Gennaio 2012

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ECHI  DI  STAMPA

      
    - Dal 21 al 31 Gennaio 2012

 

Dalla mia Bacheca su FB del 31/01/12

Si affonda in un mare protetto solo sulla carta ?
di Carmelo Nicoloso (da una nota su FB del 31/01/12)
http://www.facebook.com/notes/carmelo-nicoloso/si-affonda-in-un-mare-protetto-solo-sulla-carta/10150537


Non è ancora chiaro se il 2012 sarà l’anno della catastrofe o il tempo del riscatto, ma come partenza non c’è male: iniziamo con un bel naufragio… L’anno della paventata “fine del mondo” è incominciato con una serie di eventi inattesi, ma emblematici, tra cui spicca soprattutto il naufragio della colossale nave da crociera Costa Concordia accanto all’Isola del Giglio. Che l’incidente sia stato subito etichettato come metafora di un Paese che sta affondando in crisi di ogni genere è ormai ben noto. Ma la catastrofe Mediterranea viene pure eletta a paradigma di un continente in disarmo, in un mondo travolto da crescenti difficoltà finanziarie, economiche, sociali, etniche, ecologiche e politiche. La vicenda ha occupato per settimane i paginoni dei quotidiani e le prime serate televisive, vivisezionando all’esasperazione ogni dettaglio appariscente, ma trascurandone forse altri ben più importanti… E allora proviamo per un attimo a riflettere. Il naufragio è avvenuto nel cuore del Tirreno, di fronte al Parco Naturale Regionale della Maremma, presso il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e nel cuore del Santuario Internazionale dei Cetacei: e quindi in una delle zone del Mediterraneo che dovrebbero essere più rigorosamente protette e sorvegliate. Emergono però particolari sorprendenti, su cui le cosiddette autorità competenti preferiscono “glissare”. Primo, proprio qui avveniva di tutto, una specie di carnevale nautico fuorilegge, nel silenzio quasi generale. Secondo, il Parco della Maremma non gode di tutela sufficiente sul fronte marino, ma sembra che la questione non lo riguardi troppo. Terzo, il Santuario delle Balenottere era poco più di una amena finzione sulla carta, ma nessuno se ne stava occupando davvero. Quarto, molti Enti locali si opponevano strenuamente alle norme di tutela, e non volevano saperne del Parco. Quinto, in fondo la vera“missione sovrana”, la tutela del mare, non importava molto a coloro che detenevano il vero “potere decisionale”. E potremmo ancora continuare… Ma non ci rendiamo conto di essere di fronte a un vero e proprio “scandalo internazionale”? Proviamo allora ad allargare lo sguardo, e a volare più alto, perché problemi del genere coinvolgono in realtà tutto il Mar Mediterraneo, il mare più bello, più vissuto e più importante del mondo: che oggi sembra sempre più destinato a trasformarsi da “mare nostro” in “mare mostro”. In questi anni i mari italiani, che già da tempo ... [segue]
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Post di Angelica Franco Malerba
‎...non e' chiaro mai nulla...caro Carmelo Nicoloso
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A Lucia Tripodi, Enzo Crimi, Angelica Franco Malerba, Guido Picchetti piace questo elemento.
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Cipro, Israele e Turchia. Occorre una moratoria sulle attività petrolifere nel Mediterraneo
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8009


News 8875, Pantelleria 30/01/2012 - Da quest'articolo di Matteo Zola, pubblicato in rete dall'East Journal pochi giorni fa (url http://eastjournal.net/2012/01/24/cipro-ne...ia-a-tutto-gas/ ), e che qui riporto a seguire, si può avere un'idea di come e quanto le ricerche di prodotti petroliferi nel Mediterraneo condotte dai vari Paesi che si bagnano in questo mare possano influenzare negativamente non solo le future condizioni ambientali di questo bacino chiuso che è il Mediterraneo, ma anche, e in tempi ben più stretti, la stessa sicurezza geopolitica dell'area. Cosa aspetta l'Unione Europea (se ancora esiste...) a muoversi sotto la spinta di questi due fattori oltremodo decisivi e concreti per gran parte dei Paesi dell'Unione, e a tentare di stabilire una moratoria su tutte le operazioni di ricerca e sfruttamento petrolifero nel Mar Mediterraneo, tagliando così la "testa al toro" ad ogni motivo di contesa e di disputa che non potrebbe in futuro che peggiorare le cose, e mettere in pericolo sia la pace che la qualità di vita di tutti coloro che vivono sulle sponde del Mediterraneo, e non solo quelli appartenenti a Paesi Europei ?

CIPRO: Netanyahu vola a Nicosia, a tutto gas
di Matteo Zola

24 gennaio 2012, - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si recherà, il prossimo 16 febbraio, a Nicosia nella speranza di stringere più forti accordi energetici con Cipro in merito allo sfruttamento dell’immenso giacimento di idrocarburi presente nel sottosuolo del Mediterraneo orientale. La corsa all’accaparramento delle risorse energetiche dell’area sta creando una situazione di conflitto diplomatico tra i Paesi della regione, in particolar modo la Turchia sta cercando di prendersi una fetta della torta tramite l’influenza esercitata su Cipro nord. Ankara rivendica il diritto di Cipro nord a partecipare alla divisione dei benefici (e dello sfruttamento) dei giacimenti. Ma Cipro nord è una repubblica riconosciuta dalla sola Turchia che Ankara sta utilizzando per fare pressione su Israele (nemica dichiarata) e Cipro (sponsorizzata dalla Grecia, antica rivale). Nel frattempo, tra caccia israeliani che si alzano in volo, navi turche al largo di Cipro, e ditte americane dedite alle prospezioni del sottosuolo, è arrivata nel Mediterraneo orientale una nave da guerra russa. Tutti i dettagli nell’inchiesta: Cipro e la guerra del gas. I destini del Medio Oriente
(http://eastjournal.net/2011/11/17/linchiesta-cipro-e-la-guerra-del-gas-i-destini-del-medio-oriente/)

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Lo riconfermo, alla luce degli ultimi accadimenti. Solo una moratoria potrà salvare il Mediterraneo... Ma ci sarà mai ? Con molta amarezza, confesso che ho forti dubbi ...
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A Gianluca Cecere piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 30/01/12

Trivellazioni petrolifere off-shore. Ecco cosa c'è in funzione già da alcuni anni a una ventina di miglia da Pantelleria
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su FB del 30/01/12)
http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=360530763958745


"Oudna" e "Zelfa": sono i nomi di due giacimenti petroliferi nello Stretto di Sicilia, fra i tanti individuati in acque tunisine e non solo. Due giacimenti che sono in concessione ad una importante società petrolifera svedese, la "Lundin Petroleum", la quale possiede, come si dice in gergo finanziario, un portafoglio ben bilanciato a livello mondiale di attività in Europa, Africa, Russia ed Estremo Oriente. La società è quotata al NordicScambio svedese. Al 1 gennaio 2007 vantava delle riserve provate e probabili di 176,4 milioni di barili di petrolio equivalente (boe), con una una produzione che lo scorso anno è arrivata ad essere valutata nel range di 31.000 - 34.000 boe al giorno. Una società indubbiamente importante, che non teme di operare anche in zone più che civilizzate, offrendo evidentemente buone garanzie di affidabilità e di proventi ai governi con cui si interfaccia. Lo provano alcune recenti concessioni onshore di sfruttamento di prodotti petroliferi che ha ottenuto dal governo francese in quello che, denominato il giacimento "Grandville" nel "Paris Basin", interessa un'area a levante della capitale francese che dista tra 50 e 150 chilometri da Parigi !!! Quanti dei nostri cugini d'oltralpe ne sono a conoscenza ? E' la domanda che viene spontanea, visto come vanno certe cose in Italia e ... in Europa.

Le due concessioni in mare aperto che la "Lunkin Petroleum" possiede in Tunisia sono la "Zelfa", più prossima alla costa africana e con un giacimento ancora tutto da sfruttare, e la "Oudna", già da tempo in produzione in acque territoriali tunisine, i cui limiti a NE si trovano a una ventina di miglia circa dalle coste di Pantelleria, come la cartina qui unita ben chiaramente mostra. ... Una cartina ottenuta semplicemente sovrapponendo in scala la mappa ufficiale della società svedese a quella ricavata da "Marine Traffic Com" tramite Goggle, che evidenzia le navi in zona (ferme o in movimento) tramite il sistema di radio-segnalazione AIS. Un sistema che però non viene utilizzato da tutti i natanti in transito nello Stretto di Sicilia, come si può ben notare, in modo particolare da quelli che sono presenti in acque territoriali tunisine, dove regna, il silenzio (radio) e pare non transiti o operi nessuno ...

Eppure almeno una nave sul giacimento "Oudna" c'è, e che nave! E' la "FPSO Ikdam", di proprietà della società "Ikdam Production S.A."(azionisti la "Lundin Petroleum per il 40%,la " Teekay-Petrojarl Produzione AS" per il 40%, e la Gezina AS per il 20%). Stazza ben 68.000 tonnellate (133,559 a pieno carico), e batte bandiera della Liberia (tanto per rispettare le formalità internazionali...). Le altre varie caratteristiche potete vederle a questo link ( http://www.shipspotting.com/gallery/photo.php?lid=316755  ), dato che su "Marine Traffic Com" neppure risulta, tanto per la legalità... E' comunque una nave speciale, capace di fare contemporaneamente sia la produzione che l'immagazzinamento del petrolio aspirato nelle sue capaci stive... E, dalle specifiche, inserite in quella pagina web nel 2007, sembrerebbe in grado di operare su tre pozzi di produzione alla profondità di 75 metri. Ma personalmente, e a quanto risulta dalle carte nautiche, ho il dubbio che la profondità del giacimento "Oudna" su cui starebbe operando ormai da tempo la "FPSO Ikdam" superi di un bel po' la profondità indicata.

Una breve notazione finale sempre a proposito della "FFSO Ikdam". Diciamo che non è proprio un vascello di primo pelo. Pare che, varata nel 1971 dai cantieri navali svedesi di Gothenburg, in Svezia, abbia avuto varie successive trasformazioni, cambiando tre volte nome: "Kronoland" fino al 1979, "Oceanic Renown" fino al 1980", e "Northia" fino al 2001, quando assunse il nome attuale, e fu trasformata presso i cantieri maltesi in quella nave speciale (dotata di tutte le infrastrutture moderne richieste dalle operazioni di trivellazione sui fondali sottomarini), che possiamo vedere in azione sul giacimento "Oudna" nella serie di foto pubblicate sulle stesse pagine della Lunkin Petroleum a partire dall'url "http://www.lundin-petroleum.com/eng/operation_tunisia_maps.php", e che qui a seguire riporto.

Che abbia quindi lunga e sicura vita, è quanto a tutti noi conviene augurarle, impegnata com'è in una serie di operazioni che, l'esperienza insegna, possono mutarsi in un batter d'occhio in qualcosa che non lascerebbe scampo a questo braccio di mare che è lo Stretto di Sicilia, e a quanti vivono e producono sulle sue rive. Un braccio di mare che, a dispetto di quanti hanno richiesto da tempo una sua protezione da simili rischi, ancor oggi è privo di qualsivoglia tutela ambientale, ma anche (e ciò se vero sarebbe ancora peggio) ... probabilmente privo dei mezzi necessari per poter prontamente intervenire in caso di sversamenti in mare provocati da tal genere di operazioni.

 
    

    

    

(fonte immagini Lundin Petroleum)
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Stesso articolo su "Pantelleria Internet Com - News n° 8878" e su "Profumo di Mare" del 31/01/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=8012
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60015259#entry488006610
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A Guido Pietroluongo piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 29/01/12

Le projet de Parc National des Calanques est adopté...
di Guido Picchetti (a margine di una foto su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2941419528891&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Le projet de Parc National des Calanques est adopté". La reazione di cittadini francesi di Provenza di fronte alla preannunciata minaccia delle trivellazioni al largo della Costa Azzurra, tra Marsiglia e Antibes, è stata immediata. Venerdi 20 Gennaio si è riunito il GIP (Groupement d'intérêt public) e ha approvato a larga maggioranza alcune modifiche all'area già prevista del "Parco Nazionale delle Calanques", che ora viene ad includere oltre alle zone costiere di Marsiglia anche, a levante, la cosiddetta scogliera "Soubeyranes" appartenente ai comuni di Cassis e La Ciotat. L'area marina interessata dal Parco raggiunge così, tra cuore della Area Protetta e zone adiacenti, un superficie di ben 97.800 ettari. La nascita ufficiale del Parco Nazionale delle Calanques potrebbe concretizzarsi per decreto ministeriale già a metà aprile, prima delle elezioni presidenziali francesi, è quanto spera il GIP. Questo il link alla pagina web del sito "Actu Environnement" dove è riportata la notizia originale in francese: http://www.actu-environnement.com/ae/news/asemblee-generale-parc-calanques-adoption-projet-14751.php4
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Stesso articolo su "Profumo di Mare" del 30/01/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59996707
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Post di Marine Etard

Thank U Guido ;)
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A Fulvia Gueli, Jenny Perona, Salvatore Braschi, Veronique Heckly Botto, Carmelo Nicoloso, Filippo Foti, Guido Pietroluongo, Mario Nocito Di Giovanna, e Giò Nastasi piace questo elemento.

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Chiodi: il governatore meno amato d'Italia. Qui l'intervista di Ludovico Raimondi sull'audizione in Senato
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/01/chiodi-il-governatore-meno-amato.html


FRIDAY, JANUARY 27, 2012 - Secondo i sondaggi del Sole 24 Gianni Chiodi è il governatore meno gradito di tutta Italia. In realtà gode di questo onore assieme al suo collega sardo Ugo Cappellacci, se proprio vogliamo essere precisi e se è vero che mal comune è mezzo gaudio. Interessante che qualche settimana fa invece la stampa d'Abruzzo riportava che Chiodi spenderà 50 mila euro per curare la sua "comunicazione". Ma... comunicazione di che? Del vuoto del suo governo? E chi la paga questa "comunicazione"? Di chi sono quei soldi? Pubblici o privati? Diceva Chiodi che vuole promuovere "le buone notizie" che vengono dalla Regione e che la Facoltà di Scienze della Comunicazione creerà un “Progetto di comunicazione e informazione ai cittadini abruzzesi”. Ma fa ridere, anche il titolo sa di indottrinamento e propaganda sovietica! Ad ogni modo, peggio di ultimo è difficile. Speriamo che il prossimo anno questo investimento gli valga almeno il penultimo posto presso la classifica del Sole 24 ore! Non so perchè nessuno ami questo Chiodi, ma posso dire perchè non piace a me: non ha coraggio.  Promette ma non fa. Non gliene importa niente. Parla ma non agisce. E anzi, adesso neanche più parla. Chiama gli esperti della comunicazione a parlare per lui! Se vuole fare qualcosa di buono, invece si sprecare 50.000 euro a vanvera, può iniziare a fare cose concrete e coraggiose, anche piccole. E vedrà che tutti gli vorranno bene. Un esempio? Nella foto in alto le sue vuote parole di qualche mese fa: Contrasteremo ogni forma di trivellazioni in Abruzzo. Ah si? E come? Non ha niente da dire ... [segue]
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Stesso articolo postato anche su "Profumo di Mare" del 29/0/12

http://profumodimare.forumfree.it/?t=59986045

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Continua la battaglia di Maria Rita D'Orsogna in difesa delle coste d'Abruzzo... Quella che dovrebbero fare gli eletti dal popolo abruzzese... E invece...
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A Mauro Brusà, Filippo Foti e Giò Nastasi piace questo elemento

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Dalla mia Bacheca su FB del 28/01/12

La Riserva di Pantelleria
un video di Alessandra Bisegna e Armando Portone
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=hcyZW2ksjm4


La "Riserva di Pantelleria", un video su Pantelleria di 27'44" realizzato da Alessandra Bisegna e Armando Portone, caricato in data odierna da Alessandro Brignone su YouTube a nome dell' "Archivio Storico Pantelleria" da lui curato. Un video davvero bello... Complimenti vivissimi agli autori materiali del video. Belli i testi, belle le immagini, ottima la costruzione e la finalizzazione dell'opera. Ma complimenti alla Forestale, responsabile della Riserva Naturale Orientata di Pantelleria, che ritengo ne abbia promosso e curato la realizzazione. E infine un grazie personale a Alessandro Brignone per aver postato il video sulla bacheca di Pantelleria News di FB, dandomi la possibilità di vederlo, e di condividerlo poi sulla mia bacheca, affinchè che altri amici ancora possano visionarlo e imparare a conoscere meglio quest'isola, che personalmente ritengo un patrimonio dell'umanità da proteggere e da amare. (gp)
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Post di Carmelo Nicoloso
Guido, mi permetto di condividere questo, speriamo presto arrivi l'Area Marina Protetta per LA PERLA NERA NEL MEDITERRANEO
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Post di Guido Picchetti
Pensi che non sia d'accordo con te ?
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Post di Andrea Biddittu
Ma nessuno gli ha indicato gli accenti giusti? Kuddìa invece di Kùddia, Margàna invece di Màrgana ... Bellissimo documentario ... Il migliore che abbia mai visto.
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A Anna Maria Pennucci, Giò Nastasi, Andrea Biddittu, Gianfranco Rossetto, Gianluca Cecere, Patrizia Arigò, Gisella Musino, Salvatore Addolorato, e al sottoscritto piace questo elemento.
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Sequestro di 28 dipendenti ENI in Tunisia
di Paolo della Sala
http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2011/10/sequestro-di-28-dipendenti-eni-in-tunisia.html


28 Ottobre 2011 - Dopo 5 giorni di silenzio, ieri Nawaat, sito tunisino indipendente, ha scoperto che nella raffineria ENI di Tazarka erano sequestrati 28 dipendenti, tra i quali un italiano. I sequestratori accusano l'ENI di inquinare l'ambiente e chiedono un risarcimento. Poi una manifestazione dei cittadini della città convince i sequestratori a rilasciare gli ostaggi, e a mantenere un presidio. Silenzio dalla Farnesina, e polizia ed esercito tunisini assenti. Nawaat Tunisie, uno dei siti indipendenti nati dopo la Rivoluzione dei gelsomini, ieri riesce a bucare il muro del silenzio: da venerdi 21 a Tazarka, città a nord di Tunisi, una banda di criminali ha sequestrato 28 dipendenti della ENI, incluso un italiano. Si tratterebbe di un impianto realizzato in compartecipazione con la Entreprise Tunisienne d'Activités Pétrolières (ETAP). Secondo i primi dati si tratterebbe di "terrorismo ambientalista" contro l'inquinamento che avrebbe causato danni alla popolazione. Nawaat spiega che la situazione è molto delicata: dopo cinque giorni di prigionia, 4 dei sequestrati sono stati portati in ospedale, e soprattutto qualsiasi incidente sarebbe disastroso: un incendio farebbe saltare ogni cosa nel raggio di 25 km. Secondo successive notizie il capo dei sequestratori sarebbe Ridha Ben Salha (già noto alla giustizia), il quale richiederebbe a ENI per "danni ambientali" 2.000.000 di dinari per il comune e di Tazarka e 4000 per ogni suo residente. Né la Farnesina né le autorità tunisine né ENI rilasciano dichiarazioni, evidentemente si lavora sottotraccia. Più tardi la situazione sembra essersi sbloccata: dopo 5 giorni di sequestro, l'iniziativa sarebbe terminata. Ieri la popolazione ha manifestato contro i sequestratori. A quel punto la banda ha deciso di liberare gli ostaggi e di limitarsi a un presidio del cantiere. Nawaat si chiede: "Come mai l'esercito non è intervenuto?".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Solo adesso ho letto in rete un articolo di Paolo della Sala pubblicato sul suo Blog "La Pulce di Voltaire" che riferiva di un sequestro di 28 dipendenti ENI in Tunisia nell'ottobre scorso. E' un episodio che a me, che pure a fatti e misfatti attinenti al petrolio di solito pongo un po' d'attenzione, era completamente sfuggito. Potenza della stampa d'informazione italiana nel trattare certi argomenti in modo da far sapere poco o niente di certe cose, o una mia disattenzione ? In verità non lo so, ma faccio ammenda subito riportando qui la notizia, e, per quanto ormai superata (l'epidodio risale all'ottobre scorso), registrandola poi negli "Echi di Stampa" sul mio sito... Ma qualcuno dei tanti amici può chiarirmi quel dubbio e farmi poi sapere eventualmente com'è finita la storia per "sequestrati" e sequestratori", al di là di quel tanto che riferisce l'articolo di Della Sala? O anche questo è argomento tabù ?
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A Filippo Foti e Andrea Di Pietro piace questo elemento.

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La storia dei giacimenti petroliferi nel Mediterraneo Orientale
di Guido Picchetti (a commento di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2933783017983&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Guardate questa immagine. Mostra la zona dove si trovano i giacimenti di prodotti petroliferi nel bacino orientale del Mediterraneo che stanno scatenando le dispute tra Israele e Cipro da un lato (che bene o male hanno trovato un accordo per il loro sfruttamento), e il Libano e la Turchia dall'altro: il Libano, che ha ancora in atto un contenzioso con Israele sulla definizione dei limiti delle proprie acque territoriali, e la Turchia che, considerando una parte dell'isola di Cipro come suo territorio nazionale, avanza anche pretese sui ricchi giacimenti individuati nell'area marina meridionale dell'isola. Quanti cani intorno a un osso, verrebbe da dire... Ma leggetevi anche la storia di questi giacimenti, estratta dall'inchiesta di Matteo Zola "Cipro e la guerra del gas. I destini del Medio Oriente" citata a chiusura dell'altro suo articolo da me appena postato su FB. Eccola:

"... A fine dicembre 2010 la texana Noble Energy, in partnership con le israeliane Delek Energy e Avner Oil Exploration, avevano confermato l’esistenza di almeno due enormi giacimenti di gas naturale nelle acque del Mediterraneo Orientale. Una notizia destinata a far fibrillare le cancellerie mediorientali che già da tempo stavano con l’orecchio teso. E’ infatti dal 1998 che la Noble Energy trivella i fondali al largo di Israele ed è proprio nelle acque israeliane che, in quell’anno, scoprì il giacimento detto Mary-B. I lavori di analisi e trivellazione sono durati per anni nella convinzione che un grande giacimento di idrocarburi si estendesse da Israele alla Grecia. Nel gennaio 2009, la società Noble Energy e suoi partner, Delek Drilling, Avner Oil & Gas Ltd, Isramco, e Gas Dor Exploration, hanno segnalato la presenza di gas naturale nel giacimento Tamar-1 al nord della costa di Haifa, in Israele. Da quel momento in poi si susseguono le scoperte: dopo Tamar-1, le società hanno portato alla luce il giacimento Dalit e, lo scorso 3 giugno, quello di Leviathan. La Noble ha annunciato la presenza di 453 miliardi di metri cubi di gas nelle riserve del giacimento di Leviathan e 228 miliardi in quelle di Tamar-1. I giacimenti di Leviathan e Tamar si estendono sotto le acque tra Cipro, le coste siriane, libanesi ed ovviamente israeliane. Dal momento della scoperta la tensione è salita alle stelle."

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Notizia simile anche su "Profumo di mare del 29/01/12

http://profumodimare.forumfree.it/?t=59969698#entry487639882
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Post di Mario Nocito Di Giovanna
Di male in peggio...
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Post di Guido Picchetti
Temo proprio di si...
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Cipro: Netanyahu vola a Nicosia, a tutto gas
di Matteo Zola
http://eastjournal.net/2012/01/24/cipro-netanyahu-vola-a-nicosia-a-tutto-gas/


24 gennaio 2012, - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si recherà, il prossimo 16 febbraio, a Nicosia nella speranza di stringere più forti accordi energetici con Cipro in merito allo sfruttamento dell’immenso giacimento di idrocarburi presente nel sottosuolo del Mediterraneo orientale. La corsa all’accaparramento delle risorse energetiche dell’area sta creando una situazione di conflitto diplomatico tra i Paesi della regione, in particolar modo la Turchia sta cercando di prendersi una fetta della torta tramite l’influenza esercitata su Cipro nord. Ankara rivendica il diritto di Cipro nord a partecipare alla divisione dei benefici (e dello sfruttamento) dei giacimenti. Ma Cipro nord è una repubblica riconosciuta dalla sola Turchia che Ankara sta utilizzando per fare pressione su Israele (nemica dichiarata) e Cipro (sponsorizzata dalla Grecia, antica rivale). Nel frattempo, tra caccia israeliani che si alzano in volo, navi turche al largo di Cipro, e ditte americane dedite alle prospezioni del sottosuolo, è arrivata nel Mediterraneo orientale una nave da guerra russa. Tutti i dettagli nell’inchiesta: "Cipro e la guerra del gas. I destini del Medio Oriente" (http://eastjournal.net/2011/11/17/linchiesta-cipro-e-la-guerra-del-gas-i-destini-del-medio-oriente/)
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo

Da quest'articolo di Matteo Zola, pubblicato in rete dall'East Journal pochi giorni fa, e che qui riporto a seguire, si può avere un'idea di come e quanto le ricerche di prodotti petroliferi nel Mediterraneo condotte dai vari Paesi che si bagnano in questo mare possano influenzare negativamente non solo le future condizioni ambientali di questo bacino chiuso che è il Mediterraneo, ma anche, e in tempi ben più stretti, la stessa sicurezza geopolitica dell'area. Cosa aspetta l'Unione Europea (se ancora esiste...) a muoversi sotto la spinta di questi due fattori oltremodo decisivi e concreti per gran parte dei Paesi dell'Unione, e a tentare di stabilire una moratoria su tutte le operazioni di ricerca e sfruttamento petrolifero nel Mar Mediterraneo, tagliando così la "testa al toro" ad ogni motivo di contesa e di disputa che non potrebbe in futuro che peggiorare le cose, e mettere in pericolo sia la pace che la qualità di vita di tutti coloro che vivono sulle sponde del Mediterraneo, e non solo quelli appartenenti a Paesi Europei ?-
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Dalla mia Bacheca su FB del 27/01/12

La Northern Petroleum intende operare con gli Airgun nelle acque dello Stretto di Sicilia a sud di Sciacca. Tra pochi giorni il parere del Miniambiente
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59955887#entry487526161


Mi è stato segnalato oggi un articolo di Roberta Ragni uscito sul sito web "Green Me It". Il titolo, "Provvedimenti 'trivella facile': il Ministero smentisce. E blocca le esplorazioni petrolifere in Sicilia. Ma la lotta continua...". E' davvero un bell'articolo, ma che fotografa la situazione delle trivellazioni in Italia di una settimana fa, quando è stato pubblicato in rete... Oggi le cose cambiano con la velocità della luce, e, come sappiamo, gli articoli 21 e 22 della bozza del decreto sulle liberalizzazioni (citati nell'articolo) sono scomparsi dalla versione definitiva del decreto approvato, sostituiti da un altro articolo alquanto sibillino, il n° 16, che speriamo non riservi sorprese. Frattanto, però, le pressioni delle compagnie petrolifere sullo Stretto di Sicilia non sono affatto cessate, e fra pochi giorni i Ministeri interessati (i soliti Ambiente e Attività produttive) dovranno esprimersi sulle richieste di VIA presentate nel Novembre scorso dalla NP per poter dare inizio alle sue campagne di ricerca con gli Airgun in due sue concessioni off-shore a sud di Sciacca, a circa 12 miglia dalla terra di Sicilia, in una zona cosparsa di aree costiere protette (Capo Bianco, Torre Salsa, le tre foci del Fiume Verdura, del Platani e del Magazzolo, il litorale di Palma di Montechiaro, i Fondali di Capo S. Marco, e altre ancora). La speranza di tutti noi ora è che la Commissione Via del Ministero dell'Ambiente, così come ha dato recentemente parere negativo alle ambizioni petrolifere dell'Audax Energy (la compagnia australiana che voleva trivellare nella concessione a nord di Pantelleria "d 364 C.R-.AX" di cui è titolare), non contraddica sè stessa, e che, trattandosi dello stesso ambiente, respinga anche queste due richieste della NP di trivellare i fondali dello Stretto di Sicilia, e adotti la stessa motivazione ecologica (è "un ambiente fragile e indispensabile alla diversità biologica e alla produttività dell'intero Canale di Sicilia"). E che infine, respingendole, "chiuda definitivamente la porta a qualsiasi richiesta di trivellazione futura nelle acque nello Stretto di Sicilia, considerati dall'Onu un patrimonio della biodiversità del Mediterraneo", come scrive giustamente Roberta Ragni nel suo articolo. E così sia, almeno per le acque di pertinenza italiana. Poi purtroppo, a lambire le acque dello Stretto di Sicilia ci sono anche Tunisia, Malta e anche la Libia. Ma questo è un'altro discorso e occorre, in proposito, che si muova quanto prima l'Unione Europea...
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Post di Alessandro Brignone su FB

Che gli scoppiasse "Ferdinandea" sotto la chiglia....
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Post di Guido Picchetti
‎:-)
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A Tullio Foti, Gianluca Cecere e Alessandro Brignone piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 26/01/12

Une plateforme pétrolière aux portes du futur Parc National des Calanques ? Et puis quoi encore ?
di Didier Reault (pubblicata il 22/01/12 in una sua nota su FB)
http://www.facebook.com/notes/didier-reault/une-plateforme-p%C3%A9troli%C3%A8re-aux-portes-du-futur-parc-national-des-calanques-et-pui/313985621977181


Depuis plusieurs semaines, les médias évoquent de plus en plus souvent la possibilité d'une implantation d'une plate-forme pétrolière au large de Marseille. J'ai eu l'occasion de m'exprimer sur ce sujet mais, me semble-t-il, de façon trop succincte pour que les enjeux puissent être bien compris. Je souhaite donc vous livrer mon analyse partagée avec d'autres élus de la Ville de Marseille mais aussi avec le Parc National de Port-Cros, le Groupement d'Intérêt Public des Calanques que préside Guy TEISSIER, les réserves naturelles de Scandola et des Bouches de Bonifacio, le sanctuaire PELAGOS, l'IUCN ainsi que de nombreuses ONG. Qu'en est-il exactement ? Le permis dit « Rhône Maritime » est un permis exclusif de recherche d'hydrocarbures liquides ou gazeux, emprisonnés sous forme de réservoirs dans des pièges géologiques, notamment dans les sous-sols sous-marins (nb : il ne s’agit pas ici de gaz de schistes). Un premier permis d’exploration a été octroyé le 29 octobre 2002 à la société TGS-NOPEC, pour une durée de 3 ans, sur une superficie de 25 000 km2, au large des Bouches-du-Rhône et du Var. En 2005, cette société a demandé la mutation du permis au profit de la société Melrose Mediterranean Limited, ainsi qu’une prolongation pour une période de 5 années supplémentaires. Ces modifications ont été approuvées par un arrêté du ministère en charge de l’Ecologie en 2006, pour une superficie ramenée à 12 500 km2 et ce jusqu’au 19 novembre 2010. En juillet 2010, une nouvelle demande de prolongation de 5 années a été déposée par Melrose Mediterranean Limited, pour une superficie de 9 375 km2. Dans l’attente, la compagnie a continué ses campagnes de prospection sismique (par émission d’ondes acoustiques basses fréquences au moyen de canons à air comprimé) pendant l’hiver 2010/2011, alors que son permis avait expiré depuis novembre 2010. En janvier 2011, les sociétés Melrose Mediterranean Limited et Noble Energie France SAS concluent une convention de mutation, suite à laquelle Noble Energie devient majoritaire dans le permis Rhône maritime. et dépose le 18 juillet 2011 une nouvelle demande de prolongation du permis de recherche. Cette demande actualisée pour une durée de 5 années supplémentaires couvre 9 375 km2, sur le plateau continental, au large des Bouches-du-Rhône et du Var. Cette zone se situe à moins de 30 km du périmètre du futur Parc national des Calanques et à 50-70 km du Parc national de Port Cros et du Sanctuaire PELAGOS (protection des mammifères marins de Méditerranée France / Italie / Monaco). De nouvelles campagnes de prospection acoustique mais également des forages d’exploration sont envisagés. Quels sont les risques liés à ces campagnes ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine della nota

L'attacco dei petrolieri è su tutto il Mediterraneo e non risparmia nessuno. Come già avevo segnalato qualche tempo fa a Daniel Mercier, anche la Costa Azzurra è soggetta a questi tentativi di ricerche di prodotti petroliferi e di trivellazioni off-shore... Andranno in porto? Spero proprio di no, e che i francesi si rendano conto dei pericoli che il loro mare meridionale e il suo litorale tanto famoso nel mondo sta correndo. Ma occorre che tutte le popolazioni costiere dei Paesi del Mediterraneo facciano fronte comune e premano sulla Unione Europea affinchè venga stabilita una moratoria su queste operazioni off-shore in Mediterraneo, o che siano almeno rispettate quelle norme previste dai vari protocolli della Convenzione di Barcellona, anzitutto istituendo quelle Aree Protette d'Altomare già individuate dall'UNEP-MAP nel Giugno dello scorso anno in un meeting di esperti ad Atene, ma anche assicurando che siano effettuati i controlli necessari sulle infrastrutture e sulle operazioni petrolifere off-shore, affinchè rispondano ai requisiti di sicurezza richiesti... Mi scuso per scrivere in l'italiano e non in francese... Auguri per il futuro...
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Post di Marine Etard
Merci pour cette analyse qui a le mérite d'être clair, bien entendu je soutiens ce "NON", qui est la seule vrai réponse et logique a ce dossier. (Tradotto da Bing) La ringrazio per questa analisi, che ha il merito di essere chiara, naturalmente sostengo il "no", che è l'unica risposta vera e logica da dare a questo problema.
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A Mauro Brusà piace questo elemento.

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La mappa con la seconda concessione della NP davanti a Sciacca in scadenza tra sette giorni... con qualche sorpresa !!!
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2920680210421&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Questa è invece la mappa estratta dalla richiesta di VIA presentata dalla NP per la seconda concessione (la 29 G.R-.NP), anch'essa in scadenza la prossima settimana. Come si può ben vedere, essa ( indicata in mappa con il n° 2) è situata a nord della concessione 30 G.R.-NP (indicata con il n° 1), con la quale confina. Ma, cosa strana, i confini della concessione n° 2, per la quale la NP richiede la VIA (e di cui stamane ho mostrato la mappa prelevata dalla relativa richiesta di VIA della NP), risultano qui notevolmente modificati, in modo da non superare verso la costa siciliana il limite delle 12 miglia dalle aree protette, indicato in legenda da una linea blu continua ma riportata in mappa con strana serie di curve tutte da verificare. Curve, tuttavia, che superano in alcuni punti, nonostante le modifiche apportate, il limite delle acque territoriali italiane (sempre di 12 miglia) indicato dalla linea tratteggiata arancione... A mio giudizio potrebbe bastare già questa evidente discrepanza nelle due mappe inserite a corredo delle due relazioni tecniche della NP (inviate contemporaneamente al Ministero), a invalidare entrambe le richieste di VIA della NP, se non altro per imperizia tecnica, sebbene non sia difficile supporre una malafede di fondo mirante a tutt'altri obiettivi... E ciò senza voler considerare che, nella concessione 30 G.R.-NP (indicata con il n° 1 nella mappa), i suoi confini sul versante verso la Sicilia si avvicinino alla costa in misura ancora maggiore, pur badando a non superare le strane linee curve disegnate intorno alle aree protette di terra. E in Mare ? Non c'è nulla da proteggere ? A questo link potete leggere lo "Studio di Impatto Ambientale" presentato dalla Northern Petroleum per ottenere il permesso di ricerca per idrocarburi sulla concessione 29 G.R-.NP a lei intestata: http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202012/d29GRNP_Sintesi_non_tecnica.pdf


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SOS, per opporsi alle richieste della NP davanti a Sciacca in Sicilia mancano meno di sette giorni !!!
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2919448499629&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

SOS, mancano meno di sette giorni !!! L'immagine qui unita è tratta dalla richiesta di VIA presentata nel novembre scorso dalla Northern Petroleum, per poter avviare le ricerche  con l'Airgun su una concessione off-shore (la 30 G.R-.NP, qui indicata con il n° 1) di cui è titolare a sud di Sciacca, nelle acque dello Stretto di Sicilia antistanti le coste siciliane, e i cui termini di scadenza per eventuali opposizioni scadono la prossima settimana, ai primi dei Febbraio. Con il n° 2 è da me indicata un'altra concessione sempre della NP, la 29 G.R-.NP, presentata insieme alla prima, e i cui termini per esprimere pareri contrari hanno la stessa scadenza. Con il n° 3 invece è segnalata un'altra delle tante concessioni (la d347C.R-.NP) di cui pure è titolare la NP nello Stretto di Sicilia. Concessione questa che viene citata come prossimo obiettivo delle operazioni previste dalla società petrolifera a pag. 28 dello "Studio di Impatto Ambientale" presentato dalla Northern Petroleum per ottenere il permesso di ricerca per idrocarburi, in altre parole la VIA. Ed è una lettura davvero interessante, che invito chiunque a non perdere, che fa ben capire a che genere di minacce lo Stretto di Sicilia è esposto attualmente, a dispetto delle sue specificità ambientali on-shore e off-shore, più volte da tanti esperti richiamate e messe chiaramente in evidenza. Questo il link su cui cliccare per raggiungere il documento Acrobat in questione:  http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202012/d30GRNP_Sintesi_non_tecnica.pdf
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Post di Giò Nastasi ‎

:(((((((((((((((
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Post di Carmine Ferrara

Grazie, documento a suo modo prezioso...
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A Roberto Giacalone, Marcantonio Pulejo, Toni Palermo, Mario Nocito Di Giovanna, Guido Pietrolongo, Roberto Frigerio e Mauro Brusà piace questo elemento.

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Le opportunità del Pescaturismo in un convegno domani a Mazara del Vallo
di Guido Picchetti (da un post su FB del 26/01/12)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


Il Mar Mediterraneo, e le opportunità che il pescaturismo è in grado oggi di offrire agli operatori del settore della pesca, sono i temi principali del convegno organizzato, sotto gli auspici della Comunità Europea, dall' "Ufficio delle Politiche Comunitarie, Innovazioni e Sviluppo", venerdì 27 Gennaio a partire dalle ore 9,00 presso l’ex Collegio dei Gesuiti in piazza Plebiscito a Mazara del Vallo. Dopo i saluti delle autorità, moderatore il Prof. Helmi Alkoudsi, docente di lingue e cultura, terranno le loro relazioni il Dott. Romano, dirigente responsabile del servizio 6, il tenente di Vascello Salvatore Calandrino, della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, il dott. Tatanò, esperto di Comunicazione Integrata, la dott.ssa Graziella Lisma, Dirigente Scolastico dell’Istituto Nautico, ed il dottore commercialista Victor Di Maria. Seguiranno poi gli interventi sulle esperienze di pescaturismo in Sicilia a cura del Dott. Salvatore Braschi, responsabile di Confcooperative Federcoopesca di Trapani e della dott.ssa Massimino, presidente della Cooperativa "Dente di Mare" di Acireale, mentre le esperienze di pescaturismo in altri Paesi del Mediterrabneo saranno illustrate dal dott. Pietro Giacalone e dalla Prof.ssa Thouraya Al, docente di lingua araba all’Università L.U.M.S.A. di Palermo, rispettivamente in Tunisia e in Libano. Concluderà i lavori la dott.ssa Anna Maria Manzo, del Dipartimento Regionale degli interventi per la Pesca.
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Articolo simile su "Pantelleria Internet Com - News n° 8857" del 27/01/12

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7991

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A Salvatore Addolorato, Mauro Brusà e Filippo Foti piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 25/01/12

Ecco il Distretto isole e arcipelaghi di Sicilia
comunicato stampa
http://www.lipari.biz/notizia.asp?idnews=15973


Entusiasmo e grande soddisfazione hanno accompagnato ieri, 23 gennaio, la costituzione del Distretto delle isole e degli arcipelaghi di Sicilia. Dopo oltre due anni d’incontri e di lavoro nasce, in forma di Associazione Temporanea di Scopo, un distretto che in prima battuta accoglie già, tra pubblici e privati, ben 95 soci e che si manifesta da subito aperto a nuove adesioni tra quanti hanno a cuore lo sviluppo delle piccole realtà insulari siciliane. La presidenza del cda va a Mariano Bruno, sindaco di Lipari, comune capofila del distretto. Mentre il coordinamento del Comitato Tecnico, con partecipazione al cda, va a Christian Del Bono, presidente di Federalberghi isole Eolie e isole minori della Sicilia (quale associazione albergatori maggiormente rappresentativa sul territorio tra gli aderenti al distretto). Gli altri componenti del cda sono: i sindaci di Favignana, Lucio Antinoro; di Lampedusa, Bernardino De Rubeis; di Malfa, Salvatore Longhitano; di Pantelleria, Alberto di Marzo; e di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo. Completano il cda ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Si è costituito due giorni fa il "Distretto Isole e Arcipelaghi di Sicilia". Ha la forma di "Associazione Temporanea di Scopo" ed è diretta da un Consiglio di Amministrazione presieduto da Mariano Bruno, sindaco di Lipari, comune capofila del distretto. L'articolo pubblicato di "Lipari Biz" riporta anche tutti i nomi di tutti gli altri componenti il CdA. A rappresentare Pantelleria ci sono Alberto Di Marzo in qualità di Sindaco, Fabio Rustico come membro del Comitato Tecnico di nomina privata, e Vincenzo Perrone (del Consorzio Pantelleria Island), come espressione di parte privata. Quello che però l'articolo non precisa sono le finalità e i programmi operativi di questa "Associazione Temporanea di Scopo". Gli auguri sono comunque d'obbligo, sperando che aiuti davvero lo sviluppo e la crescita delle isole siciliane che fanno parte del neonato "Distretto".
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A Filippo Foti e Andrea Biddittu piace questo elemento.
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Chiusura dissalatori Lampedusa, Linosa e Pantelleria: i sindacati chiedono un incontro al prefetto
comunicato stampa
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/chiusura-dissalatori-lampedusa-linosa-pantelleria-sindacati-incontro.html

I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil denunciano i gravi rischi che può comportare la imminente sospensione della gestione degli impianti di dissalazione delle acque marine di Lampedusa Linosa e Pantelleria. "Sarebbe scandaloso - affermano i segretari provinciali Gangemi, Piraino e Manganella - lasciare le intere popolazioni senza erogazione del servizio idrico e, nel contempo, non si possono accettare i licenziamenti dei lavoratori attualmente impegnati. Chiediamo un intervento urgente presso il Governo della regione, titolare delle concessioni, per affrontare complessivamente la questione con la emanazione del bando di gara che contenga la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e le misure specifiche per la gestione della fase transitoria. Sollecitiamo, pertanto, un incontro specifico per affrontare la delicata vertenza".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E subito dopo la bella notizia della nascita del "Distretto Isole e Arcipelaghi di Sicilia", ecco un'altra notizia, meno bella certamente, ma che potrebbe e dovrebbe esser legata alla precedente. E' quella della chiusura dei dissalatori di Lampedusa, Linosa e Pantelleria. I sindacati chiedono un incontro al prefetto. Molto bene... Ma non potrebbe essere questo un tema per il neonato "Distretto" sul quale, con il suo Consiglio di Amministrazione, utilmente impegnarsi a livello regionale se non nazionale? O quelle dello Stretto di Sicilia sono isole appartenenti ad un'altro mondo ?
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D’Orsogna al Senato preoccupata per le trivelle in Adriatico
di Gianni Avvantaggiato
http://www.ambienteambienti.com/featured/2012/01/news/dorsogna-al-senato-preoccupata-per-le-trivelle-in-adriatico-56730.html


Gennaio 25th, 2012. È nata in Italia, ama la natura, cittadina del mondo. Maria Rita D’Orsogna è docente all’Università Statale di Northridge, Los Angeles, California ma viene spesso in Italia non solo per ritrovare i suoi genitori a Lanciano in Abruzzo. È esperta di sostenibilità ambientale e quando ha saputo delle piattaforme petrolifere in Adriatico è subito arrivata qui per dire la sua in merito ai danni ambientali causati da ricerche e trivellazioni di petrolio in mare. Sono passati quasi due anni da quando Ambient&Ambienti ha incontrato la prima volta la signora. «Un giorno mi sono imbattuta in una pagina facebook – raccontò nella circostanza (leggi l’articolo) -, dove si parlava della piattaforma petrolifera di Monopoli. Ho scritto, ci siamo organizzati e ho proposto di venire a illustrare la problematica». Nei mesi a seguire, i suoi interventi sono stati riportati in senato, tant’è che è stata invitata a Roma per un’audizione presso l’ufficio di presidenza delle Commissioni riunite Decima (Industria, Commercio e Turismo) e Tredicesima (Territorio, Ambiente e Beni ambientali) del Senato. In esame l’Atto comunitario ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

E' stato pubblicato stamane su "Ambiente e Ambienti it" quest'articolo sull'audizione di Maria Rita in Senato la settimana scorsa. E' firmato da Gianni Avvantaggiato. Un buonarticolo che, citando alcuni dei pareri espressi dalla professoressa, ricorda che «sarebbe opportuno sveltire l’istituzione dell’area marina protetta a Pantelleria e del Parco della Costa Teatina per l’Abruzzo, per dare cuscinetti di di maggiore salvaguardia alle coste direttamente interessate, ma che sarebbe ancora meglio interdire tutti i mari nazionali alle trivelle», aggiungendo poi che «siccome l’Italia è il Paese più ricco e più avanzato di quelli che si affacciano sull’Adriatico sarebbe opportuno che fosse il nostro Paese a farsi promotore di una azione congiunta per chiudere Adriatico, e per quanto possibile il Mediterraneo, alle trivellazioni». In altre parole, «L’Italia dovrebbe ergersi a capofila dei paesi mediterranei per una moratoria contro le trivellazioni off-shore». Lo capiranno questo messaggio coloro che ci governano ?
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Dal Blog di Maria Rita una immagine significativa
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2912318641387&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Eccola:

E non si può certo dire che al "Quotidiano di Sicilia" non sapessero nulla delle prossime scadenze per presentare opposizione alle richieste di VIA delle concessioni davanti a Sciacca !!! Si erano anche beccati i soldi della pubblicità imposta dalla legge che obbliga a darne comunicazione a mezzo stampa !!! Pubblicità che poi non legge nessuno, pubblicata com'è due mesi prima della scadenza prevista. Ecco, sempre dal Blog di Maria Rita d'Orsogna, l'immagine della pagina 9 del quotidiano del 3 Dicembre 2011 con i due inserti pubblicitari in questione ! E' davvero tutto da ridere... se non fosse da piangere ... Questo il link al blog di Maria Rita D'Orsogna da cui è stata ripresa l'immagine:
http://dorsogna.blogspot.com/2012/01/altre-ispezioni-sismiche-siclia-marche.html
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No all'Italia petrolizzata. Altre ispezioni sismiche: Sicilia, Marche
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/01/altre-ispezioni-sismiche-siclia-marche.html


TUESDAY, JANUARY 24, 2012. - Concessioni in scadenza ai primi di Febbraio: d29 GR NP, Northern Petroleum, Sicilia, ispezioni sismiche; d30 GR NP, Northern Petroleum, Sicilia, ispezioni sismiche; d503 BR CS, Apennine Energy, Marche, ispezioni sismiche; BC 17 TO , ENI, Marche, Nuovo buco: In questi giorni è parlato molto della manifestazioni a Monopoli: è' stato bello leggere di 10.000 persone scese in piazza a protestare le trivelle nei mari italiani. E' stato anche bello leggere della vittoria in Sicilia per lo stop alle trivelle Audax nei mari del Canale di Sicilia, a nord di Pantelleria - la famosa d364 su cui facemmo osservazioni anche da questo blog. La stampa ha ripetuto che era la prima volta che il Ministero fermava le trivelle a causa di pericoli ambientali, ma in realtà è stato così già prima della Audax, con Ombrina Mare, a Rocca San Giovanni, che gli uffici VIA della Prestigiacomo bocciarono per gli stessi timori ambientali con grande sollievo per la gente d'Abruzzo. Innanzitutto un enorme grazie a tutti quelli che hanno scritto testi pur non essendo Siciliani, è bello che ciascuno sia solidale con l'altro, visto che ci siamo dentri tutti assieme a questa storia. Pericolo scampato allora? Mica tanto! Infatti mentre qui si discute su liberalizzazioni ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ci risiamo!!! Ai primi di Febbraio sono in scadenza i procedimenti di Via per due concessioni della NP davanti Sciacca, in pieno Canale di Sicilia, a poche miglia dalle coste siciliane. E chi richiama la nostra attenzione su questa prossima scadenza ? Maria Rita d'Orsogna dagli USA, mentre qui da noi ci stiamo tutti crogiolando tra le norme "fantasma" del decreto liberalizzazioni e il respingimento della richiesta di Via dell'ADX, ma che è solo una di quelle già vigenti nello Stretto che pendono minacciose sulle nostre acque... Frattanto, se volete controllare dove sono ubicate esattamente queste due concessioni (denominate rispettivamente "Istanza di Permesso di Ricerca in Mared 30 G.R-.NP" e "Istanza di Permesso di Ricerca in Mared 29 G.R-.NP9) noterete che le relative mappe sul sito del Ministero delle Attività Produttive non sono disponibili, e che risultano entrambe "In corso valutazione ambientale dalla richiesta di presentazione della VIA all'emanazione del decreto VIA (Operatore/MATTM/Regione)". Auguri...
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Post di Filippo Foti ‎

"crogiolando"...?? rimescolando questo termine oserei dire e, scusami, [coglion *** ia * do"] , ma quando ci vuole ci vuole. :-)
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Post di Guido Picchetti

Beh, "crogiolando" deriva dal crogiolo in cui mangiano i "maiali"... Cosa ti suggerisce questo ?
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Post di Filippo Foti

‎.... che : L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare!... aveva ragione il grande Gino..!
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I link alle due concessioni della NP sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico

A Mauro Brusà e Filippo Foti piace questo elemento.
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E con le liberalizzazioni torna l'incubo «trivella facile»: in Sicilia 39 richieste. La bozza del decreto governativo apre alla possibilità delle trivellazioni, i Verdi: «Distruggerebbero le coste»
di Saul Caia
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/24-gennaio-2012/liberalizzazioni-torna-incubotrivella-facile-sicilia-39-richieste-1902994209236.shtml


TRAPANI, 24 gennaio 2012- Nemmeno il tempo di poter festeggiare per il parere negativo della commissione tecnica Via del ministero dell'Ambiente sulla possibile ricerca petrolifera nel banco di Pantelleria, che in Sicilia torna l'allarme. All'interno della bozza del decreto liberalizzazioni redatto dal governo Monti, torna a balenare l'ipotesi «trivella facile», che consentirebbe la perforazione via mare e terra all'interno del territorio siciliano. A lanciare l'allarme è stato nei giorni scorsi il Wwf, che nella sua relazione «Milioni di regali» ha posto l'attenzione sulle possibili nuove 82 istanze di ricerca che nel 2011 sono pervenute al ministero dell'Ambiente, delle quali solo 39 interessano la Sicilia. Il coordinatore dei Verdi Sicilia, Carmelo Sardegna esprime il suo dissenso per una possibile trivellazione che «distruggerebbe la nostra costa», attaccando duramente la giunta regionale guidata dal governatore Lombardo, reo, secondo l'ambientalista, di interessarsi solamente alla «cementificazione delle coste», senza «tutelare il territorio», elemento cardine del turismo isolano. Dello stesso avviso Vincenzo Moscuzza, responsabile del comitato «NoTriv» nato per la salvaguarda della Val di Noto, che aggiunge: «Adesso ci sono alla Regione Siciliana ben 40 richieste di permessi per ricerche petrolifere, in tutta la Sicilia, sia offshore che onshore. Questi sono dati sconvolgenti. È inutile che parliamo di territorio, di tutela dell'ambiente, di valorizzazione turistica della Sicilia, se poi arrivano i petrolieri e vogliono piazzare le loro strutture dappertutto». Nonostante il decreto resti ancora ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'articolo di Saul Caia pubblicato on line ieri su "Il Corriere del Mezzogiorno It" è valido nella sostanza, in particolare per la situazione allarmante della Sicilia con le 39 richieste di trivellazioni avanzate dai petrolieri on-shore e off-shore, ma mi pare non sia aggiornato per quanto riguarda il decreto sulle liberalizzazioni, che, superata la fase di bozza ed approvato dal Consiglio dei Ministri, è stato firmato ieri sera dal Capo dello Stato e dovrebbe oggi uscire sulla Gazzetta Ufficiale. Comunque già ieri la versione definitiva, con i suoi 97 articoli, è stata pubblicata on line su "Legge Oggi" (vedi il post precedente) e chiunque può prenderne visione. L'unico articolo che riguarda il problema trivellazioni sembra sia ora l'art 16, piuttosto oscuro in verità per i vari richiami che fa a precedenti dispositivi di legge che potrebbero anche nascondere qualche sorpresa. Ma, senza abbassare la guardia, per ora si può tirare un sospiro di sollievo, anche per quanto segnala quest'articolo del quotidiano circa una generale presa di coscienza prima, e di posizione poi, contro ulteriori attività petrolifere nella regione siciliana ai vari livelli.
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A Filippo Foti e Alessandro Brignone piace questo elemento.
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Altro che Fregoli! Scompare il famigerato articolo 17 libera-trivelle denunciato dai Verdi
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59917459#entry487265550
 

Altro che Fregoli ! Dal decreto sulle liberalizzazioni scompare il famigerato articolo 17 libera-trivelle denunciato dai Verdi. Infatti non c'è più... Non è scomparso il numero 17 come si fa negli USA, dove nei piani di molti alberghi le camere contrassegnate con il 13 o il 17 (a secondo le regole scaramantiche seguite dai proprietari) non esistono, e a volte anche i diciassettesimi piani dei grattacieli. Ma è scomparso il testo di quell'articolo, che aveva giustamente suscitato le reazioni di Bonelli, Presidente dei Verdi, e che, più volte da molti integralmente riportato e  ora scomparso, appare probabilmente sostituito da quello del successivo articolo sulla "Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti". Me lo segnala Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne Greenpeace Italia (che ringrazio), invitandomi a dare un'occhiata al sito "Leggi Oggi It" al link http://www.leggioggi.it/allegati/liberalizzazioni-il-testo-del-decreto-legge/, dove sono elencati i 97 (sic!) articoli del decreto legge che sarà nei prossimi giorni in discussione al Parlahttp://www.ambienteambienti.com/featured/2012/01/news/dorsogna-al-senato-preoccupata-per-le-trivelle-in-adriatico-56730.htmlhttp://www.ambienteambienti.com/featured/2012/01/news/dorsogna-al-senato-preoccupata-per-le-trivelle-in-adriatico-56730.htmlfatto, potendo così notare, a una prima rapida scorsa, come l'unico articolo sul tema trivellazioni sembra ora essere il n° 16, che, con rinvii e richiami in puro (e oscuro...) stile politichese, recita quanto segue:

"Art. 16 (sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche)
1. Al fine di favorire nuovi investimenti di ricerca e sviluppo delle risorse energetiche nazionali strategiche di idrocarburi, garantendo maggiori entrate erariali per lo Stato, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa sancita in sede di Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità per individuare le effettive maggiori entrate e le modalità di destinazione di una quota di tali maggiori entrate per lo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescita dei territori di insediamento degli impianti produttivi e dei territori limitrofi.
2. Le attività di cui all’articolo 53 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n.886, sono svolte secondo le norme vigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366."

Pertanto, come non concordare pienamente con l'invito di Alessandro Giannì a stare in campana, viste le proprietà più uniche che rare di questo decreto fiume sulle "liberalizzazioni" ? Un decreto che, più che avere norme "fantasma", a me pare abbia indubbie proprietà di trasformismo "alla Fregoli", e nel contempo capacità di nascondere alla vista amare realtà...
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Stesso articolo su una nota del sottoscritto su FB del 24/01/12
http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=356051427740012
... su "Pantelleria Internet Com - News 8844" del 25/01/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7978

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Il Mediterraneo sotto attacco delle multinazionali del petrolio, complici gli stati rivieraschi. Israele: Cipro è sempre più vicina. Netanyahu andrà a Nicosia per discutere di ulteriori accordi sull'estrazione del gas nel Mediterraneo orientale. Obiettivo: difendere l'area dalle rivendicazioni di Turchia e Libano ed esportare in Europa.
di Giorgia Grifone
http://nena-news.globalist.it/?p=16484
 

Roma, 20 gennaio 2012, Nena-News. Il prossimo 16 febbraio Benjamin Netanyahu si recherà a Cipro. A cosa è dovuta la prima visita ufficiale di un premier israeliano nell’isola? Ovviamente al gas del Mediterraneo orientale. Tel Aviv cerca con Nicosia una cooperazione sempre più intensa che, giorno dopo giorno, produce risultati molto vantaggiosi per entrambi. E’ di qualche giorno fa la notizia, riportata dai media ciprioti, dell’accordo di cooperazione raggiunto tra i due Stati sulla protezione dei giacimenti di gas sottomarini. Israele ha anche chiesto a Cipro il permesso di istituire una base aerea nell’isola: la risposta, probabilmente, arriverà nel vertice bilaterale di metà febbraio. Conscio di un momento storico in cui Turchia e Siria non sono più affidabili dal punto di vista politico, rassegnato a un Libano sempre più reattivo, Israele si stringe attorno a Cipro per proteggere la sua parte di ricchezza futura. I due paesi avevano già delimitato le loro zone economiche esclusive (Zee) nel 2010, dopo la scoperta, nel 2009, di un enorme giacimento di gas che si estendeva tra i due paesi. L’accordo prevede lo sfruttamento comune dei giacimenti a cavallo tra le due Zee e la possibilità di variare i punti di incontro fra le loro acque esclusive e quelle di altri stati. Mosse opportunistiche congiunte volte a estromettere i paesi limitrofi dalla spartizione delle risorse trovate nel bacino del Mediterraneo orientale. Israele, infatti, non ha mai ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sulla legislazione marittima (UNCLOS), carta che regola i diritti degli stati sullo sfruttamento dell’area compresa a 200 miglia dalle coste di ognuno. Le zone, in un bacino così piccolo, sono facilmente intersecabili: Israele, per accaparrarsene l’esclusività, ha piazzato quindi navi da guerra a pattuglia delle zone da trivellare. Una mossa che il governo turco ha imitato, nel settembre dell’anno scorso, quando ha inviato navi in acque cipriote, non lontano dalla zona dove Nicosia stava conducendo le sue priospezioni. Un gesto provocatorio, dovuto all’estromissione della Turchia -che rivendica le acque di Cipro Nord, occupata nel 1974- dalla spartizione dei giacimenti trovati. L’ intensificazione degli accordi bilaterali sull’estrazione del gas non è dovuta solo alle minacce turche, ma anche al risveglio, qualche settimana fa, del Libano nella corsa al gas. Il gabinetto libanese ha infatti appena approvato una legge che regola le esplorazioni e le trivellazioni al largo delle proprie coste. Una decisione che apre le porte alle compagnie estere ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
NENA sta per "Near East News Agency". In altre parole si tratta di un agenzia di stampa dedicata ai fatti del vicino Medio-Oriente. Pochi giorni fa, per l'esattezza il 20 Gennaio u.s, essa, a firma Giorgia Grifoni, ha pubblicato un articolo molto interessante su certi accordi che lo stato israeliano sta stipulando con Cipro, che riguarda proprio il tema delle trivellazioni in Mediterraneo. Leggetelo e capirete quali grossi interessi ci sono in gioco intorno ai giacimenti di prodotti petroliferi del Mare Nostrum. Sono interessi e prospettive di vantaggi economici enormi, capaci di far spostare il rating di una nazione, come è avvenuto di recente per Israele che ha visto salire il suo coefficiente da A- ad A+ per il solo fatto di avere stipulato con Cipro un accordo di sfruttamento, "coltivazione" si dice in gergo, di un ricco giacimento di prodotti petroliferi recentemente scoperto al largo delle sue coste mediterranee, a metà strada circa da Cipro. Fate attenzione: dove leggete nell'articolo la parola gas, spesso ripetuta, non fatevi ingannare. Come ha ben spiegato la Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna durante il suo ultimo giro di conferenze, anche qui a Pantelleria, gas è una parola che fa meno paura di petrolio, ma parliamo sempre della stessa cosa nera, in altre parole se non è zuppa e pan bagnato, estratto con le trivelle: un miscuglio di rocce frantumate con gas e liquido nero, entrambi prodotti petroliferi di maggiore o minore qualità e densità, che poi, attraverso processi più o meno complessi nei successivi processi di raffinazione, diventeranno quei prodotti che ben conosciamo e che, bruciando, producono preziosa energia (metano, benzina, petrolio, o nafta), quando però non combinano quei tragici danni che tanto temiamo.
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Dalla mia Bacheca su FB del 24/01/12

Sulle trivellazioni off-shore e on-shore stamani. Articoli e titoli a confronto
di Guido Picchetti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59902473#entry487140132


Stamane dalla rete. Due titoli, l'uno bianco l'altro nero, con due comunicati che affermano le stesse cose o quasi... Questo è quel che dice in rete stamane "Eco Seven Saper Vivere" a carattere cubitali: "DECRETO LIBERALIZZAZIONI: NESSUNA NOVITA' PER LE TRIVELLAZIONI OFFSHORE DI PETROLIO E GAS", pur segnalando nell'articolo la "diffidenza" di Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, che ha affermato che "con gli articoli 16 e 17 del decreto sulle liberalizzazioni sarà possibile fare trivellazioni petrolifere nelle aree marine e naturali pregiate che sono Aree marine protette di prossima istituzione come l'Isola di Pantelleria, il Canale di Sicilia e gran parte del territorio della Basilicata". Il passaggio legislativo che non piace ai Verdi, continua l'articolo di "Eco Seven Saper Vivere", è l'ultimo capoverso del comma 1 dell'Articolo 17 che recita: "Nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi già rilasciati". Ma se è è vero come è vero che ci sono quei due articoli nel decreto che consentono quanto afferma Bonelli, come si fa a dire che non c'è nessuna norma che facilita le trivellazioni off-shore di petrolio ? Misteri della logica di oggi (e forse di quelli che "sanno vivere"...) !!! http://www.ecoseven.net/energia/decreto-liberalizzazioni-nessuna-novita-per-le-trivellazioni-offshore-di-petrolio-e-gas . Questo invece è il titolo del comunicato di ieri dell'OLA, l'organizzazione Ambientalista Lucana che di certe cose se ne intende eccome, essendo nell'occhio del ciclone per quanto è accaduto, sta accadendo e accadrà in Basilicata, e con quei due articoli 16 e 17 del decreto che peggioreranno ulteriormente le cose in quella sfortunata regione già martoriata dalle operazioni dell'ENI. Senza parlare poi di quanto sarà possibile fare intorno a Pantelleria e nello Stretto di Sicilia, dove tanti di quei titoli a favore delle società petrolifere sono stati rilasciati negli ultimi anni, mentre le AMP da oltre vent'anni previste, e già "reperite" a termini di legge, ancora non sono state istituite... Campa cavallo che l'erba cresce... tanto, se muori di fame, chi se ne frega... http://www.olambientalista.it/index.php/comma-killer-trivelle/
Commenti a margine su FB
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Post di Giò Nastasi
Siamo sempre più alla deriva!! :((
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Post di Filippo Foti
I mari si allontanano sempre più dai ... Monti......
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Post di Guido Picchetti
Buona questa..
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A Mauro Brusà e Filippo Foti piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 23/01/12

Bonelli (Verdi): «C'è il trucco. Le trivellazioni offshore libere non sono scomparse dalle liberalizzazioni»
da redazione
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=14208


20 gennaio 2012 - Ieri il ministro dell'ambiente Corradio Clini ha più svolte smentito come «Prive di fondamento» le "indiscrezioni" (che a dire il vero erano articoli di una bozza fatta circolare dal governo) «Relative a norme sulle trivellazioni in mare per le ricerche petrolifere che sarebbero inserite nel cosiddetto "decreto liberalizzazioni"», La contrarietà di Clini è nota, tanto che ha ribadito che «La protezione del mare e delle coste è la priorità del nostro lavoro di queste ore». Ma secondo il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, la "manina" che ha scritto quella bozza avrebbe fatto un lavoro ancora più raffinato: «La norma sulle trivellazioni libere non è affatto scomparsa dal decreto sulle liberalizzazioni. Abbiamo scoperto il trucco che consente di fare trivellazioni petrolifere anche in 17 aree di straordinario pregio ambientale e che devono essere ancora inserite nel decreto che contiene l'elenco delle Aree protette, perché fanno parte dell'Elenco delle Aree Marine di prossima istituzione». Bonelli si riferisce all'elenco pubblicato sul sito del ministero dell'ambiente:
http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&m=argomenti.html%7CMare.html%7Caree_marine_pro.html%7Caree_marine_di_.html.
Il comma pro-petrolieri sarebbe questo: «Nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi già rilasciati alla data di inserimento della stessa nell'elenco di cui al decreto 27 aprile 2010 e sue modifiche e integrazioni». Secondo i Verdi «Con questo comma sarà possibile avviare nuove trivellazione nelle seguenti aree che sono aree marine protette di prossima istituzione: Procedimenti in corso: 1) Area marina protetta Costa del Piceno; 2) Area marina protetta ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ancora a proposito del trucco del Governo per le trivellazioni in aree marine protette di prossima istituzione, ma da oltre vent'anni in lista d'attesa...Questa volta su "Green Report... Ma credete che arriverà dal Ministero o dai tecnici del Governo qualche chiarimento al riguardo ? Altro che forconi, e altro che tecnici !!! Qui ci vorrebbe un bel calcio nel sedere a chi mette nero su bianco certe cose occupando posti di potere raggiunti chissà come...
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Due filmati di YouTube sulla "Costa Concordia"
da un post del sottoscritto del 23/021/12 in bacheca su FB
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/345670815452547?notif_t=like


Due filmati da vedere in sequenza. Per primo questo di 6'56", caricato su You Tube da "Alemap5991" il 14/gen/2012, che mostra la bellezza ed eleganza di questo straordinaria gioiello del mare che era la "Costa Concordia"...
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=D5iunIyFwx0 
E per secondo quest'altro video di 53" che, caricato su YouTube da "iceblueit" in data 20/gen/2012, mostra in una bella animazione la probabile traiettoria seguita dalla nave nel suo tragico "inchino" all'isola del Giglio. "Inchino" che, dopo l'urto con gli scogli delle Scole, la costrinse a virare e finire la sua crociera sui fondali in prossimità dell'imboccatura del porto dell'isola per evitare guai ben maggiori... Ma che mostra anche un probabile metodo per recuperare la nave, e che consentirà di riportare a galla il Concordia, sempre che il diavolo non ci metta la coda...
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ruzgkIIesKQ
 

   

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San José in Antique Filippine: affonda cargo rischio disastro ambientale. Autorità filippine impegnate a disporre mezzi idonei per contenere possibile fuoriuscita di petrolio dalla nave che è affondata stamane, alle ore 8,00 di fronte al villaggio di San José in Antique (Filippine)
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59881990#lastpost


22/01/12 - Corsa contro il tempo per evitare una possibile fuoriuscita di petrolio da una nave da carico affondata al largo delle coste delle Filippine occidentale che potrebbe danneggiare le zone costiere della provincia di Antique.  Il direttore della "Gestione del rischio catastrofi" Alex Preston, nel corso di una un'intervista andata in onda su "Radio dzXL", ha detto che l'equipaggio della nave ed il comandante, in tutto 17 persone di equipaggio, sono stati riportati al sicuro. Le cause dell'affondamento della nave non sono state ancora chiarite e si aspetta di sentire il comandante che riferirà dell'accaduto in serata. Il cargo Seaford 2 stava trasportando un carico di circa 47.000 sacchi di cemento al porto di Culasi in Antique Iligan City. I primi rapporti, non ancora confermati, riferiscono che la nave dovrebbe avere accusato, durante la navigazione e quando erano le ore 3,00 del mattino, una serie di problemi meccanici provocando lo stallo del cargo che ha incominciato a caricare acqua e poi affondare, per come si evince dalla immagine che fissa il momento del drammatico evento. Quando il capitano della nave ha constatato che ormai non si poteva fare più nulla, ha dato l'ordine all'equipaggio di abbandonare la nave. Preston ha detto che, con l'equipaggio già al sicuro, al centro dell'attenzione dei funzionari della gestione delle catastrofi, c'è ora la priorità di scongiurare che 7.000 litri di carburante diesel a bordo vadano a raggiungere le coste vicine di San Jose. Parla sempre Preston: "la Guardia Costiera filippina sta conducendo un'inchiesta sull'incidente mentre ha convocato gli armatori dicendo loro di attrezzarsi per impedire la fuoriuscita di petrolio che può causare enormi danni ambientali.
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Post di Filippo Foti su FB a margine del post

Le solite storie.... purtroppo!
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A proposito di trivelle. Un trucco della legge sulle "liberalizzazioni" che potrebbe danneggiare Pantelleria
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7962


News 8828, Pantelleria 22/01/2012. Allora il trucco c'è, anche se non si vede... Per l'esattezza è un trucco che è sfuggito ai più, e che smentisce principalmente le dichiarazioni del ministro Clini. In pratica nel decreto legge delle liberalizzazioni appena emanato, le norme che faciliterebbero le operazioni off-shore delle società petrolifere a quanto pare hanno solo cambiato numero dei rispettivi articoli, rispetto a quanto indicato nella bozza del documento resa nota nei giorni scorsi a seguito di indiscrezioni riportate dalla stampa. Ora, secondo quanto denuncia Angelo Bonelli, presidente del partito ambientalista, in un articolo pubblicato ieri da Repubblica, il nuovo decreto sulle liberalizzazioni agli articoli 16 e 17 darebbe di fatto via libera alle trivelle in Aree Marine Protette di prossima istituzione, come Pantelleria appunto, e non solo. E, alla luce di questa denuncia, pianga sè stesso chi non volle e non vuole ancor oggi l'Area Marina Protetta intorno all'isola (nonostante fosse già prevista fin dal 1991), e chi fece i salti di gioia quando il Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria fu affossato, e, guarda caso, furono nel contempo avanzate tre richieste di concessione a Nord e ad Ovest di Pantelleria che, debitamente autorizzate all'insaputa di tutti, sono tuttora vigenti. Concessioni che, ancor più prossime all'isola di quella dell'ADX (la cui richiesta di VIA è stata respinta la settimana scorsa dal Miniambiente), potrebbero iniziare ad operare con una semplice comunicazione di ripresa attività agli organi competenti. Questo il link all'articolo in questione su La Repubblica, intitolato: "Trivellazioni, la protesta dei verdi. Un trucco, il ministro ora spieghi": http://www.repubblica.it/ambiente/2012/01/21/news/verdi_trivellazioni-28534300/
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A Salvatore Addolorato piace questo elemento.
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Lettere al Direttore, Grazie a quelli che si sono impegnati per dire "Stop alle Trivelle"
di Alberto Bolzani
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7963


News 8829, Pantelleria 22/01/2012 - Caro Direttore, un grazie a Luca Zingaretti, NoTrivellaDay, Tomasi Di Lampedusa, CartaSalata, Alberto Zaccagni, Pantelleria Internet, il Ministro ha detto "Stop alle Trivelle", grazie anche a Salvatore Gabriele con gli auguri che inizi un buon anno, davvero. (f.to Alberto Bolzani)
Il Ministero dell’ambiente annulla le trivellazione sul Banco Pantelleria
Abbiamo vinto il primo round di un lungo incontro. Come riportato da Repubblica il 19 gennaio 2012, la commissione VIA (valutazione impatto ambientale) ha espresso parere negativo per le ricerche petrolifere richieste della Audax Energy, la cui istanza “D364 CR AX” era pervenuta in luglio al nostro Comune. A questa richiesta di ricerca nel nostro mare è stata fatta una strenua opposizione a termini di legge da molteplici organizzazioni coordinate dal pool composto da volontari, esperti, biologi, ambientalisti, avvocati, associazioni e cittadini che si sono formati anche in seguito al convegno tenutosi nel mese di giugno, “Un punto nel mare – Un mare di punti”. Per la prima volta nella storia delle ricerche petrolifere in Italia è stata rigettata un’istanza per motivi di eccezionale biodiversità, ...[segue]... (f.to Alberto Zaccagni)
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Dalla mia Bacheca su FB del 22/01/12

Maria Rita D'Orsogna dagli USA. Il giorno dopo... Il 17 porta iella...
di Guido Picchetti (da una nota su FB del 22/01/12)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=354688487876306


    Maria Rita D'Orsogna, rientrata negli Usa dopo l'audizione in Senato l'ultimo giorno del suo nutrito giro di conferenze nel sud dell'Italia, da Pantelleria a Pescara, ha già ripreso la sua battaglia a distanza in difesa del territorio terrestre e marino del suo Paese d'origine. E lo fa con l'immediata forza ed efficacia che la caratterizzano. Il suo ultimo post appena pubblicato sul suo Blog ne è la dimostrazione e invito caldamente tutti gli amici a leggerlo. Questo il suo link: http://dorsogna.blogspot.com/2012/01/il-giorno-dopo.html.
    Ma prima permettetemi di riportare qui a seguire, ripreso proprio da questo suo ultimo intervento in rete, l'articolo 17 del Decreto liberalizzazioni, che, pubblicato in Italia dal "Sole 24 ore" e ripreso per sommi capi da vari organi di stampa, ha suscitato le reazioni del senatore Angelo Bonelli dei Verdi, facendogli giustamente dichiarare che non è vero che le norme libera-trivelle siano state eliminate dal decreto liberalizzazioni, ma che sono state solo spostate con lievi modifiche (dagli artt. 21 e dintorni della bozza) all'art.17 e seguente del decreto finale, ma conservando gli intenti originari a favore delle società petrolifere e a danno di tutte le aree protette, sia di quelle già istituite (per la ridotta vicinanza cui vengono permesse le operazioni di ricerca e di estrazione), sia per quelle in corso di istituzione, dove restano validi le concessioni e i permessi già rilasciati.
    Questo il testo letterale dell'Art. 17: "Ai fini della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, da svolgersi all'interno delle acque delimitate dal perimetro delle aree protette individuate con decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. L'elenco viene aggiornato con cadenza annuale; nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi già rilasciati."
   
L'articolo 17 del decreto del governo sarà nei prossimi giorni in discussione al Parlamento. E Maria Rita sul suo blog lo mette a confronto con il comma 17 dell'art.6 di un altro decreto legislativo in materia, quello n° 152 del 2006, che recita invece così: "Ai fini di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, all'interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonchè di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9".
    Dal 1991 al 2012 sono passati oltre venti anni. Ma venti anni non sono bastati ad uno stato dormiente in fatto di tutela ambientale a istituire ufficialmente le Aree Marine Protette che quella legge quadro del 1991 già aveva individuato e segnalato ufficialmente come "Aree di Reperimento". Quali sono queste 17 Aree Marine ? Ce lo ricorda un recente comunicato del WWF: 1) Area marina protetta Costa del Piceno; 2) Area marina protetta Isola di Gallinara; 3) Area marina protetta Arcipelago Toscano; 4) Area marina protetta Costa del Monte Conero; 5) Area marina protetta Capo Testa – Punta Falcone; 6) Area marina protetta Golfo di Orosei – Capo Monte Santu; 7) Area marina protetta Isole Eolie; 8) Area marina protetta Isola di Pantelleria; 9) Area marina protetta Penisola Salentina; 10) Area marina protetta Pantani di Vindicari; 11) Area marina protetta Arcipelago della Maddalena. Procedimenti in fase di avvio: 12) Area marina protetta Monti dell’Uccellina – Formiche di Grosseto – Foce dell’Ombrone Talamone; 13) Area marina protetta Costa di Maratea (L. 394/91); 14) Area marina protetta Isola di Capri; 15) Area marina protetta Isole Pontine; 16) Area marina protetta Monte di Scauri; 17) Area marina protetta Isola di San Pietro.
    Sono aree che Interessano tutti i mari italiani. E di questa inefficienza ora i nodi vengono al pettine e potremmo pagarne le conseguenze. Di chi la colpa ? Ma per un napoletano come me è della cabala: 17 è il comma di quell'articolo del decreto della legge quadro del 1991; 17 è il numero dell'articolo del nuovo decreto sulle liberalizzazioni che da alle società petrolifere licenza di trivellare nelle aree marine protette ancora da istituire dopo oltre vent'anni; e 17 sono proprio quelle aree marine degne di tutela ambientale lungo le coste italiane che l'ignavia dei ministri dell'Ambiente succedutisi nel tempo, e non solo, non ha fatto realizzare quanto quella vecchia legge prevedeva... Di chi la colpa se non del numero 17 ?
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Stesso articolo su "Profumo di Mare" del 23/01/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59890311
... e stesso articolo anche su "Pantelleria News Internet Com" del 24/01/12 con il titolo "Maria Rita D'Orsogna rientrata in America. Ha già ripreso la battaglia contro le trivellazioni in difesa del territorio terrestre e marino"
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7969
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No all'Italia petrolizzata: Il giorno dopo
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2012/01/il-giorno-dopo.html 


SATURDAY, JANUARY 21, 2012. Sono tornata a casa, e non ho fatto a tempo a partire e ad arrivare che già si parlava di liberalizzazioni delle trivelle, di ritiro annunciato - ma forse che c'è il barbatrucco - oltre che della manifestazione di oggi Sabato 21 Gennaio a Monopoli, di altri scoppi di petrolio ENI, del petrolio al largo della Costa Concordia, dell'oleodotto Keystone per ora bocciato da Obama, e del diniego del pozzo della Audax al largo di Pantelleria. Avrei tante cose da raccontare, tante impressioni, incontri: dibattere con un nuovo ENI-man a Muro Leccese - sweet revenge -, incontrare le mamme di Viggiano, ricevere i premi a Pescara e a Palermo, ma non c'è tempo per tutto. Occorrerebbe un post per ciascuna di queste cose. L'audizione al Senato: è andata bene. Inizia tutto puntuale alle 2 del pomeriggio - ero un po' preoccupata ed avevo speso moltissimo tempo prima per condensare tutto nei pochi minuti che avevo, perchè volevo essere rispettosa del tempo altrui. Ma poi, una volta iniziato, la paura è passata ed è andata come sempre. Con me c'era il mio amico Hermes Pittelli, giornalista e scrittore di Roma, che sono sicura saprà fare un resoconto più obiettivo e distaccato. Ai senatori in aula gli ho fatto vedere le mappe di tutte le regioni in dettaglio - Venezia, l'Abruzzo, la Sicilia, le isole Tremiti, il Salento, la Basilicata - ed ho evitato di parlare di royalties per non passare il messaggio che aumentando un po gli spiccioli che ci danno, si può fare tutto. Il mio discorso è durato circa 25 minuti ed è stato più o meno una versione ridotta di quello che dico sempre. Alla fine ho detto loro che secondo me - ma anche secondo il buonsenso! - sarebbe opportuno sveltire l'istituzione dell'area marina protetta a Pantelleria e del Parco della Costa Teatina per l'Abruzzo, per dare cuscinetti in più, ma che meglio sarebbe interdire tutti i mari nazionali alle trivelle. E poi gli ho detto che siccome l'Italia è il paese più ricco e più avanzato di quelli che si affacciano sull'Adriatico sarebbe opportuno che fosse il nostro paese a farsi promotore di una azione congiunta per chiudere Adriatico, e per quanto possibile il Mediterraneo, alle trivellazioni. Infine gli ho fatto vedere un po di slide sulla Basilicata, come esempio di società ed ambiente post-trivelle, dicendo loro che non è giusto chiedere ancora il raddoppio della produzione e con essa il raddoppio dell'inquinamento, malattie ed emigrazione. I senatori sono rimasti molto sorpresi da un paio di cose: il limite made in the USA delle 100 miglia, l'annuncio delle ditte petrolifere sulla stampa di California che le operazioni petrolifere fanno venire il cancro, e soprattutto sulla mappa della Florida chiusa alle trivelle. Mi hanno chiesto se è vietato trivellare http://nena-news.globalist.it/?p=16484io non c'è. Gli ho detto invece che secondo le stime in quei mari c'è molto più petrolio che in tutte le riserve d'Italia messe insieme: dopo tutto sono attaccati al Golfo del Messico, dove ci sono 3000 trivelle attive. I trivellanti ci provano spesso a bucare l'area, ma ogni volta opinione pubblica e politici dicono "no grazie, inquina troppo - anche a regime e senza scoppi - e preferiamo tenerci il mare pulito". E quindi gli ho detto che il limite italiano, delle 5 miglia che diventano 12 in caso di riserve, è un passo in avanti, rispetto al vuoto legislativo pre 2010, ma che dovrebbe essere ampliato. Della serie: ci piace copiare tutto dagli Americani, fuori che le cose saggie e la protezione ambientale. Gli ho anche detto che sarebbe opportuno una moratoria in Basilicata, dove ENI e Total hanno distrutto ogni cosa che hanno toccato. Mentre ero li ha telefonato Assomineraria che volevano una audizione pure loro! Mi veniva un po da ridere. Guarda tu se Assomineraria deve essere gelosa di me! Dalle bacheche del Senato si vedeva che la senatrice Simona Vicari, pro-trivelle, aveva promosso una discussione per regolamentare le royalties, di li a poco della mia audizione. Non so cosa sia successo. Nel programma royalties c'era anche l'intervento della senatrice ricopiona, Adriana Poli Bortone, assente invece dal mio intervento. Si vede che vado bene per essere ricopiata, non per essere ascoltata! In complesso, sono stati tutti molto gentili con me, attenti e genuinamente interessati, specie il Senatore D'Ali che ha organizzato il tutto e anche il Senatore Tommaselli della Puglia con cui ho conversato a lungo dopo l'intervento. Dall'Abruzzo, nessuno. Alcuni mi chiedono se questa audizione è servita al ritiro del decreto liberalizzazione delle trivelle. Ovviamente non lo so cosa sia successo dopo che sono andata via, e non posso dire con certezza che ruolo io abbia avuto. Certo è che non potevo capitare in Senato in data migliore, visto che il decreto era in discussione proprio in quei giorni. Da diverse fonti mi dicono che le cose che ho detto siano state abbastanza utile e che il Senatore D'Alì è stato poi molto combattivo: "... ti dico con molto piacere che ritengo personalmente che il tuo intervento in Senato sia stato determinante per quanto poi avvenuto, vale a dire la cancellazione proprio ieri nella riunione del Consiglio dei Ministri dal decreto sulle "liberalizzazioni" delle norme "libera-trivelle" che erano state inserite nella bozza in discussione. Ti dico ciò in quanto proprio XXX mi aveva ieri mattina telefonato per dirmi che, dopo gli allarmi creati dalle anticipazioni di stampa su dette norme, aveva contattato il sen. D'Alì in proposito, che l'aveva tranquillizzata dicendo che si sarebbe opposto ad esse in ogni modo... E, il consiglio dei Ministri, dopo ben otto ore di discussioni (su questo e su altri punti, naturalmente...), ieri sera alla fine le ha cancellate...". So anche che l'email di Corrado Clini è stato bombardata da varie persone d'Abruzzo che gli hanno scritto contro questa liberalizzazione - in primis Assunta e Pasquale - , e ovviamente avranno saputo della manifestazione di Monopoli. Per cui credo che tutto insieme - il mio intervento, la rabbia della gente, la protesta pugliese - abbiano contribuito a questo apparente pericolo scampato. Dico "apparente" pericolo scampato perchè sono arrivati altri testi sul senatore Angelo Bonelli dei Verdi che dice che in realtà non è' vero che la liberalizzazione sia saltata, ma in sincerità sono troppo stanca per indagare meglio... Sensazioni personali? 1. Al Senato si trattano bene - e' tutto splendido. Sarebbe bello che anche le scuole italiane fossero cosi' curate! 2. Un pizzico di tristezza nel pensare che quei galantuomini che governano l'Abruzzo non abbiano potuto fare niente di niente per la nostra regione e che tutto questo sia partito dalla Sicilia e non dai senatori d'Abruzzo ai quali continuo a sciorinare tutte queste cose da anni. In Puglia hanno fatto le manifestazioni con Vendola e con il capo dell'opposizione assieme, in Abruzzo Chiodi e Sorgi giocano invece a nascondino. 3. C'è molto molto da fare ancora... Domani parto per lavoro per Calgary, la capitale delle Tar Sands... Vediamo! ... [segue con le note e con un intervento da Maria Luisa D'ippolito del FAI di Foggia sulle leggi]
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Su "Il Manifesto" di oggi a proposito del decreto "liberalizzazioni" del Governo
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/2890296730853?notif_t=feed_comment


A pag. 3 de "Il Manifesto" di oggi, inizia così l'articolo di Andrea Palladino...
AMBIENTE - PER IL MINISTERO «NON ESISTE ALCUNA NORMA RELATIVA ALLE TRIVELLAZIONI IN MARE». MA NELL'UNICO TESTO DISPONIBILE INVECE C'È. La trivella non si ferma nelle aree protette. Giallo sulle perforazioni. L'articolo 17 del decreto «Cresci Italia» consente le ricerche petrolifere nelle «nuove aree protette». I Verdi attaccano, Clini smentisce. È un corpo fluido il decreto Monti, una sorta di ectoplasma che si aggira tra i corridoi dei palazzi romani, pronto a cambiare colore, odore, consistenza. Impossibile avere un testo certo, che possa fugare i tanti dubbi sulle scelte...
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Post di Mario Nocito Di Giovanna sulla bacheca di FB a margine

Staremo a vedere...
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A Mauro Brusà piace questo elemento.
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TG LA7 del 20.01.12 - Trivellazioni in mare: confronto Vendola-Clini
video caricato da ANTENNASUD su You Tube
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=XvmC2KMYzMU

20/gen/2012 - La Puglia si mobilita contro le trivellazioni di petrolio in mare. Domani manifestazione a Monopoli, mentre ieri polemica Governo-Regione sulle norme per le ispezioni petrolifere in mare.
(da "Antenna Sud" http://www.antennasud.com)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Non c'è bisogno di molti commenti. Il Mare è sotto attacco nel silenzio più assoluto e colpevole da parte di chi lo studia e dovrebbe tutelarlo, ma anche di coloro (e non sono pochi sparsi nelle regioni costiere del nostro Paese) per i quali quel Mare è fonte diretta e indiretta di vita, e di speranza di sviluppo ... E chi ascolterà le proteste degli 8.000 che hanno manifestato ieri a Monopoli contro le trivellazioni nel Mar Adriatico e contro gli articoli 16 e 17 del decreto sulle liberalizzazioni, che consentiranno alle società petrolifere di operare nelle aree naturali di grande valore ambientale, come in Basilicata, e nelle Aree Marine Protette di prossima istituzione, intorno all'isola di Pantelleria, nel Canale di Sicilia, e non solo ?
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No trivellazioni off shore: in 8mila protestano a Monopoli
di Marina
http://www.ecoblog.it/post/14329/no-trivellazioni-off-shore-in-8mila-protestano-a-monopoli


21/01/12 - Oggi a Monopoli si è tenuto il No triv day, ossia una giornata di protesta contro le trivellazioni nel Mar Adriatico (in alto il video del confronto tra Vendola governartore della Puglia e Clini ministro dell’Ambiente). La Puglia, con Abruzzo e Basilicata è tra le regioni che rischiano direttamente gli effetti devastanti dell’inquinamento causato dalla ricerca di petrolio. [omissis) Le trivellazioni off shore in Adriatico prima furono approvate di straforo dall’ex ministro Prestigiacomo e oggi sono nuovamente riapparse, nel decreto delle liberalizzazioni presentato dal governo Monti, con un cadeau in più per i petrolieri: anziché a 15 miglia dalla costa ora possono perforare fino a 5 miglia. In pratica, laddove vi è anche un’area marina protetta e non è possibile mettere impianti eolici off shore, è ora possibile mettere piattaforme per l’estrazione di petrolio ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Ed è sempre la stessa musica... Ma chi l'ascolta al governo del Paese ?
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Dalla mia Bacheca su FB del 21/01/12

LA DENUNCIA. Trivellazioni, la protesta dei verdi. "Un trucco, il ministro ora spieghi". Angelo Bonelli, presidente del partito ambientalista, legge negli articoli 16 e 17 del decreto sulle liberalizzazioni un via libera alle trivelle in aree marine protette di prossima istituzione, come Pantelleria
http://www.repubblica.it/ambiente/2012/01/21/news/verdi_trivellazioni-28534300/

21 gennaio 2012, ROMA - "Sulle trivelle libere avevamo ragione noi: c'è un trucco. Il ministro Clini, che aveva smentito, ora deve dare spiegazioni. Chiediamo alle forze in parlamento di non svendere il territorio ai petrolieri". E' la denuncia dei verdi che leggono negli articoli 16 e 17 del decreto sulle liberalizzazioni un via libera alle trivelle in aree marine protette di prossima istituzione, come Pantelleria. "Le smentite che sono arrivate suonano come delle prese in giro", ha denunciato il presidente dei verdi Angelo Bonelli. E ha aggiunto: "Con gli articoli 16 e 17 del decreto sulle liberalizzazioni sarà possibile fare trivellazioni petrolifere aree marine e naturali pregiate che sono aree marine protette di prossima istituzione come l'isola di Pantelleria, il canale di Sicilia e gran parte del territorio della Basilicata. Chiediamo alle forze politiche presenti in parlamento di stralciare immediatamente la materia delle trivellazioni per evitare di svendere larghe fette del nostro territorio e di quelle che stanno per diventare aree marine protette ai petrolieri". E "chiediamo immediate spiegazioni al ministro dell'ambiente corrado clini: difenda il mare italiano dal petrolio e spieghi perché ieri ha smentito quando la norma sulla trivella libera esiste". Le aree marine protette di prossima istituzione sono al momento 17: 1) Costa del Piceno; 2) Isola di Gallinara; 3) Arcipelago Toscano; 4) Costa del monte Conero; 5) Capo Testa - Punta Falcone; 6) Golfo di Orosei - capo monte Santu; 7) Isole Eolie; 8) Isola di Pantelleria; 9) Penisola Salentina; 10) Pantani di Vindicari; 11) Arcipelago della Maddalena;12) monti dell'Uccellina - formiche di Grosseto - foce dell'Ombrone Talamone; 13) Costa di Maratea; 14) Isola di Capri; 15) Isole Pontine; 16) monte di Scauri; 17) Isola di San Pietro. ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo

Allora il trucco c'è, anche se non si vede... Per l'esattezza è un trucco che è sfuggito ai più, e che smentisce pricipalmente le dichiarazioni del ministro Clini. In pratica nel decreto legge delle liberalizzazioni appena emanato, le norme che faciliterebbero le operazioni off-shore delle società petrolifere a quanto pare hanno solo cambiato numero dei rispettivi articoli rispetto alla quanto indicato nella bozza del documento resa nota nei giorni scorsi a seguito di indiscrezioni riportate dalla stampa. Ora, secondo quanto denuncia Angelo Bonelli, presidente del partito ambientalista, in un articolo pubblicato oggi da Repubblica, il nuovo decreto sulle liberalizzazioni agli articoli 16 e 17 darebbe di fatto via libera alle trivelle in aree marine protette di prossima istituzione, come Pantelleria appunto, e non solo. E, alla luce di questa denuncia, pianga sè stesso chi non volle e non vuole ancor oggi l'Area Marina Protetta intorno all'isola (nonostante fosse già prevista fin dal 1991), e chi fece i salti di gioia quando il Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria fu affossato, e, guarda caso, furono nel contempo avanzate tre richieste di concessione a Nord e ad Ovest di Pantelleria che, debitamente autorizzate all'insaputa di tutti, sono tuttora vigenti. Concessioni che, ancor più prossime all'isola di quella dell'ADX (la cui richiesta di VIA è stata respinta la settimana scorsa dal Miniambiente), potrebbero iniziare ad operare con una semplice comunicazione di ripresa attività agli organi competenti. E qui su "Agenzia Parlamentare", c'è anche la conferma del trucco... Andiamo proprio bene !!! Vedi http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120120-liberalizzazioni-bonelli-verdi-trivellazioni-libere-non-sono-scomparse.
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Post di Sandro Casano
Questa notizia la riporta pure l'ANSA. E' incredibile quello che sta succedendo.
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Interamente dedicato alle trivellazioni petrolifere l'ultimo numero di "Pantellera Internet Com"
di Guido Picchetti (da una nota del sottoscritto su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=353883724623449
 

Qui a seguire le News pubblicate sull'ultimo numero del notiziario in rete "Pantelleria Internet Com" curato da Salvatore Gabriele, interamente dedicato alle trivellazioni petrolifere, tema sul quale si possono oggi registrate due notizie positive. Quella del respingimento della richiesta di VIA alle operazioni di ricerche petrolifere della Audax sulla concessione “d 364 C.R-AX” di cui è titolare a Nord di Pantelleria (ma ce ne sono altre ancora vigenti a tutti gli effetti...);, e l'altra che ha visto nel decreto "liberalizzazioni", emanato ieri sera dal Governo Monti dopo un consiglio dei ministri durato otto ore, cassate una serie di norme già previste nella bozza del decreto, definite dalla stampa "Libera-Trivelle". Norme che, oltre a semplificare le procedure per poter effettuare operazioni petrolifere in terra e in mare, avrebbero tra l'altro ridotto la distanza minima per le operazioni off-shore, in prossimità di Aree Marine Protette, dalle 12 miglia (come previsto dalla legge del ministro Prestigiacomo del giugno scorso) ad appena 5 miglia, 9 km circa ... E, ricordiamolo, a Pantelleria l'Area Marina Protetta ancora non è stata istituita !!!

Parere negativo della commissione V.I.A. del ministero dell'ambiente.
BLOCCATE LE PERFORAZIONI PETROLIFERE IN SICILIA

News 8813, Pantelleria 20/01/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7947

La commissione V.i.a. del ministero dell'Ambiente ha dato parere negativo alle ambizioni petrolifere dell'Audax Energy, compagnia battente bandiera australiana, che aveva messo gli occhi sui fondali siciliani. E ciò che c’è ancor di meglio è che il Permesso di ricerca di idrocarburi "d 364 C.R-.AX" è stata rifiutato ... [segue]

Trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo.
IL SENATORE D'ALI': ''CONFERMATE DA RITA D'ORSOGNA LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI''

News 8814, Roma 20/01/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7948

La Commissione Ambiente del Senato, presieduta dal Sen. Antonio d’Alì, in seduta comune con la Commissione Industria ha ascoltato oggi in audizione la Professoressa Maria Rita D’Orsogna, docente di Fisica all’Università di Northridge, in California, ed esponente di prestigio di movimenti civici che ... [segue]

Liberalizzazioni, Ferrante (PD): ''Niente trivelle, siamo molto lieti''
''NORMA NON C'E' E NON CI SARA'. SAREBBE STATO SUICIDIO PAESE''

News 8815, Roma 20/01/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7949

La paventata norma 'sblocca trivelle' che avrebbe dovuto ridurre a 5 miglia la zona d'interdizione per le prospezioni petrolifere dalle originali 12, aprendo poi alla 'libera prospezione e coltivazione di idrocarburi', nel pacchetto liberalizzazioni "non c'e' e non ci sara'". Lo conferma il senatore Pd Francesco Ferrante, ... [segue]

Lettere al Direttore
DIVIETO TRIVELLAZIONI PRIMA VITTORIA, MA DOBBIAMO CONTINUARE A COMBATTERE
News 8816, Pantelleria 20/01/2012 (di Alberto Zaccagni)
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7950

Cari Amici, il Ministero dell'Ambiente ha dato parere negativo alla richiesta di trivellazioni sul Banco di Pantelleria: abbiamo vinto il primo round di un lungo incontro. Ci è anche giunta notizia di un testo inserito nel Decreto sulle liberalizzazione proposte dal Governo, relativo all'abbassamento della distanza minima ... [segue]

Un comunicato di Apnea Pantelleria - Un Punto nel mare - un mare di punti
SODDISFAZIONE PER LA DECISIONE DEL MINISTERO

News 8817, Pantelleria 20/01/2012
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7951

Dopo l’articolo apparso oggi sul quotidiano La Repubblica edizione Palermo, “Stop del Ministero alle trivelle nel canale di Sicilia” a firma Prestigiacomo-Tondo, le associazioni e i comitati che insieme hanno svolto una battaglia per bloccare le trivellazioni al largo di Pantelleria, nel Canale di Sicilia, esprimono soddisfazione ... [segue]

NB. - Ricordo che la lettura integrale dei suddetti articoli nelle rispettive pagine web è riservata agli abbonati al Notiziario "Pantelleria Internet Com".
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A Patrizia Arigò, Filippo Foti e Mauro Silvia piace questo elemento.
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Per far scendere i carburanti regala le coste
di Marco Palombi
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/per-far-scendere-i-carburanti-regala-le-coste/185136/


20 gennaio 2012 - Questo è il progetto del Governo, che conta di incassare più soldi in royalties e tasse e ritiene così di fare bella figura con le agenzie di rating. Per Legambiente questo è il modo di "svendere il paese ai petrolieri"Il ministero dell’Ambiente smentisce, fonti dello Sviluppo economico invece confermano eccome: “Ci stiamo lavorando”. Il tema sono i tre articoli presenti nella bozza del decreto liberalizzazioni che renderebbero assai più facile trivellare il nostro territorio alla ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi (ve lo abbiamo raccontato ieri): maggiori investimenti infrastrutturali in Basilicata per implementare fin da subito la produzione di petrolio (da 80 mila a 104 mila barili al giorno), snellimento delle procedure per le concessioni, norme più lasche per l’attività in mare (il limite per “bucare” passerebbe da 12 a 5 miglia marine). Questo è il progetto del governo, il quale conta in questo modo non solo di incassare più soldi in royalties e tasse, ma ritiene pure che questo ci farebbe fare bella figura con le agenzie di rating: Standard & Poor’s – si legge nella relazione al decreto – a settembre ha alzato la sua valutazione su Israele dopo il via libera ai trivellamenti off shore. A voler pensare male, però ... [segue)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E' un articolo, quello di Marco Palombi su "Il Fatto Quotidiano" di ieri, che fa ben capire come, se da un lato possiamo tirare un respiro di sollievo per l'eliminazione dal decreto liberalizzazioni (approvato ieri dal Governo Monti dopo otto ore di discussioni) delle famigerate norme "Libera-Trivelle", dall'altro i pericoli per i territori marini e terrestri del nostro Paese (su cui le multinazionali petrolifere hanno puntato l loro interessi) sono tutt'altro che definitivamente scongiurati. Occhi aperti pertanto, le società petrolifere non mollano facilmente un osso, specialmente quando l'hanno già addentato. E l'hanno addentato eccome, se è vero come è vero, precisa Marco Palombi, che fino a maggio 2011 erano già stati rilasciati 25 permessi di ricerca off-shore in acque italiane per un totale di 12 mila kmq di mare, una superficie un po' meno grande della Campania. Per Marco Palombi permettetemi qui di aggiungere le mie scuse per avere dubitato dell'esistenza di quelle norme anti-trivelle da lui denunciate, dopo le dichiarazioni "politiche" del Ministro dell'Ambiente sulla loro infondatezza...Ci sono otto ore (o parte di esse) a provarne l'esistenza...
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Il Ministero nega il permesso all'Audax di trivellazioni a nord di Pantelleria
da una nota del sottoscritto su FB del 21/01/12
http://www.facebook.com/note.php?note_id=353791241299364


Questi alcuni dei vari articoli pubblicati in rete tra ieri e oggi sul respingimento, da parte del Ministero dell'Ambiente, della richiesta di VIA dell'Audax di effettuare di operazioni di ricerca nello Stretto di Sicilia in prossimità dell'isola di Pantelleria:

Bloccate le trivelle nel Canale di Sicilia
di Pierluigi De Santis, su "Ambiente e Ambienti"
http://www.ambienteambienti.com/news/2012/01/news/bloccate-le-trivelle-nel-canale-di-sicilia-56390.html


Pantelleria, stop al petrolio dal ministero
su "Trapani Oggi"
http://www.trapanioggi.it/2012/01/20/pantelleria-stop-al-petrolio-dal-ministero/


Ministero nega trivellazioni su costa di Pantelleria
su "L'Altra Agrigento online"
http://www.laltraagrigento.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4195:ministero-nega-trivellazioni-su-costa-di-pantelleria&catid=39:speciali&Itemid=488

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Liberalizzazioni: le trivelle cercheranno il petrolio anche all’Isola Gallinara, la denuncia dei Verdi
da redazione
http://www.ivg.it/2012/01/liberalizzazioni-le-trivelle-arrivano-anche-allisola-della-gallinara-la-denuncia-dei-verdi/


20/01/2012 - 18:36 - Albenga. Possibili trivellazioni anche nelle aree marine protette di possibile prossima costituzione, tra cui è citata l’isola della Gallinara. La denuncia arriva dai Verdi che hanno parlato della norma sulle trivellazioni libere contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni che si appresta a varare il governo. “Abbiamo scoperto il trucco che consente di fare trivellazioni petrolifere anche in 17 aree di straordinario pregio ambientale e che devono essere ancora inserite nel decreto che contiene l’elenco delle Aree protette, perché fanno parte dell’Elenco delle Aree Marine di prossima istituzione. Elenco consultabile sul sito del ministero dell’ambiente”. Così il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “Ecco il comma killer: ‘nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi già rilasciati alla data di inserimento della stessa nell’elenco di cui al decreto 27 aprile 2010 e sue modifiche e integrazionì”. “Con questo comma sarà possibile avviare ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
E' un articolo pubblicato qualche ora prima che fosse varato il nuovo decreto sulle "liberalizzaioni" del Governo Monti. E tra le norme libera-trivelle, previste in bozza ma poi cancellate, pare ci fosse anche quella qui citata che avrebbe permesso di trivellare anche in ben 17 Aree Marine Protette di prossima costituzione, tra cui l’isola della Gallinara e l'isola di Pantelleria, tanto per citarne due ben distanti tra loro. Un motivo in più per tenere alta la guardia, ed evitare che qualcuno risusciti zitto zitto questo comma killer so questo comma killer (come lo definisce Bonelli dei Verdi) che dice testualmente: "Nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi gia’ rilasciati alla data di inserimento della stessa nell’elenco di cui al decreto 27 aprile 2010 e sue modifiche e integrazionì”.
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A Mauro Brusà e Guido Pietroluongo piace questo elemento.
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Un post del sottoscritto su FB delle 19:50 del 20/01712
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/2879886110594?notif_t=like


Dal sito del Senatore Antonio D'Alì una bella notizia di un'ora fa: "Salta la norma sulle trivellazioni che il Governo Monti aveva inserito oggi nel pacchetto liberalizzazioni e consentiva appunto le trivellazioni nei nostri mari. Le battaglie fatte da me come Siciliano e cittadino di questo Paese sono state per ora accolte". Grazie senatore... C'è un "per ora " che suggerisce di continuare a tenere sempre alta la guardia, ma, "per ora" appunto, possiamo tirare tutti un sospiro di sollievo e ringraziare, con il il sen. D'Ali, quanti si sono battuti per arrivare a questo risultato...
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Post di Rossana Mangifesta
Io comunque diffido sempre dalle belle notizie sull'argomento Petrolio... Mi sembra di avere sempre un avvoltoio dietro le spalle....
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Liberalizzazioni: è scontro sulla “trivella facile”. Tre articoli del decreto hanno mandato su tutte le furie gli ambientalisti: regalo alle lobby. Ma l’Italia è già da tempo terreno fertile per le società petrolifere.
di Paolo Piras
http://www.articolotre.com/2012/01/liberalizzazioni-e-scontro-sulla-%E2%80%9Ctrivella-facile%E2%80%9D-2/57981


20 gennaio 2012 – Il decreto sulle liberalizzazioni è sotto il fuoco incrociato da diversi giorni, ma ieri a scatenare l’attacco non sono stati né i tassisti né i farmacisti. La norma inserita agli articoli 20, 21 e 22 ha mandato su tutte le furie gli ambientalisti e molti amministratori locali. È la cosiddetta “norma libera trivelle”, tre articoli che mirano ad eliminare i vincoli previsti per le procedure di trivellazione per ricerca e coltivazione di idrocarburi a mare e a terra. Il ministro dell’Ambiente Clini si è affrettato a smentire la notizia: “sono indiscrezioni prive di fondamento”. Sarà anche così, ma a leggere la bozza del decreto che circola da ieri mattina le intenzioni sembrano molto diverse. L’articolo 21, ad esempio, riduce da dodici a cinque miglia dalla costa la distanza minima per l’installazione di aree di ricerca e coltivazione di idrocarburi a mare. L’articolo 22 riporta, a proposito della durata delle concessioni: “in caso di rinvenimento di un giacimento riconosciuto tecnicamente ed economicamente coltivabile, segue la fase di sviluppo e produzione, per la durata di vent’anni, prorogabile una o più volte per un periodo di cinque anni.” Sono dunque parole scritte nero su bianco e non indiscrezioni, pur trattandosi di una bozza e non del decreto finale. A suscitare ulteriori dubbi è poi la giustificazione contenuta ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Anche quest'articolo di Paolo Piras coglie le contraddizioni tra le dichiarazioni di ieri del ministro Clini e quanto riportato nero su bianco sulla bozza del decreto liberalizzazioni, in particolare nei tre articoli della cosiddetta norma libera-trivelle. Si tratta pur sempre di una bozza, e non ancora del decreto, che proprio in queste ore è in via di definizione. E Paolo Piras scrive a fine articolo che, secondo indiscrezioni, viste le proteste suscitate da questi articoli la norma sulle trivellazioni potrebbe essere stralciata... Speriamo...
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Post di Roberto Giacalone
E' saltato il decreto liberalizzazione trivellazioni.... Senatore D'Alì...

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Aiuto, è trivella selvaggia
di Riccardo Bocca
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/aiuto-e-trivella-selvaggia/2172411//0


Il governo Monti voleva liberalizzare anche la ricerca di petrolio e gas sul territorio nazionale. Ma ha cancellato in extremis gli articoli peggiorativi dalla bozza. Ciò non toglie che il Paese sia ormai un groviera, come dimostra il dossier del Wwf che pubblichiamo in esclusiva:

19 gennaio 2012 - Tutti gli esperti, italiani e non, concordano che nel Belpaese c'è poco petrolio. Per giunta di scarsa qualità. E, come non bastasse, si trova molto spesso in aree urbanizzate o in tratti di mare davanti a coste con meraviglie culturali e ambientali. "Con tali premesse", dice Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio relazioni istituzionali di Wwf Italia, "non dovrebbero esserci appetiti delle compagnie petrolifere". E invece è il contrario: "Assistiamo a un progressivo saccheggio di oro nero e gas. Un'aggressione al territorio che avviene nell'indifferenza della politica e che rischia di depotenziare le nostre armi migliori: il turismo, da un lato, e dall'altro il patrimonio artistico per cui siamo famosi". Parole non basate su posizioni ideologiche, né tantomeno su elementi generici. A certificare lo scempio in atto, e le regole che lo consentono, c'è un dossier inedito del Wwf titolato "Milioni di regali: Italia, far west delle trivelle". Ventuno pagine dove si illustrano i dettagli di questa vicenda, sconcertante per la sproporzione tra danno collettivo e interesse privato. "In Italia", riferisce il report, "... [segue]

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Un bel servizio giornalistico di Riccardo Bocca pubblicato da l'Espresso, che si chiude con uno dei dati che più ha colpito quanti hanno avuto modo di ascoltare Maria Rita D'Orsogna durante il suo recente giro di conferenze in Sud-Italia sui danni che le trivellazioni petrolifere ai territori interessati dalle trivellazioni. E' un dato che riguarda la Basilicata, una regione nella quale "i malati di tumore sono ormai il doppio della media nazionale" mentre negli ultimi vent'anni, nell'area del centro oli di Viggiano di proprietà dell'Eni, un cittadino lucano su due s'è ammalato di patologie cardiorespiratorie". E tutto ciò, è la denuncia del WWF, a causa degli alti livelli di 'inquinamento di acqua, terra e aria", raggiunti in quella regione.
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A Luca Facciolo, Giò Nastasi, Mario Nocito Di Giovanna, Filippo Foti e Salvatore Addolorato piace questo elemento.

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Di nuovo a rischio Arcipelago Toscano, isole siciliane e Tremiti. Liberalizzazioni: trivellare petrolio e gas rapidamente e ovunque? Clini smentisce. Riportato il limite a 5 miglia
di Umberto Mazzantini
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=14169


19/01/12 - Lo avevamo già anticipato su greenreeport.it qualche giorno fa, ma ora c'è la conferma che nella bozza delle liberalizzazioni è previsto un nuovo via libera alle trivellazioni petrolifere e gasiere selvagge nei mari italiani. Per il ministro Corrado Clini, però, sono indiscrezioni «prive di fondamento. A questo proposito il Ministro dell'Ambiente fa presente che la protezione del mare e delle coste e' la priorita' del nostro lavoro di queste ore». Speriamo, perché la bozza del decreto sulle liberalizzazioni, incompleta ma che domani avrebbe dovuto arrivare al Consiglio dei ministri, all'articolo 20 prevede incentivi per i territori dove vengono trovati giacimenti di gas e petrolio, poi all'articolo 22 si ripropone esplicitamente di favorire la ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali italiane. Il comma 2 dell'articolo 21 dice che il limite spaziale per le perforazioni off shore passa da 12 a 5 miglia marine, praticamente sottocosta. Si tornerebbe indietro addirittura rispetto al timido ripensamento dell'ex ministro Stefania Prestigiacomo, che dopo le proteste nell'Arcipelago Toscano, alle Tremiti e nelle isole minori siciliane, decise nel 2010 di spostare il limite di divieto di trivellazioni di 5 miglia dalla costa a 12 miglia dalle aree protette ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo (in rete prima del decreto del governo, ndr)
Un articolo, l'ultimo di Umberto Mazzantini su Green Report, che a me sembra una smentita della smentita... In altre parole, sarebbe il comunicato ufficiale del Ministero dell'Ambiente ad essere " destituito di fondamento", in quanto c'è ora la conferma che nella bozza delle liberalizzazioni è previsto un nuovo via libera alle trivellazioni petrolifere e gasiere selvagge nei mari italiani. L'articolo 20 del decreto in via di approvazione prevede infatti incentivi per i territori dove vengono trovati giacimenti di gas e petrolio, mentre l'art. 22 si ripropone esplicitamente di favorire la ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali italiane. Ma, cosa più interessante, tutto ciò ed altro ancora è previsto dal decreto "liberalizzazioni" in quanto (testuale nella bozza) "lo sviluppo delle attività di prospezione e coltivazione di idrocarburi è tra i parametri oggetto di valutazione da parte delle Agenzie di rating per la stima della solidità economica degli Stati" !!! Beccatevi questa... E ciò avviene dopo che il Ministro dell'Ambiente ha fatto presente che "la protezione del mare e delle coste è la priorità del nostro lavoro di queste ore" !!! Comunque, a forza di smentite non so proprio dove finiremo... Ma non è certo questo il modo di guadagnarsi la fiducia dei cittadini...
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A Mauro Brusà e AssPescatori Di Pantelleria piace questo elemento.

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    - Dall'11 al 20 Gennaio 2012

 

Dalla mia Bacheca su FB del 20/01/12

Prive di fondamento indiscrezioni su norme trivellazioni
http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=%2Fdocumenti%2Fcomunicati%2Fcomunicato_0230.html&lang=it


Le indiscrezioni relative a norme sulle trivellazioni in mare per le ricerche petrolifere che sarebbero inserite nel cosiddetto “decreto liberalizzazioni”, sono prive di fondamento. A questo proposito il Ministro dell'Ambiente fa presente che la protezione del mare e delle coste è la priorità del nostro lavoro di queste ore.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E' un comunicato ufficiale del Ministero dell'Ambiente pubblicato ieri, 19 gennaio 2012... Un comunicato breve quanto significativo... E a proposito di priorità, se davvero è così, è l'ennesima conferma di quanta fede si possa dare alla stampa nazionale... e, naturalmente, ai suoi giornalisti che riportano notizie "infondate", con la solita abitudine di non indicare le fonti, infischiandosene della trasparenza, e suscitando allarmi ingiustificati... Sarà poi così ? Ma alla fine, comunque la si veda, è una vicenda che a me proprio non piace, e penso non faccia certo onore al Paese... Ringrazio Mario Di Giovanna per avermi segnalato il comunicato...
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Post di Filippo Foti
La stampa italiana per le esigenze di noi che abbiamo un sito web non è credibile. Molto meglio siti importanti stranieri per certe notizie.
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Post di Stefania Marignetti
In realtà, almeno nell'articolo de Il Fatto Quotidiano (non so a quale altra stampa ti riferisca tu), la fonte mi sembra sia stata dichiarata: Marco Palombi dice di avere sotto le mani il testo della bozza, della quale è venuto in possesso (qui certo non dicono da chi, ma insomma il rispetto e la tutela della fonte...) e il riferimento è agli articoli 20, 21 e 22 del decreto. Che abbia inventato tutto di sana pianta? Certo, tutto è possibile, sempre dubitare. Questo lo specifico in quanto giornalista che lavora e pubblica quotidianamente - come tantissimi altri miei colleghi - su questi temi, per poi leggere e sentire sempre queste solite menate contro la stampa. Non sempre, ma a volte basta scegliere bene leggere. Adesso inizio a prendermela con i lettori.
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Post di Guido Picchetti
Marco Palombi dice..., ma chi gliela data o per quale via gli è pervenuta? Dai un'occhiata alla rassegna stampa di oggi e vedrai quanti hanno raccolto e amplificato quella notizia che due giorni fa hanno pubblicato "Il Fatto Quotidiano" e "L'Unità", quest'ultimo quotidiano dando al governo addirittura l'appellativo di "Banda del Buco" !!! O almeno se la vedano il Fatto Quotidiano, Marco Colombi e il Ministro Clini, anche per vie legali, se occorre, e chiariscano chi è che ciurla nel manico... A me farebbe piacere sapere chi è il responsabile delle "voci infondate", e penso anche ad altri... Ma credi tu che si saprà mai ?
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Post di Stefania Marignetti
Io credo nella libertà di decidere se dare o meno una notizia, assumendosi la responsabilità. anche questo è un mestiere difficile, sono sempre tutti pronti a giudicare chi ha dato la notizia e non avrebbe dovuto, chi non l'ha data e invece avrebbe dovuto, chi aveva un dubbio e non l'ha fatto sapere, e chi i suoi dubbi li comunica troppo. Personalmente, trovo le generalizzazioni sempre stupide.
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Post di Guido Picchetti
Mi dispiace che te la stia prendendo tanto, e sono anch'io per la libertà di dare o meno una notizia. Se però la notizia che decido di dare si rivela falsa, il meno che possa fare e chiedere scusa ... O no ?
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A Filippo Foti, Giuseppe Galiano, Mauro Brusà, Aida Mancuso e Andrea Biddittu piace questo elemento.

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Oggi il decreto sulle liberalizzazioni... Tutti in attesa di conoscerne i particolari
da un post del sottoscritto su FB
http://www.facebook.com/guido.picchetti/posts/347460488605207?notif_t=like


Questi solo alcuni dei tanti articoli pubblicati tra ieri ed oggi in rete sulle proposte "liberalizzazioni" delle trivellazioni petrolifere sul territorio nazionale. La protesta è forte e generalizzata da parte di tutti coloro che si sono interessati a questo problema... Basterà ?

Di nuovo a rischio Arcipelago Toscano, isole siciliane e Tremiti. Liberalizzazioni: trivellare petrolio e gas rapidamente e ovunque? Clini smentisce
di Umberto Mazzantini, su "Green Report"
http://www.greenreport.it/_new/index.php?lang=it&page=default&id=14169

Decreto liberalizzazioni e trivellazioni petrolifere facili. Le reazioni degli ambientalisti. Se il decreto sulle liberalizzazioni passa com'è nella bozza attuale sarà più facile fare trivellazioni in mare per estrarre gas e petrolio, con annesso aumento dei rischi. Una misura duramente contestata dal mondo ambientalista
scritto da Redazione, su "Qualenergia.it"
http://qualenergia.it/articoli/20120119-decreto-liberalizzazioni-e-trivellazioni-petrolifere-facili-le-reazioni-degli-ambi


Legambiente Circolo Hippocampus: Stop alle trivelle in Adriatico
scritto da Redazione, su "Fax On Line It"
http://www.faxonline.it/polignano/politica/4120-legambiente-circolo-hippocampus-stop-alle-trivelle-in-adriatico


Liberalizzazioni: trivellare petrolio e gas rapidamente e ovunque, ce lo chiedono le agenzie di rating
su "Ultima Ora Notizie"
http://ultimoranotizie.it/2012/01/19/liberalizzazioni-trivellare-petrolio-e-gas-rapidamente-e-ovunque-ce-lo-chiedono-le-agenzie-di-rating/

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A Mauro Brusà e Patrizia Arigò piace questo elemento.

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Liberalizzazioni: allarme Legambiente su trivelle nei mari
di Beppe Croce
http://www.greenstyle.it/liberalizzazioni-allarme-legambiente-su-trivelle-nei-mari-7089.html


Non è ancora cessato l’allarme ambientale al largo dell’isola del Giglio per la possibile Legambiente sulle nuove regole in fatto di estrazione e ricerca di petrolio e gas nei mari italiani. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, nella bozza del decreto sulle liberalizzazioni che domani dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri ci sarebbe anche un allentamento delle norme su queste rischiose attività petrolifere. Come spiega Legambiente: "La bozza delle liberalizzazioni proposte dal governo prevede tre articoli mirati a concedere la possibilità di trivellare gas e petrolio in aree preziosissime del nostro paese con un limite di distanza ridotto dalle 12 alle 5 miglia dalla costa. Ma non solo: si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare e si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti. Fatto salvo per i limiti ambientali, che però non frenano il disastro in caso di sversamento." Detta così sembrerebbe un passo indietro rispetto alle ultime norme in materia di estrazione e ricerca di idrocarburi in mare, cioè quelle fatte approvare dall’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo dopo il disastro della marea nera nel Golfo del Messico. Norme che impediscono le trivellazioni a meno di 5 miglia dalle coste italiane, che salgono a 12 miglia in caso di aree marine protette o se si tratta di coste tutelate. E che, tra l’altro, da molti sono reputate persino insufficienti a proteggere il Mar Mediterraneo dai rischi dell’industria estrattiva. Per questo motivo il giudizio di Legambiente sulle novità che il governo vorrebbe far passare tra le liberalizzazioni è impietoso: "Insomma, per ottenere una buona valutazione da Standard & Poor’s e far alzare il rating il nuovo governo sceglie la via più antica e obsoleta: quella di svendere il paese ai petrolieri. Alla faccia della green economy!". Anche per contrastare queste ipotesi di liberalizzazione, sabato 21 gennaio a Monopoli in provincia di Bari, Legambiente darà vita a una manifestazione “No Triv” per chiedere il blocco di tutte le trivelle nei mari italiani. La scelta del luogo della protesta non è casuale: proprio alla Puglia appartengono le Isole Tremiti, costantemente minacciate dalle trivelle offshore.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Oggi si deciderà... Da un lato gli esponenti dei ministeri Ambiente e Attività Produttive che "sembrerebbero" orientati a alla tutela del territorio dagli attacchi delle multinazionali petrolifere, e dall'altro il governo FF a caccia di risorse che "sembra" invece fregarsene del territorio e delle proteste dei cittadini... Come finirà ?
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Post di Rosalia Silvia

Ieri il tg regionale ha dato una buona notizia per noi mi pare, buongiorno, :)))
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A
Luca Gioria e Filippo Foti piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 19/01/12

Liberalizzazioni. Trivella facile, è rivolta. "Vergogna senza pari". Verdi e ambientalisti insorgono contro le norme contenute nella bozza che su pressione delle agenzie di rating allentano i vincoli sull'estrazione di gas e petrolio anche in aree di pregio naturalistico: "Paese svenduto alle lobby". La smentita di Clini: "Notizie prive di fondamento"
http://www.repubblica.it/ambiente/2012/01/19/news/con_liberalizzazioni_rischio_trivelle_offshore-28416034/

ROMA - Ambientalisti in rivolta contro il provvedimento "trivella facile" contenuto nella bozza del decreto sulle liberalizzazioni 1 che il governo discuterà domani nel corso del Consiglio dei ministri. "La norma sulle trivellazioni - denuncia il verde Angelo Bonelli - rappresenta una vergogna senza precedenti. Ci auguriamo che il governo smentisca immediatamente le norme che prevedono la libertà di trivellare per la ricerca di petrolio in Italia, perché le bozze degli articoli 20-21e 22 rappresentano la svendita del territorio italiano alle lobby del petrolio che potranno trivellare, con un trucchetto legislativo, anche nelle aree marine protette". "Nell'articolo 21 inoltre - ricorda ancora il presidente del Sole che ride - viene ridotta la distanza per trivellare da 12 a 5 miglia; all'articolo 22 comma 1 si introduce una norma che prevede che l'attività di prospezione e coltivazioni di idrocarburi sia libera: siamo alla follia e dichiaro l'indignazione dei Verdi per una norma voluta dal ministro dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico". "Con queste norme aberranti - aggiunge Bonelli - avrebbero il via libera attività di trivellazioni nei nostri mari e in Basilicata a partire dalle aree marine protette e aree sensibili dal punto di vista ambientale. Pensiamo alle isole Egadi, a Pantelleria, alle Tremiti, allo stretto di Sicilia: basti pensare che società come la Np, Northern Petroleum, Audax, Eni, Edison, Shell, hanno presentato negli anni scorsi solo nel mare prospiciente la Sicilia richieste per oltre 1.000 kmq". In campo contro la possibilità che il provvedimento diventi legge anche Legambiente. "La Costa Concordia spiaggiata rischia ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E qui vediamo "La Repubblica" che, ancora prima che scada il giorno, pubblica in rete un articolo che smentisce tutto l'ottimismo di stamane a proposito del respingimento della richiesta di VIA presentata dall'Audax, e si unisce al coro contro le liberalizzazioni del governo FF (facente Funzioni) titolando il nuovo pezzo del giorno "Trivella facile.Vergogna !!!" . Ma domani il governo e il Ministro dell'Ambiente daranno ascolto a queste grida di protesta o tireranno dritto secondo mussoliniana memoria ?
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Post di Giuseppe Galiano
Secondo me se ne fotteranno...
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Post di Roberto Frigerio
Si sveglieranno e si accorgeranno del danno fatto solo quando avverrà un incidente, ma come al solito sarà troppo tardi per porre rimedio. Nel frattempo i soliti ci speculeranno sopra..... Purtroppo è un film già visto.
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A Luca Gioria, Roberto Frigerio, Giò Nastasi, Gianluca Cecere e Antonello Nazareno piace questo elemento.
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Bianco e nero... come vedere due accadimenti contemporanei sul tema delle trivelle petrolifere
di Guido Picchetti (da una mia nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=352488938096261


L'articolo che riporto integralmente qui a seguire, è stato oggi pubblicato su "La Repubblica" con il titolo significativo "STOP DEL MINISTERO ALLE TRIVELLE NEL CANALE DI SICILIA". E lo stesso argomento trattato in quell'articolo, firmato da di Dario Prestigiacomo e Lorenzo Tordo, è stato poco fa ripreso dal TG3 (*), un tempo definito scherzosamente, ma non troppo, "Telekabul", per la sua vicinanza ideologica alla cosiddetta "sinistra". Ma oggi i tempi sono cambiati e accadono cose indubbiamente strane.
Che la notizia diffusa da "La Repubblica" e dal TG3 possa far piacere ai siciliani lambiti dalle acque dello Stretto di Sicilia e a quanti si sono battuti per una tutela di quest'ambiente marino unico nel Mediterraneo, è fuor di dubbio e più che comprensibile... Ma strano e difficilmente comprensibile è che, nello stesso giorno in cui "La Repubblica" e il "TG3" fanno quest'exploit e danno la notizia che la commissione ministeriale ha respinto (a quanto pare...) una richiesta dell'ADX intorno a Pantelleria (ma ce ne sono altre già autorizzate...), sia prima il "Fatto Quotidiano" ad affermare che il governo in carica sta per approvare una norma definita "Libera-trivelle" (riducendo tra l'altro da 12 a 5 miglia la distanza minima dalle AMP per poter trivellare); e poi sia il "Manifesto" a titolare il prima pagina a caratteri cubitali "La Banda del Buco", riferendosi con questo termine allo stesso governo per aver inserito, tra le liberalizzazioni in corso di attuazione per favorire la crescita, quella di poter trivellare senza i tanti passaggi richiesti dalle disposizioni attualmente in vigore, affidando il territorio nazionale, e il mare che lo contorna, alle multinazionali del petrolio e del gas, e privando soprattutto i cittadini italiani della possibilità di esprimere eventuali pareri contrari ben motivati ai progetti operativi delle multinazionali petrolifere in corsa sul nostro Paese. E' come se "La Repubblica" da un lato, e Il "Fatto Quotidiano" e "Il Manifesto" dall'altro, si contraddicessero nella sostanza su quanto sta accadendo in questo settore produttivo e sulla direzione verso cui il governo oggi intende operare. Una contraddizione che, anzichè esser motivata a fior di logica, sembra invece mirata ad ingenerare confusione e a gettare fumo negli occhi a chi si preoccupa di questi continui assalti al territorio, e che, con una stampa libera e soprattutto consapevole e preparata su ciò che scrive, in un Paese che si rispetti non dovrebbe essere così palese...

Da LA REPUBBLICA del 19/01/12
STOP DEL MINISTERO ALLE TRIVELLE NEL CANALE DI SICILIA.
La commissione che rilascia i permessi dice no al progetto di ricerca della Audax
di Dario Prestigiacomo e Lorenzo Tordo
    Le acque dei banchi di Pantelleria rappresentano "un ambiente fragile e indispensabile alla diversità biologica e alla produttività dell'intero Canale di Sicilia". Quest'area "è incompatibile con ogni forma di ricerca sismica e di trivellazioni". Con queste motivazioni la "commissione VIA" del Ministero dell'Ambiente ha dato parere negativo alle ambizioni petrolifere della "Audax", compagnia battente bandiera australiana che da qualche anno ha messo gli occhi sui fondali siciliani. Ma non solo: per la prima volta il ministhttp://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7947ews/lista_news.asp?NEWS_ID=7947http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7947pingere una richiesta, ma sancisce con un no che chiude definitivamente la porta a qualsiasi richiesta di trivellazione futura nelle acque dei banchi di di Pantelleria e Favignana, considerati dall'ONU un patrimonio della biodiversità.
    "Un piccolo passo per l'italia, ma un grande balzo per la salvaguardia dell'ambiente" esultano le associazioni ambientalistiche che tanto hanno lottato per il raggiungimento di questo risultato nel Mediterraneo. "E' una pietra miliare per la salvaguardia del mediterraneo - commenta Mario Di Giovanna, portavoce del comitato "Stoppa la piattaforma" -, una vittoria che credo debba attribuirsi ... [segue]

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Altri articoli pubblicati in rete sull'argomento del respingimento della richiesta di VIA dell'Audax alle operazioni petrolifere nello Stretto di Sicilia:
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"Stop del Ministero alle trivelle nel Canale di Sicilia"
su "Governo Italiano - Rassegna Stampa" del 19/01/12
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=76583281
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"Canale di Sicilia: il ministero blocca le trivelle. La Commissione VIA ha rigettato il Permesso di ricerca di idrocarburi 'd 364 C.R-.AX' accogliendo in pieno le istanze dei comitati e delle associazioni" di Eleonora Bianchini
su "Conti In Tasca" del 19/01/12
http://contintasca.blogosfere.it/2012/01/canale-di-sicilia-il-ministero-blocca-le-trivelle.html
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Post di Mario Nocito Di Giovanna
Si hai ragione, la bella notizia relativa al Banco di Pantelleria è purtroppo uscita nello stesso giorno di quella pessima relativa alle liberalizzazioni. E questo induce confusione. Non credo ci sia stato una strategia dietro. Chi ha scritto quest'articolo, pubblicato in Repubblica Palermo, non sapeva cosa stava succedendo a livello nazionale... L'ho sentito telefonicamente qualche minuto fa ed era dispiaciuto di questa sovrapposizione. Comunque sembra che queste liberalizzazioni selvagge e scellerate del sistema estrattivo nazionale stiano per essere ritirate (è di pochi minuti fa una dichiarazione del Min. dell'Ambiente). Comunque c'è da tenere molto alta la guardia. Questi mascalzoni sono pronti a devastare il nostro mare in ogni momento.
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Post di Carmelo Nicoloso
Purtroppo è evidente che l'occulta strategia politica mira a frantumare ulteriormente il movimento protezionistico e creare confusione sopratutto nelle comunità e amministrazioni locali, attraverso comunicati stampa articolati e contraddittori.
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Post di Guido Picchetti a margine del video su TG3
Guardatelo. E' interessante e istruttivo, sia nella parte che tratta di quanto sta avvenendo in Sicilia a proposito della "rivoluzione dei forconi", che dovrebbe terminare domani (ma chissà?),... Sia per quanto riguarda l'ultima richiesta di concessione dell'ADX respinta, pare, dal Ministero... Ma di concessioni ce ne sono altre tre intorno all'isola, autorizzate da tempo e tuttora vigenti, o solo momentaneamente sospese: una vecchia dell'ENI a sud-ovest, e altre due a nord, della NP e dell'ADX... Quindi... mi fermo qui...
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(*) Il servizio video sul TG3, postato in Bacheca da Pantelvoice che ringrazio, al seguente url:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c3cb17fc-924f-4bcc-baf6-c7325608cb72-tgr.html#p=0

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Post di Guido Picchetti
a margine del video su TG3
Guardatelo. E' interessante e istruttivo, sia nella parte che tratta di quanto sta avvenendo in Sicilia a proposito della "rivoluzione dei forconi", che dovrebbe terminare domani (ma chissà?),... Sia per quanto riguarda l'ultima richiesta di concessione dell'ADX respinta, pare, dal Ministero... Ma di concessioni ce ne sono altre tre intorno all'isola, autorizzate da tempo e tuttora vigenti, o solo momentaneamente sospese: una vecchia dell'ENI a sud-ovest, e altre due a nord, della NP e dell'ADX... Quindi... mi fermo qui...
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Trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo, se ne è parlato in Senato
http://www.lagazzettatrapanese.it/politica/trivellazioni-petrolifere-nel-mediterraneo-se-ne-e-parlato-in-senato.html

Trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo. Audizione in senato per la professoressa D’Orsogna. D’Alì: «Confermate le nostre preoccupazioni, necessario investire in normative di tutela e sicurezza». La Commissione Ambiente del Senato, presieduta dal Sen. Antonio d’Alì, in seduta comune con la Commissione Industria ha ascoltato oggi in audizione la Professoressa Maria Rita D’Orsogna, docente di Fisica all’Università di Northridge, in California, ed esponente di prestigio di movimenti civici che in tutta Italia si sono schierati contro le trivellazioni e i permessi concessi alle multinazionali petrolifere in Adriatico e nel Canale di Sicilia. L’audizione è stata convocata nell’ambito della discussione della proposta del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza dell’UE di regolamentare i parametri di sicurezza delle attività offshore che si occupano di “prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi” (atto comunitario numero 688 del 2011). La Professoressa D’Orsogna nel corso degli ultimi anni si è fieramente schierata contro ogni trivellazione e prospezione alla ricerca di idrocarburi, attività che andrebbero immediatamente sospese perché troppo altro il rischio ambientale a fronte, anche, di un guadagno minimo per lo Stato (il 10 per cento dei ricavati se si trivella a terra; il 4 per cento se si trivella a mare). «La professoressa D’Orsogna – ha detto d’Alì – ha ribadito le sue preoccupazioni illustrando in dettaglio le gravi conseguenze e gli effetti inquinanti non solo in caso di disastri ed incidenti ma anche nella condizione che normalmente le industrie estrattive definiscono di sicurezza. L’intervento ha confermato le preoccupazioni della Commissione in ordine a nuove perforazioni petrolifere in mare ed in terraferma ed ha preso atto delle indicazioni ravvisando la necessità di investire ulteriormente in normative di tutela e sicurezza per l’ambiente anche nel confronto internazionale con gli stati frontalieri del Mediterraneo».
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Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
E, a fronte della "Banda del Buco", ecco quanto pubblica stamane la "Gazzetta Trapanese" in merito all'incontro di ieri di Maria Rita D'Orsogna con la Commissione Ambiente del Senato presieduta dal Sen. Antonio d’Alì, in seduta comune con la Commissione Industria... E' tutto da ridere, o da piangere, scegliete voi. Ma quando si smetterà di prendere in giro gli italiani ?
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Post di Carmelo Nicoloso

Ho sentito telefonicamente Maria Rita D'Orsogna ieri sera dopo l'audizione, la quale mi era sembrata particolarmente soddisfatta dell'incontro; mi corre l'obbligo di precisare che l'audizione svolta in Ufficio di Presidenza della Commissione Ambiente al Senato era "informale", e non sarà prodotto alcun resoconto stenografico; i 4 senatori presenti: il siciliano senatore D'Alì (presidente 15° commissione al Senato), insieme alla senatrice Daniela Mazzucconi della Lombardia e al senatore De Luca Vincenzo della Campania, e, per la 10° commissione del Senato (Industria, Turismo e Commercio), il senatore lucano Filippo Bubbico. 
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La "Banda del Buco"
di Guido Picchetti (a margine di una immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2870022063999&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater
 

Non avrei mai pensato di pubblicare con piacere una immagine ripresa da "Il Manifesto", un giornale che per la sua impostazione ideologica è alquanto lontano dalle mie idee, ma stamane lo faccio senza alcuna incertezza... "LA BANDA DEL BUCO" !!! Mai ci fu titolo più azzeccato per definire con tre parole l'attuale governo "facente funzioni" dopo l'incredibile decisione presa in fatto di liberalizzazioni. Trivellazioni permesse a 5 miglia dalle Aree Protette Marine !!! Negli USA il limite dalla costa per operazioni petrolifere non è mai inferiore alle 100 miglia ! E il parlamento che fa? Approva ? Certamente, tutti, o quasi, d'accordo. Frattanto il precedente governo, quello eletto dagli elettori, se ne sta su uno scoglio ad osservare lo sbarco dei naufraghi che scendono dalla biscaccina del transatlantico Italia che va a fondo in un mare che non sarà più blu, e questo con il pieno accordo di gran parte degli esponenti di maggioranza e opposizione insieme, nessuno dei quali, pur rinunciando di fatto alle sue responsabilità di rappresentanza delle istanze dei cittadini, ha minimamente rinunciato, che io sappia, in parte o in toto alle sue prebende, tanto la mangiatoia è ancora piena... Quelle che sono vuote sono le tasche dei cittadini, mentre piene sono delle altre cose che è meglio non definire... 

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A Mario Nocito Di Giovanna, Alessandro Gabriele, Roberto Frigerio, Furio Faidutti, Marino de Falco, Giuseppe Lo Rillo, Luca Gioria, Salvatore Addolorato, Giò Nastasi, e Giuseppe Galiano piace questo elemento.
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Nel decreto liberalizzazioni spunta la norma “libera-trivelle” Tre articoli dell'atteso provvedimento sullo sviluppo dedicati all'attività estrattiva: più investimenti, meno vincoli e autorizzazione per la trivellazione a 5 miglia dalla costa (contro le 12 attuali). I Verdi: "Si istituisce il diritto di assassinare il territorio"
di Marco Palombi
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/decreto-liberalizzazioni-spunta-norma-libera-trivelle/184797/


18 gennaio 2012 - Capita sempre in questo tipo di provvedimenti, ma la sorpresa che il governo Monti ha introdotto nel decreto liberalizzazioni è di quelle davvero indigeste: un sostanziale via libera alla trivellazione del territorio italiano, incluso il mare e fin sottocosta, per cercare ed estrarre petrolio e gas. Non proprio, per così dire, la promozione della green economy. Nell’ultima bozza di decreto, infatti, di cui Il Fatto quotidiano è venuto in possesso, gli articoli 20, 21 e 22 hanno esattamente questa funzione: nel primo si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive, nel secondo si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare e nel terzo si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti. Angelo Bonelli, a cui abbiamo chiesto un commento, è nettissimo: “Se questo fosse il testo definitivo – spiega il leader dei Verdi – vorrebbe dire che il duo Clini-Passera ha deciso di svendere l’Italia alla lobby dei petrolieri. Il rischio ambientale aumenterebbe incredibilmente”. Torniamo al testo. Il fine dell’articolo 20, spiega la relazione allegata, è “consentire nell’immediato di realizzare investimenti di sviluppo pari, nella sola Regione Basilicata, a 6 miliardi di euro, garantendo una produzione aggiuntiva di idrocarburi nei prossimi 20 anni per un valore economico di almeno 30 miliardi di euro ed entrate aggiuntive per lo Stato (tra royalties e entrate fiscali) pari ad almeno 17 miliardi”. La produzione nazionale passerebbe, per questa via, da 80mila a 104mila barili al giorno. La vera botta, però, è il successivo articolo 21: al comma 2 si decide, infatti, che il limite spaziale per le perforazioni off shore – vale a dire in mare – passa da 12 a 5 miglia marine, praticamente sottocosta ... [segue]
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Post in bacheca su FB di Mario Nocito Di Giovanna

Il Governo Monti sta cancellando anni di lotta per la tutela del nostro mare. Leggete ed indignatevi. Tratto da Repubblica: Ricerca idrocarburi. La bozza del decreto liberalizzazioni prevede, poi, una semplificazione delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. In sostanza, l'attività è libera laddove non è vietata e verrà svolta in seguito a rilascio di un titolo abilitativo unico, che potrà sviluppare il giacimento in caso di ricerca dall'esito positivo. Entro un anno, poi, verranno individuate le aree all'interno delle quali selezionare i blocchi da assegnare tramite gara europea agli operatori. Inoltre, i territori che ospitano impianti per lo sviluppo delle risorse energetiche nazionali strategiche di idrocarburi riceveranno una quota delle maggiori entrate che verranno garantite allo Stato dallo sfruttamento degli stessi giacimenti, spiega la bozza che parla di ''progetti infrastrutturali e occupazionali di crescita'' per i territori coinvolti e per quelli limitrofi. Scende da 12 a 5 miglia il limite per la ricerca di idrocarburi in mare nelle zone circostanti le aree protette, dato che, come si legge nella relazione tecnica, la norma attuale ''ha avuto rilevanti impatti economici sulle attività del settore'', ''senza peraltro apportare un significativo miglioramento della tutela ambientale''. Il limite proposto delle 5 miglia ''appare adeguato a garantire la protezione ambientale'', assicura la relazione.
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Post di Guido Picchetti

Se sara così, altro che forconi...
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Post del sottoscritto su FB a margine del post dell'articolo de "Il Fatto Quotdiano" in bacheca

Ecco su "Il Fatto Quotidiano" la conferma di quanto già anticipato dal post di Mario Di Giovanna... E' una sconfitta su tutta la linea per quanti si sono battuti per proteggere il territorio italiano, marino o terrestre che sia !!! Un territorio che verrà di fatto "liberalizzato" alle richieste e alle pretese delle società petrolifere proprio da quel decreto "liberalizzazioni" su cui sembra puntare tutto il governo Monti per la ripresa dell'Italia !!! Complimenti ed auguri a tutti i cittadini italiani, alle autorità comunali provinciali e regionali, al parlamento, e al governo in carica in primo luogo !!! Ho solo una domanda da fare... Ma quanto fumo negli occhi di Maria Rita D'Orsogna avranno soffiato oggi al Senato i presidenti delle due Commissioni (Ambiente e Attività Produttive) dopo averla invitata a illustrare i danni e i disastri che (come è ormai dimostrato dall'esempio Basilicata, la regione più povera e inquinata d'Italia) le operazioni di ricerca e sfruttamento dei prodotti petroliferi stanno per fare in tante aree nel nostro Paese ? Domani Maria Rita parte per gli USA... Buon ritorno a casa, e grazie comunque, Maria Rita ... Ma pulisciti gli occhi dello sporco che t'hanno soffiato quando sarai in quel Paese che certe cose le capisce meglio di noi, e sa fare esperienza degli errori che pure a volte commette...
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Post di Filippo Harley Foti a margine di un articolo simile postato su "Profumo di Mare"

Premetto che su www.profumodimare.forumfree.it  questa tematica è uno degli aspetti di maggiore rilevanza per il sottoscritto... mi permetto di fare un commento su quanto leggo in queste ore: E' facile criticare con il senno del poi.. difficile invece è gestire tante cose e tante responsabilità che coinvolgono un pò tutti, non certamente uno solo capro espiatorio... il ministro Clini che, con quella faccia d'angelo e da "ragazzo pulito", prima sollecita interventi urgenti per ovviare al pericolo di sversamenti in mare del combustibile della Costa Concordia e poi in una foto lo si vede con Passera, con le mani sulla testa sconsolato quando passa il provvedimento sulle liberalizzazioni, tanto che probabilmente da domani il Mare sarà ancora più insultato? Ovvero l'autorizzazione per la trivellazione a 5 miglia dalla costa (contro le 12 attuali), si istituirà di fatto il diritto di assassinare ancora di più il nostro amato Mare? Ma insomma "ci sono o ci fanno"?
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Post di Sindaco Botta Menfi Cambia

E' una vergogna colossale che priva le comunità di ogni capacità di difendere il proprio territorio ed il proprio futuro.A questo punto il ricordo dell'incontro con il ministro Prestigiacomo circa un anno fa con rassicurazioni del caso sa tanto di beffa...tragica
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Post di Mario Nocito Di Giovanna

Più ci penso più mi incazzo. 12 miglia erano troppe!!! ci verranno a trivellare a 5 miglia dalla costa. Ma ci sono o ci fanno???
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Post di Mimmi Panzarella
Sarebbe una follia !!! Non può essere vero! Bisogna andare allo scontro!
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Post di Daniele Stuppa
'Sti tipi al governo mi sa che sono peggio dei politici..., E' una vergogna.
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A Andrea Biddittu, Velia Di Giovanna, Francesco Gallo, Marilena Zambito, Vito Nuccio, Stefano Siracusa, Calogero Augello, Filippo Foti e Luca Facciolo piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 18/01/12

Forconi, la protesta sul web "Sciopero a oltranza". Le iniziative partono da Facebook
di Loredana Ales
http://catania.blogsicilia.it/forconi-la-protesta-dilaga-sul-web-si-a-sciopero-ad-oltranza/74364/

18 gennaio 2012 - La protesta Aias-Forconi dilaga in tutta la Sicilia ma è soprattutto attraverso il web che il popolo siciliano e non solo si mobilita. Da Facebook e in particolar modo dalla pagina del Movimento dei Forconi arrivano varie iniziative che preannunciano una durata prolungata dello sciopero al di là della data prevista per la fine, ovvero il 20 gennaio. Dal web, dunque, passa l’informazione della rivolta siciliana contro il caro prezzi e il caro vita e dal web giunge la proprosta di presidiare, a partire dal 21 gennaio molti supermarket per incentivare la gente a comprare solo la merce prodotta al Sud. Felice Aprile scrive: «Al Nord di questa protesta forse nemmeno se ne stanno accorgendo, forse perché non stanno subendo nessun disagio al contrario del popolo siciliano. Quindi per evitare che il cane si morda la coda proporrei dal giorno 21 dei presidi davanti i supermercati per far comprare alla gente solo merce del Sud». Per quanto riguarda la quasi totale indifferenza della stampa nazionale nei confronti della ormai ribattezzata “primavera siciliana”, c’è chi sostiene di sospendere la tanto attesa partita Palermo-Genoa che si svolgerà a Palermo domenica: «Blocchiamo la partita Palermo-Genoa, domenica al Renzo-Barbera – lo dice Andrea Specchiarello che aggiunge – l’Italia che la domenica si blocca davanti un televisore non potrà fare altro che capire che noi ci siamo. Entriamo dentro il terreno di gioco e fermiamo tutto… Cosa farà Sky?». Ovviamente si tratta ancora di iniziative che si evolveranno o meno nelle prossime ore. Sta di fatto che l’incremento di interesse nei confronti dello sciopero è sempre maggiore e i disagi sempre più pesanti.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Le iniziative di protesta partirebbero da Facebook. E quanto si sostiene su "Blog Sicilia", certamente non senza qualche fondamento di verità...
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Movimento dei Forconi, la Sicilia in sciopero protesta. La Sicilia è in subbuglio, ma il resto dell’Italia lo sa?
Scritto da Mamma Licia
http://www.vitadamamma.com/24902/movimento-dei-forconi-la-sicilia-in-sciopero-protesta.html

2012-01-18 - I siciliani sono arrabbiati. Da lunedì 16 gennaio, su tutta l’Isola, ci sono blocchi e presidi in numerose strade, caselli autostradali e porti per una protesta degli autotrasportatori che ha tutta l’aria della rivolta. Rivolta contro la crisi economica che, seppur coinvolga l’intero Paese, ha praticamente messo in ginocchio le aziende siciliane. E a nulla sono valsi gli appelli al Governo che ha dimostrato di ignorare, come la stampa nazionale in questi giorni, la Sicilia tutta e quel che vi sta accadendo. Ne parlano solo i tg e la stampa locali, lo urlano solo i frequentatori di facebook, lo scrive qualche articolo sparso qua e là sui blog, ma il resto dell’Italia cosa sa di questa protesta? O, soprattutto, cosa vuole sapere? La Sicilia va avanti da sola e comunque. Non importa se ancora il resto d’Italia non sa, il movimento Forza d’urto non intende fermarsi e, vuoi o non vuoi, presto si parlerà di questa ribattezzata “primavera siciliana” in tutta la Penisola. La “protesta dei Forconi” proseguirà ufficialmente fino alla mezzanotte del 20 gennaio, ma molto probabilmente non si fermerà a quella data. Alla base della protesta c’è l’aumento del prezzo del gasolio, che pesa tantissimo sugli autotrasportatori siciliani e sulle aziende. Si chiede la defiscalizzazione dei carburanti, ma anche l’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto siciliano che prevede di trattenere nell’Isola le imposte sulle imprese che hanno in Sicilia stabilimenti e impianti. Si chiede persino la possibilità per la Regione di stampare autonomamente moneta. Si contesta l’operato dell’attuale governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, giudicato incapace di controllare la grave situazione in cui si trova l’Isola. Certo, questa manifestazione, che nelle intenzioni di base non vuol danneggiare la popolazione siciliana e vuol svolgersi pacificamente, sta già creando parecchi disagi: nelle città dell’Isola scarseggia il carburante, c’è il rischio che il trasporto locale e non solo si fermi, non arriva più merce fresca e, se i container con le derrate alimentari continueranno a rimanere fermi nei porti, presto gli scaffali dei supermercati saranno vuoti. Ma sono disagi necessari, sostengono i promotori della rivolta, affinché tutti si rendano conto che la Sicilia sta male e che sta lentamente affondando. E se il resto d’Italia se ne frega, c’è già chi propone di acquistare, nei supermercati, solo merce del Sud e di sospendere la partita Palermo-Genoa, perché “l’Italia che la domenica si blocca davanti ad un televisore non potrà fare altro che capire che noi ci siamo. Entriamo dentro il terreno di gioco e fermiamo tutto”, ha detto Andrea Specchiarello.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

La Sicilia è in subbuglio, ma il resto dell’Italia lo sa? Questo il sottotitolo dell'articolo. Facile la risposta: "NO, L'ITALIA NON LO SA". E non può essere altrimenti se anche il TG1 fa passare la protesta in atto come quella unicamente degli autotrasportatori per il prezzo del gasolio... E per questa disinformazione paghiamo pure il canone... Fino a quando dovremo tutti sopportare ciò ? Frattanto riporto a seguire un mio commento pubblicato su FB dopo le notizie pervenutemi ieri mattina sulla protesta in atto già dal giorno precedente nella regione dove risiedo. Eccolo: "Sono contrario alla violenza, ma sono favorevole alla protesta pacifica. E mi sembra che la protesta messa in atto dai promotori del "movimento dei forconi", il cui video (visibile all'url http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=Yu_LcNj0XLM ) presenta finalità e intenti, non miri ad alcuna violenza, ma chiede solo un'impegno civile affinchè l'attuale politica partitica cambi indirizzo e pensi piuttosto al bene comune... Ma ciò che davvero non mi piace è la censura che la stampa "di regime" in molti settori della vita produttiva nazionale oggi mette in atto più o meno intenzionalmente nel nostro Paese, trasformando le cose, e facendole apparire diverse da quel che sono... E' il caso proprio di questa protesta che, promossa in Sicilia al grido di " LA SICILIA SI FERMA PER RIPRENDERSI LA LIBERTA' " con un invito a tutti cittadini della regione a fermarsi per quattro giorni dal 16 al 20 gennaio 2012, e iniziata ieri mattina con un fermo volontario dei trasporti su strada sulle strade siciliane, è stata presentata dagli odierni notiziari televisivi come uno sciopero dei trasportatori contro il caro benzina... Niente di più falso, e per capirlo basta vedersi i 10' minuti di quel video, seguito oggi su YouTube da un altro video intitolato "DALLA SICILIA ALLA LIBERTA' - 1" sulla prima giornata di protesta, ancora più chiarificatore sugli intenti dei suoi promotori, raggiungibile a quest'altro url http://www.youtube.com/watch?v=ovQYoB5sDA0&feature=relmfu, che vi invito a vedere... "
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Condiviso su PANTELLERIA NEWS
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Post di Fabio Ruberti

No, l'ltalia non ne sa niente, silenzio stampa anche oggi!
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Post di Carmelo Nicoloso
Posso sicuramente affermare che buona parte dell'Italia preferisce non sapere, intanto la stragrande maggioranza di noi cittadini siciliani paga questo pesante disagio da diversi giorni, già nei supermercati cominciano a scarseggiare alcuni prodotti alimentari; già dalla scorsa settimana circolavano i volantini di questa protesta, alcuni politici siciliani (di varie estrazioni) compreso qualche organo istituzionale sostiene questo cartello "dei forconi", si continua a penalizzare la POPOLAZIONE SICILIANA.
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A Andrea Biddittu, Gianluca Cecere, Salvatore Addolorato, Giovanni Maccotta, Roberta Innocenti, Caterina Visconte, e Fabio Ruberti piace questo elemento.
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Fattori per il raggiungimento della “Grid Parity Fotovoltaica”
di Stefano Liberati
http://www.architetturaecosostenibile.it/curiosita/varie/fattori-raggiungimento-grid-parity-fotovoltaica-472.html
    

18 Gennaio 2012. La “Grid Parity”, è una neolocuzione in lingua inglese che indica il pareggio tra il prezzo dell'energia elettrica prodotta da sorgente rinnovabile e il prezzo dell'energia tradizionale. La Grid parity fotovoltaica rappresenta un obiettivo strategico per tutto il settore: il sistema di produzione di energia pulita dal sole è stato fortemente sostenuto in Italia e in Europa dal sistema incentivante statale. Nel nostro Paese attualmente la creazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo e per la vendita è trainata economicamente dai vantaggiosi prezzi con i quali il Gestore dei servizi Energetici (GSE) acquista la corrente elettrica fotovoltaica; i prezzi e i tipi di impianti incentivabili sono indicati nel DM 5 maggio 2011 (Quarto Conto Energia). Da più parti si assicura che l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici nei prossimi anni sarà così economica che sarà preferibile in termini di costo a quella da fonte non rinnovabile. Qualche anno fa si riteneva di raggiungere la parità di costo nel 2015. Il trend di crescita esponenziale del mercato fotovoltaico permetterà di raggiungere nella nostra penisola questo traguardo nel 2013 o al massimo nel 2014. Sono stati effettuati degli studi scientifici per prevedere quando sarà raggiunto questo obiettivo. In Italia i risultati dello studio del dipartimento di Ingegneria Elettrica dell'università di Padova, affermano che i primi impianti a conquistare la “parità con la rete” in Italia saranno quelli di tipo industriale da 200 kW nelle regioni meridionali, tagliando il traguardo nel 2013. L'anno successivo sempre al Sud sarà il turno della tipologia di impianto residenziali da 3 kW. Negli studi previsionali si è ipotizzato che tutta l'energia prodotta dai pannelli sia destinata all'autoconsumo, per entrare in diretta concorrenza con quella acquistata dai grandi fornitori di energia elettrica. Il raggiungimento della grid parity non sarà temporalmente omogenea per tutto il territorio italiano. Regioni meridionali italiane possono raggiungere questo importante obiettivo sicuramente prima ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Leggetevi quest'articolo... E' un invito che rivolgo in particolare ai miei concittadini panteschi, direttamente interessati al problema dello sviluppo delle energie rinnovabili, quali il fotovoltaico, che, a quanto pare, nei prossimi anni sarà così economico da risultare preferibile in termini di costo alle energie prodotte da fonti non rinnovabili, e perfino arrivare a sostituire quelle fossili come il gasolio. In quest'articolo, come esempio di "inefficienza " (testuale...) verso queste possibilità di sviluppo, sono citate proprio due isole: Stromboli e Pantelleria... Ma se per Stromboli si può ancora capire, vista la limitata estensione del suo territorio, per Pantelleria il discorso è diverso. Il fotovoltaico può certamente rappresentare la soluzione ideale per gran parte dei suoi problemi, e occorre solo una volontà politica che faciliti questa scelta favorendone la realizzazione.
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Post di Gianluca Cecere
Ora lo leggo! Ho un'idea per la tua isola da tempo... :):) Ma...
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Post di Iena Pantesca

C'è il detto:essere una goccia nell'oceano,invece Pantelleria è un'isola fantasma nel Mar Mediterraneo!!!
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Post di Fiorenza Gianni

Chi ha orecchi, intendaaaaaaaaaaa
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Post di Iena Pantesca

Le orecchie ce l'abbiamo tutti, ma ai CAPI manca anche il cervello.
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Post di Pantel Voice
A Pantelleria in Corso Umberto I ha aperto un punto vendita per fornitura e installazione di apparecchiature e sistemi fotovoltaici. Se ha aperto vuol dire che SI PUO' FARE.
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Post di Guido Picchetti
Ritengo che, a parte le facilitazioni che le autorità presposte (dal Comune alla Regione, per non parlare dello Stato) dovrebbero offrire, incentivando intelligentemente tali installazioni, il problema maggiore per uno sviluppo del settore fotovoltaico sulla nostra isola sia la manutenzione che tali impianti richiedono. Fino a che sulla nostra isola non ci saranno più ditte in libera concorrenza tra loro, in grado di offrire garanzie temporali su tali prodotti, e assicurare nel contempo sia la manutenzione periodica che il pronto intervento in caso di disfunzioni, sarà difficile che qualcosa in questo campo si muova spontaneamente, a parte quelle zone di Pantelleria ancora prive di distribuzione elettrica dove non c'è alternativa, e dove non pochi in verità stanno facendo da apripista, ma non si sa ancora bene con quali risultati...
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A Filippo Foti e Gianluca Cecere piace questo elemento.
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Maria Rita D'Orsogna oggi in audizione al Senato. La cattedratica era stata a Pantelleria all'inizio dell'anno
fonte cityrumors.it
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7934


News 8800, Pescara 17/01/2012. Le battaglie di Maria Rita D’Orsogna contro la caccia agli idrocarburi nel mare Adriatico, le trivellazioni e i permessi a pioggia concessi alle multinazionali petrolifere approdano mercoledì in Senato. La docente abruzzese di fisica all’università della California sarà ascoltata nell’ambito di un’audizione informale. All’inizio dell’anno Maria Rita D’Orsogna era stata a Pantelleria, ospite del nostro collaboratore Guido Picchetti, dove aveva tenuto tre conferenze. La riunione a palazzo Madama è stata convocata per discutere della proposta del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza di regolamentare i parametri di sicurezza delle attività offshore che si occupano di “prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi” (atto comunitario numero 688 del 2011). Per l’occasione i senatori Cesare Cursi del Pdl e Roberto Della Seta del Pd hanno scelto la scienziata abruzzese Maria Rita D’Orsogna per relazionare in Senato. La notizia la riporta il giornale on-line "City Rumors It". L’audizione informale presso la Commissione Ambiente e Industria si terrà mercoledì alle 14,30. Sarà l’occasione per portare il lavoro della docente di fisica all’università di Northridge, in California, e le tante battaglie contro la caccia al petrolio nel mare Adriatico all’attenzione della classe governativa nazionale. “Mi tremano già le gambe”, ammette la professoressa sulle pagine del suo blog, da anni punto di riferimento per ecologisti e gente comune sensibile alle problematiche ambientali. “Non so ovviamente come sarà questa audizione”, scrive Maria Rita D’Orsogna, “e non so cosa aspettarmi, ma cercherò di fare il meglio che posso. Sento molto la responsabilità di parlare un po' a nome di tutti quelli con cui ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo

In bocca al lupo, Maria Rita...
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Maria Rita D'Orsogna ha iniziato il suo viaggio lungo lo Stivale. Informazione, attivismo e riserva marina: ecco come difenderci dalle trivellazioni
di Giovanna Cornado Ferlucci
http://www.facebook.com/note.php?note_id=351590608186094

(E' la quarta ed ultima parte dell'ottimo servizio realizzato da Giovanna Cornado Ferlucci su Pantelleria Internet News a seguito delle tre conferenze da lei tenute qui a Pantelleria ai primi di Gennaio, all'inizio del suo giro di conferenze in Italia sul problema delle trivellazioni sul territorio italiano sia marino che terrestre. Conferenze che si concluderanno oggi a Roma con l'audizione informale in Senato alle 14,30 davanti dalla 12^ Commissione (Industria, Commercio e Turismo) presieduta dal senatore Cursi e dalla 13^ Commissione (Territorio, Ambiente e Beni Ambientali) presieduta dal senatore D’Alì. Una conclusione prestigiosa per Maria Rita, che premia certamente il suo impegno e che speriamo dia i risultati che tutti auspichiamo, con una moratoria su tutti i progetti di ricerca e sfruttamento di prodotti petroliferi in Italia, che come la situazione in Basilicata ben dimostra, non portano alcun beneficio all'economia produttiva del nostro Paese... Domani Maria Rita riparte per gli USA per riprendere la sua attività di docente all'Università di California ... Grazie, Maria Rita di tutto, e auguri di Buon viaggio..., ndr)

News 8801, Pantelleria, 18/01/2012.
• L’informazione è la cosa principale perché porta poi all’attivismo, la gente si arrabbia e capisce che qualcosa non va, quindi si unisce per agire, è importante sconfiggere l’ignoranza che al contrario facilita i grandi petrolieri. Ci fanno credere che se non si trivella si muore di freddo perché viene a mancare l’energia, ma il mondo sa andare avanti e cercare coraggiosamente soluzioni innovative. Bisogna investire ad esempio nel fotovoltaico e combattere la speculazione che fa salire il prezzo del petrolio e che di conseguenza rende appetibili anche i piccoli giacimenti. Bisogna andare verso una soluzione europea del problema, battersi per chiudere tutto il Mediterraneo alle trivellazioni, partendo con azioni di sensibilizzazione dal basso, agendo sui politici che devono ascoltare la base. In America, ad esempio, un politico non può ignorare il parere della gente e lo tiene molto in considerazione perché sa che ne può derivare consenso o meno. In Italia sono ben tre i Ministeri coinvolti: Sviluppo Economico, Ambiente e Beni Culturali. Quando Maria Rita ha mosso la comunità in Abruzzo ha coinvolto la Conferenza Episcopale, la Confesercenti, la Confcommercio e parecchie istituzioni e associazioni locali.
• Alla fine della conferenza è intervenuto Guido Picchetti per spiegare l’importanza che potrebbe avere un’Area Marina Protetta per bloccare le trivellazioni nelle acque nazionali attorno a Pantelleria. Nella sua premessa ha voluto sottolineare che forse tanta gente ha ritenuto di votare no in passato contro tale istituzione anche perché non era stata fatta una informazione adeguata: ci si era mossi su un piano politico/amministrativo per ottenere indubbi vantaggi ma non si era diffusa una conoscenza verso la base, che male informata ha visto solo gli aspetti negativi legati ai vincoli possibili. Oggi la situazione è cambiata ed anche se una eventuale Area Marina Protetta non ci proteggerebbe del tutto rispetto al passato, si potrebbero però ottenere importanti vantaggi. C’è anche da considerare che nel frattempo è stata rivista la collocazione delle zone proprio per salvaguardare la vocazione turistica dell’isola e per tutelare l’attività di pesca. Secondo quando proposto da Arturo Carvello si è ipotizzato che la zona A, cioè quella con i vincoli più stretti, potrebbe essere la zona denominata Banco di Pantelleria, la zona B con vincoli più ridotti è stata identificata in una parte della costa dell’Arenella, dove verrebbe protetta la riproduzione dei pesci, mentre tutto il resto attorno all’isola diventerebbe zona C, dove sarebbero salvaguardate pesca e attività turistica. Le azioni intraprese dalla Amministrazione precedente avevano portato 250.000 euro annui a disposizione per i lavori della Riserva, ma poi tutto si è bloccato con la raccolta delle firme contrarie alla sua istituzione; bisogna ora ritornare a crederci per arrivare ad una gestione diretta tra Comune e Ministero, cosa oggi possibile.
(4. fine)
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Articolo pubblicato su "Pantelleria News - Internet Com" del 18/01/12
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7935  (riservato agli abbonati)
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Concordia, atti di dio e atti dell’uomo
di Giuseppe Notarbartolo di Sciara
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/atti-atti-dell%E2%80%99uomo/184348/


17 gennaio 2012. Nel linguaggio assicurativo esiste il termine “atto di dio” per definire un evento imprevisto e imprevedibile, provocato dalle forze della natura. Come vediamo, però, il più delle volte i disastri non sono “atti di dio” ma “atti dell’uomo”. La differenza tra le due situazioni è che nella seconda c’è, o dovrebbe esserci, ampio margine per interventi preventivi. Invece no, come al solito siamo a rincorrere l’emergenza dopo che la frittata è fatta. Il costo di questa stolta immunità al pensiero preventivo, nel caso del naufragio del Giglio? Vite umane, innanzitutto. Ma anche l’ambiente, di cui timidamente si inizia a parlare. Per esempio, una quantità di combustibile oltre sette volte superiore a quello della nave Rena (incagliatasi di recente causando un serio disastro ambientale in Nuova Zelanda), che una sottile paratia di metallo, sulla cui imminente integrità nessuno vorrebbe scommettere, separa oggi dal pregiato ecosistema del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Santuario Pelagos per i mammiferi marini del Mediterraneo. Gli strumenti per l’attuazione di politiche di prevenzione esistono, ma vengono utilizzati con eccessiva parsimonia per non irritare interessi particolari che continuano a contare di più di quelli della collettività. L’International Maritime Organisation delle Nazioni Unite, per esempio, può istituire le Particularly Sensitive Sea Areas dove le regole della navigazione sono più stringenti, ma in Mediterraneo l’unica PSSA è stata dichiarata meno di un anno fa nelle Bocche di Bonifacio. Ci vorrebbe ben altro. Ora non ci resta che fare gli scongiuri nella speranza che chi si occuperà di mettere il relitto in sicurezza riesca a farlo prima che avvenga l’irreparabile. Avremmo preferito meno scongiuri ex post e più ferme regole ex ante, soprattutto quando le regole sono non solo possibili, ma anche doverose.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Una breve ma efficace nota di chi conosce il mare e lo studia da una vita e sa quali sono le vie da seguire per proteggere il Mediterraneo dalle tante minacce incombenti, di cui al Giglio ne abbiamo oggi una prova tangibile... Ringrazio Massimiliano Curdeddu per la segnalazione dell'articolo
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Persone che hanno condiviso questo elemento:
Antonio Giordano
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 Dalla mia Bacheca su FB del 17/01/12

La webcam su Giglio Porto con la tragedia della Costa Concordia in diretta...
di Guido Picchetti
http://www.giglionews.com/isoladelgiglio_porto.jpg?1326806125232


Questo sopra è l'url che collega alla pagina web dove è possibile vedere in diretta le immagini del relitto della Costa Concordia adagiato sul fondale in prossimità dell'imboccatura del porto dell' Isola del Giglio. Sono immagini riprese da una delle webcam live di "Giglio News", che si aggiornano ogni 10 secondi tramite connessione ADSL. La telecamera è situata sulla Via Provinciale all'altezza della "Curva dei Limoni". In alternativa all'url su indicato, basta cliccare sull'immagine qui a lato per entrare in diretta con Giglio Porto e rendersi subito conto della situazione in cui si trova la nave al momento del collegamento, se pure da una certa distanza...
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Commenti su FB a margine del post
Post di Pasquale Isabella

Più guardo queste immagini e più non mi capacito del come sia potuto accadere!!!
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Post di Carmelo Nicoloso

La stupidità umana ha il sopravvento sulla ragione...
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Post di Filippo Foti

La webcam potete seguirla anche in diretta a 60" su www.profumodimare.forumfree.it. Ciao Guido :-)
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Post di Giuseppe Galiano

Possibile che la Compagnia non sapesse in quali mani aveva messo 4.500 anime ed un gioiello di 300 metri di tecnologia e comfort?
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Post di Filippo Foti

La colpa è proprio della compagnia e di chi ha appoggiato precedenti manovre fuori rotta, mio caro... Schettino ha solamente commesso un errore di "vicinanza" e sembra che non sia nuovo a queste "bravate"... in toni minori.... vai a leggere nel forum www.profumodimare.forumfree.it e capirai qualcosa in più...
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Post di Giuseppe Galiano

Grazie
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A Tullio Foti e Alessandro Brignone piace questo elemento.

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Mare Nostrum in pericolo
di Carmelo Nicoloso (da una nota su FB del 17/01/12)
http://www.facebook.com/notes/carmelo-nicoloso/mare-nostrum-in-pericolo/10150506111417851

La terribile emergenza della catastrofe dell'isola del Giglio ha messo a nudo tutte le colpe e le responsabilità dell’Italia di fronte al Mediterraneo, il mare più bello, più vissuto e più importante del mondo. Corsa al profitto e ansia di gigantismo, delirio di onnipotenza, incoscienza e impreparazione, capaci di creare meccanismi ambiziosi che però, al primo imprevisto, nessuno è capace di governare. Ma se oggi paginoni e servizi a bizzeffe vivisezionano fino all’ultimo dettaglio una tragedia all’italiana che poteva certamente essere evitata, il vero rischio è che tra qualche giorno tutto venga dimenticato archiviato, e il mare continui a essere considerato semplicemente quel serbatoio di sempre da cui rapinare con ogni mezzo fino all’ultimo pesciolino, quel comodo bacino dietro casa da trivellare a volontà, quella pattumiera in cui sversare rifiuti e veleni, senza pensare mai alle future conseguenze della nostra acuta e inconfessata barbarie contemporanea. Proprio per mettere in guardia contro i rischi della selvaggia rapina dei nostri mari, per tutelare e ottimizzare la conservazione della natura dai rischi incombenti, provenienti sopratutto dalle trivellazioni di idrocarburi, domani pomeriggio Maria Rita D’Orsogna sarà ascoltata al Senato dalla 12^ Commissione (Industria, Commercio e Turismo) presieduta dal senatore Cursi e dalla 13^ Commissione (Territorio, Ambiente e Beni Ambientali) presieduta dal senatore D’Alì. “Godevamo il privilegio di avere i luoghi più belli del mondo, baciati dalla natura e resi incantevoli dalla storia, luoghi che i viaggiatori di ogni tempo hanno considerato le mete più incantevoli e prestigiose: la laguna di Venezia, i golfi di Genova, Livorno, Napoli, Taranto, Siracusa, Cagliari e via dicendo, – è il commento di Franco Tassi, da anni impegnato con il Comitato Parchi-Settore Mare nella campagna in difesa del Mediterraneo e della sua vita, simboleggiata dalla mitica Foca monaca – ma tutto quello che abbiamo saputo fare è riempirli di impianti petrolchimici e officine, palazzoni e inquinamenti, fanghi e rifiuti, cemento e liquami… Se fossimo davvero un paese civile come pretendiamo di apparire, dovremmo oggi preoccuparci di salvare il salvabile, prima che sia troppo tardi. Anzitutto evitando le trivellazioni a ridosso delle nostre coste, già abbastanza aggredite e cementificate, bloccando il transito delle superpetroliere e dei grattacieli del mare nell’Arcipelago Toscano, nelle Bocche di Bonifacio e nel Canal Grande… E poi facendo finalmente decollare una rete di Parchi Blu, che rilanci il vero valore del firmamento di isole grandi e piccole che costellano il Mediterraneo. Quest’anno 2012 non segnerà magari il momento della fine del mondo, ma è iniziato con un chiaro avvertimento: oggi la vera guerra al pianeta la stiamo già sferrando incoscientemente proprio noi: e se non sapremo fermarci in tempo, rischiamo davvero di vincerla, distruggendo pezzo dopo pezzo la nostra dimora."
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Energia, manifestazione in Puglia sabato contro trivellazioni
di Massimiliano Di Giorgio
http://it.reuters.com/article/italianNews/idITL6E8CG3B720120116?sp=true


ROMA, 16 gennaio (Reuters) - Mentre si attende per fine marzo la decisione del Tar del Lazio su un programma di ricerca petrolifera al largo delle Isole Tremiti, un cartello di comitati cittadini e ambientalisti ha organizzato una manifestazione sabato prossimo in Puglia contro le trivellazioni off shore. Il comitato "No petrolio, sì energie rinnovabili" (www.nopetroliopuglia.it) ha organizzato un corteo a Monopoli, cittadina sulla costa barese, per protestare contro i progetti delle società energetiche che vorrebbero installare nell'Adriatico meridionale piattaforme petrolifere. Nel luglio scorso, il consiglio regionale pugliese ha approvato all'unanimità una mozione che chiede al parlamento di vietare la prospezione, la ricerca e l'estrazione di idrocarburi liquidi nell'Adriatico. Altre regioni costiere hanno annunciato nelle scorse settimane che intendono votare simili provvedimenti.Il ministero dell'Ambiente ha autorizzato almeno due società, la britannica Northern Petroleum e l'irlandese Petroceltic a compiere trivellazioni nel basso Adriatico. Le due società hanno interessi nella Valle del Po, nell'Adriatico, nel Golfo di Taranto e nel canale di Sicilia. Contro un decreto del ministero dell'Ambiente che nel 2011 ha autorizzato la Petroceltic a indagini sismiche per individuare e sfruttare giacimenti petroliferi sottomarini su un'area al largo delle Isole Tremiti, la Puglia, altre regioni e associazioni ambientaliste hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che secondo fonti giudiziarie dovrebbe prendere una decisione definitiva il prossimo 22 marzo. Il ricorso segnala la mancata considerazione ... [segue]
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Dalla mia Bacheca su FB del 16/01/12

No al petrolio in Adriatico, la Puglia si mobilita
di Gianni Avvantaggio
http://www.ambienteambienti.com/news/2012/01/news/no-al-petrolio-in-adriatico-la-puglia-si-mobilita-56024.html


«Contro l’economia rapinosa dell’industria dell’estrazione di idrocarburi e il predominio dei combustibili fossili – scrive il WWF – e per la tutela delle risorse ambientali», è in programma il 21 gennaio a Monopoli, in provincia di Bari, una manifestazione promossa dal “Comitato No petrolio, Sì energie rinnovabili” con l’appoggio dell’associazione ambientalista. In preparazione della dimostrazione pubblica, questa mattina a Bari, nella sede della Regione Puglia si è svolta una conferenza stampa cui hanno aderito la Regione, molti enti locali pugliesi e associazioni. Alla manifestazione di Monopoli è prevista anche la presenza della professoressa Maria Rita D’Orsogna (nella foto), docente all’Università Statale di Northridge in California ed esperta di sostenibilità ambientale, i cui interventi in merito ai danni ambientali delle ricerche e delle trivellazioni di petrolio in Adriatico, sono stati riportati in Senato. Pertanto la professoressa D’Orsogna è attesa il giorno 18 gennaio prossimo per un’audizione presso l’ufficio di presidenza delle Commissioni riunite Decima (Industria, Commercio e Turismo) e Tredicesima (Territorio, Ambiente e Beni ambientali) del Senato. In esame l’Atto comunitario COM 2011 – 688 definitivo, sulla Sicurezza delle attività offshore di prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi. «Non so ovviamente come sarà questa audizione – ha commentato D’Orsogna -, e non so cosa aspettarmi, ma cercherò di fare il meglio che posso. Sento molto la responsabilità di parlare un po’ a nome di tutti quelli con cui abbiamo lavorato negli ultimi anni, da Pantelleria a Chioggia, dal Curone ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

L'eco si diffonde e certo aiuta... Incrociamo le dita... In bocca al lupo, Maria Rita...
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Post di Gianluca Cecere

Che brava questa Donna... purtroppo sono molto lontano e non sono riuscito ancora a partecipare ad un suo incontro... e la seguo così per ora...
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Post di Filippo Foti

Sei un grande Guido... hai fatto anche la rima come in un brindisi al suo successo... naturalmente con un bicchierino di "Passito" .. boccaccia mia.. di Pantelleria :-) Anch'io ho fatto la rima :-)
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L'agenda di Ambiente e Energia
da "Il Velino AGV - Agenzia giornalistica"
http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1513063

[...omissis...]
ROMA (ore 14) – 18 GENNAIO: Senato, commissione Ambiente: Audizione della prof.ssa Maria Rita D'Orsogna sull'atto comunitario COM (2011) 688 definitivo (Prospezione, ricerca e produzione idrocarburi).
ROMA (ore 14) – 18 GENNAIO: Senato, commissione Industria: Audizione informale, nell'ambito dell'esame dell'atto comunitario n. COM (2011) 688 definitivo (prospezione, ricerca e produzione idrocarburi), della professoressa Maria Rita D'Orsogna.
[...omissis...]
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Mercoledi 18 Gennaio. Audizione di Maria Rita d'Orsogna presso la Commissione Ambiente e Industria del Senato
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/note.php?note_id=350410198304135


Riporto in questa nota odierna dal Blog di Maria Rita D'Orsogna quanto da lei scritto di getto in seguito all'invito ricevuto per l'audizione in Senato di dopodomani (l'invito nella immagine a seguire).

Audizione presso la Commissione Ambiente e Industria del Senato
di Maria Rita D'Orsogna

... mi tremano già le gambe - 18 Gennaio ore 14:00 pm. Non so ovviamente come sarà questa audizione, e non so cosa aspettarmi, ma cercherò di fare il meglio che posso. Sento molto la responsabilità di parlare un po' a nome di tutti quelli con cui abbiamo lavorato negli ultimi anni, da Pantelleria a Chioggia, dal Curone al Salento, dall'Abruzzo alla Basilicata. Grazie di cuore ai senatori D'Ali e Cursi per questa opportunità e speriamo di fare del nostro meglio.

Posted by Maria Rita alle 18,39 del 16/01/12

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Post di Mauro Silvia

Finalmente.
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Trivellazioni: la professoressa D'Orsogna in audizione al Senato
di Daniele Galli
http://www.cityrumors.it/regione/abruzzo/maria-rita-dorsogna-audizioen-senato-trivellazioni-42086.html


16 Gennaio 2012, Pescara. Le battaglie di Maria Rita D’Orsogna contro la caccia agli idrocarburi nel mare Adriatico, le trivellazioni e i permessi a pioggia concessi alle multinazionali petrolifere approdano mercoledì in Senato. La docente abruzzese di fisica all’università della California sarà ascoltata nell’ambito di un’audizione informale. La riunione a palazzo Madama è stata convocata per discutere della proposta del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza di regolamentare i parametri di sicurezza delle attività offshore che si occupano di “prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi” (atto comunitario numero 688 del 2011). Per l’occasione i senatori Cesare Cursi del Pdl e Roberto Della Seta del Pd hanno scelto la scienziata abruzzese Maria Rita D’Orsogna per relazionare in Senato. L’audizione informale presso la Commissione Ambiente e Industria si terrà mercoledì alle 14,30. Sarà l’occasione per portare il lavoro della docente di fisica all’università di Northridge, in California, e le tante battaglie contro la caccia al petrolio nel mare Adriatico all’attenzione della classe governativa nazionale. “Mi tremano già le gambe”, ammette la professoressa sulle pagine del suo blog, da anni punto di riferimento per ecologisti e gente comune sensibile alle problematiche ambientali. “Non so ovviamente come sarà questa audizione”, scrive Maria Rita D’Orsogna, “e non so cosa aspettarmi, ma cercherò di fare il meglio che posso. Sento molto la responsabilità ... [segue]
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Condivisioni su FB di Luca Facciolo, Filippo Foti, e Roberto Frigerio

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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
La notizia che tutti aspettavamo. Maria Rita D'Orsogna sarà dopodomani in Senato. I senatori Cesare Cursi del Pdl e Roberto Della Seta del Pd hanno scelto la scienziata abruzzese per informare i senatori su come in Italia non sia conveniente svendere il nostro territorio e il nostro mare alle multinazionali petrolifere, e come la tutela del patrimonio naturale dell'Italia sia doverosa, per il suo valore intrinseco certo, ma soprattutto per le possibilità di sviluppo che offre nell'agricoltura e nel turismo, anche in prospettiva alle generazioni future. L'augurio è che venga ascoltata e che riesca persuadere chi di dovere come l'attuale situazione sia estremamente pericolosa per le acque italiane, dall'Adriatico allo Stretto di Sicilia, ma anche per certe aree terrestri del nostro Paese prese particolarmente di mira. Occorre agire, e non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello europeo, con dei regolamenti che disciplinino con norme efficaci l'attività nel settore, e che in particolare riducano drasticamente il rischio di incidenti gravi nelle acque dell’Unione. Un obiettivo questo che riveste grande rilevanza non solo per l'Italia, ma per tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Auguri Maria Rita...
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Post di Filippo Foti

Congratulazioni prof. :-) Grazie Guido!‎... E non ultimo il naufragio di Costa Concordia che è legato a tutta la normativa che è da rivedere per quanto attiene "l'allegra" circolazione navale nel Mediterraneo...
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I grandi vertebrati marini "sentinelle" delle condizioni dell'ambiente marino
di Guido Picchetti (da una Nota su FB del 16/01/12)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=350167291661759


Il ruolo ecologico dei grandi vertebrati in ambiente Mediterraneo sarà uno dei temi del convegno di studi che, organizzato dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Siena, si svolgerà nella cittadina toscana presso l'Accademia dei Fisiocritici il 31 Gennaio prossimo. L’obiettivo principale dell'iniziativa proporre su scala nazionale ed internazionale i grandi vertebrati marini come potenziali “sentinelle” dello “Stato Ambientale Marino”, ma soprattutto come indicatori del “GES” (Good Environmenetal Status), che costituisce l’obiettivo finale da raggiungere e mantenere per rispettare la Direttiva europea “Marine Strategy Framework Directive” (MSFD). Sarà discusso il ruolo di queste “sentinelle” per il monitoraggio delle molteplici alterazioni, antropiche e non, a carico dell’ambiente marino nelle sue diverse tipicità, dalle zone portuali alle aree protette, dalle aree di alto mare a quelle costiere. Soggetti di studio saranno in particolare i cetacei e le tartarughe marine, le contaminazioni di varia origine cui sono esposti e i possibili indicatori, nonchè le nuove metodologie diagnostiche per lo studio degli effetti ecotossicologici che su tali specie potrebbero derivarne, sia a loro danno che a quello della salute degli oceani e della popolazione umana. Promotrici dell'iniziativa le biologhe marine Letizia Marsili, Silvia Casini e M. Cristina Fossi. (dalla circolare ai Soci n° 5/12 della SIBM del 16/01/1 - foto da "ApneaTeam It).
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Aggiornamento sul "Costa Concordia" del 16/01/12, ore 9:30
di Guido Picchetti (da un post su FB a margine di una foto de "Il Giornale.It")
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2850907426145&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=3&theater


Ultimo aggiornamento sull'incidente del Giglio delle 9 di stamane. Dicevo ieri di "alcune" tonnellate di petrolio, quelle contenute nelle cisterne del Costa Concordia... In realtà, le tonnellate di petrolio sarebbero ben 2.300, stando alle dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente Clini nell'intervista concessa sempre ieri a SkyTg24. Tonnellate di combustibile che andrebbero estratte dai serbatoi della nave coricata su un fianco, appena concluse le operazioni di soccorso (ancora condotte sulla speranza di ritrovare in vita qualcuno dei 14 dispersi che attualmente si contano), e prima di poter procedere a qualunque operazione di rimozione o di smantellamento del relitto... sempre che il mare, che comincia a muoversi, non decida altrimenti... Incredibile per impegno e difficoltà l'opera dei soccorritori, e dei sommozzatori in particolare, a qualunque forza appartengano, con l'incubo di entrare in un relitto di quella stazza, che per pavimenti ha ormai le pareti e che può muoversi da un momento all'altro... Ad essi l'apprezzamento, la gratitudine e il plauso di chiunque ami, temi e rispetti il Mare... (foto da "Il Giornale It").
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Post di Giò Nastasi

... i soccorritori, in particolare i sommozzatori, sono Eroi, a loro tutta la mia stima e la mia gratitudine!... Grazie Guido per la nota!
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 79.26.171.245Dalla mia Bacheca su FB del 15/01/12

Concordia, Clini: "Le navi crociera sono pericolose". Il ministro dell'Ambiente a SkyTG24: "Stiamo lavorando per evitare il disastro ambientale". La Guardia Costiera presidia la zona: "Al momento nessun problema". Greenpeace, invece, chiede che la cisterna venga svuotata subito
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/01/15/

Stiamo lavorando per evitare un disastro ambientale". Il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, intervistato a SkyTG24, spiega che al momento "la priorità è salvare vite umane" (guarda il video in alto) . Solo in un secondo momento si potrà intervenire per rimuovere il pericolo di una perdita di gasolio denso. Il piano di intervento è comunque già pronto: "Siamo in un parco naturale importante e sappiamo che a bordo della Costa Concordia ci sono 2300 tonnellate di gasolio". L'impatto sull'ambiente sarebbe devastante. "Potrebbe compromettere il fondale e la fauna", spiega il ministro a SkyTG24. Clini ha anche lanciato un'accusa contro le grandi navi da crociera: "Questi condomini galleggianti non hanno il doppio scafo e navigano vicine alle coste. Sono pericolose e stanno diventando un problema ambientale serio". Il portavoce della Guardia costiera: "Al momento nessun problema" - Una conferma alle parole del ministro viene da Lorenzo Barone, responsabile del progetto anti-inquinamento marino del ministero dell'Ambiente. "Si deve pensare al salvataggio almeno per 48 ore. Poi al recupero del combustibile". In ogni caso, spiega Barone, "abbiamo le navi del ministero pronte a intervenire per garantire la tutela ambientale qualora si dovesse verificare qualcosa". Anche il portavoce della Guardia Costiera Cosimo Nicastro ha spiegato che "al momento non ci sono problemi di inquinamento". La Guardia Costiera ha però diffidato ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Qui la registrazione video e il testo integrale dell'intervista effettuata oggi da "Skytg24" al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini sugli sviluppi della vicenda della Costa Concordia e sui pericoli di inquinamento che potrebbero derivarne per l'ambiente marino...

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Incidente Costa Concordia, rischio inquinamento legato alle condizioni meteo
di Peppe Caridi
http://www.meteoweb.eu/2012/01/incidente-costa-concordia-rischio-inquinamento-legato-alle-condizioni-meteo/110416/


15 gennaio 2012. “Al momento non c'è inquinamento. I rischi sono legati al cambiamento delle condizioni meteo-marine”. A dirlo il responsabile scientifico della sezione navi anti-inquinamento del ministero dell’Ambiente, Lorenzo Barone, parlando dal battello ‘Ievoleco’ in azione di fronte all’Isola del Giglio per il naufragio della nave Costa Concordia. I mezzi del ministero impegnati sono quattro. A bordo strumenti per circoscrivere eventuali fuoriuscite di petrolio dalla nave.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Il ministro dell'ambiente Clini oggi, nel parlare del rischio inquinamento legato alla tragedia della nave da crociera della Costa al Giglio, ha ricordato quanto successo in Nuova Zelanda con l'incagliamento del Rena sulla barriera corallina. E' una consapevolezza certamente positiva... Ora occorre solo sperare che le condizioni meteo concedano il tempo necessario per poter svuotare i serbatoi della Concordia, che, sebbene intatte al momento, sembra contengano centinaia di tonnellate di petrolio...
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Post di Giò Nastasi
‎:((((
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Assegnati gli “Arcolai d’Argento”
http://www.inabruzzo.com/?p=106339  

Pescara – Oggi presso Palazzo di Città, alla presenza di centinaia di lavoratori, sono stati assegnati gli Arcolai 2012 a Maria Rita D’Orsogna insigne studiosa e ricercatrice e paladina dell’ambiente, ai Consiglieri Regionali Alessandra Petri e Marinella Sclocco e alla scrittrice Cinzia Maria Rossi. Geremia Mancini, UGL, ha detto: “Nel 2006 volemmo istituire un particolare riconoscimento da assegnare a Donne abruzzesi capaci di rendere onore alla propria terra. E così il primo “Arcolaio d’Argento” andò all’indimenticabile Filomena “Memena” Delli Castelli. Ancora oggi questa manifestazione vuole essere un riconoscimento a tutte le Donne, meno fortunate, che quotidianamente nel Lavoro e nella famiglia svolgono un ruolo insostituibile”. Negli anni l’Arcolaio d’Argento è andato all’On.Paola Pelino, alla giornalista Alda D’Eusanio, alla ginnasta Fabrizia D’Ottavio, all’imprenditrice Valentina Majo, al Presidente del Ceis Anna Durante, al Presidente CRI Abruzzo Maria Teresa Letta, al Presidente Unicef Abruzzo Anna Maria Monti, alla giornalista... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Consegnato a Pescara l'Arcolaio d'Argento a Maria Rita D'Orsogna... Congratulazioni ed auguri..
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Petrolio e trivelle, da Pineto una task force ambientale.
http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=11253

14/01/2012. PINETO. A Pineto una task force sulla questione ambientale per una politica alternativa alla petrolizzazione. “Un mare di trivelle. Petrolio, quale futuro?”. È questo il titolo del convegno che si è tenuto ieri a Pineto nei locali di Villa Filiani, dove amministratori, comitati, cittadini e docenti si sono riuniti per discutere del rischio di nuove ispezioni sismiche a largo della costa adriatica. L’incontro segue l’istanza della MedoilGas che, dopo la Petroceltic, ha recentemente chiesto alla Regione Abruzzo la possibilità di eseguire ispezioni e ricerche di idrocarburi nel comune di Pineto secondo la concessione denominata “Villa Mazzarosa”, accordata nel 2006 dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ospite di eccezione del convegno Maria Rita D’Orsogna, docente di Fisica presso l’Università di Los Angeles e da sempre in prima linea contro i rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere. Presenti, inoltre, il sindaco di Pineto Luciano Monticelli, l’assessore all’Ambiente Nerina Alonzo, Robert Verrocchio, consigliere della Provincia di Teramo ed Enrico Gagliano del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni. Proprio Gagliano ha sottolineato la necessità delle compagnie petrolifere di orientarsi verso nuove fonti di energia a fronte di una domanda globale sempre più importante. «L'Italia è la nazione con il più alto numero di raffinerie – ha spiegato durante il suo intervento –. Bisogna pertanto dare più sostenibilità nella programmazione e pianificazione regionale. La rete delle associazioni ecologiste si è ben mobilitata e ci saranno prese di posizione dure contro il disegno di legge». Durante il convegno è emersa la possibilità di costituire proprio nella città di Pineto una task force sulla questione ambientale. «Bisogna creare una politica alternativa per andare avanti – ha ribadito il sindaco Monticelli –. Per questo ci riuniremo a fine gennaio: la nostra idea è quella di dar vita a un tavolo tecnico per avanzare delle proposte alternative a quanto è stato fatto finora in Abruzzo fino ad arrivare alla costituzione di un manifesto delle energie alternative». Il sindaco ricorda infatti che le ispezioni sismiche «sono il preludio della petrolizzazione e questo non può essere tollerato, perché autorizzare una istanza significherebbe dare il via a una catena di altri permessi in mare e su terraferma». Per questo motivo il Comune di Pineto ha già presentato le sue osservazioni alla commissione Valutazione Impatto Ambientale della Regione Abruzzo, opponendosi al tentativo della MedoilGas.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Il convegno di Pineto con Maria Rita D'Orsogna sulle trivellazioni in Abruzzo
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Vote for Ocean Heroes
http://act.oceana.org/survey/sv-oh-vote/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=oceanhero&source=facebook

In occasione della Giornata mondiale degli oceani, Oceana onora coloro che hanno dato un significativo, costante contributo alla conservazione dell'oceano. Quest'anno, centinaia sono state le segnalazioni e una giuria di esperti ha selezionato i finalisti seguenti. Vota ora i tuoi preferiti in entrambe le categorie: adulti e giovani. (... e tra i finalisti adulti selezionati c'è anche Maria Rita D'Orsogna, dalle il tuo voto... ndr.)
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Costa Concordia: rotta sbagliata?
Pubblicato in data 14/gen/2012 da euronewsit
http://www.youtube.com/watch?v=TDfRfQ0HMlM&feature=player_embedded

Si cercano risposte ai tanti interrogativi sulla tragedia alla Costa Concordia. L'incidente alla nave delle vacanze di lusso, accasciata su un fianco con uno squarcio di 70 metri sulla carena, si è portato via tre vite, mentre una settantina di persone risultano disperse. Tante le polemiche per questo gigante del mare finito in una secca al largo dell'isola del Giglio.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Segnalatomi da "Profumo di Mare" che ringrazio.
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Dalla mia Bacheca su FB del 14/01/12

Il naufragio della Costa Concordia, La nave si è incagliata ieri sera al largo dell'Isola del Giglio: tre morti, 40 feriti e 54 persone "non rintracciate"
da "Il Post It" (con video e foto)
http://www.ilpost.it/2012/01/14/il-naufragio-della-costa-concordia/

14 gennaio 2012. 16.50 – Quattro dispersi di nazionalità americana sono stati ritrovati sull’isola del Giglio. La quantità di persone che non ha risposto ancora all’appello dopo il naufragio della Costa Concordia, dicono le autorità locali, continua a diminuire.16.43 – Costa Crociere ha diffuso un comunicato sul suo blog ufficiale: L’incidente occorso questa notte a Costa Concordia è una tragedia che sconvolge la nostra azienda.Il nostro primo pensiero va alle vittime ed esprimiamo tutto il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro familiari e amici. Siamo vicini alle persone che sono rimaste ferite e seguiamo con la massima attenzione il loro decorso. Tutto il nostro impegno è ora concentrato nell’offrire assistenza agli ospiti e all’equipaggio che erano a bordo della nave, per farli rientrare al più presto a casa. Il servizio clienti di Costa Crociere ha già preso contatto telefonicamente con tutti gli ospiti che avrebbero dovuto imbarcarsi sulla nave oggi a Savona e da domani nei porti successivi previsti dal programma della crociera. Al momento non è prevista alcuna variazione al programma di viaggio di tutte le altre navi della flotta Costa Crociere. Chi desiderasse informazioni può comunque, come sempre, fare riferimento al numero 848.50.50.50. Tutti gli uomini e le donne di Costa Crociere ringraziano dal più profondo del cuore la Guardia Costiera e le forze da essa coordinate, incluse le autorità e i cittadini dell’Isola del Giglio e i cittadini e le autorità di Porto Santo Stefano, che si sono prodigati nelle operazioni di salvataggio e assistenza agli ospiti e all’equipaggio. Un ottimo articolo su "IL POST IT" con ulteriori notizie e testimonianze su quanto accaduto al "Concordia" della Costa Crociere, e anche, a firma di Federica Sanna sul Corriere Fiorentino, una prima ricostruzione delle varie fasi dell'incidente all'Isola del Giglio... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Un ottimo articolo su "IL POST IT" con ulteriori notizie e testimonianze su quanto accaduto al "Concordia" della Costa Crociere, e anche, a firma di Federica Sanna sul Corriere Fiorentino, una prima ricostruzione delle varie fasi dell'incidente all'Isola del Giglio...Eccola: "La velocità della nave era talmente elevata che al momento dell’impatto, tra le 21.20 e le 21.40, uno degli scogli del gruppo chiamato «le Scole» è stato letteralmente divelto dal fondale ed è rimasto conficcato nello squarcio apertosi lungo la poppa della Concordia. Le Scole si trovano a soli 500 metri da Giglio Porto, in direzione dell’Argentario. Secondo una prima e non completa ricostruzione dell’incidente, dopo l’urto chi si trovava al timone avrebbe fatto il possibile per avvicinare la Concordia a fondali più bassi. [...] Così, dopo aver proseguito la corsa per circa 600-700 metri e aver oltrepassato Giglio Porto, sarebbero state gettate le ancore per consentire alla Concordia una rapida virata, quasi un testacoda, che la avrebbe avvicinata all’isola e alle scogliere del Lazzaretto e della Gabbianara. Qui la nave si è incagliata e lentamente è scivolata su un fianco fino ad inclinarsi con un angolo di 90 gradi."
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Post di Giuseppe Galiano

Le inchieste sveleranno l'arcano. Certamente. Ma l'errore umano qui lo tocca anche un cieco. Chi va per mare queste cose le sa. Non ne parla per prudenza. Ma vivaddio...
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Post di Giuseppe Riccardo Belvisi

Ma controllando le Carte Nautiche delle Coste Italiane non c'è traccia di secche fra il Giglio e l'Argentario. C'è n'è una attaccata al Giglio ma è a poche centinaia di metri dalla riva, forse solo 200... Come ha fatto ad arrivare là?
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Post di Maria Ghelia
Grazie Guido. Incredibile incidente e sicuramente evitabile.
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Costa Concordia si incaglia al Giglio. Panico a bordo, 3 morti e 14 feriti
comunicato stampa da "Agi.it" - 08:49 14 GEN 2012
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201140849-ipp-rt10004-costa_concordia_si_incaglia_al_giglio_panico_a_bordo_3_morti


(AGI) - Roma, 14 gen. - Tragedia al largo dell'isola del Giglio. Almeno tre persone sono morte nell'incidente che ha coinvolto una nave da crociera che si è incagliata nella notte al largo dell'isola. La crociera Costa Concordia, salpata da Civitavecchia alle 19,30 di ieri e diretta a Savona, si è inclinata su un fianco. Una parte dei passeggeri è stata condotta con altre imbarcazioni a Porto Santo Stefano e un'altra in elicottero a Livorno. Non ci sono ancora elementi sufficienti per capire la dinamica dell'incidente, spiega la Capitaneria di Porto. A bordo della nave si è verificato un black out e poi l'imbarcazione si è arenata. PREFETTO GROSSETO, 3 MORTI E 14 FERITI. Almeno 1.900 delle 4.231 persone, di cui 1.023 di equipaggio, che si trovavano a bordo della Costa Concordia, sono state imbarcate e condotte a Porto Santo Stefano, spiega il Comando Generale della Capitaneria di Porto. Il soccorso ai passeggeri è stato prestato con le scialuppe di salvataggio, con le motovedette, e una ventina, fra equipaggio e passeggeri sono stati vericellati con gli elicotteri. La nave, di 290 metri di lunghezza, alle 22 circa di ieri, a seguito di un incidente in prossimità dell'isola del Giglio, ha iniziato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi di circa 20 gradi. Su questo aspetto, ha spiegato la Capitaneria, ci sarà un'inchiesta ma al momento non si possono formulare ipotesi. Il coordinamento delle operazioni di soccorso è stato fin da subito assunto dalla Guardia Costiera di Livorno che ha inviato sul luogo dell'incidente le proprie motovedette, unitamente a quelle della Guardia Costiera di Porto Santo Stefano, Porto Ferraio e Civitavecchia. In area anche un elicottero partito dalla Base aerea della Guardia Costiera di Sarzana per monitorare dall'alto lo sviluppo della situazione ed intervenire in caso di necessità. Sono state inviate sul luogo dell'incidente 4 navi mercantili in navigazione nell'area.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E' accaduto stanotte, poco dopo essere salpata da Civitavecchia con 4.235 croceristi a bordo, diretta a Savona. Basta guardare la foto e rendersi conto dell'entità del disastro ... A frenare l'affondamento c'è stata una secca. E ci sono anche morti e feriti. Pochi per fortuna ... Turismo "ravvicinato" o ignoranza del mestiere? Si indaga sulle cause. Non c'era nè nebbia, nè mare grosso ... altrimenti sarebbe stato un altro "Titanic". Ma anche nel piccolo nostro Mediterraneo certe disgrazie possono accadere, sebbene qualcuno pensi spesso il contrario ...
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Post di Pasquale Isabella

Che tragedia.
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Post di Salvatore Agizza
Tecnicamente come è stato possibile? Con tutte le strumentazioni computerizzate? Oramai queste navi si muovono da sole...
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Post di Pasquale Isabella
Me lo sono chiesta anch'io stamane appena vista la notizia al tg... Errore umano, credo, distrazione, mah ancora non si sa e ci vorrà del tempo per capirlo....
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Post di Marino de Falco
Ho appreso la notizia stanotte quasi in diretta tramite Repubblica online, non avrei mai immaginato che stamattina al risveglio avrei saputo che la nave stava affondando!!! Davvero incredibile che sia potuto succedere!!!
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Post di Flavia Koch

:O :O
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Post di Giannutri Diving
Potrebbe aver picchiato a mezzo canale decidendo poi di arenarla in acque meno profonde?
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Post di Marino de Falco
Pensavo anche io la stessa cosa, comunque è incredibile che con una nave simile si vada su fondali così bassi...
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Post di Andrea Montanino

Pare che la nave sia passata molto vicina all'isola urtando "Le Scole"; ha poi proseguito per circa settecento metri, poi ha invertito la rotta con l'ausilio delle ancore, e si sia poi arenata volutamente alla Gabbianara...
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Post di Paga Nello

Se non ricordo male," Le Scole" sono veramente vicinissime alla costa, saranno a 100-200 m ?
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Dalla mia Bacheca su FB del 13/01/12

L' "Arcolaio d'Argento", altro importante riconoscimento per Maria Rita D'Orsogna. La consegna domani a Pescara
da una nota di Guido Picchetti su FB
http://www.facebook.com/note.php?note_id=348414145170407


L'"Arcolaio d'Argento" è il premio istituito dall'associazione sindacale Ugl che, da molti anni, viene assegnato alle donne abruzzesi che si sono distinte nei più svariati campi, spaziando dall'imprenditoria al volontariato. Fu istituito nel 2006, e in quel primo anno il riconoscimento fu assegnato all'On. Filomena Delle Castelli, eletta, insieme a sole 21 donne, all'Assemblea Costituente italiana il 2 giugno 1946, e successivamente rieletta alla Camera dei deputati nel 1948 e nel 1953. Nel 2007 l' "Arcolaio d'Argento" va all'On. Paola Pelino, all'On. Elena Marinucci e alla presentatrice televisiva Alda D'Eusanio. Successivamente negli anni seguenti saranno premiate altre importanti personalità, fino all'edizione dello scorso anno, che ha visto ricevere la prestigiosa targa Mariangela Di Michele, presidente della Sics Abruzzo, un'associazione che si è distinta per professionalità, meritocrazia e onestà verso gli altri; Giuliana Toro Longari, passata alla storia come la Signora Longari del Rischiatutto, a seguito dei suoi successi nella famosa trasmissione condotta di Mike Buongiorno, che la videro sconfiggere il 7 maggio 1970 il campione in carica Ascanio De Gregorio e rimanere campionessa ininterrottamente fino al 16 luglio dello stesso anno, giorno in cui fu sconfitta da Giuliana Boirivant; Giulia Di Quinzio di Francavilla, che, classificatasi terza in un'edizione di Miss Italia, ora realizza progetti di volontariato per l'associazione ciechi; e Marina Cvetic, abruzzese d'adozione, la quale dirige attualmente da imprenditrice la cantina Masciarel. Domani a Pescara sarà la volta di Maria Rita D'Orsogna a ricevere l'"Arcolaio d'Argento", un riconoscimento che i suoi corregionali hanno voluto attribuirle per l'impegno da anni speso in favore della tutela del territorio d'Abruzzo, sua patria d'origine. La consegna è prevista alle 10 presso la sede dell'Ugl di Pescara, in via Ravenna,10. Auguri e complimenti, Maria Rita.
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Dalla mia Bacheca su FB dell'12/01/12

Energia sostenibile: si incominciano a fare fatti in tutto il mondo!
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59729563#lastpost


Il crescente bisogno di energia sostenibile si sta traducendo in uno sviluppo ed applicazione di tecnologie pulite e rinnovabili in tutto il mondo. Le fonti rinnovabili oggi entrano a far parte del mix energetico e gli eventi che si succedono, organizzati su scala globale con notevole costanza, mettono in evidenza le sue potenzialità. Uno di questi casi è il World Future Energy Summit (WFES), che si terrà ad Abu Dhabi dal 16 al 19 gennaio 2012. Propagandato come uno dei principali incontri annuali, è impegnato a promuovere futuro energetico, efficienza energetica e tecnologie pulite, includendo un vertice di livello mondiale, una mostra internazionale, tavole rotonde, il programma Energy Leaders, riunioni aziendali ed eventi sociali. La concezione della World Future Energy Summit (WFES) può essere collegata con la storica decisione della città di Abu Dhabi avvenuta nel 2006, di assumere un ruolo guida nello sviluppo e nell'applicazione di tecnologie pulite ed energie rinnovabili. Abu Dhabi è uno dei sette emirati che compongono dal 1971 gli Emirati Arabi Uniti, nel sud-est del Golfo Persico. È il più grande emirato per superficie con i suoi 73.548 km² (che rappresentano circa l'86% della superficie totale degli Emirati Arabi Uniti) ed il secondo per popolazione, dopo Dubai. Dal suo evento inaugurale nel 2008, il vertice ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Una interessante presentazione su "Profumo di Mare" del "World Future Energy Summit (WFES)", un evento in programma ad Abu Dhabi dal 16 al 19 gennaio p.v. tutto legato al tema delle energie rinnovabili. E lo straordinario è che proprio ad uno degli Emirati Arabi che ha costruito sul petrolio tutta la sua fortuna, si deve, già dal dal 2008, l'organizzazione con notevole costanza su scala globale di questo congresso, finalizzato ad evidenziare tutte le potenzialità di queste nuove forme di energia pulita, favorendone lo sviluppo e l'applicazione.
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Fishing under ice (original)
un video di Juuso Mettälä
http://www.youtube.com/watch?v=VIs00QjiJZQ&feature=youtu.be


Un video subacqueo nello splendido Lago di Saarijärvi in Vaala, realizzato dal club "Finlandia Divers" I personaggi: Eelis Rankka, il pescatore; Tommi Salminen l'amico del pescatore; Ragazzo con il pallone: ​​Jukka Pelttari, il ragazzo con il pallone. Riprese e montaggio: Juuso Mettälä. Da una idea di Juuso Mettälä e Eelis Rankka . Subacquei di sicurezza: Esa Vuoppola e Juhana Heino. Commento musicale "The end of the doubs" di Stefano Mocin. Ancora un paio di cose su questo video: la fotocamera usata dal video-operatore Juuso Mettälä è una "Sony HDR-SR11" in custodia Amphibico HD Elite. La carriola è stato recuperata dal fondo del lago e riusata normalmente. L'anatra di gomma e il pallone sono anche a casa dell'operatore e... nessuno dei subacquei che ha partecipato alle riprese ha avuto danni permanenti. Invece si sono tutti divertiti un sacco a realizzare il filmato... Parola di Juuso Mettälä.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Non c'entra niente con i problemi delle trivellazioni, ma non posso ignorarlo. Bravissimi i realizzatori... E' il festival dell'assurdo, dove però è tutto vero... Basta capire come... e si comincia ridere con i protagonisti...
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Post di Gianluca Cecere
Fantastico... dai, è pur sempre argomento: mare!
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Post di Paolo Rossetti Nase Italia

Davvero divertente!! E ritengo anche piuttosto impegnativo da realizzare (brrrrrr!!!)
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A Roberto Mamone, Filippo Harley Foti, Fabio Russo, Sergio Filmati Di Mare, e Fabio Russo piace questo elemento.
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Ministero dell'Ambiente: finalmente aria nuova! Misure per prevenire rischi ambiente e salute. Bidoni in mare a Livorno: lunedì vertice con ministro Clini
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59721247#lastpost


Era da tanto che non andavamo a fare una visita presso il sito istituzionale del Ministero dell'Ambiente e siamo rimasti piacevolmente trattenuti a leggere una informativa che vi partecipiamo con piacere e che riguarda il "caso Livorno". Notizie in merito potrete approfondirle dal nostro motore di ricerca del Forum digitando la parola, ad esempio: Livorno od altro che attenga all'argomento. Oppure cliccando quì: http://profumodimare.forumfree.it/?t=59670707 . Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, d'intesa con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ha convocato per lunedì 16 gennaio alle 15,00, alla Prefettura di Livorno, una riunione per esaminare la situazione venutasi a creare dopo la perdita in mare di 198 fusti contenenti sostanze pericolose e predisporre le misure per prevenire ogni possibile rischio per l'ambiente e la salute pubblica. Alla riunione parteciperanno, oltre al ministero dell'Ambiente e alla Regione Toscana, la Provincia e il Comune di Livorno, la Protezione Civile, l'Istituto Superiore di Sanità, l'Ispra, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera, ed il Reparto Ambientale Marino delle Capitanerie. "Il ministero dell'Ambiente - afferma Clini - è al fianco della Regione, degli enti locali e della comunità livornese per affrontare il problema e metterà in campo tutte le professionalità e il sostegno necessari per gli interventi che si decideranno a salvaguardia dell'ambiente marino e del litorale".
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Aria nuova al Ministero dell'Ambiente ? Legittimo chiederselo...
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Post di Filippo Harley Foti

Il nostro Amministratore ringrazia!
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Pineto: “Un mare di trivelle. Petrolio, quale futuro?”
di Donatella Di Biase
http://www.lopinionista.it/notizie/?p=99128#more-99128


12 gennaio 2012, PINETO (TE) – È il titolo del convegno sui rischi derivanti dall’estrazione di idrocarburi, che si terrà venerdì 13 gennaio con Maria Rita D’Orsogna alle ore 18.00, nei locali di Villa Filiani, a Pineto. Un convegno dal titolo:“Un mare di trivelle. Petrolio, quale futuro?” dove amministratori, comitati, cittadini e docenti si riuniranno per discutere del rischio di nuove ispezioni sismiche a largo della costa adriatica. L’incontro segue l’istanza della MedoilGas che, dopo la Petroceltic, ha recentemente chiesto alla Regione Abruzzo la possibilità di eseguire ispezioni e ricerche di idrocarburi nel comune di Pineto secondo la concessione denominata “Villa Mazzarosa”, accordata nel 2006 dal Ministero dello Sviluppo Economico. Questa insistenza a voler petrolizzare il nostro Abruzzo è a dir poco irritante, ma nello stesso tempo meraviglia come qualcuno non voglia ancora capire che il popolo abruzzese è contrario alle trivelle e vuole salvaguardare il suo mare, le catene alimentari dello stesso, la salute delle persone e le attività economiche legate ad un ecosistema marino sano. Ci piace tuffarci con lo sguardo nell’azzurro sconfinato del nostro mare, ma ci piace ancora di più tuffarci di persona nelo stesso: il petrolio deve diventare il passato non può essere nel nostro futuro e in quello dei nostri figli. Il 2012 è stato proclamato “Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti”. anche per gli abruzzesi. L’ONU ha voluto con questa iniziativa inviare un pressante invito a optare per scelte indirizzate all’abbandono dei carburanti fossili, ancora in gran parte utilizzati, ma dannosi sia per l’ambiente che per l’uomo. Non si capisce proprio perché invece di avviarci verso scelte energetiche sostenibili dobbiamo ancora difenderci da chi vuole propinarci scelte insostenibili per l’ambiente e per noi attraverso la ricerca di combustibili impattanti e costosi. Ospite di eccezione del convegno sarà Maria Rita D’Orsogna, docente di Fisica presso l’Università di Los Angeles, da sempre in prima linea contro i rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere. Presenti, inoltre, il sindaco di Pineto Luciano Monticelli, l’assessore all’Ambiente Nerina Alonzo, Robert Verrocchio, consigliere della Provincia di Teramo ed Enrico Gagliano del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni. “Non è la prima volta che Pineto ospita la D’Orsogna – commenta il primo cittadino –. Sarà interessante approfondire il suo punto di vista e capire insieme alla cittadinanza come le concessioni portano pochissimi vantaggi, causando allo stesso tempo ingenti danni all’ambiente”. Il sindaco ricorda che le ispezioni sismiche “sono il preludio della petrolizzazione e questo non può essere tollerato, perché autorizzare una istanza significherebbe dare il via a una catena di altri permessi in mare e su terraferma”. Per questo motivo il Comune di Pineto ha già presentato le sue osservazioni alla commissione Valutazione Impatto Ambientale della Regione Abruzzo, opponendosi al tentativo della MedoilGas.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Ancora un bell'articolo firmato da Donatella Di Biase sul convegno "“Un mare di trivelle. Petrolio, quale futuro?” che domani, relatrice Maria Rita D'Orsogna, avrà luogo a Pineto in provincia di Teramo. All'ordine del giorno la nuova richiesta avanzata dalla MedoilGas alla Regione Abruzzo di eseguire ispezioni e ricerche di idrocarburi nel comune di Pineto sulla concessione denominata “Villa Mazzarosa” accordata nel 2006 dal Ministero dello Sviluppo Economico. Qui nello Stretto di Sicilia, pochi chilometri a nord di Pantelleria (non in terra ma in mare, dove non ci sono neppure confini), di concessioni simili già rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico, sulle quali le società titolari (ADX e NP) qualora volessero potrebbero in qualunque momento iniziare ad operare, ce ne sono ben due, la C.R147.NP e la G.R15.PU. Ma, mentre a Pineto a ritrovarsi concordi con i cittadini nelle finalità del convegno e nella protesta generale sono sindaco ed assessori (comunali e provinciali), qui a Pantelleria in proposito tutto tace, confidando nella buona sorte e che niente di spiacevole possa accadere...
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‘Erin’ D’Orsogna spaventa Foggia: “Da Petroceltic ok trivellazioni per 2012"
di Piero Ferrante
http://www.statoquotidiano.it/11/01/2012/erin-dorsogna-spaventa-foggia-petroceltic-comunica-sbocco-trivellazioni-per-2012/66163/


Foggia – Alla fine scatta l’applauso per la donna dell’anno 2011. Sarà per la sua abruzzesità che neppure la California le ha ancora tolto, sarà per il suo parlare chiaro e rotondo che ha toccato le corde di un popolo da un anno in lotta contro la “follia” delle trivellazioni nell’Adriatico. Maria Rita D’Orsogna ha spiegato, in un Auditorium prima vuoto poi sempre più pieno della Biblioteca Provinciale di Foggia, perché l’Adriatico è intangibile. Lei, docente di Fisica presso l’Università di Los Angeles, il suo viso pacato e chiaro come quello di una statunitense pura, migliaia di miglia e un ammonimento che si pone come ovvio ponte tra la manifestazione di Termoli dello scorso maggio e quella che si terrà a Monopoli tra due sabati: “La nostra missione è quella di chiudere il mare Adriatico alle trivellazioni”. E non, come vorrebbe qualcuno, lucrare economicamente sull’inquinamento prodotto da altri attraverso il sistema delle Royalities. Primo, perché in Italia non vale la pena vendere il corpo azzurro per pochi spicci (10% dei ricavati se si trivella a terra, come in Basilicata; 4% se si trivella a mare, come la Petroceltic vorrebbe fare alle Tremiti); secondo, per la questione, evidente ed abusata dell’Adriatico quale “mare chiuso”. “Mamme, ai vostri figli regalate l’aria buona!”. “Non è detto che debba avvenire per forza di cose una tragedia. Ma, installando le trivelle, è possibile che accada, si apre il campo delle probabilità”. E, è il succo del ragionamento, tutta la costa affogherebbe sotto maree di petrolio che fracasserebbero i sistemi economici. Parla e, man mano, fa scorrere dietro di lei le immagini delle grandi catastrofi umane dovute al petrolio. Europa, Australia, Asia, Africa, America. Alcune sono letteralmente ignote. Altre, come quella del Golfo del Messico (2010, sono state messe sotto silenzio dopo un lungo periodo di frenesia. Lì muoiono gli ecosistemi. Quello marino e quello terrestre. La gente è contaminata. “Il petrolio porta morte, non porta ricchezza”, stiletta la professoressa con garbo. “E le mamme italiane, così ansiose, così impegnate a regalare ai propri figli le cose migliori, le merendine più buone, il computer più buono. E l’aria più buona, non la volete regalare ai vostri figli?” Il caso Basilicata. E per capire che il petrolio non porta ricchezza ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Quanto accade con la Petroceltic in Adriatico, vale "paro paro" per le richieste di concessione intorno a Pantelleria.Come riferisce in questo servizio giornalistico Piero Ferrante su "Stato Quotidiano", Maria Rita D'Orsogna, nella conferenza di oggi a Foggia, ha affermato in chiusura del suo intervento che la Petroceltic sul suo sito web assicura ai propri azionisti che lo sblocco dei permessi per trivellare nell’Adriatico è previsto attorno alla metà del 2012. Ma come faccia la Petroceltic a saperlo prima che il Tar si esprima il 22 marzo p.v. in merito ai numerosi ricorsi presentati da enti, associazioni, e cittadini, è proprio un mistero. E non sarebbe male che chi di dovere si decidesse ad indagare su quali collegamenti ci siano nel nostro Paese tra le lobby petrolifere e le stanze del potere...
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Stesso post anche su "Profumo di Mare" del 12/01/12
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59721961#lastpost
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Dalla mia Bacheca su FB dell'11/01/12

Fototossicità e vita nel mare: i danni non sono di poco conto
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59689193#lastpost


Successivamente alla terribile notizia per i continui sversamenti nel delta nigeriano e nel Golfo del Messico, una nuova ricerca della University of California Davis suggerisce che il petrolio è ancora più tossico di quanto si pensi. I ricercatori dell'università Bodega Marine Laboratory hanno studiato le conseguenze di una fuoriuscita di petrolio nella Baia di San Francisco nel 2007, quando la petroliera Cusco Busan ha colpito il Bay Bridge e furono sversati circa 54.000 galloni di petrolio nella baia. Quando il team ha esaminato l'effetto del riversamento sugli embrioni di aringa del Pacifico, hanno trovato che essi si sono disintegrati quando sono stati colpiti dai raggi UV, come quelli emessi dal sole. Perché? Bene, il fenomeno è dovuto alla fototossicità, una condizione simile alle scottature che subiscono spesso gli esseri umani quando usano certi prodotti e si espongono alla luce solare. Quando il petrolio entra nella catena alimentare, il pesce come l'aringa subisce la distruzione delle uova. Fino ad oggi, le valutazioni ambientali delle fuoriuscite di petrolio non avevano incluso la fototossicità nelle loro analisi come tossico, pertanto appaiono difficili gli sforzi per ricostruire le popolazioni di pesci dopo la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico ed in Nigeria.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Una notizia, come suol dirsi, breve, succinta e compendiosa, è questa pubblicata da Filippo Foti sul suo "Profumo di Mare. Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio sui danni che il petrolio può provocare sulla fauna marina, è "bello e sistemato" !!! In altre parole sarebbe proprio il plancton, con tutte le uova e gli embrioni delle varie specie marine in esso compresi (che poi crescendo dovrebbero popolare il mare) a subirne i peggiori effetti. Effetti invisibili ad occhio nudo, ma non per questo meno gravi, anzi ritengo decisivi per il futuro del Mare...
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Post di Filippo Harley Foti

Ah, quanto il mio prezioso [Harley] vorrebbe essere breve... ma il suo alter ego Pier... prevale spesso... !
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Pineto, convegno sulla petrolizzazione con Maria Rita D'Orsogna
dalla redazione di "CityRumors"
http://www.cityrumors.it/teramo/cronaca/pineto-petrolizzazione-maria-rita-dorsogna-41880.html


Pineto. “Un mare di trivelle. Petrolio, quale futuro?”. È questo il titolo del convegno in programma a Pineto per venerdi 13 gennaio alle ore 18.00 nei locali di Villa Filiani, dove amministratori, comitati, cittadini e docenti si riuniranno per discutere del rischio di nuove ispezioni sismiche a largo della costa adriatica. L’incontro segue l’istanza della MedoilGas che, dopo la Petroceltic, ha recentemente chiesto alla Regione Abruzzo la possibilità di eseguire ispezioni e ricerche di idrocarburi nel comune di Pineto secondo la concessione denominata “Villa Mazzarosa”, accordata nel 2006 dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ospite di eccezione del convegno sarà Maria Rita D’Orsogna, docente di Fisica presso l’Università di Los Angeles da sempre in prima linea contro i rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere. Presenti, inoltre, il sindaco di Pineto Luciano Monticelli, l’assessore all’Ambiente Nerina Alonzo, Robert Verrocchio, consigliere della Provincia di Teramo ed Enrico Gagliano del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni. “Non è la prima volta che Pineto ospita la D’Orsogna – commenta il primo cittadino –. Sarà interessante approfondire il suo punto di vista e capire insieme alla cittadinanza come le concessioni portano pochissimi vantaggi, causando allo stesso tempo ingenti danni all’ambiente”. Il sindaco ricorda che le ispezioni sismiche “sono il preludio della petrolizzazione e questo non può essere tollerato, perché autorizzare una istanza significherebbe dare il via a una catena di altri permessi in mare e su terraferma”. Per questo motivo il Comune di Pineto ha già presentato le sue osservazioni alla commissione Valutazione Impatto Ambientale della Regione Abruzzo, opponendosi al tentativo della MedoilGas.
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In questo servizio, pubblicato dal sito web "City Rumors" di Teramo, viene annunciato il convegno di venerdi p.v. con Maria Rita, ma viene altresì evidenziato anche l'impegno della comunità cittadina di Pineto e dei suoi rappresentanti contro le concrete minacce di trivellazioni in atto sul suo territorio.
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Nuove ispezioni sismiche. Pineto insorge contro la petrolizzazione
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Nuove-ispezioni-sismiche-Pineto-insorge-contro-la-petrolizzazione/66323.htm

“Un mare di trivelle. Petrolio, quale futuro?”. Questo è il nome del convegno che si terrà venerdi 13 gennaio alle ore 18.00 nei locali di Villa Filiani a Pineto, per discutere sui rischi di nuove ispezioni sismiche. La Medoligas e la Petroceltic hanno infatti richiesto l'autorizzazione a svolgere ispezioni di indagine al largo di Pineto. Maria Rita D'Orsogna, docente di Fisica presso l’Università di Los Angeles, sarà l'ospite d'onore. Il comune di Pineto ritiene inaccettabile la situazione, considerando le ispezioni come il preludio alla petrolizzazione.
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

E dopodomani, venerdi 13 gennaio, Maria Rita sarà a Pineto, in provincia di Teramo, attesa come "ospite d'onore" da quel Comune che, lo ripeto a chiare lettere, ritiene inaccettabile la situazione, considerando le ricerche previste come il preludio alla "petrolizzazione" del suo territorio.

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Maria Rita D'Orsogna oggi a Foggia. Continua il suo impegno per la tutela del territorio italiano, terrestre o marino che sia
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/note.php?note_id=346870445324777

Oggi, dalle 17.00 fino a 20.30, presso l' Auditorium della Biblioteca Provinciale "La Magna Capitanata" di Foggia, avrà luogo il Convegno/Dibattito con Maria RIta D'Orsogna, professore associato presso il Dipartimento di Matematica alla California State University at Northridge, recentemente insignita del prestigioso Premio Ambasciatore della Natura 2012 proprio per questo suo impegno in difesa del territorio terrestre e marino del nostro Paese dal pericolo delle trivellazioni petrolifere. A promuoverlo e organizzarlo la Delegazione FAI di Foggia con il patrocinio della Provincia di Foggia e la collaborazione della Consulta Provinciale degli Studenti di Foggia. Attualmente numerose compagnie petrolifere straniere fanno a gara per lottizzare il Mar Adriatico, e più in generale il Mediterraneo alla ricerca di petrolio, con l'obiettivo di trivellare persino a pochi km dalla costa delle Isole Tremiti e costruire pozzi petroliferi in paradisi marittimi che ci sono invidiati da tutto il mondo... E' una situazione pericolosa e assurda, che minaccia l'intero ecosistema del Mare Nostrum, con danni alla biodiversità, al paesaggio, all'economia della pesca e del turismo, ma soprattutto alla salute pubblica! La prof.ssa D'Orsogna, dicono gli organizzatori, è conosciuta come la Erin Brockovich italiana. Da anni lotta contro queste decisioni antidemocratiche, informando e sensibilizzando i cittadini per una partecipazione attiva a queste decisioni, che pagheremo prima o poi direttamente sulla nostra pelle e sulle nostre tasche. Dalle prime "vittorie" in Abruzzo (sua terra di origine) si è mossa in tutta Italia per diffondere il messaggio di partecipazione, e per formare un fronte comune ed unito di tutte le Regioni Italiane coinvolte! Alla prof.ssa D'Orsogna, sempre in prima linea, e pronta a confrontarsi direttamente con la gente, ormai esausta e disillusa dalla politica che ci governa e che mostra di ignorare i nostri pensieri e i nostri bisogni di cittadini, va il nostro più vivo ringraziamento! Porgeranno nell'occasione i saluti istituzionali di benvenuto a Maria Rita D'Orsogna, Maria Elvira Consiglio (Vice Presidente Provincia di Foggia), Marialuisa d'Ippolito (Capo Delegazione FAI di Foggia), Stefano Pecorella (Presidente del Parco Nazionale del Gargano), e i Rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti di Foggia.
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Auguri Maria Rita, e grazie...
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    - Dal 1° al 10 Gennaio 2012

 

Dalla mia Bacheca su FB del 10/01/12

Le minacce del petrolio. La D’Orsogna scuote i Lucani
di Francesco Giusti
http://www.trmtv.it/home/primo-piano/2012_01_09/30319.html

9 gennaio 2012, Matera – Il tema sul petrolio lucano con annesse spiegazioni sui rischi legati alla sua attività estrattiva continua a richiamare l’attenzione del pubblico di tutta la Basilicata. Domenica sera, infatti, presso la Mediateca Ribecco di Matera, una platea gremita in ogni ordine di posto ha seguito con grande attenzione le 2 ore piene del convegno intitolato “Petrolio tra miti e falsità” organizzato da Movimento 5 stelle Matera e Organizzazione Lucana Ambientalista. A relazionare sull’argomento è stata Maria Rita D’Orsogna professoressa associata presso l’università di Stato della California e ambasciatrice della Natura 2012. Vinta la battaglia contro la costruzione dei pozzi di Ombrina mare in Abruzzo, sua terra d’origine, la ricercatrice ha subito compreso – ha detto – che “salvare solo un territorio non serve a niente se i pozzi, poi, li fanno anche in altre regioni”; e così, oggi, “sfidando il tempo tiranno” – dice – cerca di fare di tutto per dare il suo contributo di conoscenze ad altri luoghi. “I danni derivanti dall’oro nero – afferma – sono soprattutto legati ai fanghi fluidi perforanti sostanza usata proprio nel primo step della sua ‘catena di montaggio’ ossia: l’attività estrattiva. Questa composizione chimica, che viene tenuta segreta, contiene elementi anche di natura radioattiva ... [segue]
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Continua l'impegno di Maria Rita per denunciare i pericoli delle trivellazioni petrolifere in terra e in mare in questo suo ennesimo viaggio dagli USA nella sua terra d'origine. E così cresce l'eco del suo impegno e delle sue informazioni in rete. Un'eco tuttavia che si riscontra principalmente sui siti di informazione sul web, nel silenzio assordante della stampa di regime che tutt'al più si spinge a dare notizie di incidenti petroliferi agli antipodi, senza minimamente accennare ai tanti problemi in materia che ci sono, numerosi e concreti, in casa nostra...
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Maria Rita D'Orsogna in Basilicata, chi trova il petrolio non trova un tesoro
di Marika Iannuzziello
http://www.pisticci.com/territorio/3224-maria-rita-dorsogna-in-basilicata-chi-trova-il-petrolio-non-trova-un-tesoro  (anche con reportage in voce vocalizzato da ReadSpeaker di 400")


“Ritengo non esista una percentuale di royalty in grado di legittimare le attività di estrazione petrolifera e tuttavia non credo sia realistico ipotizzare che le compagnie che attualmente sfruttano i giacimenti di idrocarburi in Basilicata possano abbandonare tali attività”. Così, incalzata dalle domande del pubblico, Maria Rita D'Orsogna, docente presso il Dipartimento di Matematica della California State University di Northridge, ha sintetizzato il suo punto di vista sulla questione petrolio di cui si è discusso ieri nella Sala conferenze della Mediateca provinciale di Matera. “Petrolio, tra miti e falsità” è il titolo del convegno organizzato dal Movimento 5 Stelle di Matera e da Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista), al quale hanno preso parte, fra il pubblico numeroso, anche il Consigliere del Comune di Pisticci, Roberto Cammarota, il segretario della Lista dei Cittadini, Gaetano Giannace, il sindaco di Craco, Lacicerchia, e alcuni rappresentanti di associazioni materane sensibili alle tematiche ambientali. Perché il petrolio, in Basilicata, non si estrae solo in Val d'Agri; perché il Centro Olio non esiste solo a Viggiano. A Serra Pizzuta, tra i calanchi pisticcesi, l'Eni è titolare al 100% di una concessione di coltivazione che occupa un'area di 62,55 kmq al cui interno ricadono 4 pozzi, di cui 2 a produzione di olio greggio trattato presso la centrale di raccolta e trattamento denominata “Pisticci Olio” (Fonte www.unmig.sviluppoeconomico.gov.it). Secondo i dati pubblicati oggi sul sito della Regione Basilicata, dall'inizio dell'anno qui sono stati estratti 2.027 barili di greggio. Nella stessa pagina dovrebbero essere riportati i valori di alcune sostanze inquinanti ... [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del
l'articolo
Su "Pisticci Com" un servizio di Marika Iannuzziello, anche in voce, sulla conferenza di Maria Rita D'Orsogna a Matera di due giorni or sono...
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Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria. I filmati della conferenza allo Sporting Club
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7893


News 8760, Pantelleria 09/01/2012 - Tutti gli argomenti trattati da Maria Rita D'Orsogna nella sua conferenza sulle trivellazioni petrolifere off-shore, tenutasi a Pantelleria presso lo Sporting Club il 4 Gennaio 2012, nelle registrazioni video effettuate nell'occasione da Mauro Silvia.

§ 1° parte - 14'59" - http://www.youtube.com/watch?v=3D156XhlI6o 
§ 2° parte - 14'20" - http://www.youtube.com/watch?v=-j8j6D467-Q 
§ 3° parte - 14'50" - http://www.youtube.com/watch?v=R6RfG2WHslg 
§ 4° parte - 14'42" - http://www.youtube.com/watch?v=eesv7D4MhMg 
§ 5° parte - 16'27" -
http://www.youtube.com/watch?v=pjH1dCmVYZk

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Pubblicato anche in una nota del sottoscritto su FB del 7/01/12
http://www.facebook.com/note.php?note_id=344136685598153
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A Roberto Frigerio, Mauro Brusà, Rossana Mangifesta, Giò Nastasi, Salvatore Addolorato, Pro Natura Mare Nostrum, e Filippo Harley Foti piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 9/01/12

Maria Rita D'Orsogna: l'Italia è un Paese appetibile per i petrolieri
di Giovanna Cornado Ferlucci
News 8759 di Pantelleria Internet Com del 09/01/2012 (ripresa in una mia nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=341473335864488


Eccoci giunti alle informazioni riguardanti una panoramica mondiale.
• Negli Stati uniti, in California, una legge chiamata PROP 65 obbliga i petrolieri a scrivere ogni tre mesi degli avvisi sulla stampa nazionale per informare sui danni provocati dalle trivellazioni, il tutto a loro spese. In Norvegia i danni sono pubblicati sui siti web. Nel 1994 A Trecate, in provincia di Novara, ci sono stati danni ad un terreno reso impraticabile per quasi 10 anni e nessuno ne ha parlato, in Basilicata l’esplosione di un pozzo petrolifero ha provocato gravi danni all’ambiente e nel 1991 è accaduto un incidente simile a Genova. Per quanto riguarda la situazione Italiana, e non solo, dobbiamo ricordarci che il Mar Mediterraneo ha un ricambio di acqua ogni 80 anni. Gli Incidenti nel mondo sono più di 500 ogni anno. Alcuni non vengono nemmeno comunicati, nessuno ne parla, come è capitato per quelli verificatisi in Australia e in Indonesia, considerate zone a bassa densità abitativa soprattutto se si fa un paragone con il Golfo del Mexico. Anche per questo gravissimo incidente, però, sono state diffuse foto taroccate, report non veritieri sui metodi di dispersione che sono stati, al contrario, provatamente illegali. Inoltre i danni continuano per anni anche quando la stampa si dimentica dell’accaduto.
• Sono avvenimenti molto tristi che ci ricordano che i rischi sono sempre possibili. A Ravenna nel 1965, la piattaforma PAGURO provocò danni paragonabili a quelli di un piccolo Mexico, un’esperienza che non insegnò nulla, non ne derivò alcuna legge in difesa dei lavoratori del settore o sui limiti di distanza tra piattaforme e costa. Al contrario in California dopo un caso simile avvenuto nel 1969, ne derivò una legislazione specificatamente pensata per evitare casi simili per il futuro.
• Ecco alcuni parametri sui livelli di guardia di alcuni elementi consentiti nell’acqua potabile:
o NIKEL mg/mc 0,1 (USA) contro 20 (Italia)
o Manganese 0,5 (USA) contro 50 (Italia)
o Arsenico 0,001 (USA) contro 10 (Italia)
o Diossina 0,4 (UE) contro 10.000 (Italia)
Forse noi italiani siamo fatti di ferro, o meglio non ci arrabbiamo a sufficienza!
• In America è prevista una distanza degli impianti dalle coste pari a 160 chilometri, se fosse così anche in Italia tutto il nostro paese risulterebbe protetto. In Florida per salvaguardarne la vocazione turistica sono state vietate tutte le trivellazioni, la stessa cosa vale per i Grandi Laghi. In Italia solo nel 2005 abbiamo avuto una legge che fissa la distanza a 5 miglia dalla costa e 12 miglia dalle riserve marine.
• Vediamo ora cosa dicono i petrolieri di noi italiani: l’Italia è un buon posto per fare business, le spese di ingresso sono molto basse, non c’è rischio di competizione, il regime fiscale è favorevole, si monetizza facilmente. Basti pensare che in Libia c’è l’obbligo di versare allo stato il 90% degli utili, in Italia basta il 10% per la terraferma e il 4% per il mare; esiste inoltre una soglia minima di estrazione che permette di non pagare nulla a fronte di una certificazione fatta dallo stesso imprenditore.
• In Basilicata si trivella da 30 anni nel più grande giacimento europeo, la ricchezza però è destinata ai soli operatori, non esiste nessun indotto… se non l’inquinamento! E’ la regione più povera dello stivale e la benzina costa più cara. Nella zona del Lagonegro, Cosenza, c’è un Parco naturale violentato nella sua profondità. Il petrolio è entrato nella catena alimentare. In Italia i tumori infantili sono il doppio che in USA: si raccoglie ciò che si semina.
Nella puntata conclusiva vedremo le azioni che Maria Rita ci ha suggerito e le nuove proposte sull’Area Marina riferite da Guido Picchetti.
(3. continua)
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Commento del sottoscritto a margine del
la nota
Nei giorni scorsi "Pantelleria News Internet Com" ha pubblicato le prime due parti dell'ottimo servizio giornalistico di Giovanna Corrado Ferlucci sui temi illustrati da Maria Rita D'Orsogna nelle sue conferenze tenute qui a Pantelleria. La prima parte ("MARIA RITA D'ORSOGNA: LA FORZA DELLE IDEE PORTA AD AZIONI EFFICACI") nella "News 8727" del 3/1, e la seconda ("TRIVELLAZIONI ATTORNO A PANTELLERIA: QUALI DANNI POSSIBILI") nella "News 8739" del 5/1, entrambe riprese dal sottoscritto in due note qui su FB e successivamente pubblicate negli "Echi di Stampa" sulla mia homepage. Oggi Il notiziario di Salvatore Gabriele pubblica la terza parte del reportage ("MARIA RITA D'ORSOGNA: L'ITALIA E' UN PAESE APPETIBILE PER I PETROLIERI"), preannunciando la 4° e ultima puntata nei prossimi giorni, nella quale Giovanna Corrado Ferlucci riferirà sulle azioni che Maria Rita ci ha suggerito e le nuove proposte sull’Area Marina Protetta di Pantelleria che il sottoscritto ha avuto modo di illustrare brevemente in risposta ad una domanda posta da uno dei presenti su tale argomento.
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"Mò Basta !!!". Il grido della Basilicata
a margine di una foto postata da Guido Picchetti su FB
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2807788468198&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


A Potenza, capoluogo della Basilicata, il prossimo 25 Febbraio avrà luogo una manifestazione in piazza Don Bosco per gridare "Mò Basta !!! ". Sarà un grido forte e anche prolungato. che si protrarrà per cinque ore, come mostra la locandina qui unita, per dire tutti insieme "Basta alle trivellazioni petrolifere in Val D'Agri !!!", che hanno fatto della Basilicata la regione più povera e più inquinata d'Italia. Ma per gridare anche "Stop all'inceneritore Fenice !!!" della EDF, e "Via le barre di ELK River dell'Enea" dalla Basilicata. Chi volesse sapere in particolare cosa sono queste misteriose barre che gli abitanti della Basilicata non vogliono nel loro territorio, legga questo articolo pubblicato appena il mese scorso sul sito web di "OLA" (Organizzazione Lucana Ambientalista), e capirà come in quella sfortunata regione gli abitanti vengano sistematicamente privati dei loro più elementari diritti da politicanti e imprenditori senza scrupoli. Questo l'url in questione: http://www.olambientalista.it/index.php/itrec-elk-river/
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Veleni in Val D'Agri
un video di Paolo Mariani
http://vimeo.com/9554166
 

Veleni in Val D'Agri. Un video di Paolo Mariani sulle ricerche petrolifere e devastazioni ambientali in un ex angolo di paradiso della Basilicata. E' un video di due anni fa, che già allora denunciava una situazione grave in certi aree della regione, oggi tutt'altro che migliorata. Ma lascio a voi giudicare, anche in base alle più recenti e aggiornate informazioni che, sul tema delle trivellazioni petrolifere in Basilicata, proprio ieri a Matera Maria Rita D'Orsogna ha fornito. Personalmente mi astengo da ogni commento.. Il filmato parla da solo, anche attraverso le voci e le significative testimonianze degli abitanti intervistati. (GP)

 

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"Siamo il Paese dei Balocchi". Petrolio, l'impietosa analisi della professoressa D'Orsogna: danni alla salute irreparabili
di Debora Desio (da "La Nuova del Sud" del 09.01.2012)
http://www.nuovadelsud.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1496:siamo-il-paese-dei-balocchi

In Libia royalties al 90%, in Russia e Alaska al 60%. In Italia al 10%, (e al 4% per le concessioni off-shore). E intanto la Regione Abruzzo ha varato una legge che vieta le estrazioni.
MATERA - Il movimento Cinque Stelle di Matera e la Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista), hanno organizzato ieri nella Mediateca di Matera un incontro pubblico per discutere delle estrazioni petrolifere sul territorio. Non un incontro di attacco alla classe politica, ma attraverso un’accurata relazione suddivisa in nove punti, la dottoressa Maria Rita D’Orsogna (docente di fisica presso l’Università di California ed esperta chiamata in diversi convegni nazionali in Italia) è stato presentato uno spaccato della situazione attuale in cui versa il territorio lucano.
IL PAESE DEI BALOCCHI
Le premesse di partenza sono stati i dati Arpab che “rassicurano” la popolazione sul rispetto dei limiti delle immissioni di sostanze inquinanti e il valore sociale della bonus card. Dall’analisi della dottoressa D’Orsogna, comprovata da dati ufficiali, situazioni comparate in diverse parti del mondo, sono emersi due dati sconvolgenti: il primo, in Italia non esistono leggi che rispondono ad una coscienza sensibile e risulta il paese dei balocchi per le compagnie petrolifere; e secondo, le gravi conseguenze di un inquinamento scellerato causa danni alla salute che non trovano una cifra che possa pareggiare il conto.
I GIACIMENTI IN ITALIA
Premesso ciò le considerazioni fatte durante i lavori sono state diverse e approfondite. In Italia i giacimenti petroliferi sono scomodi da raggiungere e profondi. La prima fase di lavorazione quindi necessita di fanghi e fluidi perforanti (altamente tossici) che permettono di lubrificare la trivella e cementificare il pozzo. Questi fanghi sono composti da oltre 500 diverse sostanze. L’iniezione di tali fanghi, durante la fase di perforazione e di tutta l’esistenza del pozzo stesso, libera nel terreno circostante quanto nelle falde acquifere sostanze tossiche altamente inquinanti. Questi fanghi e fluidi inoltre necessitano di una fase di smaltimento complicata e ... [segue]
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Articolo ripreso e pubblicato anche in una nota del sottoscritto raggiungibile all'url

http://www.facebook.com/note.php?note_id=345567538788401
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Pantelleria. L'Area marina protetta diventa realtà
di Guido Picchetti (dalla Bacheca di FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


9/01/12 - ‎"Pantelleria. L'Area marina protetta diventa realtà"... Peccato che si tratti di nota pubblicata da William Ferlazzo (AM Staff) il 28 Luglio del 2003 (ben nove anni fa...) sul Forum di "Apnea Magazine", degna pertanto dell' Archivio Storico di Pantelleria curato da Alessandro Brignone, cui con simpatia la dedico...

Pantelleria. L'Area marina protetta diventa realtà

PANTELLERIA, 28/07/03 – Fra 24 mesi l'Area Marina Protetta di Pantelleria sarà realtà scientifica. Angelo Mistretta, assessore provinciale per il Territorio e Ambiente, ha incontrato Comune, associazioni ed enti istituzionali per fissare la scadenze del nuovo parco. «La Provincia - ha spiegato Mistretta - punta sulla conservazione e l'impatto ecosostenibile; in questo modo segniamo un chiaro percorso di sviluppo» e s'impegna a partecipare con il Comune di Pantelleria alle spese degli studi di fattibilità. «E' necessario istituire subito un Consorzio tra Comune e Provincia dobbiamo identificare da adesso l'ente gestore» risponde Salvatore Belvisi, portavoce dell'amministrazione isolana. In linea da Roma, per seguire gli sviluppi dell'incontro, un tecnico del Ministero dell'Ambiente, Stefano Donati. E' la prima volta dopo le delibere della giunta Di Marzo che istituzioni e ambientalisti si riuniscono direttamente sul territorio per pianificare il ritorno della foca monaca. «L'importanza del Parco - ha sottolineato Gaetana Ganci, portavoce di Legambiente ed organizzatrice dell'incontro - non si limita a questo, deve segnare il traguardo raggiunto di una nuova coscienza delle risorse». Un Parco capace di essere risorsa per l'isola, mischiando archeologia e immersioni, pesca e vela. Guido Picchetti, segretario del Comitato Pro Parco, ha concluso con un appello ai giovani di Pantelleria. «Avete fra le mani la più importante stazione oceanografica al centro del Mediterraneo. Se saprete capirne l'importanza scientifica - ha detto Picchetti - trasformerete Pantelleria nel più importante strumento di ricerca marina fra Europa ed Africa».
http://www.apneamagazine.com/ibf/index.php?showtopic=6963

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Commenti a margine su FB
Post di Alessandro Brignone

Prima o poi almeno un caffè lo beviamo insieme ?
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Post di Guido Picchetti

Certamente...
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Post di Carmelo Nicoloso

Guido non disperiamo, sono sicuro che l'arrivo di Maria Rita D'Orsogna per questo 2012 sarà di vitale supporto per avviare la PACE CON IL CREATO nel Mare Nostrum, con l'istituzione dell'AMP a Pantelleria.
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Post di Maria Ghelia

Allora ci avevo veramente creduto...
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Post di Sandro Casano

Significative sono le ultime quattro righe riportate nell'articolo in questione. E se si ripartisse proprio da lì ?
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A Salvatore Addolorato,  Roberta Cortese, Maria Ghelia, Alessandro Brignone, Roberto Frigerio e Patrizia Arigò piace questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB dell'8/01/12

Petrolio a Matera, falsità o realtà ?
Commento del sottoscritto sulla pagina su FB "Petrolio, tra miti e falsità"
http://www.facebook.com/events/333519593340026/


Questa è grossa, e merita tutta l'attenzione, in quanto fa capire quale gioco la "stampa" appena appena di un certo peso sta giocando, per non parlare della cosiddetta "stampa nazionale", che in verità poi di spirito nazionale ha ben poco... Guardate l'immagine a fianco, E' la testata del "Quotidiano della Basilicata" odierno che annuncia il convegno a Matera di Maria Rita D'Orsogna che tra poco avrà inizio. Come ben sappiamo, essendo stato già da tempo comunicato, iI titolo esatto del convegno promosso dalla OLA (organizzazione ambiuentalista lucana) è "PETROLIO, TRA MITI E FALSITA' ". Ma il "Quotidiano della Basilicata" lo trasforma di sua iniziativa in "PETROLIO, TRA MITO E REALTA' ", che vuol dire tutt'altra cosa : "realtà" invece di falsità"... Ma davvero la stampa e i giornalisti asserviti a tale stampa credono che tutti gli italiani siano degli imbecilli ? Potranno essere poco informati, questo è vero, ma quando poi scoprono giochetti simili, è difficile che abbocchino...
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Questi i commenti sotto il post del ritaglio di stampa dell'articolo del "Quotidiano della Basilicata" qui a lato sulla pagina di Facebook dedicata proprio al convegno "PETROLIO, TRA MITI E FALSITA' '", raggiungibile all'url
http://www.facebook.com/events/333519593340026/
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Post di Vito L'Erario

Come sono bravi a cambiare i titoli. "Realtà" invece di "falsità"...
Ieri alle ore 2.54 · Mi piace · 3 (La Grutta Sabina, Angela Francese, Enrico Langone)
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Post di Josè Toscano

Infatti...tra mito e falsità...ma di che ci si stupisce....? Questo è il minimo di quello che possono fare per controllare l'informazione.
Ieri alle ore 10.18 · Mi piace · 2 (Bea Wengel, Enrico Langone)
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Post di Josè Toscano

Una realtà si...ma di morte e desolazione
Ieri alle ore 10.18 · Mi piace · 1 (Enrico Langone)
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A Giò Nastasi piace questo elemento

(... e prosegue così, ndr.) Ben inteso... mi piace il tuo commento... non certo la falsità di certi giornalisti. Vergognaaa! Da anni ormai leggo notizie fasulle su argomenti seri e delicati come la salute e l'ambiente! Vergognaa!
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... e piace anche a Mele Giambattista, Bea Wengel, La Grutta Sabina, Carlo Ricci, Angela Francese, Luciana Coletta, Enrico
Langone, e Francesco D'Alessandro.
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Petrolio, quale futuro ? Convegno a Pineto (Teramo) il 13 gennaio con Maria Rita D'Orsogna
di Guido Picchetti (con una foto postata su Fb)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2800251399776&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=3&theater


Un altro impegno per Maria Rita D'Orsogna che si aggiunge a quelli già previsti di Matera (oggi con collegamento video in diretta sui siti web di OLA e di Profumo di Mare a partire dalle 17,30), di Foggia (l'11 Gennaio), e di Pescara (il 14 Gennaio p.v.). E' il convegno programmato a Pineto, in provincia di Teramo, per venerdì 13 Gennaio p.v., di cui vediamo nella locandina qui unita, insieme al luogo dell'incontro, l'elenco dei relatori che affronteranno il tema del dibattito dal titolo "Petrolio, quale futuro?". In ordine di intervento questi i relatori: Luciano Monticelli, sindaco del comune di Pineto, Nerina Alonzo, assessore comunale all'ambiente, Roberto Verrocchio, consigliere provinciale di Teramo, Enrico Gagliano, del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, e, dulcis in fundo, la nostra Maria Rita D'Orsogna.
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Post di Filippo Harley Foti
‎... gli ultimi saranno i primi...
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A Filippo Harley Foti, Maria Ghelia e Giò Nastasi piace questo elemento.
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Rena, 8 gennaio 2012 - ore 10:00
caricato da bopregionalcouncil in data 07/gen/2012
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2m4JGoJZESs#


Filmati della Rena delle ore 10 (ora locale) dell' 8 gennaio 2012. Credito: Maritime New Zealand / Media Vision
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Commenti sulla pagina web a margine del filmato
di MazNWO 4 ore fa

Ancora una volta MSC è a piedi libero da un altro disastro nautico. Che vergogna! Buona fortuna alla Nuova Zelanda con questo pasticcio...
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di NeakandScotty 8 ore fa

Era solo una questione di tempo. Ha fatto bene a rimanere lì per 3 mesi. E' triste...
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Questo il filmato su YouTube dell'attuale situazione del Rena Il filmato in questione è stato appena ritrasmesso sull'ultima edizione del telegiornale di Sky... Speriamo che la gente inizi a comprendere i rischi cui siamo esposti con il traffico di carghi nello Stretto di Sicilia e non solo, e come occorra essere adeguatamente preparati a far fronte a tal genere di incidenti che possono sempre capitare...
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Post di Maria Ghelia
Guido, se la gente non capisce davanti a queste scene, allora di speranze non ce ne rimane alcuna!!!
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Post di Giovanni Iacobucci
Di tutti questi disastri ambientali provocati dall'uomo, è che la gente è molto indifferente di tutto quello che succede nel mondo, sia naturale, che doloso...
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A Filippo Harley Foti, Luca Gioria e Alessandro Brignone piace questo elemento.
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Si spezza cargo Rena, disastro ambientale in Nuova Zelanda
da Euronews
http://it.euronews.net/2012/01/08/si-spezza-cargo-rena-disastro-ambientale-in-nuova-zelanda/


08/01 05:33 CET - Il portacontainer che si è incagliato su una barriera corallina in Nuova Zelanda, si è spezzato in due tronconi e rischia di affondare. Il cargo Rena, battente bandiera liberiana, è bloccato in mare aperto dallo scorso 5 ottobre e ha perso centinaia di tonnellate di carburante uccidendo oltre 20mila uccelli marini. Mille tonnellate di petrolio sono state rimosse dalle squadre di soccorso, ma a bordo ne rimangano 385. Preoccupano anche gli 11 container pieni di sostanze pericolose ancora non recuperati. Ora i responsabili del disastro, il capitano filippino della Rena che è già stato incriminato per aver gestito la nave in modo da provocare pericolo. Rischia un anno di carcere. Sulla costa est dell’isola si mobilitano, intanto, i volontari impegnati nelle operazioni di pulizia. Il governo di Wellington ha disposto anche l’invio dell’esercito per affrontare il peggior disastro ambientale della storia della Nuova Zelanda.
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo

Sembrava finita con il cargo Rena in Nuova Zelanda, e invece, dopo che di tonnellate di petrolio da bordo ne avevano tolto mille, ce n'erano ancora 285, pronte a riversarsi in mare ora che lo scafo si è spezzato in due... Cominciamo proprio bene il Nuovo Anno, con i fatti e misfatti degli anni passati che cominciamo a chiedere il conto !!!
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A Antonello Nazareno piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 7/01/12

Petrolio tra miti e falsità. Mediateca Provinciale di Matera, sala conferenze. Domenica 8 Gennaio 2012, ore 17,30
by admin
http://magazine.mediatecamatera.it/?p=2940
 

L’attrazione fatale che l’oro nero ha con l’acqua lucana. Convegno di Maria Rita D’Orsogna, della California State University di Northridge, a Matera su “Petrolio, tra miti e falsità” Nella Basilicata petrolizzata, dove si emigra ancora ai ritmi degli anni ’50 e dove, nonostante le promesse di lavoro e di benessere, i paesi si spopolano e le comunità si svuotano di ogni stimolo, si vuole passare da 104 mila barili al giorno a circa 200 mila, grazie all’accordo bipartisan “Memorandum”, fortemente voluto da chi, Vito De Filippo (Pd) e Guido Viceconte (Pdl), vuole consegnare questa regione in mano alle ragioni dei petrolieri e non alle ragioni dei cittadini. Il raddoppio della capacità estrattiva in barili di petrolio coinvolgerà per 50 mila barili al giorno la concessione Tempa Rossa della Total, tra Gorgoglione e Corleto Perticara, e per 25 mila barili al giorno i monti di Marsico Nuovo, i monti delle sorgenti del fiume Agri e di altri affluenti e torrenti di questa terra ricca di acqua. Secondo la Ola, Organizzazione lucana ambientalista, e il Movimento 5 Stelle di Matera, una tale decisione: 1 - non andava permessa ad una società come la Total che si è già macchiata penalmente di gravi episodi di disprezzo dell’ambiente e della civiltà lucana; 2 - non andava autorizzata intorno alle sorgenti dell’Agri, vista “l’attrazione fatale” tra le sostanze usate per perforare ed estrarre e le falde idriche di un territorio; 3 - non può essere permessa visto l’elevato rischio di inquinamento del bacino idrico della Valle dell’Agri con conseguenze sulla catena alimentare umana, visto l’uso e il ruolo dell’acqua nell’alimentazione di campi, animali e persone. E senza che sia stata fatta adeguata e corretta informazione agli abitanti del luogo, prima e vera grande carenza di democrazia in Basilicata. Nell’informare la classe amministrativa ...  [segue]
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Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Tra tre ore Maria Rita parlerà a Muro Leccese del pericolo delle trivelle sul territorio pugliese. Auguri. Domani invece alla stessa ora, le 17,30, Maria Rita parlerà a Matera, in quella Lucania che, a dispetto della sua produzione di petrolio che pure è la maggiore in Italia (pur se soltanto per un modesto 6% del fabbisogno nazionale), risulta essere proprio grazie al petrolio la regione più povera e inquinata del nostro Paese, e nel contempo quella con la più alta percentuale di tumori infantili... L'incontro sarà trasmesso in diretta streaming via web dai siti della OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) e di Profumo di Mare. Lucania e Basilicata, due bei nomi per una regione altrettanto bella, che forse farebbe ben volentieri a meno di uno di essi in cambio di un futuro migliore, meno inquinato dal petrolio...
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Post di Filippo Harley Foti
Profumodimare, il forum per chi ama il Mare, come ha scritto Guido che ringrazio, la metterà in onda con i commenti in diretta dallo studio del sito web.Tutti i registrati possono partecipare con domande in tempo reale in Tagboard.
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Dalla mia Bacheca su FB del 6/01/12

Nave in difficoltà nello Stretto di Sicilia per il mare grosso
di Guido Picchetti (da una nota dell'AGI)
http://www.facebook.com/guido.picchetti


06 GEN 2012 19:29 (AGI) Palermo - Una nave ha avuto problemi al largo delle coste della Sicilia, a 30 miglia da Pantelleria secondo le autorità portuali. La nave cargo batte bandiera delle Antille olandesi e ha avuto difficoltà durante la navigazione a causa del mare estremamente agitato. Un cavo si è rotto e la nave è rimasta in balia delle onde. Numerosi rimorchiatori nella zona stanno lavorando per mettere in sicurezza la nave.
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Post di Lo Pinto Antonio

In questo momento ci sono circa 30 navi che navigano nello Stretto.
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Post di Guido Picchetti

Lo so, caro Totò, ma ne basta una a combinare il disastro...
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Post di Lo Pinto Antonio

Oggi, hai visto che onde sporche ? Che pena e che tristezza, pensando a quando quelle onde avevano la loro schiuma bianchissima...
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Post di Guido Picchetti

A quanto pare, la nave in difficolta è priva di equipaggio. Veniva trainata da un rimorchiatore verso la Grecia, quando per il mare grosso si è rotto il cavo di traino...
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Post di Alessandro Brignone

http://www.agi.it/english-version/all/elenco-notizie/201201061929-cro-ren1089-cargo_vessel_in_trouble_off_pantelleria_coast

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Post di Guido Picchetti

Grazie Alessandro, ma la mia nota è proprio la traduzione di quel comunicato dell'Agi da te postato...
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Post di Alessandro Brignone

Grazie a te per le notizie preziose che sempre condividi con tutti noi.
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Post di Guido Picchetti

‎... e la successiva precisazione da me postata proviene invece da un comunicato di Blitz...
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Post di Maria Ghelia

Avendo visto il mare tramite webcam non mi stupisce! E va già bene che non sia successa l'ennesima tragedia.

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A Filippo Harley Foti piace questo elemento (E.C.: la notizia no!!!)
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Terremoto “fantasma” ieri sera a Lampedusa
di Peppe Caridi
http://www.meteoweb.eu/2012/01/il-terremoto-fantasma-di-ieri-sera-a-lampedusa/108382/


Venerdì 6 gennaio 2012. Ieri sera a Lampedusa è stata avvertita una scossa sismica anche abbastanza intensa: ce lo segnalano molti abitanti dell’isola via email, parlando di “terra che ha tremato per diversi secondi”. I cittadini si sono impauriti, ma ancora stamani, diverse ore dopo quest’evento misterioso, nessuna rete di rilevamento sismico, nazionale e internazionale, ha rilevato scosse nel Canale di Sicilia nè tantomeno a Lampedusa. Il terremoto più vicino è stato quello di magnitudo 3,9 richter delle 21:25 in Grecia, che non può esser stato assolutamente avvertito anche a Lampedusa. Di cosa si è trattato, quindi? Al momento siamo costretti a brancolare nel buio, ma qualora avessimo ulteriori informazioni le pubblicheremo.
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Commento del sottoscritto a margine dell'articolo

Dopo l'isola scomparsa, il famoso Banco Graham, ora nello Stretto di Sicilia c'è anche il terremoto fantasma. E si è trattato di una scossa avvertita a Lampedusa ieri sera anche abbastanza intensa, ma che nessuna apparecchiatura sismologica pare abbia registrato ...
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A Roberto Frigerio, Guido Pietroluongo, Gente Di Mare Divingsailing e Antonello Nazareno piace questo elemento.
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Tocca a noi fare informazione
di Enzo Palazzo e Vito Petrocelli
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/matera/2011/12/tocca-a-noi-fare-informazione.html


Tocca ai cittadini e non alle istituzioni cercare di fare informazione su ciò che, pur producendo povertà diffusa, si continua a chiamare "oro nero". Forse perché l'oro è per petrolieri, il nero per gli abitanti delle aree estrattive. Nella Basilicata petrolizzata, dove si emigra ancora ai ritmi degli anni '50, si vuole passare di botto da 104 mila barili al giorno di petrolio estratti a circa 200 mila, grazie ad un accordo bipartisan tra il Pdl e il Pdmenoelle che si chiama "Memorandum". Con 104 mila barili al giorno, nelle tasche dell'Eni, da quasi 20 anni, entrano circa 3 miliardi di euro all'anno; ai lucani restano il 7% di royalties più il 3% del fasullo "Bonus benzina" che, meno le varie franchigie previste, fanno un totale di poco più di 100/150 milioni di euro all'anno da dividere tra la Regione, i Comuni delle aree estrattive e una carta carburante da 100 euro all'anno di benzina per ogni patentato lucano. Intanto negli ultimi 20 anni un cittadino lucano su due, patentati e no, si è ammalato di patologie cardio-respiratorie civetta nell'area del centro oli di Viggiano mentre le percentuali di malati di tumore, in tutta la Basilicata, hanno viaggiato al doppio della media nazionale. In attesa di un'indagine epidemiologica retrospettiva, sempre evocata ma mai promossa, 104 mila barili al giorno (più un milione di mc. di gas all'anno), oltre agli spiccioli di royalties, già "regalano" ai lucani quantità industriali di acido solfidrico, composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici e polveri sottili (nell'aria dei centri di raffinazione) e, come rilevato da laboratori indipendenti, metalli pesanti, toluene, benzene, idrocarburi e bario nelle falde dell'area di Viggiano e nei sedimenti della diga del Pertusillo. La Basilicata è terra di fiumi, di laghi e di campi agricoli e le compagnie petrolifere vogliono ottenere l'incremento delle estrazioni anche perforando i monti delle sorgenti del fiume Agri, il più importante bacino idrico del tacco d'Italia (dà da bere e disseta i campi per 4 milioni di pugliesi), già circondato da circa 50 pozzi minerari, due dei quali sulla faglia sismica appenninica di Grumento Nova. Per cercare di far capire alla gente la drammaticità della situazione e la fregatura loro riservata, il Movimento 5 Stelle Matera e la Ola, Organizzazione lucana ambientalista, hanno chiamato a discutere su "Petrolio, tra miti e falsità", il professore associato dell'Università californiana di Northridge, il fisico Maria Rita D'Orsogna, esperta internazionale di dinamiche minerarie.
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Commenti a margine dell'articolo sulla stessa pagina web
Giuseppe | 30.12.11 02:51 |
Ciao, sono originario di Napoli,vivo in provincia di Torino e grazie a un mio carissimo amico Lucano, ho scoperto la Basilicata. Per 16 anni ho trascorso le mie vacanze a San Chirico Raparo, paese a pochi km dalla SS Val d'Agri. Conosco bene Villa d'Agri e tutto l'indotto del petrolio delle zone limitrofe, ho visto crescere l'affare petrolifero e per troppo tempo ho fato finta di non vedere. Sono innamorato della Basilicata,e mi fa piacere che qualcuno si stia mobilitando sul serio per fare qualcosa per questa terra. Purtroppo i politici e le amministrazioni del posto danno il "contentino" ai Lucani dando qualche posto in manutenzione dei pozzi, creando "lavoro", etc. etc., nascondendo così i problemi che invece porta con se l'estrazione del petrolio. Amici mi dicevano che ora con le nuove trivelle non devono neanche più chiedere permessi di perforazione dove si individuano pozzi, "tanto si può scavare anche in orizzontale", senza curarsi di dissesti e conseguenze sul territorio e sulla popolazione. Ho contatti con cui poter comunicare, diffondere, per quello che può rappresentare il mio "piccolo", se avete bisogno son qui.
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Vito | 29.12.11 23:37 |

Ricordo che l'evento sarà trasmesso in diretta streaming su Ola Channel, la web tv per l'ambiente della Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista). (... e anche sulla homepage di "Profumo di Mare" url http://profumodimare.forumfree.it/, ndr.)
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Paolo | 29.12.11 20:21 |

Ottimo l'incontro organizzato, registratelo e mettetelo su youtube
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Fausto | 29.12.11 18:55 |

E' incredibile! Sono lucano, ma residente al nord. Mi piace tornare ogni anno in Basilicata, perchè quello che lasci l'anno prima lo trovi l'anno dopo. Ma esistono persone che vogliono bruciare anche l'ultimo pezzo d'Italia, dove non c'è lavoro, non c'è futuro per i giovani e nessuno vede, fino a quando i vampiri del denaro non si accorgono che c'è ancora sangue... Ed è a questi vampiri che dobbiamo tirare via i denti prima di poter ricominciare a riprenderci la nostra terra!
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Dalla mia Bacheca su FB del 5/01/12

Consegnato a Palermo a Maria Rita D'Orsogna il riconoscimento di "Ambasciatrice della Natura 2012"
di Carmelo Nicoloso (da un post sulla Bacheca del sottoscritto su FB in data odierna)
http://www.facebook.com/guido.picchetti

Carissimo Guido, sono appena rientrato da Palermo, riporto in anteprima nella tua bacheca, l'vento che ha caratterizzato la giornata odierna, la consegna per il Centro Parchi Internazionale del riconoscimento quale Ambasciatore della Natura a Maria Rita D'Orsogna. Come anticipatoti telefonicamente, presso il distaccamento CITES del Corpo Forestale dello Stato, accolti dal sovrintendente Perlongo, hanno partecipato alla consegna della targa a Maria Rita insieme al sottoscritto il dott. Michele Palazzo (presidente Pro Natura Mare Nostrum), quindi il dott. Salvatore Braschi Braschi in rappresentanza del sen. Antonio d'Alì (presidente commissione ambiente al Senato), quindi l'avv. Giustino Piazza (già presidente del Comitato di proposta per l'AMP di Pantelleria). Appena riceverò le foto te le invierò tempestivamente, per il momento solo un sentito grazie per il tuo prezioso supporto in questo semplice coordinamento molto Francescano, animato e sostenuto dallo spirito del Beato Giovanni Paolo II.
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Post di Gianluca Cecere
... che brava! :)
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Post di Filippo Harley Foti
Vedi
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59623669#lastpost
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Post di Pro Natura Mare Nostrum
...un'ITALIANA DOC... Grazie per quello che fa...Lupo!
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Post di Maria Ghelia
Bravissima Maria Rita!!!
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A Carmelo Nicoloso, Maria Ghelia, Agostino Consolo, Alberto Gallucci, Filippo Harley Foti, e Gianluca Cecere questo elemento.
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Trivellazioni attorno a Pantelleria: quali danni possibili
di Giovanna Cornado Ferlucci
News 8739 di Pantelleria Internet Com del 5/01/2012 (ripresa in una mia nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=342965599048595

Maria Rita D'Orsogna ha concluso ieri le conferenze sull'isola. Come preannunciato ecco le informazioni che ci ha trasmesso durante i suoi incontri, affermazioni che sono state tutte rigorosamente documentate, soprattutto quando si presentavano nella loro sconcertante drammaticità, e che riportiamo oggettivamente, superando l’indignazione e la tristezza dalle quali non si poteva restare immuni.
• Da una dettagliata cartina delle concessioni italiane legate alle trivellazioni risulta che praticamente tutte le coste italiane sono coinvolte dalla problematica, in modo particolare quelle adriatiche e, cosa abbastanza scandalosa, fra queste figura anche la zona della città di Venezia. Notizia risultata incredibile agli americani, considerata la vocazione turistica e culturale della zona, oltre alla densità abitativa. Il mare che circonda Pantelleria è interessato da cinque concessioni: due già in atto con la società australiana AUDAX, una di queste in acque tunisine e l’altra sul confine tra Italia e Tunisia; le altre tre sono in via di approvazione e sono esclusivamente in acque nazionali. Questo potrebbe far pensare alla possibilità di estrarre un sacco di petrolio che ci faccia presto tutti ricchi, la verità è però un’altra: da due concessioni si potrebbe ottenere 14 miliardi di metri cubi di gas e 10 miliardi di litri di petrolio all’anno, le operazioni che si protrarrebbero per 20/30 anni darebbero quindi 1/6 del fabbisogno italiano di un solo anno. Vale a dire che dopo tanti decenni di operazioni, a danno del mare e non solo, avremmo materia prima pari alle necessità di gas per due mesi e di petrolio 40 giorni.
• La prima fase operativa legata all’esplorazione del sito interessato, prende il nome di AIR GUN e consiste in violenti esplosioni di aria compressa dalla potenza di 200/250 decibel quando tutti sappiamo che il limite tollerato è vicino ai 150. Ne conseguono danni per delfini e balene documentati dai numerosi episodi di spiaggiamento: gravissimo il caso australiano del 2009 che ha visto morire 200 balene riverse sulla spiaggia, nello stesso anno in Puglia ne sono morte altre nove. A Molfetta ci fu nel 2010 una strage di tartarughe e delfini e purtroppo anche la nostra isola ha avuto il suo delfino spiaggiato. A tutto questo vanno aggiunti i danni alla vita dei pesci e alla loro riproduzione di cui si è parlato più volte sulle pagine di questo giornale.
• La seconda fase è legata all’ESTRAZIONE vera e propria che prevede perforazioni penetranti dai 2 ai 4 chilometri sotto la crosta terrestre, azioni che sono coordinate con fanghi speciali, in pratica delle sostanze chimiche la cui composizione però rimane rigorosamente segreta e protetta. Di sicuro si è appurato che alcuni componenti sono altamente tossici e leggermente radioattivi, difficili da smaltire e quindi contaminanti per l’acqua marina. Naturalmente la legge prevede che questi fanghi perforanti siano correttamente smaltiti ma questo non accade quasi mai, considerato che i controlli sono inesistenti. L’ente americano EPA ha calcolato che per ogni barile di petrolio estratto si producono dieci barili di acqua di scarto.
• Arriviamo ora ai DANNI legati a questa seconda fase che Maria Rita ci ha mostrato utilizzando foto e statistiche. Le piattaforme petrolifere vengono propagandate come ottimo rifugio per i pesci che spesso decidono di elevarle a dimora; di conseguenze le zone diventano ricchi luoghi di pesca. Vero. Viene però taciuto che i pesci finiti nella rete sono altamente tossici e contengono una percentuale di mercurio 25 volte superiore ai valori di guardia, proprio per il fenomeno del bioaccumulo. Ciò provoca, a chi li mangia, danni al sistema circolatorio e immunitario e sono pericolosi per i feti delle donne incinte. Una piattaforma riversa in mare, nei 20/30 della sua attività, ben 90.000 tonnellate di inquinanti.
• Particolare non trascurabile è quello riferito al petrolio italiano che si presenta ricco di impurità e con molecole troppo lunghe; per ricavarci la benzina è quindi necessaria una lunga lavorazione che produce uno scarto di fanghiglia corrosiva, melmosa, densa e maleodorante. E siamo arrivati alla “minestra tossica” citata da Maria Rita nella sua esposizione. Per eliminare quindi lo zolfo che è altamente corrosivo si costruisce un desolforatore, chiamato con un nome apparentemente rassicurante: “Centro Oil”, fa quasi pensare al buon olio d’oliva. Di fatto si tratta di una fabbrica di idrogeno solforato che scaricato nell’atmosfera si attacca alle cellule degli esseri viventi e impedisce di respirare, produce danni alla vista e al sistema nervoso, è probabile causa di tumori e arriva a cambiare il DNA. Esiste un desolforatore in Basilicata, sulla terra ferma, e uno in provincia di Brindisi, istallato su una nave. Ne volevano piazzare un terzo in Abruzzo ma l’operazione è stata fermata dalla comunità locale animata da Maria Rita D’Orsogna a dimostrazione che insieme si può!
(2. continua)
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Commento del sottoscritto a margine del
la nota
Due giorni fa abbiamo riportato in una nota su FB la prima parte di un ottimo servizio giornalistico realizzato da Giovanna Cornado Ferlucci sul quotidiano on line "Pantelleria News" di Salvatore Gabriele, dopo il primo incontro di Maria Rita D'Orsogna con la comunità pantesca presso il Circolo Agricolo di Scauri. Questa è la seconda parte di quel servizio che descrive compiutamente i temi affrontati da Maria RIta nei suoi interventi. E invito chiunque non abbia avuto la possibilità di poter partecipare ad uno dei tre incontri svoltisi a Pantelleria in questi giorni, a leggere almeno queste note che espongono con chiarezza fatti documentati su quanto potrebbe un domani accadere, se certe minacce che già gravano sull'ambiente che ci circonda dovessero tragicamente concretizzarsi...
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Petrolio, tra miti e falsità (promo)
caricato da lervi73 in data 27/dic/2011
http://www.youtube.com/watch?v=l40zolb_ims&feature=player_embedded#


Video promo del convegno "Petrolio, tra miti e falsità" con Maria Rita D'Orsogna (California State University at Northridge) - 8 gennaio 2012, ore 17,30 / Matera (Mediateca provinciale, piazza Vittorio Veneto).
http://www.olachannel.it
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Commento del sottoscritto a margine del post
Questo invece il video che ricorda l'appuntamento di Maria Rita D'Orsogna a Matera l'8 Gennaio p.v. Davvero un bel lavoro. Complimenti agli autori, e onorato di poterlo riproporre qui sulla mia Bacheca di FB.
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Una conferenza per dire "stop" alle trivellazioni nel mare del Salento. Sabato 7 gennaio, a Muro, il comitato "21 gennaio", associazione dei movimenti salentini, promuove un appuntamento tematico sulle piattaforme petrolifere nell'Adriatico. Interverrà la docente italo-americana Maria Rita D'Orsogna
di Redazione
http://www.lecceprima.it/politica/una-conferenza-per-dire-stop-alle-trivellazioni-nel-mare-del-salento.html


05/01/2012, MURO LECCESE - Il comitato "21 Gennaio", associazione temporanea dei movimenti ambientalisti salentini, promuove una conferenza sul tema delle trivellazioni off-shore nell'Adriatico. All'incontro, che si terrà il 7 gennaio a Muro Leccese, presso il Palazzo del Principe in Piazza del Popolo, interverrà la docente italo-americana Maria Rita d'Orsogna, recentemente insignita del premio "ambasciatore della natura 2012" per la sua attività di divulgazione dei rischi connessi allo sfruttamento petrolifero in Italia. La D'Orsogna, professoressa universitaria in California, considerata tra i più grandi esperti in Italia su questo tema, parteciperà al dibattito al quale interverranno insieme al geologo petrolifero Carlo Chiri, i rappresentanti delle associazioni salentine confluiti nel comitato, che appoggia la manifestazione contro le trivellazioni che si terrà a Monopoli il 21 gennaio e che vedrà in prima linea non solo le associazioni ambientaliste, ma anche il supporto bipartisan delle istituzioni. "Sarà l'occasione per dire no a qualsiasi scelta legata allo sfruttamento di giacimenti petroliferi - affermano i rappresentanti del comitato -, no al petrolio, sì alle energie rinnovabili". "Ma sarà - aggiungono - soprattutto un momento più ampio in cui un'intera comunità, quella pugliese appunto, scenderà in piazza e si incontrerà nel tentativo di disinnescare qualunque tentativo, calato dall'alto e non concordato con la popolazione, di attacco a un modello di sviluppo moderno ed eco-sostenibile". La protesta contro lo sfruttamento petrolifero dell'Adriatico, che ha raccolto adesioni unanimi, è nata dopo la pubblicazione su Facebook di alcune foto che ritraevano una piattaforma in viaggio al largo di Santa Cesarea Terme. In poche ore la nota del "Comitato di Tutela per Porto Miggiano", coordinatore delle associazioni organizzatrici dell'incontro di sabato prossimo, ha fatto il giro del web e l'allarme si è trasferito in tv e sui giornali, dando il via alle mobilitazioni di massa. A conclusione del dibattito ci sarà spazio per la pizzica degli "Zimbaria" e i ritmi tribali di Andrea Presa, che partecipano a titolo gratuito in appoggio alla protesta contro le trivellazioni in Adriatico.
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Potrebbe interessarti: http://www.lecceprima.it/politica/una-conferenza-per-dire-stop-alle-trivellazioni-nel-mare-del-salento.html
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Post di Filippo Harley Foti
La nostra Prof. Maria Rita D'Orsogna, della "California State University at Northridge", sarà in diretta streaming l'8 gennaio alle ore 17,30 in un monitor dell'Home Page di www.profumodimare.forumfree.it  appositamente attrezzato. E' gradita l'iscrizione al sito gratuitamente.
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Il senatore D'Alì sugli incontri di Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria
pubblicata da Guido Picchetti il 5 gennaio 2012
http://www.facebook.com/note.php?note_id=342778155734006


Da: Antonio D'Alì <antonio.dali></antonio.dali> Data: 03 gennaio 2012 01.55.39 GMT+01.00. A: "ufficiostampanelmare@gmail.com" <ufficiostampanelmare></ufficiostampanelmare>
Oggetto: Re:
Pantelleria: incontri con Maria Rita D'Orsogna
Grazie dell'invito, ma trovandomi fuori Sicilia mi è impossibile partecipare ai vostri incontri, peraltro preannunciatimi dalla ottima dott.ssa Panzarella. Nel chiedervi la cortesia di porgere il mio saluto a relatori e partecipanti vi assicuro il mio continuo impegno sull'argomento in merito al quale ho già avuto modo di confrontarmi, positivamente, con il ministro Clini e sto svolgendo una relazione alle commissioni congiunte X (industria) e XIII (ambiente) del Senato sulla proposta di direttiva comunitaria riguardo la sicurezza dell'offshore. Devo dire che la proposta di direttiva comunitaria e' molto debole, dimensionata sul Mare del Nord piuttosto che non sulle esigenze del Mediterraneo e comunque da noi uscirà una precisa nota di assoluto rigore tanto sulla sicurezza delle attività in essere quanto sul blocco di quelle nuove che si propongono, quanto sulla indifferibile necessita' di intervenire sugli Stati extra Ue per bloccarne le attività di trivellazioni, che purtroppo, anche a seguito degli recenti sviluppi politici in quell'area, stanno crescendo a dismisura. Fino ad ora mi pare che il ministero abbia tenuto il fronte a difesa delle recenti norme restrittive ed abbiamo dovuto tenere alta la guardia contro alcuni tentativi di modifica in senso più permissivo, che comunque non mancheranno di presentarsi ricorrentemente. Così come abbiamo vigilato "attentamente" a che venissero bocciate le proposte per l'offshore eolico sui banchi di Pantelleria! Buon anno a tutti i cittadini di Pantelleria! Buon lavoro! A presto, Antonio d'ALI'.
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Da Pantelleria: Maria Rita D'Orsogna è in volo a Palermo
di Guido Picchetti (da un foto postata su FB)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2781635934401&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

Maria Rita D'Orsogna è in volo per Palermo per il suo appuntamento con il riconoscimento di "Ambasciatrice della Natura 2012". E ciò nonostante le condizioni meteo non proprio favorevoli. E ... anche la Befana è arrivata a Pantelleria a dispetto del vento che avrebbe dovuto impedirle di volare con la scopa fin sull'isola... Anzi al supermercato della Sisa grande ce n'erano addirittura due, che si fotografavano a vicenda... Melius abundare quan deficere...
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Gli Ambasciatori della Natura, premio per Maria Rita D'Orsogna. Giovedi 5 Gennaio a Palermo la consegna del riconoscimento
by Redcan

PALERMO - Il prestigioso riconoscimento “Ambasciatore della Natura” è stato assegnato per l’anno 2012 dal Centro Parchi Internazionale diretto da Franco Tassi a tre personaggi distintisi per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo: Maria Rita D’Orsogna, insigne studiosa americana di origine abruzzese, docente di fisica in California ma attivissima nel combattere l’invadenza delle trivellazioni petrolifere in Italia e nei mari circostanti; Sergio Rozzi, sportivo e attivista ambientale marsicano, apprezzato specialista dei parchi nazionali e tenace promotore della cooperazione internazionale tra Italia e Perù e della salvaguardia delle Ande; Tommaso Ferraro, sportivo siciliano detentore del primato di immersione subacquea per non vedenti e protagonista di molte altre eccezionali imprese, fortemente impegnato nella cooperazione con l’America Latina. Nel precedente Anno 2011 questo importante ... [segue]http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/47341/Gli_ambasciatori_della_natura_premio_per_maria_rita_d_orsogna.html
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Notizie simili su www.chietiscalo.it, smssicilianewmedia.blogspot.com, www.histonium.net, e www.agricolturaoggi.com.
http://www.chietiscalo.it/la-voce-dei-cittadini/ambiente-e-inquinamento/petrolio-abruzzo/12415-gli-ambasciatori-della-natura-giovedi-5-gennaio-a-palermo-la-consegna-del-riconoscimento-a-maria-rita-dorsogna.html 
http://snmsicilianewmedia.blogspot.com/2012/01/palermo-la-consegna-agli-ambasciatori.html
http://www.histonium.net/archivio_news/2012/ambasciatore-della-natura-il-prestigioso-riconoscimento-a-maria-rita-dorsogna_20838.php
http://www.agricolturaoggi.com/site/index.php?option=com_content&view=article&id=1535:gli-ambasciatori-della-natura-giovedi-5-gennaio-a-palermo-la-consegna-del-riconoscimento-a-maria-rita-dorsogna 

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Commento del sottoscritto a margine dell'articolo

Stamane a Palermo, voli permettendo...
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Post di Filippo Harley Foti

Non mi dire che non ci sei potuto andare???
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Post di Guido Picchetti

No, ma ad accogliere Maria Rita D'Orsogna a Palermo ci sarà anche l'avv. Giustino Piazza, penultimo presidente del fu Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria, già giudice in cassazione a Palermo, e attualmente presidente di una fondazione per il recupero del quartiere Zen di Palermo, il quale porterà nell'occasione il saluto e il ringraziamento a Maria Rita dei panteschi e di tutti noi per i suoi incontri informativi sull'isola...
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Post di Rossana Mangifesta

Grande, Maria Rita,sempre!!!!

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Dalla mia Bacheca su FB del 4/01/12

Maria Rita D'Orsogna alle 17,30 presso lo Sporting Club di Pantelleria. Domani a Palermo riceverà il Premio ''Ambasciatore della Natura 2012''
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7868


News 8735, Pantelleria 04/01/2012. Dopo il secondo incontro di Maria Rita D'Orsogna con la comunità isolana sul tema delle trivellazioni petrolifere in mare, svoltosi ieri pomeriggio presso il circolo Kohoutek di Kamma, oggi alle 17,30 terzo e ultimo incontro conclusivo presso lo Sporting Club di Pantelleria. Domattina poi Maria Rita D'Orsogna lascerà l'isola per continuare, come previsto, in altre località di Basilicata, Puglia ed Abruzzo il suo impegno di sensibilizzazione sui pericoli conseguenti all'attuale corsa all'oro nero in atto sul territorio nazionale sia marino che terrestre. Ma al suo arrivo a Palermo domani 5 Gennaio la attende un impegno di diverso genere. Alle ore 11, presso il distaccamento CITES del CFS all’aeroporto Falcone/Borsellino di Palermo, le sarà consegnato ufficialmente il Premio "Ambasciatore della Natura" assegnatole per l’anno 2012 dal Centro Parchi Internazionale diretto da Franco Tassi, in considerazione del suo grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo Il premio “Ambasciatore della Natura” consiste in una bellissima targa di roccia lavica, con sovraimpressa in ceramica la tavola raffigurante l’allegoria “La Terra ha un Cuore Verde, la Natura”, ideata da Franco Tassi, realizzata dall’Artista internazionale Deirdre Hyde e promossa da Carmelo Nicoloso, Siciliano, Coordinatore del Comitato Parchi per il Mezzogiorno d’Italia, realizzata da Artesole del maestro Giuseppe Sorbello – Macchia di Giarre (CT). Alla consegna del prestigioso riconoscimento a Maria Rita D'Orsogna presenzieranno Carmelo Nicoloso per il Comitato Parchi, Michele Palazzo presidente di Pro Natura Mare Nostrum, e rappresentanti delle istituzioni regionali preposti alla tutela del territorio.
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Notizia simile a margine di una foto su FB del sottoscritto
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2773014078860&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater
 
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Post di Maria Ghelia

Giustamente meritato!!!
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Post di Filippo Harley Foti
La presenza della prof. l'ho dovuto condividere a distanza... anche se parte di me stava lì... presso la comunità pantesca...
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A Maria Ghelia, Filippo Harley Foti,  e Massimo Mingarelli piace questo elemento.
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Maria Rita D’Orsogna: la donna dell’anno 2011
di Don Giorgio De Capitani
http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=2709&nome=prima


Non so se sia opportuno o no scegliere ogni anno la donna o l’uomo che si sono distinti per meriti particolari nei vari campi, dall’impegno scientifico a quello socio-politico e religioso. Non è facile scegliere una o uno, e questo è anche buon segno: vuol dire che ce n’è di gente impegnata, nota e non nota, che meriterebbe un particolare riconoscimento: non tanto per mettere in mostra le virtù personali, quanto per stimolare una società decadente perché ritrovi nelle testimonianze migliori la forza di reagire, di scuotersi dall’indifferenza, e soprattutto da una certa forma di pigrizia mentale, ma ancor più da un pessimismo diffuso, caratteristiche di periodi storici dominati dall’idiozia socio-politica e religiosa allo stato puro. Vorrei scegliere anch’io una persona meritevole di distinzione. E vorrei farlo senza farmi condizionare da qualche interesse di parte. Non si tratta dell’Ambrogino d’oro, dove i giochi politici hanno un peso notevole. Seguo da tempo sul suo blog la signora Maria Rita D’Orsogna. Non avete l’idea con quanta caparbietà porta avanti una dura e puntigliosa lotta contro la petrolificazione che da tempo sta interessando non solo l’Italia, ma il mondo intero. Il nostro bellissimo territorio è sotto minaccia a causa di una folle politica dominata dalla legge implacabile del mercato. Là dove si fiuta la possibilità di estrarre il petrolio ... [segue]
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Dalla mia Bacheca su FB del 3/01/12

Maria Rita D'Orsogna: la forza delle idee porta ad azioni efficaci
di Giovanna Cornado Ferlucci
News 8727 di Pantelleria Internet Com del 03/01/2012 (ripresa in una mia nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=341473335864488

La forza delle idee porta ad azioni efficaci. Questo è il messaggio che Maria Rita D'Orsogna ha saputo trasmettere ai partecipanti la conferenza sui rischi delle trivellazioni petrolifere che ieri sera si è tenuta presso il Circolo Agricolo di Scauri e che è stata presentata dal Presidente Salvino Marino. Con molta chiarezza e precisione, la relatrice ha fornito un quadro esaustivo sullo stato delle trivellazioni in Italia, parlando in particolare di quelle attive nel Canale di Sicilia, per passare poi a trattare i rischi che ne derivano sia per l’ambiente che per le persone. Non è stato trascurato nemmeno il confronto legislativo con altri paesi dal quale l’Italia è risultata una piccola Cenerentola… o meglio una distratta autolesionista. La gravità delle affermazioni sostenute dalla relatrice sono state documentate con fotografie, articoli di giornali e di riviste scientifiche, relazioni di esperti del settore, comunicati di organismi governativi. Ne è emerso che le trivellazioni producono “una minestra tossica per la vita marina”, che i danni si ripercuotono sull’ambiente e sugli esseri viventi anche a distanze chilometriche da dove sono iniziati e si protraggono per lunghi decenni, arrivando ad agire sul DNA. E tutto questo a fronte di vantaggi fittizi per la comunità e ricchezze consistenti per pochi sconsiderati potenti. Ha colpito la sicurezza con la quale Maria Rita ha condotto la sua conferenza e nello stesso tempo ha sorpreso la partecipazione emotiva che ha saputo trasmettere agli ascoltatori: niente terrorismo o facili luoghi comuni, ma compassione, tristezza, condivisione e profonda consapevolezza rispetto alle gravi conseguenze derivanti dal poco amore per il proprio territorio e dal mancato rispetto della vita. Una forza delle idee che ha portato Maria Rita D’Orsogna ad impegnarsi in prima persona, ad agire dal basso con efficacia per arrivare ai poteri alti dopo aver creato gruppi di protesta con l’arma della comunicazione e dell’informazione. Una lotta iniziata in Abruzzo, sua terra d’origine, e continuata nel tempo anche a distanze oceaniche, considerato che oggi vive in America; una lotta che l’ha vista impedire di spiantare vigneti per costruire centrali petrolifere. Semplice la sua conclusione: niente facili ricette, ma desiderio di informare, di investire nella conoscenza per evitare tragedie, un chiaro invito ad “arrabbiarsi a sufficienza” per combattere e attivarsi uniti alla ricerca di soluzioni innovative. Queste le sue parole: “Non è vero che si possa fare nulla, qualcuno deve pur iniziare, è stato detto che il vero capitale sul quale i potenti investono è l’ignoranza della gente – e ancora – Il mare non ha confini. Le ditte petrolifere nemmeno.” La conferenza verrà ripetuta alle ore 17.30 questo pomeriggio al Circolo Kohoutek di Tracino, mentre l’incontro conclusivo è previsto mercoledì presso lo Sporting Club di Pantelleria, sempre con inizio alle 17.30: una occasione da non perdere! Noi poi riprenderemo a raccontarvi dalle pagine di questo giornale quanto Maria Rita ci ha trasmesso con tanta efficacia, unitamente alle ultime proposte relative all’Area Marina Protetta, riferiteci da Guido Picchetti.
(Nella foto: Maria Rita D'Orsogna, il presidente del circolo Agricolo Salvino Marino e Guido Picchetti)
(1- continua)
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Commento del sottoscritto a margine del post

Pubblicato stamane dal notiziario Pantelleria News di Salvatore Gabriele, un ottimo servizio giornalistico di Giovanna Cornado Ferlucci sul primo incontro a Scauri di Maria Rita D'Orsogna con la comunità pantesca, che denota tutta la capacità di coinvolgimento emozionale che Maria Rita è capace di trasmettere a chiunque l'ascolti ...
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Post di Maria Rita D'Orsogna

Prima puntata... grazie a tutti i panteschi e non che sono venuti, stasera la seconda puntata. grazie soprattutto a Giovanna Cornado per la gentilezza e l'affetto che traspaiono. Ciao!
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Post di Sandro Casano
Veramente interessante la conferenza di ieri sera al Circolo di Scauri. C'è tanta sete di informazione. Speriamo in una grossa partecipazione per gli altri due appuntamenti di Pantelleria. Pensierino della sera: ...e se nel 2012 si svegliassero le coscienze dei miei concittadini, che purtroppo sembrano addormentati di fronte a temi così importanti che riguardano il futuro della nostra isola e di tutto il Mediterraneo? Grazie, ancora grazie, Maria Rita per le cose che hai detto e descritto ieri sera. Ci hai arricchito, oltre che culturalmente, anche dimostrando che bisogna avere coraggio e fiducia nelle proprie idee.
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Post di Rosanna Cuzzi

Peccato che sono lontana...

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Cleveleys (Gran Bretagna): i misteri delle grandi testate On-Line. Se quanto successo a Cleveleys in Gran Bretagna, capitasse in una città di mare italiana, mettiamo a Pantelleria, 70 Km dall'Africa...
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59571872#lastpost  

Molti giornali hanno riportato l'altro ieri una notizia battuta dall'ANSA e tutti allo stesso modo, senza andare a verificare come stanno effettivamente le cose. Ma noi che abbiamo il "vizio" di andare in fondo alle notizie, siamo andati oltre le stesse, forse perchè ci occupiamo anche e soprattutto di Mare. Diamo per scontato che Pantelleria non avrà mai di questi problemi e ci mancherebbe, rimaniamo però molto perplessi delle trivelle che sembra non la stiano risparmiando, per ora fortunatamente solo come ipotesi di prospezioni petrolifere, sistematicamente combattute da tutti gli isolani e non solo! Ma andiamo avanti. ANSA - Ambiente: Gb, cittadina sul mare coperta di schiuma - Mistero su origine sostanza, forse alghe in decomposizione 30 dicembre, 16:24 Gb: cittadina su mare coperta di schiuma Gb: cittadina su mare coperta di schiuma. [Notizia non aggiornata]. (ANSA) - LONDRA, 29 DIC - Cleveleys, una cittadina sul mare vicino a Blackpool in Gran Bretagna, e' stata invasa da una schiuma biancastra che ne ha trasformato la fisionomia come dopo una forte nevicata. Litri di schiuma bianca sono arrivati con le onde sul lungomare e ricoperto marciapiedi, auto e case della Princess Promenade con uno strato spesso di materiale oleoso. L'origine della sostanza resta un mistero, il ministero dell'Ambiente ha aperto un'inchiesta. Potrebbe trattarsi di alghe in decomposizione.(ANSA). Il Messaggero.it [Venerdì 30 Dicembre 2011 - 11:36 - Ultimo aggiornamento: 14:13] ROMA - Cleveleys, una cittadina sul mare vicino a Blackpool in Gran Bretagna, è stata invasa da una schiuma biancastra che ne ha trasformato la fisionomia come dopo una forte nevicata. Litri di schiuma bianca sono arrivati con le onde sul lungomare e ricoperto marciapiedi, auto e case della Princess Promenade con uno strato spesso di materiale oleoso. L'origine della sostanza
resta un mistero, il ministero dell'Ambiente ha aperto un'inchiesta. Potrebbe trattarsi di alghe in decomposizione. ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Davvero interessante l'ultimo post di "Profumo di Mare sulla "nevicata di mare" a Cleveleys, con alcuni riferimenti anche per Pantelleria. Leggetelo, merita... Tratta dei misteri della vita di oggi, che poi tanto "misteri" non sono, essendoci sempre, in un modo o nell'altro, fatti e misfatti dell'uomo all'origine...
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Dalla mia Bacheca su FB del 2/01/12

Scauri di Pantelleria: al "Circolo Agricolo" oggi Maria Rita D'Orsogna
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59565877#lastpost


Pantelleria è l’isola più grande tra quelle che circondano la Sicilia. Negli ultimi anni, è particolarmente amata dai vip e non solo dello spettacolo! Pantelleria è ubicata a soli 84 km da Tunisi ed a 100 chilometri dalla Sicilia ed è caratterizzata da un clima prevalentemente caldo e reso sopportabile dai venti provenienti dal mare. Un mare cristallino, la ricchezza delle sue acque, la sabbia desertica e le particolari piantagioni dovute proprio alle sue peculiarità climatiche la rendono particolarmente bella ed attraente. Anche se non ci sono sicure conferme è molto verosimile che i primi abitanti di Pantelleria siano arrivati proprio dall'Africa. Nell'isola, di origine vulcanica, sono presenti fenomeni di vulcanismo secondario. L'ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, ed il suo territorio si estende dal livello del mare ad una altezza di 836 metri sulla Montagna Grande. La forza del vento, a volte, è talmente così intensa che, risalendo ai prodromi dell'isola, gli antichi abitanti pensarono bene, dato che sia alberi che coltivazioni trovavano difficoltà a crescere, a costruire quelli che sono conosciuti come i famosi giardini danteschi, edificati in pietra lavica con muri a secco su pianta circolare. Le abitazioni tipiche dell’isola, sono appunto i dammusi (dammusu in lingua siciliana vuol dire tetto) edificati per lo più in circolo. Da non perdere poi la sauna naturale della Grotta Benikulà, dove i vapori raggiungono gradazioni molto elevate. Pantelleria dispone anche di un aeroporto con diversi voli verso la Sicilia ed il continente. le località più suggestive sono Scauri, Nikà, Sibà, Balata dei Turchi, Punta dell'Arco, Gadir e lo Specchio di Venere, la Chiesa di San Gaetano a Scauri. E proprio stasera, alle ore 20,30 che al "Circolo Agricolo" di Scauri che, come si è già scritto in queste pagine ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un bel post di "Profumo di Mare" sugli incontri di Maria Rita D'Orsogna e su Pantelleria che la ospita in questi giorni. E' firmato da Filippo Harley Foti, che ringrazio per il forte sostegno che sta dando all'iniziativa e cui formulo i miei più vivi auguri per ì'anno appena iniziato...
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Post di Piero Morana

Bello, auguri Maestro
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A Roberto Frigerio e Alessandro Brignone piace questo elemento.

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Maria Rita D'Orsogna è a Pantelleria. Primo appuntamento alle 20,30 al Circolo Agricolo di Scauri
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7855


News 8722, Pantelleria 02/01/2012. Maria Rita D'Orsogna è a Pantelleria. Nella foto qui unita la vediamo in un momento del suo giro effettuato a Capodanno per conoscere l'isola. Arrivata sabato in volo direttamente dagli Stati Uniti, dove insegna matematica e fisica all'Università di Los Angeles, Maria Rita inizia stasera proprio da Pantelleria il suo giro di conferenze in Italia dedicato al tema dei pericoli derivanti dalla corsa all'oro nero in atto sul territorio di varie regioni del nostro Paese, sia marino che terrestre. L'appuntamento per questo primo incontro è alle 20,30 al Circolo Agricolo di Scauri. Domani martedi 3 Gennaio 2012 seguirà una seconda conferenza alle 17,30 presso il Circolo Kohoutek di Kamma, mentre la conferenza conclusiva è prevista presso lo Sporting Club di Pantelleria, sempre con inizio alle 17,30. Gli incontri di di Maria Rita D'Orsogna con la comunità pantesca sono promossi dalla Lega Navale - Sezione di Pantelleria", con il patrocinio del Comune di Pantelleria, e l'adesione del Rotary Club dell'isola, dell'Associazione Nazionale Pro Natura, e dell'associazione "Un Punto Nel Mare" di Pantelleria. Conferenze di Maria D'Orsogna sono previste, dopo Pantelleria, a Lecce il 7/1, a Matera l'8/1, a Foggia l'11/1, e a Pescara il 14/1.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un ringraziamento a "Pantelleria News" di Salvatore Gabriele per aver ricordato l'appuntamento alle 20,30 di di stasera al Circolo Agricolo di Scauri, E' il primo dei tre incontri previsti da Maria Rita D'Orsogna sull'isola con la comunità pantesca. Seguiranno domani il secondo incontro presso il Circolo Kohoutek di Kamma alle 17,30, e mercoledi pomeriggio il terzo, conclusivo, presso lo Sporting Club di Pantelleria, sempre alle 17,30.
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Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria. Stasera a Scauri
di Guido Picchetti (con 92 condivisioni su FB)
http://www.facebook.com/guido.picchetti

Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria, qui nel suo giro di Capodanno per conoscere l'isola. Primo appuntamento per ascoltarla stasera alle 20,30 presso il Circolo Agricolo di Scauri...
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Post di Filippo Harley Foti

Con il pensiero sono lì con Voi !!!
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Post di Meri Schiazza Vedovello

Benvenuta!!!!!
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Post di Peppe D'Aietti

Spero di tornare in tempo almeno per uno di questi incontri... grazie Maria Rita D'Orsogna! E grazie sempre a te Guido... pubblicala anche sul gruppo!
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Post di Maria Rita D'Orsogna

Grazie a te Peppe D'Aietti - a presto allora!
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Post di Guido Pietroluongo

Go Prof.!!!
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Post di Filippo Harley Foti

Buona permanenza a Pantelleria prof. Sono rammaricato di non potere condividere con te, l'amico Guido Picchetti e Guido Pietroluongo, che mi ha pure invitato, al convegno da te presieduto. Mi auguro ci potranno essere altri momenti, per condividere le tue iniziative a favore del rispetto del Mare che amo tanto. Per ora, anche se virtualmente, sono schierato al tuo fianco... lancia in resta... Ad maiora semper !!!
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Post di Maria Ghelia

Bellissima foto, Guido! Buon lavoro a tutti voi tre ed in bocca al lupo per questa sera. Spero che i miei amici di Scauri ci siano tutti!!!!
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A Mario Nocito Di Giovanna, Giusy Pucci, Antonio d'Alì, Mari Poliz, Alessandro Brignone, Franca Di Chiara, Giovanna Sgamberone, Grazia Cucci, Peppe D'Aietti, Giambattista Policardo, Meri Schiazza Vedovello, Filippo Harley Foti, Mauro Brusà, Giambattista Policardo, Cristina Chiummo, Domenico Sergio Antonacci, Michela Silvia, Anna Giuseppina Fina, Mimmo Iannaccone, Carmelo Nicoloso, Giò Nastasi, Maria Ghelia e Teresa Maria Rauzino questo elemento.

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Dalla mia Bacheca su FB del 1/01/12

La denuncia di Maria Rita D'Orsogna. Marea Nera in Nigeria
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7853


News 8720, Pantelleria 31/12/2011 - E' di ieri questo servizio di Maria Rita D'Orsogna pubblicato sul suo Blog. Una marea nera, formatasi a 120 Km dalla costa della Nigeria durante una operazione di travaso tra navi, ha formato una macchia di 900 Km2, ed è arrivata fino a una decina di miglia da riva... Pare si tratti del più grande incidente petrolifero degli ultimi 13 anni in Nigeria. E l'articolo di Maria Rita è un vero e proprio atto di accusa per dei fatti di cui siamo tutti, chi più chi meno, responsabili. Ma, quel che è peggio, sono fatti che purtroppo si tenta di nascondere, invece di prenderli seriamente in considerazione per la concreta possibilità che altri incidenti simili prima o poi capitino anche qui da noi, nel nostro Mediterraneo, e con conseguenze ben più gravi. In Italia infatti di quest'ultima marea nera, iniziata una quindicina di giorni fa al largo della Nigeria, non s'è saputo nulla. In verità sulla stampa nazionale si è parlato recentemente di disordini in quel Paese africano, ma senza fare alcun riferimento alle non poche situazioni di disagio ambientale estremo che, proprio a causa dello sfruttamento delle risorse petrolifere, ci sono in varie zone del territorio nigeriano. Non solo, ma si è anche evitato di riportare i fatti di cui riferisce Maria Rita, e che invece la stampa americana ha giustamente e prontamente pubblicato. Eppure nella nuova marea nera sono coinvolte società petrolifere ben note, come la Shell, l'Eni, e la Total. Ma qui da noi zitti. E siamo riusciti a far passare tutto sotto silenzio. Meglio parlare d'altro, gli argomenti per rattristarci non ci mancano certo... Ma il guaio è che vengono così frustrati anche gli sforzi di chi cerca di informare e di far capire agli altri i rischi crescenti che dall'attuale corsa all'oro nero possono derivare nel nostro piccolo e chiuso "Mare Nostrum". E sono rischi che oggi, possiamo ben dirlo, sono in grado di coinvolgere tutti i paesi mediterranei, ma che ciascuna nazione sembra faccia il possibile per nasconderli, non solo ai propri cittadini (mancando di informarli debitamente al riguardo), ma anche ai cittadini dei paesi limitrofi, per evitare reazioni sgradite...
http://dorsogna.blogspot.com/2011/12/marea-nera-e-fpso-di-nigeria.html
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Trivellazioni nel mare di Pantelleria
di Guido Picchetti (da una immagine su FB del sottoscritto)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2758177547956&set=a.2758173707860.2130241.1063270409&type=1&theater

In questo momento di attenzione per ciò che sta succedendo davanti alle coste pugliesi, voglio riproporre all'attenzione di tutti questa mappa, che mostra la situazione concessioni petrolifere intorno a Pantelleria. Qualcuno, anzi forse più di uno, pare l'abbia dimenticata. Eccola. A poche miglia di distanza dalle coste dell'isola fino alle 13 miglia (limite delle acque territoriali sul versante occidentale dell'isola), ad insaputa di tutta la cittadinanza pantesca sono già state autorizzate da tempo (debitamente e automaticamente prorogate nei rispettivi tempi di scadenza) due concessioni, quelle indicate nella mappa con le sigle "C.R147.NP" a Nord e "CR.15PU" a Nord/Ovest dell'isola. Le società titolari delle due concessioni sono attualmente per la prima la Northern Petroleum, la stessa che sta per iniziare le trivellazioni di ricerca in questi giorni nelle acque pugliesi; e per la seconda l'Audax, la stessa società che lo scorso anno trivellò il fondale 600 metri appena al di là del limite delle acque territoriali italiane, avvalendosi del fatto di essere titolare di un'analoga concessione anche per le acque tunisine fino a Capo Bon. Trivellazioni queste ultime che, come si ricorderà, suscitarono una certa reazione sull'isola, ma che, per l'Audax (comela stessa società comunicò successivamente) si conclusero con esito positivo, permettendo di individuare un ampio giacimento di prodotti petroliferi nel fondale, che, dal punto in cui la piattaforma perforò il fondale, si estende in direzione sud ovest, verso Pantelleria, fino a pochi chilometri dalle coste dell'isola. Queste due concessioni sono tutt'ora in essere, e se non si provvede in qualche modo a farle revocare e annullare (cosa possibile date le evednti irregolarità del loro rilascio), in ogni momento le due società titolari potrebbero dare inizio alle loro operazioni di sfruttamento dei giacimenti, ovvero di "coltivazione" come si dice in gergo, previa una semplice comunicazione ai ministeri nazionali competenti. E ciò senza considerare le altre due richieste di concessione successivamente avanzate e indicate sulla mappa in alto dalle sigle "d363CR-AX" e "d264C.R". Richieste, queste ultime, avanzate ancora dall'Audax Energy", per la seconda delle quali è stata fatta di recente da parte del Comune di Pantelleria opposizione alla richiesta di VIA, ma si è ancora in attesa dell'esito da parte dei ministeri competenti.
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A Mauro Brusà, Gianfranco Rossetto e Alessandro Brignone piace questo elemento.

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(copyright Guido Picchetti) 

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Questa pagina è stata aggiornata il 01/01/13.