Febbraio 2012

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ECHI  DI  STAMPA

      
    - Dal 21 al 29 Febbraio 2012

 

Dalla mia Bacheca su FB del 29/02/12

Fondo Kyoto, 600 milioni di Euro subito a disposizione (dell'industria) dell'Ambiente...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60482230


Il 16 Febbraio scorso i due Corrado del Governo Monti, il Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico, e il Corrado Clini, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, insieme ai soliti "addetti ai lavori", hanno presentato presso la Cassa Depositi e Prestiti il Fondo Kyoto, un fondo cofinanziato di ben 600 milioni di euro che sarà operativo nel nostro Paese dal 15 marzo p.v. Il ministro dell'Ambiente Clini lo ha definito: «Un volano per la crescita sostenibile dell’economia italiana», aggiungendo (testuale nel comunicato stampa pubblicato sul sito web del suo Ministero) che «si tratta di un meccanismo a sportello con un format semplice e una procedura di approvazione riferita al format – sottolineando ancora che i 600 milioni – sono a disposizione tutti e da subito».
Ma Salvatore Braschi, consulente per le AMP del sen. D'Alì presidente della Commissione Ambiente del Senato, non diceva ieri (nella sua replica a Maria Rita D'Orsogna, ndr.) che non ci sono fondi per l'Ambiente a proposito del rinvio dell'istituzione del Parco della Costa Teatina? E che c'entra il Ministro Passera (Sviluppo Economico) con il Ministro Clini (Tutela dell'Ambiente) ? Vuoi vedere che quei fondi verranno utilizzati per favorire industrie varie di settore (e speriamo che almeno così sia...), anzichè destinarli alla vera tutela ambientale come sarebbe ben più logico ?
Non sarebbe meglio, ad esempio, che il Ministero dell'Ambiente si preoccupasse con quei fondi di portare a compimento l'iter amministrativo delle 17 aree marine protette "di prossima istituzione" che in altra pagina del sito web del MiniAmbiente sono ben elencate, risalendo alcune a trent'anni fa (L. 979/82) ed altre a vent'anni fa (L. 394/91), tutte, ma non solo, sotto attacco diretto delle multinazionali a caccia di petrolio ????

Fondo Kyoto: 600 milioni per l'ambiente. Il Ministro Clini: «Un volano per la crescita sostenibile dell’economia italiana»
da un comunicato stampa sul sito web del Miniambiente
http://www.minambiente.it/.../showitem.html?lang=&item=/documenti/comunicati/comunicato_0293.html

Presentato presso la Cassa Depositi e Prestiti il Fondo Kyoto, un piano innovativo realizzato allo scopo di promuovere investimenti pubblici e privati per l’efficienza energetica nel settore edilizio e in quello industriale; diffondere piccoli impianti ad alta efficienza per la produzione di elettricità, calore e freddo; impiegare fonti rinnovabili in impianti di piccola taglia; la gestione sostenibile delle foreste; la promozione di tecnologie innovative nel settore energetico. Un fondo cofinanziato che sarà operativo dal 15 marzo, presentato a Roma assieme al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, il presidente e l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini, e il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini. “Si tratta di un meccanismo a sportello con un format semplice e una procedura di approvazione riferita al format – spiega Clini, sottolineando che i 600 milioni – sono a disposizione tutti e da subito. Stiamo creando un volano che a sua volta dovrebbe trascinare altri investitori”.
Il fondo infatti è “rotativo” cioè alimentato attraverso le rate di rimborso delle erogazioni concesse. “I finanziamenti, a livello regionale, – aggiunge ... [segue]
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Il video con l'Intervento del Ministro dell'ambiente Corrado Clini alla presentazione del fondo rotativo per Kyoto:
http://www.youtube.com/...player_embedded#_pro.html|aree_marine_di_.html
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Le immagini con le AMP ancora da istituire dalla pagina web:
http://www.minambiente.it/.../&m=argomenti.html|Mare.html|aree_marine_pro.html|aree_marine_di_.html

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Il Fondo Kyoto per l'Ambiente... E le Aree Marine Protette ? Quelle ancora da istituire sono 17, in attesa da 20 e 30 anni soltanto... E poi qualcuno dice ancora che il 17 non porta iella !!! Grazie sempre a "Profumo di Mare" per l'ospitalità...
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Post di Maria Ghelia
Guido la notizia sarebbe magnifica, ma mi sembra che hai messo il dito nella piaga. Con la risposta indignata data a tutti noi che abbiamo commentato il comportamento del senatore per il Parco della Costa Teatina, ci si voleva ulteriormente prendere per i fondelli, è chiaro.
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Post di Fabrizia Arduini
E' capace che li danno a Moratti per bruciare i derivati del petrolio, come per i CIP6.
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Post di Salvatore Braschi

Hai confermato una verità, che non ci sono fondi per le aree protette, non per l'ambiente in generale. Io ho detto per le aree protette, non per l'ambiente. Lo stanziamento è diminuito. Basta consultare gli enti gestori dei parchi nazionali ed Amp per avere il quadro completo della situazione finanziaria delle aree protette. Non è un caso che il ddl 1820 sulle aree protette presentato dal Senatore D'Alì vuole dare una immediata risposta in termini di assetto finanziario agli enti gestori con il piano triennale e con una gestione più efficiente coinvolgendo anche soggetti privati. Ti ringrazio!
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A Maria Ghelia, Filippo Foti, Francisco Fraile Torras e Mauro Brusà piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 28/02/12

La mia replica al Senatore D'Alì sul Parco della Costa Teatina
di Maria Rita D'Orsogna
http://www.dorsogna.blogspot.com/2012/02/lettera-del-senatore-dali-sul-parco.html


Breve premessa del sottoscritto. Tutti gli elementi qui a seguire elencati (completi di relativi indirizzi alle pagine web dove sono pubblicati on line) sono segnalati in cima all'articolo che Maria Rita D'Orsogna ha pubblicato in data odierna sul suo Blog, replicando al Sen. D'Alì per la risposta che quest'ultimo le ha inviato stamane tramite il dr. Salvatore Braschi suo consulente per le AMP, in risposta alla lettera con la richiesta di chiarimenti che Maria Rita D'Orsogna ha inviato al Senatore D'Alì Domenica scorsa, 5/2, avendo saputo on line da un articolo di "Emergenza Ambiente" del rinvio dell'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina firmato dallo stesso Senatore d'Alì.
Detti elementi sono:

a) La lettera inviata il 25/02 u.s. da Maria Rita D'Orsogna al Senatore Antonio D'Alì, Presidente della Commissione Ambiente del Senato. Sul suo Blog, all'url http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/LetteraD%27OrsognaD%27Ali.pdf
b) La risposta del Senatore Antonio D'Ali ricevuta da Maria Rita D'Orsogna in data odierna per via del Dr. Salvatore Braschi,
http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/RispostaD%27AliD%27Orsogna.pdf
c) L'articolo "Via libera alla proroga" del Parco della Costa Teatina, pubblicato da "Primadanoi" il 25/02 u.s.,
http://www.primadanoi.it/news/525000/Il-senatore-siciliano-che-frena-il-Parco-della-costa-Teatina.html
d) L'attuale composizione della Commissione Ambiente del Senato,
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00013.htm
e) L'articolo pubblicato sul Senatore Antonio D'Alì da "Il Fatto Quotidiano" il 21 Giugno 2011,
http://www.ilfattoquotidiano.it...-su-antonio-dali-il-senatore-pdl-legato-al-boss-messina-denaro/121403/

Qui a seguire l'articolo pubblicato oggi da Maria Rita, scusandomi per questo chiarimento introduttivo. (gp)

Mia replica odierna al Senatore D'Ali sul Parco della Costa teatina
di Maria Rita D'Orsogna

Come tutti, sono rimasta molto male (molto male) e sorpresa dello slittamento della perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, come richiesto dal senatore Antonio D'Alì. Se n'è parlato molto in questi giorni in Abruzzo, ed è stato per noi tutti, ancora una volta, motivo di scoraggiamento e di incredulità. Il senatore D'Alì è lo stesso onorevole che mi invitò a parlare delle trivellazioni in mare in data 18 Gennaio 2012 presso il Senato della Repubblica Italiana. Durante quell'evento ricordai ai presenti che fra i pochi strumenti utili e veloci che abbiamo per fermare i trivellatori c'è l'approvazione finale e la perimetrazione definitiva sia del Parco Nazionale della Costa Teatina che dell'Area Marina Protetta di Pantelleria. Il mio modesto parere è che sarebbe molto meglio in questo caso copiare gli americani, che hanno fasce di almeno 160 km sulle loro coste, ad eccetto che nel golfo del Messico. Ma in attesa di queste "leggi all'americana", mi accontento delle 12 miglia della Prestigiacomo e del parco per i motivi di cui abbiamo parlato tante volte su questo blog e che Lorenzo Luciano, Lino Salvatorelli e Fabrizia Arduini hanno spiegato egregiamente nel corso degli scorsi mesi a tutti quelli che li volevano ascoltare.

Scrissi allora una lettera a D'Ali - che è su in cima. La sostanza dell'email era in una sola domanda: perchè lei ha firmato questo rinvio della perimetrazione? In cima c'è anche la risposta inviata non da D'Alì ma da un suo collaboratore, Salvatore Braschi. Ciascuno può leggerla e farsi l'opinione che vuole. Qui quello che posso dire è che non c'entra l'emotività mia o di chiunque altro - siamo vivi, abbiamo emozioni e sentimenti, ma sono i fatti che contano. Sono anni - dieci per la precisione - che noi persone normali aspettiamo questo parco e saremmo degli automi se non avessimo sentimenti, visto che soprattutto Lorenzo, Fabrizia e Lino, ci hanno messo lavoro, tempo ed energia gratuitamente per leggersi carte, sensibilizzare, rompere le scatole e sentire l'inascoltabile da parte di politici gretti e senza amore. Come per il petrolio, hanno fatto di più le persone normali che i politici d'Abruzzo. Ma alla fine, alla fine, come dicevo, si devono guardare i fatti. E i fatti sono che:

1. La chimica, la medicina, le statistiche, i dati, i fatti condannano l'industria del petrolio e che non esiste struttura sicura al 100%.
2. Ergo, trivellare in riva - dove ci sono attività che dipendono da natura e ambiente sano, (nonchè le nostre città !) - è folle.
3. Ergo, se vogliamo essere razionali, facciamo le leggi all'americana: fascia di 160km anti-trivelle. Di sicuro non succede niente. A prova di bomba. Easy, no?
4. Visto che i nostri politici sono emotivi e che non vogliono fare la cosa più razionale del mondo - gli americani non sono scemi! - allora facciamo la seconda cosa più razionale: mettiamo il parco che crea la barriera delle 12 miglia. Mi pare tutto così razionale!

Le argomentazioni riportate nella lettera di cui sopra, a mio parere, sul perchè no, e con tutto il rispetto, sono vecchie e retrograde e suonano, purtroppo, come tante scuse che continuiamo a sentire dai politici d'Abruzzo. Non è stato mai fatto, non si può, si è perso tempo. And so what? Non è stato mai fatto? Bene, facciamolo ora. Proviamoci, facciamo le cose giuste, anche se difficili. Potrei rispondere punto su punto, sul commissario, sugli anni sprecati, ma a che pro? Credo che sia tutto fine a sè stesso. E' tutto già detto, già scritto. Resta solo il fatto che un altra occasione si è persa. Il parco lo vuole la stragrande maggioranza della gente. E' così. Senatore d'Alì perchè lei non è venuto in Abruzzo a chiederci cosa pensiamo? Perchè non ha mai indetto una conferenza vera dandoci qualcosa di più decente che quel lurido teatrino alla presenza di Sorgi e Di Stefano a San Vito Marina? E così, leggendo e rileggendo, ancora una volta mi rendo conto di come la politica italiana abbia perso una occasione per avvicinarsi alla gente e invece di stare dalla nostra parte, si chiude su stessa dietro tante parole e scuse.

Ma alla fine, si torna sempre al punto di partenza: Antonio D'Alì avrà anche firmato, ma dov'erano in tutto questo Fabrizio di Stefano, Giovanni Legnini, Gianni Chiodi, Enrico Di Giuseppantonio, Remo Di Martino, Antonio Sorgi e tutta la politica d'Abruzzo? E' facile prendersela con Antonio D'Alì, ma se tutti questi galantuomini che ci rappresentano in Abruzzo avessero fatto il loro dovere, oggi non staremmo qui. Se uno solo si fosse impuntato, non saremmo qui. Grazie al cielo che almeno Maurzio Acerbo e Walter Caporale hanno detto qualcosa, ma gli altri? Dove sono? Cosa dicono? E' a loro che va la vergogna più grande, come sempre. Nessuno di loro ha potuto chiedere spiegazioni a D'Alì, nessuno. Nessuno di loro ha osato commentare, dire, spiegare, ESIGERE che questo parco venisse perimetrato. Dove sono? Hanno qualcosa da dire? Non votateli più: da Gianni Chiodi a scalare, questa gentaglia non merita i vostri quattrini. Io lo sogno ancora un politico con la P maiuscola.

PS: Se volete lasciare messaggi fatelo sul blog, così li può vedere anche il Senatore, e tutti i politici d'Abruzzo e magari li mettiamo tutti assieme e li mandiamo al Senato.

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Post di Filippo Foti sulla Bacheca di M.R.D'Orsogna su FB

Ho letto con attenzione la tua nota e la risposta del senatore, tramite il suo "portaborse" credo, e rimango interdetto come oggi, come sempre; i politici italiani sono molto bravi ad eludere precise domande e dare delle giustificazioni che in teoria hanno sì qualche fondamento, ma sono destinate a restare risposte giustificative a beneficio di pochi eletti che ti leggono Maria Rita. La maggior parte delle persone vedranno nel tempo che non si farà nulla e resteranno in tutt'altre faccende affaccendate, i media taceranno complici della politica e ci sarai solo tu, Guido e tanti altri che non ho il piacere di conoscere, a protestare con i pochi mezzi che abbiamo. Ma una cosa è certa: le nostre proteste, bene o male, avranno qualche eco e chi leggerà saprà e potrà riprodurre questi echi anche a chi è sordo d'orecchi...Vergogna! La presente nota è stata postata nel tuo Blog ed inserita nella tua pagina di FB a beneficio anche di chi ti legge qui o solo qui. Ciao Maria Rita. www.profumodimare.forumfree.it  e http://pianetablu.blogfree.net/  sono a tua disposizione.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
La replica di Maria Rita ai chiarimenti che il senatore Antonio D'Alì oggi le ha inviato tramite il Dr. Salvatore Braschi, consulente per le AMP della Commissione Ambiente del Senato dallo stesso senatore presieduta, la ritrovate oggi sia sul Blog di Maria Rita, sia sul Blog di "Profumo di Mare" a lei dedicato, e sia tra gli ultimi "Echi di Stampa" sulla mia homepage. Insieme sono riportati gli indirizzi alle varie pagine web dove sono leggibili tutti gli elementi connessi a tale vicenda, che certamente è tutt'altro che un buon segno per la tutela ambientale e la salvaguardia del patrimonio naturale del nostro Paese...
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60471754
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/lettera-del-senatore-dali-sul-parco.html

http://www.guidopicchetti.it/.../News%202010/echi_stampa/ec_stampa%2012/ec_stampa_12_02.htm
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Post di Marco Giangrande

... o anche sulla pagina dello stesso senatore
http://www.facebook.com/pages/Antonio-dAl%C3%AC/166364120109221
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A Filippo Foti, Giò Nastasi, Mauro Brusà, Guido Pietroluongo, Agnese Ricigliano, Antonio Valentini, Sara Antonella Casacci, Lorenzo Luciani, e a Gianni Pitetti piace quest'elemento
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Dalla "Pagina sociale" su "Politics" del Sen. Antonio D'Alì
(Quanto segue è stato trascritto il 29/02/2012 a seguito della segnalazione di Marco Giangrande con il suo post sulla Bacheca di Maria Rita D'Orsogna, ndr.)
http://www.facebook.com/pages/Antonio-dAl%C3%AC/166364120109221?sk=wall

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Attività degli amici
Salvatore Braschi ha commentato lo stato di Antonio d'Alì: "Desidero porre alla vs. attenzione che il contenuto della mia lettera, in qualità di consulente della XIII Commissione Senato, vuol far conoscere i passaggi tecnici di come si è arrivati all'emendamento."
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POST DI RISPOSTA AGLI AMICI ABRUZZESI (di Salvatore Braschi del 28/02/1 alle ore 1.56, ndr)
... Ovviamente non ho gradito per nulla i vostri post di critica senza sapere i fatti e soprattutto quello che mi è piaciuto di meno è stato il fatto che se fosse stato il Governo Berlsuconi avreste subito attaccato il Governo senza se e senza ma, non essendoci più il Governo Berlusconi nemmeno per un attimo avete pensato che, magari chissà, forse il Governo ha avuto un ruolo in questa decisioni, magari chissà! Grazie per l'attenzione...
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SENATO DELLA REPUBBLICA
XIII Commissione Territorio, Ambiente, Beni ambientali
Presidente Sen.Antonio D’Alì

Cara prof. Rita d'Orsogna,
ho approfondito l'argomento da te ed altri messo in evidenza e devo dirti che la posizione di alcune persone che rispondevano alla tua accorata lettera inviata al Sen. D’Alì è, a mio modo di vedere, alquanto superficiale se non anche strumentale.
Ho condiviso il tuo messaggio pieno di emozioni e preoccupazioni,anche se spesso l’emotività porta a dire cose senza conoscere bene i fatti.
Ho apprezzato il tuo secondo messaggio ove invitati tutti a non pronunciarsi in modo avventuroso contro il senatore D’Alì senza prima essere a conoscenza di informazioni certe.
Infatti, per questo motivo, al fine di ripristinare la verità, ho cercato subito di risalire ai fatti in un momento, purtroppo, poco idoneo, perchè si celebrava a Trapani il primo Congresso provinciale del pdl, in cui il Senatore è stato eletto Coordinatore provinciale.
Scusami pertanto per il ritardo occorso.
Ritornando alla questione, la disposizione è stata inserita nel maxi emendamento a firma del Governo che quindi se ne è assunto l'intera responsabilità.
È vero che il Sen D'Alì aveva espresso una posizione che andava in questo senso ma perchè avallato da un posizionamento del Ministero che tra l'altro è stato condiviso dall'intera 13 Commissione compresi i senatori di altre parti politiche.
Un posizionamento che riteniamo legittimo per le motivazioni nel merito sotto elencate:
Il Parco Nazionale della Costa Teatina non è stato sin qui istituito anche, e forse soprattutto, per le difficoltà e le contrarietà emerse da parte di molte istituzioni locali, rappresentative delle comunità locali.
Si sono perse occasioni importanti nell’arco di oltre un decennio.
Un Parco è innanzitutto partecipazione, oltre ad essere conservazione degli ecosistemi di pregio e incentivazione per concreti modelli di sostenibilità.
La proroga stabilita nel “mille proroghe” serve a offrire un’importante occasione di recupero per i soggetti titolati e rientrare con i tempi nella procedura ordinaria evitando così il nascere di un Parco già "commissariato"
Si valuterà di presentare anche un ordine del giorno parlamentare che impegni il Governo a concludere rapidamente l’istruttoria e perfezionare la procedura ordinaria nel più breve tempo possibile così come del resto ci assicura in via informale il Ministero.
In questa stagione di grandi e inusitate limitazioni per la finanza pubblica, istituire un Parco mediante commissariamento (delle procedure, dei luoghi, delle perimetrazioni, dei divieti, delle governance) e peraltro in assenza di certezze di ordine finanziario avrebbe potuto produrre forti crisi di rigetto nei confronti di uno strumento che resta tuttora una vocazione strategica per vaste aree del Paese.
Il Ministero dell’Ambiente, da tempo opera in una fortissima difficoltà nel poter procedere a nuove istituzioni di parchi nazionali, sia per la mancanza dello strumento previsto dalla legge (la segreteria tecnica) sia per le prevedibili difficoltà di ordine finanziario che vengono frapposte dal Ministero dell’Economia. Ciò vale, per esempio, anche per i quattro parchi nazionali previsti in Sicilia di cui da tempo il Senatore auspica l’istituzione.
Segnalo tre fatti concreti:
- Nessun parco nazionale è stato mai istituito in Italia mediante commissariamento;
- Ad oggi nessuno aveva provveduto, né avviato l’iter, per la nomina del Commissario (e dal 30 settembre sono passati ben 5 mesi);
- I Parchi nazionali sono un bene troppo importante per il nostro Paese.
Per questo vanno fatti e fatti bene, per essere poi difesi e fatti funzionare.
La soluzione estrema, un commissariamento che ne preveda l’istituzione “dall’alto”, mai adottata prima, va utilizzata con estrema cautela, a tutela delle comunità locali e dei parchi stessi.
Ora la procedura per l’istituzione è al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Abruzzo ma e’ intenzione del presidente D’Alì monitorare e sollecitare la conclusione del procedimento istitutivo per le ragioni da te evidenziate nella missiva.
Certo di averti dato alcune informazioni utili ed importanti al fine di ripristinare la verità dei fatti e dirimere le infondate accuse nei confronti del Senatore D’Alì, non esitare a chiamarmi o scrivermi a riguardo per altre informazioni.
Un caro saluto.
Dott. Salvatore Braschi
Consulente XIII Commissione Senato
Email: braschitoto@gmail.com
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Post di Marco Giangrande del 28/02/12 alle ore 8.59
Gent.mo senatore, mi dispiace che non abbia gradito le domande che le sono state poste, ma su facebook, dove presumo è presente da poco tempo, funziona cosi, il tono è sempre colloquiale e diretto. Rimando al mittente le accuse di antiberlusconismo, avrebbe sicuramente ricevuto gli stessi commenti anche se al governo ci fosse stato Prodi, Berlusconi o il Papa, visto che la firma al decreto che ci riguarda ce l'ha messa Lei. Bisognerebbe andare oltre queste considerazioni oramai anacronistiche e che appartengono oramai ad un clima politico che la nazione ha superato.
Ieri · Mi piace · 7
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Post di Marco Giangrande del 28/02/12 alle 10,25

Ringrazio Alessandro che mi fa riprendere il mio discorso. Nella lettera del suo segretario si fa riferimento ai dieci anni persi per l'istituzione di questo parco: è una verità ma questo tempo ha maturato la convinzione da parte della stragrande maggioranza della popolazione e dei maggiori comparti economici che per il Parco della Costa Teatina non si dovesse perdere altro tempo. Quello che fa piu' male a me come cittadino interessato è che lei non abbia ritenuto di dover spiegare agli abruzzesi, qui, a casa nostra, con una conferenza stampa o un dibattito pubblico questa sua decisione nè prima e nè dopo averla presentata.
23 ore fa · Mi piace · 3
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Post di Alessandro Seccia del 28/02/12 alle 12,25
Infatti, Marco ha ragione... Aggiungo oltremodo che le nostre opinioni sono di stampo qualunquistico, e da poco informati che siamo, mistificatori ad ogni costo, tutto il "nostro" qualunquismo lo esprimiamo alle urne; le vicende abruzzesi, non solo questa, c'è ne danno ragione, quanto il nostro qualunquismo dia forma alla rappresentanza che oggi abbiamo... Ah vabbè c'è il governo tecnico!!
21 ore fa · Mi piace
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Post di Salvatore Braschi del 28/02/12 alle ore 12,28
Desidero porre alla vs. attenzione che il contenuto della mia lettera, in qualità di consulente della XIII Commissione Senato, vuol far conoscere i passaggi tecnici di come si è arrivati all'emendamento.
21 ore fa · Mi piace
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Post di Rocco Trivarelli del 28/02/12 alle ore 13,30

Chiarezza al riguardo Senatore, è un nostro Diritto! ORA! E possibilmente con poche parole, brevi, chiare e coincise!
20 ore fa · Mi piace · 2
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Post di Donato Spoltore del 28/02/12 alle ore 14,50
Caro senatore, il fatto che provi a metterla sul piano del colore politico evidenzia la sua mancanza di argomenti nel rispondere alle giuste domande che le vengono rivolte. Avete tutti fallito voi politici dal 2001 ad oggi nel soddisfare le richieste della popolazione di istituire il parco. La maggioranza delle persone che vivono su quell'area vogliono il parco, una piccola percentuale di persone capeggiate da Mauro Febbo (al quale non associo aggettivi perchè sarei subito censurato) remano contro. Magari ha fatto un favore al suo compagno di partito?
19 ore fa · Mi piace
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Post di Donato Spoltore del 28/02/12 alle ore 14,45
Caro Salvatore Braschi, le chiacchiere in politichese sono inutili, l'emendamento porta la firma di D'Alì e ritarda la nascita del parco di un altro anno, consegnando quelle aree a speculatori immobiliari e petrolieri, questa è la sostanza. in quanto alla mancanza di soldi, l'investimento nel creare un parco non è affatto gravoso per lo stato e il ritorno turistico è molto maggiore di quanto speso. Basta averne la volontà.
19 ore fa · Mi piace · 3
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Post di Alessandro Seccia del 28/02/12 delle 14,40
Aggiungo a quanto detto da Donato, che si fanno solo tagli. Quando si parla di crescita che cosa si intende? Lo sviluppo di questo territorio è legato in gran parte alla realizzazione di questo parco !
19 ore fa · Mi piace · 3
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I Post di oggi sul Blog di Maria Rita D'Orsogna a margine della "Lettera del Senatore D'Ali sul Parco della Costa teatina"
26 Comments - Show Original Post
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February 28, 2012 12:13 AM - Anonymous said...
Non sa nemmeno il tuo nome, e ti da del tu... Maria Rita stai troppo avanti. Grazie, per tutte queste lezioni di democrazia. Come sempre.
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February 28, 2012 12:24 AM - Raffaele said...(
Solidarietà al coraggio di Maria Rita che ci mette sempre la faccia. Appoggio incondizionato. Stridono i problemi giudiziari del Senatore con il ruolo di Pres. della Commissione Ambiente. Quanto all'impegno ambientale del Sig. D'Ali in Sicilia... Evidentemente anche lui e' amante del mare... a casa sua. Almeno lo fossero anche i nostri politici,
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February 28, 2012 1:25 AM - Maurovanni said...
Cara MR, forse è inutili ribadirti il mio sostegno... sai benissimo come la penso! La feccia dei nomi che hai elencato è lo specchio delle risposte che cerchi !!! Le cose semplici agli occhi dei cittadini, le questioni ambientali facili di risposte spontanee, passando nelle mani di certi uomini, diventano pane del malaffare, si trasformano in occasioni per speculare e produrre profitto personale! L'unica vera risposta che dovremmo cercare di coniugare ora è "la piazza"! Il popolo che si organizza e che scende in piazza contro queste insulse e vetuste caricature della politica scomparsa !!! Al grido di "... meglio il vino di fratino e di martino" abbiamo sopito l'idea malsana del Centro Oli di Ortona piazzato dai soliti loschi figuri nel bel mezzo del Montepulciano d'Abruzzo a pochi metri della costa adriatica! Adesso credo che la strada migliore e più breve per puntare alla definitiva istituzione del Parco della Costa Teatina sia di nuovo "la Piazza promossa dai cittadini" ! I farabutti che credono di manipolarci hanno solo timore dei movimenti di massa e delle lotte di piazza! ... Ecco perchè credo che una grandissima manifestazione regionale con centinaia di migliaia di persone, adesso, alle porte della stagione estiva, e a cavallo delle elezioni amministrative, segnerebbe la vittoria definitiva del "BENE sul MALE" !!! Grazie MR per quello che fai... Sai di avere molti amici pronti a sostenerti dovunque: anche in parlamento !!! Un abbraccio .... maurovanni
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February 28, 2012 2:15 AM - Filippo Foti said...
Ho letto con attenzione la tua nota e la risposta del senatore, tramite il suo "portaborse" credo, e rimango interdetto come oggi, come sempre, i politici italiani sono molto bravi ad eludere precise domande e dare delle giustificazioni che in teoria hanno sì qualche fondamento ma sono destinate a restare risposte giustificative a beneficio di pochi eletti che ti leggono Maria Rita. La maggior parte delle persone vedranno nel tempo che non si farà nulla e resteranno in tutt'altre faccende affaccendate, i media taceranno complici della politica e ci sarai solo tu, Guido e tanti altri che non ho il piacere di conoscere, a protestare con i pochi mezzi che abbiamo. Ma una cosa è certa: le nostre proteste, bene o male, avranno qualche eco e chi leggerà saprà e potrà riprodurre questi echi anche a chi è sordo d'orecchi... Vergogna!
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February 28, 2012 3:48 AM - Davide Baldi said...
Purtroppo i miei dubbi su quell’invito al senato, e su questa strana disponibilità (falsa e strumentale!) di dialogo di personaggi dal passato non certo trasparente, sono stati confermati da quanto accaduto. Tuttavia, nonostante la loro piccolezza , è stato positivo che tu sia andata: sia per la lezione di stile, serietà, trasparenza ed IMPEGNO PER LA COSA PUBBLICA (anche se forse - marci come sono - neanche possono percepire!), sia perchè hai dimostrato la tua estrema volontà di dialogare con tutti a costo di grossi sacrifici, e adesso, questi serpenti, non hanno alcuna giustificazione per le loro scelte scellerate. In ogni modo, continua ( la gente è con te!). E vaglia bene i prossimi inviti, il tempo è limitato. Ad maiora
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February 28, 2012 3:54 AM - Marzio f. said...
La loro vergognosa risposta è in politichese ! Goggle non la contempla tra le lingue !!! Ad intuito, significherà che sono degli sporchi corrotti, e che, per gettare un po' di fumo negli occhi della gente, ti hanno invitata ???
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February 28, 2012 3:58 AM - Anonymous said...
Io vorrei spezzare una lancia a favore di Gianni Chiodo molle: uno che ha paura della sua ombra, e che non sarebbe capace neanche di fare il guardiano di formiche, secondo voi poteva opporsi ad un potente mafio-senatore pdl ? Speriamo che arrivi un Uomo con gli attributi alla presidenza della regione !!!
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February 28, 2012 4:00 AM - Giuseppe said...
Vergogna !!! La misura è colma. Fortuna vostra siamo persone civili, ed aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso... Ci sarebbe da cacciarvi a calci nel sedere.
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February 28, 2012 4:02 AM - Vittoria G. said...
Siete dei vigliacchi, mafiosi, vermi, ma sarete travolti dalla giustizia.
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February 28, 2012 4:04 AM - Anonymous said...
Chiamate la prof.ssa D'orsonga, pensando di apparire quasi democratici? Pensate siamo fessi? Siete il male assoluto.
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February 28, 2012 4:05 AM - Anonymous said...
Bastardi mafiosi.
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February 28, 2012 4:08 AM - Anonymous said...
Da uno che ha fondato FI, tra l'altro in Sicilia, cosa vi aspettavate? Solo menzogna e male possono produrre, e putroppo non basta una santa davanti a queste putride persone.
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February 28, 2012 4:09 AM - Anna said...
Maria Rita, la prossima volta in Senato con un esorcista !!!
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February 28, 2012 4:44 AM - Spol666 said...
Caro senatore, il fatto che provi a metterla sul piano del colore politico evidenzia la sua mancanza di argomenti nel rispondere alle giuste domande che le vengono rivolte. Avete tutti fallito voi politici dal 2001 ad oggi nel soddisfare le richieste della popolazione di istituire il parco. La maggioranza delle persone che vivono su quell'area vogliono il parco, una piccola percentuale di persone capeggiate da Mauro Febbo (al quale non associo aggettivi perchè sarei subito censurato) remano contro. Magari ha fatto un favore al suo compagno di partito?
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February 28, 2012 4:45 AM - Spol666 said...
Caro Salvatore Braschi, le chiacchiere in politichese sono inutili, l'emendamento porta la firma di D'Alì e ritarda la nascita del parco di un altro anno, consegnando quelle aree a speculatori immobiliari e petrolieri... Questa è la sostanza. In quanto alla mancanza di soldi, l'investimento nel creare un parco non è affatto gravoso per lo stato e il ritorno turistico è molto maggiore di quanto speso. Basta averne la volontà.
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February 28, 2012 6:34 AM - Giacinto2000 said...
D'Alì è coinvolto in inchieste sulla mafia,in qualità di imputato. Esiste una parte della politica e dei partiti abruzzesi che non è come l'altra sponda. A Vasto il signor Puccioni, dopo aver inquinato come gli pare con la sua industria di schifezze chimiche ci vuole fare un bel cementificio.
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February 28, 2012 8:39 AM - Raffaele said...
Oltre che andare sulle prime pagine di tutti i TG e giornali, Monti farebbe bene a mandare un segnale forte e sospendere tutti i parlamentari inquisiti. Questo si che darebbe un punto di rottura col passato e un chiaro messaggio che si è dalla parte della gente contro poteri e interessi forti, concime della corruzione. Ma purtroppo la corruzione e il conflitto di interesse sono di casa a Bruxelles come lo sono in Abruzzo e a Trapani. In questo senso Mr. Mario è uguale agli altri.
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February 28, 2012 10:35 AM - Maria said...
Ho letto i membri della Commissione Ambiente Senato: una buona fetta sarebbe a suo agio ad una riunione con Riina, Provenzano e Messina Denaro! Che schifo!
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February 28, 2012 10:36 AM - Anonymous said...
Vergogna !
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February 28, 2012 11:52 AM - Anonymous said...
Questo Parlamento commissariato dovrebbe essere sospeso nelle funzioni così come dovrebbero essere azzerate le retribuzioni ai parlamentari. E invece non solo non accade nulla di tutto ciò ma sono lì a rubare soldi allo Stato, a fare danni tipo questo sul Parco e a servire gli interessi di pochi. Democrazia dal basso, non facciamoci incantare da nessuno.
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February 28, 2012 11:57 AM - Anonymous said...
Non esiste sponda quando in ballo ci sono i soldi o l'ambizione al potere. L'esempio di Vasto e sotto gli occhi di tutti.
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February 28, 2012 12:14 PM - Ilaria said...
Senatore D'Alì, ma non si vergogna ad aver strumentalizzato una donna di scienza come Maria Rita e poi essersi abbassato a chissà quale ricatto per "bocciare" un parco che lei non ha neanche mai visto? Lontano dagli occhi lontano dal cuore, ammesso che lei ne abbia uno. Di certo (eufemisticamente) non ha riconoscenza e non vedo il minimo barlume di coscienza. Senatore non s'impicci della nostra terra, e se proprio vuole farlo intervenga costruttivamente. Credo che abbia già molto da fare per la sua Sicilia... e noi molto da fare con la nostra politica locale. Non crei ostilità gratuite nei suoi confronti, perchè poi chi la fa, l'aspetti!
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February 28, 2012 12:46 PM - Giacinto2000 said... @ anonimo delle 11,57
La sponda esiste eccome. Il problema è che se la gente continuerà a votare i due grandi partiti italiani, ossia PD e PDL, che hanno simili politiche trasversali di interesse,dalla TAV alla privatizzazione dell'acqua, chiaro che ben poco cambierà' nel decision making territoriale. Io, che sono agnostico, so distinguere perfettamente tra persone come Don Gallo e Alex Zanotelli e le gerarchie mafiose del Vaticano. E' ora di raschiare oltre la superficie. So perfettamente che Lapenna non cercherà oltre di dare fastidio a Puccioni, ma del resto non è forse colpa degli elettori vastesi aver preferito più un partito "moderato" come il PD invece che forze più estremiste? Se ti rifiuti di fare distinzioni, allora vuol dire che non ti interessa neanche cercare di selezionare bene di chi ti puoi fidare, ma sei un qualunquista alla Grillo.
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February 28, 2012 1:36 PM - Guido Pietroluongo said...
La Prof.ssa D'Orsogna ci mette la faccia? Come minimo dovremmo rendere non anonimi tutti i nostri commenti e sostenerla anche in questo modo... Se si sostiene la causa si sostiene anche chi se ne fa “portavoce”... Spero siano distrazioni o difficoltà "internettiane"! Mi sono andato a leggere il significato della parola parco: “Zona più o meno estesa di un territorio nazionale, tutelata da apposite leggi che mirano alla conservazione del patrimonio floristico e faunistico”... Il portaborse del Sen. D'Alì riporta anche lui la sua definizione: “Un Parco è innanzitutto partecipazione, oltre ad essere conservazione degli ecosistemi di pregio e incentivazione per concreti modelli di sostenibilità.” Ora mi chiedo: come si può andare contro a questa immagine atavica che è il simbolo della vita? Probabilmente le parole che la Prof.ssa ha detto in Senato saranno state ascoltate anche con grosso stupore, ma alla fine il politichese ha vinto con le solite orecchie da mercante e le promesse fasulle. Mi dispiace rivelarlo ma non riescono proprio a prendere in giro nessuno... Non esistono scusanti né paraventi!!! Questo è un altro tipico esempio della nostra democrazia! Mi sembra che, al contrario di quello che si dica, l'argomento non è stato affatto approfondito e si continui a fare promesse su vecchie promesse... Chi si espone con la faccia e, nel caso dei politicanti, con il portafoglio, deve avere il coraggio di rispettare ciò che i cittadini vogliono, gli stessi che riempiono il loro portafoglio !!! Mancare di rispetto in questo modo è il più deplorevole dei comportamenti !!! Io la partecipazione l'ho vista, ho visto gente con il desktop con l'immagine del parco e la promessa di mantenerla fino a quando il parco non si farà (Ilaria); ho sentito altri parlare (Fabrizia e Lorenzo) con l'anima che gridava per una tutela del territorio e del cittadino... E ho visto una Prof.ssa pacifica, cortese e aperta al dialogo con tutti, viaggiare in lungo in largo, rispondere a chiunque la chiamasse a qualsiasi ora del giorno e della notte, rendersi disponibile per qualsiasi intervista ed esporsi con la propria immagine, anche rischiando di essere presa in giro e sfruttata, e nel frattempo avere una lavoro, una casa dei familiari, etc. etc. E questa non è “innanzitutto partecipazione” ??? Mi sembra che il Sen. D'Alì poteva con cortesia e accortezza dare personalmente una risposta... O forse non ha avuto il coraggio questa volta di chiamare e parlare con MR ??? Tutti coloro che si sono esposti per il Parco hanno dedicato tempo, salute e denaro per questo, accanto alla loro vita privata e lavorativa... Come minimo meritavano una risposta decisamente più sensata e personale !!! Grazie, veramente grazie, a tutti coloro che ogni giorno si svegliano e riescono a guardarsi allo specchio perché credono e lottano per qualcosa che vuole migliorare questo splendido Pianeta sul quale noi siamo (per fortuna!!!) solo ospiti passeggeri !!!
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February 28, 2012 1:47 PM - Anonymous said...
Per il dialogo e lo scambio... Anch'io so distimguere le persone e non mi sembra il caso qui di fare una lista di buoni e cattivi. Non sono un qualunquista. Quanto a Lapenna, purtroppo RC, ad esempio, lo appoggiava al 100%... Che poi siano delusi anche loro è un altro discorso. Non voto dal 1994 e sono convinto di non essermi perso niente. Sono di certo più consapevole, libero, impegnato e pronto a supportare persone come Maria Rita e fortunatamente altri che hanno capito il significato di democrazia, diritti, resistenza, proposte e dedizione senza bisogno di sponde. Con rispetto per il tuo punto di vista. Libero, o chiamami come vuoi.
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February 28, 2012 1:53 PM - Anonymous said...
La mia sponda è la causa comune. Guardo chi sta con me e chi sta contro, a prescindere. Rifletti.
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Lettera aperta di Maria Rita D'Orsogna al Senatore Antonio D'Alì
di Guido Picchetti (da un post sulla Bacheca del sottoscritto su FB del 25/02/12)
http://www.facebook.com/guido.picchetti 

E' una lettera aperta che Maria Rita D'Orsogna ha inviato oggi (Domenica 25/02 u.s., ndr) al Senatore Antonio D'Alì, presidente della Commissione Ambiente, dopo aver saputo del rinvio al 31 Dicembre 2012 della istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, che avrebbe dovuto allontanare il pericolo dell'installazione di piattaforme petrolifere a pochi chilometri dalle rive abruzzesi, già richiesto dalle società multinazionali interessate in Adriatico e non solo. Perchè al senatore D'Alì ? Per due buone ragioni. La prima. Sembra sia lui, quale capo della Commissione Ambiente della camera alta composta da nove membri, (gli altri sono Valerio Carrara, Andrea Fluttero, Cosimo Izzo, Vincenzo Nespoli, Guido Possa, Cosimo Sibilia, Sergio Vetrella, e Guido Viceconte), il primo firmatario dell'emendamento al decreto mille proroghe con il quale si chiedeva di dichiarare decaduto il Pacchetto Clima dell’Unione Europea. Emendamento approvato dal governo Monti, che avrebbe poi comportato tale rinvio. La seconda ragione. Proprio il Senatore d'Alì ha invitato il mese scorso Maria Rita D'Orsogna (appena nominata "Ambasciatrice della Natura" presso la sede della Forestale a Palermo, su iniziativa del Comitato Internazionale Parchi presieduto da Franco Tassi) ad un'audizione in Senato sui pericoli che minacciano il territorio nazionale, marino o terrestre che sia, sotto attacco da parte delle compagnie petrolifere internazionali, attirate dalle facilitazioni sia economiche che normative offerte dalle regole attualmente vigenti nel nostro paese per questo genere di operazioni.
La lettera di Maria Rita, trasmessa a Franco Tassi via e-mail da Carmelo Nicoloso, responsabile del Comitato Parchi per il Sud Italia, è a me pervenuta in cc. E così com'è, senza mutare una virgola, sento di doverla portare a conoscenza di chiunque si interessi a tal genere di problemi. E' una lettera dura, come lo stesso Carmelo dice nel suo breve messaggio di trasmissione al presidente Tassi, ma che chiunque abbia a cuore la tutela ambientale del territorio nazionale, e in particolare di quelle zone già da tempo individuate come aree degne di protezione, non può non condividere. La speranza mia personale (lasciatemela avere...) è che ci sia un equivoco di fondo, un "misunderstanding" che ha portato alla decisione del rinvio di cui sopra, e che ci sia ancora una possibilità che chi può, rendendosene conto, intervenga a dovere prima che sia troppo tardi. Se così non fosse, il futuro che attende, non tanto noi, quanto i nostri figli, è tutt'altro che roseo... E non c'è altro da dire...
Questo il link alla lettera in questione in formato Acrobat sul mio sito:
http://www.guidopicchetti.it/.../News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202012/120225_MRD_LtrDali.pdf
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Post di Filippo Foti
Perchè FB non mette un " Non mi piace la notizia ma la segnalazione sì" ... siamo a mare "cu tutti i robbi "... caro Guido :)
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Post di Maria Rita D'Orsogna

Please rimuovere...
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Post di Guido Picchetti

I'm sorry, MR, is'nt possible... :-) :-)
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Post di Maria Ghelia

Grazie Guido e grazie a Maria Rita che ancora una volta dimostra il suo valore nel combattere il malcostume politico... Che vergogna, veramente: tante parole, tante promesse, tanti sorrisi... tutto falso!
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A Maria Ghelia, Giuseppe Galiano, Furio Faidutti, e Filippo Foti piace questo elemento.
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A caccia di petrolio. Anche il Parco Nazionale del Cilento sotto attacco
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60465246#entry491775610


28/02/12. - La Shell si accinge a scavare a 4000 metri di profondità in cerca di petrolio: nessuna meraviglia, è il suo mestiere... Ma dove ? E' qui sta il bello, si fa per dire !!! Nella Valle di Diano, che è parte di un Parco Nazionale già esistente e funzionante, quello denominato "del Cilento e della Valle di Diano", appunto. E a nulla servono le proteste dei comuni interessati, già tutti dichiaratisi contrari con un deciso "No al petrolio" !!!. Ma quello che è più bello (sempre tanto per dire...) è il "Ni" dell'AIV (l'Associazione Imprenditori Vallo di Diano), il cui presidente, certo Di Brizzi, dichiara che, essendoci solo una catena di monti a separare la zona di Vallo dalla vicina Basilicata (già afflitta dalla realtà a tutti nota, con tanti pozzi funzionanti e altri ancora in dirittura d'arrivo, con problemi di inquinamento da risolvere anche per gli abitanti di Vallo), "non è meglio che, se estrazioni ci devono essere, siamo noi che viviamo in questa terra ad indicare in che punti le stesse possano essere effettuate ?". Ancora che bello !!! ... Della serie "mal comune mezzo gaudio" !!! E' questa volta non è tanto per dire, ma è purtroppo la realtà dei fatti, come sta accadendo in moltissime zone del nostro Paese, in terra e in mare ...E prendetela come volete... sempre in saccoccia finisce, per non dire altro. Riflessione aggiuntiva: "E dire che abbiamo anche un Ministero dell'Ambiente, il cui bilancio lo paghiamo noi. Almeno l'abolissimo, potremmo risparmiare un bel pò di soldini, e scavare noi direttamente qualche pozzo in più, non vi pare ? ".
Leggi "Petrolio in Cilento: la Shell vuole aprire pozzi nella Valle di Diano" di Marina su "Ecoblog" del 27/02/12
http://www.ecoblog.it/post/14677/petrolio-in-cilento-la-shell-vuole-aprire-pozzi-nella-valle-di-diano
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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 9038" del 29/02/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8172

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Il post che precede è pubblicato anche come editoriale su "Profumo di Mare" grazie all'ospitalità di Filippo Foti, nella speranza che faccia riflettere "qualcuno"... Speranza vana, di questi tempi... purtroppo...
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Post di Gianluca Cecere

Ciao Guido, ma quante 'sacche' di petrolio ci sono ancora nei nostri mari? Esiste uno studio di quanto tempo ancora durerà questa ricerca forsennata? Mi sembra di notare un'accelerazione nelle ricerche/estrazioni, e diventa sempre più preoccupante...
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Post di Guido Picchetti

La cosa buffa è che, stando a quanto riferisce con dati di fatto Maria Rita D'Orsogna e non solo lei, il petrolio del nostro sottosuolo è di pessima qualità. Per tale ragione chiediamo alle società petrolifere pochi soldi per le concessioni di cercarlo ed estrarlo, ma i danni che loro fanno non dipendono dalla qualità del petrolio, anzi, al contrario meno ne trovano e più danni fanno... E le multinazionali del petrolio sono attirati in Italia proprio da questi vantaggi economici loro offerti... come mosche dal miele...
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Post di Salvatore Cardinale sulla Bacheca su FB di Indignati Lucani
Se pure i politici del Cilento si lasceranno corrompere, anche in Puglia capiranno quello che passiamo noi...
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Post di Fabrizia Arduini
Guido, sembra che a governare l'Italia negli ultimi decenni ci siano stati i suoi peggiori nemici, non si spiega questo odio che distrugge tutto ciò che ci rende unici.
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Post di Guido Picchetti
Triste considerazione, Fabrizia, che non posso non condividere, purtroppo...
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A Elisabetta Di Carlo, Sara Antonella Casacci, Maria Spanò Arnardi, e Filippo Foti piace questo elemento.
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Petrolio in Cilento: la Shell vuole aprire pozzi nella Valle di Diano
di Marina
http://www.ecoblog.it/post/14677/petrolio-in-cilento-la-shell-vuole-aprire-pozzi-nella-valle-di-diano


27 febbraio 2012. - In otto comuni della Valle di Diano, da qualche giorno c’è forte inquietudine: a Atena Lucana, Montesano Sulla Marcellana, Padula, Polla, Sala Consilina, Sant’Arsenio e Teggiano potrebbero arrivare le trivelle della Shell per cercare petrolio. Nel cuore della Campania? Eh si, siamo nell’Appennino lucano dove i monti della Maddalena e Monte Cavallo separano il Cilento dalla Basilicata, regione in cui sono già presenti pozzi estrattivi. Spiega a "StileTv" Simone Valiante, delegato nazionale Anci per i Parchi e le riserve naturali: "Il Vallo di Diano è un territorio a vocazione agricola e ricco di risorse paesaggistiche. Il paventato progetto della Shell di un’installazione di pozzi petroliferi nei comuni che rientrano nel progetto “Monte Cavallo” è dunque paradossale. Gli 8 sindaci già si sono espressi negativamente rispetto alla richiesta di autorizzazione avanzata da Shell e lo hanno dichiarato con un documento congiunto "No al petrolio" al termine della riunione che si tenuta alla Comunità Montana nella Certosa di San Lorenzo a Padula. Da questa riunione è nato anche il Comitato spontaneo "No al petrolio nel Vallo di Diano" che ha già accolto le telecamere di "Ambiente Italia" per una puntata speciale su RaiTre il prossimo 3 marzo. Le trivellazioni nel Vallo di Diano non sono richiesta recente. Quasi 15 anni fa anche la Texaco aveva richiesto l’autorizzazione a perforare. Ricorda Il giornale del Cilento: "Nel 1997 i cittadini del Vallo di Diano si mobilitarono alla notizia che un gruppo di società petrolifere avevano ottenuto permessi per eseguire un pozzo ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
La Shell si accinge a scavare a 4000 metri di profondità in cerca di petrolio: nessuna meraviglia, è il suo mestiere...  [omissis, integralmente pubblicato nell'editoriale su "Profumo di mare" riportato nel precedente "Eco di Stampa"] ...  Riflessione aggiuntiva: "E dire che abbiamo anche un Ministero dell'Ambiente, il cui bilancio lo paghiamo noi. Almeno l'abolissimo, potremmo risparmiare un bel pò di soldini, e scavare noi direttamente qualche pozzo in più, non vi pare ?"
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Post di Filippo Foti
Perchè il sito istituzionale funziona? Non è mai aggiornato e segnala più del meno che di più. Notizie di meeting, congressi dove dovrebbero partecipare funzionari del Ministero non vengono mai citati... Ma chi rappresenta l'Italia in questi Meeting fantasma? Vanno solo a prendersi i gadget e fare qualche pranzo conviviale? Si è mai saputo nulla dal Ministero di quanto si può dedurre da questo link? http://profumodimare.forumfree.it/?t=60182090  ... Ma forse si stava meglio quando si stava peggio? Leggi la bella sicula della Prestigiacomo che era sempre appariscente, presente anche se evanescente? Mah...!
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Post di Guido Picchetti

Occorrerebbe una petizione al Governo Monti affinchè sospenda tutti i quadri direttivi del Ministero dell'Ambiente... Potrebbe sembrare una battuta, ma non lo è... A che serve un ministero che non fa o non può fare ciò che dovrebbe fare ? E aggiungo, anche se dispiacerà a qualcuno: "Abbiamo già la Commissione Ambiente del Senato che sottoscrive decisioni contrarie all'interesse dell'Ambiente...
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Post di Filippo Foti
Si stava forse meglio quando si stava peggio !!!
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Dalla mia Bacheca su FB del 27/02/12

Aree marine protette e parchi eolici offshore: al via il progetto Coconet
di Claudio Schirru
http://www.greenstyle.it/...parchi-eolici-offshore-al-via-il-progetto-coconet-7880.html


27/02/12 - Proteggere e gestire le aree marine protette, scienziati europei riuniti oggi e domani a Roma. Al centro del dibattito un progetto di gestione internazionale delle zone all’interno del Mediterraneo e del Mar Nero, da tutelare, ma anche da valorizzare attraverso la realizzazione sostenibile di parchi eolici offshore. Aree marine protette e parchi eolici offshore al centro del dibattito in svolgimento al Cnr di Roma, dove si porranno le basi per il progetto Coconet (Towards COast to COast NETworks of marine protected areas coupled with sea-based wind energy potential). A finanziare l’iniziativa sarà la Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro, coordinatore un italiano, il professor Nando Boero. Passare da una gestione locale della aree protette ad una regionale ... [segue] (fonte AGI, foto Green Style)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Oggi e domani a Roma presso la sede del CNR si discute di Aree Marine Protette e parchi eolici offshore, per porre le basi di un progetto denominato Coconet (Towards COast to COast NETworks of marine protected areas coupled with sea-based wind energy potential). Coordinatore dell'iniziativa finanziata dalla CE, è il Prof. Ferdinando Boero, noto biologo marino dell'Università del Salento, Primo obiettivo del progetto, piuttosto ambizioso, è il passaggio da una gestione locale della aree protette ad una gestione allargata su base regionale, per arrivare poi all'istituzione di una rete di collegamento che sappia gestire l’intero bacino del Mediterraneo, e anche il Mar Nero. L’organizzazione di base di questa rete di AMP verrà decisa in base alle connessioni fisiche e biologiche tra le varie zone, rispettando quindi il valore della biodiversità, e applicando metodologie e tecniche che consentano la protezione e la tutela di aree marine protette, non soltanto nei pressi delle coste, ma anche nelle cosiddette zone d'Altomare. Ma il secondo obiettivo del Coconet, che può suscitare qualche perplessità, è affiancare alla tutela delle aree protette la realizzazione di parchi eolici offshore sostenibili. E, a quanto pare, è già previsto l'avvio di due progetti pilota da realizzare sulla base delle conoscenze ed esperienze attuali.
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Post di Gianluca Cecere
Molto molto interessante, vediamo cosa ne esce fuori...
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Post di Guido Picchetti
Non lo so, non vorrei che il progetto parchi eolici offshore prenda il sopravvento nel dibattito sulla rete di Aree Marine Protette d'altomare, previste, ma ancora tutte da realizzare, salvo l'eccezione del parco dei cetacei, che però pare non funzioni affatto come dovrebbe...
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Post di Gianluca Cecere
Di sicuro gli interessi economici 'spingono', se tutto venisse fatto bene però...
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Post di Guido Picchetti
Alla luce di quanto sta accadendo proprio in questi giorni, io vedo comunque un bell'avvenire nel nostro Paese per i Parchi Nazionali. C'è solo l'imbarazzo della scelta dell'esatta denominazione. Vogliamo i Parchi Nazionali Eolici, o i Parchi Nazionali Petroliferi ? So già qual'è la tua opinione, caro Gianluca, ma se vai in Sicilia sul versante trapanese, vedrai con i tuoi occhi che quell'area è già di fatto tutto un Parco Nazionale Eolico... Ma che poi questa attuale realtà abbia risollevato l'economia isolana è ancora tutto da dimostrare...
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A Gianluca Cecere, Antonello Nazareno e Maria Godas piace questo elemento.
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Sostenere la pesca costiera dell'e isole minori con la riforma della PCP
da una segnalazione di Gianfranco Rossetto su Fb di un evento in programma a Bruxelles il 28 Febbraio 2012, presso la sala PHS PE 7C050)
http://www.alde.eu/.../supporting-small-scale-coastal-and-island-fishing-under-the-cfp-reform-37915/

Il convegno ha lo scopo di evidenziare la situazione attuale degli addetti alla piccola pesca, le loro esigenze specifiche al fine di proporre a livello europeo una riforma comune del settore della pesca, con disposizioni a "basso impatto ambientale". Il dibattito metterà in luce importanti proposte politiche provenienti dalle parti interessate che potranno essere discusse alla presenza di rappresentanti della Commissione. Interverranno rappresentanti degli addetti alla piccola pesca provenienti da Irlanda, Spagna e Regno Unito. La relazione introduttiva su "Piccola pesca e pesca artigianale" sarà svolta da João Ferreira a nome del Parlamento Europeo. Ad essa seguiranno gli interventi di funzionari competenti della Commissione Europea che si occupano della riforma. (libera traduzione dall'inglese, ndr)
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Commento di Gianfranco Rossetto su FB a margine del post

Guardando i nomi degli oratori previsti sembrerebbe che in Italia non ci siano Isole, non ci siano pescatori... Insomma che non abbiamo interesse a sapere cosa si prevede di fare in futuro...
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Post di Guido Picchetti

Non mi meraviglia... al solito... e chi potrebbe rappresentarli ? Qualche biologo marino esperto di tali problemi in Italia ? Meglio andare in TV il sabato e parlare di come si cucina il pesce...
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Post di Gianfranco Rossetto

Tengo a precisare che l'ALDE é un piccolo gruppo politico al PEUR: resta il fatto che il tema del Seminario sia di generale interesse. Possibile che non si possano "avvertire" le Istituzioni locali, regionali e nazionali con una iniziativa pantesca . Da qualche parte si dovrà pur cominciare... il Gruppo di Azione Costiera (GAC ) !!!
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A Roberto Frigerio piace questo elemento.
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Mo' basta! I volti della protesta
di Redazione Basilicata24
http://basilicata.basilicata24.it/cronaca/mo-volti-protesta-2702.php


Nella galleria fotografica di Pasquale Caggiano la manifestazione "Mo' Basta" svoltasi questa mattina, in piazza Don Bosco, a Potenza. A breve un servizio video.


(clicca sull'immagine per raggiungere la pagina web per vedere le foto ingrandite, ndr)

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Parco della costa, stop di un anno. Mascitelli: occasione persa per l'Abruzzo. E Caporale scrive a Clini
di a.mo.
http://ilcentro.gelocal.it/.../news/parco-della-costa-stop-di-un-anno-5645138
 

PESCARA, 23/02/12. - Il Parco della costa teatina deve aspettare un altro anno. La sua istituzione, la sua estensione, la nomina e l'arrivo del commissario: tutto rinviato alla fine del 2012 a causa di un emendamento passato sottotono nel decreto Milleprororghe e inserito dal senatore del Pdl Antonio D'Alì, presidente della commissione ambiente e più noto come "senatore anti-Kyoto" per aver chiesto al governo di dichiarare decaduto il pacchetto clima dell'Unione Europea. Per via di questo emendamento il Parco, per il quale si sono scontrati ambientalisti, amministratori locali e l'assessore regionale del Pdl Mauro Febbo (in qualità di coordinatore del tavolo degli Enti locali) compirà il suo 12º anno "sulla carta", da Francavilla a San Salvo, malgrado ci sia una legge nazionale che lo voleva entro settembre 2011. L'Abruzzo ci era arrivato vicino, avrebbe avuto il suo quarto parco nazionale. Ma i ritardi dei Comuni nell'individuazione dell'area da proteggere, i contrasti politici, l'assenza di un vero coordinamento e la contrarietà espressa più volte dallo stesso assessore Febbo hanno finito per fare del Parco della costa una sorta di barzelletta, poiché sarebbe stato il primo nella storia ad essere istituito da un commissario inviato dal governo. D'altra parte lo stesso assessore aveva detto che avrebbe fatto ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ancora altre richieste di spiegazioni al senatore D'Alì per quanto accaduto a proposito del rinvio dell'istituzione del Parco Nazionale ella Costa Teatina ...°
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"Parco Costa Teatina e 'teatrino e menzogne': critica la Costituente" di Marina Recinelli - articolo simile su "Sansalvo Net" del 27/02/11
http://www.sansalvo.net/.../parco-costa-teatina-e-teatrino-e-menzogne-critica-la-costituente_9922.php
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Avanzata la proposta di costituzione dei GAC. Possibilità di finanziamenti europei per il settore della pesca
di Giovanna Cornado Ferlucci
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8153


News 9019, Pantelleria 26/02/2012. - I Pescatori di Pantelleria non trovano una soluzione univoca alla proposta dei finanziamenti europei. Come già anticipato in articoli precedenti a cura di Guido Picchetti, l‘incontro promosso in Sala Consiliare con l’Associazione Pescatori di Pantelleria aveva lo scopo di verificare l’interesse alla partecipazione al GAC Isole di Sicilia di cui il Comune di Favignana sarà capofila. IL Gruppo di Azione Costiera corrisponde in pratica al GAL delle Isole minori che agisce invece nel settore della promozione turistica e della valorizzazione dei prodotti tipici, si tratta quindi di un Partenariato tra pubblico e privato composto da Comuni, Organizzazioni di Categoria e Soggetti privati con la finalità di promuovere lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca inerenti ai territori delle isole associate. La quota associativa a carico del Comune di Pantelleria è di 6.492,75 euro.
Il dottor Salvatore Belvisi, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, ha cercato di illustrare ai pescatori presenti le opportunità offerte dalla struttura del GAC, alla cui proposta di costituzione si è arrivati dopo mesi di lavoro tra i vari sindaci degli otto Comuni coinvolti. Ha quindi spiegato che solo attraverso il GAC, ad esempio, è possibile la partecipazione al Pubblico Bando del Fondo Europeo della Pesca, promosso all’interno dei Piani di Sviluppo Locale, che prevede finanziamenti importanti per la valorizzazione commerciale e produttività del pescato, per il miglioramento del reddito degli operatori di settore, per piccoli interventi strutturali sui punti di vendita del prodotto, per la realizzazione di un Piano di promozione. Come base dei confronto e di discussione è stato utilizzato il Progetto del Golfo di Patti, all’interno del quale sono presenti misure che potrebbero trovare applicazione anche nella realtà pantesca in rapporto al numero di barche impiegate nell’attività di pesca. Sono stati poi analizzati i vari settori che avrebbero potuto permettere l’accesso ai finanziamenti e nel corso del confronto sono emerse alcune divergenze fra i presenti. Sono state messe in evidenza le difficoltà legate alla scarsità di pesce presente nel nostro mare, sia a seguito delle “invasioni” di pescherecci strascicanti del trapanese sia per la conformazione dei nostri fondali, che rispetto a quelli di Lampedusa sono molto profondi e quindi poco adatti alla riproduzione dei pesci. Altro punto di debolezza è stato evidenziato nella poca consistenza del mercato interno a Pantelleria, dove spesso si consuma pesce congelato o pesce fresco proveniente dal trapanese. Si è poi sottolineato che la dotazione di barche da pesca è limitata, il pantesco infatti ha un vocazione prevalentemente agricola e questo ha impedito lo sviluppo di una cultura legata al settore ittico. Le opportunità offerte dal bando sono quindi apparse troppo ambiziose per la realtà pantesca, ad eccezione forse della proposta di inserire il comparto della pesca all’interno del comparto turistico, creando opportunità che permettano di attrezzare le barche per la pesca-turismo, di gestire a terra l’arrivo del pescato pensando ad una distribuzione programmata nelle strutture alberghiere, di costruire punti di ristorazione fast - fish, programmare corsi di formazione riservati ai pescatori, creare piccole strutture di bad and breakfast usando le stesse case dei pescatori. I pescatori hanno poi informato il dottor Belvisi che anche la Cooperativa Pescatori di Trapani, a cui aderiscono quasi tutti gli operatori panteschi, sta proponendo opportunità di finanziamenti simili a quelle del Bando in discussione e che il prossimo 7 marzo è in programma un incontro con i responsabili di Trapani. A questo punto diventa inderogabile capire se si tratta della stessa proposta o se si stia parlando di bandi diversi. Unica cosa certa è il Consiglio Comunale del 9 marzo, nel quale si andrà a decidere se aderire o meno al GAC delle Isole Minori. E per quella data bisognerà avere le idee chiare… o, come accaduto altre volte, i finanziamenti saranno utilizzati da altri. Rammarico è stato espresso anche per la mancata opportunità di programmare azioni condivise a tutela del nostro mare e del nostro ambiente costiero.
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Dalla mia Bacheca su FB del 26/02/12

Un Senatore siciliano contro il Parco della Costa Teatina. Una proroga che delude... (2°)
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60438040


Volutamente mi ero astenuto da ogni commento nel postare quest'articolo che indica il senatore Antonio D'Alì, presidente della commissione ambiente, responsabile dell'emendamento nel recente decreto mille proroghe che ha portato come conseguenza al rinvio di un anno dell'istituzione del parco nazionale della "Costa Teatina". Un rinvio che è a sua volta conseguenza della richiesta al governo, da parte della Commissione Ambiente da lui presieduta, di dichiarare decaduto il Pacchetto Clima dell’Unione Europea. Ma non posso sottacere un fatto che indubbiamente desta in me preoccupazione e meraviglia. Ieri, quando ho avuto notizia del comunicato della "Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina" pubblicato da "Emergenza Ambiente", ho condiviso tempestivamente tale comunicato sulle bacheche di Facebook di alcuni miei "amici" che so come me interessati e coinvolti in questi problemi di tutela ambientale, accompagnandolo con lo stesso commento che qui sulla mia bacheca potete leggere, e nel quale, pur confessando la mia delusione per l'accaduto, mi auguravo che potesse trattarsi di un equivoco... Purtroppo, visitando dopo una mezz'oretta la Bacheca su FB del Senatore D'Alì (che mi fa l'onore di annoverarmi tra i suoi "amici" su Fb, consentendomi così di condividere post in materia), ho notato che il post in questione era stato rimosso, a differenza di delle Bacheche degli altri amici su cui avevo ugualmente postato comunicato e commento. Non imputo certamente al senatore D'Alì direttamente tale rimozione, forse fatta in buona fede da chi ha la responsabilità di curare la sua immagine in rete. Ma la cosa non può non stupirmi, e la mia speranza è che possano emergere i chiarimenti a lui richiesti al riguardo, da più parti e oggi più di ieri. Qui a seguire l'articolo pubblicato in rete da "PrimaDaNoi.it"...

Il senatore siciliano che frena il Parco della costa Teatina.
Nei giorni scorsi il via libera alla proroga
(di A.L.)

25/02/2012 - CHIETI. Gli abruzzesi gli scrivono su Facebook: «come mai questo interessamento all’Abruzzo?» Ma lui tace. Nei giorni scorsi, con il parere positivo del Governo, (e il voto contrario dell’Idv), è stato approvata con un emendamento a firma di un senatore del centrodestra (Antonio D'Alì, presidente della commissione ambiente), la proroga di un anno, sino al 31 dicembre 2012, per provvedere alla istituzione del parco nazionale "Costa Teatina". In Abruzzo ha molto stupito l’interessamento del politico siciliano, ... [segue o leggi al post successivo]

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Pubblicato come editoriale odierno di "Profumo di Mare" (che ringrazio per l'ospitalità) l'articolo di "PrimaDaNoi.it" sul rinvio dell'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, mio commento a margine incluso...
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Post di Fabrizia Arduini
Grazie Guido!
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Post di Filippo Foti

Ti leggo e ti seguo in questa vicenda, Guido, e non posso fare altro che dirti che Pier si è incazzato molto! :-)
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Post di Gianluca Cecere
Leggo leggo, non sei mica solo!
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Post di Maria Ghelia

NO COMMENT!
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Post di Angelo Salvatore

NOOOOO, in Sicilia NON C'E' LA MAFIA!
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Post di Mario Di Giovanna

Una damnatio memoriae in salsa tecnologica... -:)
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Post di Antonio Valentini · Friends with Maria Rita D'Orsogna
Aiuto, ci vogliono asfissiare con i circa 10 inceneritori previsti nella provincia di Chieti, di cui uno già in funzione a Treglio; abbiamo fatto tanto, ma al momento non è servito a niente, stiamo preparando una denuncia alla procura.
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A Antonio Valentini, Mario Di Giovanna, Giuseppe Galiano, Gianluca Cecere, Filippo Foti, Maria Rita D'Orsogna, Fabrizia Arduini e Elisabetta Di Carlo piace questo elemento.
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Il senatore siciliano che frena il Parco della costa Teatina. Nei giorni scorsi il via libera alla proroga
di A.L.
http://www.primadanoi.it/...-che-frena-il-Parco-della-costa-Teatina.html


25/02/2012 - CHIETI. Gli abruzzesi gli scrivono su Facebook: «come mai questo interessamento all’Abruzzo?» Ma lui tace. Nei giorni scorsi, con il parere positivo del Governo, (e il voto contrario dell’Idv), è stato approvata con un emendamento a firma di un senatore del centrodestra (Antonio D'Alì, presidente della commissione ambiente), la proroga di un anno, sino al 31 dicembre 2012, per provvedere alla istituzione del parco nazionale "Costa Teatina". In Abruzzo ha molto stupito l’interessamento del politico siciliano, tra i fondatori di Forza Italia, già sottosegretario di Stato per l'Interno nel secondo e nel terzo Governo Berlusconi (2001-2006), indagato dalla procura di Palermo (che a giugno scorso, dice il Fatto Quotidiano, ha chiuso l’inchiesta) per concorso esterno in associazione mafiosa. Antonio D’Alì è stato a capo dei nove membri della camera alta (gli altri erano Valerio Carrara, Andrea Fluttero, Cosimo Izzo, Vincenco Nespoli, Guido Possa, Cosimo Sibilia, Sergio Vetrella, Guido Viceconte) che hanno chiesto al governo di dichiarare decaduto il Pacchetto Clima dell’Unione Europea, il famoso 20-20-20 (mozione approvata con 137 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto). Poi ha caldeggiato la riforma del sistema di leggi che governano le aree protette marine e terrestri, chiedendo la possibilità di entrare con lo yatch nelle riserve marine. Si è battuto contro le trivellazioni petrolifere off shore nel Canale di Sicilia.La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina non nasconde l’ «amarezza», lo «sconcerto» e la «delusione» per la decisione arrivata qualche giorno fa. «Questa incredibile nuova proroga danneggia profondamente la Costa Teatina e i suoi migliori progetti», denuncia la Costituente, composta da cittadini, associazioni, operatori turistici, cantine, sindacati, amministratori, agricoltori ... [segue]
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Demiro Bonelli riceve il diploma al Premio Duilio Marcante a Genova
http://www.ragusanews.com/a...-riceve-il-diploma-al-premio-duilio-marcante-a-genova


Genova - Il tema della sicurezza continua ad essere centrale nella UISP Lega attività Subacquee e in questo modo sensibilizziamo le persone partecipanti: il premio è assegnato a persone che si sono distinte per significativi contributi alla sicurezza, per il soccorso e la salvaguardia della vita umana in acqua nel corso dell’anno. Infatti Bonelli ha ricevuto il diploma perché mentre prestava servizio presso l’Ufficio locale Marittimo di Pantelleria. Il 13/04/2011. durante uno sbarco di extracomunitari il barcone si incagliava in quelle acque e tuffandosi in qualità di soccorritore dava un contributo al salvataggio della 192 Persone che erano a bordo,(encomio semplice da parte della Direzione Marittima di Palermo).
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Demiro Bonelli fu uno dei marinai della Guardia Costiera di Pantelleria che si prodigò per il salvataggio dei migranti nel tragico episodio del barcone incagliatosi tra gli scogli alle prime luci dell'alba il 13 Aprile dello scorso anno nella zona dell'Arenella. E' socio del Centro Subacqueo Ibleo Blu Diving di Ragusa. Congratulazioni a Demiro per il riconoscimento intitolato ad un grande maestro della subacquea italiana...
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Post di Giuseppe Galiano

Sono particolarmente contento che il premio venga ancora assegnato. Ne avevo perso le tracce, e come ex insignito mi sarebbe dispiaciuto. Un saluto affettuoso a Giannotta. Mi preme precisare comunque, e tu Guido lo sai bene, che Ferraro non era ''collaboratore'' di Marcante, semmai il contrario. Fu Ferraro per primo che istituì il corso sommozzatori per conto del ministero degli interni. Poi, vulcanico e geniale com'era, si dedico a mille altre cose sub sopratutto le attrezzature. La Technisub di Genova fu uno dei suoi gioielli.
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Post di Guido Picchetti

Si, son d'accordo con te, ma sai gli anni passano e certe cose si dimenticano... E' importante però che ci sia sempre qualcuno a precisarle... Due grandi uomini, comunque, entrambi...
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A Mario Pugliaro, Giancarlo Pisani, Furio Faidutti, e Antonello Nazareno piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 25/02/12

Un Senatore siciliano contro il Parco della Costa Teatina. Una proroga che delude...
dalla rete "Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina"
http://blog.libero.it/emergenzambiente/11097144.html


La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina apprende con amarezza, sconcerto e delusione che il Parlamento, nel cosiddetto decreto mille proroghe, ha rinviato al 31 dicembre 2012 l'istituzione del Parco: questa incredibile nuova proroga danneggia profondamente la Costa Teatina e i suoi migliori progetti. Sono passati 12 anni dalla legge istitutiva del Parco, un tempo lunghissimo che non ha precedenti nella storia delle Aree Protette Italiane, e probabilmente europee e mondiali.
Siano di monito le forti parole espresse l'anno scorso dalla Chiesa Locale, che oggi facciamo nostre e torniamo a ripetere: "gli amministratori locali e regionali e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del bene comune e del futuro della nostra terra, scelgano ciò che è moralmente doveroso e responsabile, rompendo presto ogni indugio: si completi il prima possibile l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, si scaccino definitivamente interessi egoistici e falsamente rappresentativi, si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita piena del nostro Abruzzo".
Il rinviare continuamente l'istituzione del Parco Nazionale è ancor più grave alla luce di tante minacce che incombono sull'integrità della Costa Teatina: industrie insalubri, piattaforme petrolifere, nuove cementificazione e altro. Colpire al cuore il futuro Parco e con esso le economie che ne trarrebbero innegabile vantaggio ... [segue]
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Commento del sottoscritto su DB a margine del post

"Un Senatore siciliano contro il Parco della Costa Teatina. Una proroga che lascia interdetti e delusi. L'istituzione del Parco è una speranza soprattutto per le nuove generazioni, senza neanche bisogno di investimenti locali. Questa classe politica non è disposta a concedere neanche la speranza." Questo, testuale, il pesante commento del "Comitato Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina", a margine del comunicato pubblicato ieri da "Emergenza Ambiente" firmato dal suo coordinatore Lino Salvatorelli, insieme a Fabrizia Arduini, Luciano Di Tizio, e Lorenzo Luciani, membri anch'essi di quel Comitato. E come dar loro torto ? C'è solo da augurarsi che il tutto sia frutto di un equivoco, essendo il politico chiamato in causa il Senatore Antonio D'Alì, trapanese, Presidente della Commissione Ambiente del Senato, ed è davvero impensabile che possa aver convalidato un tale provvedimento, con un governo di tecnici che, pur di fare uscire il nostro Paese dall'attuale crisi, ha dichiaratamente limitate responsabilità nei confronti delle future generazioni...
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Articolo simile su "Profumo di Mare" del 25/02/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60431728#lastpost
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Post di Carmelo Nicoloso

Caro Guido non posso riportare mi piace, perchè la delusione e l'amarezza non si possono descrivere, non ci sono parole.
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Post di Guido Picchetti

Ti capisco... e condivido.
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Greenpeace blocca piattaforma Shell
a margine di una foto di Greenpeace
http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Foto1/Greenpeace-blocca-piattaforma-Shell/#tab=0


24 febbraio, 2012. - Oggi un gruppo di attivisti di Greenpeace in azione al porto di Taranki, Nuova Zelanda, ha impedito la partenza di una piattaforma petrolifera della Shell diretta in Alaska. Dove sono in programma attività di ricerca di idrocarburi che minaccerebbero l’ecosistema marino e le coste. La Noble Discoverer, che si apprestava a viaggiare per 6 mila miglia marine verso il mar di Chukchi, è stata bloccata dagli attivisti di Greenpeace Nuova Zelanda. I guerrieri dell’arcobaleno sono saliti sulla nave e hanno scalato la torre di trivellazione equipaggiati per resistere a oltranza.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Greenpeace international...
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Dalla mia Bacheca su FB del 24/02/12

Il lamento dell'Assomineraria in fatto di trivellazioni petrolifere...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60416053#entry491320177


Dovete leggerlo... Non avrei mai creduto che un gruppo di persone intelligenti e moderne, unite sotto un etichetta che le qualifica come esponenti di un'associazione per lo sfruttamento delle risorse minerarie del nostro Paese, potesse arrivare a produrre un tale comunicato. Un comunicato che è un tutto un lamento di quanto "poco" si permetta loro di fare nel nostro Paese in questo campo, e al tempo stesso un'invocazione a una maggiore libertà di produrre e inquinare, in mare o in terra, non fa alcuna differenza, basta si riducano le aree protette in Italia e i limiti di rispetto previsti che impediscono ad questi lor-signori di lavorare tranquillamente bucando qua e là come vorrebbero, infischiandosene dei rischi e delle conseguenze del loro operato... Il comunicato è quello diramato da "Assomineraria" proprio in questi giorni, e ringrazio Maria Rita D'Orsogna per avermelo segnalato. Vedi
http://www.assomineraria.org/news/view.php?id=3&news_pk=6162&from=index .
Già il titolo è tutto un programma. "L’Italia valorizzi il proprio potenziale energetico per uscire dalla crisi... ". Come ? Molto semplicemente assicurando stabilità nel prelievo fiscale (che è già il più basso al mondo, il 4% delle royalties contro il 60% e l'80% di altri paesi... ... ), e ciò al fine di una "corretta valorizzazione" (testuali...) delle riserve nazionali di petrolio e gas, indispensabili per ridurre la fortissima dipendenza dell'Italia dalle importazioni, migliorare la bilancia dei pagamenti, aumentare le entrate fiscali, rilanciare un'economia manifatturiera specializzata, e dare un importante contributo all'occupazione !!!! Non vi basta ? Allora ecco sul piatto 12 miliardi di investimenti, offerti dal Presidente di Assomineraria Claudio Descalzi al nuovo Governo... e in particolare al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, richiamando la sua attenzione sul fatto che il settore estrattivo, ed in particolare quello dell’esplorazione e produzione di idrocarburi, è in grado di investire questa bella cifra, nell’arco di quattro anni, tutta in impianti produttivi.
Da un impegno finanziario così rilevante, assicura l'Assomineraria; "potrebbero derivare almeno 70mila nuovi posti di lavoro, oltre 40 miliardi di euro di nuove entrate per lo Stato in 20 anni ed un risparmio sulla bolletta energetica di 120 miliardi di euro nello stesso periodo. Gli investimenti riguarderebbero lo sviluppo di giacimenti a terra ed a mare, soprattutto nelle regioni del Sud, con un'attenzione particolare alla Basilicata" !!!  Altro che recessione e spread alle stelle... Ve lo dice l'Assomineraria. Basta crederle... Tra 20 anni saremo tutti ricchi... Come in Basilicata, la regione più povera e inquinata d'Italia, se non di Europa, pur essendo quella che ha attualmente la maggiore capacità produttiva in Europa di prodotti petroliferi, corrispondente tuttavia solo al 6% di quanto l'Italia consuma ! Una regione che è talmente felice di avere questi impianti di sfruttamento di risorse minerarie da scendere domani in piazza a Potenza proprio contro ulteriori progetti estrattivi in Basilicata, al grido di "Tutti Uniti. Mò basta !!!". Gli abitanti di quella regione infatti, per esperienza diretta ne conoscono ormai bene inconvenienti e spiacevoli conseguenze, per non dire altro ...
E per finire, se non vi basta questo mio sfogo, leggetevi anche il pezzo pubblicato oggi da Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog contro i dirigenti di Assomineraria. Lo trovate qui, all'url: http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/assomineraria-prepotenza-e-deliri.html.
E' un pezzo del quale ho soprattutto apprezzato la chiara denuncia di immoralità nei confronti di Assomineraria. Un'associazione che non si perita di contraddire il primo articolo del suo stesso codice di comportamento, che recita testualmente: "L'integrità morale è un dovere costante di tutti gli Associati e caratterizza i comportamenti di tutta l'Assomineraria." !!! Alla faccia...
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Stesso articolo anche su "Sfascio totale blogspot" del 24/02/12 e su "Pantelleria Internet Com - News 9021" del 26/02/2012

http://sfasciototale.blogspot.com/
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8155
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A Roberto Frigerio, Filippo Foti, Mario Di Giovanna, e a FarEduardomaria Batazzi piace questo elemento.
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La riunione in Comune per la costituzione del Gac
di Guido Picchetti (a commento di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/...2117330.1063270409&type=1&theater


La riunione preannunciata in comune sulle possibilità offerte dalla costituzione del "Gruppo di Azione Costiera - Gac" si è svolta ieri sera, con toni a momenti piuttosto accesi tra gli intervenuti, una ventina circa. E per il Dr. Belvisi, che a nome del Comune intendeva illustrare compiutamente le possibilità offerte da questa iniziativa della CE per i pescatori dell'isola, non è stato facile portare a termine in modo soddisfacente il suo compito. Adesso attendiamo le reazioni dei diretti interessati, sperando che si arrivi a capire l'interesse di ognuno di ritrovarsi in una azione comune, a vantaggio dell'intera comunità isolana. (foto AMP di Torre Guaceto)
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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News n° 9013" del 24/02/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8147

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Post di Roberto Mamone

Buona fortuna Guido, combatto da 28 anni per far capire ai diretti interessati che sono "interessati" da questo tipo di iniziative.
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Post di Maria Ghelia

Grazie Guido.
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Post di AssPescatori Di Pantelleria
Noi ci crediamo
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A AssPescatori Di Pantelleria, Filippo Foti, Roberto Giacalone, Roberto Frigerio, Sergio Filmati Di Mare, Francesco Turano, Riccardo Cingillo, e Roberto Mamone piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 23/02/12

Povera Italia! Il riversamento di prodotti petroliferi nel Lambro di due anni fa, altro che incidente...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60399163


Povera Italia... Cos'altro dire dopo aver letto quanto Maria Rita D'Orsogna ci racconta stavolta sulle ragioni di quel riversamento nel fiume Lambro di quasi 2.600 tonnellate, fra olio combustibile e gasolio, verificatosi nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2010 ? Fu una marea nera che provocò un vero e proprio disastro ambientale con la moria della fauna ittica di quel fiume, e giunse a contaminare anche le acque del Po. Si parlò di un incidente, e la notizia arrivò fino negli USA... E oggi, due anni dopo, si scopre che è stato tutto frutto di malaffare, ad opera di due personaggi, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, dipendenti della Società "Lombarda Petroli", che "prepararono" quel disastro per mascherare l'evasione al fisco che da anni perpetravano con i loro traffici illegali di prodotti combustibili, e oggi rischiano fino a 12 anni di reclusione... Ma quanti "Tagliabue" esistono in Italia ? Tanti, purtroppo, e le lentezze della giustizia italiana, non favoriscono certo la scoperta, il perseguimento e la condanna di simili azioni delittuose... Questo l'articolo del Corriere della Sera che descrive in dettaglio l'accaduto raccontatoci da Maria Rita... http://milano.corriere.it/.../12_febbraio_20/lambro-onda-nera-1903356032840.shtml  (gp)

Giuseppe e Rinaldo Tagliabue: cosa non si fa per denaro... A viver come bruti...
di Maria Rita D'Orsogna

WEDNESDAY, FEBRUARY 22, 2012. - Stavo per andare a dormire quando mi è capitato questo articolo sul CorSera sul disastro nel fiume Lambro. Ero curiosa di sapere come fosse a finita, cosa aveva causato quella mega marea nera che aveva tenuto l'Italia in sospeso per qualche giorno nel 2010. Se n'era parlato anche sulla stampa USA. Non avrei mai potuto immaginare che fosse stato uno sversamento volontario.

Come ricorda il Corriere, un paio di anni fa finirono nel fiume Lambro quasi 2,400 tonnellate fra olio combustibile e gasolio. Morirono decine e decine di pesci, tutto l'ecosistema venne devastato. Il petrolio arrivò fino al Po. Ci vollero giorni per ripulire la marea nera, e chissà se è mai stato tutto veramente messo in ordine. Credo che a suo tempo in pochi potevano anche solo sospettare che non fosse un incidente, qualcosa di orrendo si, ma pur sempre al di fuori della volontà di amministratori, gestori, personale. Sarà stata una valvola, poca manutenzione, disattenzione, un qualche squilibrio dei fluidi, chissà.

Invece no. Era tutto programmato, pensato, calcolato. Quello che infatti viene fuori dalle indagini dei due PM Emma Gambardella e Donata Costa e con il procuratore Corrado Carnevali, è che i titolari della Lombarda Petroli, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue operavano un traffico illegale di idrocarburi. Per nascondere le imposte evase, avevano ben pensato di rigettare i prodotti petroliferi in acqua, cosi da far quadrare i conti e nascondere che non avevano pagato le tasse. Si parla di circa 5 milioni di euro.

Semplice no? Tanto il fiume è una pattumiera, vero? La Lombarda Petroli era a suo tempo una raffineria con circa 300 persone addette, poi calate a 10 con la trasformazione dell'impianto in un centro di stoccaggio. Di qui, enormi flussi in entrata e in uscita, e enormi possibilità di imbrogliare, di non registrare, di evadere. Secondo le indagini, i due fratelli semplicemente hanno avuto paura di controlli della finanza e così non hanno esitato a riversare idrocarburi pesanti nel Lambro, nel fiume della loro stessa città.

E ancora secondo il Giorno i due hanno " finto di coordinare i soccorsi e davano ordine agli operai intervenuti di versare acqua sugli idrocarburi presenti sul terreno con lo scopo di aumentare i quantitativi del prodotto disperso e far perdere le tracce degli ammanchi, così causando la tracimazione del prodotto". Cioè, anche a fatti accaduti, avendo visto il disastro combinato, ancora pensavano ai loro soldi, e a come fare per nascondere i loro carburanti. I due rischiano fino a 12 anni di carcere per disastro doloso. Ma come si può? Non capisco veramente - è qualcosa al di fuori della mia comprensione, davvero.

http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/giuseppe-e-rinaldo-tagliabue-cosa-non.html

Articolo simile su "Ecologiae" del 21/02/12 "Inquinamento: sversamento Lambro, l’indagine è chiusa" di Valentina Ierrobino
http://www.ecologiae.com/sversamento-lambro-2/53303/

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Post di Gennaro Ciavarella

Che schifo...
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Post di Guido Picchetti
Gennaro Ciavarella ha detto "Che schifo...". Condivido all'ennesima potenza !!!
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A Gennaro Ciavarella, Furio Faidutti, Roberto Frigerio, Ferdy Sapio e Luca Facciolo piace questo elemento
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L' Associazione Pescatori di Pantelleria per la tutela del mare di Pantelleria. Riunione oggi alle 18 in Comune.
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su FB del 23/02/12)
http://www.facebook.com/...di-pantelleria-per-la-tutela-del-mare-di-pantelleria-ri/378169025528252 

Tre anni fa a Pantelleria si è costituita l'Associazione Pescatori di Pantelleria. Ne fanno parte giovani pescatori, proprietari e armatori di barche da pesca, e oggi è presieduta da Gianluca Salerno. Fin dall'inizio quest'associazione si è battuta per la tutela dell'ambiente marino pantesco, denunciando ogni forma di pesca illegale, e sostenendo recentemente la lotta contro le trivellazioni. E non c'è pertanto da meravigliarsi se l'Associazione Pescatori oggi partecipi alla riunione in programma alle 18,00 presso la sala consiliare del Comune per la creazione del "GAC - Gruppo di Azione Costiero" di Pantelleria.
Dei GAC abbiamo dato notizia. alcuni giorni fa proprio su questo notiziario. La loro costituzione è frutto di un accordo tra tutti i comuni delle isole minori siciliane, raggiunto a Palermo il 9 Febbraio u.s.. Accordo che, come riferiva il giornale dei Parchi Italiani (www.parks.it), consentirà ai comuni partecipanti di candidarsi con propri progetti ai Piani di Sviluppo Locale (PSL) finanziati dal Fondo Europeo della Pesca previsto dall'Art. 41 del Reg. CE. 1198/2006.
A sottoscrivere quell'accordo, capofila il Comune di Favignana - in virtù della sua efficace gestione dell'Area Marina protetta più grande d'Europa e della sua importante marineria - sono stati i comuni di Lipari, Malfa, S.Maria Salina, Ustica, Pantelleria, Lampedusa e Linosa. E finalità della riunione odierna presso il Comune di Pantelleria è appunto la costituzione del GAC pantesco, affinchè si possa arrivare alla presentazione di un progetto valido e di interesse comune che abbia come obiettivo principale lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca intorno all'isola; ma che possa al tempo stesso aiutare la comunità isolana a creare nuove fonti di reddito, in quel binomio di pesca e turismo oggi imprescindibile, e capace di migliorare la qualità della vita della popolazione locale, grazie anche agli importanti finanziamenti previsti da quel fondo.
Proprio per tale ragione l'Associazione Pescatori di Pantelleria, oltre ad offrire il suo contributo per dar vita al "Gruppo di Azione Costiera" di Pantelleria, intende presentare nella riunione di oggi un suo progetto per la creazione di una barriera rocciosa artificiale sommersa nella zona di mare compresa tra l'Arco dell'Elefante e Fuori Nicà, una zona molto frequentata dalle strascicanti del trapanese, specialmente nel periodo invernale, quando manca anche quella forma di sorveglianza indiretta assicurata dalle frequentazioni turistiche estive... Si tratta certamente di un progetto utile a sconfiggere definitivamente la pesca a strascico abusiva esercita in quell'area, un'attività che, non solo è illegale, ma danneggia e depaupera irreparabilmente i popolamenti di flora e fauna marine dell'intera fascia costiera dell'isola.
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Post di Maria Ghelia

In bocca al lupo!
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A Giorgio Blandino, Gianfranco Rossetto, Gianluca Salerno, Carmelo Nicoloso, Maria Ghelia e Maria Rita D'Orsogna piace questo elemento.

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  Dalla mia Bacheca su FB del 22/02/12

Il mare, la nuova frontiera delle energie rinnovabili
da redazione di GreenCity
http://www.greencity.it/news/4915/il-mare-la-nuova-frontiera-delle-energie-rinnovabili.html


21/02/2012. - Il Politecnico di Torino sperimenta un nuovo convertitore di energia da onde marine per il Mediterraneo; secondo le prime analisi di produttività un parco di 1 MW potrebbe già produrre energia per soddisfare il bisogno di energia elettrica di oltre 650 famiglie. Il gruppo di ricerca dei dipartimenti di Meccanica e Aerospaziale, di Ambiente Territorio e Infrastrutture e di Energia del Politecnico di Torino, in partenariato con Aris nell'ambito di un progetto finanziato dalla Regione Piemonte sul bando Sistemi Avanzati di Produzione ha messo a punto un convertitore di energia da moto ondoso proprio per lo sfruttamento delle onde del Mar Mediterraneo. ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter) è composto da un gruppo giroscopico alloggiato all'interno di un galleggiante ormeggiato sul fondale marino e genera energia pulita, in assenza di organi in moto in acqua, senza impatto ambientale, adattabile alle diverse condizioni d'onda e idoneo ad applicazioni anche in mari chiusi. Le prove sperimentali in vasca navale si sono appena concluse nel sito dell'INSEAN a Roma. Un prototipo di grandi dimensioni (in scala 1:8 rispetto al mare tipico di Pantelleria) ha confermato le potenzialità del sistema. Le caratteristiche del mare pantesco sono state ricavate dai ricercatori del Politecnico mediante una campagna sperimentale di acquisizione dati. Dalle stesse misure è stato possibile effettuare una prima analisi di produttività dalla quale emerge che l'installazione di un parco di 1 MW di potenza potrebbe produrrebbe circa 2600 MWh/anno a Pantelleria, 3110 MWh/anno ad Alghero e 2080MWh/anno per La Spezia. In collaborazione con Wave for Energy si vedrà la presenza complementare di UP Design, quale centro di eccellenza torinese, che interverrà sull'estetica dello strumento di conversione energetica al fine di ridurre l'impatto ambientale e renderlo integrato e compatibile con l'habitat marino circostante. "L'Italia e l'intero bacino del Mediterraneo presentano un gran numero di isole di difficile approvvigionamento energetico. Il nostro sistema potrebbe concorrere al raggiungimento dell'autonomia energetica di tali zone. Inoltre, nonostante ISWEC sia stato pensato sulle caratteristiche del Mediterraneo, pensiamo che possa essere utilizzato con successo anche sulle onde oceaniche. Siamo molto ottimisti e siamo pronti per la messa in mare del sistema. I risultati delle attività di ricerca hanno portato alla costituzione di uno spin off del Politecnico di Torino (Wave for Energy s.r.l.) che si occuperà della successiva fase operativa " ha commentato Giuliana Mattiazzo, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Energia pulita e rinnovabile dalle onde ? Se son rose fioriranno... E speriamo presto, prima che per il nostro Mediterraneo arrivi l'inverno ...
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Post di Gianluca Cecere

Ancoraggio ai fondali, rotte delle navi, zone di pesca... Quando verranno accettate queste interferenze? Comunque, Guido, sono d'accordo con te: questo come altri progetti sono le strade da seguire ed aiutare a svilupparsi.. Noi in primis...
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La caccia al petrolio. Trivellazioni a nord e a sud, in terra e in mare...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60378838#entry490988572


Toh !!!! Rieccoti la San Leon Energy di buona memoria, "amica" degli amici di Sciacca che ben ne conoscono storia e dinamicità, per non dire altro. E dove rispunta questo capolavoro di moderna imprenditoralietà ? Addirittura in quel di Parma, in piena Padania. E "Parma Oggi", quotidiano on line di Parma e Provincia si sveglia e suona l'allarme... Vuoi scommetterci che prenderanno subito posizione tutti uniti, contro quella bella iniziativa ? Ma lì la richiesta di avviare le ricerche è stata pubblicata sull'albo pretorio il 30 Dicembre u.s. e i 45 giorni entro i quali era possibile formulare le osservazioni sono già scaduti nel giorno di San Valentino. Come andrà a finire ? Con la fame di moneta che abbiamo nel Paese a tutti i livelli, da quello individuale a quello governativa, attraverso i bisogni di Comuni, Provincie e Regioni, c'è davvero poco da sperare... E almeno fosse vera moneta, non l'elemosina da mendicante che "ufficialmente" versano con le basse royalties previste in Italia... Qui a seguire l'articolo pubblicato da "Parma Oggi":

I cercatori di oro nero alla conquista della Bassa
di Gabriele Franzini
http://www.parmaoggi.it/2012/02/21/i-cercatori-di-oro-nero-alla-conquista-della-bassa/


Parma come il Texas, da trivellare a mo’ di groviera alla ricerca di gas e petrolio. La nuova frontiera della corsa all’oro nero siamo noi – scrive il settimanale Il Nuovo di Parma, in tutte le edicole a partire da venerdì – , terra di conquista per le grandi compagnie straniere che intendono battere palmo a palmo l’Emilia-Romagna, ricchissima di idrocarburi.

Gli ultimi arrivati tra i “J.R.” de noantri alla caccia del greggio padano non hanno il cappello da cowboy, ma la coppola irlandese della San Leon Energy, che attraverso la sussidiaria italiana omonima con sede a Lecce è pronta a puntare la sua “Air Gun” – pistola che spara aria compressa creando onde sismiche in grado di rivelare al presenza dei preziosi giacimenti –, su un’area da 292 chilometri tra Parma e Reggio Emilia che oltre al comune ducale comprende quelli di Colorno, Mezzani, Torrile e soprattutto Sorbolo. E se le ricerche dovessero dare esito positivo, arriveranno le trivelle.

I contraccolpi della primavera araba e le tensioni in medio oriente, hanno convinto le grandi compagnie petrolifere a riprendere in mano le concessioni per i piccoli giacimenti e tra questi c’è anche l’opzione parmense. Così lo scorso 21 dicembre la Regione Emilia-Romagna ha avviato la Valutazione di impatto ambientale, invitando i cittadini interessati dalle ricerche degli idrocarburi a “prendere visione degli elaborati prescritti per l’effettuazione della procedura di verifica (screening)” presso l’ente di via Aldo Moro oppure negli uffici dei Comuni interessati.

L’avviso è apparso sull’Albo pretorio del Municipio di Parma lo scorso 30 dicembre e i 45 giorni entro i quali era possibile formulare le osservazioni sono scaduti nel giorno di San Valentino. La caccia all’oro nero, spiega la Regione, prevede “la registrazione di circa 200 chilometri di linee sismiche e la possibile perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi”. E la San Leon ha in previsione un’altra campagna di indagini geologiche su un’area di 732 chilometri quadrati tra le province lombarde di Brescia, Mantova e Cremona.

Il core business del futuro, però, rimane l’Emilia-Romagna, sulla quale pendono 24 delle 74 concessioni rilasciate a livello nazionale dal ministero per lo Sviluppo. Un dato pubblicato da Legambiente nel corposo dossier “Texas Italia”, che fotografa la corsa all’oro nero del Bel Paese, dove le royalties, in parole povere la percentuale sui guadagni che le compagnie petrolifere devono versare allo Stato e ai Comuni in cui avvengono le trivellazioni, sono le più economiche al mondo: il 7 per cento per i pozzi a terra e il 4 per quelli in mare (off shore). E come se non bastasse, i signori del greggio hanno una franchigia di 300.000 barili di greggio all’anno per ogni giacimento, sui quali non pagano alcuna tassa.

Un vero paradiso, insomma, dove la San Leon intende mettere profonde radici. Oltre al “progetto Sorbolo”, come l’hanno chiamato, gli irlandesi hanno una concessione per sfruttare anche gli idrocarburi che si trovano sotto nel canale di Sicilia distribuiti su un’area di grande interesse naturalistico e altamente sismica nei pressi del vulcano sottomarino Empedocle. Roba da far tremare le vene ai polsi degli abitanti della zona dove è scattata una sollevazione popolare che ha coinvolto tutti: dalle associazioni ambientaliste agli amministratori.

In quel caso l’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva imposto uno “stop” agli irlandesi, chiedendogli ulteriori approfondimenti. Ed è per questo motivo che oggi la San Leon Energy ha deciso di spostare il tiro puntando sui giacimenti della Bassa parmense, dove il possibile arrivo delle trivelle non ha suscitato alcun clamore. Almeno per il momento.

url http://www.parmaoggi.it/2012/02/21/i-cercatori-di-oro-nero-alla-conquista-della-bassa/

"Mò basta, non ne pozzo più"
di Guido Picchetti
Ma l'attacco dei potenti cercatori d'oro nero è concentrico: a sud come a nord, ad est come ad ovest, sulla terra e sul mare, nelle acque territoriali italiane, ma anche in quelle territoriali delle altre nazioni che, su questo "Mare Nostrum" del tempo che fu, si affacciano... e che da esso, almeno fino ad ieri, hanno tratto linfa vitale di tutt'altro genere... E proprio per dire "Mò Basta, non ne pozzo più", gli abitanti della Basilicata. la regione italiana più martoriata d'Italia (e forse d'Europa) da trivellazioni e inquinamento, al grido di "Uniti si vince" scenderanno in piazza a Potenza sabato prossimo 25 febbraio per dire ancora una volta "Stop alle nuove estrazioni petrolifere e all'importazione di rifiuti pericolosi a scopo di lucro", ma anche "Stop al deposito di terra ferma di scorie nucleari e al trattamento con cementificazione delle scorie radioattive". Questa la locandina della manifestazione:


http://www.facebook.com/...&set=a.101540166531904.3440.100000277640846&type=3&theater

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Articolo simile su "Pantelleria Internet Com - News n° 9003" del 21/02/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8137

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Post di Maria Rita D'Orsogna
Grazie Guido.. non se ne esce! Speriamo bene...
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A Pietro De Angelis, Io Libera, Paolo Cirigliano, Gianluca Cecere, Gaspare Mangiaracina, Mario Nocito di Giovanna, Tipografia Luxograph Bottone, Giò Nastasi, e Maria Ghelia piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 21/02/12

Riparte da Roma il dialogo euro mediterraneo. Sponde nord e sud più unite di fronte a nuove sfide
http://www.etribuna.com/..-mediterraneo-sponde-nord-e-sud-piu-unite-di-fronte-a-nuove-sfide.html

Martedì 21 Febbraio 2012. - Il dialogo Euro-Mediterraneo riparte da Roma, sotto la spinta propulsiva dell'Italia: a Villa Madama si e’ svolta ieri la riunione del 5+5, il Foro di dialogo che raggruppa, da una parte, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Malta e, dall'altra, Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania. La riunione e’ stata allargata, nella seconda parte della giornata, alla partecipazione di Egitto, Grecia e Turchia nel formato Foromed. Sicurezza regionale, flussi migratori, energia, tutela dell'ambiente, sviluppo, sono temi che i capi delle diplomazie hanno affrontato, in un approccio "concreto ed operativo", cosi’ come ha detto il Ministro Giulio Terzi, che ha presieduto insieme al Ministro tunisino Rafik Abdessalem la riunione di dialogo “5+5”. Per agevolare le transizioni in corso nei paesi della Primavera araba, secondo il titolare della Farnesina, "occorre agire in fretta con aiuti concreti e strategie a lungo termine". In questo complesso sistema di interrelazioni, l'Italia intende giocare un ruolo di primo piano: una priorità, quella mediterranea che è un leit-motiv tradizionale della sua politica estera ma che ora ha un impulso anche maggiore. Il foro di dialogo 5+5 tra paesi della sponda nord e sud del Mediterraneo- ha sottolineato infatti Terzi - ora è divenuto "il dialogo dei 10", a significare una rinnovata unità e comunità di intenti tra i paesi. Dai 10, ha detto Terzi, è venuto "il sostegno alle istituzioni democratiche ed al rilancio economico" dell'area. Il titolare della Farnesina al termine di una "discussione informale" e franca ha sottolineato "l'importanza di accrescere" le politiche di "partenariato" dell'Unione Europea verso la sponda Sud del Mediterraneo, ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Certamente un bel reportage, questo pubblicato da Tribuna Economica sulla riunione dell'EuroMED di ieri a Roma. Ma, come si può leggere, il tema della tutela dell'ambiente mediterraneo, per quanto di interesse comune a tutti i Paesi partecipanti e incluso dallo stesso Ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi tra quelli previsti dal dibattito, sembra essere rimasto fuori della porta, o, a voler essere buoni, affrontato in modo talmente superficiale da risultare totalmente ignorato. D'altro canto non era difficile prevedere che ciò avvenisse. Qualcuno dice che attualmente nel nostro Paese un Ministero dell'Ambiente ce l'abbiamo da qualche parte, ma in questi ultimi tempi sui problemi di carattere internazionale sembra essere svanito nel nulla... Basta ricordare come, a quanto risulta, non sia intervenuto recentemente a Parigi a rappresentare l'Italia all'assemblea dei paesi firmatari della Convenzione di Barcellona, dove pure una sua partecipazione era d'obbligo... E volete che faccia sentire il suo peso o la sua voce su argomenti specifici di sua competenza in un meeting internazionale convocato per giunta da un altro ministero "concorrente" ?
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Algeria: Medelci incontra omologo italiano
Fonte: esteri.it
http://www.africanews.it/algeria-medelci-incontra-omologo-italiano/


20 febbraio 2012 · Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha avuto oggi un incontro alla Farnesina con il Ministro degli Esteri algerino, Mourad Medelci, a margine della Ministeriale Esteri del Dialogo 5 + 5 che oggi ha riunito a Roma i 10 paesi che si affacciano sul Mediterraneo.L’incontro ha consentito uno scambio di vedute su numerosi temi di comune interesse. I due Ministri, concordi nell’esprimere piena soddisfazione per il successo della riunione di oggi, hanno manifestato la ferma volontà di rilanciare, su basi concrete e operative, il partenariato italo-algerino, anche attraverso la preparazione di un Vertice bilaterale ad Algeri per la seconda metà del 2012. Il Ministro Terzi e il Ministro Medelci, nel sottolineare l’eccellente stato delle relazioni bilaterali fra i due Paesi, hanno altresì condiviso ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Questo uno dei primi comunicati sui possibili risultati del FOROMED di ieri a Roma. Accordi tra Algeria e Italia sulle energie rinnovabili (ed è già qualcosa...), e preparazione di un vertice bilaterale ad Algeri per la seconda metà del 2012. Ma niente ancora sulla tutela dell'ambiente marino mediterraneo che pur ci divide e ci unisce...
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Foro dialogo Euro-Mediterraneo
filmato caricato da MinisteroEsteri in data 20/feb/2012
http://www.youtube.com/watch?v=Z60khuAz0QQ


Il dialogo Euro-Mediteranneo riparte da Roma: Villa Madama ha ospitato la nona conferenza dei Ministri degli Esteri del Dialogo nel Mediterraneo. Il Foro dei 5+5 raggruppa, da una parte, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Malta e, dall'altra, Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania. Al seguito dei lavori, il vertice è proseguito nel formato allargato di Foromed, includendo i Ministri degli Esteri di Egitto, Grecia e Turchia. Temi principali: sicurezza regionale, flussi migratori, energia, tutela dell'ambiente, sviluppo.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un video del nostro Ministero degli Esteri: questo è quanto oggi si può trovare in rete dopo l'incontro di ieri a Roma dei Ministri degli Esteri di ben 13 Paesi mediterranei coinvolti nella riunione del ForoMED a Villa Madama. Tra i temi in discussione, dicevamo ieri, anche la Tutela dell'Ambiente, ma su stampa e telegiornali non un comunìcato su quanto concretamente affrontato e dibattuto, silenzio totale... D'altro canto, a chi vuoi che importi quando c'è uno spread che va su e giù come "un onda sul mar", e la Grecia è sull'orlo del fallimento ?

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Le conseguenze dell'estrazione del petrolio spiegate benissimo!
filmato by NO trivelle VALLO su Vimeo
http://vimeo.com/36952615

La dott.ssa Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice presso la California State University di Los Angeles illustra i problemi e le conseguenze ambientali e sociali dell’estrazione e della lavorazione del petrolio in Italia. Si ringrazia il sito Arcoiris TV per la distribuzione gratuita del filmato.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E io ringrazio a mia volta Marco Zappalà per aver segnalato e condiviso il filmato in Bacheca, consentendomi così di poterlo inserire negli "Echi di Stampa" della mia pagina web, che ogni dieci giorni invio a quanti so interessati o coinvolti da tali problemi.
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Post di Ferdy Sapio

Basilicata cheap cost...
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Post di Carmelo Nicoloso

Caro Ferdy, ho avuto il piacere di consegnare personalmente il premio di Ambasciatore della Natura a Maria Rita D'orsogna, condivido con piacere questo video, anche perché insieme a Franco Tassi, Guido Picchetti e tanti altri ci si è adoperati a veicolare il NO All'Italia Petrolizzata"
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Post di Ferdy Sapio

Ho trovato estremamente interessante la relazione della dott. D'Orsogna, ma non sapevo che anche lei era stata insignita del riconoscimento Ambasciatore della Natura come me... ne sono orgoglioso.
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    - Dall'11 al 20 Febbraio 2012

 

 Dalla mia Bacheca su FB del 20/02/12

La sfilata del Carnevale di Pantelleria. Dal "Mare" ai "Monti"...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60352866#lastpost


Ieri pomeriggio, sul fondo del mare a una decina di chilometri da Pantelleria in direzione di Linosa, c'è stata una scossa di terremoto del 4° grado della scala Richter, seguita poco dopo da altre due di minore intensità. Ma sull'isola nessuno ha sentito niente. E d'altronde Poseidone, il re del mare, dov'era ? In Piazza Cavour a festeggiare con tutto il suo seguito di creature marine, a festeggiare insieme ai Puffi, ai Barbapapà, a Capitan Schettino e agli abitanti dell'isola, il Carnevale... Leggete la bella cronaca della sfilata che ne fa Giovanna Cornado Ferlucci su "Pantelleria Internet News" di oggi, e date poi una scorsa alle 300 immagini che ne raccontano visivamente la storia, rendendo ottimamente l'ambiente, l'atmosfera e i personaggi di ogni età (dalle giovanissime "goccioline di Mare" agli anziani "giovani di spirito") che hanno dato vita a questo indimenticabile Carnevale 2012 di Pantelleria... (gp)

Un grande Carnevale favorito dahttp://www.etribuna.com/eportale/tutti-gli-articoli-del-portale/16352-riparte-da-roma-il-dialogo-euro-mediterraneo-sponde-nord-e-sud-piu-unite-di-fronte-a-nuove-sfide.htmlhttp://www.etribuna.com/eportale/tutti-gli-articoli-del-portale/16352-riparte-da-roma-il-dialogo-euro-mediterraneo-sponde-nord-e-sud-piu-unite-di-fronte-a-nuove-sfide.htmlale/tutti-gli-articoli-del-portale/16352-riparte-da-roma-il-dialogo-euro-mediterraneo-sponde-nord-e-sud-piu-unite-di-fronte-a-nuove-sfide.htmlle.
Oggi gli anziani all'asilo, domani maschere a Kamma e Scauri

di Giovanna Cornado Ferlucci
www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8124
 
News 8990, Pantelleria, 20/02/2012 - Grande Carnevale pantesco, nulla da invidiare ai più famosi di Viareggio, Venezia o Cento! Una partecipazione straordinaria, come straordinaria è stata la giornata: calda e soleggiata con una leggera brezza che soffiava dal mare. I panteschi sanno stupire e su questo non c’è dubbio! Quando si sente parlare del Carnevale che in Toscana, in Veneto o in Emilia Romagna è anche richiamo di turisti da tutta Italia si scopre che la programmazione della festa, con la costruzione di carri e maschere a tema, è iniziata molti mesi primi della giornata segnata in calendario…. a Pantelleria invece sono bastate poche settimane per creare tutto quello che ieri si è visto sfilare per le strade del Capoluogo. E’ incredibile come un obiettivo condiviso sappia far fiorire la creatività dei panteschi, ciascuno si mette a disposizione del gruppo e si scoprono competenze inaspettate, capacità manuali ed artistiche, forza lavoro inesauribile, inventiva costruttiva, disponibilità al dono gratuito di tempo e fatica. La sfilata dei vari gruppi in maschera si è snodata lungo tutto il Borgo e, come ormai tradizione, ha raggiunto il piazzale dell’ospedale per portare un po’ di allegria ai malati, infine ha raggiunto Piazza Cavour. Come preannunciato, quattro erano i carri: la barca sul mare con al seguito tante goccioline frizzanti cariche di pesci e polipetti, costruita dai genitori dell’Asilo delle Suore, il grande polipo adagiato su uno splendido fondale marino con accanto una trivella petrolifera bloccata da un enorme lucchetto con al seguito granchi, meduse, polipi, tartarughe e stelle marine, onde spumeggianti e festose ed infine due carri dei Puffi con la classica casa a fungo, l’acerrimo nemico Gargamella e una marea di piccoli personaggi blu, danzanti tutto intorno. Molti i gruppi che hanno partecipato ... [segue]
[... omissis ... ]  La festa però va gustata guardando anche le oltre 300 foto che il nostro direttore ha provveduto a raccogliere nei due album che accompagnano questo servizio. E' un regalo per i nostri lettori in occasione del carnevale 2012. Basta cliccare sui link qui sotto e poterte rivedervi o cercare i vostri amici vestiti in maschera, se non eravate a Pantelleria.
https://picasaweb.google.com/100069925833309022329/Carnevale2012PiazzaCavourSfilata 
https://picasaweb.google.com/100069925833309022329/Carnevale2012PiazzaCavour

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I terremoti di oggi nello Stretto di Sicilia
(da un'immagine postata su Pantelvoice da Fabio Pavia via cellulare)
http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/s320x320/431362_330697043638299_100000940193457_896836_1988721598_n.jpg


Lunedi 19 Febbraio. - Una forte scossa di terremoto è avvenuta questo pomeriggio, alle 16.01, nel Canale di Sicilia ed è stata avvertita particolarmente nell'isola di Linosa e di Pantelleria. La magnitudo è stimata in ML 4.48 con ipocentro a circa 19 km di profondità. L'evento principale è stato preceduto da un classico foreshock, 52 secondi prima e poi seguito da due repliche di minore intensità alle 16.30 (M 3.0) ed alle 18.57 (M 3.4). La sismogenesi è attribuibile al complesso tettonico del Canale di Sicilia, che pur essendo un sistema "intraplacca" (zolla africana), risulta abbastanza attivo, in particolare nella zona del cosidetto "graben di Linosa", conformato da almeno due segmenti di faglie a carattere transcorrente. Ipotesi confermata anche quest'oggi dalla soluzione focale dell'evento che indica un meccanismo laterale puro.
(Da una nota dell' "IESN -Italian Experimental Seismic Network", da anni presente con una sua stazione nell'isola di Linosa, gestita dal sig. Alberto Alletto).
Vedi http://www.iesn.it/index.php/neews/205-terremoto-nel-canale-di-sicilia.html
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Commenti su FB a margine della immagine postata su Pantelvoice :
Tranquilli... è l'anno del Drago, solo un po' di terremoti e maremoti. Sarà un anno bellissimo sopratutto per chi vive sull'asse Sudest - Nordovest di una placca tettonica!
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Post di Vallini Erik
Dobbiamo iniziare a toccarci le palle....???
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Post di Fabio Pavia
No, tranquillo... è la natura che si manifesta. Lo fa tutti i giorni da milioni di anni, si diverte solo a cambiare gli accenti e le maschere!
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Post di Giuseppe Riccardo Belvisi

Si tratta prevalentemente di avvenimenti di carattere Trasformativo e non Distruttivo, di spinta laterale. Certo, la natura è imprevedibile e non bisogna mai mettere la mano sul fuoco. C'è da dire però che potrebbe avere delle conseguenze più a Nord nel Rift, ad esempio nuovi episodi come quelli del secolo scorso... Il nuovo assetto potrebbe aumentare la tensione e la pressione più a Nord, ma sono solo vaghe ipotesi.
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Il FOROMED oggi a Roma, dopo le nebbie delle istituzioni italiane
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60341434

Il Forum Mediterraneo (FOROMED) è una piattaforma di dialogo e cooperazione che è stata fondata nel 1994 da 11 paesi del Mediterraneo. (Turchia, Algeria, Marocco, Francia, Spagna, Italia, Malta, Egitto, Portogallo, Grecia e Tunisia). Ha una struttura istituzionale permanente, la cui presidenza viene ruotato tra i paesi membri dell'UE e dei paesi mediterranei che non sono membri dell'UE. Nel periodo 2002-2003 la presidenza del FOROMED fu assunta dalla Turchia e la riunione ministeriale FOROMED si svolse ad Antalya il 9-10 ottobre 2003. Negli anni successivi si sono tenute finora 15 riunioni ministeriali e l'ultimo incontro risulta essere stato quello svoltosi in Algeria il 5-6 Giugno 2008, durante il quale fu deciso di affidare la presidenza all'Italia e di tenere nel nostro Paese la successiva riunione ministeriale. Passano gli anni, ma del FOROMED si perdono le tracce. Dalla rete, dopo le informazioni sul periodo di presidenza turca (vedi http://www.mfa.gov.tr/mediterrenean-forum-_foromed_.en.mfa ) nulla più risulta al riguardo. Tutto sprofonda nelle nostre nebbie istituzionali. Arriviamo neal 2012 e ieri improvvisamente l'ANSA-MED (il settore dell'agenzia di stampa dedicato alle informazioni sul Mediterraneo) titola una sua notizia delle 11,50. "MED: 5+5, finalmente si riparte. Domani a Roma Foro Dialogo Euro-mediterraneo". Potete leggerne il contenuto nel post a seguire. Ma qui permettetemi una breve notazione al riguardo. La Tutela dell'Ambiente è uno dei tanti temi in discussione alla riunione in programma oggi a Roma a Villa Madama. All'incontro, come precisa il comunicato dell'ANSA, per "dialogare sulle sfide e le emergenze che si incrociano tra le sponde del Mediterraneo" parteciperanno gli esponenti di 10 Paesi mediterranei (5+5). Da un lato Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Malta; e, dall'altro Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania, ai quali si aggiungeranno nel pomeriggio anche Egitto, Grecia e Turchia per il cosiddetto FOROMED. Il ministro degli Esteri Terzi, qualche giorno fa, alle Commissioni Esteri di Camera e Senato ha assicurato che i capi delle diplomazie in tale occasione "dovranno - se non risolvere - affrontare con concretezza i vari temi previsti"... Personalmente ho qualche dubbio che il tema dell'ambiente avrà la considerazione che merita. Il mio timore (per non dire certezza...) è che tra il cocktail di benvenuto e i saluti finali non resti molto tempo per far cose concrete. Ma la speranza è l'ultima a morire... mentre il Mediterraneo...
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Stessa notizia anche su "Pantelleria Interenet Com - News n° 8994 del 20/02/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8128

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A Filippo Foti e Maria Spanò Arnardi piace questo elemento.

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MED: 5+5, finalmente si riparte. Domani a Roma Foro Dialogo Euro-mediterraneo
di Eloisa Gallinaro
http://ansamed.ansa.it/.../stati/arabia/2012/02/19/visualizza_new.html_100688208.html

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - L'approdo delle 'Primavere arabe' è ancora tutto da definire e l'Europa non attraversa uno dei momenti migliori della sua storia recente, ma i Paesi del Nord e del Sud del 'Mare Nostrum' sanno che solo con azioni concertate è possibile fronteggiare le sfide e le emergenze che si incrociano tra le suo sponde. Così il dialogo euro-mediterraneo prova a ripartire. E riparte da Roma - domani mattina a Villa Madama - con la riunione del 5+5, il Foro di dialogo che raggruppa, da una parte, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Malta e, dall'altra, Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania. E che, nel pomeriggio, vedrà anche la partecipazione di Egitto, Grecia e Turchia nel formato allargato di Foromed. Sicurezza regionale, flussi migratori, energia, tutela dell'ambiente, sviluppo, sono temi che i capi delle diplomazie dovranno - se non risolvere - affrontare. In primo luogo, come ha sottolineato a piu' riprese, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, con concretezza. L'approccio del 5+5, ha spiegato qualche giorno fa Terzi alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, deve avere ''un carattere concreto e operativo''. E per aiutare le transizioni in corso nei paesi della Primavera araba, secondo il titolare della Farnesina, ''occorre agire in fretta con aiuti concreti e strategie a lungo termine''. In questo complesso sistema di interrelazioni, l'Italia intende giocare un ruolo di primo piano: una priorità, quella mediterranea che è un leit-motiv tradizionale della sua politica estera ma che ora ha un impulso anche maggiore. Ancora nelle parole di Terzi, ''abbiamo registrato una forte domanda di Italia, di presenza del nostro Paese: è un'esigenza delle classi politiche e degli operatori economici perchè veniamo visti come il Paese che può focalizzare meglio l'attenzione dell'Unione europea verso la casa comune che è il Mediterraneo''. Non sarà con la riunione di domani del 5+5 che verrà aggiustato il tiro di un'Europa che finora - nonostante lo tsunami che ha travolto Mubarak e Ben Ali e il coinvolgimento più o meno obbligato in Libia, oltre ai fermenti nel resto dell'area - ha guardato più a est e a nord che a sud. Ma, dopo il fallimento dell'Unione per il Mediterraneo (Upm), voluta da Nicolas Sarkozy, quello che si riunisce domani nella Capitale resta l'organismo più flessibile e più adatto a gestire le molte realtà 'costrette' dalla geografia e dalla storia a convivere e a disegnare un futuro possibile. A partire dalla necessità di spostare verso sud più fondi europei. Un obiettivo che vede il titolare della Farnesina in prima linea. Il capo della diplomazia italiana giudica ''significativo'' l'aumento dei fondi stanziati dalla Commissione europea per la politica di vicinato mediterranea, e passati da dodici a diciotto miliardi di euro, ma vuole andare oltre l'obiettivo dei due terzi. Difficile, infatti, senza sviluppo, stabilizzare i paesi del sud del Mediterraneo, alcuni dei quali oscillano pericolosamente tra crisi economica, voglia di democrazia consolidata e rischi di derive islamiche.
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Commento del sottoscritto a margine del post

La tutela dell'ambiente è uno dei temi in discussione all'incontro degli esponenti di 10 Paesi mediterranei (5+5) che si ritroveranno domani a Roma a Villa Madama per "dialogare sulle sfide e le emergenze che si incrociano tra le sponde del Mediterraneo". Da un lato Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Malta; e, dall'altro Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania, cui si aggiungeranno nel pomeriggio ancora Egitto, Grecia e Turchia per il cosiddetto ForoMed. Il ministro degli Esteri Terzi ha assicurato che i capi delle diplomazie in tale occasione "dovranno - se non risolvere - affrontare con concretezza i vari temi previsti"... Personalmente ho qualche dubbio che il tema dell'ambiente avrà la considerazione che merita. Il mio timore è che tra il cocktail di benvenuto e i saluti finali non resti molto tempo per far cose concrete. Ma la speranza è l'ultima a morire... mentre il Mediterraneo...
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Dalla mia Bacheca su FB del 19/02/12

“Bastardi avidi e bugiardi”: il documentario che vuole smascherare le lobby del petrolio
di Andrea Bertaglio
http://www.ilfattoquotidiano.it/...bugiardi%E2%80%9D-documentario-vuole-smascherare-lobby-petrolio/192183/


Provocatorio, combattivo e pungente: sono le caratteristiche di “Bastardi avidi e bugiardi”, nuovo documentario deciso a smascherare “l’influenza, la falsità e la corruzione” dell’industria petrolifera. Un’opera del regista Craig Rosebraugh, che attacca frontalmente un sistema in cui si “mette il profitto davanti alle persone”, supportando campagne di “menzogne che contrastino la lotta ai cambiamenti climatici”. Per farlo, il regista americano intervista esperti sia eco-scettici che vicini alle teorie ambientaliste. Ma soprattutto racconta le storie di persone che, in ogni parte del mondo, vedono compromessa la loro vita proprio a causa delle Oil company. Prodotto dall’attrice Daryl Hannah, già arrestata in passato per il suo attivismo ambientalista, questo film può essere visto come la risposta al documentario "pro-petrolio spOILed", presentato negli Usa lo scorso anno e finanziato da personaggi legati al business dei combustibili fossili. Ma soprattutto vuole “innalzare la soglia di attenzione su queste tematiche in vista delle elezioni presidenziali del 2012″. “Cosa succede se un’industria ha troppo potere?”, si chiedono i creatori di Greedy Lying Bastards: “Si bypassano le regole; si controlla l’informazione; il dissenso è soffocato; il nostro clima cambia; e la gente muore”. Influenze politiche, ricatti, corruzione: è ciò che l’inchiesta di Rosebraugh si propone di scardinare. Dagli Usa a Tuvalu, dal Perù all’Uganda, fino ad arrivare in Europa, il ritratto tracciato da questo documentario è decisamente inquietante. Non solo per le solite interviste a personaggi più o meno autorevoli del mondo politico e scientifico, ma per le testimonianze di quelle persone ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Grazie, Giò, della segnalazione... Un pò di verità non fa mai male... Ma quello che racconta "Il Fatto Quotidiano" sul documentario "Petrolieri bastardi, avidi e bugiardi" non mi meraviglia più di tanto. “Si bypassano le regole; si controlla l’informazione; il dissenso è soffocato; il nostro clima cambia; e la gente muore” denunciano regista e produttrice. E questo avviene in America, dove la denuncia arriva alla luce del sole. Qui da noi purtroppo, come dicevo nel precedente post, debolezza del sistema politico e corruzione soffocano denunce legate ai nostri territori ancor più giuste e motivate, coprendo tutto in un velo di assoluto silenzio, che poco o nulla lascia trapelare sulla stampa nazionale di regime, e sulle Tv di stato e private...
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Post di Giò Nastasi

Grazie a te Guido... I Lupi vanno dove ci sono le Pecore!
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Con la geotermia chi cerca sottoterra trova un tesoro
di Redazione
http://www.ilgiornale.it/..._sottoterra_trova_tesoro/19-02-2012/articolo-id=572961

Alla fine è vero che la natura ci dà tutto. Perfino il calore a emissioni zero. Basta scavare, sotto la crosta terrestre e pescarla da lì l'energia. Più alta è la temperatura del sottosuolo, più alto è il potenziale energetico. «Le zone più ricche in questo senso sono quelle dette ad alto gradiente e si trovano in prossimità dei vulcani attivi o recenti» ci spiega Franco Barberi, professore di Vulcanologia e Geotermica all'università di Roma, oggi in pensione e consulente della società ITW&LKW. L'Italia ha un potenziale incredibile se si considerano la Sicilia, le isole Eolie, Pantelleria, la Campania o la zona dei vulcani recenti sul lago di Bracciano, in Lazio ai confini con la Toscana. Pensate: l'Italia è stato il primo Paese al mondo a produrre energia elettrica con la geotermia. Ai primi del Novecento grazie a Francesco De Larderel si cominciò in Toscana, nel paese che venne denominato Larderello a estrarre calore dal sottosuolo. E a tutt'oggi gli unici due impianti italiani in funzione sono quello di Larderello e quello di Monte Amiata. Quanta energia producono? «Hanno entrambe un enorme potenziale - illustra Barberi - in un anno l'energia ricavata da questi due impianti è equivalente a 1milione e 300mila tonnellate di petrolio bruciate. La potenza elettrica sprigionata nel 2010 è stata di 883 megawatt». Si tratta di impianti a basso impatto, meno ingombranti ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E' proprio il caso di dire: la riscoperta dell'acqua calda... Ma ci vuole tanto a capire che su dati argomenti nei Paesi più deboli e corrotti le potenti lobbies petrolifere riescono sempre a mettere il silenziatore ? E lo fanno sul male conseguente alle loro iniziative e su tutto il buono che c'è o può esserci da altre soluzioni alternative... In più riuscendo anche ad accusare chi li combatte di non essere propositivi... Ma vuoi vedere che ora saranno quelle stesse lobbies, intenzionate a fare dei nostri territori delle "groviere" in cerca di prodotti petroliferi, a servirsi della scusa dell'acqua calda per continuare a scavare per i loro sporchi interessi, dicendo poi d'aver trovato per caso l'oro nero ? A pensar male si fa peccato, ma a volte....
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Dalla mia Bacheca su FB del 18/02/12

Il Mare che vogliamo": la preghiera di Carnevale dei bimbi di Pantelleria
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60319491


Quest'anno a Pantelleria, nella contrada di Scauri, il Carnevale si è trasformato in una duplice preghiera... Alla prima di Suor Pace per una giornata di sole che favorisca la sfilata, prontamente esaudita da Chi in cielo"Tutto Può", segue una seconda preghiera, espressa ancor con maggior forza dal soggetto stesso della sfilata, e racchiusa in quel suo titolo più che significativo: "IL MARE CHE VOGLIAMO !!!". La sfilata (che muoverà domani alle 14,00 da Scauri per Pantelleria centro) è magistralmente interpretata sia da insegnanti e alunni (i bimbi della Scuola dell'Infanzia Giovanni XXIII), sia da genitori e figli, impegnatisi insieme, gli uni e gli altri, per ore ed ore nella preparazione di quanto è occorso per concretizzare visivamente la loro richiesta. Una richiesta, quella de "Il Mare che vogliamo", che ci auguriamo tutti venga parimenti accolta da chi su questa terra ha certi poteri, e non dovrebbe avere difficoltà a capire cosa occorra fare o non fare per evitare di compromettere il futuro di quei giovanissimi interpreti delle "goccioline di mare" della sfilata di Scauri, desiderosi di avere domani un mare vivo e pulito intorno a loro... Ce lo racconta Giovanna Cornado Ferlucci in una delle News odierne di "Pantelleria Internet Com" (gp)

Il sole favorisce la sfilata dei bambini. Una sfilata protetta dal cielo per intercessione di Suor Pace
di Giovanna Cornado Ferlucci

News 8980, Pantelleria 18/02/2012. - Non poteva che essere così, quando le intercessioni sono a beneficio di un’intera comunità funzionano: dopo le tante preghiere di Suor Pace il sole è riapparso in cielo, caldo e brillante, per accompagnare i bambini della Scuola dell’Infanzia Giovanni XXIII nella sfilata in maschera. Una improvvisa primavera dopo tanti giorni di freddo e di pioggia, un mare calmo e blu come il vestito dei piccoli alunni, mascherati da goccioline di acqua limpida, che ieri mattina hanno sfilato allegri al seguito del carro preparato dai loro papà: una barca con pescatore che ondeggiava su un mare pulito, pieno di pesci felici. E sono proprio i papà che raccontano le serate trascorse nel magazzino a preparare la struttura carnevalesca ideata da Giovanni, momenti felici di condivisione e di allegria, finalizzati ad un obbiettivo comune, due settimane di lavoro extra per aderire al progetto lanciato dalla Polisportiva di Scauri: “Il mare che vogliamo”. Anche le mamme hanno pensato bene di far sapere che per i loro figli vogliono un futuro positivo, lontano dall’inquinamento e dalle trivellazioni petrolifere e lo hanno detto cucendo sessantaquattro abiti di frizzanti goccioline che portavano a spasso piccoli polipi, cavallucci marini, pesci colorati, granchi sorridenti, meduse veleggianti. Uno spettacolo che ha richiamato per strada tanti panteschi, che per pochi minuti hanno interrotto le loro attività contagiati dalla freschezza dell’insolita sfilata, guidata da improvvisati Capitani di mare: Rodolfo, Giuseppe, Dino, Vincenzo… i papà delle goccioline, che le tenevano raccolte in un corteo ordinato. Anche gli insegnanti, Giuseppe, Daniela e Suor Pace, sfilano in maschera tenendo per mano qualche gocciolina un po’ più affaticata di altre, tutti sorridono, lanciano coriandoli, suonano trombette. E’ ancora Suor Pace a dare il giusto senso a questa mattinata: “E’ stato bello vedere i genitori uniti, hanno trascorso ore intere al freddo in quel capannone… ma tutto è stato superato dal desiderio di costruire qualcosa di bello… e quanto lavoro di sartoria! Questa splendida giornata è un bel premio per tutto l’impegno dei genitori, i bambini aspettavano con gioia questo momento e non sono stati delusi.” Rivedremo il simpatico gruppo domenica pomeriggio in piazza durante il Pantel Carnevale 2012.
Qui lo Slide Show del Carnevale dei bambini di Pantellera 2012:
https://picasaweb.google.com/.../Carnevale2012BambiniAsiloSuore#slideshow/5710473883119519762

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Anche sul mio Blog su "Profumo di Mare" la preghiera di Carnevale dei bimbi di Pantelleria con l'articolo di Giovanna Cornado Ferlucci pubblicato oggi da "Pantelleria News Internet Com"... http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8114
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Podismo. Cresce di qualità il primo Giro Podistico a tappe di Pantelleria 2012. La gara sull'isola dal 23 al 30 giugno p.v.
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su Fb in Bacheca del 18/02/12)
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


La prima edizione del Giro Podistico a Tappe dell'Isola di Pantelleria in programma dal 23 al 30 giugno 2012 si avvarrà della collaborazione del Corpo Forestale Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Sicilia. Ad annunciare questo salto di qualità dell'iniziativa promossa dal G.S.Amatori di Arezzo, di cui anticipammo notizia alcuni giorni or sono, è oggi il notizario on line "Sport del Golfo", che riferisce come l'impegno congiunto del Comitato Organizzatore dell'ASD Sport Nuovi Eventi Sicilia e del Comune di Pantelleria stia procedendo al fine di offrire ad atleti e rispettivi accompagnatori la possibilità di trascorrere, pur nell'impegno agonistico che accompagna la gara, una settimana indimenticabile in una delle località più belle della Sicilia, qual'è appunto l'isola di Pantelleria. L'iniziativa, infatti, nell'intento degli organizzatori, vuole essere anche occasione di promozione del territorio pantesco e delle sue usanze e costumi. E a tal fine sono tante le realtà imprenditoriali locali dell'isola già coinvolte nell'evento sportivo, tra cui Il Villaggio Resort Suvaki e l'azienda agricola MaRai,. E altre collaborazioni sono state avviate, che saranno rese pubbliche appena ufficializzate.
Leggi la notizia su http://sportdelgolfo.com/...qualita-il-giro-podistico-a-tappe-di-pantelleria-2012.html
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Commenti su FB a margine del post. Post di Daniele Stuppa

Il comune di Pantelleria !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 2^ gara di Mountain Bike Pantelleria Marathon - domenica 3 giugno alle ore 10.00 http://www.facebook.com/events/173561329418559/
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Post di Guido Picchetti
Daniele, quello che ho scritto è quanto risulta dal comunicato che ho citato... Dovresti chiarire meglio, il tuo "!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!". E' un mugugno, un segno di incredulità, o un plauso (si fa per dire...) ???
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San Remo, Roccopapaleo, la Lucania, e il Bel Paese
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60310934


I petrolieri, non sazi, "sfragellano" la Basilicata... E sulle gentili note del Festival di San Remo a Rocco Papaleo, lucano, scrive Maria Rita D'Orsogna : "Gentile Rocco Papaleo.... etc etc.". E sono parole, ancora una volta pesanti come pietre..., che affondano però nella mota della stampa e della politica del Bel Paese' senza sollevare spruzzi... e senza infangare alcuno... Un'ultima cosa. Ho messo tra virgolette lo"sfragellano" della frase iniziale di Maria Rita. La ragione è semplice. "Sfragellare" è un verbo che non esiste nel vocabolario nella lingua italiana. Ma è un neologismo venuto dal cuore... E' l'unione di due verbi: "sfracellare", (massacrare, frantumare, etc.) , e "flagellare" (frustare, battere ripetutamente con il flagello appunto). Due verbi uniti insieme da una persona, Maria Ria D'Orsogna, che vivendo ormai da anni in un paese straniero non ha tuttavia dimenticato le sue origini e la sua lingua, pur ricordando di quest'ultima, più che le parole, il loro significato profondo; e che, anche inconsapevolmente, non teme di coniarne e usarne di nuove sotto la spinta delle emozioni del momento... In questo caso, quale verbo meglio di "sfragellare" può descrivere quanto sta accadendo ormai da anni in Basilicata ? Un verbo, "sfragellare" , che solo Maria Rita D'Orsogna poteva coniare e usare per la prima volta in modo tanto appropriato, ma che, tra tante parole nuove che si sentono in giro (uscite da chissaddove...), proprio per le ragioni che l'hanno generata, ha a mio giudizio diritto immediato di cittadinanza nel Dizionario Moderno della Lingua Italiana... (gp)

A Rocco Papaleo, lucano
... e sulle gentili note del Festival di San Remo, i petrolieri, non sazi, "sfragellano" la Basilicata

di Maria Rita D'Orsogna (friday, february 17, 2012)

The sole advantage of power is that youcan do more good.
Baltasar Gracian, gesuita, 1647

Gentile Rocco Papaleo,
Si parla tanto di lei in questi giorni per la sua partecipazione al festival di San Remo, finanziato dall'ENI. Anche forse a lei non importa, sono un po' rattristata e avvilita dall'unione di queste due cose: un lucano famoso e l'ENI a condividere un palcoscenico davanti a milioni di persone. Vede, quando è arrivato a Los Angeles "Basilicata Coast to Coast" mi ero organizzata... [segue al link http://dorsogna.blogspot.com/2011/02/rocco-papaleo-lucano.html
oppure leggi "Eco di Stampa" successivo...)

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Commenti a margine su FB. Post di Giò Nastasi
Grazie mille volte grazie... tutta la mia stima!
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Post di Filippo Foti su "Profumo di Mare"
Grazie Maria Rita e Guido, ci avete dato un saggio di ciò che oggi il web può fare, tramite "piccole" voci fuori dal coro!
Continua qui: http://profumodimare.forumfree.it/?t=60310934#lastpost
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A Franco Di Chiara, Giuseppina Poma, Luca Facciolo, Tommaso Eddie Ruggieri, Io Libera, Ninetta Ciminelli, Filippo Foti, Carmelo Nicoloso, Giò Nastasi, Gianluca Cecere e Mario Nocito Di Giovanna piace questo elemento.
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A Rocco Papaleo, lucano. E sulle gentili note del Festival di SanRemo, i petrolieri, non sazi, sfragellano la Basilicata
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/02/rocco-papaleo-lucano.html


Friday, february 17, 2012. The sole advantage of power is that you can do more good.Baltasar Gracian, gesuita, 1647

Gentile Rocco Papaleo,

Si parla tanto di lei in questi giorni per la sua partecipazione al festival di San Remo, finanziato dall'ENI. Anche forse a lei non importa, sono un po' rattristata e avvilita dall'unione di queste due cose: un lucano famoso e l'ENI a condividere un palcoscenico davanti a milioni di persone. Vede, quando è arrivato a Los Angeles "Basilicata Coast to Coast" mi ero organizzata per andare a vederlo con un gruppo di amici: me lo ricordo ancora, era al festival del cinema italiano, a Hollywood. Appena ho saputo che era stato sovvenzionato dalle ditte petrolifere, inclusa la Total, mi sono rifiutata di andarci. Mi sembrava troppo immorale regalare i miei dieci dollari, per quanto insignificanti, ad una macchina di propaganda, pagata dai petrolieri per far vedere che è tutt'apposto, nascondendo la testa nella sabbia.

Signor Papaleo: lei è lucano e non può non sapere che l'ENI negli scorsi 20 anni ha letteralmente distrutto ogni cosa che ha toccato in Basilicata. Anche se non ho visto Basilicata Coast to Coast, ho visto la Basilicata vera, ho parlato con la gente in carne ed ossa, ho ascoltato storie e visto paesaggi di una regione di cui pare importare poco al resto d'Italia. Io non sono nessuno e mi ritrovo a fare battaglie ambientaliste per caso.

Un giorno l'ENI arrivò in Abruzzo e decise che voleva spiantare i vigneti della mia infanzia per farci un nuovo centro oli, una nuova Viggiano. Ho dato tutto quello che avevo, perchè non potevo lasciare a questa fabbrica di morte chiamata ENI di distruggere la mia terra. Da allora è diventata una sorta di dovere morale per me fare quel che posso per non dargliela vinta a questi prepotenti signori del petrolio, che sia in Lombardia o in Sicilia, che sia in Basilicata o in Veneto.

La lista degli scandali ENI è troppo lunga per raccontarla in breve, ma c'è di tutto, corruzione, bugie, inquinamento, propaganda, soldi. E lei da lucano dovrebbe saperlo meglio di me. Come detto, io non sono nessuno, ma lei si. Con Sanremo la conosce ora tutta l'Italia. Non sente, un pochino almeno, il dovere di fare, di dire qualcosa, contro questo scellerato raddoppio che l'ENI si prepara a compiere in Basilicata? Non sente un pochino la voglia di usare la sua fama per qualcosa che duri di più che quattro serate con Belen smutandata? Di denunciare i laghi inquinati, i pozzi dietro gli ospedali, le dighe con idrocarburi e pesci morti, la puzza di idrogeno solforato? Di dire pubblicamente a Vito Di Filippo e a Paolo Scaroni, la Basilicata ha già dato?

Lei mi dirà: e che ci posso fare io? Mica posso mettermi contro l'ENI. Lo so, è difficile. Ma nella vita certe volte si devono fare proprio le cose difficili: è questo che ci rende memorabili, che resta per il futuro, che fa crescere noi, la nostra gente, i nostri figli. Lo fanno le persone normali, per quel che possono, credo che possa farlo anche lei.

Il dovere. La responsabilità. L'usare il potere, la fama, per fare il bene. Il fare le cose giuste anche se difficili. Che parole scomode, che parole belle...

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Dalla mia Bacheca su FB del 15/02/12

Dal Blog di Maria Rita D'Orsogna. Le "balle" di Vito De Filippo in Basilicata
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60268781


Ecco cosa ha in serbo per la Basilicata il nuovo decreto del Governo Monti sulle "liberalizzazioni". Lo rivela l'articolo del "Corriere Economia" di Confindustria del30 Gennaio u.s. che Maria Rita D'Orsogna ha riportato sul suo Blog in una sua ultima forte denuncia. L'articolo ha come titolo "Petrolio. La Lucania incassa 'più crescita e più occupati' " e come sottotitolo "Decreto liberalizzazioni: 6 miliardi per le opere e altri soldi dalle concessioni. Si riducono i pozzi, ma la produzione passa da 104 a 130 mila barili al giorno" !!! Un titolo e un sottotitolo che sono davvero tutto un programma ...
     L'articolo porta la firma di Vito Fatiguso ed è frutto di un intervista del giornalista di "Corriere Economia" al governatore della Basilicata De Filippo, il quale assicura: "Garantito il rispetto dell'ambiente. Ci sarà una filiera". Ed è la goccia che per me fa traboccare il vaso dell'assurdo. Come è possibile garantire il rispetto dell'ambente se si vuole aumentare la produzione del petrolio riducendo il numero dei pozzi già esistenti ? Si può fare una cosa simile solo impiegando nuove tecnologie che potenzino il rendimento di ciascun pozzo (probabilmente perforando a maggiori profondità, con più rilevanti conseguenze negative per l'ambiente...).
     E, se i pozzi come dichiarato venissero ridotti di numero, credo che l'aumento della produzione abbinato a quello degli occupati, pur esso prospettato, potrebbe derivare solo da una diversa soluzione nelle tecniche estrattive dei prodotti dal sottosuolo (vecchia come il mondo in verità...), quella di portarli su in superficie a forza di braccia, ancora meglio se rinunciando ad ogni altra tecnologia... Per non parlare poi dell'esperienza in materia di trivellazioni degli abitanti della regione che, acquisita direttamente sul campo e a proprie spese (con malattie e alterazioni biologiche varie nei loro organismi ??? ), secondo il governatore della Regione potrà incidere favorevolmente sui "fondamentali", ossia su quei fattori ritenuti indispensabili per accrescere la competitività, che l'Unione Europea ha assunto come assi portanti su cui puntare: infrastrutture, esperienza e occupazione. Di qual tipo di esperienza si tratti, non è detto... Ed è tutto da ridere, se non fosse da piangere, l'ho già detto altre volte. (gp) .
.. [segue]

Leggi "Il governatore Vito di Filippo sulla situazione in Basilicata", di Vito Fatiguso, da "Corriere Economia" del 30 Gennaio 2012,
http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/VitoDeFilippo.pdf
e "Le balle di Vito De Filippo" di Maria Rita D'Orsogna, su "Dorsogna.blogspo.com" del 14/02/12,
http://dorsogna.blogspot.com/2012/01/le-balle-di-vito-de-filippo.htm

 

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ed eccola anche su "Profumo di Mare" l'ultima denuncia di Maria Rita D'Orsogna su quanto il decreto "liberalizzazioni" del governo Monti, ma ancor più l' "INCIUCIO" tra Regione ed ENI, sta mettendo in atto in Basilicata. E al grido dei lucani, che sabato della prossima settimana scenderanno in piazza a Potenza, aggiungo ben volentieri anche il mio: MO' BASTA !!! Ma chi l'ascolterà ?
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Post di Filippo Foti

Quando pensi che nessuno ascolta, caro Guido, facebook, piattaforma network libera, produce echi nel web che riescono a raggiungere ed a sensibilizzare tante persone che non badano solo a scambiarsi frivolezze, ma anche a riflettere su cose serie!
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A Tommaso Eddie Ruggieri e Filippo Foti piace questo elemento.
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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 8983" del 18/02/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8117

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Le balle di Vito De Filippo
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/01/le-balle-di-vito-de-filippo.html

TUESDAY, FEBRUARY 14, 2012 - Secondo il governatore della Basilicata Vito De Filippo e secondo Confindustria Basilicata, in Lucania è tutto a posto. Secondo loro, la Basilicata incassa, c'è più crescita e più occupazione. Ed è pure tutto pulito. Un paradiso. Dicono che grazie a questo magnifico "memorandum" - una sorta di inciucio politici-petrolieri con il quale si aumentano le estrazioni petrolifere in Basilicata - alla regione giungeranno altri 6 miliardi di euro, e più royalties. Dicono che le estrazioni passeranno da 104 a 130 mila barili di petrolio al giorno, ma promettono che ci sarà anche l'aumento di produzione di energia rinnovabile. Dicono che la Basilicata deve diventare una "filiera energetica". Ma... quanta energia usano i lucani? Gli servono davvero altri pozzi e pure altra energia rinnovabile? E da quando in qua il rinnovabile si fa per fare più petrolio? Ma non era che il rinnovabile si faceva per usare MENO idrocarburi? Detta così pare sola una gran presa in giro. Della serie: "trivelliamo di più, ma stai tranquillo che ti mettiamo pure una bella pala eolica per farti stare zitto". Soprattutto aumentano le trivellazione senza che sia mai stato fatto un vero studio comprensivo, completo sull'inquinamento portato alla Basilicata dall'ENI e dalla Total fino ad adesso. Dicono che in Basilicata c'è il progetto "Trend 1" dell'ENI (61%) - Shell (39%) in Val D'Agri, con perno a Cerro Falcone, Monte Enoc e Monte Alpi. Poi c'è quello "Tempa Rossa" della Total a Gorgoglione. E poi dicono che tutti questi buchi hanno portato al lavoro che incide sui "fondamentali", cioè che c'è gente assunta dall'Unione Europea per infrastrutture, saperi e occupazione. E che sperano all'apertura di piccole imprese. Che belle parole! Sarà... Io non ho visto niente di tutto ciò in Basilicata: ho solo visto il centro di sviluppo imprese lucano, in Val D'Agri, abbandonato, con le ragnatele ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Mo' Basta... Altro forte atto d'accusa di Maria Rita D'Orsogna sugli inciuci che si vanno perpetrando in Basilicata, arrivando addirittura a promettere l'energia eolica, non in sostituzione dei prodotti petroliferi estratti da quel sottosuolo, ma come ricompensa al fatto di consentire altre trivellazioni in quella zona "groviera" già fonte di inquinamento e di malattie per gli abitanti della regione !!! Siamo proprio all'assurdo... Leggere per credere....
Leggi anche "Il governatore Vito di Filippo sulla situazione in Basilicata", di Vito Fatiguso, da "Corriere Economia" del 30 Gennaio 2012.
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A Gianluca Cecere e Fabio Russo piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 14/02/12

Speciale carnevale. Meduse, granchi e tartarughe marini invadono le coste a sud dell'isola. Scauri e il popolo della notte
di Giovanna Cornado Ferlucci
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8094


News 8960, Pantelleria 14/02/2012 - Potrebbe sembrare il titolo di un nuovo film Fantasy… è invece il titolo di una cronaca che racconta di uno strano movimento notato, da alcune sere, nella contrada scauriota. Infatti, nel cuore della notte si aggirano per le vie strani animali marini guidati dal potente re Poseidone, rinominato Nettuno dagli antichi romani e definito nell’inno omerico di mitologica memoria: “ scuotitore della terra e delle lande marine, dio dei profondi abissi…”. Non guida un carro trainato da cavallucci marini, il grande re munito di tridente, ma una Ford Fiesta con scalpitanti cavalli motore ed al suo seguito trotterellano granchi, totani, tartarughe e volteggiano meduse, stelle marine e tanto altro. Un’insolita iconografia che a notte fonda si ricompone nei diversi Circoli dell’Isola per presentare balli e lazzi per un festoso carnevale. Svelato il mistero proviamo a indagare il messaggio che viene portato di porta in porta. Bisogna sapere che il potente signore degli abissi ha incontrato tempo fa Maria Rita D’Orsogna, nel Circolo Agricolo di Scauri, e conosciuta la battaglia antitrivellazioni ha radunato i sudditi marini raccordandosi con la Polisportiva San Gaetano: ora gira di notte per dire a tutti che vogliamo un mare pulito dove siano possibili la pesca e il turismo e dove l’ambiente sia salvaguardato. Niente paura quindi, si tratta di un popolo della notte che ritroveremo in piazza, alla luce del sole, domenica 19 febbraio accanto ad una trivella petrolifera resa inoffensiva. Ma le sorprese di Scauri e Rekale non finiscono qui. Un altro popolo si aggira per le vie, questa volta di giorno, festoso e simpatico, particolarmente gradito ai più piccoli: il popolo dei piccoli Puffi blu. Un’idea che ha preso vita all’interno dell’associazione “Crescere Insieme” dopo la proiezione dello scorso autunno del Film 3D di Raja Gosmell. Ci sarà anche il mitico fungo sul carro che inizierà la sfilata martedì 21 febbraio, alle ore 14.00, partendo dal piazzale antistante la chiesa di Rekale, un fungo carico di sorprese che si sveleranno solo all’arrivo nella Piazza di Scauri, dove musica e balli intratterranno la comunità in attesa dello spettacolo che inizierà alle 17.30 presso il Cineteatro San Gaetano. In serata, verso le 21.00, ci sarà il tradizionale falò nel campo a fianco del Cinema, alle fiamme finiranno i carri di Crescere Insieme e della Polisportiva San Gaetano: i Puffi bruceranno l’acerrimo nemico Gargamella e gli animali del mare bruceranno l’insidiosa Trivella petrolifera. Allegria e felicità regneranno sovrane, grazie anche alla gustosa grigliata che seguirà, organizzata dai Puffi. Le onde del mare hanno lambito anche le scuole delle due frazioni, i piccoli della Scuola dell’Infanzia di Rekale si sono tuffati nei fondali marini stringendo amicizia con polipi, pesci e conchiglie. Hanno imparato a riconoscere i pericoli dell’inquinamento grazie a simpatiche goccioline d’acqua che fin dalla Festa di Natale si sono presentate a scuola numerose e loro stessi si trasformeranno in allegre gocce canterine, in occasione della festa che si terrà tra i banchi di scuola venerdì 17 febbraio. Alla Scuola Elementare ogni classe ha lavorato autonomamente ed abbiamo trovato uno scenario allestito con maschere e costumi.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Beh, quanto oggi ci racconta Giovanna Cornado Ferlucci sulle notti di Scauri con strani animali marini guidati dal potente re Poseidone in giro per strada di notte, non può farmi che piacere. E farà ancora più piacere a Maria Rita D'Orsogna sapere che la sua visita a Pantelleria, che l'ha vista impegnata nei giorni tra Capodanno e l'Epifania in 3 conferenze nei vari circoli dell'isola a parlarci dei pericoli che corre il nostro Mare per le trivellazioni (invece di trascorrerli con i suoi familiari in Abruzzo) ha lasciato il segno... E, ringraziando Giovanna Cornado Ferlucci per la sua attenzione di vera giornalista (che in verità avevo già avuto modo di notare in varie occasioni e che qui trovo egregiamente riconfermata), mi permetterò di segnalare immediatamente il suo articolo a Maria Rita, non senza però dimenticare di ringraziare Re Nettuno e i gli "strani animali" del Circolo Agricolo di Scauri e della Polisportiva San Gaetano per il loro impegno carnevalesco in chiave antitrivelle. Auguri ...
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Articolo simile anche su "Profumo di Mare" del 14/02/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60250668

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Ricerca: alghe e biodiesel in progetto Ue Università di Reggio Calabria. Coinvolti in iniziativa ricercatori della facolta' di agraria
http://ansamed.ansa.it/.../spagna/2012/02/13/visualizza_new.html_97852202.html


(ANSAmed) - REGGIO CALABRIA, 13 FEB - E' partito il progetto di ricerca Enpi Med Algae, finanziato dall'Unione Europea, che coinvolge 12 organizzazioni e centri di ricerca del bacino del Mediterraneo (Cipro, Grecia, Malta, Libano, Egitto e Italia).Nell'ambito del progetto che è stato al centro nei giorni scorsi di un meeting che si è svolto a Nicosia (Cipro), un gruppo di ricercatori Giuseppe Bombino, Pietro Denisi, Vincenzo Tamburino, Demetrio Zema e Santo Marcello Zimbone che lavorano nel centro del Dipartimento Stafa, la struttura di ricerca collegata alla Facoltà di Agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, realizzerà e gestirà uno dei cinque impianti pilota ad alta tecnologia per la coltivazione di microalghe per la produzione di biocarburante. All'interno dei laboratori della Facoltà di Agraria dell'ateneo reggino, in particolare, durante i successivi 3 anni di sperimentazione, saranno selezionate e coltivate in ambiente esterno e controllato microalghe, da cui, successivamente, verrà estratta la matrice e ottenuti il biodiesel e altri prodotti ad elevato valore aggiunto. ''Il progetto, coerentemente con gli obiettivi strategici fissati dall'Unione europea - riporta una nota dell'Università calabrese - intende fornire un contributo di conoscenze tecniche e scientifiche per conseguire la progressiva riduzione degli impatti antropici sul cambiamento climatico globale e dello sfruttamento dei combustibili fossili. Il progetto Med Algae, inoltre, individua quali obiettivi qualificanti la messa in rete e diffusione dei risultati delle sperimentazioni, nonchè la strutturazione di collaborazioni tra enti di ricerca, imprese e settori pubblici e privati del bacino del Mediterraneo''.
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Dalla mia Bacheca su FB del 13/02/12

Se cala il silenzio sui cetacei
di Giuseppe Notarbartolo di Sciara
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/cala-silenzio-cetacei/190949/

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13 febbraio 2012. - Qualche lettore ricorderà la denuncia fatta su questo blog il 4 dicembre scorso. Nel frattempo, il mondo è andato avanti imperterrito. I cetacei sono protetti dalle leggi di tutti i Paesi mediterranei, tuttavia queste leggi sono spazzatura se alle forze navali di questi Paesi e all’industria del petrolio è consentito immettere in mare, all’interno dell’habitat critico di queste specie – come chiaramente denunciato dal Comitato Scientifico di ACCOBAMS (l’Accordo internazionale per la tutela di questi animali in Mediterraneo) – suoni ad altissima intensità che sappiamo essere causa di mortalità per questi mammiferi protetti da tutte le leggi. Recentemente siamo stati informati che domani prenderà il via la massiccia esercitazione navale NATO “Proud Manta 12“ con dispiego di mezzi navali sommergibili, di superficie e aerei, e ovviamente uso di sonar, esattamente all’interno di habitat critico di cetacei protetti. Mi rendo conto di suonare come un disco rotto perché finisco per ripetere sempre le stesse cose. Tuttavia quello che veramente è rotto non è soltanto il mio disco; lo è anche, e soprattutto, la capacità di ascoltare non solo delle autorità di governo, ma anche di tutti noi, il semplice richiamo al rispetto delle leggi che ci siamo dati. Da domani in avanti potrebbe anche non succedere niente. Potrebbe anche non esserci più niente da uccidere nella zona delle esercitazioni, con i cetacei che sono o già morti oppure migrati in cerca di altre, inesistenti, zone più tranquille. Ma se qualcosa succederà, se di nuovo troveremo sulle spiagge siciliane, calabresi o pugliesi, o su quelle greche, cetacei morti o morenti con chiari segni di trauma acustico, non potremo non considerare l’uso di sonar militari in habitat critico di cetacei altro che deliberata uccisione di specie protette, e ci chiederemo come mai la società civile non sia in grado di intervenire con gli strumenti giuridici nazionali, europei, mediterranei e internazionali a disposizione.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Altra grave denuncia su "Il Fatto Quotidiano" di un eminente studioso del mare qual'è Giuseppe Notarbartolo di Sciara, già presidente dell'Ispra alcuni anni fa, sui misfatti che si vanno compiendo a danno del nostro Mediterraneo, stavolta in un'area che due nazioni "civili" dell'Unione Europea (Francia e Italia) hanno dichiarato da tempo "Santuario dei cetacei"... E dovremmo meravigliarci se un domani ci sarà qualcuno che profanerà le nostre Chiese, quando non siamo capaci di rispettare e far rispettare quei "Santuari Naturali" che noi abbiamo istituito, ma che Dio ha creato ?   E a chi fosse sfuggito consiglio di leggere il precedente articolo del prof. Notarbartolo di Sciara, biologo marino esperto come pochi, pubblicato il 4 Dicembre u.s., sempre su "Il Fatto Quotidiano", dal titolo significativo: "I rumori dell’uomo che uccidono i cetacei". E sono parole scritte, pesanti come pietre... Questo il link http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/04/rumori-delluomo-uccidono-cetacei/175178/
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Il sesto continente di Charles Moore
(Fonti: La Stampa, Agorà Magazine, VoceScuola)
http://www.effettoterra.org/.../approfondimenti/il_sesto_continente_di_charles_moore.html


Due storie che s’intrecciano, quella di un miliardario convertito alla causa ambientale e quella dell’oceano trasformato nella discarica più grande del mondo. Il fondatore di “Algalita Marine Research Foundation” svela uno dei più grandi, e nascosti benché visibili, inquinamenti marini. Lo ha definito il sesto continente perché parliamo di 2500 chilometri di diametro, suddiviso in due “isole” di rifiuti che si concentrano nei pressi del Giappone e a ovest delle Hawaii, formando un vero e proprio continente delle dimensioni, per concretizzare le cifre, dell’intero territorio del Canada. E’ il più grave atto materiale d’inquinamento che la storia marina possa conoscere, e l’Oceano Pacifico è la vittima designata. Un fatto epocale sconosciuto ai più nonostante il lavoro che Moore svolge da più di dieci anni. Estrazione miliardaria, famiglia di petrolieri, padre industriale chimico, una parte della vita dedicata al business. Forniture di arredi e settore ittico, principalmente. E una passione per il mare innata, e grazie a questa che Moore fa la scoperta che gli ha letteralmente cambiato la vita: nel 1994 fonda l’Algalita Marine Research Foundation, un anno dopo vara “Arguita”, un catamarano per la ricerca oceanografica in alluminio. Salpa da Hobart, in Tasmania e organizza la sua prima spedizione, finalizzata a monitorare la contaminazione antropogena delle coste australiane. Ma è nella primavera del 1997 che la sua vita cambia davvero, radicalmente. Lo racconta lui stesso: «Durante una regata, di ritorno dalle Hawaii, decido di navigare in una zona poco battuta del Pacifico, perché solitamente ci sono venti deboli e alta pressione. Per tali ragioni, sin dall’antichità è sempre stata evitata dai velieri. Quei marinai la chiamavano “the horse latitude” (la latitudine o rotta dei cavalli), perché ci sarebbero voluti proprio questi animali per muovere una nave nelle “piatte”». Ed è in questa spedizione che il miliardario s’imbatte nella prima isola di rifiuti ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ne avevo sentito parlare... Ma la descrizione che fa di questo fenomeno terrestre, anzi "marino", chi inconsapevolmente con la sua attività di un tempo ha contribuito a provocarlo (come in fondo un po' tutti noi...), e che oggi cerca di studiarlo affinchè si possa tentare l'impresa disperata di combatterlo, merita una lettura e più di una riflessione. E ringrazio Gianluca Cecere per la segnalazione...
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Post di Giuseppe Galiano
Incredibile...
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Le politiche di tutela degli ecosistemi marini nell'Area mediterranea, argomento di grande attualità
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su Fb del 13/02/12)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=370788226266332
 

"Vega Journal" è un periodico di Cultura, Didattica e Formazione Universitaria, edito on line dall'Università Telematica "Ecampus" con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione dell'Università degli Studi di Perugia. Nel n° 1 del suo settimo anno di vita, che porta la data dell'aprile dello scorso anno (il 2011), il periodico ha pubblicato un interessante documento intitolato "Politiche di tutela degli ecosistemi marini dell'Area Mediterranea", E' un documento firmato da Simona Epasto e Maria Pia Zanghì, che, come spesso accade a certi atti immessi in rete (passati quasi sotto silenzio e ignorati da quanti si interessano o "dovrebbero" interessarsi a tali problemi, per incarichi costituzionali ricoperti ai vari livelli), pur se a lungo "dormienti" serbano intatta la loro validità nel tempo, proprio in virtù della serietà e della competenza di chi li ha redatti, oltre che della loro completezza, approfondimenti inclusi. Qui a seguire riporto in estratto una piccola parte di quel documento. Riguarda proprio lo "Stretto di Sicilia". Ma in calce segnalo anche il link a quel documento, che potrà tornare utile a quanti intendono operare concretamente per la tutela ambientale di quel braccio di mare e non solo, e nel quale, è detto testualmente, "un eventuale incidente, anche di dimensioni minori, avrebbe effetti devastanti per l’intero ecosistema di quella parte di Mediterraneo, con un effetto domino in gran parte di esso". Più chiaro di così...

Politiche di tutela degli ecosistemi marini nell’area mediterranea
scritto da Simona Epasto e Maria Pia Zanghì (da "Vega Journal - Aprile 2011")
[... omissis...]
    Un approfondimento merita lo Stretto di Sicilia, dove le numerose trivellazioni contribuiscono a rendere quest’area estremamente fragile elevando i rischi ambientali che potrebbero derivare da possibili incidenti; questo tratto di mare, inoltre, è soggetto ad elevato rischio sismico, fattore che aumenta ulteriormente la sua fragilità ed i pericoli a cui l’intera area potrebbe andare incontro. A rendere ancora più preoccupante una ipotesi di questo genere è che un eventuale incidente, anche di dimensioni minori, avrebbe effetti devastanti per l’intero ecosistema di quella parte di Mediterraneo con un effetto domino in gran parte di esso.
    Lo Stretto di Sicilia é oggi unanimamente considerato il principale hotspot della biodiversità mediterranea; in questo tratto di mare tra Sicilia, Malta, Libia e Tunisia sono presenti tutte le specie marine protette del Mediterraneo, ed esso rappresenta anche la più importante zona di pesca di specie di grandi dimensioni. Un ruolo essenziale, unico ed irreplicabile per la biodiversità e la produttività biologica dello Stretto di Sicilia, è dovuto ai banchi o bassifondi (Graham, Skerchi, Avventura, Talbot, Terribile, Alluffo, banco di Pantelleria, ecc.) che rappresentano ambienti fragili ma indispensabili alla diversità biologica ed alla produttività dell’intera area. In particolare, i banchi del Canale di Sicilia costituiscono un ecosistema di straordinaria rilevanza ecologica; a ciò si aggiunga che la loro fruizione ricreativa e culturale può rappresentare una prospettiva rilevante di didattica ambientale, di offerta sostenibile del paesaggio sommerso fruibile sia dal turismo subacqueo che, attraverso sistemi di visione remota, da una utenza diffusa. Dalle condizioni dello Stretto di Sicilia dipende, inoltre, come anticipato, l’equilibrio di tutto il Mediterraneo [22]; per questo motivo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per la protezione dell’ambiente (UNEP), in un meeting svoltosi ad Istanbul promosso dal Piano di Azione Mediterraneo, ha indicato lo Stretto di Sicilia come Zona di Protezione ai sensi della Convenzione di Barcellona, specificandone, con apposite mappe, anche i siti ed i limiti delle aree dello Stretto su cui va prevista la tutela ambientale.
    Riconoscendone l’elevato valore ambientale, sia l’Italia che la Tunisia, in cui ricadono molte delle aree proposte a protezione, hanno firmato la Convenzione di Barcellona già dal lontano 1979; nel versante italiano, inoltre, si nota una presa di posizione da parte di amministrazioni locali ed il sorgere in modo spontaneo di comitati di cittadini che rivendicano il diritto alla salvaguardia di questo tratto di mare e l’attuazione di quelle norme di tutela.
    Diversi paesi che vedono tratti di mare interessati, hanno avviato procedure per tradurre in normative concrete questo riconoscimento di importanza ambientale e per rendere efficace il livello di protezione. Tra questi, Francia e Spagna hanno espresso la disponibilità a collaborare per la tutela del Golfo del Leone, oltre che proporre per quest’area una dichiarazione di SPAM (Area Protetta Speciale di Interesse Mediterraneo), un analogo marino alle aree continentali della Rete Natura 2000; la Slovenia ha invitato i paesi che si affacciano all’Adriatico a varare misure coordinate ed unitarie allo scopo di definire una SPAM in questa regione. ... [segue]

http://www.vegajournal.org/...1/227-politiche-di-tutela-degli-ecosistemi-marini-nellarea-mediterranea

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Stesso articolo su "Profumo di Mare" del 13/02/11 e su "Pantelleria Internet Com - News 8968" del 15/02/12

http://profumodimare.forumfree.it/?t=60235832#lastpost

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8102
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Dalla mia Bacheca su FB del 12/02/12

Si affonda in un mare protetto solo sulla carta ?
di Franco Tassi (dalla rubrica "La mia ecologia" a pag. 22 di "About Roma")
http://www.guidopicchetti.it/.../echi_stampa/ec_stampa%202012/120212_tassi%20-%20ecologia.pdf


Non è ancora chiaro se il 2012 sarà l’anno della catastrofe o il tempo del riscatto, ma come partenza non c’è male: iniziamo con un bel naufragio… L'anno della paventata fine del mondo è incominciato con una serie di eventi inattesi, ma emblematici, tra cui spicca soprattutto il naufragio della colossale nave da crociera Costa Concordia. L'incidente e stato subito etichettato come metafora di un Paese che sta affondando in crisi di ogni genere, ma la catastrofe Mediterranea viene pure eletta a paradigma di un continente in disarmo, in un mondo travolto da crescenti difficoltà finanziarie, economiche, sociali, etniche, ecologiche e politiche. La vicenda ha occupato per settimane i mezzi di comunicazione, ma proviamo per un attimo a riflettere: il naufragio è avvenuto nel cuore del Tirreno, di fronte al Parco Naturale Regionale della Maremma, presso il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, e nel cuore del Santuario Internazionale dei Cetacei: e quindi in una zona del Mediterraneo che dovrebbe essere rigorosamente protetta e sorvegliata. Emergono pero particolari sorprendenti, su cui le cosiddette autorità competenti preferiscono glissare. Primo, proprio qui avveniva una specie di carnevale nautico fuorilegge, nel silenzio quasi generale. Secondo, il Parco della Maremma non gode di tutela sufficiente sul fronte marino, ma sembra che la questione non lo riguardi troppo. Terzo, il Santuario delle Balenottere era poco più di una amena finzione sulla carta, ma nessuno se ne stava occupando davvero. Quarto, molti Enti locali si opponevano strenuamente alle norme di tutela, e non volevano saperne del Parco. Quinto, in fondo la vera "missione sovrana", la tutela del mare, non importava molto a coloro che detenevano il vero "potere decisionale". E potremmo ancora continuare... Proviamo allora ad allargare lo sguardo, e a volare più alto, perchè problemi del genere coinvolgono in realtà tutto il Mar Mediterraneo, che oggi sembra sempre più destinato a trasformarsi da "mare nostro" a "mare mostro". In questi anni i mari italiani, che già da tempo erano considerati comode pattumiere ... [segue]
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Commento di Carmelo Nicoloso (a margine dell'invio del documento)
Si trasmette per vostra opportuna conoscenza un'articolo a firma del prof. Franco Tassi, responsabile del Centro Parchi Internazionale (storico direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo) sulle pessime condizioni in cui si trova il Mare Nostrum. E' solo un appendice delle minacce che incombono sulle Aree Protette nel nostro paese, come ha scritto in diversi comunicati il prof. Tassi. In Italia da circa dieci anni è iniziato lo smantellamento dei Parchi Nazionali, ma nessuno sembra essersene accorto o troppo preoccupato: ora nelle aree protette si taglia, si costruisce, si caccia e via dicendo... Quello che importa è mantenere la prestigiosa etichetta Parco Nazionale. Certo la situazione in Sicilia non si discosta da quella menzionata dall'amico Tassi, credo sia giunto il momento di capire se in Italia i Parchi esistono ancora... Credo che l'evidente condizione di disarmo è sotto gli occhi di tutti. E' fondamentale capire qual'è la posizione del Movimento Protezionistico in Italia ed in particolare nel mezzogiorno, ed è giunto il momento per mettere in campo strategie sinergiche, con una fattiva operosità atta a far rivivere la storica Stagione dei Parchi. Cordiali saluti, Carmelo Nicoloso (Coordinatore Mezzogiorno d'Italia Comitato Parchi).
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Post di Carmelo Nicoloso
Grazie,  Guido,  come sempre per il tuo puntuale e prezioso supporto.
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Zone costiere del Mediterraneo. Come bilanciare le priorità economiche, sociali e ambientali
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60218053#entry489633455


Un documento, quello scritto da Brahim Hamlaoui e pubblicato quache mese fa (in francese) sul sito algerino "Le Circuit de l'Eco", che fa riflettere... Evidenzia come anche l'Algeria si preoccupi della situazione del Mediterraneo e come si impegni concretamente, come Parte firmataria della Convenzione di Barcellona, per la ratifica dei protocolli previsti dall'UNEP-MAP. Nel caso specifico leggiamo che Maria Luisa Silva Majias, coordinatrice locale del "Mediterranean Plan Action" algerino (in quel Paese denominato PAM - Plan d’action pour la Méditerranée), qualche tempo fa, dopo aver indicato come la situazione delle coste mediterranee, sotto l'aspetto dell'inquinamento ambientale marino, sia decisamente a "macchia di leopardo", ha precisato che, nonostante i progressi "innegabili" registrati negli ultimi anni e l'adozione di un quadro avanzato di cooperazione per la protezione delle zone costiere, occorre "compiere ancora notevoli sforzi per ottenere dei miglioramenti tangibili a livello locale ponendo fine a pratiche pregiudizievoli che interessano le nostre coste". E dopo questa dichiarazione ha richiamato la necessità per l'Algeria di applicare il Protocollo ICZM della Convenzione di Barcellona che, ratificato a norma di statuto da almeno sei "Parti" firmatarie della Convenzione (Francia, Slovenia, Albania, Spagna, Siria e Unione Europea), è entrato finalmente, a due anni dalla sua approvazione, il 24 Marzo 2011 in vigore. La GIZC è uno strumento legale unico per lo sviluppo sostenibile delle coste mediterranee, assicurando che le azioni umane siano intraprese cercando di bilanciare gli obiettivi e le priorità per questioni economiche, sociali e ambientali a lungo termine. Ma in Italia, paese firmatario della Convenzione di Barcellona, di tale strumento non si parla. Eppure è un protocollo in vigore da quasi un anno, che siamo tenuti a rispettare a tutti i livelli in virtù di accordi internazionali dall'Italia liberamente sottoscritti, ma che il nostro Paese, un paese che si dice civile e che si ritiene culla del diritto, non solo, pur avendolo sottoscritto, non ha ancora ratificato come già avrebbe dovuto fare a tempo debito, ma mente a sè stesso come se, non avendolo ratificato, non fosse tenuto a rispettarne i principi... Della serie "Ministero competente cercasi"... Ma sappiamo bene qual'è...
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Leggi "Zones côtières :Comment équilibrer les priorités économiques, sociales et environnementales" di Brahim Hamlaoui, del 02 Octobre 2011
http://lce-algerie.com/...--equilibrer-les-priorites-economiques-sociales-et-environnementales.html
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Dalla mia Bacheca su FB dell'11/02/12

Fracking, Benzene e Tumori in Germania
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/fracking-benzene-e-tumori-in-germania.html


FRIDAY, FEBRUARY 10, 2012. - Shale gas projects have a low priority at RWE Dea. RWE Dea has been using fracking technology for many years without any negative impact on the environment. We engage in an open dialogue with the aim of bringing objectivity to what has been an emotionally charged debate. RWE DEA è la ditta che fa fracking ad Amburgo. Traduzione: lo sappiamo anche noi che stiamo causando un sacco di guai, ma vogliamo farvi il lavaggio del cervello che nonostante voi siate "emotivi", va tutto bene: con il "dialogo" e l' "obiettività" possiamo trivellare a piacimento. Nella foto in basso tutti i terremoti registrati nel corso degli ultimi anni attorno alla zona dove questa RWE-DEA e la Exxon Mobil fanno fracking attorno ad Amburgo già da vari anni. Questo video e queste informazioni mi sono state appena mandate da Francoise Lienhardt, dalla Francia. E' un video che fa male al cuore. Allerdorf è un piccolo paese in Germania, in una zona dal nome difficile: Niedersachsen. Si trova nella Germania del nord, non lontano da Amburgo e Brema. L'area è agricola, e un sacco di gente pensava di venire a vivere qui in tranquillità, lontana dal caos della città. E invece a Allerdorf ci sono poche case, si, ma tanti tumori. In un piccolo agglomerato di 9 abitazioni... ci sono ben 10 casi di cancro! E perchè succede questo? La risposta è semplice: l'area non è solo agricola, ma dagli anni '90 fanno fracking qui. Non si vedono, ma sottoterra c'è tutto un complesso zigzag di tubi, oleodotti e pozzi di immissione dei - tanti - rifiuti del fracking. I tubi sono in plastica progettata, secondo i petrolieri, per essere resistente a possibili perdite. La plastica si chiama PE-100. Sarà sicuramente tutto a prova di bomba, ma resta il fatto che il signor Heinrich Cluver, contadino, allarmato, fece delle analisi del proprio terreno a Dicembre 2011 e trovò che c'erano concentrazioni di circa 4000 microgrammi di benzene per chilogrammo dispersi nel suo terreno. 5 microgrammi per chilogrammo sono dannosi alla salute umana. Ad Allerdorf ci sono dunque livelli di benzene, cancerogeno, 800 volte superiori quanto considerato accettabile. E' ovvio che ci sono tutti quei morti e tutti quei tumori: la biologia ed i meccanismi del corpo umano ... [segue]

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Il GAC, Gruppo di Azione Costiero delle Isole Minori Siciliane. Quando l'unione non fa la forza...
di Guido Picchetti (da un mio post sulla Bacheca di FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Dicevamo ieri come fosse una buona cosa che i comuni delle isole siciliane minori si unissero per avere così più forza per raggiungere determinati obiettivi. Purtroppo quando si cerca l'unione solo per ottenere dei possibili finanziamenti anzichè badare anzitutto a quei principi fondativi che dovrebbero esser basilari per una qualsiasi unione con sane e chiare prospettive di uno sviluppo futuro comune, i contrasti ci mettono poco ad evidenziarsi, e non si sa più dove si andrà alla fine a parare. E' una riflessione che viene facile vedendo quanto sta accadendo in questo neonato Gac (Gruppo di Azione Costiera), tra quanto riferisce stamane "Trapani OK" da un lato e "Lipari Blitz" dall'altro, dove a me pare ognuno tiri l'acqua al suo mulino, dimenticando quelli che sono in veri interessi comuni, in primo luogo quelli di tutela e valorizzazione del propri ambienti naturali, senza i quali potranno esserci un domani i fondi, ma non più quei territori in cui degnamente e fruttuosamente impiegarli...

Leggi su "LIPARI BLIZ" : "Isole minori siciliane sempre più unite", a cura di Peppe Paino,
http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=16218
Riceviamo dal vicesindaco di Santa Marina Salina, Luigi Follone e pubblichiamo: Giovedì 9 Febbraio, si è svolto un importante incontro tra i sindaci delle Isole Minori Siciliane, indetto dal sindaco di S. Marina Salina in qualità di Coordinatore ANCIM per la Sicilia. Alla seduta erano presenti i Sindaci e i rappresentanti dei comuni di Favignana, Lipari, Malfa, Pantelleria, S.Marina Salina e Ustica. Assenti risultavano essere i comuni di Leni e Lampedusa. L’oggetto della riunione riguardava la decisione da parte dei sindaci presenti di voler aderire o meno al Costituendo GAC Isole. Il GAC rappresenta un’aggregazione (partenariato) che comprende rappresentanti della componente pubblica e privata della zona di interesse. La costituzione di tale aggregazione è necessaria se si vuole accedere alle risorse previste nella misura 4.1 dell’asse IV del Fondo Europeo della Pesca. In questa misura sono annunciati fondi importanti per risollevare e sviluppare uno dei settori economici che negli ultimi anni ... [segue]


Leggi su "TRAPANI OK": "Area marina protetta delle Egadi, ancora polemica tra sindaco e pescatori. Firmata intesa per il 'Gruppo di Azione Costiera Isole di Sicilia”, scritto da Ornella Fulco,
http://www.trapaniok.it/...id=0&idpag=2114
Non si placano le polemiche che stanno accompagnando i primi passi dell’iter per la ridefinizione dell’Area marina protetta delle Isole Egadi. Dopo un primo botta e risposta tra il sindaco di Favignana e presidente dell’Amp Lucio Antinoro e l’Organizzazione produttori della pesca di Trapani circa il coinvolgimento delle associazioni di categoria nell’allestimento della proposta inoltrata al ministero competente, l’organizzazione trapanese torna sulla questione con il suo presidente. “I tavoli tecnici con le categorie della pesca interessate non sono stati mai attivati dalla dirigenza dell’Amp - commenta Natale Amoroso - e gli unici incontri avuti con l’ente e in cui si è discusso di pesca sono avvenuti a nostra richiesta o sono stati convocati dalla Provincia regionale di Trapani”. Anche sull’incontro tenutosi presso la sede dell’organizzazione con Salvatore Braschi, uno dei componenti della Commissione di Riserva dell’Area marina protetta, le polemiche non sono mancate. Il Sindaco Antinoro non ha gradito ... [segue]

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Articolo simile su "Profumo di Mare" dell'11/02/12 e su "Pantelleria Intermet Com - News 8959" del 13/02/11

http://profumodimare.forumfree.it/?t=60205603
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8093

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A Patrizia Arigò, Filippo Foti, Mauro Brusà, e Gianluca Cecere piace questo elemento.
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    - Dal 1 al 10 Febbraio 2012

 

Dalla mia Bacheca su FB del 10/02/12

Il comune di Favignana e l'Area Marina Protetta capofila del Gruppo d'Azione Costiera delle Isole di Sicilia. Parte il confronto con le associazioni di categoria. Costituito un raggruppamento di Comuni per partecipare al Bando del Fondo Europeo della Pesca
da un comunicato de l'Ufficio Comunicazione dell'AMP Isole Egadi
http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=16198


Favignana, 09 Feb 12 - E' stato raggiunto oggi a Palermo l'accordo tra tutti i Comuni delle Isole Minori siciliane per la costituzione del "Gruppo di Azione Costiera (GAC) Isole di Sicilia", di cui il Comune di Favignana sarà capofila. Il raggruppamento di Comuni si candiderà per il Bando per la selezione dei Gruppi di Azione Costiera (GAC) e dei Piani di Sviluppo Locale (PSL) di cui al Fondo Europeo della Pesca (Ass IV - Misura 4.1). Tale fondo, previsto dall'Art. 43 del Reg. CE 1198/2006, finanzierà una serie di interventi per lo "Sviluppo sostenibile delle zone di pesca". L'accordo è stato sottoscritto, oltre che dal Comune di Favignana, dai Comuni di Lipari, Malfa, S. Marina Salina, Ustica, Pantelleria e Lampedusa e Linosa. "Tale Fondo – spiega il Sindaco di Favignana e Presidente dell'AMP "Isole Egadi" Lucio Antinoro - intende favorire lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca, aiutando le comunità a creare nuove fonti di reddito al fine di migliorare la qualità della vita della popolazione locale. Il GAC Isole di Sicilia costituirà per il nostro territorio e, in particolare, per il settore della pesca una grande opportunità in quanto porterà il beneficio di importanti finanziamenti." "I sindaci delle Isole di Sicilia – continua Antinoro - hanno così riaffermato il principio dell'importanza strategica dell'aggregazione tra i comuni delle Isole Minori, per costituire un sistema e proporsi con forza nei confronti della programmazione a tutti i livelli. E' molto significativo che il ruolo di Comune capofila, cioè di regista dell'operazione, sia stato affidato al Comune di Favignana. Un attestato per la credibilità dell'Amministrazione, per la sua efficace gestione dell'Area Marina Protetta più grande d'Europa e per la sua importante marineria, la più numerosa delle isole minori". "A questo punto – conclude Antinoro – il confronto deve allargarsi alle Associazioni di categoria della pesca, che sono i principali interlocutori di tutta l'operazione. Il 18 febbraio le incontreremo a Palermo, in un incontro già convocato."
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Che i comuni delle isole siciliane minori si uniscano per partecipare ad un bando della C.E. per ottenere dei fondi per lo "Sviluppo sostenibile delle zone di pesca" è certamente una buona cosa. Ma occorrerebbe che questa comunione di intenti, che indubbiamente da forza, gli stessi Comuni la usassero anche nella difesa e tutela di quel Mare che circonda e caratterizza tutte le isole minori siciliane, e che, aree protette o meno, è da più parti minacciato da forti interessi economici, capaci di vanificare ogni prospettiva di sviluppo futuro, in quei due settori che principalmente da sempre le caratterizzano, pesca e turismo...
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A Mauro Brusà, e Filippo Foti piace questo elemento.
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Quali parchi nel mezzogiorno ? Una stazione sciistica nella zona A di riserva integrale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diana ?
di Carmelo Nicoloso (da una nota su FB del 10/02/12)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150560705177851


Probabilmente la strenua lotta condotta nell’ultimo trentennio del secolo scorso dal Comitato Parchi per salvare almeno un decimo del Bel Paese e creare Parchi Nazionali nei luoghi più favolosi del Mezzogiorno e delle Isole - dal Pollino all’Etna, dal Gennargentu al Gargano, dall’Aspromonte al Cilento – ha lasciato un segno profondo, come ancora dimostrano i molti amici e sostenitori, i quali continuano a farci pervenire preoccupate segnalazioni, documentate denunce e ripetuti appelli al soccorso. Del Pollino ci siamo già occupati molte volte e ci occuperemo senza dubbio ancora molto presto, ma oggi l’allarme più urgente e grave sembra giungere dal Cilento, uno dei più grandi, spettacolari, variegati e complessi Parchi Nazionali del nostro Paese. Le voci sono molte, tutte concordi, e i fatti tanto gravi da sembrare incredibili: ma trovano purtroppo conferma in atti ufficiali e testimonianze scritte che lasciano pochi dubbi. Dunque, sembra anzitutto che in futuro il Parco Nazionale del Cilento sarà videosorvegliato tra monti e valli, per sorprendere e reprimere i reati più gravi: 120 telecamere su un’estensione di oltre 180 mila ettari, per svolgere quindi, a costi non indifferenti, un modernissimo servizio di sorveglianza automatico. Un Parco naturale o tecnologico? Chi abbia una sia pur minima conoscenza della montagna e dei consueti espedienti di bracconieri e tagliatori forestali, sa bene quale potrebbe essere la sorte futura di queste apparecchiature, mentre molti altri si interrogano perplessi sul rapporto costi-benefici di interventi del genere. A meno che non si intenda finalmente puntare queste telecamere sugli scempi perpetrati dagli amministratori locali, perfino nelle zone di protezione integrale. E qui si giunge al secondo punto. Ciò che lascia infatti più sbigottiti nel Cilento è che uno degli obiettivi fondamentali del Parco sarebbe oggi addirittura – udite, udite! - creare una stazione sciistica sul Monte Cervati, nella zona A di riserva integrale, vale a dire nel territorio più intatto. Per avviare rapidamente la trasformazione della splendida montagna in rumoroso trambusto da cine-panettone, infatti, un volenteroso sindaco locale ha già da tempo iniziato ad abbattere maestosi faggi ultrasecolari, ricavandone forse pochi spiccioli, ma certo parecchi danni… Appoggiato anche, si mormora, da qualche stralunata associazione pseudo-ambientalista. Tutto questo potrebbe sembrare un paradosso, o un brutto sogno, e farebbe davvero pensare che nel nostro meraviglioso Paese le leggi di tutela ambientale siano considerate “carta straccia”, e imperino ancora le volontà dei feudatari. A vantaggio di chi? E perché mai investire fiumi di danaro in imprese fallimentari, dato che come è noto le stazioni sciistiche appenniniche, incluse Pescasseroli, Scanno e Roccaraso, sono disastrosamente passive? Ma forse successive indagini più approfondite sveleranno l’arcano. Il vero obiettivo finale ... [segue]
(foto da "tuttogreen")
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Una stazione sciistica nella zona A del Parco Nazionale del Cilento, in quella che viene specificatamente detta "area di riserva integrale" !!! Un bellissimo progetto ... Cosa vuoi di più ??? Ma il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Mare e del Territorio che ci sta a fare ? E allora è proprio vero: "A.A.A. Ministero dell'ambiente cercasi.", come diceva nel precedente post Filippo Foti, fondatore di "Profumo di mare", a proposito della partecipazione italiana che avrebbe dovuto esserci alla Convenzione di Barcellona, ma di cui ancor oggi, a riunione conclusa, non si sa nulla... All'amico Filippo comunque darei un consiglio: quello di cambiare nome al suo sito e chiamarlo "Puzza di mare". So bene che non è un nome elegante, ma è senz'altro più in tema e anche in linea con i possibili futuri sviluppi... Qui qualcosa che puzza c'è già adesso, e non c'è neppure da aspettare quelle puzze che verranno prima o poi dal mare, con tutto quello che stanno combinando in Mediterraneo ...
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Post di Marco Antonio Molino

Un saluto dalla Foresta Amazzonica... Il Centro Parchi Internazionale è presente pure qui in Amazzonia tramite il nuovo Ambasciatore della Natura Tommaso Ferraro...
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Post di Giacinto Curcio

Purtroppo, c'è una sistemica devastazione dei manufatti edilizi e dei centri storici. La Soprintendenza e l'Ente Parco dormono e nessuno ne parla!
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Post di Sergio Mangiameli
Carmelo, quello che scrivi denuncia fatti che andrebbero portati su altri schermi. Se esistono illegalità come fai intendere, suoniamo i campanelli della stampa nazionale. Portiamoci Licia Colò, Montagne, diciamolo a Repubblica, RAI...
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Post di Carmelo Nicoloso
Sergio, i nostri comunicati vengono inviati ad una corposa distribution list, compresi gli organi di stampa che tu menzioni, purtroppo per alcuni di loro questi argomenti sono "orticanti" come le trivellazioni nel Mare Nostrum, se qualcuno che conosci è interessato ad approfondire questi temi, insieme a Franco siamo disponibili a raccordarci
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Post di Sergio Mangiameli
Ok, intanto chiamo alcuni giornalisti professionisti adesso. Carmela Grasso, Salvatore Spoto, Giuseppe Lazzaro Danzuso, Giuseppe Riggio
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Post di Giuseppe Lazzaro Danzuso
Vi consiglio di contattare immediatamente il Team Gabanelli. Attraverso Sergio Mangiameli posso farvi avere i numeri
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Post di Sergio Mangiameli

Molte grazie, Giuseppe Lazzaro Danzuso
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Post di Enzo Crimi
E' un triste periodo di decadentismo culturale a danno dei nostri beni naturalistici, quello che sta attraversando la nostra opulenta società del nulla e la circostanza per cui stiamo scrivendo ne é la prova tangibile - Non può esserci futuro per l’uomo senza il rispetto verso l’ambiente naturale e forse l’uomo, con la sua mente piccola, non ha ancora la piena consapevolezza della gravissima crisi ambientale che sta vivendo. Sono molteplici i gridi di allarme che ci pervengono periodicamente dalla comunità scientifica; la terra è in pericolo, l’uomo è in pericolo, e questa nostra prosperosa civiltà dei consumi, sta gettando le basi per una folle e sconsiderata autodistruzione di un pianeta malato, stanco, oltraggiato da uno sfruttamento sconsiderato in cui ogni cosa, animata e inanimata, ha valore unicamente se e in quanto merce, prodotto da vendere. Forse non è lontano il momento in cui l’umanità dovrà guardarsi allo specchio e fare i conti con un forviante concetto di progresso e di sviluppo a tutti i costi, forse arriverà il tempo di trovare radicali soluzioni ad un quadro globale devastante che, di giorno in giorno, si aggrava sempre di più. L’uomo sin dall’antichità, ha saputo convivere con l’ambiente naturale, prendendo da esso soltanto il necessario per la propria esistenza. Quando, per varie ragioni, questo prelievo è stato imponente ed indiscriminato, allora l’ambiente naturale ne ha sofferto in modo considerevole. L’ambiente naturale é da considerare un bene indivisibile e sacro per l’uomo che lo deve rispettare e tutelare a tutti i costi. L’uomo deve rafforzare una sana coscienza naturalistica, deve superare questo triste periodo di decadentismo culturale e riaccendere sia l’interesse verso il patrimonio boschivo, sia l’esigenza di una semplice ma essenziale riflessione che deve fare sull’ambiente che lo circonda, affinché acquisisca la piena consapevolezza che la tutela dell’ambiente naturale è una necessità per la propria stessa sopravvivenza.
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A Dionisia De Santis, Angelica Franco Malerba, Vincenzo Rizzi, e Guido Picchetti piace questo elemento.
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Ministero dell'Ambiente cercasi: 17^ Convenzione di Barcellona.
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60184326

A.A.A. Ministero dell'ambiente cercasi. Ecco come si presenta l'homepage del sito del Ministero dell'Ambiente nel momento in cui postiamo. Giovedì, 9 febbraio 2012. Sei in: HomePage. Clini: “Da marzo 600 milioni di euro per la riduzione delle emissioni”. Definiti gli ultimi dettagli del Fondo rotativo di Kyoto a cui potranno accedere soggetti pubblici e privati. 600 milioni di euro di finanziamenti a un tasso dell' 0,5% alle piccole e medie imprese ma anche enti pubblici e privati per abbassare le emissioni di Co2. È quanto prevede il Fondo rotativo di Kyoto illustrato oggi dal Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, intervenendo al convegno “Il patto dei sindaci dopo Durban”organizzato alla sede della provincia di Roma dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. [Continua...]. Venerdì, 27 gennaio 2012. Incontro Clini-armatori per rotte più sicure. Riunione al Ministero dell'Ambiente con i rappresentanti di Confitarma ed Ecc. «Le norme per fermare le rotte 'anti-inchino' e per la protezione delle aree più vulnerabili dei nostri mari saranno pronte a breve. Ma allo stesso tempo e' necessario recuperare il danno di immagine che l’Italia sta subendo''. Con queste parole il ministro dell' Ambiente Corrado Clini ha commentato l’incontro di ieri con le delegazioni di Confitarma (Confederazione italiana armatori), guidata dal presidente Paolo D’Amico ed Ecc (European cruise council), dal vice-presidente Pierfrancesco Vago. Durante la riunione si è esaminata la possibilità tecnica di gestire le rotte per prevenire danni ambientali nelle zone più vulnerabili, in particolare nelle aree marine protette. SETTORE ACQUA. E-book Aree Marine Protette in collaborazione con Edizioni l'Orbicolare. Visita le Aree Marine Protette attraverso gli E-Book realizzati dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con Edizioni l'Orbicolare. Fotografie in alta definizione, navigabili, attraverso le quali è possibile conoscere suggestivi dettagli delle coste italiane... [segue]
Commento finale dell'autore del servizio
Ci chiediamo: una conferenza così importante che si sta svolgendo a Parigi e che riguarda il Mediterraneo, possibile mai che non trovi un piccolo spazio per essere citata nel sito istituzionale Ministeriale? Ci chiediamo ancora: possibile mai che nessun media da ieri ad oggi non trovi spazio per un articolo, un trafiletto... per dare qualche notizia? Ci chiediamo ancora: notate con che puntualità vengono citati gli aggiornamenti?
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A Lorena Lorenzone, e Emanuela Torcinaro piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 9/02/12

17^ riunione delle Parti contraenti della Convenzione di Barcellona
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60182090

 

 

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Commento dl sottoscritto su FB a margine del post

Tutti ne parlano... Buona questa, Filippo... Tanto Pantalone paga.
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A Emanuela Torcinaro piace questo elemento.

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Lo show di Lidia Bellavia
di Guido Picchetti (dalla Bacheca su FB del sottoscritto)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Oggi Pierino (alias Filippo Harley Foti, fondatore di "Profumo di Mare") sarà alla radio della emittente siciliana "Spreaker" Se vuoi ascoltare si discuterà della 17^ Convenzione di Barcellona. Appuntamento alle 17,00. Il link: http://www.spreaker.com/page#!/show/lo_show_di_lidia_bellavia
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Molto bene Filippo, e in bocca al lupo per la trasmissione... A quanto mi risulta, almeno fin'ora, sei l'unico che si occupa almeno sulla stampa in rete dell'Assemblea in corso a Parigi dei Paesi Firmatari della Convenzione di Barcellona. E il bello, anzi il brutto è che neppure su nessuno dei siti web delle molte organizzazioni governative o meno che partecipano o avrebbero dovuto partecipare alla riunione (UNEP-MAP, MedPAN, WWF, MiniAmbiente, etc. etc.) c'è una riga al riguardo ... Sarà perchè son diventati tutti scaramantici e trattandosi della 17ma Assemblea facciano finta che non ci sia, per evitare la iella ? Ma intanto i poveri cittadini mediterranei, governati da simili governanti, più iellati di così pensi proprio che possano esserlo ?
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Post di Filippo Foti

Pierino... te lo potevi risparmiare... Lui è il mio Halter Hego !!!
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Post di Guido Picchetti
Alias o Alter Ego, che differenza fa ? :-) :-)
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Post di Filippo Foti
‎...nessuna solo che Pierino è a volta "umorale" :-)
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A Maria Ghelia, e Filippo Foti piace questo elemento.
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Iniziata a Parigi la 17^ riunione delle Parti contraenti della Convenzione di Barcellona. Ventuno paesi stanno rappresentando il Mediterraneo.
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60166729#lastpost


La riunione della Convenzione di Barcellona per la protezione del Mar Mediterraneo, è focalizzata sulla protezione della biodiversità e degli ecosistemi marini, l'inquinamento, la gestione integrata delle zone costiere e lo sviluppo sostenibile. A questo proposito, il Segretario di Stato (spagnolo, ndr.) per l'ambiente, Federico Ramos, intervenendo al Meeting della 17a riunione della Convenzione di Barcellona, ha sottolineato che uno dei più importanti argomenti, nel quadro della politica complessiva della protezione dell'ambiente marino nel Mediterraneo, è l'istituzione di misure per la conservazione della biodiversità. Parigi, dunque, sta ospitando oggi venti rappresentanti dei paesi mediterranei più l'Unione europea che rimarranno insieme nella capitale francese fino a Venerdì per discutere sulla gestione delle coste del "Mare Nostrum". Uno dei punti salienti della riunione sarà il passaggio di dieci specie di elasmobranchi ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
No comment...
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A Mauro Brusà e Filippo Foti piace questo elemento.

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Post di Guido Picchetti

Mi piacerebbe sapere cos'è che ti piace, caro Filippo...
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Post di Maria Ghelia

‎... nulla che possa piacere, tutto che preoccupa. Penso che il "mi piace" di Filippo avesse un altro significato!
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Post di Guido Picchetti

Lo so, Maria, ma tra noi c'è un po' di sfottò.... E Filippo sa il perchè...
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Le porte dell'inferno, Turkmenistan: 41 anni di gas
di Maria Rita d'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/le-porte-dellinferno-turkmenistan-41.html


WEDNESDAY, FEBRUARY 8, 2012. - Nel 1971 i sovietici stavano trivellando un pozzo di gas nel remoto Turkmenistan. Casualmente la trivella perforò una caverna sotterranea piena di gas naturale. Altrettanto "casulamente" il terreno sotto la piattaforma sprofondo' ingoiando la piattaforma stessa e lasciando al suo posto un enorme voragine con diametro di 70 metri e profondo 20 metri. La città più vicina è Derweze, ha 350 persone.Immediatamente iniziarono ad essere segnalati rilasci di fumi tossici, fra cui metano e probabilmente idrogeno solforato. Preoccupati per questa dispersione di materiale nocivo, si decise di ardere il pozzo, sperando che le riserve si esaurissero presto. I geologi russi stimarono che ci sarebbero voluti pochi giorni. Invece... scherzi della natura, eh? Passano 41 anni, il fuoco arde ancora e non si sa quando si fermerà. Il buco che brucia è visibile a vari chilometri di distanza. Il presidente del Turkmenistan nel 2010 ha detto che vuole chiuderlo e che è preoccupato che questo bello spettacolo potrebbe mettere a rischio potenziali altri pozzi di gas nella zona. Ma nessuno sa come farlo! La zona e' stata soprannominata "The Door to Hell", la porta all'inferno. (Fonti: Wikipedia)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Grazie, Maria Rita, spettacolare ed efficace... Chi vuol capire, capisca... E fa il paio con l'altro post dei tumori di Falconara Marittima ... E qui delle "Porte dell'inferno" c'è il video, anch'esso altamente spettacolare, e, invero, incredibile...
http://www.youtube.com/watch?v=_qVpOY4FT18&feature=player_embedded

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Falconara e le indagini epidemiologiche: 12 anni di attesa
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/falconara-e-le-indagini-epidemiologiche.html


TUESDAY, FEBRUARY 7, 2012. - L’indagine epidemiologica effettuata sulla città di Falconara Marittima, seppure non indicativa di particolari situazioni di rischio, ha evidenziato la necessità di un supplemento di indagine in relazione all’incremento percentuale riferito alle patologie leucemiche sul sesso femminile... Ci sono più leucemie femminili, ma è tutto normale? Della storia dei "tumori segreti" di Falconara e della sua raffineria API ne parlammo già qualche anno fa, quando cercavamo di sconfiggere l'incubo del Centro Oli in Abruzzo. Il tutto risale al 2000 quando la regione Marche commissionò questo studio epidemiologico nella zona della raffineria di Falconara. Sono passati ben 12 anni. Dodici anni di silenzi, di ritardi, di mezze verità, di facciamo finta che è tutto a posto, di esasperazione da parte della gente. Finalmente lo studio è terminato. Dodici anni. In realtà c'era già stato un rapporto preliminare nel 2004, pubblicato su un sito semi-segreto, dove zitti zitti si affermava che:
1. Le acque di scarico dei depuratori e delle acque dei fossi che attraversano intubati la raffineria costituiscono "una problematica che andrà approfondita" così come la "continua immissione di MetilTerbutilEtere nell'acqua". La sigla di questa sostanza è MTBE, ed è un additivo della benzina. La sua capacità di infiltrarsi nelle falde acquifere è risaputa ed in California è stata bandita nel 2004.
2. Il suolo ed il sottosuolo di Falconara risultano contaminati da: Arsenico, Piombo, Mercurio, Rame, Benzene, Toluene, Etilbenzene, Xileni, Trimetilbenzeni, Idrocarburi, MTBE, ETBE, IPA e metalli. In molti siti i livelli di queste sostanze superano i livelli legali, fra cui alcuni nei pressi di campi da calcetto dei ragazzi.
3. "Sono stati riscontrati nella provincia di Ancona, in riferimento all’intero territorio regionale, eccessi di tumore alla trachea, bronchi e polmone, pleura e linfomi non Hodgkin nella popolazione maschile e di tumore alla mammella in quella femminile. Riguardo alla situazione specifica del comune di Falconara lo studio rileva eccessi ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Leggetelo... E' un documento da brividi, e non certo per chi ha una età come la mia, ma per chi è giovane e ha la vita davanti a sè, o per chi, se non più tanto giovane, ha figli e si preoccupa giustamente per il loro futuro...
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Post di Filippo Foti

Tu sei giovane Guido ed hai davanti a te tanta vita in quanto sei indispensabile per tutti noi!
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Post di Guido Picchetti
Guarda che non sono un gatto, cui lisci il pelo ...
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Post di Filippo Foti
Non sono il tipo che fa piaggerie.. e poi io amo i gatti :-)
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Post di Maria Ghelia
Di male in peggio, sempre!
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Post di Gianluca Cecere
Gatto contro cane (a sei zampe) ?
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A Gianluca Cecere e Filippo Foti piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB dell' 8/02/12

17a riunione delle Parti contraenti della Convenzione di Barcellona - 8-10 febbraio (Parigi)
http://www.unepmap.org/index.php?module=news&action=detail&id=117

La 17a riunione delle Parti contraenti della Convenzione per la protezione dell'ambiente marino e del litorale del Mediterraneo (convenzione di Barcellona) ed i suoi protocolli si terrà a Parigi, Francia 8-10 febbraio. Leader politici di 21 paesi del Mediterraneo e l'Unione europea si incontreranno per discutere la salute del Mar Mediterraneo e dei progressi compiuti nei loro sforzi per proteggere l'ambiente marino e costiero del Mediterraneo.
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Stessa notizia su "Profumo di Mare"

http://profumodimare.forumfree.it/?t=60156423
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Post di Filippo Foti

Da pubblicare nel Forum, vedrò di farcela !
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Post di Guido Picchetti

L'ho già messa nell'editoriale, ma puoi spostarla dove vuoi...
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Post di Filippo Foti

Sta benissimo in quanto è notizia generica, grazie Guido. Ora la notizia la rilancerò in un'altra sezione con aggiornamenti :-)
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Post Guido Picchetti

OK, se riuscirai a trovarli... Io ho cercato stamani qualcosa in rete, ma non ho trovato nient'altro al di fuori di quanto già sapevo e che ho già pubblicato... In bocca al lupo... Resta sempre l'interrogativo... Chi rappresenta l'Italia ?
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Post di Filippo Foti

Manderemo una velina sicula, che dici?
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Post di Guido Picchetti

Ma la Sicilia non fa parte dell'Africa meridionale ? Pare vogliano chiudere anche l'aeroporto per risparmiare...
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Post di Filippo Foti

Azz... questa sì che è buona... http://i43.tinypic.com/w1clki.jpg naturalmente su www.profumodimare.forumfree.it . Ma lei non può andare alla convenzione a Parigi, ora è alle Maldive!!!
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Post di Maria Ghelia

Grazie Guido, e siamo sempre alle solite... L'Italia sempre assente dalle riunione delle parti aderenti alla Convenzione di Barcellona!!!
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La Petrobras, dal mare di Rio de Janeiro ai territori delll'Amazzonia...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60155070

Leggere lo stesso giorno nella rassegna stampa specializzata di Pennenergy due annunci della Petrobras, la compagnia petrolifera di bandiera del Brasile, non è cosa comune, ma quando si tratta di notizie positive, dal punto di vista degli interessi della società naturalmente, può capitare. Veniamo così a sapere in primo luogo che del petrolio riversatosi in mare al largo di Rio di Janeiro una decina di giorni fa, conseguente alla rottura di una tubazione su una piattaforma petrolifera ancorata nel bacino di Santos su un fondale di 2140 metri a 600 Km dalla costa, pare non ci sia più traccia. Le operazioni previste dal piano di emergenza, prontamente avviate dopo la immediata chiusura del pozzo, sono pertanto terminate e in zona sono rimasti unicamente dei mezzi navali che continuano a monitorare la situazione, sotto il controllo della Marina brasiliana, e delle altre organizzazioni preposte (ANP e Ibama). Frattanto una commissione composta dai migliori specialisti della Petrobras sta indagando a tempo pieno sulle cause dell'incidente, avvalendosi anche del sostegno dal suo centro di ricerca, di alcune università, e di aziende specializzate in progettazione, test e analisi di attrezzature sottomarine. E anche il lavoro di questa commissione tecnica ... [segue]
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Dalla mia Bacheca su FB del 7/02/12

Gasdotto dell'ENI SpA alle fiamme in Nigeria. L'attacco rivendicato da militanti del Delta del Niger
di Brien Southward (traduzione di gp)
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60141296 


Una dichiarazione, presumibilmente del Mend (Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger), uno dei più grandi gruppi militanti della Nigeria, afferma di aver "attaccato e distrutto" un oleodotto di proprietà di una consociata nigeriana di Eni SpA . Eni ha dichiarato che un incidente interrotto la sua produzione in Nigeria da circa 4000 barili al giorno, ma deve ancora confermare ufficialmente l'attacco. In una dichiarazione rilasciata ai media, il Mend ha detto che "questo attacco relativamente insignificante è un ricordo della nostra presenza nelle insenature del Delta del Niger e un segno di cose a venire". Testimoni hanno riferito di aver sentito un'esplosione in uno degli oleodotti del gigante petrolifero italiano, nella notte di Sabato. Il gasdotto di proprietà della società Nigerian, consociata dell'Eni SpA, si trova vicino al fiume Brass nella regione di Bayelsa, dove risiede il Presidente della Nigeria Goodluck Jonathan. In una dichiarazione rilasciata ai giornalisti, il Mend hanno rivendicato il sabotaggio dell'oleodotto. L'attacco arriva dopo più di un anno di calma seguita agli ultimi attacchi rivendicati dal gruppo nell'autunno del 2010, quando ci furono l'esplosione di un'autobomba nel mese di ottobre di quell'anno che uccise ucciso 12 persone e il rapimento di sette lavoratori petroliferi stranieri il mese successivo. Mend era stata una organizzazione popolare e dei media-friendly tra i gruppi militanti armati, ma la sua influenza è diminuita. Nel 2009 molti dei leader del Mend rinunciarono alla violenza dopo che il gruppo firmò una tregua con la Nigerian. Il Delta del Niger è stato testimone di numerosi attacchi da parte di gruppi militanti sugli interessi petroliferi stranieri nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2006, il Mend e altri gruppi militanti hanno cominciato ad organizzare attacchi contro gli oleodotti e le strutture delle maggiori compagnie petrolifere nella regione. Anche se le risorse petrolifere della Nigeria hanno portato miliardi di dollari nella nazione negli ultimi 50 anni, il Mend e altri gruppi sostengono che le compagnie petrolifere straniere stanno causando notevole sofferenza alla gente del luogo. Si pensa che l'attacco al gasdotto dell'Eni potrebbe essere una rappresaglia per l'arresto e il processo imminente in Sud Africa del suo leader presunto, Henry Okah. Nella loro dichiarazione, i ribelli hanno anche minacciato di attaccare gli interessi del Sud Africa, scrivendo che le imprese sudafricane "pagheranno un prezzo pesante, per l'interferenza del Presidente Jacob Zuma nella legittima lotta per la giustizia nel Delta della Nigeria, alle loro stesse popolazioni."
http://www.pennenergy.com/.../pennenergy/petroleum/pipelines/2012/february/eni-spa_pipeline_in.html
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E questo è un altro incendio in Nigeria, a un gasdotto nell'entroterra questa volta e dovuto a tutt'altre cause, ma che sempre danni fa a tutto l'ambiente circostante e alle popolazioni che lo abitano...
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Dalla mia Bacheca su FB del 6/02/12

Pozzo petrolifero in fiamme in Nigeria. Pantelleria e la Nigeria, due realtà tanto distanti...  Ma è proprio così ?
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8050


News 8916, Pantelleria 06/02/2012 - Oggi sul Blog di Maria Rita D'Orsogna è pubblicata la seguente notizia: "Nigeria: pozzo Chevron in fiamme, tutto tace". Questo il testo di Maria Rita che accompagna la notizia:
"Ci vuole Al Jazeera per farle vedere certe cose. Ecco cosa accade in Nigeria. Fiamme sul mare per due settimane che nessuno sa come fermare, con gli omaggi della Chevron. Sono morte due persone, le fiamme arrivano a 12 metri di altezza, e la vampata è a circa 10 chilometri da riva. Il campo si chiamava Funiwa e il pozzo era il KS Endeavor, un pozzo considerato in acque profonde e quindi più pericoloso. Radio Nigeria dice che ci vorrà almeno un mese per estinguere le fiamme. Il pozzo è scoppiato il 16 Gennaio: il 23 Gennaio la piattaforma è sprofondata in mare e non ce n'è più traccia. In questo momento si vedono solo le fiamme, che bruciano le enormi riserve di idrocarburi sprigionate dall'incidente. La gente della zona è, manco a dirlo, dedita alla pesca e tutto l'inquinamento prodotto da questo incendio - all'aria, al mare - non fa altro che continuare a distruggere la vita delle persone, e dei pesci che si possono raccogliere morti in acqua, come dal video in alto. Qualcuno li risarcirà? La Chevron è accusata di essere molto lenta nei suoi tentativi di fermare l'incendio. Infatti dalle foto e dai video non c'è traccia di Chevron, di navi pulizia, di controlli, di precauzioni. Dicono però di avere ingaggiato dei "beach walkers", gente ingaggiata per camminare lungo le spiagge per vedere se il petrolio arriva a riva o no. Alta tecnologia, eh? Parlano di costruire un pozzo parallelo per far diminuire la pressione sul pozzo in fiamme. La ditta contattata è la… TransOcean, la stessa dello scoppio nel Golfo del Messico! Ne parla qualcuno? Non mi pare, si vede che in Nigeria sono figli di un dio minore, anche se il petrolio fa gola a tutti. (Fonti: blogplatformlondon)
".
Perchè la notizia può interessare Pantelleria, i suoi abitanti e anche quanti vivono sulle coste di questo benedetto Stretto di Sicilia? La risposta non è difficile. Penso che sapere dei rischi che si corrono con certe attività produttive tipiche del giorno d'oggi aiuti a capire meglio su quali scelte orientarsi per il nostro futuro. E, detto ciò, ritengo non ci sia bisogno di aggiungere altro a quanto scritto a proposito dell'incidente in Nigeria da Maria Rita, se non ribadire quanto lei afferma in apertura a proposito del silenzio sulla stampa di regime in tema di "Tutela dell'Ambiente e del Territorio e del Mare" (il virgolettato è voluto per ricordare a noi stessi che abbiamo addirittura un Ministero appositamente dedicato); un silenzio che poi regna sovrano specie quando c'è qualche brutta notizia in Italia o all'estero legata al tema delle trivellazioni off-shore... E allora ci vuole proprio Al Jazeera per sapere e vedere certe cose !!!
Il servizio di Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog: http://dorsogna.blogspot.com/...-pozzo-chevron-in-fiamme-tutto.html 
Il video di Al Jazeera citato nel servizio: http://www.aljazeera.com/news/africa/2012/02/2012255443385922.html 
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Dal 31 Ottobre al 4 novembre 2012 il 39° Festival Mondiale dell'immagine subacquea. Si svolgerà al Palais du Pharo a Marsiglia. I ragazzi di Pantelleria
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60112350#lastpost


Il 39 ° Festival Mondiale dell'immagine subacquea si svolgerà al Palais du Pharo a Marsiglia, dal 31 ottobre al 04 novembre 2012. Il Festival in poche parole. Per 38 anni, il Festival mondiale dell'immagine subacquea ha riunito produzioni artistiche, fotografiche e cinematografiche legate al mondo subacqueo. Per cinque giorni alla fine di ottobre di ogni anno il Festival offre al pubblico una finestra sui mari e gli oceani del mondo. Più di 100 espositori, quasi 450 foto in concorso in mostra ed oltre 140 film proiettati sul grande schermo. Il Festival Mondiale dell'immagine subacquea è senza dubbio il luogo di incontro importante per tutti gli appassionati di immagini subacquee e l'ambiente marino... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un bel post su "Profumo di Mare" che annuncia con un po' d'anticipo la prossima edizione del "Festival Mondial de l'Iimage Sous-marine" in programma dal 31 Ottobre al 4 novembre 2012al Palais du Pharo di Marsiglia , Un anticipo certamente utile, che potrà servire da stimolo per quanti vorranno impegnarsi per partecipare con le loro opere a uno dei tanti concorsi legati al Mare che il Festival prevede: dalle foto ai filmati, dai libri alla musica, dagli audiovisivi ai siti web, etc. etc.. Per non parlare del concorso dei disegni riservato a giovani e giovanissimi studenti di tutto il mondo che ogni anno concorrono a migliaia, e, dopo aver superato le selezioni nazionali, partecipano con i loro elaborati alle finali internazionali del concorso di disegno suddivisi in categorie per età, ma tra le cui opere verrà poi scelto dalla giuria un solo disegno che, stampato in migliaia e migliaia di copie distribuite in tutto il mondo, diventerà il poster ufficiale della successiva edizione del Festival. E "Profumo di Mare" nel suo servizio ci ricorda che proprio dei ragazzi di Pantelleria è l'elaborato (vedi foto) che pubblicizza questa 39° edizione del Festival, complimentandosi con loro. Ragazzi che, graditi ospiti a Marsiglia dell'organizzazione com'è tradizione, verranno premiati durante la serata conclusiva del Festival.

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Post di Filippo Foti

Guido, il largo anticipo è stato doveroso in quanto, come tu stesso sottolinei, per preparare dei progetti e poi elaborarli ce ne passa di tempo. Manterremo nell'home page ancora per oggi le bellissime immagini slide che comunque si potranno sempre vedere quì: http://profumodimare.forumfree.it/?t=60112350#lastpost
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Post di Guido Picchetti

Concordo e ti ringrazio per la segnalazione sul lavoro dei ragazzi di Pantelleria, che farà molto piacere anche a Maria Ghelia, responsabile delle selezioni nazionali del concorso per l'Italia...
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Post di Maria Ghelia
Grazie Guido e sopratutto grazie a Filippo! Il concorso si chiuderà per quanto riguarda la selezione italiana al 25 Febbraio.
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Due post in merito alla prossima Assemblea di Parigi delle "Parti" della Convenzione di Barcellona
di Guido Picchetti (dalla Bacheca su FB del 5/02/12)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Il primo post fa seguito ai commenti espressi da vari amici in merito all'incontro organizzato dalla "MedPAN" sulle AMP mediterranee il 9/2 a Parigi, a lato della 17° Assemblea della Convenzione di Barcellona. Ed è in particolare una risposta alla domanda di Umberto Marsala. Gli esponenti del Focal Point italiano del MAP (Mediterranean Plan Action), secondo quanto riportato sulla pagina web del sito dell'UNEP-MAP (raggiungibile all'url http://www.unepmap.org/index.php?module=content2&catid=001017005), sono Mr. Renato Grimaldi, Direttore Generale presso il Ministero Italiano dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e Mr. Oliviero Montanaro, capo del 6° dipartimento per la Protezione del Mare e delle Coste presso lo stesso Ministero. Dovrebbero essere loro a partecipare in rappresentanza del nostro Paese alla 17° Assemblea delle Parti firmatarie della Convenzione di Barcellona in programma a Parigi all'8 al 10 Febbraio p.v.. A meno che non vengano sostituiti da altri personaggi del governo "tecnico" in carica...
Il secondo post è invece una considerazione personale del sottoscritto, dopo aver fatto una rapida visita  al sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Mare e del Territorio proprio per avere elementi necessari a formulare la risposta di cui sopra. Nelle News del sito ministeriale (vedi http://www.minambiente.it/home_it/home_acqua.html?lang=it&Area=Acqua) non c'è alcuna traccia delle due riunioni che si svolgeranno a Parigi nei prossimi giorni. Nè della 17° Assemblea dei Paesi firmatari della Convenzione di Barcellona (e l'Italia è uno dei 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo, che insieme all'Unione Europea hanno sottoscritto quella Convenzione risalente al 1975), nè del meeting promosso dal MedPAN sul tema delle gestione delle Aree Marine Protette mediterranee, di cui pure l'Italia si vanta di annoverarne non poche... Ma forse non è tanto strano, questi sono temi sui quali tutti i governi succedutisi negli ultimi non è che abbiano manifestato grande interesse e chissà se anche in queste due occasioni di Parigi il nostro Paese non brillerà per la sua assenza, essendo, tra spread e mercati globali, in tutt'altre faccende affaccendato... Staremo a vedere...
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Nigeria: pozzo Chevron in fiamme, tutto tace
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/nigeria-pozzo-chevron-in-fiamme-tutto.html


Ci vuole Al Jazeera per farle vedere certe cose. Ecco cosa accade in Nigeria. Fiamme sul mare per due settimane che nessuno sa come fermare, con gli omaggi della Chevron. Sono morte due persone, le fiamme arrivano a 12 metri di altezza, e la vampata è a circa 10 chilometri da riva.Il campo si chiamava Funiwa e il pozzo era il KS Endeavor, un pozzo considerato in acque profonde e quindi più' pericoloso. Radio Nigeria dice che ci vorrà almeno un mese per estinguere le fiamme. Il pozzo è scoppiato il 16 Gennaio: il 23 Gennaio la piattaforma è sprofondata in mare e non ce n'è più traccia. In questo momento si vedono solo le fiamme, che bruciano le enormi riserve di idrocarburi sprigionate dall'incidente. La gente della zona è, manco a dirlo, dedita alla pesca e tutto l'inquinamento prodotto da questo incendio - all'aria, al mare - non fa altro che continuare a distruggere la vita delle persone, e dei pesci che si possono raccogliere morti in acqua, come dal video in alto. Qualcuno li risarcirà? La Chevron è accusata di essere molto lenta nei suoi tentativi di fermare l'incendio. Infatti dalle foto e dai video non c'è traccia di Chevron, di navi pulizia, di controlli, di precauzioni. Dicono però di avere ingaggiato dei "beach walkers", gente ingaggiata per camminare lungo le spiagge per vedere se il petrolio arriva a riva o no. Alta tecnologia, eh? Parlano di costruire un pozzo parallelo per far diminuire la pressione sul pozzo in fiamme. La ditta contattata è la... TransOcean, la stessa dello scoppio nel Golfo del Messico! Ne parla qualcuno? Non mi pare, si vede che in Nigeria sono figli di un dio minore, anche se il petrolio fa gola a tutti. (Fonti: blogplatformlondon)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Penso non ci sia bisogno di commento alcuno a quanto Maria Rita oggi ci segnala sul suo blog, se non ribadire quanto lei afferma in apertura a proposito del silenzio sulla stampa di regime in tema di "Tutela dell'Ambiente e del Territorio e del Mare" (il virgolettato è voluto, per ricordarci che abbiamo addirittura un Ministero appositamente dedicato), un silenzio che poi regna sovrano specie quando c'è qualche brutta notizia in Italia o all'estero legata al tema delle trivellazioni off-shore... Ci vuole proprio Al Jazeera per sapere e vedere certe cose !!!
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Paura in Nigeria per una piattaforma petrolifera off-shore della Chevron andata a fuoco
video postato da Al Iazeera il 5 Febbraio 2012
http://www.aljazeera.com/news/africa/2012/02/2012255443385922.html

E questo è il video di Al Jazeera (segnalato da Maria Rita D'Orsogna) che mostra l'incendio in corso da due settimane davanti alla costa della Nigeria, là dove c'era una piattaforma petrolifera della Chevron, che a seguito di un incidente ha preso fuoco ed è poi affondata... Gli abitanti del posto dicono che i fumi stanno causando enormi danni ambientali e problemi di salute. Ma la società Chevron, proprietaria dell'impianto di perforazione, nega che il fuoco sia causa di alcun danno. (gp)

Fear over Nigeria oil rig fire
Locals in Niger Delta complain of health problems, but Chevron says two-week-old blaze is causing no harm. A fire at an American-owned gas rig in the Niger Delta is still burning two weeks after an accident started the blaze. Locals say the fumes are causing massive environmental damage and health problems. But the oil firm Chevron, which owns the rig, denies the fire is causing any harm. (Al Jazeera's Yvonne Ndege reports)

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A proposito della prossima Assemblea di Parigi delle "Parti" della Convenzione di Barcellona
di Guido Picchetti (da due post su FB del 5/02/12)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Il primo post fa seguito ai commenti espressi da vari amici in merito all'incontro organizzato dalla "MedPAN" sulle AMP mediterranee il 9/2 a Parigi, a lato della 17° Assemblea della Convenzione di Barcellona. Ed è in particolare una risposta alla domanda di Umberto Marsala. Gli esponenti del Focal Point italiano del MAP (Mediterranean Plan Action), secondo quanto riportato sulla pagina web del sito dell'UNEP-MAP (raggiungibile all'url
http://www.unepmap.org/...module=content2&catid=001017005), sono Mr. Renato Grimaldi, Direttore Generale presso il Ministero Italiano dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e Mr. Oliviero Montanaro, capo del 6° dipartimento per la Protezione del Mare e delle Coste presso lo stesso Ministero. Dovrebbero essere loro a partecipare in rappresentanza del nostro Paese alla 17° Assemblea delle Parti firmatarie della Convenzione di Barcellona in programma a Parigi all'8 al 10 Febbraio p.v.. A meno che non vengano sostituiti da altri personaggi del governo "tecnico" in carica...
Il secondo post è invece una considerazione personale del sottoscritto, dopo una rapida visita al sito istituzionale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Mare e del Territorio, in cerca di elementi necessari a formulare la risposta di cui sopra. Nelle News del sito ministeriale (vedi http://www.minambiente.it/home_it/home_acqua.html?lang=it&Area=Acqua ) non c'è alcuna traccia delle due riunioni che si svolgeranno a Parigi nei prossimi giorni. Nè della 17° Assemblea dei Paesi firmatari della Convenzione di Barcellona (e l'Italia è uno dei 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo, che insieme all'Unione Europea hanno sottoscritto quella Convenzione risalente al 1975), nè del meeting promosso dal MedPAN sul tema delle gestione delle Aree Marine Protette mediterranee, di cui pure l'Italia si vanta di annoverarne non poche... Ma forse non è tanto strano, questi sono temi sui quali tutti i governi succedutisi negli ultimi non è che abbiano manifestato grande interesse e chissà se anche in queste due occasioni di Parigi il nostro Paese non brillerà per la sua assenza, essendo, tra spread e mercati globali, in tutt'altre faccende affaccendato ... Staremo a vedere...
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Dalla mia Bacheca su FB del 5/02/12

Le operazioni della Northern Petroleum davanti alla costa di Agrigento. Al Ministero dell'Ambiente le opposizioni
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8045


News 8911, Pantelleria, 05/02/2012 - Scade il 5 Febbraio, il termine valido per inviare al Ministero dell'Ambiente pareri contrari alla richiesta di VIA della NP a dare inizio alle operazioni petrolifere in due sue concessioni off-shore davanti al litorale della costa agrigentina a sud di Sciacca, di cui la stessa società è titolare. Ce lo ricorda Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog, dandoci insieme tutti gli elementi utili per poter compilare questo importante documento e farlo poi pervenire in tempo utile a chi di dovere. Ricordiamoci che chiunque, (un privato cittadino, un'associazione privata, o anche un ente pubblico), può esercitare questo diritto di opposizione, e il Ministero competente è obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Ricordo solo che le concessioni in attesa di via sono due, la "d29 G.R.-NP" e la "d30 G.R.-NP", indicate come riferimento nell’indirizzo del documento da inviare. Per compilare questo "documento", a chiunque sappia usare un PC e una stampante, non occorrono più di 15 o 20 minuti. Basta scaricare da uno dei due link (che segnalo qui a seguire) uno dei due "pareri contrari" che, in formato word, già Maria Rita ha predisposto sul suo Blog in due versioni di differente lunghezza (una breve e un'altra brevissima). Prima di stampare la versione che si preferisce occorre però aggiungere a fine testo nome, cognome, indirizzo e professione. Il documento stampato, va poi firmato e inviato per posta raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo: Ministero dell'Ambiente, Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Divisione III, Attenzione Concessione d30 GR-NP e d29 GR-NP Northern Petroleum, Via Cristoforo Colombo, 44 - 0147 - Roma. Ed è un invio, questo, che ogni pantesco dovrebbe fare, se non altro come atto concreto di solidarietà e di gratitudine verso tutti coloro (e sono stati tanti...), che, siciliani e non, hanno inviato nei mesi scorsi al Ministero pareri negativi alla richiesta dell'Audax di trivellare a nord di Pantelleria, contribuendo in modo decisivo alla decisione finale del Ministero di respingere quella richiesta. Questi i due link dove trovare i due testi base dei "pareri" da scaricare:
http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/NorthernPetroleum_D30_GR_NP/OSSERVAZIONI_d30d29.doc
 
http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/NorthernPetroleum_D30_GR_NP/OSSERVAZIONI_d30d29_brevissime.doc
 
E questo il link al post di Maria Rita D'Orsogna che riporta tutte le indicazioni necessarie per la compilazione e l'invio del documento:
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/affondiamo-la-northern-petroleum.html
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Incontro della "MedPAN" sulle AMP mediterranee il 9/2 a Parigi a lato della 17° Assemblea della Convenzione di Barcellona
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=364802106864944


5/02/12 - Dall'8 al 10 Febbraio a Parigi si svolgerà la 17° Assemblea Ordinaria delle "Parti" firmatarie della Convenzione di Barcellona. Tra gli eventi collaterali dell'Assemlea giovedi 9 è in programma un'incontro sulle AMP mediterranee promosso dalla "MedPAN". E quanto segue in questa nota è frutto di un comunicato al riguardo che possiamo trovare sul sito ufficiale della MedPAN (tradotto alla lettera, la "Rete di gestione di Aree Marine Protette del Mediterraneo") all'url http://www.medpan.org/?arbo=agenda&sel=ID&val=620 . La MedPAN è un'organizzazione internazionale che riunisce tutti i responsabili delle Aree Marine Protette mediterranee con l'obiettivo di migliorarne l'efficacia e la funzionalità. Una "rete" attualmente costituita da 38 membri, principalmente gestori di AMP del bacino mediterraneo, e da altri sedici membri che contribuiscono alla vita e al potenziamento della rete, e nello stesso tempo operano per favorire la creazione di altri siti marini protetti. L'evento che MedPAN promuove a Parigi a lato dell'Assemblea della Convenzione di Barcellona, è organizzato in collaborazione con il RAC/SPA, il centro d'attività regionale della Tunisia dell'UNEP-MAP per le Aree Marine Protette, e si terrà giovedi 9 febbraio alle 13. Il convegno ha come titolo "Un impegno politico per le Aree Marine Protette: il modo migliore per ottenere risultati? ". E l'obiettivo dichiarato è avviare un coinvolgimento dei politici nel processo di sviluppo attraverso una dichiarazione di impegno futuro da parte dei Paesi del Mediterraneo. Questa dichiarazione sarà ufficialmente presentata alla Turchia nel novembre prossimo, presso il Forum 2012 delle Aree Marine Protette del Mediterraneo. A Parigi pertanto MedPAN & SPA/RAC presenteranno i lavori in corso dal 2008 sullo stato gestionale delle AMP in vista degli obiettivi già prefissati del 2020. MedPAN & RAC/SPA inviteranno inoltre i responsabili di zona dell'organizzazione ad indicare quali azioni possono essere intraprese per migliorare la gestione della rete di Aree Marine Protette e per ottimizzare i risultati finora raggiunti. Con l'incontro di Parigi MedPAN spera di poter riunire, intorno ad una serie di azioni concrete, quanti, avendo poteri decisionali nel settore delle AMP, vorranno impegnarsi a svilupparle entro l'orizzonte del 2020. Queste misure saranno inserite in una dichiarazione di impegno dei paesi del Mediterraneo che sarà ufficialmente presentato al Forum 2012 sulle Aree Marine Protette del Mediterraneo, che si terrà in Turchia a novembre. Un Forum che intende offrire una piattaforma di discussione per i responsabili politici, manager, scienziati, gestori e operatori economici di AMP, tutti invitati ad esprimere le loro preoccupazioni, al fine di definire una tabella di marcia, e insieme quale lavoro che occorre fare per arrivare ad una visione comune su tali problemi. Una considerazione finale a questa nota mi sia permessa in merito alle riunioni in programma nei prossimi giorni a Parigi, specie se riferite a quella corsa all'oro nero che in tutto il bacino mediterraneo a nord e a sud, ad est come ad ovest, sta avvenendo... Saranno solo parole, o verranno fuori fatti concreti per la tutela del Mediterraneo, almeno per quelle aree marine che poco meno di un anno fa gli esperti dell'UNEP MAP in un meeting ad Istambul in Turchia hanno chiaramente individuato, ma cui nessun fatto concreto almeno fino ad oggi è seguito ?
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Stesso articolo pubblicato anche su "Profumo di mare" del 5/02/12 e su "Pantelleria Internet Com - News" del 9/02/2012
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60108843
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8067
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Post di Umberto Marsala
Esiste un gruppo di lavoro... Chi ci va dell'italia? Ci andrà qualcuno? Potrebbe essere un'ottima occasione per mettere d'accordo i paesi che si affacciano sul Canale di Sicilia....
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Post di Marco Busdraghi
Chissá chi rappresenta le aree marine Italiane che, come tutti sanno e nessuno dice, sono le peggiori aree marine del mondo, mal regolamentate e mediocramente gestite, poltrone politiche e grancassa per politici mai stati ambientalisti e/o subacquei ???
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Post di Guido Picchetti
Una bella domanda... ma credo che sarà molto difficile avere una risposta, alla luce di quanto accaduto finora: con 'INFO-RAC che dovrebbe essere il centro operativo regionale dell'UNEP-MAP affidato da tempo all'Italia, per l'informazione, oltretutto... INFO-RAC che il Ministero dell'Ambiente ha trasferito d'autorità all'ISPRA di Roma due anni or sono, spostandolo dalla Regione Sicilia dove aveva avuto sede dalla sua istituzione, ma dove il responsabile incaricato di dirigerne e curarne l'attività lo aveva trasformato in una SPA (si, hai capito bene, in una società per azioni...!!!). E ciò per poter fare quel che voleva, giovandosi di quella copertura di prestigio per certe sue iniziative e per gestirne i relativi fondi senza vincolo alcuno, e, soprattutto, senza dover rendere conto all'UNEP-MAP, l'organismo delle Nazioni Unite per la Protezione Ambientale del Mediterraneo che aveva a lui affidato quell'incarico... Un INFO-RAC, però, che ancora oggi, sebbene ormai con sede ufficiale a Roma presso l'ISPRA, per ragioni poco chiare resta un "fantasma vagante" che nessuno vede e nessuno sente, e ciò con discredito totale del nostro Paese di fronte alle altre nazioni che nell'UNEP-MAP sono rappresentate, cui tuttavia, mio parere personale, certe corresponsabilità vanno ugualmente attribuite, se non altro per non tentare e non volere chiarire una tale situazione, già sufficientemente incancrenitasi...
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Post di Marco Busdraghi
Buono a sapersi, ma nessuna meraviglia poiché questa é la norma. E' cosí che agiscono in Italia i politici e/o loro fiduciari per gestire soldi pubblici creando societá e associazioni onlus nonché fondazioni per affidare fondi, mezzi, strutture e risorse con metodi personalistici, clientelari e parentali...
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A Salvatore Braschi, Salvatore Addolorato, Franco Simonin, e Filippo Foti piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 4/02/12

De Marseille à la Guyane, une aventure pétrolière en eaux profondes
de Thibaut Schepman
http://www.terraeco.net/De-Marseille-a-la-Guyane-l,41644.html


Les pétroliers parviennent à exploiter l'or noir contenu à plusieurs kilomètres de profondeur en mer. Des projets sont en cours près de Marseille et en Guyane. Mais des données américaines montrent que rien ne garantit leur sécurité. « En France, on n’a pas de pétrole mais on a des idées. » Ce slogan, lancé dans une publicité gouvernementale à la fin des années 1970 en plein choc pétrolier, est faux. La France dispose dans son sous-sol de ressources pétrolières. Problème : elles sont enfouies à plusieurs kilomètres sous la surface terrestre, en pleine mer, et sont difficilement estimables. Jusqu’à aujourd’hui, ces ressources potentielles étaient donc jugées inaccessibles, notamment pour des raisons de coûts. Mais les temps – prix du baril oblige – ont changé. Des pétroliers sondent activement les profondeurs de nos océans et des plateformes offshore pourraient bien exploiter l’or noir français dans les années à venir. Pour comprendre comment cette conquête est devenue possible, revenons justement à l’époque du choc pétrolier. Quelques années à peine après la diffusion de la pub sur le pétrole et les idées françaises, TF1 consacre le dossier de son journal de 13h à « une première mondiale », réalisée par le pétrolier Elf-Aquitaine (on vous conseille de visionner cette pépite par ici). Le reportage s’enthousiasme pour un forage à 500 mètres de profondeur d’eau au Gabon et suggère que l’on pourra bientôt exploiter des puits jusqu’à 1 000 m de profondeur. Trente ans après, la réalité dépasse de loin ces prévisions ... [segue]
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Una nota del sottoscritto a margine dell'immagine postata su FB e qui in calce riportata
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2985059259857&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=3&theater
Ringrazio Marine Etard che mi ha segnalato su Fb, postandolo nella Bacheca del Festival Mondial de L'Image Sous-Marine di Marsiglia, questo articolo Thibaut Schepman su "Terra Eco Net". E' una conferma che l'allarme trivelle in Mediterraneo si sta estendendo anche alla vicina Francia, interessata da concessioni petrolifere off-shore rilasciate a una ventina di miglia da Tolone al largo Costa Azzurra, tra Marsiglia ed Antibes... Nell'immagine della fascia costiera francese tra Antibes e Marsiglia che qui a lato riporto, (ottenuta sovrapponendo la mappa delle concessioni a quella di Goggle su "Marine Traffic Com"), risulta ben evidenziata in verde la parte più prossima alla costa della vasta area marina delle concessioni petrolifere di cui si parla nell'articolo, intestate alle società TGS-Nopec, Melrose Mediterranean Limited, e Noble Energy France.
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Commento di Marine Etard a margine del suo post sulla bacheca del  "Festival Mondial de L'Image Sous-Marine" du FB

Une réflexion s'impose !!!
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Post di Guido Picchetti

Pienamente d''accordo con Marine, e prima che sia troppo tardi, possibilmente a livello europeo, per la salvezza di tutto il Mediterraneo... In mare non ci sono barriere o confini ... Il Mare unisce nel bene e nel male. Auguri...
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Articolo simile del sottoscritto su "Profumo di Mare" del 4/02/11
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60091980
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Post di Marine Etard
La ringrazio molto per tutti questi dettagli !!!
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A Danny Sarazin e Marine Etard piace quest'elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 3/02/12

Clini non ferma le trivellazioni in mare. Dura reazione di Vendola
di Claudio Schirru
http://www.greenstyle.it/clini-non-ferma-le-trivellazioni-in-mare-dura-reazione-di-vendola-7405.html


3 febbraio 2012 - Trivellazioni e ricerche di petrolio nei mari italiani non si fermeranno. Lo afferma senza mezzi termini il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, ospite della settima edizione di Mediterre, manifestazione dedicata all’economia verde in svolgimento dal 31 gennaio al 4 febbraio a Bari. Dura la replica di Nichi Vendola, presidente di Sel e della Regione Puglia. Quanto affermato da Corrado Clini entra direttamente nella delicata vicenda delle trivellazioni nell’Adriatico:"Il Governo non fermerà le trivelle finché non saremo in grado di spiegare concretamente che esistono opzioni alternative a quella della ricerca in mare del petrolio". Lo stesso responsabile del ministero dell’Ambiente ha poi proseguito spiegando ulteriormente la posizione dell’esecutivo: "La posizione del governo – ha detto – è quella della legge che ha delle norme di salvaguardia, in particolare per le aree marine protette, i siti d’interesse comunitario e per le zone ad elevata protezione. Dobbiamo scegliere – ha insistito – se siamo capaci di investire sulle fonti rinnovabili e sul loro sviluppo così da creare una competizione con le fonti fossili. Dobbiamo cominciare a capire qual è la direzione di marcia della nostra crescita economica e io sono convinto che le fonti rinnovabili possano rappresentare non del tutto ma in una buona parte un’ alternativa ai combustibili fossili. Parole che provocano l’alzata di scudi del presidente di regione Nichi Vendola, che difende il suo territorio affermando prima come la Puglia “si trovi in testa alle classifiche nazionali di produzione della energia rinnovabile e abbiamo dimostrato che si può fare altro” e proseguendo poi in un più generale attacco ai combustibili fossili: "Io credo ci sia una incomprensione di fondo. La vicenda delle trivelle chiede di cambiare paradigma. Chiede un mutamento nella idea dello sviluppo. E’ come se – ha rilevato – dopo Fukushima si volesse continuare con le centrali atomiche. Dopo l’onda nera che ha devastato il Golfo del Messico, bisogna fermare questa corsa verso l’ulteriore dipendenza nostra dai combustibili fossili e della dittatura del petrolio". Vendola avverte il Governo Monti che la sua battaglia contro le trivellazioni nell’Adriatico è solo all’inizio: "Se non saremo ascoltati cercheremo di farci sentire con la voce di tutte le regioni costiere dell’Adriatico e del Mediterraneo. Cercheremo di allargare la nostra coalizione antipetrolio." (fonte: ANSA)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Leggetevi questa. Siamo alla solita doccia scozzese tipica di un Paese privo di bussola... Prima una piacevole doccia di acqua calda con il racconto delle motivazioni con cui iì ministero dell'Ambiente presieduto dal Ministro Clini ha respinto nei giorni scorsi la richiesta dell'Audax di poter avviare le ricerche di idrocarburi a Nord di Pantelleria, e ora la doccia fredda gelata con cui lo stesso ministro Clini fa dichiarazioni in favore delle trivellazioni nei mari italiani !!!
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A Guido Pietroluongo piace questo elemento.
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Un freno alle ricerche di idrocarburi nel canale di Sicilia. Parere negativo del ministero dell'Ambiente che boccia il progetto di una società australiana, Audax Energy, prospezioni attraverso esplosioni di aria compressa, che avrebbero compromesso la biodiversità dei fondali marini nei pressi del Parco nazionale di Pantelleria, nell'ambito del permesso di ricerca "D364 CR-AX"
di Pietro Dommarco
http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3278


3 febbraio 2012 - La biodiversità del Canale di Sicilia può tirare un sospiro di sollievo. Almeno per il momento. Infatti, la Commissione tecnica di Verifica d’impatto ambientale, del ministero dell’Ambiente e della tutela e del territorio e del mare, ha espresso parere negativo di compatibilità ambientale per un progetto relativo a “rilievi sismici nel costituendo permesso di ricerca idrocarburi D364 CR-AX” della Audax Energy srl. La società australiana, con sede italiana a Roma, si è vista così negare la possibilità di effettuare ispezioni sismiche con tecnica “air-gun” finalizzata a ricerche di idrocarburi -ovvero continue esplosioni di aria compressa sui fondali marini- nei pressi del Parco nazionale di Pantelleria. Le motivazioni di diniego, messe nero su bianco dai tecnici del ministero dell’Ambiente, hanno evidenziato come gran parte della documentazione a supporto del progetto trasmessa dalla Audax Energy srl è risultata “frammentaria ed incompleta”. Gravi mancanze che non hanno consentito l’effettiva valutazione dell’impatto sull'ecosistema della zona di mare interessata, vasta 654,4 chilometri quadrati. Quello che, del resto, è stato denunciato più volte dalle numerose associazioni, cittadini ed amministrazioni comunali con dettagliate osservazioni alla Valutazione d’Impatto Ambientale. Una prima vittoria, significativa, per il movimento no trivelle italiano. Il perimetro del permesso di ricerca “D364 CR-AX”, pur non ricadente in zone costiere facenti parte di aree naturali protette ed archeologiche soggette a particolari misure di salvaguardia -come citato nella relazione di contrarietà del ministero dell’Ambiente- è stato ritenuto comunque incompatibile, per la presenza di “varie specie marine protette del Mediterraneo e stock ittici di particolare importanza commerciale”, nonché con “la costruzione di un micro-sistema che sviluppa rapporti ecosistemici ed una biodiversità unica e non replicabile”
. La speranza è che i vincoli riconosciuti possano portare a una bocciatura definitiva, anche perché la prospettata possibilità -avanzata da alcuni enti locali in via informale- di inserire, magari, l’area “di competenza Audax Energy srl, all’interno dell’istituenda Area marina protetta di Pantelleria (legge n.394, 6 dicembre 1991, Gazzetta Ufficiale n.279 del 30 novembre 2007), distante oltre dodici miglia, risulterebbe vana, per effetto del decreto sulle “liberalizzazioni”. L’articolo 17 del disegno di legge del Governo Monti, infatti, prevede la modifica dell’articolo 6, comma 17 del decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006, con la postilla “nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi già rilasciati”. Questo significa che i permessi di ricerca di idrocarburi in mare autorizzati precedente alla perimetrazione di un’area protetta hanno la priorità. Lo scenario futuro italiano potrebbe essere quello di avere trivellazioni in aree marine da salvaguardare. Un vero e proprio paradosso, riguardante anche “proroghe e rilascio delle concessioni conseguenti a un rinvenimento in un permesso di ricerca già rilasciato”. La tutela del paesaggio, in terra e in mare, al cospetto delle compagnie petrolifere perde sempre.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Tutela a rischio col decreto "liberalizzazioni". Un ottimo articolo, questo di "Altreconomia" a firma di Pietro Dommarco, che ben descrive la recente vicenda della richiesta di Via alle ricerche di idrocarburi nello Stretto di Sicilia avanzata dalla società australiana dell'Audax, e pochi giorni fa respinta dal Ministero dell'Ambiente. Le motivazioni di diniego, messe nero su bianco dai tecnici della commissione ministeriale per la valutazione di Impatto Ambientale, hanno ben evidenziato come gran parte della documentazione trasmessa a supporto del progetto dalla Audax Energy srl risultasse “frammentaria ed incompleta”. Un bel risultato, ma che risulta tanto più significativo se si considera (come citato nella relazione di contrarietà del ministero dell’Ambiente) che Il perimetro della concessione interessata, la “D364 CR-AX”, pur non non ricadendo in zone costiere facenti parte di aree naturali protette ed archeologiche soggette a particolari misure di salvaguardia, è stato comunque ritenuto incompatibile con il progetto di ricerca dell'ADX per la presenza di “varie specie marine protette del Mediterraneo e stock ittici di particolare importanza commerciale”, e anche per l'esistenza sui fondali dello Stretto di un "micro-sistema che sviluppa rapporti ecosistemici ed una biodiversità unica e non replicabile”. Dichiarazioni, queste, che potrebbero e dovrebbero costituire un precedente di non trascurabile peso per altre richieste di Via in ambienti marini consimili (come quella ad esempio della NP per le ricerche petrolifere off-shore davanti Agrigento in scadenza in questi giorni), e far tirare un bel sospiro di sollievo a quanti si battono per la tutela delle aree marine di alto valore ambientale. La speranza ora è che i vincoli riconosciuti possano portare a una bocciatura definitiva di questi progetti di operazioni petrolifere off-shore nei fondali dello Stretto di Sicilia, sempre che il decreto sulle “liberalizzazioni”, o altre norme vigenti poco chiare, non vanifichino queste decisioni positive, consentendo operazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi in aree marine che, sebbene ne sia stata da anni prevista per legge la salvaguardia, per un motivo o per l'altro, ancora non sono state ufficializzate come AMP, mentre in loro prossimità, già da tempo invece, sono stati rilasciati permessi, concessioni e proroghe per operazioni petrolifere di ricerca se non addirittura di sfruttamento. Questa, ad esempio, è proprio la situazione in cui si trova attualmente Pantelleria.
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Articolo simile del sottoscritto su "Profumo di Mare" del 3/02/12
dal titolo "Un freno alle ricerche di idrocarburi nel canale di Sicilia, o tutela a rischio con decreto 'liberalizzazioni' ? "
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60078142
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Affondiamo la Northern Petroleum - Sciacca
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/affondiamo-la-northern-petroleum.html


THURSDAY, FEBRUARY 2, 2012 - Sulla scia della "vittoria" contro l'Audax, ho pensato che forse potevamo rifare la stessa cosa per queste due nuove concessioni al largo della costa di Sicilia. Non felice delle trivelle in Puglia infatti, la Northern Petroleum vuole piazzarne altre lungo il litorale di Agrigento. Ecco qui i link per le osservazioni brevi e ancora piu brevi contro la Northern Petroleum in terra di Sicilia. Purtroppo non ho tempo, e ancora di meno per fare un lavoro certosino come le altre volte, per cui... Le istruzioni per inviare i testi sono semplici: 1. Aggiungere al mio testo base ( lo avete qui breve, o brevissimo) dettagli personali e/o della propria esperienza di vita - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - , in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali. Quello che ho scritto è solo un testo base, che si può mandare così com'è, ma al quale è meglio aggiungere considerazioni individuali. 2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene. 3. Inviare con raccomandata e ricevuta di ritorno al "Ministero dell'Ambiente, Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Divisione III - Attenzione: Concessione “d30 G.R-. NP”, Via Cristoforo Colombo, 44 00147 - Roma ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Scade tra due giorni, il 5 Febbraio, il termine valido per inviare al Ministero dell'Ambiente pareri contrari alla richiesta di VIA della NP a dare inizio alle operazioni petrolifere in due sue concessioni off-shore davanti al litorale della costa agrigentina a sud di Sciacca, di cui la stessa società è titolare. Ce lo ricorda Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog, dandoci insieme tutti gli elementi utili per poter compilare questo importante documento e farlo poi pervenire in tempo utile a chi di dovere. Ricordiamoci che chiunque, (un privato cittadino, un'associazione privata, o anche un ente pubblico), può esercitare questo diritto di opposizione, e il Ministero competente è obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Ricordo solo che le concessioni in attesa di via sono due, la la "d29 G.R.-NP" e la "d30 G.R.-NP", da indicare come "oggetto" nel documento da inviare.
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Post di Gianluca Cecere

OK. Prendo 2 minuti e lo faccio! Poi diffondo su 600GP. Grazie a te e Maria Rita.
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Dalla mia Bacheca su FB del 2/02/12

Le nostre osservazioni: grazie a tutti, abbiamo affondato l'Audax
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/02/le-nostre-osservazioni-grazie-tutti.html


WEDNESDAY, FEBRUARY 1, 2012. - E' stata una giornata molto strana, per le solite cose all'italiana, di cattiveria, di incomprensioni, solo che questa volta c'erano di mezzo avvocati. Però in tutto questo marasma c'è una bella notizia. Il Ministero ha reso noto il documento con il quale si boccia la concessione dell'Audax, la d364 CR AX. Il testo completo è qui, i nomi degli osservanti sono a pagina 3 e 4. Qui invece i testi mandati e che ho messo nella lista comune. Nel testo del Ministero compaiono tutti i mandatari di osservazioni. Sono grata a ciascuno di voi che ha partecipato, ai comuni e ai tecnici di Pantelleria che hanno mandato i loro testi, e soprattutto a tutte le persone che vivono fuori dalla Sicilia e che magari come me non c'erano mai neanche stati sull'isola prima delle osservazioni. Grazie. Sono contenta che siamo riusciti a far valere i nostri diritti usando gli strumenti legali a nostra disposizione, e che l'abbiamo fatto da ogni parte d'Italia, dalla Lombardia all'Abruzzo, dalla Basilicata alla Francia. Dagli USA alla Spagna. Nessuno potrà mai dire che siamo Nimby. Grazie a tutti, anche al "comitato piu' piccolo del mondo". Voglio anche ringraziare i tecnici del ministero che ci hanno ascoltato. Spero che possiamo continuare lungo questa strada per tutti gli altri pozzi a venire, e lavorando tutti assieme. Un grazie specialissimo a Guido Pietroluongo, a Iolanda De Simone, a Donato Spoltore e a Giosue' Guidone che mi hanno aiutato nello smistamento di lettere, per questa e per altre concessioni, a Guido Picchetti, a Carmelo Nicoloso, a Mario Di Giovanna dalla Sicilia. La piu' grande gratitudine ad Assunta di Florio, Ilaria Giangrande e Fabrizia Arduini, sempre. Senza di loro sarei persa. Sicuramente ho dimenticato qualcuno, ma vi ringrazio tutti lo stesso. Ci sono troppe sensazioni in me in questo momento per dirle ad un computer. Grazie, ho avuto un pò paura stamattina.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'ho già detto e lo ripeto. GRAZIE A TE, MARIA RITA...
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Eolico offshore: Clini è favorevole ma servono studi
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/eolico-offshore-clini-e-favorevole-ma-servono-studi-7387.html


2 febbraio 2012, - Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si esprime a favore dell’eolico offshore in mare aperto. A Bari, alla settima edizione della manifestazione sulla biodiversità Mediterre, Clini ha parlato del progetto di studio sull’eolico “Powered” descrivendolo come un modello da seguire: "Il progetto Powered può rappresentare il modello e definire la traccia del lavoro per lo sviluppo dell’energia eolica offshore nell’Adriatico". Il progetto, finanziato con con 4 milioni e 400 mila euro provenienti dal Programma transfrontaliero Ipa Adriatico, è in pratica un grande studio preliminare di monitoraggio del vento nel mar Adriatico: una rete di anemometri, sia sotto costa che in mare aperto, monitoreranno i dati meteo per fornire dati sulle possibilità di installare successivamente i parchi eolici. Rientrano nel progetto tutte le regioni italiane che si affacciano sull’Adriatico e tutti gli stati costieri balcanici, tranne la Serbia. Spiega Clini: "Capire se si può sviluppare in Adriatico l’eolico in modo compatibile con l’ambiente è il nostro obiettivo e credo che la conclusione del progetto possa rappresentare anche la fase d’inizio d’investimenti industriali importanti in questo settore in Italia, come sta già avvenendo in altri paesi europei". Clini, insomma, non è di fatto contrario all’eolico in mare purché sia proposto al termine di approfonditi studi e in seguito alla concertazione con tutte le regioni interessate. Nessuna novità, invece, sui progetti di eolico offshore già esistenti che giacciono da tempo immemore nei cassetti del Ministero dell’Ambiente. Dal sito del VIA, ad esempio, è possibile conoscere i dettagli di tre progetti: uno nel golfo di Gela nel Comune di Butera (CL), uno nella rada esterna del porto di Taranto e uno nello Stretto di Sicilia nella zona Banco di Pantelleria e Banchi Avventura. Tutti e tre sono in attesa che il Ministero si pronunci sulla compatibilità ambientale. Quello nel golfo di Gela attende dal febbraio 2008, esattamente quattro anni.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Pazzesco... Ma se gli impianti eolici sui banchi del Canale di Sicilia sono stati già respinti lo scorso anno da Regione Sicilia e dal Miniambiente... Che succede ? Adesso rispuntano di nuovo... Morti vaganti, possiamo definirli... Ma l'Italia è proprio il Paese di Pulcinella, o è invece la stampa (in questo caso per di più di settore...) che non capisce e non sa quel che dice e che scrive, mettendo pure in rete ???l
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Post di Alessandro Brignone

Concordo con la seconda. Ma ci vedo una forma di ricatto celato da ambientalismo: o le piattaforme petrolifere o i pali eolici.....
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Post di Alessandro Garsia

Petrolio, no! Impianti eolici, no! Insomma...qualche proposta, oltre a dire solo no? Come deve campare il Paese? Comprando l'energia fatta col nucleare dagli Svizzeri e dagli Slavi?
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Post Guido Picchetti

Caro Alessandro, quando si dice "No" a qualcosa, a meno che non si è "bastian contrario" per natura (e allora si è cretini ...), c'è di solito una ragione di fondo, che è sempre bene non ignorare, ma cercare invece di analizzare e dibattere, giusta o sbagliata che sia. Il "No", per dirla chiaramente, non va mai dato alla cieca (seguendo il gregge o la moda del momento). E questo una persona intelligente, prima di sposare la tesi di un "No" (ma vale anche per quella opposta per il "Si"), le rispettive motivazioni cerca di chiarirle bene prima a sè stesso e poi agli altri. In secondo luogo poi vorrei farti notare un'altra cosa, alquanto lapalissiana se vogliamo. Ad ogni " No" che a volte uno di noi da a qualcosa che non lo convince, si contrappone sempre almeno un "Si", che può essere altrettanto valido. Mi spiego meglio con un esempio facile, facile. E lo faccio proprio basandomi sui due temi delle trivellazioni petrolifere o delle fattorie eoliche off-shore da te richiamati. Dibattendo di queste fonti energetiche, personalmente di motivi per dire "Si" a qualcosa in cui credo fermamente e per cui da tempo mi batto con convinzione, ne ho davvero tanti e te ne elenco qui solo qualcuno. Un "Si" per proteggere il Mare di Pantelleria, che è una delle risorse fondamentali per il turismo dell'isola; un "Si" per la protezione dello Stretto di Sicilia, attaccato da più parte, nonostante già sia prevista a livello internazionale la sua totale protezione (ancora lungi purtroppo dall'esser assicurata); e ancora un "Si" per salvaguardia di un ecosistema (quello dei fondali del Canale di Sicilia) dalle cui condizioni dipendono non solo le economie dei Paesi bagnati da questo questo braccio di mare (dalla pesca al turismo), ma anche l'equilibrio biologico dell'intero Mediterraneo, come affermato da eminenti studiosi della materia. Una domando infine: vogliamo fare di Pantelleria e del suo mare un distretto minerario e grande produttore di energia, che più che soddisfare i bisogni dell'isola, avvantaggi a sue spese altre aree del nostro Paese, come è avvenuto purtroppo in certe aree industriali di alcune province siciliane che tanto patiscono quelle disgraziate scelte fatte alcuni decenni or sono, e di cui pagano ora tutte le amare conseguenze ? Tutto si può fare, certo, e dire "Si" a tal tipo di scelte è pur possibile... Ma allora per coerenza dovremmo dire "Si" anche delle scuole sull'isola ad indirizzo industriale, anzichè turistico, agricolo o marinaro, e a tante altre scelte che portino in quella direzione... Ma a tali scelte, invero capaci di snaturare Pantelleria da ciò che ha di più prezioso, il suo ambiente naturale e le sue tradizioni, io dico con forza "No", e, credimi, non certo per essere il solito "Bastian Contrario"... Scusami, se mi sono un po' troppo dilungato. Ma tanto ti dovevo...
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Post di Alessandro Garsia
Belle parole, senza ombra di dubbio, ma non ha(i) risposto alla domanda. L'energia che serve al nostro Paese, ed in particolare alla nostra Isola, dove e come dovrebbe essere prodotta? E a che prezzo?
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Post di Guido Picchetti
(Caro) Alessandro, (e scusami il "caro" come pure scusami il "tu" precedentemente usato, come si usa di solito su FB ), ma il nostro mi sembra sia quasi un dialogo tra sordi, anzichè tra "amici"... La risposta alla domanda che mi veniva posta pensavo di averla data, ma forse si è persa tra le mie troppe parole. Si tratta di scelte, che occorre fare, e da cui poi un domani, se giuste, deriveranno dei vantaggi, o, se errate, ne pagheremo le conseguenze. Il problema quindi non è se dire sempre no, o dire sempre si, ma quali sono le scelte migliori per quest'isola, un microcosmo con le sue proprie caratteristiche, in grado di produrre certe cose, e non altre. Che poi l'isola abbia anche delle sue risorse energetiche pulite ancora tutte da sfruttare, questo è un'altro discorso che sarebbe bene non ignorare, ma lasciamo perdere. Le scelte che personalmente ritengo importanti per l'isola, sulle quali a mio giudizio si dovrebbe puntare per il futuro di Pantelleria e dei suoi figli mi sembrava di averle indicate, e mi dispiace non siano state comprese. Mea culpa... Ma apprezzo sempre lo scambio di opinioni, che rispetto sempre anche quando diverse dalle mie...
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Post di Mario Nocito Di Giovanna ‎
@ Alessandro... per informarti che la Sicilia produce mediamente il 4/7 % di energia in più di quanto ne consuma. Questo senza contare i centinaia di MGW di Eolico, Fotovoltaico, Impianti a Biomasse che sono stati installati/autorizzati negli ultimi anni e che non rientrano ancora nel computo suddetto. La domanda allora è, perchè si deve ancora martoriare un territorio che dal punto di vista energetico è già ampiamente autosufficiente? Perchè produrre energia lì dove non serve, quando pure i bimbi sanno che nel trasporto su lunghe distanze l'energia prodotta si trasforma in calore? Le Regioni Energivore (che sono in pesante deficit) si trovano soprattutto al Nord (Lombardia, Piemonte etc.), e l'energia va prodotta li dove serve... A te le conclusioni...
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Ricerche petrolifere, interrogazione di Marinello al ministro dell'Ambiente
da ufficio stampa di Giuseppe Marinello
http://www.agrigentonotizie.it/...-ministro-ambiente-e-territorio-2-febbraio-2012.html


02/02/2012 - Interpellanza di Giuseppe Marinello, deputato del Pdl, al ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Ricerche petrolifere nel mare di Sciacca e Porto Empedocle. "La società proponente è la Northen Petroleum, che ha presentato due istanze. La prima è ubicata nel Canale di Sicilia, a sud-ovest di Porto Empedocle ed Agrigento. La distanza dalla costa siciliana varia da un minimo di 19,7 chilometri ed ha una superficie di 334.5 chilometri quadrati. La seconda è ubicata nel Canale di Sicilia, a sud di Sciacca e ad ovest di Porto Empedocle, nella Zona 'G'. La distanza dalla costa siciliana varia da un minimo di 19 chilometri (circa 10,3 miglia marine) fino a un massimo di 32 chilometri (circa 17,3 miglia marine) e l'area ha una superficie di 153, 5 chilometri quadrati". "Le due richieste - secondo il deputato Giuseppe Marinello - presentano notevoli criticità, sollevate peraltro anche delle amministrazioni di Sciacca e Porto Empedocle. Prima fra tutte la presenza di una forte attività sismica e vulcanica nella zona marittima interessata. A circa 26 miglia nautiche dalla costa di Sciacca e a 39 da Pantelleria, si trovano le bocche vulcaniche dell'Empedocle, ma dei rischi sismici e vulcanici, negli studi presentati della Northern Petroleum Ltd, non c'è traccia. Ulteriori problemi, scrive Marinello, derivano dalla presenza di una corrente di risalita che porterebbe gli eventuali fanghi e oli sversati direttamente sulle coste di Sciacca, danneggiando l'economia turistica locale e le aree protette della riserva naturale orientata Foce del Fiume Platani e della riserva naturale orientata di Torre Salsa. In conclusione, la società petrolifera ha chiesto due permessi di ricerca proprio di fronte la costa saccense, non tenendo conto che nell'estate del 2010 il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva vietato le prospezioni petrolifere nelle aree costiere del Mediterraneo e in tutte le aree che presentino particolare pericolosità geologica e chiede di sospendere le istanze di ricerca della Northern Petroleum Ltd, nel canale di Sicilia, sino alla definizione di una nuova normativa nazionale".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un'interrogazione di un deputato del Parlamento italiano al Ministro dell'Ambiente Clini del governo Monti, a proposito delle richieste di trivellazioni off-shore avanzate dalla Northern Petroleum ai primi di Dicembre in due concessioni a sud di Sciacca di cui è titolare. Nelle ultime settimane ne abbiamo abbiamo parlato più volte, scadendo proprio in questi giorni i termini per poter presentare opposizione alla richiesta con pareri contrari motivati. L'interrogazione è quella del deputato Giuseppe Marinello del PDL, già vice presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione da Giugno 2006 a Ottobre 2010. Sarà interessante sapere cosa risponderà in proposito il Ministro Clini, e se confermerà o meno il parere negativo espresso per la richiesta dell'ADX, basato su specifiche motivazioni di tutele ambientale che non possono non essere altrettanto valide per il mare di Sciacca, anch'esso compreso nello Stretto di Sicilia...
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Trivelle si trivelle no... la storia infinita: Corrado Clini domani a Bari
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60046185#lastpost


Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini sarà domani a Bari per partecipare ad una riunione sul tema della tutela del mare promossa dal presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna. Importante tematica dell'incontro, le trivellazioni petrolifere in mare. All'ordine del giorno, come argomento che sta a cuore a tutti coloro che amano il mare, sarà la sua tutela per cercare di scongiurare le trivellazioni petrolifere in Adriatico, alle quali la Puglia ha posto un secco rifiuto con la manifestazione dello scorso 21 gennaio a Monopoli. L'incontro è organizzato dal Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna e si terrà domani pomeriggio nella sala Mediterraneo della Fiera del Levante, nell'ambito di Mediterraneo. Ci sarà il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ed i presidenti delle Assemblee delle Regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo. Introna: "La tutela del mare è quanto mai attuale, alla luce delle prospezioni già avviate nel Basso Adriatico sulla base di autorizzazioni ministeriali pregresse ed anche in considerazione del "NO!" alle ricerche di idrocarburi al largo dei litorali, ribadito nella manifestazione popolare che si è tenuta a Monopoli, a tutela dell'ambiente e della crescita economica biosostenibile".
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Commento del sottoscritto  su FB a margine del post

A Bari convegno sulla sostenibilità ambientale già in corso dal 31 Gennaio fino al 4 Febbraio. Domani interverrà il Ministro dell'Ambiente Clini.
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Le cinque Aree Marine Protette del litorale della Croazia in Adriatico: una difesa dalle trivellazioni ?
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60051878#entry488301960


Ho ricevuto ieri un documento che mi ha fatto molto piacere... Ad inviarmelo Laurent Sourbès, Direttore del Parco Nazionale Marina di Zakynthos in Grecia. Il documento è in realtà un comunicato circolare della MedPAN, del cui direttivo Laurent Sorbès è membro. Ma cos'è la Med PAN ? Diciamolo in breve. Si tratta di un organizzazione internazionale che opera in collaborazione con il WWF, con finalità alquanto simili a quelli dell'UNEP-MAP, prevalentemente destinate al supporto delle Aree Marine Protette Mediterranee, con l'obiettivo di facilitarne e migliorarne la gestione territoriale attraverso rapporti di scambio di informazioni e quant'altro. Dalla lettura del comunicato, scopro molte cose interessanti. Anzitutto rilevo che il sito dell'organizzazione in rete è accuratamente aggiornato (a differenza purtroppo di quello dell'UNEP-MAP...); e potete constatarlo facilmente anche voi raggiungendolo all'indirizzo http://www.medpan.org/?arbo=accueil). Già da una rapida scorsa noto una serie di scadenze e appuntamenti e di scadenze prossimi che chiunque si occupi di AMP non dovrebbe assolutamente ignorare, ma che dovrebbe anzi contrinuire a diffondere. C'è anche un bilancio dell'organizzazione sull'attività svolta nel 2011 e il piano d'azione previsto per il 2012, documenti che meritano l'attenzione di chiunque abbia a cuore i problemi di tutela ambientale marina. Ma la cosa che più mi colpisce, a proposito dei problemi legati alla corsa all'oro nero nelle acque territoriali italiane, problemi dai quali, come sappiamo, l'Adriatico è pesantemente minacciato), sul versante costiero ... [segue]
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Stesso articolo su una nota del sottoscritto su FB

http://www.facebook.com/note.php?note_id=362563787088776
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Post di Guido Pietroluongo a margine su FB

Ottimo
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Post di Filippo Foti

Visto, piaciuto, goduto e pubblicato anche su Twitter!
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Dalla mia Bacheca su FB del 1/02/12

Il calendario del cacciatore bracconiere. LAC e CABS: quasi uno al giorno, con licenza di caccia a fare bracconaggio
di redazione
http://www.geapress.org/caccia/il-calendario-del-cacciatore-bracconiere/23739


GEAPRESS – 01 febbraio 2012 - Quasi un caso al giorno per 365 giorni l’anno. Un calendario stilato da CABS e LAC, al termine della stagione di caccia 2011/12 avvenuta al tramonto del 30 gennaio. Notizie raccolte con attenzione, sempre da fonti accreditate come quelle diffuse dalle Forze dell’Ordine o dalle Guardie venatorie giurate. Uno spaccato che mette in evidenza come l’illegalità in materia venatoria non rappresenta un’eccezione, ma bensì la regola. Questo secondo la LAC (Lega Abolizione Caccia) e il CABS (Committee Against Bird Slaughter) che, con un lavoro certosino, hanno messo assieme ben 330 eclatanti reati venatori commessi nei confronti degli animali selvatici. “I cacciatori ci tengono a dire che chi non ama la caccia è perché non la conosce – riferisce Simone Bonanomi, volontario antibracconaggio della Lega Abolizione Caccia e fra i redattori del calendario – . Chi invece sul campo, come i volontari dei campi antibracconaggio o le stesse guardie volontarie, la caccia la conosce bene, purtroppo. Di sicuro – ha aggiunto Simone Bonanomi – è ben lontana dall’immagine edulcorata che i cacciatori vogliono dare di sé”. A confermare ciò arriva ora il calendario redatto dalle due Associazioni. Solo “la punta di un iceberg enorme – riferisce sempre il Responsabile della LAC – che coinvolge cacciatori con tanto di licenza. Non sono quindi semplici bracconieri, ma veri cacciatori che bracconano, infischiandosene delle regole e dei principi di conservazione“. Tra le zone più problematiche il Delta del Po, le zone umide toscane e pugliesi, l’intera provincia di Brescia, le piccole isole come Ponza, Ischia, Ustica, Lampedusa, Pantelleria. Fra i crimini maggiormente diffusi infatti l’abbattimento di animali appartenenti a specie protette, come rapaci, cicogne, gru e ibis. Non mancano fringuelli, frosoni, pispole e piccoli migratori tutelati internazionalmente. Poi ancora l’uso di richiami elettro-acustici per attrarre a portata di fucile gli animali, la caccia in aree protette e la caccia in periodo di silenzio venatorio. Ma anche l’uso di trappole,... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Quando una citazione fa tutt'altro che piacere... E' il caso di Pantelleria indicata quest'articolo di "Gea Press" come una delle zone problematiche dell'Italia in cui cacciatori e bracconieri, per di più confusi nei rispettivi ruoli, se ne infischiano bellamente delle regole e dei principi di conservazione ambientale. Certo, su questo tema Pantelleria si ritrova in bella compagnia,con il Delta del Po, le zone umide toscane e pugliesi, l’intera provincia di Brescia, e altre isole minori come Ponza, Ischia, Ustica, Lampedusa, per non parlare poi di quelle straniere, una delle quali, Malta, pare detenga un ben triste primato nel Mediterraneo. Ma è una compagnia tutt'altro che onorevole, e il detto "mal comune, mezzo gaudio" non può valere certamente a consolarci...
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Incidente ad una piattaforma petrolifera offshore della Petrobras al largo delle coste brasiliane...
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60037854

A proposito di possibili incidenti, proprio ieri dobbiamo registrarne uno al largo del Brasile, su una piattaforma petrolifera della Petrobras ancorata su un fondale di 2140 metri a 600 Km dalla costa. Secondo quanto ha comunicato la stessa società proprietaria dell'impianto off-shore, le trivellazioni in corso sono state improvvisamente interrotte dalla rottura in profondità di una tubazione. Dopo lo spegnimento automatico dell'impianto estrattivo, il pozzo è stato chiuso e messo in sicurezza. Secondo una stima preliminare, solo 160 barili di petrolio si sarebbero riversati in mare, e, data la distanza dalla terraferma, non ci sarebbe alcun pericolo che la chiazza di petrolio possa raggiungere la costa brasiliana. Il piano di emergenza è stato immediatamente avviato, mirato a raccogliere il petrolio riversatosi in mare e quello residuo nella parte superiore dell'impianto. Le cause dell'incidente sono sotto inchiesta da parte degli organi competenti (fonte Pennenergy). Ma lì siamo a 600 km dalla costa. Da noi le trivelle off-shore possono operare a 5 miglia dalla costa, o a 12 miglia dai limiti di eventuali Aree Protette !!! Aree Protette in Italia... ma protette da che ? Dai ladri di galline che non sanno nuotare ?
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Stesso articolo a margine di un'immagine su FB del 1/02/11

http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater
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Liberalizzate pure, ma non le "trivelle facili"
da redazione [nformazioni tratte da Corriere del Mezzogiorno (articolo di Saul Caia), Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, OCEANA]
http://www.guidasicilia.it/liberalizzate-pure-ma-non-le-trivelle-facili/news/48244

Il Wwf ha segnalato il pericolo che, con l'avvio delle liberalizzazioni la ricerca di petrolio e gas diventi più selvaggia. Nemmeno il tempo di poter festeggiare per il parere negativo della commissione tecnica Via del ministero dell'Ambiente sulla possibile ricerca petrolifera nel banco di Pantelleria, che in Sicilia torna l'allarme. All'interno del 'decreto liberalizzazioni' varato la scorsa settimana dal governo Monti, torna a balenare l'ipotesi "trivella facile", che consentirebbe la perforazione via mare e terra all'interno del territorio siciliano. Il decreto prevederebbe tre articoli mirati a concedere la possibilità di trivellare gas e petrolio in aree preziosissime del nostro paese con un limite di distanza ridotto dalle 12 alle 5 miglia dalla costa. Ma non solo: si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare e si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti. Fatto salvo per i limiti ambientali, che però non frenano il disastro in caso di sversamento. A lanciare l'allarme è stato recentemente il Wwf, che nella sua relazione "Milioni di regali" ha posto l'attenzione sulle possibili nuove 82 istanze di ricerca che nel 2011 sono pervenute al ministero dell'Ambiente, delle quali solo 39 interessano la Sicilia. Il coordinatore dei Verdi Sicilia, Carmelo Sardegna ha espresso il suo totale dissenso per una possibile trivellazione che "distruggerebbe la nostra costa", attaccando duramente la giunta regionale guidata dal governatore Raffaele Lombardo, reo, secondo l'ambientalista, di interessarsi solamente alla "cementificazione delle coste", senza "tutelare il territorio". Dello stesso avviso Vincenzo Moscuzza, responsabile del Comitato "No-Triv" nato per la salvaguarda della Val di Noto: "Adesso ci sono alla Regione Siciliana ben 40 richieste di permessi per ricerche petrolifere, in tutta la Sicilia, sia offshore che onshore. Questi sono dati sconvolgenti. È inutile che parliamo di territorio, di tutela dell'ambiente, di valorizzazione turistica della Sicilia, se poi arrivano i petrolieri ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un articolo che, in un insieme di notizie di varie fonti più o meno recenti, alcune superate, altre minacciosamente incombenti, traccia un quadro sulla situazione trivelle che potrebbe sembrare completo, che però, per quanto riguarda proprio lo Stretto di Sicilia, non tiene conto delle attività nel settore petrolifero sviluppate dagli altri Paesi che lambiscono le sue acque (Tunisia, Libia e Malta), dimenticando che in mare non ci sono confini che tengano, e che le conseguenze di eventuali incidenti, sempre possibili, saremmo tutti a pagarle...

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Video: gli squali balena di Cenderawasih Bay
di Manfred Bortoli (da un post su YouTube del 30/01/12)
http://www.youtube.com/watch?v=6ziAa60VXfg&feature=youtu.be


Un video che posto qui su FB con grande piacere è questo di Manfred Bortoli. Conosco bene la sua bravura e qui ne ho una ulteriore conferma, con queste riprese davvero belle di squali balena, da lui effettuate il dicembre scorso nella baia di Cenderawasih. (gp)
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Post di Maria Ghelia
Grazie Guido, splendido. Te lo rubo.
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Post di Guido Picchetti
Non certo a me, Maria, tutt'al più a Manfred Bortoli. Ma Manfred, sono sicuro, sarà più che lieto del tuo apprezzamento.
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A Mariapia Brighenti, Antonello Nazareno, Salvatore Addolorato, Franca Di Chiara, e Gianluca Cecere piace questo elemento.
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Un grazie da Pantelleria a quanti hanno contribuito a un bel risultato
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/...&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

1/02/12 - Ho appena ricevuto, da Maria Rita D'Orsogna che ringrazio, il documento completo pubblicato dal "Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare", con il parere negativo espresso dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale in merito al permesso di ricerca idrocarburi "d 364 C.R-.AX" a nord di Pantelleria richiesto dall' Audax. Tale documento in formato Acrobat è stato inviato dal Ministero in copia a tutti coloro che avevano inviato contributi con pareri personali come previsto per legge. L'elenco di quanti hanno meritoriamente inviato questi pareri contrari alla richiesta dell'Audax è integralmente riportato alle pagg. 3 e 4 del documento. Ad essi indistintamente va la gratitudine di tutti coloro che si battono per la tutela ambientale del territorio nazionale, terrestre o marino che sia, con un grazie particolarmente sentito da parte di quanti amano il Mare e si battono per Pantelleria e il suo mare, ma anche per quello dello Stretto di Sicilia e di tutto il Mediterraneo.
http://www.guidopicchetti.it/...Parere%20idrocarburi.pdf
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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News n°8892" del 2/02/12

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8026
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Post del sottoscritto a margine di detta pubblicazione

Anche su "Pantelleria News" di Salvatore Gabriele il ringraziamento a Maria Rita D'Orsogna e a quanti hanno inviato al Ministero dell'Ambiente i motivati parere contro la richiesta dell'Adx di ricercare petrolio con l'Airgun a nord di Pantelleria, che è stata così definitivamente respinta... Ma occhi aperti, comunque, in quanto certi pericoli in fatto di trivellazioni nello Stretto di Sicilia non sono affatto scongiurati, purtroppo...
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Post di Gianfranco Rossetto

Notizia incoraggiante: aspettiamo fiduciosi la realizzazione di questa decisione! Grazie Guido per averci costantemente tenuti informati.
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Post di Maria Ghelia
Grazie Guido, Speriamo...
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Post di Guido Pietroluongo
Non vedo Greenpeace...
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Post di Guido Picchetti
Una bella osservazione, omonimo...
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A Maria Ghelia, Mauro Brusà, Guido Pietroluongo, Anis Segreteria, Andrea Biddittu, Salvatore Addolorato, Mariantonietta Belvisi Eurobar, e Mariapia Brighenti piace questo elemento.
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(copyright Guido Picchetti) 

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Questa pagina è stata aggiornata il 01/01/13.