenti a margine dell'articolo su "Salviamo il Paesaggio"
Tiziana Medici says apr 23, 2013

Bisogna chiedere al Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e lagonegrese di dimettersi, di andare a casa!
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Maria Vitacca "Articolo 9" says apr 22, 2013

Il paradosso ulteriore  ? Questa zona interessata dalle future trivellazioni, Caldarosa, era stata classificata dalla Società Botanica nazionale come "Biotopo" da preservare assolutamente e come tale tutelato da una legge regionale del 1980. Adesso si può invece trivellare ? Non è più un "Biotopo" ? Una risposta chiara la attendiamo ancora dai "saggi" del PD che amministrano da decenni questa regione sfortunata in cui si continua a morire di leucemia e tumori, silenziosamente, per non disturbare gli affari di questa mafia di Stato !
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Romegas says apr 17, 2013

Bisogna che la gente fermi certi amministratori indegni di rappresentarli. E’una vergogna assistere a queste cose da parte di persone che sono solo dei venduti.

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Dalla mia Bacheca su FB del 22/04/13

Stoccaggio gas: decreto Passera pro – ENI
da "Ola Ambientalista it"
http://www.olambientalista.it/stoccaggio-gas-decreto-passera-pro-eni/


     19/04/13 - Con decreto ad hoc firmato dal ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera del 5 Aprile scorso, si è deciso “l’Accettazione dell’aggiornamento annuale del piano di sviluppo di nuova capacità di stoccaggio” in Italia. Ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del Decreto legislativo è accettato l’aggiornamento, per l’anno 2012, del piano per la realizzazione di nuova capacità di stoccaggio di gas naturale per complessivi 4038 milioni di metri cubi, proposto dall’ENI Spa con le lettere citate nelle premesse al provvedimento. I dati di sintesi dell’aggiornamento del piano accettato sono riportati negli allegati al decreto. Conseguentemente all’accettazione di cui al comma 1, l’aggiornamento del piano diviene vincolante per l’ENI Spa ai fini dello sviluppo di capacità di stoccaggio di gas naturale per almeno 4000 milioni di metri cubi, come stabilito dall’articolo 5, comma 1, lettera a) del Decreto legislativo. Leggi il decreto.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Pensavate che dopo le dimissioni del dicembre scorso il governo tecnico "Monti" fosse in carica soltanto per il disbrigo dell'ordinaria amministrazione ? Sbagliato !!! Lo scorso 5 Aprile è stato approvato il decreto legge sullo "stoccaggio gas Pro-Eni" elaborato da Passera, ex ministro dello sviluppo economico doppiamente dimissionario, non avendo voluto neppure metterci la faccia nella lista civica Monti presentatasi alle ultime elezioni del febbraio scorso... E, nonostante ciò, l'ENI ha raggiunto il suo obiettivo... Ma a che serve allora avere o non avere un governo, se tutto va avanti allo stesso modo, e senza che nessuno "risponda" di quanto viene deciso, decreti legge compresi ?
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Esercito Italiano e ASSOIL: accordo sulla leva della trivella
da "Ola Ambientalista it"
http://www.olambientalista.it/esercito-italiano-e-assoil-accordo-sulla-leva-della-trivella/


     19/04/13 - È notizia di ieri pomeriggio (18 Aprile ’13) che l’Esercito Italiano per mezzo del Comando militare “Basilicata” ha firmato un accordo con la ASSOIL per formare nuove leve nel settore estrattivo. La notizia battuta dall’ANSA, parla di una selezione da effettuare tra i giovani in ferma volontaria presso il comando regionale, riservando una quota di iscrizioni a chi è in ferma volontaria presso il “Basilicata”. L’accordo è stato firmato dal colonnello Salvatore Calderaro e da Sergio Polito, presidente della ASSOIL School. Inutile ricordare che la ASSOIL School è un progetto la cui mission è quella di formare i giovani al mondo delle estrazioni.
     Ci chiediamo come mai l’ormai defunta coercizione della leva obbligatoria – durata dal 1861 fino al 2005 – debba ora fungere da database telematico per le segnalazioni di nomi da impiegare nel settore minerario- indirizzo di studio: estrazioni idrocarburi. Probabilmente, in un periodo come questo in cui la mimetica non esercita – appunto – più l’appeal di un tempo, ci si rivolge ad altri campi di impiego, oltre il già celebre peace-keeping che tutti conosciamo. Quindi si passa dall’al-levare giovani alle rigide e vetuste regole marziali di sabauda memoria, al preparare classi per la leva della trivella.
     Il marketing petrolifero inarrestabile: da think tank a think & tank? E con tanti t(h)anks a tutti! Un giorno sentiremo in un CAT (Centro Addestramento Trivelle), un manipolo di ragazzi in formazione di marcia cantare marcette cameratistiche, mentre il sergente di ferro di turno intimerà: “Alt. PresentatTrivell’. Trivell". E giù a ispezionare e trivellare. Come a dire: Giovani Leve crescono Mimeticamente all’ombra della Scuola-Trivella. Chissà cosa ne direbbe Platone di tanta evoluzione accademica. A parte la celia, la preoccupazione è che in una fase di drammatica carenza di lavoro, sia le forze armate quanto scuole come la ASSOIL esercitano – di nuovo, per l’appunto – un potenziale punto di riferimento per chi, come in Lucania, ha scarsità di indirizzi occupazionali a cui rivolgersi. E all’ammaina-trivella serale, sentiremo il suono del silenzio. Sì, il silenzio di una generazione che viene al-levata all’uso della trivella.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Questa è davvero bella !!! I militari italiani di leva vanno a scuola di tecniche estrattive petrolifere "invasive" sul territorio.. Ma, si badi bene non per "difesa", ma per "attacco"... In altre parole vanno a "scuola di guerra" (come è giusto che sia...). non per ostacolare le "invasioni " delle multinazionali del settore sul suolo patrio, ma per favorire tali pratiche "invasive" sul territorio nazionale, in terra o in mare, in grado di condizionare il futuro modello di sviluppo del Paese, ma soprattutto di generare rischi, pericoli e danni ambientali e sanitari per le comunità locali e per le nostre future generazioni... Auguri !!!

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A Ilva Alvani e Luca Facciolo piace questo elemento.

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Med No Triv presenta denuncia alla Commissione Europea
da "Ola Ambientalista it"
http://www.olambientalista.it/med-no-triv-presenta-denuncia-alla-commissione-europea/


      20 aprile 2013 - Il Comitato Mediterraneo No Triv ha presentato formale denuncia alla Commissione delle Comunità Europee segnalando violazioni di norme del diritto comunitario compiute dall’Italia. La gravità della situazione del Golfo di Taranto interessato da ben 12 istanze di ricerca di idrocarburi da parte di compagnie petrolifere di tutto il mondo e l’autorevolezza dell’ente preposto alla recezione della denuncia, ha indotto il comitato ad approfondire la denuncia anche con l’indicazione della normativa che in Italia consente una simile situazione.
      Il riferimento è soprattutto all’art. 35 del D.L. 83/2012 detto “Decreto Cresci Italia” che consente il riavvio di tutte quelle istanze di ricerca di idrocarburi già rigettate con il decreto Prestigiacomo emesso all’indomani del disastro petrolifero nel Golfo del Messico. Le norme di diritto comunitario violate, a parere del comitato Mediterraneo No Triv, sono nello specifico l’art. 191 del Trattato di Maastrich che introduce il principio di precauzione.
      Il principio di precauzione configura l’obbligo per ciascun stato aderente alla Comunità Europea di adottare disposizioni di legge in grado di prevenire ed escludere qualsiasi tipo di rischio potenziale all’ambiente, alla salute e alla sicurezza pubblica. In sostanza si impone allo Stato - che deve eventualmente autorizzare la realizzazione di un impianto industriale in grado di incidere sensibilmente sull’ambiente e di conseguenza sulla salute dei cittadini - , di basare la propria decisione su studi scientifici obbiettivi, trasparenti e imparziali in grado di escludere forme di inquinamento o di danno o di pericolo per l’ambiente.
      La valutazione scientifica dei rischi deve essere delegata dall’istituzione ad esperti scientifici che debbono elaborarla in modo indipendente, obbiettivo e trasparente. Si configura così l’obbligo per le istituzioni di assicurare un elevato livello di tutela dell’ambiente e della salute pubblica a seguito di decisioni assunte sulla base dei migliori dati scientifici disponibili e che siano fondate sui più recenti risultati della ricerca internazionale, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici.
      In Italia, invece, assistiamo a Studi di Impatto Ambientale confezionati da chi ha un interesse economico nel progetto, ossia le società petrolifere. Così come evidenziato dalle osservazioni presentate dal Comitato Mediterraneo No Triv alle istanze D 73 E D 74 a pag. 7-8-9 e 10, lo Studio di Impatto Ambientale è predisposto proprio dalle società che hanno presentato l’istanza di ricerca di idrocarburi, circostanza in aperto contrasto con il principio di precauzione basato su valutazione scientifica dei rischi elaborata in modo indipendente, obbiettivo e trasparente. Inoltre, con decisione del Consiglio del 17 dicembre 2012 (2013/5/UE), il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato l’adesione dell’UE al protocollo relativo alla protezione del Mar Mediterraneo dall’inquinamento derivante dall’esplorazione e dallo sfruttamento della piattaforma continentale, del fondo del mare e del suo sottosuolo.
      Di indubbio rilievo è quanto stabilito al punto (10) della Convenzione ove si stabilisce che “uno degli obbiettivi della politica ambientale dell’Unione è la promozione di misure a livello internazionale per affrontare problemi ambientali regionali. In relazione al protocollo offshore è di particolare importanza tener presente l’alta probabilità di effetti ambientali transfrontalieri in caso di incidenti in un mare semichiuso come il Mare Mediterraneo".
      Al punto (4) si precisa che “data la natura semichiusa e le speciali caratteristiche idrodinamiche del Mar Mediterraneo, un incidente paragonabile a quello verificatosi nel Golfo del Messico nel 2010 potrebbe avere conseguenze transfrontaliere deleterie immediate sull’economia e sui fragili ecosistemi marini e costieri del Mediterraneo”.
      Un’attività intensiva di ricerca e successivamente di estrazione di idrocarburi nel Mar Mediterraneo appare in netto contrasto con le disposizioni sopra elencate a protezione del mare e del suo sottosuolo. La mancata previsione di restrizioni e prescrizioni limitative all’attività di ricerca di idrocarburi per le istanze in corso di approvazione alla data di promulgazione del decreto Prestigiacomo a fronte della considerazione dell’alta probabilità di effetti ambientali transfrontalieri in caso di incidenti in un mare semichiuso come il Mare Mediterraneo, oltre alla violazione del principio della precauzione e di decisioni istituzionali adottate in assenza di studi scientifici dei rischi elaborati in modo indipendente, obbiettivo e trasparente, evidenziano la considerazione prettamente regionale che ha l’Italia ha di un bene in realtà comune a tutti i paesi aderenti all’UE ossia il Mare Mediterraneo.
      La denuncia è stata consegnata anche a tutti Sindaci presenti (11) della Basilicata, Puglia e Calabria, con l’impegno assunto di discuterla e approvarla nei rispettivi Consigli Comunali. Era presente alla conferenza stampa anche il responsabile dell’area di programma del metapontino Avv.Francomano.
     I portavoce del Comitato – Avv. Giovanna Bellizzi – Felice Santarcangelo.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
E finalmente una buona notizia, tra le poche che abbiamo sul tema... Ma cosa risponderà a tale denuncia la nostra cara Europa ? O quanto meno, ci sarà prima o poi una risposta ? Oppure, facendo scuola il nostro Paese in Europa, tale risposta neppure sarà presa in considerazione ?
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A Ilva Alvani, Luca Gioria, Alfonso Nigro e Giusi Orefice piace questo elemento.

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"Meridione di petrolio e di silenzio" di Sebastiano di Paolo
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


    22/04/13 - Un articolo interessante sul petrolio, tutto da leggere. Un articolo che, partendo da fatti attuali di cui purtroppo almeno nel nostro Paese si ha poca coscienza e ancor meno informazione corretta, si collega a certi ricordi lontani nella memoria personale e collettiva. Ricordi relativi a Pier Paolo Pasolini, il poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paroliere e scrittore, morto assassinato il 2 novembre 1975 sul lido di Ostia. Di lui siamo in tanti a rammentare la tragica fine, ma solo in pochi sanno del suo ultimo impegno di scrittore attento ai problemi sociali del tempo.
     A scriverne oggi, a quasi 40 anni dalla sua scomparsa, e in particolare di questo impegno particolare per il petrolio, l'oro nero" di ieri e di oggi, è Sebastiano Di Paolo, alias Elio Goka sul sito web "Canale Napoli It", che cosi termina il suo articolo:

  "In una lettera di Pasolini a Moravia, il regista scrisse delle sue intenzioni di realizzare 'Petrolio' come 'testamento' intorno alla sua testimonianza di 'quel poco di sapere che uno ha accumulato, e che è completamente diverso da quello che egli si aspettava'.
Pasolini non ultimò il suo romanzo, perché assassinato prima di poterlo concludere. Pubblicato postumo e incompleto, il 'brogliaccio' e l’insieme di appunti, nell’edizione del 1992 curata da Einaudi, uscì in copertina totalmente bianca, in contraddizione con le prevalenti linee editoriali, che non preferiscono pubblicare copertine completamente bianche.
'Petrolio' fu pubblicato vestito di bianco perché questo colore, secondo la giustificazione della casa editrice, a dispetto di ogni altro colore, avrebbe evitato l’azzeramento dei significati, per essere significato esso stesso. 'Quello dei fantasmi, delle apparizioni, della morte, della paura e dell’inquietudine'. Bianco, pulito e immacolato. Bianco petrolio."
(foto su P.P.Pasolini da Wikipedia)

     E' un articolo, quello di Di Paolo, che, pur nella semplice trasfigurazione cromatica del petrolio da nero in bianco, il colore della purezza, risulta decisamente inquietante oggi ancor più di ieri, trovando inoltre in certo qual modo conferma su quanto riportato da Wikipedia sullo scrittore laddove riferisce sulle probabili cause della sua morte:

  "Un'ipotesi molto più inquietante collega Pier Paolo Pasolini invece alla "lotta di potere" che prendeva forma in quegli anni nel settore petrolchimico, tra Eni e Montedison, tra Enrico Mattei e Eugenio Cefis. Pasolini, infatti, si interessò al ruolo svolto da Cefis nella storia e nella politica italiana: facendone uno dei due personaggi "chiave", assieme a Mattei, di 'Petrolio', il romanzo-inchiesta (uscito postumo nel 1992) al quale stava lavorando poco prima della morte. Pasolini ipotizzò, basandosi su varie fonti, che Cefis alias Troya (l'alias romanzesco di Petrolio) avesse avuto un qualche ruolo nello stragismo italiano legato al petrolio e alle trame internazionali. Secondo autori recenti ("Borgna e Lucarelli: Così morì Pasolini" su MicroMega) e secondo alcune ipotesi giudiziarie suffragate da vari elementi, fu proprio per questa indagine che Pasolini fu ucciso. Il 1º aprile 2010, l’avvocato Stefano Maccioni e la criminologa Simona Ruffini hanno raccolto la dichiarazione di un nuovo testimone che potrebbe aprire nuove piste investigative."

     Qui a seguire riporto integralmente  l'articolo "Meridione di petrolio e di silenzio" di Sebastiano Di Paolo.

  Meridione di petrolio e di silenzio
di Sebastiano Di Paolo, alias Elio Goka
http://www.canalenapoli.it/news/meridione-di-petrolio-e-di-silenzio-60030

    21/04/2013 - Non puoi provare a comprendere una cosa se non l’hai avuta almeno una volta tra le mani. Se non l’hai sperimentata, vista, osservata, se non hai avuto l’opportunità di analizzarne un solo indizio, un residuo, un effetto o un qualunque tipo di legame che ne provi l’esistenza. È nelle regole della ragione umana.
    Gli economisti, gli esperti di politica, di ingegneria, sarebbero forse i migliori consiglieri al riguardo, specie per confermare l’impressione che l’argomento di più difficile trattazione nell’ambito delle scienze complesse, mi riferisco a quelle che riguardano più discipline, che mettono insieme indagini su argomenti scientifici e umanistici allo stesso tempo. Per esempio? Per esempio il petrolio.
    Mai argomento fu più angusto e misterioso per le analisi umane del mondo contemporaneo, e mai altro argomento, al pari, se non al di sopra dell’acqua, scaraventò le sorti dei popoli in un abisso senza ritorno. Tutto si muove intorno a quella sostanza fossile che nel tempo s’è guadagnata l’appellativo di “oro nero”. Pareggia tutto. Le guerre, la finanza internazionale, la politica, l’imprenditoria, le crociate di nuova generazione, le dittature, le spie e ogni altro ingranaggio rivolto alla conservazione del potere.
    Parlare di petrolio, per me, sarebbe come misurare al centimetro la foresta tropicale, personalmente, col metro in mano e una cartina geografica. Piuttosto che adoperarsi, sia pur in buona fede, per finire presto presto nell’ombra gigante del ridicolo, mi sentirei di ripensare a quando qualcosa che ha a che fare col petrolio, l’ho vista per la prima volta in Africa equatoriale, sorvolando le luci dei pozzi del Golfo di Guinea. A terra, poi, compresi altre cose.
    In Italia, la parola petrolio, quasi sempre, rievoca sensazioni esotiche, rinvia l’immaginario collettivo alla guerra in Iraq, all’Arabia Saudita e alle notizie dei telegiornali. Eppure, da tanti anni, anche in Italia il petrolio ha un ruolo determinante per l’economia e la vita degli italiani, e non soltanto rispetto agli accordi con gli altri paesi, ma pure per il greggio presente su territorio nazionale.
    La regione più importante, da questo punto di vista, è la quieta e silenziosa Basilicata, tessera minuscola incastrata nel bel mezzo del meridione, proprio come la Guinea è quella terra piccolissima che a stento si riesce a scorgere sulle cartine geografiche delle agende. La Basilicata ha il petrolio, e ne ha pure tanto, abbastanza per tirarsi addosso le mire e i corteggiamenti di molti paesi esteri. Germania, Francia, Inghilterra, Giappone e ancora fino a una dispersione di accordi rimasti a lungo incompiuti un po’ perché non se ne parla, e un po’ perché il potenziale economico della regione è rimasto intrappolato nelle maglie di una fitta serie di catene burocratiche che non sembrano avere fine.
    Intanto, la Val d’Agri, area maggiormente interessata, aspetta che i pozzi riservino ai lucani la grande opportunità di lavoro che da molti anni è stata annunciata ma mai realizzata. Secondo alcuni calcoli, pare che gli estrattori, le solite compagnie, paghino alla Basilicata, e all’Italia, una royalty (come fosse una specie di riconoscimento di diritto di proprietà sull’utilizzo) molto bassa, molto al di sotto di quelle versate ai paesi arabi. E le condizioni di estrazione non sarebbero delle migliori. Perché, a lavoro finito, si pensa entro il 2022, la Basilicata risentirà degli effetti sia a livello economico che ambientale, soprattutto ambientale.
    Dettaglio non da poco. La Basilicata, fino al 2012, è stata la regione italiana col più alto tasso di cittadini colpiti da tumori. Venosa, la città dei malati maschi. Matera, la città dei malati donne. È ovvio che questo è un dato, ma non per questo è detto che ci sia un legame con le attività di estrazione, anche se, nel passato recente, alcuni comitati civici hanno sostenuto un teorema ambientale che legherebbe i due fenomeni.
    Intanto, mentre Eni e Total si contendono i pozzi lucani, e gli altri paesi raggiungono accordi sottobanco con le autorità italiane, l’Esercito italiano ha chiuso un accordo con l’Assoil School, per collaborare in vista del reclutamento di nuovo e giovane personale da formare per le attività relative alle estrazioni petrolifere. Nel frattempo, nel silenzio assoluto di stampa e televisioni, prosegue il “fuoco incrociato” tra i livelli politici e imprenditoriali, tutto sopra un mare nero solcato dai più inquietanti sistemi di interessi.
    Torna in mente uno dei libri, lasciato purtroppo incompleto, più significativi e misteriosi della bibliografia di Pier Paolo Pasolini. Il titolo è proprio questo, “Petrolio”. Quando Pasolini rivelò di essere a buon punto sulla stesura di un libro e del suo titolo, fu proprio lo scrittore friulano a descrivere di cosa la sua opera avrebbe raccontato, che in Petrolio ci sarebbe finito tutto, banche, politica, imprenditoria, ogni cosa invischiata col petrolio, con “tutti i problemi della vita politica e amministrativa della Repubblica: col petrolio sullo sfondo come grande protagonista della divisione internazionale del lavoro, del capitale che determina questa crisi, le nostre sofferenze, le nostre debolezze e le nostre sudditanze”, e di come una determinata parte politica aveva determinato certi spostamenti all’interno, e non solo, dei più importanti colossi italiani dell’energia.
    In una lettera di Pasolini a Moravia, il regista scrisse delle sue intenzioni di realizzare Petrolio come “testamento” intorno alla sua testimonianza di “quel poco di sapere che uno ha accumulato, e che è completamente diverso da quello che egli si aspettava”. Pasolini non ultimò il suo romanzo, perché assassinato prima di poterlo concludere. Pubblicato postumo e incompleto, il “brogliaccio” e l’insieme di appunti, nell’edizione del 1992, curata da Einaudi, uscì in copertina totalmente bianca, in contraddizione con le prevalenti linee editoriali, che non preferiscono pubblicare copertine completamente bianche. "Petrolio" fu pubblicato vestito di bianco perché questo colore, secondo la giustificazione della casa editrice, a dispetto di ogni altro colore, avrebbe evitato l’azzeramento dei significati, per essere significato esso stesso. “Quello dei fantasmi, delle apparizioni, della morte, della paura e dell’inquietudine”. Bianco, pulito e immacolato. Bianco petrolio.

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Dalla mia Bacheca su FB del 21/04/13

24 scosse sismiche da ieri mattina a Città di Castello...
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


     21/04/13 - In Alta Val Tiberina, con epicentro in prossimità di Città di Castello, dopo una prima scossa di mag 3,5 alle ore 9:57 di ieri mattina (sabato 20/04), fino alle 9:30 di stamane sono state registrate altre 23 scosse sismiche, tutte di intensità inferiore. Alle 8:01 e alle 8:17 di stamani le due più forti, rispettivamente di mag. 3.1 e 3.2. Profondità delle scosse compresa i 2 e i 10 km.

1) - Magnitudo ML 3.5
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 07:57:43.0 UTC
Posizione 43.44 N; 12.26 E
Profondità 10 km

2) Magnitudo ML 2.5
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 08:06:22.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.31 E
Profondità 9 km

3) Magnitudo ML 2.4
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 12:05:22.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 10 km

4) Magnitudo ML 1.8
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 12:16:45.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 10 km

5) Magnitudo ML 2.4
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 13:45:35.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.30 E
Profondità 9 km

6) Magnitudo ML 2.2
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 15:59:54.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 7 km

7) Magnitudo ML 2.3
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 16:50:47.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.30 E
Profondità 7 km

8) Magnitudo ML 2.6
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 18:57:44.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 10 km

9) Magnitudo ML 2.7
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 19:31:00.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.31 E
Profondità 9 km

10) Magnitudo ML 2.4
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 20:25:00.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 8 km

11) Magnitudo ML 2.4
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 20:33:46.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 10 km

12) Magnitudo ML 2.6
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 20:55:49.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 8 km

13) Magnitudo ML 2.2
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 21:00:48.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.31 E
Profondità 9 km

14) Magnitudo ML 2.0
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 21:18:41.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.31 E
Profondità 9 km

15) Magnitudo ML 2.4
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 21:20:39.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.30 E
Profondità 8 km

16) Magnitudo ML 2.0
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 21:30:32.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.31 E
Profondità 9 km

17) Magnitudo ML 2.6
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 21:37:17.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 8 km

18) Magnitudo ML 2.1
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013-04-20 21:41:34.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 10 km

19) Magnitudo ML 2.1
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013/04/21 02:31:50.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.29 E
Profondità 8 km

20) Magnitudo ML 2.4
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013/04/21 02:43:35.0 UTC
Posizione 43.46 N; 12.30 E
Profondità 9 km

21) Magnitudo ML 3.1
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013/04/21 06:01:36.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 8 km

22) Magnitudo ML 3.2
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013/04/21 06:17:36.0 UTC
Posizione 43.41 N; 12.36 E
Profondità 2 km

23) Magnitudo ML 2.2
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013/04/21 07:16:51.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.30 E
Profondità 7 km

24) Magnitudo ML 2.3
Regione ITALIA CENTRALE
Data 2013/04/21 07:18:55.0 UTC
Posizione 43.45 N; 12.29 E
Profondità 9 km

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Post di Guido Picchetti del 22/04/13

Lo sciame sismico nella zona è, purtroppo, tuttora in corso...

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     - Dall' 11 al 20 Aprile 2013
 
Dalla mia Bacheca su FB del 18/04/13

Scossa "fantasma" nel Canale di Sicilia...
di Guido Picchetti (da un post su Fb)
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/10200462634302737


    18/04/13 - Oggi è giovedì. E la scossa in questione di mag 3,2 sarebbe avvenuta alle 23:57 della notte tra martedì e mercoledì, con epicentro una decina di km a sud-est da Lampedusa. Ma a darne notizia è solo l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), mentre l'EMSC (Euro-Mediterranean Sismologic Center) non riporta alcun dato al riguardo... Cose che capitano, anche se forse non dovrebbero avvenire... Comunque a Pantelleria nessuno ha avvertito il sisma. E, a quanto pare, neppure a Lampedusa... A seguire la mappa dell'epicentro ricavata da INGV e la notizia sul web rilanciata da "Fanpage".

  Scossa di terremoto di magnitudo 3.2 al largo di Lampedusa
http://www.fanpage.it/scossa-di-terremoto-di-magnitudo-3-2-al-largo-di-lampedusa/

L'evento sismico avvenuto questa notte è stato localizzato in mare ad una profondità di circa 7 chilometri. Non sono segnalati vittime né danni.
    17/04/13 - Una lieve scossa sismica è stata avvertita dalla popolazione nella notte tra martedì e mercoledì nel Canale di Sicilia, non lontano da Lampedusa in provincia di Agrigento, fortunatamente senza causare danni o vittime.
    L'epicentro dell'evento sismico è stato localizzato in mare, tra i 10 e i 20 km a sudest della principale isola delle Pelagie e ad una profondità di circa 6,9 km. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la scossa di terremoto è stato registrata alle ore 23.57 di ieri, con una magnitudo pari a 3.2 della scala Richter. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, comunque non risultano al momento danni a persone o cose.

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La ‘rete dei giornalisti per l’ambiente’ di Green Style
di Lidia Giannotti (da un post condiviso su Fb)
https://www.facebook.com/lidia.giannotti/posts/10200800777689118

    17/04/13 - Oggi alle 17,30 vai sul link di www.greenpolitica.it: si parla di ILVA e di TARANTO (collegamenti e commenti da più parti d'Italia). 100 giornalisti hanno deciso di fare rete - una rete per l'ambiente - e guardate cosa sono capaci di fare: una trasmissione in 10 da posti diversi: i 10 MONITOR... http://www.greenpolitica.it/hangout/  — con Otto Brucker e altre 19 persone.
    Leggi "La ‘rete dei giornalisti per l’ambiente’ insieme a Greenpolitica" su http://www.greenpolitica.it/.

 
Domani alle 17,30 arrivano #igreen: La ‘rete dei giornalisti per l’ambiente’ insieme a Greenpolitica per un’informazione 100% sostenibile

http://www.greenpolitica.it/domani-alle-1730-...greenpolitica-per-uninformazione-100-sostenibile/

    16/04/13 -La rete ‘Giornalisti per l’ambiente’, nata da un’idea di Marina Perotta e Peppe Croce, che conta oltre 100 membri tra giornalisti impegnati a dar voce alle problematiche ambientali e cittadini interessati all’ambiente, all’energia e all’economia sostenibile, si associa al portale Greenpolitica per un progetto di informazione volto a amplificare il peso della sostenibilità e delle buone pratiche ecologiche.
    Greenpolitica aderisce alla rete e si occuperà di diffondere i contenuti sul proprio sito e sui social, in primis su twitter. Il principale obiettivo di greenpolitica, afferma Rosa Tinnirello direttrice del portale, è di amplificare il buon lavoro svolto dalle Associazioni, dalla Stampa e dagli Opinion leader che ogni giorno si battono per la salute e per un futuro verde e pulito, quindi la collaborazione con la ‘Rete dei giornalisti per l’ambiente’ è al primo punto della nostra mission.
    Di cosa si tratta? I giornalisti intervistano i protagonisti della green economy tramite hangout, Greenpolitica segue la diretta su twitter e legge i contributi e le domande poste dal pubblico della rete.

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Post di Lidia Giannotti

Vedi il video "Taranto: quale futuro dopo il referendum sull'Ilva?" qui a seguire. Il referendum tarantino sulla chiusura dell'Ilva, che ha raggiunto solo il 19,5% di affluenza, deve essere considerato un flop? O forse i 35 mila tarantini che sono andati al voto sono comunque un successo ? Peppe Croce, Stefania Divertito e Marina Perotta ne hanno parlato con Alessandra Congedo di Inchiostro Verde, Luciano Manna e Alessandro Marescotti di Peacelink, e Fabio Matacchiera del Fondo Anti Diossina di Taranto. Tra i momenti salienti:
     - 03:00 Il referendum è una tappa di un percorso iniziato da tempo e non ancora concluso
     - 18:00 L'Ilva ad oggi non ha ancora un piano industriale per le bonifiche
     - 24:45 Perché non si è raggiunto il quorum.

"Taranto: quale futuro dopo il referendum sull'Ilva?"
Trasmesso in diretta streaming in data 17/apr/2013
e caricato da Peppe Croce di www.greenstyle.it Mercoledì 17/04/13 alle 18.18 - (1:21':46")

http://youtu.be/xRq9UyYtlWs

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Post di Guido Picchetti
Dibattito interessante, seguito in diretta streaming su youtube... E ora disponibile debitamente registrato su youtube (1:21:48).
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A Andra Autieri , Giuseppe De Marzo, Andrea Aufieri, Teresa Manuzzi, Vittorio Merolla, Loredana Ciaccia, Francesca Naccarati, Lodovica Desideri, Emanuele De Gasperis, Fulvia Gravame e al sottoscritto piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 17/04/13

Santuario dei cetacei, o piuttosto "camposanto" dei cetacei ?
di Guido Picchetti (a margine di una immagine condivisa su FB)
https://www.facebook.com...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1

     17/04/13 - Secondo l'ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana), su 125 spiaggiamenti di cetacei lungo le coste italiane la Toscana ne conta 28, e già rispetto alle altre regioni costiere italiane è un dato di per sè rilevante. Ma se a questi 28 aggiungiamo i 31 sulle coste contigue del Lazio, abbiamo un dato certo di 59 spiaggiamenti, che corrisponde quasi alla metà dei cetacei spiaggiati e censiti su tutte le coste mediterranee italiane.
     Sono 59 cetacei censiti su coste lambite da "Pelagos", quella grande area marina protetta altrimenti definita "Santuario dei Cetacei". Un'area che in verità comprende anche le zone marine antistanti la Liguria, la Corsica e la Costa Azzurra francese, sui cui eventuali spiaggiamenti il censimento dell'Arpat non fornisce alcun dato (vedi immagine in basso). Che il tanto decantato "Santuario dei Cetacei" sia divenuto per nostre colpe il loro "Camposanto" ?

      A seguire l'articolo pubblicato da ARPAT che riferisce sui dati in questione.

  Aggiornamento sugli spiaggiamenti di delfini
a cura di Cecilia Mancusi (da ARPAT News n° 75/13)
http://www.arpat.toscana.it/...-13/075-15-aggiornamento-sugli-spiaggiamenti-di-delfini/ 

La situazione ai primi di aprile: 28 i cetacei spiaggiati in Toscana su un totale di 125 a livello nazionale.
    Venerdì 05 Aprile 2013 - Nel periodo gennaio-marzo si sono verificati numerosi eventi di spiaggiamento di cetacei in Toscana (vedi anche ARPATnews 036-13). Tali eventi si sono concentrati nella parte più meridionale della regione (a sud di Livorno) comprese le isole d'Elba e Pianosa. Tra i 28 animali registrati fino ad oggi, 20 appartengono alla specie Stenella coeruleoalba (stenella striata), 2 erano tursiopi (Tursiops truncatus), 1 balenottera comune (Balaenoptera physalus) mentre 5 sono stati registrati come "indeterminati" date le pessime condizioni di conservazione della carcassa che non ne hanno permesso una identificazione certa della specie.
    Più del 50% degli animali spiaggiati (16 su 28) sono stati campionati: in tutti i casi è stato prelevato un campione di grasso e muscolo per le analisi dei contaminanti ambientali (a cura dell'Università di Siena), in 9 casi è stata effettuata una necroscopia completa da parte dei veterinari dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana, sede di Pisa. Dove era possibile è stato prelevato lo stomaco.
    La numerosità degli eventi registrati in questo periodo in Toscana appare anomala, pur considerando che il maggior numero di spiaggiamenti viene di solito registrato nel periodo invernale ed anche tenendo conto dell'efficienza raggiunta dalla rete di monitoraggio regionale, che permette di anno in anno di segnalare un maggior numero di casi (lo scorso anno sono stati registrati 35 spiaggiamenti, il numero più alto registrato in Toscana dal 1986). L'eccezionalità del fenomeno di questi primi mesi del 2013 può essere confermata anche dal fatto che analoghi spiaggiamenti stanno avvenendo lungo l'intera costa Tirrenica. Le tabelle di seguito (vedi immagine in alto, ndr) riportano la situazione nazionale aggiornata al 31 marzo scorso (dati estratti dalla Banca Dati Spiaggiamenti).
    Gli esami di laboratorio sui campioni prelevati sulle stenelle morte sono attualmente in corso e non si possono quindi fare ipotesi di alcun tipo sulle cause di morte. Sulla base degli esiti di laboratorio attualmente disponibili non è possibile al momento individuare una eziologia patogena che spieghi da sola l'anomalo fenomeno degli intercorrenti spiaggiamenti: tuttavia, l'ingente lavoro finora svolto, ha permesso di acquisire preziose indicazioni sulle modalità di prosecuzione delle indagini. Le analisi effettuate su alcune stenelle spiaggiate erano da ricondurre ad infezioni di vario tipo. Gli esami di laboratorio attualmente conseguiti evidenziano, infatti, che 1 individuo è risultato infetto da Dolphin morbillivirus, un agente virale responsabile di due gravi epidemie in passato nel Mediterraneo (1990/1992 e 2006/2008) e di altri episodi analoghi nel resto del mondo. Inoltre in due esemplari è stato isolato anche il batterio Photobacterium damselae subsp. damselae, responsabile di sindromi emolitiche ed emorragiche. Il ruolo di questo agente nell'anomalia in corso rimane tuttavia ancora da comprendere, in quanto è descritto generalmente come un patogeno opportunista.
    In generale, tutti gli animali si sono presentati fortemente parassitati, indice di un quadro immunitario significativamente compromesso. Tra le possibili ragioni, oltre al ruolo del Morbillivirus o di altri agenti biologici, è in corso di valutazione analitica anche quello di agenti inquinanti organici che si accumulano nei tessuti dei cetacei e che possono alterarne la risposta immunitaria. Si tende comunque ad escludere il verificarsi di un episodio di tossicità acuta dovuta ad incidenti di origine antropica, in quanto tali eventi avrebbero visto il coinvolgimento di più specie, non solo mammiferi e non essenzialmente stenelle, contemporaneamente e con tempi ridotti.
    Per meglio comprendere la natura di questo evento di mortalità anomala, dovranno essere completate le intercorrenti analisi e confrontarne gli esiti con quelli di altri studi, in particolare le indagini genetiche per lo studio di popolazione e quelli relativi ai fattori meteo-marini.

    Le stenelle spiaggiate in Toscana sono tutte in avanzato stato di decomposizione. Per cercare di comprendere da dove potrebbero essere arrivate le carcasse è stata attivata una collaborazione con il Consorzio LaMMA che può realizzare alcune tipologie di prodotti utili alla valutazione della mortalità anomala di questo periodo. Attraverso alcuni modelli, infatti, si può ipotizzare di ricostruire a ritroso il percorso seguito dalle stenelle morte in base ai venti, alle onde e alle correnti di superficie dei giorni antecedenti la loro morte, predisponendo anche la procedura di back tracking (ricostruzione delle traiettorie), per tentare - "andando all'indietro" rispetto alla traiettoria realmente percorsa dalle carcasse - di individuare, almeno al livello probabilistico, le aree a maggiore probabilità di provenienza dei cetacei. La rappresentazione delle mappe di vento, correnti e moto ondoso, alla più alta risoluzione possibile, che sono in corso di realizzazione, coprirà il periodo dal 20 Dicembre a oggi.
    Per ciò che riguarda il ruolo di ARPAT, svolge in Toscana una funzione di coordinamento dei vari soggetti (IZS, USL, Università di Siena, ecc.) che a vario titolo sono chiamati a dare il loro apporto, nell'ambito naturalmente del coordinamento svolto a livello nazionale da parte del Ministero dell'Ambiente. Noi stessi siamo chiamati, in collaborazione con l'Università di Padova, ad analizzare il contenuto dello stomaco per contribuire alla conoscenza del quadro clinico dell'animale esaminato utilizzando poi questa informazione anche ai fini della ricostruzione della rete trofica. Ovviamente questo ruolo deve essere visto soprattutto come supporto della Regione Toscana (OTC), non perdendo di vista il coordinamento diretto con il Ministero (MiATTM).
    La stima dell’abbondanza della popolazione di cetacei in Toscana è di difficile definizione e da lavori scientifici sul Santuario Pelagos può essere valutata, per le acque marine della nostra regione, in circa 6500 stenelle, 350 balenottere comuni e 400-450 tursiopi [1]. Soprattutto per quest’ultima specie la stima numerica fornita rappresenta il risultato tangibile del progetto transfrontaliero GIONHA, svoltosi nel periodo aprile 2009-aprile 2012 che ha portato anche una maggiore sensibilizzazione ed interesse dell'opinione pubblica su questi temi.
    [1] Notarbartolo di Sciara et al., 2008; Gnone et al., 2011; I risultati del Progetto Gionha, 2012.

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Post di Carmelo Nicoloso
E' veramente assurdo, ancora tanti ostentano a non correlare l'impatto delle trivellazioni, siamo con i prosciutti agli occhi...
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A Ilva Alvani e Massimo Neri piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 16/04/13

Il Ministro Clini, ministro dell'Ambiente o degli "Affari Esteri" ?
di Guido Picchetti (da una nota su Fb)
https://www.facebook.com/...-clini-ministro-dellambiente-o-degli-affari-esteri-/596621293683023


     16/04/13 - Ricevo da Salvatore Gregorio Spata del Movimento dei "Grillini Panteschi"copia dell'intervento in aula a Montecitorio del deputato del M5S Gianluca Vacca sui "Rapporti tra il Ministro dell'Ambiente Clini e le società petrolifere", e qui a seguire integralmente lo riporto.
     E' un intervento che penso si commenti da solo, e al quale a mio giudizio un ministro in carica in un dicastero importante quale quello dell'Ambiente (presso il quale per oltre venti anni ha anche ricoperto l'incarico di Direttore Generale), dovrebbe fornire in aula immediati chiarimenti in proposito, rassegnando seduta stante le proprie dimissioni per essere venuto meno alle funzioni di tutela del territorio nazionale a lui delegate in virtù dell'incarico affidatogli dal cosiddetto "governo tecnico", funzioni che risultano chiaramente tradite dal suo comportamento nei confronti delle multinazionali petroliere, stando a quanto risulta dall'intervento in questione...

 

L’ intervento è per mettere in evidenza un fatto, a nostro avviso, molto grave. Tra aprile e agosto dello scorso anno il Governo Monti ha lavorato incessantemente­ ad una serie di provvedimenti per “risanare l’Italia” ma che ha messo in ginocchio gli italiani. Il cittadino è stato costantemente messo in secondo piano a favore dei grandi poteri forti quali banche e multinazionali.­ Tra questi poteri forti spiccano anche le società petrolifere che hanno beneficiato di una “restaurazione”­ normativa che ha permesso loro di riattivare una serie di concessioni petrolifere attorno alla costa italiana che può compromettere in maniera grave ed irreparabile l’ambiente e le attività produttive e turistiche lungo la costa. Le numerose manifestazioni popolari e le tantissime osservazioni contrarie ai progetti di petrolizzazione­ mettono in evidenza una forte volontà popolare che dovrebbe essere recepita. È automatico chiedersi perché la volontà della maggioranza dei cittadini rimane inascoltata. Una risposta potrebbe essere stata scovata tra la documentazione che riguarda alcune concessioni di idrocarburi: oltre alla lettera protocollata in cui la Medoilgas ringrazia il Ministro Clini per aver operato modifiche normative, veniamo a conoscenza anche di alcune mail, datate fine marzo-inizi aprile 2012, che il Ministero stesso e consolati di altre nazioni si scambiano per concordare incontri (ai quali il Ministro si sarebbe dichiarato molto favorevole) con le società petrolifere di altri paesi.

 Chiediamo quindi che il Ministro, il quale fin dal 1990 ricopriva la carica di Direttore generale del Ministero dell'Ambiente, venga a chiarire la propria posizione in Aula, chiarisca se e quando ha avuto i rapporti con le società petrolifere, con quali, se ritiene questa una pratica corretta, quanto questo abbia influito sulle pratiche in esame proprio al suo Ministero e sull'approvazio­ne del Decreto sviluppo. Insomma chiediamo che Clini ci dica se è un Ministro della Repubblica italiana deputato alla difesa del territorio e del mare, oppure se ha operato per il bene dei profitti dei petrolieri. Nel qual caso ne dovrebbe tratte le dovute conseguenze...

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Post di Tiziano Gianni
Certo, è doveroso che Clini (ministro dell'Ambiente) chiarisca la propria posizione, in Aula.
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Post di Simona Di Lodovico
Si sbrighi !

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In Emilia, nel parmense, frane e/o terremoti ?
di Guido Picchetti (da una nota su Fb)
https://www.facebook.com/...nel-parmense-frane-eo-terremoti-/596503087028177


     16/04/13 - Frane o terremoti ? Non sarà mica un segreto di Stato? Ma tutto è possibile nel nostro disgraziato Paese... E quanto viene da pensare scorrendo stamane certi dati di fatto in rete, sull'imput dell'articolo di Davide Mazzocchi "Terremoto Parma 14 aprile 2013: danni alle case e 82 persone evacuate" pubblicato da "Ecoblog", e dal sottoscritto segnalato nel post che precede.
     Ed eccoli i terremoti in Val di Taro, in provincia di Parma, là dove si sono verificati i movimenti franosi di cui sabato scorso ha dato notizia la TV del servizio pubblico, evitando però accuratamente di fare il benchè minimo accenno alle scosse sismiche pur registrate nella zona dall'INGV.
     Qui a seguire riporto la sequenza di tali scosse registrate in Val di Taro e in zone limitrofe della pianura padana. A partire da quelle di sabato scorso fino all'ultima registrata alle 01:53 di ieri notte, che ha avuto in verità come epicentro la zona di Mirandola. Una conferma, questa, più che probabile dello stretto legame esistente tra le scosse, le conseguenti frane manifestatesi in questi giorni nell'area parmense, e il terremoto del maggio dello scorso anno, con l'interminabile sciame sismico che ne seguì...

1) - 2013/04/14, 04:34:04 UTC - Magnitude(Ml) 2.50 - Val di Taro
2) - 2013/04/14, 04:35:24 UTC - Magnitude(Ml) 2.50 - Val di Taro
3) - 2013/04/14, 04:38:01 UTC - Magnitude(Ml) 2.10 - Parmense
4) - 2013/04/14, 10:00:48 UTC - Magnitude(Ml) 2.40 - Val di Taro
5) - 2013/04/14, 16:25:22 UTC - Magnitude(Ml) 2.10 - Val di Taro
6) - 2013/04/14, 18:06:10 UTC - Magnitude(Ml) 2.20 - Val di Taro
7) - 2013/04/14, 20:35:07 UTC - Magnitude(Ml) 2.50 - Val di Taro
8) - 2013/04/15, 01:53:30 UTC - Magnitude(Ml) 2.10 - P...emiliana

(nell'immagine la mappa dell'INGV della scossa n° 2)
Vedi
http://www.bo.ingv.it/.../ricerca/Sismologia/terremoto-oggi.html

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Terremoto Parma 14 aprile 2013: danni alle case e 82 persone evacuate
di Davide Mazzocco

http://www.ecoblog.it/..2013-danni-alle-case-e-82-persone-evacuate


Scosse di terremoto per tutta la giornata, l’ultima ha fatto crollare una casa e un capannone
    
15 aprile 2013 - In Emilia torna la paura a undici mesi dal terremoto del 20 maggio 2012. Alle ore 12 una scossa di magnitudo pari a 2,4 gradi della scala Richter è stata avvertita in provincia di Parma, nella parte sud occidentale dell’Emilia Romagna. La profondità ipocentrale è stata di 8,5 chilometri e il tremore è stato avvertito nei comuni di Bedonia, Compiano e Tornolo. Alcune scosse erano state avvertite già al mattino, mentre una scossa ancor più forte, di magnitudo 2,5 registrata alle 22:35 di ieri sera ha provocato alcuni danni alle cose, costringendo a evacuazioni cautelative.
     Una casa e un capannone sono crollati nella notte. La situazione maggiormente critica è a Capriglio, frazione del comune di Tizzano, dove la terra continua a muoversi e si stanno drenando alcuni laghi la cui acqua potrebbe tracimare verso la valle. In questo caso si è trattato di un concorso di cause: le scosse di terremoto hanno creato le frane anche a causa delle violentissime piogge che avevano colpito la zona qualche giorno fa.
     Mentre gli escavatori stanno cercando di drenare il deflusso delle acque, i vigili del fuoco insieme alla protezione civile questa mattina hanno sorvolato le zone interessate dal dissesto per fare il punto sulla situazione. Martedì 16 aprile il Coordinamento provinciale della Protezione Civile si organizzerà per pianificare la distribuzione dei volontari sul territorio interessato dagli eventi sismici.
     Attualmente sono stati segnalati 540 dissesti, 82 persone evacuate, 5 abitazioni fortemente danneggiate e, inoltre, 7 strade provinciali interrotte a causa di frane. In totale le scosse registrate ieri dall’INGV sono state sei, tutte quante localizzate nel distretto sismico della Val di Taro. Una prima stima parla di danni per alcuni milioni di euro.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Alle possibili origini "antropiche" dei fenomeni citati, naturalmente nessun accenno... Ma quel che è peggio sui media di regime (stampa e TV) si è taciuto e si continua a tacere sugli stessi fenomeni... Meglio glissare per non creare "allarmismi", è la scusa... E poi si dice che abbiamo una informazione libera e trasparente... Siamo tutti dei "poveri gonzi"...

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A Ilva Alvani, Ivana Artioli e Antonello Porchedda piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 15/04/13

Tre video sulla manifestazione di Pescara "No Ombrina Mare"
di Guido Picchetti (a margine di tre video condivisi su Fb)
1° - https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/188673107947684

2° - https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/605341272829233

                            3° - https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/144111565768952

     15/03/13 - Tre video sulla manifestazione "No Ombrina Mare" svoltasi a Pescara sabato scorso. Me li ha segnalati oggi Assunta Di Florio e la ringrazio, come sempre, per la preziosa collaborazione. Il primo video, pubblicato ieri su YouTube da Ivano Sorrentino, è più che altro una bella raccolta di immagini fotografiche della manifestazioni, piacevolmente animate sulle note di una canzone in tema di Daniele Silvestri. Dura poco meno di 4 minuti.
     Il secondo video ha invece una durata ben maggiore. Realizzato da Casoli TV, dura circa mezz'ora, ed è un ottimo reportage arricchito da interviste che ben evidenzia la massiccia e spontanea partecipazione di cittadini ad un'iniziativa che a dire, di tanti abruzzesi, non ha avuto eguali nella storia della regione...
     Il terzo ed ultimo video è infine quello realizzato dalla Rai TV del servizio pubblico di Stato per Rai3. Andato in onda sul TG regionale dell'Abruzzo, merita certamente una bella nota margine. nonostante la sua durata complessiva sia di soli 4 minuti e 24 secondi... Di questi, 2'17" sono dedicati alla manifestazione con i 40.000 partecipanti alla sfilata, mentre i restanti 2'07" sono utilizzati per una intervista a Clementi Senni, il portavoce della Medoil, la società petrolifera titolare del progetto "Ombrina Mare". Tempo a disposizione di ciascuna delle due "parti" interessate dalla manifestazione (cittadini e società petrolifera) esattamente la metà Più imparziali di così si muore... appunto!!!
     La premessa della Medoil ? Questa: "I dati forniti dai manifestanti sono privi di fondamento, e finalizzati unicamente a creare allarmismo"... Ed ecco cosa aggiunge poi il portavoce della Medoil dando punto per punto la sua versione di parte:
     1) Il rischio incidenti in mare. E' tutta una balla. La storia delle oltre 100 piattaforme presenti in Adriatico dimostra che non ci sono mai stati incidenti come quelli che vengono evocati dai manifestanti (sic!). In Emilia Romagna infatti gli impianti sono ben più numerosi e vicini alla costa che non in Abruzzo, ma lì il turismo non ha subito contraccolpi, sottintendendo: lì incidenti non ci sono mai stati... Che balla !!! Certo che ci sono stati, provocati però dall'ENI negli anni andati e non dalla Medoil...
     2) Ancora. Ombrina Mare in verità rappresenta un progetto di sviluppo che genererà "un miliardo di euro e almeno 200 posti di lavoro", parola di Medoil... (alla faccia !!!)
     3) La Medoil poi elargirà dei contributi a Stato e Regione di circa 750 milioni di euro (100 milioni come royalties e 650 milioni di altra fiscalità), somme che potranno essere utilizzate per creare infrastrutture e sostenere indirettamente anche l'occupazione !!! Gli abruzzesi diventeranno tutti ricchi, ma con l'anello al naso...
     4) Infine l'argomento più delicato, la salute dei cittadini... L'impatto sulla salute dei cittadini, secondo il portavoce della Medoil, è totalmente da escludere, Le uniche emissioni nell'atmosfera avverranno da una nave situata a 12 km dalla costa e saranno in misura decisamente inferiore ai limiti di legge (... di una legge italiana, quale? Di una che nessuno rispetta e fa rispettare ?)... Queste emissioni poi, sulla costa abruzzese interessata tra l'altro dall'istituendo Parco della Costa Teatina e da altre zone protette già esistenti, non arriveranno, e saranno "virtualmente neanche misurabili" !!! Parole testuali del portavoce dellai Medoil, espresse con la massima convinzione possibile, senza spiegare le ragioni per cui ciò potrà avvenire, nè il perchè negli USA autorità e cittadini sono così "stupidi" da aver stabilito per legge, per le attività petrolifere (di ricerca e di "coltivazione" dei giacimenti off-shore) invece un limite minimo dalle coste americane mai inferiore ai 100 km. Eppure lì, negli USA, la legge funziona e viene fatta ben rispettare, ma gli incidenti, e neppure tanto lievi, succedono, eccome !!!

1° video - Pescara: manifestazione "No Petrolio" 13 aprile 2013
Pubblicato in data 14/apr/2013 da ivano sorrentino - 3'58"
Raccolta di fotografie di Ivano Sorrentino della manifestazione "No Petrolio" a Pescara del
13 aprile 2013 sulle note di "A bocca chiusa" di Daniele Silvestri
 

http://www.youtube.com/watch?v=enHvpuZ_fuo

2° video - Manifestazione "No Ombrina Mare"
Pubblicato in data 15/apr/2013 da CasoliOrg - 30'47"
 

http://www.youtube.com/watch?v=CCmMmIhFbJo


3° video - Tgr 3 Abruzzo "NO ombrina" 13 aprile 2013
Pubblicato in data 13/apr/2013 da comitato tutela mare gargano - 4'24"

http://www.youtube.com/watch?v=1eE8MHOCl1w

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A Giovanni Angeloni, Ilva Alvani e Massimo Neri piace questo elemento.

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Appel de Paris pour "La Haute Mer"
http://www.lahautemer.org/

http://oceans.taraexpeditions.org/en/paris-appeal-for-the-high-seas.php?id_page=1311

     15/4/13 - L'appello di Parigi per l'Alto Mare è una iniziativa nata nell'ambito della Conferenza Internazionale: "Alto mare, il futuro dell'umanità, per una governance di gestione sostenibile del mare", organizzata dal "Comité économique et social européen (CESE)" in data 11 aprile 2013. Iniziativa promossa e curata da Catherine Chabaud, membro del CESE, e da Romain Troubled, segretario generale della "Tara Expeditions".

L’Appel

Au-delà de l’horizon, là où ne règne plus aucun Etat, s’étend la Haute Mer. Cette large moitié de la planète nous est plus inconnue que la surface de la lune. Pourtant, nous ne vivrions pas sans elle. Elle nous nourrit, nous fournit la moitié de notre oxygène, équilibre notre climat, séquestre la majeure partie de nos émissions de gaz à effet de serre, permet la quasi-totalité des échanges de marchandises. Elle inspire nos poètes et fait rêver nos enfants. S’il appartenait à une seule nation, un tel trésor serait chéri.

Mais la Haute Mer n’appartient à personne, elle doit être gérée dans l’intérêt général, comme un «bien commun de l’humanité ». Un statut partiellement acquis en 1982 à Montego Bay, en Jamaïque, qui définit un cadre, des règles et une autorité pour l’exploitation des sol et sous-sols marin, mais pas pour la colonne d’eau. Avec la Convention du droit de la mer, les Nations Unies ont franchi une étape essentielle, nécessaire, vers une gouvernance apaisée de la mer. Mais, on le constate 30 ans plus tard, une étape insuffisante tant la protection est inachevée pour préserver un joyau, dont on découvre chaque jour un peu plus les richesses.

Aujourd’hui, la Haute Mer est en partie devenue un lieu de non droit, livré au pillage des ressources jusque dans ses intimes profondeurs, aux pollutions généralisées jusque dans ses mers les plus lointaines, et aux trafics. L’immensité se meurt, la vie s’y étiole, l’urgence est à nos portes, avant que ne vienne le prix de l’indifférence.

Il y a pourtant un espoir : partout la société civile se mobilise et avec elle des nations. Des solutions existent. Rendez-vous a été pris pour que dès 2013, au plus tard à l’automne 2014, l’Assemblée Générale des Nations Unies lance dans le cadre de la Convention sur le Droit de la mer les négociations permettant l’avènement d’un instrument international de protection de la biodiversité en Haute Mer. Mais des réticences existent, les freins mobilisent.

Conscients que, seule une gouvernance internationale partagée, transparente, démocratique permettra de sauvegarder et de gérer durablement les richesses de ce bien commun unique, Nous, signataires de l’Appel de Paris pour la Haute Mer :

- Nous engageons à mobiliser toutes les forces vives de la société civile, pour pousser nos gouvernements, partenaires économiques et réseaux à obtenir un accord ambitieux à l’Assemblée Générale des Nations-Unies de 2014 ;

- Demandons qu’un mandat clair soit donné par l’Assemblée Générale des Nations Unies, pour que les négociations portent à la fois : sur la préservation des écosystèmes en Haute Mer, l’accès et le partage des bénéfices liés à l’exploitation des ressources génétiques marines, les aires marines protégées, les évaluations d’impact sur l’environnement, l’appui à la recherche et le transfert de technologies marines ;

- Proposons que l’Autorité Internationale des Fonds Marins soit partie prenante à la gestion des ressources de la Haute Mer, en particulier les ressources génétiques marines (en lui donnant les moyens d’exercer opérationnellement ses missions) ;

- Rappelons le respect des objectifs de couvrir avant 2020, 10% des océans par les aires marines protégées, établis à Nagoya en 2010 dans le cadre de la Convention sur la diversité biologique ;

- Souhaitons que la société civile soit pleinement associée aux processus internationaux concernant l’utilisation et la gouvernance de la Haute Mer.

Par ces résolutions, nous affirmons que la Haute Mer n’est pas seulement l’affaire des spécialistes et professionnels, mais qu’elle est au coeur de la survie de l’humanité et concerne chacun d’entre nous. Avec gravité, confiance et détermination, nous pensons qu’elle est le lieu évident d’une co-construction pacifique et exemplaire des Etats, qui doivent proposer aux générations futures une « économie bleue » innovante, basée sur le respect des écosystèmes et des droits humains. Refonder le rapport des hommes à la Haute Mer est essentiel pour contribuer au développement humain, ainsi qu’à la résilience de la planète et de son climat. C’est une urgente et ardente ambition.

De l’océan vient la vie, c’est un océan vivant que nous voulons léguer à nos enfants.

NB - Primi firmatari dell'Appello: il Principe Alberto II di Monaco, Patrick Poivre d'Arvor, Yann Arthus Bertrand, Hubert Reeves , Luc Jacquet, Agnes b, Jean Jouzel, Nicolas Hulot, Jean-Paul Delevoye -. CESE presidente , Catherine Chabaud, Patricia Ricard, Isabelle Autissier, Erik Orsenna, Jasmine et Philippe Starck, Natacha Régnier, Romain guai, Etienne Bourgois - Tara Expeditions presidente , Maud Fontenoy, Maud Fontenoy Fondation, Jacques Rougerie, Serge Orru, Anne Hidalgo, Françoise Gaill, Eric Karsenti, Jérôme Bignon, Allain Bougrain-Dubourg, Lady Pippa Blake, Jean-Louis Etienne.
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Firma l'appello on www.lahautemer.org

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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Quando l'Europa c'è, ma nessuno qui da noi lo sa o parla di queste cose che pure fa... Io ho firmato l'Appello... E tu ?
Grazie a Marine Etard per avermi segnalato l'Appello del Comité Economique et Social Européen (CESE) in difesa dell'Alto Mare, e  non perdetevi il Messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite alla Conferenza "IN ALTO MARE, il futuro dell'umanità".
A seguire, infine, un video di "Tara Expedition", altra organizzazione internazionale promotrice dell'appello...

Mare grosso per il "Tara"
Pubblicato da "Taraexpedition" in data 12/apr/2013 - 2'22"
9 avril 2013 - Au large de la Bretagne Sud, instantané d'une navigation par grand vent. Tara se rend
à Roscoff pour installer les appareils scientifiques de la prochaine expédition. Exposé à une mauvaise
météo, l'équipage préfère s'abriter à Concarneau pour la nuit !
http://youtu.be/grl1wckeLXE

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A Mariella Morselli, Paola Trabucco e Antonello Nazareno piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 14/04/13

Ancora sulla manifestazione dei 40.000 abruzzesi in piazza a Pescara
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/651888414837363


      14/04/13 - Qui a seguire altri articoli dei tanti segnalatimi da Assunta Di Florio, pubblicati on line tra ieri e oggi. Ci sono anche quelli di qualche testata nazionale (il Messaggero e il Fatto Quotidiano ad esempio), testate importanti che on line danno notizie abbastanza precise sulla manifestazione di Pescara, ma che oltre non vanno o non riescono ad andare... Proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...

1) "Meglio l'Oro blu (No petrolio). L'Abruzzo protesta contro le politiche fossili del Governo Monti. Il coro: «No, No e ancora No!»"
di Carlotta Giovannucci - da "Abruzzo Indipendent" on line sabato 13 aprile 2013, 16:18
http://www.abruzzoindependent.it/...-blu-No-petrolio/5653.htm


2) "Abruzzo, in massa in piazza contro le multinazionali del petrolio"
di Barbara Collevecchio - da "Il Fatto Qotiodiano" on line il 14 aprile 2013
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/14/abruzzo-in-massa-in-piazza-contro-multinazionali-del-petrolio/561903/


3) "Ombrina, in 40 mila a Pescara contro la piattaforma petrolifera. Enorme partecipazione alla protesta organizzata per contestare il maxi progetto"
da "Il Messaggero" on line Sabato 13 Aprile 2013 - 17:16
http://www.ilmessaggero.it/ABRUZZO/ombrina_petrolio_pescara/notizie/265161.shtml


4) "Manifestazione 'No Petrolio': tutte le facce. Ecco chi c'era alla manifestazione contro le trivelle in Abruzzo"
da "Prima da Noi it" on line 13/04/2013 - 20:27
http://www.primadanoi.it/gallery/539216/MANIFESTAZIONE_NO_PETROLIO__TUTTE_LE_FACCE.html

5) "Pescara, in migliaia per dire 'No' a 'Ombrina Mare'. Grande partecipazione alla manifestazione"
da "SanSalvo Net" on line il 13/04/2013, 21:16
http://www.sansalvo.net/notizie/attualita/12322/pescara-in-migliaia-per-dire-no-a-ombrina-mare

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A Lidia Giannotti, Ilva Alvani e Giovanni Angeloni piace questo elemento.

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No petrolio, 40mila in corteo a Pescara
di Matteo Pierfelice
http://www.rete8.it/...40mila-in-corteo-a-pescara-diretta-streaming-e-su-r8n24-canale-112-dalle-16-40.html


40 MILA SECONDO GLI ORGANIZZATORI I PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE DI PESCARA PER DIRE NO AL PETROLIO (Foto ANSA a lato) 
     [Domenica, 14 Aprile 2013 10:31| E' una delle manifestazioni regionali più grandi di sempre quella che si è snodata lungo le strade di Pescara, per protestare contro la concessione ottenuta dalla Medoilgas per l'impianto di Ombrina Mare 2, al largo della costa teatina, e più in generale contro la politica del decreto sviluppo del governo, dimostratasi più permissiva sul fronte delle estrazioni di idrocarburi. Presenti migliaia di cittadini,associazioni di ogni genere,intere famiglie,politici e amministratori. Due treni speciali sono arrivati da Lanciano. Numerosi pullman sono giunti da tutta la regione. All'appello delle associazioni ambientaliste WWF e Legambiente hanno risposto affermativamente tutte le associazioni di categoria, eccezion fatta per Confindustria. Rappresentati tutti e tre i parchi nazionali, centinaia di associazioni tra sindacati, movimenti e comitati. Hanno sfilato persino gli zampognari d'Abruzzo. Anche i partiti politici sono al completo.
     LE DICHIARAZIONI: VACCA (M5S)
     "Ombrina mare non si farà". Lo ha assicurato il deputato pescarese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, prima dell'inizio dell'imponente manifestazione che attraverserà Pescara per protestare contro la realizzazione delle piattaforme petrolifere in Adriatico. Sul luogo di ritrovo nel lungomare di Pescara sono già migliaia i partecipanti in attesa di sfilare e Vacca vuole rassicurarli perché "nel nostro accesso ai documenti al Ministero dell'Ambiente avevamo già scoperto una serie di illeciti e porcherie realizzate dai vari ministeri per cui il ricorso alla magistratura che faremo non potrà non avere successo - prosegue il deputato -. Intanto la Via, Valutazione d'Impatto Ambientale, che doveva dare parere negativo alla richiesta della società petrolifera Medoil, è stata bloccata in attesa del Decreto Sviluppo del Governo Monti che ha dato il via libera alle trivelle. Perché?". Alla manifestazione hanno aderito decine di Comuni abruzzesi, centinaia di associazioni, enti locali e partiti politici: manca solo Confindustria. "Su Ombrina Mare - chiude Vacca - ci sono tante di quelle cose che non vanno che è tutto sballato. Se solo per quanto riguarda le perforazioni in Adriatico abbiamo scoperto tutte queste magagne da parte del Ministero per l'Ambiente e per le Attività produttive, figuriamoci per tutte le altre in Italia...", conclude il deputato del Movimento 5 Stelle.
     LEGNINI (PD): "CHIODI ESCA ALLO SCOPERTO"
     "E' dal 2011 che chiedo l'istituzione del Parco della Costa teatina e da quella data la Regione Abruzzo si è opposta con forza alla perimetrazione: se Febbo è la punta di diamante di questo no del centrodestra, Chiodi non si può nascondere dietro di lui". Giovanni Legnini, senatore Pd, attacca i vertici della Regione e chiede a gran voce di sbloccare quella che per lui è "l'unica strada" per arrivare a dire no definitivamente alle perforazioni petrolifere in Adriatico. "Il petrolio è un anacronismo storico - ha proseguito Legnini -, ma quando mi si accusa per l'ok a Ombrina mare con il Decreto Sviluppo del Governo Monti, rispondo che quel Parlamento ha dato 50 fiducie a Monti e quindi la ritengo una polemica fuori luogo - ha proseguito -. Era un governo blindato e fummo costretti. Ma ora con il nuovo Governo potremmo avere di nuovo l'occasione per chiudere definitivamente con le trivelle".
     MELILLA (SEL): "COL PARCO SAREBBE DIVERSO"
     "Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, invece di aderire alla manifestazione dovrebbe spiegarci perché ha bloccato la perimetrazione del Parco della Costa Teatina. Se ci fosse il parco questi problemi si affronterebbero in modo diverso". Lo ha detto, durante il corteo a Pescara, il deputato di Sel Gianni Melilla. "Insieme a Movimento 5 Stelle, Pd e tutte le forze politiche - ha aggiunto - occorre fare squadra per fermare la deriva petrolifera". "Negli ultimi anni l'Abruzzo si è trovato davanti diverse questioni che minacciavano l'ambiente e ha sempre vinto. L'unico comune denominatore è sempre l'ambiente, è un valore profondo insito nella nostra coscienza". Secondo Melilla "tutta l'area costiera abruzzese dovrebbe diventare un grande parco, in modo che la legge nazionale che vieta le trivellazioni in alcune aree strategiche possa essere estesa anche all'Abruzzo". Per il parlamentare bisognerebbe inoltre modificare il sistema della royalty: "se togliamo la convenienza alle società, queste non potranno più prendersi il petrolio gratis e non avranno più interesse a venire".
     CHIAVAROLI (PDL): "ADERISCO E PARTECIPO"
     "Ho espresso sempre, anche in Consiglio regionale, la mia contrarietà a un illusorio sviluppo dell'Abruzzo che passi per la devastazione delle sue ricchezze naturali in particolare attraverso i progetti di estrazione petrolifera dal mare (e di converso, attraverso le invasive presenze di pale eoliche nelle zone interne)". Il consigliere regionale del Popolo della libertà Riccardo Chiavaroli ha comunicato la sua adesione alla manifestazione: "Sono fermamente convinto che il futuro, e il presente, della nostra regione possa invece essere garantito solo dalla tutela e della valorizzazione delle sue ricchezze naturali", ha concluso.
     MA LA MEDOIL CONTRATTACCA: "OMBRINA E' UN PROGETTO SICURO"
     "Ombrina Mare è un progetto sicuro. Gli idrocarburi dell'Abruzzo sono una risorsa comune. Da Ombrina, oltre un miliardo di euro per lo sviluppo. La petrolizzazione dell'Adriatico è uno slogan. Diminuiscono perforazione e produzione": così recita una nota diffusa da Medoilgas Italia questo pomeriggio, in contemporanea alla manifestazione, in corso a Pescara, contro il progetto. "Al largo della costa abruzzese - prosegue il comunicato - Medoilgas ha rinvenuto il più importante giacimento di idrocarburi a mare scoperto negli ultimi anni in Italia". "Si tratta di un patrimonio comune, del Paese e della Regione che, come altri progetti, può contribuire a ridurre la dipendenza dell'Italia dall'importazione di fonti energetiche. Una dipendenza che nel 2011 è costata al nostro Paese 63 miliardi di euro di deficit nei conti con l'estero e senza la quale, nello stesso anno, l'Italia avrebbe fatto registrare un surplus di 37 miliardi di euro". "Anche a causa della dipendenza energetica dall'estero, in Italia il costo dell'energia è del 30% più alto che nel resto d'Europa", prosegue la nota osservando che "il fabbisogno energetico italiano non può essere soddisfatto dalle sole energie rinnovabili" e che "nel 2025 il fabbisogno italiano si baserà ancora, per il 74%, sulle fonti fossili". Quindi per Medoilgas "sostenere che vi sia una corsa alla 'petrolizzazione dell'Adriatico (dove la produzione di idrocarburi è anzi in forte calo) significa fare affermazioni prive di sostanza". "I dati del progetto, esaminati dal Ministero dell'Ambiente e implicitamente riconosciuti dalle associazioni ambientaliste (che non ne hanno contestato la validità) - prosegue la nota - dimostrano che l'impatto sulla popolazione sarà di fatto nullo o insignificante e che non vi sarà alcun impatto significativo sull'ambiente marino. Grazie allo sviluppo del progetto saranno generati oltre 250 milioni di euro di investimenti privati e, secondo le stime attuali, oltre 750 milioni di euro di gettito fiscale per lo Stato e per la Regione, destinabili a politiche di sviluppo, per un totale di oltre un miliardo di euro".
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
"No Petrolio, 40mila in corteo a Pescara", ultimo titolo del reportage di Matteo Pierfelice su "Rete 8 It" pubblicato alle 10:31 di oggi, domenica 14/04/13... I partecipanti non erano abbastanza di numero, nè degni di nota per l'informazione del nostro Paese... Una prima conferma, di quanto dicevamo ieri... E, qui a seguire, un video condiviso dal sottoscritto su Fb a margine del post.

Migliaia in corteo, 'no petrolio' in Adriatico
video di 1'55" pubblicato da "Telemaxchannel" di Lanciano (PE) il 13 aprile 2013
Pescara: in diecimila secondo i dati della Questura hanno partecipano alla manifestazione 'No Petrolio'
contro il progetto Ombrina Mare che prevede una piattaforma al largo della Costa dei Trabocchi.
In corteo associazioni, sindacati, Comuni, Province di Chieti e Pescara, Regione Abruzzo, 3 diocesi
(Pescara, Chieti e Lanciano), 4 parchi e 7 riserve.

http://youtu.be/CDXjfNmHiDE

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A Alfonso Nigro, Luca Gioria, Maria Rosa Maccotta, Ilva Alvani, Salvatore Gregorio Spata, Giovanni Angeloni e Domenico Nico Tesei piace questo elemento.

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CityRumors Web Tv: Speciale "No Ombrina"
di Daniele Galli
http://www.cityrumors.it/generale/redazione/cityrumors-web-tv-speciale-no-ombrina-59003.html


     Sabato 13 Aprile 2013, 20:30 - Pescara. Quaranta mila persone, secondo gli organizzatori, in marcia per scandire un solo slogan: no Ombrina, si parco. Imponente la marcia dei No Oil, che oggi pomeriggio ha fatto strabordare il centro del capoluogo adriatico di persone. Un evento che Cityrumors Web Tv ha documentato con un ampio servizio.
     Quarantamila persone, 260 associazioni provenienti dall’intera Regione, con i rinforzi del movimento ecologista giunti da tutta Italia nel capoluogo adriatico per marciare e protestare contro il progetto Ombrina Mare. La piattaforma petrolifera della compagnia inglese Medoil minaccia, con il benestare del ministero all’Ambiente, di piazzarsi a pochi chilometri al largo della Costa dei trabocchi, territorio del costituendo parco nazionale della Costa Teatina.
     E allora Pescara diventa capitale italiana del No Oil. Con loro una folta carovana bipartisan di esponenti politici, di amministratori comunali e regionali, accompagnati anche dalla benedizione delle arcidiocesi. Un lunghissimo corteo ha attraversato il cuore della città per concludersi sulla spiaggia di piazza Primo Maggio. Su di un palco con il mare per sfondo: un orizzonte azzurro e libero da giganti di acciaio. Con la speranza che rimarrà così a lungo.
     “Dalla manifestazione di oggi contro la piattaforma petrolifera di Ombrina Mare, la più grande mai organizzata nella regione, arriva un segnale fortissimo: l’Abruzzo rifiuta questo intervento nella maniera più assoluta e vuole uno sviluppo legato alla tutela del suo mare e del suo territorio. Ma la straordinaria partecipazione lancia un messaggio altrettanto chiaro anche a livello nazionale: gli italiani sono stanchi di una strategia energetica nazionale che continua a puntare sulle fonti fossili e sulla ricerca di idrocarburi, e chiedono una nuova economia sostenibile e rispettosa del nostro straordinario patrimonio ambientale. Decisori e amministrazioni a tutti i livelli non possono non tenere conto di una volontà espressa con tanta forza”. E’ il commento di Dante Caserta, presidente del WWF Italia, dalla manifestazione di oggi a Pescara contro l’intervento petrolifero di Ombrina Mare.
     PS - La Web Tv di CityRumors ha seguito tutta la manifestazione e approfondito tutta la controversa vicenda legata a Ombrina Mare con un ampio servizio che verrà mandato in onda, on line su www.cityrumors.it , da domenica sera.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

"Dalla manifestazione di oggi di Pescara contro la piattaforma petrolifera di Ombrina Mare, la più grande mai organizzata nella regione, arriva un segnale fortissimo..." scrive Daniele Galli in questo suo reportage. Riusciranno i nostri candidati governanti o in SPE (servizio permanente effettivo...) a sentirne almeno l'eco, solitamente sordi a simili appelli e in tutt'altre faccende affaccendati come sono, oggi ancor più di sempre ?
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Altri servizi on line pubblicati in data 13/04/13 al termine della manifestazione a Pescara e condivisi dal sottoscritto su Fb:
1) Comunicato dell' ANSA delle 17,45 di oggi 13 aprile. A Pescara contro le trivelle migliaia in corteo. Boom di adesioni, a difesa ambiente anche diocesi e imprese. Mentre su stampa e TV di regime. neppure una parola... E domani ? Vedremo... Ma credo proprio che il silenzio, a conferma dell'assoluta mancanza di trasparenza e correttezza dell'informazione nel nostro Paese, continuerà come prima.
- "Trivelle: migliaia in corteo a Pescara. Boom di adesioni, a difesa ambiente anche diocesi e imprese"
(ANSA) del 13 aprile 2013, ore 17:45
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/molise/2013/04/13/Trivelle-migliaia-corteo-Pescara_8547951.html
2) Su "Notizie di Zona", notiziario on line dell'Abruzzo di appena due ore fa (22:20 di ieri, ndr).
- "Alla manifestazione di Pescara l’Aquila in prima fila contro Ombrina Mare"
da redazione il 13 aprile 2013, ore 20:00
http://www.notiziedizona.it/2013/04/13/alla-manistazione-di-pescara-laquila-in-prima-fila-contro-ombrina-mare/
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A Ilva Alvani, Giovanni Angeloni, Domenico Nico Tesei e Piero Scaffidi piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 13/04/13

La "rivoluzione" di cui non si parla... E poi le "Caste" (la politica e la giornalistica) si meravigliano del voto-protesta !!! di Guido Picchetti (da una nota e un successivo post su Fb)
https://www.facebook.com/...le-caste-la-politica-e-la-giornalistica/595221953822957?comment_id=103993194


      13/04/13 - Oggi a Pescara in Abruzzo si svolge una manifestazione contro la deriva petrolifera in atto non solo in Abruzzo e in Adriatico, ma anche in tante altre parti del territorio nazionale, sia in terra che in mare.
      La manifestazione di Pescara, secondo i dati di un articolo pubblicato ieri on line, ancor prima di iniziare ha già battuto ogni record di partecipazione. Riassumo brevemente alcuni di quei dati. Tra i comuni che hanno confermato la loro presenza ci sono i maggiori centri della regione abruzzese, come Chieti, Pescara, L'Aquila, Lanciano, Giulianova, Pineto, Francavilla al Mare, Ortona, Popoli, Vasto e Montesilvano, assieme alla Provincia di Chieti e ad altre decine di comuni della costa e dell'entroterra. Hanno inoltre assicurato la loro partecipazione: 178 tra associazioni, comitati, e movimenti; 3 diocesi (di Chieti-Vasto, di Lanciano-Ortona e di Pescara); 64 enti istituzionali (tra cui la Regione Abruzzo, la Provincia di Chieti, 2 parchi nazionali, 7 riserve regionali, 2 unioni dei comuni, etc); e ancora 17 liste civiche.
      Sono dati che potete leggere nell'articolo "Petrolio a casa nostra. Ombrina, manifestazione da record." pubblicato da "Prima da Noi" (url http://www.primadanoi.it/news/cronaca/539179/Ombrina--manifestazione-da-record-.html), uno dei tanti articoli segnalatimi ieri da Assunta di Florio dall'Abruzzo. E credo che, insieme a quei dati, l'elenco completo degli articoli pubblicati on line che su tale manifestazione qui in calce riporto, dimostri purtroppo l'amara verità di quanto affermato nel titolo di questa mia nota. Un assunto questo che non disdegno di ripetere ancora una volta... a beneficio di chi, sordo e cieco, ancora non avesse ben compreso ciò che stiamo rischiando, a partire dai "forconi siciliani" di ieri per finire coi "saggi quirinalieri" di oggi...
      E meno male che non tutti i "grilli" che abbiamo per la testa sono uguali... C'è il "grillo" che, sapendo ben nuotare e nel contempo gridare ad alta voce ciò che pensa, riesce ad incanalare su derive istituzionali più o meno democratiche le proteste di chi l'ascolta... Buon prò per tutti, certo...
      Ma ci sono tanti altri "grilli" di nome e di fatto, che invece di parlare sembrano "frinire" ad un'estate che non arriva, e, ben seduti su comode e costose poltrone di comando, continuano imperterriti a tentare di far quadrare i conti della nostra repubblica, spremendo a più non posso i cittadini, fino a cavar sangue dalle rape... E lo fanno, senza capire minimamente quale radicale mutamento di rotta occorra dare alle regole base del nostro "Viver Civile", a partire da quelle di una "Costituzione" tutt'altro che intangibile, sempre meno rispettata, e che forse, più d'ogni altra cosa, ha necessità assoluta di esser rivista in tante sue parti... Ma chi e quando lo farà ?
      Ma torniamo alla protesta odierna di Pescara. Di tutti gli articoli che Assunta di Florio mi ha segnalato, quello già citato di "Prima di Noi" (qui a seguire) sono convinto che valga più di ogni altro a dare l'idea giusta di quanto oggi avviene a Pescara e, allargando il discorso, in Italia e invito tutti a dargli una scorsa. E' una manifestazione, quella di Pescara che, per motivazioni e partecipazioni spontanea di cittadini, associazioni, diocesi, etc. etc., ritengo ad esempio ben più importante di quelle due promosse oggi dai maggiori partiti italiani, di destra e di sinistra per dirla in termini chiari, in due importanti città italiane... Eppure della semplice ma massiccia manifestazione di "protesta" in programma a Pescara, su stampa, radio e TV (non solo di stamani, ma anche dei giorni precedenti (come sarà probabilmente nei seguenti...), neppure una parola, nè scritta nè a voce... "Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? "

 


Petrolio a casa nostra. Ombrina, manifestazione da record
http://www.primadanoi.it/news/cronaca/539179/Ombrina--manifestazione-da-record-.html

Sabato in piazza 260 associazioni e 47 Comuni. Evento contro la deriva petrolifera in Abruzzo e in Adriatico
    12/04/2013 - 15:55, PESCARA. Finora pervenute oltre 250 adesioni di associazioni, sindacati, movimenti e comitati, enti locali, organizzazioni politiche, diocesi e aree protette.
    Tra gli aderenti 178 associazioni, sindacati, movimenti e comitati; 47 comuni; 17 organizzazioni politiche, la Provincia di Chieti, 3 diocesi (Chieti, Pescara e Lanciano); 3 parchi nazionali, un parco regionale e 7 riserve regionali.
    «E’ un numero», hanno commentato gli organizzatori, «che da solo dimostra la ferma volontà dell'Abruzzo di opporsi alla deriva petrolifera promossa dalla Strategia Energetica Nazionale varata dal Governo Monti già dimissionario».
    E ad uno sguardo sommario sembra che ci siano davvero tutti.... ma allora contro chi si protesta? Chi davvero è a favore del petrolio? C'è qualcuno che fa il doppio gioco?
    Molte di queste organizzazioni rappresentano migliaia di realtà, soprattutto aziende ed imprese. La stragrande parte del mondo produttivo della regione protesterà perché «l'imposizione dall'alto della strategia petrolifera colpisce direttamente gli interessi economici e lavorativi di decine di migliaia di persone impegnate in settori vitali quali quelli della pesca, del turismo, dell'artigianato, dei servizi e dell'agricoltura». Basti pensare al mondo delle Cooperative, rappresentate direttamente attraverso le tre centrali di Legacoop, Confcooperative e AGCI.
    Il Consorzio di Tutela dei vini d'Abruzzo raggruppa ben 34 cantine cooperative e 100 aziende, praticamente l'intero comparto vinicolo che è una delle realtà trainanti dell'economia abruzzese. L'adesione di C.N.A., Confcommercio e Confesercenti, con quelle dei sindacati, dimostra la preoccupazione del mondo del commercio e degli artigiani e in generale dei lavoratori. Alle realtà produttive si aggiunge il mondo dei movimenti, delle principali associazioni ambientaliste come WWF, Legambiente, FAI, delle associazioni culturali, e dei comitati locali, che, assieme alla Chiesa, che ha aderito ufficialmente con le diocesi di Lanciano, Chieti Pescara, vivacizza il confronto democratico nella società.  Le reti degli studenti in questi giorni hanno promosso la manifestazione con tanti eventi ed iniziative nelle scuole, nelle Università e in piazza.

IL PERCORSO
Si partirà alle 15:30 a Pescara, con concentramento alla Madonnina presso il Ponte del Mare. Il corteo si muoverà seguendo il lungofiume nord verso Piazza Italia (comune di Pescara) per poi seguire corso Vittorio Emanuele e Corso Umberto, girando su via Fabrizi per poi raggiungere il Lungomare Matteotti terminando allo Stadio del Mare presso il monumento della Nave di Cascella sulla riviera nord. Qui dal palco avverrà la lettura da parte di artisti teatrali di un documento redatto dagli organizzatori e vi saranno due interventi di esperti di agricoltura ed energia rinnovabile. La musica degli Anemamè e di C.U.B.A. Cabbal chiuderà la manifestazione. Chi vorrà potrà raggiungere il punto di ritrovo anche in bicicletta partendo da Montesilvano - Piazza Diaz alle ore14:30, da Sambuceto - Piazza Municipio ore 14:30 e da Francavilla - Asterope ore 14:30, per andare a costituire uno spezzone del corteo fatto da tanti ciclisti con le loro biciclette No-Oil!
I COMUNI CHE PARTECIPERANNO
Tra i comuni hanno confermato la loro presenza i maggiori centri della regione come Chieti, Pescara, L'Aquila, Lanciano, Giulianova, Pineto, Francavilla al Mare, Ortona, Popoli, Vasto e Montesilvano, assieme alla Provincia di Chieti e decine di comuni della costa e dell'entroterra. Gli enti locali e la Regione, assieme ai diversi partiti e movimenti politici che hanno aderito, dovranno riuscire a trasformare in atti concreti di difesa del territorio questa grande mobilitazione, dai ricorsi al Tar fino all'approvazione di nuove leggi.
«L'impegno civico può portare a risultati concreti», spiegano gli organizzatori. «Stanno emergendo le prime, per ora ancora troppo sottili, crepe nella strategia filo-petrolifera del Ministero dell'Ambiente. Invece il Ministero delle Attività Produttive sembra rimanere granitico nella convinzione di poter imporre dall'alto gli interessi di pochi petrolieri a scapito della salute, del lavoro e dell'ambiente degli abruzzesi. I cittadini hanno già sconfitto il Centro Oli ad Ortona, difenderanno ancora dalle trivelle la loro terra e il loro mare».

ASSOCIAZIONI/COMITATI/MOVIMENTI (178)
Abruzzo Social Forum - Abruzzo Independent - A.E.L.M.A. (archivio etnolinguistico musicale abruzzese) - Agci Abruzzo Associazione Generale Cooperative Italiane - Agesci Abruzzo - Alternativa Abruzzo - Alternativa Ribelle Pescara - Anemamé - ANPI Pescara - Arci Abruzzo - Arci Circolo Territoriale Vasto - Arci Circolo Territoriale Chieti - Arci Comitato Provinciale Chieti - Arci Servizio Civile Chieti - Arci Solidarietà Provincia di Chieti - Architettura Senza Frontiere Abruzzo ONLUS - "Artisti per il Matta" di Pescara - Associazione Alma Pralipè - Associazione Amici di Punta Aderci - Associazione Animalisti Italiani Onlus - Associazione Antimafie Rita Atria - Associazione Culturale Baobab - Associazione Bed&Breakfast Parco Maiella Costa Trabocchi - Associazione Centro Studi e Ricerche "Silvio Spaventa" di Lanciano - Associazione "Chieti Resiste" - Associazione Culturale "Detto Tra Noi" - Associazione Culturale I Colori del Territorio - Associazione Culturale L'AlytItalia - Associazione Culturale "La Città delle Donne" Montesilvano - Associazione Culturale Libridine - Associazione Culturale Terre del Sud - Associazione Culturale "V.D.C. Teatro dei Calzolari" di Lanciano - Associazione DEMOS - Associazione Deposito Dei Segni Onlus - Associazione "Folgore" di Trani - ASSOCIAZIONE GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI Provincia di Chieti - Associazione delle Guide Turistiche e degli Accompagnatori Turistici dell’Abruzzo (GAd’A) - Associazione LEM-Italia (Lingue d'Europa e del Mediterraneo) - Ass. Movimentazioni - Associazione Musicale "La Chitarra di Massimo" - Associazione Naturista Abruzzese - Associazione "Nuovi Orizzonti" - Associazione "ORSA PRO NATURA PELIGNA" federata Pro Natura Nazionale - Associazione Paese Comune-San Giovanni Teatino - Associazione Pizzerie Italiane Gruppo Abruzzo - Associazione di Promozione Sociale Aggeo onlus - Associazione Task Force Ambientale - Associazione Terrae Onlus - Associazione Them Romano ONLUS - Associazione Yoga Center Elisa - Azione Antifascista Teramo - Brigata di Solidarietà Attiva Abruzzo - CAI Abruzzo - C.a.s.t. Comitato Ambiente Salute e Territorio - CCiclAT Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano - Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio (CO.N.AL.PA.) - Centro Internazionale Crocevia - Centro Studi Montagna Vastese e Valle del Trigno - CGIL Abruzzo - CIA Chieti - CinqueEuroNetti rete dei freelance e precari dell’informazione abruzzese - Circolo Culturale Fermenti Monteodorisio - Club Unesco Città del Vasto - CNA Abruzzo - Cobas del Lavoro Privato - Copagri - Collettivo Studentesco Pescara - Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona - Comitato 3e32 L'Aquila - Comitato "Aria Nostra" Scafa - Comitato di Cittadini "Gestione Partecipata Territorio" di Bomba - Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio Vasto - Comitato Mobilità Sostenibile Marsicana onlus - Comitato No Petrolio Tollo - Comitato No Rifiuti a Fosso Grande - Comitato "Oltre il gazebo-NO filovia" di Pescara - Comitato per la tutela del mare del Gargano - Comitato Provinciale Arci Pescara - Comitato Radicati al Territorio No Ombrina Si Parco - Comitato "Se non ora quando" Pescara - Confcommercio Chieti - Confcooperative Abruzzo - Confederazione Cobas Abruzzo - Confesercenti Abruzzo - Consorzi di Tutela Vini d'Abruzzo -Consulta Comunale delle Associazioni di Chieti, del Settore "Cultura, Beni Culturali, Ambiente": Acli - Acquarofili Abruzzesi - ACTA (Accademia dei Transumanti degli Abruzzi) - ANTA (Associazione Nazionale Tutela Ambiente) - Archeoclub - Arte del Teatro Kapsico Klubo - AUSER-UNITEL - Camminando Insieme - Camper Caravan Club - Centro Studi Aics Domenico Spezioli - Chietiscalopuntoit - CIVES - CVM Comunità Volontari per il Mondo - Coro Selecchy - Da Grande Voglio Crescere - Diritti Diretti - FAI - Gaio Asinio Pollione - GEM (Gruppo Escursionisti Maiella) - Il Canovaccio - ITALIA NOSTRA - Laboratorio Tradizioni d'Abruzzo - La Casa per le Arti -Libridine - Magnifica Comunità Teatina - Mathesis - Noi del G.B. Vico - Piccolo Museo delle Meraviglie - Sacro e Profano - Schola Cantorum Zimarino - Slow Food Chieti - Speleoclub Chieti - Theate Musica Antiqua - Tiriteri - Trifoglio - Voci di Dentro - WWF Chieti - Zampogne d'Abruzzo Cooperativa Pralipè - Cooperativa Terracoste a r.l. - Coordinamento Nazionale No-Triv - Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina - CSR Collettivo Studentesco Rivoluzionario - FAI Fondo per l'Ambiente Italiano Abruzzo - Fedagri-Confcooperative - Federazione delle associazioni " Città Vivibile" - Federparchi Europarc - FLN Abruzzo Fronte per la Liberazione della Napolitania - GAS Gruppo di Acquisto Solidale Vasto - Greenpeace - HABITAT LAB ONLUS e BIENNALE HABITAT - "Il Tesoro di Tatua" (Laboratorio dei Suoni - Centro di Ricerca Teatrale e Musicale Lanciano) - "I lupi della majella" (gruppo di musica tradizionale abruzzese) - Ires Cgil Abruzzo - Italia Nostra Abruzzo - Il Mandorlo - ISDE Medici per l'Ambiente - La Galina Caminante Associazione di Promozione Sociale - Lanciano LAB onlus - Lav Lega Anti Vivisezione Delegazione di Pescara - Legacoop Abruzzo - Legambiente Abruzzo Onlus - LIBERA Abruzzo - LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli - MareLibero - Marevivo - Medicina Democratica Onlus - Mila Donnambiente - MIKAMALE Teatro - Mountain Wilderness Abruzzo - Movimento Ambientalista BAT - Nuovo Senso Civico - PAX CHRISTI Italia, Punto Pace di PESCARA - PeaceLink Abruzzo - Piccolo Teatro ORAZIO COSTA - Polisportiva Arrembaggio - Presidio LIBERA di Chieti "Melissa Bassi" - Pro Natura Abruzzo - Segreteria Provinciale della Camera del Lavoro Cgil di Pescara - Rete No Triv Adriatico - SIB Abruzzo Sindacato Italiano Balneatori - Slow Food Abruzzo-Molise - SOA Stazione Ornitologica Abruzzese - Società Filosofica Italiana-Sezione di Francavilla al Mare - SO.HA. Giovani Cittadini Attivi Pescara - Unione Inquilini Segreteria di Pescara - USB Unione Sindacale di Base - WWF Abruzzo - WWF Marsica - WWF Zona Frentana e Costa Teatina - Zona Ventidue.

3 DIOCESI
Diocesi di Chieti-Vasto
Diocesi di Lanciano-Ortona
Diocesi di Pescara
ISTITUZIONI (64, DI CUI PROVINCIA CHIETI E REGIONE, 2 PARCHI NAZIONALI, 7 RISERVE REGIONALI, 2 UNIONI DEI COMUNI, 51 COMUNI)
Regione Abruzzo - Provincia di Chieti - Comune di Pescara - Comune di Anversa degli Abruzzi(AQ) - Comune di Altino(CH) – Comune di Archi (CH) Comune di Atessa (CH) Comune di Borrello (CH) - Comune di Bucchianico(CH) - Comune di Canosa Sannita(CH) - Comune di Casacanditella - Comune di Casalbordino(CH) - Comune di Casalincontrada(CH) - Comune di Casoli(CH) - Comune di Castiglione a Casauria(PE) - Comune di Celenza sul Trigno(CH) - Comune di Chieti – Comune di Crecchio (CH), Comune di Fara Filiorum Petri (CH) - Comune di Filetto(CH) - Comune di Francavilla al Mare(CH) - Comune di Frisa(CH) - Comune di Fossacesia(CH) - Comune di Furci(CH) - Comune di Lanciano(CH) - Comune di L'Aquila - Comune di Giuliano Teatino(CH) - Comune di Giulianova(TE) - Comune di Miglianico(CH) - Comune di Montesilvano(PE) - Comune di Mozzagrogna(CH) - Comune di Ortona(CH) - Comune di Orsogna(CH) - Comune di Paglieta(CH) - Comune di Penne(PE) Comune di Perano(CH) - Comune di Pineto(TE) - Comune di Popoli(PE) - Comune di Ripa Teatina(CH) - Comune di Roccamontepiano(CH) - Comune di Rocca San Giovanni(CH) - Comune di San Giovanni Teatino(CH) - Comune di San Salvo(CH) - Comune di San Vito Chietino(CH) – Comune di Santa Maria Imbaro (CH) - Comune di Sante Maria (AQ) - Comune di Scerni(CH) - Comune di Torino di Sangro (CH) - Comune di Tornareccio(CH) - Comune di Tollo (CH) - Comune di Torrevecchia Teatina (CH) - Comune di Treglio (CH) - Comune di Vasto (CH) - Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - Parco Nazionale della Majella - Parco Naturale Regionale Sirente-Velino - Riserva Naturale Regionale Gole del Sagittario - Riserva Naturale Regionale Monte Genzana e Alto Gizio - Riserva Naturale Regionale "Lecceta di Torino di Sangro" - Riserva Naturale Regionale "Punta Aderci" Vasto - Riserva Naturale Regionale Sorgenti del Pescara - Riserva Naturale Regionale Zompo lo Schioppo - Unione di Comuni "Città della Frentania e Costa dei Trabocchi" - Unione dei Comuni "Madonna dei Miracoli". Si sono aggiunte anche il Comune di Spoltore e la provincia di Pescara.
PARTITI E LISTE CIVICHE (17)
Appello per L'Aquila - Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Pescara - Federazione dei Verdi Abruzzo - Gruppo Consiliare al Comune di Termoli "LIBERATERMOLI" - Italia dei Valori Abruzzo - Movimento 5 Stelle Abruzzo - Movimento 5 Stelle Sulmona - Movimento 5 Stelle Alba Adriatica - Partito Comunista dei Lavoratori Abruzzo - Partito della Rifondazione Comunista Comitato Regionale dell'Abruzzo - PD Abruzzo - PSI Federazione di Chieti - Rivoluzione Democratica Molise - Sinistra Critica Abruzzo - Sinistra Ecologia e Libertà Nazionale - Sinistra Ecologia e Libertà Federazione di Chieti - UDC Unione Democratica di Centro.

Questo l'elenco degli articoli di ieri sulla manifestazione di protesta di Pescara, segnalatimi da Assunta di Florio :

  1) "Dalla Bassa padana alla Sicilia. I «no-oil» a Pescara: l'Italia unita contro le trivellazioni. Sabato 13 aprile manifestazione «corale» contro il progetto Ombrina Mare"
di Carlotta Clerici - 12 aprile 2013 (prima pagina corriere sera online)
http://www.corriere.it/...-pescara-petrolio-no-trivellazioni_0c128bd8-a36e-11e2-a571-cfaeac9fffd0.shtml

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2) "No a Ombrina mare e al petrolio. Migliaia pronti a sfilare a Pescara. Manifestazione contro il progetto Medoilgas: la città si prepara a accogliere manifestanti da tutto l'Abruzzo. Chiodi: «Il ministero ha riaperto l’istruttoria» ".
di Daria De Laurentiis - 12 aprile 2013
http://ilcentro.gelocal.it/.../no-a-ombrina-mare-e-al-petrolio-migliaia-pronti-a-sfilare-a-pescara-1.6868850
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3) "Ombrina Mare. Anche l' Associazione Ristoratori Cucina Tipica Lancianese partecipa alla manifestazione"
da redazione - venerdì 12 aprile 2013
http://lancianocity.blogspot.it/2013/04/ombrina-mare-anche-lassociazione.html
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4) "Arcidiocesi Pescara, no petrolio, sì parco. Arcivescovo Valentinetti chiede attenzione al territorio"
ANSA - 12 aprile 2013
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/abruzzo/2013/04/12/Arcidiocesi-Pescara-petrolio-parco_8544210.html
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5) "Abruzzo. Petrolio, proposta di legge in Parlamento targata Pd per fermare perforazioni. Movimento 5 Stelle: «perché non l’hanno fatta prima?» "
da "Prina da Noi" - 12/04/2013 - 18:29
http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/539187/Abruzzo-Petrolio--proposta-di-legge.html
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6) "Abruzzo. Quelle stranezze ai Ministeri che avvantaggiano i petrolieri. Le carte scovate dai parlamentari abruzzesi del Movimento 5 stelle"
da "Prina da Noi" - 12/04/2013 - 17:57
http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/539185/Abruzzo-Quelle-stranezze-ai-Ministeri-che.html
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7) "Petrolio a casa nostra. Ombrina, manifestazione da record. Sabato in piazza 260 associazioni e 47 Comuni. Evento contro la deriva petrolifera in Abruzzo e in Adriatico"
da "Prima da Noi" - 12/04/2013 - 15:55
http://www.primadanoi.it/news/cronaca/539179/Ombrina--manifestazione-da-record-.html
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8) "Tutti contro Ombrina mare. Pezzopane: «Necessaria la verità su questa opaca vicenda. Con la legge chiedo abrogazione comma che autorizza Ombrina»"
da "Abruzzo 24ore tv" - 12 aprile 2013, 11:42
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Tutti-contro-Ombrina-mare-Pezzopane-Necessaria-la-verita...116694.htm

Post di Stefano Scaltriti
Iniziamo anche a Pantelleria con la raccolta firme no trivelle e spingere il comune ad attuare la proposta fatta da m5s pantesco contro le trivellazioni...
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Post di Raffaele Vigilante
Arriviamooooo...
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A Lidia Giannotti, Rita Simonetti, Stefano Scaltriti, Marcello Amoroso, Erik Fortini, Tiziana Trapani, Loretta D'Orsogna, Salvatore Gregorio Spata, Leonardo Minardi, Raffaele Vigilante, Alfonso Nigro, Ilva Alvani, Fabrizia Arduini e Guido Pietroluongo piace questo elemento.

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Dall'Artico alle Egadi, un rompighiaccio per sostenere la pesca sostenibile
da "Repubblica Ambiente" on line
http://www.repubblica.it/ambiente/2013/03/29/news/sunrise_artic_greenpeace_italia-55594412/


Sbarca a fine aprile in Italia la Artic Sunrise, la storica imbarcazione di Greenpeace: "In Sicilia per dire no alle trivelle e allo sfruttamento eccessivo del mare"
     (29 marzo 2013) ROMA - La Arctic Sunrise, storica rompighiaccio di Greenpeace, ha iniziato un tour europeo per sostenere la pesca sostenibile e sta per arrivare anche in Italia. La nave toccherà nove Stati del Vecchio Continente, tra cui l'Italia e precisamente la Sicilia, a Trapani e Favignana, dove l'organizzazione ambientalista sarà impegnata in numerose attività aperte al pubblico dal 25 al 27 aprile.
     GUARDA LE FOTO
     "I nostri mari, una volta pieni di vita, sono in pericolo. La pesca eccessiva, l'inquinamento e non ultime le perforazioni petrolifere rischiano di svuotarli per sempre", afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. "Torniamo in Sicilia - aggiunge - per ribadire il nostro no ad attività distruttive come le trivelle e per promuovere una gestione condivisa delle risorse del mare che tuteli l'ambiente, le economie locali e le attività sostenibili".
     Il tour si chiama "Sostieni chi pesca sostenibile" e punta a supportare i pescatori artigianali, che "stanno scomparendo, colpiti dalla crisi delle risorse che nel Mediterraneo sono allo stremo, con oltre il 95% delle popolazioni in stato di pesca eccessiva", spiega Giorgia Monti, secondo cui "queste risorse possono riprendersi se la smettiamo di promuovere la pesca industrializzata e tuteliamo chi pesca sostenibile. Vogliamo contribuire a far arrivare la voce della pesca artigianale a chi a Bruxelles sta decidendo del futuro dei nostri mari".
     La politica comune della pesca dell'unione europea, ricorda ancora Greenpeace, "è oggi in fase di revisione". "Per troppo tempo, con i soldi dei contribuenti europei, le politiche della pesca hanno favorito le flotte più grandi e potenti che pescano in modo distruttivo, con il risultato che più del 60% degli stock ittici dei mari d'Europa è oggi sovrasfruttato", sottolinea l'organizzazione. Allo stesso tempo, "i pescatori artigianali, che da generazioni utilizzano metodi responsabili e a basso impatto, rischiano di perdere il loro lavoro e il loro stile di vita".
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Commento del sottoscritto a margine del post

Grazie a Roberto Giacalone per la condivisione.
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A AssPescatori Di Pantelleria e al sottoscritto piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 12/04/13

Marzo-Aprile 2013: un incidente petrolifero ogni due giorni
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/04/marzo-aprile-2013-un-incidente.html


     THURSDAY, APRIL 11, 2013 - Al clamore mediatico arrivano solo gli incidenti maggiori - il golfo del Messico di tre anni fa, o la Exxon Valdez nel 1989. Tutti gli altri, di portata minore restano nelle cronache locali, che sia Rospo Mare in Abruzzo o Mayflower in Arkansas.
     Ma se uno li mette tutto assieme viene fuori qualcosa di sconcertante - ogni due giorni, da qualche parte del pianeta, c'è un qualche tipo di incidente petrolifero, grande o piccolo che sia.
     Il gruppo "Infographic" ha messo su una immagine che parla da sè: nella finestra che va dall'11 Marzo 2013 all'11 Aprile 2013 ci sono stati 13 incidenti su tre continenti. Nelle sole Americhe ci sono stati un milione di galloni di petrolio e rifiuti tossici petroliferi finiti in mare - quattro milioni di litri.
     Ecco qui:

Commento del sottoscritto su Fb a margiine del post
Come potette vedere, le immagini che ci da Maria Rita a conferma degli incidenti petroliferi verificatisi in appena trenta giorni, e delle quantità di idrocarburi finiti là dove non avrebbero dovuto assolutamente finire, sono tre, una più significativa dell'altra...
Ma se stampa non dice, occhi non vedono e orecchie non sentono... alla fine cuore non duole... Ma fa lo stesso. Andremo tutti "Aramengo"... e senza neppure rendercene conto...
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Post di Roberto Frigerio
Si capisce perchè anche i delfini e le balene vanno a "suicidarsi"...
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A Roberto Figerio, Ilva Alvani,Giovanni Angeloni e Jahnpiero Assi piace questo elemento.

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Trivellazioni off-shore, il 13 aprile l'Abruzzo si ribella e scende in piazza
di Guido Picchetti (da una nota su Fb)
https://www.facebook.com/...-il-13-aprile-labruzzo-si-ribella-e-scende-in-piazza/594805610531258


12/04/13 - Ricevo da Assunta Di Florio e ben volentieri rilancio:

  Legambiente e Wwf: «Traghettare l’Italia fuori dall’era del petrolio».
da "Green Report"

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=21427

Tutto il petrolio presente sotto il mare italiano durerebbe appena 7 settimane. Manifestazione Nazionale “No Ombrina Mare” al Porto di Pescara
    [11 aprile 2013] - In vista della manifestazione "No Ombrina Mare" al Porto di Pescara, Legambiente e Wwf lanciano un appello congiunto: «Tutti in piazza a Pescara sabato, 13 aprile, per "traghettare" l'Italia fuori dall'Era del petrolio (attualmente in Italia si contano complessivamente, a mare e sulla terraferma, 202 concessioni di coltivazione, 117 permessi di ricerca, 109, istanze di permesso di ricerca, 19 concessioni di coltivazione, 3 istanze di prospezione) e fermare il progetto di trivellazioni petrolifere "‘Ombrina Mare" al largo della splendida Costa dei Trabocchi, gioiello naturalistico del litorale abruzzese individuato sin dal 2001 dal Parlamento italiano come Parco Nazionale. La partecipazione alla manifestazione di Pescara è solo il primo segnale del malcontento contro le scelte del Governo in campo energetico come la Strategia Energetica Nazionale che dispone la deriva petrolifera dell'Adriatico e in molte altre aree del Paese».
    La manifestazione di Pescara vede già l'adesione di diocesi, decine di Comuni, centinaia di associazioni e numerose sigle del mondo imprenditoriale (da Confcommercio a Confesercenti, dai consorzi delle Cantine del Montepulciano alle centrali cooperative), «Preoccupate per i danni ai settori del turismo, della pesca e dell'agricoltura. Il tutto in una regione che ospita tre Parchi Nazionali, un Parco Regionale, 25 riserve regionali e decine di Siti di Interesse Comunitario (Sin) e che già nel 2011 ha prodotto il 42% dell'energia elettrica dalle fonti rinnovabili».
    Il Panda e il Cigno Verde spiegano che «Dopo anni di schermaglie tecniche e legali la classica "goccia che ha fatto traboccare il vaso" è stato il via libera del ministero dell'ambiente al grande progetto petrolifero denominato Ombrina Mare della società inglese Medoilgas composto da una piattaforma di produzione posta a soli 5 km dalla costa con 6 pozzi, 36-42 km di tubazioni sottomarine e una grande nave raffineria FPSO di 320 metri di lunghezza ormeggiata a 10 km dalla costa per almeno 24 anni. Il tutto di fronte alla meravigliosa Costa dei Trabocchi, un'area di tale pregio naturalistico tale da essere individuata dal Parlamento italiano nel2001 come Parco nazionale».
    In questo contesto gli ambientalisti giudicano molto grave la lettera, trovata nel faldone del procedimento presso il ministero, inviata dalla Medoilgas al Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, in cui si esprimeva «Un doveroso apprezzamento per il prezioso contributo apportato da Lei (Corrado Clini, ndr.) e dai Suoi collaboratori per l'individuazione della soluzione poi adottata dal Governo al fine di porre riparo ad una situazione insostenibile oltre che ingiusta per gli operatori del settore e auspichiamo un positivo completamento dell'iter alle Camere per una sua definitiva e rapida approvazione» e quindi, dicono Wwf e Legambiente, «...per aver promosso, con l'art. 35 del decreto legge "sviluppo" del 22 giugno 2012, la revisione del "Decreto Prestigiacomo" che aveva bloccato alcuni progetti di estrazione lungo le coste italiane tra cui Ombrina. Come denunciato dalle associazioni sin dal giugno 2012, quando è stata introdotta la modifica al Codice dell'ambiente molto "apprezzata" nella lettera di Medoilgas, non solo è stata cancellata la distanza delle 12 miglia dal confine esterno delle aree marine protette e costiere, ma è stata compiuta una gravissima "sanatoria" retroattiva di fatto non tanto e non solo dei titoli abilativi acquisiti ma di tutti i procedimenti per la prospezione, ricerca ed estrazione di petrolio presentati in corso a partire dal giugno 2010. Sanatoria censurata dai Consigli regionali delle regioni costiere ioniche ed adriatiche riunite a Venezia il 9 novembre 2012 che hanno richiesto nel loro documento conclusivo "sottoporre a referendum l'abrogazione dell'art 35 del dl 22 giugno 2012 n.83 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012 n.134 in materia di ricerca es estrazione di idrocarburi"»
    Secondo Dante Caserta, presidente del Wwf Italia, «Il progetto Ombrina mare è molto rischioso non solo per l'ambiente marino e costiero di diverse regioni che si affacciano sull'Adriatico ma anche per il futuro dell'economia turistica e della pesca di questi territori e per questo va fermato. I dati del progetto Ombrina lasciano esterrefatti per le emissioni e altri rischi concreti per l'ambiente. Tenendo conto delle statistiche divulgate dai tecnici dei petrolieri e dai governi inglese e norvegese sono prevedibili decine di incidenti con perdite in mare nel ciclo di vita dell'intervento. Il Mediterraneo già ora è fortemente inquinato da idrocarburi, con una concentrazione di 38 mg/mc e forti rischi di sversamenti. Per questo in Abruzzo è in atto una vera e propria rivolta contro questo progetto e contro le nuove concessioni appena rilasciate che riguardano addirittura decine di migliaia di ettari del mare antistante grandi città turistiche come Pescara e Francavilla al Mare. La massiccia adesione del mondo produttivo alla manifestazione di sabato prossimo,13 aprile, segnala un radicale cambio di rotta nella società, che sempre di più vede i limiti anche economici di un futuro nero petrolio».
    Il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, conclude: «Ombrina mare non è che uno dei tanti progetti in corso di approvazione da parte del Governo che ha dato un forte impulso alle attività estrattive anche con gli ultimi atti normativi, a partire dall'articolo 35 del decreto sviluppo, che annullano i vincoli per la tutela delle aree marine di pregio e per le coste. Centinaia di migliaia di ettari di territorio nazionale sono stati ipotecati al petrolio, senza tener conto della dura opposizione di comuni, province, regioni, associazioni e movimenti. In nome di una presunta indipendenza energetica su cui i numeri parlano chiaro. Tutto il petrolio presente sotto il mare italiano durerebbe appena 7 settimane, stando ai consumi attuali e alla stima delle riserve accertate sotto il mare italiano e le stesse riserve di Ombrina che dovrebbero essere estratte nei prossimi 25 anni coprono appena lo 0,2% del fabbisogno nazionale annuale di petrolio. A chi giova tutto questo? Energie rinnovabili, efficienza e risparmio energetico, tutela e valorizzazione del territorio e del mare, questi sono i cardini per uno sviluppo economico, sociale e ambientale lungimirante e garantito per l'Italia».

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Post di Giulio Pola

Sarebbe ora che tutti i movimenti di cittadini per la tutela del territorio si unissero e facessero una maxi manifestazione per riappropriarsi della propria priorità di decisione sulle cose pubbliche, il parlamento ha solo funzione di rappresentanza e deve rispettare il volere del popolo... questa è democrazia... diversamente ha un altro nome...
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A Maurizio Tritto piace questo elemento.

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     - Dal 1° al 10 Aprile 2013

 

Dalla mia Bacheca su FB del 10/04/13

Clini a Radio 24: "La magistratura a Taranto ha rallentato il risanamento dell'Ilva"
di Lidia Giannotti (a margine di una foto taggata di Peacelink)
https://www.facebook.com/lidia.giannotti/posts/179078115577683


     10/04/13 - Ha detto Clini, Ministro dell'Ambiente: "Quest'estate i provvedimenti della Magistratura a Taranto hanno rallentato il risanamento dell'Ilva..." !!! E tra le affermazioni sulla legge Salva-Ilva (sulla cui costituzionalità si è deciso ieri), questa "colpisce particolarmente".
     La realtà è un'altra... La magistratura, dopo aver informato da mesi tutte le amministrazioni che potevano intervenire - che non hanno neanche risposto - ha sospeso gli impianti più pericolosi, imponendo di ammodernare prima di produrre.
     Clini lo ha detto a Radio 24, programma "9 in punto", ma è probabile che lo ripeta...
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Qui, sul verdetto della Corte Costituzionale in merito al decreto Salva-Ilva, leggi "Consulta, via libera al decreto "salva Ilva" del 10/04/2013 ore 08,53 all'url
http://www.radio24.ilsole24ore.com/...consulta-libera-decreto-salva-085242.php
... e qui leggi e ascolta "Ilva, Clini: Non ci sono più scuse per nessuno, l'azienda deve correre" del 10/04/2013 ore 11.08
http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/noveinpunto/2013-04-10/ilva-clini-sono-scuse-110526.php
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Post di Silvio Spizzirri

Voglio proprio vedere...
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Post di Irene Spedicato

Non ci sono parole per commentare le dichiarazioni e l'operato di Clini... E' una delle figure che più rappresentano l'assurda realtà che stiamo vivendo. Un ministro dell'ambiente paradossale. Spero che la storia futura lo ricorderà il tutto il suo splendore criminale
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Post di Silvio Spizzirri

Non paradossale, ma colluso. Non hanno digerito di essersi rotti le ritorte corna sul referendum antinucleare. Adesso questo sicario è passato al soldo di nuovi padroni. Sempre benedetto dall'intero ex arco parlamentare.
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Post di Emanuele Scafato

Chi di cancro ferisce...
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Post di Lidia Giannotti

Bisogna rispondere da Taranto, in questa e in altre trasmissioni. Per le mail: noveinpunto@radio24.it. Ecco i recapiti di Radio24: Tel: 800240024 Sms: 349 238 6666 oppure su Facebook, o #Radio24 per i tweet. Mi pare che per i tweet ci sia #noveinpunto. Ecco il programma (e l'intervento di Clini che avete già trovato. Da notare l'attenzione con cui si evita il tema salute): http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/noveinpunto/index.php.
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Post di Ogliarola Fornello

E che risolvete se scrivete alla radio della Confindustria?
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Post di Lidia Giannotti
Non dovremmo neanche protestare con il Ministro Clini... allora... (è un pensiero logico, ma non utile)...
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Post di Ogliarola Fornello
Il ministro già è diverso, se ne frega altamente anche lui, ma è diverso dalla Confindustria. Ricordate quel che rispose Napolitano alla lettera di quella donna tarantina, madre di figli che rischiano vivendo e crescendo a Taranto?
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Post di Lidia Giannotti
A un primo contatto secondo me non bisogna mai rinunciare (perché mai ... non ci sono nemmeno ancora risentimenti personali). E poi anche i giornalisti possono essere vittime di disinformazione. Ci si prova...
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A Giuseppe Bellanova, Laura Tussi, Fulvia Gravame e al sottoscritto piace questo elemento.

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"POCO ALLA VOLTA... " Andiamo avanti, si, ma un "poco alla volta" !!!
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/136876456499206


     10/04/13 - Questo, secondo il sito on line "Canale Sicilia it", il risultato dell' Audizione convocata oggi all’Ars dal Presidente della Commissione Ambiente, il deputato del Movimento Cinque Stelle Giampiero Trizzino, che ha presentato, insieme a Greenpeace, il “piano blu”, un progetto che mira, tra l'altro, a creare una zona di protezione ecologica nel Canale di Sicilia. All’Audizione erano presenti rappresentanti delle associazioni ambientaliste, oltre al presidente della Regione, Rosario Crocetta e all’assessore all’Ambiente Mariella Lo Bello.
     In pratica di è deciso che un "tavolo tecnico" sarà convocato almeno tre volte, presumibilmente a partire dal 2 maggio p.v.. Vi parteciperanno oltre all’assessore Lo Bello, organizzazioni ambientaliste e una rappresentanza di sindaci siciliani. Dal tavolo dovranno arrivare proposte per superare l’emergenza, ma anche per rivedere la normativa del settore.
     “Purtroppo – ha detto l’assessore Lo Bello – i temi ambientali non fanno grande breccia sulla popolazione. Dobbiamo far sì che poco alla volta l’ambiente venga percepito come risorsa e non solo come ostacolo all’edilizia”.
     Tutto colpa delle popolazioni che non capiscono, dunque... E il più bello è, a dire dell'articolista di "Canale di Sicilia it", che risulta "soddisfatto del risultato anche Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace" !!! Che volete di più ?
     Questo l'articolo in questione:

  Un tavolo tecnico contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia. Regione e Commissione Ambiente a fianco di Greenpeace
http://www.canalesicilia.it/...regione-e-commissione-ambiente-a-fianco-di-greenpeace/ 

    9 aprile 2013 - E’ il risultato di un’audizione convocata all’Ars dal presidente della commissione Ambiente, il deputato M5S Giampiero Trizzino, alla presenza dell’assessore all’Ambiente e del presidente della Regione
    Un tavolo tecnico contro le trivellazioni off-shore a difesa del canale di Sicilia. E’ il risultato dell’Audizione convocata oggi all’Ars dal Presidente della Commissione Ambiente, il deputato del Movimento Cinque Stelle Giampiero Trizzino, che ha presentato, assieme a Greenpeace, il “piano blu”, un progetto che mira a creare una zona di protezione ecologica del mare. All’Audizione erano presenti rappresentanti delle associazioni ambientaliste, oltre al presidente della Regione, Rosario Crocetta e all’assessore all’Ambiente Mariella Lo Bello.
    “L’obiettivo che ci poniamo è quello di creare una ”zona di protezione ecologica” sul modello della convenzione di Montego Bay – afferma Trizzino - che tuteli il nostro mare oltre la fascia delle 12 miglia marine. Le note vicende del disastro della piattaforma americana Deepwater Horizon hanno ulteriormente fugato ogni dubbio sulla pericolosità degli impianti petroliferi, non solo verso l’ambiente marino ma anche nei confronti dell’economia della regione, che, in caso di incidenti, verrebbe irrimediabilmente compromessa. La nostra economia non è il più petrolio. E’ la pesca. E’ il turismo. E’ la cultura di un popolo che nel mare ha trovato le sue origini”.
    Il tavolo tecnico sarà convocato almeno tre volte, presumibilmente a partire dal 2 maggio. Vi parteciperanno oltre all’assessore Lo Bello, organizzazioni ambientaliste e una rappresentanza di sindaci siciliani. Dal tavolo dovranno arrivare proposte per superare l’emergenza, ma anche per rivedere la normativa del settore.
    “Purtroppo – ha detto l’assessore Lo Bello – i temi ambientali non fanno grande breccia sulla popolazione. Dobbiamo far sì che poco alla volta l’ambiente venga percepito come risorsa e non solo come ostacolo all’edilizia”.
    Soddisfatto del risultato anche Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace.
“Abbiamo trovato – dice – un’ottima sponda alle nostre battaglie nella Regione e nel presidente della commissione Ambiente. Speriamo che arrivino i risultati. Il primo potrebbe arrivare a brevissima scadenza. Entro il 23 aprile, infatti, la Regione è chiamata a dare le sue valutazioni di impatto ambientale per le trivellazioni. Allora potremo veramente verificare se le parole si tradurranno in fatti concreti”.

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Post di Mario Di Giovanna
(a margine del post condiviso sulla sua pagina di Fb)
Mancano un paio di passaggi. La prima e la seconda riunione del Tavolo Tecnico sono fissate per il 26 Aprile ed il 6 di Maggio. Tra gli impegni presi c'è anche la volontà da parte della Regione Siciliana di produrre proprie osservazioni e di esprimere parere contrario sui permessi d29 d30 e d347 nel Canale di Sicilia e questo dovrebbe concretizzarsi entro il giorno 23 Aprile. Chiaramente saremo vigili, affinchè gli impegni presi vengano rispettati.
PS . La popolazione sul tema della trivellazione risponde benissimo, prova ne è il grande successo della campagna "u mari nun si spirtusa" promossa da Greenpeace
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Post di Guido Picchetti

Concordo con te... ed è per questo che la risposta dell'assessore Lo Bello mi sembra del tutto fuori luogo.. e non mi piace...E poi c'è una contraddizione in termini... La prossima riunione è fissata per il 2 Maggio o per il 26 Aprile come dici tu ? Un po' di precisione non guasterebbe, vista la fretta di agire delle compagnie petrolifere, grazie alle opportunità offerte loro dal governo "tecnico" e dalla crisi economica in atto...
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Post di Mario Di Giovanna

Sono andato a controllare la convocazione. Le associazioni sono state invitate per il 23 (errore mio il 26) e per il 6 Maggio.
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Post di Guido Picchetti

Bene...
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Post di RosaeCeleste (a margine del post condiviso sulla pagina di Fb de "I Grillini Panteschi)
È indispensabile sensibilizzare la gente... Ancora in tanti sono lontani dalle problematiche ambientaliste. Crediamo nella divulgazione !!!!
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Post di Guido Picchetti

Spero tu abbia ragione... Sapessi quanti anni sono che il sottoscritto cerca di fare modestamente informazione sul tema... Ma  per informarsi ci vuole anche disponibilità all'ascolto...
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A Ndria Biddittu, Vallini Erik, Alfonso Nigro, Andrea Candiano, Luke Antonioni e Giulia Policardo piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 9/04/13

Terremoto nel sud dell'Iran lungo la costa orientale del Golfo Arabico
di Guido Picchetti (da una immagine su Fb dell'EMSC)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200420721574945&l=9fa70c03f4


     9/04/13 - Alle 13:52 (ora italiana) una forte scossa sismica di mag 6,3 è stata registrata nella zona costiera sud-orientale del Golfo Arabico, a metà strada tra le città di Busnehr e di Khormooj. A tale scossa, nei successivi 75 minuti, sono seguite altre 10 scosse, anch'esse di forte intensità, progressivamente a scalare (da mag 5,4 della seconda, a mag 4,8 dell'undicesima). Altra caratteristica paraticolare della forte sequenza sismica è la profondità delle scosse, che a partire dal primo evento (registrato alla profondità di 10 km appena), dalla terza scossa in poi è andata progressivamente aumentando, arrivando l'undicesima scossa ad avere il suo ipocentro a ben 80 kn di profondità. Finora non si hanno notizie di danni a persone caudate dal sisma se, ma purtroppo, considerati numero e intensità dei fenomeni, non si può escludere che ci siano stati...

- 1) Magnitudo 6,3 Mw
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 11:52:50.0 UTC
Posizione 28,48 N; 51,58 E
Profondità 10 km

- 2) Magnitudo mb 5.4
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:05:39.0 UTC
Posizione 28.44 N; 51.61 E
Profondità 10 km

- 3) Magnitudo ML 4,4
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:15:12.2 UTC
Posizione 28,40 N; 51,56 E
Profondità 26 km

- 4) Magnitudo ML 4,2
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:18:11.5 UTC
Posizione 28,52 N; 51,45 E
Profondità 36 km

- 5) Magnitudo ML 4,1
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:31:37.9 UTC
Posizione 28.41 N; 51.47 E
Profondità 18 km

- 6) Magnitudo 4,7 mb
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:41:10.0 UTC
Posizione 28,52 N; 51,71 E
Profondità 51 km

- 7) Magnitudo 4,7 mb
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:47:52.0 UTC
Posizione 28.59 N; 51.73 E
Profondità 40 km

- 8) Magnitudo ML 4,1
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:52:56.8 UTC
Posizione 28,43 N; 51,48 E
Profondità 28 km

- 9) Magnitudo ML 3.7
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 12:58:32.0 UTC
Posizione 28.41 N; 51.42 E
Profondità 15 km

- 10) Magnitudo ML 4,4
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 13:03:29.0 UTC
Posizione 28.55 N; 51.72 E
Profondità 52 km

- 11) Magnitudo M 4,8
Regione SUD IRAN
Data 2013/04/09 13:30:52.0 UTC
Posizione 28,61 N; 51,65 E
Profondità 80 km

 

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Commento del sottoscritto a margine del post

Almeno 20 morti, devastate tre città. E questo, riportato poco fa sul sito web de "il Fatto Quotidiano", è solo il bilancio della prima scossa. Nella zona vivono 10000 persone. Da Teheran inviate cento ambulanze e squadre mediche. Secondo il capo della Croce Rossa iraniana, Mahmoud Mozaffar, l’80% dei due villaggi vicini all’epicentro è stato distrutto. ”Prime stime” indicano inoltre che anche le città di Khormouj, Dayer a Kangan, situate nella provincia di Bushehr, sono state devastate dal terremoto. La scossa è stata percepita anche a Dubai, Abu Dhabi, Arabia Saudita e Bahrein. I grattacieli di Dubai Marina sono stati temporaneamente evacuati.
Vedi http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/09/iran-terremoto-di-magnitudo-6-3-nel-sud-del-paese-sei-vittime/556843/
Da "Leggo It" alle ore 18,28. È di 30 morti e 800 feriti il bilancio, ancora provvisorio, del terremoto che ha colpito il sud dell'Iran, distruggendo tre villaggi della provincia di Bushehr. Lo ha riferito l'agenzia degli studenti iraniani 'Isna'. La scossa è stata percepita anche a Dubai, Abu Dhabi, Arabia Saudita e Bahrein. A Doha fonti locali ritengono che la scossa sia stata di magnitudo 3.5. Forte preoccupazione fra i residenti della zona di West Bay dove vi sono grattacieli di oltre 30 piani. Non essendo una zona sismica, molti dubitano che le strutture siano in grado di sostenere scosse di terremoto come quelle registrate in Iran.
Vedi http://www.leggo.it/...in_iran_20_morti_e_650_feriti_a_dubai_grattacieli_evacuati_foto/notizie/222455.shtml
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Post di Guido Picchetti su Fb delle ore 12 del 10/04/13

Notizie on line di "Post It" delle ore 9:00 di oggi. Il terremoto di ieri di magnitudo 6.1 nell’Iran meridionale ha causato almeno 37 morti e 850 feriti, ma il bilancio, secondo le autorità iraniane, sembra essere destinato a salire nel corso delle prossime ore. La scossa si è verificata a poca distanza dalla cittadina di Kaki, a un centinaio di chilometri a sud-est della città di Bushehr, città portuale del Golfo Persico in cui è in funzione l’unica centrale nucleare del paese. Stando alle informazioni date dal governatore della provincia di Bushehr, Fereidun Hasanvand, il terremoto non ha procurato danni all'impianto atomico, che continua a funzionare regolarmente. Alla scossa di magnitudo 6.1 ne sono seguite altre particolarmente forti, seppure di magnitudo inferiore, che hanno causato altri danni. Il villaggio di Baghanh, a est di Bushehr, risulta essere tra i più danneggiati. Il terremoto si è verificato in un’area costellata da tanti piccoli villaggi e paesi, cosa che complica l’organizzazione dei soccorsi, la stima dei morti e delle persone ferite.
Vedi http://www.ilpost.it/2013/04/10/foto-terremoto-iran/
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Oggi a Roma e Palermo, occhi aperti su due "cose di casa nostra"...
di Guido Picchetti( a margine di una immagine su Fb)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200419946875578&l=5ae6911ae8


     9/04/13 - Mi riferisco precisamente a due avvenimenti di interesse vitale per l' Ambiente con la "A" maiuscola", entrambi determinanti per il futuro modello di sviluppo del nostro Paese.
     Il primo, a carattere nazionale, è il verdetto della Corte Costituzionale chiamata oggi a decidere sulle eccezioni di incostituzionalità alla legge 231 del 24 dicembre scorso, meglio nota come legge "Salva Ilva", presentate sia dal gip Patrizia Todisco che dai giudici del Tribunale dell'appello. Verdetto su cui dovrebbero pesare, almeno si spera, le notizie degli ultimi casi drammatici arrivate da Taranto, città devastata dall'inquinamento. Come riporta Metro, infatti, in nove bambini tra i 3 e i 6 anni è stato riscontrata la presenza del piombo nel sangue. Bambini tutti residenti nel sobborgo di Statte, la zona più esposta insieme al quartiere Tamburi ai fumi dell'Ilva, responsabile dell'inquinamento ambientale.
     Il secondo avvenimento odierno riguarda più direttamente la regione autonoma siciliana, la cui Commissione Ambiente, presieduta da Giampiero Trizzino del M5S, si riunisce oggi a Palermo per discutere e approvare la proposta di "Greenpeace" di avviare immediatamente, con un processo partecipato, l'elaborazione di un "Piano blu per la Sicilia" che, utilizzando l'approccio multisettoriale della Direttiva Comunitaria 2008/56 per la Strategia Marina, indichi alla Regione Sicilia i passi precisi per intervenire contro le trivelle ak fine di tutelare sia il territorio isolano che il mare circostante, vero tesoro per lo sviluppo dell'economia della più grande isola del Mediterraneo.
     "La situazione del mare di Sicilia è allarmante", denuncia Greenpeace. "Alcune concessioni sono vicinissime alla costa e mettono in serio pericolo non solo l'ambiente ma anche il patrimonio culturale e economico della Regione". Non per nulla tra i passi principali indicati nel documento di "Greenpeace" c'è proprio la richiesta al Governo Centrale di stabilire una "Zona di Protezione Ecologica" nel Canale di Sicilia, peraltro già prevista dalla Convenzione di Barcellona di cui l'Italia fa parte. All'incontro è prevista la partecipazione del governatore Rosario Crocetta e degli assessori competenti.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Stasera alle 20:30 in Primo Piano su "Messagero it": "Ilva, per la Corte costituzionale legge salva-azienda è legittima "... E così degli occhi aperti sui due fatti di "casa nostra" oggi all'ordine del giorno, possiamo già chiuderne uno, quello rivolto alla questione dell'Ilva, su cui la Corte Costituzionale con il suo verdetto finale ha chiuso occhi e orecchie, confermando che la salute dei cittadini idi fronte all'interesse economico dell'industria nazionale non ha nessun valore, alla faccia di quanto affermato dalla tanto sbandierata Costituzione italiana... "Lasciate ogni speranza o voi che entrate...", e se volete vivere tranquilli e sereni con i vostri figli meglio scappare da Taranto, dal suo hinterland, ma anche da tanti altri luoghi del territorio nazionale ugualmente sotto attacco, in terra e in mare che sia... E domani sapremo come è andata in Commissione Ambiente all'ARS sulla questione trivellazioni... Per oggi ci basta ed avanza quanto riferito on line da "Il Messaggero" alla pagina web: www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/ilva_sentenza_corte_costituzionale_legge_salva_ilva/notizie/264152.shtml

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A Ilva Alvani, Maria Rosa Maccotta, Teresa Anna Coni, Marco Zappalà e Iena Pantesca piace questo elemento.

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Al Parlamento Italiano : "Salviamo Report e il diritto di informare"
petizione lanciata di Stefano Corradino
https://www.change.org/it/petizioni/salviamo-report-e-il-diritto-di-informare


     9/04/13 - Come si fa per impedire a un giornalista di indagare e permettere ai cittadini di conoscere la verità? Fascismo, stalinismo e logge massoniche avevano i loro metodi coercitivi. Oggi la censura preventiva e l'intimidazione si attuano con espedienti più moderni, e solo apparentemente meno perversi e repressivi. Ad esempio intentando una causa nei confronti di una giornalista e chiedere un risarcimento milionario perché una sua inchiesta ha cercato di fare luce sulle zone d'ombra di una multinazionale.
    È ciò che ha fatto l'Eni, sesto gruppo petrolifero mondiale per giro di affari, che con una querela di ben 145 pagine accusa Report di Milena Gabanelli di averne leso l’immagine per un'inchiesta del dicembre 2012. Cospicua la richiesta di risarcimento: 25 milioni di euro. Chi si sente diffamato ha tutto il diritto di tutelarsi, ma è chiaro che in questo caso l'obiettivo è un altro: un palese tentativo di intimidazione. Il termine tecnico è "querele temerarie", un'azione di sbarramento compiuta nei confronti di un giornalista per dissuaderlo dal proseguire il suo filone di inchiesta. E ovviamente per disincentivare altri cronisti dall'occuparsi dello stesso tema.
    Per impedire l'uso di questo strumento intimidatorio il Parlamento ha avviato un lavoro bipartisan nella passata legislatura. Un iter che ovviamente giace ora impolverato nei cassetti di Montecitorio e Palazzo Madama. Per questo oggi lanciamo una petizione per chiedere che il nuovo Parlamento voglia immediatamente mettere mano ad una revisione della materia, che preveda una sostanziosa penalità nei confronti di chi utilizza strumentalmente questo tipo di richieste, condannando il querelante, in caso di sconfitta in sede giudiziaria, al pagamento del medesimo importo: se cioè chiedi 25 milioni di euro alla Gabanelli di risarcimento e poi perdi la causa, la risarcisci della stessa cifra. E vince il diritto di informare ed essere informati.
    NB - Petizione lanciata il 5 Aprile 2013 da Stefano Corradino, Roma, Italy. Al 9 Aprile 2013 raggiunte 89.330 firme. Obiettivo: raggiungere le 150.000 firme.
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Commento del sottoscritto a margine del post
Firmata la petizione... Fatelo anche voi...
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A Giovanni Angeloni piace questo elemento.

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Pantelleria "Comune montano". Vizi e virtù di Madre Patria...
di Guido Picchetti (con una nota su Fb)
https://www.facebook.com/...-comune-montano-vizi-e-virt%C3%B9-di-madre-patria/593638607314625


     9/04/13 - Un vecchio articolo del sottoscritto ricapitatomi per caso sott'occhio, che penso però non sia male rileggere con un po' d'attenzione. Potrebbe insegnarci qualcosa in vista delle prossime elezioni comunali... A me compreso che, pur avendolo scritto nel dicembre 2010 dopo un consiglio comunale dell'amministrazione pantesca allora in carica, l'avevo totalmente dimenticato... Ma, quel che è peggio, delle cui decisioni certamente verbalizzate si sono poi dimenticati gli stessi amministratori, non dando loro alcun seguito... Il che la dice lunga sul valore non solo delle promesse elettorali, ma anche delle decisioni che un esecutivo, una volta eletto, a volte va a prendere... D'altronde siamo in Italia, e non c'è da meravigliarsi... Per quante numerose siano le miglia di mare che ci separano dalla terraferma, della madre patria riflettiamo virtù e difetti... In piccolo certo, ma neppure tanto...

Pantelleria comune montano? Parere favorevole al Parco Nazionale di Guido Picchetti
http://www.blogsicilia.it/blog/...parere-favorevole-al-parco-nazionale/22426/


    19 dicembre 2010 - Si è riunito nei giorni scorsi il Consiglio Comunale di Pantelleria. All’ordine del giorno il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, la cui istituzione, prevista dalla legge n° 159 del 1 Ottobre2007 e inizialmente appoggiata dalla precedente amministrazione, venne bloccata nel marzo scorso dalla stessa amministrazione con una richiesta al Ministero di interrompere le operazioni di mappatura già in corso intorno all’isola da parte dell’ISPRA su mandato del Ministero dell’Ambiente, operazioni necessarie per arrivare alla definizione di quell’Area Marina Protetta che avrebbe dovuto far parte del Parco Nazionale da istituire sull’isola.
     Allora erano vicine le elezioni, e a motivare la richiesta di sospensione fu principalmente la raccolta di firme presentata in comune da quanti erano contrari all’iniziativa del Parco, nel timore che all’iniziativa fosse legata l’imposizione di nuovi vincoli sull’isola, e non invece, come sarà in realtà, la possibilità di rivedere e rimodulare i vincoli già esistenti sul territorio. Le elezioni, tuttavia, portarono ad un cambio di amministrazione, e all’ex sindaco Salvatore Gabriele nel Giugno scorso è succeduto Alberto Di Marzo.
    Purtroppo per la tutela ambientale del mare che circonda Pantelleria anche la nuova amministrazione non ha dimostrato molto interesse. Le riunioni di consiglio fino ad oggi effettuate ponendo all’ordine del giorno la questione del Parco Nazionale dell’isola, dopo l’iniziale rifiuto in toto (probabilmente motivato anche dalla presenza nella coalizione di governo di due esponenti del partito Caccia e Ambiente), ha visto poi dibattuti unicamente gli aspetti vincolistici dell’area terrestre, già Riserva Naturale Integrata. E ancora il 4 novembre scorso il consiglio comunale aveva rigettato la perimetrazione del Parco voluta dall’amministrazione Gabriele, proponendone un’altra coincidente pressappoco con l’attuale Riserva.
    Ma finalmente, dopo alcune riunioni con i cittadini nei circoli delle contrade, nell’ultima riunione svoltasi in Comune il 15 u.s. si è avuta finalmente una certa svolta rispetto al passato. Il consiglio comunale di Pantelleria ha infatti deliberato “di esprimere parere favorevole alla istituzione del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, così come perimetrata e regolamentata”. Contestualmente ha addirittura approvato come emendati la bozza di decreto e l’allegato regolamento, che fanno parte integrante e sostanziale dell’atto.
    Inoltre il consiglio con la stessa delibera ha conferito al sindaco Alberto Di Marzo mandato dell’esecuzione degli atti consiliari e di trasmettere immediatamente il provvedimento, al Presidente della Regione Sicilia On. Raffaele Lombardo, all’Assessore Regionale Territorio e Ambiente On. Gianmaria Sparma, all’Assessorato Territorio e Ambiente della Regionale Siciliana. Qualora fossero prodotte modifiche a quanto proposto, le stesse dovranno essere oggetto di preventiva concertazione con l’Amministrazione locale.
    L’approvazione dell’istituzione del Parco con la nuova perimetrazione ed il nuovo regolamento è passata in consiglio con otto voti favorevoli, quelli della maggioranza di “Pantelleria Libera” e sei contrari, quelli della minoranza di “Progetto Pantelleria”. Tutto risolto alla fine ? Certamente no… Infatti ancora una volta il dibattito in Consiglio Comunale è stato incentrato unicamente sui vincoli attuali e futuri dell’area terrestre dell’isola, mentre sull’area marina protetta, che pure deve far parte per definizione e per dettami legislativi facilmente intuibili dell’istituendo Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, neppure una parola.
    Mi piacerebbe pertanto sapere una cosa. Quando si dice “Il consiglio comunale di Pantelleria ha deliberato di esprimere parere favorevole alla istituzione del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, così come perimetrata e regolamentata… etc. etc.”, nella perimetrazione sui ci si riferisce è compreso il bagnasciuga intorno all’isola, o Pantelleria all’insaputa di tutti è divenuto un vero e proprio “Comune Montano” circondato dal deserto?

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A Marco Zappalà, Tiziana Trapani, Stefano Scaltriti, Tiziana Belvisi, Salvatore Gregorio Spata e Alice Bernardo piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB dell' 8/04/13

"De profundis" per Balenottera Comune e Capodoglio in Mediterraneo ?
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200414559740903&l=bad2b6ab69


     8/04/12 - L'influenza delle attività petrolifere off-shore sui mammiferi marini è l'argomento di questo studio di Guido Pietroluongo sul Blog "La Voce del Mare". Uno studio che analizza i pericoli che queste attività comportano per i cetacei nelle loro varie fasi. A partire da quelle di ricerca, con i sonar ad alta intensità impiegati per individuare i giacimenti in grado di danneggiare l'udito degli animali, ma anche di provocare per spavento delle risalite rapide dai fondali profondi verso la superficie con conseguenti embolie. Poi nelle fasi di installazione degli impianti estrattivi e di sfruttamento de giacimenti, con rumori, traffico di natanti, e riversamenti in mare di prodotti chimici e altri inquinanti, tutti elementi questi che inevitabilmente allontanerebbero gli animali da tali zone, con grave danno per la loro stessa sopravvivenza, se si tratta di zone abituali, se non essenziali, per ragioni alimentari o riproduttive. E gli stessi danni avremo ancora durante le operazioni di smantellamento degli di trivellazione, una volta che avranno esaurito il loro compito.
     Ma, dulcis in fundo, ci accorgeremo allora che il danno ambientale maggiore sarà nello "stato" dei fondali marini sottostanti l'impianto rimosso. Infatti, dopo i 30 anni di vita media di una piattaforma petrolifera, la degradazione dell’habitat dell'area direttamente interessata "risulterà irreversibile e l’ecosistema marino, in tutte le sue componenti animali e vegetali, sarà completamente distrutto".
     Più chiaro di così... Sono le parole testuali di Guido Pietroluongo, il quale, citando uno studio dell’Istituto di Ricerca Tethys, termina il suo report con un vero e proprio "de profundis" per le due specie comuni più grandi del Mediterraneo, la Balenottera comune e il Capodoglio. Uno studio che sottolinea come una delle principali cause di morte di origine antropica per queste due specie nel "Mare Nostrum" sia rappresentata proprio dalle collisioni con le navi e dall'intenso traffico legato allo stoccaggio o allo spostamento del personale da e verso i centri di estrazione petrolifera. E il Canale di Sicilia, lo sappiamo bene, del Mediterraneo è il cuore pulsante, da cui dipende la sua vita marina, e non solo...

  Petrolio Mediterraneo: l’impatto sui Cetacei
di Guido Pietroluongo
http://www.maremag.net/biodiversita/petrolio-mediterraneo-limpatto-sui-cetacei/


     7 aprile 2013 - Come promesso l’ultima volta (in questo articolo) ci occuperemo di descrivere come le attività legate agli idrocarburi rappresentino un pericolo per i Cetacei. Come già descritto, le diverse fasi dell’iter progettuale, finalizzate all’estrazione di idrocarburi, contano ognuna un diverso impatto ambientale.
  
Nella prima fase, dove si cerca di capire se sono presenti giacimenti di idrocarburi nel sottosuolo, viene impiegata una tecnica sismica di riflessione conosciuta con il termine air-gun, che si riferisce allo strumento operativo utilizzato. Sappiamo tutti che i Cetacei hanno un senso molto sviluppato: l’udito. Questo senso permette non solo di orientarsi (con il complesso sistema di ecolocalizzazione) ma anche di comunicare tra i propri conspecifici e individuare prede da stordire con particolari emissioni sonore. Nelle vicinanze di questi animali marini un intenso ed improvviso rumore, che viene aggiunto al già disturbante rumore di fondo del mare (soprattutto se di origine antropica), potrebbe provocare danni anche irreversibili. Gli air-gun dunque, che sono diverse decine per navedurante ogni campagna di ricerca di idrocarburi, sono dei potenziali killer per questi mammiferi marini, visto che possono creare un rumore fortissimo. I Cetacei potrebbero perdere l’orientamento fino a spiaggiarsi, potrebbero interrompere particolari attività, come ad esempio la cura della prole, potrebbero addirittura subire mortali danni fisiologici. Per alcune specie particolari, come accade per i Capodogli o gli Zifii, che si immergono fino a diversi chilometri di profondità tanto da essere considerati degli animali record nella subacquea, un suono ad alta intensità può far spaventare gli esemplari e costringerli ad una rapida emersione, così improvvisa che non riuscirebbero a decomprimere (proprio come fanno i sommozzatori) fino a morire per embolia (“gas and fat embolic syndrome”).
     E’ stato osservato, ad esempio, come i Capodogli nei pressi di air-gun operativi assumessero un atteggiamento anomalo rimanendo immobili in superficie, mentre, di solito, occupano gran parte del loro tempo a ricercare prede nel fondale marino. Spesso i progetti che descrivono queste attività non analizzano in dettaglio la bibliografia che testimonia la presenza di Cetacei nelle zone soggette a tali operazioni. Senza analizzare quanti e quali Cetacei sono presenti, il rischio risulta altissimo. Inoltre, non si fa cenno ai criteri di selezione del personale addetto all’avvistamento di Cetacei (MMO Marine Mammal Observer) che lavora a bordo delle navi, né viene indicato nessun nominativo o curriculum di queste figure professionali, che hanno una responsabilità molto importante.
    Nella seconda fase è operativa la complessa e lunga attività estrattiva, attraverso un primo pozzo esplorativo. I rischi in questa fase aumentano esponenzialmente. Ritorna dunque il discorso dell’inquinamento acustico. Difatti una trivella che opera per giorni e mesi, inevitabilmente provocherà un rumore costante che andrà a disturbare per un lungo periodo di tempo i Cetacei presenti nella zona. Se quest’area fosse un habitat cruciale, per attività di predazione stagionale o di parto e cura della prole, i mammiferi si vedrebbero costretti ad essere allontanati con conseguenze molto gravi per il loro complesso sistema sociale e per la loro biologia. A questo si somma l’inquinamento chimico. Per trivellare un pozzo vengono utilizzati i cosiddetti “fanghi e fluidi perforanti”, miscele di sostanze altamente tossiche e a volte anche radioattive. L’impatto ambientale è altissimo non solo direttamente sui Cetacei ma anche su tutta la catena trofica.
     Nella terza fase di costruzione di una piattaforma permanente ritornano tutti gli impatti già precedentemente descritti. Per costruire una piattaforma si può immaginare l’inquinamento acustico che si viene a generare. Una piattaforma svolge attività estrattive per oltre 30 anni e l’inquinamento chimico dovuto alle sostanze perforanti e agli inevitabili e costanti sversamenti, anche se di piccole quantità, andranno a contaminare indelebilmente l’ecosistema fino a farlo morire lentamente in silenzio. E quando finisce la “carriera” di una piattaforma? Inizierà allora l’attività di smantellamento con ulteriori impatti ambientali.
     La degradazione dell’habitat risulterà irreversibile e l’ecosistema marino, in tutte le sue componenti animali e vegetali, sarà completamente distrutto. Un quadro che va a ritrarre un mare privo di vita. E le attività connesse a tutte queste fasi? Stoccaggio degli idrocarburi, traffico navale, emissioni in atmosfera, rischio di scoppi e sversamenti etc. etc. I Cetacei che vivono in un mare in cui sono presenti queste attività, rischiano la vita costantemente in maniera diretta o indiretta, a breve e a lungo termine. Il bioaccumulo di sostanze inquinanti lungo tutta la catena trofica può compromettere il sistema immunitario fino ad esporre questi esemplari alle patologie più comuni.
     Uno studio dell’Istituto di Ricerca Tethys sottolinea come una delle principali cause di morte di origine antropica per la Balenottera comune e il Capodoglio sia rappresentata dalle collisioni con le imbarcazioni”. In Mediterraneo le collisioni con le navi sono all’ordine del giorno e un intenso traffico, legato allo stoccaggio o allo spostamento del personale da e verso i centri di estrazione petrolifera, rappresenta quindi un serio e reale pericolo per queste creature.
     I Cetacei sono animali intelligentissimi, di abitudini pelagiche o stanziali in diverse aree in base alle stagioni più favorevoli per la loro complessa vita. Nonostante questo, non sono in grado di prevedere che un’imbarcazione emetta suoni stordenti, che una piattaforma riversi nel proprio habitat sostanze tossiche, che il loro peregrinare sia intercettato da navi che potrebbero provocargli ferite invalidanti, che le loro prede abituali siano contaminate o che il luogo dove ogni anno vanno a partorire sia occupato da attività antropiche che impediscono il loro quieto vivere.
     Ricordiamoci che ciò che subiscono questi animali, indirettamente ricadrà anche sulla nostra salute di esseri umani: siamo due specie all’apice della catena trofica e utilizziamo entrambe le risorse marine. La prossima volta esamineremo la possibilità che ogni cittadino possiede di tutelare questi straordinari animali, partecipando attivamente alle decisioni democratiche sui permessi relativi ai progetti di ricerca di idrocarburi nei mari italiani.
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Un commento a margine sulla pagina web del Blog - Post di Zaira aprile 7, 2013

Complimenti all’autore: finalmente un articolo chiaro e conciso che illustri i rischi legati all’estrazione petrolifera in mare. Noi cittadini non possiamo più nasconderci dietro al muro dell’ignoranza: non possiamo più permettere che questi ecosistemi vengano distrutti senza essere interpellati o almeno informati delle conseguenze portate da queste pratiche. Lo stesso discorso ovviamente vale per il fracking. Ringrazio l’autore per l’aver affrontato questa tematica e lo esorto a continuare nella sua missione per la salvaguardia dell’ambiente.

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A Maria Rosa Maccotta, Paola Trabucco e Giusi Orefice piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 7/04/13

Selezionata dalla National Academy of Sciences, Maria Rita D’Orsogna in India tra i migliori ricercatori del mondo da "Prima Da Noi"
http://www.primadanoi.it/news/cronaca/538935/Maria-Rita-D-Orsogna-in-India.html


     ABRUZZO, 05/04/2013. Maria Rita D’Orsogna sarà in India dal 7 al 10 aprile tra i migliori ricercatori del mondo per rappresentare la «giovane scienza Usa». La professoressa abruzzese, in America da molti anni e dal 2007 docente di matematica all’Università statale della California, è stata scelta dalla National Academy of Sciences of the Usa fra gli under 45.
     In Abruzzo è nota per le sue battaglie ambientaliste contro la deriva petrolifera. Con il suo blog è spesso la prima a fornire informazioni su nuovi progetti e nuove richieste da parte delle compagnie petrolifere. A fine febbraio è stata lei, con un post su Facebook, ad avvertire tutti gli abruzzesi che il Ministero dell’Ambiente aveva dato il via libera al progetto di Ombrina Mare.
     Da qualche tempo gestisce anche un blog sul fatto quotidiano dove si occupa della sua grande passione, la tutela dell’Ambiente. Ma in India, dove è volata in queste ore, parlerà di matematica, la sua professione. Più precisamente delle particelle interagenti in biologia e della formazione di strutture ordinate (gruppi di pesci, uccelli, insetti che senza un leader trovano ordine).
     «E' un onore per me essere stata scelta per partecipare a questo programma, ed è un onore per la California State University Northridge perché è l’apprezzamento per il lavoro che tanti di noi qui all'università stanno facendo. Sarà un importante scambio intellettuale di diverse opinioni e punti di vista, sarà molto interessante».
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Un riconoscimento internazionale a un personaggio che con il suo impegno professionale, ma anche per le battaglie ambientaliste in difesa della sua terra d'origine, onora il nostro Paese. Ricordo che nell'inverno dello scorso anno Maria Rita d'Orsogna fu ospite di Pantelleria per una serie di incontri presso alcuni circoli dell'isola, realizzati al fine di informare la comunità pantesca sui rischi connessi alle attività petrolifere off-shore nel Canale di Sicilia. E che proprio in occasione di quella sua visita in terra siciliana, in una breve tappa a Palermo, le fu consegnato a cura del Comitato Parchi Italia il "Premio di Ambasciatore della Natura 2012".

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A Ivana Artioli, Alfonso Nigro, Carmelo Nicoloso, Lorenzo Mainini, Jahnpiero Assi, Giovanni Angeloni, Ilva Alvani, Gianfranco Rossetto, Mario Di Giovanna e Luca Gioria piace questo elemento.

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Stage Università dei Parchi e Premio Ambasciatore della Natura a Capri
di Carmelo Nicoloso e Dionisia De Santis (a margine di una immagine condivisa su Fb)
https://www.facebook.com/photo....set=a.1168023129777.2022902.1503923246&type=1

Programma

Martedì 07 maggio 2013
• ore 10.00: indirizzo di saluto da parte dell’istituzioni ed interventi programmati dell’associazioni di volontariato;
• ore 11.30: presentazione, storia e finalità Università dei Parchi, a cura del prof. Franco Tassi (Centro Parchi Internazionale);
• ore 13.00: buffet.
• ore 15.30-18.30: relazione su "I Parchi Blu", a cura del prof. Tassi.

Mercoledì 08 maggio 2013
• ore 09.00: escursione a cura di Pro Natura Capri.
Sessione formativa
• ore 15.30-18.30: relazione "Legislazione e Conservazione della Natura in Italia", a cura del prof. Tassi.

Giovedì 09 maggio 2013
Sessione formativa
• ore 10.00-13.00: relazione dott.ssa Bentivegna, della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli;
• ore 15.30-18.30: “Interpretazione estetico-scientifica della Biodiversità del Cilento. I temi dell’ecologia e del millenario rapporto uomo-natura, approfondendo il sistema delle attività e delle relazioni bio-geochimiche della terra.”, relazione curata dalla dott.ssa De Santis.

Venerdì 10 maggio 2013
Sessione formativa
• ore 09.30-11.30: relazione prof. Raimondo, (già presidente Società Botanica Italiana), Ambasciatore della Natura 2013;
• ore 11.45 -13.00: relazione su "Scienza della Comunicazione", a cura di Donatella Bianchi (conduttrice RAI – Lineablu) Ambasciatrice della Natura 2013.
• ore 17.30: Cerimonia di consegna dei 4 premi Ambasciatori della Natura 2013.

Organizzazione e logistica:
• Organizzazione: Pro Natura Capri – Comitato Parchi;
• Coordinamento: Centro Parchi Internazionale;
• Impostazione e documentazione scientifica, storica e naturalistica: Comitato Parchi Nazionali e Centro Studi Ecologici Appenninici;
• Struttura: CENTRO CAPRENSE IGNAZIO CERIO;
• n^ minimo di partecipanti: 20 pax;
• n^ massimo di partecipanti: 30 pax;
• iscrizione: 50 euro (escluso vitto e alloggio);
• attestato ufficiale viene rilasciato ai partecipanti all’intero corso.
Info: universitadeiparchi.capri2013@gmail.com
Iscrizioni: carmelo.nicoloso@videobank.it  – cell. 3392482300
Strutture ricettive convenzionate
• Albergo Belvedere Tre Re - info@belvedere-tre-re.com  - tel 081 837 0345
• Albergo Villa Helios - info@villahelios.it  - tel 081 837 0240

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A Pro Natura Mare Nostrum, Ferdy Sapio, Dionisia De Santis, Lopez Genosax Ramirez, Rosaria Albanese, Rafał Pyrczak, Mimì Belfiore, Antonio Wolf Scaramelli, Maria Rosaria Trama,, Carlo Palazzo, Excursions Sicily, Francesco De Rosa, Marco Antonio Molino, Mario Oliveri, Anthony Manzo, Luigi Graceffa, Alfonso Notte, Mauro Furlani, Simona Boemi, Erika Sandri, Alfia Milazzo, Silvia Varese, Rita Failla, Claudio Colletti, Salvatore Esposito, Gerardo Esposito, Antonio Calì, Massimiliano Tornabene, Antonino Barbera, Carmelo Giuffrida e al sottoscritto piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 6/04/13

Pantelleria, l'isola che non c'è per stato e regione. Una vita da naufraghi per 8.000 abitanti di Massimo Ciccarello
http://www.lanota7.it/pantelleria-lisola-che-non-ce-...-vita-da-naufraghi-per-8-000-abitanti/
 

     Pantelleria, 5 aprile 2013 - L’isola che non c’è ha un nome illustre e una storia antica. Eppure Pantelleria è come se non esistesse più per la Regione Sicilia. Ha trasformato i suoi ottomila abitanti in naufraghi nel cuore del Mediterraneo, da quando i collegamenti marittimi con Trapani sono stati drasticamente ridimensionati. Navi obsolete, corse dimezzate, e ora anche attracchi ridotti al lumicino.
     PASQUA AMARA. In questo lembo d’Italia a due passi dall’Africa non c’è nessun Mosè che possa miracolosamente aprire le acque. Perciò dall’ 1 aprile nessun turista, né alcun isolano, può arrivare o lasciare Pantelleria via mare. La protagonista di questo “Cast away” nel cuore del Mediterraneo si chiama Siremar, compagnia che del condizionale ha fatto la propria bandiera di navigazione. Dovrebbe assicurare arrivi e partenze una volta al giorno; dovrebbe garantire la continuità territoriale con la terraferma; dovrebbe portare, dai settimanali alla benzina, tutto ciò che può permettere a una comunità di vivere almeno nel ventesimo secolo. Invece la “Pietro Novelli”, 2.352 tonnellate di stazza varati nel lontano 1979, di fatto attracca “nell’isola che non c’è” due volte la settimana. Questo quando va bene, come a marzo; perchè quando va male, come lo scorso dicembre, dopo venti giorni di corse saltate i viveri li hanno dovuti portare gli aerei militari.
     DUE PORTI E NESSUN TRAGHETTO. Camion e rimorchi restano da pasquetta inutilmente parcheggiati sul molo del porto vecchio, compresi i rifiuti compattati da smaltire in impianti autorizzati, in attesa di un traghetto che viene rimandato giorno per giorno. “Condizioni meteo avverse”, spiega la voce registrata del numero verde che si può chiamare dopo le 21. Eppure “l’isola che non c’è” ha due porti, da poter essere usati a secondo di come spirano i venti dominanti. Banchine che però restano vuote a prescindere che soffi il maestrale, lo scirocco o il libeccio. L’esiguo collegamento aereo con fragili bimotori ad elica tampona come può le urgenze, sempre che le violente sciroccate non lascino a terra anche loro. Ma senza le capacità di trasporto assicurate da una nave, l’isola rischia l’emergenza.
     CRONACHE DALLA FRONTIERA. I racconti dei “naufraghi” panteschi sfiorano il surreale. Come il camion con le uova di Pasqua che sbarca solo a poche ore dalla festa di Resurrezione, col risultato che alcuni supermercati devono offrirli con lo sconto del 70 per cento per disfarsene prima che arrivi il caldo africano. O con i ristoratori che devono farsi prestare dalla vicina di casa la bombola di gas per tenere in funzione le cucine, poiché i rifornimenti si sono fatti attendere oltre ogni logica previsione. Poi c’è chi si è persino trovato costretto a comprare un’altra auto, da tenere parcheggiata “di là”.
     L’ALLARME DELLA CONFESERCENTI. “Se continua così molte attività commerciali chiuderanno entro l’estate”, dice Rosanna Gabriele, sia presidente locale che responsabile provinciale della Confesercenti. “I dati sulle perdite economiche non sono ancora stati elaborati – aggiunge – però quello che si può dire con certezza è che non si è aperta alcuna attività”. A tremare, proprio alle porte della stagione estiva, sono tanto le 46 strutture fortemente legate al turismo come alberghi, ristoranti e bar, quanto i 108 esercizi commerciali che dei rifornimenti via mare hanno una necessità vitale. Tutti quanti, supermercati e hotel, stretti nella micidiale tenaglia della crisi economica e dei collegamenti sempre più a singhiozzo.
     LA DOPPIA CRISI. “Molti degli habitué hanno telefonato chiedendo di vendere le barche e trattenere dal ricavato i costi di stazionamento”, racconta Simona Esposito, imprenditrice con interessi nei settori cantieristica e alberghiero. Un “effetto Monti” e redditometro, probabilmente, che ha dispiegato i suoi effetti specialmente fra milanesi e bergamaschi che quaggiù costituiscono la fetta più importante dei residenti stagionali. Per Pantelleria le manovre anti-spread si sono tradotte in un’ondata di vendite di case-vacanze, ed un crollo nei prezzi immobiliari del 30 per cento. Fra crisi economica e difficoltà ad arrivare, i turisti “stanziali” sono in fuga. E con loro sfuma il lavoro per giardinieri, imbianchini e per tutti i fornitori di beni e servizi ai villeggianti.
     LE DISTRAZIONI DELLA REGIONE. Altrove difenderebbero con le unghie le poche opportunità rimaste di produrre reddito, attraendo denaro proveniente da fuori. La possibilità di una vacanza a Pantelleria dovrebbe essere incentivata, e invece tutto sembra andare nel segno opposto. “Fino a due anni fa – dice ancora la presidente della Confesercenti -, in estate c’erano due traghetti al giorno, di due diverse compagnie, uno la mattina e uno la sera. Navigavano persino con mare forza 6 e attraccavano in uno dei due porti dell’isola, in base alla direzione del vento. E quando entrambi erano investiti dalle raffiche, si portavano in una zona di costa riparata in attesa del momento adatto per attraccare. All’epoca la Regione pagava secondo il numero di corse effettuate. Poi ha cambiato il contratto, e ora paga a forfait. È rimasta solo la Siremar, e non viaggia se il mare supera forza 4″.
     PANTELLERIA, QUALE FUTURO ? Fra natante vetusto e clausole di servizio ammorbidite, l’arrivo della “Novelli” è l’eccezione e non la regola. Al punto che non fa più notizia fra le cronache locali. I panteschi ormai non si arrabbiano nemmeno, quando il molo resta vuoto. A Pantelleria sono approdati nel terzo millennio avanti Cristo, costruendo stupefacenti monumenti megalitici, e nei dammusi sono sopravvissuti a guerre, scorrerie e devastazioni. Non si attraversano i millenni al centro del turbolento Mediterraneo battuto dai venti di scirocco, senza che la rabbia e l’indignazione prendano forme tutte loro, come l’inscalfibile ossidiana che modella questa “isola che non c’è”. Ne sono esempio i versi vergati vent’anni fa dalla stessa Rosanna Gabriele: “Lava ormai fredda e indurita, da un tocco pesante di vita”.

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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Davvero un bel reportage, questo di Massimo Ciccarello sul Blog "La Nota 7" sulla realtà della nostra isola, ottimamente compendiata nel titolo "Pantelleria, l'isola che non c'è per Stato e Regione", e possiamo aggiungere neppure per l'Europa di cui pure qualcuno dice che siam parte... Una cosa, questa in verità, piuttosto difficile da dimostrare, vista l'irregolarità e la scarsa qualità dei servizi essenziali di base dell'isola, decisamente indegni per un Paese civile...
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Post di Paolo Ardizio
Pensare che un paradiso del genere in altri continenti avrebbe una lista di attesa per fare vacanze in tutte le stagioni per i 4 anni successivi... Che idioti siamo, come popolo Italiano...
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Post di Guido Picchetti
Concordo pienamente...
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A Giovanni Angeloni e Giusi Orefice piace questo elemento.
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L'intervento di Greenpeace pro Canale di Sicilia oggi on line
di Guido Picchetti
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200405412872237&l=cc1f256561


     6/04/13 - Oggi la rassegna stampa di Goggle in tema di trivellazioni petrolifere nel Canale di Sicilia risulta particolarmente ricca proprio grazie all'iniziativa di Greenpeace e del M5S all'Assemblea Regionale Siciliana di cui abbiamo dato anticipazione ieri a seguito dell'articolo uscito su Green Style a firma di Peppe Croce, intitolato "Trivelle in Sicilia, Greenpeace: Crocetta prenda posizione". Articolo raggiungibile al link http://www.greenstyle.it/trivelle-nel-canale-di-sicilia-greenpeace-crocetta-prenda-posizione...html, ma anche nei miei Echi di Stampa (dove è ripreso con i vari commenti postati a margine su Fb) al link:
http://www.guidopicchetti.it/.../ec-stampa_13_04.htm#Trivelle_in_Sicilia,_Greenpeace:_Crocetta_prenda_posizione
 
     Nell'immagine in basso vediamo le altre quattro pagine web segnalate dalla rassegna stampa di Goggle con articoli sull'argomento, elencati brevemente a seguire con i rispettivi link.

"Da Greenpeace un 'Piano blu' contro le trivellazioni offshore in Sicilia" su Adnkronos/IGN
http://www.adnkronos.com/IGN/...-un-Piano-blu-contro-le-trivellazioni-offshore-in-Sicilia_3258130987.html

... convocata per una nuova audizione sulle trivellazioni offshore nel Canale di Sicilia. ... favoriti da un governo centrale che punta tutto sul petrolio.
- "Greenpeace a Crocetta: 'Fermi le trivellazioni nel Canale di Sicilia' ” su Quotidiano di Sicilia
http://www.qds.it/index.php?sez=news_leggi&id=6418
PALERMO - Si chiama “Piano blu per la Sicilia” la proposta lanciata da ... per una nuova audizione sulle trivellazioni offshore nel Canale di Sicilia.
- "Greenpeace in Sicilia proporrà il “Piano blu” su Rinnovabili
http://www.rinnovabili.it/ambiente/greenpeace-sicilia-piano-blu-ars-trivelle-332/ 
L'incontro è stato organizzato per affrontare nuovamente il problema delle trivellazioni nel canale di Sicilia. “Non c'e più tempo da perdere: il mare e le ...
- "Greenpeace a Crocetta: contro le trivelle in mare basta parole" su Tiscali
http://social.tiscali.it/articoli/news/13/04/gp_mare_sicilia.html

Greenpeace lancia oggi la proposta di un “Piano blu per la Sicilia”, ... per una nuova audizione sulle trivellazioni offshore nel Canale di Sicilia.

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A Ilva Alvani piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 5/04/13

Trivelle in Sicilia, Greenpeace: Crocetta prenda posizione
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/trivelle-nel-canale-di-sicilia-greenpeace-crocetta-prenda-posizione-16263.html


     5 aprile 2013 - Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, deve prendere una decisione e scegliere se continuare a tollerare l’industria petrolifera al largo dell’isola o se, finalmente, dire un secco e deciso no. È la posizione di Greenpeace che, in vista della prossima riunione della Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) prevista per il 9 aprile, chiede a Crocetta una posizione chiara e netta.
     >>Leggi l’invito di Greenpeace alla Regione Sicilia per lo stop alle trivelle
     In Commissione Ambiente si discuterà di trivellazioni petrolifere offshore e Greenpeace è tra le associazioni convocate. Dovrebbero essere presenti anche Crocetta e i suoi assessori, assenti invece nel corso della precedente audizione del 12 febbraio. Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace, non ha intenzione di tollerare ulteriori rinvii della discussione:

  "Non c’e più tempo da perdere: il mare e le coste siciliane sono letteralmente sotto l’assalto dei petrolieri, favoriti da un governo centrale che punta tutto sul petrolio. È ora che il governatore Crocetta scelga con decisione da che parte vuole stare portando avanti azioni concrete contro le trivellazioni in mare."

     Greenpeace non propone solo il blocco delle concessioni petrolifere in mare, ma anche un vero e proprio “Piano blu per la Sicilia” con un approccio multisettoriale, una Strategia Marina che ha alcuni punti principali:

Pesca: lotta alla pesca illegale e a quella eccessiva e distruttiva (compresa certa pesca “sportiva” e l’invadente presenza di flotte “straniere”), tutela della pesca artigianale sostenibile, riduzione dello sforzo per gli attrezzi più impattanti, obiettivi vincolanti per il miglioramento della gestione con il fine dell’aumento delle risorse (quali, ad esempio, l’aumento della selettività degli attrezzi), monitoraggio e controllo delle attività di pesca, ecc.;
Aree protette: adozione di misure di tutela per i siti costieri (entro 12 miglia) e poi, grazie alla ZPE (paragrafo 5) anche per quelli oltre le 12 miglia dalla costa. Questa rete serve a proteggere la diversità biologica dei mari intorno alla Sicilia e i siti di riproduzione e accrescimento dei giovanili delle specie oggetto di pesca. I pescatori devono essere tra gli attori da coinvolgere per garantire il successo di questa “rete blu”;
Trasporti: oltre all’aspetto “energetico” dei trasporti e alle questioni portuali, si deve porre con forza la questione della sicurezza della navigazione (compresa la prevenzione dei rischi ambientali) in un mare trafficato come il Canale di Sicilia. Esistono sistemi di controllo satellitare delle rotte (utili soprattutto per i carichi più pericolosi) e si potrebbe discutere di una possibile canalizzazione delle rotte in alcune aree;
Urbanizzazione: si dovrebbe riflettere sulla possibilità di inclusione del “territorio mare” negli strumenti di pianificazione, con la definizione dei limiti di impatto “accettabili” delle infrastrutture che si affacciano al mare;
Turismo/cultura: una visione di ampio respiro delle politiche del mare in Sicilia non può trascurare e sottovalutare gli aspetti identitari, culturali e sociali che tra l’altro possono essere promossi con una saggia e lungimirante valorizzazione dei beni culturali, della tradizione marina e del paesaggio costiero. La gamma delle opzioni è sconfinata: una rete di “ospitalità blu” che coinvolga le strutture recettive in iniziative di tutela ambientale riferite in particolare al mare, iniziative museali (un “Museo del Mare diffuso”) per rappresentare storia, tradizioni, mestieri, una rete di sentieri della costa (a tema: naturalistico, storico ecc.), iniziative di promozione dei prodotti ittici sostenibili. È questo il vero “petrolio” della Sicilia: è meglio l’Oro blu, dell’oro nero!

     Dal punto di vista pratico, invece, Greenpeace chiede a Crocetta:

- Un atto di indirizzo della Regione contrario alle trivellazioni in mare;
- La presentazione immediata di osservazioni contrarie ai progetti di ricerca petrolifere in via di valutazione al largo della costa siciliana;
- Un’iniziativa politica per un sostanzioso incremento dell’imposizione fiscale alle trivellazioni off-shore, oggi irrisorio;
- La promozione di un uso efficiente dell’energia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, a partire dall’aggiornamento del Piano Energetico Regionale;
- La richiesta al Governo Centrale di stabilire una Zona di Protezione Ecologica nel Canale di Sicilia;
- Lo sviluppo di politiche che garantendo la tutela del mare favoriscano l’economia locale, dalla pesca al turismo.

     Greenpeace non fa accenno, tenendo la questione al momento separata, al petrolio onshore che è di competenza esclusiva della Regione Sicilia. Sulla questione specifica, pochi giorni fa, avevamo chiesto un pronunciamento ufficiale al Movimento 5 Stelle che esprime il presidente della Commissione Ambiente dell’ARS con Giampiero Trizzino.
     >>Leggi le possibili strategie del Movimento 5 Stelle sulla questione petrolio in Sicilia
     Trizzino, infatti, si era pronunciato sull’elevamento delle royalties, ma ancora non su una possibile modifica della legge regionale 14/2000 sulle attività petrolifere nell’isola. Stimolato alla risposta sulla sua pagina ufficiale su Facebook Trizzino ha dichiarato:

  "Sulle royalties, come sai, abbiamo chiesto in bilancio, una revisione delle percentuali e delle franchigie. Sulla normativa sostanziale, invece, sto lavorando (insieme a Greenpeace) su due profili diversi: da un lato la revisione della legge regionale 14; dall’altro la legge nazionale 613 in materia di prospezione off-shore. Si tratta di materie che per quanto simili vanno trattate su piani diversi per via della competenza Stato-Regione.
In particolare sul secondo profilo (vista l’assenza di spazi di manovra normativa della Regione) stiamo ragionando sulla estensione, nel canale di Sicilia, della disciplina delle ZPE ai sensi della legge nazionale 61/2006. Il modello tra l’altro ha già un precedente nel Mare Ligure (DPR 209/2011)."

     In particolare sul petrolio on shore:

  "Sull’on-shore è più semplice perché basta una legge regionale che modifichi la 14. La partecipazione delle comunità deve essere un tassello della riforma."

     A questo punto, il 9 aprile, se deciderà di partecipare alla Commissione Ambiente il governatore Crocetta si troverà due patate bollenti nelle mani: il petrolio on-shore, sul quale ha competenza e può decidere in autonomia, e quello off-shore sul quale o fa pressioni politiche su Roma o trova la scappatoia riempiendo il Canale di Sicilia da Zone Marine Protette. Nel secondo caso otterrebbe un allontanamento delle trivelle visto che, dopo la “sanatoria petrolifera” di Passera e Clini, le attività petrolifere in mare devono stare ad almeno 12 miglia di distanza dalle aree protette. In tutto questo, però, non dimentichiamoci che Crocetta è stato per due mandati consecutivi sindaco di Gela, dove sorge una delle più grandi raffinerie d’Italia e che è strettamente legata al progetto di “Petrolio a km zero” di Edison, che vorrebbe costruire un’altra piattaforma petrolifera proprio nel Canale di Sicilia.
Fonte: Greenpeace
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Martedi prossimo 9 Aprile sarà il giorno della verità per l'Assemblea Regionale Siciliana in fatto di trivellazioni petrolifere. Se ne discuterà in Commissione Ambiente e si capirà se davvero la tutela dei territori siciliani sia in terra che in mare sta a cuore degli amministratori siciliani, e se, sotto la pressione del M5S e di Greenpeace invitata a partecipare alla riunione insiema ad altre associazioni, verranno assunte decisioni in grado di fermare l'attacco delle multinazionali petrolifere.
Per i progetti on-shore pare la cosa sia più facile, in quanto basterebbe una legge regionale a modificare la 14/2000 sulle attività petrolifere nell’isola, inserendo per di più la partecipazione delle comunità direttamente interessate come tassello della riforma.
Per quanto riguarda invece le trivellazioni off-shore c'è, tra le varie proposte di Greenpeace, quella di richiedere al Governo Centrale di stabilire una Zona di Protezione Ecologica nel Canale di Sicilia, da realizzare ai sensi della legge nazionale 61/2006, sull'esempio di quanto già realizzato nel Mare Ligure con il DPR 209/2011. E su tale iniziativa ci sarebbe anche l'accordo di Giampiero Trizzino del M5S, presidente della Commissione Ambiente dell’ARS, e dei deputati grillini. Incrociamo le dita... Se son rose fioriranno. Che forse stia davvero per finire questo lungo inverno ?
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Post di Stefano Scaltriti su Fb in Movimento Isole Minori
Invitiamo tutti i movimenti delle Isole Minori a promuovere una petizione comune di raccolta firma e nome delle Isole Minori Siciliane: il testo che abbiamo approvato oggi al meetup contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia ! I cittadini delle Isole Minori Siciliane chiedono agli Organi competenti la sospensione di ogni attività e concessione relativa alla ricerca e coltura di idrocarburi nel Canale di Sicilia, sia off shore che on shore, con simbolo del MoVimento 5 Selle Nazionale. Se volete aderire domani posto il modulo da scaricare, grazie.
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A Giusi Orefice, Luke Antonioni, Alfonso Nigro, Giovanni Rossi Filangeri, Ilva Alvani, Maria Rosa Maccotta, Stefano Scaltriti, Elsa Marino, Luca Gioria, Giuseppe Farace e Guido Pietroluongo piace questo elemento.

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94 delfini morti: il mistero delle stenelle si infittisce
di Andrea Spinelli Barrile
http://www.ecoblog.it/post/61857/94-delfini-morti-il-mistero-delle-stenelle-si-infittisce


Continua ad aggravarsi il bilancio delle stenelle striate ritrovate senza vita lungo le coste tirreniche dello Stivale: secondo la Banca dati spiaggiamenti (Bds) il numero di delfini morti è salito a 94 esemplari.
     4 aprile 2013 - L’ultimo rapporto sugli spiaggiamenti tratta queste misteriose morti, la cui causa è appunto ancora sconosciuta (in merito sono state formulate solo delle ipotesi), con dati di più ampio respiro: nel primo trimestre 2013 infatti risultano spiaggiati 125 animali di cui: 94 stenelle striate (delfini), 10 Tursiops truncatus (il tursiope o delfino dal naso a bottiglia), 3 Grampus griseus (grampo o delfino di Risso), 1 Balaenoptera physalus (la balenottera comune), 1 Globicephala melas (globicefalo) e 16 animali non identificati.
     L’ultimo caso di stenella arenatasi e morta sulle coste italiane è stato registrato il 31 marzo scorso nei pressi di Talamone (Gr); nell’ultimo rapporto pubblicato dalla < Banca Dati Spiaggiamenti si legge >:

  Il dato appare molto superiore alle medie mensili registrate negli anni precedenti e in particolare la specie stenella (Stenella coeruleoalba) mostra un incremento di circa 8 volte rispetto alle medie degli ultimi 10 e 20 anni. Anche il numero di esemplari non identificati a causa dell’avanzato stato di decomposizione appare lievemente superiore, o perché tali “undetermined” in alcuni casi possono essere stenelle, o semplicemente per l’aumentata l’attenzione anche per carcasse e resti in precedenza non considerati.

     Se nella conta dei morti i dati sono aggiornati con costanza inquietante, sulle cause le ipotesi sono ancora vaghe ed incerte: per il  Ministero dell’Ambiente al momento i “principali indagati” rimangono un protobatterio (photobacterium damselae) ed il morbillo (morbillivirus delphini), anche se questa seconda ipotesi sembra volgere al tramonto; secondo le ultime scoperte dei ricercatori del Cert (Cetaceans Stranding Emergency Response Team):

  […] il virus è stato rintracciato in circa il 35% delle carcasse finora analizzate (aveva sofferto il morbillo circa il 50% dei delfini trovati nelle prime settimane dell’anno).

     I ricercatori attualmente pare si concentrino fortemente sul quadro immunitario (fortemente compromesso) dei cadaveri dei mammiferi marini ritrovati lungo le nostre coste cosa che, unita al fatto che durante le autopsie non sono state riscontrate le lesioni ai tessuti tipiche delle infezioni mortali, sta aprendo anche all’ipotesi inedia: quasi tutti gli animali ritrovati infatti non mangiavano da giorni. Le stenelle si cibano prevalentemente di piccole prede; naselli, seppie, calamari e sogliole, tutte specie soggette a attività di pesca intensiva, sopratutto nei tratti costieri tirrenici.
     Secondo i ricercatori è possibile che l’aumento demografico delle stenelle abbia invaso l’habitat del delfino comune (scomparso dalle nostre acque negli ultimi 10 anni ed emigrato verso il mar Egeo e le acque adiacenti allo Stretto di Gibilterra): ciò potrebbe aver portato le stenelle in habitat costieri meno salubri rispetto al mare aperto.
     Le tre cose (aumento demografico, pesca intensiva e conseguente scarsità di cibo, ambienti poco salubri) potrebbero rappresentare con tutta probabilità le tre concause principali di questa morìa decisamente straordinaria. Secondo ACCOBAMS (un  Flickr  accordo intergovernativo per la conservazione dei cetacei nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nelle contigue aree atlantiche, firmato nel 1996 da quasi tutti i paesi del Mediterraneo, compresa l’Italia) virus o batteri da soli non spiegano questa morìa di stenelle: in questa breve relazione pubblicata il 15 febbraio (quindi non aggiornata ad oggi) ACCOBAMS scrive che visti i trascorsi epidemici nel Tirreno i delfini avrebbero dovuto sviluppare gli anticorpi necessari (ci furono due precedenti morìe, nel 1990-91 e nel 2007-11).
     L’immunodepressione di tutti gli animali ritrovati però dovrebbe far pensare a cause legate all’inquinamento (cosa velatamente paventata anche ufficialmente, dal Ministero dell’Ambiente, quando scrive:

  […] E’ dunque possibile che l’aumento demografico abbia esposto le stenelle a habitat costieri con acque meno salubri rispetto al mare aperto. […] il poco cibo disponibile, più inquinato a causa dell’invasione di habitat costieri. […]

     Un’ipotesi, quella di ACCOBAMS, non indicativa, che necessita di ulteriori dati e verifiche che però possono essere raccolte nel breve periodo: basterebbe chiedere a Francia e Spagna di fornire i più recenti dati disponibili sulla mortalità dei cetacei lungo le loro coste.
Via | Ministero dell’Ambiente  - Foto | Flickr
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post-
Delfini spiaggiati, Andrea Spinelli Barrile su Ecoblog. Nel primo trimestre del 2013 lungo le coste italiane risultano spiaggiati 125 mammiferi marini, un dato che risulta molto superiore alle medie mensili registrate negli anni precedenti. In particolare per la specie Stenella coeruleoalba, che con 64 delfini spiaggiati mostra un incremento di circa 8 volte rispetto alle medie degli ultimi 10 e 20 anni. Su queste morti misteriose stannoappunto indagando gli esperti.e, a quanto pare, si tratta di infezioni batteriche, favorite da immunodepressione dovuta a cause legate all’inquinamento delle acque mediterranee frequentate dagli animali rinvenuti, "cosa velatamente paventata anche ufficialmente, dal Ministero dell’Ambiente". E meno male... Più chiaro di così, si muore... appunto !!!

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Post di Salvatore Addolorato
Pare sia colpa di alcuni tipi di radar o sonar che non solo li disturbano, ma li distruggono... Una certa Antonella ha fatto la scoperta the sound of sea ne sa di più...
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Post di Roberto Sandulli
Recentemente, si è messo in relazione il fenomeno dello spiaggiamento con l’emissione dei segnali sonar ad alta intensità che utilizzano potenti impulsi in forma di onde acustiche. Le navi militari impiegano tali onde sonar per individuare i sommergibili nemici. I cetacei spiaggiati dopo esercitazioni militari con uso di sonar, mostravano chiari segni di emorragia cerebrale e danni all’orecchio interno tali da provocare disorientamento e morte. Le lesioni provocate possono anche essere dovute alla formazione di bolle di azoto e, quindi, a embolia (vedi “L’Embolia nei Cetacei”, in questo capitolo). In seguito a tali informazioni, nel 2002 alla Marina Militare statunitense è stato vietato l’uso dei sonar ad alta intensità". da "Biologia Marina" Castro & Huber McGraw-Hill, edizione italiana.
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Post di Guido Picchetti

Grazie, Roberto delle precisazioni al riguardo.. E per chi non lo conoscesse, Roberto Sandulli, oltre che un caro amico personale, è un biologo marino di chiara fama, Professore Associato presso l'Università di Napoli Parthenope...
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Post di Roberto Sandulli

Troppo buono Guido caro.
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Post di Guido Picchetti

:-)
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A Francesco Porcaro, Roberto Sandulli, Ilva Alvani, Silvio Palazzolo e Giuseppe Farace piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 4/04/13

No del M5S siciliano ad un viaggio a Bruxelles...
di Guido Picchetti (a margine di una foto su Fb)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200398086089072&l=7665d488e5


     4/04/13. Leggete il comunicato. E' una decisione, quella dei "grillini panteschi" palermitani, che trovo personalmente più che giusta e motivata. Muovere, in tempo di crisi come l'attuale, una delegazione di cinque persone per andare a Bruxelles a ritirare una bandiera, qualunque essa sia, mi sembra sia davvero "anacronistico", anche se a pagare fosse l'Europa... E, considerato anche il taglio che, da quando sono in carica all'ARS, essi han fatto spontaneamente ai propri emolumenti per costituire un fondo a disposizione delle piccole e medie imprese siciliane in difficoltà, trovo il loro gesto nel caso specifico perfettamente coerente, e non solo da apprezzare, ma anche da imitare...

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A Giovanni Angeloni, Giuseppe Messina, Massimiliano Bordone, Alfonso Nigro, Salvatore Gregorio Spata, Francesco Valenza e Giusi Orefice piace questo elemento.

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All'attacco delle Ionio in nome dell'energia... Come si distrugge l'Ambiente e il Futuro...
di Guido Picchetti (a margine di tre post condivisi su Fb)
https://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/393316467432320


     4/04/13 - Sembra proprio un bollettino di guerra, e c'è poco o nulla da fare... Quella condotta dal governo "tecnico", già dimissionario da mesi ma tuttora in carica, è una guerra aperta all'Ambiente, marino o terrstre che sia, neppure apertamente dichiarata, ma condotta con molto zelo da ministri e burocrati che nessuno ha votato o scelto, alla faccia della ordinaria ammnistrazione che dovrebbero limitarsi a curare; e che, proprio in vista della loro prossima uscita di scena, si stanno impegnando con il massimo zelo a fare quel che tanti cittadini hanno già dimostrato e continuano a dichiarare apertamente di non volere.... per il loro stesso futuro e per quello delle prossime generazioni.
     I tre articoli qui a seguire sono una efficace sintesi di quanto questo gioco, perseguito da parte di chi ci governa, sia brutto e perverso... I primi due articoli ci parlano di quanto sta avvenendo nello Ionio, un mare da sempre considerato "acque interne" del nostro Paese, fino ieri chiuso a certe attività e ora sotto attacco massiccio di società nazionali e internazionali, vogliose di cavar sangue (nero) dai fondali di un mare territoriale improvvisamente aperto a i botti degli air-gun e ai fori delle trivelle. E ciò davanti a tre regioni del Sud (Puglie, Calabria e Basilicata) di cui, proprio in fatto di ambiente ed economia, tutto si può dire, ma non che se la passino bene...
     E proprio in Basilicata vediamo come arriva anche lo zuccherino da parte degli sfuttatori di turno a chi, privo di alternative, allunga la lingua come un cane in cerca di padrone... E' brutto, vero ? Ma chi vuoi che rinunci a 190 euro offerti da chi ti viene a fare quel po' po' di danni al tuo territorio, attentando alla salute tua e dei tuoi corregionali, e privando soprattutto di un futuro sereno sulla propria terra i tuoi figli ?
     I tre articoli in questione. Il primo:

  Anche le trivelle dell’Enel all’assalto del Mar Jonio
di "Ola Ambientalista it"
http://www.olambientalista.it/anche-le-trivelle-dellenel-allassalto-del-mar-jonio/


    29 marzo 2013 - La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, No Scorie Trisaia, No Triv Mediterraneo e Ambiente e Legalità, rendono noto che è stata pubblicata sul sito del Ministero dell’Ambiente la nuova istanza di ricerca di permesso dell’ENEL Longanesi denominata “d79 F.R. -EN”. Essa è ubicata nel Mar Ionio, in “Zona F” ed è caratterizzata da un’estensione areale di circa 748,7 Kmq (vedi cartina), a circa 12 miglia nautiche dalla costa. Lo studio VIA, depositato presso il Ministero dell’Ambiente ed inviato ai Comuni costieri per l’espressione dei pareri entro il 20 maggio 2013, prevede l’acquisizione sismica attraverso “strumentazione idonea all’identificazione di eventuali orizzonti mineralizzati”. L’area in cui verranno realizzate le attività di prospezione è localizzata nella parte settentrionale del Mar Ionio ed è situata lungo le coste della Calabria, Basilicata e Puglia.
    I rilievi sismici prevedono – evidenziano le organizzazioni ambientaliste – tra l’altro anche l’uso dell’air-gun. Una tecnica questa che si è rilevata invasiva per gli ecosistemi e le specie faunistiche che frequentano il Mar Jonio, tra le quali quelle rare e minacciate di estinzione, in particolare cetacei, rettili e mammiferi marini, interferendo con le attività di pesca. Le organizzazioni ambientaliste denunciano come questa ennesima istanza, l’undicesima in pochi anni, si sovrappone all’intensa attività di ricerca idrocarburi nel Mar Jonio trasformato, grazie alle volontà dell’attuale governo uscente, in una servitù energetica per le numerose compagnie petrolifere interessate ad effettuare ricerche e trivellare il Mar Jonio.
    Nel chiedere nuovamente ai sindaci dei comuni rivieraschi e alle Regioni Puglia, Basilicata e Calabria una ferma e decisa opposizione anche per la nuova istanza dell’Enel Longanesi, le organizzazioni ambientaliste richiamano l’esigenza di una decisa azione delle comunità delle tre regioni Joniche al fine di salvaguardare il mare, le attività turistiche e quelle produttive oggi minacciate, ricordando che con la sottoscrizione del Protocollo di Herakleia in occasione della manifestazione tenutasi a Policoro il 17 dicembre 2012 le amministrazioni hanno convenuto e si sono impegnate ad opporsi, con parere contrario e negativo, a qualsiasi ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi nel mar Jonio e, nello specifico, alle 11 istanze presentate da sei compagnie petrolifere e a tutte le altre che in futuro tenteranno di essere approvate, finalizzate a trivellare il mar Jonio che non può diventare il “mare colabrodo” del Mediterraneo.

Il secondo:

  Nuove istanze di ricerca idrocarburi nel Mar Jonio
di "Ola Ambientalista it"
http://www.olambientalista.it/nuove-istanze-di-ricerca-idrocarburi-nel-mar-jonio/

    2 aprile 2013 - La Ola (Organizzazione lucana ambientalista), NoScorie Trisaia, Ambiente e legalità e NoTriv Mediterraneo rende noto che sono state avanzate due nuove istanze di permesso di ricerca riguardanti il Mar Jonio/Golfo di Taranto (Zone D-F). La prima, della Petroceltic Italia srl, è inerente alla riapertura del procedimento relativo all’istanza di permesso di ricerca “d 151 D.R-.EL”, rigettata in data 19 luglio 2011 dal ministero dello Sviluppo Economico. La seconda istanza (“d 68 F.R-TU”), invece, è stata ripresentata dalla Transunion Petroleum Italia srl e riguarda la riperimetrazione – regolata ai sensi dell’art.35, comma 1 del Decreto legge n.83/2012 convertito con modificazioni dalla Legge n.134/2012 – della suddetta area marina oggetto di ricerca idrocarburizzazioni ambientaliste, nel denunciare il mistero circa l’iter amministrativo che il ministero dell’Ambiente intende seguire per l’attivazione delle procedure VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), invita i Comuni interessati ad attivarsi per eventuali azioni legali affinchè venga scongiurato che il Mar Jonio diventi il colabrodo petrolifero del Mediterraneo.
    Le nuove istanze della Petrolceltic e della Transunion Petroleum Italia – pubblicate sul Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse (Buig), Anno LVII N.3 del 31 Marzo 2013 – sono comprese nel tratto di costa tra Policoro-Nova Siri/Roseto Capo Spulico-Trebisacce-Villapiana, per una superficie complessiva di circa 875 Kmq. E vanno a completare un quadro generale, e momentaneo, che vede per il mar Jonio ed il Golfo di Taranto ben 11 istenze di permesso di ricerca: 3 della NORTHERN PETROLEUM LTD (“d 72 F.R-.NP” / “d 59 F.R-.NP” / “d 77 F.R-.NP”), 2
della Shell (“d 74 F.R-.SH” / “d 73 F.R-.SH”), 2 dell’Appennine Energy (“d 148 D.R-.CS” / “d 150 D.R-.CS”), 1 di Eni (“d 67 F.R-.AG”), 1 di Enel Longanesi Developments (“d 79 F.R-.EN”), 1 di Petrolceltic Italia (“d 151 D.R-.EL”) ed 1 di Transunion Petroleum Italia (“d 68 F.R-.TU”).

E il terzo:

  Fondi petrolio lucano. Domande da lunedì per i 190 euro del bonus...
di Luigia Ierace
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=607556&IDCategoria=1


    3/04/2013, POTENZA - Bonus idrocarburi nelle tasche dei patentati residenti in Basilicata. Per la seconda annualità ne hanno beneficiato in 320 mila, ma si prevede, in base al numero di nuovi patentati al 31 dicembre 2012, che gli aventi diritto per la terza annualità saliranno a oltre 330 mila, pari a oltre il 92 per cento della platea di potenziali beneficiari. E lunedì 8 aprile, per dieci settimane, si parte con la presentazione delle nuove domande per accedere al beneficio.
    Quella card idrocarburi che ha visto per il primo anno accreditare ai patentati lucani la somma di 100,70 euro, poi saliti a 140,25 euro e la cifra continua a lievitare. Ammonterà a circa 190 euro, infatti, secondo una stima approssimata, il terzo bonus, relativo al 2013. Ma in attesa dell’esatta determinazione dell’importo della terza annualità, che dovrebbe arrivare in autunno, anche alla luce della sentenza di merito del Consiglio di Stato attesa tra una decina di giorni, è stato definito il cronoprogramma delle attività.
    Le nuove domande dovranno essere presentate a Poste Italiane dall’8 al 30 aprile, dall’8 al 31 maggio e dall’8 al 31 luglio (le richieste non potranno essere presentate nel mese di giugno e nella prima settimana di aprile, maggio e luglio per la coincidenza con alcune scadenze postali).

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A Gente Di Mare Divingsailing, Mario Pugliaro, Jahnpiero Assi e Rossella Paternò piace questo elemento.

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Gabanelli:«Difendo il diritto di fare inchieste in un Paese civile»
di Sergio Rizzo
http://www.corriere.it/economia/13_aprile_02/io-eni-e-causa-da-25-milioni-rizzo....shtml


L'intervista - La citazione per "Report". La giornalista, l'Eni e la causa da 25 milioni: «Non invoco nessuna immunità, se sbaglio voglio essere punita».
     ROMA, 2 aprile 2013 - «Leggi tu stesso», mi fa Milena Gabanelli. E sfoglia un atto di citazione lungo una Quaresima. Pagina 8: «L'incredibile attacco a Eni, peraltro, non si è arrestato (...) quando è andato in onda il servizio "Ritardi con Eni", ma è proseguito con la dott.ssa Gabanelli ancora protagonista (...) dichiarando in una intervista rilasciata al Corriere della Sera Sette (...) che l'inchiesta più difficile è stata "quella su Eni, perché nessun diretto interessato ha voluto parlare con noi. Per un'azienda dove il maggior azionista è lo Stato, dovrebbe esserci più disponibilità a un confronto critico. Inoltre perché, per una settimana, ho ricevuto quotidianamente lettere minatorie"».
     Ho letto. Allora?
«Non capisco dove stia l'incredibile attacco ad Eni. Sottoscrivo ogni parola, che peraltro andrebbe riportata correttamente. Come vedi nell'intervista al Corriere non c'è scritto "lettere minatorie", ma "intimidatorie"».
     Lana caprina, direbbero.
«Eh no, se mi permetti "minatorie" significa che contengono minacce, "intimidatorie" che hanno l'obiettivo di intimorire, lasciando intendere che quello che scrivi potrebbe avere conseguenze...».
     Una scivolata. Succede, no?
«Una scivolata in una citazione nella quale l'Eni chiede venticinque milioni di danni per una trasmissione televisiva? Una scivolata a causa della quale la sottoscritta dovrebbe meritare un trattamento speciale a parte, visto che quella parola da me non pronunciata è considerata così gravemente lesiva da "costituire autonomo e ulteriore titolo di responsabilità"?».
    
Ammetto che la cosa possa lasciare basiti.
«Non è l'unica, e visto che io e Paolo Mondani (l'autore del servizio, ndr ) siamo stati accusati di aver danneggiato l'immagine dell'azienda, mi chiedo: è normale che una compagnia indagata insieme al suo amministratore delegato per corruzione relativamente ai 197 milioni di tangenti pagati in Algeria, un'azienda che ha patteggiato nel 2012 con la Sec e il dipartimento della giustizia americana 365 milioni per corruzione, e questo sì lede l'immagine di un'impresa controllata dallo Stato, voglia trascinare in tribunale la tivù pubblica per aver raccontato fatti sui quali nessuno dei vertici ha voluto accettare un confronto?».
    
Davvero è andata così?
«Ci hanno detto "rispondiamo solo a domande scritte", oppure "Scaroni risponde in diretta". Ma in nessun Paese del mondo i programmi d'inchiesta sono in diretta! Allora cosa devo fare, leggere dei comunicati? Anche se ci tengo a precisare che abbiamo dato conto, dove era possibile, della loro versione».
     Ma perché mettere sotto i fari proprio la gestione Scaroni?
«Perché è al terzo mandato, e Scaroni viaggia con la sua storia, nella quale c'è anche un patteggiamento a un anno e 4 mesi per tangenti Enel. Perché dal 2002 è stato ininterrottamente ai vertici delle due più grandi imprese a controllo pubblico. Non è doveroso che la Rai tenga un faro acceso, tanto più in un Paese nel quale le maggiori aziende pubbliche sono coinvolte in grossi guai giudiziari?».
     Veniamo ai fatti.
«Nella citazione che ci è arrivata contestano tutto. A partire dal titolo. Contestano che il maggior costo del gas dovuto ai contratti take or pay con la Russia finisca sulle bollette, quando lo stesso Scaroni ha chiesto in un'audizione al Senato che non siano gli azionisti a farsene carico. La ricostruzione della opacità nei contratti con il Kazakistan. Le critiche alla campagna sconti della scorsa estate. La questione ambientale in Basilicata. Perfino la remunerazione di Scaroni, pubblicata sul sito dell'Eni, e di cui abbiamo spiegato il meccanismo delle stock option pagate per cassa. Ce n'è di spazio in 145 pagine...».
     Centoquarantacinque pagine? Li hai fatti arrabbiare di brutto.
«Premesso che come giornalista non invoco nessuna immunità, e se sbaglio voglio essere giustamente punita. Nel caso specifico il giudice valuterà, per quel che ci riguarda risponderemo punto per punto e poi chiederemo a nostra volta i danni poiché riteniamo che sia la classica lite temeraria. Per quale motivo non ci possiamo chiedere perché paghiamo il gas così caro? O se esistono criticità ambientali? Oppure perché c'è una indagine per tangenti? Devo forse ignorare il rapporto privilegiato che Putin ha con Berlusconi, che questo management è stato nominato da Berlusconi e che per il gas l'Italia dipende dalla Russia? E visto che è una società controllata dallo Stato perché non posso fare qualche domanda sulla retribuzione del suo vertice, che si è quintuplicata?».
     Scaroni dice che è pagato meno dei suoi colleghi esteri.
«A parte che non è sempre vero, come nel caso della francese Total, azienda a partecipazione pubblica. E poi, si può contestare una retribuzione così alta, tanto più in un periodo di crisi devastante per il Paese? In Svizzera hanno appena fatto un referendum per cui lo stipendio del manager è deciso dall'assemblea in base ai risultati non costruiti ad hoc per far salire la retribuzione, e comunque in misura non superiore a 12 volte la paga minima aziendale. Qui siamo a multipli centenari».
    
Non ci troviamo in Svizzera.
«La domanda resta: è possibile essere critici sulla gestione Scaroni senza finire in tribunale?».
     Dovresti sapere che non siamo neppure in Gran Bretagna.
«Anche lì hanno le loro rogne, ma il diritto anglosassone prevede che chi porta un giornalista in tribunale senza motivo rischia di pagare un multiplo di quanto chiede; perché intimorisce il giornalista e quindi lede il principio supremo della libertà di informazione».
     L'ultimo rapporto di «Reporter senza Frontiere» sulla libertà di stampa colloca invece l'Italia soltanto al 61° posto nel mondo.
«Non considero queste classifiche una Bibbia, ma non c'è dubbio che per noi la questione è da una parte culturale, ovvero il potere non accetta la critica, dall'altra normativa. Anche il nostro codice prevede la sanzione per lite temeraria, ma non viene quasi mai applicata, o al massimo si rischia un piccola multa. Se invece l'Eni rischiasse di pagare 50 milioni, forse ci penserebbe bene prima di mettere in moto una causa del genere... Senza considerare che nel caso specifico siamo di fronte a un'azienda a controllo pubblico che chiede i danni a un'altra azienda pubblica che è la Rai, e che gli avvocati dell'Eni li pagano gli azionisti e quindi anche i cittadini. Ma poi, se il servizio era così diffamatorio, perché non mi hanno querelata?».
     Le querele non sono più di moda. Adesso vanno forte le cause civili. Basta dare uno sguardo ai bilanci delle nostre aziende per comprenderne la ragione.
«Scappano dal penale perché è più rigido e più veloce. Invece in un processo civile puoi chiedere qualunque cifra, e questo tiene il giornalista sulla graticola e costringe l'editore ad accantonare una percentuale nel fondo rischi, in attesa di sentenza, che può arrivare anche dopo 10 anni».
     La conclusione?
«Che il giornalista invece di fare il cane da guardia preferisce occuparsi di allergie da polline».
     Allergie da polline: non ci avevo mai pensato. Sicura che non si rischia una causa civile da qualche floricoltore?
«Almeno si è sicuri che non è il capo della più grande azienda di Stato».
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Vedi anche, sulla stessa pagine web de 'Il Corriere Economia', ll video «Gabanelli e la puntata su Eni: Non hanno voluto parlare»...
«Lo diciamo subito, la dirigenza Eni non ha accettato un confronto critico». Così Milena Gabanelli presentava la puntata di Report dedicata all'Eni e alla gestione Scaroni andata in onda su RaiTre il 6 dicembre 2012. Per quell'inchiesta Eni ha chiesto ora 25 milioni di euro di danni. (RCD - Corriere Tv) - 1'42
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Post di Ilva Alvani

Dovrebbero farti un "monumento in ogni piazza"... Meno male che esistono persone come te, sei grande!
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Post di Alfonso Nigro

Toccare i potenti duole molto... ai collusi.
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Post di Guido Picchetti

Non voglio meriti che non ho... E' Assunta di Florio che dobbiamo ringraziare per le sue quotidiane segnalazioni di articoli in tema, tra cui questa intervista di Sergio Rizzo a Milena Gabanelli sulla causa intentatale dall'ENI, che la dice davvero lunga sul brutto clima che stiamo vivendo nel nostro Paese. E questa causa è stata intentata dall'ENI a seguito di una puntata di "Report" su fatti e misfatti dell'ENI andata in onda il 16/12/2012 che vale davvero la pena ricordare, e rivedere con attenzione. A seguire la puntata di Report  archiviata sul sito di RAI3 dove è integralmente riportata. Dura quasi due ore, ma vale tanto oro quanto pesa... non meno di 25 milioni di euro, per l'esattezza, che noi cittadini italiani comunque pagheremo tra penali, avvocati e altre spese varie di giustizia, chiunque la vinca, essendo in lizza due aziende di stato...

Report 2012-2013 - puntata del 16/12/2012 - 01:40:02
di Milena Gabanelli

Eni è la prima impresa italiana, tra le prime dieci compagnie petrolifere del mondo. L'estate scorsa ha inventato lo scontone su benzina e gasolio: 20 centesimi in meno al litro ma solo per il weekend. L'Eni ha speso decine di milioni di euro per la pubblicità della campagna estiva di sconti, con quali risultati? Quanto ha pesato sui risultati dell'Eni l'amicizia fra Berlusconi e Putin? E qual è stato il ruolo di Antonio Fallico e Marcello Dell'Utri negli affari sugli idrocarburi? Il nostro paese consuma 78 miliardi di metri cubi di gas all'anno, 20 dei quali ci arrivano dalla Russia. E ci costano molto. Tra i principali imputati i contratti di lungo termine con la Russia, i cosiddetti take or pay. Il 10 ottobre scorso Paolo Scaroni ha comunicato al Senato che il take or pay, la clausola per cui prenoti il gas ma se non lo ritiri lo paghi lo stesso, costa all'Eni 1,5 miliardi di euro e ha proposto che parte di questa cifra gravi sui conti dello Stato. Nello scorso aprile l'Eni ha ottenuto il raddoppio dell'estrazione in Val D'agri. Nello stesso periodo, il ministro Passera ha annunciato di voler fare dell'Italia l'hub europeo del gas. La Basilicata si troverà proprio nel mezzo dei gasdotti che vengono dall' Algeria e dalla Libia e dei tubi che porteranno gas dalla Turchia e dall'Azerbaigian. Fare l'hub è un affare per l'Italia?

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/...-907162ca-ce7a-4875-8dd1-73b7297e5d96.html

Qualora non riusciate a collegarvi con Rai3, potete vedere il video anche nella mia nota sul Diario di Fb, collegandovi al link: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=4622697799797&l=d0797c4a6d. Oppure nei miei "Echi di Stampa" al link: http://www.guidopicchetti.it/.../ec_stampa%202012/ec-stampa_12_12.htm#L’ENI_su_Report_di_Rai_3.
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Post di Sergio Granata
Se tutti i giornalisti fossero come la Gabanelli tornerei a credere alla stampa
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Post di Guido Picchetti
Concordo...
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A Giovanni Angeloni, Giovanni Rossi Filangieri, Roberto Frigeri, Silvio Palazzolo, Massimo De Bortoli, Ilva Alvani, Giò Nastasi e Giusi Orefice piace questo elemento
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Dalla mia Bacheca su FB del 3/04/13

Un, due, tre, quattro e ... ora cinque liste !!! Un pesce d'aprile ?
di Guido Picchetti (a margine di una foto su Fb)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200390715864821&l=c0c8788a80


     3/04/13 - "Grillini Panteschi" (candidato sindaco Massimo Bonì), "Primavera Pantesca" (candidato sindaco Salvatore Giglio), "Pantelleria nel Cuore" (candidato sindaco Salvatore Gino Gabriele): sono le prime tre liste confermate in campo alle prossime elezioni comunali di Pantelleria che si svolgeranno non si ancora bene se il 26/27 Maggio o il 9/10 Giugno p.v.
     Ma l'elenco delle liste partecipanti non è ancora completo. Si parla di un nuova ridiscesa in campo della "Lega per Pantelleria" che già fu in corsa alle ultime elezioni comunali del 2010 (candidato sindaco l'avv Paternò, capolista Michele Tremarco). E proprio ieri "Pantelleria Internet Com", con la sua News n° 11441, ha pubblicato integralmente un comunicato firmato dal coordinamento di "Pantelleria Libera", lo stesso gruppo che partecipò e vinse le elezioni del 2010.
     E' un comunicato nella cui parte finale si dichiara testualmente "... che anche il Gruppo “Pantelleria Libera”, parteciperà alle future elezioni comunali, con i propri rappresentanti". E, a scanso di equivoci, a lato del comunicato è riportato anche l'emblema del Gruppo, lo stesso che vedete qui ripreso, insieme al titolo della news in questione...
     Tuttavia ho un dubbio. E' pur vero che "Pantelleria Internet Com" ha diramato nella serata di ieri 2 Aprile, insieme ad altre, questa news intitolata "Elezioni Comunali. Scende in campo anche Pantelleria Libera". Ma tutte le news di quest'ultimo invio agli abbonati del notiziario del nostro Gabriele giornalista indicano stranamente come data di pubblicazione il giorno prima, ovvero il 1 Aprile... E il primo aprile non è giorno di scherzi ?
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Post di Maria Ghelia
Veramente non si può più dire ciò che si pensa...

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Dalla mia Bacheca su FB del 2/04/13

Impianti eolici, petrolio, immobili stranieri all'assalto dell'Isola low cost
di Lorenzo Tondo
http://palermo.repubblica.it/...stranieri_all_assalto_dell_isola_low_cost-55690379/


E' boom degli investimenti esteri in Sicilia ma l'occupazione rimane ferma. Quanto e cosa resta dei capitali stranieri spesi in Sicilia? L'Isola offre una reale opportunità economica o è solo un trampolino di lancio verso i Paesi dell'Africa e del Medio Oriente?
     (31 Marzo 2013) - SECONDO i dati dell'Associazione per lo Sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (Svimez), il numero delle imprese a partecipazione estera in Sicilia è aumentato di quasi il 200 per cento negli ultimi 6 anni, passando dalle 59 del 2006 alle 163 del 2012. Crescono di poco invece i nuovi addetti nelle aziende "straniere": appena 800 impiegati in più che portano da 2600 a 3400 il numero dei dipendenti.
     LOW COST SICILY
     Ma cosa spinge gli imprenditori stranieri ad investire qui piuttosto che altrove? Confindustria Sicilia parla di un "nuovo scenario economico che vede l'Africa e il Medio Oriente come prossimi obbiettivi delle multinazionali. In questo contesto, l'Isola svolgerebbe il ruolo di testa di ponte, un rifugio sicuro per studiare e ottenere le risorse necessarie prima della nuova espansione". Un rifugio, però, che in molti casi diventa solo una breve sosta. I soldi arrivano, stazionano, e dopo un po' se ne vanno. Ma c'è di più. Secondo i dati di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, investire in Sicilia costa meno che nelle altre regioni. Un esempio? Il costo medio per l'acquisto di un capannone industriale in Lombardia è di 1300 euro al metro quadrato mentre a Palermo sfiora appena gli 800 euro. Prezzi ancora più allettanti per uffici e strutture logistiche dove il risparmio sfiora il 50 per cento: 450 euro al metro quadrato contro gli 850 della Lombardia. Stesso discorso per il costo medio di un operaio. Assumerne uno a Catania piuttosto che a Bergamo può far risparmiare all'impresa più di 7 mila euro all'anno per ogni dipendente.
     "La crisi ha svalutato il mercato siciliano - afferma Cleo Li Calzi, manager palermitana, presidente di Sviluppo Italia Sicilia - un mercato che vantava già dei prezzi più vantaggiosi rispetto al resto del Paese. I costi d'insediamento per le imprese estere presentano degli 'sconti' anche del 70 per cento. E non dimentichiamoci dei contributi europei, più facili da reperire qui rispetto alle altre regioni". Ma chi sono gli "stranieri" nell'Isola e dove investono?
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

La Sicilia sulla cresta dell'onda ? Sembrerebbe di sì, stando a quanto riferisce Lorenzo Tondo su "Repubblica"... Sarà pur vero, ma per quanto riguarda le Isole del Canale,(Pantelleria, Lampedusa e Linosa), la realtà è ben diversa, e sembra proprio che non solo in Italia, ma anche in Comunità Europea da una parte e in Regione Sicilia dall'altra, davvero pochi si rendano conto della grave situazione in cui le comunità locali di queste isole, per motivi e ragioni diverse, ormai da anni stanno sempre più precipitando: sul piano economico e sociale, ma anche, in prospettiva, per quanto riguarda l'ambiente, che poi ne costituisce il vero patrimonio su cui occorre puntare per un modello di sviluppo che sia davvero utile alle future generazioni...

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A Ilva Alvani, Silvio Palazzolo e Massimo De Bortoli piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 1/04/13

Le Mamme NaC (NO AL CARBONE) aderiscono alla manifestazione del 7.4.13 a Taranto
di Lidia Giannotti (a margine di un video condiviso di Fb)
http://www.facebook.com/photo.php?v=10200637970339357&set=vb.388940767868018&type=2


     1/04/13 - Aderiamo alla manifestazione nazionale di Taranto del 7 aprile e al sit-in a Roma del 9 aprile in concomitanza con il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge 231/2012 (nota a molti come “Salva-Ilva”). Questa legge, a dispetto del nome, riguarda tutti gli stabilimenti inquinanti di interesse strategico nazionale e purtroppo toglie alle procure italiane la possibilità di compiere sequestri degli impianti inquinanti lì dove è necessario tutelare la salute e la vita dei cittadini e dei lavoratori esposti.
Il GIP Patrizia Todisco, del Tribunale di Taranto, coadiuvata dalla magistratura tarantina, ha evidendiato 17 vizi di incostituzionalità in tale legge.
     Riteniamo importante sostenere la manifestazione di Taranto del 7 aprile e il sit-in a Roma del 9 aprile: invitiamo tutti a parteciparvi. Se vincono le ragioni di Taranto vincono le ragioni di tutte le città italiane. Se invece perde Taranto perdiamo tutti.
E’ in gioco non solo per la tutela della salute dei tarantini ma di quegli italiani esposti alle emissioni di impianti con emissioni cancerogene, genotossiche e neurotossiche, in quanto la legge 231/2012 toglie la tutela ultima costituita dai poteri di sequestro della magistratura quando i decisori politici falliscono o sono conniventi con gli inquinatori.
     E’ in gioco non solo la tutela della salute e dell’ambiente ma la difesa della stessa Carta Costituzionale, ritenuta ormai un ostacolo per quel potere politico che vuole togliere alla magistratura la propria autonomia, specie quando è tenuta a intervenire in situazioni di pericolo acclarato. A leggi che antepongono l’interesse economico alla salute occorre opporre lo spirito e la lettera della Costituzione che antepone viceversa l’interesse sociale al profitto. Sii tu il cambiamento, informa e coinvolgi le persone a cui vuoi bene.

Le Mamme NaC aderiscono alla manifestazione del 7.4.13 a Taranto
un video prodotto da "Il Passeggino Rosso" - 3'17"


http://www.facebook.com/photo.php?v=10200637970339357&set=vb.388940767868018&type=3&theater

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Commento di Lidia Giannotti su Fb a margine del post
E' proprio un bel video... (accompagnaci, aderisci all'appello e diffondi).
Vai sulla pagina web http://taranto7aprile.wordpress.com/aderisciallappello/

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A Laura Tussi, Linda Maggiori, Claudio Filippi, e al sottoscritto piace questo elemento.

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Domenica di Pasqua nel Canale Sicilia. Niente traghetto
di Salvatore Gabriele e Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=10596


     News 11409, Pantelleria 01/04/2013 - Domenica di Pasqua, ore 10,30... Condoglianze migranti a parte, auguri a tutti gli abitanti del Canale di Sicilia. Nel porto di Lampedusa è attraccato il traghetto Paolo Veronese, mentre nel porto di Pantelleria la banchina d'attracco è desolatamente vuota. Ma che Lampedusa e Pantelleria non siano nello stesso Canale di Sicilia e appartengano a due nazioni diverse ? (GP)
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     Ieri, tra l'altro, dovevano arrivare le bombole del gas. Il Pietro Novelli è stato autorizzato a viaggiare nei giorni di sosta (domenica) con le sole merci pericolose, e senza passeggeri. Ieri, malgrado il mare fosse apparentemente calmo, il traghetto non è partito da Trapani per "condizioni meteo avverse". Sarà...! Ora occorre aspettare un'altra settimana per avere le bombole del gas, sempre che domenica prossima le condizioni del mare permettano la partenza del traghetto. (SG)

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Lancaster in California, la città "capitale del sole"...
di Guido Picchetti (a margine di una foto postata su Fb)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200380170001181&l=dad0bafc47


     01/04/13 - Sempre della serie "le esperienze degli altri"... Leggetevi quest'articolo di aria Rita D'Orsogna sul suo Blog, intitolato "Lancaster, Ca: o  bbligo di pannelli solari sulle case". E a Pantelleria ? Niente da fare al riguardo. I vincoli paesaggistici di sovrintendenza e compagnia bella impediscono l'utilizzo delle rinnovabili in tante parti del territorio dell'isola, che pure sarebbero o andrebbero tutelate in nome di quell'Ambiente (con la A maiuscola...), che invece in tanti modi diversi stiamo facendo di tutto per distruggere. E gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. Non occorre saper leggere o viaggiare su Internet, Basta solo aver occhi per vedere... e un po' di intelligenza per capire... Le chiazze di petrolio nel mare di Pantelleria di questi giorni, ad esempio, o le distese di meduse di ieri in mare a Nikà... Per non dire poi quel che sta avvenendo in terraferma, se non ancora a Pantelleria, in tante altre parti del nostro disgraziato "Bel Paese"... Dalle Alpi alle Piramidi, verrebbe da dire.
Qu a seguire l'articolo succitato di Maria Rita D'Orsogna.

Lancaster, CA: obbligo di pannelli solari sulle case
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2013/03/lancaster-ca-obbligo-di-pannelli-solari.html


"We have tremendous capability if we just have the courage to do it"
(noi abbiamo delle incredibili potenzialità, se solo avessimo il coraggio di utilizzarle, ndr), parole di Rex Parris, Lancaster (CA).
     FRIDAY, MARCH 29, 2013. Rex Parris è il sindaco repubblicano di Lancaster, California. Ieri giovedi 28 Marzo, la città è diventata la prima di tutta l'America ad *obbligare* i costruttori di case a generare energia dal sole. No incentivi, no sconti. E' un obbligo, una legge.
     Lancaster è a qualche decina di miglia a nord di Los Angeles, è una comunità dormitorio nel deserto. A lungo Mr. Parris ha manifestato il suo desiderio di renderla la "capitale del solare del mondo". Tutte le nuove case, a partire dal 1 Gennaio 2014 dovranno generare un certo numero di kilowattore per legge. La formula sarà flessibile e varierà a seconda del tipo di zonizzazione urbana o rurale ma in media, ogni abitazione dovrà installare un sistema capace di generare circa 1.5 KWatt.
     Ovviamente i costruttori non sono felici perchè aumentano i costi, ma il sindaco va avanti. Il voto infatti è stato dato all'unanimià. Aggiunge che fa tutto questo non solo perchè vuole fare di Lancaster la capitale del sole ma perchè i cambiamenti climatici aumentano e occorre fare qualcosa. Dice:

  “The one thing we have to recognize is just how desperate this situation is with global warming,” and at the same time recognize that we can actually fix it. We have tremendous capability if we just have the courage to do it. You’d have to be a moron to discount global warming. I don’t know anybody that doesn’t recognize it’s occurring.”

     A Lancaster tutti i segnali stradali ed i semafori sono da solare, sono stati aperti tre diversi villaggi residenziali a prezzi medio-bassi che producono più energia di quel che usano, hanno creato programmi di incentivi e di standardizzazione. Ad oggi vanno a solare l'intero distretto scolastico di Lancaster (19 campus), la chiesa battista, lo stadio di baseball, il municipio, il centro di Performing Arts. Lancaster è la prima città USA il cui stadio di baseball è interamente solare.
     Mr. Parris ha iniziato nel 2010 con questo suo pallino del verde e non ha fatto chiacchere - è andato a vedere come fanno le cose in Cina e pure negli Emirati Arabi, per imparare e per cercare di trasportare il tutto su una scala che possa andare bene per Lancaster, popolazione 150,000 abitanti. Cosi, semplice e facile, senza troppi se e ma e ripensamenti, ed in tre anni è arrivato alla sua legge di obbligo del solare.
     Intanto da un rapporto del Fondo Monetario Internazionale viene fuori che nel 2011 in tutto il mondo ci sono stati sussidi di $1.9 trillioni di dollari per l'industria del petrolio così distribuiti:

  $ 480 milardi di dollari in sussidi diretti per l'uso di fonti fossili
$1400 miliardi di dollari in costi indiretti sottoforma di danni all'ambiente e inquinamento.

     Il Fondo Monetario Internazionale - e non la comune dei Verdi di San Fransisco - dice che i governi dovrebbero tassare le fonti fossili in modo appropriato per tenere conto dei costi indiretti - loro li stimano di circa $ 25 alla tonnellata di anidride carbonica prodotta. Troppi ce ne vogliono di sindaci come Mr. Parris...

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Post di Antonio Colacino
Sfondi una porta aperta, da noi sull'isola del vento (a La Maddalena, ndr.) è proibito mettere pale eoliche che ci renderebbero energeticamente autonomi... No meglio pagare cifre astronomiche all'Enel ! In casa siamo due ed ogni bimestre paghiamo oltre 350 euro ed abbiamo solo illuminazione (tutte lampade a basso consumo) e scaldabagno acceso solo dalle 7 di sera alle sette del mattino... E non ci siamo quasi mai in casa!
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Post di Guido Picchetti
Ti batto, caro Antonio, e senza alcun piacere... Qui a Pantelleria abbiamo la Smede come società produttrice e distributrice dell'energia elettrica sull'isola. E in casa siamo in due come te. Non abbiamo una reggia, tutte le lampade sono a basso consumo, abbiamo l'impianto per acqua calda e riscaldamento a nafta; e, oltre a due frigo e un deumidificatore sempre in funzione, utilizziamo le ore serali a tariffa ridotta per lavatrice e lavastoviglie. E sai quanto paghiamo a bimestre alla Smede ? Ti dico solo l'importo delle ultime tre bollette del 2012: Lug/Ago € 555,69, Set/Ott € 642,02 (sic!), e Nov/Dic € 523,31 !!! In compenso ci viene fornita energia, che, a parte i numerosi improvvisi e imprevisti black-out (per temporali, vento forte o altre cause), è anche spesso survoltata, cosa facile da notare grazie allo stabilizzatore del PC che me lo segnala. Da qualche settimana, poi, la corrente che ci arriva in casa è stabile sui 255 Volts (come è risultato anche da un controllo da me richiesto alla ditta fornitrice), e, con quale goduria per lampade ed elettrodomestici vari, lascio a te immaginare... Infine la richiesta da me avanzata un mesetto fa di sostituzione del contatore elettronico, che a dire di un tecnico terzo da me interpellato (e pagato...) potrebbe essere difettoso, benchè debitamente annotata in calce al verbale di controllo operato successivamente da un tecnico della stessa Smede, è rimasta a tutt'oggi senza alcun esito... E sono in attesa di vedere cosa accadrà con la prossima bolletta. Che ne dici ? Forse è destino delle isole italiane fare simili esperienze... e al peggio non c'è fine...
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Post di Giovanni Angeloni
Intorno al petrolio girano troppi interessi, ecco la risposta!!!
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Post di Antonio Colacino
Che situazione Guido! Anch'io ho la caldaia a nafta, ed il voltaggio ballerino, ma così non si può più.
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Post di Pino Lombardo

Io ho chiesto la verifica del contatore, mi ha risposto l'enel, le mandiamo un tecnico specializzato se il contatore non risulta guasto dovrà pagare l'intervento del tecnico alla tariffa corrente, capito i bastardi
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Post di Antonio Colacino

Si prendono 50 euro!
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Post di Pino Lombardo

Magari, conta che viene da Olbia, in trasferta, mi sono informato, non bastano 50 euro
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Post di Antonio Colacino

Ancora meglio, poi non ho mai capito le tariffe, residenti, non resident, ariani, pigmei, alieni... Ma quanto costa questo prodotto? Se vado a comprare un kg di arance lo pago quello che costa ed il prezzo è uguale per tutti, l'elettricità no... E' razzista e campanilista.. Boh???
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Guido, ogni bimestre paghi circa 500 euro di elettricità? Ma la tua è una casa o una centrale elettrica? Io li pago ogni 12 mesi 500 euro! Vuoi che ti passo un cavo da Trani a Pantelleria?
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Post di Antonio Colacino

Fortunato! Io, e siamo in due, tutte lampade a baso consumo e siamo in casa solo la sera e facciamo lavatrici nelle ore dove si npaga meno ecc, riscaldamento a gasolio, circa 350 euro a bimestre!
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Post di Pino Lombardo

L'ultima mia 421 euro, la penultima 380, siamo in due...
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Post di Antonio Colacino

Ormai è peggio di quando devi pagare l'assicurazione auto!
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Movimento Ambientalista Bat

E' pur vero che vivo da solo, ma da pagare 30/40 euro a bimestre e confrontandoli con i vostri 400/500 euro, devo ritenermi veramente fortunato oppure è la mia Azienda distributrice di energia che ha prezzi molto competitivi
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Post di Antonio Colacino

Guido, io e Pino viviamo su piccole isole con molti problemi elettrici..e non solo! Ma di quale azienda parli? Sarebbe interessante saperlo.
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Purtroppo per voi la mia Azienda distribuisce energia elettrica soltanto nel mio Comune, Trani. Si chiama A.M.E.T. (Azienda Municipalizzata Elettricità e Trasporti), ex Azienda Municipalizzata, ex Azienda Speciale, attualmente S.P.A.
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Post di Antonio Colacino

E pensare che col vento che impazza a La Maddalena la maggior parte dell'anno potremmo essere autonomi, ma gli ambientalisti del gatto e della gallina non vogliono!
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Post di Pino Lombardo

Potremmo venderla noi la corrente a tutta la costa, se solo volessero i ben pensanti...
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Post di Antonio Colacino

Ma le pale eoliche dicono che sono brutte! Si vede che la corrente non la pagano o guadagnano troppo!
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Gli ambientalisti del posto non vogliono??? Noi siamo ambientalisti ma non ESTREMISTI. Se c'è da scegliere tra usare le fonti fossili e le fonti di energie rinnovabili, anche se "deturpano" il paesaggio, siamo propensi per le rinnovabili senza alcun dubbio
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Post di Antonio Colacino

Ho scritto "ambientalisti del gatto e della gallina" proprio per distinguerli dai veri ambientalisti, ed io lo sono. Purtroppo questi menano il can per l'aia e col loro ottuso estremismo allontanano il pubblico dalla causa ambientalista che invece è di fondamentale importanza.
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Post di Pino Lombardo

Ho letto ultimamente una chiara apertura del presidente del parco per delle energie alternative tipo eolico, mi sembra un ottimo auspicio...
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Post di Antonio Colacino

Davvero Pino? Speriamo bene!
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Post di Pino Lombardo

Speriamo...
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Post di Cosimo Moliterno

Pino. Ve lo auguro veramente .Resto allibito dalle cifre che dite. Ma la tariffa non dovrebbe essere uguale da per tutto ???
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A Raffaella Schiller, Gialuca Salerno, Gianluca Cecere, Ilva Alvani e Antonio Colacino piace questo elemento.

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(copyright Guido Picchetti) 

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Questa pagina è stata aggiornata il 01/05/13.