Luglio 2012

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ECHI  DI  STAMPA

 
     Dal 23 al 31 Luglio 2012
 
Dalla mia Bacheca su FB del 31/07/12

Trivellare è la Strategia Energetica di Confindustria?
di Giulio Meneghello
http://www.qualenergia.it/articoli/20120730-trivellare-strategia-energetica-di-confindustria


     Efficienza, con un occhio ai costi, rinnovabili da controllare, gas, ma soprattutto il rilancio della produzione nazionale di gas e petrolio. Sono gli ingredienti della Strategia Energetica Nazionale secondo Confindustria Energia. Ma, nel 2012, scommettere ancora sulle trivelle, a fronte di risorse misere e danni potenziali enormi, cos'ha di strategico?
     31.7.12. - Qualenergia - C'è l'efficienza energetica, con un occhio ai costi, si parla dello sviluppo delle rinnovabili, che va imbrigliato perché non pesi troppo sulle bollette, si fa presente il problema gas, auspicando lo sviluppo di un hub del gas sud-europeo, ma dove si leggono le parole più entusiaste, è sulla necessità di trivellare il Belpaese per rilanciare la produzione nazionale di idrocarburi. Un entusiasmo che ci appare fuori luogo dato che le magnificate riserve nazionali non coprirebbero nemmeno un anno di consumi. Stiamo parlando del documento di Confindustria Energia in cui l'associazione, assieme ad Assoelettrica, traccia le linee di come vorrebbe fosse la Strategia Energetica Nazionale (SEN) di cui il Paese è orfano da troppo tempo e che sembra che il Governo dei tecnici voglia definire. Una sorta di position paper di 34 pagine (
qui in allegato, pdf) inviato nei giorni scorsi al ministero dello Sviluppo Economico in cui Confindustria tocca i 5 punti chiave della politica energetica.
     Si parte dall'efficienza energetica, tema sul quale si frenano gli entusiasmi: considerati gli attuali livelli di efficienza complessiva del sistema, si spiega, dato che l'Italia come intensità energetica è messa relativamente bene rispetto al resto d'Europa - “nuovi passi saranno marginalmente complessi e presumibilmente più costosi. La variabile 'costo' deve essere riportata al centro dell’attenzione ogni volta che parliamo di guadagni di efficienza.” Una cautela dietro la quale, spiega a Qualenergia.it G.B. Zorzoli, si intuisce la preoccupazione per una domanda energetica già troppo bassa rispetto alla produzione, specie nel settore elettrico.
     C'è poi la questione gas. Oltre al problema sicurezza, manifestatasi nella crisi invernale, Confindustria riconosce implicitamente che questa pesa molto sul caro elettricità, dato che in Italia il gas naturale serve a produrre oltre la metà della nostra energia elettrica. Occorre far sì che il nostro Paese abbia a disposizione il gas a prezzi minori e con più sicurezza: fare dell'Italia un possibile hub del gas sud-europeo e la costruzione di eventuali rigassificatori va valutata con attenzione ed è prioritario che il sistema italiano sia interconnesso con quelli europei e dotato, in particolare, di una capacità di trasporto in uscita che permetta anche l'esportazione da sud verso il nord d'Europa.
     Delle fonti rinnovabili si parla mettendo in evidenza che devono essere sviluppate in maniera “sostenibile”. Dove per sostenibilità si intende quella economica. Anche se il documento non tace sui benefici che le rinnovabili danno, da quelli ambientali, a quelli su occupazione e indipendenza energetica, le rinnovabili per Confindustria sembrano viste principalmente come un problema da gestire. Specie il fotovoltaico: pesa troppo in bolletta e “ha determinato uno squilibrio particolare dei cicli combinati a gas naturale”, che come sappiamo ci stanno rimettendo a causa della concorrenza del solare.
     Dove l'associazione delle imprese vede un'opportunità è invece nelle riserve di petrolio e gas nazionali. Confindustria spinge per trivellare. Il nostro Paese, argomenta “possiede riserve provate di 124 miliardi di metri cubi di gas e 1,34 miliardi di barili di petrolio (circa 195,5 milioni di tonnellate di petrolio equivalente, ndr) concentrate in Mar Ionio, Canale di Sicilia, Emilia Romagna, Marche e regioni adriatiche. Un dato, questo, peraltro riportato senza fonte e poco coerente con gli ultimi dati ufficiali disponibili: il rapporto 2012 del MiSe riferito a fine 2011 (qui in allegato,pdf) parla di riserve certe di circa 62 miliardi di metri cubi di gas e (sempre certe) di circa 76 milioni di tonnellate di petrolio.
     È in questo capitolo che vediamo accendersi di più l'entusiasmo di Confindustria, forse alimentato dal fatto che anche il ministro Corrado Passera ha dimostrato di essere un fan delle trivelle. Il documento elenca infatti lungamente i supposti benefici: dalla sicurezza energetica, al rilancio del Meridione, al “forte impatto sull’incremento dell’occupazione”, fino ai benefici fiscali “11 mln di tep per anno potrebbero generare royalties per oltre 250 milioni di euro e fiscalità su reddito d’impresa per oltre 600 milioni di euro all’anno”, senza peraltro ricordare che in Italia l’industria estrattiva gode di un regime di esenzione e di costi delle concessioni esageratamente agevolato rispetto al resto del mondo, dove le aliquote sul valore del prodotto estratto oscillano tra il 20 e l’80% contro il 10% per il gas e il 7% per il petrolio in Italia.
     Confindustria non accenna poi mai a possibili danni ambientali e relativi impatti su altri settori come il turismo, nemmeno quando ricorda che “l’industria e&p in Italia si colloca ai primi posti in termini di sicurezza sul lavoro”, cosa che non ci rassicura affatto sapendo che, come il disastro del Golfo del Messico ci ha insegnato, nemmeno un gigante come BP ha dimostrato di saper gestire eventuali fuoriuscite. Ma, soprattutto, questa enfasi sugli idrocarburi nazionali non tiene conto di una questione fondamentale: puntare su petrolio e gas significa scommettere con grossi rischi su fonti del passato, per una posta in gioco alquanto misera. – circa 75 miliardi di metri cubi di gas e 80 milioni di tonnellate di petrolio – infatti, le riserve citate, sia per il gas che per il petrolio, non ci basterebbero per un solo anno. Se - come propone Passera - arrivassimo a soddisfare con idrocarburi locali il 20% del fabbisogno, le attuali riserve certe verrebbero invece esaurite in circa 4 anni. Per così poco non è forse il caso di cercare altre strade e lasciare in pace i nostri mari e le nostre terre?
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Il ministro Corrado Passera "fan delle trivelle". Non avevamo dubbi. Non per nulla Lega Ambiente ha consegnato la “bandiera nera” al ministro dello Sviluppo per le sue decisioni in politica energetica, a partire dai mancati incentivi alle rinnovabili per arrivare alla sua scelta di puntare ancora sulle trivellazioni. E l'articolo in questione ce ne dà ulteriore conferma, aggiungendoci il carico da undici del documento messo a punto insieme da Confindustria Energia ed Assoelettrica e da esse inviato al Ministro, per suggerirgli una Strategia Energetica Nazionale (SEN), di cui a loro dire il nostro Paese sarebbe orfano da troppo tempo... Nel documento di 34 pagine, Confindustria spinge per trivellare. E lo fa con i soliti specchietti per le allodole: l'incremento dell'occupazione da un lato, e i benefici fiscali dall'altro, gli stessi che hanno reso la Basilicata la regione più povera e martoriata d'Italia; e senza minimamente ricordare: primo, che in Italia l’industria estrattiva gode di un regime di esenzione e di costi delle concessioni esageratamente agevolato; e secondo, i possibili danni ambientali e relativi impatti su altri settori fondamentali del Paese quali il turismo... La conclusione dell'articolo? Oltremodo valida: "In base agli attuali consumi del Paese le riserve di gas e petrolio citate nel documento non ci basterebbero per un solo anno, oppure si esaurirebbero in quattro anni se con idrocarburi nazionali riuscissimo a coprire il 20% del fabbisogno del nostro Paese. E, per così poco, non è forse il caso di cercare altre strade e lasciare in pace i nostri mari e le nostre terre?"

Per correttezza segnalo anche che l'articolo da me postato su FB, ripreso stamani dal sito web "La perfetta Letizia", è stato in realtà pubblicato ieri sul web "Quale Energia It" e ne è autore Giulio Meneghello...
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A Mario Di Giovanna piace questo elemento.
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Rischio trivelle lungo la costa fasanese. Attivi permessi di ricerca nel tratto tra Monopoli e Brindisi di Mariagrazia Semeraro
http://www.gofasano.it/notizie/attualita/16873-rischio-trivelle-lungo-la-costa-fasanese.html


     31 luglio 2012. - Ad oggi le 9 piattaforme petrolifere attive in Italia sono operative sulla base di concessioni che riguardano 1.786 kmq di mare, equipaggiate con 68 pozzi e localizzate nell’Adriatico centro meridionale e nel canale di Sicilia, di cui una a largo di Brindisi (piattaforma Aquila, con i suoi 2 pozzi estrae in maniera non continuativa: era ferma nel 2011, ha ripreso l’attività nei primi due mesi del 2012 per poi fermarsi di nuovo).
     Sono questi alcuni dati che emergono su “Trivella Selvaggia”, il nuovo dossier dell’associazione ambientalista Legambiente sui numeri ed i rischi della ricerca dell’oro nero per le coste italiane. I dati del dossier, frutto delle elaborazioni di Legambiente sulla base dei numeri pubblicati sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, indicano un quadro allarmante che rischia di ipotecare seriamente il futuro del mare italiano e delle attività economiche connesse, a partire dal turismo di qualità e dalla pesca sostenibile.
     A queste aree marine interessate dalle trivelle se ne potrebbero aggiungere altre: grazie ai colpi di spugna normativi dell’ultimo anno, a partire da quello previsto dal recente decreto Sviluppo promosso dal ministro Corrado Passera e in via di approvazione definitiva dal Parlamento, si potrebbero aggiungere almeno altre 70 trivelle.
     In Puglia sono attivi 2 permessi di ricerca di idrocarburi nel tratto tra Monopoli e Brindisi, coinvolgendo quindi anche le coste di Fasano e Ostuni, per un totale di 1.469 kmq, entrambe affidati alla Northern Petroleum Ltd (NPL), contigui all’area data in concessione all’Eni, dove tra il 2004 e il 2006 sono state estratte mediamente 144mila tonnellate annue e nei primi due mesi del 2012 è ripresa l’attività estrattiva con circa 2mila tonnellate estratte.
     Ci sono, inoltre, tre richieste in fase decisoria, cioè hanno completato l’iter di approvazione e sono in attesa del conferimento del permesso: si tratta delle 3 richieste della Northern Petroleum per un totale di 1.734 kmq sempre nella stessa fascia di mare. Altre istanze sono invece in fase di valutazione di impatto ambientale: altre 3 della Northern Petroleum (NPL) per un’area marina di 2183 kmq di fronte Monopoli e Brindisi e di fronte alla costa adriatica salentina.
     Il gioco non vale la candela, partendo proprio dalle riserve accertate nel nostro Paese confrontate con i dati relativi al consumo di petrolio che in Italia è diminuito, complice soprattutto la crisi economica, ma anche i primi effetti delle politiche di efficienza. L’ultima pericolosa falla aperta nella rete di protezione delle coste italiane dai rischi di incidente da estrazione petrolifera è stata aperta dall’articolo 35 del decreto Sviluppo. Un provvedimento che da una parte aumenta a 12 miglia la fascia di divieto ma solo per le nuove richieste di estrazione di idrocarburi a mare e dall’altra fa ripartire tutti i procedimenti autorizzativi per la prospezione, ricerca ed estrazione di petrolio che erano stati bloccati dal decreto legislativo 128/2010, approvato dopo l’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon nel golfo del Messico. È proprio per questa folle novità normativa che, nell’edizione 2012 di Goletta Verde, Legambiente ha deciso di assegnare la Bandiera nera al ministro Corrado Passera, il poco ambito vessillo consegnato ai nuovi pirati del mare che mettono a rischio il futuro del mare e delle coste del nostro Paese.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Fosse solo lungo la costa fasanese, ossia lungo le coste pugliesi !!! Ma, sull'altra sponda del Canale di Otranto, pensiamo che forse accada qualcosa di diverso ? A partire dalle coste albanesi... Ma anche risalendo verso nord, sul filo delle correnti dominanti che sfiorano le coste dei nuovi paese slavi dell' "Europa Unita", credete forse che stiano tutti a guardare e cantare "'vide 'o mare quant' è belle..." ? Anche li è tutto un fiorire di concessioni e permessi di ricerca di prodotti petroliferi, in barba a tutti gli accordi internazionali per la tutela del Mediterraneo, e ciò fin sulla penisola istriana. Da lì, scendendo di nuovo verso sud lungo il versante costiero italiano, sembra si salvi solo lo specchio acqueo antistante Venezia, grazie ai divieti di trivellazione imposti anni fa a seguito dei fenomeni di subsidenza verificatisi nell'entroterra veneto... Ma già a Ravenna, dopo decenni di attività estrattive al largo della costa ravennate ancora in atto, lo sprofondamento del suolo cittadino è talmente evidente, che ormai la visita a certi pavimenti artistici semi sommersi dall'acqua in alcune antiche basiliche cittadine, in conseguenza dello sprofondamento del suolo, costituisce un ulteriore richiamo turistico !!! Ma in Emilia di ciò si preferisce non parlare. Mentre contro i progetti off-shore davanti alle coste di Marche, Abruzzo e Puglie, le comunità cittadine, appena sanno, si muovono, si agitano, si organizzano, ma le loro proteste (per lo più isolate) difficilmente vengono ascoltate dai politicanti di turno... E la crisi, in tutto questo, aiuta ora a dare il colpo di grazia... Ma fosse almeno utile !!! Basilicata docet...
Un'ultima cosa. La maggior parte degli esseri umani viventi su questo pianeta (che sono quelli che non sanno "nuotare" e non hanno mai neppure bagnato la faccia in acqua salata...) non pensa mai che nel mare i confini, a differenza che sulla terraferma, non hanno alcun valore... Ritiene invece che il proprio paese finisca sul bagnasciuga, e che al di là di esso tutto (il MARE) sia di... "nessuno", e ognuno possa farne l'uso che vuole... Mentre proprio dal Mare potrebbe arrivare la fine per l'umanità, come a suo tempo nel Mare iniziò la vita per la Terra...
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A Ilva Alvani e Antonello Mercuri piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 30/07/12

Dal dibattito su La7 di oggi, 30/07/2012... "L'Adriatico e il suo gas"...
estratto video pubblicato in data 30/lug/2012 su YouTube da guidopicchetti e condiviso su FB
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/330444010376204


Una registrazione dell'intervento di un giornalista, Carlo Marroni de "Il Sole 24 Ore", su quello che il Governo Monti dovrebbe fare perchè possa ripartire la crescita: "Occorre estrarre il gas che giace nascosto sui fondali poco profondi dell'Adriatico a meno di 5 miglia della costa, limite che fu stabilito dal ministro Prestigiacomo dopo l''incidente del Messico che si verificò a 1.500 metri... Ma allora si trattò di petrolio che inquina, mentre il gas non inquina per niente..." !!!
Non ci crederete, ma questo è proprio il succo di quanto ha detto, e potete voi stessi constatarlo nel video che il sottoscritto ha ripreso in estratto dal sito web di La7 e postato poco fa qui su YouTube. Tra l'altro al giornalista in questione è rimasta in gola la differenza tra le due unità di misura da lui citate, l'una riferita alla distanza dalla costa (le cinque miglia fissate dal Ministro Prestigiacomo a fronte delle precedenti 12 miglia), e l'altra, i 1.500 metri, che non sono certo la distanza dalla costa della Deep Horizon nel golfo del Messico (che era di ben 50 miglia), bensì la sua profondità operativa di trivellazione.
Ma un comune cittadino che non sa nulla di tali cose, quando se le sente dire da un giornalista di una famosa testata nazionale specializzata in economia, cosa può capire? Che siamo tutti pazzi a non andare subito in spiaggia a scavare in riva al mare un bel pozzo per tirar fuori il gas dall'acqua metanizzata, come si faceva proprio negli anni 50 in Emilia Romagna in modo artigianale, prima che intervenissero l'AGIP e l'Eni a trivellare in modo industriale il sottosuolo padano, e ancora ci provano adesso in tanti, indifferenti alle possibili conseguenze!
Se poi quel giornalista ti conta anche che questo sarebbe un modo ideale per eliminare la nostra dipendenza energetica dalla Russia e dagli altri Paesi dei Balcani produttori di gas, cosa gli vuoi dire ? Personalmente gli direi solo una cosa: - Perchè non vai un po' a farti le vacanze estive o invernali (non fa differenza...) in quei Paesi ? Forse impari un po' più di economia... e anche di ambiente... (gp).


http://youtu.be/FlpIQvRXHko

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Post di Francesco Mitrotti
Carlo Marroni... carissimo Carlo... ma va.......... !!!
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Post di Enzo Di Salvatore
Disinformazione e approssimazione... Leggi su 'Il Sole 24 Ore "Tante risorse ancora da sfruttare" di Carlo Marroni
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Post di Guido Picchetti
‎@ Enzo Di Salvatore. Grazie del post. E anche la premessa scritta e pubblicata su "Il Sole 24 Ore" da Carlo Marroni non fa altro che confermarmi l'impressione negativa ricevuta dal suo intervento in diretta TV su La7, da te così ben riassunta in due sole parole: disinformazione e approssimazione !!! Che tristezza...
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Post di Fabrizia Arduini
I giacimenti di gas + grandi di questa parte di mondo? Ma di quale parte di mondo parla ? Quello tra Pescara e Ancona ? Che ignoranza, dopo decenni che hanno estratto gas dal nord Adriatico, Venezia sta sprofondando, Ravenna idem, e in quegli anni abbiamo continuato a comperare gas come se niente fosse..., che spremessero le compagnie petrolifere invece che le aziende serie che producono reddito, lavoro, a basso impatto ambientale.
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Post di Saverio Castoro
... Uno meglio dell'altro... Vedi "Quel punto di Pil in più sepolto in fondo al mare". Testuale all'interno: "Troppi no alle estrazioni di gas e petrolio: persi 34 mila posti..."
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Post di Guido Picchetti
Ma è possibile una simile disinformazione? E parlano della "ricchissima" Basilicata... Ricchissima di che ? Ma se nelle classifiche di reddito è all'ultimo posto... E lo dicono fonti ufficiali che un giornalista de "Il Sole 24 Ore" dovrebbe conoscere a memoria... Come siamo caduti in basso... "Il punto in più di Pil in fondo al mare"... Mi viene da ridere se non fosse tutto da piangere... Perchè non dicono la verità ? Un punto in più di Pil da gas e petrolio certo, ma nelle casse delle società petrolifere, da distribuire sottobanco a lobbisti, a media (giornali e TV amici), a politicanti da strapazzo (pronti a vendersi per un pezzo di brioche in più oltre quella di cui giornalmente si cibano a spese nostre), e a dipendenti pubblici infedeli, pronti a nascondere nel cassetto documenti che dovrebbero essere affissi agli albi pubblici di comuni, province e regioni per informare i cittadini di quanto è in progetto... E tutto ciò senza minimamente curarsi dei danni e dei rischi che possono derivarne, principalmente a carico delle generazioni future, come è già accaduto, sta accadendo, e accadrà ancora domani, anche nel nostro Paese, dopo decenni di utilizzo di queste "risorse energetiche" fossili...
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Post di Saverio Castoro
L'articolo di Rendina è davvero ignobile: derisione del fenomeno della subsidenza, riproposta dell'Emilia Romagna come luogo di estrazione o stoccaggio di idrocarburi, omissioni nel non dire che il raddoppio delle estrazioni comunque significherebbe una dipendenza del 88% dall'estero ... una vera campagna stampa a favore dell'art. 16 e di denigrazione della controinformazione diffusa da professionisti indipendenti e movimenti.
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A Claudia Scalla, Gianluca Cecere, Ilva Alvani, Movimento Ambientalista Bat e Debora Toscano piace questo elemento.
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Regione Siciliana: Carte del rischio del "territorio sommerso" e stop alle trivelle nel Canale di Sicilia
da "Lavori Pubblici IT"
http://www.lavoripubblici.it/...rischio-del-territorio-sommerso-e-stop-alle-trivelle-nel-Canale-di-Sicilia_10218.html


     30/07/2012 - E' Carlo Cassaniti, esperto del Consiglio regionale delle miniere, ente competente per il rilascio di permessi di ricerca in territorio emerso, a intervenire sulla delicata vicenda delle trivellazioni nel Canale di Sicilia.
     "I nostri mari presentano purtroppo le stesse pericolosità geologiche dei territori emersi - esordisce -, in particolare nel Canale di Sicilia sono presenti numerose ed importanti strutture geologiche che nel complesso definiscono il Blocco pelagiano. Quest'ultimo è confinante ad est con la nota scarpata ibleo-maltese, struttura tettonica molto attiva del Mediterraneo, mentre ad ovest il blocco viene a contatto con le catene dell'Atlante attraverso un'ampia fascia deformata ad andamento meridiano che va dal Golfo di Tunisi a quello di Gabes in Libia. Da non sottovalutare poi, la presenza di vulcani sottomarini, come ad esempio Empedocle situato a circa 40 km al largo di Capo Bianco in Sicilia e che presenta una struttura vulcanica che si aggira intorno ai 400 metri di profondità, con una base lunga 30 km per 25 km".
     Fin qui lo stato dell'arte che riguarda la geologia. Ma in quest'area del mar Mediterraneo negli ultimi decenni, come ci ha fatto notare il geologo, "sono stati realizzati numerosi campi petroliferi sfruttando giacimenti che si rinvengono in trappole miste nella piattaforma triassica, senza considerare la complessa dinamicità dei fondali e soprattutto senza aver mai studiato quelle pericolosità geologiche che potevano ed ancora oggi potrebbero rappresentare un rischio per le aree prospicienti emerse".
     Cassaniti si unisce all'appello di Greenpeace contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia e rilancia: "Occorre fermare le attività estrattive attraverso la programmazione di una campagna di studi scientifici che conducano alla redazione di una mappa delle pericolosità vulcano-tettoniche del Canale di Sicilia; la conoscenza di dette aree a rischio potrà consentire in futuro di vietare o limitare le attività di ricerca a scopo estrattivo nei nostri mari evitando impatti ambientali e del paesaggio ma, soprattutto, sarà possibile garantire la sicurezza dei territori e delle popolazioni che si affacciano in una delle più belle aree marine del Mediterraneo".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Finalmente un discorso serio su ciò che occorrerebbe fare per lo Stretto di Sicilia o Canale di Sicilia che dir si voglia... Ma sebbene scritto da un esperto del settore e addirittura, a quanto pare, a nome e per conto della Regione Sicilia, ci sarà qualcuno che darà ad esso ascolto, a parte Greenpeace, meritevolmente parte in causa... E a parte la Regione Sicilia e le istituzioni centrali coinvolte (Governo Tecnico e Ministeri Sviluppo Economico e Ambiente, che nulla possono o vogliono fare sotto le spinte della crisi in atto), chi tratterà a livello internazionale con Tunisia, Libia, Malta, e Italia, che bagnano le loro coste in queste stesse acque e affondano i loro territori nei travagliati fondali dello Stretto, richiamandoli al rispetto degli impegni di tutela pur presi da tempo, considerato che con suprema incoscienza hanno tutte già operative non poche piattaforme e tante altre prevedono di farne entrare in funzione... L'Unione Europea, attualmente più "Europa delle Nazioni disunite", visto che ognuna di esse va dritta per una sua strada ignorando certi rischi e badando solo ad interessi immediati, non sempre del tutto trasparenti...?
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A Sergio Martinell, Alfonso Nigro, Movimento Ambientalista Bat e Ilva Alvani piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 29/07/12

Gela. Accordo indotto Eni, il testo integrale dell'intesa
scritto da VISIONEdioggi.it
http://www.visionedioggi.it/index.php?...Aaccordo-su-indotto-eni-il-testo-integrale-dellintesa


27 Luglio 2012 . - L'anno 2012, il giorno ventisette del mese di luglio in Caltanissetta nei locali dell'Ufficio Territoriale del Governo di Caltanissetta, su invito del Sig. Prefetto, dott. Carmine Valente, si sono riuniti: l'Assessorato Regionale Attività Produttive, rappresentato dall'Assessore Regionale, dott. Marco Venturi;
- la Provincia Regionale di Caltanissetta, rappresentata dal Commissario Straordinario, avv. Damiano Li Vecchi;
- il Comune di Gela, rappresentato dal Sindaco pro-tempore, avv. Angelo Fasulo;
- l’ Ufficio Provinciale del Lavoro, rappresentato dal Direttore, ing. Claudio Cortese;
- la Confindustria Sicilia rappresentata dal Vice Presidente dott. Antonino Salerno;
- la Confindustria Caltanissetta, rappresentata dal suo Presidente dott. Rosario Amaru’;
- la Lega delle Cooperative, rappresentata dal suo Presidente, dott. Salvatore Anzalone;
- la Confederazione Provinciale CGIL, rappresentata dal suo Segretario Generale, sig. Antonino Giannone;
- la Confederazione Provinciale CISL, rappresentata dal suo Segretario Generale, - per. mecc. Emanuele Gallo;
- la Confederazione Provinciale UIL, rappresentata dal suo Segretario Generale, - dott. Salvatore Pasqualetto;
- la ENI refining & marketing, rappresentata dall’ evp ing. Domenico Elefante;
- la Raffineria di Gela SpA, rappresentata dal suo Presidente Dott. Claudio Zacchigna e dall'Amministratore Delegato ing. Bernardo Casa;
a seguire, denominate "Parti", per concordare, stipulare e definire quanto di seguito indicato.
PREMESSO
- che il mutato scenario economico internazionale, caratterizzato da una difficile congiuntura economica negativa, sta producendo una strutturata riduzione dei consumi, uno squilibrio nella domanda di carburanti e, conseguentemente, la riduzione dei margini di raffinazione;
- in particolare, lo scenario della raffinazione nel Mediterraneo presenta aspetti di criticità che determinano l'impellente necessità di recuperare competitività anche attraverso soluzioni che impattano sull'organizzazione del lavoro indiretto attualmente impiegato presso le ditte dell’indotto della raffineria e ciò, non solo per permettere al sito di competere con i paesi del mediterraneo, ma per poter rilanciare gli interventi nel territorio quando la crisi del mercato sarà risolta e l'economia complessiva ritornerà a produrre risultati;
- nonostante tale scenario, il valore e l'importanza della Raffineria di Gela, nell'ambito del circuito della raffinazione, è confermata anche grazie ad un solido piano di investimenti da effettuarsi nel quadriennio 2012/2015, prioritariamente su asset quali centrale termoelettrica, il polo logistico costituito dal porto industriale e dalla diga foranea, nonché dal parco serbatoi e sul miglioramento del livello tecnologico degli impianti, in corso di realizzazione.
Sulla diga foranea, si prende atto che la ENI Mediterranea Idrocarburi SpA, la raffineria di Gela SpA e la Regione Siciliana, in data 03.02.2011 a Palazzo d'Orleans in Palermo, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa finalizzato al prolungamento della concessione di utilizzo della diga foranea del porto di Gela e che tale accordo "ha durata sino al completamento delle iniziative in esso previsto e può essere modificato o integrato in qualsiasi momento per concorde volontà delle parti firmatarie" (art. 6). Impegni ed iniziative che sono state ribadite in un addendum al protocollo d’intesa, firmato, fra le medesime parti, in data 29 febbraio 2012;
- a tal proposito, nonostante lo scenario critico sopra illustrato, la Raffineria di Gela conferma la realizzazione del piano di investimenti 2012 – 2015 di circa 480 ml di €, continuando un percorso già avviato con i precedenti accordi sindacali a livello locale con le Organizzazioni Sindacali del Settore Energia e Petrolio, in particolare, quelli del 28 febbraio 2011 e del 24 aprile 2012, finalizzato al miglioramento della competitività del sito;
- alla luce dello scenario critico illustrato e del piano di investimenti sopra citato, la Raffineria di Gela conferma la volontà di porre in essere tutte le iniziative opportune che favoriscano il superamento delle attuali condizioni di difficoltà, tentando di potenziare la sua presenza nel mercato della raffinazione. In tale contesto, si inseriscono sia gli accordi sindacali sopra richiamati e sia le iniziative del presente protocollo di intesa relativo alle aziende dell’indotto;
- che per tale circostanza necessita intraprendere alcune iniziative che favoriscano il mantenimento del sito di raffinazione di Gela che, con i dovuti interventi, sostengano il superamento delle attuali condizioni di difficoltà, tentando di potenziare la presenza della Raffineria di Gela nel mercato globale della raffinazione;
- la Raffineria di Gela SpA rappresenta per il territorio e per l'area centro meridionale della Sicilia una rilevante realtà economica ed un asset strategico. Per tali motivazioni si prende atto che lo sviluppo socio-economico del territorio non può prescindere da una politica finalizzata al coinvolgimento dell'imprenditoria locale e territoriale in progetti di iniziativa e sviluppo industriale. A tal scopo, col presente protocollo, le parti si danno reciproco impegno a realizzare, corsi di formazione mirati a sviluppare intelligenze imprenditoriali per favorire nuove iniziative produttive che le generazioni attuali possono concretizzare per dare al territorio un nuovo volano di sviluppo utilizzando una "nuova cultura" della legalità e, contestualmente, guardare ad un miglior utilizzo dei fondi resi disponibili dalla Comunità Europea;
In tale ambito rientra l'apprezzamento ed il riconoscimento, da parte della Raffineria di Gela, dell'apporto fondamentale delle imprese dell'indotto come asset strategico operante nel sito industriale, pur comprendendo come la dimensione odierna non sia più compatibile con la realtà di un ex polo petrolchimico, ma dovrà traguardare l'assetto strutturale in una realtà di raffinazione, passaggio inevitabile per far fronte alle sfide del contesto internazionale in un'ottica di efficienza e produttività;
- che nel corso dell'anno 2010 presso la Prefettura di Caltanissetta, per espressa richiesta e per volontà delle Parti, si è costituito un organismo di confronto con l'obiettivo d'arrivare ad un'intesa capace di affrontare il presente ma con prospettive future.
Le Parti, a tal fine, stabiliscono di realizzare una lista bloccata nella quale inserire i lavoratori che non troveranno conferma nelle operazioni delle società dell'indotto, denominata "lista di disponibilità occupazionale permanente”. Il numero complessivo degli addetti, la gestione della forza lavoro anche in rapporto alla società di appartenenza, le modalità e i criteri d'inserimento nella lista che diventa permanente ad esaurimento, saranno individuati, come successivamente indicato.
In tale contesto, seppur con le difficoltà esistenti in ordine alle iniziative d'assumere e con l'impegno delle Parti di mantenere vivo il sito di raffinazione di Gela convinti delle prospettive future e che la Raffineria possa riprendere il cammino della produttività rispondendo alle istanze socio-economiche del territorio, si manifesta volontà comune di realizzare la creazione e lo sviluppo di sinergie indirizzate al raggiungimento degli obiettivi di valorizzazione, miglioramento e sviluppo territoriale del Comune di Gela e della provincia di Caltanissetta, in termini infrastrutturali e occupazionali, attivando tutte le iniziative opportune al fine di favorire i processi di ripresa, di crescita territoriale ed economica e promuovere l'inserimento di nuove attività industriali, in sinergia con la cultura industriale del territorio ed il contesto produttivo.
Per contribuire al percorso formulato, le Parti, assumono la convinzione che occorre un intervento della Regione Siciliana e a tal fine, convengono di chiedere per il tramite dell’Assessore alle Attività Produttive, di poter avviare degli incontri propedeutici a valutare la possibilità di utilizzare appalti in corso di perfezionamento sul piano contrattuale di significative opere pubbliche;
- in Provincia di Caltanissetta, unico in Italia, è in vigore un protocollo di legalità firmato, in data 10.07.2007, presso la Prefettura di Caltanissetta con la Raffineria di Gela e le società in essa operanti, espressione di ENI, da Confindustria di Caltanissetta, dalle Forze dell'Ordine e dal Sindacato Confederale CGIL-CISL-UIL, per rendere efficaci i controlli e il monitoraggio, assicurando adeguati strumenti di prevenzione, in materia di appalti per lavori, sub appalti, servizi e forniture, allo scopo di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia del territorio con particolare riferimento alla Raffineria di Gela. Il protocollo di legalità diventa lo strumento di verifica e d'attuazione dell'intesa che si intende sostenere. Le parti, a tale scopo, si danno l'obiettivo di aggiornare, con accordi separati, i contenuti del protocollo su indicato, migliorando la parte relativa ai subappalti e l'inserimento di clausole restrittive circa la possibilità d'inquinamento mafioso mutuate dai nuovi protocolli applicati nel territorio nazionale, affrontando inoltre le tematiche relative alla regolarità del pagamento del salario,nonché i contributi previdenziali e assicurativi ai lavoratori dipendenti.
Per quanto precede le Parti decidono di stipulare la presente intesa, affidando agli articoli di seguito specificati il contenuto della premessa del presente protocollo.
Art.1 - (Premesse)
Le premesse che precedono formano parte integrante ed essenziale del presente Protocollo d'Intesa, anche se non riportate negli articoli successivi.
Art. 2 - (Finalità)
Le finalità del presente Protocollo d'Intesa sono quelle di:
- stabilire i principi di collaborazione tra la Raffineria di Gela, Confindustria CL, il Sindacato Confederale CGIL-CISL-UIL, la Regione Sicilia, il Comune di Gela, la Provincia Regionale e la Prefettura (UTG) di Caltanissetta, al fine di promuovere e assicurare la realizzazione e il consolidamento degli eventi in premessa indicati, atti a garantire la crescita industriale ed economica del territorio, favorendone l'occupazione nel rispetto degli obiettivi fondamentali di protezione della salute e sicurezza della popolazione e valorizzazione delle risorse ambientali del territorio;
- identificare percorsi, condivisi tra le Parti, utili al raggiungimento degli obiettivi di competitività che la Raffineria di Gela dovrà traguardare per far fronte alle sfide dettate dall'attuale crisi dell'industria della raffinazione;
- individuare soluzioni condivise con le Istituzioni Pubbliche per creare percorsi prioritari che consentano di agevolare e ottimizzare gli iter autorizzativi, necessari al raggiungimento degli obiettivi condivisi tra le Parti.
Art.3 - (Impegni delle parti)
Al fine di assicurare l'attuazione degli obiettivi cui è preordinato il presente Protocollo d'Intesa, la Raffineria di Gela si impegna:
- a rafforzare, nonostante la grave crisi del settore, la propria posizione strategica e competitiva nell’industria della raffinazione, grazie anche alle elevate capacità di conversione degli impianti ed integrazione con le altre raffinerie, perseguendo obiettivi di miglioramento dei margini, mediante interventi strutturali, rappresentati da un solido piano di investimenti, al fine di migliorare le condizioni eco-compatibili e di agevolare anche la crescita o la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, che abbiano la capacità d'assorbire mano d'opera locale, attingendo in via prioritaria e secondo le specializzazioni richieste dalla "lista di disponibilità occupazionale permanente” ;
- ad assistere, col concorso delle Parti, alla creazione di una "lista di disponibilità occupazionale” permanente, formata dal personale che dopo i processi dì riorganizzazione delle singole aziende dell'indotto - processi di riorganizzazione strettamente connessi alle attività svolte per la Raffineria di Gela - non troverà occupazione immediata. I contenuti, le modalità e la regolamentazione della predetta “lista” saranno oggetto di accordi successivi tra le categorie interessate e le Parti contraenti che definiranno la struttura e il contenuto, con le modalità previste all’art. 4 della presente intesa;
- a proseguire nel percorso di attuazione di azioni che mirano a coniugare realtà industriale e sostenibilità ambientale, come peraltro auspicato dalle comunità locali, attente a iniziative industriali sempre più eco-compatibili, minimizzando ulteriormente l’impatto delle proprie attività sul patrimonio ambientale del territorio e perseguendo sempre obiettivi di miglioramento dei livelli di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini del territorio;
- a rendere disponibili aree per nuovi insediamenti produttivi o per quelle già esistenti che intendono ampliare la loro capacità produttiva, sulla base di progetti industriali definiti e secondo modalità di volta in volta individuate;
- ad attuare progetti di sviluppo di nuove tecnologie che facciano del sito industriale di Gela un centro di eccellenza operativa nel campo della ricerca;
- a mettere a disposizione per nuove iniziative imprenditoriali nell’area della raffineria, oltre ad aree interne, assets, utilities e servizi, con le forme giuridiche di volta in volta individuate e compatibilmente con le procedure ENI, eventualmente fornendo competenze specialistiche al fine di supportare lo sviluppo di eventuali progetti ed iniziative di interesse e beneficio per la comunità, in un'ottica di sviluppo economico e occupazionale;
- a segnalare a ENI ditte locali che abbiano i requisiti previsti dalle procedure per l’inserimento nell’ albo fornitori ENI e consentire, in questo modo, alle medesime di essere valutate ai fini della partecipazione a gare di appalto anche al di fuori del territorio di Gela, con l’obiettivo di incentivare la diversificazione territoriale e creare i presupposti professionali e di know-how che possano agevolare le ditte alla pluri-committenza; e, nel rispetto delle condizioni di mercato e delle procedure di approvvigionamento e qualifica dei fornitori delle sohttp://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-07-29/tante-risorse-ancora-sfruttare-155820.shtml?uuid=AbYsO6FG#comments rt/commenti-e-idee/2012-07-29/tante-risorse-ancora-sfruttare-155820.shtml?uuid=AbYsO6FG#comments guardare i rapporti con le imprese locali, attraverso iniziative finalizzate a contribuire alla ripresa economica del territorio, massimizzando il ricorso alle imprese e al personale dell’indotto compatibilmente con le professionalità richieste. A tal fine, Raffineria di Gela conferma la costante attenzione verso le imprese operanti nel territorio gelese;
- ad attivarsi affinché le altre società dell’ENI che operano nel territorio gelese, indirizzino, ove possibile, le loro imprese assegnatarie di contratti, a usufruire in via prioritaria della “lista di disponibilità occupazionale permanente” per l’assunzione dei propri lavoratori, compatibilmente con le professionalità richieste;
- a far saturare, nei limiti delle professionalità specifiche e richieste, il personale dell’indotto già presente in Raffineria evitando, possibilmente, il ricorso a personale neoassunto per l’esecuzione di attività non specialistiche e comunque in sostituzione/integrazione di personale già autorizzato all’ingresso per lo stesso tipo di lavoro e per la stessa società;
- a respingere le richieste di ingresso in raffineria di personale già in possesso di reddito da pensione, eventualmente formulate da parte delle società dell’indotto titolari di appalto quadro o specifico;
- ad individuare e supportare, insieme a Confindustria Caltanissetta e al Sindacato Confederale, percorsi formativi specialistici, anche attraverso l'uso dei Fondi Interprofessionali, a sostegno del sistema produttivo dell'indotto, facilitando anche operazioni di diversificazione delle attività produttive, utilizzando strutture e/o docenza e know-how di ENI R&M. In tal senso saranno definiti, tra le parti, dei progetti formativi rivolti ai soggetti menzionati, entro i 50 giorni successivi alla stipula del presente accordo;
- a indicare e supportare le imprese per l’applicazione del Progetto Salute ai loro lavoratori, con modalità da individuare successivamente;
- ad allegare al presente accordo la mappatura delle aree che raffineria di Gela intende mettere a disposizione;
- a contribuire con le Autorità competenti, all'individuazione delle misure necessarie ad assicurare una nuova e più idonea gestione integrata del sistema idrico del territorio.
Confìndustria Caltanissetta, oltre a essere il soggetto promotore della realizzazione, col concorso delle altre Parti, della "lista di disponibilità occupazionale permanente ”, assume l'impegno di:
- assicurare che le imprese assegnatarie di contratti, provenienti da altre realtà produttive, preliminarmente all’avvio dei lavori, comunicheranno alle Segreterie Provinciali del Sindacato di Categoria le proprie necessità in termini di organizzazione, forza lavoro e professionalità necessarie per eseguire i contratti e condivideranno con esse il numero dei lavoratori da assumere e le modalità di assunzione, attingendo in via prioritaria alla “lista di disponibilità occupazionale”, coerenti con le professionalità richieste. Sarà cura della commissione negoziale verificare l’adeguatezza delle professionalità individuate;
- attivare corsi di formazione mirati a giovani diplomati o laureati che intendono realizzare un'attività produttiva compatibile con la nostra realtà, attraverso bandi pubblici di rilevanza regionale e ai quali possono partecipare residenti in provincia o lavoratori impegnati nel diretto e nell'indotto dello stabilimento di Gela, lavoratori inseriti nella lista di disponibilità, nonchè giovani laureati provenienti da altre Province purché presentino un'idea progettuale idonea ad essere sviluppata e compatibile col territorio. Ai soggetti così individuati, in caso di avvio di iniziative produttive, le Parti interessate assumono l’impegno di contribuire a realizzare l’iniziativa e, in tempi brevi, rilasciare le relative autorizzazioni. Le iniziative avranno la disponibilità delle professionalità della Regione, Provincia di Caltanissetta, del Comune di Gela, della raffineria di Gela e del Sindacato Confederale che potranno facilitarne l’avvio. Lo stesso criterio vale in caso di richiesta di contributi straordinari o FAS o altri strumenti di incentivazione;
- realizzare corsi di formazione per percorsi formativi utili alla qualificazione e riqualificazione delle risorse umane ed al rafforzamento delle competenze di giovani diplomati o laureati;
- ricercare i relativi finanziamenti tramite i fondi nazionali di settore o quelli possibili, coinvolgendo sia raffineria di Gela per la disponibilità delle attività corsuali tramite l’utilizzo di professionalità esistenti nel circuito ENI e il know-how necessario per formare giovani imprenditori che intendono realizzare attività produttive nel contesto socio-economico della nostra Provincia, sia coinvolgendo il Sindacato Confederale nella realizzazione delle iniziative, il quale accompagnerà eventuali progetti con proprie esperienze, contribuendo alla loro realizzazione. Il primo bando sarà attivato entro tre mesi dalla stipula del presente protocollo;
- emanare un bando di livello nazionale per rendere di pubblica ragione la disponibilità delle aree messe a disposizione della Raffineria di Gela, con la fornitura delle relative utilities ed altri servizi a prezzi pari al costo industriale di produzione, nonché le somme necessarie rese disponibili dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Sicilia Il bando sarà emanato col supporto della Regione, del Comune di Gela e della Provincia Regionale di Caltanissetta, i quali assumono l’impegno al rilascio delle rispettive autorizzazioni in tempi brevi e compatibili con l’attività che si intende realizzare. Per quanto riguarda la valutazione delle imprese richiedenti le aree disponibili, la decisione viene demandata alla Commissione negoziale di cui infra;
- avviare i tavoli negoziali già esistenti con tutte le categorie sindacali coinvolte, per le verifiche e gli accordi necessari, finalizzati a dare concreta attuazione alle clausole della presente intesa e avviare la contrattazione di secondo livello, oltre a definire ulteriori accordi che seguiranno;
La parte pubblica: Assessorato Regionale Attività Produttive, la Provincia Regionale e il Comune di Gela, si impegnano in stretto raccordo tra loro, a seguire attivamente e monitorare tutte le iniziative presenti sui loro territori ed in particolare ad agevolare e facilitare gli iter autorizzativi per utilizzare risorse provenienti dal POR Sicilia ed in particolare per interventi destinati ad opere infrastrutturali e a far sì che tali opere, che saranno aggiudicate in via prioritaria, dovranno, mediante gare pubbliche, prevedere nei relativi bandi che “ le imprese aggiudicatarie impiegheranno prioritariamente personale proveniente dalla lista di disponibilità occupazionale permanente“ di cui alla superiore premessa e ai successivi articoli, attingendo all’esterno nei casi di assenza delle figure professionali richieste e necessarie.
La Regione Sicilia si impegna:
- ad agevolare la fruizione ed il beneficio degli ammortizzatori sociali per il personale facente parte della lista di disponibilità occupazionale permanente di cui alle premesse, per mansioni inerenti la qualifica professionale posseduta e indicata nella lista d'inserimento, assicurando, inoltre, l’erogazione di attività formativa dedicata all’aggiornamento delle competenze possedute e alla riqualificazione professionale.
- a promuovere presso il Ministero del Lavoro apposito incontro finalizzato all’individuazione di strumenti economici e normativi, ordinari e straordinari (CIG), e altri strumenti normativi che consentano programmi e incentivi. L’incontro con il Ministero del lavoro dovrà servire inoltre ad individuare il percorso normativo per il mantenimento della lista di disponibilità cui all’ art. 4 del presente accordo e la permanenza della forza lavoro al suo interno sino alla ricollocazione .Le parti si impegnano a chiedere una rivisitazione della normativa sull’ amianto, con decreti e deroghe locali, per consentire eventuale esodo della forza lavoro.
- a promuovere presso i Ministeri competenti (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), un "accordo di programma", finalizzato alla bonifica dei siti dimessi, alla valorizzazione e rilancio dell’area industriale di Gela con nuovi insediamenti. Il Governo Regionale destinerà alle iniziative i fondi necessari al cofinaziamento, definendo un iter preferenziale per gli interventi di sostegno allo sviluppo d’impresa. In quest’ambito sarà definito un piano d’azione finalizzato alla salvaguardia e alla valorizzazione delle risorse umane presenti sul territorio. Particolare attenzione potrà inoltre essere dedicata a tutte quelle opere a finalità infrastrutturale, che hanno come obiettivo il miglioramento delle condizioni dei trasporti e della portualità, aumentando il potenziale di fruizione della logistica e dei servizi. La Regione preleverà la somme necessarie per il cofinanziamento dai fondi FAS – accordi di programma regionale – 2007-2013. Inoltre all’interno della Zona Franca per la Legalità, la Regione potrà destinare ulteriori somme per nuove iniziative imprenditoriali nel comprensorio di Gela.
La Provincia Regionale di Caltanissetta si impegna:
- a realizzare, verosimilmente nel corso del biennio, opere pubbliche per un importo complessivo di circa 15 milioni di Euro con conseguenze occupazionali di circa un centinaio di soggetti tra manodopera generica e manodopera specializzata in funzione delle categorie di lavoro, da reclutare dalla lista di disponibilità di cui al successivo art.4.
- ad avviare progetti per un importo di circa 30 milioni di Euro ricadenti sull’area di Gela che potrebbero trovare copertura finanziaria nella rimodulazione del PO FESR 2007/2013 o nella nuova programmazione dei fondi strutturali;
- ad inserire la clausola di cui al protocollo d’intesa nei bandi relativi alle opere pubbliche, fermo restando l’impegno complessivo, nel rispetto dei vincoli sulla finanza pubblica, a privilegiare gli investimenti nell’area di crisi al fine di supportare azioni di sostegno occupazionale.
Il Comune di Gela si impegna:
- a favorire nuovi insediamenti produttivi attraverso percorsi agevolati. E, più in dettaglio, intende incentivare nuova economia per il mantenimento dei livelli occupazionali del territorio, fermo restando quanto sopra specificato.
Pertanto, in relazione a quanto precede, si impegna a mettere in atto le seguenti misure:
1.incentivare occupazione: creazione ufficio coordinamento insediamenti produttivi;
2.semplificazione e snellimento concessioni autorizzative;
3.definizione iter approvazione PUC al fine di garantire l’avvio di nuove attività commerciali;
4.definizione iter approvazione PRG al fine di garantire insediamenti di nuove attività artigianali – industriali;
5.riduzione IMU nuove attività produttive a favore di nuove imprese di giovani disoccupati;
6.riduzione TARSU per nuovi insediamenti produttivi;
7.definizione procedure di convenzioni con banche/istitutivi credito, al fine di favorire l’avvio di nuovi insediamenti con interventi finanziari a carico del Comune di Gela, da valere in conto interessi soc. capitale di “start up” iniziale.
Il Sindacato Confederale, oltre a partecipare attivamente, col concorso delle altre Parti, alla creazione della "lista di disponibilità occupazionale permanente”, si impegna a:
- favorire lo start-up di nuove aziende attraverso la contrattazione aziendale e, nel caso di nuove assunzioni, creerà idonee condizioni per rendere conveniente l'investimento da realizzare, favorendo e facilitando l'attività sul mercato, anche con processi di riqualificazione e formazione delle maestranze da impegnare;
- avviare, di concerto con Confindustria, i tavoli negoziali per le verifiche e gli accordi necessari, finalizzati a dare concreta attuazione alle clausole della presente intesa e avviare la contrattazione di secondo livello, oltre a definire tutti e gli ulteriori accordi che si renderanno necessari.
Tutte le Parti, assumono inoltre l'impegno a:
- costituire un organismo, denominato "Commissione Negoziale", coordinato dal Prefetto e formato da Confindustria, da CGIL CISL UIL, dalla Regione, dalla Provincia Regionale, dal Comune di Gela, dalla Raffineria di Gela, col compito di valutare la regolarità dell'inserimento dei lavoratori nella "lista di disponibilità occupazionale permanente” e l’inserimento dell'obbligo, per le imprese locali o provenienti da altre realtà, per i lavori di appalto nella raffineria di Gela, ciascuno per le attività di propria competenza, di attingere, in via prioritaria, per nuove assunzioni dalla predetta lista, compatibilmente con le professionalità richieste;
- impiegare, in via prioritaria, la forza lavoro inserita nella "lista di disponibilità occupazionale permanente” per ogni eventuale necessità occupazionale, sia sul territorio che all’estero, favorendo, soprattutto per quelle imprese locali con commesse estere, il ricorso alla lista con modalità da definirsi attraverso contrattazione di secondo livello;
- affidare eventualmente, a società terze la riqualificazione del personale facente parte della “lista di disponibilità occupazionale permanente”;
- individuare, ciascuno per la parte di propria competenza, la possibilità di utilizzo fondi nazionali ed europei per investimenti infrastrutturali sul territorio;
- promuovere, tra le aziende dell'indotto, il ricorso a fondi professionali a sostegno dei percorsi formativi utili alla qualificazione e riqualificazione delle risorse umane ed al rafforzamento delle competenze;
- individuare progetti e iniziative industriali innovative, che impegnino l'indotto locale in aggiunta alla committenza della raffineria di Gela;
- attivare un tavolo tecnico permanente in merito al ciclo delle acque con l'obiettivo dell'individuazione delle misure necessarie ad assicurare una nuova e più idonea gestione integrata del sistema idrico del territorio;
- censire, da parte del Comune di Gela, della Provincia Regionale e della Regione Sicilia, le opere infrastrutturali cantierabili sul territorio e di immediata attuazione, nonché eventuali autorizzazioni che possono essere rilasciate col concorso del Comune, della Provincia, della Regione o di Ministeri, per l’attuazione di opere che possono contribuire a sollevare le iniziative del comprensorio.
Art. 4 - (Lista disponibilità occupazionale permanente)
Con il presente accordo, si conviene di istituire uno speciale elenco di lavoratori formato, da coloro che non saranno inseriti nei processi produttivi. Tale elenco viene denominato “lista di disponibilità occupazionale permanente”, ove confluiranno tutti i lavoratori dell’indotto della Raffineria di Gela che non troveranno immediata collocazione all’interno delle aziende di riferimento, nelle more della loro ricollocazione in altra azienda. I criteri, le modalità, i tempi e gli aspetti gestionali, saranno definiti dalle Categorie interessate, assieme a Confindustria entro i 30 giorni successivi alla stipula della presente intesa. Come definito in precedenza, per i lavoratori inseriti nella suddetta lista sarà richiesta la cassa integrazione.
Art. 5 - (Commissione Negoziale - Attività)
Le Parti decidono di comune accordo, di istituire un organismo decisionale, denominato "Commissione Negoziale", coordinata dal sig. Prefetto e formata da Assessorato alle Attività Produttive della Regione Siciliana, Confindustria, Lega cooperative, Sindacato Confederale CGIL- CISL- UIL, Provincia Regionale, Comune di Gela, Raffineria di Gela e UPL.
La Commissione Negoziale, si riunirà nella sede della Prefettura di Caltanissetta, almeno ogni due mesi, oltre che per i compiti in precedenza indicati, per monitorare l'attuazione del presente protocollo d'intesa e delle altre iniziative che si renderanno necessarie nel corso della vigenza del presente accordo, per verificare le procedure, gli accordi sottoscritti dalle Categorie interessate con le aziende firmatarie di contratto o vincitrici d’appalto.
Alla Commissione viene inoltre assegnato il compito di selezionare le iniziative imprenditoriali che faranno richiesta di utilizzo delle aree di cui all’allegato prospetto, messe a disposizione da raffineria di Gela con le modalità indicate nella presente intesa.
La lista di disponibilità di cui al precedente art. 4 sarà consegnata alla Commissione Negoziale, la quale provvederà alla gestione di merito e agli eventuali rapporti lavorativi che matureranno nel corso della gestione, anche per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali necessari alla gestione dell’organismo. Tali attività saranno svolte dall’UPL in attuazione del presente accordo e nel rispetto della normativa vigente.
La Commissione negoziale avrà il compito di gestire la “lista di disponibilità occupazionale permanente” nel rispetto dei criteri, modalità e tempi come stabiliti ai sensi dell’ultima parte dell’art. precedente.
Art. 6 - (Durata)
La presente intesa ha durata fino al raggiungimento dell'obiettivo primario delle Parti qui convenuto e rappresentato per la gestione delle tematiche esposte previste nel quadriennio 2012/2015.
Le parti si aggiornano definendo di dare attuazione al presente Protocollo d’intesa attraverso la sottoscrizione di singole intese con Soggetti pubblici e/o privati che su questo territorio svilupperanno significative iniziative di opere infrastrutturali. Il venir meno degli impegni assunti dalle parti all’ interno del presente protocollo, libera i contraenti dall’obblighi assunti.
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Commento del sottoscritto a margine del post su FB, condiviso da Movimento Ambientalista Bat che ringrazio

Un solo commento, a caratteri cubitali: AMEN, AMEN, AMEN... e così sia !!! E Gela è sistemata... Per lei, e per tutto quello che c'è intorno, è giunta l'ora del DE PROFUNDIS... ILVA docet !!! E sotto a chi tocca...
Per quanto riguarda poi la tutela ambientale del territorio e della salute dei cittadini del comprensorio di Gela, all'art.3 del corposo documento del Protocollo d'intesa, sono riportate nero su bianco le seguenti 4 righe che "impegnano" la Raffineria di Gela dell'ENI:
"... a proseguire nel percorso di attuazione di azioni che mirano a coniugare realtà industriale e sostenibilità ambientale, come peraltro auspicato dalle comunità locali, attente a iniziative industriali sempre più eco-compatibili, minimizzando ulteriormente l’impatto delle proprie attività sul patrimonio ambientale del territorio e perseguendo sempre obiettivi di miglioramento dei livelli di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini del territorio."
Questa la mia domanda: "Ma si può proseguire qualcosa che non si sa bene se e quando si sia davvero iniziato, o, ancora peggio, che si è realizzato finora con il risultato di peggiorare sempre più le condizioni ambientali del territorio in cui si sta operando ?"
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Riconoscono che "le proprie attività hanno un impatto sul patrimonio ambientale del territorio", tanto da dover attuare azioni che mirano a minimizzare ulteriormente tale impatto.
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Post di Guido Picchetti

‎@ Movimento Ambientista Bat... Troppo buono.
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Dalla mia Bacheca su FB del 28/07/12

Un atto della Regione Sicilia per la tutela del mare siciliano
di Movimento Ambientalista Bat (a margine della condivisione di un articolo su FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/351945804876091


Un atto di indirizzo alla Giunta della Regione Sicilia per chiedere al Governo nazionale “il blocco temporaneo e immediato di tutte le autorizzazioni per progetti di ricerca e perforazione off-shore, comprese quelle la cui istruttoria risulta ad oggi in itinere, in attesa di una celere e puntuale regolamentazione della materia”. A seguire l'articolo in questione, ndr.

Un odg per dire no alle trivelle nel mare siciliano
da Tele Occidente » Blog Archive » Regione

http://www.teleoccidente.it/wp/archives/29181

    28 LUGLIO 2012. - Un ordine del giorno per dire no alle trivelle nel mare siciliano. L’atto di indirizzo è stato presentato in Giunta dall’assessore regionale per le Risorse agricole ed alimentari, Francesco Aiello, ed è stato condiviso dal collega al Territorio e Ambiente, Alessandro Aricò.
   Il documento impegna la Giunta a chiedere al Governo nazionale “il blocco temporaneo e immediato di tutte le autorizzazioni per progetti di ricerca e perforazione off-shore, comprese quelle la cui istruttoria risulta ad oggi in itinere, in attesa di una celere e puntuale regolamentazione della materia”.
   Nella nota, inoltre, Aiello sollecita "la rapida istituzione anche nel Canale di Sicilia di una Zona di Protezione Ecologica, così come nel Mar Ligure e nel Mar Tirreno, che permetta di applicare a questa importante area marina, le norme dell'ordinamento italiano e del Diritto dell'Unione Europea in materia di protezione degli ecosistemi marini, comprese quelle relative ai Siti di Interesse Comunitario".
(NB. L'ultima frase è ripresa da un post su Fb di di Anna Scordio, ndr)

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Perdonatemi, ma non sono affatto ottimista... E mi chiedo quanto ci sia in tutto questo proliferare di firme, interrogazioni e ordini del giorno in difesa del mare siciliano (da parte di politici ai vari livelli) di veramente sincero e sentito, e quanto invece indotto unicamente da interessi elettorali... Tanto più che poi quei politici sono gli stessi di prima, che neppure sanno (o fingono di non sapere) qual'è la reale situazione, pur avendoci, in molti casi proprio loro trascinati in essa ad insaputa di tutti...
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Improvvisamente politici, politicanti e figure istituzionali sono diventati "paladini dell'ambiente", non solo riferito alla Regione Sicilia, ma anche qui in Puglia. E poi vanno a braccetto con Clini e Passera che di "Ambiente" finora hanno tutelato ben poco!
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La Provincia aderisce all’appello contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia
scritto da Redazione di Agrigento Web
http://agrigentoweb.it/?p=112171
 

    27 lug 2012. - Anche la Provincia Regionale di Agrigento aderisce alla campagna promossa da Greenpeace contro la richiesta di trivellazione del mare antistante il territorio della nostra provincia, fatta da diverse società petrolifere.
“Siano fortemente contrari alla possibilità di trasformare una ricchezza unica come il nostro mare, piena di biodiversità e di bellezze naturali, dichiara il Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, fondamentale per la nostra vita, in un luogo dove vengano istallate piattaforme di trivellazione per ricercare il petrolio. Potremmo avere un danno irreparabile per tutto l’ambiente e per la popolazione della nostra provincia. Per questi motivi la Provincia aderisce alla campagna di Greepeace chiedendo al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini di non concedere alcuna autorizzazione alle società petrolifere. La nostra provincia non può prescindere dal suo mare in termini di risorsa naturale e di qualità della vita. Rischiamo inoltre di compromette il futuro del nostro turismo e delle generazioni future.”
    L’Assessore all’Ambiente Francesco Christian Schembri condivide le preoccupazioni espresse dal Presidente D’Orsi. “Siamo sensibili alla salvaguardia del nostro mare e siamo consapevoli che una corsa alla trivellazione del nostro mare, come già avvenuto in altri luoghi del pianeta, potrebbe causare danni ambientali irreparabili, mettendo a rischio la fauna e la flora marina del mediterraneo. Aderiamo quindi con convinzione all’appello di Greenpeace e ci batteremo affinché il Canale di Sicilia venga preservato da ricerche potenzialmente molto dannose".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ringrazio Movimento Ambientalista Bat per aver condiviso l'articolo sul mio diario su FB. Anche per questo post vale il commento del sottoscritto al post precedente, che qui, per ribadire il concetto, integralmente riporto: - Purtroppo le trivelle petrolifere sui fondali dello Stretto di Sicilia sono già in azione da tempo. In acque tunisine, libiche, ma anche italiane, come ad esempio la VEGA della Edison di cui ho scritto nei giorni scorsi, operativa a 22 km dalla costa ragusana, con ben 15 pozzi in produzione. Non si sa ancora bene se ci siano trivelle in azione in acque maltesi, ma concessioni off-shore, anche in queste ultime, sono già da tempo previste, in barba ai trattati internazionali pur esistenti per la tutela dello Stretto di Sicilia. Senza parlare poi dei rischi derivanti dall'incredibile numero di petroliere in transito nel Canale, petroliere che proprio a sud dell'isola di Malta, poco al largo delle sue coste meridionali, fanno abitualmente scalo, forse per motivi tecnici... Ma la cosa più brutta e scoraggiante è che sembra proprio che in tanti (che pure sanno o dovrebbero "sapere") facciano finta di niente, come se non esistesse ancora nessun pericolo di incidenti, e le trivelle nel Canale di Sicilia fossero ancora al di là da venire. Probabilmente (scarsa informazione a parte...) ciò avviene principalmente per non pregiudicare quanto, in aggiunta a quanto già c'è, sta per arrivare "prossimamente su questo schermo..."
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A Movimento Ambientalista Bat e Alfonso Nigro piace questo elemento.

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Un arcobaleno in fondo al mare
di Giorgia Monti
http://www.greenpeace.org/italy/tappa10/


Il 14 luglio la nave Astrea parte dal porto di Mazara del Vallo. Sono le 10 del mattino. A bordo, insieme a noi, i ricercatori dell’Ispra e un equipaggio esperto. L’obiettivo della nostra spedizione scientifica è documentare la biodiversità dei banchi d’alto mare del Canale di Sicilia per tutelarlo dalla minaccia delle perforazioni off-shore.
Sono elettrizzata. Chissà che cosa troveremo in fondo a quel mare blu cobalto. Le onde fanno ballare la nostra imbarcazione, ma non c’è mal di mare che tenga di fronte alle meraviglie che scopriremo grazie al ROV, il veicolo filoguidato dotato di telecamera che scenderà a 160 metri di profondità per esplorare il Banco di Graham e il Banco Avventura.
Praterie sconfinate di gorgonie rosse e bianche, foreste di laminarie, anfratti rocciosi che racchiudono i colori sgargianti di spugne incrostanti e anemoni, mentre tra una cavità e l’altra fanno capolino aragoste e pesci San Pietro. Che meraviglia!
La documentazione scientifica raccolta in questa spedizione servirà a proteggere il nostro Mediterraneo. C’è un arcobaleno in fondo al mare del Canale di Sicilia, un mondo unico che dobbiamo difendere dalla minaccia nera del petrolio. Non possiamo permettere che questi fondali vengano distrutti dall’avidità di compagnie come Shell ed Eni che qui vorrebbero piazzare delle gigantesche trivelle. L’oro blu è troppo prezioso.

Un arcobaleno in fondo al mare
video pubblicato in data 27/lug/2012 da GreenpeaceItaly
Greenpeace e i ricercatori dell'Ispra sulla nave Astrea documentano la biodiversità dei banchi d'alto mare del Canale di Sicilia, utilizzando il ROV, il veicolo filoguidato dotato di telecamera che scende fino a 160 metri di profondità. C'è un arcobaleno in fondo al mare del Canale! Proteggiamolo su www.NoTrivelleTour.org

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Purtroppo le trivelle petrolifere sui fondali dello Stretto di Sicilia sono già in azione da tempo. In acque tunisine, libiche, ma anche italiane, come ad esempio la VEGA della Edison di cui ho scritto nei giorni scorsi, operativa a 22 km dalla costa ragusana con ben 15 pozzi in produzione. Non si sa ancora bene se ci siano trivelle in azione in acque maltesi, ma concessioni off-shore, anche in queste ultime acque, sono già da tempo previste, in barba ai trattati internazionali pur esistenti per la tutela dello Stretto di Sicilia. Senza parlare poi dei rischi derivanti dall'incredibile numero di petroliere in transito nel Canale: petroliere che proprio a sud dell'isola di Malta, poco al largo delle sue coste meridionali, fanno abitualmente scalo forse per motivi tecnici... Ma la cosa più brutta e scoraggiante è che sembra proprio che in tanti (che pure sanno o dovrebbero "sapere"...) facciano finta di ignorare tutto questo, come se non esistesse ancora nessun pericolo di incidenti, e le trivelle nel Canale di Sicilia fossero ancora al di là da venire. Probabilmente (scarsa informazione a parte...) ciò avviene principalmente per non pregiudicare quanto, in aggiunta a quanto già c'è, sta per arrivare "prossimamente su questo schermo..."
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Dalla mia Bacheca su FB del 27/07/12

Impianto Forest Oil a Bomba. Il Tar sospende parere comitato VIA
da Abruzzo Web
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/impianto-forest-oil-a-bomba-il-tar-sospende-parere-comitato-via/486234-4/

    27 Luglio 2012. PESCARA - Il Tribunale regionale di Pescara, con un'ordinanza di ieri ha sospeso il parere negativo del Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo sul progetto della Forest Oil a Bomba imponendo un nuovo passaggio al Comitato stesso.
    Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo: "E' ormai evidente a tutti che l'Abruzzo sta pagando il cattivo funzionamento del Comitato Valutazione di Impatto Ambientale che il Wwf denuncia da anni. Recentemente un nostro delegato è stato sentito in Consiglio regionale sul funzionamento del V.I.A. ed aveva illustrato ai consiglieri proprio le problematiche connesse alla valutazione del comitato sulla Forest. Pareri di poche righe decisi in sedute fiume con decine di progetti da esaminare sono, infatti, più vulnerabili ai ricorsi, in un senso o nell'altro. L'Abruzzo non se lo può più permettere".
    "Su Bomba - dice Di Tizio - un'intera comunità con decine di sindaci, l'amministrazione provinciale e migliaia di cittadini si era schierata per difendere il proprio futuro fornendo al comitato V.I.A. approfondimenti tecnici adeguati per bocciare il progetto.
Emerge chiaramente la necessità di mantenere e potenziare ulteriormente le nuove norme sul Comitato V.I.A. che prevedono, tra l'altro, istruttorie tecniche realizzate da personale adeguatamente preparato per esaminare progetti così complessi"
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    "Contro queste norme sacrosante - prosegue il presidente del Wwf - è stata inopinatamente montata una campagna politica da esponenti della maggioranza in consiglio regionale con contenuti che segnalano un'arretratezza culturale preoccupante sui temi della corretta gestione delle procedure ambientali e della partecipazione dei cittadini alle scelte. Ricordiamo - prosegue Di Tizio - che la direttiva comunitaria sulla Valutazione di Impatto Ambientale è del 1985 e che la Convenzione di Aarhus sulla partecipazione è stata varata nel 1998 e ratificata dall'Italia nel 2001".
    "A decenni di distanza l'Abruzzo si scopre non adeguatamente attrezzato per far fronte alle sfide che pone la tutela dell'ambiente e della qualità della vita. Sono stupito dall'atteggiamento del presidente Chiodi che appare refrattario ad affrontare questa sfida organizzando adeguatamente il funzionamento del Comitato grazie alle nuove norme la cui validità è purtroppo sospesa".
    "Per quanto riguarda Bomba il comitato dovrà tornare a riunirsi per valutare il progetto. Ci aspettiamo non solo il rinnovo della bocciatura dell'intervento, ma la redazione di un parere solido con decine di pagine di motivazioni per evitare di esporsi a ricorsi amministrativi nel merito. Ci auguriamo che questa volta il Comitato dedichi un'intera seduta all'esame di questo unico progetto".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E, sempre sulla vicenda di Bomba e del Tar dell'Abruzzo che "respinge" quanto la commissione di VIA dell'Abruzzo aveva già "respinto", questa è la voce on line di "Abruzzo Web" con alcune testimonianze di personaggi coinvolti più o meno nella vicenda... Certo è che tra respingimenti vari fanno tutti una bella figura... E che qualcuno o più d'uno, mirando all'immediato tornaconto invece che al futuro benessere, faccia il doppio e triplo gioco è più che probabile... Povera Italia...
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Total e Shell ripartono all'attacco del territorio e delle comunità della Basilicata
di Movimento Ambientalista Bat (a margine di un articolo condiviso su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=263991230381677&set=p.263991230381677&type=1


Depredare è il loro motto, all'insegna di una non credibile affermazione: sottolineando l'impegno della società "a perseguire una collaborazione concreta e duratura con la Regione Basilicata e le comunità locali, adottando i principi della Trasparenza, del Rispetto delle comunità e dello Sviluppo Sostenibile". Il rilancio della produzione nazionale di idrocarburi prende il via dalla Basilicata e dal giacimento di Tempa Rossa nella valle del Sauro che dall'inizio del 2016 produrrà 50mila barili di petrolio al giorno. La Total e la Shell, contitolari della concessione Gorgoglione (rispettivamente per il 75% e per il 25%), ottenute le ultime autorizzazioni a livello regionale e nazionale, hanno preso la decisione finale per lo sviluppo del giacimento lucano. I lavori per la preparazione del sito potranno partire a settembre. (A seguire l'articolo in questione segnalato da Movimento Ambientalista, ndr).

Investimento Total-Shell per il petrolio in Basilicata
di Luigia Ierace
http://www.ilsole24ore.com/...totalshell-petrolio-basilicata-064500.shtml?uuid=AbVogUEG

POTENZA. - Si riparte. Il rilancio della produzione nazionale di idrocarburi prende il via dalla Basilicata e dal giacimento di Tempa Rossa nella valle del Sauro che dall'inizio del 2016 produrrà 50mila barili di petrolio al giorno. La Total e la Shell, contitolari della concessione Gorgoglione (rispettivamente per il 75% e per il 25%), ottenute le ultime autorizzazioni a livello regionale e nazionale, hanno preso la decisione finale per lo sviluppo del giacimento lucano per un investimento, approvato dal Cipe nel maggio scorso, di 1,6 miliardi di euro.
Il progetto prevede la costruzione di un centro di produzione e trattamento d'idrocarburi, un centro di stoccaggio Gpl e il collegamento all'oleodotto "Val d'Agri - Taranto" che trasporterà il greggio fino alla raffineria di Taranto, da dove sarà caricato su navi. A tal fine verranno anche aumentate le capacità di trasporto dell'oleodotto, degli stoccaggi e del terminal marittimo della raffineria. A regime, il giacimento produrrà anche 230mila mc/giorno di gas naturale e 240 tonnellate/g di Gpl che si aggiungeranno ai 104 mila barili al giorno prodotti a regime dall'Eni in Val d'Agri (85mila attuali).
Il giacimento Tempa Rossa è situato nell'Appennino meridionale, in un'area tra i 600 e i mille metri di altitudine e a una profondità di più di 4mila metri. Il greggio sarà prodotto tramite 8 pozzi di cui 6 già perforati. «In un momento in cui stiamo sviluppando la nuova strategia energetica nazionale che verrà presentata dopo l'estate, è questo un passaggio importante perché permette di vedere concretamente l'aumento della produzione nazionale. Un primo passo che si aggiunge - ha detto il direttore generale per le risorse minerarie ed energetiche del dipartimento per l'energia del ministero dello Sviluppo, Franco Terlizzese - alla prossima conversione del cosiddetto Decreto crescita nel quale abbiamo messo a punto una serie di provvedimenti che andranno ad ottimizzare la produzione nazionale con lo sviluppo anche di nuovi giacimenti».
Dopo una lunga serie di vicissitudini, anche giudiziarie, possono partire i lavori nel giacimento scoperto nel 1989. Soddisfatti gli operatori. «È un giorno importante per Total e, riteniamo, per il Paese» ha dichiarato Thierry Normand, amministratore delegato di Total E&P Italia Spa, sottolineando l'impegno della società «a perseguire una collaborazione concreta e duratura con la Regione Basilicata e le comunità locali, adottando i principi della trasparenza, del rispetto delle comunità e dello sviluppo sostenibile». «L'Italia - ha aggiunto Marco Brun, Country Manager per Shell in Italia e Ad di Shell Italia E&P Spa - è un paese importante per Shell, così come lo è la Regione Basilicata. Il nostro Paese gode di considerevoli opportunità nell'oil&gas che, se ben sviluppate, potrebbero giocare un ruolo strategico riducendo la dipendenza dalle importazioni e contribuendo allo sviluppo economico nazionale e locale». I lavori per la preparazione del sito potranno partire a settembre.

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E stavolta non si tratta di un articolo datato, ma, come conferma la cronologia sulla stessa pagina web de "IL SOLE 24 ORE", di un articolo appena pubblicato. Parole testuali in testata di pagina web: "Storia dell'articolo: Questo articolo è stato pubblicato oggi 27 luglio 2012 alle ore 06:45". Rilevo che il titolo dell'articolo in questione è proprio uno di quelli che, in un mio post di stamani su FB avevo appunto preannunciato tra quelli "pro trivelle" che "vedremo prossimamente su questo schermo", per effetto del famigerato "decreto sviluppo"... Purtroppo vedo di aver avuto ragione. E il mio timore che sia solo il primo di una lunga serie...
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Post di Movimento Ambientalista Bat

E' un timore pienamente fondato quello che "sia solo il primo di una lunga serie", PURTROPPO! Basti osservare anche Il TAR di Pescara che ha accolto oggi la richiesta di sospensiva del parere con cui il comitato VIA ha boccato la Forest di Bomba, così come riportato nel blog di Maria Rita D'Orsogna. Quello che più mi è piaciuto nella lunga esposizione di Maria Rita D'' esprimersi, è la seguente dichiarazione: "Rosaria Arancio, Daniele Rosato, Giannalberto Mazzei, Marina D'Orsogna, vergognatevi, mangiare pane a tradimento" !!!
Leggi "No all'Italia petrolizzata: Bomba torna indietro - la storia infinita" (integralmente riportato anche su questa pagina web nell'Eco di Stampa successivo, ndr).
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Bomba torna indietro - la storia infinita
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/07/bomba-torna-indietro-la-storia-infinita.html


HURSDAY, JULY 26, 2012. Michele Eliantonio, Dino Nazzaro, Alberto Tramaglini, Rosaria Arancio, Daniele Rosato, Giannalberto Mazzei, Marina D'Orsogna, vergognatevi. L'aria è anche la vostra, la terra è anche la vostra, i figli sono anche i vostri. La "parte interessata" siamo noi, non la Forest Oil. Vergognatevi.
    Da Augusto de Sanctis: Il TAR di Pescara ha accolto oggi la richiesta di sospensiva del parere con cui il comitato VIA ha boccato la Forest di Bomba. Quindi, la bocciatura degli scorsi mesi non conta niente, e occorre rifare tutto daccapo. Come fa notare Enzo di Salvatore, il TAR dice che:

"... considerati i motivi di parte ricorrente, specie per gli aspetti tecnici collaborativi e/o oppositivi posti in procedendo, si pone come necessario un riesame da parte dell’Amministrazione, da svolgersi in contraddittorio con la parte interessata".

    Cioè devono essere sentiti pure Mazzenga e compari come "contradditorio". La follia pura!!! E magari il tutto avverrà a porte chiuse così possono fare i propri "interessi" comodamente. E noi dove siamo? Noi persone normali non contiamo niente? Noi non siamo parte "interessata"? Non è quello forse il nostro territorio? E il 21 sindaci? E la Chiesa? E la provincia di Chieti? E la Confcommercio? Che gentaglia. Che gentaglia...
    Chissà quanti intrallazzi dietro, quante pressioni, quanti giochini. Chissà cosa c'è dietro - anche se me l'immagino, ed è colorato di verde. Veramente non lo capisco perchè' in Abruzzo - in Italia dovrei dire - le cose non possono mai essere lineari e semplici e chi perde non può accettare la sconfitta, e chi decide non possa farlo in modo onesto, e chi si vuole arricchire non possa farlo seguendo i canoni dell'etica e del buonsenso.
    No significa no, si significa si. Qui invece giochini, riesami, eccezioni, pareri, interessi. Il tutto per imbrogliare la gente. E così facendo si spreca tempo e si paralizza tutto. Ma non lo vedono cosa succede a Taranto oggi? Non lo capiscono che petrolizzare Bomba - o qualsiasi altra località - significa che chi verrà dopo di noi, fra 20 o 30 anni si troverà di fronte un altra ILVA, che sputa veleni e che distrugge tutto il tessuto sociale, lasciando dietro di se una comunità non solo inquinata, ma senza speranza, senza libertà, senza democrazia, in cui vige il ricatto "o muori di fame o di cancro".
    Gela, Sannazzaro, Sarroch, Taranto, Viggiano, Augusta, Falconara, possibile che questi non capiscano che il parallelo è lampante, e chiaro come il cielo di luglio? Che dire? Ci sarà un altro giro, un altra corsa, torneremo a rompere le scatole a Gianni Chiodi, a Giorgio Mazzenga e ad Antonio Sorgi. Intanto si vergognino tutti quelli coinvolti in questa storia: gli avvocati che a pagamento hanno deciso di difendere qualcosa di moralmente abominevole: Rosaria Arancio, Daniele Rosato, Giannalberto Mazzei, Marina D'Orsogna, vergognatevi, mangiare pane a tradimento. Marina D'Orsogna non la conosco e non mi è parente, ma se lo fosse le toglierei il saluto sine die. Che squallore...
   E qui a seguire l'Ordinanza del Tar (dalla stessa pagina web sul Blog di Maria Rita D'Orsogna, ndr):

N. 00151/2012 REG.PROV.CAU - N. 00262/2012 REG.RIC. - REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo, sezione staccata di Pescara (Sezione Prima), ha pronunciato la presente ORDINANZA:
- sul ricorso numero di registro generale 262 del 2012, proposto da: FOREST Cmi Spa, rappresentato e difeso dagli avv. Rosaria Arancio, Daniele Rosato, Giannalberto Mazzei, con domicilio eletto presso Marina D'Orsogna in Pescara, via Catania 12;
- contro Regione ABRUZZO, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale, domiciliata in L'Aquila;
Direzione Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Valutazioni Ambientali, Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale Ccr-Via;
- nei confronti di WWF Abruzzo, rappresentato e difeso dall'avv. Herbert Simone, con domicilio eletto presso Gianni Piscione in Pescara, via Parco Nazionale D'Abruzzo n.5; Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dello Sviluppo Economico;
- per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del giudizio n. 1929 del 10 aprile 2012 con cui il comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale ha espresso parere non favorevole sull'istanza presentata dalla ricorrente società Forest Oil per la concessione di coltivazione di idrocarburi finalizzata alla realizzazione del proprio progetto denominato "Monte Pallano" che prevede la perforazione e messa in produzione di ulteriori tre pozzi, realizzazione nel territorio del comune di bomba di una centrale di raccolta e trattamento gas estratto e la costruzione di un metanodotto di allacciamento alla rete Snam;
- di ogni altro atto precedente e consequenziale, ivi compreso la d.g.r. 22 marzo 2002 n. 119 di approvazione dei criteri ed indirizzi in materia di procedure ambientali; nonchè per il risarcimento dei danni subiti dalla società ricorrente.
- Visti il ricorso e i relativi allegati;
- Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Abruzzo e di Wwf Abruzzo;
- Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
- Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
- Visti gli atti della causa;
- Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 luglio 2012 il cons. Dino Nazzaro e uditi per le parti i difensori presenti: l'avvocato Giannalberto Mazzei per la parte ricorrente e l'avvocato Generoso Di Leo dell'Avvocatura distrettuale dello Stato per la Regione;
- valutata la competenza territoriale di questo Tribunale, in relazione alla zona di Bomba interessata dagli effetti diretti dell'atto impugnato; considerati i motivi di parte ricorrente, specie per gli aspetti tecnici collaborativi e/o oppositivi posti in procedendo si pone come necessario un riesame da parte dell'Amministrazione, da svolgersi in contraddittorio con la parte interessata,
- P.Q.M.
- Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima), ACCOGLIE l'istanza cautelare nei termini precisati, Compensa allo stato le spese della presente fase cautelare.
- La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
- Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 26 luglio 2012 con l'intervento dei magistrati: Michele Eliantonio, Presidente FF; Dino Nazzaro, Consigliere, Estensore;
Alberto Tramaglini, Consigliere.
- F.to L'ESTENSORE, IL PRESIDENTE, DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 26/07/2012. IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.).

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Sicilia "ballerina". Scosse sismiche stanotte tra Tindari e Milazzo
di Guido Picchetti (a margine di un'immagine su FB dall'EMSC)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3983584982376&l=0426f39687

Quattro scosse sismiche sono state registrate in nottata sul litorale settentrionale della Sicilia in località Torre Forte tra Tindari e Milazzo. La prima alle 03:05 di mag. 2,5. La seconda alle 03:54 di mag 2,0. La terza alle ore 4:43 di mag 3,4, la più forte della serie. L'ultima alle 5:53, mag 2.0. Piuttosto limitata la profondità delle quattro scosse, tra i 10 e i 13 km.
Nella mappa allegata dell'EMSC (European Mediterranean Sismologic Center) l'area interessata e la localizzazione del sisma, con i dati relativi alla scossa più forte della sequenza sismica in atto...

1) - Grandezza ML 2,5 - Regione SICILIA, ITALIA
Date tempo 2012/07/27 03:05:59.0
Posizione 38,13 N, 15,15 E - Profondità 11 km
2) - Grandezza ML 2,0 - Regione SICILIA, ITALIA
Date tempo 2012/07/27 03:54:20.0
Posizione 38,11 N, 15,15 E - Profondità 13 km
3) - Grandezza ML 3,4 - Regione SICILIA, ITALIA
Date tempo 2012/07/27 04:43:47
Posizione 38,13 N, 15,15 E - Profondità 10 km
4) - Grandezza ML 2,0 - Regione SICILIA, ITALIA
Date tempo 2012/07/27 05:53:29.0
Posizione 38,13 N, 15,15 E - Profondità 11 km

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Post del sottoscritto a seguire su FB delle ore 13:39

... e poco fa, alle 11:38, ancora un'altra scossa nella stessa zona, la quinta della serie, di mag 2.9, epicentro un km a NE delle precedenti, in località Terme, e ipocentro a 11 km di profondità:
         5) Grandezza ML 2,9 Regione SICILIA, ITALIA
         Date tempo 2012/07/27 11:38:29.0
         Posizione 38,14 N, 15,16 E - Profondità 11 km
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La "disinformazione dei ragusani"
di Guido Picchetti (commento a margine di un post di Movimento Ambientalista Bat su FB )
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/407310659327111


Un articolo di Ragusa News del Gennaio dello scorso anno, che, alla luce del post di stamani di Movimento Ambentalista Bat sul "pesante sonno" della Regione Sicilia (a proposito del "silenzio assenso" alla realizzazione del pozzo petrolifero "Eureka Est" in Val di Noto), ci dà molte indicazioni utili sulla vicenda, con tanto di nomi e cognomi di personaggi e società (ENI compresa) coinvolti a vario titolo nella vicenda, e altri particolari interessanti, per arrivare alla fine ad un risultato decisamente utile per le società del settore, ma certo non per i cittadini della regione interessata... Che sia il primo (ante litteram...) degli effetti "pro trivelle" del "decreto sviluppo" che vedremo prossimamente su questo schermo ?
Questo l'articolo in questione, e poi a seguire il post odierno condiviso sul mio diario su FB da Movimento Ambientalista BAT...

Le trivellazioni a Ragusa finiscono su Wikileaks. La "disinformazione dei ragusani"
http://www.ragusanews.com/articolo/19348/le-trivellazioni-a-ragusa-finiscono-su-wikileaks

13/01/2011. Ragusa - La classe politica siciliana e ragusana fa disinformazione sul tema trivellazioni petrolifere. A sostenerlo non è un ambientalista o un esponente del Comitato No Triv, né uno dei sostenitori del fronte del sì, ma addirittura il console generale Usa J. Patrick Trohn, datato giugno 2009 e pubblicato da Wikileaks.
Il diplomatico lamenta la "disinformazione" posta in essere da alcuni politici siciliani che "ha bloccato senza seri motivi" le trivellazioni della texana "Panther Eureka Gas" a Ragusa, e del sistema di comunicazione satellitare della Marina Usa nei pressi di Niscemi. Stando alle sensazioni del console, riportate da Wikileaks, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo "ha poco tempo per i funzionari stranieri", e come presidente della Provincia di Catania ha concesso "solo una telefonata di 5 minuti" al console generale Usa a Napoli, mentre da presidente ha rifiutato di "ricevere sia l'ambasciatore Ronald Spogli che il personale diplomatico di Palermo".
Seccata la replica del Governatore siciliano: "Le pur rispettabili analisi contenute nei cablogrammi pubblicati da Wikileaks sono oggettivamente datate e si mostrano superate dai fatti. Sono certo che oggi la diplomazia statunitense scriverebbe cose diverse".
A Ragusa da anni si aggira lo spettro di un “colosso industriale” armato di tubi, tralicci e trivelle pronto a succhiare gas dalle nostre campagne. Un "colosso petrolifero" sbucato dal nulla e che fa paura ad amministratori grandi e piccini, a governatori e governati.
Stiamo parlando della Panther Eureka la società che avrebbe dovuto prendere attività nell’estrazione e produzione di petrolio e gas in Sicilia. Ma da qui a definire “colosso” la piccolissima azienda a responsabilità infinitamente limitata, messa su in quattro e quattr’otto da Massimo Melli, che in Sicilia e in Italia ha una (una!) sola concessione di esplorazione petrolifera ce ne vuole.
Quello che le agenzie di stampa non hanno mai battuto è stato proprio questo: la Panther Eureka -figlia della già modesta azienda Texana “Panther Resources Corporation”, i cui soci amministratori hanno sì esperienza nel campo dell’esplorazione e produzione, ma che di fatto gestiscono solo un (uno) pozzo di oil&gas a Houston!- è solo una “piccolissima impresa” che è riuscita a presentare un progetto di sfruttamento risorse minerarie nel 2004, presso l’assessorato all’industria della regione siciliana, ottenendo il via libera alle esplorazioni, alle perforazioni e alle produzioni di petrolio e gas nella Val di Noto. Panther Oil non sarà un “colosso petrolifero”, è vero, ma per abilità di gestione amministrativa e scaltrezza giuridica non è stata e non è seconda a nessuno. E gli amministrati di Vittoria ne sanno qualcosa.
A Massimiliano Melli, consigliere delegato della Panther, va il merito di aver recuperato dal mercato dei finanziamenti privati qualcosa come 40 milioni di euro per sostenere il progetto Eureka. O forse sarebbe più corretto scrivere che i finanzieri italiani hanno trovato in Panther Oil Sicilia un ottimo asset dove allocare il loro capitale.
Ma lo scenario amministrativo di oggi non è quello del 2004. Le regole in Provincia di Ragusa sono mutate. E i compagni d’affari di Panther oil, quelli che hanno messo mano al portafogli per sponsorizzare i “texani” nella corsa all’oro nero degli iblei, se ne sono resi conto.
L’adozione del Piano Paesistico del 10 Agosto ultimo scorso e la procreazione lenta e assistita del Parco degli Iblei, mettono seriamente a rischio il ritorno sugli investimenti (ROI, return on investment) che il progetto Panther Eureka avrebbe dovuto sortire per i finanziatori privati.
Dunque non è detto che la disponibilità iniziale di 40 milioni di euro sia ancora nelle possibilità d’impiego per la piccola impresa del riminese Melli, che potrebbe anche rinunciare al programma di esplorazione e produzione, portando in cassa - senza aver perforato nemmeno un centimetro delle nostre campagne- decine di milioni di euro che i cittadini di Vittoria s’impegnerebbero a versare per risarcimento danni alla Panther. Per la gioia degli azionisti texani (che detengono il 45% del capitale) e dei finanzieri italiani e stranieri (si fa per dire) che controllano di fatto la società.
A partire dall' ex presidente di Eni, Guglielmo Moscato, azionista e consigliere della Panther (col 12,14% nel 2008), dell’amministratore con delega Melli (con l' 11,20% nel 2008) e di una variegata pattuglia di scatole lussemburghesi che operano nel campo dell’energia e del petrolio, da cui emerge la figura di un dirigente dell'Eni, già responsabile della divisione di ricerca e sviluppo, Salvatore Floridia, e finanziarie anonime registrate alle isole Mauritius. Chiude la partita societaria di Panther Sicilia una holding francese, la EM et Prom che è solita tenere affari con Eni e che detiene il 30% della società “texana”.
Saranno loro a beneficiare, eventualmente, del maxi risarcimento danni a valle della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa che nei giorni scorsi ha annullato il ricorso vinto in primo grado dall'amministrazione comunale di Vittoria, per bloccare l'attività di ricerca della società texana in contrada Serra Grande.

Legislazione - Attività di ricerca idrocarburi e V.I.A. anno 2007
post su FB di Movimento Ambientalista Bat del 26/07/12
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/388922217830285

La Regione SICILIA "dorme" e a causa del suo "silenzio assenso" (non essendosi pronunciata entro i previsti 60 giorni) e la Società Panther Eureka con sede in Ragusa realizza il pozzo di esplorazione Eureka est.
Vedi su "Lex Ambiente It" - Rivista giuridica online creata e curata da Luca RAMACCI. Ambiente in genere. Attività di ricerca idorcarburi e V.i.a.

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Post di Guido Picchetti
@ Movimento Ambientalista Bat. Grazie della segnalazione... Non posso dire certo che mi piace...
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Post di Movimento Ambientalista Bat
Certe situazioni "anomale" non piacciono a nessuno, in special modo quando i garanti del nostro territorio, del nostro ambiente e della nostra salute "sonnecchiano" e si svegliano quando oramai è troppo tardi.
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Dalla mia Bacheca su FB del 26/07/12

Ilva, sequestrate tre aree. Arresti domiciliari per gli indagati
da redazione Affari Italiani
http://affaritaliani.libero.it/cronache/militari-taranto250712.html


26 luglio 2012. - La procura di Taranto ha disposto il sequestro, con il conseguente blocco delle attività, di tre aree dell'impianto siderurgico dell'Ilva a Taranto. Per i magistrati le emissioni dell'impianto hanno messo a rischio la salute di migliaia di lavoratori e di abitanti delle zone circostanti.
Il gip Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro (pare senza facoltà d'uso) degli impianti dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto e misure cautelari per alcuni indagati nell'inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici Ilva. I provvedimenti non sono stati ancora eseguiti. Le decisioni fanno seguito ad una lunga inchiesta sull'ipotesi che la diossina e altri agenti chimici provenienti dall'acciaieria abbiano causato un incremento abnorme dei casi di cancro e di malattie cardiovascolari a Taranto.
- I DOCUMENTI DI AFFARI
Le conclusioni della maxi perizia sui rischi per la salute
http://affaritaliani.libero.it/static/upload/edc_/edc_dnws2402.pdf
 
"Piombo nelle urine": leggi lo studio integrale. Bonelli (Verdi) ad Affari: "Contro la procura dichiarazioni condizionanti. Taranto diventi una no tax area per 5 anni"
http://affaritaliani.libero.it/static/upload/4159/4159.pdf
- LA CONFERMA AD AFFARI DEL SEGRETARIO UILM ROCCO PALOMBELLA: "SEQUESTRO SENZA FACOLTA' D'USO"
"E' esclusa la possibilità d'uso. gli impianti non sono fermi, ma solo per questioni tecniche: le aree a caldo non si possono fermare da un momento all'altro". E' quanto dice Rocco Palombella ad Affaritaliani.it. "Già da alcuni minuti, sono fuori dall'impianto gli operai delle altre aree per protesta".
- LE AREE SEQUESTRATE
A quanto apprende Affaritaliani.it, le aree sequestrate sono tre: cokerie, agglomerato e parchi minerari.
- LA PROTESTA DEGLI OPERAI
2mila operai sono usciti dallo stabilimento e manifestano sulle statali Appia e 106. I sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm stanno preparando la mobilitazione avendo avuto sentore che possa essere ormai imminente la notifica del provvedimento da parte dei carabinieri
- CLINI: "LO STABILIMENTO NON VA CHIUSO"
Al ministero dell'Ambiente, intanto, dove si è svolta una riunione sul risanamento della zona dell'acciaieria, è stato raggiunto un accordo tra governo, enti locali e gruppo Riva, che prevede 330 milioni di investimenti per la bonifica ambientale, 7,5 dei quali provenienti dalla società, come riferisce una fonte.
- LA REAZIONE DI LEGAMBIENTE PUGLIA: "RISULTATO DI ANNI DI POLITICHE IRRESPONSABILI"
“Il sequestro è il risultato di anni di politiche, soprattutto industriali, davvero irresponsabili. Esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare a Taranto. Agli annosi e drammatici problemi ambientali e sanitari ora si aggiunge quello occupazionale. Si è finiti in un vicolo cieco da cui si rischia di uscire con soluzioni frettolose che non risolverebbero i problemi che hanno portato a questo sequestro”. Si esprime così Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente a commento della decisione di chiudere l’impianto a caldo dell’Ilva, senza facoltà d’uso, da parte del giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco, a conclusione delle indagini della Procura per disastro ambientale a carico dei vertici dell’azienda siderurgica. “Quanto sta accadendo a Taranto - aggiungono Francesco Tarantini e Lunetta Franco, rispettivamente presidente di Legambiente Puglia e di Legambiente Taranto - richiama alla mente il sequestro dell’impianto petrolchimico di Gela avvenuto 10 anni fa, risolto poi con un intervento normativo che, come un colpo di spugna, cancellò una serie di situazioni irrisolte lasciando che le cose rimanessero come erano prima del Decreto dell’allora ministro Altero Matteoli. Non vorremmo che accadesse la stessa cosa in Puglia”. Legambiente auspica ancora che il Ministero dell’ambiente proceda velocemente al rilascio della nuova Aia, che deve essere molto più rigorosa e stringente della precedente, anche per rispondere, a questo punto, alle contestazioni alla base del sequestro dell’impianto. E l’azienda deve procedere velocemente, senza ulteriori arroganti contestazioni e insopportabili predite di tempo, alla messa in pratica degli interventi per far ripartire le produzioni in modo compatibile con l’ambiente e la salute dei cittadini e dei lavoratori. “Quello al lavoro è un diritto imprescindibile - concludono Tarantini e Franco - che non va scisso dal diritto alla salute. Entrambi devono muoversi su unico fil rouge basato sulla tutela dell’ambiente”.
- ILVA TARANTO: CLINI, LO STABILIMENTO NON VA BLOCCATO
L'Ilva di Taranto "non va fermata. Il giudizio sui rischi connessi ai processi industriali dello stabilimento va attualizzato". A sottolinearlo in un'intervista al 'Sole 24 Ore' è il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, nel giorno dell'incontro al ministero col governatore della Puglia Nichi Vendola per la definizione dell'intesa sugli interventi urgenti di bonifica, riqualificazione e infrastrutturazione della città di Taranto. Per il ministro "è arrivato il momento di lavorare insieme e di fare riposare gli avvocati". Osserva Clini: "La situazione dell'Ilva di 10-15 anni fa era molto diversa da qhttp://dorsogna.blogspot.it/2012/07/bomba-torna-indietro-la-storia-infinita.htmlche l'Ilva è uno stabilimento in cui è in atto un processo di trasformazione della produzione per renderla adeguata agli obiettivi nazionali e alle direttive europee. Il giudizio deve tenere conto del lavoro fatto fino a oggi e dunque della possibilità concreta che esiste di completare il percorso iniziato per rendere l'impianto sostenibile". La soluzione per Clini è una: "Anche la Regione Puglia, come la Provincia e il Comune di Taranto, stanno facendo la stessa cosa, perchè esiste un obiettivo comune: lavorare insieme per avviare le iniziative da prendere per il risanamento ambientale e la riqualificazione industriale dell'intera area". La strategia suggerita è quella di concordare "un piano di azioni insieme" per "riprendere il percorso già iniziato. Nella consapevolezza che gli interventi devono tenere conto della competitività dell'impresa: non sarebbe un gran risultato costringere le aziende a chiudere e ad abbandonare un sito perchè le prescrizioni ambientali non sono sostenibili dal punto di vista economico".
- LA LETTERA (di Antonello Ciavarelli, Delegato Co.Ce.R.)
Continua la forte preoccupazione da parte dei lavoratori in divisa del capoluogo jonico, riguardo il disastro ambientale e sanitario che si abbatte sulla città. Circa un anno fa i consigli di base della Guardia di Finanza, il Consiglio nazionale della Guardia Costiera e Centrale della Marina Militare, oltre il Siulp sindacato di polizia maggiormente rappresentativo a Taranto, hanno espresso ai vertici corrispondenti preoccupazione e chiesto azioni di prevenzione e tutela. Inoltre è stata chiesta l'apposizione di centraline nel porto, per il monitoraggio h24 degli agenti inquinanti. Con grande sensibilità è stata prontamente data una positiva risposta da parte dei vertici militari, che hanno investito a tal riguardo l'Autorità portuale. Quest'ultima avrebbe dovuto provvedere a stipulare un'apposita convenzione con l'Arpa Puglia, per l'apposizione di centraline.
Passati oltre 7 mesi, i vertici e le rappresentanze dei militari nei fatti sono stati ignorati. Nulla di ciò si vede nel porto. Oltre alla presenza di diossina nelle cozze, nel latte materno, nei terreni del quartiere Tamburi e nei dintorni che impedisce l'allevamento di bestiame, ecc. ecc., ora si ha notizia di piombo presente nelle urine dei tarantini. La vivibilità in porto è al limite. Vi è cattivo odore, l'aria graffia la gola, si avverte penetrare nei pori della pelle le particelle di minerale, che sono leggere come la polvere di borotalco. Basti vedere l'auto bianca di servizio, nonostante venga lavata più volte a settimana, a volte anche a spese dei colleghi, dopo pochi minuti è già di colore rosso.
Nel frattempo informalmente arriva anche la solidarietà dai colleghi di Genova. Soprattutto i più anziani testimoniano come, con la chiusura dell'area a caldo dell'acciaieria, la qualità della vita professionale nel porto sia di gran lunga aumentata, generando anche alternative di sviluppo e occupazione per i cittadini.
Sarà nostro dovere agire in tutte le forme che ci sono concesse, per difendere la salute dei nostri rappresentati e delle loro famiglie e di conseguenza della comunità in cui essi sono inseriti. La piena convinzione è che un'azione etica della rappresentatività dei lavoratori, porta anche benessere e sviluppo economico per la città.

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Certamente una bella notizia... Grazie a Silvia Russo che l'ha postata su FB. "Bella", non per godere delle disgrazie altrui, ma valutando il fatto principalmente in prospettiva futura... Purtroppo le brutte sorprese potrebbero arrivare dal famoso o famigerato "decreto sviluppo" e dalle decisioni governative concordate su questioni energetiche... Speriamo bene...
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La "VEGA della "EDISON"... Chi l'ha vista ? Ecco dov'è...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3980410023004&l=e57d25eea9


La piattaforma petrolifera marina "VEGA" della Edison... Chi l'ha vista ? Ecco dov'è. A 22 km dalla costa siciliana, secondo i dati della mappa del nostro Ministero dello Sviluppo Economico, qui esattamente sovrapposta a quella di Marine Traffic Com, che ce ne mostra così la posizione nel Canale di Sicilia, anche rispetto all'isola di Malta...

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Nel Canale di Sicilia la "VEGA" dell'EDISON a 22 km dalla coste siciliane
di Guido Picchetti (da una nota postata su FB)
http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=480448728633614


     Ecco la piattaforma "VEGA" dell'EDISON per chi non la conoscesse... Come abbiamo già detto, non trasmette Il suo segnale di posizionamento AIS, ma, diciamo il vero, la sua posizione in coordinate geografiche è riportata esattamente sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico ed è la seguente: longitudine 14°37'32,00', latitudine 36°32'24,00'.
     E insieme a tali dati su quel sito (in calce il link) ce sono anche altri non meno interessanti: 22 Km, la sua distanza dalla costa; 124 m, la profondità del fondale su cui è operativa (su 15 pozzi in produzione e 5 pozzi non più eroganti); 80x60, le dimensioni in metri della struttura; 1986, l'anno di costruzione; 28/12/2012, la scadenza del titolo minerario (tra sei mesi: scadrà definitivamente o sarà rinnovato?, ndr); "OLIO", il minerale estratto (??? extravergine d'oliva ?, ndr); "Leonis", la nave collegata alla VEGA per lo stoccaggio del minerale estratto, anch'essa stranamente priva segnale di posizionamento AIS sulle mappe di Marine Traffic Com... Che sia colpa della crisi ? Il sottoscritto propone una colletta...
    In compenso, sempre sul sito del Ministero, troviamo una bella foto della struttura reticolare a 8 gambe della "VEGA A" dell'EDISON, che qui a lato riprendo. E anche una mappa, priva in verità di scala metrica, ma che fa ben capire dove essa è posizionata, proprio davanti alle coste siciliane che vedono in questi giorni le iniziative promosse da Greenpeace Italia per gridare tutti insieme "U mari nun si spirtusa". Ma riuscirà quel grido a superare i pochi chilometri (22 appena...) che separano la "VEGA" in piena attività dalle coste della Sicilia ? Ne dubito, pur se mi piacerebbe tanto essere smentito dai fatti...
Vedi  http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/strutturemarine/dettaglio.asp?id=279
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Lineablù Pantelleria
di Carmelo Nicoloso, video-estratto pubblicato su YouTube in data 26/lug/2012
http://www.youtube.com/watch?v=Cl_Fue00DTs&list=UUo-b92I4Rm3NjR3DDWtbu6A&index=1&feature=plcp


Una parte della puntata di Lineablù su Pantelleria andata in onda il 14 luglio u.s., a cui modestamente ho prestato la mia collaborazione. Ovviamente sono estratte le interviste alle tre persone con le quali condivido in maniera diretta la mia attività naturalistica: a Franco Tassi, responsabile del Centro Parchi Internazionale; a Flegra Bentivegna, direttore stazione zoologica Anton Dohrn Napoli ed esperta di Cheloni marini, che ha redatto il disciplinare per la Regione Siciliana sui Centri di recupero per tartarughe marine (il primo in Italia) che ha dato il via al Centro di Comiso del Fondo Siciliano per la Natura; e a Maria Ghelia, istruttore sub ed esperta di ecosistemi marini.

Lineablù Pantelleria
Donatella Bianchi intervista Maria Ghelia (istruttrice sub ed esperta di ecosistemi marini)
e Franco Tassi (responsabile Centro Parchi Internazionale); e Fabrizio Gatta intervista Flegra Bentivegna
(direttore Stazione Zoologica Anton Dohrn Napoli ed esperta di Cheloni marini)

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L’oro nero Eni e gli artisti caduti dal pero
di Hermes Pittelli ©
http://pensierosuperficiale.ilcannocchiale.it/2012/06/18/loro_nero_eni_e_gli_artisti_ca.html

     18 giugno 2012. - Nuovi scintillanti spot, nuovi miraggi di ricchezza diffusa, creati dal pifferaio inquinatore Paolo Scaroni, intervistato in ginocchio come da prassi (o da contratto?) dai paladini dell’informazione e della democrazia (La Repubblica, venerdì 15 giugno 2012). I momenti di crisi possono essere interpretati come opportunità. Anche da chi non persegue nobili obiettivi. Si può optare per una palingenesi e per la costruzione di un vero Progresso, oppure per arraffare senza rispetto tutto quello che si può contenere nelle fauci; lasciando macerie, degrado, distruzione e malattie alle generazioni future. Il cane nero a sei zampe si distingue sempre nella seconda ipotesi. Ecco quindi la campagna cialtrona e ipocrita dei week end economici con la benzina scontata nelle ‘Eni station iperself’ (?), per “dare un passaggio agli italiani” e per favorire la ripresa del famigerato pil.
     “Un aiuto agli italiani in un momento difficile, come Mattei nel 1960”, Scaroni dixit. L’amministratore delegato, cui nessuno del governo tecnico parsimonioso pensa di tagliare lo stratosferico stipendio, blatera di progetti Eni per un totale di 8 miliardi di euro e attacca ancora una volta l’inviso limite di 12 e/o 5 miglia marine dalla costa per le trivellazioni; secondo lui, un danno per i petrolizzatori, un lacciuolo burocratico solo italiano (peccato che negli Usa, ad esempio, la legge fissi il limite a 100 miglia!). Per sommo pudore, non lo dice, ma si aspetterebbe dalla politica tutta e da palazzo Chigi una norma costituzionale per riscrivere così l’articolo 1 della nostra legge fondamentale: “L’Italia è una repubblica petrolifera fondata sull’Eni. La sovranità appartiene alla dirigenza a sei zampe che la esercita nelle forme decise da sé e senza limiti”.
     Nel frattempo, a chi viene affidato il compito di promuovere sui media la nuova via all’Eldorado della creatura assemblata da Mattei? A Rocco Papaleo, attore lucano, vecchia volpe dei palcoscenici, ma vecchia conoscenza anche per gli attivisti e gli scienziati ambientalisti che da anni si battono contro la petrolizzazione del Belpaese. Nel 2010 “l’eclettico insicuro” (coincidenza, anche lui intervistato da La Repubblica, domenica 17 giugno 2012), tenace e ammirevole nella gavetta tra turni di lavapiatti, spettacoli di mimo e nottate artistiche tra Roma e Milano, gira il suo primo film da regista, Basilicata Coast to Coast (premiato con due Nastri d’Argento, per la miglior regia esordiente e per la miglior colonna sonora).
     Un road movie nel quale un gruppo d’amici di stanza a Maratea decide di partecipare al festival del teatro canzone di Scanzano Jonico; non percorrendo la comoda statale 653 ma camminando a piedi dalla costa tirrenica a quella jonica per riscoprire antichi sentieri, la propria identità e il volto di una regione che non esiste più. Un affresco corale, delicato e bucolico di una Basilicata che in effetti non esiste più davvero. Gli spettatori più avveduti all’epoca sono balzati sulla poltroncina leggendo tra i titoli di coda che la meritoria opera era finanziata, tra gli altri, dalla multinazionale petrolifera Total.
     Il Papaleo dichiara commosso che “non smetterà mai di avere dentro le proprie origini, anche se il viaggio che ho davanti mi porta altrove”. Ebbene, lo sguardo dell’attore che a febbraio, assieme a Gianni Morandi, ha presentato il festival di Sanremo sponsorizzato dall’Eni (eccesso di coincidenze! Qui la lettera aperta che la Professoressa D’Orsogna proprio in quei giorni ha scritto sul proprio blog all’artista), negli anni di sacrifici forse è stato colpito da miopia, non solo in senso oculistico. Un lucano, a meno che non abbia richiesto affiliazione alla tribù dei LuchEni, non può non sapere che la Basilicata è stata letteralmente distrutta dai petrolizzatori: assicura l’80% del greggio estratto in Italia anche se questo ‘oro nero’ soddisfa solo il 6% del fabbisogno energetico nazionale, le trivelle hanno invaso parchi naturali, aree in prossimità degli ospedali, inquinato le falde acquifere, annichilito l’agricoltura, generato l’impennata dei prezzi di ogni merce e/o bene di consumo, tra cui, per grottesco contrappasso anche quello della benzina, ridotto in miseria un popolo cui era stato promesso il miraggio della ricchezza stile emirati arabi. La marcia Coast to Coast forse richiama, anche inconsapevolmente, l’esodo della famiglia Joad dall’Oklahoma alla California sulla leggendaria Route 66, ma in chi ama davvero la Basilicata lascia solo furore per una storia che nei sogni approdava ad un epilogo diverso; e che ora, forse, è arduo e tardivo riscrivere.
     NON SOLO PAPALEO
     Il casus Papaleo è eclatante, ma non unico. Si potrebbero citare decine di nomi appartenenti al mondo dell’informazione (es: Ferruccio De Bortoli, Lucia Annunziata), della cultura (es: il rettore di Ca’ Foscari, professor Carlo Carraro), della scienza e della medicina (es: Umberto Veronesi), dello sport (ah, gli atleti, soprattutto i calciatori, sempre pronti a schierarsi nella metà campo sbagliata) gentilmente sovvenzionati da Eni. Il cane nero a sei zampe, sorta di Mecenate post moderno, in cambio della generosità chiede e ottiene fedeltà e ubbidienza cieca e assoluta al proprio regime imperialistico, a quella che i manager definirebbero nel loro gergo da clan, ‘mission aziendale’.
     Per loro fortuna e nostra massima colpa, la memoria storica è labile e pronta a rimuovere in fretta. La lista degli artisti che sono stati e sono lieti di indossare magliette e caschetti griffati Eni è lunga; per correttezza, qualche esempio con nomi e cognomi:
Claudio Bisio, l’ineffabile, il brillante, ironico (com’è trendy questo aggettivo…), istrionico presentatore di numerose edizioni del cabaret televisivo; Zelig (perfetto il riferimento al camaleontico personaggio inventato da Woody Allen, in grado di adattarsi e assumere le sembianze più consone ad ogni mutamento esterno) è stato protagonista di uno spot del 2004 per pubblicizzare l’acquisto delle azioni Eni. Chi lo rammenta? In tempi più recenti, anno 2009, anche l’impegnato, schierato, popolare attore romano Massimo Ghini non ha resistito al fascino del cane nero a sei zampe.
     In fondo, quale altro volto più adatto del suo, capace di calarsi nei panni di Enrico Mattei per una prestigiosa fiction Rai e “privilegiato, onorato, emozionato” dopo essersi seduto a favore di telecamera dietro la storica scrivania appartenuta al fondatore di Eni? O ancora, Ilana Yahav, rivoluzionaria e fantasiosa pittrice con la sabbia (bituminosa?); nel 2010 il filmato che propagandava i comandamenti del cagnaccio - “Innovazione, collaborazione, rispetto, cultura; con queste parole lavoriamo in oltre 70 paesi per portarvi energia” l’idilliaco quadretto – divenne, anche grazie alla canzoncina accattivante, una sorta di tormentone del piccolo schermo.
     Possibile che tutte queste persone vivano sotto la campana di vetro del loro autoreferenziale microcosmo professionale? Possibile che non abbiano coscienza civile ed ecologica? Possibile che in nome dell’interesse egoistico (la visibilità, l’indubbia capacità remunerativa di Eni) non coltivino l’aspirazione e la lodevole, questa sì, ambizione di spendersi per il Bene Comune? Questi artisti, queste persone appaiono come ingenui primitivi ancora rinchiusi nella caverna del mito platonico, ‘ominini’ non ancora caduti dal pero di un illusorio mondo senza male, senza vizi capitali. Concediamo loro il beneficio del dubbio, concediamo loro la libertà di essere incoscienti ed ignoranti. Ma l’ignoranza non è ammessa al cospetto delle leggi umane, a maggior ragione di fronte a quelle della Natura. Se invece fossero in possesso di consapevolezza, la loro colpevolezza sarebbe grave e conclamata all’ennesima potenza: sarebbero i soliti furbastri, lanciatisi propria sponte dal pero per destreggiarsi abilmente al servizio di chi li vuole, alla bisogna del miglior offerente; che non può essere il Cittadino, non può essere l’Ambiente.
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Post di Guido Picchetti
@ Maria Rita D'Orsogna. Grazie, Maria Rita del post, condiviso sul mio FB. Questo il mio commento:
Mi fa piacere... Altro che Monti... Leggete questo bel pezzo di Hermes Pittelli, neppure tanto recente, e troverete tanti altri elementi a favore della recente proposta del sottoscritto di volere Paolo Scaroni, presidente dell'ENI, a capo del governo, se non addirittura nuovo Presidente della Repubblica del nostro Paese. Chi meglio di lui riuscirebbe a farci uscire tutti dalla crisi, e a "fregare" senza farsene accorgere ii cittadini dei 27 Paesi Europei, dai civilissimi "nordici" di Danimarca a noi "sudici terzomondisti" come ci considera il suo cane a sei zampe, pronto ad alzarne una delle posteriori su di noi, mentre ci alletta tutti con belle promesse di un futuro prospero e sereno, tutto in discesa, come quello percorso dalle macchine Fiat che vanno a benzina acquistata al prezzo di un euro, senza però far sapere e far vedere cosa c'è davvero in fondo a quella discesa... !!!
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Post di Patrizia Arigò

Rocco, perchè ti sei svenduto al peggior offerente? Dopo il David di Donatello e il Festival di Sanremo, avresti potuto evitare lo scivolone restando "duro e puro" e invece sei cascato anche tu nel vortice del presenzialismo a tutti i costi, cavalcando la tigre della notorietà per spillare soldi all'Eni.
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Post di Maria Ghelia
Magnifico articolo che sarebbe da incorniciare ed appendere ad ogni stazione del cane nero...
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A Movimento Ambientalista Bat, Federica Pedercini Quella Vera, Dario Panzica, Maria Ghelia, Gianluca Cecere, Patrizia Ariigò, Maria Rita D'Orsogna, Enzo Palazzo e al sottoscritto piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 25/07/12

Greanpeace alla Valle dei Templi, Agrigento dice "No alle trivelle nel Canale di Sicilia"
di Redazione
http://www.agrigentonotizie.it/.../greanpeace-u-mari-un-si-spirtusa-valle-dei-templi-agrigento-24-luglio-2012.html


Sono già trenta i sindaci che hanno aderito alla campagna di Greenpeace per chiedere al Ministero dell'Ambiente di fermare le richieste di trivellazioni al largo delle coste siciliane e tutelare il mare del Canale di Sicilia con l'istituzione di una Zona di Protezione Ecologica (Zpe)
24/07/2012 - Il tour siciliano di Greenpeace arriva ad Agrigento per la sua quinta tappa. Dalla Valle dei Templi - dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità - gli attivisti di Greenpeace hanno lanciato il messaggio 'U mari nun si spirtusa' aprendo uno striscione con la scritta "No trivelle nel Canale di Sicilia". A fare da cornice, le monumentali vestigia dei templi di Giunone e della Concordia.
Alla richiesta degli attivisti, il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ha firmato oggi l'appello per fermare le perforazioni petrolifere nel Canale. "Estrarre petrolio al largo di queste coste è pura follia: stiamo mettendo a rischio non solo il mare e la sua biodiversità, ma anche un patrimonio culturale unico al mondo - ricorda Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia. - Questi templi rappresentano la civiltà millenaria del Mediterraneo che abbiamo il dovere di preservare contro l'attacco di magnati del petrolio senza scrupoli".
Sono già trenta i sindaci che hanno aderito alla campagna di Greenpeace per chiedere al Ministero dell'Ambiente di fermare le richieste di trivellazioni al largo delle coste siciliane e tutelare il mare del Canale di Sicilia con l'istituzione di una Zona di Protezione Ecologica (Zpe). Sabato scorso, a Scoglitti, è partita l'iniziativa di un coordinamento degli amministratori locali contro la minaccia delle trivelle. Il prossimo 27 luglio si terrà a Sciacca il secondo appuntamento a cui sono invitati tutti i sindaci dei comuni che si affacciano sul Canale per discutere e fermare la folle corsa all'oro nero. Sciacca sarà anche la prossima tappa del tour "U mari nun si spirtusa".
Questa sera il vicesindaco di Agrigento Pietro Luparello raggiungerà il gazebo informativo allestito dai volontari di Greenpeace a San Leone, per firmare l'appello promosso dall'associazione.
Dalle 18 alle 22 sarà anche possibile chiedere ai sindaci siciliani di aderire alla campagna per la salvaguardia del Canale di Sicilia, firmando l'appello in piazzale Aster. Ci sarà anche una mostra fotografica che illustra le ricchezze nel Mediterraneo e le minacce che lo mettono a rischio.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Agrigento a me fa venire in mente la piattaforma VEGA e la EDISON.. E, come si dice ? Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire... Parlo della società EDISON che, notizia di oggi, sponsorizza le Olimpiadi di Londra, affiancandosi al Comitato Organizzatori nell'adozione della nuovissima norma "SO20121 per gli Eventi Sostenibili". Un' "Adozione" in virtù della quale il comunicato pervenutomi intitolato "OLIMPIADI LONDRA ... con EDISON" riporta come sottotitolo: "A pochi giorni dall'inaugurazioni, le Olimpiadi e Paraolimpiadi di Londra 2012 segnano già un importante primato: saranno i giochi Olimpici e Paraolimpici più sostenibili della storia" !!!
Non chiedetemi cosa significhì e cosa comporti in pratica quest'adozione. Il comunicato non lo spiega chiaramente, o quanto meno il sottoscritto non lo ha compreso. Ecco quanto riferisce il comunicato a seguire:
"Il comitato organizzatore ha adottato la norma ISO20121 per la Gestione degli Eventi Sostenibili, definendo un quadro per la riduzione dei costi, delle emissioni di CO2 e di rifiuti e per la salvaguardia e il rispetto degli ambienti e dei luoghi interessati. Il nuovo standard globale è stato sviluppato da esperti di 30 Paesi sulla base della British Standard BS8901 per i sistemi di gestione della sostenibilità per gli eventi e nasce per rispondere alla domanda globale di definire un linguaggio comune internazionale e uno strumento di misurazione attendibile e univoco. Lo standard segna un nuovo approccio nella gestione dei sistemi per la realizzazione di eventi più attenti all'ambiente, che dovrebbero portare a miglioramenti anche nelle questioni chiave per la sostenibilità quali la scelta del luogo, il trasporto, il riciclaggio o riutilizzo dei rifiuti, la creazione di una strategia alimentare che promuova una vita sana e, ultimo ma non meno importante, la creazione di competenze, occupazione e di business legati all'evento stesso."
Avete capito qualcosa ? Io no... Cosa non si fa per apparire diversi da quel che si è... e sbiancarsi una faccia piuttosto sporca di nero petrolio...
Direte, ma cosa c'entra questo discorso con Agrigento, Greenpeace e il "NO alle Trivelle nel Canale di Sicilia" ? C'entra, c'entra... Proprio poco al largo della costa agrigentina è ancorata, da anni ormai, la più grande piattaforma petrolifera italiana impegnata in operazioni estrattive dai fondali sottomarini. E' la "VEGA" appunto, appartenente alla società EDISON. Ha le debite autorizzazioni per farlo, è fuor di dubbio... Ma i rischi e le conseguenze per l'ambiente marino sono quelli che sono, spesso imprevedibili... E in queste riunioni organizzate per dire proprio "U mari non si spirtusa", possibile che nessuno ne parli? E da anni che lì davanti la EDISON sta "spirtusando", e, lo si sa, già più volte le autorità hanno contestato certe irregolarità nelle sue operazioni estrattive... Possibile che tutti hanno dimenticato ?
E ancora un piccolo rilievo a proposito della "VEGA" dell'Edison. Sulle mappe nautiche di Marine Traffic com, dove risultano registrati in tempo reale tutti i natanti ancorati o in transito nelle acque del Canale di Sicilia tramite i segnali radio AIS da essi trasmessi, se voi volete vedere dov'è posizionata la piattaforma Vega, fareste una ricerca a vuoto... o, per restare in tema, fareste "un buco nell'acqua"... In altre parole un buco a vuoto e con non un vero "buco" come quelli che fa la "VEGA", che evidentemente un pò si vergogna e preferisce nascondere la sua posizione sulla mappa, mostrandosi così molto meno "civile", ad esempio, dell' "IKDAM", la nave piattaforma che da alcuni mesi sta operando in acque tunisine 31 miglia circa a SO di Pantelleria, e trasmette regolarmente senza alcuna vergogna il suo segnale AIS, come d'altronde è richiesto dalle norme di sicurezza marittima ai natanti che superano determinati tonnellaggi... Che la "VEGA" si sia improvvisamente rimpicciolita a nostra insaputa ?

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Post di Erik Fortini
Contro i mostri di Vega, MRD!
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Shale gas: Francia ribadisce il suo no al fracking
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/shale-gas-francia-ribadisce-il-suo-no-al-fracking-10953.html


24 luglio 2012. - Il fracking, o hydraulic fracturing, dello shale gas non si farà in Francia. Il Governo guidato da Jean-Marc Ayrault ha ribadito, tramite il ministro dell’Ambiente e dell’Energia Delphine Batho, la sua “opposizione totale” a questa tecnica di trivellazione petrolifera. I motivi sono semplici: è rischiosa per l’ambiente. La Batho, infatti, ha dichiarato:

Per quanto si sa oggi questa tecnica è rischiosa per l’ambiente e la salute e questo è il motivo per il quale la Francia l’ha vietata. Il Primo Ministro ha confermato che restiamo contrari all’hydraulic fracturing. La nostra posizione è chiarissima.

Il fracking, di gran moda negli Stati Uniti, è stato vietato dal Parlamento francese l’anno scorso poiché si sospetta possa inquinare le acque dolci e ciò ha messo un grosso bastone tra le ruote di alcune compagnie petrolifere, come Total, che avevano intenzione di utilizzare questa tecnica per estrarre lo shale gas nel sud della Francia. Da qualche settimana, però, si parla di divisioni all’interno del nuovo esecutivo francese proprio riguardo al fracking e allo shale gas a causa dell’apertura arrivata dal ministro dell’Industria, Arnaud Montebourg, che aveva chiesto un dibattito sugli idrocarburi non convenzionali (una posizione molto simile a quella recentemente espressa anche dal Commissario europeo all’Energia, Gunther Oettinger). Tanto che Jean-Francois Julliard, direttore di Greenpeace France, oggi dopo aver incontrato il Primo Ministro Ayrault si è mostrato molto scettico e ancora preoccupato:

Se domani le compagnie petrolifere tirano fuori una nuova tecnica, penso che possa essere utilizzata. Questo ci spaventa.

Ma la Batho ha tagliato corto:

L’hydraulic fracturing è l’unica tecnica per cercare e produrre shale gas. Oggi non c’è altro modo, ma se ci fosse ne discuteremmo democraticamente. Il fracking provoca problemi geologici, mentre le sostanze chimiche utilizzate nel processo di fratturazione possono diffondersi nelle falde acquifere.

Se questa è la posizione ufficiale in Francia, va notato che in Italia nessun esponente dell’attuale Governo, né dei precedenti, si è mai espresso in merito nonostante sia già noto almeno un esperimento di estrazione di shale gas in Toscana.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Shale gas: Francia ribadisce il suo no al fracking. Ma il dibattito sul "fracking" in Francia avviene alla luce del sole, qualunque sia la decisione che poi prenderà il governo in carica, assumendosene la responsabilità, com'è giusto che sia. Da noi avviene invece tutto nel buio più assoluto, in modo che, qualunque sia la decisione che prende il governo, delle eventuali conseguenze mai nessuno sarà responsabile... Sono differenze tra cugini (queste tra italiani e francesi...) di carattere genetico, difficili da modificare, a dispetto dell'Unione che pur dovrebbe unirci...
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Post di Alfonso Nigro
Siamo gli ultimi nella salvaguardia del territorio, purtroppo.
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Post di Andrea Brianza
Bisogna capire cosa bolle realmente in pentola sulle alternative ai combustibili fossili...
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Una mappa "parlante"
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3976141956305&l=35e78fbc1a


Una mappa che parla da sola, ad abruzzesi e non... E questa che Assunta Di Florio mi invia dall'Abruzzo. Una mappa realizzata dal "WWF Abruzzo" e dal "Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina", per sovrapposizione di quella della Regione Abruzzo ed aree adiacenti a quella delle istanze e delle concessioni idrocarburi del Ministero dello Sviluppo Economico, aggiornata al Dicembre 2008. Ma ricordiamoci che in questi ultimi anni la pressione delle società del settore interessate a trivellare ovunque sia possibile, è tutt'altro che rallentata, e pertanto non sarebbe male che ogni cittadino italiano desse un'occhiata a cosa accade nella propria regione, a terra ma anche in mare, se ce l'ha... In questa mappa, ciò che più colpisce è che non stiamo parlando di una regione desertica, con pochi abitanti privi di altre risorse, che aspirino solo ad avere nuove fonti di reddito... Ma di un'area in cui, per non dire altro, sono distribuiti da nord a sud ben cinque parchi naturali. Quattro nazionali: il "Parco Nazionale dei Monti Sibillini", il Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga", il "Parco Nazionale della Maiella", e il "Parco Nazionale D'Abruzzo, Lazio e Molise"; e uno regionale: il "Parco Regionale del Sirente Velino"... Possibile che certe cose, come queste, possano accadere in Italia ?

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A Ilva Alvani, Movimento Ambientalista Bat e Maria Ghelia piace questo elemento.

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Il rischio vale questa candela ?
di Movimento Ambientalista Bat ( a margine di una immagine postata e condivisa su FB
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=263160997131367


E' possibile scambiare il nostro Ministro Clini con il Ministro dell'Ambiente francese Delphine Batho ?
Il fracking, o hydraulic fracturing, dello shale gas non si farà in Francia. Il Governo guidato da Jean-Marc Ayrault ha ribadito, tramite il ministro dell’Ambiente e dell’Energia Delphine Batho, la sua “opposizione totale” a questa tecnica di trivellazione petrolifera. I motivi sono semplici: E' RISCHIOSA PER L'AMBIENTE!!!
Vedi: http://www.greenstyle.it/shale-gas-francia-ribadisce-il-suo-no-al-fracking-10953.html#ixzz21ZX9MKtc 
...e anche: http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/eppur-si-muove.html

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Post di Movimento Ambientalista Bat

...tipo lo scambio di figurine dei calciatori della Panini. Diamo Clini (e Scaroni in omaggio) in cambio di Delphine Batho.
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Post di Maria Ghelia
Sarebbe possibile lo scambio? io ci starei...
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A Giuliana Fantini, Fabrizia Arduini, Ilva Alvani, Alfonso Nigro e al sottoscritto piace questo elemento.
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Si Al Parco Nazionale delle EGADI - NO Piattaforme Petrolifere
immagine taggata su FB e condivisa da Roberto Giacalone (con Fabrizio Pinetti e altre 17 persone)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=265186703591769


Si Al Parco Nazionale delle EGADI - NO Piattaforme Petrolifere con Corduneanu Alina, Girolamo Fazio, Fabrizio Pinetti, Roberto Caroppo, Antonio d'Alì, Bertino Francesca, Guido Picchetti, Tiziana Renda, Nino Castiglione, Salvatore Adragna, Antonella Barone, Burcu Can Hazal, Ornella Brunetto, Giò Nastasi, Domenico Scilipoti, Jana Cardinale, Bettina Caruso-sugamele e Toni Scilla...

Post di Maria Federico
La coscienza di chi ha a cuore il bene della propria terra...
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Post di Davide Scavuzzo

‎...l'Area Marina Protetta delle Egadi è una delle più grandi idiozie della storia della salvaguardia ambientale. Una zona dove ciancioli, paranze, strascicanti, trainisti e via dicendo fanno LEGALMENTE quello che gli pare...E la chiamate area protetta.... Se postate notizie abbiate almeno il pudore di cercare la verità nelle stesse....
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Post di Guido Picchetti

Spero che ci sia qualcuno dell'Area Marina Protetta del Parco Nazionale delle Egadi (che ha postato l'immagine in questione) che risponda alle accuse di Davide Scavuzzo... Accuse indubbiamente gravi, che nulla tolgono alla bontà dell'iniziativa, ma che, qualora fossero vere, indicherebbero unicamente chi ha il compito di amministrare l'AMP delle Egadi non sa o non riesce a far come dovrebbe il suo mestiere. E pertanto dopo aver giustificato il suo operato, dovrebbe eventualmente rinunciare all'incarico, passando la mano... O vogliamo davvero tornare indietro di mezzo secolo e ridiscutere sull'utilità o meno delle AMP ?
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A Alfonso Nigro e altri 40 piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 24/07/12

Voglio Paolo Scaroni a Capo del Governo !!!
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto a margine di una immagine su FB)
http://www.facebook.com/notes/guido-picchetti/voglio-paolo-scaroni-a-capo-del-governo-/479806388697848
 

     E' l'unico italiano che sta pensando davvero a come risolvere la crisi dell'Italia !!! E non solo "pensando"... A dire il vero tra giornalisti, politici, ma anche comuni cittadini, siamo già in tanti a "pensare" come si possa superare questa crisi in atto nel nostro paese, che sembra venga da tanto lontano, ma che, anzichè arrivare da noi smorzata per effetto della distanza dalla fonte, qui in Europa sembra addirittura acquistare ancora più "forza e coraggio" !!! E Scaroni, il presidente dell'Eni, uno dei gioielli produttivi del patrimonio del nostro Paese (ma che continua a far danni in tanti Paesi del terzo mondo, a vantaggio del bilancio statale italiano -cosi si dice, ma non si vede...), non sta solo "pensando, ma anche "facendo" ...
      Ecco perchè questa mia proposta di volere Paolo Scaroni presidente dell'Eni a capo del prossimo Governo italiano, o, visto che ci siamo (perchè no?), a capo della Repubblica Italiana, Una repubblica presidenziale in verità ancora tutta da fare, ma i cui presupposti, dopo le decisioni dell'autunno scorso del nostro presidente Napolitano ci sono tutti, e che, sono certo, Scaroni stesso sarebbe in grado di portare in quattro e quattr'otto a compimento in barba al Parlamento, e in un batter di ciglia, senza che nessuno neppure se ne renda conto, o, per meglio dire, senza che nessuno dei tanti cosiddetti "addetti ai lavori" ne sappia niente, oppure, se anche ne sa, trapeli qualcosa all'esterno....
      Paolo Scaroni, d'altronde, è uno che bada al sodo... Ne volete una prova ? Eccovela. Nei giorni scorsi il nostro Capo del Governo Mario Monti, in Russia, incontrava a Mosca il Primo Ministro della Federazione Russa, Dimitri Medvedev e, come entusiasticamente ci hanno riferito per una intera giornata, da mattina a sera, tutti i nostri media, citava la celebre frase di De Gasperi "I politici pensano alle prossime elezioni, mentre gli statisti, pensano alle prossime generazioni"... Nel frattempo cosa faceva il nostro "eroe" Paolo Scaroni ? Non si perdeva in chiacchiere, ma, badando al pratico, firmava un bell'accordo con la Rosneft, grossa società russa del settore petrolifero, con un contratto di partenariato che potrebbe e dovrebbe contribuire a ridurre non poco il buco delle nostre finanze... Voi ci credete? Io no, ma ve lo racconto lo stesso... E, da come è salito lo spread nelle ore seguenti - e di questo contratto, seppure nessuno ha parlato, gli specialisti della finanza sicuramente sapevano -, credo siano in tanti, internazionalmente parlando, a non crederci...
      Comunque ecco cosa riferisce in proposito la stessa Eni in un suo comunicato, in inglese, diretto evidentemente ai suoi azionisti di riferimento...:

"Eni CEO Paolo Scaroni and Rosneft Vice President Igor Pavlov signed an Exploration Loan Facility Agreement today, in the presence of the Prime Minister of the Russian Federation, Dmitri Medvedev, and Italian Prime Minister Mario Monti. The agreement concerns Eni's financing costs, as determined by previous agreements between Eni and Rosneft, relating to exploration activities to be jointly conducted by the two companies offshore Russia in the Barents Sea and Black Sea."
http://www.eni.com/en_IT/media/press-releases/2012/07/2012-07-23-Eni-signs-Exploration-Loan-Facility-Agreement-Rosneft.shtml

      Un'ultima osservazione. L'accordo come si può vedere parla di ricerche petrolifere off-shore nel Mare di Barent e nelle acque del Mar Nero. Con il mare di Barent siamo nell'Artico. I problemi anche lì ci sono e molti di vario genere... Ma il Mar Nero, è un'altra cosa... E' a noi vicino, per quanto se ne parli davvero troppo poco. E' collegato al Mediterraneo attraverso lo Stretto dei Dardanelli e le sue acque, per ì'apporto di importanti fiumi europei che numerosi in esso si riversano, influenzano, eccome, le condizioni del Mediterraneo. E i biologi marini lo sanno bene... Una volta nel Mediterraneo, le acque provenienti dal Mar Nero confluiscono nelle correnti dominanti del "Mare Nostrum". E. in tre, quattro giorni al massimo, arrivano a lambire le coste albanesi, penetrando in Adriatico, o quelle del Canale di Sicilia, per proseguire il loro giro in senso antiorario nel bacino occidentale del Mediterraneo, con tutto quello di bello o di brutto che può derivarne...
     Proprio per tale ragione vorrei ricordare come Il Mar Nero sia una delle aree marine "soggette alla sovranità e alla giurisdizione degli Stati Membri dell'Unione Europea", insieme a quelle del Mediterraneo, del Mar Baltico, e dell'Oceano Atlantico nord-orientale (Azzorre, Madera e Isole Canarie incluse). "Tali acque comprendono le acque costiere, le acque territoriali e le zone economiche esclusive (ZEE)", dice espressamente il Dossier del Senato intitolato "Comunicazione della Commissione al parlamento Europea e al Consiglio - Affrontare la sfida della sicurezza delle attività off-shore nel settore degli idrocarburi", messo a punto da una trentina di funzionari dell'ufficio dei rapporti con le Istituzioni dell'Unione Europea del "Servizio Affari Internazionali del Senato" italiano. La nota da me qui citata è la n° 6 a pag. 4 del Dossier, raggiungibile all'url http://www.senato.it/documenti/.../dossier/affariinternazionali/2011/Dossier%2067%20DN.pdf
.
che chiunque può leggere, dal sottoscritto inserito anche in questi "Echi di Stampa" il 7 Luglio u.s.
Vedi http://www.guidopicchetti.it/Il%.../ec_stampa_12_07.htm#Dossier_del_Senato._Affrontare_la_sfida_della_sicurezza.
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Presidenza WWF: riconfermato Stefano Leoni
da redazione GreenCity
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3973069919506&l=afd7439c40

    24/07/2012. - E' stato riconfermato nell'incarico di Presidente del WWF Italia, a seguito della nomina del Consiglio Nazionale, Stefano Leoni, esperto di diritto ambientale, docente di legislazione ambientale presso l'Università Piemonte orientale e già membro della Commissione VIA e consulente del Ministero dell'Ambiente.
    Si affiancano a Leoni, come Vice Presidenti, Raniero Maggini, naturalista con una lunga esperienza nell'ambito del volontariato dell'associazione, e Dante Caserta, esperto in diritto e procedure ambientali, con particolare esperienza nel settore dei rifiuti. Il WWF Italia può oggi contare su 450mila tra soci e donatori, 1.200 volontari e protegge con le sue 114 oasi oltre 30mila ettari di natura.
    "In una fase di grandi stravolgimenti sociali, come quella attuale, il tema della tutela dell'ambiente diventa sempre più importante, perché è l'unico che si proietta verso il futuro. Il WWF Italia ha il dovere di stimolare le coscienze di tutti, perché l'ambiente rimanga al centro delle nostre scelte. E continueremo a farlo con l'imparzialità, trasparenza, trasversalità, obiettività e scientificità che ha sempre caratterizzato la nostra azione. Parlando a tutti e condividendo le sfide, anche con quei tanti imprenditori e aziende, che hanno la volontà di abbattere gli impatti sull'ambiente, e rappresentando le istanze del Pianeta e del suo immenso e prezioso patrimonio di biodiversità sempre più minacciato dall'azione dell'uomo", ha detto Stefano Leoni, Presidente WWF Italia.
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Nota del sottoscritto su FB a margine dell'immagine

Stefano Leoni è stato riconfermato presidente di WWF Italia. Eletti vice presidenti Raniero Maggini e Dante Caserta. Grazie ad Assunta Di Florio che mi ha comunicato la notizia. E auguri di Buon lavoro a tutto il Direttivo neo-eletto...
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Petrolio offshore in Sicilia inutile e dannoso per Greenpeace
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/petrolio-offshore-in-sicilia-inutile-e-dannoso-per-greenpeace-10891.html 


23 luglio 2012. - Tra le tappe del “No trivelle tour” che Greenpeace Italia sta portando avanti in questi giorni lungo le coste siciliane, sabato mattina, c’è stata quella di Scoglitti, frazione balneare di Vittoria in provincia di Ragusa. Qui Alessandro Giannì, direttore delle Campagne, e Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace, hanno chiesto e ottenuto dal sindaco di Vittoria, Peppe Nicosia, di firmare l’appello contro le trivellazioni offshore nel Canale di Sicilia.
Trivellazioni che potrebbero presto ripartire in grande, grazie alla recente sanatoria mascherata del Governo Monti, voluta in particolare dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.
A margine dell’iniziativa Giorgia Monti ha risposto a qualche domanda sull’attuale politica italiana in fatto di idrocarburi in mare e, soprattutto, sulla recente uscita del commissario europeo all’Energia Gunther Oettinger che ha chiesto all’UE di avere più coraggio nell’autorizzare le estrazioni di petrolio e gas in mare, come anche le sabbie bituminose e lo shale gas. Cosa risponde Giorgia Monti di Greenpeace a “questa Europa”?

"A questa Europa rispondo che questo non è assolutamente il futuro. Il petrolio che potremmo estrarre dal nostro mare non servirebbe assolutamente a soddisfare il nostro fabbisogno, metterebbe a rischio le nostre ricchezze e soprattutto indirizzerebbe sul petrolio quei soldi che ci servono per andare verso le energie pulite, per migliorare l’efficienza energetica e quindi per garantire un futuro al nostro pianeta che stiamo in questo momento distruggendo. Investire nel petrolio vuol dire veramente negare un futuro alle comunità che vivono nel Canale di Sicilia e a tutti noi." 

 "U mari nun si spirtusa"- Greenpeace Giorgia Monti.mp4
video pubblicato su Youtube in data 21/lug/2012 da ReverseInformation
Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia, spiega i motivi per i quali l'associazione
ha chiesto ai sindaci dei Comuni costieri siciliani di firmare contro le trivellazioni petrolifere offshore nel Canale di Sicilia.


http://youtu.be/k9ZZWiFrcvg

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Post di Filippo Foti
... dura mingha...!!!???
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Post di Giuseppe Galiano
.‎..è vero e nun avi mancu taverni...
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Dalla mia Bacheca su FB del 23/07/12

Ancora scosse sismiche in Emilia nel fine settimana. Tace la stampa, ma non il sottosuolo...
di Guido Picchetti (commento a margine di una immagine dell'EMSC postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3968454524124&l=3f6b0e7b55


Sette scosse sono state registrate nel fine settimana in Emilia nella solita zona interessata dal sisma... A partire da quella di sabato sera, alle 22:16, mag 2.8, con epicentro una decina di km a SO da Ferrara (prof. 7 km). Nella giornata di ieri, domenica, con epicentro a Mirandola, sono state registrate ben tre scosse, rispettivamente alle 9:05 (mag 2.5), alle 9:21 (mag 2.1), e alle 11:04 (mag. 2.4), con il solito ipocentro tra gli 8 e gli 11 km. Una quarta scossa, sempre ieri domenica, è stata poi registrata all 17:56, mag 2.4, con epicentro a Finale Emilia, e ipocentro alla profondità di 10 km. Ad essa è seguita ancora ieri sera, alle 23:59, una quinta scossa, la più forte della giornata, di mag 2.8, con epicentro una ventina di km tra Reggio Emilia e Novi di Modena, e ipocentro a 15 km (vedi mappa dell'EMSC a lato). Ultima scossa di questo week-end, è stata poi quella registrata stanotte alle 2:14, mag. 2.5 (epicentro a Novi di Modena e ipocentro ad appena 5 km di profondità), e ciò a ben due mesi dall'inizio del sisma nella zona. Una zona nella quale non si può certo dire sia tornata la quiete... Unica eccezione: i media che paiono ormai disinteressarsi di quanto è accaduto, e ancora accade da quelle parti...
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Post di Movimento Ambientalista Bat
La notizia non suscita più il clamore iniziale. Quindi non facendo più audience non viene presa in considerazione dai media.
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Post di Guido Picchetti

Purtroppo, non penso che sia un silenzio naturale, bensì subdolamente pilotato, per non suscitare o aprire il dibattito sulle cause che le micro-scosse ancora in corso nella zona potrebbero avere... e dico "potrebbero", prima che qualcuno si inalberi stupidamente...
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Chissà a che punto è giunta l'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica su eventuali correlazioni tra sisma e trivellazioni...
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Post di Guido Picchetti

Ieri sera ho sentito in TV che l'acqua sorgiva dal sottosuolo in certe zone interessate dal sisma sarebbe diventata salmastra o addirittura salata... A mio giudizio basterebbe già questo nuovo elemento a promuovere un "giusto" dibattito... Da che mondo è mondo, l'acqua va dalla terra al mare, ma non ritorna mai, che io sappia, dal mare alla terra, a meno che non trovi qualche spazio nel sottosuolo in cui penetrare... Spazio, nel nostro caso, lasciato libero da chi e da che cosa? Agli esperti la risposta...
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Le concessioni off-shore della NP al largo di Brindisi
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB da Movimento Ambientalista Bat)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=262414113872722&set=p.262414113872722&type=1

 

E' dall'Agosto del 2011 che seguo quanto va combinando la NP davanti alle coste pugliesi... Il mio pensiero al riguardo è illustrato nella mia Nota su FB del 19/09/11 intitolata "Il mare della Puglia non è da trivellare! E neppure quello delle altre Regioni italiane...". Questo il link: http://www.facebook.com/notes/guido-picchetti/...-e-neppure-quello-delle-altre-regioni-it/282208705124285
E qui a seguire l'elenco degli "Echi di Stampa" da me raccolti sull'argomento in questi ultimi due anni:
- Da L'INFORMAZIONE LIBERA - 8/8/11 - Trivellazioni in Puglia, Northern Petroleum ci riprova
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_08.htm#Da_LINFORMAZIONE_LIBERA_-_8/8/11
- Da ECOBLOG" del 9/08/11 - Northern Petroleum: presto il via alle trivellazioni nel Salento
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_08.htm#ECOBLOG_del_9/08
- Da 20 CENTESIMI IT" - 6/09/11 - Riprendono le trivellazioni, torna l’allarme a Brindisi
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#20_CENTESIMI_IT_-_6/09/11
- Da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO IT del 9/09/11 - "Petrolio nel Salento, altri 6 no dalla Puglia"
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#LA_GAZZETTA_DEL_MEZZOGIORNO_IT_del_9/09/11

- Da una mia NOTA su FB del 19/09/11 - Il mare della Puglia non è da trivellare! E neppure quello delle altre Regioni italiane...
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#NOTA_su_Facebook_del_19/09/11

- Da PETIZIONE PUBBLICA - 24/09/11 - Petizione No alle trivellazioni petrolifere nel Salento
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#PETIZIONE_PUBBLICA_-_24/09/11

- Da LECCE PRIMA IT - 24/09/11 - Mille adesioni alla petizione contro le trivellazioni
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#ECCE_PRIMA_IT_-_24/09/11

- Da LECCE PRIMA IT - 24/09/11 - Trivellazioni in Puglia, Northern Petroleum ci riprova
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#LECCE_PRIMA_IT_-_24/09/11

- Da NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA - 24/09/11 - Brindisi: partono le trivellazioni in mare. Eni sta per avviare l'attività di estrazione
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#UOVO_QUOTIDIANO_DI_PUGLIA_-_24/09/11

- Da NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA - 24/09/11 - Trivellazioni petrolifere in Puglia. La Regione boccia le richieste
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#NUOVO_QUOTIDIANO_DI_PUGLIA_-_24/09/11

- Da LECCE NEWS 24 IT - 27/09/11 - No alle trivellazioni petrolifere nel Salento
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/ec-stampa_11_09.htm#LECCE_NEWS_24_IT_-_27/09/11

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     Dal 16 al 22 Luglio 2012
 
Dalla mia Bacheca su FB del 22/07/12

Germania 26 Maggio 2012 - il sole copre metà del fabbisogno energetico
di Maria Rita D'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/07/germania-26-maggio-2012-il-sole-copre.html


"Never before anywhere has a country produced as much photovoltaic electricity. Germany came close to the 20 gigawatt (GW) mark a few times in recent weeks. But this was the first time we made it over. (Mai nessun paese aveva prodotto cosi tanta energia solare fotovoltaica. La Germania si era avvicinata ai 20 gigwatt varie volte in settimane recenti. Ma questa è la prima volta che abbiamo superato questo limite)", parole di Norbert Allnoch, direttore dell'Istituto per l'Industria dell' Energia Rinnovabile, Maggio 2012, sulla Germania che ha prodotto metà del suo fabbisogno energetico da fonti solari.

     SATURDAY, JULY 21, 2012. - Tutti a dire che con il sole non ce la faremo mai. E invece il sole, e i tedeschi hanno mostrato a tutto il mondo che non è vero, e che ciò che sembrava fantascienza pochi anni fa è realtà e che non possiamo che migliorare. Il giorno 26 Maggio 2012 in Germania la metà del fabbisogno nazionale di energia è stato prodotto da fonti solari fotovoltaiche. Fanno 22 gigawatt di elettricità all'ora - l'equivalente di 20 centrali nucleari a pieno carico.
     La Germania in questo momento è il leader mondiale di produzione di energia solare pro capita - nel 2010 hanno prodotto circa 210 MWp a persona - mega watt a pieno carico a persona. Dopo Fukushima hanno deciso di chiudere tutte le loro centrali nucleari, 8 immediatamente e le altre 9 gradualmente fino a spegnerle tutte entro il 2022. Saranno rimpiazzate non dal petrolio - giammai! -, ma dal sole, vento e biomasse intelligenti.
     Il 26 Maggio 2012 era un sabato, con le fabbriche chiuse, ma il giorno prima era Venerdi' ed hanno prodotto lo stesso ammonto di energia, per un totale del 33% del fabbisogno nazionale. Non è davvero cosa da poco. La media - inverno/estate e considerate tutte le fonti di energia rinnovabile, incluso il vento - è del 20% di produzione energetica da fonti rinnovabili.
     Tutto questo non nasce a casaccio, nasce invece da una buon miscuglio di pragmatismo e di ambientalismo made in Germany. In Germania infatti, ci sono forti incentivi e facilitazioni per il fotovoltaico - detti feed-in-tariffs, che sebbene non amati da tutti hanno avuto l'indubbio vantaggio di rendere facile e conveniente l'installazione di pannelli solari. Questi feed-in-tariffs (FIT) fanno aumentare il prezzo dell'energia di circa 2 cent a KW-ora, per un totale di 23 cents a KW-ora, che è fra i tassi energetici più alti del mondo. Io personalmente pagherei ben volentieri qualche centesimo in più pur di sapere che in Italia non si facciano più buchi di petrolio...
     In quanto ad installazione di pannelli solari, la Germania ne ha quanti tutto il resto del mondo messo insieme. E, sebbene tutti a dire che non si può vivere di energia rinnovabile Mrs. Angela Merkel vuole mostrare a tutti che "yes we can". La Germania infatti continua ad installare pannelli solari, e questo record è dovuto sia al maggior numero di pannelli che a condizioni meteo favorevoli.
     Ancora da Mr. Norbert Allnock: "This shows Germany is capable of meeting a large share of its electricity needs with solar power.It also shows Germany can do with fewer coal-burning power plants, gas-burning plants and nuclear plants. (Tutto questo mostra che la Germania può raggiungere una grande parte dei suoi bisogni di elettricità con l 'energia solare. Mostra anche che la Germania può farcela con meno impianti a carbone, gas e nucleare)."
     Per fare paragoni, in Italia nel 2010 la produzione di energia fotovoltaica a persona era di 58 KWp a persona e il prezzo dell'energia è di 18 cents a KW-ora. E se per una volta la smettessimo di prendere in giro la Merkel per le sue giacchette, per la sua gobbetta e per il suo "lato B" e invece copiassimo di lei una visione giusta per il futuro?
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post.

Mi basta ribadire due dati a confronto: nel 2010, mentre in Italia la produzione di energia fotovoltaica a persona è stata appena di 58 KWp (kilowatt a persona), in Germania le fonti solari fotovoltaiche hanno prodotto circa 210 MWp (megawatt a pieno carico a persona). E il 26 Maggio scorso (un sabato qualunque, con fabbriche chiuse...) hanno coperto addirittura il 50% del fabbisogno nazionale. La media attuale è sul 20%. In Italia il prezzo dell'energia è di 18 cents a KW-ora, mentre in Germania, compresi gli incentivi previsti a favore del fotovoltaico è di 23 cents a KW-ora. Ma in compenso sono state chiuse già 8 centrali nucleari, e le altre 9 saranno dismesse gradualmente entro i prossimi 10 anni. Non è chiaro in che direzione occorre puntare per il nostro futuro ?
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Post di Andrea Gabriele
Al solito, si danno numeri senza avere la minima idea di cosa siano... Megawatt a persona?!?!? Ma fatemi il piacere... Questo dimostra per l'ennesima volta (come se ce ne fosse ancora il bisogno) la competenza della d'Orsogna in campo energetico... più o meno quella che ho io del cinese antico! GW all'ora, unità di misura che non esiste. Senza parole...
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Post di Guido Picchetti
Proprio sicuro che sia un unità di misura che non esiste ? Prima di sparare ad alzo zero contro qualcuno che non conosce cerchi di andare un po' più a fondo delle cose...
Legga al link http://www.reuters.com/article/2012/05/26/us-climate-germany-solar-idUSBRE84P0FI20120526  il comunicato della Reuters del 26 Maggio 2012, dove, dove sotto i titolo di "Germania stabilisce il nuovo record di energia solare" e scritto da Erik Kirschbaum e riportato da me testualmente: "BERLINO | Sab 26 Mag, 2012 02:02 CEST (Reuters) - Tedesco impianti solari ha prodotto un record del mondo 22 gigawatt di elettricità per ora - pari a 20 centrali nucleari a pieno regime - attraverso le ore mezzogiorno di Venerdì e Sabato, il capo di un think tank di energia rinnovabile ha detto...". E questo in attesa di una risposta diretta da parte di Maria Rita D'Orsogna, che sono certo le arriverà quanto prima...
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Post di Andrea Gabriele
Ma sta dicendo sul serio?! Allora vediamo di ricapitolare:
- Gigawatt PER ora (GWh, e non GW/h) è unità di misura dell'energia prodotta
- Gigawatt (GW) è unità di misura della POTENZA
- GWp è unità di misura del picco di potenza, ovvero la potenza nominale di un impianto fotovoltaico sotto determinate condizioni (diciamo quelle massime).
L'articolo mischia le tre cose con una naturalezza disarmante, facendo paragoni che non stanno nè in cielo nè in terra.
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Post di Guido Picchetti
Io non sono un esperto del settore... e la invito solo a fare le sue osservazioni civilmente, nel rispetto degli altri, e fornendo tutte le precisazioni che ritiene opportuno fare sulla base della sua esperienza... Ma con me non ha bisogno di ricapitolare nulla... glielo assicuro...
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Post di Andrea Gabriele
Ah, e dimenticavo: misurare l'energia prodotta in GW (ovvero potenza) è come misurare la distanza percorsa in chilometri orari (e non in chilometri). Io posso pure avere una Ferrari che va a 300 km/h (potenza), se per la maggior parte dell'anno questa rimane posteggiata in garage, i chilometri percorsi (energia) saranno molto inferiori di quanti ne potrebbe fare se fosse sempre in movimento. La stessa cosa accade quando si parla di fotovoltaico: ad una potenza di picco di 20GW corrisponde un'energia prodotta di gran lunga inferiore, perchè di notte il sole guarda caso non c'è, perchè il cielo può essere nuvoloso o perchè quell'energia prodotta in quel secondo può non servire.
Pretendere di conoscere questo e altre milioni di cose come queste senza aver studiato si traduce poi nello scrivere articoli del genere, castronerie allo stato puro. Per quanto riguarda il suo invito alla civiltà, al rispetto... articoli come questo (che lei pubblica in buona fede, senza dubbio, inconsapevolmente) offendono me ed il mio campo di studi, i miei sacrifici e quelli dei miei genitori. E le mie reazioni quando leggo roba del genere sono pari alle offese ricevute, per quanto lei non se ne renda conto (non è il suo campo, come potrebbe?).
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Post di Guido Picchetti
In attesa della risposta della Prof. D'Orsogna che le chiarirà, sono certo, l'equivoco che può essere sorto a proposito di quella "p" dopo "GW" o "KW", se si tratta cioè di "picco" di potenza o di un valore pro capite, come da lei (Maria Rita, intendo) indicato, rileggendo quanto da lei (Diego) postato nei suoi vari interventi, mi sembra che ci sia qualcosa che non quadra:
    1) Dove ha visto scritto i termini "GWh" e "GW/h" o "MWh" e MW/h" da lei dichiarati errati (ritengo giustamente...) ? Ho controllato, nè Maria Rita D'Orsogna nel suo articolo, nè il sottoscritto nel suo commento li ha mai utilizzati...
    2) L'unità di misura "GW all'ora" che lei, Diego, nel suo primo intervento ha dichiarato con decisione inesistente, dopo che le ho mostrato come la Reuters avesse utilizzato una forma molto simile "22 GW per ora") per indicare il record raggiunto in un dato momento dalla Germania nella sua capacità di produzione di energia dal fotovoltaico (in termine tecnico ritengo sia il "picco di potenza"), lei mi ha precisato che si sarebbe dovuto dire invece "GW per ora", ovvero si sarebbe dovuto usare la preposizione "per" al posto della preposizione "alla"... Mi sembra sia proprio una questione di lana caprina, per non dire altro... Se, riprendendo il suo esempio della Ferrari voglio indicare la grande potenza di tale auto, ovvero il suo picco di potenza, fa per lei differenza se dico che fa 300 Km all'ora o che può fare 300 km per ora, o ancora 300 km in un'ora ? Non credo proprio...
    3) Per quanto riguarda quella "p" posta subito dopo l'unità di misura elettrica, la invito a dare un'occhiata al sito di Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Solar_power_by_country. Nella relativa pagina web, nel capitolo statistiche troverà un colonnino sotto la voce "Wp" seguito da dicitura che ritengo chiarisca meglio quel termine che, se non vado errato (e potrebbe accadere, non essendo, come già detto, un esperto della materia), penso stia per "picco di potenza in watt pro capite", colonnino nel quale vengono sotto indicati appunto i picchi di potenza "pro capite" della produzione fotovoltaica dei vari Paesi...
    E i dati elencati in questo specchio statistico sono d'altronde quelli che più contano per il discorso che stiamo facendo nell'interesse di scelte responsabili per il futuro di tutti... Quali sono i valori indicati in esso di Germania e Italia ? Gliene riporto solo due, riferiti al 2010 e al 2011, che a me paiono molto significativi. Eccoli:
    a) MWp potenza di picco in megawat del fotovoltaico:
        Germania 17.320 nel 2010 e 24.700 nel 2011
        Italia 3.502 nel 2010 e 12.500 nel 2011
    b) Wp pro capite (picco di potenza in watt pro capite):
        Germania 17.370
        Italia (il paese del sole !!!) 3.478 (la quinta parte !!!)
Mi corregga pure, se sbaglio...
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Post di Giacomo Gabriele
Ma perché lo chiama Diego? Credo che l'unico modo per capirsi è quello di parlare di un unica cosa, cioè della quantità di energia effettivamente prodotta in un anno, che, del resto, credo sia l'unica cosa che conta.
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Post di Guido Picchetti
Grazie della segnalazione del mio lapsus... E' che conosco, o almeno ho conosciuto on line un Diego Gabriele, e confondo spesso i loro nomi, scherzi dell'età... Ma se cambia il destinatario della risposta, la sostanza resta immutata...
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A Ilva Alvani, Movimento Ambientalista Bat, Roberto Frigerio e al sottoscritto piace questo elemento.

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Quale futuro ? Commenti su Facebook...
di Movimento Ambientalista Bat (a margine di un post condiviso su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=262194473894686&set=p.262194473894686&type=1

Questo è il commento che Joe Jo Bass ha postato sulla bacheca di Guido Picchetti alla foto della Mappa della Croazia. Lasciamo che sia Maria Rita D'Orsogna a dare una risposta a questa, secondo noi, sconclusionata affermazione: "Votando "NO" al Nucleare, l' Italia ha votato Sì al petrolio." (vedi immagine a lato, e risposta di Maria Rita nel post in alto, ndr).
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Post di Guido Pietrolongo

Io credo che questo Sig. Bass, nonostante ne prenda le distanze e lui stesso si metta su un piedistallo a giudicare, è l'emblema dell'italiano medio. Prima si lamenta di alternative bocciate dal popolo a gran voce, del seguire l'odore del denaro e poi si arrende al "male minore" e parla di consumi. Se la prende anche con le giovani generazioni...Io dico che è inutile continuare a preferire un male invece di un'altro e sperare solo in una maggiore indipendenza economica. Il male è male e basta! E bisogna combatterlo sempre e comunque. Il denaro non paga la salute... o meglio la salute non la vendono da nessuna parte!!! Una centrale nucleare più piccola con minore pericolo è pur sempre pericolosa!!! Non è vero che rinunciando al nucleare si è detto si al petrolio! Ma che ragionamento si sta facendo? Da sempre l'Italia è considerata il Paese del Sole... Ci sono canzoni della tradizione popolare che lo celebrano... Abbiamo la fortuna di essere il Paese più ricco del Mondo da sempre perchè al centro del "sistema Mediterraneo"... Si parla di energia alternativa quando questa energia è primordiale, atavica quindi tutt'altro che alternativa!!! Quella alternativa è l'energia che stiamo andando a cercare altrove senza considerare tutti i danni che provoca all'ambiente e quindi a noi stessi perché parte dell'ambiente! E senza pensare che l'energia ce l'abbiamo sul piatto bella e pronta ogni giorno... da sempre!!! Noi potremmo avere la botte piena e la moglie ubriaca ma gli interessi che stanno sopra di noi sono troppi e non si arrenderanno mai. Come dice sempre la Prof.ssa D'Orsogna: "Finchè ci sarà una goccia di petrolio nel sottosuolo questi non si fermeranno... e noi con loro!!". Questa "battaglia" è un esempio di gente che non piange sul latte versato, ma agisce e ottiene risultati validi e concreti!!! Questo Sig. Bass è invitato ad aprire maggiormente gli occhi e le orecchie, ad aggiornarsi e a ricordare che quando si punta un dito verso qualcosa o qualcuno, ce ne sono 3 puntate verso noi stessi! Da ognuno di noi nel proprio piccolo deve partire questa coscienza e questa voglia di reagire... Non è più ora di lamentarsi, è ora di capire e attivarsi!!!
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Post di Gino Nesti

Ma che c...zo di equazione è ? Questi sono discorsi a manico d'onbrello, fatti al bar per sentito dire !! La strada da imboccare dopo il referendum antinucleare doveva essere l'inizio delle rinnovabili !!! Non a caso l'italia è tra i primi in Europa con l'idroelettrico, iniziare con pannelli fotovoltaici, solare termico, biomasse, metano biogas... Invece cosa hanno fatto i nostri politici di sempre ? ...Hanno preso la scorciatoia: comprare l'energia elettrica dalla Francia... GRANDI CERVELLI RATTRAPPITI !!! In una giornata di sole ci sono tanti kW sufficienti per un anno a tutta l'umanità !!! Un quintale di legna (costo 10 euro ) sprigiona energia pari a 33 litri di gasolio (euro 48 ), e con la legna non si inquina !!! Un chilo di biogas (euro 0,96 ) è pari a un litro e mezzo di benzina (2.70 euro !!!) Il male è che molte persone hanno cultura bassa e lingue scollegate dai cervelli !!!
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Post di Guido Pietroluongo

p.s. Con la legna non si inquina ? ... di più!
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Post di Gino Nesti

La legna se bruciata nel caminetto o nelle vecchie stufe, (avendo basse rese termiche ) rilascia polveri sottili (pm10 ); ma ovviamente se bruciata in caldaie di qualità e con rese oltre l'80%, non inquina per niente !!! Rilascia COo2, ma è il CO2 che l'albero ha assorbito nell'arco della sua vita ! Esempio: l'albero nei suoi 20 anni di vita (parlando di boschi a ceduo ) incamera 50kg di CO2, ma quando la sua legna brucerà rilascerà 50 kg di CO2: quindi il bilancio è pari, viceversa se estraggo petrolio e lo brucio, vado ad aumentare il CO2 già esistente nell'aria !!!
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Post di Guido Pietroluongo

Si ok...ma se non la brucio per niente non rilascio CO2 !
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Post di Maria Rita D'Orsogna

Il sole... volevo farci un post, ma non ho avuto tempo. Ecco qui: la Germania, il 50% del fabbisogno nazionale coperto dal sole. Maggio 2012. Magari il post lo faccio adesso! Ciao! MR...
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Post di Maria Rita D'Orsogna

Vedi http://www.guardian.co.uk/environment/2012/may/28/solar-power-world-record-germany
"Solar power generation world record set in Germany" da www.guardian.co.uk
Plants produced 22 gigawatts at midday hours on Friday and Saturday, meeting half country's electricity needs on second day...
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Post di Maria Rita D'Orsogna

Ecco fatto, buona notte! Leggi "No all'Italia petrolizzata: Germania 26 Maggio 2012 - il sole copre metà del fabbisogno energetico"
http://dorsogna.blogspot.com/2012/07/germania-26-maggio-2012-il-sole-copre.html

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Post di Gino Nesti

@ guido pietrolungo. Eh, certo !! Ovvio che il rapporto era tra legna e petrolio !! in ogni caso la battaglia contro l'inquinamento si combatte con sole, acqua, vento e biomasse !!! Quello che è importante è che in futuro non solo le filiere energetiche devono essere più corte possibili, ma usare l'intelligenza e la tecnica per riscaldarci e mantenere il confort attuale (se non meglio ) in modo sostenibile e rinnovabile, sia per noi che per l'ambiente !!!
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Condivido da Maria Rita D'Orsogna
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=262320773882056&set=a.104235473023921.6243.100003124060233&type=1&theater
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Post di Gino Nesti

La Germania è un popolo che, a differenza dell'italia, è una nazione !!! La differenza è sostanziale ! il popolo tedesco crede nelle sue capacità tecniche, politiche e culturali, e se impostano un obiettivo lo raggiungono !! ......E nella fattispecie hanno meno sole di noi !!! ... Basterebbe copiarli !!! Se la Germania avesse una classe politica come la nostra (cosa matematicamente impossibile...), il popolo tedesco... riaccenderebbe i forni crematori !!!

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Pantelleria 2012 - Mediterranean Deep Corals
comunicato di "Diver Evolution"
http://www.diverevolution.it/project-baseline-tyrrhenian-sea.html


     16 Luglio 2012. - Dal 10 al 31 agosto partirà a Pantelleria un nuovo progetto GUE di ricerca e esplorazione sui fondali dell’isola di Pantelleria, il Mediterranean Deep Corals, finalizzato allo studio dei “soft corals” presenti nel Mediterraneo con l’obiettivo di realizzare il censimento e una nutrita documentazione foto-video delle diverse specie presenti sui fondali dell’isola e degli habitat ad essi associati. I risultati attesi saranno di sicuro interesse per gli aspetti di tutela e conservazione ambientale e per l’evoluzione di Project Baseline Tyrrhenian Sea, che estenderà l’area di interesse al Canale di Sicilia.
     Il progetto si svilupperà per fasi, anche in collaborazione con il Prof. Cerrano dell’Università di Politecnica delle Marche, ed è riservato ai subacquei GUE. Sono previste immersioni a diversi range di profondità, a partire dal livello fondamentali al livello Tech 2 plus e RB divers. Per la logistica ci si appoggerà al Pantelleria Divers Diving Center di Fabio Leonardi.
     Il progetto è a numero chiuso. Le adesioni potranno essere effettuate per settimana, da sabato a sabato, o da domenica a domenica, o anche per più periodi. La logistica sarà a cura dell’organizzazione che si occuperà di fornire su richiesta bombole o attrezzatura subacquea, oltre ai riferimenti utili per gli alloggi e per gli orari dei voli e dei traghetti. La richiesta di partecipazione al progetto deve pervenire alla seguente e-mail: elena.romano@gmail.com.
     Per maggiori info contatta gli organizzatori del progetto:
Francesco Spaggiari (eguaza@hotmail.com) - tel. +39 339 1291104
Claudio Provenzani (claudio@gue.com) - tel. +39 338 3798813
Elena Romano (
elena.romano@gmail.com) - tel. +39 333 2848573
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ecco un esempio di quello che può e dovrebbe essere Pantelleria per i subacquei di tutta Italia e non solo... Un laboratorio aperto sotto il pelo dell'acqua per subacquei studiosi e appassionati della vita marina del Mediterraneo... Quale ambiente marino nel Mare Nostrum più del Canale di Sicilia è ricco di biodiversità e capace di rivelare i cambiamenti in atto in tutto il Mediterraneo sotto tanti punti di vista ? Complimenti e auguri ai promotori di questa iniziativa, che prima di tanti altri ne hanno compreso il valore...
PS . - Cos'è il Tyrrhenian Sea Project... (da http://www.diverevolution.it/presentazioni-progetti.html)
Benvenuti a Napoli area dello Springshed Baseline Project. Fine del GUE Project Baseline Tyrrhenian Sea consiste nella raccolta di dati biologici, archeologici, storico e ambientali di siti marini presenti nel Mar Tirreno, attraverso l'indagine subacquea, il campionamento e l’utilizzo di tecniche video-fotografiche, utili per un’attività di monitoraggio degli habitat marini e dei siti d’interesse ambientale. L'area d'indagine si estende dalla parte meridionale del Mar Ligure alla Sicilia settentrionale, tra cui alcune delle più importanti isole di fronte alla costa, come Capri, Ischia, Ustica, ecc. Il progetto è stato avviato lavorando su un sito esempio (Traliccio di Capri), dove era disponibile già molto materiale, per valutare e stabilire le procedure standardizzate di raccolta dati. E' stata predisposta una scheda di raccolta dati, che comprende le informazioni principali relative al sito di immersione, come parametri fisici (temperatura, visibilità, corrente, caratteristiche del fondale, ecc) e biologici (identificazione delle specie marine, con particolare attenzione all’identificazione di specie di rilevante interesse ecologico o di interesse antropico). Sono state inoltre preparate delle linee guida di raccolta dei dati, un video esplicativo per l’inquadramento del sito e del materiale fotografico.
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Dalla mia Bacheca su FB del 21/07/12

No alle trivelle dalle saline di Marsala
video pubblicato in data 18/lug/2012 da GreenpeaceItaly
http://www.youtube.com/watch?v=nDRWnNbaReg&feature=player_embedded

Gli attivisti e la barca a vela di Greenpeace sono oggi a Marsala per la terza tappa del tour "U MARI NUN SI SPIRTUSA". Il sindaco Giulia Adamo, presente alla manifestazione tra le saline e i mulini a vento, tesoro della costa e simbolo della città, ha firmato l'appello per la salvaguardia del Canale di Sicilia dalla corsa all'oro nero, mentre gli attivisti hanno aperto uno striscione con il messaggio "NO TRIVELLE NEL CANALE DI SICILIA".
Vedi http://www.NoTrivelleTour.org .

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La mappa della Croazia, un utile promemoria
di Guido Picchetti (nota a margine di una mappa del Min.Svl.Econ. postata su FB
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3960232318574&l=da02fd438e


    Ecco un estratto dalla mappa "Mediterranea Sea" della "Global Exploration, Production Service" che riguarda in particolare il territorio della Croazia, la sponda dirimpettaia dell'Italia in Adriatico. La mappa, pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico italiano, risulta aggiornata al 2 Giugno 2010. Ma già allora, come si può ben vedere, la situazione delle concessioni petrolifere previste, sia on shore che off-shore, non era certamente rosea...

    Nonostante siano tre soltanto gli operatori del settore petrolifero segnalati su questa mappa, solo una ridotta parte del territorio croato (che dal confine settentrionale con la Slovenia arriva fino a metà circa della sua estensione verso sud) risulta sgombra da concessioni. Tutto il resto del territorio di questa nazione dei Balcani a noi vicina, appariva già allora totalmente lottizzato da concessioni sia in terra che in mare, le quali, come si può ben vedere, oltre ad interessare tutta l'Istria, le sue coste e il mare Adriatico di  competenza della Croazia da nord a sud, comprendono anche una vasta parte più interna del territorio croato fino al confine con l'Ungheria.
    Dei tre operatori in lista, a fare la parte del leone è la società "INA Naptaplin", che risulta intestataria della quasi totalità delle concessioni previste in terra e in mare dal governo croato. Seguono a distanza, per superficie coperta, la "INAGIP", titolare di alcune concessioni off-shore prossime al limite delle acque territoriali tra Italia e Croazia e al largo delle coste istriane meridionali; e la "EDINA" titolare di alcune concessioni off-shore più distanti dalla costa, anch'esse prossime al limite delle acque territoriali.
    Perchè pubblicare questa mappa ? A parte il collegamento con la scossa sismica di ieri di cui si è avuto notizia, c'è il fatto che la Croazia, stando alle testimonianze di quanti hanno avuto modo recentemente di visitarla, è certamente una delle nazioni europee che più si è impegnata nella tutela delle sue coste e del suo ambiente naturale, operando, a quanto pare, nel pieno rispetto delle indicazioni concordate dalla Convenzione di Barcellona proprio su questo particolare tema.
    Eppure la mappa in questione evidenzia una "realtà progettuale" non proprio felice, ambientalmente parlando, che sembrerebbe soltanto fortunatamente bloccatasi a quello stadio... Ma il pericolo è che da un momento all'altro quella "realtà" possa divenire "REALE", con quale rischi per il territorio di quel Paese, delle sue coste e del suo mare è facile immaginare... Rischi però che ci riguardano da vicino, in un mare che certamente non possiamo considerare distinto e separato dal nostro, se non per quei limiti fittizi imposti dall'uomo, di cui la natura non tiene alcun conto, e sa farsene gioco appena lo voglia... Consideriamola pertanto questa mappa come un utile promemoria, da aver ben presente nell'interesse di tutti, che ci stimoli ad unire le forze per un obiettivo comune...
    La mappa è stata ripresa da http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/cartografia/ihs_mediterranean_map.pdf
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Post di Joe Jo Bass

L'ho già detto e lo ribadisco: votando "NO" al Nucleare, l'Italia ha votato SI' al petrolio. Sebbene esistano impianti assai più sicuri di Fukushima, oggi assai più piccoli, quindi meno pericolosi, nonostante si sia prossimi alla produzione di energìa tramite fusione, anzichè fissione... E non costruire centrali da noi equivale al comprare elettricità, per il 20% del consumo al Nord, prodotta da centrali nucleari francesi, site in confine con l' Italia. Contro la volontà popolare c'è poco da fare. Vaglielo a spiegare agli Italiani... Non a caso il più grande "sponsor" di GREEN PEACE Italia è Moratti, petroliere. Seguiamo l' odore del denaro, arriveremo alla verità ... :-). Così spesso, questo lamentarsi per le trivellazioni è un piangere su latte versato, purtroppo. Nessuno può avere botte piena e moglie ubriaca: il guaio delle giovani generazioni, abituate ad avere quasi tutto senza pagare quasi nulla, è questo... Chissà , forse questo delle trivellazioni è il male minore. Comunque, è la strada che si è VOLUTA intraprendere... :-(
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Post di Guido Pietrolongo
Io credo che questo Sig. Bass, nonostante ne prenda le distanze e lui stesso si metta su un piedistallo a giudicare, è l'emblema dell'italiano medio. Prima si lamenta di alternative bocciate dal popolo a gran voce, del seguire l'odore del denaro e poi si arrende al "male minore" e parla di consumi. Se la prende anche con le giovani generazioni...Io dico che è inutile continuare a preferire un male invece di un'altro e sperare solo in una maggiore indipendenza economica. Il male è male e basta! E bisogna combatterlo sempre e comunque. Il denaro non paga la salute... o meglio la salute non la vendono da nessuna parte!!! Una centrale nucleare più piccola con minore pericolo è pur sempre pericolosa!!! Non è vero che rinunciando al nucleare si è detto si al petrolio! Ma che ragionamento si sta facendo? Da sempre l'Italia è considerata il Paese del Sole... Ci sono canzoni della tradizione popolare che lo celebrano... Abbiamo la fortuna di essere il Paese più ricco del Mondo da sempre perchè al centro del "sistema Mediterraneo"... Si parla di energia alternativa quando questa energia è primordiale, atavica quindi tutt'altro che alternativa!!! Quella alternativa è l'energia che stiamo andando a cercare altrove senza considerare tutti i danni che provoca all'ambiente e quindi a noi stessi perché parte dell'ambiente! E senza pensare che l'energia ce l'abbiamo sul piatto bella e pronta ogni giorno... da sempre!!! Noi potremmo avere la botte piena e la moglie ubriaca ma gli interessi che stanno sopra di noi sono troppi e non si arrenderanno mai. Come dice sempre la Prof.ssa D'Orsogna: "Finchè ci sarà una goccia di petrolio nel sottosuolo questi non si fermeranno... e noi con loro!!". Questa "battaglia" è un esempio di gente che non piange sul latte versato, ma agisce e ottiene risultati validi e concreti!!! Questo Sig. Bass è invitato ad aprire maggiormente gli occhi e le orecchie, ad aggiornarsi e a ricordare che quando si punta un dito verso qualcosa o qualcuno, ce ne sono 3 puntate verso noi stessi! Da ognuno di noi nel proprio piccolo deve partire questa coscienza e questa voglia di reagire... Non è più ora di lamentarsi, è ora di capire e attivarsi!!!
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Post di Joe Jo Bass

Sarò io IL PIU' LIETO se le mie opinioni verranno contestate dai FATTI ... Di solito, le PERSONE mi danno torto... I FATTI mi danno ragione... Davvero, Guido P., spero TANTO di essermi sbagliato, ed anch'io spero che tu abbia ragione... Ciao !
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Posrt di Guido Pietroluongo

Si parlava proprio dei fatti, che non danno né ragione né torto a nessuno... Questa non è una "battaglia" di persone, non si vince niente e non vince nessuno. Nessuno ha torto e nessuno ha ragione. Questa è una "battaglia" di intenti comuni, di azioni concrete non di parole, e di voglia di mantenere in salute l'ambiente e noi stessi dando un futuro a ciò che ci circonda e alle nuove generazioni. I fatti di cui si parla esistono e hanno fermato diversi tra questi progetti promuovendo altre strade pulite ed ecosostenibili che stanno costruendo delle realtà esemplari ed un futuro vero. Se le interessa le posso fare un elenco di questi FATTI e di tutte le ragioni che hanno mosso centinaia di persone a difendere il bene comune come nessun politico ha mai fatto e con una volontà e uno spirito di abnegazione rari!
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Condivido da Maria Rita D'Orsogna: "Il giorno 26 Maggio 2012 in Germania la metà' del fabbisogno nazionale di energia è stato prodotto da fonti solari fotovoltaiche. Fanno 22 gigawatt di elettricità all'ora - l'equivalente di 20 centrali nucleari a pieno carico". Questa è anche una risposta a coloro che affermano che "gli italiani votando NO al nucleare, è come se avessero votato SI' al petrolio". Un'equazione "strampalata e bizzarra", poichè gli italiani hanno votato IL SOLE quale unica fonte energetica pulita!!!
Vedi http://dorsogna.blogspot.it/2012/07/germania-26-maggio-2012-il-sole-copre.html
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A Fabrizia Arduini piace questo elemento.

 
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Scossa sismica sulla costa della Croazia
di Guido Picchetti (a margine di una immagine dell'emsc postata su FB)

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3959849389001&l=cd9cdf9ed2


In Adriatico, ieri sera alle 22:51, sulla costa croata poco a nord di Zadar, scossa sismica di mag 3.0, alla profondità di 2 km ...

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Post di Gianfranco Rossetto
‎...a nord di ZARA...
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Post di Guido Picchetti
Grazie della rettifica, Gianfranco, un tempo era nostra, e i nomi erano diversi... Come Pola, che ora è Pula... C'est la vie...
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Dalla mia Bacheca su FB del 20/07/12

Lettera di un dipendente Saras
di Maria Rita D'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/07/lettera-di-un-dipendente-saras.html
 

FRIDAY, JULY 20, 2012. - Il consiglio provinciale di Oristano, ieri ha bocciato all'unanimità il progetto di trivellare Arborea, città con agricoltura di pregio, ortaggi, latticini ed allevamenti rinomati, oltre che varie riserve naturali popolate da fenicotteri. Parallelamente mi arriva un email da parte di un lavoratore della Saras. Non voglio causargli problemi, cosi lo chiamiamo solo Davide, un nome fittizio. Non sia mai che la Saras gli faccia passare dei guai...
     Pubblico la sua lettera in calce. Questa lettera, secondo me, è l'esempio lampante di quanto bene funzioni il parallelo petrolieri-ricatto posto di lavoro. Praticamente Davide dice che occorre trivellare Arborea perchè sennò non si sa cosa altro raffinare negli altri stabilimenti Saras, e dice che le trivelle ad Arborea saranno lo sviluppo "sostenibile" !!!
     Io non ce l'ho con i lavoratori della Saras, che sono, secondo me, solo una parte dell'ingranaggio e non si rendono conto di quanto abbiano pagato (con il loro lavoro, ndr.) per dare ai Moratti tutti i miliardi che hanno, e di quante altre opportunità l'industria del petrolio li abbia derubati. Come sempre occorre pensare al binomio Gela/Taormina. La prima disse si al petrolio, la seconda no. E oggi si vedono i risultati di quelle scelte.
     Non sono mai stata a Sarroch, ma non credo che possa reggere il paragone con le altre città turistiche della Sardegna. Cosa sarebbe stata Sarroch senza la fabbrica dei Moratti? Non lo sapremo mai. Ma di certo sappiamo cosa è oggi Arborea, e credo che nessuno sano di mente possa voler rinunciare a tutto quello che oggi è Arborea in cambio di trivelle e raffinerie.
     Io non credo di generalizzare. E' solo che non ho mai mai mai letto o sentito di una comunità che sia felice di vivere vicino ai pozzi di petrolio. Mai. E' la verità, e sfido chiunque che non sia affiliato con l'industria del petrolio a dirmi che si vive bene vicino a raffinerie e simili.
     Caro Davide, se la Saras ci tenesse a lei, adesso che il lavoro scema, le farebbe un training per riqualificare lei e i suoi colleghi verso altri tipi di lavoro - pannelli solari, imprese in proprio di manutenzione di altri tipi di industria. e così via. L'epoca del petrolio è finita, e star qui a voler trivellare l'intrivellabile è solo una finta medicina che finirà solo con il fare più danni di quanto lei non creda. E le prove non le ho io. Le prove le contiene il rapporto "Disturbi Respiratori dell'Infanzia e Ambiente in Sardegna" che parla di bimbi più malati, di più alti tassi di tumore, di inquinanti in aria, in atmosfera e nel suolo per chi vive a Sarroch, rispetto ad altre zone della Sardegna.
     Legga qui. E poi qui. E poi qui. Le prove le ha Massimiliano Mazzotta con il suo documentario "OIL" , la cui diffusione la Saras ha cercato in ogni modo di evitare. Le prove le ha Giorgio Meletti con il suo libro "Nel paese dei Moratti" , contro cui la democraticissima Saras ha intrapreso "azioni legali" come riporta Wikipedia, per avere rivelato a tutti il "modus operandi" della Saras il giorno in cui sono morti tre operai perchè nessuno li aveva addestrati per le mansioni di cui dovevano occuparsi. Le basta?
     Ripeto io non ce l'ho con lei. Ce l'ho con chi le fa credere che sia giusto avvelenare acqua, aria e polmoni e che in cambio lei debba pure essergli grato e debba difenderli. Tutto questo mentre lei arranca ad arrivare alla fine del mese e loro corrono dritti dritti in banca a contarsi i quattrini, mentre Massimo Moratti decide quanti miliardi dare ai suoi calciatori, e mentre Mrs. Milly Moratti finge di essere una verde...

La lettera di Davide, dipendente della Saras
Cara professoressa,
    io lavoro alla Saras da 20 lunghi anni e penso che quanto scritto da lei riguardo ai petrolieri non sia in linea con quanto sia reale e come in tutte le cose della vita non si può far di tutta l'erba un fascio.
    Infatti, non so se lei parli così... Perchè, generalizzando (come la maggior parte delle persone), i petrolieri sono tutti degli sporchi colonizzatori senza scrupoli e quindi totalmente insensibili alla salute e indifferenti alle persone. Ma devo dire che non è così. Perlomeno non è sempre così.
    I Moratti e in particolare la Saras non è come la dipinge lei e la maggior parte delle persone. Il fatto che si voglia avere il gas di Arborea è un'opportunità per tutta la Sardegna e nasce dal fatto di una sempre crescente necessità di auto-sufficienza energetica, per ridurre i costi di una ormai agonizzante industria della raffinazione (e non è un delitto).
    Il fatto poi ambientale secondo me non si pone, poichè il modo di operare della Saras qualora fosse, come dice lei, fautore di terrificanti emissioni gassose, non potrebbe mai essere consentito, rispetto alle ormai sempre più stringenti norme ambientali che hanno contribuito a mettere in ginocchio le raffinerie in Europa. Ma al di là di questo la Saras opera ed ha sempre operato nel pieno rispetto di tutela delle più restrittive esigenze di carattere ambientale, e anzi ha fatto un po' di più.
    Mi creda, non siamo così come lei ci dipinge, e se ha dei dati che dimostrano il contrario li metta a disposizione. Non vogliamo trasformare Arborea in un inferno di maleodoranti miasmi, ma in una realtà di sviluppo e sostenibilità per un futuro della Sardegna migliore.

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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Da Arborea arriva la lettera di un dipendente della Saras... E proprio mentre il consiglio provinciale di Oristano boccia all'unanimità il progetto della Saras di trivellare sul litorale di Arborea, arriva a Maria Rita D'Orsogna la lettera accorata di un dipendente sardo della stessa ditta petrolifera, che teme di perdere il suo lavoro... C'è un confronto a distanza civilissimo tra i due, con una risposta di Maria Rita al dipendente della Saras altrettanto accorata e partecipativa. Un confronto a distanza, che va letto con attenzione e partecipazione, per valutarne appieno gli elementi in base ai quali formarsi un giudizio personale su quali scelte occorra fare per dare valore al nostro futuro, in questo caso, come in altre situazioni simili che arrivano alla nostra attenzione...
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A Alfonso Nigro e Movimento Ambientalista Bat piace questo elemento.
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Scossa sismica di mag 3.3 nel mare delle Eolie
di Guido Picchetti (a margine di una immagindell'EMSC postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3957145721411&l=a1441ddd9f

Continuano a fremere i fondali marini intorno alla Sicilia, ora qua, ora là. Stavolta è il fondale interessato è quello in prossimità di Panarea nelle Eolie. La scossa, di mag 3.3, è stata registrata alle 12:27 di oggi, 20 Luglio, ora locale. Estremamente profondo l'ipocentro della scossa, a ben 231 km di profondità. A lato la mappa dell'EMSC della zona interessata dal sisma.
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Notizia simile su "Il Moderatore" del 20/07/12
http://www.ilmoderatore.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1033%3Aterremoto-nelle-eolie-magnitudo-35
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A Alfonso Nigro, Ilva Alvani, Movimento Ambientalista Bat, Gianluca Cecere e Debora Toscano piace questo elemento.

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I pescatori siciliani con Greenpeace contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia
di Guido Picchetti (da una nota su FB del 20/07/12)
http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=478266568851830


    Questo il comunicato diramato ieri congiuntamente da "Greenpeace", "Legacoop Sicilia" e "Agci Agrital Sicilia" per annunciare la manifestazione in programma domani Sabato 21 Luglio al porto di Scoglitti di Vittoria in provincia di Ragusa contro le perforazioni petrolifere e a tutela della biodiversità del Mar Mediterraneo, e per chiedere l'istituzione di una Zona Ecologica Protetta nel Canale di Sicilia.

"AGCI-AGRITAL SICILIA e LEGACOOP PESCA SICILIA, rappresentative di molti pescatori e operatori del settore ittico e dell’acquacoltura della costa sud della Sicilia, sensibili alle preoccupazioni delle problematiche espresse nell’APPELLO lanciato da “GREENPEACE” e delle conseguenze delle trivellazioni in mare sull’ecosistema marino del Canale di Sicilia e sulle sue risorse alieutiche, hanno aderito all’APPELLO in oggetto, impegnandosi altresì a promuovere e sensibilizzare tutti i portatori d’interesse, comprese le amministrazioni locali e le autorità
regionali.
A tal fine, le suddette associazioni hanno convenuto di organizzare insieme un evento di sensibilizzazione per l’adesione all’APPELLO che si svolgerà Sabato 21 Luglio 2012 nel porto di Scoglitti – Vittoria (RG), alle ore 10,15 presso l’Hotel il Gabbiano. Durante l’evento, comprensivo di conferenza stampa, alcuni operatori del settore e “GREENPEACE” illustreranno le motivazioni della richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di fermare le perforazioni off-shore ed approvare, anche di concerto con gli altri paesi rivieraschi, provvedimenti efficaci per la tutela dell’ecosistema del Canale di Sicilia. L’Evento si concluderà con la firma dell’APPELLO da parte degli intervenuti all’evento.
Oltre ai Presidenti Regionali delle Organizzazioni di Categoria del settore ittico, interverranno all’evento l’On. Prof. F.sco Aiello, Assessore per le Risorse Agricole e Alimentari della Regione Sicilia, il Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Giannì e Franco Andaloro, ecologo marino, Dirigente Istituto di Ricerca."

    Le tre organizzazioni hanno anche promosso insieme un evento di sensibilizzazione a Trapani per Lunedi 23 Luglio p.v. Si svolgerà presso Palazzo Rccio di Morana, con inizio alle 10,30. Dopo la presentazione del programma da parte di Giovanni Basciano (Presidente "Agci Agrital Sicilia"), Pino Gullo (Presidente "Legacoop Sicilia"), e Alessandro Giannì (Direttore delle Campagne di "Greenpeace Italia"), è prevista una proiezione di filmati delle riprese subacquee nel Canale di Sicilia. Interverranno in qualità di esperti e testimonial: Giorgia Monti di Greenpeace, Fabio Fiorentino del CNR di Mazara del Vallo, Natale Amoroso, assessore alla pesca della provincia di Trapani, l'On.le Toni Scilla, Segretario della Commissione Attività Produttive della Regione Siciliana; Mimmo Turano, Presidente Provincia Regionale di Trapani; Rappresentanti di O.O.P. e Associazioni armatoriali, Cooperative e singoli armatori. La conclusione dell'evento è prevista alle 12 con la firma di adesione all'appello degli intervenuti.
    Per informazioni questi i recapiti della Segreteria Organizzativa: giovanni.basciano@gmail.com , cell: 337643240; g.gullo@legacoopsicilia.coop .  cell:3355275662; cell:3355275662; giorgia.monti@greenpeace.org . tel. 06/68136061.
    Mi sia permesso un breve commento in calce alla mia stessa nota... Anzitutto un ringraziamento a Gianluca Salerno, per avermi inoltrato per amicizia e informazione, la documentazione sui suddetti eventi, organizzati a Scoglitti di Vittoria in provincia di Ragusa e poi a Trapani, contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia. Documentazione a lui inviata via e-mail da Giovanni Basciano, presidente dell'Agci Agrital Sicilia.
    Ma a Gianluca Salerno, proprio nella sua qualità di Presidente dell'Ass. Pescatori di Pantelleria, non essendo il problema della tutela dello Stretto di Sicilia dalle trivellazioni un problema che interessa unicamente il mondo della pesca, vorrei fare una cortese domanda chiarificatrice in merito agli eventi di sensibilizzazione di cui sopra...
    Niente da dire sulla loro utilità, per carità, certamente fuori discussione... Ma solo per una questione di forma... La sua "Associazione Pescatori Pantelleria" era stata messa al corrente, da parte di qualcuna delle tre associazioni promotrici, dell'organizzazione di tali eventi ? O ne ha avuto notizia solo a programmazione avvenuta, direttamente con la documentazione che cortesemente Gianluca ha trasmesso al sottoscritto, sapendo del mio interesse per tale questione ?
    E non è una domanda di poco conto, in quanto a mio giudizio si lega al fatto di aver ignorato, nella pur positiva "iniziativa crocieristica" di Greenpeace (e in quegli eventi che ne sono poi seguiti), ogni contatto diretto con le isole del Canale (Pantelleria, Lampedusa e Linosa), le cui comunità e i cui territori (on-shore e off-shore) sono sicuramente i più esposti ai rischi connessi alle trivellazioni, meritevoli pertanto di considerazione, e certamente non solo per i problemi che potrebbero derivarne al settore della pesca per eventuali incidenti...
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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 9920" del 22/07/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=9069
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Post di AssPescatori Di Pantelleria
Grazie Guido...
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Post di Gianluca Salerno @ Guido Picchetti

Io precedentemente o durante la programmazione ho avuto poche informazioni e successivamente sono stato informato tramite e-mail personale e presso quella dell'Associazione, ove altri soci hanno le coordinate e possono visionare; devo dire la verità che siamo stati solo informati come sempre e con cortese puntualità da Giovanni Basciano, e per questo devo dire sempre "Grazie". Senza nessuna critica, io rimango del parere che bisogna continuare cosi e collaborare sempre di più e con più persone, enti, associazioni, etc... anche perchè la gravità della questione tocca veramente a tutti.
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A AssPescatori Pantelleria, Gianfranco Rossetto, Mauro Silvia, Roberto Frigerio, Mario Di Giovanna, e Guido Pietroluongo piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 19/07/12

La Provincia di Oristano boccia il progetto "Eleonora"
by noprogettoeleonora
http://noprogettoeleonora.wordpress.com/2012/07/19/la-provincia-di-oristano-boccia-il-progetto-eleonora/


19 luglio 2012. - C’è voluto un po’ più del previsto, ma alla fine anche il Consiglio Provinciale di Oristano ha bocciato il Progetto Eleonora. Nella seduta di questo pomeriggio, terminata pochi minuti fa, l’aula consiliare si è espressa all’unanimità in favore dell’ordine del giorno portato in Consiglio dalla Commissione Ambiente che esprime totale contrarietà al progetto di trivellazione presentato dalla Saras.
Una delibera attesa, viste le richieste presentate da diverso tempo dal Comitato Civico, da centinaia di cittadini e da tutte le attività produttive di Arborea, ma non per questo scontata. La Saras ha infatti provato a scompaginare i giochi inviando una lettera – di cui siamo entrati in possesso – ai Consiglieri Provinciali, soltanto due giorni prima della votazione dell’ordine del giorno. Un vero e proprio intervento a gamba tesa. Un ultimo tentativo, ben studiato, per evitare che anche la Provincia si esprimesse contro il Progetto Eleonora. Dal canto loro i Consiglieri non hanno però potuto fare a meno di prendere atto di ciò che da ormai nove mesi questo Comitato continua ad evidenziare: il Progetto Eleonora è totalmente incompatibile con il territorio di Arborea e dell’intera Provincia.
Ma non è solo il Comitato a chiedere la bocciatura del Progetto Eleonora. Se questo Comitato ha forza e ottiene importanti risultati in questa battaglia per la tutela del proprio territorio è grazie a centinaia di cittadini, ragazzi e genitori che ogni giorno continuano ad informarsi e ad informare sui rischi che la trivellazione di un pozzo per la ricerca di idrocarburi potrebbe arrecare alla nostra terra. Genitori che si sono riuniti ieri pomeriggio ad Arborea, e che nel giro di poche ore sono riusciti a firmare una petizione che è stata presentata ai Consiglieri Provinciali poco prima dell’inizio del dibattito. Una petizione firmata da oltre trecento persone in poco meno di dodici ore.
La battaglia non finisce certo qua, ma anche questa delibera del Consiglio Provinciale di Oristano è un ulteriore tassello che si aggiunge alle precedenti delibere di contrarietà dei Comuni di Marrubiu, Arborea, San Nicolò d’Arcidano e Solarussa. C’è ancora tanto lavoro da fare. Non smetteremo mai di ripeterlo: non vogliamo nessun pozzo. Né qui né altrove.
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post condiviso tramite Maria Rita D'Orsogna

Una bella notizia che si riferisce proprio alle progettate trivellazioni della Saras ad Arborea, cui si riferiva Maria Rita D'Orsogna nella lettera indirizzata ai membri della Giunta Regionale Sarda, da me postata stamane negli "Echi di Stampa". Vedi post seguente...
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A Alfonso Nigro. Movimento Ambientalista Bat e Ilva Alvani piace questo elemento.
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La Saras contro Arborea
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/07/la-saras-contro-arborea.html


La Saras insiste a voler trivellare Arborea, con allevamenti pregiati, agricoltura di qualità e a cento metri da un area protetta di stagni e di fenicotteri, cercando di convincere gli assessori che trivellare è cosa buona e giusta.

Gentili membri della giunta regionale di Oristano,
      Dr. Emanuele Cera,
      Dr. Gianfranco Attene,
      Dr. Serafino Corrias,
      Dr. Alfonso Marras,
      Dr. Alessandro Murana,
      Dr. Gianni Pia,
mi chiamo Maria Rita D'Orsogna sono un fisico e insegno a Los Angeles. E' probabile che non abbiate mai sentito parlare di me, ma sebbene viva lontano dall'Italia e la mia vita sia oltreoceano, ho speso gli ultimi 5 anni del mio "tempo libero" a cercare, per quanto possibile, di evitare che l'Italia diventasse un campo di petrolio, facendo informazione libera. E questo solo perchè non lo trovo assolutamente giusto che il Bel Paese venga bistrattato in questa maniera affaristica da petrolieri e speculatori.
     Da Nord a Sud infatti, non c'è comunità che non sia interessata da trivelle, buchi, sondaggi esplorativi, stoccaggio, come se l'Italia fosse non il giardino del mondo ma una landa desolata da trivellare alla ricerca di petrolio e gas scadenti e assolutamente irrilevanti per il fabbisogno nazionale, senza rispetto, senza amore, senza coscienza. Venezia, il Curone, l'Emilia terremotata, Pantelleria, la Val di Noto, la Basilicata, la Costa dei Trabocchi in Abruzzo, il Salento, il Gargano, la Lombardia, la Toscana, e adesso anche la Sardegna. Tutti a fare buchi.
     Non credete a quello che dice la Saras. Sono tutte bugie scritte ad arte dalla ditta dei fratelli Moratti per ingannarvi e per convincervi della bontà di interventi che buoni non sono stati e non saranno mai, in nessuna parte del mondo, in 150 anni di storia petrolifera. Mai. La Val D'Agri in Lucania è irrimediabilmente persa - ci sono laghi intrisi di sostanze petrolifere, senza vita, ci sono sorgenti millenarie chiuse perchè inquinate, l'aria sa di zolfo, ci sono morie di pesci e di flora, ci sono riversamenti frequenti di materiale tossico e cancerogeno che finiscono nei campi. I tumori aumentano, la gente emigra. Con tutte le royalties di cui parla la Saras, la Val D'Agri dovrebbe essere ricchissima. Invece è tutto il contrario: il petrolio ha stroncato le gambe a qualsiasi altra attività produttiva che poteva svilupparsi. E così, secondo il rapporto dell'Istat per il 2011, la Basilicata è la regione più povera d'Italia. Agricoltura, viticoltura, turismo, allevamenti di animali. E' tutto in declino in Val D'Agri.
     L'Adriatico settentrionale è interessato da enormi problemi di subsidenza e di abbassamento del terreno a cui le estrazioni di metano hanno contribuito notevolmente nel corso degli anni. Lo dicono gli stessi rapporti dell'ENI. Alcune piattaforme sono addirittura state sequestrate dalla magistratura per i problemi collegati alla loro stabilità. Il litorale di Ravenna soffre di erosione, di spiagge inquinate ed arretranti. Il pozzo di Trecate, in provincia di Novara è esploso nel 1994 e la bonifica è stata solo parziale. Ha piovuto petrolio per 3 giorni. Nel 1991 ci sono stati altri scoppi a Policoro, con l'incendio di un pozzo di metano. In provincia di Rovigo c'è un pozzo che dal 2010 ad oggi emette esalazioni metanifere senza che nessuno sappia o voglia fermarlo. Fanno quasi due anni.
      Non è vero che le attività trivellanti possono coesistere con l'agricoltura di pregio, come quella che esiste ad Arborea. Non è vero. Studi scientifici mostrano come le esalazioni di idrogeno solforato - dai pozzi, dagli impianti - siano detrimentali all'agricoltura. In California per legge, i petrolieri devono comprare una pagina di giornale ogni tre mesi per dire alla gente che vivere nei pressi di pozzi di gas e di petrolio fa venire il cancro. Ma poi è il semplice buonsenso: chi di voi mangerebbe prodotti di "qualità'" allevati vicino a pozzi puzzolenti di gas? Chi manderebbe i propri figli in vacanza in un posto che sa di petrolio? Chi comprerebbe case a ridosso di pozzi e di oleodotti?
     Tutti conoscono la triste storia di Sarroch, un paese in cui i Moratti - come l'ENI, come tutte le ditte petrolifere del mondo - hanno distrutto ogni cosa che hanno toccato con il miraggio di qualche posto di lavoro - a zero sicurezza, zero rispetto per l'ambiente, e solo per ingrassare i loro portafogli. Ed è questa che Arborea potrebbe diventare: un pozzo tira l'altro, e poi ci saranno oleodotti, e impianti di purificazione, di smistaggio, e voilà, è arrivata la petrolizzazione e da quella non si torna indietro.
     Parlano di 3 miliardi di metri cubi di gas - se è vero. Dato il fabbisogno nazionale di 80 miliardi l'anno, 3 miliardi coprirebbero almeno 14 giorni. Pensateci: tutto il gas di Arborea servirebbe all'Italia per 2 settimane di fabbisogno nazionale, in totale, a fronte di 20 o 30 anni di vita del pozzo, e ammesso e non concesso che venga commercializzato in Italia questo gas. Dicono di non essere "dentro" a zone protette. Ma sono a pochissime centinaia di metri da zone importanti di SIC e con stagni e fenicotteri da proteggere. L'aria non si ferma mica perchè c'è il confine della zona protetta! Si può vivere senza petrolio e senza gas. Ma non si può vivere senza aria pulita, senza acqua pulita, e senza la speranza di un domani migliore.
    Io non ho i soldi, la notorietà e il potere dei fratelli Moratti, ma ho la certezza che il loro progetto non porterà niente di buono alla vostra comunità. Qualcuno deve fare qualcosa per fermare questa follia, e spero che quel qualcuno siate voi. Vogliate prendere coscienza, informazioni, osservando quel che succede in Italia e nel resto del mondo ovunque ci siano situazioni simili. Il potere di fare la cosa giusta è nelle vostre mani. Occorre dire alla Saras, in maniera inequivocabile "no grazie", qui ci teniamo al nostro territorio, andate a bucare altrove. Non lasciatevi ingannare. Cercano il dialogo ed il compromesso perchè il dialogo ed il compromesso iniziano con un "si".
     Grazie e buon lavoro, MRD.

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Articolo simile su "Profumo di Mare"
http://profumodimare.forumfree.it/?t=62410750#lastpost

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

No comment... Quanto ha scritto Maria Rita basta e avanza... Ma i destinatari della missiva di MRD hanno occhi e orecchie, e soprattutto cuore ...? Ne dubito ...
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A Alfonso Nigro, Световна Свобода e Movimento Ambientalista Bat piace questo elemento.
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Un grido da Fabbrico in Emilia. "Io non voglio che nessuno buchi la mia terra!"
di Guido Picchetti (a margine di un articolo di Maria Rita D'Orsogna condiviso su FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/450707931626384


Qui a seguire trovate l'ultimo articolo di Maria Rita D'Orsogna pubblicato un paio di due giorni fa sul suo Blog. Oggi, con il suo permesso, lo riporto integralmente nei miei "Echi di Stampa", per contribuire poi a fine settimana ad una sua diffusione. Lo merita, altrochè se lo merita... E merita pure una attenta lettura da parte di ognuno di noi. Anzitutto per quanto ci racconta Maria Rita a proposito di questo scambio significativo di e-mail tra Elisabetta Scala di Fabbrico (uno dei paesini in provincia di Reggio Emilia colpiti dal terremoto del Maggio scorso) e Stefania Bruni, una rappresentante della Aleanna Resources, la stessa società interessata a realizzare il progetto dell'impianto sotterraneo di stoccaggio di Rivara, di cui tanto già si discute... Infatti l' Aleanna Resources, vicino a Reggio Emilia, in Val D'Enza, è titolare anche di due concessioni di ricerca per trivellare il sottosuolo in cerca di gas. E il paesino di Fabbrico di 6.700 abitanti, guarda caso, è proprio al centro dell'area interessata dalla concessione di Fantozza, una delle due intestate all'Aleanna, la quale intende avviare quanto prima le sue trivellazioni nella zona, a dispetto delle serie infinita di scosse sismiche ancora in corso in tutta l'area. Ma interessanti e assolutamente da non tralasciare sono i vari documenti linkati nel testo di Maria Rita, a partire dagli ritagli di stampa con le rimostranze dei cittadini emiliani oltremodo preoccupati dalle iniziative dell'Aleanna Resources, che testimoniano, a quanto pare, una realtà ben diversa da quella che ci viene giornalmente raccontata dai media nazionali ...

Betta contro la Aleanna Resources
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/07/betta-contro-la-aleanna-resources.html


IO NON VOGLIO CHE NESSUNO BUCHI LA MIA TERRA (Elisabetta Sala, Fabbrico, Reggio Emilia, Luglio 2012)

MONDAY, JULY 16, 2012. - Quello che segue è uno scambio di email fra Elisabetta Sala, una cittadina coraggiosa e combattiva di Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, nella zona del terremoto di Maggio 2012, e Stefania Bruni, una rappresentante della Aleanna Resources che cercava di tranquillizzare tutti con la solita sciorina del "sono solo esplorazioni" e noi portiamo lavoro, soldi, felicità a tutti. La pubblico perchè è bella e perchè la Aleanna e compari devono sapere che qui non prendono in giro nessuno, e che nessuno ce li vuole qui, ad insistere con il trivellare una zona sismica, e già bucata a più non posso.

Della Aleanna Resources abbiamo parlato tante volte su questo blog. Ad esempio qui, qui, e qui. < L'intervento a cui si riferisce Elisabetta è quello delle concessioni Fantozza e Bugia, che sono qui raffigurate e che insistono sulla Val D'Enza, in Emilia Romagna.

L'indirizzo email - pubblico - della dottoressa Stefania Bruni è sbruni@aleannaresources.com. Notare che i petrolieri hanno bisogno di una "specialista" nella comunicazione e nei contatti con la stampa, ovviamente per ripulirsi la coscienza. Quanti soldi sprecati! Ecco una cosa carina, sommergere questa Bruni di email di contrarietà, e non perchè ce l'abbiamo con lei, che è solo una semplice impiegata, ma se non altro per dare il messaggio ai capi di Roma, Dallas o dovunque essi siano, che VERAMENTE NON CE LI VOGLIAMO QUI!

Ecco allora cosa dice Betta alla Aleanna Resources:

Buongiorno dottoressa Bruni,
vi ringraziamo per la solidarietà dimostrata pubblicamente per noi popolazioni colpite dal recente terremoto. Ma terremoto a parte, che ci volete fare con i permessi esplorativi proprio su casa mia ? O di fianco a casa mia perchè non è che Novellara, Reggiolo o Rolo sian lontani.... E comunque non è nemmeno più questo il principio. IL PRINCIPIO E' CHE L'ITALIA E' UN TERRITORIO FRAGILE, STANCO, IN MOVIMENTO, INQUINATO, DANNEGGIATO, E AL COLLASSO. Perciò basta con qualsiasi attività che possa mettere in pericolo l'ambiente in quasiasi modo. Lasciarvi la possibilità di RICERCARE idrocarburi nel nostro sottosuolo equivale ad accettare il fatto che nell'eventualità essi venissero trovati, lì nascerebbe un pozzo estrattivo, si andrebbe in profondità, fino a 3000 metri, ed un pozzo di gas non sbuca da solo come un fungo.... Occorre TRIVELLARE.
Perciò io non accetto. IO NON VOGLIO CHE NESSUNO BUCHI LA MIA TERRA. A che serve un permesso esplorativo se non ad esplorare il terreno alla ricerca di gas o greggio? Come si esplora? Con la torcia ? Il microscopio? La lente di ingrandimento? Sappiamo come operate. E' sufficiente chiedere a chi ha già autorizzato le perforazioni anche nella bassa mantovana anni fa. E' sufficiente informarsi un pochino. Lo sapete che adiacente a noi c'è già operativa la concessione Mirandola da oltre 30 anni - vero?
Alcuni di noi, come la sottoscritta, hanno anche amici, parenti o conoscenti che lavorano presso i pozzi esistenti. Perciò noi emiliani siamo informati sulle tecniche esplorative e su come funzionano le estrazioni di idrocarburi nel sottosuolo. Voi avete eliminato il video delle perforazioni, ma i vostri colleghi di Po Valley hanno interessanti brochure... La ricerca di idrocarburi viene effettuata con tecniche conosciute benissimo dal pubblico, ormai anche da quello di bassa o media cultura. Perciò bando alle chiacchiere, signori.
Come abitante del comune di Fabbrico RE, come cittadina emiliana, sono contraria a qualsiasi attività esplorativa nel sottosuolo che possa danneggiare fauna e flora locale. Abbiamo oasi faunistiche. Zone di riserva. Siamo in tanti ad essere contrari ai vostri interventi, a quelli di Po Valley, Terracon, Edison. Siamo in tanti sopra e sotto Reggio Emilia. Chi ignora verrà informato. Vedi la Gazzetta di Reggio Emilia
.
Io mi metto di traverso. Nella mia zona non bucherete un cm. Deferenti ossequi.
f.to Elisabetta Sala, abitante di Fabbrico (RE)

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A Movimento Ambientalista Bat e Alfonso Nigro piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 18/07/12/b>

Pesce chirurgo all’Elba
di Massimo Boyer
http://www.scubaportal.it/pesce-chirurgo-elba.html


Il mar Mediterraneo sta cambiando, è ormai un dato di fatto con cui dobbiamo fare i conti. Il cambiamento climatico in corso si traduce in una migrazione di specie termofile (amanti del caldo) verso le alte latitudini. L’apertura del canale di Suez ha favorito l’ingresso di molte specie diffuse nel Mar Rosso, i cosiddetti migratori lessepsiani (dal nome di De Lesseps, architetto francese progettista del canale di Suez).
Ma non tutti gli alieni sono lessepsiani, alle due migrazioni di cui abbiamo parlato se ne aggiunge una terza, quella che riguarda specie dell’Atlantico tropicale, che con una frequenza sempre maggiore superano lo stretto di Gibilterra e si affacciano nel Mare Nostrum.
Lo scorso 11 luglio, al termine di una lunga immersione fotografica ai Picchi di Pablo, col mio amico Steven Weinberg, accompagnati dal diving center Biodivers di Porto Azzurro (Elba), esaminando un gruppetto di saraghi mi trovavo davanti inaspettatamente un pesce chirurgo, Acanthurus chirurgus, specie comune nei Caraibi ma diffusa anche lungo le coste Africane dell’oceano Atlantico. Erbivoro, l’esemplare di Porto Azzurro sembrava perfettamente a suo agio tra le alghe nostrane. È la prima volta che questa specie è avvistata in Mediterraneo. Le foto ritraggono proprio l’individuo elbano.
Per la cronaca completa dell’avvistamento vi rimandiamo al numero 5 di Scubazone, ma ci tenevamo a pubblicare la notizia velocemente: non siamo gelosi, anzi, vorremmo che altri subacquei vedessero il pesce, o altri (se altri sono presenti nello stesso sito) e condividessero con noi la loro scoperta, le loro fotografie, i loro filmati. Il Mediterraneo sta cambiando, collaborando possiamo contribuire a descrivere e conoscere per tempo il cambiamento.
Chi volesse segnalare nuovi avvistamenti può contattare direttamente l’autore alla e-mail massimo@kudalaut.com
È assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle immagini presenti in questo articolo senza il consenso dell’autore.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Nuovi inquilini vanno popolando sempre più frequentemente il nostro Mediterraneo, favoriti probabilmente dai cambiamenti climatici in atto. Dopo i barrakuda, davvero insoliti nei nostri mari, e oggi in molte località divenuti comuni anche nei tipici raggruppamenti delle acque tropicali, ecco anche arrivare i pesci chirurgo, entrati evidentemente da Gibilterra, trattandosi (stando alla testimonianza e alle belle foto di Massimo Boyer su "Scuba Portal") di una specie nota, l' "Acanthurus chirurgus", comune nei Caraibi ma diffusa anche lungo le coste Africane dell’Oceano Atlantico...
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A Anna Lodigiani, Valentina Spennato, Antonello Nazareno, Salvatore Addolorato, Pasquale Vassallo e Movimento Ambientalista Bat piace questo elemento.

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Il "balletto" sismico del sottosuolo siculo-calabro continua...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3948494345132&l=1ee17fbf1f

    Ieri in 10 minuti, tra le 13:11 e le 13:22, quattro scosse sismiche sono state registrate in mare aperto, sui fondali orientali al largo dell'Aspromonte a una dozzina di miglia dalla costa, rispettivamente di mag 2.3, 2.3, 2.4 e 2.5, e con epicentri molto ravvicinati. Profondità 10/11 km per le prime tre scosse, e 20 km per l'ultima.
    Una quinta scossa in mare aperto, sempre nello stesso punto, è stata registrata poi questa notte alle 03:31, profondità 11 km.
    Un'ora circa prima di quest'ultima, tuttavia, ad indicare forse l'origine comune del balletto sismico in atto, l'EMSC ha registrato, per l'esattezza alle 02:27, una scossa di mag 2.6 a Paternò, sulle pendici dell'Etna...
    Nella mappa allegata le cinque scosse registrate ieri nello Ionio al largo della costa calabra.
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A Alfonso Nigro, Ilva Alvani, Vincenzo Curto e Movimento Ambientalista Bat piace questo elemento.
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Stessa notizia su "Il Moderatore it" di Walter Giannò
http://www.ilmoderatore.it/...il-balletto-sismico-del-sottosuolo-siculo-calabro-continua...Aultime-notizie&Itemid=22 
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Maria Rita D'Orsogna lancia un SOS per "No Tubo"
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=62390336#lastpost


La prof. Maria Rita D'Orsogna questa mattina ci ha inoltrato un accorato appello via mail che "E' per opporsi ad un gigantesco metanodotto che da Brindisi arriverebbe a Bologna per portare gas (per conto della British Gas) dal Nord Africa agli inglesi". La mail è stata inoltrata anche a Guido Picchetti ed altri illustri amici, comuni e non, della D'Orsogna. Questo è il testo:

Carissimi, vorrei chiedervi se gentilmente potreste sottoscrivere queste osservazioni da mandare al Ministero dello Sviluppo Economico. E' per opporsi ad un gigante metanodotto che da Brindisi arriverebbe a Bologna per portare gas (per conto della British Gas) dal Nord Africa agli inglesi. La Snam lo realizza e ci prende i soldi dell' "affitto" sul suolo italiano. Non è gas per gli italiani. Il progetto attraverserà zone sismiche in Abruzzo ed in Umbria, parchi nazionali e terreni agricoli. La persona che organizza il tutto (la protesta, ndr.) si chiama Maria Trozzi ed è qui in cc. Come sempre, l'idea è di essere solidali gli uni con gli altri, da ogni parte d'Italia. Il modulo che ha preparato Maria è qui in allegato, e devi solo riempire con il nome della tua associazione, rappresentante e sede e rimandare a Maria, che è in cc, entro il 20 luglio. E' una cosa che facciamo comunità per comunità e ci aspettiamo una sorta di reciprocità quando è necessario. Se volete rimandate anche a me, ma non è necessario, basta solo che arrivi a Maria, che poi ci pensa lei a mandare al governo. Guido, puoi fare a nome di Echi di Stampa e Filippo a nome di Profumo di Mare. E poi Carmelo e Franco come Comitato Parchi? Un abbraccio forte e grazie a tutti. Grazie mille! Ciao... MR.

La storia è ben descritta in un articolo apparso l'altro ieri su "Il FattoQuotidiano.it":

    "Preoccupa sempre più il progetto della Snam, avviato nel 2004, per la realizzazione di una nuova via del gas per l’Italia: il gasdotto “Rete Adriatica”. Un tubo da 120 centimetri di diametro che da Brindisi arriverà sino a Minerbio (Bologna), seppure spezzettato in cinque lotti. Il frazionamento ha permesso così alla Snam di presentare cinque diverse istanze di valutazione di impatto ambientale (VIA). Un escamotage per evitare un unico procedimento – in cui sarebbero potute confluire tutte le problematiche del caso – nonostante l’impianto sia da considerarsi un’opera unitaria. E non importa se la British Gas, non avendo avuto i permessi per costruire il rigassificatore di Brindisi – per il quale inizialmente il metanodotto era stato concepito –, ha deciso di gettare la spugna e andar via. Il gasdotto si farà ugualmente: “E’ un’opera infrastrutturale importantissima per l’Italia”, dice la Snam.
    Ma al contrario di quanto lascerebbe intendere la scelta del nome, derivante dal progetto originario – i “corridoi di passaggio” erano stati individuati lungo la costa –, il gasdotto vedrà il mare (Adriatico) solo per un tratto. Da Biccari (Foggia) in poi infatti “le difficoltà geologiche e un elevato grado di urbanizzazione della costa – comunicano fonti della Snam Rete Gas, contattate da ilfattoquotidiano.it – hanno imposto la scelta di un tracciato più interno”.
    Dal tratto finale della Puglia, dunque, il “Rete Adriatica” inizierà a inerpicarsi sulle montagne molisane fino ad arrivare in Abruzzo. Motivazioni esigue e semplicistiche quelle addotte dalla Snam, per il comitato interregionale “No Tubo”, che da anni si batte contro il “nuovo” progetto: “In realtà hanno deviato verso l’interno perché lì non hanno trovato alcuna resistenza da parte degli amministratori locali”, denuncia a ilfattoquotidiano.it Mario Pizzola, coordinatore del comitato No Tubo di Sulmona.
    C’è però anche un motivo economico: “Tra Campochiaro (CB) e Sulmona (AQ) – ammette la Snam – esiste già un tratto del gasdotto Transmed (ndr. la linea che dall’Algeria risale l’Italia) che ha suggerito di sfruttarne il corridoio”. Considerando che un gasdotto costa circa 2 milioni di euro per ogni chilometro, sfruttare il tunnel abruzzo-molisano vorrebbe dire risparmiare almeno 50 milioni. Inoltre “le spese per le servitù di passaggio sono più basse rispetto alla costa" – fa notare il comitato –. "La Snam risparmia – attaccano i No tubo – ma scarica sulla collettività enormi costi ambientali, economici, sociali ed umani”. Ed è proprio con il suo ingresso in Abruzzo che l’opera spaventa maggiormente.
   
Da qui in poi infatti il gasdotto cavalcherà praticamente tutta la dorsale dell’Appennino Centro Settentrionale, interessando – direttamente o indirettamente – numerose aree naturali protette: i parchi nazionali della Maiella, dei Monti Sibillini e del Gran Sasso, il parco regionale del Velino-Sirente e 21 aree tra Siti d’Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale. Il tracciato coincide inoltre con il progetto “APE” (Appennino Parco d’Europa), un importante programma avviato nel nostro Paese, finalizzato alla tutela della biodiversità e alla promozione di politiche ecosostenibili. “La compatibilità dell’opera – assicura la Snam – è da ascrivere al totale interramento della condotta”. E comunque “alla fine dei lavori – promette – le condizioni naturalistiche e paesaggistiche originarie saranno completamente ricostituite”.
     Il problema più grande, però, è quello legato al rischio terremoti. Il metanodotto in progetto si snoda lungo alcune zone sismiche di primo grado (la Valle Peligna, i paesi dell’hinterland aquilano colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, quelli dell’Umbria e delle Marche colpiti nel settembre del ’97 e dell’Emilia ). "Durante i sismi più importanti che hanno interessato l’Italia negli ultimi trent’anni, non risulta che si siano verificati danni alle condotte nelle zone interessate dagli eventi”, taglia corto la Snam. Ma l’esplosione di un metanodotto della stessa società di San Donato Milanese, avvenuto due anni fa in provincia di Cosenza, a causa di uno smottamento di terreno, giustifica l’apprensione delle popolazioni interessate. Specie quella abruzzese, per la quale il rischio è doppio. A Sulmona infatti la Snam costruirà anche una centrale di compressione “necessaria per imprimere al gas la spinta per viaggiare lungo la rete di trasporto”.
     La VIA per la centrale e il gasdotto Sulmona-Foligno – chiesta dalla Snam l’8 aprile 2009, cioè in pieno sisma – è arrivata nel marzo del 2011. E la Regione Abruzzo ha subito avviato la procedura per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Salvo improvvisamente fare dietrofront: tra ottobre 2011 e gennaio 2012 il Consiglio regionale ha approvato ben due risoluzioni contrarie ai progetti del metanodotto e della centrale.
     E lo scorso giugno è addirittura arrivata una legge ad hoc: “Per la realizzazione di metanodotti e centrali di compressione connesse, ove essi ricadano in zone sismiche di primo grado o contrastino con il piano regionale sulla qualità dell’aria, la Regione Abruzzo negherà l’intesa al Governo”. Fondamentale in tal senso è stata anche la risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati il 26 ottobre 2011 che “impegna il Governo a disporre la modifica del tracciato”. Provvedimenti che fanno ben sperare, “ci aspettiamo ora che le altre Regioni interessate (Umbria e Marche) seguano l’esempio dell’Abruzzo”, auspica Aldo Cucchiarini (Comitato No Tubo Marche). Ma bisogna far presto: il primo tratto del gasdotto è stato già ultimato, il secondo (quello da Biccari a Campochiaro) ha ottenuto le principali autorizzazioni."

Fin qui la storia che si colora di tinte sempre più fosche! Per chi volesse, entro il 20 luglio c'è tempo per inviare una mail alla prof. D'Orsogna ( "Maria R D'Orsogna" <dorsogna@csun.edu >) che provvederà a trasmetterla al Ministero dello Sviluppo Economico per dire no anche alla Centrale di compressione gas di Sulmona e delle quattro linee di collegamento alla rete Snam Rete Gas esistente".
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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Il WWF Molise ha già espresso in rete da tempo le sue perplessità in merito al progetto del gasdotto della Snam e alle modalità previste per il potenziamento della struttura distributiva, ora ulteriormente modificato per motivi economici a danno del territorio delle regioni abruzzese e molisana... Vedi http://wwfcb.myblog.it/archive/2011/01/23/mobilitazione-contro-il-gasdotto-snam.html
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Ficarra e Picone con Greenpeace. No trivelle nel Canale di Sicilia
Video pubblicato in data 17/lug/2012 da GreenpeaceItaly
http://www.greenpeace.org/italy/it/.../Ficarra-e-Picone-con-Greenpeace-No-trivelle-nel-Canale-di-Sicilia/


17 luglio, 2012. - Il tour di Greenpeace contro le trivellazioni petrolifere nel Canale di Sicilia contagia ed entusiasma due siciliani doc: Salvo Ficarra e Valentino Picone. Anime della comicità siciliana, i due artisti si schierano dalla parte dell'associazione e lanciano un accorato ma altrettanto divertente appello per spiegare ai siciliani, a modo loro, che "U mari nun si spirtusa" e che le trivellazioni petrolifere sono veri e propri "buchi nell'acqua".
Vedi http://www.NoTrivelleTour.org.

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Dalla mia Bacheca su FB del 17/07/12

La "Luna" di Greenpeace nel porto di Sciacca
di Mario di Giovanna (a margine di una foto condivisa su Fb)
http://www.facebook.com/...&set=a.4273682048511.2183521.1479988069&type=1


Greenpeace a Sciacca. Con i Rov dell'ISPRA hanno documentato la straordinaria vita nel nostro Canale di Sicilia. Immagini spettacolari!!!

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Commento del sottoscritto a margine dell'immagine condivisa su FB

Speriamo servano allo scopo... Ma la spettacolarità delle immagini purtroppo da sola temo non riesca a bloccare certi intenti speculativi...Occorrono argomenti ben più solidi e validi, che pure ci sono, ma che molti che li conoscono e potrebbero impiegarli, non si decidono a farlo...
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Scosse sismiche "a gogò"...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3944485084903&l=3edddd1451


A partire dalla ore 16 di Domenica scorsa (15 Luglio) all'una di stanotte, vale a dire in circa 36 ore, sono state registrate in provincia di Ferrara 10 scosse sismiche, tutte scosse che possiamo ormai considerare di serie B (non tanto per le relative magnitudo che non si sono discostate dai valori abituali delle precedenti, comprese come sono state tra 2.0 e 3.1), quanto per la disattenzione riservata dai media nazionali al fenomeno. Le due scosse più forti, quella di ieri mattina alle 9 (di mag 3) e quella delle 19:36 di ieri sera (di mag 3.1) non sono certamente sfuggite ai residenti della zona, ma solo di quest'ultima le TV ieri hanno dato notizia... Anche la profondità dell'ipocentro delle scosse è stato per lo più sui 10 km, ad eccezione dell'ultima scossa delle 24:45 di stanotte con epicentro a Finale Emilia, della quale l'EMSC ha accertato una profondità di 60 km confermando, a quanto pare, lo spostamento in atto di una faglia profonda nel sottosuolo della zona...
Questa la sequenza delle scosse registrate in Emilia Romagna:
    1 - 2012-07-15 - 16:36 - mag 2.5 - prof. 22 km, tra San Felice sul Panaro e Finale Emilia
    2 - 2012-07-15 - 20:29 - mag 2.1 - prof. 10 km 5 mg a NO di Mirandola
    3 - 2012-07-16 - 03:00 - mag 2.9 - prof. 10 km 13 mg a O di Novi di Modena
    4 - 2012-07-16 - 09:15 - mag 3.0 - prof. 10 km 4 mg a NO di Mirandola
    5 - 2012-07-16 - 11:52 - mag 2.6 - prof. 10 km a Finale Emilia
    6 - 2012-07-16 - 12:06 - mag 2.8 - prof.   7 km 2 mg a N di Finale Emilia
    7 - 2012-07-16 - 18:15 - mag 2.3 - prof. 12 km tra San Felice sul Panaro e Finale Emilia
    8 - 2012-07-16 - 19:23 - mag 2.0 - prof.   8 km 5 mg a NE di Finale Emilia
    9 - 2012-07-16 - 19:39 - mag 3.1 - prof. 15 km 3 mg a NO di Bondeno
  10 - 2012-07-16 - 24:45 - mag 2.9 - prof. 60 km a Finale Emilia
Nello stesso intervallo di tempo sono state registrate due scosse in Abruzzo in prossimità del Lago di Campotosto:
    1 - 2012-07-16 - 20:20 - mag 2:0 - prof. 10 km a 1 mg ca ad O della sponda del Lago
    2 - 2012-07-17 - 03:48 - mag 2.4 - prof. 10 km a 1 mg ca ad O della sponda del Lago
... ed una nel Golfo di Taranto:
    1 - 2012-07-15 - 13:51 - mag 2.9 - prof. 24 km nel Golfo di Taranto, sul versante orientale in prossimità di Cortigliano Calabro, a 5 mg dalla costa.
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Un faro per difendere il Canale dai pirati dell'oro nero
di Maria Chiara Mascia, addetta stampa "Tour Sicilia 2012 "di Greenpeace
http://www.greenpeace.org/italy/tappa4/


16 Luglio 2012. - Siamo arrivati al Porto di Trapani e appena al largo c'è l'isolotto su cui sorge il Castello della Colombaia, con la sua possente torre ottagonale. Sulla piccola isola sin dall'antichità si sono sovrapposte numerose strutture tutte a carattere difensivo: da questa zona strategica, infatti, quasi all'estremità occidentale della Sicilia, si può osservare un'ampia porzione del mare e della costa.
Un faro e una vedetta nella notte possono avvisare la città dell'imminente attacco dei pirati. E così anche noi ci siamo avvicinati con la nostra barca Luna al Castello e da lì con i nostri attivisti abbiamo lanciato il messaggio: "Il mare di Sicilia non si tocca".
I pirati dei nostri tempi, alla ricerca dell' "oro nero" per tutti i continenti e i mari del Pianeta, fino all'Artico, non si fanno scrupoli di mettere a rischio anche il nostro Mediterraneo. Quando li vediamo avvicinarsi, Greenpeace entra in azione. Ma sono soprattutto gli amministratori locali che devono vigilare e difendere il proprio territorio dalle nuove forme di conquista. Proprio oggi, mentre la nostra barca ancora veleggiava nel porto, è arrivata la risposta del sindaco di Trapani: un'altra adesione per fermare le trivelle nel Canale di Sicilia. Continuiamo così.
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Post di Gianluca Cecere

Che impresa! Che gruppo! Bravissimi
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Dalla mia Bacheca su FB del 16/07/12

Ma chi difende la natura in Italia? Il ruolo dei naturalisti
di Franco Tassi (da Apollinea - Flora e Fauna, Luglio/Agosto 2012, pagg. 18/21)
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM.../echi_stampa/ec_stampa%202012/120716_LugAgTassi.pdf

Il periodico incontro del Centro Parchi, consistente nel tradizionale Forum dei Naturalisti, si è svolto sabato 30 giugno al Porto Nuovo di Roma, presso il Centro Habitat Mediterraneo della LIPU, con la partecipazione di attivisti provenienti anche da altre regioni, e soprattutto dal Mezzogiorno d’Italia. L’incontro, protrattosi per l’intera giornata, ha individuato alcuni problemi emergenti, fissando importanti obiettivi: eccoli in sintesi.
1.- Gruppo Lupi dell’Appennino Questo gruppo spontaneo, molto attivo soprattutto tra Cilento e Pollino, viene ora organizzato come Associazione privata senza fini di lucro, appoggiata dal Comitato Parchi e ad esso aderente per piena coincidenza di finalità, metodi e impegno nella salvaguardia di territorio, paesaggio, natura ed equilibri ecologici. Sono previste forti e decise iniziative contro gli scempi in atto nel Mezzogiorno, alcuni dei quali già ampiamente denunciati: come il disastroso abbattimento di faggi secolari sul Monte Cervati, per costruire una stazione sciistica nella zona di massima tutela del Parco Nazionale del Cilento; e la demenziale costruzione di piste e ponti.
L’estate 2012 non sarà ricordata solo per il caldo asfissiante, ma anche peri massicci attacchi dei “nuovi barbari”. Che si affrettano a distruggere quel che resta del patrimonio naturale e culturale del Bel Paese, tramandando ai posteri inverosimili quantità di rifiuti, veleni, inquinamento, cemento, scempi e devastazioni. Li hanno chiamati “analfabeti funzionali” (functional illiteracy), noi preferiremmo definirli “analfabeti ecologici”. L’elenco dei crimini perpetrati, tentati o progettati a danno di ecosistemi e paesaggi sarebbe troppo lungo, dalle trivelle petrolifere ai tagli forestali, dalle grandi opere inutili e incompiute alle pale eoliche dilaganti. Con un denominatore comune: tutti dicono di operare per il bene collettivo e la difesa dell’ambiente (appalti e tangenti a parte). E trovano persino qualche italiano che ha ancora il coraggio di crederci.
Di certo, il Comitato viene sempre più sommerso da denuncie e segnalazioni: evidentemente molti stanno finalmente svegliandosi. Colpisce soprattutto il fatto che, nella crescente diffidenza per le cosiddette istituzioni e nella profonda delusione verso le “grandi” associazioni ambientaliste d’un tempo, stiano fiorendo miriadi di gruppi attivi e comitati civici: sono i cittadini veri, non più sudditi, che prendono coscienza e si ribellano. Offesi dalla devastazione del verde e della bellezza, indignati per le manipolazioni della verità. Informati e collegati tramite la rete, alla ricerca di un faro nelle cupe nebbie dei tempi bui che stiamo attraversando. Una risposta al malgoverno del territorio ci può essere, forte e chiara, limpida e decisa: basta! E’ ora di cambiare rotta, per non finire come la Costa Concordia. Tutte le forze in campo devono muoversi e reagire: il Comitato è impegnato a stimolare ogni settore, professione o vocazione. A cominciare, appunto, dai naturalisti.
Una calda estate, sul fronte della natura nella remota e intatta valle dell’Argentino, nel cuore dei Monti di Orsomarso, che fanno parte a pieno titolo del Parco Nazionale del Pollino. È stato poi lanciato un preoccupato allarme per la incontrastata invasione abusiva delle “vacche sacre” nel Parco Nazionale d’Abruzzo, da anni vanamente denunziata dal Gruppo Orso Italia: che ha portato nelle zone protette una gravissima infezione di “tubercolosi bovina”, ... [segue]
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Tsunami, Marrobbi... che cosa è successo veramente in Italia?
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=62372695#lastpost


   
Tsunami per tutta la costa occidentale della penisola, dalla Liguria alla Sicilia. E' successo giovedì scorso anche se la notizia si è diffusa in queste ultime ore!
    E’ successo giovedì della settimana scorsa. Erano esattamente le ore 9.30 quando il mar Tirreno si è ritirato, dalla Liguria fino alla Sicilia. Venti metri indietro, per poi ritornare sulla battigia accompagnato da un'onda anomala alta quasi un metro. Il fenomeno si è ripetuto per tre ore con la cadenza di cinque minuti. Il fenomeno, misterioso quanto suggestivo, è riportato dal "Mattino" ed è stato visto e fotografato sulle coste di Crotone, Napoli, Nettuno, Gaeta e Sperlonga.

    Una decina le segnalazioni sono arrivate al sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Diverse anche le chiamate alle Capitanerie di Porto interessate da quello che gli esperti hanno già ribattezzato lo tsunami like, anche se non ha origine né vulcaniche né sismiche, ma atmosferiche.
    L'onda anomala non ha provocato danni, al massimo un po' di paura. Quasi nessuno in Italia se n'è accorto. Ecco perché la Protezione civile ci è andata con i piedi di piombo: zero comunicati di allerta diramati e nemmeno è stato detto ai bagnanti di abbandonare la spiaggia per non creare ripercussioni sulla stagione balneare in corso. E non a caso, quindi, se la notizia è stata diramata solo l'altro ieri, due giorni dopo il fatto. I mareografi dell'Ispra (Istituto per la Protezione e le Ricerche Ambientali) però sono immediatamente scattati all'impazzata, segnalando il moto ondoso da Palermo fino a La Spezia.
    Ma cosa è successo di preciso e perché? All'inizio il fenomeno è stato messo in relazione con una frana avvenuta all'isola di Ponza per alcune scosse telluriche. Secondo i rilievi dell'Ingv si esclude che il fenomeno sia stato provocato da attività sismica o vulcanica nell'area, in quel periodo assente. Solo nella tarda serata di giovedì, infatti, c'è stata infatti una scossa di magnitudo 4.1 e al largo dell'isola di Ischia. Dall'Ispra, poi, hanno cercato una spiegazione nell'effetto marea, anche se quei moti ondosi durano più ore e dipendono dall'attrazione gravitazionale della luna.
    Sicché, al momento, l'ipotesi più accreditata sulle cause della variazione del livello del mare sia legata all'influsso di una perturbazione atmosferica di origine nord-africana. «Serviranno comunque - ha spiegato Silvano Meroi, direttore del settore Rischi Naturali della Protezione Civile - studi molto approfonditi da parte dell'Ispra per capire bene quello che è successo. Di certo - ha aggiunto - la stazione mareografica di Anzio ha registrato un moto ondoso anomalo che si è sovrapposto ad uno di marea: complessivamente la variazione del livello del mare è stata di circa cinquanta centimetri, dei quali una trentina sono attribuibili all'anomalia. Ora vorremmo comprendere con esattezza perché si è verificato questo fenomeno».
In attesa di arrivare ad una causa scientificamente provata, in soccorso degli studiosi c'è un precedente ben più spaventoso di quanto accaduto giovedì scorso. Risale al 1978, quando nell'Adriatico le onde si gonfiarono fino a toccare i tre metri di altezza per infrangersi poi sulle coste della Croazia: vennero evacuate case e stabilimenti. Il mare portò paura e distruzione. Per non creare allarmismi, sempre dalla Protezione Civile fanno notare che sulla costa siciliana, tra Mazara del Vallo e Pozzallo, questi moti sono frequenti anche se quasi mai visibili all'occhio umano: li chiamano "Marrobbi". (Source: Il Mattino)

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Post di Anna Rita

Vedi http://www.facebook.com/photo.php?f...=a.1018466435022.3807.1625973966&type=3&theater.
Foto postata su FB di rღssღ giallღ rღsa azzurrღ il 12 luglio 2012 alle ore 16.25 con commento seguente a margine:
Stranissimo fenomeno 2 ore fa... Il mare all'improvviso si è ritirato di almeno 8 metri e con la stessa rapidità è avanzato dopo pochi secondi (di fronte all'hotel Amyclae)...
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Post di Lino Todino

Località?
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Post di Anna Rita
Sperlonga... Lazio.
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Altri echi di stampa su "U mari nun si spirtusa" di Greenpeace in difesa del Canale di Sicilia
di Guido Picchetti (a margine di un commento e di un video postati su FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/334240886660675


16/07/2012. - Altri "echi di stampa" di stamane da "Goggle Alert" sull'iniziativa di Greenpeace in difesa del Canale di Sicilia dalle trivellazioni:

1) "Palermo, blitz Greenpeace: Santa Rosalia, salva il mare dalle trivelle" /Adnkronos/IGN - Proprio ieri, sulla spiaggia di Mondello, il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore regionale all'Ambiente Alessandro Aricò, circondati da attivisti di Greenpeace “sporchi di petrolio”, hanno aderito all'appello per la protezione del Canale di Sicilia ...
http://www.adnkronos.com/IGN/...-Greenpeace-Santa-Rosalia-salva-il-mare-dalle-trivelle_313505744027.html
2) "Meglio l'oro blu dell'oro nero. GreenPeace contro le trivellazioni in ..." /Linkiesta.it (Blog) - Il loro motto è "U mari nun si spirtusa". L'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alle ventinove richieste di trivellazione, di cui undici già concesse, nel Canale di Sicilia.
http://www.linkiesta.it/blogs/wilditalynet/meglio-l-oro-blu-dell-oro-nero-greenpeace-contro-le-trivellazioni-sicilia
3) "Blitz Greenpeace al Festino: Rosalia, salva il mare dalle trivelle ..." - Dopo quasi quattro secoli, la peste che oggi minaccia la Sicilia e il suo mare è la “febbre dell'oro nero”, ovvero le perforazioni petrolifere nel Canale di Sicilia ...
http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-.../blitz-greenpeace-al-festino-rosalia-salva-il-mare-dalle-trivelle
4) "Perforazioni off-shore. Tour di Greenpeace per salvare il nostro “oro ..." - Gli attivisti di Greenpeace, le sentinelle verdi del nostro pianeta, denunciano i rischi della folle corsa petrolifera già partita nel Canale di Sicilia. E si attivano per ...
http://www.stamptoscana.it/articolo/ambiente/perforazioni-off-shore-tour-di-greenpeace-a-difesa-del-nostro-oro-blu
5) "Palermo, no a trivelle in Canale di Sicilia, da Mondello parte tour ..." - Gli attivisti di Greenpeace hanno aperto sia in spiaggia a Mondello, sia in mare due ... con le scritte 'No trivelle nel Canale di Sicilia' e 'Meglio l'oro blu dell'oro nero'. ... oggi per denunciare i rischi della corsa petrolifera già partita nel Canale.
http://palermobeach.myblog.it/archive/2012/07/13/palermo-in-spiaggia-a-mondello-simulazione-sversamento-petro.html
6) "Meglio l'oro blu dell'oro nero. GreenPeace contro le trivellazioni in ..." - L'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alle ventinove ...
http://www.wilditaly.net/meglio-loro-blu-delloro-nero-greenpeace-contro-le-trivellazioni-in-sicilia-13212/
7) "Nero come il petrolio" - video su YouTube Pubblicato in data 13/lug/2012 da GreenpeaceItaly - PALERMO, 13.07.12 - Questa mattina i bagnanti di Mondello si sono trovati ad assistere agli effetti disastrosi di uno sversamento petrolifero in mare. È la simulazione degli attivisti di Greenpeace che, "sporchi di petrolio", hanno aperto sia in spiaggia sia in mare due grandi striscioni con le scritte "No trivelle nel Canale di Sicilia" e "Meglio l'oro blu dell'oro nero". Sullo sfondo la barca a vela di Greenpeace con il logo del tour dal nome siciliano "U MARI NUN SI SPIRTUSA" contro la minaccia delle perforazioni in mare. Qui a seguire:


http://www.youtube.com/watch?v=qkyETu1IsjA&feature=player_detailpage
 

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A Luca Gioria, Andrea Brianza, Gente Di Mare Divingsailing, Alfonso Nigro, Luca Schincaglia, Gianfranco Rossetto, Antonio Moshe Weinberg Colacino e Rosario Bruce Lambiase piace questo elemento.
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I cinquanta giorni di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa
di Guido Picchetti (a margine di un articolo e di una video-intervista postati su FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/419816364735098


Siamo a Lampedusa, l'altra isola del Canale... E anche lì tanti problemi, certamente... Ma anche tanta voglia di risolverli, senza nascondersi le difficoltà... Ma perchè Pantelleria, Lampedusa e Linosa, indipendentemente dalla diversa appartenenza provinciale (a Trapani l'una e ad Agrigento le altre), ma in funzione della comunanza di interessi presenti e futuri che indubbiamente le unisce (soprattutto per la loro dislocazione geografica, che li rende, sotto tanti punti di vista, avamposti nazionali di interesse strategico nel Mediterraneo di quella che è o dovrebbe essere l' Unione Europea), non unire le forze per ottenere la dovuta considerazione nella difesa dei propri diritti ? Auguri... Qui a seguire l'articolo pubblicato da Canicatti Web Notizie a Giusi Nicolini sui suoi primi cinquanta giorni da sindaco, e quindi la video-intervista realizzata da LiberaEspressione.

Lampedusa, i Cinquanta Giorni del Sindaco Giusi Nicolini
da Redazione Canicatti Web Notizie
http://www.canicattiweb.com/...lampedusa-i-cinquanta-giorni-del-sindaco-giusi-nicolini-video/
16 luglio 2012. - Le telecamere di LiberaEspressione a sentire Il Sindaco di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini. Il sindaco, a cinquanta giorni dal suo insediamento, parla di casse comunali depredate dalla precedente amministrazione, come è emerso dalle inchieste giudiziarie in atto. "Gli uffici amministrativi sono da riorganizzare..." afferma il neo Sindaco. I Responsabili degli uffici comunali che "effettivamente facciano il proprio lavoro". La Nicolini parla di delibere false per dipendenti comunali nominati Direttori dei lavori illegalmente, ai quali venivano destinati oneri di progettazione. Diversi sono gli incontri che il sindaco in questi giorni ha avuto per concordare la linea d'azione e gli interventi necessari all'avvio di una buona gestione dell'Isola. "Le emergenze sono tante, ma noi ci sentiamo pronti per risolvere le criticità delle isole Pelagie...." ribadisce il Sindaco.

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I Cinquanta Giorni del Sindaco Giusi Nicolini. La video-intervista
caricato su YouTube in data 14/lug/2012 da lampedusaonline
http://www.youtube.com/user/lampedusaonline

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Post di Schumi Car Srl
Impariamo a difendere le nostre isole...
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A Schumi Car Srl, Claudia Prestano e Gianfranco Rossetto piace questo elemento.

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Dal 9 al 15 Luglio 2012
 
Dalla mia Bacheca su FB del 15/07/12

Maria Rita D'Orsogna: "Sacramento boccia i pozzi di stoccaggio del gas"
di Guido Picchetti ( a margine di un articolo di M.R.D'Orsogna postato su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3935773907129&l=2426076b6b


    "E così mentre in Italia si copiano solo le cose sciocche degli americani, le cose buone passano in sordina....". E' l'incipit dell'ultimo pezzo di Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog. Cosa riguarda ? E' presto detto. Lo stop che le autorità americane di California hanno imposto alla ditta "Sacramento Natural Gas Storage" che aveva avuto la brillante idea di usare i pozzi dismessi per farci una centrale di stoccaggio. "Ci pompo gas dentro durante l'estate, estraggo durante l'inverno, e poi conto i soldi". Ed è quanto volevano fare a Bomba in Abruzzo dove fortunatamente, grazie all'impegno e alla pressione di cittadini responsabili, la Regione ha finalmente bloccato il progetto, facendo entrare in crisi dal punto di vista economico la società interessata titolare del progetto. Leggi in proposito, sempre di Maria Rita, "La Forest oil va a picco" .
    Ma, aggiunge il sottoscritto, è anche quanto hanno fatto da tempo in Emilia, utilizzando i pozzi sterili esistenti a centinaia nella zona, ma che (e questo è davvero grave... ) qualcuno intende ancora fare, nonostante la serie interminabile di scosse sismiche seguite allo spostamento di faglie, che, a dire dei sismologi, hanno provocato il terremoto iniziale in Emilia, scosse che a un mese e mezzo di distanza, sia pure con minore frequenza, ancora continuano, inutile nascondercelo, con la stessa intensità e alla stessa limitata profondità, anche se purtroppo non fanno più notizia...
    Mi riferisco, sia chiaro, alla progettata centrale di stoccaggio gas della Erg di Rivara, per la quale il Ministero dello Sviluppo Economico l'8 Giugno scorso ha già preavvisato il rigetto. Ma la Erg di fronte a tale notizia che fa ? Neppure una grinza e, imperturbabile, in data 15 Giugno 2012 invia al ministero una "interlocutoria" con le sue controdeduzioni contro il "preannunciato" rigetto. E senza neppure aspettare a riceverlo per leggerne le motivazioni, ma insistendo (presumo...) nella validità e convenienza economica del suo progetto.
     Un progetto in cui evidentemente sono in gioco enormi interessi economici, che però non tengono in alcun conto il "reale" bene comune della gente emiliana, e che certamente non considerano minimamente le possibili conseguenze che possono derivarne (vista l'accertata "nuova " sismicità dell'area interessata), ma che soprattutto se ne fregano bellamente delle sofferenze che hanno patito e continuano a patire gli abitanti dei comuni coinvolti nel suo folle progetto, di Mirandola, di Finale Emilia, di Medolla, di San Felice sul Panaro, di Camposanto, di Crevalcore, comuni dai nomi tristemente noti che il terremoto in Emilia ha portato per settimane all'attenzione degli italiani e del mondo...
     A seguire l'articolo di Maria Rita sul rigetto del progetto di stoccaggio di Sacramento negli Usa...

Sacramento boccia i pozzi di stoccaggio del gas
di Maria Rita d'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/07/sacramento-boccia-i-pozzi-di-stoccaggio.html

Do I think it's likely there would be a problem? No. But as we've seen in many recent events, things do happen that we don't expect. In this instance, I think it's simply a risk too big to take, given the marginal need for this facility. (Credo che ci possano essere problemi? No. Però, come abbiamo visto accadere in molti eventi recenti, a volte succedono cose inaspettate. In questo caso, credo che sia un rischio troppo grande che non possiamo prenderci, data l'utilità marginale di questo progetto. (Michel Peter Florio, PUC Sacramento, sul perchè del rigetto allo stoccaggio di gas a Sacramento)

SATURDAY, JULY 14, 2012. - E così mentre in Italia si copiano solo le cose sciocche degli americani, le cose buone passano in sordina. Il nome "Florin gas field" forse non dice molto in Italia, ma per circa cinque anni è stato un piccolo di campo di battaglia fra cittadini e petrolieri. Questo campo di gas - Florin - è in realtàesausto dal 1987, avendo finito il suo ciclo produttivo. Venti anni dopo, nel 2007, una ditta dal nome Sacramento Natural Gas Storage ha avuto la brillante idea di usare i pozzi dismessi per farci un centro di stoccaggio. "Pompo dentro d'estate, estraggo d'inverno, e poi conto i soldi". Esattamente come si vuol fare a Rivara, a San Martino sulla Marrucina, a San Benedetto del Tronto, a Porto Sant'Elpidio.

Il giorno 12 Luglio 2012, dopo 5 anni di battaglie, il progetto è stato definitivamente bocciato dalla PUC dello stato della California, per 3 a 2. La PUC è la Public Utilities Commission che decide sull'utilità delle opere pubbliche e di atto impatto e il cui direttivo è costituito da 5 membri votanti. Anche qui la stampa ha parlato di Davide contro Golia, considerato che c'erano in ballo 70 milioni di dollari di progetto per stoccare 7.5 miliardi di metri di cubi di gas a ridosso della zona residenziale di Avondale/Glen Elder a Sacramento.

Il film l'abbiamo già visto - le promesse da parte della ditta committente di lavoro, soldi, gas da stoccare, il "bisogno" di sicurezza energetica, e udite udite, il promuovere il gas come "energia verde". Queste infatti le parole del capo della Sacramento Natural Gas Storage, Don Russell: "Now that we're scared of natural gas, what does that do to the state for the next 20 years? It's the bridge to renewable energy. If you back off that, it's tough on the economy and the whole green energy movement. (Ora, se abbiamo paura del gas naturale, cosa farà lo stato per i prossimi 20 anni? E' il ponte verso l'energia rinnovabile. Se ti fermi qui, è dura per l'economia e per tutto il movimento di energia verde)."

Ma non gli hanno creduto, nè residenti, ne la maggioranza dei membri della commissione, appunto perchè i rischi non valgono i benefici. Nel 2010 infatti a San Bruno, vicino a San Fransisco è scoppiata una tubatura di gas, causando la morte di otto persone. Mark Ferron, anche lui membro votante della PUC: "While the project no doubt would provide added flexibility and reliability for natural gas, it is clearly not essential. (Anche se il progetto avrebbe portato flessibilità e certezze per il gas naturale, è chiaramente non essenziale."

Interessante l'opinione di Catherine Sandoval, ultimo membro che ha votato no al progetto. Lei è originaria di Montebello, CA , dove c'era un vecchio campo di gas trasformato - nel 1956 - in un sito di stoccaggio del gas. La Sandoval ricorda che il sito ha avuto numerose perdite nel corso degli anni, che l'area scelta a Sacramento è intensamente popolata, e che anche qui, per questo, il gioco non vale la candela.

Il rapporto finale della PUC è che "...not building the project is the “environmentally superior” alternative. The project poses “significant and unavoidable” impacts including the potential for gas leaks and groundwater contamination. ( ...non costruire il progetto è l'alternativa "superiore dal punto di vista ambientale". Il progetto pone degli impatti "significativi e inevitabili" fra cui il potenziale di perdite di gas e di contaminazione delle falde acquifere)."

E poi si aggiunge "The proposed project is not considered environmentally preferable due to the potential consequences of release of natural gas within an area containing a substantial population. (Il progetto proposto non è considerato preferibile dal punto di vista ambientale a causa del potenziale rilascio di gas naturale in un'area che contiene popolazione elevata)". "Gas migration could result in groundwater impacts, health effects and potentially flash fires or explosions. (Le migrazioni di gas potrebbero risultare in impatti alle falde acquifere, danni alla salute e potenziali esplosioni di incendi)". Fine del progetto dunque con buona pace della Sacramento Natural Gas Storage. I cittadini che si sono attivati per questi scorsi 5 anni non stavano nella pelle per la gioia, una specie di scene come quelle viste a Bomba.

E in Italia? Dobbiamo aspettare anche noi una nuova catastrofe a San Martino sulla Marrucina, a Porto Sant'Elpidio, a San Benedetto del Tronto, o a Rivara, dove vogliono stoccare gas in zone densamente abitate, esposte a terremoti e subsidenza, per decidere che forse non è utile a nessuno continuare a insultare madre natura per speculazioni di dubbia utilità?

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A Alfonso Nigro e Movimento Ambientalista Bat piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 14/07/12

Per il Canale di Sicilia: "U mari nun si spirtusa!"
di Guido Picchetti (a margine di una immagione postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3933714135636&l=b2981e5f9f

Il tour "Sicilia 2002" promosso da "Greenpeace", dopo aver sorpreso i frequentatori della spiaggia di Mondello con tanto di bagnanti impiastricciati di petrolio (a mostrare cosa materialmente potrebbe accadere un domani sulle coste siciliane se qualche malaugurato incidente dovesse verificarsi tra le trivelle in azione sui fondali dello Stretto di Sicilia), ha iniziato il suo giro di sensibilizzazione tra le località costiere della Sicilia meridionale. Capofila del gruppo di natanti che prende parte al tour, l'imbarcazione "Luna" di Greepeace sulla cui vela spicca il motto indovinato e significativo di "U mari nun si spirtusa!". Un giro iniziato senza alcun preannuncio, che ha colto di sorpresa molti, ma che forse, proprio per tale ragione, è risultato ancora più efficace, vista la vasta eco che la stampa locale e nazionale sta dando all'iniziativa... Dopo San Vito e Trapani, i croceristi raggiungeranno Marsala e Sciacca, dove ad attenderli e a dar loro manforte troveranno il gruppo di "Stoppa la piattaforma" di Mario di Giovanna. Proseguiranno quindi per Agrigento, Gela, e Pozzallo, per arrivare poi a Catania... Unico neo, almeno per noi isolani panteschi e lampedusani, è il rammarico di non ricevere la visita di "Luna" e delle altre imbarcazioni. al seguito. Ma ci conforta la speranza che il messaggio così lanciato da Greenpeace venga raccolto da tanti e principalmente da chi poi potrà e saprà fare quanto occorre affinchè sia tutelato in modo efficace il Canale di Sicilia, che è il vero tesoro da tutelare per la sua biodiversità, per la sua bellezza, e soprattutto per il suo valore nella vita e nell’economia di tanti siciliani, e non solo... Vedi http://www.greenpeace.org/italy/tappa2/
Nell'immagine che segue l'elenco degli "Echi di Stampa" sull'iniziativa di "Greenpeace" (da Goggle Alert):

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Riprendono i collegamenti con le navi Cossyra e Zeus con Pantelleria e Favignana
di Salvatore Gabriele - Ultimora da "Pantelleria Internet Com"
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=9007


News 9859 del 14/07/2012. - Riprendono oggi i collegamenti con le isole di Pantelleria e Favignana con le navi Ro. Ro. della “Traghetti delle isole”. Dopo aver fermato ieri le navi Cossyra e Zeus e sbarcato i 50 uomini di equipaggio, comandanti compresi, oggi la società ha deciso di riprendere i collegamenti. “Lo abbiamo fatto – dice Francesco Fontana, presidente della “Traghetti delle isole” - dietro le sollecitazioni del Commissario di Pantelleria Piazza e del sindaco di Favignana Antinoro. La nostra società vuole ancora una volta dimostrare senso di responsabilità di fronte alle necessità primarie di queste isole come il rifornimento delle bombole del gas e non contribuire a compromettere una stagione turistica che si presenta già difficile. La nostra speranza è che martedì prossimo dalla Regione arrivino segnali confortanti e che i politici possano tenere fede agli impegni presi con noi e con i sindaci”.
La società aveva bloccato i collegamento dopo che lo scorso giovedì era venuto meno il numero legale nella Commissione Bilancio della Regione Siciliana che doveva tra l’altro approvare un emendamento da tre milioni di euro per proseguire fino a settembre. Il Presidente Raffaele Lombardo si era poi impegnato a trovare la copertura finanziaria per un nuovo bando di gara che doveva consentire il proseguimento del servizio anche nell’isola di Ustica. “Ringraziamo la Traghetti delle isole – ha detto il Commissario Piazza – per la sensibilità dimostrata e resteremo vigili per la completa risoluzione del problema”.
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Post di Maria Ghelia ‎

... e speriamo che questa volta Lombardo non dia forfait di nuovo...
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A Ilva Alvani e Maria Ghelia piace questo elemento.
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Un piano d'azione globale in Francia per la difesa del Mediterraneo. Stanziati 600 milioni di euro per preservare il "mare nostrum"
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3932109535522&l=36b8394e22

Ce lo racconta "Profumo di mare", che ringrazio per l'attenzione. Ed è certamente una buona azione questa promossa dai nostri cugini francesi in difesa del Mediterraneo, avviata tra l'altro nel quadro di una direttiva quadro europea del 2008, che tende a garantire il buono stato ecologico dell'ambiente marino entro il 2020. Una iniziativa che sarà tra l'altro oggetto di una consultazione pubblica su internet tra lunedì 16 luglio ed il 15 ottobre 2012, con un piano d'azione finale che sarà validato nel 2015 dall'Organizzazione marittima Provence-Alpes-Cote d'Azur (PACA). Ottimo. Ma cerchiamo di non dimenticarci che il mare non ha frontiere, e che non è sufficiente la protezione delle acque costiere di una data regione lambita dal "Mare Nostrum" (in questo caso la celebre "Costa Azzurra"... ) ad eliminare i rischi che incombono in tutto il Mediterraneo, e per varie ragioni. L'iniziativa sarà utile forse a controllarne le condizioni, ma quanto a proteggerle, ho qualche dubbio... Pelagia docet: l'esplosione migratoria di queste piccole meduse (piccole perchè ancora nello stadio giovanile...), iniziata e riscontrata qui nello Stretto di Sicilia nel periodo invernale di quattro o cinque anni fa, ormai mi risulta che flagelli anche i bagnanti delle coste mediterranee francesi e spagnoli... Per non parlare del traffico marittimo, delle attività estrattive off-shore, della pesca intensiva, sempre meno produttiva: problemi che, ben si sa, non possono essere certo risolti con decisioni locali delle singole regioni costiere mediterranee. Ma abbiamo l'Europa ... E accordi internazionali per la tutela comunitaria del Mediterraneo non mancano certo... Cosa aspettiamo a rispettarli e a renderli concretamente operativi ? Possibile che l'UE debba viaggiare sempre in ordine sparso, e in comune servire solo a tentare di risolvere i problemi dell'Euro ? Se pure ci riusciremo... A seguire il servizio su Profumo di Mare a firma di Filippo Foti.

Tra i più inquinati mari del mondo, il Mediterraneo aveva bisogno di un piano d'azione globale: in Francia stanziati 600 milioni di euro per preservare il "mare nostrum".
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=62344753


I pericoli nel Mediterraneo abbondano e mentre in Italia si cerca con ostinazione petrolio e gas anche dove non c'è ovvero è pericoloso cercarlo, in Francia lL'Agenzia dell'Acqua Rhône Méditerranée Corse (Rodano Mediterraneo Corsica) e la Direzione Interregionale del Mar Mediterraneo (DIRM ) Venerdì 6 luglio hanno presentato un piano d'azione di 600 milioni di euro da utilizzare tra il 2013 ed il 2018, le cui priorità sono ripristinare gli habitat marini e monitorare gli scarichi illegali in mare.

"Ora impegniamo fino a 100 milioni di euro all'anno per preservare il mare e questa è una manna finanziaria enorme", ha detto il direttore della Agenzia dell'Acqua Rodano Mediterraneo e Corsica, Martin Guespereau ad un conferenza stampa tenutasi a Marsiglia con il suo omologo (dirm), Pierre-Yves Andrieu. Di tale importo, il 75% sarà dedicato alla riduzione dei carichi inquinanti, "circa l'80% dell'inquinamento marino proviene dalla terra", ha dichiarato Andrieu. Il resto, 25 milioni di euro, un importo molto significativo sui bilanci precedenti, andrà al ripristino dei fondali, alla ricerca ed alla gestione, il monitoraggio e la sensibilizzazione degli utenti del mare.

Questo piano d'azione, fa parte di una direttiva quadro europea adottata il 17 giugno 2008, per garantire un "buono stato ecologico" dell'ambiente marino entro il 2020. Per fare questo, sono stati fissati per il Mediterraneo occidentale 13 obiettivi ambientali, che attengono la conservazione di habitat e specie, la riduzione di diversi tipi di inquinamento e pressione sull'ecosistema, lo sviluppo della ricerca, la regolamentazione e la consapevolezza su queste tematiche. Questi obiettivi saranno oggetto di una consultazione pubblica su internet tra lunedì 16 luglio ed il 15 ottobre 2012, il cui piano d'azione finale sarà validato nel 2015 dall'Organizzazione marittima Provence-Alpes-Cote d'Azur (PACA).

  

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Post di Maria Ghelia ‎
Bello!
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Dalla mia Bacheca su FB del 13/07/12

Sospensione delle navi ro.ro..Problemi di igiene e di ordine pubblico a Favignana
da redazione di "Marsala It"
http://a.marsala.it/.../60226-sospensione-delle-navi-roroproblemi-di-igiene-e-di-ordine-pubblico-a-favignana.html


Rammarico da parte del sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, per gli strascichi della vicenda dei tagli ai trasporti marittimi.
Venerdì 13 Luglio 2012. - <Se recentemente l’Amministrazione regionale ha dato prova di non comprendere il valore della parola sfiducia – dice il 1° cittadino delle Egadi - oggi, dopo l’ennesimo stop in Commissione Bilancio all’approvazione degli emendamenti che avrebbero consentito la prosecuzione dei collegamenti con traghetti RoRo, per Ustica, Favignana e Pantelleria, si è dato prova che Governo e maggioranza regionale non hanno a cuore neanche la parola fiducia dei cittadini e degli operatori privati del settore marittimo. Questi ultimi, dopo le proteste, culminate nell’occupazione della sede della III commissione Legislativa dell’ARS da parte mia, con il sindaco di Ustica, Aldo Messina e il commissario di Pantelleria, Giuseppe Piazza, erano stati rassicurati dal Governo regionale che sarebbe stata reperita già da martedì scorso la somma necessaria e avevano continuato “in fiducia”, a totale rischio d’impresa in quanto senza una copertura finanziaria, i collegamenti necessari al trasporto di merci, rifiuti e combustibili per le isole di Ustica, Favignana e Pantelleria. Oggi la società navale Traghetti delle Isole, che collega Trapani con Pantelleria e le Egadi, dopo che, per la seconda volta, la Commissione Bilancio (sentita la relazione dell’Assessore al Bilancio, Gaetano Armao), è stata rinviata a martedì prossimo, ha deciso di sospendere i collegamenti. Sulla stessa linea si orienterà presto la NGI che collega Ustica con Palermo>.
Facile prevedere problemi di ordine pubblico e sanitario, nonché di sicurezza sociale per la mancanza del combustibile necessario a far funzionare le locali centrali elettriche. Non a caso in precedenza i tre sindaci avevano chiesto l’intervento delle Prefetture di Palermo e Trapani e della Protezione Civile. Mentre sarà difficile contenere le giuste proteste dei cittadini isolani, i primi cittadini di Ustica, Favignana e Pantelleria valuteranno oggi stesso nuove forme di lotta e chiedono con urgenza una presa di posizione ancor più forte che in passato del Governatore, Raffaele Lombardo.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E questa è la situazione dei collegamenti marittimi tra Sicilia e Pantelleria... Andiamo bene... E questo accade dopo che "qualcuno" aveva chiesto di navigare "sulla fiducia" ... e assicurato che i finanziamenti ci sarebbero stati.... In altre parole aveva dato quella che un tempo si chiamava "LA PAROLA D'ONORE".... E a chi da la sua parola d'onore, che "ONORE" rimane, se non sente neppure il dovere di "DIMETTERSI" all'istante dalla carica che ricopre quando non può tenere fede alla parola data ?
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Tour Sicilia 2012 . Greenpeace va in crociera
di Guido Picchetti (a margine di una foto su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3929118180740&l=12289e8882


Greenpeace va in crociera... "Tour Sicilia 2012" da Palermo a Catania. Ma tra le 10 tappe previste, guarda un po’, Pantelleria e Lampedusa non sono incluse... Eppure sono proprio le isole più prossime a dove, almeno per ora, le trivelle stanno "spirtusando" a più non posso i fondali dello Stretto di Sicilia, in acque tunisine e libiche tanto per intenderci.
A Pantelleria, è vero, non c'è un sindaco ad accogliere i crocieristi, ma solo un commissario..., mentre a Lampedusa, il sindaco c'è, ma a suo tempo ambientalista di un'altra parrocchia... Non dico altro... Auguri... Chi mi conosce, in merito alle finalità del tour, quelle vere, sa fin troppo bene come la penso...
Vedi http://www.greenpeace.org/italy/tappa1/ 
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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 9861" del 14/07/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=9009
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A Gianfranco Rossetto, Giò Nastasi, Alfonso Nigro, Gianluca Cecere e Aldo Ferrucci piace questo elemento.
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Domani Pantelleria su Linea Blu. Il programma della puntata
di Guido Picchetti (a margine di una immagine su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3928677089713&l=75f7e879a7


13/07/12. - Questo il link dove raggiungere la pagina di RaiUno con il programma (qui in foto) della puntata di domani di Linea Blu su Pantelleria), postata su Fb due ore fa da Carmelo Nicoloso, che ringrazio per la sua segnalazione...
http://www.lineablu.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-f80aa4b5-ea59-4f70-9962-cd76d947fafc.html

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63 condivisioni su FB.
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LINEA BLU (informazione da "Pantelleria Internet Com", in calce alla News 9866 del 15/07/12
Bellissima puntata di Linea Blu di ieri, Sabato 14 Luglio 2012 su Rai Uno. Chi non l'avesse vista può recuperarla su Rai Replay al seguente link: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#ch=1&day=2012-07-14&v=135875&vd=2012-07-14&vc=1
 
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Il Canale dei Misteri...
di Guido Picchetti (da una nota postata su FB il 12/07/12)
http://www.facebook.com/notes/guido-picchetti/il-canale-dei-misteri/475532422458578


     E' lo Stretto di Sicilia, costellato di concessioni in acque italiane, tunisine, maltesi e libiche, con accordi sui rispettivi limiti di competenza tra i vari Paesi ancora non completamente definiti, con impianti petroliferi offshore in azione da tempo in queste acque, dei quali fino a qualche tempo fa si faceva a gara a mascherare attività e posizionamenti, anche in barba alle norme richieste per la sicurezza marittima... Un'area marina che, secondo l'UNEP- MAP (l'organismo delle Nazioni Unite per la difesa ambientale del Mediterraneo) dovrebbe essere totalmente protetta, - e proprio alla Tunisia ne è stata demandato l'istituzione -, e che sembra da qualche tempo aver iniziato a rivelare i suoi segreti per iniziativa proprio di quegli stati (Tunisia e Libia) che, fino ad oggi almeno, più avevano nascosto le proprie attività e i propri piani operativi.
      E così ai due impianti off-shore, di cui giorni fa avevo segnalato la continua emissione dei rispettivi segnali di posizionamento - in acque tunisine l' "IKDAM", trenta miglia circa a sud-ovest di Pantelleria, e in acque libiche la "BOURI FIELD DP3", un centinaio di miglia a sud di Lampedusa in acque tunisime (vedi http://www.guidopicchetti.it/Il%...#Meno_oscuro_il_versante_meridionale_del_Canale_di_Sicilia ) - si è ora aggiunta, sempre in acque libiche ma più prossime alla costa tunisina, anche la "FARWAH ", una grossa nave "floating storage/production" in grado di effettuare tutte le operazioni estrattive off-shore, stivaggio compreso.

     Nella mappa qui unita possiamo vedere il posizionamento dei tre impianti offshore che attualmente, a sud di Pantelleria e Lampedusa, trasmettono regolarmente i loro segnali AIS, e riconoscere anche i rimorchiatori e gli altri natanti che forniscono loro assistenza.
Resta tuttavia un grosso interrogativo, e l'ho appunto indicato in mappa, con il nome dell'impianto cui esso va riferito ... Un interrogativo che non riguarda tanto l'esistenza o meno dell'impianto in questione. Sappiamo tutti che lì, alcune miglia al largo dalla costa della Sicilia, nelle acque siciliane antistanti le località di Ragusa e di Gela, da anni ormai opera la piattaforma "VEGA" della Edison, considerata tra l'altro la più grande piattaforma off-shore del nostro Paese. Ma per quale motivo non emette il suo segnale AIS e non segnala il suo esatto posizionamento, come hanno iniziato a fare anche tunisini e libici ? Ai posteri l'ardua sentenza...
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Stesso articolo su "Pantelleria Internet Com - News 9881" del 16/07/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=9030
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Lettera ai produttori di vino Aglianico doc
dell' OLA - Organizzazione lucana ambientalista
http://www.olambientalista.it/lettera-ai-produttori-di-vino-aglianico-doc/


11 luglio 2012. - Un allarme dalla Basilicata, che non va assolutamente ignorato. E invito tutti gli amici a diffondere questo appello che proviene da una Regione già sufficientemente martoriata e sfruttata, che non può continuare a perdere la sua vera identità, in cambio di che ? Di nulla... Ringrazio Enzo Palazzo per avermela trasmessa, e qui a seguire integralmente la riporto, dopo averla postata su FB. (gp)

    Gentilissimi produttori di vino Aglianico del Vulture DOC, dopo l’istanza di permesso di ricerca di petrolio in terraferma, che chiamano “Palazzo San Gervasio” presentato dalla società Aleanna Resources, che è in fase decisoria del decreto Via, Valutazione di impatto ambientale, e dell’emanazione del decreto di conferimento (dunque è sempre più operativa), arriva sempre nell’area del Vulture e del suo pregiato Aglianico, anche una seconda istanza di permesso di ricerca di idrocarburi, denominata “La Bicocca” presentata dalla società Delta Energy ltd proprio in queste settimane.I nomi non lascino fuorviare: stiamo parlando dell’avvio di iter di permessi di ricerca di idreocarburi che riguardano non la periferia dell’area del Vulture, al confine con le distese di grano della Puglia, ma del cuore della produzione dell’Aglianico.
    Il permesso di ricerca Palazzo San Gervasio interessa infatti i comuni di Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Rapolla, Ripacandida, Venosa e, appunto, anche Palazzo San Gervasio. Con “La Bicocca” si completa e si chiude il cerchio geografico, territoriale, economico e culturale della produzione del pregiato vino aglianico, visto che interessa l’intero territorio di Melfi, oltre a nuovamente Barile e Rapolla.
    Quello di ricorrere a nomi geografici periferici (Istanza Palazzo San Gervasio) o di contrade sconosciute (La Bicocca) fa parte di una strategia di comunicazione che le società minerarie attuano per non agitare animi e per sopire eventuali contestazioni non “irritando” già dalla denominazione le sensibilità del territorio e dei suoi abitanti. A questo, aggiungono un sottile e studiato apporto di luoghi comuni (il petrolio dà ricchezza e lavoro, il petrolio è “oro nero”, il petrolio è una sostanza naturale, le perforazioni sono quattro buchi per terra, eccetera) che, col favore o di giornali interessati dalla pubblicità che le società minerarie fanno sulle loro pagine, o di personaggi collaterali a questo sistema di sfruttamento del territorio (vedasi parentele varie di politici più o meno direttamente coinvolti in loco nella gestione anche legale degli interessi delle compagnie minerarie), tendono a sminuire pericoli e rischi reali per le cose che più danno notorietà e ricchezza a un territorio.
    Vi immaginate se già le istanze di permesso e le concessioni minerarie venissero chiamate coi nomi più giusti in relazione al luogo interessato? Nel caso specifico di queste due istanze, si dovrebbero chiamare non Palazzo San Gervasio, ma Aglianico del Vulture, perché perforeranno nel centro della produzione vinicola e l’altra, magari, Melfi e non la Bicocca, visto che è interessata principalmente l’area municipale della città di Federico II di Svevia con i comuni di Barile, Melfi e Rapolla. Con nomi così diretti, nessuno potrebbe sopire paure e rischi per il territorio e per il vino Aglianico e per la storia di una comunità e nessuno potrebbe nascondersi dietro l’esile dito di una comunicazione artata e fuorviante.
    In primis voi, società vinicole, che rischiate di perdere ciò che di economia, storia e notorietà avete costruito in 50 anni di lotte con le difficoltà di una terra e di un mercato da sempre in mano a ricchi viticoltori della Francia e del nord Italia, dato che siete stati capaci di passare da produttori di vino da tavola o di mosto per tagliare i vini senza corpo del nord Europa, come accadeva fino agli anni ’60, a produttori di uno dei vini più raffinati e ora più ricercato d’Italia e all’estero, come accade adesso da una decina di anni.
    Un lavoro di ricostruzione di una identità, un’immagine e di un’economia che vi è costato lavoro, studio, impegno costante e investimenti e che non può e non deve essere messo a repentaglio perché qualcuno vuole speculare sul sottosuolo di una terra che, al pari dell’intera nazione, ha petrolio scadente (realizzano catrame) e altamente nocivo (è pieno di mercaptani e idrogeno solforato), ma che solo in Basilicata e in Abruzzo hanno trovato complicità politiche che ne autorizzano lo sfruttamento.
    In altre parti d’Italia si battono e combattono, come accade nella vicina Vallo del Diano, in Campania, perché sanno, avendo studiato l’andamento economico e ambientale della Valle dell’Agri, che il petrolio non porta ricchezza, ma disoccupazione, oltre a desertificare l’economia del luogo e a mettere a rischio il circuito dell’acqua e delle sue sorgenti così importanti per l’agricoltura e la zootecnia (le perforazioni vengono fatte ricorrendo a decine e decine di polimeri altamente tossici utilizzati per far andare le trivelle fino a 4/7 km. sottoterra, come tossico è il petrolio che fuoriesce continuamente durante le estrazioni) e con esso la catena alimentare dell’area.
    Barile, Rionero, Ripacandita, Ginestra e Maschito ed altri luoghi del Vulture se fossimo in Francia, sarebbero terre da “premier cru”, se fossimo nel Chianti o a Barolo, sarebbero terre che varrebbero oro solo a nominarle, ma siamo qui in Basilicata e, a fronte di una Regione che svende ai petrolieri le sue ricchezze in cambio di 30 denari, non c’è coesione e non c’è lotta per il proprio territorio, difendendolo a denti stretti.
    E chi più di voi, aziende vinicole, dovrebbe lottare per tutelare il territorio così sapientemente da voi evoluto in mezzo secolo?
    Il petrolio, come afferma la carta “Proposition 65” dello Stato della California e come certificano tutte le università di geologia di tutto il mondo, in tutta la sua filiera è cancerogeno oltre che induttore di rischi sismici. E sarà difficile vendere nei mercati che contano una sola bottiglia di aglianico, quando la commistione estrazione di petrolio/vinificazione sarà avviata. Ma al di là dei rischi sulla salute che il petrolio determina e al di là dei rischi sull’economia diretta del vostro vino, se come è già certo che troveranno petrolio, è a rischio la vostra stessa proprietà di ettari di vigneti. Per capire cosa accadrà, occorre vedere ciò che è già avvenuto a Viggiano e in Val d’Agri, dove hanno creato 550 km di condotte sotterranee per portare il petrolio dai pozzi estrattivi al centro oli di Viggiano e da lì, con altri 140 km. fino alla raffineria di Taranto, espropriando i terreni che malauguratamente incocciavano col percorso delle condotte. Da padroni, passerete a sotto-padroni, per far produrre ricchezza alle società minerarie e ai lucani collaterali a questo sistema e a questa scelta economica distruttiva delle energie locali (a Viggiano nessuno vende più le famose mele della Val d’Agri e nessuno può più fare il miele o vinificare, le pecore sono diventate sterili e le mucche brucano erba acida e tossica).
    Il 21 luglio alle 18 vi invitiamo a Grumento Nova, alle 18, per ascoltare geologi indipendenti delle Università italiane (Albina Colella, Luigi Ferranti e Franco Ortolani) se volete partecipare per capire quale futuro vi attende nel Vulture, sperando che in tal modo nasca una nuova consapevolezza di tutela del vostro territorio. Restiamo a vostra disposizione per approfondire questa problematica magari presso la sede del vostro Consorzio.
    Con viva Cordialità, Ola – Organizzazione Lucana Ambientalista

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Post di Roberto Frigerio

Come al solito, i profitti per l'estrazione del petrolio, andranno ai soliti "pochi", mentre l'impoverimento per la futura mancata produzione o vendita di "Aglianico" coivolgerà un territorio intero.
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A Movimento Ambientalista Bat, Alberto Gallucci, Mauro Brusà, Vito Casano e Roberto Frigerio piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 12/07/12

Pantelleria su Linea Blu sabato prossimo
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3925324005888&l=71b7b71917


Mi comunica Carmelo Nicoloso da Catania di essere stato informato dalla redazione di Linea Blu che dopo domani, sabato 14 Luglio, andrà in onda la puntata su Pantelleria della nota trasmissione di RaiUno, con l'intervista al prof. Franco Tassi del Centro Parchi Internazionale sulle condizioni e sul futuro delle aree protette nel nostro Paese.
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Post di Giuseppe la Francesca

Umhh, signor Picchetti, si parlerà di parchi, credo che in pochi vedranno questa puntata...
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Post di Guido Picchetti

Ambasciator non porta pena...
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Post di Fabrizia Arduini

Solo chi non ama la propria terra non vedrà la trasmissione, per fortuna sono pochi. Se così non fosse, non si spiegherebbe il successo di trasmissioni che parlano della bellezza del nostro pianeta...
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Post di Toni Pusateri

Ci sarà anche il Parco delle 5 Terre col nuovo Direttore
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Post di Vito Casano

Sabato vedremo Pantelleria... Ciao Guido
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A Vito Casano, Movimento Ambientalista Bat, Mauro Brusà, Luca Gioria, Mario Di Giovanna, Marino de Falco, Giò Nastasi, Silvia Russo, Alfonso Nigro, Anna Lodigiani, Luca Siragusa, Pantelleria Zen e Aldo Ferrucci piace questo elemento.
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Il confronto: Kalamazoo (Michigan, USA) contro Lambro (Lombardia, Italia)
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/07/kalamazoo-vs-lambro.html

    Finalmente nel Michigan, il giorno 21 Giugno 2012 hanno riaperto il Fiume Kalamazoo, due anni esatti dopo lo sversamento di un milione di galloni di petrolio amaro, pesante, corrosivo, proveniente dal Canada. L'incidente - la rottura di un oleodotto della Enbridge Energy Partners - accadde il 26 Luglio 2010 e contaminò circa 36 miglia di fiume e di terreno circostante. Fanno 50 chilometri di fiume e fanno 4 milioni di litri di petrolio schifoso. La gente dovette lasciare le case per la puzza e l'inquinamento. La pulizia del fiume finora è costata 804 milioni di dollari.
    E' il più grave e il più costoso incidente ad un oleodotto mai accaduto sul suolo USA. I costi sono tutti pagati dalla Enbridge, e dalla sua compagnia assicurativa. I lavori sono stati monitorati dall'EPA - l'Agenzia di Protezione per l'Ambiente. E cosi, dopo due anni, hanno riaperto quasi tutto il fiume, ad eccezione di poche centinaia di metri, la zona più inquinata, presso Red Morrow Lake, Michigan. Ma questo non vuol dire che il fiume sia del tutto pulito - anzi, per la pulizia totale ci vorranno altri mesi ancora e le macchie di petrolio in alcuni posti sono ancora visibili. Ci si raccomanda di non toccare le chiazze se si va giù con la canoa, e hanno pure messo i fazzolettini lungo il fiume per pulirsi le mani!
    Riassunto: hanno speso circa 800 milioni di dollari, e non ancora finito perchè dopo due anni il fiume è ancora coperto di macchie di petrolio. I fazzolettini sono gratis. Della serie: un incidente dura pochi minuti o ore, le conseguenze sono catastrofiche. Oggi 11 Luglio 2012 invece l'ente predisposto a indagare sulle cause dell'incidente, il National Transportation Safety Board (NTSB) ha presentato la documentazione sul perchè dell'incidente:

  1. Stress sulle tubature dovuto a corrosione;
  2. Mancanza di prevenzione da parte della Enbridge che sapeva da 5 anni prima che ci potevano essere perdite più o meno gravi;
  3. La Enbridge tenne in azione l'oleodotto per ben *17 ore* dal momento in cu ila falla si aprì, sebbene tutti i sistemi di monitoraggio avessero indicato la rottura dell'oleodotto. Non ci furono indagini della compagnia in quel frangente, non risposero agli allarmi dei cittadini che sentivano puzza di petrolio e la condotta fu fermata solo grazie all'intervento di terzi;
  4. La Enbrdige non aveva equipaggiamenti necessari per intervenire, pur volendo farlo (ma non voleva!);
  5. Le regolamentazioni non erano sufficientemente severe.

    Ovviamente gli occhi di tutti sono puntati sul proposto Keystone XL pipeline che dovrà - se costruito - portare molto più petrolio di questo dal Canada agli USA. I petrolieri hanno invece detto che è stata solo una fatalità e che la Enbridge è una "good company" che ha avuto un "bad accident". Dicono che faranno migliorie e che non si sottrarranno alle loro responsabilità. Dicono...
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    Da Wikipedia Italia, Luglio 2012, sul disastro petrolifero del fiume Lambro: "Già a pochi mesi dal disastro l'interesse dei media italiani per questa catastrofe ambientale è andato scemando."
    Parallelamente in Italia, a cavallo fra il 22 e il 23 Febbraio 2010 ci fu un altro "incidente", quello del fiume Lambro in cui i patrioti della Lombarda Petroli decisero di riversare nel fiume Lambro - ed in modo del tutto volontario - circa 2.5 milioni di litri di gasolio e di oli combustibile. Altre stime parlano di 10 milioni di litri, cifre paragonabili a quelle di Kalamazoo. La marea nera partì da Villasanta - nei pressi di Monza, per attraversare Melegnano, San Zenone al Lambro, Lodi, Sant'Angelo Lodigiano, le province di Cremona, Reggio Emilia, Ferrara, il Po e poi anche il mare Adriatico. Venne pure danneggiato - ironia della sorte - una "Ecocity".
    Ci furono fortissimi danni all'ecosistema con moria di specie animali e vegetali. Di tutti gli animali ritrovati nei pressi dell'oasi di Montorfano, nei pressi di Melegnano, non è sopravvissuto nessuno. L'ipotesi è che il riversamento sia stato azionato volontariamente da parte di Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, i proprietari della Lombarda Petrolio, per evitare di pagare le accise su quei prodotti. Furbi, eh.
    Sulla stampa non c'è molto di cosa ne sia del fiume due anni dopo. La cosa più recente che sia riuscita a trovare è del maggio 2012 in cui si conferma l'accusa ai due cugini Tagliabue per disastro doloso, assieme al direttore dello stabilimento da cui partì il greggio, Vincenzo Castagnoli. La pena massima potrebbe essere 12 anni. Ma invece, dopo due anni, com'è andata a finire per il fiume? I titoli dell'epoca erano apocalittici - "disastro ambientale senza precenti", "pulire il fiume sarà un impresa", "marea nera", "ci vorranno decenni per pulire tutto". E allora mi chiedo:

- Quale ente ha seguito o sta seguendo i lavori?
- Qualche giornalista è tornato a vedere lo status del fiume, a due anni dall' 'incidente' ?
- I signori della Lombarda Petroli e la loro assicurazione - ammesso che ce l'avessero - hanno pagato il ripristino?
- Quanto è costato il ripristino?
- Si è sentita la necessità di chiudere il fiume mentre veniva ripulito?
- Se si, è stato poi riaperto?
- I campi al margine del fiume sono stati ripuliti?
- Ci sono i fazzolettini? Oppure è stato fatto tutto all'Italiana, a conferma di quanto pochi giorni lo scoppio disse il professor Ferruccio Trifirò di Bologna ("in gran parte il materiale inquinante andrà a finire sul fondo del fiume e lì si ritroverà, soprattutto la frazione più pesante degli idrocarburi usciti dalla raffineria") ?

Mistero. Il Lambro, petrolio o non petrolio, è uno dei fiumi più inquinati d'Italia.

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Febbraio 2010, Italia: riversamento di 2 milioni e mezzo di litri di petrolio nel fiume Lambro in Lombardia. Maggio 2010, USA: riversamento di 1 milione di galloni di petrolio nel fiume Kalamazoo nel Michigam. Due incidenti petroliferi contemporanei e di pari gravità, che, in quanto tali, consentono un confronto parallelo tra le realtà di due Paesi (gli USA e l'Italia ) su fatti simili solo in apparenza, ma diversissimi già a partire dalle cause (guarda caso, colposo negli USA e doloso invece in Italia), ma anche e soprattutto nei successivi sviluppi e nelle conseguenze finali... Queste ultime, tanto per cambiare, in via di risoluzione degli USA, dopo un comportamento esemplare da parte degli organi statali preposti a controlli e verifiche, con un risanamento ambientale realizzato a spese di chi quei danni ha provocato, costato a tutt'oggi ben 804 milioni di dollari !!! Per giunta ieri, a poco più di due anni dall'incidente, il National Transportation Safety Board (NTSB), l'ente predisposto a indagare sulle cause dell'incidente, ha presentato le sue conclusioni finali, attribuendo senza peli sulla lingua le colpe a chi di dovere... E qui da noi per l'incidente sul Lambro ? Niente di niente.. Nonostante i trenta mesi trascorsi se ne sa poco o nulla, nessuno ne parla, e restano senza risposta la sfilza di interrogativi che Maria Rita D'Orsogna elenca meticolosamente in chiusura di questo ultimo articolo. sul suo Blog. Con un'unica certezza finale... "che il fiume Lambro, petrolio o non petrolio, è uno dei fiumi più inquinati d'Italia" !!! E vogliamo considerarci un Paese "civile" ? Altro che "fazzolettini" per pulirci le mani dalle chiazze di petrolio come danno negli USA !!!. Dovrebbero darli a noi per asciugarci le "lacrime amare" che ci tocca versare, per vergogna o per rabbia, non saprei...
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Dalla mia Bacheca su FB dell' 11/07/12

Sviluppo Italia ? La "Green Economy"
registrazione video da "Coffee Breack" di La7 dell'11/07/12
http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50273776


Stamane nella trasmissione "Coffee Break" di LA7 si è parlato per quasi un'ora di "Green Economy", dei problemi della Basilicata, degli impianti dell'Eni, della Val D'Agri, di trivellazioni, della sorgente del Pertusillo, etc. etc. etc.
Potete vedere interamente la trasmissione cliccando sulla immagine che segue, fino a che sarà disponibile inrete sul sito dell'emittente televisiva (durata 57'03"). (gp)


http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50273776

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Post di Movimento Ambientalista Bat

Questo video è da vedere tutto perché è una fotografia della situazione ambientale reale attuale.
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Post di Guido Picchetti

Sono d'accordo, ed è la prima volta che una TV nazionale affronta apertamente e con sufficiente verità questo argomento...
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Non poteva mancare un'intervista a Giuseppe Di Bello, il primario simbolo ambientale rappresentativo della Basilicata.
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Post di Giuseppe Di Bello

Grazie, Movimento Ambientalista Bat. Il vero primario simbolo è questa meravigliosa azione di tanta gente che si riconosce negli stessi e identici obiettivi: la salvaguardia del nostro territorio, della salute della gente e dell'ambiente. E' qualcosa di davvero bello che sta crescendo...
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Respinta l'istanza della Forest Oil di tivellare nella zona del Lago di Bomba ...
di Guido Picchetti (da un post del sottoscritto su FB dell'11/07/12)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Girano voci in rete che per la seconda volta la Commissione di VIA della Regione Abruzzo avrebbe respinto la richiesta della Forest Oil di trivellare nella zona del Lago di Bomba per estrarre il gas dal sottosuolo. Si tratta per ora di una anticipazione sull'esito dei lavori della commissione, e si attende la conferma ufficiale che, a quanto pare, avverrà solo dopo la pubblicazione del verbale della riunione, prevista nei prossimi giorni. Se, come pare, arriverà la conferma, certamente sarà un buon segnale, che premia soprattutto l'impegno di quanti hanno contribuito a far maturare tale decisione, episcopato regionale incluso, spesosi in primis, ricorderete, con una decisa presa di posizione contro l'assurdo progetto... Tuttavia ricordiamoci che una rondine non fa primavera. Le minacce sono tante e diffuse, on-shore e off-shore, al nord come al sud, ad est e (un pò meno...) ad ovest, motivo per il quale tenere gli occhi aperti è il meno che si possa fare...
La notizia del respingimento dell'istanza della Forest Oil interessata a trivellare nella zona del lago di Bomba mi è stata segnalata stamane da Assunta Di Florio di Lanciano, una cara amica di Maria Rita D'Orsogna, la quale proprio oggi dà anche lei sul suo Blog a stessa anticipazione, arricchendola di commenti, tutti da leggere come è nel suo stile. A seguire riporto il suo articolo intitolato "Giorgio Mazzenga: sparisca dalla circolazione!" E ad entrambe va il mio ringraziamento...

Giorgio Mazzenga: sparisca dalla circolazione!
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/07/giorgio-mazzenga-sparisca-dalla.html

     TUESDAY, JULY 10, 2012. - Per la seconda volta la Commissione VIA d'Abruzzo, presieduta da Antonio Sorgi ha detto no al progetto di morte della Forest Oil Corporation di Denver. I nostri amici volevano costruire un campo da 5 pozzi di idrocarburi e un desolforatore per trattare gas saturo - saturissimo! - di idrogeno solforato. Il tutto ai piedi del lago di Bomba, in zona simica, fragile a rischio di subsidenza, frane e cedimenti della diga. Il tutto certificato dagli stessi proponenti che volevano svignarsela con fantasmagorici monitoraggi e centraline. Della serie: la terra sprofonda e io guardo e misuro i centimetri.
     Per la precisione dei fatti, la Commissione VIA oggi 10 luglio ha respinto la richiesta avanzata dalla Forest Oil di riesaminare il precedente giudizio, già espresso in negativo. E quindi il "no" precedente resta. Un buco nell'acqua per la Forest Oil! Speriamo che questo nuova seconda conferma segnali a Giorgio Mazzenga e compari che veramente la sua opera non ce la vogliamo qui e che è ora che lui ammetta l'amara sconfitta e se ne torni da dove è venuto. La Chiesa Cattolica, la Confcommercio, la Provincia di Chieti, gli accademici, il WWF, 19 comuni fra cui la stessa Bomba, le associazioni locali, dal Comitato di Gestione Partecipata del Territorio di Bomba fino a Nuovo Senso Civico di Lanciano, 250 osservazioni mandate, due pareri regionali negativi.
     Caro Giorgio: è ora che te ne vai. E non ci fai paura mica con la storia dei ricorsi al TAR, i conti sparati in aria sulla tua popolarità fra i disperati d'Abruzzo, o le richieste danni di 142 milioni di euro. Ma chi credi di essere? Venire qui a fare il prepotente. Quando uno fa un investimento - o nel tuo caso una proposta speculativa - a volte si vince, a volte si perde. Tu hai perso. Ti abbiamo detto di no, ora togli il disturbo e scompari, e per sempre.
     Tutto questo deve ancora una volta farci capire quanto importante sia la protesta continua, il vigilare, il voler sconfiggere il mostro, giorno dopo giorno. Sarebbe stato possibile che Antonio Sorgi dicesse no, per due volte di seguito, senza la pressione popolare, senza il persistere di proteste, osservazioni, interventi da parte di vari spaccati della vita civile? No. Costa fatica andare a L'Aquila ogni volta, organizzare autobus, persone, scrivere e leggersi i testi, convincere la gente a scrivere. Ma sono questi i passi necessari alla vittoria. L'impegno quotidiano.
      E' la stessa storia del Centro Oli. Quando la protesta diventa diffusa, quando le questioni sono sulla bocca di tutti, quando chi decide si trova a dover fare la parte dell'orco se dice di si, è allora che vinciamo. E quindi, questa deve essere la strategia per tutto. Su ogni progetto: interessarsi, rompere le scatole, leggersi le carte, svergognarli pubblicamente. Il potere è nostro - nei nostri numeri, nella nostra voce, nelle nostre schede elettorali. E allora usiamolo come si deve.
     Ci aspettano altre battaglie e saranno una più impegnativa dell'altra - Ombrina, San Martino sulla Marrucina. Per adesso grazie ai veri eroi di questa battaglia, Massimo Colonna e l'instancabile, mitica, Fabrizia Arduini. Grazie anche a Walter Caporale e Maurizio Acerbo, del consiglio regionale d'Abruzzo per avere rotto le scatole nel corso degli anni, a Franco Moroni della provincia di Chieti, e a chiunque abbia preso a cuore la questione. Nonostante la mollezza di Gianni Chiodi, noi non molliamo.

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Chi ascolterà i segnali degli dei ?
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3921092900113&l=5790f1498a


11/07/12. - Pare proprio che Vulcano e Nettuno (l'uno dalle profondità marine, l'altro dalle viscere dell'Etna, sua dimora abituale), abbiano deciso di mettere sull'avviso chi sta per concedere alle multinazionali del petrolio licenza di di trivellare i fondali marini della Sicilia, fornendo prova evidente di come possano far ballare a piacimento il territorio di questa antico loro dominio. Ben quattro scosse nelle ultime 24 ore sono state registrate sul territorio siciliano, due a terra e due in mare, per fortuna lievi. La prima alle ore 15,22 di ieri: mag 2.4, epicentro Corleone a sud di Palermo, e profondità 10 km; la seconda alle 16:03, mag 2.2, epicentro Catania, e profondità 6 km; la terza alle 5:55 di stamani in mare aperto, 20 miglia circa ad est delle Eolie, mag. 2.1, e profondità 110 km; e l'ultima, la più forte, di mag. 2.9, alle 12:07 di oggi, con epicentro circa 8 mn a SE di Ustica, e profondità 11 km (per la localizzazione di quest'ultima vedi l'immagine a lato ricavata da una mappa dell' "emsc").
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Post di Maria Ghelia
Ma i signori del petrolio non si fermeranno di sicuro.., purtroppo!
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Emigranti sardi e continuità territoriale: siamo forse figli di un Dio minore?
di Francesco Murru
http://notizie.tiscali.it/...-continuit-territoriale-siamo-forse-forse-figli-di-un-Dio-minore.html


     30 maggio 2012. - Ieri abbiamo discusso in assemblea, tra immigrati sardi dell’Emilia Romagna e di altre importanti Città del nord Italia, sulla continuità territoriale e sul fatto che, ancora una volta, ci si senta presi in giro dalle Istituzioni che dovrebbero tutelarci. Le domande poste da una platea abbastanza su di giri erano emblematiche: ”siamo forse cittadini di serie B?”, “non paghiamo le tasse come gli altri e forse anche più essendo non residenti?”, “siamo figli di un Dio minore?”, “Siamo forse apolidi o rinnegati?”.
     La discriminazione che si intende perpetrare nei nostri confronti è l’ennesima conferma di una mancata considerazione, per noi che - figli di Sardegna - veniamo parificati a qualsiasi turista mordi e fuggi che passa dalla nostra Isola, senza tener conto che la gran parte di noi ha lasciato in Sardegna casa, affetti e cuore e che, quando viaggia per tornare, non lo fa per prendere la tintarella, ma per rivedere i propri cari, curare le proprie abitazioni e relazioni sociali, adempiere ad obblighi e doveri, partecipare alle occasioni di festa e di cultura che, tutto l’anno, contribuiamo a diffondere per l’Italia e all’estero. Dopo le tariffe delle navi che hanno costretto molti emigrati a ridurre le proprie visite in Sardegna, dopo la mazzata dell’IMU sulle seconde case, anche la beffa di non essere considerati sardi in quanto non residenti.
     L’assessore Solinas (sardista? – che probabilmente ha fatto più volte rigirare nella tomba sia Luigi Oggiano sia Emilio Lussu) e il Presidente Cappellacci, suo predecessore, prima di firmare un accordo di tal fatta con il Governo italiano, discriminando i sardi non residenti e permettendo alle compagnie aeree – che appositamente hanno disertato il bando di gara sulla continuità territoriale - di fare cassa su essi, dovrebbero pensare al fatto che la loro decisione impedirà – specialmente in questo periodo di crisi – a molti “sardi non sardi” di rientrare in Sardegna, con le conseguenti ripercussioni sul piano economico per la nostra isola, già abbondantemente martoriata e sempre più isolata oltre che dal continente anche da se stessa.
      Chi rinnega se stesso, i propri figli, forse non merita di averli avuti. L’auspicio è che la classe politica sarda, di tutti i partiti, sia questa volta in grado di rappresentare e difendere anche i nostri interessi, di riconoscerci figli di un'unica madre, di fare uscire la nostra isola dall’isolamento in cui, una visione poco lungimirante e attenta, l’ha fatta piombare. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini sardi, italiani ed europei. Ci sentiamo traditi, c’è desolazione, ma ci sarà anche una reazione.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Quando capiremo, come italiani almeno, se non come cittadini europei, che quando abbiamo un problema da risolvere, per scongiurare anacronistiche ventate isolazioniste che non portano da nessuna parte, occorre sentirsi appartenenti ad un' "entità" comune ? Dovrà essere certo un' "entità" di dimensioni rapportate al problema che abbiamo di fronte, a partire dalle più piccole (quali la familiare o la rionale...), per giungere alla massima, l'Unione Europea appunto, che istituzionalmente oggi in tanti ci accomuna, o quantomeno dovrebbe accomunarci, se funzionasse a dovere come i Padri fondatori avevano a suo tempo ipotizzato ...
Ciò detto, ritengo che una battaglia, quale quella ricordata in questo bell'articolo di Francesco Murru, volta ad ottenere il riconoscimento del diritto fondamentale della continuità territoriale, non vada combattuta isolatamente. Ma, se si vuole davvero ottenere qualche risultato concreto, sarà bene unire le forze con quanti altri, in questa comunità di cittadini italiani o europei, patiscono e lamentano l'ignoranza di quel diritto, rivolgendo le proprie motivate rimostranze alle "entità" maggiori che ci accomunano, nel nostro caso lo Stato e la CE... E lo dico principalmente ai miei compaesani panteschi e corregionali di alcune isole minori siciliane, i quali proprio in questi giorni stanno protestando per la stessa "ignoranza" da parte di chi localmente ci rappresenta e ci governa, dopo che, in fatto "problemi di continuità territoriale" (aerea o marittima che sia), hanno in questi ultimi anni certamente accumulato una "bella" esperienza ...
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A Alfonso Nigro, Ilva Alvani e Gianluca Salerno piace questo elemento.

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Soccorso Cetacei e Tartarughe. Emergenza centri recupero della fauna in Sicilia
un video pubblicato su Youtube in data 29/giu/2012 da motif84
http://www.youtube.com/watch?v=LNIBkw4_Vps&feature=player_detailpage


Quale futuro per i Centri Recupero Fauna Selvatica in Sicilia? Un appello a tutti i politici regionali, nazionali ed europei, ci siamo adoperati insieme ad alcuni di voi a realizzare delle eccellenze nella nostra isola, compreso il centro di Comiso, a cui ritengo di aver dato un sostanziale contributo personale per il riconoscimento quale Centro Regionale, insieme a Giovanni La Via abbiamo messo su un tavolo tecnico per ottimizzare la gestione, credo che la denuncia di Gianni Insacco vada analizzata per trovare opportune e risolutive soluzione al tema fauna selvatica. (nota di Carmelo Nicoloso, a margine della condivisione del video sul diario del sottoscritto su FB)

Puntata di Geo&Geo del 3 Maggio 2012 - Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Comiso.

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Dalla mia Bacheca su FB del 10/07/12

Ritorna anche Ombrina Mare
di Maria Rita D'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/07/ritorna-anche-ombrina-mare.html


    The immediate goals of the Company will be to seek the award of a production concession for the Ombrina Mare field. (Lo scopo immediato della Compagnia sarà di cercare di ottenere la concessione per sviluppare il campo di Ombrina Mare) f.to "Mediterranean Oil and Gas2 ai suoi investitori, 27 Giugno 2012.
    Siamo contro tutti i progetti petroliferi, nel nostro mare e nella nostra terra mentre in passato il piano, come tutti ricorderanno, è stato sostenuto ed appoggiato da esponenti del centro sinistra. (f.to Gianni Chiodi, scaricabarile, 12 Ottobre 2010). Vuole dirlo pure a Passera e a Clini, please o ha cambiato idea?
    E come poteva essere altrimenti?Il 15 Giugno del 2012 come già annunciato su vari siti e blog, il nostro lungimirante governo ha deciso di portare "ammende" al decreto della Prestigiacomo, il DL 128 del 2010. Questo decreto vietava operazioni petrolifere a meno di 5 miglia dalla costa che diventavano 12 in caso di riserve marine. Adesso c'è un nuovo decreto, il DL 83 del 2012, pubblicato il 26 Giugno del 2012 in cui:

  1. I limiti posti dalla Prestigiacomo vengono modificati, e innalzati a 12 lungo tutto il perimetro della costa italiana;
  2. Le royalties vengono portate al 7% in mare; l'aumento delle royalties servirà per dare più fondi al Ministero dello Sviluppo Economico, e al Ministero dell'Ambiente;
  3. Dulcis in fundo, c'è la possibilità per tutti i pozzi per cui l'iter era già iniziato di essere esclusi dal decreto precedente e da quello attuale.

    In altre parole: una presa in giro, visto che molte delle concessioni sono state chieste prima del 2010. Che senso ha allora mettere un limite più stringente se nel frattempo tutta la costa è stata deturpata da pozzi e trivelle? E poi, ma che ragionamento è: trivelliamo tutto lo stivale e poi facciamoci versare 2 lire in più per la protezione dell'ambiente. Sono ridicoli. Ma chi gliel'ha data la laurea a questi? E soprattutto, chi può credere alla balla che c'è sicurezza a 13 miglia e non a 12?
    Come ho ripetuto all'infinito, in Florida c'è più petrolio che in tutta Italia, e lì esiste il divieto ASSOLUTO di trivellare a 200 chilometri dalla riva a causa dei timori di contaminazione, e per lo stesso motivo i limiti USA lungo le coste Est ed Ovest sono di 100 miglia e non di 12. Questi limiti sussistono dal 1981. Il fatto che questo nuovo decreto sia una gran presa il giro lo sanno anche i petrolieri.
     Infatti qualche giorno fa, la MOG manda questo bel comunicato ai suoi investitori dove illustra i "benefici" del nuovo decreto ai suoi investitori. Dicono così quelli della MOG:

    The key benefits of the Decree, are that the Company’s subsidiary, Medoilgas Italia SpA, would be able to seek the award of a production concession covering the Ombrina Mare oil and gas field in the Central Adriatic. (I principali benefici del Decreto sono che una delle sussidiarie della Compagnia, la Medoilgas Italia SpA ,potra' chiedere l'assegnazione di una concessione che copra il campo di petrolio e di gas di Ombrina Mare nell'Adriatico Centrale).
    The relevant application, which includes the proposed field development plan, was submitted in December 2008, received technical approval in June 2009 and was completing the final stages of environmental approval when DLGS 128/2010 came into force. Furthermore, the Company’s existing production concession AC19.PI in the Northern Adriatic is also excluded from the restrictions of DLGS 128/2010. (La richiesta in oggetto, che include il progetto di sviluppo del campo, è stato presentato nel dicembre del 2008 ed ha ricevuto una approvazione tecnica nel Giugno del 2009. Stava completanto la fine del suo iter ambientale quando il DLGS 128/2010 è entrato in vigore. Per di più la concessione esistente della compagnia, la AC19.PI nell'Adriatico del Nord è esente dalle restrizioni del DLGS 128/2010).
    The immediate goals of the Company will be to seek the award of a production concession for the Ombrina Mare field, and to increase the priority of the development of the Northern Adriatic. The Decree also includes a provision for an increase of 3% in royalty payable by offshore hydrocarbon producers. (Lo scopo immediato della Compagnia sarà di cercare di ottenere la concessione per potenziareil campo di Ombrina Mare e di velocizzare lo sviluppo dell'Adriatico del Nord. Il decreto include un aumento delle royalties del 3% a carico dei produttori di idrocarburi).
    The proceeds are to be allocated to the state budgets of the Ministry for the Environment, and the Ministry for Economic Development, to support the monitoring and enforcement of marine environmental protection and supervision of environmental safety for exploration and production activities offshore Italy. (Il ricavato deve essere allocato presso le finanze del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico, per supportare il monitoraggio e l'applicazione della protezione marina e la supervisione di sicurezza ambientale per le attività di esplorazione e di produzione nei mari d'Italia).
    The increased royalty of 3% will have an impact on the profitability of the Guendalina field, and subsequently for Ombrina Mare, but the economics of both these assets remain viable and the Company is supportive of the proposed uses of these funds for increased environmental protection. (L'aumento del 3% delle royalties avrà un impatto sulla rendimento del campo Guendalina e per Ombrina Mare, ma le situazioni economiche di entrambi queste risorse restano favorevoli e la Compagnia concorda con l'uso proposto dei fondi per aumentare la protezione dell'ambiente.

    E intanto la MOG ha fatto tutto quello che doveva fare - ha esteso la sua concessione, fino al 2015, ha sistemato i suoi confini, che ora sono fuori dalla fascia dalle 12 miglia, e hanno fatto i conti. E ora hanno avuto quel poco che gli mancava: di poter inquinare tutto il mare, di poter mettere una nave desolforatore in bella vista che sputerà idorgeno solforato, fiamma e fumo 24 ore su 24. Però noialtri possiamo star tranquilli perchè con le loro briciole avremo il monitoraggio, e anzi, siccome sono magnanimi, sono favorevoli al monitoraggio, che assolutamente non tange i loro profitti. Il tutto per 40 milioni di barili di petrolio, da vendersi al miglior offerente e su un arco di 20, 30 anni. Ne consumiamo 1.6 milioni AL GIORNO. utto questo disastro per 40/1.6 = 25 giorni di petrolio di fabbisogno nazionale, se tutto gli va bene ed in totale, spalmati su decenni.
    Che pena - lo vede anche un bambino che è tutta speculazione. E se Gianni Chiodi fosse un Uomo, direbbe la sua. Ma siccome non sa, non ama, non vede, non fa, resterà li, l'ombra di sè stesso. Nel 2010, Gianni Chiodi a mò di propaganda aveva detto, senza muovere ciglio, sia chiaro: "La bocciatura di Ombrina Mare 2 da parte della Commissione nazionale per la "Valutazione d'Impatto Ambientale" premia la scelta di questo governo regionale di ostacolare in maniera decisa la deriva petrolifera che da sempre abbiamo ritenuto possa danneggiare gravemente il nostro ambiente e la nostra economia".
     Che pena. E adesso cosa ha da dire, da fare Gianni Chiodi? Niente, perchè è vuoto tanto quanto vuote erano le sue parole di due anni fa. Non ha il coraggio di alzare un dito in favore della sua gente e contro gli speculatori. Non aveva coraggio con la Prestigiacomo, non ha coraggio adesso. Che pena veramente. E Mauro Febbo, così intransigente contro il Parco della Costa Teatina, ha qualcosa da dire? O gli vanno bene le trivelle? E anche qui, dove sono i sindaci della costa - San Vito, Torino di Sangro, Ortona? Mah. Si vede che invece del Parco a loro piace la nave desolforatore.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Cosa comportano i piani previsti dal nuovo decreto del Governo Monti in fatto di trivellazioni offshore lungo le coste italiane e come le società petrolifere interessate a perforare i nostri fondali marini vedano con occhio favorevole le nuove regole, arrivando ad illustrarle positivamente addirittura a soci e ad azionisti, il servizio di Maria Rita D'Orsogna ce lo spiega benissimo... E, possiamo ben dirlo, facciamo proprio la figura dei "fessi", svendendo per un piatto di lenticchie il nostro prezioso patrimonio culturale e naturale, quello che rappresenta la nostra vera ricchezza e sul quale dovrebbe basarsi il modello ideale di sviluppo per le future generazioni... E il pericolo maggiore è che ci sono molte probabilità che la strada imboccata possa diventare davvero una strada senza ritorno non solo per l'Italia, ma anche per molti altri Paesi che si bagnano nel Mediterraneo...
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A Alfonso Nigro piace questo elemento.

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Fondali marini da tutelare
di Alice Palumbo
http://www.corrieredigela.it/leggi.asp?idn=CDG113558&idc=1
 

09/07/2012. - C’è anche il sindaco Fasulo tra gli amministratori siciliani firmatari dell’appello lanciato da Greenpeace al ministero dell’Ambiente per fermare le perforazioni in mare e chiedere un’efficace protezione delle acque e dei fondali marini nel Canale di Sicilia. Nella nota inviata al ministro Corrado Clini, Greenpeace, Legambiente e Wwf invitano a non cedere al pressing del mondo industriale che vorrebbe depennare il limite delle dodici miglia, ritenendolo contrario agli interessi dell’industria nazionale degli idrocarburi. Secondo le associazioni per la salvaguardia dell’ambiente, occorre agire in maniera rapida per bloccare immediatamente le perforazioni off-shore, definire siti di interesse comunitario per la tutela dei fondali marini, istituire nel Canale di Sicilia una zona di protezione ecologica e puntare allo sviluppo di misure di prevenzione, monitoraggio, controllo e repressione dell’inquinamento, in particolare di quello derivante dal trasporto di idrocarburi.
«Cedere alle pressioni dei petrolieri – scrivono nell’appello gli ambientalisti – sarebbe come considerare carta straccia quel principio di precauzione che venne sancito nel 1992 a Rio de Janeiro, per prevenire danni e porre un limite alla rapina delle risorse ambientali».
Con il decreto legislativo 128/2010, l’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, sulla scia dei timori innescati dal disastro della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, aveva innalzato da 5 a 12 miglia il limite minimo per le prospezioni petrolifere. La normativa in vigore viene ora messa in discussione dalle richieste avanzate da Confindustria e dall’Unione petrolifera che chiedono di ripristinare il vecchio limite per le attività di trivellazione. In merito alla vicenda, abbiamo intervistato il primo cittadino Angelo Fasulo.

– Sindaco, lei è tra gli amministratori siciliani firmatari dell’appello al Ministro dell’Ambiente lanciato da Greenpeace per la protezione del nostro mare dalle perforazioni richieste dai petrolieri. Se non venisse accettato questo appello, quali sarebbero le conseguenze su settori economici importanti per Gela come il turismo e la pesca?
«Non credo che ci sarebbero delle ricadute immediate sul nostro territorio. L’appello parla di un’attenzione particolare all’ambiente, al nostro mare. Tutti i sindaci non possono che condividere questa attenzione e questo impegno. Il Mediterraneo è un posto estremamente importante per i commerci, ma è anche un ecosistema che viene messo a rischio dalle navigazioni e dalle perforazioni. Credo che l’attenzione debba essere massima. Mi rendo conto che la nostra è una zona interessata già da diverse industrie e le ricerche petrolifere devono essere fatte se necessario e solo con attenzione massima e con progetti precisi di tutela e riqualificazione ambientale. Non è una lotta contro l’industria, è una lotta a tutela dell’ambiente e dell’ecosistema».

– Dopo quest’ azione forte, quale sarà il passo successivo?
«Sono sicuro che su questi temi debba vincere il dialogo. Noi vogliamo far crescere l’attenzione e la sensibilità e lo stiamo facendo aderendo al patto dei sindaci e alle iniziative di tutela ambientale. La salvaguardia dell’ambiente deve essere un obiettivo condiviso da tutti. Questa amministrazione ha aderito all’appello lanciato da Greenpeace con spirito diretto a tutelare l’ambiente, ma non a contrastare l’industria. Fare questo sarebbe in controtendenza e anacronistico».

– Viviamo in una città ad alto rischio ambientale che paga lo scotto di un’industrializzazione che doveva cambiare le sorti di Gela. Pensa sia giusto che interessi economici e politici debbano essere prioritari rispetto alla tutela del cittadino e alla salvaguardia dell’ambiente circostante?
«Ritengo che industria e ambiente siano compatibili. Non si può vivere in una città dove non vi sia nessuna industria. Con il rispetto delle leggi e con la giusta attenzione, questa convivenza può essere possibile. Occorrono serietà, approccio scientifico e maturità. E’ necessario favorire l’industrializzazione tenendo, però, sempre presente la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. La visione di industria e ambiente come due settori antitetici non appartiene a una società moderna».

– A dispetto di questa sua dichiarata difesa dell’ambiente, non sono pochi quelli che la accusano di mantenere un atteggiamento troppo morbido nei confronti dell’Eni, a sua volta additato come responsabile unico del dissesto ecologico, causa di gravi malattie neoplastiche e malformazioni neonatali. Come risponde a queste critiche?
«Questa è la politica di basso livello che ha portato Gela in queste condizioni. La storia della politica gelese è contraddistinta dagli urlatori che poi si sono venduti o hanno svenduto il territorio. Io credo di avere assunto in questa, come in altre situazioni estremamente difficili, una posizione corretta, mai contro qualcuno ma a tutela della nostra città e del nostro territorio. Questa amministrazione è stata la prima a costituirsi parte civile, a cercare di mettere nero su bianco ogni rapporto con lo stabilimento e a discutere in prefettura di protocolli e non di accordi fatti sottobanco. Stiamo promuovendo investimenti seri che mirano al miglioramento ambientale. Non ha senso accusare e criticare senza poi avere la capacità di promuovere qualcosa di concreto. Per la prima volta in questa città si stanno facendo investimenti seri. Questo è indice che qualcosa sta cambiando e che si è giunti al superamento di una politica vecchia che ha portato all’inquinamento del nostro territorio e alla mortificazione dei nostri lavoratori. Oggi dobbiamo affrontare problemi che riguardano l’occupazione e il mantenimento dei posti di lavoro ma bisogna sempre coniugare ciò con un’attenta politica ambientale. Questo significa dignità e rispetto per la vita».

– Sin dal primo momento della sua elezione, lei è stato ritenuto l’ uomo nuovo che avrebbe cambiato il volto di Gela, nonostante le tante difficoltà. A distanza di due anni, può farci un resoconto di quanto portato avanti dalla sua amministrazione in materia di salvaguardia ambientale e dei cittadini?
«In questi due anni l’amministrazione comunale ha lavorato tantissimo per il riscatto ambientale della nostra città. A Gela fino a qualche anno fa era impossibile parlare di raccolta differenziata. Noi oggi la stiamo facendo con impegno perché crediamo nell’importanza di un corretto smaltimento dei rifiuti e in un efficace riutilizzo dei materiali riciclati. Periodicamente questa amministrazione fa dei controlli su tutto il territorio, verificando le condizioni dell’acqua e dell’aria. I dati e le riunioni vengono resi pubblici. Abbiamo richiesto e ottenuto il finanziamento di centraline per il controllo ambientale. Un’altra importante battaglia è stata quella contro l’amianto. Abbiamo anche intensificato la bonifica delle nostre aree, la pulizia della città e delle spiagge e abbiamo pensato, insieme alla provincia, di creare in prefettura un organismo di controllo. Inoltre, questo comune ha avviato un importante progetto di risanamento ambientale che riguarda biomasse e piantumazioni della Sicilia e di tutta l’Italia meridionale. Stiamo intervenendo sul depuratore di Macchitella, puntando all’utilizzo dell’acqua per il terziario e abbiamo interrato in città già cinquemila piante. Questi sono solo alcuni dei tanti interventi promossi da questa amministrazione. Credo che tutela per l’ambiente non significhi un singolo e sporadico intervento, ma un’attenzione continua e costante in tutti i passaggi».

– Ogni giorno si parla di crisi, una crisi che pesa su tutto il Paese. Secondo lei, nella nostra città una politica oculata, che tenga conto di tutte le risorse, comprese quelle ambientali, potrebbe ridurre il dissesto finanziario e, se sì, in che modo?
«La nostra città non vive una situazione economica diversa da quella di molte altre città. La crisi riguarda i mercati economici, riguarda il nostro pil quanto il nostro spread. Noi la viviamo come la vive tutto il mondo. E’ importante adeguarsi e capire che l’economia gira più velocemente di quelle che sono le nostre abitudini. La prima risposta che devono dare le amministrazioni è efficienza e risparmio. Questa amministrazione ha ridotto i suoi debiti e ci stiamo impegnando per dare esempi concreti nella gestione delle risorse interne. Non abbiamo uno staff di consulenti ed esperti. Non ho la macchina blu. Stiamo promuovendo tante iniziative. Per la prima volta, grazie anche all’adozione di modelli virtuosi e di buone pratiche, il comune di Gela viene portato quasi come esempio. I risultati arrivano con il tempo. E’ tanto il lavoro da fare, si tratta di un grande impegno, ma noi su questo ci scommettiamo».

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Posizioni forti, ambientalisti di casa nostra, e segnali AIS... E meno male che la giornalista, in quest'intervista sul "Corriere di Gela" dice che quella del sindaco della cittadina costiera siciliana è una "FORTE" presa di posizione, da un lato contro le attività della società petrolifere nelle acque dello Stretto di Sicilia e del Mediterraneo più in generale, e dall'altro contro la condiscendenza dei due Ministeri italiani più direttamente interessati (Ambiente e Sviluppo Economico), pronti a cedere alle tante richieste da esse avanzate nelle acque territoriali italiane, Adriatico e Stretto di Sicilia in particolare...  E cosa farebbe allora il Sindaco Fasulo se avesse una posizione "debole"?  Andrebbe a cena insieme ai titolari di quelle piccole società improvvisate, emanazioni delle potenti multinazionali del settore (cui fanno spesso da prestanome), pronte a fallire in caso di incidenti, anche piccoli, pur di evitare ogni obbligo di intervento riparatore dei danni procurati, ed eventuali ulteriori conseguenze ?
Non lo so, ma quello che ancor più mi rattrista è che il pensiero del sindaco di Gela fa il paio con quello di Greenpeace, Legambiente e Wwf, le tre associazioni ambientaliste coofirmatarie del documento di cui si parla nell'articolo. Associazioni giustamente "rinomate" sul piano internazionale, per quanto all'estero di impegnativo e concreto riescono a fare in difesa dell'ambiente, prendendo, se necessarie, posizioni ferme e decise, e arrivando a denunziare e ostacolare quanto va denunziato e ostacolato. Associazioni ambientaliste che però, nelle rispettive versioni "casarecce", lasciano alquanto a desiderare, che brillano prevalentemente di luce riflessa, e che quando non sono del tutto assenti, si presentano con interventi sporadici scarsamente efficaci. Interventi che il più delle volte si concretizzano in qualche bella crociera lungo costa, inframmezzata nelle varie tappe previste da rinfreschi promozionali, simposi e tavolate imbandite, con consegna di riconoscimenti a vario titolo più o meno positivi, ma che(forse per evitare spiacevoli "mal di mare") raramente arrivano a toccare le isole più "isolate" che forse più ne avrebbero bisogno, minacciate come sono ...
Gela d'altronde non è certo un'area rinomata in Italia e nel mondo per la sua salubrità. E il sindaco Fasulo dovrebbe saperlo, come bene lo sanno i suoi concittadini, che pagano oggi a caro prezzo, con danni gravissimi alla loro salute, cinquant'anni di inquinamento industriale, con le falde acquifere zeppe di composti tossici come arsenico, mercurio e cloruri e un territorio in tale stato di "emergenza ambientale", che i fondi necessari alla bonifica già promessi dal Ministero per il recupero delle aree inquinate, risultano del tutto insufficienti. E a dirlo non è un pinco pallino qualunque, ma l'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr (Ifc-Cnr).
Leggi al riguardo "Quanto serve per bonificare Gela e Priolo" di Lorenzo Mannella del 2/09/11, qui a seguire integralmente riportato. E chi viene tirato in ballo da questa testimonianza oltremodo qualificata ? Manco a dirlo, una serie di nomi noti: Enel, Esso ed Erg... Vi dicono qualcosa? Per conto mio vorrei chiedere almeno una cosa al Sindaco Fasulo di Gela. Questa, ed è senz'altro nel suo diritto farlo. Dica, per favore, alla Edison, la società titolare della piattaforma petrolifera "Vega" operativa da anni ormai nelle acque antistanti la costa siciliana di Gela, di mettere in funzione la trasmittente "AIS" che indica il posizionamento dell'impianto off-shore sulle mappe in tempo reale di "Marine Traffic". Sarebbe già un bel segnale di "civiltà", visto che le piattaforme petrolifere operanti in acque tunisine e libiche hanno da poco iniziato a rispettare tale norma... O siamo noi un Paese più incivile degli altri. e tale vogliamo restare ?

Quanto serve per bonificare Gela e Priolo
di Lorenzo Mannella
http://www.galileonet.it/articles/4e60956b72b7ab30830000d0

02 Settembre 2011 - Quando si tratta di proteggere la salute dei cittadini, gli investimenti a basso profilo servono a poco. Lo ribadisce una ricerca italiana condotta in collaborazione con la London School of Hygiene and Tropical Medicine. Secondo lo studio - pubblicato su Environmental Health - per garantire l'efficacia delle politiche di bonifica sarebbe necessario formulare una attenta analisi costi-benefici. Obiettivo: tutelare la salute dei cittadini nel lungo periodo e fare investimenti adeguati.
La ricerca ha preso in esame due casi inseriti all'interno del Programma Nazionale di Bonifica, che ha individuato, già da tempo, decine di siti contaminati per cui è necessario avviare grandi opere di recupero. Tra questi, ci sono due poli industriali della Sicilia, Gela e Priolo, dove i finanziamenti ammontano a 127 e 774 milioni di euro. Tuttavia, per avere dei risultati concreti servirebbero fondi per diversi miliardi. Galileo ha chiesto spiegazioni a Fabrizio Bianchi, autore dello studio e dirigente di ricerca presso l'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr (Ifc-Cnr).

Dottor Bianchi, perché Gela e Priolo hanno bisogno di finanziamenti più consistenti?
"Si tratta di aree industriali colpite da 40-50 anni di inquinamento. Ci sono falde acquifere zeppe di composti tossici come arsenico, mercurio e cloruri, e non si può certo pensare di ripulirle con un colpo di spugna. La situazione richiede azioni di bonifica che risolvano il problema alla radice e tutelino la salute dei cittadini nel corso dei decenni. Il nostro studio dimostra che, per ottenere benefici tangibili tra 10-20-50 anni, si devono investire cifre molto più elevate di quelle stanziate oggi. Si parla di minimo 6,6 miliardi di euro per Gela e di 3,6 per Priolo".

Come avete fatto a ricavare queste cifre?
"In primo luogo abbiamo analizzato i dati sull'inquinamento ambientale della zona incrociandoli con le informazioni sanitarie relative agli abitanti di Gela e Priolo. Confrontando la loro situazione con quella di una cerchia di municipalità limitrofe di riferimento, abbiamo individuato dei picchi nel numero di tumori e altre patologie croniche che affliggono la popolazione dei due comuni. Si tratta di anomalie che non possono essere spiegate in altro modo, e vengono di conseguenza attribuite all'inquinamento. Infine, grazie ai modelli economici dell'università di Londra, abbiamo calcolato la soglia oltre la quale gli investimenti per i piani di bonifica sono finalmente ripagati da una cospicua riduzione delle spese sanitarie".

In cosa consiste questo risparmio sulle voci di spesa per la sanità?
"Il concetto è semplice: più si eliminano le fonti di inquinamento, più la salute dei cittadini migliora. Abbiamo calcolato che una bonifica radicale a Gela e Priolo potrebbe prevenire ogni anno fino a 47 morti premature, 281 casi oncologici e 2700 ricoveri in ospedale. E pensare che, da un punto di vista strettamente economico, la prevenzione dei tumori comporterebbe da sola un risparmio del 72% sulle spese di trattamento sanitario. Tuttavia, gli investimenti ministeriali stanziati finora coprono solo il 20% del valore soglia indicato per Priolo e il 2% di quello suggerito per Gela".

Perché questa grande differenza tra i due finanziamenti?
"Sebbene Gela abbia più abitanti di Priolo, quest'ultima rappresenta un polo industriale più importante, dove si incontrano gli interessi di numerose realtà pubbliche e private. Nel primo caso, l'area dell'ex petrolchimico di Gela ospita solo la raffineria dell'Eni. Nel secondo, invece, sono presenti numerosi impianti di Enel, Esso ed Erg, che hanno iniziato a investire nel recupero dell'area. Insomma, Gela è stata abbandonata a se stessa. I 127 milioni promessi dal Ministero per il recupero della zona inquinata sono del tutto insufficienti a risolvere l'emergenza ambientale. È come fare il solletico a un elefante".

A quale modello dovrebbe ispirarsi l'Italia?
"Il messaggio contenuto nel nostro studio è chiaro. Come ha detto il presidente Napolitano nel suo discorso, bisogna far ripartire il motore dei desideri e credere nel futuro. La bonifica ambientale, oltre ad avere effetti positivi sulla salute, rappresenta anche una grande opportunità di investimento economico. Per avere successo, il nostro Paese deve innescare lo sviluppo di un nuovo settore tecnologico specializzato nel recupero delle aree contaminate. La Germania lo ha già fatto, ed eccola pronta ad esportare il suo know-how dove sono richiesti interventi su vasta scala, come in Cina e India. Noi, invece, siamo ancora chiusi tra le mura di casa".

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Post di Roberto Frigerio
Ma siamo proprio sicuri che stiamo svendendo il nostro patrimonio naturale per un piatto di lenticchie? Non è che "per caso" qualcuno si sta arricchendo alle nostre spalle? Non sarebbe la prima volta.
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A Movimento Ambientalista Bat piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 9/07/12

Poco fa tre lievi scosse sismiche in Sicilia
di Guido Picchetti (a commento di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3913252224101&l=f9ef56a05
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09/07/12. - La prima scossa è stata registrata alle 11:20, mag. 2.2, ed epicentro pochi km a sud di Termini Imerese (6 km la profondità dell'ipocentro. La seconda scossa alle 13:39, mag. 2.3, in prossimità di Caltagirone, con ipocentro alla profondità di 24 km. Quattro minuti dopo, alle 13:43, la terza scossa di mag. 2.6, con epicentro stavolta in mare, una ventina di miglia a nord di Messina all'altezza di Tropea; profondità dell'ipocentro 87 km (vedi mappa dell' "emsc" qui a lato).
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Post di Antonello Nazareno

‎.... non è meglio che l'energìa venga rilasciata così ? Con numerose piccole scosse .... e non con una più intensa ?
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Post di Guido Picchetti

Tecnicamente parlando, così dovrebbe essere...
Dopo le tre lievi scosse di stamane in Sicilia, ancora altre due oggi pomeriggio, rispettivamente alle 15:22, una cinquantina di km a sud di Palermo, in località Campofiorito (mag 2.4, profondità 10 km), e alle 16:03, 5 km a SO di Catania (mag 2.2, profondità 6 km).
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A Ferdy Sapio e Roberto Frigerio piace questo elemento.

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Spending review: Napoli fa quadrato a difesa della Stazione Zoologica Dohrn
da "Adnkronos"
http://www.liberoquotidiano.it/...Napoli-fa-quadrato-a-difesa-della-Stazione-zoologica-Dohrn-2.html

08/07/2012 - Napoli fa quadrato intorno alla Dohrn a partire dalle sue istituzioni. La sua chiusura cancellerebbe "con un colpo di spugna non solo una storica istituzione che, in 140 anni di attività, si è affermata tra i più importanti enti di ricerca al mondo nella biologia marina e nell'ecologia, ma anche le possibilità offerte alla comunità internazionale da un Centro di confronto e da una metodologia, unica al mondo per approccio integrato e multidisciplinare, di analisi degli organismi marini e della loro biodiversità'", dichiara l'assessore del Comune di Napoli con delega ai Beni comuni Alberto Lucarelli secondo cui "la ricerca, e dunque anche le Istituzioni che la rappresentano quali la Stazione Anton Dohrn, va considerata bene comune, in quanto assolve, per vocazione naturale, a interessi sociali e collettivi, quali il progresso scientifico e la tutela della salute e dell'ecosistema, servendo immediatamente la stessa collettività in persona dei suoi componenti".
Per l'assessore la Stazione Anton Dohrn va difesa anche in ragione del suo nuovo Statuto che, dal maggio del 2001, ha permesso la costituzione di una comunità scientifica internazionale di riferimento. E di "un durissimo ed ennesimo colpo che si dà alla cultura scientifica napoletana" parla il presidente della Commissione permanente ai Beni comuni del Consiglio comunale Antonio Grimaldi, esprimendo il suo "disappunto verso tale provvedimento".
"La Stazione zoologica Anton Dohrn, infatti, ritenuta sin dal 1872 in tutto il mondo tra i più importanti istituti di ricerca nei settori della biologia marina e dell'ecologia, - dichiara Grimaldi - è stata ed è a tutt'oggi faro per gli studenti italiani e stranieri, che scelgono la ricerca, nonostante il mercato del lavoro non offra loro alcuna opportunità di 'alti guadagni' in questo settore. Così il Governo dei tecnici risolve i problemi della crisi nazionale: sopprimere centri d'interesse culturale scientifico, per risparmiare spese irrisorie, e togliere grandi aspettative alle giovani intelligenze che si affacciano nella ricerca marina, invece di combattere l'evasione fiscale dei grandi patrimoni e proporre occasioni alternative nel lavoro per far riprendere l'economia italiana. Preferisce, infatti, che i 'nostri cervelli' scappino via ed altre nazioni usufruiscano dei risultati dei loro studi. Noi, rappresentanti delle istituzioni napoletane, non ci arrenderemo, ma difenderemo con tutte le nostre energie la storia e la cultura scientifica di Napoli, ritenendo la stessa un intoccabile bene comune, patrimonio dell'umanità".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Ringrazio Maria Ghelia per la segnalazione...
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L'attacco al nostro mare ha avuto inizio...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3912224718414&l=1a34b9adc0


L'attacco al nostro mare, in nome della crisi, ha avuto inizio. E ce lo segnala, come al solito, Maria Rita D'Orsogna dagli USA, mentre sulla stampa nostrana tutto tace... Al largo del tratto di costa fra Pescara e Fossacesia sono stati appena concessi a Petroceltic Elsa i due permessi "d 492 BR EL" di 173 kmq (che attendeva dal 27.10.2009 il parere dei beni culturali) e "d 493 BR EL" di 328 kmq (che aveva presentato il parere di VIA su richiesta del Ministero dell’Ambiente del 19.09.2008). Leggete il suo pezzo di ieri "Approvate trivelle esplorative ad Ortona" qui a seguire interamente riportato.

Approvate trivelle esplorative ad Ortona
di Maria Rita D'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/07/preso-atto-che-non-e-pervenuto-il.html

"Preso atto che non è pervenuto il parere della Regione Abruzzo" (UMMIG - Giugno 2012)
"Contrasteremo ogni forma di trivellazione" (Gianni Chiodi, 2010)
"Il mare d'Abruzzo dall'alto è bello, poi quando ci vai resti deluso" ( Dialogo fra due passeggeri RyanAir 24 giugno 2012)

SUNDAY, JULY 8, 2012. - E cosi l'UNMIG ha approvato l'esplorazione con airgun e la trivellazione di due pozzi petroliferi esplorativi fra Ortona e San Vito. Sono pozzi della Petroceltic, d492 e d493 a circa 14 miglia da riva. Dice così:

"VISTO il verbale conclusivo della Conferenza di servizi, prot. n. 0009912 del 17 maggio 2012, e considerandosi, quindi, acquisiti i positivi assensi delle Amministrazioni in indirizzo, che non hanno partecipato alla Conferenza medesima, nei limiti di quanto contenuto nei propri provvedimenti amministrativi preventivamente."

E cosa vogliono di più quelli della Petroceltic? C'è il porto petrolifero a portata di mano, la gente dorme e il governatore non dice niente. Corrado Passera è con loro e a quasi nessuno dei senatori, sindaci e politici d'Abruzzo o della costa importa veramente. Non vanno neanche alle riunioni a cui sono invitati per dire la loro ! La prova di tutto questo è che la decisione è stata presa il 15 giugno 2012, e che l'ha scoperto Enrico Gagliano, cittadino di Teramo un paio di giorni fa. Grazie Enrico.
Gianni Chiodi: si vergogni, e si vergogni profondamente di questa mancanza di rispetto per il suo elettorato, che ha trasformato un non-parere in un assenso. Lo dicono loro, non io. Si vergogni. Gianni Chiodi passerà alla storia come il governatore responsabile della petrolizzazione dei mari d'Abruzzo. Ricordo ancora quando a Cupello, nel 2010, disse che fra dieci anni non ce ne sarebbe stato neanche uno di quei pozzi. Beh, ne sono passati due, e tutto lascia prevedere che non ci ha azzeccato nel suo toto-trivelle.
Ma non c'è solo il molliccio Gianni Chiodi. Dal 15 Giugno fino ad adesso, avete sentito una parola da parte di Remo Di Martino, assessore al turismo della provincia di Chieti, o da Enrico di Giuseppantonio presidente della provincia di Chieti, o da parte dei sindaci Rocco Catenaro e del suo braccio destro, Luigi Comini di San Vito? Eppure dovrebbero essere loro a vigilare, a fare i nostri interessi. Questi dormono tutti sogni beati. Ad Ortona c'è un nuovo sindaco, Vincenzo D'Ottavio dopo gli anni disastrosi di Mr. Nicola Fratino, il più fervido sostenitore delle trivelle. Speriamo che voglia fare o dire qualcosa.
Ora. Il problema, secondo me, non è tanto il pozzo esplorativo in sè, ma tutto ciò che il pozzo esplorativo comporta, la premessa che il pozzo esplorativo rappresenta per il futuro. L'abbiamo già vista questa storia con Ombrina Mare. Quelli della Petroceltic verranno con tutti i loro alambicchi e il loro metallo luccicante con questa enorme piattaforma galleggiante, staranno lì per 3 mesi a fare le "prove", inquineranno il mare, come è normale che sia in questo tipo di operazione, visto che trivellano monnezza e come già successo con Ombrina... E poi, se tutto gli va bene, troveranno petrolio a basso indice API, come è stato con Ombrina, com'è stato con Ortona, e gli servirà un desolforatore. E così proporanno, visto che non hanno più il centro oli di Miglianico, di piazzarci una bella nave desolforatore a pochi chilometri dalla costa, con la bella fiammella, e in bella vista.
Stesso film di Ombrina, niente di più, niente di meno. Solo che ora si chiamano Petroceltic e prima si chiamavano Mediterranean Oil and Gas. E come sempre, una volta arrivato un pozzo, ne arriveranno altri, è inevitabile e le cartine parlano chiaro. E la colpa non è certo di Corrado Passera, a cui importa solo far cassa, non importa sulla pelle di chi. La colpa è di Corrado Clini che fa il ministro dell'ambiente a tempo perso e senza veramente avere a cuore l'ambiente. Ma non si può dimenticare che questo è stato possibile grazie al silenzio assenso delle autorità locali. Gianni Chiodi, Di Giuseppantonio, dovete essere Uomini e dire qualcosa. Ma non a me, ma a chi vi ha votato, a quelli di Roma, alla Petroceltic, alla stampa inglese, a chi decide queste cose. Potete essere dei leader veri, o almeno provarci, e non essere l'Armata Brancaleone? La Catalogna d'Italia. Contrasteremo ogni forma di trivellazione. Ma quando mai. Erano solo balle. Non che nessuno ci avesse mai creduto.
E i nostri senatori? Fabrizio Di Stefano dov'è? Giovanni Legnini dov'è? Cosa fanno questi per l'Abruzzo? Perchè in Sicilia hanno avuto il senatore D'Alì, che ha fatto ferro e fuoco contro le trivelle in mare e i nostri dormono? E il popolo? Io, Fabrizia e tutti gli altri più di questo non possiamo fare. Alla fine, le cose si fanno anche perchè il popolo non partecipa, non sente l'impellenza di agire e non sa che è nel suo potere di fermare le cose. Le osservazioni sono state mandate, era il 2009/2010. Sono sicura che ci si potrebbe opporre ancora, in base alle leggi italiane ed europee. Sono sicura che la mobilitazione e la pressione popolare portano a dei risultati. Basta solo guardare al Centro Oli e il suo diventare un tema politico al quale nessun candidato ha potuto sottrarsi.
Ma forse vedere le trivelle esplorative al largo di Ortona farà bene agli abruzzesi, che si renderanno conto che la battaglia non è finita, e non finirà mai e che l'ambiente è solo un corollario della partecipazione democratica. Trivellano - e fanno ogni altri tipo di oltraggio in questa nazione - perchè tu glielo permetti, con il tuo silenzio, con la tua apatia, con il tuo disinteresse quotidiano alla cosa pubblica.

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Post di Mauro Brusà

‎:-(((((((((((
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Post di Guido Picchetti
E la cosa peggiore è che le conseguenze di queste operazioni della Petroceltic le pagheranno soprattutto le Isole Tremiti, situate una quindicina di miglia a sud-est delle concessioni off-shore in questione, proprio sulla direttrice delle correnti dominanti tipiche dell'Adriatico in tale zona...
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A Gianluca Minguzzi, Alfonso Nigro, Movimento Ambientalista Bat, Lucio Rizzo, Salvatore Addolorato, Ilva Alvani, Roberto Barbieri, Roberto Frigerio e Mauro Brusà piace questo elemento.
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     Dal 1 all' 8 Luglio 2012
 
Dalla mia Bacheca su FB dell' 8/07/12

Meno "oscuro" il versante meridionale del Canale di Sicilia ?
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su FB dell'8/07/12)
http://www.facebook.com/.../meno-oscuro-il-versante-meridionale-del-canale-di-sicilia-/473728162639004


    Da qualche tempo il Canale di Sicilia sembra più affollato del solito. E lo possiamo facilmente verificare andando a curiosare sul sito di "Marine Traffic Com", che documenta in tempo reale il traffico di navi presenti nelle acque dello Stretto.
    E' un aumento di traffico, questo tra le acque territoriali italiane e le coste tunisine, che sarà in parte certamente dovuto alla stagione estiva, ma che a me sembra alquanto insolito, dopo che mesi fa, proprio per la totale assenza di segnali che indicassero il passaggio di navi, avevo appunto definito quella zona come il lato "oscuro" del Canale di Sicilia.
    Un lato "oscuro" in verità dovuto non tanto al fatto che solo poche navi scegliessero di passare ad ovest di Pantelleria per andare da una parte all'altra del Mediterraneo, ma piuttosto al fatto che i natanti di passaggio sul versante africano del Canale non tenessero in funzione per qualche loro motivo gli impianti di trasmissione dei segnali AIS che indicano via radio in continuità a Marine Traffic Com a loro posizione...

    Da qualche tempo tuttavia la situazione sembra mutata positivamente. Un primo segnale, è proprio il caso di dirlo, si è avuto con quello emesso in continuazione dalla "IKDAM", una nave specializzata in estrazioni e processi di raffinazione di prodotti petroliferi, ormai da mesi ancorata sul suo campo operativo off-shore situato in acque tunisine a 31,6 mn a sud-ovest di Pantelleria, debitamente assistita dai suoi rimorchiatori di servizio.
    Ma ora sono anche numerosi i pescherecci italiani che, operando in quelle aree marine al di fuori delle acque italiane, trasmettono i loro segnali AIS indicando la propria posizione. E ultima novità, rilevata proprio oggi a una novantina di miglia a sud di Lampedusa, a trasmettere il suo segnale AIS c'è ora anche una piattaforma petrolifera battente bandiera libica, la "BOURI FIELD DP3", una piattaforma di dimensioni di tutto rispetto (m 100 di lunghezza per 114 di arghezza), anch'essa debitamente ancorata sul fondale.
    Da tutti i segnali AIS che attualmente provengono dal versante meridionale del Canale di Sicilia possiamo davvero dire che quel tratto di mare tanto "oscuro" più non è ... Forse ciò accade a seguito di nuove disposizioni dei Paesi costieri mediterranei del Nord Africa... Ma ciò che comunque non fa onore al nostro Paese è che ora è certamente più "oscuro" quel tratto di mare poco al largo della costa siciliana a sud di Sciacca, dove da anni ormai opera la piattaforma "Vega" dell'Edison, la più grande piattaforma petrolifera italiana, la quale non si capisce bene per quale motivo non debba ottemperare alla norma di trasmettere quel segnale AIS cui sarebbero tenuti tutti i natanti al di sopra di un determinato tonnellaggio, in movimento o ancorati che siano, se non altro per ovvi motivi di sicurezza, e per consentire a chiunque di conoscere il loro posizionamento... (vedi http://www.marinetraffic.com/ais/it/default.aspx).

  

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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 9827" del 09/07/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8975
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Post di Gianni Casano
Caro Guido, vorrei farti notare che le due navi che hai scelto nella foto postata riportano come sorgente AIS la radio CISAR che abbiamo installato io e i grandi radioamatori Riccardo Barraco e Marco Candullo, in aggiunta a quella che da tempo avevo installato a casa mia. Il lato oscuro a cui fai riferimento era semplicemente, per conto mio, scoperto da stazioni riceventi e per questo non potevi mai vedere su Marinetraffic il loro segnale. Adesso che finalmente abbiamo una stazione ricevente qui a Pantelleria, che copre il nostro "dietro isola" possiamo tutti controllare il passaggio di più navi. Ovviamente tutto questo è effettuato a titolo gratuito, ma avere qualche sponsor su ci aiuterebbe ad aumentare la copertura radio. Per info http://www.cisarpantelleria.it/. Grazie.
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Post di Guido Picchetti
Complimenti, e auguri... Può fare solo piacere quanto fate giustamente rilevare, che dimostra una volta di più il valore e le potenzialità di quest'isola situata al centro del Canale di Sicilia, uno Stretto che rappresenta il "cuore" vivo e pulsante di tutto il Mediterraneo, e che va assolutamente difeso dalla tante minacce che su di esso incombono... Per quanto riguarda il fatto che non tutti natanti che transitano a ponente di Pantelleria attivino il segnale di posizionamento, penso però che ci siano altre ragioni di fondo... E mi permetto di dirlo, seguendo ormai da un paio di anni le mappe di Marine Traffic, e avendo visto il cambiamento avvenuto in questi ultimi mesi... D'altronde mi risulta che che gli impianti marittimi di ricerca e sfruttamento offshore operanti in in acque libiche e tunisine siano ben più numerosi dei due impianti che attualmente trasmettono il loro posizionamento via AIS da me citati. Possiamo perciò considerarli come prova che qualcosa sta cambiando... o almeno è da sperarlo... Ma in Italia ? Quando la piattaforma Vega dell'Edison si deciderà a mettere in funzione la sua trasmittente AIS ? Sulla costa siciliana i ripetitori AIS non mancano certo... Basta dare un'occhiata al traffico tra Pozzallo e Malta proprio su Marine Traffic per rendersene conto... E non credo che quella piattaforma, la più grande d'Italia, sia sprovvista di trasmittente...
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Post di Gianni Casano

Concordo.
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Post di Guido Picchetti ‎
@ Gianni Casano... Caro Gianni, ho fatto un ulteriore controllo, e ho notato che, a differenza dei pescherecci italiani operanti in acque tunisine che indicano "Cisar Pantelleria" come origine dei segnali AIS, i due impianti estrattivi off-shore "Ikdam" e "Bouri Field Dp3" riportano in verità come sorgente AIS la trasmittente "Aethusa", evidentemente entrata da poco in funzione, e lo stesso avviene per gran parte dei natanti in transito lungo le coste tunisine ...
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Post di Gianni Casano

Si, questo dipende da vari fattori, Aethusa dovrebbe essere a Linosa e quindi secondo il vento e la posizione copre anche il lato sud est di Pantelleria, la Cisar puoi verificare cosa copre da qui http://www.marinetraffic.com/...12&centery=36.48&oldmmsi=812, ma per esempio, stamattina abbiamo problemi con il segnale in montagna e quindi risulta spenta.
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Dalla mia Bacheca su FB del 7/07/12

Dossier del Senato. Affrontare la sfida della sicurezza delle attività off-shore nel settore degli idrocarburi
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su FB del 7/07/12)
http://www.facebook.com/notes/...la-sfida-della-sicurezza-delle-attivit%C3%A0-off-shore-/473455645999589


    Mi scuso con i tanti amici per essermi occupato prevalentemente in questi ultimi giorni dei problemi locali dei trasporti marittimi di Pantelleria, tralasciando gli altri argomenti in favore della difesa ambientale marina del Canale di Sicilia (e non solo), ma ho inteso dare, per quanto nelle mie possibilità, un aiuto ai giovani di Agorà Pantelleria, impegnati in una difesa dei diritti sociali di quest'isola, foriero di speranze per un loro impegno anche per la risoluzioni di tanti altri problemi che affliggono e minacciano la nostra isola.
Desidero tuttavia portare a vostra conoscenza un documento che ho appena rintracciato in rete, e che potrebbe essere a molti sfuggito, a dispetto del suo interesse e della sua importanza. E' un documento ufficiale del Senato della Repubblica di ben 108 pagine in formato Acrobat, il cui link segnalo in calce a questa nota.
    Risale al 30 Maggio 2011 e meriterebbe una lettura attenta e approfondita, nonostante la lunga serie di condizionali che costellano le numerose raccomandazioni incluse nel testo, che non lasciano certo sperare in immediati sviluppi. E' intitolato "Comunicazione della Commissione al parlamento Europea e al Consiglio - Affrontare la sfida della sicurezza delle attività off-shore nel settore degli idrocarburi" ed è un "Dossier" messo a punto da una trentina di funzionari dell'ufficio dei rapporti con le Istituzioni dell'Unione Europea del "Servizio Affari Internazionali del Senato" italiano.
    Come ci sono arrivato? Grazie ad una nota a pag.11 che riferisce testualmente a piè di pagina: "4) In Italia il 26 Agosto 2010 è entrato in vigore il decreto del Ministero dell'Ambiente sulle trivellazioni off-shore. Esso prevede il divieto di ricerca, prospezione e estrazione di idrocarburi all'interno delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia dal perimetro esterno di zone protette. Sono inoltre vietate nella fascia di 5 miglia lungo l'intero perimetro costiero nazionale. Le nuove norme si applicano anche ai procedimenti autorizzativi in corso. Restano tuttavia escluse le aree non protette ma ugualmente pregiate come il Canale di Sicilia e il mare di Pantelleria". Una nota peraltro, a mio giudizio, tutt'altro che chiara, per non dire contraddittoria, che mentre da un lato riconosce il "pregio" di queste particolari aree marine, dall'altro sembra escluderle dai "divieti" dal decreto in questione !!!.
    Ma c'è anche un'altra nota che personalmente ritengo di notevole interesse, e che va ricordata. E' la n° 6 a pag. 4, che definisce le aree marine soggette alla sovranità e alla giurisdizione degli Stati Membri dell'Unione Europea. Queste "includono le acque del Mediterraneo, del Mar Baltico, del Mar Nero e dell'Oceano Atlantico nord-orientale, comprese le acque intorno alle Azzorre, a Madera e alle Isole Canarie. Tali acque comprendono le acque costiere, le acque territoriali e le zone economiche esclusive (ZEE)".
    A chiusura di questa nota, mi pongo una domanda: quanti dei nostri parlamentari che siedono con diritto sugli scanni di Camera e Senato avranno letto questo "Dossier" con la dovuta attenzione ?
    Questo il link al documento in questione: http://www.senato.it/documenti/.../affariinternazionali/2011/Dossier%2067%20DN.pdf
, raggiungibile anche direttamente all'url http://www.guidopicchetti.it/.../ec_stampa%202012/120707_Dossier%2067%20DN.pdf su questo sito.
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Post di Fabrizia Arduini
C'è anche quello del 2 gennaio 2012, che vi consiglio...
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Post di Guido Picchetti
Grazie della segnalazione, Fabrizia... Il link è il seguente: http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/affariinternazionali/2011/Dossier%2082%20DN.pdf
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Post di Fabrizia Arduini
Esattamente...
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Post di Guido Picchetti

‎@ Fabrizia Arduini, con i miei ringraziamenti. "Affrontare la sfida della sicurezza delle attività off-shore nel settore degli idrocarburi". Indubbiamente il Parlamento Europeo e varie commissioni degli affari esteri a livello nazionale lo scorso anno si sono occupati del problema... E i due dossier del Senato della Repubblica Italiana qui segnalati (il primo del 2 Gennaio 2011, intitolato "Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza delle attività offshore di prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi" (di 118 pagine), e il secondo (di 108 pagine), intitolato invece come la frase di apertura di questo modesto commento personale, stanno lì a comprovarlo. Ma cosa hanno prodotto poi di concreto a livello Europeo le le 226 pagine complessive dei due documenti, tra tutte le proposte illustrate nel primo dossier (basate peraltro sulle valutazioni delle conseguenze degli ultimi gravi incidenti verificatisi nel 2010 in varie zone del mondo), e tutte le innumerevoli raccomandazioni del secondo dossier, precedute in verità da una lunga serie di "condizionali" futuribili (che poco lasciano all'immediato realizzabile), pur definendo termini e aspetti del problema indubbiamente utili a eventuali successive delibere ? Personalmente, avendo seguito in questi ultimi anni la questione (pur solo dall'esterno), ho non poche perplessità. Potrei sbagliarmi, ma che io sappia, nessun impegno decisivo a livello comunitario è stato preso fino ad oggi sui vari aspetti del problema delle trivellazioni offshore, utile ad affrontare e vincere questa sfida, peraltro così ben illustrata e dichiarata nei due dossier... E ad oltre un anno di distanza dalla pubblicazione del secondo documento. a me pare che in materia gli stati della CE continuino a viaggiare ciascuno per suo conto, fingendo di ignorare, non solo la sostanza delle minacce, ma persino i termini usati per illustrare le nuove tecniche impiegate dalle società impegnate in questo genere di operazioni, oltre alle conseguenze che possono derivarne, anche se ampiamente dimostrate e comprovate da analoghe esperienze in tante altre parti del mondo. Ma quel più conta senza che l'Unione Europea abbia assunto alcun provvedimento pratico di interesse comunitario che valga a proteggere i cittadini europei e l'ambiente in cui tutti viviamo e da cui tutti dipendiamo, dai pericoli che così bene sono stati esaminati, descritti e vagliati nelle tante pagine dei due dossier... Mi sbaglio ?
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Stesso articolo anche su "Pantelleria Internet Com - News 9814" del 7/07/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8962
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Le navi per Pantelleria e Favignana continueranno a navigare fino a Settembre. Raggiunto l'accordo a Palermo da "Marsala It"
http://marsala.it/...-...continueranno-a-navigare-fino-a-settembre-raggiunto-laccordo-a-palermo.html

    Le navi Ro. Ro. per Pantelleria Ustica e Favignana continueranno a navigare. E’ stato raggiunto un accordo sulla fiducia tra le compagnie di navigazione e l’assessore Regionale alle infrastrutture Andrea Vecchio. La "NGI" e la "Traghetti delle Isole" hanno deciso di accettare la proposta dell'assessore di continuare il loro servizio pur in assenza di una seppur momentanea copertura finanziaria.
    "Dobbiamo ringraziare - dicono i sindaci- non solo il Presidente della Regione, l'assessore Andrea Vecchio ed i deputati della Commissione Attività Produttive, Salvino Caputo, Pino Apprendi e Tony Scilla, ma anche gli stessi armatori che al momento navigheranno "in fiducia" che il Governo e l'Assemblea Regionale mantengano presto e interamente gli impegni presi. Noi sindaci continueremo a vigilare affinché non vi siano intoppi politico -amministrativi. Relativamente ad Ustica, scongiurato il pericolo che la nave della SiReMar trasporti, oltre che passeggeri, rifiuti, potremo chiedere a questa società di navigazione di mettere in linea mezzi differenti". In pratica, dato che Lombardo a Luglio si dimette, la patata bollente passa nelle mani del suo successore, con il rischio concreto che davvero a Settembre si fermi tutto.
    Già questa mattina c'erano stati timidi segnali di distensione nel duro braccio di ferro che da giorni contrappone i sindaci delle isole minori siciliane e la Regione. I primi cittadini, in lotta da giorni per difendere i collegamenti marittimi a rischio e che hanno occupato l'aula della commissione Attività produttive dell'Assemblea regionale siciliana, sono stati ricevuti dal presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. Lombardo ha informato i sindaci che, dopo questa fase emergenziale, saranno invitati a presentare, entro il 30 settembre, nuove proposte di organizzazione dei servizi navali che consentano anche una riduzione delle spese.

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'accordo "speciale" su "fiducia" di una Regione a Statuto "Speciale", retta da un governatore altrettanto "speciale" che, dei problemi del trasporto marittimo di Pantelleria e delle altre isole siciliane coinvolte, era totalmente all'oscuro !!!
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Dalla mia Bacheca su FB del 6/07/12

Sicilia: Lombardo incontra sindaci Isole minori, proroga per navi
da "Libero on line"

http://www.liberoquotidiano.it/news/...Lombardo-incontra-sindaci-Isole-minori-proroga-per-navi-2.html

06/07/2012 (Adnkronos) - Cauta soddisfazione esprimono i sindaci di Ustica, Aldo Messina, di Favignana, Lucio Antinoro, di Salina (presidente regionale Ancim, Associazione nazionale comuni isole minori), Massimo Lo Schiavo, e il commissario di Pantelleria, Giuseppe Piazza. Per Lo Schiavo è "sconcertante avere capito stamane che il presidente della Regione sino a ieri sera non era stato informato su questa situazione disastrosa".
"Se da un lato - afferma il sindaco di Ustica, Aldo Messina - ci conforta l'avere sentito l'autorevole opinione del capo del Governo regionale, restano le perplessità legate sia ai capitoli di provenienza delle somme necessarie che all'adesione delle compagnie alla proposta del governo. Un eventuale loro diniego determinerebbe oggi stesso il blocco dei collegamenti e le isole di Ustica, Favignana e Pantelleria resterebbero senza gas, carburante, luce e con l'immondizia accumulata".
"La nostra insoddisfazione - afferma Giuseppe Piazza - fa sì che il nostro stato di agitazione persista in attesa di conoscere le decisioni delle compagnie di navigazione". "Pur riconoscendo - dice Lucio Antinoro - che questa soluzione è l'unica percorribile, va evidenziato che essendo stata presa all'ultimo istante, servirà per assumere provvedimenti tampone".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Eureka !!! Trovato l'accordo.. Ma pare sia il solito, tipico accordo all'italiana... Cosa significhi, che durata abbia, e tra quanti giorni ci ritroveremo punto a capo con lo stesso problema, difficile capirlo... Ma, altra cosa importante, nel comunicato dell'Adnkronos (appena pubblicato da "Libero on line che qui riprendo), c'è la conferma di quanto avevo già letto e commentato su come funziona la Regione Sicilia, tanto "speciale" quanto "speciale" è il suo presidente, il quale riesce a non essere informato di quanto sarebbe accaduto domani in tema di collegamenti marittimi con le isole minori siciliane, nonostante l'infinita schiera di dipendenti regionali su cui ("NON") può contare, a quanto pare superiore per numero addirittura a quella in dotazione al premier del Regno Unito...
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Pantelleria protesta
video di Mauro Silvia pubblicato su You Tube in data 27/giu/2012
http://www.youtube.com/watch?v=x0SPKtd4WQY&feature=relmfu

Giornata di protesta generale nell'isola di Pantelleria in merito alla precaria condizione dei trasporti aerei e marittimi, organizzata dai giovani. Giovedì 21 Giugno 2012 - Sagrato Chiesa Matrice.

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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post

Un "bravò" a Mauro Silvia, soprattutto per la scelta del brano musicale a commento delle immagini video, riprese nella giornata di protesta organizzata dai giovani di "Agorà Pantelleria" sul Sagrato delle Chiesa Matrice di Pantelleria due settimane or sono. Una scelta indovinatissima, la canzone di Giorgio Gaber del 2003 intitolata "io non mi sento italiano"... Un titolo "populista" ampiamente smentito dal testo della canzone, in un insieme di amare verità che, purtroppo, in questi giorni di impegno comune in difesa di certi diritti sociali, non si può far a meno di condividere, specie se alimentati da quella speranza propria dei giovani di arrivare a cambiare certe cose del nostro bel Paese, come è nei loro desideri e, soprattutto, nelle loro possibilità... Chi volesse leggere il testo completo di questa bella canzone, opera di uno dei migliori cantautori che il nostro Paese abbia mai avuto, raggiunga questa pagina web dove esso è integralmente riportato: http://www.italianissima.net/testi/io_non_mi_sento_italiano.htm.
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Verso lo stop al trasporto merci. Rischio caos nelle isole minori
di Andrea Punzo
http://palermo.repubblica.it/.../verso_lo_stop_al_trasporto_merci_rischio_caso_nelle_isole_minori-38620258/


    Domani scade la convenzione con le linee di navigazione che gestiscono il trasporto delle merci nelle Egadi e a Pantelleria. Poi toccherà a Ustica e alle Eolie. La Regione a caccia dei soldi per il rinnovo. Sindaci e abitanti in piazza.
    06 luglio 2012 - È iniziato alle 10, 30 l'incontro tra il coordinamento dei sindaci delle isole minori e il Presidente della Regione Raffaele Lombardo per trovare una soluzione al problema dei trasporti sulle isole minori. Il governatore ne sta discutendo con Massimo Lo Schiavo, sindaco di Santa Marina Salina e presidente dell'Ancim (Associazione nazionale comuni isole minori).
    Servono sette milioni per il rinnovo delle convenzioni con chi garantisce il servizio di trasporto merci e passeggeri su molte isole siciliane. Fino ad ora ogni tentativo di pescare nel bilancio ha avuto esito negativo. Non sono bastate ai sindaci le rassicurazioni del presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona che proprio ieri aveva annunciato lo sblocco di tre milioni: "Tutte le notizie diffuse ieri - dice il sindaco di Favignana Lucio Antinoro - in merito al reperimento riuscito dei fondi necessari per risolvere la vicenda dei tagli ai collegamenti marittimi sono assolutamente prive di fondamento e fanno parte di quella speculazione politica di bassa lega che noi rifiutiamo con forza."
    Continuano infatti proteste e occupazioni su tutte le isole minori coinvolte: a Favignana il vice sindaco, Giuseppe Pagoto, assieme a un gruppo di lavoratori, consiglieri comunali e isolani interessati alla vicenda, ha occupato ieri sera per protesta e simbolicamente la nave Zeus bloccandola al Porto dell'isola; a Pantelleria è stato occupato l'imbarcadero; a Marettimo l'aula del consiglio è bloccata da ieri in segno di protesta dai consiglieri Vito Vaccaro e Nino Maiorana.
    A Palermo intanto nella tarda mattinata continueranno gli incontri tra Regione e soggetti coinvolti. Alle 12 .00 , presso l'assessorato alle infrastrutture, l'assessore Andrea Vecchio incontrerà i presidenti della Ngi (Ustica- Palermo) e Traghetti delle Isole (Pantelleria -Trapani e Egadi - Trapani), probabilmente per proporre loro di proseguire il servizio in attesa di una disposizione di pagamento.    Successivamente, alle 12.30 l'assessore regionale vedrà il Presidente della Ustica Lines ed a seguire, separatamente, i sindaci Messina, Antinoro e Lo Schiavo, il Commissario Piazza ed i parlamentari della III Commissione.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E questo è quanto riporta, sulle proteste "pacifiche " dei giovani panteschi, la stampa nazionale di "regime"... e solo sull'edizione regionale di Palermo !!! Ma è già tanto. E, ciò nonostante Raffaele Lombardo, presidente della Regione a Statuto Speciale della Sicilia, afferma di non aver saputo niente di quanto stava accadendo, ed è per tale ragione, essendo all'oscuro di tutto, che ieri non ha incontrato i sindaci di Pantelleria, Favignana e Ustica che avevano occupato la sala del Palazzo dei Normanni a Palermo, e neppure visto i giovani delle tre isole siciliane impegnati nel sit-in davanti al Palazzo della Regione. Davvero un presidente "speciale" a capo di una regione "speciale", che mi ricorda tanto tre famose scimmiette, con le mani sulla bocca l'una, sugli occhi la seconda, e sulle orecchie la terza... In lui, tutto in uno... Più "speciale" di così ...
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Bloccata la partenza delle nave Cossyra, sciolte le cime alle 3 di notte. Occupato il molo da un presidio di 200 persone
di Giovanna Cornado Ferlucci
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8946


    News 9802, Pantelleria 06/07/2012 . - Dopo l'occupazione della Sala Consiliare i cittadini di Pantelleria si sono spostati sul molo davanti alla nave Cossyra impedendo il carico di merci e l'imbarco dei passeggeri, bloccando l'accesso con una catena umana schierata sul portellone. Una lungo fila di mezzi parcheggiata a lato, giovani seduti sul portellone abbassato, capannelli di cittadini impegnati a discutere e a passarsi informazioni, una pattuglia delle Forze dell'Ordine a sorveglianza del presidio e una vedetta della Capitaneria di Porto a fianco della motonave bloccata.
    Arrivano in diretta notizie dal presidio in corso al Palazzo dei Normanni, dopo la vergognosa soppressione dell'incontro programmato con i vertici politici che avrebbero dovuto risolvere l'emergenza dei trasporti marittimi. Alcuni passeggeri cercano di salire sulla nave ma subito vengono educatamente fermati, partono slogan e suoni di tromba. Soprattutto i giovani si lamentano della scarsa adesione dei panteschi, pensano ai pochi partiti per Palermo, vorrebbero un'azione più forte e più incisiva in risposta alla negligenza e all'indifferenza delle istituzioni nei confronti delle problematiche giunte ormai ad un punto di non ritorno.
    Fra la gente si alza la bandiera del Circolo Agricolo di Scauri... unico labaro in rappresentanza della comunità civile. “Ma dove sono gli altri - comincia a chiedersi qualcuno - perchè i bar e i negozi rimangono aperti, non si rendono conto che se la nave si ferma i disagi li avremo tutti? Come si può continuare come se nulla stesse accadendo?” C'è chi giustifica l'assenza di molti, forse troppi, affermando che l'informazione non è passata e che ci sono impegni da rispettare, che bisogna pur lavorare.
    “Non sono scuse accettabili - viene gridato - tutti abbiamo famiglia, bimbi piccoli da accudire, lavori da fare ma se aspettiamo sempre che siano altri a risolvere i problemi per noi, non si va da nessuna parte. Dove sono le associazioni di categoria e i sindacati, perchè siamo lasciati soli, qualcuno dovrebbe coordinare la protesta e aiutare a prendere decisione condivise.”

    C'è molta determinazione ma anche molto sconforto, arriva la conferma che anche la nave Zeus di Favignana e la Sinone Martini della Siremar sono state bloccate per alcune ore, comincia a farsi strada l'idea di non far partire affatto la Cossyra e impedire l'indomani l'attracco della nave Siremar. Non è decisione facile: l'interruzione di un pubblico servizio può far scattare denunce a carico di questi ragazzi che stanno manifestando con molta responsabilità e senso civico. Sono decisi a restare tutta notte seduti sul portellone abbassato sul molo, ma quanti li affiancheranno fino alla fine? Nessuno li sta coordinando.
    Arriva Don Salvatore Cipri, si siede in mezzo a loro, propone di interrompere la protesta e di programmare una delegazione che parta il giorno dopo per andare a farsi sentire dal Prefetto “I politici ci hanno deluso, non si interessano dei nostri problemi, la situazione sta precipitando, sabato la nave si ferma per sempre, organizziamoci per partir domani, io vengo con voi, domenica chiudiamo tutte le chiese dell'isola, non si celebreranno messe perchè il vostro parroco è con voi a reclamare sacrosanti diritti. Il prefetto non potrà non ascoltarci, le sue funzioni istituzionali sono diverse da quelle dei politici arroganti e indifferenti”.
    Dal gruppo dei protestanti si levano delle perplessità: “Ma se noi ora ce ne andiamo di nuovo non otteniamo niente, così come è già accaduto la settimana scorsa. Dobbiamo restare tutta la notte, non far partire la nave e obbligare il prefetto a venire a Pantelleria". Mariano Rodo interviene per far capire l'importanza di portare la protesta fuori dall'isola, la strada del prefetto potrebbe rivelarsi vincente proprio per il ruolo che egli riveste in collegamento con il Capo dello Stato e della Protezione Civile. “Dal prefetto possono arrivare azioni decisive, partire domani sarà più facile per molti che possono lasciare il lavoro per il fine settimana e partecipare alla protesta, a noi si possono unire quelli che sono già a Palermo. Fermare la nave ora significa ancora una volta creare disagi a noi stessi e ai nostri conterranei mentre dobbiamo farci sentire oltre questo mare.”
    La discussione si anima: chi vuole chiudere il presidio, chi lo vuole continuare ad oltranza, chi sostiene che si deve partire alla volta della Prefettura... Anche da Palermo il Commissario, ingegner Giuseppe Piazza, chiede di lasciar partire il Cossyra. I sindaci intanto continuano l'occupazione della Sala Rossa a Palazzo dei Normanni. Verso le 3.00 di notte il presidio si scioglie, la motonave carica passeggeri e mezzi, dopo un'ora prende il largo... in un mare di preoccupazioni e di rabbia inesplosa.
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Trasporti Isole Minori. L'onorevole Toni Scilla: "Allucinante! Governo irresponsabile"
da "Pantelleria Internet Com"
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8941


News 9797, Palermo 05/07/2012. - E' inaccettabile l’assenza di Lombardo alla riunione fissata per oggi con la Commissione attività produttive e con i sindaci delle isole interessate al problema dei collegamenti". Lo ha dichiarato l'onorevole Toni Scilla (Grande Sud), segretario della Commissione Attività Produttive dell'ARS. "Già da questa settimana - ha continuato Scilla - le navi Ro-Ro che garantivano i collegamenti con Pantelleria, Ustica e le Egadi cesseranno l'attività causando non pochi problemi. Lombardo non si smentisce e dimostra ancora una volta un totale scollamento dalla società e gravi lacune sul piano amministrativo, dal momento che il problema andava affrontato in tempo utile e con la giusta attenzione. Assistiamo basiti all’insensibilità di un presidente - ha concluso Scilla - che sforna nomine inutili, assolutamente clientelari e partitiche senza comprendere che non si possono lasciare gli isolani in balia dei mille problemi causati dall’assenza di collegamento e ciò alle porte della stagione estiva, producendo così danni irreversibili al tessuto socio - economico delle isole. Bisogna trovare assolutamente una soluzione ridando credibilità alle istituzioni danneggiate dal governo Lombardo".
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Occupazione pacifica ad oltranza dell'Aula Consiliare del Comune di Pantelleria
di Guido Picchetti (commento a margine di un documento postato su FB)
http://www.facebook.com/...=3892334381168&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


Il documento di occupazione pacifica ad oltranza dell'Aula Consiliare del Comune di Pantelleria del 5/07/12, organizzata oggi a scopo dimostrativo e di solidarietà nei confronti della delegazione dei giovani di Agorà Pantelleria impegnati nel sit-in a Palermo davanti al Palazzo della Regione Sicilia, e del Commissario di Pantelleria impegnato, insieme ai sindaci di Favignana e Ustica, per la risoluzione delle problematiche dei trasporti marittimi delle Piccole Isole, alla luce delle notizie negative circa la riunione che avrebbe dovuto tenersi oggi pomeriggio all'Assemblea Regionale Siciliana.

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Commento del sottoscritto su FB a margine dei vari post sul tema

Una preghiera... Nella sala consiliare del Comune di Pantelleria, pacificamente occupata a tempo indeterminato, è possibile firmare un documento di sostegno alla delegazione dei giovani di Agorà Pantelleria impegnati nel sit-in a Palermo davanti al Palazzo della Regione Sicilia, e del Commissario di Pantelleria impegnato insieme ai sindaci di Favignana e Ustica per la risoluzione delle problematiche dei trasporti marittimi delle Piccole Isole siciliane. Chi può non faccia mancare la propria firma di solidarietà. Fogli di raccolta firme sono stati distribuiti presso vari punti di ritrovo dell'isola, tra cui il bar della Cicci in prossimità del Comune...
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Post di Mauro Silvia
(da Palermo)
Lombardo non era presente all'incontro...
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Post di Guido Picchetti

Di che ti meravigli, caro Mauro ? Ma l'incontro c'è stato o no ?
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Post di Mauro Silvia

L'incontro con Lombardo non c'è statoò...
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Post di Giuseppe Galiano

Quello che fa pensare, e naturalmente che fa incavolare, è il fatto che bisogna ricorrere a questo tipo di pressioni per ottenere una cosa che ci spetta. Ma che elementi inutili ci scegliamo come amministratori?
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Articolo "Aula del Consiglio occupata. E' possibile firmare un documento d'adesione"
su "Pantelleria Internet Com - News 9801"
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8945
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A Roberto Frigerio, Walter Giannò, Giuseppe Galiano, Gianfranco Rossetto, Alfonso Nigro, Giulia Policardo, Ilva Alvani, Salvatore Addolorato, Alessandro Brignone, Roberto Tarli, Ndrìa Biddittu, Luca Siragusa, Maria Ghelia e Andrea Candiano piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 5/07/12

Il comunicato stampa per il sit-in di protesta a Palermo
di Agorà Pantelleria (a margine di una immagine su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1

- SIAMO un gruppo di giovani isolani che hanno accolto l'invito e accettato la sfida a scendere in campo. Facciamo parte di associazioni e rappresentiamo molti compaesani, cittadini che chiedono di più. Fino ad ora ci siamo attivati per sensibilizzare la popolazione, stimolando una partecipazione democratica alle decisioni che riguardano tutta la collettività. La nostra funzione vuole essere quella di interfaccia tra la pubblica amministrazione e la cittadinanza che sempre maggiormente necessita di chiare informazioni, comunicazione e dialogo con le istituzioni.
- VOGLIAMO partecipare attivamente alla vita politica dell'isola e apportare il nostro contributo nella ricerca di soluzioni ai problemi che affliggono il nostro territorio, mettendo a servizio di tutti la nostra disponibilità, la nostra energia e le competenze di cui siamo portatori.
- VI CHIEDIAMO trasparenza: in relazione alle scelte e alle soluzioni adottate; e collaborazione tra istituzioni, compagnie, utenza: un buon servizio è un vestito tagliato a misura delle esigenze reali, che devono essere conosciute bene! Una scarsa collaborazione rischia di buttarci addosso una stoffa, magari molto costosa, ma inadeguata all'uso che ne dobbiamo fare.
- PER OTTENERE un servizio che abbia un ragionevole rapporto tra i costi che comporta e i benefici che produce, un trasporto marittimo che, in condizioni meteorologiche non oggettivamente proibitive, assicuri il collegamento quotidiano: per gli abitanti dell'isola, che hanno il diritto e la necessità di spostarsi in terraferma per lavoro, studio e salute;
per i turisti che devono raggiungerla, perchè siano invogliati e non scoraggiati dall'incertezza dei trasporti che si trascina fino alla vigilia della partenza; per i beni di prima necessità, che non possono mancare per settimane nè essere affidati ad un unico mezzo che fino a ora ha solo dimostrato di essere insufficiente...; per i materiali speciali, quali bombole, rifiuti, alcool...; per le stesse compagnie marittime, che possano pensare e realizzare programmi a lungo termine, fare investimenti economici in qualche misura garantiti dai contratti ottenuti... in ultima istanza, per non moltiplicare il fattore di incertezza e precarietà che affligge la condizione di isolanità.
- COMPRENDIAMO l'esigenza di migliorare i contratti con le compagnie di trasporti in funzione di un uso ragionevole delle risorse pubbliche e dell'evitamento degli sprechi, che sta giustamente diventando il criterio principe che orienta le scelte politiche.
- NON POSSIAMO PERO' ACCETTARE che questo criterio determini le scelte politiche in modo cieco, sordo, indifferente ai diritti fondamentali di un cittadino.
- PER QUESTO VORREMMO PROPORRE:  come risposta immediata, dettata dall'urgenza, una proroga del contratto con la compagnia Traghetti delle Isole Spa...; come risposta a lungo termine, l'impegno di tutti, usciti dall'emergenza estiva, a ritrovarci a elaborare un piano di trasporti migliore, quell' "abito" che, pur non essendo troppo costoso, possa vestire al meglio le nostre esigenze di cittadini di un'isola che appartiene al territorio italiano ed è parte di questa regione.
Firmato: I giovani delle isole, Palermo, 05/07/2012.
Vedi: http://associazioneculturaleagora.blogspot.it/2012/07/comunicato-stampa-per-il-sit-in-di.html

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Ballano i fondali intorno alla Punta delle Stivale
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?...=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

Due scosse sismische profonde non proprio leggere, sui fondali intorno alla punta dello Stivale, sono quelle registrate ieri 4/07/12 dall' "EMSC": rispettivamente alle 13:12 ora locale, di mag. 4.8, a ca. 40 miglia a sud-est dalla costa calabrese (ipocentro a 49 km di profondità); e alle 15:27, di mag. 4.1, una decina di miglia a nord di Capo Milazzo, ad est delle Eolie, con ipocentro a ben 159 km di profondità. Sono ulteriori conferme del carattere fortemente "ballerino"di questa parte del bacino mediterraneo, se ancora ce ne fosse bisogno. Nella mappa qui unita localizzazioni e caratteristiche delle due scosse ...

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Stoccaggio gas a Rivara, ERS fa ricorso al TAR
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/stoccaggio-gas-a-rivara-ers-fa-ricorso-al-tar-10554.html#ixzz1zggtb3TL

    4 luglio 2012. - ERG Rivara Storage (ERS), che a dispetto del nome è di proprietà di ERG solo per il 15% e per il restante 85% è dell’inglese Indipendent Resources plc, ha annunciato che farà ricorso al TAR contro la decisione del Governo di bloccare il programma di ricerca geologica preliminare alla realizzazione dello stoccaggio gas a Rivara, in provincia di Modena.
    Il progetto di ERS prevedeva la costruzione di alcuni pozzi attraverso i quali iniettare nel sottosuolo, in un acquifero sotterraneo a 3.180 metri di profondità, 6.800 milioni di metri cubi di gas naturale. Era prevista anche un centrale di compressione da 7,5 MW di potenza. ERS non ha mai ottenuto l’autorizzazione alla costruzione di quest’opera, anche a causa della forte opposizione della Regione Emilia Romagna e di molte comunità locali preoccupate per le possibili ripercussioni di un eventuale terremoto sullo stoccaggio.
    Preoccupazioni che sono diventate molto meno ipotetiche e irrealistiche dopo lo sciame sismico di maggio. Proprio dopo i sismi delle settimane scorse sia il Ministero dello Sviluppo economico che quello dell’Ambiente di Corrado Clini hanno affossato definitivamente il progetto. ERS, però, ha in mano un decreto VIA del febbraio scorso che la autorizzava a procedere con una “fase di accertamento” per verificare la fattibilità e la sicurezza dello stoccaggio gas. Il ricorso al TAR dell’azienda mira proprio a ripristinare quel decreto, come spiega l’amministratore delegato Grayson Nash:

Desidero sottolineare che la società ha preso questa decisione per difendere la correttezza del suo operato all’interno della procedura amministrativa di autorizzazione che a nostro giudizio risulta carente perché priva delle necessarie motivazioni tecniche al diniego dell’intesa. Siamo certi che la giustizia amministrativa potrà valutare con serenità i fatti, tenendo conto che nei nostri studi preliminari il rischio sismico era stato considerato e valutato con grande attenzione.

    Nei prossimi mesi si saprà se il TAR riterrà opportuno accettare il ricorso di ERS o convalidare la decisione del Governo. Nel primo caso il decreto VIA già emesso tornerebbe in vigore e l’azienda potrebbe procedere con gli studi geologici preliminari alla costruzione dello stoccaggio. Tuttavia, qualora dovesse realmente decidere di costruire il sito sotterraneo dovrebbe chiedere un’ulteriore Valutazione di Impatto Ambientale.
    Tutto inutile, quindi? No, assolutamente, perché quando ERS avrà finito la sua ricerca geologica, avrà stabilito che tutto e sicuro (la ricerca la fa l’azienda stessa, quale altro risultato potrebbe emergere?) e avrà presentato la nuova richiesta di VIA, al Ministero dell’Ambiente non ci sarà più Corrado Clini. E tutto tornerà in discussione. (Fonte: AGI Energia)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Lo sciame di scosse sismiche seguite allo spostamento di faglie nel sottosuolo emiliano ancora non ha avuto termine e già la Erg che si rifa viva con i suoi progetti di costruzione di alcuni pozzi attraverso i quali iniettare nel sottosuolo, in un acquifero sotterraneo a 3.180 metri di profondità, 6.800 milioni di metri cubi di gas naturale, a pressioni di un centinaio di atmosfere,.La scossa odierna di mag 2.6 è stata registrata oggi alle 16:52, ipocentro Novi di Modena alla profondità di 10 km. E proprio oggi, come denuncia Peppe Croce su Green Style, la Erg ha annunciato il suo ricorso al Tar contro la decisione del Governo di bloccare il programma di ricerca geologica preliminare alla realizzazione dello stoccaggio gas a Rivara, in provincia di Modena. Non credo che da parte della Erg si tratti di ignoranza dei rischi connessi al progetto, ma di una totale insensibilità per quanto è già avvenuto e ancora sta avvenendo in quell'area martoriata certamente sì, oltre che di totale indifferenza per quel che potrebbe ancora accadere... Unico interesse il profitto economico, nella certezza di non dover rispondere in alcun modo delle conseguenze delle proprie iniziative, qualunque esse siano...
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Post di Movimento Ambientalista Bat
ERG/ERS: I suoi Aamministratori dalla faccia di bronzo e dal cuore di pietra nel ricorso al TAR affermano che loro avevano richiesto soltanto l'autorizzazione ad effettuare la fase di accertamento preliminare E NON ALLA REALIZZAZIONE E ALL'ESERCIZIO DELLO STOCCAGGIO DI GAS, per cui DECADONO le motivazioni contrarie della Regione Emilia-Romagna, che hanno portato al preavviso di rigetto da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
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Dalla mia Bacheca su FB del 4/07/12

Ritrovato un antico cannone di una nave affondata a P.ta Spadillo
di Salvatore Gabriele
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8932


News 9788, Pantelleria 04/07/2012. - Un cannone in ferro è stato ritrovato nelle acque di Pantelleria. E’ lungo 2,60 metri ed è adagiato ad una profondità di 36 metri su un pianoro sabbioso alla base di una caduta di rocciosa in località Punta Spadillo. Era stato segnalato nei giorni scorsi alla soprintendenza del mare da due sub, Arturo Caravello ed Antonello D’Aietti. Il cannone è stato ispezionato dalla stessa soprintendenza diretta da Sebastiano Tusa, in collaborazione con la Guardia di Finanza. “Fortemente concrezionato – dice il professor Sebastiano Tusa - il pezzo presenta chiaramente visibili i due orecchioni per l’alloggiamento sull’affusto, la bocca e la culatta con grosso pomello centrale. In prossimità della culatta è identificabile anche il foro per l’alloggiamento della miccia. Alcuni anelli in rilievo sono parzialmente visibili prominenti dalla folta e spessa concrezione che lo avvolge”. I due subacquei hanno detto anche di avere identificato nel corso di immersioni precedenti altri due pezzi simili, oggi coperti dal sedimento sabbioso e ghiaioso. L’oggetto è di grande interesse poiché si tratta del primo cannone rinvenuto nelle acque dell’isola e, data la presunta presenza di altri pezzi simili nella zona, si configura come pertinente un relitto di nave affondata. “E’ ancora prematuro – continua Tusa - avanzare ipotesi circa l’attribuzione cronologica del pezzo ed ancor di più ad uno specifico episodio bellico o di naufragio. Tuttavia è ipotizzabile che il cannone fosse parte dell’armamento di un’imbarcazione naufragata nel corso di una delle incursioni contro l’isola effettuate durante il dominio spagnolo”. L’operazione è stata effettuata da Sebastiano Tusa, Pietro Selvaggio, Salvo Emma, Floriana Agneto e l'assistente tecnico Giovanni Calandrino della Soprintendenza del Mare con il prezioso supporto della Guardia di Finanza che ha messo a disposizione il mezzo navale Guardacoste “G202 Appuntato Ssalerno” al comando del Maresciallo aiutante Pitrone e il Nucleo Sommozzatori di Palermo composto dal Comandante Maresciallo Riccardo Nobile, dal Maresciallo Francesco Spezzano e dal Finanziere Scelto Alessandro De Lucia. Sul posto, a coordinare le operazioni, era presente il Colonnello Costanzo Ciaprini - Comandante del ROAN Reparto Operativo Aeronavale della Sicilia.
Le foto dell’ispezione nel link qui sotto:
https://plus.google.com/u/0/photos/100069925833309022329/albums/5761247123533345281 
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Articoli simili su "Giornale di Sicilia " e "Sicilia informazione" del 4/07/12

http://www.gds.it/gds/sezioni/culturaspettacoli/dettaglio/articolo/gdsid/203975/ 
http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/15418/pantelleria-dagli-abissi-spunta-un-cannone 
 
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Post di Vincenzo De Vita
Ottimo lavoro ragazzi. Un grazie alla Guardia di Finanza sempre presente...
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Post di Vito Casano

Pantelleria ha tante cose nascoste; ciao Guido...
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Post di Diego Susat

Un giorno andrò...
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I beneficiati della Tabella "H" della Regione Sicilia
di Guido Picchetti (da una nota su FB del 4/07/12)
http://www.facebook.com/notes/...i-beneficiati-della-tabella-h-della-regione-sicilia/472133566131797


Una nota da tenere a mente... E' questa con la famigerata Tabella "H" prevista dal bilancio 2012 della Regione Sicilia. Davvero una "bella" tabella, che riporta l'elenco di oltre 140 associazioni "sportive" e "culturali", di "fondazioni", di "centri studi", e "istituti" vari (volutamente qui messi tra virgolette dal sottoscritto), che, grazie alla protezione o la simpatia di un partito o di un movimento politico specifico, ottengono sovvenzioni per attività che spesso sanno di fantasia e di inconsistenza (parole non mie, ndr)... Anche se la tabella, a quanto pare, è stata rivista dagli ultimi tagli, la cifra complessiva messa a disposizione per il 2012 è comunque di 32.748.000 di euro (diconsi quasi TRENTATRE' MILIONI DI EURO...). E poi non ci sono i fondi per le isole minori siciliane... sempre più disagiate !!!
NB. - Non manca la nota comica: nell'elenco della Tabella "H" tra i beneficiati è anche compreso il "Comune di Ficarazzi per la valorizzazione del complesso architettonico e dell’annesso giardino storico di via del Merlo"... Importo del contributo previsto... zero euro !!! Forse perchè la Via del Merlo ha cambiato nome... e casacca... !!! Ma con zero euro di contributo non è l'unico "beneficiato"... Leggetevi bene l'elenco e troverete non poche sorprese...

L'elenco dei "beneficiati" della Tabella H:
INDA (863 mila), Orchestra sinfonica siciliana (10,646 milioni), Teatro Massimo di Palermo (10,206 milioni), “Taormina Arte” (2,591 milioni), COPPEM (1,07 milioni), Osservatorio permanente sulla criminalità organizzata (224 mila euro), ISEL (136 mila), Fondazione G. Whitaker (29 mila), Club Mediterraneo delle ustioni (140 mila), Centro di informazione comunitaria “Carrefour Sicilia” (108 mila), Associazione “Centro di accoglienza Padre Nostro” (504 mila), Fondazione Federico II (600 mila), Fondazione “Fulvio Frisone” (124 mila), Associazione “Lapidei siciliani” (120 mila), Fondazione Ettore Majorana e Centro di cultura scientifica (450 mila), Tonnara del Comune di Erice (17 mila), Comuni per l’esercizio delle tonnare attive compresi l’acquisto la manutenzione di imbarcazioni (64 mila), Comune di Bagheria per il funzionamento della Galleria d’Arte Moderna (100 mila), Comuni per l’istituzione, il potenziamento e la gestione di strutture museali, nonché per l’adeguamento ambientale di elementi architettonici in centri storici (18 mila), Comune di Custonaci per la realizzazione del Presepe vivente (86 mila), Comune di Ficarazzi per la valorizzazione del complesso architettonico e dell’annesso giardino storico di via del Merlo (0 euro), Interventi per il Museo delle ceramiche di Burgio (20 mila), Interventi per i musei non regionali (30 mila), ISIDA (546 mila), ISAS (149 mila), ISVI (38 mila), CSEI (591 mila), Accademie, enti, istituzioni ed associazioni culturali e scientifiche aventi sede in Sicilia per le finalità di carattere culturale, artistico e scientifico di particolare rilevanza (86 mila), Museo S. Nicolò e SS. Salvatore di Militello in Val di Catania (50 mila), Istituto Superiore Internazionale di scienze criminali con sede in Siracusa (69 mila), Accademia degli zelanti e dei dafnici (150 mila), Accademie, società di storia patria, corpi scientifici e letterari operanti in Sicilia e il cui statuto risulta approvato con decreto del Capo dello Stato (46 mila), Centro nazionale di studi pirandelliani per le finalità istituzionali (100 mila euro), Associazione RISES di Palermo (350 mila), Associazione SEGE di Palermo (150 mila), Associazioni culturali e ricreative per spese di funzionamento e per il finanziamento di attività specifiche (667 mila), Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia (306 mila), Istituto Gramsci siciliano (252 mila), ISSPE (282 mila), CRES (25 mila), CESS (136 mila), CCM (0 euro), Centro di cultura ed editoriale “Pier Paolo Pasolini” (100 mila), Centro Studi “F. Rossitto” (68 mila), Istituto socialista di studi storici, Centro studi iniziativa politica, Centro studi “Azione politica e sociale”, Centro studi “Il confronto” e Centro studi “Giulio Pastore” (172 mila), Centro studi filologici e linguistici siciliani (200 mila), Deputazione di Palermo della Società siciliana di storia patria (100 mila), ARCES (358 mila), Fondazione Museo Mandralisca di Cefalù (220 mila), Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari museo delle marionette di Palermo (160 mila), Associazione Istituto internazionale del papiro (30 mila), Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella a Capo d’Orlando (50 mila), Fondazione “Leonardo Sciascia” (208 mila), Istituto ISCOT (165 mila), Corecom (300 mila), Associazione Museo fortificazioni costiere della Sicilia di Brolo (156 mila), Associazione OIKOS di Barcellona (104 mila), Associazione per l’Arte di Alcamo (53 mila), Associazione Culturale NO LIMITS di Alcamo (24 mila), Fondazione Giuseppe Whitaker (500 mila), Istituto siciliano di sudi bizantini e neo ellenici, Istituto siciliano di Storia antica, Centro siciliano di studi filosofici “Vito Fazio Allmayer” (22 mila), Associazione culturale “Officina di studi medievali” (448 mila), Associazione Faro di pace (23 mila), Studio Teologico San Paolo (150 mila), Studio Teologico San Tommaso (104 mila), Centro studi Pio La Torre (200 mila), Ersu (16,672 milioni), Riparazioni strumenti musicali (606 mila), Cerisdi (700 mila), Istituto Vite e Vino (5,797 milioni), Associazioni, fondazioni e centri studi impegnati nella lotta alla mafia (355 mila), Comitato regionale siciliano della LIDU (118 mila), Comitato regionale di Amnesty International+Associazione Meter Onlus+Lidu (365 mila), Fondazione Ignazio Buttitta (393 mila), Associazione IOCO per la raccolta e la conservazione di giocattoli antichi (11 mila), Associazione PROSAM (577 mila), Associazione culturale Pompeo Colajanni di Enna (96 mila), Automobile Club di Palermo (139 mila), Unione italiana ciechi (2,3 milioni), Istituto per ciechi “T. Ardizzione Gioeni” (260 mila), Comitato regionale della Sicilia dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordomuti (900 mila), ANMIC (398 mila), ANMIL (65 mila), UNMS (100 mila), UNIC (12 mila), ONMIC (45 mila), Fondo destinato allo sviluppo della propaganda dei prodotti siciliani (1,015 milioni), Associazione nazionale vittime civili di guerra (20 mila), Associazione telefono arcobaleno (650 mila), Centro regionale “Helen Keller” dell’Unione Italiana Ciechi (1 milione), Ordine dei Giornalisti di Sicilia (16 mila), Fondazione Banco Alimentare Onlus (658 mila), Banco delle Opere di Carità (200 mila), Associazione centro studi Don Calabria (361 mila), Fondo per consumi intermedi (11,5 milioni), Contributo per il funzionamento del servizio di aerei di linea (9,707 milioni), “La casa del Sorriso Onlus” (925 mila), Onlus “Missione Speranza e Carità” (160 mila), Associazione recupero cerebrolesi (41mila), Associazione Telefono Azzurro (121 mila), Servizio telefonico nazionale 19696 (42 mila), Enti e patronati giuridicamente riconosciuti che provvedono nel territorio della regione siciliana all’assistenza sociale degli esercenti attività commerciali (0 euro), Associazioni ed organizzazioni operanti in Sicilia in favore degli emigrati nonché agli enti e ai patronati legalmente riconosciuti che istituzionalmente si occupano di emigrazione (117 mila), USEF (60 mila), CERDFOS, ERRIPA, Centro studi “A. Grande”, Centro studi regionale “A. Grimaldi”, Centro studi “Il lavoro” (14 mila), Enti assistenziali non aventi fini di lucro che presentino programmi di adeguamento agli standard regionali (844 mila), Rappresentanze regionali delle associazioni inquilini e assegnatari di alloggi costruiti a totale carico o con contributi dello Stato e della Regione (77 mila), Centro siciliano di fisica nucleare e Università siciliane (50 mila), Orti botanici delle Università di Palermo, Catania e Messina (627 mila), Assegnazioni alla Università inerenti l'attività sportiva universitaria (350 mila), Istituti non statali per ciechi e Istituti non statali per l’istruzione e l’educazione dei sordomuti (225 mila), Unione italiana ciechi (2,5 milioni), Premi annuali “Nicholas Green” (26 mila), Consorzio universitario per l’Ateneo della Sicilia occidentale e del bacino del Mediterraneo” di Trapani (525 mila), IDIS ON LINE (70 mila), Centro studi “Nuove religioni” (60 mila), FORUM (640 mila), Istituto superiore di giornalismo di Palermo (800 mila), Consorzio interregionale per la formazione dei divulgatori agricoli (0 euro), Associazione italiana ricerca sul cancro (0 euro), Centro regionale della fauna selvatica (28 mila), Associazioni venatorie ed ambientaliste riconosciute (280 mila), Associazioni regionali degli allevatori della Sicilia (3,6 milioni), ASCEBEM (108 mila), Consorzi già costituiti ai sensi dell’art. 5 della L.R. 5 agosto 1982, n. 88, nonché dei consorzi agrari (1,046 milioni), Consorzi agrari funzionanti in regime ordinario e specificamente per il consorzio agrario di Palermo (160 mila), Centro interdipartimentale per la diagnosi e cura dell’epilessia presso la Clinica neurologica del Policlinico di Messina (30 mila), Centro di riferimento regionale per il controllo e la cura della sindrome di down e delle altre patologie cromosomiche e genetiche presso l’AUPP (65 mila), Unione Italiana Ciechi per la gestione del Centro Tiflotecnico e all’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordomuti (103 mila), Associazioni di volontariato di Talassemici e/o di genitori o parenti di talassemici (142 mila), Organizzazioni non aventi scopo di lucro che operano nel campo dell’assistenza agli ammalati oncologici terminali (108 mila), SAMOT (358 mila), SAMO (316 mila), Centro per lo studio ed il trattamento dei neurolesi e lungodegenti di Messina (581 mila), Sede regionale dell’Associazione italiana sclerosi multipla (248 mila), Associazione siciliana medullolesi spinali onlus (56 mila), Spese per l'incremento del movimento turistico verso la Regione ed il turismo interno (4,478 milioni), Spese per iniziative di carattere culturale artistico e scientifico di particolare rilevanza (3,129 milioni), Federazione movimenti per la vita e centri di aiuto alla vita della Regione Sicilia (274 mila), Spese per le finalità di cui al comma 1 dell’articolo 26 della L.R. 3 maggio 2001, n. 6 nonché per consentire l’attuazione del progetto sperimentale per l’impiego delle cellule staminali cordonali nella rigenerazione della parete cardiaca in soggetti colpiti da infarto (169 mila), Impianto e funzionamento dei centri autorizzati alla raccolta del sangue umano, alle trasfusioni e alla produzione degli emoderivati (494 mila), AVIS di Alì Terme (80 mila), Ricercatori singoli od in equipes, operanti in strutture sanitarie pubbliche (202 mila), Teatro comunale di Adrano (109 mila), Sagra del Mandorlo in fiore e dei carnevali di Sciacca, Acireale, Termini Imerese, Misterbianco, Barcellona Pozzo di Gotto, Trecastagni e Partanna Mondello (596 mila), Associazione “Fiumara d’Arte” (138 mila), Provincia regionale di Agrigento per realizzazione polo distaccato Università di Palermo (750 mila), Conservatorio musicale “V. Bellini” di Palermo (30 mila), Istituto musicale “V. Bellini” di Catania (13 mila), Associazione culturale Orchestra Filarmonica siciliana “F. Ferrara” (50 mila), Associazione Filarmonica S. Cecilia di Agrigento (125 mila), Associazione Amici della musica “Salvatore Cicero” di Cefalù (66 mila), Concorso internazionale “V. Bellini” di Caltanissetta (101 mila), Associazione Filarmonica Laudano presentata rinuncia al contributo da parte dell'associazione, Associazioni concertistiche di interesse regionale, provinciale e locale (765 mila), Associazioni bandistiche e complessi bandistici (200 mila), Fondazione “The Brass group” (444 mila), Fondo speciale destinato al potenziamento delle attività sportive isolane (6 milioni), Società sportive professionistiche, semi-professionistiche e dilettantistiche partecipanti a campionati nazionali di serie A (897 mila), Ente autodromo di Pergusa (700 mila), Manutenzione e riparazione dei beni demaniali (3,639 milioni), Associazione internazionale per la medicina umanitaria (100 mila), Scuola regionale di sport per la Sicilia (540 mila), Società sportive siciliane che partecipano a campionati nazionali del settore professionistico ovvero a campionati nazionali del settore dilettantistico purché della massima serie (320 mila), IRSSAT (172 mila), Club amatori sport di Catania (288 mila), ASD San Gregorio CT Rugby (190 mila), ASD Palermo Rugby Club 2005 (150 mila). Ultima modifica: 29 Marzo ore 12:38.

Fonte "Pantelleria Internet Com - News 9787 del 4/07/2012"
(vedi http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8931 )
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Chiodi e le foglie di fico
di Maria Rita D'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/07/chiodi-e-le-foglie-di-fico.html


    TUESDAY, JULY 3, 2012. - Il presidente Chiodi non ha mancato di sottolineare le azioni di sviluppo sostenibile che sta portando avanti l'Abruzzo mediante alcuni progetti europei tra cui "Powered", sullo sviluppo delle fonti rinnovabili sul mare. Gli vogliamo dire delle cave? Delle trivelle? Degli ecomostri? Dei parchi monchi? Sarà una trovata elettorale per il voto a governatore del 2013 che lo vedono perdente? Sarà una mossa per accaparrarsi il voto ed il benvolere di quei cattivissimi ambientalisti che non dimenticano la sua più assoluta incapacità di proteggere l'Abruzzo da speculatori di ogni genere? Sarà un po di circensem per far vedere alla gente che siamo "importanti"? Chi lo sa.
    Io so solo che fa un po' ridere, ed è alquanto incoerente, che Gianni Chiodi abbia espresso tutta questa soddisfazione per un incontro "internazionale" sulla protezione della biodiversità. Incoerente perchè per tutti questi anni Gianni Chiodi non ha fatto quasi niente per la biodiversità se guardiamo ai fatti e non ai proclami. E quel poco che ha fatto l'ha fatto al rimbalzo, perchè i suddetti cattivissimi ambientalisti non gli hanno dato alternative, coinvolgendo tutta la popolazione, non certo per convinzione sua personale. Avete mai sentito Gianni Chiodi dire una parola sulla biodiversità del lago di Bomba minacciato dalle trivelle? O Gianni Chiodi parlare della biodiversità di Ombrina Mare, per la quale non mosse nemmeno il mignolo dei piedi? O avete sentito Gianni Chiodi parlare della biodiverstià del Parco della Costa teatina? O della biodiversità delle concessioni Mazzarosa e Cipressi e Villa Carbone nel teramano? Io no.
Il titolo di questa conferenza, che si svolgerà dal 20 al 21 settembre fra Penne e Pescara è "Promuovere sinergie tra lo sviluppo regionale e la protezione della biodiversità". Mmh...
    Chi ci sarà? Ci sarà la Confindustria di Mauro Angelucci e di Paolo Primavera, che sempre insistono sul tema "trivellare e natura possono coesistere"? Ci saranno tutti quei politici contrari al Parco della Costa teatina? Un nome a caso: Mauro Febbo e la sua proposta di parco a macchia di leopardo dove i frantoi vanno abbattuti? O ci saranno quegli altri politici perditempo che vogliono distruggere la riserva del Borsacchio per farci villette, villette, villette? Del tipo Bernardo Rabuffo, Claudio Ruffini e Lanfranco Venturoni? O ci saranno gli amministratori di San Vito Marina, Luigi Comini e Rocco Catenaro che vorrebbero sventrare una intera collina e tutta la sua biodiversità per l'ecomostro "resort" di Pagliaroli? O ci sarà Giorgio Mazzenga della Forest Oil e la biodiversità dei suoi "batteri mangia H2S"? Chissà...
    Mi chiedo invece se ci sarà qualcuna di quelle sante persone che ogni giorno difendono per davvero la biodiversità in Abruzzo, a gratis e con enorme fatica, e nonostante la cocciutaggine del cittadino medio che beato, dorme sonni tranquilli. I nomi sono troppi, ma mi chiedo se Chiodi inviterà Carmine Miccoli, della Conferenza Episcopale d'Abruzzo e Molise che continua a invocare i principi sani del Cristianesimo per la natura e contro lo sviluppo selvaggio. Inviterà Fabrizia Arduini che da 30 anni si occupa di biodiversità in Abruzzo, nei fatti e non nelle chiacchiere? Inviterà, che ne so, Dante Caserta del WWF Italia? O Augusto De Sanctis del WWF anche lui? Inviterà quei pochi docenti universitari che hanno fatto qualcosa di buono in questi anni contro le trivelle in Abruzzo? Francesco Stoppa? Domenico Angelucci? Enzo Di Salvatore? Chissà...
    La sottoscritta sa di essere persona non grata, per cui neanche mi ci metto nella lista. Gianni Chiodi: sai cosa devi fare per acquistare un po di credibilità invece che tutta questa fanfara? Devi usare il potere che hai per fare le cose buone. Farle, non proclamarle. Agire non predicare. Devi pronunciarti su cose come quel crimine che sarà lo stoccaggio di gas a San Martino sulla Marrucina in una zona sismica, zona idrogeologicamente fragile. Devi pronunciarti su Bomba, su Ombrina Mare, sul Borsacchio, su Mazzarosa, sulla Costa Teatina. Devi cambiare quella ridicola legge che ti sei fatto che protegge il suolo d'Abruzzo dalle trivelle come la foglia di fico proteggeva la nudità di Adamo. In una parola devi crederci davvero alla biodiversità, e non per sceneggiata. E guarda che la sceneggiata la si vede davvero.
   Grazie Fabrizia e Giuliana per la segnalazione.

Direttamente dalla regione Abruzzo:
(REGFLASH) L'Aquila, 29 giu. - Il Comitato delle Regione sarà in Abruzzo il 20 e 21 settembre. La conferma è arrivata al termine della riunione dell'organismo dell'Unione europea alla quale ha preso parte anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi. È stato proprio il Presidente a dare "la piena disponibilità dell'Abruzzo ad ospitare la riunione del Comitato" e ad illustrare i temi che animeranno la due giorni abruzzese del Comitato. "Le sedi - ha confermato Chiodi - saranno Pescara e Penne e la due giorni verterà intorno al tema della biodiversità, al sistema dei Parchi, allo sviluppo sostenibile, sotto il titolo dell'incontro internazionale 'Promuovere sinergie tra lo sviluppo regionale e la protezione della biodiversità'. Il 21 settembre è invece prevista la riunione dell'Enve, la commissione del Comitato delle Regioni che si occupa di ambiente, cambiamenti climatici e energia, che per la prima volta si riunirà in una regione che non ha rappresentanti nella Commissione stessa. "Proprio questa circostanza - ha detto Chiodi - conferma il valore della decisione del Comitato delle Regioni e dell'Enve (commissione alla quale l'Abruzzo non fa parte, ndr) presa in considerazione delle peculiarità del territorio regionale e delle scelte che la Regione ha fatto in materia di politica ambientale". Nel suo intervento al Comitato, il presidente Chiodi non ha mancato di sottolineare le azioni di sviluppo sostenibile che sta portando avanti l'Abruzzo mediante alcuni progetti europei tra cui "Powered", sullo sviluppo delle fonti rinnovabili sul mare, e il Patto dei sindaci che la stessa Unione europea ha indicato come best pratice. Dal punto di vista politico, invece, per il presidente Chiodi "la decisione del Comitato di venire in Abruzzo testimonia il grado di credibilità che questa regione ha tra le istituzioni europee". (REGFLASH) IAV 120629

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Questo è l'ultimo intervento di Maria Rita, (e mi scuso per l'errore commesso in precedenza segnalando un post del Marzo scorso (pertanto superato nei termini di scadenza per certe osservazioni da inviare alla regione sarda, ormai scaduti...). Qui si parla di voltafaccia di politici, abruzzesi in stavolta, che improvvisamente scoprono l'importanza della "biodiversità"... Peccato che questa "biodiversità" non è tanto facile trovarla tra gli stessi politici, e quando viene il momento di scegliere, pescare bene nel mazzo è davvero una impresa da titani...
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Sicilia: trasporti marittimi a rischio, sindaci isole occupano commissione Ars
da Adnkronos News
http://it.notizie.yahoo.com/...rischio-sindaci-isole-occupano-commissione-185700731.html


Palermo, 3 lug. - (Adnkronos) - Clamorosa protesta dei sindaci delle isole minori della Sicilia. I primi cittadini di Ustica, Pantelleria e Favignana, infatti, hanno occupato la commissione Attività produttive dell'Assemblea regionale siciliana. I sindaci chiedono di trovare una soluzione per scongiurare l'interruzione dei trasporti marittimi. Mancano, infatti, le risorse per garantire la continuità territoriale e oggi durante i lavori d'Aula l'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, ha spiegato che "non ci sono tesoretti" da destinare a questo capitolo
"Tra pochi i sindaci delle isole di Ustica, Pantelleria e Favignana - tuona Salvino Caputo, parlamentare regionale siciliano del Pdl - si troveranno da soli a fronteggiare una situazione di grandissima emergenza, mentre il Governo della Regione dichiara la propria incapacità a fronteggiare questa situazione per assoluta mancanza di risorse. E' veramente mortificante assistere al degrado amministrativo di una Regione, che trova spazio solo per nominare consulenti e sottogoverni".
Per Caputo, i primi cittadini "sono lasciati totalmente soli. Ecco perchè ho chiesto un incontro urgentissimo con il presidente Lombardo - conclude - che considero per il suo ruolo l'unico a potersi assumere la responsabilità di decisioni risolutive che impediscano il blocco di tutte le attività delle tre isole".
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Domani sit-in dei giovani di Agorà Pantelleria a Palermo
da Associazione Culturale Agorà
http://associazioneculturaleagora.blogspot.it/


I giovani si muovono e invitano i cittadini panteschi a mobilitarsi. Ecco il breve comunicato da parte dei giovani di Pantelleria: "Si comunica che un gruppo di cittadini panteschi si sta organizzando per andare alla Regione a sostenere l'azione intrapresa dai sindaci delle isole minori per il problema dei trasporti. Il sit-in è previsto per giovedì 5 luglio, in occasione della riunione dei sindaci con Lombardo.
Si parte domani con la nave, non preoccupatevi del biglietto, più siamo meglio è! Stiamo contattando i ragazzi delle altre isole perchè ci raggiungano.


http://associazioneculturaleagora.blogspot.it/2012/07/i-giovani-si-muovo-e-invitano-i.html

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Post di Giovanni Iacobucci
Bravi a tutti quanti voi...
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Dalla mia Bacheca su FB del 3/07/12

Stamane scossa sismica di mag 4,7 nel Mediterraneo a sud-est di Lampedusa
di Guido Picchetti (commento a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


Registrata stamane alle 7:03 ora italiana, ì'epicentro sembra essere stato, secondo i dati dell' "EMSC", un centinaio di miglia a sud di Malta e 120 mn circa da Lampedusa. L'immagine in basso mostra l'ubicazione esatta del sisma e ci aiuta a capire dove siamo e cosa siamo... Niente allarmismi certo, ma avere la piena coscienza di quanto Madre Natura in ogni momento può fare, potrebbe aiutarci in certe scelte...

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Post di Fiorenza Gianni
brrrr
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Niente soldi per i trasporti, rischio caos nelle isole. L'Ars non trova i fondi: da sabato possibile stop alle forniture e allo smaltimento dei rifiuti
di Alessandra Ziniti
http://palermo.repubblica.it/.../news/niente_soldi_per_i_trasporti_rischio_caos_nelle_isole-38428226/

    03 luglio 2012. - Non c'è un euro. Con la sua solita schiettezza l'assessore ai Trasporti Andrea Vecchio gela le residue speranze dei sindaci di Ustica, Pantelleria e Favignana che da sabato dovranno fare a meno dei collegamenti merci fino ad ora assicurati dalle navi Ro-Ro per il trasporto dei rifiuti urbani, di quelli speciali, ma anche di gas, carburante, medicine. "Non c'è un euro significa che dalla prossima settimana le attività quotidiane di circa diecimila abitanti delle isole minori saranno bloccate. È una situazione drammatica, ancor più drammatica se si pensa che stiamo entrando nel pieno della stagione turistica", dice il presidente della commissione parlamentare Attività produttive che ieri pomeriggio ha riunito i sindaci delle tre isole e delle province interessate, gli assessori regionali al Turismo, alle Attività produttive e alle Infrastrutture e Trasporti insieme ai rappresentanti delle compagnie di navigazione che hanno fin qui assicurato il trasporto merci ma anche quelle come Ustica lines, Siremar e Snav che assicurano i collegamenti passeggeri anche questi costretti ad operare sostanziosi tagli e che, ora, preoccupati dalla assoluta mancanza di fondi confermata dagli esponenti del governo regionale, minacciano di bloccare aliscafi e traghetti in mancanza di garanzie sulla capacità reale della Regione di onorare contratti e convenzioni già firmati.
     L'audizione davanti alla commissione Attività produttive mirava a trovare una soluzione al fermo ormai imminente delle navi
per le merci ma davanti all'assoluta mancanza di risorse nei capitoli di spesa, si è deciso di investire immediatamente la giunta di governo. Servono subito sette milioni di euro per scongiurare un fermo che obbligherebbe le isole a tenersi i rifiuti per smaltirli non si sa come, che farebbe mancare benzina e gas fermando le attività quotidiane considerato che le isole non hanno centrali elettriche, che metterebbe in seria difficoltà ospedali e guardie mediche per il mancato arrivo dei farmaci. Per non parlare dell'impossibilità di smaltire in loco i rifiuti speciali. L'emergenza al momento riguarda Ustica, Pantelleria e Favignana ma, a breve, lo stesso problema si porrà anche nelle isole Eolie come ha annunciato il sindaco di Salina Lo Schiavo.
     La palla ora passa all'assessore al Bilancio Gaetano Armao al quale questa mattina in giunta verrà chiesto di recuperare risorse straordinarie. E la commissione Attività produttive, in seduta permanente, si è riconvocata per le 15.30 nella speranza di ottenere una qualche notizia positiva. "Il problema è enorme - dice il presidente Salvino Caputo - ed è stato fortemente sottovalutato dal governo regionale. I sindaci avevano lanciato il loro allarme già a gennaio ma nessuno ha fatto niente. Non solo, ma è stato fatto anche un errore gravissimo, perché i soldi che dovevano servire per il rinnovo del servizio per le isole sono stati stornati per il trasporto su gomma. Ora è chiaro che se su terra in qualche modo ci si può aiutare per le isole minori in mancanza di fondi il problema è irrisolvibile".
     Soluzioni a costo zero non ce ne sono. Qualcuno aveva persino avanzato una proposta disperata: utilizzare a giorni alterni i traghetti delle compagnie che assicurano i collegamenti, un giorno per i passeggeri e un giorno per le merci. Ma è impossibile far viaggiare insieme benzina e gas, rifiuti e medicinali e provvedere alla pulizia delle navi, già vecchie e fatiscenti, per ospitare i passeggeri. Anche l'ipotesi di ricorrere alla Protezione civile, come era stato chiesto dai sindaci, appare poco praticabile in assenza di fondi. I rappresentanti della Protezione civile si sono detti disponibili a rispondere ad un'ordinanza del governo regionale, ma anche questo servizio ha dei costi che al momento sono insostenibili. Il sindaco di Favignana ha paventato anche grossi problemi di ordine pubblico: "Come si fa - ha detto - ad assicurare la funzionalità e la vivibilità del carcere, ad esempio, in mancanza di medicine o carburanti?".
    Un'emergenza che, soprattutto per Pantelleria, rischia di diventare ancora più insostenibile con l'annunciato stop ai collegamenti con le isole previsto per settembre quando scadrà l'ultima proroga straordinaria per Meridiana, la compagnia che garantisce i voli tra la terraferma e le isole di Pantelleria e Lampedusa. Il presidente dell'Enac Vito Riggio ha già da settimane annunciato l'impossibilità di finanziare un nuovo bando. E oggi il problema verrà posto in una riunione convocata all'assessorato alla Presidenza.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E così il bubbone sta scoppiando... con Pantelleria in prima fila... "La Regione ha sottovalutato il problema" dice l'articolista... E allora ? E' forse questa una buona ragione ? Ma che ci sia qualcuno che dia le dimissioni dal suo incarico per non aver "saputo" o "potuto" ottemperare alle sue funzioni, che sono appunto quelle di "prevedere" e "provvedere" per tempo alla soluzione di certi problemi che interessano le comunità, manco a pensarci... Tanto la mangiatoia resta assicurata...

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Post di Gianluca Cecere

Già l'anno scorso leggevo di problemi, per esempio per Lampedusa.. E quest'anno ancora di più..Lleggo sempre più frequentemente problemi dei collegamenti con aerei e navi....
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Post di Maria Ghelia
Ma di quei 20.000 dipendenti della Regione, c'è qualcuno che lavora con il cervello?
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Post di Roberto Frigerio

Si che c'è, ma se si scopre viene fatto allontanare subito o si adegua al "branco"...
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Dalla mia Bacheca su FB del 2/07/12

La storia dell'Area Marina Protetta di Pantelleria su una pagina web...
di Guido Picchetti (commento a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/...877592012618&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


Non è senza ragione che posto questa immagine e il link che la collega ad una pagina particolare del mio sito. Stamane dei giovani di Pantelleria mi hanno chiesto dove poter trovare certi documenti relativi alla storia dell'Area Marina Protetta di Pantelleria: da quando se ne cominciò a parlare nel lontano 1989, con una una proposta del Prof. Giaccone dell'Università di Catania in occasione del Convegno del "Garofano Azzurro" (a seguito del quale il Mare di Pantelleria fu individuato come "area di reperimento" dalla legge quadro sulle Aree Marine Protette del 1991), fino ai giorni nostri, dopo che nel 2010, a seguito della legge istitutiva del Parco Nazionale dell' Isola Pantelleria del 2007, furono avviate dall'Ispra le mappature dei fondali intorno all'isola per realizzare l'AMP necessaria all'istituzione del Parco Nazionale dell'isola; mappature interrotte nel marzo 2010 su richiesta inviata al Ministero Ambiente dall'amministrazione comunale allora in carica, in vista delle prossime elezioni... Da questa particolare pagina web (di cui a seguire segnalo il link) è possibile raggiungere tutti i documenti che raccontano questa lunga storia e i successivi sviluppi, fino agli "Echi di Stampa" di questi ultimi giorni... E' una storia che penso sia poco nota ai più, e specialmente ai giovani panteschi di oggi. E chissà che, conoscendone meglio i particolari, non aiuti gli stessi giovani a trovare una via d'uscita per realizzare quest' "incompiuta", nell'interesse di Pantelleria e del suo ideale modello di sviluppo futuro ...
Vedi: http://www.guidopicchetti.it/AMP%20Pnt.htm
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Post di Claudia Prestano

Grazie!
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La nuova grana per la Regione Sicilia sull'acqua. Un buco da 38 milioni. Chiesto maxi-risarcimento
di Accursio Sabella
http://livesicilia.it/2012/07/02/un-buco-nellacqua-da-38-milioni-societa-chiede-maxi-risarcimento


    Lunedì 02 Luglio 2012. - Nel 2004, la Termomeccanica ecologica si aggiudica la gara per la costruzione di impianti di dissalazione nelle isole di Lampedusa, Linosa e Pantelleria. Dopo oltre sette anni e un complicato iter burocratico, però, la Regione ha revocato quell'assegnazione. E la società prepara una mega richiesta di risarcimento.
    Un risarcimento da 38 milioni da euro. Questa la richiesta che nei prossimi giorni piomberà sulla testa della Regione siciliana da parte della Termomeccanica ecologica, una società che fino a pochi anni fa faceva parte del gruppo Finmeccanica. La notizia è stata anticipata dal nuovo numero di "S", in edicola da sabato 30 giugno.
Il motivo del risarcimento? È un progetto mai realizzato, nonostante sette anni di iter burocratico. Un esempio di come (mal)funzioni l'amministrazione regionale. La vicenda riguarda la realizzazione di impianti di dissalazione nelle isole di Lampedusa, Linosa e Pantelleria. Un progetto voluto dalla stessa Regione siciliana che nel 2004 aveva indetto una gara per la realizzazione degli impianti utili a rifornire le isole della dotazione idrica necessaria al loro sostentamento. A vincere la gara, appunto, è la Termomeccanica. Ma si fa presto a cantar vittoria.
    Dopo più di sette anni, infatti, non solo quegli impianti ancora non esistono, ma nelle scorse settimane la società si è vista revocare l'aggiudicazione del mega-appalto. La giustificazione del veto giunto dal dipartimento Acque e rifiuti, suonava più o meno così: “Producete troppa acqua, ci costate troppo”. Peccato che quella produzione annua era stata concordata proprio con la Regione, sette mesi prima. Ma nel frattempo, nel 2011, la stessa Regione (con un governo diverso), decide di stilare un Piano dell'acqua per le tre isole. Un lavoro che dimostra come i bisogni di erogazione idrica per le Isole fosse di gran lunga inferiori alla quantità che avrebbe potuto produrre la Termomeccanica.
    Intanto, però, mentre i sindaci delle isole lamentano (è il caso, ad esempio, del primo cittadino di Pantelleria) la carenza di acqua soprattutto durante i mesi estivi, la Regione continua a rivolgersi persino al Ministero della difesa. Una nave, che salpa periodicamente da Napoli, infatti, viene a portare l'acqua nelle isole di Lampedusa, Linosa e Pantelleria. Acqua “preziosissima”. Mentre, infatti, la Regione sborserebbe per l'acqua prodotta dai nuovi impianti qualcosa come tre euro al metro cubo, lo Stato paga l'acqua “napoletana” ben 14 euro al metro cubo.
    Poco importa alla Termomeccanica ecologica che ha giurato battaglia: “In sette anni – spiega l'ingegnere a capo della società mandataria in Sicilia, la Gng – abbiamo speso un sacco di soldi. Senza contare il danno che stiamo subendo per il mancato investimento”. Alla ditta, infatti, era stata assegnata una concessione ventennale. Ma la Regione taglia corto: “Assegnare quell'appalto avrebbe creato una danno alle casse pubbliche”. E così, il prossimo appuntamento è in tribunale.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un bell'articolo sulla corruzione che vige sovrana, e da anni, in tanti settori della vita pubblica nostrana... Esce su "LiveSicilia", e, traducendo alla lettera chi lo pubblica, possiamo considerarlo davvero un bell'esempio di "vivere la Sicilia"...
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Dalla mia Bacheca su FB del 1/07/12

Le concessioni della Northern Petroleum nel Canale di Sicilia a sud di Sciacca
di Guido Picchetti (a margine di una immagine del sottoscritto su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3873633193650&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


Una immagine che chiarisce certe minacce... Si riferisce alle due concessioni della NP nel Canale di Sicilia a sud di Sciacca ricordate stamane da un post di Movimento Ambientalista Bat, ed evidenzia la posizione delle due concessioni che interessano un vasto tratto di mare compreso tra la costa agrigentina e le isole di Pantelleria, Lampedusa e Malta.

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Post di Maria Ghelia
Invece di diminuire queste minacce aumentano sempre più... e quanti venditori di fumo ci sono in giro per l'Italia!
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La Northern Petroleum in Adriatico al largo della costa di Brindisi
di Movimento Ambientalista Bat (a margine di una foto condivisa sul Diario del sottoscritto su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=254912331289567&set=p.254912331289567&type=1

La Northern Petroleum, in data 5 giugno 2012, presso il Comune di Brindisi, ha depositato copia del progetto preliminare, dello studio di impatto ambientale e della sintesi delle operazioni che intende portare a termine al largo della nostra costa, nell’ambito dei permessi di ricerca di idrocarburi. Abbiamo tutti un mese di tempo per inoltrare le nostre "osservazioni antitrivelle". Diamoci una mossa !!!
Partecipiamo tutti, da qualsiasi regione italiana, ad inoltrare le nostre osservazioni contro la realizzazione di tali attività devastanti per l'ecosistema marino (flora e fauna), per l'ambiente, per l'economia pugliese, per il settore della pesca e soprattutto del turismo, unica fonte di sostegno dei comuni costieri.
Questa mappa nella foto è stata scaricata, in formato pdf, insieme a tanti altri documenti, dal sito del Ministero dell'Ambiente al seguente link:
http://www.va.minambiente.it/ricerca/dettaglioprogetto.aspx?ID_Progetto=683. Osservate bene la "legenda" e vi renderete conto della completa "petrolizzazione" del nostro Adriatico meridionale.

E gli inglesi arrivano al Comune
da redazione di "senza colonne it"
http://www.senzacolonne.it/index.php?...Ae-gli-inglesi-arrivano-al-comune&catid=90%3Acronaca-brindisi&Itemid=280 
MARTEDÌ 19 GIUGNO 2012, BRINDISI – Dopo l’annuncio (ufficioso) di nuove trivellazioni nell’Adriatico, gli inglesi alla ricerca del petrolio sono passati all’avviso (ufficiale): la società “Northern Petroleum” ha bussato a Palazzo di città per lasciare copia del progetto preliminare, dello studio di impatto ambientale e della sintesi delle operazioni che intende portare a termine al largo della costa, nell’ambito dei permessi di ricerca di idrocarburi.
L’avviso. Il plico è stato consegnato al dirigente dell’Ufficio Ecologia e contiene l’avviso rivolto a chiunque possa avere un interesse di segno opposto rispetto a quello che muove il colosso che ha sede nel Regno Unito e succursale in Italia. Si fa riferimento alla “cittadinanza” a cui spetta, per legge, il diritto di replica, per cui se c’è qualcuno che ha qualcosa da dire, dovrà farlo “adesso”: ha poco meno di due mesi di tempo.
Il timbro è del 5 giugno scorso, la pubblicazione, ossia la comunicazione dell’esistenza della documentazione con annessa possibilità di leggerla è arrivata ieri per effetto di una nota firmata dall’ingegnere capo del Comune di Brindisi, Pietro Cafaro. Ed è da ieri, quindi, che è partito il count-down per le osservazioni.
Pazienza che ci sia l’estate di mezzo, che più di qualcuno abbia già lasciato il proprio lavoro e magari anche la città di Brindisi. La società ha “provveduto a depositare” solo agli inizi di questo mese, una volta chiusa la fase preliminare di preparazione della documentazione.
Leggi l'articolo completo sull'edizione di "Senzacolonne" oggi in edicola.

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Era tutto già scritto da tempo.... E da tempo, nel silenzio complice della "stampa di regime", da più parti si è denunciato nell'indifferenza generale quanto si andava prospettando per le acque territoriali italiane, oltre che per tante parti del suolo nazionale in terraferma. Ma, salvo poche eccezioni, (e Maria Rita D'Orsogna è una di queste, forse la prima in assoluto...), tali denunce eran fatte in ordine sparso, ognuno pensando a quanto minacciava la propria regione, il più delle volte ignorando che pericoli analoghi incombevano su altre aree neppure tanto lontane da casa propria. Ora poi, sotto la spinta della crisi economica in atto, i nostri "politicanti" spacciano certe operazioni in campo energetico come risolutive dei nostri problemi. in campo economico e occupazionale... E lo fanno o perchè "ignoranti" dei rischi connessi a tal genere di operazioni per un paese quale l'Italia, o perchè legati da interessi lobbisti alle multinazionali di idrocarburi liquidi e gassosi, (tertium non datur...), dimenticando che proprio la Basilicata, che da decenni ha subito questa politica dissennata di sfruttamento energetico (e che con la produzione del 6% del nostro consumo risulta essere nel nostro Paese la regione più produttiva di tal genere di risorse), è al tempo stesso divenuta la regione più povera e inquinata d'Italia... Ma ora, non essendo più sufficiente il guadagno sulla terraferma, si punta allo sfruttamento delle risorse nascoste nel sottosuolo marino, con pericoli ancora maggiori, in un ambiente per definizione privo di confini, dove a pagare le conseguenze di tali operazioni previste a poca distanza dalle coste (infischiandosene delle aree protette, dei danni all'ambiente, e dell'inquinamento marino che potrà derivarne), saremo tutti noi indistintamente, cittadini di quei Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, un tempo culla della civiltà...
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A Movimento Ambientalista Bat piace questo elemento.
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Il documento di "Stoppa la piattaforma" nel mare di Sciacca
da Movimento Ambientalista Bat (a margine di una foto condivisa sul Diario del sottoscritto su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=254642904649843&set=p.254642904649843&type=1&theater


Le osservazioni all’istanza di VIA per i permessi di Ricerca Idrocarburi denominati “d 29 G.R.-.NP” e “d 30 G.R.-NP” da realizzarsi nel tratto di mare antistanti le città di Sciacca, Ribera,Siculiana, Porto Empedocle, Agrigento da parte della società Northen Petroleum Limited. Il documento completo all'url http://it.scribd.com/doc/96261216/05-Osservazioni-Comitato-Stoppa-La-Piattaforma. Qui a seguire una prima parte...

Osservazioni alla VIA D29 GR-NP e D30 GR-NP
(da Comitato STOPPA LA PIATTAFORMA ed altri)

http://it.scribd.com/doc/96261216/05-Osservazioni-Comitato-Stoppa-La-Piattaforma

Al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare - ex Divisione III - Direzione per la Salvaguardia e Tutela del Territorio - SERVIZIO VIA - Via Cristoforo Colombo n. 44 - 00147 Roma
Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, architettura e l’arte contemporanee - Via di S Michele n. 22 - 00153 Roma
Al Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale delle Risorse Minerarie - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia - Via Molise n°2 00187 - ROMA

Oggetto: Osservazioni all’istanza di VIA per i permessi di Ricerca Idrocarburi denominati “d 29G.R.-.NP” e “d 30 G.R.-NP” da realizzarsi nel tratto di mare antistanti le città di Sciacca, Ribera,Siculiana , Porto Empedocle, Agrigento da parte della società Northen Petroleum Limited, con sede “principale” a Martin House, 5 Martin Lane, EC4 R0DP, Londra, UK.

Le seguenti associazioni:
     • Lega Navale Italiana sezione di Sciacca,
     • Greenpeace Onlus,
     • Italia Nostra sezione di Sciacca,
     • L'Altra Sciacca,
     • Cittadinanza attiva- Procuratore dei Cittadini - Sede di Sciacca,
     • CGIL sede di Sciacca
     • (e le eventuali altre firmatarie),
costituite in un comitato denominato STOPPA LA PIATTAFORMA, in merito alla documentazione relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale delle Istanze di Permesso di Ricerca per Idrocarburi “d 29 G.R.-.NP” e “d 30 G.R.-NP”, Northen Petroleum Limited, con sede“principale” a Martin House, 5 Martin Lane, EC4 R0DP, Londra, UK e capitale sociale ignoto agli scriventi, relativa a ipotesi di ricerche sismiche e perforazioni petrolifere nel Canale di Sicilia in una zona di mare compresa tra la città di Sciacca e la città di Agrigento, premettono:

1. che le istanze di permesso di ricerca in oggetto riguardano un tratto di mare, esteso per 430Kmq, che si sviluppa lungo la costa meridionale della Sicilia, a Sud delle città di Menfi,Sciacca, Ribera, Cattolica Eraclea, Siculiana, Realmonte, Porto Empedocle, Agrigento,Palma di Montechiaro i cui territori sono vocati prevalentemente ad un’economia turistica e peschereccia. In particolare:

a) Sciacca è un’antica città arabo/normanna, fortemente vocata al turismo. Nel suo territorio vi è il più grande bacino idrotermale d'Europa con annesse Terme e possiede il più grande porto peschereccio di pesce azzurro del Mediterraneo (il terzo/quarto in Italia per tonnellaggio) la cui flotta pesca nell'area oggetto del permesso di ricerca;
b) Nella città di Agrigento vi, è il parco Archeologico della Valle dei Templi, dichiarato patrimonio mondiale
dall'UNESCO, e meta tra le più rinomate del turismo internazionale.

2. che sul sito del Ministero dell'Ambiente Sezione Via (al Comune di Sciacca a quanto risulta agli scriventi non è stato depositato nessun atto), in relazione alle Istanze di Permesso di Ricerca per Idrocarburi “d 29 G.R.-.NP” e “d 30 G.R.-NP” (d’ora in avanti “Istanze”) per ognuno dei permessi di Ricerca risultano i seguenti documenti:

a) Studio di Impatto Ambientale, i cui estensori dichiarati sono:
     • ing. Antonio Panebianco (testi e coordinatore): iscritto Iscritto all'Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma - A24096, settore a- b-c;
     • dott.ssa Giorgia Comparetto (biologia marina e caratterizzazione ambientale): non meglio identificata;
     • dott.ssa Francesca Senatore (testi): non meglio identificata;
     • sig.ra Cristina Firotto (testi e grafica): non meglio identificata;
Lo studio risulta timbrato e firmato esclusivamente dell'Ing. Antonino Panebianco, di tutti gli altri estensori non vi sono i riferimenti (indirizzo, n° iscrizione all'albo, etc), le firme ed i relativi timbri;
b) Tavole allegate allo Studio Ambientale: non firmate e non timbrate
c) Progetto definitivo di prospezione Geofisica: nessun estensore dichiarato, mancano firme e timbri;
d) Progetto di prospezione geofisica - Piano di posizione dei transetti: nessun estensore dichiarato, mancano firme e timbri;
e) Relazione Geologica: nessun estensore dichiarato, mancano firme e timbri;
f) Sintesi Non tecnica, i cui estensori dichiarati sono:
     • ing. Antonio Panebianco (testi e coordinatore): iscritto Iscritto all'Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma - A24096, settore a- b-c;
     • dott.ssa Giorgia Comparetto (biologia marina e caratterizzazione ambientale): non meglio identificata;
     • dott.ssa Francesca Sen a tore (testi): non meglio identificata;
     • sig.ra Cristina Firotto (testi e grafica): non meglio identificata;
La Sintesi Non Tecnica risulta timbrata e firmata esclusivamente dell'Ing. Antonino Panebianco, di tutti gli altri estensori non vi sono i riferimenti (indirizzo, n° iscrizione all'albo, etc) le firme ed i relativi timbri;

OSSERVAZIONI
Vista la documentazione rinvenuta sul sito del Ministero dell'Ambiente Sezione Via (al Comune di Sciacca a quanto risulta agli scriventi non è stato depositato nessun atto), in relazione all’Istanza di Permesso di Ricerca per Idrocarburi “d 29 G.R.-.NP” e “d 30 G.R.-NP” (d’ora in avanti “Istanze”) si osserva che:

1.Nella documentazione presentata al Ministero dell'Ambiente, mancano alcune firme e timbri, in particolare:

a) Lo Studio Ambientale risulta:
     ◦ firmato e timbrato dall'Ing. Antonino Panebianco iscritto all'Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma - A24096, settore a- b-c;
     ◦ mancano firme e timbri e riferimenti di:
     ◦ dott.ssa Giorgia Comparetto (biologia marina e caratterizzazione ambientale);
     ◦ dott.ssa Francesca Senatore (testi);
     ◦ sig.ra Cristina Firotto (testi e grafica)
Inoltre nessuna informazione (a parte che per il coordinatore), viene data per gli altri estensori, infatti a parte il nome e la qualifica (Dott. o sig.ra) mancano: residenza, domicilio, indirizzo dello Studio, Codice Fiscale, Data di Nascita, Titolo di Laurea, numero di iscrizione all'Ordine, etc.
Si ricorda che, per il Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n.°328, è necessaria la relativa iscrizione all'albo e quindi anche l'obbligo di timbro e firma per effettuare “la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS)” relativamente agli aspetti biologici e geologici.
Nella redazione di tali studi, effettuando valutazioni in merito alla geologia e alla biologia, occorre pertanto l'obbligo delle relative figure professionali abilitate alla professione di geologo e biologo, con la relativa apposizione del timbro di iscrizione all'Ordine. Oltre il fatto specifico della omessa dichiarazione delle abilitazioni specifiche,risulta irrituale e poco professionale, che vengano in degli atti pubblici citati dei nomi di autori di un documento senza specificare null'altro per la loro identificazione. Per tale motivo la procedura risulta viziata ed irregolare;
b) La Relazione Geologica, non risulta ne firmata ne timbrata, inoltre non ha nessun estensore dichiarato. E' inaccettabile che un qualunque documento presentato in un Ufficio Pubblico ed a maggior ragione per una Relazione Geologica allegata ad una Valutazione di Impatto Ambientale per delle Ricerche di Idrocarburi non venga nemmeno indicato l'estensore dello studio. Per tale motivo la procedura risulta viziata ed irregolare;
g) Il Progetto definitivo di Prospezione Geofisica non ha nessun estensore dichiarato, e mancano firme e timbri. E' inaccettabile che un qualunque documento presentato in un Ufficio Pubblico ed a maggior ragione per il progetto definitivo di Ricerche di Idrocarburi non venga nemmeno indicato l'estensore dello studio. Per tale motivo la procedura risulta viziata ed irregolare;

Per i motivi suddetti, cioè mancanza di figure specifiche abilitate, documenti non firmati e senza autori, la procedura è da ritenersi viziata e irregolare.
[...segue...]

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A Maurizio Tritto e al sottoscritto piace questo elemento.

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(copyright Guido Picchetti) 

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Questa pagina è stata aggiornata il 01/01/13.