Maggio 2012

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ECHI  DI  STAMPA

    
     
Dal 21 al 31 Maggio 2012
 
Dalla mia Bacheca su FB del 31/05/12

"Trivellazioni causano sismicità": la Professoressa D'Orsogna lo aveva detto!
di Maria Melania Barone
http://www.you-ng.it/...Atrivellazioni-causano-sismicit%C3%A0-la-professoressa-dorsogna-lo-aveva-detto


Ad Overture, programma radiofonico condotto da David Grammiccioli, si parla di quello che il Governo avrebbe dovuto dire ma non ha detto. Le introspezioni geologiche per la ricerca di idrocarburi e di gas naturali in Emilia Romagna potrebbero essere quasi sicuramente la causa scatenante del terremoto.
Lo disse anche la Dottoressa Maria Rita d'Orsogna, docente di Matematica presso l'Università di Northridge in California, In tempi insospettabili quando, nel 2008 si avvicinava l'ipotesi di petrolizzare l'Abruzzo. Anche in quell'occasione la Prof.ssa D'Orsogna decise di spendersi per quella che è la sua terra di origine. Cominciarono una serie di conferenze stampa, congressi che la Prof.ssa aveva preferito tenere prevalentemente in Italia per divulgare quelli che sono gli effetti di trivellazioni da petrolio.
Oltre a parlare di quelli che sono i danni provocati dall'idrogeno solforato o acido solfidrico che causa modificazioni di DNA, cancro e perdita istantanea di memoria oltre a danni permanenti ed immediati nel cervello, aveva anche parlato di un aspetto che tutti hanno posto in secondo piano: il terremoto.
La professore'Orsogna aveva anche avvertito che "in giro per il mondo ci sono zone non-sismiche che lo sono diventate dopo le estrazioni petrolifere. In Russia ad esempio, alcune scosse del grado 7.3 della scala Richter sono state direttamente attribuite alle trivelle per stessa ammissione dei petrolieri; in Indonesia un vulcano continua ad emettere fango grazie a perforazioni risalenti al 2004. Ci sono anche teorie secondo cui lo tsunami asiatico è stato amplificato dalle estrazioni di quasi 10 milioni di metri cubi di petrolio in Indonesia da parte della Exxon-Mobil". Intanto la Camera dei Deputati ha approvato il Disegno di legge 1441, che sottrae alle Regioni e ai Comuni la valutazione di impatto ambientale in relazione alle concessioni di estrazione petrolifera.
Direte voi: ma si tratta di petrolio! Eh no! Si tratta di trivellazioni e di estrazione di carburanti fossili come petrolio e gas. La stessa cosa quindi vale per le trivellazioni di gas. Insomma, adesso l'Emilia Romagna potrebbe essere annoverata tra quelle "regioni diventate sismiche proprio in seguito a trivellazione". Ci chiediamo quindi: il Governo sapeva? Le aziende che sono interessate ad appropriarsi di quelle risorse fossili lo sapevano? Chi pagherà quindi le case ai cittadini se la responsabilità è addebitata ad altri ed era prevedibile? Il Governo si assumerà le sue responsabilità dopo aver tolto la possibilità di ottener il finanziamento agli immobili per calamità? Sarà considerata una calamità naturale o indotta? Ci si auspica quindi che i cittadini si riuniscano in comitato e facciano sentire la propria voce.
Una nota va spesa anche per l'Abruzzo che ha vissuto il terremoto nel 2009. Lì la Petroceltic non si arrende e le compagnie petrolifere si stanno ancora leccando i baffi per quelle che sono le concessioni di ricerca che di fatto saltano moltissimi passaggi della ricerca vera e propria e condurranno dritti alle trivellazioni. In particolare sono state concesse le ricerche sulla costa abruzzese con tecnica dell'airgun, che sono spari ad alta intensità di aria compressa sulle coste. L'Intensità dei riflessi che ne deriveranno sarà direttamente proporzionale alla presenza o all'assenza di petrolio sotto la costa adriatica. Nulla di "fortemente inquinante" dal punto di vista chimico per adesso, ma che rischia di mettere in serio pericolo tutte le specie marine. Anche questo causerebbe sismicità secondo gli esperti che andrebbe a peggiorare con l'estrazione di idrocarburi ma anche di gas naturali. Numerose piattaforme di gas sono sparse per tutta la costa teramana tra Silvi Marina e Pineto. E' ora di dire "basta" alle trivellazioni!
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'articolo di Maria Melania Barone, che qui riporto, me lo ha appena postato Giò Nastasi con queste parole: "Ciao Guido, nel leggere alcuni commenti dei lettori mi è venuta la depressione!". Dopo aver letto sia l'articolo, ma con ancor più attenzione i numerosi commenti postati in calce all'articolo sulla stessa pagina web, (una bella dimostrazione del dibattito in corso sul tema, di cui non troverete alcuna eco sui media del nostro Paese...), ecco a seguire la mia risposta: "Per te, cara Giò, è ancora un po' presto per farti venire la "depressione" per certi commenti che qualificano, anzi "squalificano" solo chi li fa... La depressione lasciala a chi ha già una certa età, e che si sta appunto chiedendo se vale ancora la pena di continuare a parlare a chi non ci "sente", a scrivere per chi non sa "leggere", e a portare testimonianze a chi non sa che farsene, estremista com'è, nelle sue idee preconcette, ben più di chi viene comunemente viene dichiarato "estremista" o "ambientalista", divenuti qui nel nostro Paese non solo indegni di essere ascoltati, ma addirittura di poter esprimere le loro opinioni... da tutti i media rifiutate ancor prima di essere espresse, e bollate come "bufale", o più gentilmente come "polemiche"... Senza rendersi conto che, se veramente fossero motivo di polemica anzichè scomode verità, su di esse proprio i nostri media andrebbero a nozze, come sono soliti fare da sempre... Meglio allora parlare di calcio scommesse... Come sul "Corrierone " di domenica scorsa, nelle prime sei pagine del giornale contro il famigerato "quartino" a pag. 25 sulle scosse in Emilia..."
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Roberto Giacalone

... e già....
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Post di Filippo Foti

Pur non avendo commentato in questi ultimi giorni quanto scrive Guido, persona sensibilissima non solo alle trivelle ma anche ai problemi ambientali, in quanto ho sempre molto rispetto dei pareri altrui senza per questo che la mia pressione sanguigna scenda di livello... magari scendesse... credo che un dibattito non avvilito da sterili polemiche possa servire a sensibilizzare tutti i lettori a prescindere dalle loro idee e dalle loro competenze in materia di terremoti. Un nuovo iscritto al mio forum, un geologo di lunga esperienza scrive in questo post: http://profumodimare.forumfree.it/?t=61773055#lastpost. Leggetelo! Il mio punto di vista, da naturalista con studi anche in geologia, e Guido lo sa benissimo, è tutt'altro che riconducibile ad insulti alla terra, almeno nelle zone interessate... Aspettiamo notizie ufficiali, se mai ci saranno, e cerchiamo di avere rispetto per tutti i pareri, senza bollarli in maniera frettolosa, in quanto tutti concorrono ad un utile confronto democratico.
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Post di Andrea Gabriele
Altro articolo interessante: "Sisma, spuntano i complotti Il web, 'Colpa del fracking'. Ma il sismologo smentisce."
http://www.ilgiornale.it/...complottiil_web_colpa_frackingma_sismologo_smentisce/giampaolo_giuliani-maya-
Da Giuliani ai Maya, passando per la fratturazione idraulica, Salvatore Barra smonta le teorie complottiste...
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Post di Guido Picchetti
Faccia un giro per cercare on line di capire chi è Clarissa Gigante, autrice dell'articolo pubblicato ieri da "Il Giornale", e poi faccia un giro sul Blog di Maria Rita D'Orsogna. Confronti i rispettivi curricula e gli argomenti trattati dall'una e dall'altra, del livello di approfondimento in materia, della relativa esperienza sull'argomento, e dell' "interesse" che ciascuna di esse può avere nel rispettivo impegno "giornalistico" sul tema... E poi tragga le debite conclusione... Non dico altro... E, mi dispiace, ma l'articolo che lei trova interessante, personalmente lo trovo alquanto superficiale... E sono buono... non per partito preso, glielo assicuro...
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Post di Andrea Gabriele
Clarissa Gigante è una giornalista, e ha semplicemente riportato le dichiarazioni di Salvatore Barba, sismologo dell'INGV; Maria Rita D'Orsogna, per quanto ne so, è una matematica. Mi perdoni, ma io credo di più al primo se l'argomento in questione è un terremoto (per quanto Il Giornale non sia di sicuro il mio giornale preferito, ci tengo a dirlo).
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Post di Filippo Foti
La tesi de "Il Giornale" non fa una grinza come le deduzioni di Guido Picchetti. La tristezza di queste piccole diatribe risiede nella colpevole omertà delle fonti istituzionali che, è legittimo sospettare, possano anche avere qualcosa da nascondere. E se fosse così... non bisognerà aspettare molto per saperlo, ... siamo veramente a mare... con tutti i vestiti!!!
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Dalla mia Bacheca su FB del 30/05/12

«Petrolio, troppi rischi». Ma l'assessore Muzzarelli rassicura: vigileremo
da "La Gazzetta di Modena"
http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2011/04/07/news/petrolio-troppi-rischi-1.403019


07 aprile 2011.- Politici e popolazione in allarme per le ricerche di idrocarburi che la texana Hunt Oil Company vorrebbe iniziare anche sull'asta del Panaro, dopo avere avuto l'ok per agire sul Secchia. Di fronte alle proteste, l'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli spiega che «in Emilia Romagna non saranno consentiti metodi non convenzionali di ricerca e di estrazione degli idrocarburi». Sulla vicenda è intervenuto con una interrogazione il capogruppo del Pd, Marco Monari, in cui si evidenziava che Hunt Oil «ha utilizzato negli Stati Uniti una tecnica di estrazione di gas basata sulla fatturazione idraulica, che ha sollevato preoccupazioni in quanto ritenuta da una parte della comunità scientifica dannosa per la salute ed il territorio». Ma a lanciare l'allarme erano stati anche i grillini di viale Aldo Moro e ieri si è registrata la contrarietà di Legambiente e dei Comuni coinvolti dai progetti della multinazionale texana. «Tuteleremo al massimo il territorio ed i cittadini che lo abitano. L'Appennino emiliano romagnolo - continua Muzzarelli - è tanto pregiato quanto delicato perciò continueremo a porre vincoli severissimi alla ricerca su territori franosi e delicati, nei parchi ed in prossimità di beni storici ed architettonici. Siamo in fase di valutazione di impatto ambientale, Via, per la ricerca e non per la coltivazione, per la quale serve, in ogni caso, un'altra Via e che non comporta alcun obbligo nè automatismo di dare parere favorevole». Molti i timori e le perplessità di Legambiente. «Tra i maggiori motivi di inquietudine - dice l'associazione - il coinvolgimento della società proponente, i metodi di ricerca e il fatto che l'area interessata sia ricca di ecosistemi e zone protette, oltre che densamente popolata e ricca di monumenti importanti. Il dubbio principale riguarda poi la fase successiva a quella esplorativa: una volta individuati depositi di gas o di petrolio, ci sarebbe ancora margine per decidere se e come procedere? O le comunità locali si troverebbero di fronte ad una decisione ineluttabile di sfruttamento di questi depositi senza poter intervenire su modalità adottate e localizzazione dei pozzi? Chiediamo che vengano fornite garanzie al riguardo e un'adeguata informazione alla popolazione locale prima di procedere con i permessi. Continueremo ad insistere con le amministrazioni competenti perchè i cittadini vengano informati su queste attività potenzialmente a rischio per la salute e l'ambiente».
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'articolo qui postato è del 07 aprile 2011, più di un anno fa, e di che si parla? Guarda caso delle programmate operazioni petrolifere della texana Hunt Oil Company sull'asta del Panaro, dopo aver già avuto l'ok e il via libera all'avvio dei suoi progetti di trivellazione sul Secchia. L'articolo non è di un blog scalcinato qualsiasi. E' della Gazzetta di Modena, lo stesso giornale, che insieme a tutta la stampa e i media nazionali, oggi, pur parlando in continuazione di scosse e di terremoti, di faglie, di sollevamento e di sprofondamento del suolo e del sottosuolo, mi pare si dimentichi totalmente di quanto allora è stato pubblicato... E insieme alla Gazzetta di Modena, sono in tanti a dimenticare gli allarmi allora lanciati sui possibili rischi, e sulle assicurazioni da parte di alcuni di fare la guardia... Indubbiamente è stata una bella guardia, se la Erg ha potuto iniziare a trivellare liberamente in zona a Febbraio, proprio per controllare se il terreno avrebbe resistito a quel che intendeva fare (lo dice la stessa Erg che questo era lo scopo primario delle sue trivellazioni di ricerca !!!). E la risposta mi sembra che ora l'abbia avuta...
anche se nessuno, ne sono cerio, è andato a controllare davvero cosa stesse facendo. Altrimenti perchè nessuna delle autorità locali e centrali coinvolte nel rilascio di certi permessi, dice niente al riguardo ? In fondo le remore che allora si mettevano a certe decisioni che si intendevano prendere, mi pare fossero motivate proprio in previsione di certe possibili conseguenze, che avvenissero cioè dei fenomeni simili a quelli che in questi giorni si stanno verificando... E che nessuno ne voglia parlare posso anche ben capirlo. Ma fatti e misfatti rimangono, Come pure morti e distruzioni irreparabili di un patrimonio storico ambientale finito in malora. E grazie ad Alessandro Squarci per avermi segnalato l'articolo...
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Post di Alessandro Squarci

A te...
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Terremoto senza fine in Emilia
di Guido Picchetti (da un commento da un'immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3728834173765&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


30/05/12. - Le scosse sismiche registrate dal Centro Sismologico Mediterraneo (a partire dalla prima registrata alle ore 01:13 nella notte tra Sabato 19 e domenica 20 Maggio scorsi) hanno raggiunto alle 11 di stamane la bella cifra totale di 590 circa. In particolare, solo nelle ultime 24 ore (per l'esattezza, dalle 13:10 di ieri martedì 29/05 alle 12:02 di oggi mercoledì 30/05) sono state registrate ben 157 scosse sismiche, 25 delle quali di intensità non inferiore a magnitudo 3. Tra queste ben quattro di magnitudo compresa tra 3,8 e 4. Sono: la 437ma delle 13:10 di ieri, magnitudo 3,8 ed epicentro a 2 km da Castello d'Argile e a 6 km da San Pietro in Casale; la 472ma, alle 16:39 sempre di ieri, magnitudo 4,0 ed epicentro a 5 km da Mirandola e 33 km da Modena; la 500ma delle 20:28 di ieri sera, magnitudo 3,9 ed epicentro a 4 km da Concordia sulla Secchia e a 5 km Novi di Modena; e la 588ma delle 10:48 di stamane, di magnitudo 3,8, con epicentro molto prossimo a quello dell'ultima scossa qui citata.
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Terremoti e attività petrolifere
di Guido Picchetti (a presentazione su FB di uno studio sull'argomento dell'Università di Napoli Federico II)
http://www.guidopicchetti.it/.../ec_stampa%202012/120529_Petrolio-e-sismi-Ortolani.pdf

Molto volentieri (segnalatomi dal Gruppo Ola Ambientalista che ringrazio) riporto sul mio sito lo studio del gruppo di lavoro coordinato dal prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia dell’Università di Napoli Federico II, direttore del Dip. Scienza del Territorio. In questo studio partendo dalla disamina del terremoto in Emilia vengono delineate alcune linee di indirizzo per chiarire alcuni problemi connessi all’estrazione e la reiniezione di fluidi in pressione in aree caratterizzate da faglie sismogenetiche in grado di originare eventi di elevata magnitudo come accaduto nel 1857 in Val d’Agri con la loro possibile interferenza con le tubazioni utilizzate per estrarre petrolio o immettere fluidi in profondità. Leggetelo. Ma perchè di questo documento che certifica autorevolmente la possibile interferenza delle scosse sismiche in Emilia con le operazioni di trivellazioni effettuate in quell'area e che chiede in definitiva ulteriori ricerche indipendenti finalizzate ad accertare o ad escludere tale possibilità è vietato parlarne ? (gp)

Effetti locali causati dal sisma del 20 maggio 2012 nella Pianura Padana
Premessa
La notte dl 20 maggio 2012, verso le ore 0,4 del mattino, un evento sismico ha interessato una vasta area compresa tra Ferrara, Bologna, Modena ed il corso del fiume Po causando seri danni e alcune vittime. Notevoli sono stati gli effetti al suolo quali liquefazione di sabbie, con conseguenti abbassamenti e locali sollevamenti della superficie del suolo, amplificazioni locali che hanno seriamente danneggiato edifici pubblici e privati e diverse strutture produttive. Secondo i dati diffusi dall’INGV la magnitudo è stata stimata intono a 5,9 e la profondità ipocentrale intorno a 6 chilometri di profondità. Come avviene dopo la rottura principale il sottosuolo è stato interessato da centinaia di eventi distribuiti tra qualche chilometro e oltre 20 chilometri di profondità in una porzione di crosta larga circa 20-25 chilometri e lunga circa 40 km. In parte dell’area sono stati realizzati diversi pozzi profondi per ricerca di idrocarburi ed era stata avanzata una istanza per la iniezione in profondità di metano.

Eventi sismici distruttivi precedenti risalgono ad alcuni secoli fa.
Gli scriventi sono stati particolarmente interessati dai diffusi ed eccezionali fenomeni attribuibili alle caratteristiche stratigrafiche, geotecniche ed idrogeologiche dei sedimenti che costituiscono le prime decine di metri di sottosuolo. Si ringrazia il collega Dott. Rino Conforti che ha fornito i dati di sue precedenti esperienze professionali che hanno consentito di ricostruire le caratteristiche geologico-tecniche del substrato indagato con decine di sondaggi geognostici e prove penetrometriche prima dell’evento sismico.
La presente nota preliminare si basa sui dati ricavati da numerose immagini e filmati resi pubblici in Internet, sui dati sismologici pubblicati dall’INGV e sui dati di sottosuolo ricavate da varie pubblicazioni scientifiche. Le esperienze multidisciplinari maturate sul campo nelle aree devastate da vari eventi sismici precedenti hanno consentito una prima elaborazione dei dati finora resi disponibili.
La struttura profonda
I dati circa la struttura profonda dell’area sono tratti dalla pubblicazione di Toscani, Burrato, Di Bucci e Valensise, 2008, BSGI, dal titolo ”Plio-Quaternary evolution of the northern Apennines thrust fronts (Bologna-Ferrara section, Italy): seismotectonics implications”. Viene evidenziata una tettonica crostale attiva che causa un accorciamento di meno di 1 mm/anno in direzione N-S. In pratica il fronte della catena e del suo basamento è ancora interessato da lieve spostamento in direzione perpendicolare al fronte stesso. Grazie ai dati di prospezioni petrolifere è stata ricostruita la stratigrafia del sottosuolo. La copertura sedimentaria ha età compresa tra il Carbonifero inferiore ed il Pleistocene e uno spessore complessivo variabile da circa 7 a circa 5 km. La copertura sedimentaria è intensamente deformata così come il suo basamento. Dal punto di vista sismogenetico gli autori distinguono tre fasce subparallele al fronte della catena con strutture profonde attive.
... [omissis] ...

Impatto delle attività di estrazione e “ripompaggio” di idrocarburi nelle zone con tettonica attiva
Come si vede nella figura 5 nelle aree interessate da faglie attive nel sottosuolo esistono numerosi pozzi profondi finora eseguiti per ricerca di idrocarburi.
Come è noto sono in corso alcuni interventi di riimmissione di metano nelle rocce serbatoio di giacimenti ormai esauriti. Tali interventi sono attuati in varie parti del mondo; talvolta sono vietati in quanto l’iniezione di fluidi in pressione nel sottosuolo, come testimonia una ricca bibliografia scientifica internazionale, a luoghi può innescare un’attività sismica di non elevata magnitudo. Non si intende mettere in relazione le iniezioni di fluidi nel sottosuolo o comunque l’estrazione di idrocarburi con l’attività sismica di elevata magnitudo di chiara origine tettonica. Crediamo che debba essere adeguatamente approfondito l’argomento, almeno, laddove sono in corso attività estrattive e di probabile “reiniezione” di fluidi per favorire l’emungimento del petrolio, come nella Val d’Agri in Basilicata, in aree caratterizzate da faglie sismogenetiche in grado di originare eventi di elevata magnitudo come accaduto nel 1857.
Crediamo che vadano chiariti alcuni problemi, quali ad esempio, se l’estrazione di idrocarburi e la “reiniezione” di fluidi in pressione in aree con faglie sismogenetiche capaci di scatenare eventi di elevata magnitudo con conseguenti spostamenti verticali, orizzontali e rotazione di blocchi lapidei sia da vietare oppure, come accade attualmente, da lasciare completamente libere. Si deve inoltre fare chiarezza sull’incidenza che possono avere le “reiniezioni” di fluidi in pressione nelle rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive: equivale al ruolo che può avere una mosca che si appoggi su un edificio pericolante oppure all’impatto che può derivare da un elicottero che atterri sullo stesso edificio pericolante?
... [omissis] ...
Conclusioni
Il sisma di origine tettonica ha determinato significativi effetti locali di amplificazione non previsti in precedenza; ciò ha causato ingenti danni ai manufatti. I motivi tettonici crostali che caratterizzano l’area epicentrale del sisma del 20 maggio 2012 si trovano in corrispondenza del margine sepolto dell’Appennino emiliano anche dove non si hanno precedenti storici di eventi sismici.
Considerando la spinta antropizzazione ed urbanizzazione dell’area va seriamente affrontato il problema dell’adeguamento sismico di strutture pubbliche e private. Gli studi in corso nel campo sperimentale costituito dall’area epicentrale forniranno nuove indicazioni tecniche finalizzate ad adeguare e costruire nel modo più sicuro possibile. Una considerazione di notevole interesse va fatta sull’impatto degli eventi sismici sulle tubazioni per estrazione di idrocarburi in zone interessate da faglie attive e sull’impatto che può essere determinato dalla “iniezione” in pressione di fluidi all’interno delle rocce serbatoio in zone con tettonica attiva. Tali considerazioni vanno fatte con apporti scientifici indipendenti e qualificati, considerando l’importanza industriale dei giacimenti di idrocarburi e l’importanza socio-economica delle risorse naturali di importanza strategica come le acque sotterranee e superficiali nonchè la salute dei cittadini. Finora non è mai stato affrontato in maniera trasparente e credibile questo problema.
Gruppo di studio coordinato da Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio; Dott. Geologo Valerio Buonomo, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA; Ing. Gabriele Petroccelli, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA; Dott.ssa Silvana Pagliuca, CNR -ISAFOM, Ercolano.
27 maggio 2012

Puoi leggere l'intero rapporto, completo di tutte le immagini esplicative al link:
http://www.guidopicchetti.it/Il%2.../ec_stampa%202012/120529_Petrolio-e-sismi-Ortolani.pdf
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Terremoti e trivellazioni petrolio: servono studi indipendenti
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/terremoti-e-trivellazioni-petrolio-servono-studi-indipendenti-9773.html


L’ipotesi che ci possa essere una correlazione tra lo sciame sismico attualmente in corso in Emilia Romagna e le attività petrolifere svolte in zona da diversi anni ha fatto storcere il naso a più di un addetto al settore petrolifero e anche a qualche geologo. L’oggetto del contendere è se le trivellazioni in cerca di petrolio e gas, e soprattutto le iniezioni ad alta pressione di fluidi nel sottosuolo, possano causare o meno terremoti di piccola o grande intensità.
Se noi non siamo affatto in grado di rispondere a questa domanda, qualche titolo per farlo lo hanno i geologi e i ricercatori universitari. Se poi l’università è la Federico II di Napoli, all’ombra del Vesuvio, di titoli ne hanno anche di più. L’Organizzazione Lucana Ambientalista, sul proprio sito, ha pubblicato una sintesi di uno studio del gruppo di lavoro coordinato dal prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia dell’Università di Napoli Federico II e direttore del Dipartimento di Scienza del Territorio della stessa università, incentrato proprio sul possibile rapporto tra trivellazioni e terremoti. Uno studio che prende in considerazione anche il sisma emiliano.
Secondo Ortolani e i suoi collaboratori è abbastanza chiaro, ormai, che ci sia una frequente correlazione tra attività petrolifere (in particolare l’iniezione di fluidi ad alta pressione) e terremoti di bassa magnitudo. Non è ancora chiara, invece, l’eventuale correlazione con i sismi più forti come quello di questi giorni in Emilia Romagna.
(... omissis ...)

Detto in estrema sintesi secondo Ortolani e i suoi collaboratori è difficile che sia sufficiente trivellare il suolo per causare i terremoti. Ma è possibile che le attività di iniezione dei fluidi, fatte in territori con faglie sismiche attive, possano avere un peso nella generazione di questi eventi. Quale sia realmente questo peso, però, è una domanda alla quale ancora non è facile rispondere:
"Crediamo che vadano chiariti alcuni problemi, quali ad esempio, se l’estrazione di idrocarburi e la “reiniezione” di fluidi in pressione in aree con faglie sismogenetiche capaci di scatenare eventi di elevata magnitudo con conseguenti spostamenti verticali, orizzontali e rotazione di blocchi lapidei sia da vietare oppure, come accade attualmente, da lasciare completamente libere.
Si deve inoltre fare chiarezza sull’incidenza che possono avere le “reiniezioni” di fluidi in pressione nelle rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive: equivale al ruolo che può avere una mosca che si appoggi su un edificio pericolante oppure all’impatto che può derivare da un elicottero che atterri sullo stesso edificio pericolante?"

Servono, quindi, studi specifici che partano dal fatto che una correlazione tra attività petrolifere ed eventi sismici non è da escludere a priori. Studi, però, assolutamente indipendenti e credibili:
"Una considerazione di notevole interesse va fatta sull’impatto degli eventi sismici sulle tubazioni per estrazione di idrocarburi in zone interessate da faglie attive e sull’impatto che può essere determinato dalla “iniezione” in pressione di fluidi all’interno delle rocce serbatoio in zone con tettonica attiva. Tali considerazioni vanno fatte con apporti scientifici indipendenti e qualificati, considerando l’importanza industriale dei giacimenti di idrocarburi e l’importanza socio-economica delle risorse naturali di importanza strategica come le acque sotterranee e superficiali nonchè la salute dei cittadini. Finora non è mai stato affrontato in maniera trasparente e credibile questo problema."
Le ultime parole di Ortolani, purtroppo, non lasciano ben sperare. (Fonte: OLA Ambientalista)
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Dalla mia Bacheca su FB del 29/05/12

Stop al fracking in Bulgaria
da AlterEco
http://www.ecoblog.it/post/14323/stop-al-fracking-in-bulgaria


20 gen 2012 . Dopo un lungo dibattito scatenato dalle proteste di gruppi di ambientalisti e cittadini, il Parlamento bulgaro il 18 gennaio scorso si è espresso contro la fratturazione idraulica, mettendo al bando l’esplorazione e l’estrazione del gas di scisto nel Paese e nelle acque territoriali del Mar Nero con 116 voti a favore, sei contrari e 3 astenuti. Un brutto colpo per la Chevron già in possesso, dal giugno del 2011, delle autorizzazioni per la ricerca di nuovi giacimenti di gas di scisto nell’area Nord-orientale della Bulgaria.
La compagnia si vedeva già in tasca tra i 300 ed i mille miliardi di metri cubi di gas di scisto che secondo le stime erano stoccati sotto la catena montuosa, a Novi Pazar. Un portavoce della Chevron, Kurt Glaubitz, ha commentato la decisione del Parlamento bulgaro auspicando un ripensamento, alla luce di un’attenta analisi scientifica che dimostri ai cittadini ed al Governo che l’esplorazione e lo sviluppo possono essere compatibili con la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente.
Dopo la Francia che sei mesi fa aveva bandito la tecnica del fracking sollecitata dai cittadini infuriati, la Bulgaria è il secondo Paese europeo ad imporre il divieto. Il Parlamento bulgaro ha introdotto pesanti sanzioni per le compagnie petrolifere che non rispettano il bando: si vedranno confiscare i mezzi e saranno costrette a pagare una multa di 50 mila euro.
La fratturazione idraulica, ne parlavamo su Ecoblog appena qualche settimana fa, è una tecnica rischiosa che consiste nel pompaggio di acqua pressurizzata, sostanze chimiche e sabbia nella roccia allo scopo di aprire delle fessure che facilitino la risalita del flusso di combustibili.
Il fracking viene utilizzato per cercare giacimenti che con le altre tecniche non verrebbero rilevati. L’EPA di recente ha confermato le preoccupazioni ambientali sollevate da cittadini ed associazioni sui rischi di inquinamento delle falde acquifere e di piccoli terremoti connessi alla fratturazione idraulica.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'articolo sul fracking pubblicato su EcoBlog, non è di oggi. Risale al 20 gennaio 2012 e riferisce come il Parlamento della Bulgaria (Stato Membro dell'Unione Europea e repubblica parlamentare come l'Italia, con 8 milioni circa di abitanti sparsi su un territorio grande all'incirca 2/3 del nostro Paese), dopo un lungo dibattito scatenato dalle proteste di gruppi di ambientalisti e cittadini, abbia deciso il 18 Gennaio u.s. di vietare il "fracking" e bandire l'esplorazione e l’estrazione del gas di scisto nel Paese e nelle acque territoriali del Mar Nero. La Bulgaria è stata dopo la Francia la seconda nazione europea a vietare la "fratturazione idraulica", seguita poi dalla Germania e infine dalla Gran Bretagna. E in Italia ? Niente. Si discute ancora su cosa sia il "fracking", e se le multinazionali petrolifere qui da noi utilizzano o meno tale tecnica... Tanto chi la conosce ? Certo non i nostri governanti, in tutt'altre faccende affaccendati... E così pure i geologi italiani, che evitano anche di nominarlo il "fracking"... In questi giorni tuttavia, sia gli uni che gli altri, potrebbero cominciare a farsi una certa esperienza almeno sui pericoli del "fracking". Basta che parlino con i cittadini dell'Emilia Romagna, i quali potrebbero descrivere loro molto bene gli effetti delle scosse sismiche che stanno provando sulla loro pelle. Scosse che, fino a prova contraria, potrebbero anche essere (e nessuno può negarlo...) tra le possibili conseguenze di quelle tecniche impiegate da tempo nelle trivellazioni del sottosuolo padano a caccia di gas. Frattanto diciamo che la Bulgaria, a differenza dell'Italia, non scherza. Oltre a vietare "il fracking", ha introdotto pesanti sanzioni per le compagnie petrolifere che non rispettino il suo bando, e che, se pizzicate a farlo, oltre a vedersi confiscare attrezzature e mezzi, saranno costrette a pagare una multa di 50 mila euro... Una cifra in verità piuttosto modesta, visti i guai che possono derivarne, ma in Bulgaria ricordiamoci che l'euro vale ancora qualcosa, e che poi le multinazionali hanno degli "amici" un po' dappertutto ..
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Post di Andrea Gabriele

Legga su http://www.giornalettismo.com/archives/320976/la-bufala-del-terremoto-in-emilia-si-chiama-fracking/ "La bufala del terremoto in Emilia si chiama fracking"...
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Post di Guido Picchetti

Purtroppo non è una bufala, e se va a fondo del problema potrà rendersene conto abbastanza facilmente. Le scosse sismiche sono una conseguenza "possibile" del fracking. Ripeto possibile, ma non certa... E in quanto tale non è possibile escluderla dicendo che è una bufala, mi sembra lapalissiano. E va tenuta presente, occorre studiare le varie situazioni, e valutare se il gioco vale la candela... Legga sull'argomento il rapporto del gruppo di studio diretto dal Prof. Ortolani dell'Università di Napoli. E' l'ultimo documento in PDF di cui proprio stasera ho postato il link in Bacheca per poterlo leggere sul mio sito...
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Post di Andrea Gabriele

Personalmente non è nella mia natura trattare argomenti che (ancora) non sono di mia competenza. Ho letto articoli dell'una e dell'altra campana e mi sono fatto una certa opinione. Tra l'altro, mi sembra di aver capito che la pratica del fracking non è ancora stata utilizzata in Italia; e non credo neanche che sia facile nasconderla, specialmente con tutte le associazioni e i movimenti ambientalisti che, giustamente, sorvegliano. Però se, come tanti suppongo, ha delle perplessità a riguardo, la invito a chiedere lumi nella discussione in questo link: http://tersiscio.blogspot.it/2012/05/il-terremoto-in-emilia-il-fracking-lo.html. Sempre dalla discussione di cui sopra: "Infine, quanto al fracking in Italia, le confermo che allo stato attuale non ci sono attività in corso. Un impianto per il fracking non è una cosa che si nasconde sotto il tappeto, non fosse altro che per i milioni di metri cubi d'acqua necessari e che devono poi essere trattati e smaltiti. L'elenco delle VIA in corso o concluse di recente è disponibile al sito http://www.va.minambiente.it/provvedimenti/provvedimentivas-via/elencoprovvedimentivia.aspx, e non ci sono richieste per fracking".
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Post di Guido Picchetti

Infatti non è facile nasconderle. E l'Aleanna Resources, che opera appunto in Val Padana, illustra molto bene le tecniche impiegate in questo video: http://www.aleannaresources.com/it/operazioni-di-perforazione .
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Post di Andrea Gabriele

Quel video lì è semplicemente la traduzione in italiano di questo video, che illustra i possibili metodi di perforazione; non dimostra assolutamente che sono in atto pratiche di fracking nel territorio italiano: http://www.youtube.com/watch?v=xGpT1eYqsr0 . Sto comunque cercando sul sito le autorizzazioni alle varie concessioni per lo sfruttamento di pozzi di idrocarburi; da quanto ho letto finora non mi risulta nessuna autorizzazione all'utilizzo del fracking, e mi sembra di notare che in ogni richiesta di concessione sia descritto con precisione il tipo di perforazione da utilizzare.
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Post di Guido Picchetti

Il fracking non è riconosciuto dal nostro Miniambiente. Non è mai nominato in alcuna richiesta di via... ed è proprio questo che è molto strano... e non mi sembra affatto chiaro... D'altronde, se vuole altri documenti, può farsi un giro nei miei "Echi di Stampa" e ne troverà non pochi, che possono confermarle i miei dubbi ... Questo il link http://www.guidopicchetti.it/...202012/ec_stampa_12_05.htm. Ma perchè non si legge il rapporto del gruppo di studio del Prof. Ortolano dell'Università di Napoli sulle possibili interferenze tra operazioni trivellifere e movimenti sismici ? Questo il link dove l'ho integralmente riportato: http://www.guidopicchetti.it/Il.../ec_stampa%202012/120529_Petrolio-e-sismi-Ortolani.pdf. Tanto, sul sito del Ministero, purtroppo la parola "fracking" o "fratturazione idraulica" non la troverà.. Il Ministero ignora o "finge di ignorare" cosa significano tali termini. E le società interessate preferiscono usare il termine "perforazione" senza aggiungere altro... Perforazioni che già da sole "possono" interferire con la stabilità del sottosuolo, come è normale che sia... O no ?
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Post di Andrea Gabriele L
L'ho letto un istante dopo che l'ha pubblicato; e la frase "come è noto sono in corso alcuni interventi di reimmissione di metano nelle rocce serbatoio di giacimenti ormai esauriti" non mi sembra granchè prova; vanno citate fonti e luoghi di estrazione dove è attuata tale pratica. In tutti gli studi che ho letto sul sito del Ministero non ho trovato soltanto la parola perforazione, ma il TIPO DI PERFORAZIONE dettagliatamente descritta. Un esempio: Coltivazione di idrocarburi D.C.4AG sviluppo giacimento Hera Lacina in località Capocolonna nel comune di Crotone (KR), "la tecnica di perforazione è del tipo a rotazione impiegando uno scalpello su cui è scaricato il peso in modo controllato. La perforazione avviene con circolazione diretta di fluidi e l'avanzamento avviene per fasi successive perforando tratti di foro di diametro gradualmente decrescente rivestiti con tubi metalici e cementando subito le pareti del foro per isolarlo opportunamente dalla formazione rocciosa".
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Post di Guido Picchetti
Da quanto ho potuto capire, ma non sono un tecnico della materia, ritengo che voglia dire che sia prassi comune da parte dei titolari di concessioni (cosa deprovevole certamente, se fatta senza specifiche autorizzazioni...) stivare il metano nei cosiddetti "pozzi sterili", usandoli come serbatoi, con quali rischi (non essendo quei pozzi, per quanto con pareti di cemento, collaudati per resistere alle pressioni dall'interno verso l'esterno dei gas in essi contenuti) è facile immaginare... Penso che lei come ingegnere energetico possa, con maggiore competenza del sottoscritto, contattare il Prof. Ortolani ed avere opportune delucidazione... E personalmente gliene sarei grato... E si ricordi che per molti, quanto non è specificatamente vietato si considera liberamente autorizzato. In verità questo è un principio base dell'economia liberale, di cui però certi gruppi societari tendono ad abusare, specie quando si trovano in Paesi "permissivi", o meno "attenti".. E ho paura che ciò valga anche il "fracking" in Italia...
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Post di Andrea Gabriele
Ok, ma quello lì non è fracking, non c'è alcuna frattura dello stato roccioso. Poi non so se anche la pratica di reimmissione di metano nel sottosuolo per lo stoccaggio possa avere una correlazione con i terremoti. Contatterò il Prof Ortolani comunque in questi giorni.
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Post di Guido Picchetti
Grazie, Andrea, mi faccia sapere...
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La vicinanza del Corrierone alle genti emiliane
di Guido Picchetti (pensiero di stato su FB delle ore 12,00 del 29/05/12)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


La notizia delle scosse sismiche, che da più di una settimana stanno martoriando territorio e comunità emiliana (ben 378, dalla prima di sabato 19/5 alle 19:13, fino a quella delle 18:30 di ieri pomeriggio), sul "Corriere della Sera" di oggi compare in basso a pag. 25, in appena un quarto di pagina, ripeto a pagina VENTICINQUE !!! Davvero una bella vicinanza quella del Corrierone per quanti stanno patendo morti e distruzioni in quella regione, anche a seguito delle ultime tre forti scosse di stamane !!!
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Post di Giò Nastasi

Si vergognassero e non aggiungo altro!
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The Fracking Song. Il rap del "Fracking"...
di Guido Picchetti (da un post su FB a margine di un video caricato su YouTube da RTAmerica il 12/05/2011)
http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=oHQu3SeUwUI
 

Si diceva una volta "meglio prenderla a ridere...". Ma i tempi cambiano, e oggi è senz'altro meglio e più efficace "prenderla a suon di musica", e ancora meglio se sui ritmi di un buon "Rap". Parliamo del "Fracking," che i nostri politici ignorano o "fingono" di ignorare cosa sia... In America invece i rischi legati a questa tecnica estrattiva di gas e di altri prodotti petroliferi dal sottosuolo sanno bene quali siano, e per combatterla e impedire che venga ancora utilizzata nel loro Paese stanno facendo di tutto, arrivando addirittura a confezionare questo prodotto musicale di tutto rispetto, che forse aiuterà i giovani a comprendere una delle tante minacce che gravano sul loro futuro... Dopotutto certi messaggi viaggiano meglio sulle "onde" della musica, e potranno certo essere di aiuto a combattere il propagarsi delle "onde sismiche" prodotte del fracking, se non altro per "dissonanza"...

The Fracking Song.
"My Water's On Fire Tonight" is a product of Studio 20 NYU (http://bit.ly/hzGRYP) in collaboration with  www.ProPublica.org.  The song is based on ProPublica's investigation on hydraulic fractured gas drilling (read the full investigation here http://www.propublica.org/series/buried-secrets-gas-drillings-environmental-threat), it is shared under a Creative Commons Attribution-Share Alike license. http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/
http://www.youtube.com/user/davidmholmes . Music by David Holmes and Andrew Bean - Vocals and Lyrics by David Holmes and Niel Bekker.


http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=oHQu3SeUwUI

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Post di Carmelo Nicoloso

Non posso che condividere...
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Post di Giò Nastasi

Ieeeeeea... che meraviglia carissimo...
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Dalla mia Bacheca su FB del 28/05/12

Il Parco Nazionale di Pantelleria. Un referendum per immaginare...
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/...-pantelleria-un-referendum-per-immaginare/450854194926401

    Quattro giorni di festa a Favignana per le Giornate del Mare. Dal 31 maggio al 3 giugno, Favignana sarà la capitale dell’ecosostenibilità del Mediterraneo. Ecco cosa può fare in favore della promozione turistica di un'isola e per la valorizzazione del territorio (o addirittura di un arcipelago, come è in questo caso delle Egadi), l'istituzione di un'Area Marina Protetta, naturalmente unendo le forze e cooperando insieme ad un fine comune !!!
    Per questo mio commento parto da una premessa. In questi giorni, a cura dei giovani dinamici di Agorà e non solo, è in corso un referendum che (alla luce di quanto è successo la settimana scorsa nella "governance" di Pantelleria...), intende raccogliere il pensiero dei panteschi su come e da chi dovrebbe essere governata prossimamente l'isola... Sono decisioni peraltro, a quanto pare, già previste per legge, sulle quali il referendum, qualunque sia l'esito, potrà incidere limitatamente e solo di riflesso...
    Resta comunque un'iniziativa meritevole, espressione di democrazia. Ma, ed è questa la mia domanda: non sarebbe anche l'ora di chiedere agli abitanti di Pantelleria di indicare verso quale direzione desiderino puntare per il futuro della loro isola ? Mi spiego meglio. Esiste, e l'ho già fatto notare varie volte, dal 2007 una legge dello Stato italiano che istituisce il Parco Nazionale di Pantelleria. Una legge contro la quale la Regione Sicilia presentò immediatamente ricorso presso la Corte Costituzionale, e che la stessa Corte un anno dopo respinse confermando l'istituzione del Parco Nazionale della nostra Isola.
    Perchè il ricorso della Regione ? Semplice. E' un motivo strettamente legato ad uno dei vantaggi che l'istituzione del Parco Nazionale di Pantelleria avrebbe comportato per l'isola. La gestione di un Parco nazionale, qualunque esso sia, di norma supera le competenze della Regione e ricade unicamente sui Comuni compresi nell'area di quel Parco nazionale, oltre che, naturalmente, sul Ministero dell'Ambiente. E di conseguenza, nella gestione del Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria, solo al Comune di Pantelleria e al Ministero dell'Ambiente sarebbero andati i compiti di tutela e di regolamentazione dell'area marina e terrestre, entrambe comprese nell'area del Parco, con la possibilità, niente affatto trascurabile, di rivedere e modificare le norme a seconda delle esigenze per una migliore funzionalità.
    Purtroppo la raccolta delle firme contro il Parco di coloro che nel gennaio di due anni fa si risentirono giustamente per essere stati tenuti all'oscuro dalla precedente amministrazione di quanto era stato avviato e realizzato in proposito, indusse come si ricorderà il precedente Sindaco a chiedere al Ministero, in vista delle elezioni del Maggio 2010, la sospensione delle ricerche marine già in corso a cura dell'Ispra per la mappatura dei fondali, necessaria per poi concludere (con la definizione dell'Area Marina Protetta appunto) l'iter istitutivo del Parco Nazionale dell'Isola.
    Le elezioni fecero poi il resto. La nuova amministrazione, benchè retta dal Sindaco Di Marzo, che dal 2002 al 2004 fu il il primo presidente del Comitato Pro Parco Marino, per interessi di coalizione (con il partito Caccia e Ambiente), una volta eletto non toccò più l'argomento con il Ministero competente, pur essendo già stati regolarmente accantonati dallo stesso Ministero dell'Ambiente i fondi necessari per l'istituzione del Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria in ragione di 250.000 € all'anno, a partire dal 2007...
    A questo punto vorrei fare un' ultima domanda a tutti noi. Non credete che oggi sarebbe più facile risolvere certi problemi di Pantelleria se quest'isola fosse un Parco Nazionale a tutti gli effetti, a terra e a mare come è giusto che sia, con quei vincoli di rispetto che una amministrazione onesta e capace potrebbe definire e ridefinire nell'interesse comune, anche con la possibilità di rivedere quei vincoli già esistenti che possono risultare a un certo punto superati, e con un Comitato di Gestione in cui siano presenti esponenti di organizzazioni locali che già a favore dell'isola hanno operato per continuano ad operare, a partire dalla Forestale che già tanto bene ha curato e cura il patrimonio naturale dell'isola?
    Forse in un Parco Nazionale, i Vigili del Fuoco sarebbero funzionali alle esigenze che quella istituzione richiede se non addirittura impone... E così i collegamenti, così i trasporti, i servizi, la viabilità, le discariche, etc. etc. Forse si potrebbero più facilmente risolvere i mille problemi piccoli e grandi che assillano l'isola e i suoi abitanti... E il turismo, nel quale mi sembra ormai in tanti sull'isola sono coinvolti direttamente e indirettamente, potrebbe finalmente diventare una risorsa sicura, da difendere, pretendere e valorizzare senza snaturare l'isola, e rendendola appetibile in ogni stagione dell'anno, come in effetti è o potrebbe essere...
    Date un'occhiata a quanto nella nostra stessa Provincia una semplice Area Marina Protetta riesce a fare, e ... "immagina" alla Clouney, non dico altro. http://www.legiornatedelmare.it/
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Stessa notizia anche su "Pantelleria Internet Com - News 9537" del 29/05/12

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8674 
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A Fabrizia Arduini, Debora Toscano, Giò Nastasi, Gianluca Cecere, Lidia Giannotti, Peppe D'Aietti, AssPescatori Di Pantelleria, Carmelo Nicoloso, Jahnpiero Assi, Andrea Biddittu, Fabio Russo e Samuela Guida piace questo elemento.
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Quattro giorni di festa a Favignana per le Giornate del Mare
redazionale di Marsala It
http://www.marsala.it/...-quattro-giorni-di-festa-a-favignana-per-le-giornate-del-mare.html


27/05/2012. - L’avvio del progetto pilota dell’Enea per la certificazione ambientale delle strutture turistiche. Il riconoscimento di Legambiente per le buone pratiche condotte sul fronte della tutela del mare e su quello dell’innovazione tecnologica all’interno delle strutture scolastiche.
Dal 31 maggio al 3 giugno, Favignana sarà la capitale dell’eco-sostenibilità del Mediterraneo. Quattro giorni di dibattiti e iniziative culturali incentrati su mare, ambiente e turismo responsabile. Il tutto all’interno della terza edizione delle Giornate del mare.
Un evento che quest’anno è stato inserito da Legambiente all’interno del calendario di appuntamenti di Voler Bene all’Italia (www.piccolagrandeitalia.it) , la festa dei piccoli Comuni del Belpaese. Favignana è stata scelta come eccellenza per quanto riguarda la promozione e la tutela del mare e delle sue tradizioni. Ma non solo: la decisione è anche un riconoscimento per il successo della diffusione di nuove tecnologie didattiche nelle scuole dell’isola.
Per tutte queste ragioni, Legambiente ha creato un pacchetto turistico ad hoc per le Giornate del mare consultabile al link: http://www.piccolagrandeitalia.it/notizie/3-giugno-voler-bene-allitalia-soggiorna-nelle-egadi.
Ma gli appuntamenti con i temi della sostenibilità non finiscono qui. Venerdì 1 giugno alle 11 a Palazzo Florio, infatti, verrà presentato il progetto promosso da Enea in collaborazione con Amp Egadi e Comune di Favignana per la certificazione ambientale delle strutture turistiche. Un progetto attraverso il quale le Egadi mirano a diventare il primo distretto turistico italiano ad ottenere il riconoscimento Emas dell’Unione europea.
Di cosa si tratta? L’Emas è un marchio dell’Unione europea ... [segue]
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A Jahnpiero Assi e Patrizia Arigò piace questo elemento.

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Dal 31 maggio al 3 giugno a Favignana la terza edizione delle Giornate del mare
http://www.legiornatedelmare.it/

Quattro giorni di dibattiti e spettacoli, tra sport e turismo, arte e archeologia, pesca e tradizioni culinarie. Il tutto all'insegna della sostenibilità ambientale. Si terrà dal 31 maggio al 3 giugno a Favignana la terza edizione delle Giornate del mare, il festival culturale organizzato da Almond tree e da Agci Sicilia e promosso da Comune di Favignana e Regione Siciliana, Regione Siciliana Dipartimento Beni Culturali, Soprintenednza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani in collaborazione con Area Marina Protetta Isole Egadi, Legambiente, Fiv, Isaf , Apnea Egadi, Ass. Sportiva Gulliver.
E’ ormai acquisito che il turismo costituisce uno dei canali principali di diffusione della conoscenza e dell’ immagine di luoghi, tradizioni e prodotti; che la valorizzazione del mare, della biodiversità in esso contenuta, delle tradizioni del lavoro ad esso collegato, della gastronomia e delle produzioni.


LEGGI TUTTO: LE GIORNATE DEL MARE 2012: http://www.legiornatedelmare.it/...&view=article&id=19:qwefqwef&catid=7&Itemid=101
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A Patrizia Arigò piace questo elemento.
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Terremoti in Emilia - Fracking all'origine del sisma?
redazionale da "Oggi Notizie"
http://www.ogginotizie.it/139952-terremoti-in-emilia-fracking-alla-039-origine-del-sisma/


27/05/2012. - I geologi stanno studiando gli effetti e soprattutto le cause dello sciame sismico che ha colpito, e sta colpendo, la regione emiliana e non solo. Per la precisione, sotto la lente di ingrandimento degli esperti vi è quella che tecnicamente viene definita la Dorsale Ferrarese.
Gli scienziati dell'USGS - il Servizio Geologico statunitense - hanno ricatalogato in magnitudo 6.0, dal 5.9, quella che originariamente è stata la scossa principale dello scorso 20 maggio, con ipocentro a 5,1 km di profondità (inizialmente creduto 10,1 km).
Non pochi ritengono che insieme al naturale movimento della crosta terrestre, una delle principali cause del terremoto e del conseguente sciame sismico, sia da ricercare nelle pratiche estreme di "Fracking" ovvero, la indiscriminata perforazione idraulica del territorio che avviene per una prima parte in senso verticale e quindi corre in senso orizzontale, parallelamente al terreno.
Nelle voragini generate dalle perforazioni vengono iniettate diverse sostanze di composizione segretissima (top secret industriale) che sarebbero la concausa scatenante dei terremoti.
Secondo alcune fonti ufficiali, dall'inizio dell'anno in Italia si sono registrate 632 scosse, tutte nel nord Italia, e tutte in corrispondenza dei cosiddetti "Shale Gas", ovvero le zone dedicate alla pratica delle esplorazioni e delle perforazioni in gergo dette Fracking. E allora: cause esclusivamente naturali oppure favorite da azione umana? E soprattutto, le perforazioni sono legali o illegali? E a quali enormi interessi economici sono collegate le sperimentazioni sugli idrocarburi?
E' un caso che prima del terremoto si siano verificate fuoriuscite di acqua e sabbia dal terreno, il 19 maggio 2012, proprio in Emilia Romagna? Ed è ancora un caso che il ministro Romani abbia dichiarato, all'Unione Petrolifera Italiana, della necessità di incrementare il contributo della produzione nazionale di idrocarburi a partire dal 2012? In ogni caso, il governo italiano ha concesso l'autorizzazione per aumentare le perforazioni e le estrazioni alle maggiori compagnie americane, e subito dopo si sono verificati i terremoti. Il ministro Romani punta ad un aumento di almeno 90mila barili al giorno. In particolare dai giacimenti della Basilicata.
Per quanto riguarda il gas naturale, si parla di sfruttamento di "Shale Gas", ovvero l'utilizzo di tecniche di estrazione che vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri idrogeologici, consistenti principalmente nella frammentazione degli strati rocciosi. Nei fatti, tale pratica è vietata in molti Paesi, fra i quali l'Italia, in ragione dei rischi di contaminazione delle falde idriche. Tutto questo sembra sottoposto, però, alla vendita di risorse nazionali al miglior offerente, per cercare di fare cassa.
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Post di Movimento Ambientalista Bat

LE AUTORITA' COMPETENTI FACESSERO I DOVUTI ACCERTAMENTI . . . . . . .
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Post di Maria Ghelia

Mai avuto dubbi..... ma purtroppo a chi conta non interessa nulla del genere e lo negherà sempre!
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A Domenico de Peint, Lidia Giannotti, Alfonso Nigro e Maria Ghelia piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 27/05/12

Le scosse sismiche di questa notte in Emilia Romagna
di Guido Picchetti (su FB a margine dei rilievi e di una foto del "Centre Sismologique Euro-Méditerranéen")
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

Tanto per la cronaca, e per far capire che non stiamo parlando di tarallucci e vino, nella solita zona interessata dal terremoto in corso in Emilia Romagna, dalle ore 20:00 di ieri sera alle 8 di stamane sono state registrate ben 30 scosse sismiche, con due più forti delle altre: quella delle 23:07 di magnitudo 3.9, e quella delle 4:55 di magnitudo 3.2. Tutte le altre intorno a magnitudo 2 ... Per quanto riguarda la profondità dove sarebbero avvenuti i movimenti del sottosuolo che hanno originato le scosse di stanotte, solo quella delle 6:40 di stamane avrebbe avuto un ipocentro profondo, stimato sui 100 km di profondità, mentre per tutte le altre gli ipocentri rilevati sono prevalentemente tra i 2 e i 10 km di profondità. (dai rilievi del "Centre Sismologique Euro-Méditerranéen")
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Post del Movimento Ambientalista Bat

Condivido questa foto e relativi commenti di Guido Picchetti .
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Post di Guido Picchetti

Grazie della condivisione... sono problemi comuni a tutto il Paese, anche se molti si ostinano a non volerlo capire o quanto meno ad ignorarlo...
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Questo terremoto, con relativi e continui sciami sismici, avrebbe potuto (e potrebbe) colpire il territorio di qualsiasi regione o provincia italiana. L'Italia è una ,e noi italiani abbiamo un comune e grave problema che non è delimitato dai confini di regione.
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A AssPescatori Di Pantelleria, Mauro Brusà, Alfonso Nigro, Elisabetta Viganò, Grazia Canaletti, Cristina Lopreiato, Daniela Karin Kiltsch, Greta Ziggiotto, Stefania De Francesco e al sottoscritto piace questo elemento.
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Denunciata dagli USA la reale pericolosità delle operazioni trivellifere della AleannaResources in Pianura Padana
di Guido Picchetti (su FB a margine di un articolo di Maria Rita D'Orsogna)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


La conferma sul pericolo delle trivelle in Pianura Padana viene, come al solito, dagli USA e da Maria Rita D'Orsogna, da chi in altre parole, è in grado di leggere molto meglio di noi le carte delle multinazionali straniere impegnate nelle operazioni estrattive in quell'area martoriata ormai da tempo dalle scosse sismiche, e non solo da quelle del terremoto che distruzione e morte hanno provocato alla gente emiliana in quest'ultima settimana. E insieme alla conferma della minaccia incombente sulla zona (fracking o non fracking), nell'articolo di Maria Rita di stamane sul suo Blog c'è, espresso in forma chiara e decisa, l'invito al governo a "fermare tutto e di capire prima, e poi continuare con le trivelle selvagge". E dice ancora Maria Rita, sottoscrivo in pieno: "Distruggere così un territorio, senza neanche spiegare niente alla gente di quanto sta succedendo è veramente criminale. Com'è possibile che queste cose uno debba apprenderle dai comunicati stampa agli investitori ?".

La Aleanna dice di essere pronta a trivellare
di Maria Rita D'Orsogna
SATURDAY, MAY 26, 2012. - Come sempre, se uno vuol sapere cosa accade sul suolo italiano, si devono leggere i comunicati stampa agli investitori stranieri per capire. Non c'è verso di sapere granchè dal nostro governo - che sia Roma, che sia l'ultimo dei paeselli di montagna di Basilicata. E questo è gravissimo alla luce del fatto che il territorio emiliano continua a traballare e che tutta la zona della Pianura Padana è pericolosa, sismica, prona a subsidenza.
Caro Monti, caro Clini, caro Passera, caro Scaroni, ma non sarebbe il caso di fermare tutto e di *capire prima* e poi continuare con le trivelle selvagge? L'ho capito che stiamo qui a rastrellare l'ultimo centesimo, e che pure le briciole dei petrolieri fanno gola, ma distruggere così un territorio, senza neanche spiegare niente alla gente è veramente criminale. Com'è possibile che queste cose uno debba apprenderle dai comunicati stampa agli investitori? Ed ecco allora le ultime sul destino della Bassa Padana, direttamente da Dallas, Texas.
Il 16 Maggio 2012 infatti, la BRS Resources, una sorta di scatola magica che detiene il 17% della Aleanna Resources, dice che ha accelerato le sue attività' burocratiche e che prevede di incrementare in modo 'sostanziale' le sue attività' trivellanti. La Aleanna ha già eseguito campagne di acquisizione dati sismici nel delta del Po, fra cui a Ponte dei Grilli, ma adesso occorre passare dalla sismica alle trivelle vere, dice Steven Moore, il capo della BRS resources.

...we have identified a myriad of drillable prospects. We want to help Italy boost its domestic production of natural gas, and we can only do that by drilling. During the next few months AleAnna plans to submit drilling applications for wells in a minimum of three permit areas.
..we want to diversify our options and be in a position to move quickly when the opportunities arise.

Cioè vogliono trivellare una miriade di potenziali località per diversificare e per "aiutare l'Italia" ad incrementare la sua produzione di gas naturale. E lo possono fare solo trivellando. Evviva !!!
Dicono che c'è già presente l'infrastruttura, dicono che hanno nel complesso 3.250 chilometri quadrati di terreno, dicono che la Pianura Padana è il secondo campo di gas più grande d'Europa, e che ci sono circa 27 trilioni di metri cubi di gas. Dimenticano di dire che la zona è sismica, che ci sono già stati casi di subsidenza indotta, che la zona è densamente abitata. Chissà se queste cose gliele ricorderà qualcuno dei nostri eccellenti politici.
Io non so se le trivelle esistenti siano collegate agli sciami sismici dell'Emilia di questi giorni, ma so che, come detto mille volte, meglio pensarci prima e non fare cose rischiose, piuttosto che sfidare la sorte. L'Emilia, l'Italia tutta, è fragile, e lì ci sono le case, i campi, le chiese, la vita delle persone. Non ci si guadagna niente con il trivellarla, nonostante le balle della Aleanna. Se Mr. Moore vuole aiutare l'Italia, semplicemente se ne vada.

http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/05/la-aleanna-dice-di-essere-pronta.html

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Dalla mia Bacheca su FB del 26/05/12

Monia Benini da Ferrara: "Dentro al terremoto"
un video pubblicato da ilpuntotv in data 23/mag/2012
http://www.youtube.com/watch?v=Rwv446PSAXA

Da Ferrara, città colpita dal terremoto, una puntata speciale de "Il Punto", fra i tanti interrogativi senza risposta e alcune fondamentali certezze...


http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=Rwv446PSAXA

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"Il fracking non c'entra col terremoto in Emilia"
di David Barbetti
http://www.corrierenazionale.it/...-il-fracking-non-c-entra-col-terremoto-in-emilia

Intervista al sismologo Marco Mucciarelli: "La faglia era nota da dieci anni, si è investito poco nella prevenzione"
22 Maggio 2012. - Roma - «Lo stoccaggio di gas come possibile causa del terremoto? È una bufala. All’origine c’è una faglia attiva di cui si era a conoscenza da tempo. E anche se i terremoti non si possono prevedere, sarebbe servita più prevenzione».
Marco Mucciarelli, docente di sismologia e geofisica applicata dell’Università della Basilicata, da esperto di terremoti non ha dubbi sulla “voce” che continua a circolare sul web secondo la quale a scatenare il sisma sarebbero state le trivellazioni nella zona dell’epicentro per stoccare gas. Non c’è alcuna relazione, insomma, tra il cosiddetto “fracking”, la fratturazione idraulica di rocce poco permeabili, e le scosse: «Per un semplice motivo - spiega Mucciarelli -: in Italia non ci sono operazioni di fracking attive che, come per le concessioni minerarie, devono essere registrate al Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre ad indurre terremoti non è tanto la pratica del fracking quanto la reiniezione delle acque reflue mischiate a solventi che vengono utilizzate per la fratturazione delle rocce».
Mucciarelli, che è stato anche consulente del comitato scientifico incaricato di valutare per conto della Provincia di Modena la fattibilità di attività di stoccaggio gas nell’area colpita dal sisma aggiunge poi al nostro giornale che «nella zona ci sono comitati di cittadini molto vivaci ed attenti che si battono contro la realizzazione di un impianto di stoccaggio gas e la Regione Emilia Romagna ha dato parere negativo con una delibera anche pochi giorni fa».
Smascherata la “bufala” restano però gli interrogativi sulle cause del terremoto: «È avvenuto su una faglia attiva, classificata come ITIS07 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che si conosceva da tempo - sottolinea il sismologo - e che fa parte del processo di avvicinamento delle Alpi agli Appennini. La faglia era nota come potenzialmente in grado di scatenare un sisma di magnitudo 5.9 secondo uno studio effettuato nel 2003 e pubblicato sugli Annali di Geofisica nell’ottobre dello stesso anno».
E in effetti, consultando un opuscolo informativo della Protezione Civile dell’Emilia Romagna del 20 marzo 2003, si scopre che la zona dell’epicentro era classificata come a “rischio 3”: «I comuni inseriti in questa zona hanno subito in passato pochi danni. Possono verificarsi solo scuotimenti moderati» è scritto.
Il cambiamento di classificazione di quest’area del modenese, dopo la scoperta della faglia, per Mucciarelli è un punto chiave per leggere quanto avvenuto nella notte tra sabato e domenica: «Prevenire i terremoti non è facile - spiega - ma è evidente che in questo caso si è data scarsa rilevanza a questi nuovi studi. Alcuni “negazionisti” inoltre sostenevano in un rapporto redatto per il proponente dello stoccaggio che il problema era secondario o inesistente».
Sul versante della prevenzione, insomma, si sarebbe potuto fare di più secondo il sismologo. Ieri il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha affermato che è inspiegabile come nel 2012 siano crollati capannoni di recente costruzione. Ma una spiegazione c’è: «È chiaro che gli edifici colpiti dal terremoto, fino al 2003 sono stati costruiti con parametri antisismici in base alla classificazione di quella zona - spiega Mucciarelli. - Semmai dopo si potevano fare interventi per metterli in regola. Ma sarebbero serviti molti soldi».
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ma la tecnica estrattiva utilizzata dalla Aleanna Resource per le sue trivellazioni in Pianura Padana, mostrata in questo video della stessa società, se non è "FRACKING", cos'è ??? Guardatelo il video, quella tecnica è molto bene illustrata. Vedi: http://www.aleannaresources.com/it/operazioni-di-perforazione
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Basilicata. Sciame sismico nella Valle del Pollino. Intervista al Prof. Marco Mucciarelli
video caricato su YouTube da AnpasBasilicata in data 27/dic/2011
http://www.youtube.com/watch?v=Mr0bTEMICBU


Video dal TGR Basilicata del 27/12/2011 - edizione delle 19:30. Intervista al Prof. Marco Mucciarelli (RELUIS e UniBas) sullo sciame sismico che da alcuni mesi interessa l'area del Pollino.


http://www.youtube.com/watch?v=Mr0bTEMICBU

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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
I terremoti ci sono... le trivelle in azione pure... E allora cosa si può fare ? E' semplice... Ce lo dice il Prof. Mucciarelli dell'Università della Basilicata: "Prevenzione... ". Come? Preparando la popolazione con dei semplici "kit" in cartocino contenente consigli su cosa fare prima, durante e dopo una eventuale scossa di terremoto... E per gli edifici, abitazioni ed altro? Fortunatamente i controlli di sismicità sono stati già fatti dopo il terremoto di San Giuliano (nel 2002...), quando furono chiuse le scuole che presentavano insufficienti criteri di stabilità antisimica .. Possiamo stare tranquilli... Ma a proposito di quei pozzi che con le loro attività estrattive sono probabilmente alla base di quei fenomeni ? Neppure una parola...
Qui a lato vediamo, ripresa dalla precedente intervista del 27/12/2011 del TG regionale della Basilicata al Prof. Mucciarelli, la mappa con la sequenza dei terremoti nel Pollino dal 30/10/2011 al 29/12/2011 (sull'ascisse la data, sull'ordinata la magnitudo). Penso parli da sè...
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Post di Filippo Foti

I terremoti ci sono... ( e non ci piove!), le trivelle in azione pure... Ma dove? In Emilia Romagna, magari associate al fracking?.. Ma dove Guido, illuminaci in attesa che lo faccia anche la D'Orsogna! Non vedo l'ora di ricredermi e denunciare anch'io questi presunti insulti alla terra emiliana e romagnola! Guido, la mia non è sterile polemica, ma voglia di capire e di informarmi! :-) :-) :-)
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Dalla mia Bacheca su FB del 25/05/12

Dopo Francia e Germania, anche l'Inghilterra frena sul fracking. E l'Italia ?
di Guido Picchetti (commento su FB a margine di una foto e un articolo di Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog)
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


Appena rientrata dall' Italia, dove all'Università di Salerno ha parlato dei pericoli che le progettate trivellazioni della Shell nel Vallo di Diano rappresentano per quella zona compresa tra il Parco Nazionale del Cilento le la vicina Basilicata (già sufficientemente martoriata dalle trivelle, a spese del suo benessere presente e futuro...), Maria Rita D'Orsogna, prima ancora di farci sapere cosa ne pensa di quanto sta accadendo in Emilia Romagna, ci informa oggi sul suo Blog che il Governo della Gran Bretagna ha appena RIGETTATO l'uso di shale gas tecnology - il cosiddetto fracking - come modo per uscire dalla crisi energetica, arrivando alla conclusione che, nonostante tutte le balle delle multinazionali petrolifere impegnate in tali operazioni, il fracking non migliorerà nè la bolletta nè l'approvvigionamento energetico dei britannici.
La decisione è stata presa in seguito ad una serie di scosse sismiche registrate il 1 Aprile e il 27 Maggio 2011, di grado 2.3 e 1.5 rispettivamente, e a 500 metri dal pozzo del fracking della Cuadrilla Resources, in una area, guarda caso, prima considerata totalmente asismica... E così nell'Europa Unita, ora anche l'Inghilterra si associa alla Francia e alla Germania nel decidere di vietare l'uso del "fracking". Resta l'Italia, siccome immobile, e restiamo noi italiani impavidi, che, se fate caso, ancora non sappiamo deciderci a riconoscere se la tecnica impiegata per trivellare e estrarre gas dal sottosuolo in Pianura Padana, ma anche in tante altre concessioni del territorio nazionale rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico, sia "fracking" o meno. Mentre chi dovrebbe saperlo sorprendentemente tace e finge di non sapere neppure cos'è il fracking, e così l'Italia rimane serena e "gabbata"... sotto le tende in attesa che terminino le scosse... e che il terreno abbassatosi per l'eventuale "subsidenza" risalga "sponte sua", magari insieme ai campanili e alle torri crollate; che si ritorni tutti al posto giusto, e che lo "Sviluppo" del nostro apposito Ministero possa prima o poi arrivare... Leggetelo l'articolo di Maria Rita D'Orsogna. Ne vale la pena... E' qui a seguire.

L'Inghilterra frena sul fracking
di Maria Rita D'Orsogna
FRIDAY, MAY 25, 2012 - In questi giorni un sacco di email sul terremoto in Emilia, e se possano esserci collegamenti con le trivellazioni. Purtroppo sono stata in viaggio, e non ho avuto tempo di leggere, indagare la questione a fondo. Ovviamente in Italia i siti governativi sono fatti apposta per confondere le idee alle persone, e a tutt'oggi non è chiaro se e dove si faccia fracking in Italia. Torneremo su questo tema, ma per adesso voglio solo dire che l'Italia è un paese sismico, per chi non lo sapesse, e che trivellare lo stivale per poche gocce di idrocarburi, fracking o non fracking, stoccaggio o non stoccaggio, metano o petrolio che siano, è semplicemente folle, almeno secondo me.
Veniamo allora al Regno Unito, dove il discorso "fracking" va in giro già da molto tempo. I problemi ci sono già stati, fra cui, in maniera inequivocabile, che le trivelle del fracking hanno sicuramente causato terremoti a Blackpool Lancashire, UK, per opera della Cuadrilla Resources.
Hanno iniziato a testare nel 2011, e progettavano di trivellare 400 pozzi inizialmente, fino ad un massimo di 800 se i pozzi erano fruttuosi. Come sempre hanno sparato cifre su cifre - 200 trilioni di metri cubi di gas, 5600 posti di lavoro, nessun problema alle falde idriche, 30 o 50 anni di produzione, impatto visivo nullo. Hanno detto infatti che avrebbero mimetizzato per bene i loro pozzi nelle campagne inglesi! Chissà: trivelle che si confondono con alberi? Cosa, li dipingono di verde? Ci mettono le foglioline? Ad ogni modo, queste cifre erano e sono da capogiro - 200 trilioni di metri cubi di gas è 10 volte tutto il gas che c'è nell' intero Mare del Nord.
Ed ecco che arriva Madre Natura a ricordare a tutti chi è che veramente comanda: lei, con le sue logiche e i suoi ritmi. Infatti, il 1 Aprile e il 27 Maggio 2011 ci furono 2 terremoti - di grado 2.3 e 1.5 rispettivamente e a 500 metri dal pozzo del fracking della Cuadrilla Resources. I geologi hanno concluso che il fracking ha attivato queste scosse e che possibili altri terremoti sarebbero potuti giungere al grado 3 Richter. L'area non era sismica prima del fracking.
In seguito ai terremoti del 2011, tutte le operazioni di fracking sono state fermate in Inghilterra per studiare il problema. Nell'Aprile del 2012 è stato diffuso un documento, parzialmente finanziato dall'industria del fracking, in cui si affermava che il fracking poteva continuare a patto che venissero creati protocolli più rigidi. Si concludeva che i rischi del fracking erano gli stessi di 'qualsiasi attività mineraria', che anche se si arriva a terremoti di grado 3, ci sarebbero stati 'pochi' danni strutturali e che al massimo la gente avrebbe 'avvertito' i terremoti e ci sarebbe stato un po' di 'allarme'.
Un po' di allarme? Un po' di danni strutturali? Ma cosa vuol dire? Perchè uno dovrebbe accettare un po' di queste cose, e per tutta la vita? Per cosa in cambio? E poi, ma che vuoi che dicano i petrolieri? Diranno sempre che è tutto lieve e delicato. Quelli venderebbero le loro madri pur di trivellare!
Finalmente, domenica 20 Maggio 2012, secondo un articolo dell'Independent, il governo ha RIGETTATO l'uso di shale gas tecnology - il cosiddetto fracking - come modo per uscire dalla crisi energetica, arrivando alla conclusione che, nonostante tutte le loro balle, il fracking non migliorerà nè la bolletta nè l'approvvigionamento energetico dei britannici.
Cuadrilla Resources, gli altri petrolieri britannici o che operano in Inghilterra - la Shell, la Schlumberger, Centrica - avevano promesso il solito El Dorado del fracking - costi ridotti, maggiore produzione interna per il Paese, e il tutto in tempi rapidi e in modo assolutamente sicuro. Ma ad un meeting governativo, con dati alla mano, e con domande chiare e mirate, finalmente hanno dovuto ammettere che le riserve sono poche, antieconomiche, dannose all'ambiente e sopratutto che il paese è densamente abitato ed estrarre è difficile a causa della contorta geologia e degli impatti sulle comunità locali.
Questo in Inghilterra, paese non certo sismico come il nostro. Sorge ovviamente la domanda: e in Italia dove siamo già sismici cosa comporterebbe il fracking? Visto che in Italia non si parla di grado 1 o 2, ma di gradi 5 o 6 già in maniera 'naturale' e visto che in Italia siamo densamente abitati, soggetti a subsidenza, con edifici traballanti o per storia o per mala-edilizia, perchè questo tema delle trivelle in generale non viene affrontato in maniera, come dire, più scientifica, con commissioni *indipendenti* e non pagate da ENI o Total o Assomineraria, per affrontare la questione nella sua interezza? Come si fa a sapere se, dove e quando ci sarà fracking in Italia? Chissà. Ci piace l'illogicità, evidentemente.
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/linghilterra-frena-sul-fracking.html

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Corso teorico-pratico di Biologia Marina nell'Area Marina Protetta di P.a Campanella
dal sito ufficiale dell'AMP di P.ta Campanella
http://www.puntacampanella.org/corso-di-biologia-marina-2012.asp


Punta Campanella, Area Marina Protetta . Corso teorico-pratico di Biologia Marina (1-6 luglio 2012).
Il corso ha come obiettivo lo studio dell’ambiente marino, con particolare riferimento alle specie ed agli habitat presenti nell’Area Marina Protetta Punta Campanella. Sarà svolto attraverso lezioni frontali, immersioni subacquee, laboratori didattici e sedute di approfondimento tematico.
Le attività saranno condotte dai proff. Giovanni Fulvio Russo e Roberto Sandulli, dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, in collaborazione col personale dell’Area Marina Protetta.

- Caratteristiche dell’ambiente marino. Formazione del Mediterraneo. Cenni di Geomorfologia.
- La Vita marina. Cenni di Evoluzione e Sistematica. Cenni di Ecologia marina. Plancton, Necton, Benthos.
- Principali organismi animali marini. Ambienti sottomarini e adattamenti.
- Protezione dell’Ambiente marino. Biodiversità, Specie e Aree Marine Protette.

Visualizza e/o scarica il programma completo delle attività previste durante il corso:

http://www.puntacampanella.org/...-corso-biologia-marina-2012.pdf
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Terremoto – Ministro Romani lo dica se è dovuto al fracking delle trivelle texane autorizzato da Lei, o no?
di Lino Bottaro
http://www.stampalibera.com/?p=45768


20 maggio 2012. - Leggiamo dal Messaggero: FERRARA – Alle 4.04 una fortissima scossa di terremoto ha sconvolto l’Emilia Romagna: il bilancio è di quattro morti e almeno 50 feriti. I danni maggiori nel ferrarese. Tre operai, una donna tedesca di 37 anni e un’anziana ultra centenaria le vittime accertate al momento. Un altro operaio è disperso. Due operai stavano lavorando nella fabbrica Sant’Agostino Ceramiche: sono morti schiacciati sotto il crollo del tetto. L’altro è morto nel crollo di un capannone industriale a Ponte Rodoni di Bondeno. Le due donne sono morte per lo spavento.
La scossa. Il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha rivisto a 6 (dal precedente 5.9) la magnitudo del terremoto delle 4.04 e l’ipocentro della scossa a 5,1 km di profondità (dai precedenti 10,1). Nella stessa zona, alle 5.35 è stata registrata una replica di magnitudo 3.3 e, alle 5.44, una terza scossa di magnitudo 2.9.
Ovviamente chi ne sa di più di noi è il servizio geologico degli Stati Uniti! Ora si dice che il sisma si è sentito anche in Toscana, omettendo di dire che si è sentito in mezz’Italia (in Veneto ad es. se ne sono sentiti bene 3 questa notte). Intanto la stampa serva di regime ... [segue]
(... con 54 commenti a margine dell'articolo in data 25/05/12, ndr)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E' sempre la stessa musica, e anche un pò datata, visto che il Ministro Romani oggi non è più ministro. Ma è una musica ancora valida, che cerca di svegliare chi dorme. In realtà a dormire non sono certo i nostri governanti, che ben sanno quali sono i "loro" interessi, ma piuttosto la gente comune mantenuta in uno stato "ignorante torpore", anche per colpa di chi avrebbe il compito di informarla, ne ha i mezzi, grazie anche a contributi statali, e non lo fa come dovrebbe... Ma ciò avviene anche, diciamolo, per colpa nostra. Di noi cioè che informazioni su temi "nascosti" e argomenti per discuterne pensiamo di avere e tentiamo di diffondere, ma in ordine sparso, più per soddisfare sterili personalismi, che cercando uno spirito di coesione che consenta di ottenere risultati davvero utili a far girare quelle "informazioni" e assicurare loro la diffusione che meritano nell'interesse del bene comune...
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Vi sembra un terremoto o una esplosione sotterranea da fracking?
di Lino Bottaro
http://www.stampalibera.com/?p=45990


23 maggio 2012. - Un gentile lettore ci scrive e ci invia la foto a lato.

Per chi voleva la pistola fumante, eccola! A proposito di fracking e terremoti, vorrei inviarvi una foto scattata nelle campagne di Mirandola (MO), che mostra una frattura del terreno con fuoriuscita di sabbie.
Ritengo sia una cosa anomala, come anomalo sia avere oltre 200 scosse di assestamento in nemmeno 3 giorni.
Non sono certo un geologo ma mi sono insospettito da subito per la natura strana del verificarsi delle scosse. Nell’epicentro ha fatto danni davvero consistenti,come se il terreno fosse sprofondato.
nelle immediate vicinanze non ha fatto nessun danno, e a 25 km dall’epicentro la scossa principale si e’ appena percepita.
Cordiali saluti. Alessandro

(Risponde Lino Bottaro, ndr):
Caro Alessandro,
 il motivo sta nel fatto che togliendo materia, petrolio o gas dal sottosuolo, il terreno inevitabilmente collassa per assestarsi in una forma a catino. Il terremoto può essere di natura subsidente per collassamento del terreno o può avvenire in seguito a scoppio di ordigno per frantumare la faglia. Qui potrebbero essere intervenuti entrambi i fattori e cioè può essere stato fatto del fracking nelle vicinanze di giacimenti svuotati. di idrocarburi o gas. Sarebbe interessante fare un rilievo altimetrico di precisione per inchiodare i trivellatori! Basta un navigatore satellitare buonino. Attendiamo sue nuove nel caso riuscisse a fare il rilievo. Devastazione Italia continua!
(... con 23 commenti a margine dell'articolo in data 25/05/12, ndr)
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Commento del sottoscritto a margine su FB a margine del post

Vi sembra un terremoto o una esplosione sotterranea da fracking? E' il titolo dell'articolo e della foto pubblicata stamane da "Lino Bottaro su "Stampa Libera". Personalmente non ho dubbi. E lasciatemi dire, anche in percentuale, il perchè. Per un 25% dopo aver visto la foto, per un 35% per quanto ho avuto modo di apprendere, documentandomi opportunamente, sulla pericolosità di queste tecniche estrattive note con il nome di "fracking" o "fratturazione idraulica". Ma per un buon 40 % per il silenzio connivente e "interessato" di stampa, TV e media in genere, ma anche di esperti (geologi e sismologi) e reggenti della cosa pubblica, i quali (su questi argomenti specifici che nell'interesse comune meriterebbero certamente attenzione), invece "colpevolmente" tacciono, senza dire nè si, nè no, nè ma.. Grazie a Giò Nastasi per la segnalazione...
E aggiungo ancora una cosa, che certamente non depone a favore della ricerca italiana, ma che leggermente mi insospettisce. E' un dettaglio significativo: la profondità registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è di dieci chilometri. Singolare coincidenza: dagli Stati Uniti d’America viene corretto il grado del sisma che ha colpito la prima notte l’Italia del Nord. Per gli esperti del servizio geologico americano, l’Usgs, si parla di magnitudo 6, e non 5.9. Ma soprattutto per i rilevatori americani la scossa ha avuto ipocentro 5,1 km di profondità, e non 10,1 km come comunicato in Italia. Perchè questa differenza ? Vedi http://www.stampalibera.com/?p=45986
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Post di Filippo Foti
Scusa Guido, è molto probabile che queste cose siano da ascrivere ad insulti che l'uomo, senza controlli di sorta, "regala" molto gratuitamente alle viscere della terra con svariate forme di "pestaggi" non meglio identificati non foss'altro in quanto non espressamente citati in maniera ufficiale! Ma come ti spieghi che almeno una, che sia una, fonte mediale credibile, di tutto il sistema mediale italiano e planetario non abbia sciorinato prove, testimonianze o quant'altro per contribuire a far cessare, se in essere ci sono abusi che si stanno perpetrando e che poi vanno ad incidere come incideranno sulle tasche di ognuno di noi con i danni che dobbiamo smaltire. Senza contare poi la cosa più importante, la perdita di vite umane, i danni all'economia, ai beni architettonici, ecc. ecc. ? Gradirei una risposta tua e di chi ci legge, riportando fatti e non solo impressioni che sono sempre gradite a chi ci legge. Io su www.profumodimare.forumfree.it  questo problema l'ho trattato, ma più che altro per fatti successi, anche eclatanti, in America, ma onestamente ho molte perplessità in merito, qui in Italia... Grazie a te e chi ci legge.
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Dalla mia Bacheca su FB del 24/05/12

Campi flegrei, perforazione del supervulcano entro il 2012
di Redazione
http://www.napolitoday.it/cronaca/campi-flegrei-perforazione-trivellazione.html


Il coordinatore del progetto Giuseppe De Natale: "C'è l'ok da parte del Comune di Napoli che è proprietario al 90% del sito dove avverrà la perforazione, nell'area di Bagnoli Futura"
17/05/2012. - Partirà entro l'anno la perforazione dei Campi Flegrei che permetterà per la prima volta di entrare nelle profondità di un supervulcano. Vulcani come questi sono strutture capaci di eruzioni molto violente, ma per fortuna molto rare, e sono solo circa una decina in tutto il mondo.
"C'é l'ok da parte del Comune di Napoli, che è proprietario al 90% del sito dove avverrà la perforazione, nell'area di Bagnoli Futura", ha fatto sapere il coordinatore del progetto Giuseppe De Natale, dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv), a margine del convegno sulla Geotermia organizzato da Ingv e Università Parthenope di Napoli. Il programma internazionale che prevede la perforazione del supervulcano dei Campi Flegrei si chiama 'Campi Flegrei Deep Drilling Project' ed è finanziato dal Consorzio internazionale per le perforazioni profonde continentali.
La perforazione, prevista inizialmente nel 2010, ma allora lo stop da parte del Comune aveva bloccato il progetto. Adesso la situazione è risolta e c'é il via libera. "Ci aspettiamo di partire al più presto entro qualche mese, il tempo di riorganizzarci con la società che ha vinto l'appalto". L'obiettivo, ha spiegato De Natale è "monitorare e studiare questo vulcano per mitigare il rischio".
Si partirà con un primo pozzo, profondo 500 metri e del diametro iniziale di 30 centimetri che in profondità diventeranno 12 centimetri. Il programma, ha proseguito, "è lo studio stratigrafico per ricostruire l'attività eruttiva nell'area di Bagnoli che è poi quella più importante perché più densamente abitata". Il costo di questo primo pozzo sarà di 400-500 mila euro e permetterà di aumentare di 3 ordini di grandezza la possibilità di rilevare i più piccoli segnali sismici. (Ansa)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Se vi ha incuriosito la notizia delle trivelle in azione nel Campi Flegrei vicino Napoli, sia pure stavolta per motivi di scienza e non di ricerca petrolifera, qui su "Napoli Today" potete leggere e saperne di più... Personalmente, non essendo uomo di scienza, dico che mi sembra una violenza alla Natura (con la N maiuscola...). Ma ormai questo è uno sport professionistico che va di moda,... per interesse, naturalmente. E, con la crisi in corso, c'è "semaforo verde" anche da parte del Governo... Prego, lor signori, si accomodino pure... Non c'è problema...

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Perforazione Campi Flegrei: oggi assemblea pubblica
di Lino Bottaro
http://www.stampalibera.com/?p=45893


L’annuncio dell’imminente perforazione dei Campi Flegrei ha riattivato la protesta: oggi pomeriggio alle 17 presso il Trinity Point di Viale Campi Flegrei si terrà un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Rischio Vulcanico nei Campi Flegrei che avrà come titolo “Valutazioni sulla pericolosità delle perforazioni a Bagnoli nella caldera attiva dei Campi Flegrei”.
Durante l’incontro, come si può leggere nel comunicato diffuso dal comitato, professori universitari ed esperti del settore spiegheranno i rischi legati alla perforazione che è stata preannunciata all’interno di Bagnoli Futura e che poi si estenderà anche nel golfo di Pozzuoli. L’assemblea vuole essere un momento di confronto per provare anche a far cambiare idea al Comune di Napoli che ha dato il via libera alla trivellazione: “Riteniamo azzardato – affermano il commissario campano dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il responsabile dell’ area flegrea del Sole che ride Giuseppe Martusciello – aver autorizzato trivellazioni fino a 3800 metri di profondità in uno dei vulcani tra i più pericolosi al mondo. Una ricerca – continuano Borrelli e Marusciello -, finanziata per milioni di euro, che non esclude, secondo diversi esperti di caratura internazionale, rischi di arrivare al magma e scatenare fuoriuscite di gas o peggio ancora generare terremoti in una delle zone più densamente abitate al mondo”.
L’operazione è stata annunciata nei giorni scorsi da Giuseppe De Natale, dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv), coordinatore del progetto che prende il nome di ‘Campi Flegrei Deep Drilling’. Un programma, finanziato dal Consorzio internazionale per le perforazioni profonde continentali, che fu fermato nel 2010 dal no dell’amministrazione comunale di allora: ora invece la Giunta De Magistris ha dato il via libera.
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Commenti del sottoscritto su FB a margine del post
Beh, da napoletano quale sono, leggere che vogliono trivellare addirittura nei "Campi Flegrei" a Napoli potete comunque immaginare l'effetto che mi fa... Lo so che non sono stavolta per il petrolio, ma per la "scienza"... Ma le trivelle, anche se non "texane", sempre trivelle sono... E pare proprio che non sia una "balla", ma una cosa seria... Vi riporto qui il testo della notizia in questione, ripreso dal sito "Stampa Libera"...
@ Laura Picchetti... Ma che mi combinate a Napoli ? Le trivelle in azione anche ai Campi Flegrei !!! E perchè non a Pozzuoli nel Tempio di Serapide, così si potrebbero fare anche delle belle scoperte archeologiche, insieme a quelle geologiche ?
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Il 22 Maggio 2012, giorno internazionale della Biodiversita (IDB)
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto suFB a margine di una news di ARPAT)
http://www.facebook.com/...-giorno-internazionale-della-biodiversita-idb/442193249125829


    Chi l'ha visto ? O meglio: chi l'ha vissuto ? Parlo del "22 Maggio, giorno internazionale della Biodiversità", un giorno trascorso senza che nessuno parlasse dell'argomento, neppure on line. Unica eccezione, a quanto mi risulta, l'ARPAT, l'Agenzia Regionale per l'Ambiente della Toscana, che lo stesso giorno ha ricordato la ricorrenza. Ed è già tanto...
    Ma è anche tutto, a quel che pare, essendo stato quel giorno speciale ignorato, non solo dalla stampa nostrana che preferisce notoriamente il gossip ad altri argomenti di maggiore peso culturale, ma anche da quelle associazioni naturalistiche che pur si dicono impegnate nella tutela dell'ambiente naturale, e che non mancano certo in Italia.
    Comunque, "aver compagni al duol, allevia la pena", si dice... Ed è un bel dire, considerato che anche in Francia mi sembra che i nostri cugini si siano comportati allo stesso modo. Ciò stando, ad esempio, a quanto Marine Etard, sulla Bacheca di Facebook del Festival Mondial de l'Image Sous-Marine (segnalando con l'immagine in alto la speciale ricorrenza), alla sua domanda: "‎22 mai partout dans le monde, et en France quelles actions sont menées ? ...", riceve poi da "L'office de la Mer" come risposta: "Malheureusement je n'ai vu aucune action inscrite sur le site, dans toute la France ! C'est aberrant ! ". Parole chiare anche in francese, che ritengo non necessitino di alcuna traduzione... Vedi: http://www.facebook.com/...=o.110102005564&type=1&theater
     Qui a seguire, infine, l'articolo con cui l'ARPAT sul suo sito ha ricordato e "celebrato" a suo modo (meritevolmente, direi...) la "Giornata internazionale della Biodiversità". E' davvero un bell'articolo, corredato anche di un report finale tutto da leggere, che riferisce tra l'altro come il numero di specie marine conosciute a tutt'oggi abbia raggiunto la bella cifra di 250.000 (virus e forme microscopiche escluse...). Più biodiversità di così...

La biodiversità marina è il tema scelto quest'anno per il giorno internazionale della biodiversità (IDB)
(da una News dell'ARPAT del 22/05/12)
Il 22 maggio si festeggia il giorno della biodiversità, per il 2012 il tema prescelto è quello degli ecosistemi marini.
Avere scelto la biodiversità marina fornisce ai soggetti che hanno sottoscritto la convenzione sulla diversità biologica (CBD), ma anche a tutti coloro che sono interessati alla vita marina, l'occasione per prendere consapevolezza dei problemi ed aumentare, di conseguenza, l'azione pratica.
Dal 2000 al 2010, una collaborazione senza precedenti a livello internazionale tra scienziati di tutto il mondo ha cercato di determinare quanta vita c'è nel mare.
Soprannominata il “censimento della vita marina”, si è trattato di un'operazione importante che ha visto coinvolti 2.700 scienziati provenienti da oltre 80 nazioni, che hanno preso parte a 540 spedizioni in tutto il mondo. Questi hanno studiato le acque superficiali e profonde, sondato le profondità più oscure degli oceani, solcato i mari tropicali ed esplorato le lande di ghiaccio disseminate negli oceani Artico e in Antartide.
La stima del numero di specie marine conosciute – comprendendo sia le specie che sono state identificate e quelli che sono state documentate, ma attendono di essere classificate - è aumentato come conseguenza diretta degli sforzi del censimento, ed ora è di circa 250.000. (Il totale non comprende alcune forme di vita microbiche, quali virus marini.)
Nella sua relazione finale, il team che ha stilato il censimento suggerisce che potrebbero essere almeno un milione. Alcuni pensano che la cifra potrebbe anche raddoppiare.
Visualizza il report finale “One Ocean, Many Worlds of life”:
http://www.cbd.int/idb/doc/2012/booklet/idb-2012-booklet-en.pdf

http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2012/22-maggio-giorno-internazionale-della-biodiversita

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Stessa notizia anche su "Pantelleria Internet Com - News 9513" del 26/05/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8650
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Dalla mia Bacheca su FB del 23/05/12

Salerno, esperienze a confronto sul futuro del petrolio
di Achille Cristiani (delegato regionale di Altura Campania)
http://www.olambientalista.it/salerno-esperienze-a-confronto-sul-futuro-del-petrolio/


23/05/12. -Partecipazione di Altura Campania al Convegno organizzato dall’Università di Fisciano nell’aula delle lauree di ingegneria. Riflettori puntati sull’intervento clou della giornata che è stato quello della dr.ssa Maria Rita D’Orsogna, docente presso la California State University at Northridge, che con lucida analisi ha elencato tutti i lati negativi dell’operazione industriale relativa alla trivellazione e alla lavorazione del petrolio in Provincia di Potenza. In base ai dati da lei raccolti in tutto il mondo la dr.ssa D’Orsogna ha ribadito, fra l’altro, che in un territorio o si estrae petrolio o si fa agricoltura, le due attività sono incompatibili. Lungamente applaudita per la semplicità con cui ha spiegato il problema, solo ora si apprende con chiarezza cosa succederebbe nel vicino Vallo di Diano e Monte Cavallo, in caso di ordinaria attività estrattiva. Questo petrolio pesante e amaro, di scarsa qualità e con grandi quantità di zolfo, sostanza altamente corrosiva, è difficile da estrarre.
L’esempio della Val d’Agri, a detta della prestigiosa scienziata non è ripercorribile nel Vallo di Diano. Le associazioni ambientaliste, e tra queste Altura Campania, da sempre schierate contro le trivelle in Provincia di Salerno, non vogliono ricalcare quello che è successo in Basilicata, Regione italiana dove si estrae più petrolio, e che rimane tra le più povere del paese e con il più alto tasso di disoccupazione. E’ stato ribadito durante il Convegno che la fase di estrazione del petrolio è incompatibile con l’elevata sismicità del Vallo di Diano. Le nostre ricchezze restano e saranno sempre i nostri variegati ambienti e l’ancestrale attività agricola svolta su un territorio ancora incontaminato. Quello che le generazioni precedenti ci hanno lasciato in prestito per le future generazioni, rischiamo di perderlo in poco tempo per l’avidità di pochi. Tornare indietro sarà molto arduo.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Maria Rita d'Orsogna evidenzia all'Università di Salerno i pericoli delle previste trivellazioni petrolifere della Shell nel Vallo di Diano...
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La mappatura delle rotte delle navi. I risultati del progetto Gionha
da "Arpat News" n° 99 del 22 Maggio 2012
http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2012/099-12/099-12-la-mappatura-delle-rotte-delle-navi/


Il Progetto GIONHA (Governance and Integrated Observation of marine Natural Habitat) ha realizzato numerose attività tecnico-scientifiche per approfondire la conoscenza dello stato ecologico del Santuario Pelagos e promuovere strumenti e azioni di sensibilizzazione per la sua salvaguardia. Gli esiti del progetto sono stati presentati in un apposito convegno svoltosi a Livorno il 29 marzo 2012 (vedi ARPATnews 067-12)
Con questo numero di ARPATnews continuiamo (vedi numero precedente: pesca, rumore, rifiuti, Posidonia oceanica, inquinamento acustico, mappatura rifiuti) l’illustrazione dei risultati del Progetto Gionha.
La conoscenza dei volumi e della tipologia di traffico navale può essere ottenuta utilizzando il Sistema di Identificazione Automatica (AIS - Automatic Identification System). AIS è un sistema a corto raggio di monitoraggio costiero, utilizzato dai Vessel Traffic Services (VTS) per l’identificazione e la localizzazione in tempo reale delle navi, attraverso lo scambio di dati sia con altre imbarcazioni vicine che con le stazioni VTS o AIS immediatamente circostanti. In base alle convenzioni internazionali i dispositivi AIS sono obbligatoriamente presenti a bordo di:
- tutte le navi di 300 tonnellate di stazza lorda (GT) adibite a viaggi internazionali;
- tutte le navi da carico di 500 tonnellate di stazza lorda (GT) che non effettuano viaggi internazionali;
- tutte le navi passeggeri di qualsiasi dimensione. ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un interessante articolo dell'ARPAT, l'agenzia regionale per l'ambiente della Toscana, sui risultati del Progetto GIONHA presentati al convegno svoltosi presso l'Accademia di Livorno qualche tempo, utili per la conoscenza dello stato ecologico del Santuario Pelagos e promuovere strumenti e azioni di sensibilizzazione per la sua salvaguardia. In questo caso si fa riferimento ai dati forniti dal sistema Sistema di Identificazione Automatica (AIS - Automatic Identification System), di cui al sito web "Marine Traffic Com", sistema che permette di rilevare sulle mappe di Goggle i volumi e la tipologia di traffico navale nelle zone di mare e anche l'identificazione e la localizzazione in tempo reale delle navi, attraverso lo scambio di dati sia con altre imbarcazioni vicine che con le stazioni VTS o AIS immediatamente circostanti. Purtroppo non tutti i Paesi costieri del Mediterraneo rispettano nelle loro acque territoriali tale obbligo, è ciò risulta ad esempio molto evidente nello Stretto di Sicilia, dove solo sul versante orientale di Pantelleria (tra l'isola e la Sicilia) il traffico risulta chiaramente visibile e documentabile.
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Il "fracking" in Italia
di Guido Picchetti (da una nota su FB a margine di un articolo di Maria Rita D'Orsogna)
http://www.facebook.com/notes/guido-picchetti/il-fracking-in-italia/441522519192902


C'è qualcuno che ancora dubita che ci sia il "fracking" in Italia... E non c'è da meravigliarsi, visto l'interesse delle multinazionali petrolifere e conseguentemente della stampa del nostro Paese di non parlare di questa tecnica estrattiva dei prodotti petroliferi dalle profondità del sottosuolo del nostro Paese. E quando non si sa bene cosa sia un certa "cosa", a negarne l'esistenza non ci vuol molto...
Ma se quella certa "cosa" (il "fracking", altrimenti definito "fratturazione idraulica") viene utilizzata in "incognito", che si neghi o meno la sua esistenza, il risultato finale non cambia. Da quello positivo, che nel caso specifico sono le grandi quantità di gas portate su in superficie grazie a questa particolare tecnica estrattiva, a quello negativo costituito dai pericoli e dalle conseguenze dannose che possono derivarne o ne sono derivate, come purtroppo certificano decenni di impiego in certi Stati degli USA, alcuni dei quali proprio per queste ragioni hanno deciso recentemente moratorie o divieti d'utilizzo...
Ma il non parlarne apertamente ignorando il problema, come avviene in Italia ai vari livelli, tra esperti della materia (geologi e sismologi) e cosiddetti reggenti della "cosa pubblica", per me aggiunge danno a danno, lasciando nell'ignoranza l'opinione pubblica su questi argomenti che richiederebbero ben altra attenzione. E meriterebbero soprattutto un ampio e aperto dibattito, visto che proprio questa tecnica estrattiva del "fracking", che pure da ultimi dati pare abbia molte possibilità di sviluppo in alcune parti dell'UE, Polonia in primis (vedi mappa qui unita), è stata di recente vietata in Francia e in Germania proprio per i rischi connessi al suo utilizzo...
E invece da noi non se ne parla, benchè solo nel territorio della Pianura Padana ci siano oltre una sessantina di concessioni per "coltivazioni" di gas (da estrarre appunto con il "fracking") già rilasciate a varie società petrolifere. E l'articolo di Maria Rita D'Orsogna che qui riporto parla proprio del "fracking" in Italia.
E' un articolo non di ieri, ma che risale al 1 Febbraio 2011 addirittura, e certi rischi venivano già allora chiaramente denunciati... Ma nessuno se ne è curato, ed oggi siamo lì a chiederci (in pochi, purtroppo, e in un silenzio generale, di tomba appunto...), se certe morti e certi danni irreparabili al nostro patrimonio storico-culturale possono avere avere avuto una causa, o quanto meno una "concausa"... (gp)

Fracking in Italia?
di Maria Rita D'Orsogna
This inevitably leads to environmental damage. Apart from huge water consumption, this production method may lead to pollution of underground water and even provoke seismic activity.
Questo porta inevitabilmente a danni ambientali. A parte gli enormi consumi di acqua, questo metodo produttivo può causare l'inquinamento delle acque sotterranee e anche provocare attività sismica.
(Alexei Miller, CEO di Gazprom, parlando delle estrazioni di gas con il metodo del fracking)

    TUESDAY, FEBRUARY 1, 2011. - Gianni Chiodi oggi annuncia - stoltamente - che in Abruzzo "il petrolio no e il gas si". Ah, la stoltezza. Ah l'ignoranza. Questa presa di posizione è stolta per vari motivi, primo fra tutti che nessuno sa cosa c'è sottoterra prima di fare buchi ed esplorazioni. Infatti i petrolieri nei loro progetti parlano sempre di idrocarburi - dicitura che comprende entrambe le sostanze- e mai di gas o di petrolio separatamente. E poi siamo pur sempre in Italia ed è molto facile dire gas ed intendere petrolio, e usare l'appiglio del gas per azzannare tutto il territorio. Sono film già visti.
     Ma il motivo principale per cui questa posizione è stolta è che le trivellazioni di gas non sono meno nocive e tossiche che quelle di petrolio. I metodi sono gli stessi, sempre fanghi e fluidi perforanti si usano, sempre monnezza cacci dal sottosuolo, sempre rischi di scoppi ci sono, sempre subsidenza puoi causare.
    Un pozzo per l'estrazione di gas a Policoro, scoppiò nel 1991 in Basilicata. Bruciò per 15 giorni senza che nessuno riuscì a spegnerlo. Nessuno lo sa, nessuno ne parla, l'ENI come sempre mette tutti a tacere. In questi ultimi anni però c'è un jolly - il famoso fracking che qui negli USA inizia ad essere bannato per la sua pericolosità e per il suo potenziale di inquinare le falde acquifere. Lo stato di New York ha una moratoria annuale, così pure lo stato della Pennsylvania. Le città di Filadelfia e di Pittsburg l'hanno bannato. La gente è arrabbiata. Lo vogliono sospendere pure in Texas! Tutto questo Gianni Chiodi non lo sa, perchè nella mia opinione non solo è ignorante in materia, ma vuole restarci.
    Un politico sano di mente, si informerebbe prima e imparerebbe dagli sbagli degli altri. Il fracking è stato devastante per le comunità americane che sono state soggette alle trivelle selvagge di Mr. Dick Cheney, con tutto che qui i diritti dei cittadini sono forse fra i più protetti al mondo, e nonostante cause e denuncie da parte delle parti civili coinvolte.
    Un politico sano di mente avrebbe bannato tutte le estrazioni future di idrocarburi sul suolo abruzzese quale che sia la loro composizione chimica, quale che sia il metodo usato, e per precauzione. Si deve agire prima, non dopo. Se in America hanno già sperimentato e distrutto, perchè non possiamo imparare prima che vengano a fare queste cose da noi?
    Sorge allora la domanda - ma ci sono i depositi di gas adatti al trivellamento via fracking in Italia? Questo tipo di gas si chiama shale gas. Secondo l'ente Europeo "Economic Research Policy Center" il potenziale per i depositi di shale gas sono molto elevati per il nord Italia, nella già martoriata pianura padana, affetta da subsidenza in passato, a causa delle estrazioni di metano.
    Ovviamente siamo solo all'inizio, potrebbe essere che le riserve e la densità abitativa rendano il tutto economicamente non praticabile, ma in linea di principio nulla vieta che potrebbero esserci altri giacimenti in altre parti d'Italia, Basilicata, Abruzzo o Sicilia. Dopotutto l'ENI si è già messa in pole position per trivellare la Polonia alla ricerca di questo gas. Se ne trovano in Italia scommetto che si piazzeranno anche da noi a bucare il territorio alla cieca, come fanno da 50 anni a questa parte, senza rispetto per niente e per nessuno.
    Chi mai andrà a spiegare queste cose agli Italiani? Non certo i petrolieri, non certo i politici che hanno paura a parlare del disastro sardo o di quello del fiume Lambro. Non certo Gianni Chiodi.E cosi, nella pianura padana c'è già un gruppo - la Po Valley che dice che trivella l'Italia per ragioni "geologiche, economiche e affettive"... Siamo a cavallo.

http://dorsogna.blogspot.it/2011/02/fracking-in-italia.html

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Post di Carmelo Nicoloso
A proposito, il recente raid di Maria Rita D'Orsogna nel Vallo del Diano ha sortito un pesante colpo sui cattedratici salernitani, come ha scritto qualcuno li ha messi ko e fatti neri dalla vergogna.
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Continuano i terremoti dovuti al “fracking”, le prospezioni geologiche delle multinazionali texane alla ricerca di idrocarburi
di Lino Bottaro
http://cogitoergo.it/?p=14643


10 aprile 2012. - Da centinaia di casi di terremoto dovuti a prospezioni geologiche alla ricerca di Gas e Petrolio in Usa, traiamo conferma della dolosità dei terremoti in Italia, dovuti alla pratica estremamente inquinante del fracking, che dopo aver devastato il bacino del Mississipi ora è ciecamente accettata ed anzi auspicata dai nostri venduti politici d’accatto che tutto fanno meno che gli interessi dei cittadini e dell’ambiente in cui gli stessi vivono.
Fracking = Shale gas (dal sito della ricercatrice prof. Maria Rita D’Orsogna) http://dorsogna.blogspot.it

- Fracking e radioattività
- Fracking e terremoti 1
- Fracking e terremoti 2
- Fracking e terremoti 3
- Fracking e terremoti 4
- Fracking e falde acquifere
- Fracking e petrolio
- Fracking in cause civili
- Fracking in Italia
- Fracking in Germania
- Fracking in Francia
- Fracking in Canada
- Fracking a New York
- Fracking agli Oscar
- Fracking e Obama
- Gasland – Josh Fox

ULTIMI TERREMOTI IN ITALIA (nel silenzio dei media di regime)
Fonte dati terremoti: European-Mediterranean Seismological Centre - http://www.emsc-csem.org/ 
RESET MAPPA - Gli eventi sulla mappa vanno dal 21/03/2012 a oggi - http://www.earthquake.it/ultimi-terremoti.php
L’epicentro si visualizza con la funzione “ZOOM SULLA MAPPA” ed è in base alle coordinate ricevute.
Fonte dati: European-Mediterranean Seismological Centre:
http://www.emsc-csem.org/  ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Almeno discutiamone... E' il silenzio che copre da noi questi "fatti", la cosa più sporca ed infame... e il lasciare la gente comune nell' "ignoranza" ...
E badate bene, questo pezzo di Lino Bottaro, pubblicato sul suo sito "Cogito Ergo IT" e poi ripreso anche dal Blog di "Stampa Libera"
(vedi http://www.stampalibera.com/?p=44032), porta la data del 20 Aprile 2012, quasi un mese prima del terremoto in Emilia Romagna, che, iniziato nella notte tra sabato e domenica, è ancora in corso con il suo sciame di oltre duecento scosse sismiche registrate fino a stamane...
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Dalla mia Bacheca su FB del 22/05/12

Passera torna a chiedere più petrolio e gas in Sicilia e Basilicata
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/passera-torna-a-chiedere-piu-petrolio-e-gas-in-sicilia-e-basilicata-9611.html


22 maggio 2012 . - Il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, è tornato a parlare del suo grande progetto per il Sud Italia: riempirlo di trivelle per l’estrazione di petrolio e gas naturale. Lo ha fatto ieri durante la presentazione a palazzo Montecitorio del “Manifesto per il Sud nella crescita dell’Italia”, redatto dalla Fondazione Mezzogiorno Europa e della Fondazione Res (Banco di Sicilia – Unicredit). Secondo Corrado Passera lo sviluppo del Sud non può prescindere dallo sviluppo degli idrocarburi, tanto che il mezzogiorno d’Italia dovrà essere “l’hub per il rifornimento del gas” del Mediterraneo e, allo stesso tempo, il paradiso delle trivelle con l’incremento della produzione di petrolio in Basilicata e Sicilia.
Partendo dall’hub del gas, che a sua volta è uno dei tasselli della (ormai vecchia e superata dai fatti) strategia energetica “a tutto gas”, bisogna dire che tale hub di fatto già c’è. Ed è persino sovradimensionato rispetto alle necessità italiane visto che, citando solo quelli con approdo in Sicilia, già oggi abbiamo due grandi gasdotti che portano metano dall’Africa in Italia:
-Transmed: Algeria-Mazara del Vallo (TP) via Tunisia, 20 miliardi di mc/anno;
- Greenstream: Libia-Gela (CL), 8 miliardi di mc/anno.
Aggiungiamo il gas che non arriva dall’Africa:
- TAG: Russia-Tarvisio (UD) via Austria: 25 miliardi di mc/anno;
- TENP: Olanda-Passo Gries (VB), via Svizzera: 15 miliardi di mc/anno.
Senza dimenticare i gasdotti non ancora realizzati, ma già approvati o in fase di approvazione:
- GALSI: Algeria-Piombino (LI), via Sardegna: 8 miliardi di mc/anno;
- TAP: Caucaso-Puglia, via Grecia e Albania: 10 miliardi di mc/anno.
Poi ci sono i rigassificatori già in funzione:
- Panigaglia (SP): 3,4 miliardi di mc/anno con progetto di raddoppio a 8 miliardi;
- Rovigo (offshore): 8 miliardi mc/anno.
E quelli in progetto, alcuni dei quali già autorizzati:
- Livorno: 4 miliardi di mc/anno;
- Porto Empedocle (AG): 8 miliardi di mc/anno;
- Priolo Gargallo (SR): 8 miliardi di mc/anno;
- Zaule (TS): 8 miliardi di mc/anno;
- Capobianco (BR): 8 miliardi di mc/anno.
Facendo un rapido calcolo, se tutti i progetti attualmente in costruzione o autorizzazione venissero effettivamente realizzati l’Italia importerebbe circa il doppio del suo consumo annuale di gas naturale. Un consumo che, tra l’altro, andrà a scendere visto l’enorme impatto che sta avendo il fotovoltaico sull’attuale parco termoelettrico a metano, costretto a girarsi i pollici per diverse ore al giorno.
Si dirà: lo vendiamo alla Germania, che è appena uscita dal nucleare e ha bisogno di gas per produrre energia elettrica. Non esattamente, visto che i tedeschi il gasdotto che gli serviva se lo sono fatti da solo: è il Nord Stream, che porta gas dalla Russia direttamente in Germania senza passare dalla problematica Ucraina. Per essere sicuri che tutto il gas russo arrivi in Germania i tedeschi hanno avuto l’accortezza di mettere l’ex cancelliere Gerhard Schroeder a capo della società che gestisce il gasdotto.
Secondo Passera, però, tutto questo gas deve arrivare perché ne abbiamo bisogno. Così come dobbiamo incrementare le estrazioni di petrolio in Sicilia e Basilicata. Nella prima si trivella dagli anni sessanta, la seconda è diventata il Texas italiano solo negli ultimi anni.In entrambe le regioni i danni del petrolio si vedono già e sono veramente in pochi quelli che ne vorrebbero vedere di più.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

A far da megafono alle dichiarazioni del ministro Passera, guarda caso, è l'AGI, l' Agenzia Giornalistica Italiana di cui è proprietaria l'ENI... Vi meraviglia ?
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Maria Rita D'Orsogna scrive dell'Aleanna Resources
di Guido Picchetti (un commento su FB a margine di un post del 22/05/12)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Leggetelo questo articolo di Maria Rita D'Orsogna del Dicembre scorso sulle attività dell'Aleanna Resources in Italia. Si parla alla fine espressamente di "subsidenza". E che cos'è la subsidenza ? E, soprattutto quali fenomeni può causare ? Possibile che non ci sia qualche geologo esperto che si decida a spiegarcelo ad alta voce senza paura di andare contro i propri interessi, e, sotto gli effetti del terremoto, forse immerso nella nebbia della Val Padana, non si limiti solo a tenere il conto del numero di scosse in e della loro intensità ? E, badate bene, l'AlannaResources, di cui parla Maria Rita, è solo una delle sessantatre (dico SESSANTATRE) società petrolifere in prevalenza straniere che stanno trivellando da anni il sottosuolo della Pianura Padana nell'indifferenza e nell'ignoranza generale (ignoranza nel senso letterale del termine, di "ignorare"), come risulta nell'estratto di mappa da me ricavato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, postato qui in Bacheca due giorni fa... E ringrazio Claudia Derudas che ha avuto la pazienza di contarli questi operatori, tutti elencati a lato di quella mappa, nome per nome, e di farmelo notare.... Vedi:
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3673788037646&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

L'Aleanna e le trivelle nel delta del Po
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2011/12/laleanna-e-le-trivelle-nel-delta-del-po.html

WEDNESDAY, DECEMBER 14, 2011. - Ci risiamo: la Aleanna ci riprova e questa volta ottiene quello che vuole, in gran parte, secondo me, a causa del torpore delle popolazioni locali. Ne abbiamo parlato tante volte su questo blog e qualche tempo fa, il 5 Dicembre 2011 per la precisione, i nostri amici della Aleanna, che non si sa da dove vengano, dicono di avere ricevuto il permesso per trivellare il pozzo "Gallare 6d" all'interno della loro concessione "Corte dei Signori" da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Non ho visto nessun comunicato in Italiano.
La cosa più triste è che il comunicato stampa in inglese in cui la Aleanna annuncia tutto questo afferma che la Aleanna ha "finalizzato" un accordo con i proprietari terrieri per la perforazione del pozzo.
Pecunia non olet, evidentemente, ma l'idrogeno solforato e la melma petrolifera, si, ve lo assicuro! Dicono che inizieranno a trivellare il pozzo fra qualche giorno e che le operazioni saranno completate fra circa 60/90 giorni. La Aleanna dice di avere altri otto permessi esplorativi e tre applicazioni pendenti, per un totale di oltre 3200 chilometri quadrati, tutti nella pianura padana e che vuole procedere il più in fretta possibile con la loro trivellazione.
Perchè la Aleanna ci è riuscita? Perchè nessuno se l'è presa a cuore, ma per davvero, nel delta del Po. Perchè nessuno ha detto a quei proprietari terrieri che forse sarebbe stato più etico non scendere a patti con la Aleanna e non dargli il terreno da stuprare. Perchè nessuno ha deciso di mettere da parte per un po la propria piccola vita per qualcosa di più grande che il proprio tran tran quotidiano. Perchè la politica ha dormito, e la gente non li ha svegliati.
Era tutto scritto: Ortona, la Valle del Curone, Spinazzola, Bomba sono state tutte comunità più o meno grandi che hanno fatto rumore, che hanno rotto le scatole ai politici e alla fine i petrolieri hanno trovato pane per i loro denti e se ne sono dovuti andare via. Ma se tutti tacciono e pensano solo ai fattacci propri, agli sghei, a come riempire il proprio fine settimana con la meno noia possibile, non si va lontano.
E va bene, vediamo dove vogliono arrivare. A nessuno è importato fare molto. Mi dispiace solo per il professor Mario Zambon che ha speso la vita a spiegare alla gente del posto che le trivelle avrebbero portato alla subsidenza del delta del Po. Evviva l'Italia, evviva il ricco Nord, evviva la Lega, evviva la Aleanna.

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Cos'è il fracking ? Ce lo mostra il video sul sito dell' "AleannaResources"
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto postata su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=440974499247704


Dell' "AleannaReosurces", ne abbiamo già parlato. E' una delle tante società impegnate in operazioni di trivellazione del sottosuolo italiano per estrarne risorse energetiche, in particolare nella Pianura Padana. Come essa stessa dichiara sul suo sito web, "si dedica alla ricerca e alla produzione di idrocarburi in maniera sicura ed efficiente, rispettando sempre l'ambiente, la legge e la salute e sicurezza dei propri lavoratori e della popolazione". E, dice ancora la sua presentazione, punta a far crescere l’azienda utilizzando la ricerca scientifica e le tecnologie, con l'obiettivo dell'eccellenza in ogni suo aspetto. Ottimi propositi, indubbiamente. Come ottimi sono anche la veste, semplice ma efficace, con cui l' "AleannaResources" si presenta in rete nel Febbraio 2010 con il suo nuovo sito web bilingue, in inglese e in italiano. Inserimento forse un po' tardivo, essendo stata la società di fatto costituita nel 2005 come un’azienda internazionale operante in Italia. Nel 2008 poi le è stato conferito il primo permesso di ricerca di idrocarburi delle undici istanze di permesso di ricerca di idrocarburi presentate a tutt'oggi al Ministero dello Sviluppo Economico, alcune in Basilicata, la maggior parte in Pianura Padana e in Veneto.
La società mostra di aver anche cercato di curare la sua immagine nei rapporti con le comunità locali. Infatti lo scorso anno ha patricinato il 3° Campionato del Mondo di Pesca organizzato nel nostro Paese dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee. E altro punto di merito, a mio parere da non ignorare, è l'aver descritto molto chiaramente (con il video visionabile in una pagina web del suo sito in rete, raggiungibile cliccando sull'immagine a lato o sul link riportato in calce), come vengono effettuate le operazioni di "fracking" per consentire l'estrazioni di olio e di gas dalle profondità del sottosuolo raggiunto mediante le trivellazioni. Ma dei rischi non si parla... naturalmente.
General Manager delle operazioni in Italia della AleannaResources è il Dr. Petro Marsili. Il Dr. Marsili ha conseguito una laurea in geologia presso l'Università di Roma e un dottorato di ricerca in geologia presso l'Università di Bologna. Ha oltre 20 anni di esperienza nell'industria italiana degli idrocarburi. Ha grande esperienza nell'organizzazione e nella gestione delle attività esplorative, comprese la costruzione di impianti di produzione di superficie, acquisizione sismica in terraferma e in mare, rilevamento di siti per perforazione in mare e perforazione di pozzi in terraferma e in mare. Presidente della società, che ha ha sua sede principale a Dover, nello Stato del Delaware negli USA, una sede operativa a Roma, e una sede legale a Matera in Basilicata, è Sioux Sinnott, una signora con più di 35 anni di esperienza internazionale nel campo degli idrocarburi.
Ringrazio Jahnpiero Assi per avermi segnalato il video... Vedi: http://www.aleannaresources.com/it/operazioni-di-perforazione
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Dalla mia Bacheca su FB del 21/05/12

I 7 permessi della "Aleanna Resources" in Pianura Padana
dal sito web della "Aleanna Resources"
http://www.aleannaresources.com/it


AleAnna Resources, LLC, è un'azienda internazionale di ricerca e produzione di idrocarburi, con sede nello Stato del Delaware, e uffici locali a Matera e sede operaiva a Roma. AleAnna è focalizzata sull’Italia ove l’azienda sta sviluppando la propria attività tramite la presentazione di undici istanze di permesso di ricerca di idrocarburi nella Pianura Padana e nei Bacini del Bradano, per un totale di circa 3250 km2.
Per quanto riguarda la Pianura Padana, l’azienda è titolare di sette permessi di ricerca. Sono: 1) Corte dei Signori, nella zona di Codigoro; 2) Ponte del Diavolo, vicino Ferrara; 3) Ponte dei Grilli, poco a nord di Faenza; 4) Molino, vicino Cortemaggiore; 5) Bugia, tra Sassuolo e Scandiano; 6) Fantozza, tra Reggiolo e Novellara; e 7) Belgioioso, che comprende anche Miradolo Terme.
Le due istanze sempre in Pianura Padana, il cui permessi di ricerca dovrebbero essere stati rilasciati nell'ultimo trimestre del 2011, sono Le Saline e Tre Ponti, comprese tra Ferrara e Rovigo.
Per quel che riguarda invece i Bacini del Bradano (in Basilicata), AleAnna ha presentato due istanze di permesso di ricerca: 1) Torrente di Acqua Fredda, ( a metà strada tra Matera e il Parco Naturale di Gallipoli e delle Piccole Dolomiti Lucane), con permesso concesso nel novembre 2010; e 2) Palazzo San Gervasio (poco più a nord della prima, a levante di Rionero in Vulturee a ponente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia), a quanto risulta dal sito societario, ancora in attesa di permesso. (ndr)

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Commento del sottoscritto su FB margine del post

Vale la pena darci un'occhiata tanto per rendersi conto di cosa sta avvenendo in Val Padana. E l'Aleanna Resources è solo una delle tante società petrolifere interessate a trivellare con il fracking in quel territorio.... Grazie a Jahnpiero Assi che mi ha segnalato il sito di questa società, e .... cosa altro dire ? Auguri a tutti coloro che vivono vicino a quelle concessioni, sperando che non subiscano conseguenze dalle previste trivellazioni...
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Post di Filippo Foti

Ho visto Guido, ho visto ed ascoltato e tutto avviene tranquillamente senza troppo clamore, tanto che queste notizie le conoscono in pochi e magari possono farci poco... come noi...!!!
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Rosario Marcianò su Radio IES - Il "Fracking" è all'origine del sisma in Emilia
radiointervista pubblicata su YouTube in data 21/mag/2012 da tankerenemy
http://www.youtube.com/watch?v=l-uMCmefKmU&feature=share


Il terremoto in Emilia è stato provocato dalle prospezioni geologiche condotte nel sottosuolo dove vengono fatte brillare delle cariche alla ricerca di idrocarburi. Il governo di Matto Morti ha stipulato un accordo con multinazionali texane per queste prospezioni.
La tecnica è relativamente nuova, ma si hanno già dati a sufficienza per capire di quanto possa essere deleteria. Il fracking consiste, fondamentalmente, in perforazioni idrauliche le quali una volta arrivate in profondità piegano e corrono parallelamente al terreno; nei buchi creati, viene pompato ad alta pressione un po' di tutto, a seconda della "ricetta" del perforatore, che, essendo segreto commerciale, non si può sapere. Nonostante ciò, si è venuti lo stesso a conoscenza dell'elenco degli elementi delle sostanze iniettate insieme all'acqua (almeno quattro milioni di litri per pozzo) e alla CO2 ed è impressionante: un elenco di sostanze pericolose da smaltire, normalmente in maniera rigorosissima, che in questo caso sono iniettate a fiumi nel suolo.
Tutta roba che finisce nelle falde sottostanti, mentre nelle case vicine ai giacimenti può capitare che esca il gas dal rubinetto dell'acqua e molto altro si liberi in atmosfera. Tutte sostanze che rimangono alla collettività insieme all'acqua contaminata una volta che le compagnie avranno chiuso i pozzi e raccolto i profitti. Per non parlare delle voragini nel sottosuolo e della loro influenza sull'assetto idro-geologico e dei piccoli terremoti causati dal fracking.
Da centinaia di casi di terremoto dovuti a prospezioni geologiche alla ricerca di Gas e Petrolio in Usa, traiamo conferma della dolosità dei terremoti in Italia, dovuti alla pratica estremamente inquinante del fracking, che dopo aver devastato il bacino del Mississipi ora è ciecamente accettata ed anzi auspicata dai nostri venduti politici d'accatto che tutto fanno meno che gli interessi dei cittadini e dell'ambiente in cui gli stessi vivono. E la responsabilità di chi è? Dei Governi, come sempre.

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Qualcuno comincia a dirlo... Che almeno se ne parli e se ne discuta... Il silenzio per me è "omertà" e, anche se interessa certi "signori" in giacca e cravatta, sempre sporco "silenzio mafioso" è, e tale resta...
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Post di Filippo Foti
Ho sentito, questo Marcianò. Ssembra persona informata, però ancora aspetto prove certe sul fracking in Italia. Al massimo di può parlare di "stoccaggi di CO2"... Poi, se sotto sotto invece di stoccare prelevano gas o quant'altro, è tutto da verificare e dimostrare. Sempre se lo stato "in cravatta" o "cravattaro" ha voglia ed interesse di metterci in naso!! :-)
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Terremoto in Emilia causato dalle estrazioni di shale gas?
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-causato-dalle-estrazioni-di-shale-gas-9577.html


21 maggio 2012. - Il terremoto in Emilia Romagna che ha causato la morte di 7 persone e la distruzione di numerose abitazioni ed edifici pubblici e di culto, molti dei quali veri e propri gioielli del patrimonio artistico italiano, potrebbe avere qualche collegamento con le estrazioni di petrolio e gas naturale dai pozzi della zona. Secondo questa ipotesi, che gira su diversi siti web da ieri, le numerose trivellazioni avvenute nel corso degli anni avrebbero modificato l’equilibrio geologico dell’area compresa tra le province di Modena e Ferrara. A conferma di questo collegamento ci sarebbe l’epicentro di quasi tutte le scosse, che sono già decine da ieri mattina: tra Finale dell’Emilia, Cento e San Felice sul Panaro.
Uno dei vertici di questo triangolo, Finale dell’Emilia, è all’interno di una concessione mineraria per l’estrazione sia di petrolio che di gas: la concessione Mirandola, ex ENI ceduta da qualche anno alla controllata di Gas Plus Padania Energia. Questa concessione è attiva, con otto pozzi, da nove anni. Altri permessi di ricerca, ma non ancora di estrazione, circondano l’area dello sciame sismico. Sono le concessioni Fantozza, Grattasassi, Bastiglia, Cento, San Vincenzo. C’è infine un’altra concessione in produzione, Recovato (sempre di Gas Plus), che è però un po’ più lontana a sud di Cento.
Giudicare questa ipotesi realistica o irrealistica è difficile e, certamente, non è compito nostro. A conferma ci sarebbero i numerosi pozzi in funzione già da anni, la scarsa profondità dell’epicentro dei sismi e i recenti studi dell’USGS (il servizio geologico degli Stati Uniti) che, come mostra questo lungo video dei primi di aprile 2012, ammettono esplicitamente che l’utilizzo della tecnica del fracking per estrarre lo shale gas (l’ormai famoso gas non convenzionale) può causare terremoti anche di forte intensità. se non avete la pazienza di vederlo tutto, andate al minuto 35.
A smentire l’ipotesi, invece, c’è il fatto che i geologi italiani attribuiscono la causa del terremoto ad un movimento della faglia appenninica. Come anche il fatto che, ad oggi, non ci sono ancora studi scientifici che dimostrino la correlazione tra attività estrattive e sismi in Italia e, infine, il fatto che non è noto se Padania Energia utilizzi o meno la tecnica del fracking per estrarre il gas dai suoi pozzi localizzati a pochi chilometri dall’epicentro del sisma.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Anche qualcun'altro comincia a svegliarsi... Ma arriverà mai qualche risposta da "esperti" disinteressati e si aprirà un sano dibattito ? Personalmente ritengo grave già il silenzio che circonda tali operazioni, e il non prendere neppure in esame i rischi connessi a tali che in altri Paesi sono pur stati valutati e hanno portato di recente al divieto di utilizzarle queste tecniche estrattive già in Francia e in Germania...
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Post di Jahnpiero Assi

Ciao Guido, grazie per aver accettato la mia richiesta d'amicizia e per quello che stai facendo per il ns ambiente.....questo mi sembra un link interessante.... http://www.aleannaresources.com/it/node/73
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Post di Filippo Foti

Carissimo Guido, facciamo bene a discuterne, solo che rimango interdetto per quanto attiene l'effettiva estrazione di petrolio e gas naturale dai pozzi della zona dove stanno avvenendo i terremoti. Strano a dirsi sembra che nessuno ne sappia niente. Ovvero se sono delle semplici prospezioni o realmente si sta pompando petrolio... Il web che pure contiene notizie anche le più controverse, di ufficiale non riporta nulla, tranne di qualche accenno abbastanza "contorto" che ho letto nel sito della Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche, dove di fracking non se ne scrive per nulla ma ho letto solo di stoccaggio di gas come riserva energetica di emergenza. Qualcuno addirittura assimila lo stoccaggio del gas con lo stoccaggio della CO2 praticato in diversi paesi per attenuare i cambiamenti climatici. C'è una tale confusione tra omertà di regime, ignoranza e mala fede, che sta contribuendo ad assassinare il "Bel Paese" e solo poche voci escono dal coro e non sempre bene informate... Pertanto, vero è che bisogna veramente chiedersi: "Le ipotesi che collegano il terremoto in Emilia Romagna con le estrazioni petrolifere sono veramente realistiche?" Chi vivrà...saprà...!!!
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Post di Guido Picchetti

@ Filippo Foti... E infatti, non volendo coinvolgerti nel mio giudizio, il mio pezzo su "Profumo di Mare" l'ho inserito nello spazio che hai dedicato al mio Blog.... Comunque ti ringrazio per la fiducia :-), e penso che Maria Rita farà altrettanto... :-). "Chi vivrà, vedrà" dici tu... Ma per me non vale, io non vivrò ancora molto, sono cavoli vostri, se mi permetti... Ma vedo, in compenso, che stasera qualcuno comincia a svegliarsi, ad ammettere qualche dubbio, a parlarne... Ed è già un bel passo avanti... Per me, è proprio il silenzio ufficiale (di stampa e TV) che fa pendere il mio giudizio verso la malafede di chi non parla e non "fa" parlare, nè discutere su questi problemi, che ci sono, è fuor di dubbio, e sui quali all'estero si discute apertamente... Non te ne sei accorto ? Di a Pierino che non mi è piaciuto :-) :-)
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Post di Filippo Foti
Caro Guido, chi vivrà vedrà è un modo di dire che non è riservato solo ai bambini, ma soprattutto ai grandi, in una epoca dove le sorprese sono all'ordine del giorno. Pertanto fruibili anche a chi come noi bambini più non siamo! Pierino mi ha detto di mettere un :( perchè non ha capito!!!
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Post di Vivian Gosio

Temo che senza informazioni corrette vivremo invano. Personalmente non sono riuscita a capire se in Italia il fracking è permesso oppure no. In questo articolo (molto interessante) il dirigente di una compagnia estrattiva sostiene che in Pianura Padana non è necessario ricorrere al fracking. Ma quali sono gli organismi preposti a controllare i metodi di trivellazione che vengono effettivamente adoperati? Scusate... Il link è questo: (???)... Continua a sparire! Non riesco a inserirlo.
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Post di Jahnpiero Assi

Comunque la tecnica da loro descritta è fracking... Guardate il video "Operazioni di Perforazione |AleAnnaResources.com" su http://www.aleannaresources.com/it/operazioni-di-perforazione  (riportato nel primo Eco di Stampa del 22/05/12, ndr.)... Come si vede dal video che ho postato sopra, la tecnica descritta è "fracking". Mi hanno colpito alcune foto effettuate il giorno prima del terremoto che evidenziavano acqua che usciva dai fontanazzi ed altre dopo il terremoto che evidenziavano la liquefazione del terreno... Io vivo a Piacenza da 25 anni e vi garantisco che non ho mai sentito un terremoto, quest'anno 3 negli ultimi 5 mesi... Ho guardato la mappa dei siti dove stanno lavorando e ci sono molte coincidenze... Sono anche abbastanza spaventato per il fatto che 2 siti da loro identificati sono proprio vicini a dove vivo... Inoltre a Cortemaggiore è stato autorizzato stoccaggio di CO2... Comunque vi posto una foto a cui facevo riferimento...
PS. Ha iniziato a piovere poche ore prima del terremoto e non erano segnalati fenomeni di piena...
"Quelle strane fuoriuscite d'acqua dal terreno prima del terremoto - foto"
http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/20/quelle_strane_fuoriuscite_dacqua_dal_terreno_prima_del_terremoto_-_foto.html

Prima del terremoto di stanotte, come abbiamo già scritto, è aumentato il livello dell'acqua dei pozzi e dei fossi attorno a Finale Emilia, e alcune aree sono state allagate dall'apertura di fontanazzi, come nel caso della via Fruttarola,
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Post di Guido Picchetti ‎

@ Vivian Gosio, Alla sua domanda se il fracking in Italia è permesso oppure no, posso risponderle che questa tecnica estrattiva ancora non è vietata in Italia, mentre, a quanto mi risulta, è stata lo scorso anno vietata in Francia e in Germania (se pure per ragione diverse, e nell'UE anche la Serbia sta per adottare un simile divieto. Negli Usa, dove il fracking è impiegato da oltre vent'anni, si è aperto da qualche tempo un forte dibattito per le conseguenze che si sono sempre più spesso manifestate. I rischi connessi sono molteplici, e tra essi proprio i micro-terremoti, aumentati in misura spropositata nelle regioni dove il fracking viene utilizzato. Alcuni Stati per tale ragione l'hanno vietato, mentre altri Stati hanno applicato una moratoria. Gli interessi in gioco sono fortissimi, ma lì il dibattito almeno è chiaro, palese, e avviene alla luce del sole... Da noi invece il fracking viene praticato ma si evita di parlarne, non si sa se si fanno i dovuti controlli, e pochissimi sanno cos'è, e quali pericoli comporta per l'ambiente e per gli umani...
‎@ Jahnpiero Assi. Grazie Jahnpiero del video... Non ci sono dubbi, è proprio fracking. Posso aggiungere che è anche un buon video, con una bella animazione che fa sembrare tutto così semplice e facile. Ma se vuoi vedere che guai può combinare quella tecnica, non hai che da andare sul Blog di Maria Rita D'Orsogna (metti dorsognablog in Goggle), e ci sono una ventina di documenti sul fracking... E vedrai i guai che combina, e leggerai i pareri degli esperti al riguardo...
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Post di Jahnpiero Assi

Ciao Guido, ho pubblicato giusto ieri un articolo che era nel tuo blog dove Maria Rita invitava Susan Sinnott a tornarsene a casa ("casualmente" Susan Sinnott è la presidente di Aleanna)... Il mosaico inizia a comporsi, ora le "casualità" iniziano ad essere molte...
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Commenti a margine delle post condiviso sulla Bacheca di Fabrizia Ardun. Questo il suo post
Guido, quelle sono zone sismogenetiche.
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Post di Guido Picchetti
Spiegati meglio, per favore Fabrizia, non sono un esperto di sismologia...
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Post di Fabrizia Arduini
Quella è una zona sismica a tutti gli effetti, poi è sicuramente la più sforacchiata in Italia dai petrolieri; per fare correlazioni per un evento di magnitudo così potente ci vorrebbero studi scientifici.
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Post di Guido Picchetti
Da inesperto, la mia osservazione è: se è una zona sismica come dici, le aree interessate dalle scosse sono state considerate tali nel momento di rilascio dei tanti permessi di trivellazione ? O invece, come ho sentito dichiarare più volte dai sismologi in questi giorni, essendo considerate zona "verde", vale a dire a basso rischio sismico, i permessi sono stati conseguentemente rilasciati senza difficoltà ? Comunque sia, in un caso o nell'altro, qualcuno dovrebbe pur dare delle risposte chiare a chi in quelle zone vive e da certe attività quali il fracking potrebbe (dico POTREBBE...) subire le conseguenze...
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Post di Fabrizia Arduini
Guido, in quelle zone non ci devono essere attività di perforazione e consimili, questo è chiaro oggi più che mai!
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Post di Guido Picchetti
E allora diciamolo chiaro e forte, e facciamolo tutti girare questo messaggio. E senza mezzi termini, quali quelli che proprio poco su LA7 ho sentito esprimere dal nostro Ministro dell' Ambiente Clini, nello studio TV di Roma, ma anche da un consigliere regionale emiliano dalle tende degli sfollati, dove si è parlato in modo confuso del divieto della Regione Emilia Romagna al progetto di "stoccaggio di gas in profondità" di Rivara, che è solo una delle tante attività di perforazione e di fracking previste o già in atto da tempo in Pianura Padana... Quante morti e distruzioni dovremo registrare ancora, prima di ottenere almeno una moratoria su tali attività in attesa di accertamenti sulla loro effettiva pericolosità o meno ? Solo l'Italia certe tecniche devono essere permesse, mentre in Francia e Germania sono state di recente vietate ?
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E chi se ne frega dei terremoti... Anche noi vogliano la "rinascita economica" !!!
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61653221


Quando le esperienze negative degli altri non servono a niente... Anche noi vogliano la "rinascita economica" !!! E se lo dicono in America nell'Ohio, che noi siamo fessi ? Leggi l'articolo di Maria Rita D'Orsogna qui a seguire ... E' del 3 Gennaio 2012. E fa capire bene qual'è la bella strada che abbiamo imboccato in tante parti del territorio nazional, e e non da poco tempo, senza tener in alcun conto la densità abitativa e la quantità di preziose e fragili testimonianze culturali del passato che caratterizzano il nostro Paese... E la loro distruzione è già bella e iniziata !!! Ma sarà mai possibile tornare indietro ?

Terremoti e fracking in Ohio...
di Maria Rita D'Orsogna

TUESDAY, JANUARY 3, 2012. - Fracking speeds up climate change. It causes earthquakes, poisons air and water, kills animals, makes some people acutely sick in the short run and guarantees many thousands of premature deaths from lung disease, cancer, and other health problems which will impact our children more than ourselves."

Il "Fracking" accelera i cambiamenti climatici. Causa terremoti, avvelenamenti dell'aria e dell'acqua, uccide gli animali, provoca malattie acute ad alcune persone in poco tempo, ed è causa di migliaia di decessi prematuri per danni all'apparato respiratorio, provoca il cancro e altri danni alla salute che colpiranno i nostri figli ancor più che noi stessi.
(da "Ohio 4.0 earthquake caused by fracking fluid injection; Oklahoma quakes caused by hydraulic fracturing" di Iris Marie Bloom pubblicato il 1 Gennaio 2012 sul sito "Protecting our Waters" http://protectingourwaters.wordpress.com/2012/01/01/ohio-4-0-earthquake-caused-by-fracking-fluid-injection-oklahoma-quakes-caused-by-hydraulic-fracturing) 
Il 31 dicembre un terremoto di grado 4 della scala Richter ha scosso la cittadina americana di Youngstown, in Ohio. Come già successo in decine e decine di altri casi, in Texas, West Virginia, Arkansas, Oklahoma, nel corso degli scorsi 2 o 3 anni il terremoto non è un evento naturale, ma collegato all'attività di fracking.
Come già detto, il fracking è una tecnica relativamente nuova con cui si sparano sostanze chimiche ad alta pressione nel sottosuolo, si causano micro-terremoti, si spezzetta la roccia, e questa fratturandosi, rilascia gas per la gioia e le tasche delle ditte petrolifere. Spesso non sanno cosa fare con i rifiuti prodotti dal fracking, e questi vengono bellamente reiniettati sottoterra, perturbando gli equilibri naturali e causando a volte terremoti.
Immediatamente dopo la scossa sismica del 31 dicembre, il primo gennaio 2012, le autorità dell' Ohio hanno fermato tutte le operazioni estrattive, in particolare di reiniezione di acqua di risulta nel sottosuolo in cinque pozzi. Secondo i dati ufficiali, in questi pozzi sospesi, da gennaio a settembre 2011 sono stati iniettati circa 350,000 barili di fluidi perforanti equivalenti a 56 milioni di litri di monnezza tossica e destabilizzante. (E nei pozzi scavati in Emilia Romagna e nel Veneto meridionale, chi è andato a verificare cosa è avvenuto?, ndr.).
Questi "pozzi di reiniezione" sono profondi circa 3 chilometri e vengono usati per seppellirci le abbondanti acque tossiche che viene prodotta durante le operazioni di fracking. In tutto lo stato dell'Ohio sono circa 7 milioni di barili all'anno: 1 miliardo di litri di monnezza. Il professor Won Young Kim, del dipartimento di Seismology Geology e Tectonophysics presso il Lamont-Doherty Earth Observatory at Columbia University, a New York afferma che è evidente la connessione fra fracking e terremoto in questo caso. Dice infatti che la profondità del pozzo è di 2 chilometri, una profondità inusuale per terremoti naturali, e che la zona di suo non è sismica. (Guarda caso la profondità delle maggior parte delle scosse in Emilia Romagna hanno l'epicentro nei primi 5.000 metri di profondità..., ndr).
A partire da Marzo 2011 ci sono stati ben 10 terremoti in zona, di intensità minore al grado 4 Richter, ma tutti ascrivibili al fracking, secondo Kim. Similmente nel corso degli ultimi 2 anni ci sono stati 43 terremoti in Oklahoma collegati al fracking. Kim dice che se anche tutte le operazioni di fracking cessassero adesso ci vorrebbero circa 2 anni per fare riassestare il sottosuolo.
I residenti affermano che si è sentito un forte boato in zona. I petrolieri continuano a negare che esistano problemi. Quelli di Youngstown chiedono una moratoria più duratura e più estesa.
Il portavoce del governatore dell'Ohio, il repubblicano John Kasich, invece dice: "We are not going to stand by and let someone drive a stake through the heart of what could be an economic revival in Eastern Ohio”. Non resteremo a guardare a non lasceremo a nessuno di pugnalare quello che potrebbe essere la rinascita economica dell'Ohio occidentale. Secondo lui il fracking è la rinascita economica.
(Fonti: Reuters)
http://dorsogna.blogspot.it/2012/01/ohio-terremoti-uccelli-morti-e-fracking.html

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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 9564" del 03/06/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8701
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     Dal 14 al 20 Maggio 2012
 
Dalla mia Bacheca su FB del 20/05/12

Una tabellina che qualcosa dovrà pur significare...
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Ripresa dal Blog di Maria Rita D'Orsogna, in uno dei suoi tanti articoli scritti in materia di "micro-terremoti" legati al "fracking", che tanto "micro" poi a volte non sono affatto... E Maria Rita non è pagata certamente dal dio nemico dei terremoti per sabotare il fracking che invece li favorisce... Ma i geologi, a volte sì che sono interessati a non denunciarne le vere cause, se sono ad esempio stipendiati dalle compagnie petrolifere interessate a "frechingheggiare"... Un orribile neologismo, perdonatemelo, ma chissà che che questa bruttezza non aiuti a rifiutare termine e pratica, come d'altronde in alcuni stati degli USA è già avvenuto, e anche recentemente nell'UE, in Francia e Germania tanto per cominciare...
Dal pezzo di Maria Rita dove è pubblicata questa tabellina, riprendo solo due frasi...
La prima proprio ad essa è riferita: "Il supervisore dell'Arkansas Geological Survey, Scott Ausbrooks, sta indagando le possibili correlazioni fra terremoti e trivelle, perchè dice che l'aumento delle scosse è preoccupante...". E meno male!!! 622 micro-terremoti nel 2011 contro neppure uno nel 1909. non sono una differenza da poco...
La seconda: "Il geologo Jack Century lotta da anni contro le trivellazioni selvaggie e afferma che i microterremoti del fracking possono scatenarne di maggiori". Vale quanto già detto per Maria Rita. Che sia il dio nemico dei terremoti a pagare lo stipendio a Jack ?
Il resto potete leggerlo da voi. Questo il link all'articolo di Maria Rita "Fracking: terremoti, pesci e uccelli morti", uno dei tanti sull'argoment: http://dorsogna.blogspot.it/...-pesci-e-uccelli.html.
L'articolo risale all'11 Gennaio 2011 e, in verità, almeno nel titolo, parla sono di uccelli e pesci morti. Ma, con ben 622 scosse registrate solo nell'ultimo anno, per quanto "micro" possano essere, finisce che qualcuno prima o poi ci rimanga, e anche nell'Arkansas, dove non c'è certamente la densità abitativa che abbiamo nelle nostre regioni padane... O no?
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Post di Gianfranco Rossetto

La tabellina sarebbe ancora di più ..."parlante" se si sapesse da quando sono cominciate le "frackingiate"...
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Post di Guido Picchetti

@ Gianfranco Rossetto. Maria Rita D'Orsogna nell'articolo sul suo Blog da me citato lo indica chiaramente. Ecco cosa scrive: "Il fracking è arrivato qui (in Arkansas, ndr.) nel 2004. Le annate (della tabellina, ndr.) si riferiscono a decenni, il 2010 è da solo. Quindi nel decennio 2000-2009 ci sono stati 179 terremoti; nel solo 2010, oltre 620". Ma anche quest'altra frase di Maria Rita è molto indicativa: "Nella città di Guy (piccola cittadina vicino Springfield, ndr.) hanno contato 500 terremoti con magnitudine massima 4.0 sulla scala Richter, da Settembre a Dicembre 2010. In tutto il 2009 sono stati 38. Nel 2010 hanno avuto più terremoti che in tutto il 20-esimo secolo. Fra il 2009 e il 2010 i terremoti sono aumentati del 1200%"...
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Post di Gianfranco Rossetto

Grazie! Lettura rapida = imprecisione...
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Post di Filippo Foti
E come volevasi dimostrare, la terra purtroppo trema ancora... !!!
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A proposito del terremoto in provincia di Ferrara. Due immagini da considerare...
di Guido Picchetti (da due immagini postate su Fb)
http://www.facebook.com/guido.picchetti 

La prima immagine. Terremoti in zone asismiche ? Che strano...
Su questa mappa ripresa dal sito dello Ministero dello Sviluppo Economico aggiornata al 30 Novembre potete vedere, delimitate dalle linee rosse le concessioni degli impianti estrattivi di prodotti petroliferi in funzione nelle zone dell'Emilia Romagna orientale intorno alla Valli di Comacchio... Non aggiungo altro. Poco fa in al TG1 a proposito delle scosse telluriche di questa notte in provincia di Ferrara qualcuno ha parlato addirittura degli "astrologi" che avrebbero previsto tali fenomeni... Che sia colpa loro ? Ma possibile che ancora una volta nessuno parli di quelle che potrebbero essere le vere cause di questi fenomeni ? E dico volutamente POTREBBERO, per non dire sono...  Ma onestà intellettuale vorrebbe che si considerassero i possibili legami tra la presenza di tali impianti e i fenomeni di subsidenza che le operazioni estrattive di gas dal sottosuolo possono causare proprio in quelle aree che sono state da sempre considerate non a rischio terremoti... Non è cosa nuova, in certi Stati degli USA è già avvenuto...  Ma l'Italia non sono gli USA e i "microterremoti" (come là vengono definiti) da noi possono essere molto più micidiali... Ci vuol poco a capirlo...


http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

La seconda immagine. L'epicentro del terremoto.
Qui vediamo l'epicentro del terremoto riportato su un estratto della zona interessata dal sisma, ricavato dalla mappa pubblicata ,sempre sul sito del nostro Ministero dello Sviluppo Economico, per gentile concessione della "Global Exploration & Production Service". E' una mappa aggiornata al 2 Giugno 2010 che riporta tutti i dati relativi ad operazioni petrolifere nell'area del Mediterraneo, tra cui appunto le aree dove le compagnie del settore (elencate Stato per Stato sulla stessa mappa) hanno ottenuto a quella data delle licenze operative debitamente segnalate... Credo che l'estratto della mappa qui pubblicato non abbia bisogno di commenti. Aggiungo che l'unico dato non originale dell'immagine è quello relativo dell'epicentro del sisma, aggiunto dal sottoscritto secondo quanto stamane è stato comunicato: ad Ovest di Ferrara, tra le località di Bondeno a Nord e di Sant'Agostino a Sud.


http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

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Post di Marirò Poli
Condivido Walter Giannò... è strano..
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Post di Maria Ghelia
Gli astrologi e tutto il resto sembrano non aver proprio nulla a che fare con questi fenomeni, ma certamente le trivelle SI'!!!!!
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Post di Filippo Foti
Ormai non ci si meraviglia più di nulla!!!
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Post di Maria Ghelia

Non poteva esser diversamente, con tutti quei pozzi...
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Post di Pierangelo Giacobbi
... e poi volevano fare le centrali nucleari...
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Posat di Enrica Passalacqua
Se quelle zone sono a basso rischio sismico come è mai possibile che si sia verificato un terremoto di magnitudo 6 ???
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Post di Giò Nastasi ‎
... la domanda è legittima!
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Post di Fabio Micheli
Di chi sarà la colpa ???
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Post di Lu' Ni'
Leggete...
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Post di Mauro Francesconi
Sono anni che si parla di questo problema e su come risolverlo; hanno pensato anche di riempire gli spazi vuoti con altro gas o con acqua, ma naturalmente non hanno ancora fatto niente. Come al solito, branco di bastardi...
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Post di Marco Busdraghi
Meditare, meditare...
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Post di Roberto Frigerio

Chissà se qualcuno si prenderà la responsabilità di smentire o confermare i legittimi dubbi che questa mappa ci fa sorgere...
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A Lidia Giannotti, Pierleoni Luca, Massimo Gollini, Alfio Capace, Chiara Bordignon, Stefania Martelli, Enrica Passalacqua, Pina Ciardullo, Stoky De Kaly Stoky, Bruno de Luca, Maria Gotsopoulou, Roberto Frigerio, Renato la Grassa, Fabio Micheli, Antonietta Marra, Marirò Poli,  Filippo Foti, Giò Nastasi, Adriana Hood, Fabio Micheli, Ornella Pucci, Gianluca Cecere, Walter Giannò, e Lucia Guida piace questo
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Pantelleria. Niente vigili se c'è l'aereo in arrivo. Sulla collina di Karebi divampa il primo incendio della stagione
di Giovanna Cornado Ferlucci
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8605


     19/05/21012. - News 9468, Pantelleria. Mancavano solo le fiamme dell'inferno sui disservizi che attanagliano l'isola e puntualmente sono arrivate. Ore 12.00 di venerdì 18 maggio: la collina di Karebi brucia, soffia un leggero vento di scirocco e le fiamme si allargano verso Zighidì. Sto tornando dal paese, arrivo a casa e vedo il fumo alto nel cielo, sento minaccioso il crepitio delle fiamme, arriva mio marito e corriamo verso la casa della vicina che è partita per controlli medici. Il pericolo è a due passi... gridiamo voce alla figlia che chiusa in casa non si era allertata e incomincia la corsa contro il tempo.
     La telefonata al 115, la canna dell'acqua, i secchi... Più in alto si sono attivate altre persone per scavare barriere al fuoco che si allarga verso Monastero. Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trapani ci risponde di essere già informato dell'incendio, hanno avvisato il distaccamento di Pantelleria. Passano i minuti ma non arriva nessuno, richiamiamo e restiamo impietriti dalla risposta: “Ci dispiace signora, i vigili di Pantelleria non possono uscire, è in arrivo un aereo e non possono abbandonare l'aeroporto, abbiamo chiamato la forestale”.
     Ma come, le fiamme sono sempre più vicino a casa, altri punti fuoco si sono accesi più in alto e i vigili non possono venire? Rossella ed Antonio sono alle prese con “la suca” che non getta più acqua, la pompa della cisterna si è bloccata, Francesco più in alto è avvolto da un fumo nero, Fernando cerca di sbloccare la pompa. Qualcuno ci aiuti, ci dica cosa dobbiamo fare!
     I Carabinieri... Mi hanno sempre insegnato che la forza dell'ordine protegge i cittadini... Chiamo: “Signora, stia calma, - mi risponde una voce dall'altra parte - noi non abbiamo mezzi antincendio ma le mando una pattuglia”.
     I minuti sembrano ore, Antonio ha il viso annerito dal fumo, le sopracciglia bruciacchiate, Rossella cerca disperata un altro tubo dell'acqua, sono passate le ore 13.00. Arriva una camionetta della Forestale. L'ispettore Greco Damiano vista la situazione chiama la sala radio di Trapani. Bisogna avvisare il sindaco che senza personale l'incendio non si ferma... Se oltrepassa la collina e arriva nella piana di Monastero nulla sarà più controllabile.
     “Non posso fare altro – mi dice l'ispettore – la Forestale non ha mezzi e nemmeno uomini. L'anno scorso avevano istituito una squadra che dall'aeroporto poteva uscire, ma i nostri operai possono essere assunti solo dopo il 15 giugno”. L'incendio non avvisa prima di divampare, non telefona, non rispetta scadenze burocratiche... Arriva e basta, si lascia spingere dal vento, assale sterpaglie e invade terreni incolti.
     La Protezione Civile è l'ultima speranza che ci resta... Chiamo il sindaco che ne è a capo, non risponde, chiamo il ViceSindaco che mi passa il primo cittadino. “Siamo informati, stiamo intervenendo, sto dando disposizioni per far intervenire l'aereo”. Greco mi guarda: “ Il sindaco non può chiamare l'aereo, è una mia competenza... Vado a controllare la situazione verso Monastero e poi si decide, speriamo che arrivino almeno i mezzi del Comune”.
     Il vento.. Il vento si alza di nuovo, non resta che pregare, forse è più facile farsi ascoltare da qualcuno lassù. I ragazzi non si fermano un minuto, avvolti dal fumo continuano a bagnare il terreno e a gettare acqua sul fuoco. Arrivano i carabinieri ci danno subito una mano, l'ispettore Greco è tornato, a Monastero è tutto sotto controllo, i contadini hanno creato barriere all'incendio e possiamo concentrare le forze per domare le fiamme vicino a casa. Viene riempita la cisterna della camionetta della forestale, con la lancia il getto dell'acqua ha la meglio sul fuoco, finalmente possiamo fermarci.
     Sono trascorse tre ore dall'inizio dell'incendio e arriva un mezzo della Protezione Civile, arriva anche un Vigile del Fuoco... L'aereo è atterrato ed è stato mandato per controllare la situazione. Ispeziona i luoghi vicini, l'occhio attento e l'esperienza gli fanno identificare il punto da dove il fuoco è partito. In un terreno poco distante, qualcuno ha pensato bene di bruciare rifiuti, plastica, batterie d'auto...
     Un'ipotesi che documentiamo con fotografie alla presenza dei carabinieri. Guardo Rossella, il suo volto è rigato da lacrime liberatorie che non bastano però a spegnere la rabbia e l'amarezza che brucia dentro. Anche il vecchio carrubo vicino a casa è bruciato, quel carrubo sotto il quale il nonno raccontava di essere stato trovato perchè si sa ….non sono le cicogne a portare i bambini a Pantelleria, ma nascono sotto il carrubo!
     L'incendio è domato, il vento solleva residui anneriti spargendoli ogni dove, nell'aria è rimasto un odore acre... Ora è tempo di capire perchè un'isola con tanto di bosco e di macchia mediterranea, con 8000 abitanti che pagano le tasse e che amano questo lembo di terra dimenticata, ma che batte bandiera italiana..., non possa avere un distaccamento terrestre dei Vigili del Fuoco.
Tutte le foto dell’incendio nell’album. Guarda cliccando sul link:
https://plus.google.com/u/0/photos/100069925833309022329/albums/5744160746681589377
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Commento del sottoscritto a margine dell'articolo riportato in una nota su FB

Un bell'articolo di Giovanna Cornado Ferlucci che racconta con grande efficacia l'esperienza vissuta in prima persona due giorni fa, quando, in tarda mattinata, è improvvisamente scoppiato un incendio in contrada Karebi, in una zona all'interno dell'isola tra Scauri e Monastero. Spavento a parte, questa volta è finita bene. L'incendio è stato spento dopo circa tre ore senza grossi danni, grazie all'impegno di quanti si sono prodigati a cercare di fermare le fiamme. E soprattutto grazie al vento che non ha rinforzato ulteriormente i suoi spifferi, altrimenti l'esito sarebbe stato ben diverso. In altre parole si è scherzato con il fuoco... Resta la nota indecorosa, decisamente indegna di un paese civile, dell'indisponibilità dei soccorsi, benchè tempestivamente richiesti, come racconta Giovanna Cornado, a tutti gli enti preposti dell'isola (Vigili del Fuoco, Guardia Forestale, Protezione Civile, Carabinieri e Amministrazione Comunale). Ma anche non facile è accettare per un'isola come Pantelleria il ritardo con cui, rispondendo agli ulteriori solleciti, quei soccorsi in forma frammentaria e disorganizzata sono alla fine giunti. Nell'isola c' è una Riserva Naturale Integrata (in gran parte a carattere a carattere boschivo), e per una legge del 2007 l'isola è di fatto un Parco Nazionale, sebbene ancora non istituito ufficialmente... Ma non sono queste per Pantelleria due buone ragioni per pretendere con pieno diritto un sistema che assicuri una pronta ed efficace protezione del suo patrimonio naturale da parte dello Stato Italiano (per non dire della Regione e della Provincia), cui si dice Pantelleria appartenga ? O anche il sistema antincendi nell'isola deve finire tra quei disservizi cronici che sempre più numerosi vanno caratterizzandola, e non da ieri ?
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Post di Maria Ghelia

Veramente pungente, l'ho letto ieri sera sul giornale on line...
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A Roberto Frigerio, Maria Ghelia e Andrea Biddittu piace questo elemento.
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Le estrazioni di petrolio nella zona del Sannio, in Campania. Due articoli in rete, anzi tre...
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8617


    News 9480, Pantelleria 20/05/2012. - Il primo articolo sulle estrazioni di petrolio nel Sannio che seguire riporto è quello scritto da Livia Cimaglia, pubblicato in rete dal blog "ntr24 it". Un comunicato che prova come sia efficace e subdolo il lavoro delle lobbies in favore delle multinazionali petrolifere, sempre a caccia di nuove aree del territorio del nostro Paese in cui poter avviare in silenzio le loro iniziative, infischiandosene bellamente di tutte quelle norme che prevedono che le comunità locali siano informate per tempo di tali progetti e messe in condizione di esprimere osservazioni e pareri consapevoli al riguardo...
    E invece è quanto quasi sempre avviene, approfittando del velo di omertà che la stampa nazionale stende abitualmente su questi argomenti, ed evitando di informare le stesse comunità dei rischi connessi a tali operazioni, rischi e conseguenze che potrebbero compromettere il loro modello ideale di sviluppo futuro... Ed ora è la volta del Sannio, in provincia di Benevento... Ma di quante altre zone d'Italia, non siamo minimamente informati, e solo quando è ornai troppo tardi si viene a sapere qualcosa?
     Il secondo articolo che qui riporto, sempre sui progetti di trivellazione nel Sannio, è quello pubblicato ieri in rete da "Quaderno it" a proposito del convegno-dibattito che il Comitato locale "No Luminosa" ha organizzato per il prossimo 19 maggio alle 17, presso la sala 'Vergineo' del Museo del Sannio a Benevento. Con quali finalità ? Semplice… Analizzare gli impatti che le attività estrattive di petrolio previste sul territorio sannita comporteranno, e discutere sulle iniziative da intraprendere.
    Lo stesso Comitato ha già chiesto alla Provincia di sapere “se risultano trasmesse notifiche dei progetti di ricerca da parte sia della Regione Campania che delle società richiedenti ai Comuni interessati; se sono state inviate note e/o osservazioni ai predetti progetti nei termini e nei modi indicati; se le Amministrazioni da loro presiedute abbiano mai espresso pubblicamente valutazioni di assenso o di contrarietà alla possibilità che sul proprio territorio vengano avviate attività sia di ricerca di idrocarburi che di estrazione; se le popolazioni afferenti siano state debitamente e compiutamente informate sulle attività previste in quei territori”. In altre parole, per bocca del Comitato, vien detto chiaramente che le comunità locali sono state tenute all'oscuro di tutto...
    E questo avviene negli stessi giorni in cui nella stessa Regione, ad appena un centinaio di chilometri di distanza, ma in un'altra provincia, quella di Salerno, si affrontano gli stessi problemi sulla pericolosità o meno delle trivellazioni petrolifere in un altro convegno in calendario il 22 Maggio, per l'esattezza. Cambia però la zona interessata dalle trivellazioni, che in questo caso è la Valle di Diano, nelle immediate vicinanze del territorio compreso nel Parco Nazionale del Cilento, minacciata dalle trivelle della Shell. Questo l’indirizzo della pagina web che presenta il convegno di Salerno. E come si può vedere, tra le partecipazioni previste, anche quella di Maria Rita D’Orsogna, in arrivo per l’occasione espressamente dagli USA.
     Permettetemi in proposito un’osservazione. Ma davvero si può pensare di arrestare questa caccia all'oro nero in atto nel territorio italiano solo con convegni e tavole rotonde, promosse più o meno velatamente per interessi puramente locali ? E' da incoscienti, per non dire altro... Occorre invece rendersi conto che la minaccia è unica e interessa ogni parte del nostro Paese, e soprattutto che, essendo identico l'obiettivo che si intende raggiungere, è opportuno e necessario unire le forze e esercitarle in una pressione comune che possa bilanciare e contrastare il peso multinazionali "in caccia", facendo mutare indirizzo a chi di dovere... Ci riusciremo ?
     I tre link:
a) l’articolo di Livia Cimaglia su “ntr24 it”
http://www.ntr24.tv/it/news/31631 
b) Il comunicato su “Quaderno it” sul convegno-dibatitto sul Sannio del 19/05/12 a Benevento
http://www.ilquaderno.it/estrazione-petrolio-sannio-comitato-no-luminosa-promuove-dibattito-72272.html 
c) Il programma del Convegno sulle trivellazioni in Valle di Diano del 22/05/12 a Salerno
http://comitatonopetrolio.blogspot.it/2012/05/convegno-petrolio-territorio-il-futuro.html
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Dalla mia Bacheca su FB del 19/05/12

Un "video shock " dalla Nigeria... Dillo al Mondo !
caricato da da Milieudefensie PLUS il 1 Maggio 2012
http://worsethanbad.org/

I misfatti della Shell in Nigeria per inquinamento di petrolio. Convivere con la Shell è male, e sta peggiorando ogni giorno. Dillo al mondo! Unisciti a noi a worsethanbad.org ...
 


http://player.vimeo.com/video/41351278

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Un minuto e mezzo di immagini che parlano da sole... e colpiscono come un "videoshock"...
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A Francesca La Nave e Dario Panzica piace questo elemento.

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Petrolio e territorio. Dal Vallo di Diano e da Salerno, un monito per l'Italia
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61623428


     Venerdi prossimo si svolge a Salerno il convegno "PETROLIO & TERRITORIO: il futuro del Vallo di Diano sull'esperienza della Basilicata", Tra gli interventi in programma quello di Maria Rita D'Orsogna, in arrivo direttamente dagli Usa. Per chi non lo sapesse il Vallo di Diano, dove la Shell intende far entrare in azione quanto prima le sue trivelle a caccia d'oro nero, è una zona del salernitano situata ai confini di una vasta area protetta che, tra l'altro, proprio da quel territorio sotto attacco prende in parte il suo nome: "Parco Nazionale del Cilento e della Valle di Diano", appunto.
     Ma la fortuita coincidenza che ci racconta Maria Rita nell'ultimo articolo sul suo Blog è che nello stesso venerdi 22 Maggio ad Amsterdam si svolgerà la riunione degli azionisti della Shell, messi sotto accusa non solo dai "soliti" gruppi di attivisti, ma addirittura da un rapporto delle Nazioni Unite. E questo a causa delle quantità immani di petrolio riversate nel delta del Niger negli ultimi 50 anni, senza minimamente preoccuparsi dei disastri ambientali procurati a quella regione. Disastri per i quali ora l'ONU chiede che le multinazionali responsabili (e la Shell tra queste...) versino almeno un miliardo di dollari per le operazioni di ristoro dell'Ogoniland, una terra fragile e lagunare, dove la gente, che viveva di pesca ed agricoltura, per l'elevatissimo livello di inquinamento ambientale oggi raggiunto, tra morte e distruzione, riesce a malapena a sopravvivere.
     Occorre dar forza a questa richiesta dell'ONU. E la via perchè ognuno di noi possa dare il suo modesto contributo c'è, e Maria Rita ce lo indica chiaramente nel suo articolo. Firmare la petizione promossa proprio a tal fine da una non-profit USA che si chiama "Sum of us" insieme ad "Amnesty International" e "Friends of the Earth Netherlands". Qui segnalo il link alla pagina web sul sito di "Sum of us" dov'è riportata la petizione in questione: http://sumofus.org/campaigns/shell-cleanup/?sub=taf . E qui il link a quella di "Amnesty International" dov'è pure possibile firmare la stessa petizione, in modo semplice e rapido, cosa che io stesso ho appena fatto... http://www.amnesty.org/en/appeals-for-action/shell-own-pay-clean.
     D'altronde quelli del Niger, ci fa notare giustamente Maria Rita in chiusura del suo articolo (riportato qui a seguire) sono problemi noti da tempo: "problemi che quando l'informazione abbonda (e oggi, grazie anche ad Internet, non si può dire certo che manchi), solo chi non vuol vedere non vede". 50 anni fa, in Nigeria non c'era nessuno a spiegare alla gente locale cosa fosse l'idrogeno solforato, il gas flaring, e quali danni le trivellazioni avrebbero potuto provocare come di fatto è avvenuto. Ma lo stesso, senza andare tanto lontano, si può dire per certe aree del nostro Meridione (in Puglia, in Basilicata, in Sicilia...) che scontano oggi a caro prezzo certe infauste scelte produttive fatte in passato, come ben sanno quanti conoscono quelle zone o vivono in esse...
     E allora? Ben vengano questi convegni e questi dibattiti informativi, quali quelli programmati in questi giorni a Salerno. Convegni e dibattiti, che però non si limitino a discutere di "petrolio si, o petrolio no" sulla base di idee preconcette e di interessi poco chiari, spesso mascherati se non addirittura occulti, favoriti anche da una stampa nazionale per suoi motivi alquanto silenziosa su tali temi, ma che servano a informare correttamente sui pericoli e i rischi derivanti dall'impiego di certe tecniche di reperimento delle risorse energetiche di cui pure abbiamo bisogno, ma il cui prezzo da pagare in "natura" soprattutto - come ormai scientificamente comprovato e documentato da ripetute negative esperienze ottenute sul campo in tante parti del nostro pianeta - sarebbe per il nostro Paese decisamente eccessivo, e, a mio giudizio, del tutto inaccettabile per quel modello ideale di sviluppo verso cui l'Italia dovrebbe puntare, pur nei tempi di crisi che stiamo purtroppo attraversando.

Al CEO della Shell: offra 1 miliardo di dollari per ripulire la Nigeria
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/al-ceo-della-shell-offra-1-miliardo-di.html 
FRIDAY, MAY 18, 2012. - Martedi 22 Maggio non solo ci sarà il convegno contro le trivelle nel Vallo di Diano, ma anche l'incontro degli azionisti della Shell, ad Amsterdam. Un gruppo di attivisti locali ha proposto di chiedere ufficialmente alla Shell di partecipare alle operazioni di "pulizia" del Delta del Niger dai disastri da lei stessa causati nell'Ogoniland. Non è un segreto per nessuno che la Shell abbia riversato nel delta del Niger tonnellate e tonnellate di petrolio nel corso degli scorsi 50 anni, e che non abbia mai cercato seriamente di ripulire i suoi disastri. Si parla dell'equivalente di due volte tanto tutto il petrolio riuscito dallo scoppio del pozzo Macondo. In Nigeria la Shell ha incassato, e ha lasciato dietro morte e distruzione.
La scorsa estate però, grazie ad un eccellente rapporto dell'ONU la Shell ha dovuto ammettere di avere partecipato all'inquinamento e ora l'ONU chiede che ci sia almeno 1 miliardo di dollari per le operazioni di ristoro dell'Ogoniland - terra fragile, lagunare e dove la gente vive di pesca ed agricoltura - o meglio viveva, perchè adesso sopravvive. Come già riportato in precedenza infatti i fiumi sono coperti di patine petrolifere, i villeggianti devono camminare ore ed ore per prendere l'acqua
e i pesci sono scomparsi dai fiumi.
Si, scomparsi da 5 anni. Occorre che si faccia qualcosa - quel petrolio è quasi tutto per noi ricchi occidentali. Certo firmare una petizione non risolve niente, ma è un passo, come anche lo è interessarsi ai problemi. Quando ti arrivano le trivelle in casa è bello l'attivismo, ma lo è di più quando non è per casa tua che lotti, ma per qualcosa che va oltre i nostri piccoli egoismi. Noi tutti abbiamo il lusso di avere il petrolio che bussa alle nostre porte ai tempo di internet, quando l'informazione abbonda, e solo chi non vuole vedere non vede. Abbiamo il lusso di vivere in paesi "avanzati." Ma 50 anni fa, in Nigeria non c'era nessuno a spiegargli cosa fosse l'idrogeno solforato, il gas flaring, o che le trivelle avrebbero portato solo morte e distruzione.
Chi coordina questa raccolta firme è' una non-profit USA che si chiama Sum of us assieme ad Amnesty International e Friends of the Earth Netherlands.
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More information:
Friends of the Earth Netherlands, WorsethanBad.org
http://worsethanbad.org/about-the-campaign/about-the-campaign.html
Amnesty International and CEHRD, Shell must pay US$1 billion in first step to clean up Niger Delta, 10 Nov 2011
http://www.amnesty.org/en/news/shell-must-pay-us1-billion-first-step-clean-niger-delta-2011-11-10
New York Times, Far From Gulf, A Spill Scourge 5 Decades Old, June 16, 2010
http://www.nytimes.com/2010/06/17/world/africa/17nigeria.html
The Guardian, Shell accepts liability for two oil spills in Nigeria, Aug 3, 2011
http://www.guardian.co.uk/environment/2011/aug/03/shell-liability-oil-spills-nigeria
UNEP, Ogoniland Oil Assessment, Aug 4, 2011
http://www.unep.org/newscentre/default.aspx?DocumentID=2649&ArticleID=8827
BBC, Nigeria Ogoniland oil clean-up ‘could take 30 years’, Aug 4, 2011
http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-14398659
Royal Dutch Shell PLC press release, SPDC action on matters addressed in the UNEP report, Aug. 11, 2011
http://royaldutchshellplc.com/2011/08/11/shell-vp-andrew-vickers-comments-on-unep-ogoniland-report/

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Dalla mia Bacheca su FB del 18/05/12

Ieri a Salerno convegno sull'oro nero presso la facoltà di Ingegneria di Salerno
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

"Alla ricerca dell'Oro Nero: rischi e opportunità": questo il titolo del convegno svoltosi ieri a Salerno presso l'aula delle Lauree della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Salerno. Lo scopo del convegno è è stato quello di informare e creare nei partecipanti un punto di vista critico sul petrolio, costruendone un quadro generale circa la sua formazione, i suoi usi, e l’analisi dei vari risvolti sull’ambiente e sulla salute, alla luce delle previste trivellazioni nel territorio salernitano del Vallo di Diano. La riunione di ieri precede di pochi giorni quella in programma presso la stessa aula delle Lauree della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Salerno Venerdi prossimo 22 Maggio, promosso dal "Comitato No Petrolio nel Vallo di Diano" e da varie associazioni studentesche, che vede tra i partecipanti anche Maria Rita D'Orsogna in arrivo per l'occasione direttamente dagli USA.
Il programma del convegno svoltosi ieri a Salerno, di cui qui vediamo la locandina, all'url http://www.studentingegneria.it/ .
Invece il programma idel convegno di venerdi prossimo all'url http://comitatonopetrolio.blogspot.it/...territorio-il-futuro.html

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A Gianluca Cecere piace questo elemento.

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Il Vermont banna il fracking!
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/il-vermont-banna-il-fracking.html


    WEDNESDAY, MAY 16, 2012. - Il Vermont banna il fracking. E' il primo stato americano a rendere questa pratica di estrazione di gas illegale. Il Vermont è un piccolo stato progressista dell'East Coast americano. Hanno il matrimonio fra gay, hanno elevati tassi di assicurazione medica, si può votare mentre si è in prigione (altrove è vietato) e la pubblicità dei medicinali in TV è vietata. E' vietata l'affissione pubblica di cartelli.
    Il governatore Peter Shumlin si definisce "socialista", e socialista è stato: ha fatto gli interessi comuni e di nessuno altro. Oggi infatti il Vermont è il primo stato USA a vietare le estrazioni di gas con il metodo del fracking. La proposta di legge è nata da un gruppo di studenti del Twinfield Union School. Sperano che l'esempio del Vermont serva ad altri stati per bannarlo, visto che il Vermont ha scarse riserve petrolifere. La democrazia dal basso: che cosa sana è quando c'è qualcuno che ti ascolta. I report parlano di gente entusiasta, commossa, felice. Di attivisti da ogni parte d'America - me compresa - pieni di speranza per un attimo solo. Il governatore Shumlin ha detto delle cose bellissime:
    "Human beings survived for thousands and thousands of years without oil and without natural gas. We have never known humanity or life on this plant to survive without clean water (Gli umani hanno sopravvissuto per migliaia e migliaia di anni senza petrolio e senza gas. Ma non abbiamo mai sentito parlare di umanità e di vita su questo pianeta che possa sopravvivere senza acqua pulita)."
    Mario Monti, ci senti? Stefano Saglia, ci senti? Corrado Clini, ci senti? Corrado Passera, ci senti? Paolo Scaroni, ci senti?
    Ovviamente tutti i maggiori gruppi petroliferi USA come da prassi hanno detto che il Vermont ha deciso di intraprendere politiche irresponsabili, che le trivelle portano lavoro, soldi e sicurezza energetica. Dicono che la decisione del Vermont ignora fatti, scienza e tecnologia e che le estrazioni di gas sono sicure. Tutte balle ovviamente dette da chi ha interesse di parte - le Assominerarie del mondo sono tutte uguali! Per oggi allora grazie al governatore del Vermont.
    Oltre al Vermont hanno bannato il fracking: la Germania, il 7 Maggio 2012; la Francia, il 1 Luglio 2011; e la Bulgaria, il 20 Gennaio 2012. La Repubblica Ceca sta valutando se vietarlo, mentre New York State ha una moratoria temporanea. Le battaglie sono lunghe, ma alla fine, il buonsenso prevarrà. Occorre solo essere sinceri e farlo non per politica, non per bellezza, ma perchè' ci si crede. E poi rompere le scatole, incessantemente, incessantemente. Thank you Vermont.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Il "fracking": nell'Unione Europea, Francia, Germania e Bulgaria lo hanno già vietato... E hanno preso una tale decisione, pur attraversando la stessa crisi economica che affligge l'Italia. Non solo. Il fracking" lo hanno vietato ancor prima di sperimentarlo, sapendo bene da quanto risulta ormai scientificamente, dopo anni di impiego in certe zone degli USA, la notevole pericolosità di questa tecnica estrattiva dei prodotti petroliferi per i territori interessati e le comunità che vi abitano, con conseguenti fenomeni di subsidenza, microterremoti, inquinamento delle falde acquifere, inquinamento ambientale delle aree intorno agli impianti, impiego eccessivo di risorse idriche, etc. etc.). Ma questo avviene in altri Stati dell'UE. In Italia no, noi siamo speciali, non rischiamo nessuna conseguenza... Siamo cresciuti e vaccinati. E alla munnezza, ai rifiuti tossici, alla diossina, sappiamo far fronte.. anzi ci abbiamo fatto il callo... Come fu per l'atracina a suo tempo nella Padania. Bastò alzare il livello di pericolosità e tutti salvi !!! Eppure tante sono le aree del nostro Paese minacciate da concessioni e trivellazioni finalizzate ad operazioni di "fracking"... Secondo "alcuni" (per me interessati più al bene delle loro tasche che al bene comune...) addirittura provvidenziali per la nostra crisi economica. E allora ? Meglio fare tavole rotonde e dibattiti per tentare di convincere tutti che sia bianco ciò che è nero, continuando a nasconderlo ... sotto un bel velo bianco "da sposa" di sporchi interessi... .. Ma possibile che siamo solo noi "italiani" gli allocchi, sempre pronti a perderci in chiacchiere a vuoto, invece di far tesoro dalle esperienze degli altri, e seguirne opportunamente gli esempi quando sono chiaramente virtuosi ?
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Post di Roberto Giacalone
Essere ciechi, sordi e muti.... conviene.... e poi basta avviare un paio di bonifiche o appunto alzare il livello di pericolosità ed ecco che i giochi sono fatti...
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A Samuela Guida, Lidia Giannotti, Roberto Giacalone, Gianfranco Rossetto, Maria Ghelia, Alessandro Marescotti e Michele Cavallo piace questo elemento.

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Le estrazioni di petrolio nella zona del Sannio, in Campania. Due articoli in rete
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61599388


    17/05/12. - Il primo articolo sulle estrazioni di petrolio nel Sannio che seguire riporto è quello scritto da Livia Cimaglia, pubblicato in rete dal blog "ntr24 it" . Un comunicato che prova come sia efficace e subdolo il lavoro delle lobbies in favore delle multinazionali petrolifere, sempre a caccia di nuove aree del territorio del nostro Paese in cui poter avviare in silenzio le loro iniziative, infischiandosene bellamente di tutte quelle norme che prevedono che le comunità locali siano informate per tempo di tali progetti e messe in condizione di esprimere osservazioni e pareri consapevoli al riguardo...
    Invece ciò avviene quasi sempre approfittando del velo di omertà che la stampa nazionale stende abitualmente su questi argomenti, evitando di informare le stesse comunità dei rischi connessi a tali operazioni e come possa risultare compromesso il loro modello di sviluppo futuro... Ed ora è la volta del Sannio, in provincia di Benevento... Ma di quante altre zone d'Italia, non siamo minimamente informati, e solo quando è ornai troppo tardi si viene a sapere qualcosa ?
    Il secondo articolo che qui riporto, sempre sempre sui progetti di trivellazione nel Sannio, è quello pubblicato ieri in rete da "Quaderno it" a proprosito del convegno-dibattito che il Comitato locale "No Luminosa" ha organizzato per il prossimo 19 maggio alle 17, presso la sala 'Vergineo' del Museo del Sannio a Benevento. Finalità ? Analizzare gli impatti che le attività estrattive di petrolio prreviste sul territorio sannita comporteranno, e per discutere sulle iniziative da intraprendere.
    Lo stesso Comitato ha già chiesto alla Provincia di sapere “se risultano trasmesse notifiche dei progetti di ricerca da parte sia della Regione Campania che delle società richiedenti ai Comuni interessati; se sono state inviate note e/o osservazioni ai predetti progetti nei termini e nei modi indicati; se le Amministrazioni da loro presiedute abbiano mai espresso pubblicamente valutazioni di assenso o di contrarietà alla possibilità che sul proprio territorio vengano avviate attività sia di ricerca di idrocarburi che di estrazione; se le popolazioni afferenti siano state debitamente e compiutamente informate sulle attività previste in quei territori”. In altre parole, per bocca del Comitato, vien detto chiaramente che la comunità locale è stata tenuta all'oscuro di tutto...
    E questo avviene negli stessi giorni in cui, ad appena un centinaio di chilometri di distanza, in un'altra provincia della stessa Regione, si affrontano gli stessi identici problemi in un altro convegno in calendario a Salerno, il 22 Maggio per l'esattezza. Ma davvero si può pensare di arrestare questa caccia all'oro nero in atto nel territorio italiano solo con convegni e tavole rotonde, ognuna di esse mossa più o meno velatamente da interessi puramente locali ? E' da incoscienti, per non dire altro... Occorre invece rendersi conto che la minaccia è unica e interessa tutto il nostro Paese, e che, essendo identico l'obiettivo che si intende raggiungere, è opportuno e necessario unire le forze e esercitarle in una pressione comune che possa contrastare quelle delle multinazionali "in caccia" e far mutare indirizzo a chi di dovere...

Sondaggi petroliferi nel Sannio: sono tre le richieste. La Provincia tenta le vie legali.
di Livia Cimaglia
In qualche comune era arrivata comunicazione dalla Regione, ma c'è ancora confusione. Spulciando tra i faldoni, controllando la posta, non vi è traccia negli uffici provinciali di una comunicazione da parte della Regione Campania su richieste di autorizzazioni a sondaggi petroliferi nel territorio sannita. E’ passata una settimana dall’incontro tra l’assessore ... [segue]
www.ntr24.tv/it/news/31631

Estrazione petrolio nel Sannio, Comitato 'No Luminosa' promuove dibattito
da "Quaderno IT"
16/05/2012. - Il comitato 'No Luminosa' torna a parlare della ricerca di petrolio nel Sannio e lo fa con un convegno-dibattito che si terrà il prossimo 19 maggio alle 17, presso la sala 'Vergineo' del Museo del Sannio a Benevento, per analizzare gli impatti che comporterà sul territorio sannita l’attività estrattiva, nonché discutere sulle iniziative da intraprendere. Interverranno: ... [segue]
www.ilquaderno.it/estrazione-petrol...tito-72272.html

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

"Le estrazioni di petrolio nella zona del Sannio, in Campania. Due articoli in rete", il tutto anche su "Profumo di Mare", che ringrazio per l'ospitalità e per la diffusione ulteriore che potrà derivarne agli argomenti trattati, favorendo intorno a questi problemi una opportuna consapevolezza...
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A Alfonso Nigro piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 17/05/12

Estrazione petrolio nel Sannio, Comitato 'No Luminosa' promuove dibattito
da "Quaderno IT"
http://www.ilquaderno.it/estrazione-petrolio-sannio-comitato-no-luminosa-promuove-dibattito-72272.html


16/05/2012. - Il comitato "No Luminosa" torna a parlare della ricerca di petrolio nel Sannio e lo fa con un convegno-dibattito che si terrà il prossimo 19 maggio alle 17, presso la sala 'Vergineo' del Museo del Sannio a Benevento, per analizzare gli impatti che comporterà sul territorio sannita l’attività estrattiva, nonché discutere sulle iniziative da intraprendere.
     Interverranno: Franco Ortolani, ordinario di Geologia e direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio Università Federico II; Gerardo Ciannella, dirigente di Medicina Preventiva A.O. Monaldi; Stefania Divertito, giornalista; Rita D'Ottavio agronomo; e Antonio Bavusi, coordinatore scientifico OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista). Saranno presenti anche i componenti del Comitato No Petrolio -Vallo di Diano.
    Il comitato, come si ricorderà, aveva lanciato il segnale d’allarme all’inizio di maggio, quando aveva messo in luce la presenza di due richieste da parte di diverse società al Ministero per lo Sviluppo Economico per l'esplorazione per la ricerca petrolifera. Ora, il comitato che si batte anche contro la costruzione della centrale a Turbogas nel territorio beneventano, precisa che nel Sannio sarebbero state avanzate richieste per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. “In particolare risultano tre macroaree interessate da questi progetti. Di queste, due istanze presentate presso il Ministero dello Sviluppo Economico si sarebbero concluse con l’emanazione del decreto di autorizzazione all'esplorazione. Le ricerche in entrambi i casi andrebbero eseguite entro un anno dall’emanazione del decreto. Per la terza istanza, invece, sembra che la Regione Campania debba ancora esprimere il suo parere sulla VIA integrata con Valutazione di Incidenza."
    “A tal proposito – spiega il comitato - sul BURC n° 8 del 06/02/2012 la Regione Campania dava avviso della procedura integrata VIA - VI e che copia del progetto, dello studio di Impatto Ambientale integrato con la Relazione di incidenza e della relativa sintesi non tecnica sono già depositati presso gli uffici comunali interessati. Nello stesso BURC si invitavano tutti i soggetti interessati ai sensi dell’Art 24 comma 4 del D.Lgs 152/06 a presentare proprie osservazioni sull’opera in oggetto”.
    Dopo la denuncia e l'annuncio di una conferenza stampa, ci fu anche un primo incontro in provincia di Benevento con il presidente Cimitile che si disse “molto preoccupato per il contenuto della denuncia consegnatagli dal Comitato ‘No Luminosa’” e sottolineò che "della vicenda non risulta alcuna traccia presso il competente Settore della Provincia".
    Da qui, la nuova iniziativa del comitato che ha chiesto di sapere “se risultano trasmesse notifiche dei progetti di ricerca da parte sia della Regione Campania che delle società richiedenti ai Comuni interessati; se sono state inviate note e/o osservazioni ai predetti progetti nei termini e nei modi indicati ; se le Amministrazioni da Loro presiedute abbiano mai espresso pubblicamente valutazioni di assenso o di contrarietà alla possibilità che sul proprio territorio vengano avviate attività sia di ricerca di idrocarburi che di estrazione; se le popolazioni afferenti siano state debitamente e compiutamente informate sulle attività previste in quei territori”.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E sempre a proposito dei progetti di trivellazione nel Sannio, ecco il comunicato pubblicato ieri in rete da "Quaderno it" sul convegno dibattito che il Comitato locale "No Luminosa" ha organizzato per il prossimo 19 maggio alle 17, presso la sala 'Vergineo' del Museo del Sannio a Benevento. Finalità ? Analizzare gli impatti che le attività estrattive di petrolio previste sul territorio sannita comporteranno, e per discutere sulle iniziative da intraprendere.
Lo stesso Comitato ha già chiesto alla Provincia di sapere “se risultano trasmesse notifiche dei progetti di ricerca da parte sia della Regione Campania che delle società richiedenti ai Comuni interessati; se sono state inviate note e/o osservazioni ai predetti progetti nei termini e nei modi indicati; se le Amministrazioni da loro presiedute abbiano mai espresso pubblicamente valutazioni di assenso o di contrarietà alla possibilità che sul proprio territorio vengano avviate attività sia di ricerca di idrocarburi che di estrazione; se le popolazioni afferenti siano state debitamente e compiutamente informate sulle attività previste in quei territori”.
In altre parole, per bocca del Comitato, vien detto chiaramente che la comunità locale è stata tenuta all'oscuro di tutto... E questo avviene negli stessi giorni in cui, ad appena un centinaio di chilometri di distanza, in un'altra provincia della stessa Regione, si affrontano gli stessi identici problemi in un altro convegno in calendario a Salerno, il 22 Maggio per l'esattezza. Ma davvero si può pensare di arrestare questa caccia all'oro nero in atto nel territorio italiano solo con convegni e tavole rotonde, ognuna di esse mossa più o meno velatamente da interessi puramente locali ? E' da incoscienti, per non dire altro... Occorre invece rendersi conto che la minaccia è unica e interessa tutto il nostro Paese, e che, essendo identico l'obiettivo che si intende raggiungere, è opportuno e necessario unire le forze e esercitarle in una pressione comune che possa contrastare quelle delle multinazionali "in caccia" e far mutare indirizzo a chi di dovere...
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Post di Filippo Foti

Comunque la cosa si fa molto seria!!!
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Sondaggi petroliferi nel Sannio: sono tre le richieste. La Provincia tenta le vie legali
di Livia Cimaglia
http://www.ntr24.tv/it/news/31631


In qualche comune era arrivata comunicazione dalla Regione, ma c'è ancora confusione. Spulciando tra i faldoni, controllando la posta, non vi è traccia negli uffici provinciali di una comunicazione da parte della Regione Campania su richieste di autorizzazioni a sondaggi petroliferi nel territorio sannita.
E’ passata una settimana dall’incontro tra l’assessore all’ambiente Gianluca Aceto ed i componenti del comitato No Luminosa che avevano sollevato la questione, parlando di un progetto presentato a Palazzo Santa Lucia per conto di una società petrolifera, la Delta Energy, che interesserebbe ben 18 comuni del Sannio e che va sotto il nome di “Pietra Spaccata”. La Provincia di Benevento non ne era conoscenza. Sembrerebbe però che in alcuni dei territori citati nella richiesta d’intervento sia in effetti arrivata una comunicazione tramite corriere. Ma l’assessore all’ambiente ribadisce che “non solo non è stato ricevuto alcun documento, ma neppure l’ente è stato mai invitato a conferenze di servizi che solitamente in questi casi si realizzano. Ora la pratica è nelle mani dell’ufficio legale della Rocca dei Rettori, che sta valutando se ci sono stati eventuali vizi di forma nella procedura adottata dalla Regione Campania”.
Intanto si apprende che “i progetti di estrazione petrolifera che interessano il Sannio sono tre. Oltre a 'Pietra Spaccata' dove il procedimento autorizzativo è ancora in fase iniziale, per altri due che vanno sotto il nome di 'Santa Croce del Sannio' e 'Nusco', l’iter si è già concluso favorevolmente”. Lo ha spiegato Vincenzo Portoghese, esponente del Comitato NoLuminosa di Benevento: “Noi - ha aggiunto - siamo in contatto con altri comitati dell’avellinese e del Molise, quei territori cioè che ricadono insieme alla nostra provincia nelle aree indicate come 'Santa Croce' e 'Nusco'. In questi giorni - ha concluso Portoghese - presenteremo, anche di concerto con l’assessorato all’ambiente, una richiesta ufficiale di tutta la documentazione alla Regione Campania, per capire se è stato fatto tutto secondo regole e se siamo ancora in tempo per opporci a questa scellerata idea di cercare il petrolio nel Sannio”.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Estrazione petrolio nel Sannio... Un comunicato appena pubblicato che prova come sia efficace e subdolo il lavoro delle lobbies in favore delle multinazionali petrolifere, sempre a caccia di nuove aree del territorio del nostro Paese in cui poter avviare in silenzio le loro iniziative, infischiandosene bellamente di tutte quelle norme che prevedono che le comunità locali siano informate per tempo di tali progetti e messe in condizione di esprimere osservazioni e pareri consapevoli al riguardo... E invece ciò avviene quasi sempre approfittando del velo di omertà che la stampa nazionale stende abitualmente su questi argomenti, evitando di informare le stesse comunità dei rischi connessi a tali operazioni e come possa risultare compromesso il loro modello di sviluppo futuro... Ed ora è la volta del Sannio, in provincia di Benevento... Ma di quante altre zone d'Italia, non siamo minimamente informati, e solo quando è ornai troppo tardi si viene a sapere qualcosa ?
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Post di Filippo Foti

Bisogna tempestare il web di post dal tuo a P.D.M. a tutti quelli conosciuti... alla fine quelli almeno sono indicizzati... sperando che non li blocchino!!!!
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Rifiuti: 'No waste' per abbattere costi rifiuti nelle isole minori
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/17:17/4164748

Catania, 16 mag. - (Adnkronos) - Per portare rifiuti indifferenziati dalle isole minori le discariche della terraferma, alla Regione siciliana è 'costretta' a spendere 6 milioni di euro all'anno. La situazione potrebbe, però, mutare dopo la proposta del sindaco di Pantelleria, Alberto Di Marzo che durante la presentazione in un albergo catanese dei risultati di medio termine della compostiera anaerobica da cucina 'Nowaste' ha proposto la sua isola per "un progetto pilota che serva a testare ulteriormente l'elettrodomestico. Questo consente il trattamento negli appartamenti della frazione organica dei rifiuti con la produzione di precompost eliminando cosi' la necessita' delle discariche". "Con la crisi -ha sottolineato il sindaco di Pantelleria- abbiamo una grande preoccupazione per il futuro, e questa sembra una soluzione estremamente interessante".
Giandomenico Maniscalco del Dipartimento regionale Ambiente ha sottolineato che "la oprossima fase del progetto passa ora dalla distribuzione di mille prototipi nei tre comuni partner". Il presidente dell'Irssat Giuseppe Lo Bianco, ha poi evidenziato come siano "già numerose le città siciliane che hanno aderito all'iniziativa: dalla già citata Pantelleria a Salaparuta, da Casteltermini e Siculiana, da Gravina a Misterbianco senza dimenticare l'Isola di Salina".
Il convegno odierno si è aperto con l'intervento di Riccardo Maggiore docente universitario di chimica dell'ambiente a Catania che ha fornito i risultati delle analisi sul bioliquido e sul solido trattati con le compostiere Nowaste definendo i risultati molto soddisfacenti, come sottolineato anche da Simona Baccheresi dell'Unita Life di Bruxelles.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Davvero interessante la proposta del sindaco di Pantelleria, Alberto Di Marzo, che, durante la presentazione nell'Aga Hotel di Catania dei lusinghieri risultati di medio termine della compostiera anaerobica da cucina Nowaste, ha proposto la sua isola per un progetto pilota che serva a testare ulteriormente l'elettrodomestico. Questo, grande metà di una lavastoviglie, consente il trattamento negli appartamenti della frazione organica dei rifiuti con la produzione di precompost, eliminando così la necessità delle discariche. Se son rose fioriranno...  Per altre informazioni sul "Nowaste" vedi http://www.ilsole24ore.com/...-prototipo-163602.shtml
e leggi qui a seguire:

L'elettrodomestico che produce compost. Il prototipo in arrivo dalla Sicilia
di Orazio Vecchio
    11 ottobre 2010. - Come con un normale elettrodomestico, qualunque famiglia potrà presto produrre concime nella propria cucina, semplicemente mettendo in uno speciale apparecchio la frazione organica dei rifiuti domestici. Che sarà trattata direttamente "in house" – è proprio il caso di dirlo – in uno spazio inferiore a quello occupato da una lavastoviglie, risparmiando sulla raccolta ed evitando il conferimento alla discarica.
    Nasce nella Sicilia perennemente alle prese con la questione rifiuti un progetto che potrebbe ridisegnarne, in futuro, il ciclo di gestione, e che a breve vedrà la concreta sperimentazione in tre Comuni pilota: si chiama "N.O.WA.S.T.E.", come "New Organic Waste Sustainable Treatment Engine" (nuovo elettrodomestico per il trattamento sostenibile dei rifiuti organici) ma anche come "niente rifiuti", il progetto realizzato dall'Irssat (Istituto di ricerca, sviluppo e sperimentazione sull'Ambiente ed il territorio) e finanziato dalla Commissione europea attraverso lo strumento Life con poco più di un milione di euro, il 50% dei circa due milioni di euro del costo totale.
    L'innovazione consiste nell'adozione di un sistema che combina lo sviluppo di una nuova tecnologia con la promozione della raccolta differenziata. Innanzitutto, i ricercatori hanno progettato un robot che, favorendo la fermentazione anaerobica, trasforma i rifiuti domestici organici, che rappresentano circa il 40% dei rifiuti prodotti, in compost grezzo: l'apparecchio compatta l'umido, blocca i cattivi odori, separa l'umido dai liquidi, è autopulente, non immette materiale negli scarichi. «Il progetto è stato avviato circa tre anni fa e inizialmente – spiega Giuseppe Lo Bianco, presidente dell'Irssat – abbiamo verificato che l'opzione che avevamo immaginato fosse compatibile con le abitudini familiari. Ci siamo convinti che è possibile e che il sistema può diventare uno standard. Materialmente, l'apparecchio si presenta come un elettrodomestico, delle dimensioni di 30x60x80 centimetri, circa la metà di una lavatrice. Sarà integrabile in una normale cucina, facilmente utilizzabile in casa ed estraibile. Il primo esemplare sarà presentato a gennaio ed entro marzo sarà avviata la sperimentazione con trenta macchine funzionanti».
    Il test durerà 30 mesi, si articolerà in tre fasi e si svolgerà, con allargamenti progressivi del campione, in tre Comuni siciliani: quello rurale di Gaggi, quello industriale di Melilli, quello turistico di Castelmola. L'ultimo step prevede l'utilizzo di mille elettrodomestici, che saranno utilizzati per un anno a tappeto a Castelmola (Messina), nel 50% delle abitazioni di Gaggi (Messina) e in un quartiere di Melilli (Siracusa). Saranno inoltre provati speciali prototipi per ristoranti, hotels, mense e scuole. Il progetto, che ha come l'Università e la Provincia regionale di Catania e la società Bio.Medi già operante nel recupero dei rifiuti mediante compostaggio, mira ad elaborare una "filiera" vantaggiosa per le famiglie e i Comuni perché elimina il conferimento alla discarica, migliora le condizioni di igiene dei centri abitati, aumenta la percentuale di raccolta differenziata, riduce la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti e le emissioni nocive, crea nuove opportunità di lavoro e produce una sostanza vendibile sul mercato.
    La fase sperimentale prevede un legame diretto con le imprese, perché il compost prodotto delle famiglie dovrà essere trattato ai fini della commercializzazione. A quel punto potranno essere chiari sia i costi industriali di produzione, sia i vantaggi economici derivanti dalla fornitura del prodotto grezzo.

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Post di Gianfranco Rossetto

Bravo Alberto! complimenti al nostro Sindaco...
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Post di Gianluca Cecere

Bello! Finalmente! un tassello importante!
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Post di Filippo Foti
Interessante! In Francia oltre 15 anni fa ho visto in una villa un trituratore, posto nel lavandino, che manda direttamente i residui organici polverizzati nella condotta. Chiaramente le tubazioni devono essere fatte ad oc, come anche il sistema del trattamento delle acque di scarico. Non so se in Italia esiste qualcosa del genere, ma non penso. Molti paesi europei sono avanti a noi sempre anni luce in tante cose...!
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Dalla mia Bacheca su FB del 16/05/12

Convegno "PETROLIO & TERRITORIO: il futuro del Vallo di Diano sull'esperienza della Basilicata"
comunicato stampa da "Comitato No Petrolio nel Vallo di Diano"
http://comitatonopetrolio.blogspot.it/2012/05/convegno-petrolio-territorio-il-futuro.html


     Il Comitato No petrolio nel Vallo di Diano e le Associazioni Studentesche – Agorà, Alf, Futura, Panta Rei, PiKuadro Kollettivo Ingegneria, Run, Unifriends, Associazione Universitaria Sui GeneriS - dell’Università degli Studi di Salerno, sono lieti di invitare la S.V. al convegno “Petrolio e territorio: il futuro del Vallo di Diano sull’esperienza della Basilicata” che si terrà il giorno 22 Maggio 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.30, presso l’Aula delle Lauree di Ingegneria dell’Accademia Ippocratica.
     Nel corso del convegno i relatori avranno modo di evidenziare, attraverso le vicende del Vallo di Diano, della Basilicata ed altri luoghi del territorio italiano, le contraddizioni locali riguardo all'istanza di permesso di ricerca petrolifera in terraferma nell’area "Monte Cavallo".
     La procedura di estrazione contrasta la conformazione idrogeologica del territorio, ad elevato rischio sismico, e si interpone ad un potenziale sviluppo ecosostenibile, condotto attraverso la gestione locale delle risorse agroalimentari, di cui il territorio è ricco. Si farà particolare riferimento alla situazione che, ormai da più di 15 anni, grava sul territorio della Val d'Agri e della Basilicata tutta.
     L'obiettivo che il convegno porta con sé mira a fornire agli uditori una adeguata conoscenza scientifica dei rischi ambientali e sociali che l'estrazione petrolifera inevitabilmente induce e propone una riflessione sensibile e critica circa le contraddizioni di fondo che sussistono nel Bel Paese.
     Intervengono: DAVIDE BUBBICO, Docente di Sociologia Economica presso Università degli Studi di Salerno; VINCENZO LAPENNA, Direttore d'Istituto presso CNR-IMAA Basilicata; MICHELE SOMMA, Segretario Regionale Comunità Lucana; MARIA RITA D’ORSOGNA, Docente di Fisica presso California State University at Northridge; VINCENZO BELGIORNO, Docente di Ingegneria Ambientale presso Università degli Studi di Salerno; FRANCO ORTOLANI, Docente di Geologia presso Università Federico II di Napoli; GIUSEPPE SORRENTINO, Presidente FederConsumatori Salerno; e GIANLUCA DE MARTINO, Presidente Legambiente “Orizzonti” Salerno. ModeraTIZIANA MEDICI, Dottoressa in Storia e Filosofia.
     Vi aspettiamo numerosi!

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
"Petrolio e territorio: il futuro del Vallo di Diano sull’esperienza della Basilicata”: questo il titolo del Convegno che si terrà il giorno 22 Maggio 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.30, presso l’Aula delle Lauree di Ingegneria dell’Accademia Ippocratica. Prevista la partecipazione anche di Maria Rita D'Orsogna, in arrivo espressamente dagli USA .Obiettivo del convegno è fornire agli uditori una adeguata conoscenza scientifica dei rischi ambientali e sociali che l'estrazione petrolifera inevitabilmente induce, "proponendo una riflessione sensibile e critica circa le contraddizioni di fondo che sussistono nel Bel Paese". Una frase alquanto enigmatica, che spero non voglia significare che certi fatti e certe realtà ampiamente comprovate non hanno il valore che meritano... Staremo a vedere...
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Post di Movimento Ambientalista Bat

Purtroppo non hanno concesso tanto tempo a disposizione a Maria Rita D'Orsogna, ecco perché ha deciso di scrivere nel suo blogspot le cose che vorrebbe dire quando sara' a Salerno, ma per cui non ci sara' tempo.
Vedi "No all'Italia petrolizzata: "Agli abitanti del Vallo Di Diano, alla Shell - parte prima" http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/05/agli-abitanti-del-vallo-di-diano-alla.html
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A Carmelo Nicoloso, Giò Nastasi, Alfonso Nigro, Giusy Iacono, Noemi Indiano, Carlo Arcioni, Giovanna Gaito, E Quindi Demetrio, Comitato Boscotrecase, Michele Casella, Vincenzo NoLumi NOsa Portoghese, e al sottoscritto piace questo elemento.
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Agli abitanti del Vallo Di Diano, alla Shell - parte prima
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/agli-abitanti-del-vallo-di-diano-alla.html


TUESDAY, MAY 15, 2012. - E' una giornata strana - stasera parlo al pubblico generale a Santa Monica sulle trivelle d'Italia, e guarda caso era proprio il giorno in cui Josh Fox veniva a Los Angeles per filmare Gasland 2. Ci siamo parlati, mi ha riconosciuta, e l'ho invitato di nuovo in Italia. Chissà...          
     Intanto, fra qualche giorno sarò in Campania a parlare di petrolio e mentre cercavo di capire chi fossero i miei interlocutori mi sono resa conto che il tempo mi daranno è poco e sarò schiacciata in mezz'ora di tempo fra i sostenitori del petrolio da un lato, ed altri che invece mi paiono più politici che altro - sebbene sia una università. E allora ho deciso di scrivere qui le cose che vorrei dire quando sarò a Salerno ma per cui non ci sarà tempo.
     Questa è la prima parte, dedicata alla Shell. Innanzitutto, mi sono imbattuta in un articolo in cui i rappresentanti della Shell, guidati dal loro amministratore delegato Peter Voser, dicono agli abitanti del Vallo Di Diano, a cavallo fra le province di Salerno e di Potenza, di stare tranquilli, perchè sebbene la Shell sia interessata a questa zona, non ci sarà "Nessuna perforazione selvaggia" e perchè "Vogliamo solo approfondire gli studi sul territorio e non è nostra intenzione perforare, se sarà il caso, senza avere prima incontrato la popolazione".
     Non credetegli. Ma neanche per un nanosecondo. A quelli non importa niente di fare studi o di incontrare la popolazione. A quelli interessa solo petrolizzarvi, e portare a casa quattrini. Facile facile. Perchè mai una ditta petrolifera dovrebbe far studi se non per trivellare? E perchè mai dovrebbe incontrare la popolazione se non per convinceri a trivellarvi? E poi, quali sono le perforazioni selvagge, e quali sono quelle aristocratiche? Ci sono trivellazioni per bene? Io non ne ho viste mai. Non credetegli.
    Tutto quello che dicono adesso sono tutte balle, per sembrare benevoli, gentili, innocenti. Ma se ci pensate bene, sono solo bugie e propaganda. Cosa altro possono dirvi? Certo non possono dire la verità. E la verità è una sola, e basta andare in Val D'Agri per vederlo in tutta la sua lampante semplicità. Non esistono le perforazioni sicure, delicate ed eleganti. Sono tutte selvagge, perchè in ogni angolo del mondo si tratta di tirar fuori dal sottosuolo robaccia satura di sostanze tossiche che madre natura ha seppellito milioni di anni fa. Che sia il deserto, che siano le vigne d'Abruzzo, che siano gli stagni di Arborea, che siano i parchi della Val D'Agri, sempre monnezza è. E per tirare fuori questa monnezza tossica, si usa altra robaccia tossica, qualche volta radioattiva, disturbando le falde acquifere, disturbando l'agricoltura, la salute delle persone.
     Non è successo mai da nessuna parte del mondo che le trivelle abbiano migliorato la qualita' della vita di nessuno. E la Shell è una trivellante particolarmente aggressiva ed incurante dei residenti. Non credetegli. Basta solo guardare cosa ha combinato in Nigeria - cause su cause per inquinamento, per violazione dei diritti umani, torture, stupri ed omicidi. Non è un segreto per nessuno che la Shell sia corresponsabile della morte dell'attivista nigeriano Ken Saro Wiwa e che abbiano inquinato tutto il Delta del Niger - falde acquifere, foreste, mangrovie, pesca, case, vita e polmoni. Tutti i limiti ambientali sono stati sfondati alla grande, oltre il tetto, le stelle, oltre la vergogna. E questo non lo dice Maria Rita, lo dice un rapporto ufficiale delle Nazioni Unite. Infatti sono a giudizio per tortura, schiavismo, omicidio in una corte americana per crimini contro l'umanità in Nigeria. Sono pure a processo in una corte londinese per altri crimini ambientali in Nigeria. O ancora, secondo The Guardian, nel Regno Unito hanno un record ambientale tremendo, peggio ancora che la BP e della Total!
    Come si può pensare che in Campania saranno più magnanimi? Non credetegli. Dicono che vogliono parlarvi. E allora, dopo che abbiamo parlato che facciamo? Non sono nessuno, ma ho speso 5 anni a combattere ENI e petrolieri di varia natura in Abruzzo ed altrove e non posso accettare che vengano a farvi il lavaggio del cervello che trivellare è cosa buona e santa, e che tutto si può fare. In Abruzzo ci avevano detto che era solo allaccio del metano, e che avrebbero voluto solo costruito dei depositi sotto i vigneti, mentre invece era una raffineria con 5 pozzi annessi!
    Hanno provato a "parlare" con la popolazione, ma li abbiamo annientati ogni volta, perchènon si può giustificare l'ingiustificabile. Anche in Abruzzo hanno iniziato con le balle del "dialogo", del "compromesso", del "trivelliamo, ma con cura". Sono tutte balle, perchè non è vero niente. Loro vogliono solo che diciate si, e poi chi si è visto si è visto. L'ENI ha mai fatto migliorie in Val D'Agri? Sono più ricchi in Val D'Agri? La loro salute è migliorata? I giovani hanno più opportunità ? La risposta è no, almeno dall'evidenza che ho visto io. Non credetegli.
    E la risposta da dare a loro è lo stesso no secco. Senza esitazioni, senza compromessi, senza dargli la possibilità di manipolarvi e di convincervi, magari facendo scintillare la promessa di soldi facili. Qualsiasi compenso economico non potrà mai ripagarvi di un ambiente malato. Cara Shell, l'Italia non è l'Arabia Saudita. Andate altrove a portare i vostri progetti di morte. E' impossibile. E se è possibile, io non l'ho visto mai da nessuna parte al mondo, nè in Nigeria, ma nemmeno negli USA o in Norvegia o ovunque trivellino. Le prossime puntate dedicate alle balle che dice Vincenzo Lapenna - ricercatore del CNR - buoni soldi! - e le "prove sicure" sui legami fra cancro e petrolio.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

La menzogna è uso comune in certi ambienti produttivi che, legati unicamente al profitto, non tengono in alcun conto le conseguenze del loro modo di operare... Da Maria Rita D'Orsogna un invito agli abitanti del Parco Nazionale del Cilento e di Vallo di Diano... State con gli occhi e le orecchie ben aperti, e non lasciatevi sedurre da false promesse e guadagni facili... riservati solo a chi li propone in totale malafede...
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Dalla mia Bacheca su FB del 15/05/12

Concessioni petrolifere intorno a Pantelleria.. Luci ed ombre
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


Questa la mappa aggiornata della situazione concessioni petrolifere intorno a Pantelleria in base ai dati ricavati dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico e in particolare da quelli dell'ultimo bollettino del Ministero pubblicato in rete in data 30 Aprile 2012 (vedi http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/buig/56-4/56-4.pdf). Risulta una situazione di luci ed ombre... Tra le luci, brilla certamente l'istanza di rinuncia presentata dalla Northern Petroleum al permesso di ricerca “C.R.147.NP", forse a seguito del respingimento della richiesta di "VIA" alle sue operazioni nell'altra concessione di cui la stessa società era anche titolare poco più a nord... Comunque sia, viene così di fatto eliminata una delle due minacce sul mare in prossimità dell'isola. La seconda minaccia, meno incombente ma forse più subdola, è costituita dalla concessione intestata all'Audax (la stessa società che, come si ricorderà, effettuò le ricerche nell'estate 2010 con la piattaforma "Lambouka" appena al di là del limite delle acque territoriali italiane...). Essa è attualmente in stato di sospensione, ma non dimentichiamoci che la stessa Societa è titolare di concessioni anche in acque tunisine, dal limite delle acque territoriali italiane fino a Capo Bon, e i giacimenti petroliferi (evidenziati in giallo) già individuati con le ricerche effettuate a suo tempo, non lasciano purtroppo sperare nulla di buono... Occhi aperti dunque, un avvertimento in particolare per chi va per mare da quelle parti...

NB. - Immagine realizzata dal sottoscritto sulla base di elementi ricavati in data 15/05/12 dal sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche  - Elenco dei permessi di ricerca vigenti - Dati al 30 Aprile 2012 -
Vedi http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/ricerca/titoliricerca.asp.
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Stesso articolo anche su "Social Sicilia" e su "Profumo di Mare" del 15/05/12; e su" Pantelleria Internet Com - News 9647" del 18/05/2012
http://www.socialsicilia.it/2012/05/concessioni-petrolifere-intorno-a-pantelleria-luci-ed-ombre/
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61572319
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8604
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A Giusi Nicolini, Renato Ghittoni, Alfonso Nigro, Luca Gioria e Filippo Foti piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 14/05/12

S.O.S. dalla Terra
un video pubblicato in data 14/mag/2012 da nicolosoc
http://www.youtube.com/watch?v=OlEZDE9MbQo


Nuovo singolo di Ferdy Sapio, scritto insieme a Joseph Mancino con un intervento del baritono Gaetano Rizzitelli. Presentato il 12 maggio 2012 ad Acireale in occasione della II^ edizione del Premio "Ambasciatori della Natura" promosso dal Centro Parchi Internazionale diretto dal prof. Franco Tassi. Questo video è stato condiviso con Tom Perry "l'uomo a piedi nudi", immagini delle sue avventure su per vulcani e montagne sparse in giro per il mondo, per diffondere un messaggio di pace e di salvaguardia della madre Terra. Le riprese sull'Etna sono del giornalista RAI di Catania Giovanni Tomarchio. Montaggio Santi Di Stefano (Studio VTE - Belpasso)

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Paolo Scaroni, tra tangenti, inquinamenti ambientali e menzogne...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61572015 
 

Le canta chiare Maria Rita, e fa più che bene. Qui non è questione di negare che il petrolio oggi come oggi sia indispensabile per far andare avanti la nostra civiltà... Lo sappiamo tutti che non possiamo ancora farne a meno... Ma vorrei tanto (sono un illuso lo so...) che le persone che si occupano delle risorse energetiche per il nostro Paese non fossero degli affaristi spregiudicati, dalle tangenti e dalle menzogne facili, dediti solo all'arricchimento personale e a quello dei loro consoci, privi di scrupoli (gli uni e gli altri) e di ogni preoccupazione delle conseguenze e dei danni che le loro azioni possono provocare sia all'ambiente in cui scelgono di operare, ma anche agli esseri viventi in quell'ambiente da cui tutti (uomo compreso) traggono vitale sostentamento. E invece...
E' certamente utile che ad occuparsi dei problemi delle riserve energetiche del nostro Paese siano dei "tecnici" più che dei politici. Ma vorrei che fossero anzitutto delle persone intellettualmente oneste, e non solo.... Che non agissero, ad esempio, come l'amministratore delegato dell'ENI, quel certo Paolo Scaroni, già invischiato per circa venti anni in vicende giudiziarie tutte legate a fatti di inquinamento ambientale e tangenti. Un vizio questo che, quando lo si ha, difficilmente con gli anni si perde, e i misfatti in Kazakistan di cui è oggi accusato lo stesso Scaroni lo provano.
Lo stesso avviene con le balle... Se uno è abituato a spararle grosse, continua a farlo, affermando cose che non stanno nè in cielo, nè in terra, e che solo una stampa amica (comprata a botte di una pubblicità fasulla, freudianamente scritta fino a qualche tempo fa sulla sabbia...), e un'agenzia giornalistica come l'AGI (di totale proprietà dell'Eni) possono avvalorare e certificare. Arrivando persino a premiarlo, come è avvenuto l'11 Maggio u.s. con il Premio 'Guido Carli' e a dargli così una patente di "nobiltà" altrimenti difficile da comprovare... La motivazione del premio? Eccola: "... per i successi manageriali e i fatturati e utili record raggiunti da quando guida l'Eni". Alla faccia della vigente crisi globale !!!
Delle menzogne poi che racconta abitualmente Paolo Scaroni, Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog proprio ieri ci da una bella testimonianza, che riporto integralmente a seguire. Ma è sul "curriculum" del personaggio che vorrei aggiungere ancora qualcosa.
Per chi non lo sapesse, Paolo Scaroni nel 1992, nella sua qualità di amministratore delegato e vice-presidente della società argentina Technint, fu arrestato durante l'inchiesta giudiziaria di Mani Pulite con l'accusa di aver versato tangenti di svariate centinaia di milioni (di lire italiane) al Partito Socialista Italiano per appalti Enel a Brindisi. Il processo venne celebrato nel 1996 e Scaroni chiese di patteggiare la pena che fu di 1 anno e 4 mesi, giusto sotto la soglia della carcerazione.
Dieci anni dopo, nel 2006, ci risiamo. Stavolta a processarlo per inquinamento ambientale in qualità di amministratore delegato dell'Enel (lo era all'epoca dei fatti) è il tribunale di Adria, per aver inquinato, con la Centrale di Porto Tolle, il territorio del delta del Po. E arriva alla fine anche la condanna ad un mese di reclusione, a titolo colposo, pena convertita poi in un'ammenda di 1.140 euro (sic!). Ma non finisce qui...
Nel marzo del 2009 la Corte d’Appello di Venezia lo assolve, ma nel 2011 la Cassazione ribalta la sentenza della Corte d'Appello di Venezia. Secondo quanto si è appreso, sarebbe prevalsa la linea dura per cui sarebbe stata riconosciuta la responsabilità penale, ma i reati nel frattempo si sono prescritti e per Paolo Scaroni pertanto i reati attribuitigli vengono cancellati insieme alla precedente sentenza di primo grado. Conclusione: tutto è "male" quel che finisce "bene" per Scaroni... [Fonte Wikipedia, da Barbacetto, Gomez, Travaglio, "Mani Pulite - la vera storia", Editori Riuniti, 2002].
Un'ultima precisazione, non priva di valore in questi tempi di crisi che tutti stiamo attraversando, l'abbiamo infine nel servizio di Andrea Greco su Repubblica dell'8 Maggio 2012. Da esso risulta che "nel 2011, tra paga, bonus e incentivi, Scaroni ha percepito 6,06 milioni di euro"... Poverino !!! Vedi http://www.repubblica.it/economia/finanza/2012/05/08/news/dsfsd-34695411/.

Paolo Scaroni, tra tangenti, inquinamenti ambientali e menzogne...
di Maria Rita D'Orsogna
Mappa USA. (a destra). Rosso: vietato trivellare. Giallo: acque non USA. Verde: trivelle OK.
Quando anche l'Italia si sarà dotata di zone di interdizione così ampie, allora ne riparleremo, caro Scaroni!
SUNDAY, MAY 13, 2012. - Qualche giorno fa Scaroni ne ha sparata un'altra delle sue, facendo da eco a Passera, con l'idea che se trivelliamo lo stivale da cima a fondo, avremmo risolto tutti i problemi d'Italia. Come riporta l'AGI - l'Agenzia Giornalistica Italiana al 100% di proprietà dell'ENI, Scaroni infatti dice:

"Dopo l'incidente di Macondo nessun Paese al mondo ha cambiato la legislazione sulle esplorazioni petrolifere. Solo l'Italia l'ha fatto, innalzando il limite da 5 a 12 miglia dalla costa ed invece, abolendo questo limite, l'Erario incasserebbe 2 miliardi di euro in più l'anno nei prossimi 20 anni.
Abbiamo privato il nostro Paese della possibilità di migliorare la bilancia dei pagamenti, le entrate dello stato, i bilanci delle società che vi operano nell'esplorazione e produzione italiana e gli approvvigionamenti energetici.
Togliendo questo limite che è stato un errore gigantesco, potremo far sì che il nostro Paese la smetta di sentirsi diverso. Negli Usa, dopo Macondo, non è stata modificata alcuna regola mentre in Italia, e solo in Italia, sono stati posti limiti più stringenti ad esempio nell'Adriatico per il gas. Ed invece - ha ricordato - secondo stime di Assomineraria, riducendo il limite a 5 miglia, si otterrebbero ogni anno 2 miliardi di entrate in più per l'Erario per i prossimi 20 anni."

Intanto, caro Scaroni, visto che le piace l'America, negli USA sarebbe INACCETTABILE che uno come lei, condannato in via definitiva per inquinamento ambientale, sieda al capo di qualsiasi ditta - ENI o non ENI - e che si senta di poter dire qualsiasi cosa sull'ambiente o sul modo di governare l'Italia.
Punto secondo, caro Scaroni, negli USA sarebbe INACCETTABILE che una ditta petrolifera come la sua sia proprietaria di organi di stampa, e che abbia a pagamento giornalisti quali la Lucia Annunziata. Nessuno permetterebbe alla Chevron di comprarsi una agenzia di stampa, e se pure fosse, nessuno considererebbe quella testata attendibile. Sono cose che sarebbero inaudite qui - come anche che la Annunziata accetti di scrivere per voi. Ma questa è un altra storia.
Terzo punto, come ripetuto ad infinitum, le leggi non sono cambiate negli USA perchè erano già molto molto più stringenti che in Italia, dove fino al 2010 non avevamo niente di niente - potevi venire e trivellare a 2 chilometri da riva, come era infatti il caso a Vasto!
Come detto mille volte, in California il limite è di 160 chilometri da riva, e in Florida 200. Si trivella solo nel golfo del Messico, non certo noto come meta turistica!!! Infine, Assomineraria fa gli interessi di ENI, Forest Oil, Petroceltic, Saras, Northern Petroleum e tutta l'allegra banda di speculatori petroliferi. Assomineraria guarda SOLO le trivelle, e ignora tutto il resto.
Perchè non lo va a chiedere alle associazioni di turismo, di pesca, di balneatori che ne pensano di trivellare sotto il naso dei loro ombrelloni? E quanto ci costerà salvare le coste dalla subsidenza indotta dalle sue trivelle? E se ci sono scoppi e perdite, chi ci pensa? Verrà lei Scaroni, assieme a Passera a ripulire le nostre cose? O cosa trivelliamo Otranto, Pantelleria, Venezia?
Come sempre, mi dica dove va al mare lei, e iniziamo a trivellare dalla riviera di casa sua. Grazie e buone tangenti.
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/05/le-bugie-di-scaroni-sul-petrolio.html

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Commento del sottoscritto a margine della condivisione del post sulla Bacheca di Maria Rita D'Orsogna
Grazie Maria Rita...
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Maria Rita D'Orsogna
Grazie a te Guido, ciao!
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Post di Filippo Foti
"...Lo sappiamo tutti che non possiamo ancora farne a meno..." ma chi l'ha detto ? Basterebbe che, almeno in Italia, si provasse a porre divieti in tutte le città alla circolazione automobilistica, con servizi sostitutivi, che i prezzi della benzina crollerebbero!!! Ma i governi, di qualunque colore politico, lo faranno mai? E pensare che i tempi sarebbero maturi per farlo!

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Post di Guido Picchetti
@Filippo. L'ho detto io, caro Filippo, e ne sono pienamente convinto... La verità è che mi ritengo, e sono, un ambientalista "realista" più che "idealista", e tanto da non perdere il contatto con il mondo reale in cui viviamo... Per tale ragione trovi quell' "ancora" nella mia frase, che significa appunto che quel che non può essere oggi, non è detto che non possa essere domani, per quel bene comune che tutti auspichiamo...
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Stesso articolo pubblicato su "Social Sicilia" del 14/05/11, su "Pantelleria Internet Com - News 9445" del 15/05/12, e a margine di una foto postata su FB
 
http://www.socialsicilia.it/2012/05/paolo-scaroni-tra-tangenti-inquinamenti-ambientali-e-menzogne/
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8582

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3638230068719&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1
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A Mario Fontana, Maria Ghelia, Filippo Foti, Paula Nitescu, Lidia Giannotti, Gianluca Cecere, Fabrizia Arduini, Tonino Centrella e Alfonso Nigro piace questo elemento.
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     Dal 7 al 13 Maggio 2012
 
Dalla mia Bacheca su FB del 13/05/12

Maria Rita D'Orsogna, sull'ENI in Kazakistan e sulla Riserva del Borsacchio in Abruzzo
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=435057979839356
 

Sono due articoli pubblicati negli ultimi giorni da Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog, che non voglio assolutamente che passino inosservati. E li segnalo pertanto in questi miei "Echi di Stampa" che proprio oggi diramerò agli amici in lista come previsto, elencandone titoli e relativi link, in modo che possano essere letti.
Il primo articolo riguarda la recente accusa di "corruzione internazionale" all'Eni e al suo Amministratore Delegato Paolo Scaroni, per una presunta tangente da 20 milioni di dollari che, secondo l'accusa, avrebbe finanziato una parte dell'investimento nel giacimento di Kashagan. Accusa che ha portato la procura di Milano a chiedere di commissariare Agip Kco, la divisione operativa del gruppo in Kazakistan, o in alternativa di proibirle di continuare a negoziare contratti nel Paese per quel che riguarda il campo petrolifero di Kashagan.
Il secondo articolo riguarda invece quanto sta avvenendo in Abruzzo ai danni del Borsacchio, una piccola riserva naturale in una delle zone costiere più belle e ridenti di quella regione, in prossimità di Roseto degli Abruzzi. E l'articolo non solo riporta con tanto di nomi e cognomi come il consiglio regionale si sia espresso al riguardo, tradendo chiaramente la volontà popolare, ma anche il comunicato stampa, fortissimo, espresso a seguito di quel voto dalle seguenti associazioni ambientaliste: WWF, Italia Nostra, Comitato Abruzzese Beni Comuni, Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio, Legambiente, Archeoclub Giulianova, e Slow Food condotta di Giulianova e Val Vibrata. Comunicato integralmente riportato sul Blog di Maria Rita.

L'ENI nella melma
di Maria Rita D'Orsogna
THURSDAY, MAY 10, 2012. - .. e no, la melma non è solo lo schifo petrolifero che abbiamo sottoterra, ma è proprio etica, morale. Una ditta che in tutta la sua esistenza non ha fatto altro che corrompere ed inquinare, quale altro habitat naturale può avere se non la melma? In questi anni vengono fuori mazzette in Nigeria, in Iraq, in Kazakstan. Un modus operandi normale e mondiale per loro.
Ecco che arriva oggi la notizia di "commissariare" la divisione ENI in Kazakhstan, detta Agip KCO per corruzione internazionale. Commissariare, si, come si fa nei paesi di mafia. Della serie: non ci fidiamo più di loro. L'alternativa, secondo il CorSera è di vietarle di negoziare con il Kazakhstan. E perchè? Perchè - come è loro costume, dal piccolo al grande - hanno cercato di corrompere pure i kazakhi. E si, d'altro lato, lo stesso Enrico Mattei, fondatore dell'ENI diceva di se di essere "un corruttore onesto". Come se fosse un onore corrompere!
L'ENI - e farebbe ridere se non che fa piangere - è adesso accusata di avere corrotto tale Timur Kulibayev, genero del presidente della repubblica Nursultan Nazarbayev, per circa 20 milioni di dollari e per avere diciamo dei favorini nell'accelerare le pratiche petrolifere in Kazakhstan.
L'ENI è proprietaria del 16.8% del giacimento Kashagan e l'intero campo è detto Karachaganak. Mi viene da ridere a pensare a Paolo Scaroni, o chi per lui. che intrallazza con uno che si chiama Nur-sultan. Se fossi un vignettista farei Scaroni tutto sudato che da le sue belle mazzette a Borat!
E se arrivano a corrompere in Kazakhstan, figuriamoci quanta corruzione c'è in Italia!
Il grande a fare questa richiesta è Fabio De Pasquale, che già ha avuto a che fare con l'ENI in passato e che non ha avuto paura di loro. L'ENI è cosi indagata come "persona giuridica per corruzione internazionale".
Scaroni - già condannato in via definitiva per inquinamento ambientale - dice che non è preoccupato e che è calmo. Si vede che nemmeno la vergogna gli fa un baffo a quest'uomo!
Nel suo rapporto del 2011, l'ENI diceva che i pubblici ministeri di Milano avevano chiesto di revisionare alcuni documenti relativi al Kashagan, perchè c'era un indagine "contro ignoti" per corruzione.
Scaroni è calmo e L'ENI, interpellata da Reuters, non commenta. Troppo impegnati a togliersi la melma di dosso.
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/05/leni-nella-melma.html
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La banda dei 26 e la riserva del Borsacchio
di Maria Rita D'Orsogna
** La vergogna più grande da parte mia ad Alessandra Petri che quasi maternamente a Gennaio tanti complimenti mi fece per il mio lavoro sul petrolio. Le chiesi di darsi maggiormente da fare per la difesa dell'ambiente. Una persona, due facce. Disgusting. **
THURSDAY, MAY 10, 2012. - Ecco qui i nomi dei consiglieri regionali che invece di preoccuparsi di bonifica di Bussi, trivellazioni a mare, trivellazioni a terra, inceneritori,inquinamento dei fiumi d'Abruzzo, se le prendono con una piccola riserva naturale in provincia di Teramo.
Questi non sono di nessun partito, se non del partito dei soldi. Capofila, Gianni Chiodi, il governatore piu' inutile d'Italia. Uno schifo.
La banda dei 26 che distruggono la riserva del Borsacchio: Gianni Chiodi, Alfredo Castiglione, Luigi De Fanis, Angelo Di Paolo, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Gianfranco Giuliante, Carlo Masci, Giandonato Morra, Nazario Pagano, Federica Chiavaroli, Ricardo Chiavaroli, Walter Di Bastiano, Emiliano Di Matteo, Emilio Iampieri, Alessandra Petri, Luca Ricciuti, Lorenzo Sospiri, Giuseppe Tagaliente, Lanfranco Venturoni, Nicoletta Verì, Emilio Nasuti, Antonio Prospero, Berardo Rabuffo, Claudio Ruffini, e Luciano Terra.
Hanno votato no alla riperimetrazione: Maurizio Acerbo, Franco Caramanico, Camillo D’Alessandro, Cesare D’Alessandro, Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Luca, Lucrezio Paolini, Antonio Saia, e Camillo Sulpizio.
Assenti, invece, Daniela Stati (Fli), Marinella Sclocco (Pd), Paolo Palomba (Idv), Luigi Milano (Api), Antonio Menna (Udc), Giuseppe Di Pangrazio (Pd), Giorgio De Matteis (Mpa), Carlo Costantini (Idv), Walter Caporale (Verdi) e Nicola Argirò (Pdl). ... [segue]
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/05/la-banda-dei-26-e-la-riserva-del.html

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Stessa notizia anche su "Profumo di Mare" del 13/05/12

http://profumodimare.forumfree.it/?t=61538077
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Post di ricciomare40 su "Profumo di Mare" a margine dell'articolo
Una vergogna !! Grazie a Maria Rita abbiamo una grande "VEDETTA" sempre all'erta !! Un comportamento inaudito di questi UOMINI attaccati al "SOLDO " che non sanno che ogni giorno che passa si preparano al " CARAKIRI " ! Mah ! Diceva San Benedetto .....prendi la falce e lavora...ricordati che devi morire....ma loro il lavoro non sanno cosa sia, credono solo al potere del denaro !
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Dalla mia Bacheca su FB del 12/05/12

Il 12 Maggio 2012 ad Acireale in Sicilia e a Bomba in Abruzzo... Grazie a tutti !!!
di Maria Rita D'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/05/grazie-tutti.html

FRIDAY, MAY 11, 2012. Il giorno 12 Maggio alcune cose carine, ad Acireale in Sicilia, e a Bomba, in Abruzzo. Ad Acireale ci sarà l'assegnazione ufficiale del premio "Ambasciatore della Natura per il 2012", assegnato a Sergio Rozzi, a Tommaso Ferraro, e a me.
Sergio Rozzi è attivista ambientale marsicano, promotore della cooperazione internazionale fra Perù ed Italia, e si batte per la salvaguardia delle Ande. Tommaso Ferraro è invece uno sportivo siciliano detentore del primato di immersione subacquea per non-vedenti, anche lui attivista a favore dell'America Latina.
Complimenti a Sergio e Tommaso! Purtroppo non potrò esserci perchè lontana, ma conservo con affetto il ricordo della cerimonia fatta un po' d'anticipo con me all'aeroporto di Palermo il giorno 5 gennaio 2012. Grazie Franco Tassi, e grazie a Carmelo Nicolosi!
A Bomba invece il Comitato Gestione Partecipata del Territorio organizza, sempre il 12 Maggio 2012 una giornata di festa per celebrare il pronunciamento del TAR contro la Forest Oil, e per ricordare a tutti che non è finita. In realtà, la difesa del territorio è una battaglia che non finisce mai. Anche qui, grazie alle mamme del Comitato, a Massimo Colonna, e a tutti per l'ottimo lavoro svolto e per questa occasione di festa.
E, proprio stasera a casa è arrivata la lettera di conferma a professore ordinario...
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Il 12 Maggio 2012 ad Acireale in Sicilia e a Bomba in Abruzzo... Maria Rita dagli Usa: "Grazie a tutti !!!". E da tutti noi a te, Maria Rita, congratulazioni vivissime per la nomina a "prof" ordinario, insieme a un grazie infinito per quanto, pur tanto lontana, e presa come sei da mille impegni, riesci a fare in difesa del territorio di questa tua Patria, le cui origini non hai mai dimenticato, e per le quali combatti con una forza e una costanza senza eguali...
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Stesso articolo anche su "Profumo diMare" del 12/05/12

http://profumodimare.forumfree.it/?t=61531598
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A Filippo Foti, Alfonso Nigro, Salvatore Addolorato e Fabio Russo piace questo elemento.
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La “cinciarella algerina”. Caccia fotografica e informazione ornitologica a Pantelleria
di Guido Picchetti (a margine di una foto postata su FB)
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


La "cinciarella algerina" è stata una delle prede più ambite della caccia fotografica svoltasi quest'oggi tra Montagna Grande e la zona del Lago di Venere a seguito dell'iniziativa di informazione a carattere ornitologico organizzata da Ines Lommatzsch, e guidata dagli esperti Andrea Corso e Menotti Passarella. In questa stupenda foto di Igor vediamo un esemplare di "Cinciarella algerina" ripresa proprio a Pantelleria, e pubblicata alla pagina web http://www.naturamediterraneo.com/...?TOPIC_ID=27811
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Post di Carmelo Nicoloso

Bellissima...
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Post di Ines Lommatzsch

Quanta competenza in giro per Pantelleria, che ci cammina al nostro fianco, spesso alla nostra insaputa. Grazie per la condivisione di una stragrande conoscenza ornitologica a Andrea Corso. Basta un binocolo ed una persona come lui e te si apre un mondo sconosciuto .... e ciò che non conosciamo, non apprezziamo, e non vediamo neanche... sconvolgente...
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Post di Maria Fioravanti

... a cominciare da te Ines!
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Post di Carmelo Nicoloso

Bellissima...
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Post di Filippo Foti

Evviva la verve naturalistica di Guido! :-)
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A Ines Lommatzsch, Maria Fioravanti, Giusi Orefice, Hela Erenpreiss, Cea Niscemi Onlus, Salvatore Addolorato, Matty Lauro, Alfonso Nigro, Paolo Raineri, Carmelo Nicoloso, e Rosa Linda Testa piace questo elemento.
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Stessa notizia anche su "Pantelleria Internet Com - News 9440" del 14/05/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8577
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Dalla mia Bacheca su FB dell' 11/05/12

Ieri in Senato, gli obiettivi fino al 2020 delle energie rinnovabili
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61514800


Giovedì 10 maggio 2012 nel corso della 721ª seduta pubblica al Senato, l'Assemblea ha, tra l'altro, avviato lo svolgimento di mozioni sulla normativa relativa alle fonti energetiche rinnovabili. La normativa relativa alle fonti energetiche rinnovabili sono state illustrate, in ordine nelle foto, dai senatori Simona Vicari, Salvo Fleres, Manfred Pinzger, Claudio Gustavino, Filippo Bubbico, Franco Bruno, Luigi Li Gotti, Gianpaolo Vallardi, mentre la senatrice Barbara Contini ha illustrato un ordine del giorno sulla stessa materia.
Le mozioni sollecitano il Governo a dare attuazione al decreto legislativo n. 28 del 2011 con cui l'Italia ha recepito la direttiva comunitaria in tema di incentivi per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
Lo scopo è quello di definire gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi ed il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. I ritardi finora accumulati hanno prodotto una situazione di incertezza che scoraggia gli investimenti nazionali ed esteri, con effetti negativi ... [segue]
La registrazione video della seduta del Senato: http://webtv.senato.it/lavori/21415/152713/362376/382850/wtvpagina_hq.htm
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Indubbiamente insoddisfacente la seduta, a quanto riferisce il finale dell'articolo che recita così: "Anche a seguito di alcuni interventi con cui si è stigmatizzata l'assenza, per gran parte del dibattito, di un rappresentante del Dicastero competente, il seguito della discussione, con l'espressione del parere dell'Esecutivo sulle mozioni, è stata rinviato ad altra seduta". Non c'è che dire... Davvero un bell'esempio di concretezza dei lavori del Senato finalizzati alla "crescita"... C'è stata, è vero, come si dice a Napoli, una "pezza a colori"... E a metterla il sottosegretario Claudio De Vincenti, il quale è intervenuto per svolgere alcune "prime considerazioni" sui contenuti delle mozioni in materia di rinnovabili condivisi dal Governo... Ma se, tra assenze e rinvii, si va avanti con questo ritmo lento, mi sa che la famosa "crescita" morirà di vecchiaia ancor prima di nascere...
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Post di Filippo Foti
Caro Guido, la cosa è forse meno drammatica di quanto sembra, in quanto, se si guarda il video nella parte finale, sembra che alcuni senatori, come Li Gotti, la "cosa" l'hanno presa molto a cuore! Staremo a vedere ed informeremo puntualmente...
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Post di Guido Picchetti

Incrocio le dita e spero con te...
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A Filippo Foti piace questo elemento.

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Deepwater Horizon, due anni dopo: tre video per non dimenticare...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61512887


Il primo è "Aqua Negra", un bel lavoro di 10 minuti, che può far anche sorridere per la "lingua" impiegata nei due commenti al video stesso. Sia in quello scritto come presentazione su YouTube e riportato qui a seguire, sia in quello sonoro che si può ascoltare con lo scorrere delle immagini. Una "lingua" che non è quella italiana (si fa per dire...), e neppure una lingua straniera, ma dialetto veneto di puro stile goldoniano... Un dialetto tuttavia che, onore al merito, nulla toglie alla drammaticità delle riprese e all'ottima ricostruzione delle cause di quel tragico incidente.
In italiano perfetto, e non potrebbe essere altrimenti, sono invece gli altri due brevi video realizzati dalla Rai, rispettivamente di 1'34" e di 1'25", caricati su YouTube da RAiscienze a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro. Mostrano il rapido propagarsi dei danni causati da quell'incidente, fino a raggiungere la costa della Louisiana. Conseguenze che ancora oggi, due anni dopo, sono ben lungi dall'essersi esaurite, e che continuano a manifestarsi gravemente, in particolare con malattie e deformazioni degli organismi marini che popolano quelle acque... Difficile dimenticare per quanti abitano quelle zone costiere del Golfo del Messico... E così dovrebbe essere anche per ciascuno di noi...

"Aqua Negra - oil disaster"
Caricato da VeNETvision in data 15/mag/2010
Golfo de el Mexico, April 2010, Deepwater Horizon sciopa e ciapa fogo, 11 persone more, e na catastrofe ambientale sensa precedenti se verifega. Le autorità mete soto inchiesta BP, Transocean, Halliburton e le altre società coinvolte. La BP vien sensa mezi termini acuxà de eser falace inte la so certifegasion de eser bona de gestir anca caxi ancora pì gravi e vien dito ca stando cusì le robe le piataforme al largo le xe "bombe a orologeria".


http://www.youtube.com/watch?v=iDhB53B5qLw

"Golfo del Messico - Esplode piattaforma petrolifera al largo della Louisiana"
Caricato da RAiscienze in data 27/apr/2010
Ultimi aggiornamenti sul disastro ambientale.


http://www.youtube.com/watch?feature=fvwp&NR=1&v=ganPLQtTQjk

"Golfo del Messico - La marea nera è in Louisiana"
Caricato da RAiscienze in data 29/apr/2010
Gli aggiornamenti del 30 aprile sul disastro ambientale sul Golfo del Messico.


http://www.youtube.com/watch?v=Jsv3PKtQudY&feature=relmfu

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Ringrazio Nunzio Di Lauro che con una sua richiesta ha stimolato la mia ricerca in rete sui video della Deep Horizon, e ravvivato questo ricordo che è bene avere sempre presente... E insieme auguri per il prossimo Corso di Formazione dell' Associazione Folgore di cui è docente...
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Post di ricciomare40 a margine dell'articolo su"Profumo di Mare" del 14/05/12
Sarebbe un miracolo che Bruno Vespa facesse in prima serata un PORTA A PORTA dedicato alla salvaguardia del MARE ! Ci vorrebbe qualcuno che lo invitasse a farlo !
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A Rossella Paternò e Alfonso Nigro piace questo elemento.
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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 9435" del 13/05/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8572
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Dalla mia Bacheca su FB del 9/05/12

Stoccaggio Gas Plus a San Martino dei Marruccini e a San Benedetto del Tronto
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/stoccaggio-gas-plus-san-martino-san.html


WEDNESDAY, MAY 9, 2012. Sono quasi uguali. Due piccioni con un fava per la Gas Plus. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa, la Gas Plus di tale Davide Usberti decide di stoccare gas in un giacimento di idrocarburi a San Martino sulla Marrucina, in località Piano Palomba, paese micorscopico delle montagne d'Abruzzo. Lo stoccaggio sarà chiamato Poggio Fiorito. Allo stesso modo, vogliono fare stoccaggio a San Benedetto del Tronto. Così, si svegliano la mattina e decidono di prendere paesi - turistici o di montagna, non importa - e portare il "progresso" che guarda caso fa arricchire solo loro.
I progetti sono scaricabili e sono aperti per chi volesse fare le osservazioni (leggi i due documenti Acrobat in calce a questo testo, ndr.). Il termine è il 3 Giugno 2012 per San Martino e il 4 Giugno per San Benedetto. Notare che i testi sono quasi tali e quali per San Benedetto del Tronto e per San Martino sulla Marrucina. L'Italia parcheggio del gas!
Il progetto inizia con scenari drammatici: "La profonda recessione del 2009 ha ridotto le domande di gas", "Il collasso dell'economia", "Il tasso di disoccupazione della Provincia di Chieti". Come dire, per risolvere i problemi del mondo stocchiamo gas in una zona sismica!
I comuni interessati sono San Martino sulla Marrucina, Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Ari. A 4 km di distanza c'è un area protetta detta "Parco dell'Annunziata", e c'è un vincolo idrogeologico, a causa dei rischi di subsidenza. L'area è classificata zona sismica UNO, dove possono esserci forti terremoti. Lo dice pure la Gas Plus.
Casacanditella ha già problemi di subsidenza. Pare che alcuni condomini abbiano presentato già problemi di instabilità' in passato. Nel testo della Gas Plus, la parola subsidenza non compare neppure una volta.
La Gas Plus vuole prendere vecchi pozzi dismessi e infilarcisi dentro e tirare fuori il gas a piacimento. Lo iniettano da aprile ad ottobre, lo tirano fuori da novembre a marzo. Vogliono fare due pozzi nuovi e riadattare un pozzo vecchio, detto Poggio Fiorito bis dir 1A. Vogliono costruire una unità di compressione per la distribuzione, e installare una "unità di trattamento" per rendere il gas estratto conforme alle specifiche di vendita. Che significa l'ultima frase? Che trattamento è? Ci saranno ciminiere? Chi lo sa...
Ovviamente si tratterà di sbancare l'area, usare fanghi e fluidi perforanti, e martoriare ancora, incessantemente, madre natura: così la Gas Plus può speculare con i giochini del gas, cercando di passare per eroi dell'umanità. Questo progetto deve essere approvato dal Corpo Forestale, dalla Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistica per l'Abruzzo, e dall'Autorità dei Bacini di Rilievo Regionale dell'Abruzzo e del Bacino Interregionale del Fiume Sangro.
Ovviamente la Gas Plus dice che è tutto a posto, e che non ci sono problemi. Ma se uno guarda le carte, e guarda in particolare il Piano di Stralcio di Bacino per l'assetto idrogeologico della regione Abruzzo, ente che dovrà pronunciarsi pure lui su questo progetto della Gas Plus, viene fuori che sia Casacanditella, che Fara, che Ari, sono tutte ad alto rischio - P3. E che dice questo Piano? Dice: ... [segue]
Qui il testo per fare osservazioni su San Martino della Marrucina: http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Sintesi_Non_Tecnica_Poggiofiorito_rev03.pdf
Qui il testo per fare osservazioni su San Benedetto del Tronto:
http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Sintesi_Non_Tecnica_1.pdf
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Questo è l'articolo che Maria Rita D'Orsogna ha appena postato sul suo Blog informandoci, lei dagli USA..., di questa nuova minaccia di trivellazioni in due paesini dell'Abruzzo (in zona sismica per giunta...), invitandoci ad inviare i pareri contrari ai progetti come previsto per legge, prima che scadano il 3 e il 4 Giugno p.v. i termini per eventuali opposizioni... Sulla pagina web, a margine dell'articolo trovate tutte le indicazioni utili per compilarle e inviarle via e-mail a chi di dovere. Per favore fatelo...
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A Alfonso Nigro, Patrizia Maiorca e Giò Nastasi piace questo elemento.onso Nigro e Patrizia Maiorca piace questo elemento.
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Lampedusa Legambiente - Ombrelloni e legalità
un video caricato da lampedusaonline in data 20/ago/2010
http://www.youtube.com/watch?v=xbOOxm1fD7M

Se volete conoscere meglio Giusy Nicolini, nuovo sindaco di Lampedusa e Linosa, e come la pensa in fatto di ambiente, guardate questo video. Risale al 20 Agosto 2010, quando le telecamere di "Lampedusa on line" la intervistarono al termine di una manifestazione organizzata da "Lega Ambiente Lampedusa" in difesa della Spiaggia dei Conigli e della legalità... (gp)


http://www.youtube.com/watch?v=xbOOxm1fD7M&feature=colike

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A Alfonso Nigro, Lidia Giannotti e Giovanni Rossi Filangieri piace questo elemento.

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Giusi Nicolini: un'ambientalista “tosta” conquista Lampedusa. Legambiente: «Ambiente, legalità e solidarietà hanno vinto»
comunicazione di Green Report
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15740

8 maggio 2012. - Giusi Nicolini (nella foto) è il nuovo sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa, un'ottima notizia per l'ambiente e la solidarietà. Giusi ha collaborato anche con il nostro giornale greenreport.it durante i durissimi tempi degli sbarchi di massa a Lampedusa segnalandoci episodi di attività contro l'ambiente sulla sua isola, ma anche le manifestazioni organizzate da Legambiente, dai ragazzi di Lampedusa e da Libera per l'ambiente e la legalità..
E' molto soddisfatto il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza: «Lampedusa e Linosa voltano pagina. L'elezione a sindaco di Giusi Nicolini, storica esponente di Legambiente e unica donna fra i cinque candidati alla poltrona di primo cittadino delle Pelagie, è una splendida notizia per tutti coloro che credono nelle ragioni dell'ambiente, della legalità e della solidarietà. Lampedusana e ambientalista doc, per anni Giusi Nicolini ha guidato e difeso la Riserva regionale, riuscendo nella difficile impresa di far coesistere situazioni di estrema naturalità come la schiusa delle uova di tartarughe con una delle mete più ambite dai bagnanti. Si deve alla sua determinazione e alla sua bravura la battaglia contro l'abusivismo edilizio sull'isola e per la tutela della spiaggia dei Conigli, il luogo simbolo dell'isola, il più importante sito di nidificazione di tartarughe marine del nostro Paese. Giusi Nicolini aveva di fronte ex amministratori, fra i quali il sindaco uscente, che da anni e anni hanno contribuito alla cattiva gestione del territorio di un'isola fra le più belle del Mediterraneo. La sua vittoria rappresenta una sfida per tutta l'associazione, saremo al suo fianco per dimostrare che è possibile garantire futuro e qualità dello sviluppo investendo sull'ambiente, sulla legalità e il rispetto delle regole, sulla solidarietà a tutti coloro che cercano sulle sponde dell'isola le ragioni per una nuova vita. Con Giusi Nicolini sindaco Lampedusa può tornare ad essere un faro di civiltà nel Mediterraneo».
Esulta Umberto Mazzantini, responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente: «La vittoria di Giusi Nicolini a Lampedusa è anche quella della resistenza umana, di una donna forte che ha saputo difendere l'ambiente e la dignità delle sue isole dalla cattiva politica, da una destra demagogica che, di fronte alla tragedia ed alla rivoluzione dei popoli arabi, preferiva applaudiva le promesse inverosimili e dannose dell'imbonitore di turno. E' la vittoria dei lampedusani che hanno mantenuto salda la loro umanità, che hanno respinto chi voleva isolarli nell'odio. Ora Lampedusa e Linosa hanno come sindaco una donna capace e temprata da dure battaglie, un'ambientalista di Legambiente che non ha ceduto alle minacce mafiose, ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un piacere condiviso e una speranza per il futuro, in un momento di crisi generale...
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A Libreria Internazionale Il Mare, Guido Pietroluongo e Alfonso Nigro piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB dell' 8/05/12

Giusi Mari Nicolini nuovo sindaco delle Pelagie
di Guido Picchetti (a margine di una foto su FB)
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Giuseppina Maria Nicolini della lista (Per le Pelagie - iniziamo il futuro) è il nuovo Sindaco di Lampedusa e Linosa,. E' stata eletta con 1.005 voti pari al 26,15% dei votanti. Giusi Nicolini, lampedusana e ambientalista doc - come ricorda Legambiente di cui è attiva esponente - ha per anni guidato e difeso l'Area Marina Protetta di Lampedusa. E la notizia della sua elezione, unica donna tra i cinque candidati alla poltrona di primo cittadino delle Pelagie, non può che far piacere e dare qualche speranza in più che lo Stretto di Sicilia arrivi un domani ad avere quella tutela ambientale di cui ha assolutamente bisogno, e che merita di diritto come le stesse Nazioni Unite, attraverso la Convenzione di Barcellona, hanno da tempo riconosciuto e dichiarato espressamente, per il bene di tutto il Mediterraneo.
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Post di Libreria Internazionale Il Mare

Questa è una fantastica notizia, in bocca al lupo da tutti noi!
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Post di Carmelo Nicoloso

Conosco bene Giusy, sono contento per questa importante elezione in una delle isole più importanti del Canale di Sicilia, ovviamente insieme alla "perla nera" Pantelleria...
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Post di Alfonso Nigro

L'ambiente ha bisogno di sostenitori, mi fa piacere anche che sia una donna.
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Post di Maria Ghelia

Magnifica notizia, grazie Guido. Speriamo che riesca a portare avanti il suo lavoro nella maniera in cui tutti speriamo...
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Post di Fabrizia Arduini
Una donna ambientalista, quindi una che conosce la vera economia, e non quella che ci sta lasciando un debito pubblico micidiale, e un debito ambientale da film dell'orrore. OTTIMA NOTIZIA!!! Grandi i cittadini di Lampedusa...
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E-mail di Silvia Ferrandes
Davvero un'ottima notizia... Un saluto Guido! Silvia...
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Post di Françoise Lienhard · Amica di Maria Rita D'Orsogna
... e bella per di più!
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A  Tommaso Busetta, Gaspare Inglese, AssPescatori Di Pantelleria, Patrizia Maiorca, Salvatore Addolorato, Ferdy Sapio, Ivan Lucherini, Marco Busdraghi, Libreria Internazionale Il Mare, Gennaro Ciavarella, Antonio Piccolo, Maria Ghelia, Carmelo Nicoloso, Alfonso Nigro, Maria Rita D'Orsogna e Guido Pietroluongo piace questo elemento.
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Stessa notizia anche su "Profumo di Mare" e su "Pantelleria Internet Com - News 9412" del 9/05/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61486186
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8549
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Amicizie in parapendio... "Rio for Fly with a bird"
un video della "Lite Touch Films"
http://www.youtube.com/watch_popup?v=pd5BMP_41bI


Gustatevi questo filmato... Meraviglioso ... Un grazie di cuore a Gianfranco Rossetto per avermelo segnalato...


http://www.youtube.com/watch_popup?v=pd5BMP_41bI

Post di Marino de Falco
Bellissimo!!!!!
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Post di Fiorenza Gianni

Bellissimo
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Post di Maria Ghelia
E' veramente eccezionale, Guido. Grazie!
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A Maria Ghelia, Franca Di Chiara, Gianluca Cecere, Marino de Falco e Gaspare Inglese piace questo elemento.
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Delibera per sottoporre a Via intervento Saras ad Arborea
dal sito web istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=194847&v=2&c=141&t=1


CAGLIARI, 19 APRILE 2012 - La Giunta regionale su proposta dell’assessore della Difesa dell’Ambiente, Giorgio Oppi, ha approvato la delibera per sottoporre all'ulteriore procedura di Valutazione d'Impatto ambientale il progetto per la "Realizzazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi nel Permesso di Ricerca denominato Eleonora", proposto dalla società Saras S.p.A. nel territorio del Comune di Arborea.
Il provvedimento è stato adottato a seguito della istruttoria del Servizio SAVI che ha proposto di sottoporre alla procedura di VIA il progetto in considerazione delle criticità legate, principalmente, all’ubicazione dell’intervento in aree ad elevata sensibilità ambientale, con particolare riferimento al fatto che l'area di cantiere ricade all’interno della fascia costiera e interna all'Oasi di protezione faunistica "S'Ena Arrubia", che si trova a meno di 150 m da SIC, ZPS e aree umide Ramsar, ed è interna alla perimetrazione dell’IBA 218 "Sinis e stagni di Oristano". Nondimeno è risultata critica la vicinanza dell'area di intervento a recettori sensibili (aziende, abitazioni, etc.), da cui il cantiere dista poche centinaia di metri.
L'assessore Oppi, illustrando il provvedimento ha sottolineato, altresì, che si è ritenuto opportuno sottoporre alla procedura di VIA il progetto anche al fine di consentire un più esteso coinvolgimento della popolazione, rendendo possibile una maggiore e più approfondita conoscenza dell’intervento e dei suoi potenziali effetti negativi, diretti e indiretti, sulla salute e sull’ambiente, sul paesaggio, sulle attività produttive, che sono motivo di allarme presso l’opinione pubblica.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

La delibera della Regione Sarda del 19 Aprile 2012, emanata due giorni prima dell'assemblea cittadina organizzata ad Arborea il 21 Aprile u.s. dal Comitato di Oristano per il "No al Progetto Eleonora", contro le trivellazioni previste dalla Saras ad Arborea in Sardegna, ricordate in bacheca in alcuni post precedenti...
Alla pagina sotto indicata del Blog di Maria Rita D'Orsogna potete trovare i facsimili da utilizzare per i pareri contrari alla VIA da inviare prima della scadenza dei termini previsti 3 e 4 Giugno 2012:
"No all'Italia petrolizzata: Affondiamo la Saras e i pozzi made in Moratti"
http://www.dorsogna.blogspot.it/2012/03/affondiamo-la-saras-e-i-pozzi-made-in.html 
 
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Il Progetto Eleonora. Tre post in Bacheca su FB a proposito delle trivellazioni ad Arborea
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/guido.picchetti
 

- Il primo post, del 7/05/12, ore 21:30
Un post per chi ancora non ha capito che l'attacco dei petrolieri al territorio nazionale è generale. Interessa tutte le regioni italiane e viene effettuato distraendo opportunamente l'opinione pubblica con altri argomenti... Qui ne abbiamo una prova evidente .. Date un'occhiata alle informazioni di base della pagina su FB che il comitato cittadino di Oristano, che si oppone al progetto di trivellazioni in terra e a mare della Saras, ha aperto su FB. Noterete che l'annuncio del progetto Eleonora (che prevede l'apertura di un pozzo esplorativo nel comune di Arborea, a poche centinaia di metri dall'area protetta di S'Ena Arrubia e dalla spiaggia del paese) sarebbe stato pubblicato dalla Regione Sardegna nell'Ottobre 2011. Ma, se ciò è vero, debbo pensare che nessuno sia stato informato di quel progetto a termini di legge. Altrimenti perchè indire un'assemblea cittadina per dibattere i rischi di quel progetto solo il 21 Aprile u.s, quando i termini per una eventuale opposizione sono ormai già scaduti da un pezzo ?
Vedi la pagina su FB del comitato "No al progetto Eleonora": http://www.facebook.com/noalprogettoeleonora/info
- Il secondo post, del 7/05/12, ore 21:40
E questa (qui a lato) è la locandina dell'assemblea cittadina indetta dal Comitato contrario al progetto Eleonora del 21 Aprile u.s. a termini di opposizione ormai scaduti !!! Leggi il post precedente per ulteriori informazioni...
- Il terzo post, del 7/05/12, ore 23:30
Ho fatto un ulteriore controllo in rete sul Progetto Eleonora della Saras ad Arborea e ho potuto accertare che, contrariamente a quanto poteva sembrare dalle informazioni base della pagina su FB "No al Progetto Eleonora", in merito ai termini di scadenza per la presentazione di eventuali opposizioni, in realtà la Giunta regionale della Sardegna il 18 Aprile 2012, con una sua delibera n. 16/12, ha deciso che il progetto di perforazione esplorativa (a circa 3.000 metri di profondità) concernente il permesso di ricerca mineraria “Eleonora” del Gruppo Saras s.p.a. deve essere assoggettato al preventivo e vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.). E ciò per i seguenti per i seguenti motivi: il sito prescelto dal Gruppo Saras SpA per la sua ricerca di gas è a circa 200 metri di distanza dallo Stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar (2 febbraio 1971) sulle zone umide d’importanza internazionale (D.P.R. n. 448/1976), dal vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), dal vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), e dal piano paesaggistico regionale (decreto Presidente Regione n. 82 del 7 settembre 2006); è destinato a riserva naturale regionale (legge regionale n. 31/1989, allegato A), ed è considerato SIC (sito di importanza comunitari) e Zona di Protezione Speciale (direttiva n. 92/43/CEE).
Leggi l'ottimo articolo postato in rete dall' associazione ecologista "Gruppo di Intervento Giuridico" sull'argomento, e in particolare i commenti riportati in calce, alcuni dei quali postati successivamente all'assemblea cittadina di cui sopra, svoltasi il 21 Aprile 2012. Questo l'url:
su: http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/...-a-sena-arrubia-arborea-devessere-assoggettata-a-v-i-a/ 
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A Luca Gioria piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 7/05/12

Taranto come Gela... e sempre al Sud siamo...
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


E poi si dice il Sud ... Taranto come, e forse anche peggio di Gela, a giudicare da quest'articolo di Lidia Giannotti su "Peacelink". Un articolo, ottimamente documentato, che racconta decenni e decenni di denunce e interpellanze parlamentari a proposito della gravità dell’inquinamento a Taranto, rimaste a tutt'oggi inascoltate ... E non si tratta di misfatti di poco conto, per durata e gravità... Basti pensare che fin dal 30 novembre 1990 la città di Taranto venne dichiarata "ad elevato rischio di crisi ambientale" con apposita delibera del deliberazione del Consiglio dei Ministri. Ma dovettero passare altri quindici anni prima venisse finalmente istituita "in data 15 novembre 2005 , con provvedimento del Ministro pro tempore, un'apposita segreteria tecnica per l'esame delle azioni intraprese dall' ILVA per l'adeguamento degli impianti alle migliori tecniche disponibili”. E durante quei 15 anni, con la diossina in giro ad "insaporire" aria e terreni cittadini, nulla successe o, quanto meno, niente risulta agli atti !!!
Solo nel 2007, racconta Lidia Giannotti, qualcuno trova il coraggio di scrivere e nominare la "diossina." E nel 2009 (ancora due anni dopo, sic!) il sottosegretario all'Ambiente Menia in un suo intervento affronta finalmente la problematica relativa alle emissioni di diossine e furani dall'impianto di agglomerazione dell'acciaieria tarantina, citando, dal rapporto conclusivo della Segreteria Tecnica del 5 dicembre 2006, la raccomandazione inviata all' ILVA di presentare, «in sede di domanda di AIA (l' autorizzazione all’esercizio degli impianti, rilasciatale poi nel 2011), uno studio organico relativo alle emissioni di diossine e furani (PCDD e PCDF) dall'impianto di agglomerazione dello stabilimento, nonché la proposta di eventuali interventi per la riduzione di tali sostanze». Per tutta risposta, nella sua domanda di AIA, l'ILVA «non indicava nessun intervento atto a ridurre le emissioni convogliate di diossine e furani dall'impianto di agglomerazione, ma l'azienda si impegnava ad intraprendere una fase di studio…» !!! Tutto qui ...
In altre parole a Taranto nessuno è mai intervenuto per difendere i lavoratori e i cittadini con provvedimenti eccezionali, che sarebbero stati assolutamente giustificati, nonostante la comunicazione del 17 gennaio 2001 della Commissione Europea" sul pericolo diossina e su come e perchè neutralizzarlo, usasse parole di terrore: "Recenti dati epidemiologici, tossicologici e sui meccanismi biochimici riferiti in particolare agli effetti sullo sviluppo cerebrale, sulla riproduzione e sul sistema endocrino hanno dimostrato che gli effetti delle diossine e di alcuni PCB sulla salute sono molto più gravi di quanto precedentemente supposto, anche a dosi estremamente ridotte. Il fenomeno colpisce in particolare i gruppi umani più vulnerabili, quali i lattanti e i feti, in generale esposti direttamente al carico corporeo accumulato dalla madre".
E Lidia Giannotti il suo articolo - che invito chiunque a leggere con attenzione e di cui riporto l'inizio qui a seguire - lo conclude così: "MERIDIONE: QUANDO NON E’ TERRA DI RASSEGNAZIONE … DIVENTA TERRA DI TERRORISMO?"...

Una città che continua ad essere offesa. Le interrogazioni parlamentari su Taranto... e altri atti terroristici
di Lidia Giannotti
“Molti sapevano e non hanno fatto nulla”. Questa frase si adatta bene alla situazione di Taranto e al suo spaventoso inquinamento. Alle prime interrogazioni i governi neppure rispondevano. Tanti cittadini ora mettono al primo posto la sicurezza ambientale e il diritto alla salute e questo hanno chiesto di fare al presidente dei Verdi e candidato Sindaco Angelo Bonelli
4 maggio 2012 - E’ risaputo che quando una questione complicata ha riguardato, negli ultimi anni, l’ambiente o il lavoro, si è finito quasi sempre per rinviare i problemi.
Abbiamo sotto gli occhi centinaia di esempi, eventi ricorrenti che diventano drammatici per le perdite di vite umane e per i danni che comportano. Il dissesto idrogeologico, con l’abbandono o lo sfruttamento dei territori di montagna e attraversati da fiumi, produce puntualmente pericolose frane e alluvioni, il cattivo uso della terra e la disattenzione favoriscono gli incendi e la scomparsa della vegetazione anche a causa di nuove malattie; il disordine e l’illegalità nell’attività edilizia rendono i terremoti temibili e in grado di sconvolgere un territorio per sempre. Come sappiamo bene, i danni sono sia economici che sociali, sempre altissimi e quasi sempre prevenibili.
E ci sono le statistiche sugli infortuni sul lavoro, che portano l’Italia vicino alle posizioni dei paesi del terzo mondo, legate spesso ai noti e desolanti numeri del lavoro nero. L’illegalità innesca una catena di altre illegalità, un vero vivaio di soprusi, di mortificazione dei diritti e di perdita di fiducia e di potenzialità di sviluppo, soprattutto nel Sud: discriminazioni nei confronti di giovani madri e di stranieri, evasione fiscale, concorrenza sleale che premia le imprese corrotte o disposte a farsi usare come teste di ponte dalle organizzazioni criminali.
Ma cosa succede quando viene toccato un argomento scomodo? Inizialmente le notizie fanno fatica a circolare e si può contare sulla distrazione della popolazione e dei giornalisti (i problemi quasi sempre vengono da lontano e ci vuole molto impegno per ricostruirli e poterne parlare). Più tardi, c’è chi reagirà ridicolizzando o querelando, un comportamento adottato spesso da aziende e da politici: nella casistica penale, ambiente e salute non si accompagna solo a “disastro ambientale” e a “omicidio e lesioni”, ma anche al reato di “procurato allarme” di cui viene indagato chi ha diffuso informazioni (che sarà quantomeno molto impegnato a doversi difendere). Quando infine il confronto arriverà a coinvolgere maggiori spazi pubblici, personalità politiche o comunque in grado di richiamare ondate di attenzione, saranno meglio organizzati attacchi, dossier e insinuazioni.
Tutto ciò serve, insomma, a non rispondere sulle questioni concrete, prima di tutto a noi cittadini. Ma se accettassimo questo sipario parallelo - dove il confronto non riguarda i nostri reali interessi, ma ombre cinesi - accetteremmo di diventare uno sfondo grigio e sfuocato, l’alibi di una falsa democrazia.
PER ANNI E’ STATO LECITO IGNORARE IL DISASTRO AMBIENTALE DI TARANTO
Quando qualche anno fa circolavano notizie già terribili sulla situazione ambientale e sanitaria nella città di Taranto, reazioni molto violente non ce n’erano. Si può dire anzi che gli allarmi e i resoconti sembravano cadere nel vuoto. Oggi questo non è più possibile. Se giornalisti e rappresentanti istituzionali seguono le vicende tarantine, lo si deve soprattutto al lavoro tenace prima di pochi, poi di sempre più numerosi cittadini; facevano parte ... [segue]
http://www.peacelink.it/sociale/a/36184.html

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Stesso articolo su "Profumo di Mare" del 7/05/1 e su
"Pantelleria Internet Com - News 9418" del 10/05/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61460064

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=85552 
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Post di Filippo Foti
 
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61461025
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Post di Guido Picchetti
‎@Filippo. Quale delle due campane pensi che suonerà più forte e manderà l'altra in frantumi ? Purtroppo la mia idea ce l'ho già. Tanto più se, come traspare dal tuo articolo, il Ministero dell’Ambiente avrebbe già espresso parere favorevole alla Valutazione di Impatto Ambientale del progetto della Sei, infischiandosene bellamente di quel che pensano i cittadini, che possono tranquillamente andarsela a "prendere in saccoccia...". Ma qualcuno li ha interpellati prima che ciò avvenisse ? Penso proprio di no, e questo non è certo una novità...
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Post di Lidia Giannotti

Grazie Guido per l'attenzione e lo scrupolo. Vedo le stesse qualità nei tuoi amici ... Il Sud può farcela :-) ... Su 57 aree industriali da bonificare (di “interesse nazionale”), ben 28 insistono sulla fascia costiera, per un totale di decine di migliaia di ettari sia a terra che a mare...
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A Fulvia Gravame e Maria Ghelia piace questo elemento.
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Sulle trivellazioni petrolifere Francia e Germania contrarie, l'Italia favorevole !!!
di Gudo Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61447933


L'Italia, intruso di turno in Europa. Come voleasi dimostrare. Germania e Francia dicono "NO" alle trivellazioni petrohttp://dorsogna.blogspot.com/2011/06/davide-usberti-gas-plus-italia-centrale.htmlquot;SI" per bocca del Ministro Passera... Alla faccia della cosiddetta Europa Unita, dei cittani italiani che, si dice, ne facciano parte, e della comunità di Gela di cui abbiamo appena letto i travagli, ma che si appresta ad aver nel nostro Paese molti "compagni al duol", a partire dagli abitanti del Belice, che lo diverranno quanto prima se il Ministeri interessati del governo Monti non respingeranno la richiesta della Shell, in scadenza nei prossimi giorni. Ma ad essi seguiranno presto tante altre comunità del nostro Paese, che vedranno trivellare i loro territori, in assenza di regole che valgano a salvaguardare la loro salute e a proteggerle dalle conseguenze e dai rischi che tali operazioni comportano in mare, in terra e in aria, come è ormai ampiamente discusso e dimostrato, e solo dalla stampa di regime del nostro Paese viene debitamente oscurato per i forti interessi economici in gioco... Ringrazio Giò Nastasi della segnalazione... In Francia le voci della gente vengono solitamente ascoltate dai tempi della Bastiglia in poi... Mentre, qui in Italia, solo se sono canzonette vengono registrate dalla "Voce del Padrone" di turno...

Trivellazioni alla ricerca di gas o petrolio: Germania e Francia no, Italia sì
di Alessandro Graziadei
06 Maggio 2012, - Trova l’intruso: grazie alla forte opposizione da parte dei movimenti ambientalisti il Governo francese ha rifiutato alla società britannica Melrose Resources la possibilità di sfruttare le riserve di idrocarburi al largo della costa di Marsiglia; la banca tedesca WestLB ha annunciato venerdì scorso di non avere più intenzione di finanziare i progetti di trivellazioni alla ricerca di gas e petrolio; il ministro Corrado Passera è tornato a sostenere le attività di ricerca di petrolio, gas e metano in acque nazionali per dare lavoro, ricavare entrate fiscali e soddisfare i consumi energetici nazionali. Trovato?
L’amara conclusione sembra decretare l’Italia, almeno a parole, come la sola nel terzetto che ha deciso di puntare su un modello estrattivo dipendente dal petrolio. Ma andiamo con ordine. È stata Sea Shepherd Conservation Society lo scorso 8 aprile, dopo aver partecipato a una massiccia protesta sulla spiaggia di Brégançon in Francia, ad annunciare che il Governo francese aveva rifiutato il permesso alla Melrose di trivellare al largo della costa, vicino Marsiglia.
“Non avremmo mai voluto vedere quello che è successo nel Golfo del Messico anche qui nel Mediterraneo - ha dichiarato Lamya Essemlali presidente di Sea Shepherd Francia - per questo ogni volta che il governo francese sarà tentato di vendere la biodiversità marina alle compagnie petrolifere, troverà sulla sua strada la società civile e molte ong ambientaliste. Questo è solo l'inizio di una resistenza continua alle compagnie petrolifere” ha concluso la Essemlali, una protesta avviata in Francia dal noto sindacalista no-global José Bové, (sulla cui piccola imbarcazione ora sventola con orgoglio la bandiera con il Jolly Roger di Sea Shepherd) e alla quale i Pastori del Mare hanno immediatamente aderito insieme alle migliaia di attivisti presenti quel giorno.
Un intento meno ecologista, ma egualmente importante ha animato anche la decisione presa venerdì scorso da Dustin Neuneyer che per l’istituto di credito tedesco WestLB si occupa di sostenibilità: “In otto punti abbiamo delineato i criteri restrittivi ... [segue]

Leggi tutto: http://www.unimondo.org/Notizie/Trivellazioni-alla-ricerca-di-gas-o-petrolio-Germania-e-Francia-no-Italia-si-134856

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Post di Filippo Foti

Pazzesco... ed i foraggiamenti continuano... ma fino a quando?
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Post di ricciomare40
Filippo è ora di finirla ! Si deve fare qualcosa ! Spero molto su LEGAMBIENTE ed altre come Mare Vivo e Greanpeace. Ci vuole una grande organizzazione a livello nazionale, altro che movimenti NO TAV ! Dove sono i giovani?? Forse non sono stati mai informati oppure sono SORDI ?? Direi che non ci sono i MEDIA, pensano ai fatti di BELEN & C. Quanto vorrei avere qualche hanno in meno per organizzare un fronte della gioventù anti GRUVIERA MARINA. Ma ormai gli Italiani sono diventati insensibili a questi fatti. Ma io non mollo e a tutti coloro che visiteranno il Gargano lo farò presente questo articolo mio caro Filippo...
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     Dal 1 al 6 Maggio 2012
 

Dalla mia Bacheca su FB del 6/05/12

Trivellazioni alla ricerca di gas o petrolio: Germania e Francia no, Italia sì
di Alessandro Graziadei
http://www.unimondo.org/...-gas-o-petrolio-Germania-e-Francia-no-Italia-si-134856


06 Maggio 2012, - Trova l’intruso: grazie alla forte opposizione da parte dei movimenti ambientalisti il Governo francese ha rifiutato alla società britannica Melrose Resources la possibilità di sfruttare le riserve di idrocarburi al largo della costa di Marsiglia; la banca tedesca WestLB ha annunciato venerdì scorso di non avere più intenzione di finanziare i progetti di trivellazioni alla ricerca di gas e petrolio; il ministro Corrado Passera è tornato a sostenere le attività di ricerca di petrolio, gas e metano in acque nazionali per dare lavoro, ricavare entrate fiscali e soddisfare i consumi energetici nazionali. Trovato?
L’amara conclusione sembra decretare l’Italia, almeno a parole, come la sola nel terzetto che ha deciso di puntare su un modello estrattivo dipendente dal petrolio. Ma andiamo con ordine. È stata Sea Shepherd Conservation Society lo scorso 8 aprile, dopo aver partecipato a una massiccia protesta sulla spiaggia di Brégançon in Francia, ad annunciare che il Governo francese aveva rifiutato il permesso alla Melrose di trivellare al largo della costa, vicino Marsiglia.
“Non avremmo mai voluto vedere quello che è successo nel Golfo del Messico anche qui nel Mediterraneo - ha dichiarato Lamya Essemlali presidente di Sea Shepherd Francia - per questo ogni volta che il governo francese sarà tentato di vendere la biodiversità marina alle compagnie petrolifere, troverà sulla sua strada la società civile e molte ong ambientaliste. Questo è solo l'inizio di una resistenza continua alle compagnie petrolifere” ha concluso la Essemlali, una protesta avviata in Francia dal noto sindacalista no-global José Bové, (sulla cui piccola imbarcazione ora sventola con orgoglio la bandiera con il Jolly Roger di Sea Shepherd) e alla quale i Pastori del Mare hanno immediatamente aderito insieme alle migliaia di attivisti presenti quel giorno.
Un intento meno ecologista, ma egualmente importante ha animato anche la decisione presa venerdì scorso da Dustin Neuneyer che per l’istituto di credito tedesco WestLB si occupa di sostenibilità: “In otto punti abbiamo delineato i criteri restrittivi ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'Italia, intruso di turno in Europa. Come voleasi dimostrare. Germania e Francia dicono "NO" alle trivellazioni petrolifere, e l'Italia dice "SI" per bocca del Ministro Passera... Alla faccia della cosiddetta Europa Unita, dei cittadini italiani che, si dice, ne facciano parte, e della comunità di Gela di cui abbiamo appena letto i travagli, ma che si appresta ad aver nel nostro Paese molti "compagni al duol", a partire dagli abitanti del Belice, che lo diverranno quanto prima se il Ministeri interessati del governo Monti non respingeranno la richiesta della Shell, in scadenza nei prossimi giorni. Ma ad essi seguiranno presto tante altre comunità del nostro Paese, che vedranno trivellare i loro territori, in assenza di regole che valgano a salvaguardare la loro salute e a proteggerle dalle conseguenze e dai rischi che tali operazioni comportano in mare, in terra e in aria, come è ormai ampiamente discusso e dimostrato, e solo dalla stampa di regime del nostro Paese viene debitamente oscurato per i forti interessi economici in gioco... Grazie Giò della segnalazione...
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Stessa notizia su "Profumo di Mare" del 6/05/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61447933
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Commento del sottoscritto a margine del post di "Profumo di Mare"
In Francia le voci della gente vengono solitamente ascoltate, dai tempi della Bastiglia in poi... Mentre, qui in Italia, solo se sono canzonette vengono registrate ... dalla "Voce del Padrone" di turno...
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A Alfonso Nigro e Giò Nastasi piace questo elemento.

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ENI: vengo, ti avveleno, e me ne vado
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/eni-vengo-ti-avveleno-e-me-ne-vado.html


FRIDAY, MAY 4, 2012. - "E' vero dottore che ho livelli di piombo troppo alti?"... Come se avere il piombo nel sangue fosse normale. Vivere a Gela.
L'ENI di Gela chiude per un anno. Dicono che la crisi continua ad essere preoccupante perchè c'è un "crollo dei margini" e che siccome abbiamo un "surplus" dovuto alla scarsa domanda, è bene chiudere la raffineria. Leggi: non guadagnano quanto vorrebbero e siccome la benzina costa caro, e il fotovoltaico spopola, loro sono in "crisi".
Non tutta la raffineria verrà chiusa, ma ci saranno lo stesso 500 lavoratori mandati allo stop per un anno e in Cassa Integrazione. Nel frattempo incaricano l'Università la Sapienza di studiare l'inquinamento prodotto nelle falde acquifere della zona. Interessante che lo facciano nel 2012 - le falde sono inquinate da decenni e lo sanno tutti! A Gela l'acqua "non è potabile ma è bevibile".
A Gela gli abitanti hanno arsenico, piombo, mercurio nel sangue. A Gela 1 bambino su 20 nasce con deformazioni di qualche genere - al cervello, agli organi genitali, ai polmoni. A Gela il tasso di tumore è di gran lunga sopra la media nazionale per quasi tutti i tipi di cancro. A Gela ci sono concentrazioni di inquinanti milioni di volte superiore a quanto consentito dalla legge. A Gela le mamme hanno la diossina nel latte. A Gela gli uomini hanno forti problemi di infertilità. A Gela si muore di inquinamento.
A me, l'ENI disse che quello è il prezzo da pagare per il progresso - 18 gennaio 2008, Pescara. Secondo Wikipedia, l'ENI ha fatturato nel 2011 circa 110 miliardi di euro, con un utile di circa 7 miliardi di euro. Io non so se quei lavori torneranno fra un anno o se saranno tagli permanenti. Ma visto lo scenario italiano e mondiale, potrebbe essere che non tornano più. Dopotutto anche in Italia pian piano il fotovoltaico prende piede e da diverse parti si sentono gli impianti "tradizionali" in crisi. Lo dicono pure i capi!
E allora, possibile che non si potevano usare tutti quegli utili per trovare una soluzione vera per i lavoratori mandati in cassa integrazione? Non potevano usare quei settemila miliardi di euro per fare una qualche sorta di riqualificazione agli operai? Insegnarli a mettersi in proprio, ad utilizzare la loro conoscenza tecnica - che so - per imparare a mettere i pannelli solari, ripararli o qualsiasi altro tipo di attività? O meglio ancora, per iniziare a fare delle bonifiche? A cercare di rimediare in qualche modo al danno ambientale che hanno causato? Insomma ridare qualcosa indietro a questa comunità a cui l'ENI ha dato solo tumori, diossina e disperazione.
E si, l'ENI ci avrebbe perso economicamente - le bonifiche non portano soldi, istruire i tuoi operai non porta soldi - ma avrebbe almeno iniziato a chiedere un pochino scusa per tutto il dolore che ha causato nel corso di decenni, e su intere generazioni. E non c'è prezzo per una donna che perde il proprio feto per inquinamento, o che se lo vede nascere microcefalo per colpa dei fumi tossici.
Questo mostra solo una cosa: i petrolieri - l'ENI, ma tutti gli altri allo stesso modo, sono tutti uguali - arrivano, distruggono e se ne vanno, senza guardare in faccia nessuno, se non i propri tornaconti. 50 anni fa l'ENI voleva aprire a Taormina. Gli dissero di no e puntarono sul turismo. Gela invece gli disse si. Il turismo a Taormina non chiude, l'acqua si può bere e la gente nasce normale. Non è vero che o si muore di trivelle o di fame.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E se la Valle del Belice è minacciata, a Gela invece siamo alla resa finale dei conti... L'Eni se ne va... Leggetevi quest'articolo di Maria Rita D'Orsogna e capirete su cosa sta accadendo in quest'altra comunità siciliana che cinquant'anni fa, anzichè puntare sul turismo come la vicina Taormina, fu attratta da promesse fallaci e fece una scelta diversa per il suo modello di sviluppo... E che oggi si ritrova tra morti per inquinamento, tumori, diossina, e disperazione, senza alcuna speranza che possa mai arrivare un futuro, se non radioso, almeno sereno...
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Gas flaring e stoccaggio CO2, in Usa è allarme estrazioni gas scisto
di Marina
http://www.ecoblog.it/post/15595/gas-flaring-e-stoccaggio-co2-in-usa-e-allarme-estrazioni-gas-scisto


5 mag 2012. Quella che vedete lato è la mappa del North American Carbon Atlas Partnership, ossia dei punti in cui sarà possibile effettuare lo stoccaggio della CO2 (procedimento peraltro molto costoso). Per i prossimi 500 anni. Orgoglioso Steven Chu Segretario all’energia che ha detto: "Le informazioni fornite dall’atlante combinate con l’innovazione tecnologica possono aiutare a ridurre l’inquinamento da CO2 causata dall’uso di combustibili fossili."
E l’economia energetica degli Stati Uniti, con la fallimentare politica verde di Obama, è basata a oggi sui combustibili fossili soprattutto di tipo non convenzionale. Ma poiché a questo mondo nulla è gratis ecco arrivare anche il conto dei costi ambientali. Secondo quanto rivelato dalla Banca Mondiale e di prossima pubblicazione le estrazioni o fracking di gas scisto inquinano maledettamente non solo le falde acquifere ma anche l’atmosfera (e forse causano anche microterremoti).
I dati, anticipati da Reuters, rilevano che il gas flaring, ossia le torce che bruciano il gas sporco proveniente dai pozzi di estrazione è aumentato nel mondo del 4,5% nel 2011 pari a 140miliardi di metri cubi (bcm). Negli Stati Uniti il gas bruciato a causa del flaring delle estrazioni di scisto è equivalente al gas consumato dalla Danimarca. L’incremento, evidenza la Banca Mondiale, è dovuto principalmente alla crescita nell’esplorazione petrolifera in North Dakota, il che ha spinto gli Stati Uniti in alto nella classifica tra i primi 10 paesi produttori di gas flaring insieme con Russia, http://www.unimondo.org/Notizie/Trivellazioni-alla-ricerca-di-gas-o-petrolio-Germania-e-Francia-no-Italia-si-134856arato la Banca Mondiale: "Siamo fiduciosi che, quando i dati completi saranno pubblicati, sia i politici sia le imprese del Nord Dakota presteranno maggiore attenzione a questo problema e prenderanno le misure necessarie per ridurre al minimo il flaring". La Banca Mondiale è impegnata dal 2002 nel promuovere la riduzione del gas flaring attraverso il programma GGFR.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ed ecco un'ulteriore autorevole conferma a quanto già denunciato dagli articoli sulla pericolosità delle tecniche estrattive del "gas shale" presentati nel post di ieri, in particolare da quello di Peppe Croce a proposito del "flaring" e dell'inquinamento atmosferico che deriva dalle torce che bruciano il gas sporco proveniente dai pozzi di estrazione. Infatti, secondo quanto rivelato dalla Banca Mondiale e di prossima pubblicazione, le estrazioni di gas scisto, il cosiddetto "fracking", inquinano maledettamente non solo le falde acquifere ma anche l’atmosfera, oltre ad essere causa probabile di microterremoti... Proprio quel che ci vuole per la Valle del Belice, dove in fatto di terremoti hanno già una bella esperienza, e un pò di aria "pura" ci mancava..
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Post di Filippo Foti
Quanto è bello leggerti anche quando scrivi di natura ! :-)
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Post di Guido Picchetti
Ho capitooooo... :-) Eccolo anche su "Profumo di Mare" :-)
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61442904
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Post di Filippo Foti
Ti ringraziooooooooo :-)
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A Giò Nastasi piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 5/05/12

Trivelle in Val Belice. Con il "fracking", alias "gas shale",
danni alla salute, inquinamenti ambientali, e altro ancora... a gogò

di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61431098


Chi segue i miei post in Bacheca su Facebook, il cui spazio dedico prevalentemente a temi legati alla tutela ambientale del mare e del territorio, avrà notato come ieri mattina nello spazio di poche ore ho pubblicato tre post che davano la possibilità di ammirare un serie di immagini, sia foto che video, davvero eccezionali. Oserei dire uniche, e di immagini subacquee e esterne, ma sempre legate al tema delle "acque", permettetemi di dirlo, un po’ me ne intendo... E le emozioni che quelle immagini mi hanno dato ho voluto condividerle in Bacheca, e riportarle anche nei miei "Echi di Stampa", per consentire agli amici di poter rivivere le stesse emozioni. Qui ne vediamo una di quelle immagini, davvero "unica", firmata da Davide Lopresti.
Purtroppo quel piacere impagabile che è in grado di offrire la bellezza infinita della natura non è durato molto. Poche ore dopo, alcune notizie in rete mi hanno riportato di nuovo a considerare ancora una volta l'amara realtà in cui ci troviamo, e i rischi che non solo il mare, ma tante parti del territorio nazionale stanno correndo per certe scelte produttive nel settore energetico che potrebbero pregiudicare gravemente il modello ideale di sviluppo futuro del nostro Paese...
A cosa mi riferisco ? Alla solita minaccia di trivellare i fondali siciliani e non solo... In mare o in terra che sia, non fa più alcuna differenza. Le profondità che si raggiungono oggi con queste operazioni sono enormi, addirittura chilometri e chilometri... E, sistemi a parte, i prodotti che ne derivano, o perchè riportati in superficie dalle pressioni endogene una volta che le trivelle abbiano raggiunto il giacimento (il petrolio e i suoi derivati, come nelle tradizionali estrazioni petrolifere), o perchè immessi in profondità per frantumare chimicamente la roccia e favorire così la fuoriuscita dal sottosuolo dei gas in esso imprigionati (il cosiddetto "gas shale", come nel caso del "fracking"), possono entrambi danneggiare l'ambiente: nel primo caso propagandosi nel mare con i danni che ben conosciamo, nel secondo caso diffondendosi nel sottosuolo fino ad inquinare le falde acquifere, con gravi rischi per la salute di chi ne utilizza le acque. Per non parlare poi degli altri danni possibili nelle varie fasi dell'intero processo produttivo, trasporto incluso.
Ma, se dei rischi delle trivellazioni offshore e delle possibili conseguenze sull'ambiente marino, dopo l'incidente della Deep Horizon nel Golfo del Messico di due anni fa, possiamo dire che ci sia una certa consapevolezza, che frena per quanto possibile l'attacco al mare (sebbene con scarsi risultati), per quanto riguarda le tecniche di produzione dello "shale gas", nonostante in alcune Stati degli USA esse siano impiegate già da decenni, dei rischi, delle conseguenze e dei danni che derivano da tal genere di operazioni per gli abitanti delle zone interessate (come si è scoperto, niente affatto trascurabili), specie da noi in Europa ancora se parla troppo poco. Ed è un silenzio decisamente "interessato", che fa il gioco di tutte quelle compagnie petrolifere che proprio su queste nuove tecniche produttive di gas stanno puntando per potenziare le loro attività, dopo la scoperta di vasti giacimenti di "gas shale" in tanti Paesi dell'Unione Europea. E l'attacco alla Valle del Belice da parte della Shell, di cui si è avuta notizia giorni fa, rientra in questo quadro...
Per tale ragione penso sia utile diffondere al massimo questi due servizi appena pubblicati sull'argomento. Il primo, davvero impressionante, è di Maria Rita D'Orsogna, e tratta principalmente dei pericoli derivanti dal "fracking" per le donne, alla luce delle utile rilevazioni effettuate negli Usa. Il secondo articolo invece è di Peppe Croce, e riguarda le conseguenze delle tecniche di "fracking" per quanto concerne l'inquinamento atmosferico causato dal cosiddetto "flaring", ovvero da quell’usanza di bruciare il gas sporco in eccesso che esce dal giacimento mentre si estrae il metano intrappolato nelle rocce. Lo si fa per mantenere la pressione costante ed evitare esplosioni, ma senza alcun filtro, in assenza di regole ancora tutte da emanare, con quale danno anche per l'ambiente circostante è facile immaginare. Li riporto entrambi a seguire, dopo questo breve "post scriptum".
PS. - Con queste parole ritengo di aver dato almeno in parte risposta anche alla cortese lettera inviata da Alessandro Roberti al direttore di "Pantelleria Internet Com" Salvatore Gabriele, a me inoltrata per un eventuale parere. Penso che una attenta lettura dei due articoli da me segnalati possa fornire ad Alessandro elementi utili a modificare la sua opinione in merito a certe trivellazioni... Qualora ciò non dovesse essere, rispetto il suo pensiero, ma mi permetto di aggiungere.. : contento lui, buon prò gli faccia... Questa la lettera del sig. Roberti:
“Caro direttore, arrivo a capire la preoccupazione per le trivelle in mare aperto, ma proprio non capisco e non condivido le contestazioni per la ricerca nella valle del Belice. Di petrolio ne abbiamo bisogno tutti. Magari ce ne fosse di più in Italia. Che si oppone fa solo demagogia spicciola e vede fantasmi ovunque. Abbiamo (a mio avviso stupidamente) rinunciato al nucleare. Poi basta un black-out di poche ore per mandare nel panico tutta la popolazione italiana che pretende sempre più energia. Molti non ci pensano, ma siamo tutti affamati di energia per vivere in quest'età moderna e nessuno, ma proprio nessuno, è disposto a rinunciare a tutte le conquiste del raggiunto benessere (grazie anche all'energia). Quel che è doveroso è che le ricerche avvengano nel pieno rispetto della normativa vigente. Auspico che coloro che si oppongono, anche loro nel pieno rispetto delle leggi dello Stato, svolgano una continua ed efficace opera di controllo e di libera critica. Solo così si costringono gli operatori del settore ad evitare comportamenti illeciti troppo spesso tollerati e quasi mai repressi! Cordialmente, Alessandro Roberti”.

Il fracking e la salute delle donne
di Maria Rita D'Orsogna
THURSDAY, MAY 3, 2012. - Sara Jerving è una giornalista che scrive per il Center for Media and Democracy. Ha scritto un report giornalistico sugli effetti del fracking sulla salute delle donne. Interessantissimo, ma non dissimile dai soliti effetti delle trivellazioni sulla salute delle donne: aborti, problemi ai sistemi riproduttivi, e danni ai feti, nonchè tumori al seno, alla cervice, al colon, alle ghiandole endorcine, alla laringe, alle ovaie, al retto, all'utero.
Il reportage si chiama "The fracking frenzy's impact on women" - "L'impatto sulle donne della corsa al fracking". La prima sezione si intitola "Toxins in fracking process linked to breast cancer", "Le tossine nel processo di fracking sono collegate ai tumori al seno". Infatti guarda caso, nelle sei contee in Texas dove fanno fracking in maggior misura, ci sono stati aumenti di casi di tumore al seno, mentre sono in calo nel resto dello stato. Il rapporto parla anche di benzene, cancerogeno, di materiale radioattivo, e di morie di animali.
(Qui a seguire riporto unicamente la traduzione in italiano delle parti del rapporto originale pubblicate in inglese nell'articolo di Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog, ndr).
Non solo le sostanze tossiche iniettate nel sottosuolo contaminano le falde acquifere e l'acqua potabile, ma i fluidi del fracking catturano varie tossine nel loro viaggio verso su e giù da e verso il sottosuolo che madre natura aveva seppellito in sicurezza. Sostanze chimiche collegate al cancro sono presenti in tutte le fasi dell'estrazione - nei fluidi del fracking, nel rilascio di sostanze radioattive e di altro material dallo shale gas, nel trasporto e nelle trivellazioni che inquinano l'aria e nella dismissione di acqua contaminata.
Alcuni rapporti indicano che più del 25% delle sostanze chimiche usate nelle operazioni di trivellazione del gas... [segue]
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/il-fracking-e-la-salute-delle-donne.html

Stati Uniti: lo shale gas sta facendo aumentare l’inquinamento
di Peppe Croce
Nuovo capitolo nella saga, purtroppo appena iniziata, dello shale gas statunitense. Dopo aver causato la diminuzione dell’utilizzo del carbone nella generazione elettrica, dopo aver saturato i depositi di gas tanto da suggerire uno stop temporaneo alle nuove perforazioni, dopo aver indotto il presidente Barack Obama alla creazione di una nuova “interagenzia” per regolarne lo sviluppo, ora lo shale gas è accusato di aver fatto crescere l’inquinamento dell’aria nel 2011.
Secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale, resi noti in anteprima da Reuters, l’anno scorso la quantità di gas bruciata senza alcun filtro nei pozzi di estrazione di tutto il mondo è cresciuta del 4,5%. La parola che spiega cosa stia succedendo non è, almeno questa volta, “fracking” ma è “flaring“.
La prima, ormai la conosciamo, indica la tecnica utilizzata per estrarre il gas di scisto dalle rocce in cui è intrappolato: si pompa acqua addizionata di sabbia e sostanze chimiche ad alta pressione nel giacimento per rompere la roccia e liberare il gas. E si inquina la falda acquifera, oltre a causare (forse, ancora è da dimostrare) microterremoti nell’area di estrazione.
La seconda, il flaring, indica l’usanza di bruciare il gas sporco in eccesso che esce dal giacimento mentre si estrae il metano intrappolato nelle rocce. Per mantenere la pressione costante, ed evitare esplosioni, si manda alla fiamma pilota il gas in maniera molto simile a quanto è stato fatto a bordo della piattaforma Total Elgin, nel Mare del Nord, per evitare che saltasse in aria a causa della enorme perdita di gas verificatasi un mese e mezzo fa.
I dati della Banca Mondiale dicono che nel 2011, nei soli Stati Uniti, sono stati bruciati con la tecnica del flaring tanti metri cubi di gas quanti ne consuma la Danimarca in un anno per coprire il suo fabbisogno nazionale. E in Danimarca fa freddo. Questo ha portato l’America all’interno della assai poco invidiabile top ten dei “Flaring States“, insieme ad altri Stati già da tempo presenti come la Russia, la Nigeria e l’Iraq.
Poi c’è la questione clima e inquinamento: bruciare gas, per di più ancora sporco di pozzo, non fa certo bene ed emette tonnellate e tonnellate di CO2 in atmosfera. Quante? Secondo la Banca Mondiale il gas bruciato con il flaring in giro per il mondo comporta ... [segue]

http://www.greenstyle.it/stati-uniti-lo-shale-gas-sta-facendo-aumentare-linquinamento-9252.html

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Stesso articolo su "Pantelleria Internet Com - News n°9305" del 6/05/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8532

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Commento del sottoscritto su Fb a margine del post
Su "Profumo di Mare" gli articoli contro il fracking, utilizzando come richiamo la bellissima immagine di Davide Lopresti... Grazie a "Profumo di Mare" per l'ospitalità e a Davide per l'utilizzo, "nobile" in verità, della sua foto, che spero mi perdonerà...

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A Filippo Foti e Giò Nastasi piace questo elemento. 
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Dalla mia Bacheca su FB del 4/05/12

'No alle ricerche di idrocarburi'. Il presidente del Consiglio provinciale Peppe Poma scrive al ministro dell'Ambiente per sollecitare intervento legislativo
di Ornella Fusco
http://www.trapaniok.it/it/istituzioni/11219-no-alle-ricerche-di-idrocarburi/

In una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Corrado Clini e al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, il presidente del Consiglio provinciale Peppe Poma ha ribadito la richiesta di un intervento legislativo che scongiuri definitivamente la possibilità di effettuare ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi sia nei mari che nel sottosuolo della provincia di Trapani. L’iniziativa nasce a seguito delle ultime notizie pubblicate da importanti organi di stampa secondo cui - scrive Poma - "sarebbe stato o sarebbe sul punto di essere concesso un permesso di ricerca di petrolio, idrocarburi e gas naturale da svolgersi su gran parte del territorio della Valle del Belice" I comuni interessati sarebbero 17, di cui 4 - Salaparuta, Poggioreale, Alcamo e Gibellina - ricadenti in provincia di Trapani. Anche il sindaco di Gibellina ha protestato contro quella che definisce l’ 'offesa' fatta ad un territorio non solo ad alto rischio sismico , ma la cui vocazione è fortemente agricola, alimentare e ambientale. Il prossimo 16 maggio scadrebbe il termine di 30 giorni per la presentazione delle opposizioni alla concessione del permesso di ricerca previsto dall’avviso dell’URIG (Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia. "Sono trascorsi due anni – aggiunge Poma - dalla prima richiesta di intervento avanzata dal Consiglio Provinciale e dalla Consulta dei presidenti delle Province Regionali della Sicilia ma sia il Ministero dell’Ambiente che la Regione Siciliana hanno finora ritenuto di non dover fornire alcuna risposta né alla popolazione trapanese né alle istituzioni pubbliche locali. Appare assolutamente indispensabile a tal fine – conclude la nota del Presidente Poma - che il Governo nazionale vari, il più celermente possibile, un’apposita legge che non consenta più le invasive ricerche di questo tipo nei territori o nei tratti di mare soggetti a fenomeni sismici e le cui vere ricchezze sono costituite dall’ambiente naturale, dall’attività turistica, dall’agricoltura, dalla pesca".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ringrazio Roberto Giacalone per la condivisione in bacheca della notizia pubblicata da "Trapani OK" e speriamo che l'appello del Presidente della Provincia di Trapani trovi l'ascolto che merita presso il Ministero dell'Ambiente e la Regione Sicilia...
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A Tiziana Renda te e al sottoscritto piace questo elemento. 
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Anteprima a Palermo per "Se l'isola si perde nel tempo"
da "Cinema Italiano Info"
http://www.cinemaitaliano.info/news/12633/anteprima-a-palermo-per-se-l-isola-si-perde.html


04/05/2012. - La Società Cooperativa Sociale L’Elefante Bianco, con il contributo della Regione Siciliana – Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo- Sicilia Film Commission, venerdì 4 maggio alle ore 18.30 organizza la proiezione della anteprima del documentario "Se l’isola si perde nel tempo", preceduta dalla conferenza stampa con il regista Nello La Marca e con gli autori del progetto.
Il documentario, girato a Pantelleria tra il dicembre del 2010 e l’ottobre 2011, racconta la vita degli isolani nei vari periodi dell’anno. L’estate è turismo; ma nel lungo inverno dell’isola, i panteschi si riuniscono nei loro circoli e ballano, tutti, vecchi, giovani e bambini, in un modo che solo loro conoscono, che gli appartiene da generazioni.
“La struttura del film, scandita in quattro capitoli relativi alle stagioni dell'anno ha come sfondo gli straordinari paesaggi dell'isola di Pantelleria, i cui luoghi accompagnano la narrazione assumendo forti connotazioni metaforiche anche in rapporto ai valori simbolici che storicamente li hanno caratterizzati nell'immaginario collettivo locale e che rischiano di perdersi nel tempo” spiega il presidente della cooperativa Veronica Riccobene. “L’isola era tutta un giardino”, raccontano i vecchi, costatando che oggi la macchia mediterranea, la selva, si va riprendendo ciò che l’uomo aveva faticosamente conquistato. L’isola man mano ridiventa selvaggia e ciò - che affascina quei turisti su cui, loro malgrado, i panteschi, per secoli vissuti con la cultura dell’autosufficienza, hanno affidato oggi le speranze di sopravvivenza economica - è per gli isolani il segno di una perdita.
“Tale progetto nasce per scrivere e raccontare storia; la raccolta di immagini e parole di una terra simile a molte altre ma unica nelle sue peculiarità: frammentarietà dei tempi vissuti in uno spazio confinato. L’attenzione viene posta alla dimensione del tempo in un’isola che sembra scordarsi della propria memoria, una memoria che somiglia al vapore delle sue Favare, costante in alcune ripetizioni e che evapora col passare del tempo, o come i capperi e lo zibibbo tanto noti e rappresentativi dell’isola che rimangono e si trasformano, ne parlano vecchi e giovani ma questi ultimi ne perdono sempre più conoscenza ed esperienza…” aggiunge uno degli autori del progetto Claudia Prestano.
Scrive il regista Nello La Marca: “Se l’isola si perde nel tempo è la registrazione di ciò che Pantelleria era e non è più. E’ la raccolta delle malinconie di chi avverte il presente dell’isola come un’epoca di progressive cancellazioni di ciò che per millenni ha caratterizzato l’identità degli isolani. Eppure c’è un anima profonda dell’isola che resiste al tempo. E che emerge soprattutto quando gli isolani, cessata l’invasione del turismo, si ritrovano di nuovo soli in mezzo al mare”.
“E noi che siamo venuti a Pantelleria schermati dalla impossibile obiettività della macchina da presa”, raccontano gli autori e il regista, “abbiamo lasciato l’isola con la precisa consapevolezza che l’isolanità, rappresenta una tappa fondamentale della coscienza umana e che in essa si scorge l’indispensabilità di certi valori che il mondo contemporaneo va sempre più cancellando e che è urgente salvare”.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'anteprima del documentario "Se l'isola si perde nel tempo", del regista Nello La Marca, è in programma stasera a Palermo alle 18,30 nei locali del Centro Sperimentale di Cinematografia ai Cantieri Culturali della Zisa. La presentazione dell'opera a Pantelleria, si prevede, avverrà nel corso della prossima stagione estiva... 
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Dalla mia Bacheca su FB del 3/05/12

Osprey -- the ultimate fisher
video caricato su You Tube in data 05/mar/2012 da arkive
http://www.safeshare.tv/w/rZQDEUMzRE


Wonderful footage of an osprey catching fish. Hovering at moderate height, the osprey dramatically plunges down feet first to snatch fish from the water's surface. A shake of the head as it emerges from the water; the osprey carries its skilfully captured prey with its long talons. More osprey videos can be found on www.arkive.org, along with videos of other birds of prey, fish and thousands more fascinating species.


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nA3LtXnNIto

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Oggi è per me è una specie di festival delle immagini di natura. Tra foto e video, difficile pensare che possa esserci qualcosa che possa superare quanto finora mi è capitato di vedere e condividere qui su Fb. La natura, è vero, ha tante sorprese in serbo, e l'uomo con l'aiuto dell'esperienza, della tecnica, ma anche di tanta pazienza e costanza, riesce sempre a superare sè stesso nelle documentazioni dell'ambiente che ci circonda. Un'altra prova l'abbiamo proprio in questo video intitolato "Osprey -- the ultimate fisher". E dopo averlo visto non posso che condividere l'esclamazione di Gianfranco Rossetto da Bruxelles nel segnalarmelo: "Bellissimo !!!

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3562613898362&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater
 
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I parassiti del pesce ago cavallino...
a margine di una foto subacquea di Stefano Lopresti condivisa su FB
http://www.facebook.com/...&set=a.273100639397004.68014.270879509619117&type=1&theater


Congratulations to Mr. Davide Lopresti who've earned his place in the EFF special edition" fifty finest macro" with this stunning shot !
(posted By Rico Besserdich - EFF special edition "Macro")
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Commento del sottoscritto su FB a margine della foto di Stefano Lopresti
Non posso fare a meno di condividerla sulla mia Bacheca... Troppo bella... E chi conosce il Mare non può che esser d'accordo con me...

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Post di Calvin Wong
I know a fellow diver (a friend) who uses, compact, strobe-less camera ... but he takes wonderful pictures ... does it qualify??
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Post di Edition Fifty Fathoms
Hello Calvin ! I simply don't care about the used photo gear. I only care about the results !! If you believe your friend has that good shots, he of course can feel free to contact me. Best regards, Rico ( Edition Fifty Fathoms "Macro" )
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Post di Davide Lopresti
Thanks Rico, a great Honor for me :-)
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Post di Gianluca Di Pompeo
Poverinoooo!!!
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Post di Katrina Hunt
Fantastic photo, well worth the honor..
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Post di Guido Picchetti
Condivido gli apprezzamenti per questa stupenda foto di Davide Lopresti... E non potrebbe essere altrimenti... Una foto tuttavia che chi non conosce il mare e i suoi abitanti difficilmente può capire a prima vista (il soggetto principale, i secondari, e la difficoltà esecutiva...); e forse meriterebbe un titolo esplicativo... Anzi a guardare meglio i soggetti secondari in bocca al signatide (se è lui...) sono addirittura tre... un numero perfetto... ;-)
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Post di Angelo Mojetta
Davvero notevole. Sarebbe interessante sapere se il pesce ago (sembra un cavallino) era costretto a tenere la bocca aperta.
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Post di Teresa Savarese ‎
*O*
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Post di Davide Lopresti
Grazie Angelo e Guido, per la versione stampata scriverò una didascalia adeguata ;-). Si è un pesce ago cavallino, e in 40 minuti di foto ha aperto la bocca una volta sola, concedendomi solo pochi scatti a bocca aperta, i parassiti nella bocca erano 5, in questa foto non si vedono tutti, e con tutta la fantasia di questo mondo non riesco a pensare ad un modo per costringere un pesce ago a tenere la bocca aperta :-))))))))))
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Post di Gianluca Di Pompeo
Beh forse fotografandolo, visto che ci sei riuscito! Complimenti ancora! 50 o 105?!
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Post di Davide Lopresti ‎
100 macro, canon :-)
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Post di Guido Picchetti
Complimenti ancora Stefano... Hai ripreso e lasciato a "bocca aperta" il pesce ago cavallino, ma non solo lui, anche tutti noi...
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Post di Roberto Giacalone
Più che d'accordo...
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Post di Joke van der Ploeg
Infatti, sono d'accordo con te, è stupendo !
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Post di Eleonora de Sabata
Fantastica foto, bravissimo!
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Post di Davide Lopresti
Grazie ancora anche se mi chiamo Davide... ehehehhehe...
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Post di Stew Smith
Wow
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Post di Guido Picchetti
Hai ragione, Davide, scusami il lapsus... E' colpa dell'età e del fatto che conosco già da tempo un Lopresti di nome Stefano, anche lui valente subacqueo...
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A Mario Pugliaro, Riccardo Cingillo, Claudio Leoncini, Roberto Giacalone, Fabrizio Di Siervi, Maria Godas, Marino De Falco, Alessandro Palomba, Giovanna Sgamberone, Gennaro Ciavarella, Maria Ghelia, Angelo Orazzo, Fabio Russo, Massimo Boyer, Ugo Gaggeri, Arzu Asan Donmez, Michael Maes, Jacky Liao, Recep Dönmez, Dita Liu, Redrigue Salvador, Lotte Lim, Claudia Weber-Fischer, Veronika Matějková, Andrey Narchuk, Ioli Livada, Gianluca Di Pompeo, Nimrod Shay, Ellen Cuylaerts, Federico Fabbri, Nicole Stahl, Kristin Anderson, Marc Topp, Khodakova Maria, William Tan, Katrina Hunt, Davide Lopresti, Henning Peters, Colin Lee, Patrick Neumann e al sottoscritto piace questo elemento. 
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Les plus belles images du concours "Underwater Photography Contest"
Novità editoriale, pubblicato 2 maggio 2012
http://www.maxisciences.com/...-images-du-concours-underwater-photography-contest_art24061.html


La giuria del "Underwater Photography Contest" ha annunciato i vincitori della sessione 2012. L'opportunità di scoprire cosa si nasconde sotto le acque di tutto il mondo.
Istituito nel 2005, il concorso "Concorso di Fotografia Subacquea" è diventata la festa di primavera must per tutti gli amanti della fotografia e delle immersioni. Anche quest'anno notevole il successo della manifestazione. Al concorso, organizzato dalla Rosenstiel School of Marine & Atmospheric Science, University of Miami, hanno partecipato oltre 700 concorrenti provenienti da 20 paesi diversi.
Il concorso coinvolge fotografie su tutte le forme di vita marina, dai minuscoli organismi marini alle grandi balene, senza tralasciare le alghe e i coralli. Le fotografie sono divise e giudicate in base a cinque distinte categorie tematiche e tecniche: "Ritratto di pesci o di animali marini", "Macro", "Grandangolo", "Student" e "Winner Grand".
La giuria, composta da esperti tra cui professori dell'Università, ha annunciato il loro verdetto in una conferenza. Vincitore assoluto ancora una volta Ximena Olds, Florida, con una stupenda fotografia di un piccolo nudibranco. Inoltre una votazione aperta a tutti tramite via internet ha visto premiato Todd Aki per la sua bella fotografia di meduse catturata nei pressi di Monterey.
Le fotografie vincitrici saranno esposte in una mostra itinerante per tutto il Sud della Florida. Nel frattempo (cliccando sull'immagine a lato, ndr) possiamo vedere qui le immagini più belle grazie a Maxisciences.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Le più belle immagine dell' "Underwater Photography Contest", il concorso di fotografia subacquea organizzato dalla "Rosenstiel School of Marine & Atmospheric Science de l’Université de Miami", che ha visto quest'anno la partecipazione di oltre 700 fotografi subacquei provenienti da 20 diverse Nazioni. Tra gli autori delle foto premiate, non pochi gli italiani... Ringrazio Paolo Morselli che da Parigi ml ha segnalato la pagina web con i risultati del concorso.
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Antonello Nazareno

‎.... il gasteropode a sinistra è una Chelidonura ....
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Post di Filippo Foti

Belli...da fare un post ad essi dedicato!
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Post di Maria Ghelia

Sono molto belle.
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A Lfonso Nigro, Giorgio Cavallaro, Fabio Russo, Gianfranco Rossetto, Antonio Drosi, Gianluca Cecere, Emanuela Torcinaro, Gabriele Franceschi e Andrea Caceffo piace questo elemento.
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La pulizia dei fondali a Marina Grande di Sorrento
di Guido Picchetti (a margine di un video postato su FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Un breve commento del sottoscritto a margine di un video (caricato da filmcards su You Tube due giorni fa), e da me postato in data odierna sulla mia Bacheca di Facebook.
Quanti ricordi e quanti volti noti di amici cari, anzi carissimi, in quel video... Sono immagini alcune delle quali, se non vado errato, risalgono a una trentina di anni fa... Grazie a Gigi Oliviero per il lavoro di montaggio, ma anche a chi lo ha postato proprio ieri su YouTube, offrendomi l'occasione di rivivere certi momenti con grande emozione... e di riconoscere, tra gli altri, Tania, Lorenzo, Giogo', Alessandro, compagni di immersione carissimi che saluto con tanto affetto e nostalgia... E che ringrazio per tutto quello che fanno e hanno saputo in amore del Mare...
@ Marco Gargiulo... . Caro Marco, avrei voluto condividere con gli amici citati questo post e le emozioni che hanno suscitato in me, ma non so come raggiungerli. Se tu dovessi sentirli, ti prego, salutali per me... E anche a te tanti complimenti e auguri per la tua stupenda attività di fotosub... I geni (quelli ereditari, intendo...) non tradiscono... Un caro saluto anche ai tuoi genitori...
Questo il video in questione:

Sorrento (pulizia dei fondali)
un video di Gigi Oliviero (caricato in data 30/apr/2012 da filmcards)
Un breve documentario, realizzato da Gigi Oliviero, che testimonia un'operazione di pulizia dei fondali marini svolta a Sorrento da un gruppo di subacquei professionisti (guidati da Alessandro Nasoni), che hanno coinvolto la popolazione.


http://www.youtube.com/watch?v=DRv6FHe9xjc&feature=g-all-u

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Post di Antonio Mario

Noi lo ripetiamo ogni anno. A seguire il video:

Il progetto "Curiamo i Giardini di Poseidone"
un video caricato da PoseidonTeam in data 29/ott/2008
La pulizia dei fondali marini effettuata dai pescatori subacquei del Poseidon Team in collaborazione con i Lions Club Penisola Sorrentina.


http://www.youtube.com/watch?v=Rr1KhpTn8E0

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Post di Guido Picchetti
Lo so, Antonio Mario, e sono grato anche a voi di continuare in quell'impegno... Ma è l'aver rivisto in quel filmato momenti della prima iniziativa che come "Centro Immersioni Sorrento" organizzammo alla Marina di Sorrento, scene non di trenta, ma di quasi quaranta anni fa, che mi ha emozionato, come puoi facilmente capire... Il Mare ha bisogno di quest'amore, oggi più che mai...
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Post di Antonio Mario
Probabilmente lo ripeteremo il 3 giugno prossimo, speriamo di essere in tanti.
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Post di Guido Picchetti
Auguri... per quanto lontano di fatto, con il cuore sarò insieme a voi... Appuntamento a Domenica 3 Giugno a Marina Grande...
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Post di Alfonso Nigro

Ho visto il filmato, quanto squallore guardando quei fondali adibiti a pattumiera, ma chi vive il mare come fa fare queste cose?
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Post di Guido Picchetti

Come puoi vedere, già quarant'anni fa davanti alla Marina Grande di Sorrento il fondale del mare veniva utilizzato come una pattumiera... Come se nascondere agli occhi i rifiuti, gettandoli a fondo nel mare, funzionasse da inceneritore... Al contrario riportarli alla luce aiuta a prendere coscienza della realtà e a modificare certi comportamenti... e oggi in quella stessa zona è funzionante l'AMP di Punta Campanella... quarant'anni dopo...
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A Alfonso Nigro, Alessandro Palomba e Maria Godas piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 2/05/12

Incidenti petroliferi. In Italia non succedono... Proprio vero ?
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61386641
 

Pubblicato ieri 1° Maggio, l'articolo di Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog, che a seguire integralmente riportiamo. Un "amarcord" di quei fatti che si pensa non succedano in Italia durante le operazioni estrattive di prodotti petroliferi dal sottosuolo nazionale, solo perchè nulla si legge al riguardo sui giornali e solo raramente si vede qualcosa in TV... E invece...
Incidenti del genere ce ne sono stati e continuano ad esserci. Solo che quando avvengono, se ne parla poco o nulla... A partire dal Novembre 1991, quando a Policoro in Basilicata esplose un pozzo di gas dell'Eni. E nel pezzo di Maria Rita possiamo vederne le foto che a suo tempo le inviarono. Per finire con un altro pozzo di metano esploso nel 2010, non al sud stavolta, ma al nord, in Veneto, a Porto Viro in provincia di Rovigo.
In realtà quest'ultimo incidente è tutt'altro che "finito"... Come ci ricorda Maria Rita, è ancora lì: "... Sì, da un anno e tre mesi! E' dallo scoppio del dicembre 2010 che il pozzo continua a rilasciare metano. Ma nessuno vede, dice, o fa. E' tutto a posto !!!".
A ricordarcelo solo un "piccolissimo articolo" pubblicato da "Rovigo Oggi It" il 19 Gennaio scorso a firma di Nicola Cappello, corredato però di una "bella" serie di foto, che mostrano come quel pozzo di metano esploso, di proprietà del Comune di Porto Viro, continui ancora oggi a riversare in superficie un micidiale miscuglio di metano e acque salmastre.
E' una fuoriuscita continua che, inquinando i terreni circostanti, ha fatto morire tutte le piante del luogo. Per ben tre volte la proprietaria si è recata nell'ufficio del sindaco Geremia Gennari per un colloquio, "... e ogni volta sono stata ignorata”, commenta Lidia.
La foto più significativa della serie di foto di "Rovigo Oggi" ? Certamente quella del cartello che, apposto dal Comune all'esterno della recizione dell'area del pozzo, con quanto recita non lascia certo adito a dubbi di sorta: "VIETATO AVVICINARSI CON FIAMME LIBERE - RIMANERE AD ALMENO 10 MT DI DISTANZA" !!!
Questo l'url del servizio pubblicato il 12 Gennaio 2012 da "Rovigo Oggi" sul pozzo esploso nel 2010 in provincia di Rovigo, ancora in "attività" incontrollata...
http://www.rovigooggi.it/articolo/2012-01-19/pericolo-sotto-controllo-ma-anche-no/

Gasland d'Italia: Policoro (PZ) e Porto Viro (RO).
2 Novembre 1991, Policoro, Basilicata, Italia. Pozzo di gas ENI esploso. In Italia non succede.

di Maria Rita D'Orsogna
TUESDAY, MAY 1, 2012. - In questi giorni assistiamo ad un delirio dopo l'altro in termini di petrolio e di gas italico. Stefano Saglia, Corrado Passera, Claudio Descalzi, Assomineraria, continuano ad insistere che dobbiamo fare dell'Italia un "hub energetico", che dobbiamo trivellare, che questo porterà a ben 25,000 o 30,000 posti di lavoro, che questo ci porterà a risolvere tutti i problemi d'Italia. Il petrolio porterà soldi, lavoro e felicità a tutti. E allora ecco come si trivella in Italia.
Qui un piccolissimo articolo su un pozzo di metano che continua a regurgitare gas a Porto Viro, in provincia di Rovigo dopo una esplosione, nel 2010. Sì, è da un anno e tre mesi! E' dallo scoppio del dicembre 2010 che il pozzo continua a rilasciare metano. Nessuno vede, dice fa. Tutt'apposto.
Un anno e tre mesi! Le piante vicino al pozzo sono morte, la gente è preoccupata dell'aria che respira, il comune ha solo potuto mettere una scritta in cui si dice di non avvicinarsi perchè c'è pericolo d'incendio.
Questa e' l'Italia delle trivelle. Ma a guardare bene, non è questo l'unico caso di pozzo metanifero esploso in Italia. Nel 1991, a Policoro, ci fu un altro pozzo di gas esploso, ma nessuno ne parlò e non ne esiste quasi traccia nè sul web, nè sulla stampa. Le foto che vedete me le ha mandate Felice Santarcangelo qualche tempo fa. E' l'Italia dei pozzi di metano dell'ENI.
Vogliamo parlare dell'oleodotto esploso a Viggiano? Vogliamo parlare delle galline morte a causa delle esalazioni di idrogeno solforato in Basilicata? Vogliamo ricordare lo scoppio di Trecate, in provincia di Novara? Vogliamo ricordare lo scoppio della piattaforma Paguro?
Sono troppi gli scandali, i problemi, i rischi alle persone e alla natura. Ma a Passera interesssa solo il PIL. Mi dica, Passera, che ce ne facciamo di un PIL perfetto dopo averla distrutta, l'Italia?
http://dorsogna.blogspot.it/2012/05/gasland-ditalia-policoro-pz-e-porto.html
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Post di ricciomare40 del 3/5/2012 su Profumo di Mare in calce all'articolo
Non mi meraviglio di più nulla ! Ormai ci sono abituato agli AFFOSSAMENTI DI NOTIZIE !! AI media interessa più quello che accade a Belen in un incidente ! Meno male che ci sei tu e Maria Rita ! Grazie Infinìte ! Aveva ragione LUCIO....ci vogliono distruggere il mare e con esso chi lo ama e tutti coloro che ci vivono sopra e sotto. Ma io non mollo ! Ciao !

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Post di Filippo Foti su FB

Lo stratega Passera ne sta combinando di tutti i colori!
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Post di Maria Ghelia
Di male in peggio, ma è mai possibile che non ci sia un politico che metta a nudo queste cose???
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Post di Filippo Foti
Passera.... :-)
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A Alfonso Nigro, Mario Marino e Filippo Foti piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 1/05/12

Trivellazioni nella Valle del Belice
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1


In realtà, di questa minaccia che si va concretizzando in un'amara realtà, "Repubblica" ne aveva dato notizia una settimana fa, a pag. 4 della sezione PALERMO di Ricerca Repubblica. Notizia da me ripresa il giorno dopo qui su FB e riportata quindi negli "Echi di Stampa", con una sola frase a commento: "SICILIANI SVEGLIATEVI !!! Ma eravamo in Aprile e, lo sappiamo tutti, "Aprile... dolce dormire...". Oggi invece siamo a Maggio e chissà che qualcuno della nostra amata Sicilia, regione a statuto speciale, non cominci a svegliarsi e a rendersi di quanto va accadendo... E non solo in campo trivellazioni, a voler essere onesti (ogni riferimento a panteschi e lampedusani è puramente casuale...). Questo il link al citato articolo di Repubblica: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/04/24/riparte-la-caccia-al-petrolio-siciliano-rischio.html 
... e questo il link sugli "Echi di Stampa":
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/...202012/ec_stampa_12_04.htm#Riparte_la_caccia_al_petrolio_siciliano

Trivellazione per il petrolio in Sicilia: Valle del Belice in pericolo
di Peppe Croce
30 aprile 2012. - Torna l’allarme trivelle in Sicilia a causa di una nuova istanza di permesso di ricerca di idrocarburi, petrolio e gas naturale, questa volta su un enorme territorio che comprende anche parte della Valle del Belice, tristemente nota per il devastante terremoto del 1968.
Il permesso di ricerca, denominato “Masseria Frisella” e richiesto da Enel Longanesi Developments SRL (società posseduta da Enel Trade s.p.a.) è molto esteso: 68.166 chilometri quadrati. Interessa i comuni siciliani di Montevago, Santa Margherita Belice, (Agrigento), Bisacquino, Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone, Monreale, Partinico, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirello e San Giuseppe Jato (Palermo), Alcamo, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta (Trapani), e confina con un altro grosso permesso di ricerca, già concesso: il “Vita”.
Di questa richiesta si sa molto poco. Spiega Pietro Dommarco su “Altraeconomia”: "L’istanza della Enel Longanesi Developments SRL per l’ottenimento del permesso di ricerca -denominato “Masseria Frisella”, e della quale non c’è traccia sul sito Unmig del ministero dello Sviluppo Economico- risulta in realtà giacente presso gli uffici regionali del Dipartimento dell’energia dal 17 agosto 2011. Ma solo ora, con la pubblicazione all’Albo pretorio di alcuni dei municipi interessati, si riesce a saperne di più".
Da parte della Regione Sicilia c’è stato solo un avviso diramato dall’Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia (l’URIG, che in Sicilia in virtù dello statuto speciale fa le veci dell’UNMIG nazionale). In tale avviso ci sono anche i vertici del perimetro del permesso di ricerca richiesto (la foto che vedete è indicativa e mostra solo i comuni interessati).
Quel che è certo è che la zona è a fortissima vocazione agricola con numerose eccellenze agroalimentari al suo interno. Uno su tutti l’olio DOP Valle del Belice. A due passi da dove si vorrebbe trivellare, poco a sud di Contessa Entellina, c’è la riserva naturale di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco.
L’avviso della Regione è datato 16 aprile 2012 e concede 30 giorni per la presentazione di eventuali opposizioni alla concessione del permesso di ricerca. Per bloccare le trivelle nella Valle del Belice, quindi, restano appena due settimane.
Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/trivellazione-per-il-petrolio-in-sicilia-valle-del-belice-in-pericolo-9177.html

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Stesso articolo anche su "Profumo di Mare" del 1/05/12 e su "Pantelleria Internet Com - News" del 2/05/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=61363764

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8508
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"Le trivelle nel Belice" di Pietro Dommarco, articolo simile su "Altra Economia It" del 26 aprile 2012

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3428
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Post di Mario Di Giovanna
I sindaci belicini sono stati allertati per tempo ed hanno, presentato le osservazioni al permesso di Ricerca. Speriamo che il Governo Regionale accolga le istanze contrarie alla trivellazione.
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Post di Guido Picchetti
Ottimo, Mario, ma occorre che la stampa regionale e anche la gente comune siano consapevoli della minaccia in corso e facciano giustamente pressione affinchè quelle osservazioni non finiscano in uno "speciale" dimenticatoio... E' già successo purtroppo...

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Post di Maria Ghelia
Siamo proprio messi bene! Grazie Guido.
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Post di Guido Dalla Casa

Quello che si sta facendo per il petrolio peggiora di giorno in giorno. Quando ne vedremo la fine? E c'è chi vorrebbe vedere un miliardo di automobili in Cina!!! (naturalmente a benzina).
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A Pasquale Cacciacarne, Alessandro Marescotti, Filippo Foti, Mauro Silvia e Mario Di Giovanna piace questo elemento.
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(copyright Guido Picchetti) 

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Questa pagina è stata aggiornata il 01/01/13.