Dicembre 2011

Home Su Luglio 2011 Agosto 2011 Settembre 2011 Ottobre 2011 Novembre 2011 Dicembre 2011

ECHI  DI  STAMPA

      
    - Dal 21 al 31 Dicembre 2011

 

    

 

Dalla mia Bacheca su FB del 31/12/11

Buon Natale, Merry Christmas, Feliz Navidad, Joyeux Noël .mpg
di Guido Picchetti (a margine di un video caricato su You Tube da Filmatidimare il 18/dic/2011)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=PQ_ldgbr3MM


E' un omaggio postatomi in Bacheca su FB come augurio di Buon Natale da "Filmati di Mare". Ho visto il video il 26 mattina a Natale appena trascorso, e l'ho gustato con piacere per la bellezza delle immagini e delle musiche. Un piacere che, unendolo con il permesso di "Filmati di Mare" in apertura a quest'ultimo invio degli "Echi di Stampa" dell'anno che se ne va, intendo condividere con tutti gli amici destinatari di questa circolare come augurio per il 2012 che sta per entrare, soprattutto a favore di quel Mare che tanto amiamo ... (GP)
#
Post di Sergio Filmati di Mare

Tanti auguri. Un abbraccio da *Deb e *Ser*. Grazie Guido, mi piacciono le tue parole. Per condividere sei il padrone. Sto andando spesso a Massalubrense e ricordiamo con piacere con Lorenzo Corcione, Vincenzo Coppola, Antonio Fimeroni e gli altri il tempo passato insieme...... Che bello! Come ti dissi volevo venire a trovarti e dopo tanti anni sarà un piacere farlo. Sono stato un paio di mesi a Palermo quest'estate, ma non è stato possibile venire. Bè, lo farò partendo da Roma ..... organizziamo? Un abbraccio e tanti auguri per ogni cosa. *Ser* (Sergio Parlato).
#
Post di Guido Picchetti

Quando vuoi, caro Sergio, qui sto... E la primavera sull'isola, con tutta l'acqua che sta facendo, si annuncia strepitosa, piena di fiori e profumi... E il Mare è ancora quello con la M maiuscola, puoi contarci...
#
Post di zanna371

Buon Natale anche a te, Sergio, e felice Anno Nuovo.
---------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 30/12/11

Davanti alle coste pugliesi, un rimorchiatore sospetto
da un post con foto su FB di Folgore SalvaGuardia Ambientale
http://www.facebook.com...&set=p.273874082671417&type=1&theater


Come da segnalazione pervenutaci da Stefano Delle Rose, un rimorchiatore sospetto dalla sera di mercoledì 28 dicembre si aggira al largo di Brindisi con una velocità di navigazione di 5,9 kn (la stessa velocità utilizzata per le ricerche petrolifere a mezzo air-gun). La destinazione finale risulta essere CAMPO AQUILA (25 miglia al largo di Brindisi dove l'ENI dovrebbe iniziare a trivellare). Qualcuno ci sa fornire notizie dettagliate in merito ??? L'immagine è stata catturata alle ore 22 di giovedì 29 dicembre 2011.
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Grazie della segnalazione. Condivido le vostre preoccupazioni. Ma almeno le navi in transito davanti alle coste pugliesi hanno la emittente del segnale AIS in funzione e potete seguirne l'attività. Nello Stretto di Sicilia, invece, la maggior parte delle navi che navigano a ponente di Pantelleria, tra l'isola e Capo Bon in Tunisia, hanno l'emittente AIS spenta e non danno alcun segnale della loro presenza... E' il canale "oscuro" dello Stretto, attraverso cui passa il traffico "nascosto" del Mediterraneo, alla faccia di tutti gli accordi internazionali in materia che pur ci sono...
#
Altro commento a seguire del sottoscritto a margine del post

Altro che nave sospetta !!! La "Med 10" è una nave da ricerca che sta effettuando in questi giorni un chiaro andirivieni al largo del porto di Brindisi, nella zona dove si trova la concessione "Campo Aquila" dell'Eni, probabilmente per individuare il punto esatto su cui andrà a posizionarsi come previsto una nave "FPSO" dell'Eni per dare inizio alle trivellazioni dei fondali marini sottostanti, ad una quarantina di chilometri da riva. Ma cos'è una "FPSO" ? Maria Rita D'Orsogna ce lo spiega bene sul suo Blog. "FPSO" sta per "Floating Processing and Storage Offshore". E' in altre parole un Centro Oli galleggiante, vale a dire una nave attrezzata come una mini raffineria, dotata in alto di una fiamma perenne che brucia, 24 ore su 24, la monnezza petrolifera estratta dai fondali per depurarla dall'idrogeno solforato contenuto... L'ENI cominciò a parlare di questo giacimento nel 1993 e ora, dopo 18 anni, è pronta ad iniziarne la "coltivazione", come con termine gentile viene definito lo sfruttamento del giacimento. Ed è tutto scritto. Già a gennaio 2011 si diceva che le attività sul Campo Aquila dell'Eni al largo di Brindisi sarebbero iniziate nel quarto trimestre del 2011. Ma nessuno si è mosso e pare che le operazioni dureranno 20 anni almeno. Auguri. Ma leggetevi cosa diceva Maria Rita a proposito di quest'argomento il 10 settembre 2011 sul suo Blog. La sveglia l'aveva data, eccome, ma pochi l'hanno ascoltata. L'url
http://dorsogna.blogspot.com/2011/09/una-fpso-e-il-campo-aquila-brindisi.html.

---------------------

Inquinamento petrolio, monitoraggio Canale di Sicilia
di Valentina Ierrobino
http://www.ecologiae.com/monitoraggio-canale-sicilia/52078/


Si torna a parlare di inquinamento da idrocarburi, e dunque di petrolio, nel Canale di Sicilia. Questa volta però in modo positivo e costruttivo. Non si tratta di proroghe o di nuove concessioni per indagini petrolifere ma di un programma di monitoraggio delle correnti marine, il progetto Calypso, finanziato dal Fondo europeo per lo Sviluppo regionale, Cooperazione Territoriale europea 2007-2013, PO Italia Malta 2007-2013. Il nome Calypso deriva dalla mitologia greca, Calypso era la ninfa figlia del titano Atlante (Oceano) che viveva nell’isola di Ogigia dove naufragò Ulisse durante il suo viaggio verso Itaca. La mitica isola è stata identificata nell’isola maltese di Gozo, in cui si trova la grotta di Calypso. Come la ninfa il progetto europeo vuole controllare una distesa di mare che si trova tra le coste della Sicilia e l’isola di Malta. Il Canale di Sicilia è un sito fortemente compromesso per l’inquinamento da idrocarburi, minacciato dalle trivelle di diverse compagnie di estrazione, come la australiana Audax Energy Ltd. L’installazione di un’antenna Hf-Radar a radiofrequenze, prevista nell’area portuale di Pozzallo, nella provincia di Ragusa, servirà a monitorare le correnti marine di superficie e a rilevare la presenza di idrocarburi, in modo tale da ottimizzare e migliorare i tempi di intervento in caso di sversamenti o di fuoriuscite di idrocarburi. Il programma Calypso è nato dalla necessità di prevenire i danni ambientali in quest’area del Mediterraneo e di intervenire sui rischi di natura naturale e antropica. Il patto, siglato dalla protezione civile della regione ed il Sicilian focal point, è coordinato da un team di esperti dell’area italo-maltese, tra cui il CNR Istituto per l’Ambiente marino costiero di Capo Granitola, l’Università degli Studi di Palermo, il Polo universitario di Trapani e Catania, l’Università di Malta ed altri enti maltesi e siciliani di tutela ambientale. L’ultimo disastro ambientale lungo le coste del Niger, nel Golfo della Guinea, dovrebbe far riflettere sulla pericolosità dell’oro nero e sulla necessità di trovare fonti di energia alternative al petrolio che, prima o poi, esaurirà i suoi giacimenti. [Fonti: Ansa; Oceania Research.pdf]
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Un pò di ottimismo non guasta mai. Ma se si pensa di ridurre le minacce ed i pericoli della corsa all'oro nero in atto nello Stretto di Sicilia e nel Mediterraneo con l'osservazione e lo studio delle correnti nel Canale, mi sembra davvero troppo... Un tale studio sarà certamente utile per prevedere le conseguenze in caso di un eventuale incidente. Ma è come studiare la traiettoria di un colpo di pistola per sapere dove andrà a colpire, ma senza far nulla per impedire di sparare a chi sta per farlo...
#
Post di Maria Ghelia

Ben detto, Guido!
#
A Roberto Frigerio, SalvaGuardia Ambientale, Maria Ghelia, Antonio Colacino, Luca Gioria, Ines Lommatzsch, Filippo Harley Foti, e Ciro De Angelis piace questo elemento.

---------------------

Sversamento nel mare della Nigeria. Steve Forbert in "Oil Song" rende attuale una canzone di oltre 30 anni
di Filippo Foti Harvey
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59519017#lastpost


"...Sono stati sversati centinaia di migliaia di galloni di petrolio, 32 miglia lungo la costa del Delaware. Ci sono state le oche nella palude in cerca di cibo che sono rimaste bloccate quando è arrivato il greggio...", canta così  Steve Forbert, al secolo Samuel Stephen Forbert, nato a Meridian, Mississippi il 13 dicembre 1954 e cantautore di musica pop. La canzone "Oil Song", dedicata a Florence Ballard una delle "The Supremes" morta prematuramente nel 1979, è pubblicata, nello stesso anno, nel 33 giri "Jackrabbit Slim", degno di essere menzionato soprattutto per il brano "Oil Song", un gradevole pezzo country rock che nei suoi spettacoli dal vivo continua continua dopo oltre 30 anni ad avere un discreto successo, in quanto, lasciando inalterata la musica, Steve adatta il testo in base agli eventi che si succedono. Florence Ballard divenne celebre al grande pubblico in quanto è stata una dei membri originali delle "The Supremes" (insieme a Diana Ross e Mary Wilson), gruppo musicale femminile R & B, etichetta Motown che ebbe una grande popolarità a cavallo fra gli anni sessanta e settanta, poi caduta in miseria e dimenticata da tutti. Dicevamo di Steve Forbert. I suoi inizi sono tutti in salita per questo artista quando, sbarca a New York dalla natìa Meridian, dove faceva il camionista, si guadagna da vivere facendo il busker (artista di strada) nella Grand Central Station. Dopo aver fatto la gavetta nei club del Greenwich Village, firma un contratto con la Nemperor e pubblica il suo primo disco, che ottiene un buon riscontro da parte della critica. Il giovane cantautore non inventa nulla di nuovo, ma usa con notevole padronanza il linguaggio del folk rock, da qualcuno precocemente mitizzato come il
nuovo Bob Dylan ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Se nel video da me postato sull'ultimo sversamento di petrolio in mare davanti alle coste della Nigeria, avete apprezzato con me la canzone "Oil Song" di Steve Forbert che fa da base musicale alle scioccanti ìmmagini, apprezzerete certamente ancor più la storia di questo brano che Filippo Harley Foti ci da sul suo "Profumo di Mare", insieme al testo originale e alla sua traduzione in italiano. Per dirla in breve, la canzone "Oil Song" è un gradevole pezzo country rock del 1979, dedicato in origine a Florence Ballard (una delle "The Supremes" morta prematuramente in quell'anno), che dopo oltre 30 anni l'autore Steve Forbert continua a proporre con successo nei suoi spettacoli dal vivo, lasciandone inalterata la musica ma adattandone il testo agli eventi che si succedono.
#
A Giò Nastasi e Filippo Harley Foti piace questo elemento.

---------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 29/12/11

Oil Spill in Nigeria. La Shell annuncia la peggiore fuoriuscita di prodotti petroliferi di questi ultimi dieci anni
Caricato da encrypt777 nei dati 23/dic/2011
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=QAmF8IeYkGA


Nigeria in allerta contro la Shell che annuncia la peggiore fuoriuscita del decennio. Merda, cosa potevo dire ? Ci risiamo? Credo che questo video ben riassuma cosa pensare in proposito. Buon Natale da Shell Oil. Grazie, ragazzi se ve ne andate una volta per tutte. La compagnia petrolifera dice fino a 40.000 barili di petrolio greggio sono stati sversati in mare, 75 miglia al largo dalla costa nigeriana. Le comunità di pescatori della zona erano state poste in stato di allarme dalle autorità giovedi scorso, dopo che la Shell aveva ammesso una fuoriuscita di petrolio che, secondo i funzionari del governo, rischia di essere la peggiore nella zona degli ultimi dieci anni. Una fuoriuscita di petrolio sulle sponde delle paludi del Delta del Niger. La Shell ha detto che la recente marea nera rischia di essere la peggiore di un decennio. La società ha precisato che quasi 40.000 barili di petrolio greggio sono stati riversati in mare mercoledì scorso mentre veniva trasferito da una piattaforma petrolifera galleggiante ad una cisterna, 75 miglia al largo della costa del delta del Niger. Tutta la produzione del campo Bongao, che produce circa 200.000 barili al giorno, è stata fermata ieri sera. "Le prime indicazioni mostrano che quasi 40.000 barili di petrolio sono fuoriusciti in totale. Sono state avviate le procedure previste in tali casi e sono in funzione i controlli di emergenza e le operazioni necessarie per rimediare agli sversamenti", ha dichiarato Tony Okonedo, un portavoce della Shell in Nigeria. Immagini satellitari ottenute da osservatori indipendenti come Skytruth hanno segnalato che la chiazza di petrolio sversato in mare era lunga 70 km e si è propagata su una superficie di 923 chilometri quadrati (356 miglia quadrate). Ma un leader nigeriano del gruppo per i diritti umani ha dichiarato che la Shell altera i dati sulla quantità di petrolio fuoriuscito e che le operazioni di clean-up in corso sono poco efficaci. "La Shell dice che 40.000 barili si sono riversati, e che la produzione è stata sospesa, ma noi non ci fidiamo perché gli incidenti del passato dimostrano come l'azienda costantemente dia stime sottovalutate sulle quantità e sulle conseguenze della sua negligenza", ha detto Nnimmo Bassey, direttore di Environmental Rights Action, con sede a Lagos . "Ci stanno allertando le persone, i pescatori e le comunità costiere che hanno potuto osservare direttamente al largo le conseguenze dell'incidente, che si aggiunge semplicemente alla lista delle atrocità ambientali della Shell nel delta del Niger." La fuoriuscita, una delle peggiori al largo della costa della Nigeria degli ultimi 10 anni, è particolarmente imbarazzante per la Shell, giungendo solo quattro mesi dopo un importante studio delle Nazioni Unite che ha affermato che la Shell e altre compagnie petrolifere potrebbero subire una condanna a 30 anni e il pagamento di 1 miliardo di dollari a causa delle fuoriuscite verificatesi in Ogoniland, una zona del delta del Niger particolarmente ricca di petrolio, dove opera appunto la Shell. La società ha anche ammesso la responsabilità nel mese di agosto per due grossi sversamenti nella regione del delta Bodo che hanno avuto luogo nel 2008, ma per i quali deve ancora pagare un risarcimento. Shell, che lavora in partnership con il governo nigeriano nel delta, sostiene che il 98% di tutte le sue fuoriuscite di petrolio sono causati da atti di vandalismo, furto o sabotaggio da parte di militanti e solo una minima quantità di incidenti proviene delle sue infrastrutture. Ma questo è contestato dalla comunità locale. Shell proprio ieri ha comunicato di aver anche chiuso nel Golfo del Messico un pozzo profondo dopo aver riversato in mare 319 barili di liquidi contaminati.
(Fotografia: Pio Utomi Ekpei / AFP / Getty Images)
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Il video che qui potete vedere è particolarmente scioccante. Mostra le tragiche conseguenze che possono avere incidenti simili a quello appena verificatori al largo delle coste nigeriane, di cui ci ha dato Maria Rita D'Orsogna notizia sul suo Blog, da me ieri ripresa qui su FB. Il video in questione è stato postato su YouTube pochi giorni fa, proprio a seguito della notizia di questo ultimo sversamento in mare di prodotti petroliferi davanti alle coste della Nigeria. Ringrazio Filippo Harley Foti per avermi segnalato il video, ed aver dato notizia su "Profumo di Mare" del "misfatto" della Shell, totalmente ignorato dalla stampa nazionale di "regime". Ma lo ringrazio anche per darmi l'occasione così di fare a noi tutti un augurio, il migliore che si possa fare e che valga non solo per il 2012, ma anche per tutti gli anni a venire: che non si debba mai arrivare a dover segnalare incidenti del genere in Mediterraneo...

---------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 28/12/11

Marea Nera in Nigeria. La denuncia di Maria Rita D'Orsogna
di Guido Picchetti (da una mia nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=337880136223808

E' di ieri questo servizio di Maria Rita D'Orsogna pubblicato sul suo Blog. Una marea nera, formatasi a 120 Km dalla costa della Nigeria durante una operazione di travaso tra navi, ha formato una macchia di 900 Km2, ed è arrivata fino a una decina di miglia da riva... Pare si tratti del più grande incidente petrolifero degli ultimi 13 anni in Nigeria. E l'articolo di Maria Rita è un vero e proprio atto di accusa per dei fatti di cui siamo tutti, chi più chi meno, responsabili. Ma, quel che è peggio, sono fatti che purtroppo si tenta di nascondere, invece di prenderli seriamente in considerazione per la concreta possibilità che altri incidenti simili prima o poi capitino anche qui da noi, nel nostro Mediterraneo, e con conseguenze ben più gravi. In Italia infatti di quest'ultima marea nera, iniziata una quindicina di giorni fa al largo della Nigeria, non s'è saputo nulla. In verità sulla stampa nazionale si è parlato recentemente di disordini in quel Paese africano, ma senza fare alcun riferimento alle non poche situazioni di disagio ambientale estremo che, proprio a causa dello sfruttamento delle risorse petrolifere, ci sono in varie zone del territorio nigeriano. Non solo, ma si è anche evitato di riportare i fatti di cui riferisce Maria Rita, e che invece la stampa americana ha giustamente e prontamente pubblicato. Eppure nella nuova marea nera sono coinvolte società petrolifere ben note, come la Shell, l'Eni, e la Total. Ma qui da noi zitti. E siamo riusciti a far passare tutto sotto silenzio. Meglio parlare d'altro, gli argomenti per rattristarci non ci mancano certo... Ma il guaio è che vengono così frustrati anche gli sforzi di chi cerca di informare e di far capire agli altri i rischi crescenti che dall'attuale corsa all'oro nero possono derivare nel nostro piccolo e chiuso "Mare Nostrum". E sono rischi che oggi, possiamo ben dirlo, sono in grado di coinvolgere tutti i paesi mediterranei, ma che ciascuna nazione sembra faccia il possibile per nasconderli, non solo ai propri cittadini (mancando di informarli debitamente al riguardo), ma anche ai cittadini dei paesi limitrofi, per evitare reazioni sgradite...

Marea nera e FPSO di Nigeria di Maria Rita D'Orsogna
(To my friend Nnimmo Bassey director of Environmental Rights Action, Nigeria, with gratitude for all your work.)
http://dorsogna.blogspot.com/2011/12/marea-nera-e-fpso-di-nigeria.html

    TUESDAY, DECEMBER 27, 2011. Quello che la stampa italiana non dice: "Il campo con perdite in Nigeria era della Shell in partership con l'ENI". Lo dice invece la NPR, la radio pubblica USA, un giornalismo eccellente: "Shell operates the Bonga field in partnership with Italy's Eni SpA, Exxon Mobil Corp., France's Total SA and the state-run Nigerian National Petroleum Corp.".
    In altre parole, L'ENI è proprietaria del campo Bonga e dunque della sua marea nera al 12.5%. Ho cercato di vedere se il Corriere, la Repubblica, o qualcuno avesse il coraggio di dire questa piccola verità, cioè che Bonga è in parte dell'ENI, ma non l'ho trovata da nessuna parte. Non so quanto grandi fossero le responsabilità' dell'ENI in questo incidente, ma credo che sarebbe state giornalisticamente etico riportare che l'ENI è parte del consorzio che opera con la nave FPSO in Nigeria. E cosi ora è il turno di perdite petrolifere in Nigeria ad opera di quei santi della Royal Dutch Shell, con lo zampino più o meno grande come quello dell'ENI, della Exxon e della Total.
    Ad avere avuto problemi è il campo detto "Bonga" a 120 chilometri da riva, e più precisamente con una nave FPSO della Shell, una delle navi-centri oli che servono a desolforare il petrolio in mare e poi a stoccarlo prima di convogliarlo su petroliere. Queste FPSO hanno incorporato mini centrali di trattamento e fiammella che sputano H2S (idrogeno solforato, ndr) 24 ore su 24. Esattamente le stesse che volevano costruire a Rocca San Giovanni e che già operano al largo di Brindisi nel campo Aquila dell'ENI. A Rocca San Giovanni la volevano costruire a 9 chilometri da riva. La storia della Shell in Nigeria è lunga, complessa, e dolorosa e pluridecennale: basti solo dire che in 50 anni sono stati corresponsabili della morte di Ken Saro Wiwa, attivista pacifico, che hanno promesso di fermare il gas-flaring nel 1998, ma che ancora adesso continuano a farlo, e che corrompono i politici nigeriani a piacimento.
    Adesso arrivano le perdite dalle FPSO e le scuse della Shell. Il 20 dicembre circa, secondo la Shell, la FPSO stava trasferendo greggio ad una petroliera e ci sono stati dei riversamenti in mare che hanno causato il più grande incidente petrolifero degli scorsi 13 anni in Nigeria. La Shell ha riportato che sono stati persi fra 40.000 e 60.000 barili di petrolio, circa 1.7 o 2.4 milioni di galloni di petrolio - 6 o 9 milioni di litri. Hanno anche usato dispersanti chimici, e hanno detto che è stata tutta colpa di una piccola fessura in una conduttura sottomarina, segno di quanto complesse siano queste operazioni. Quello che non dicono è che non si sono accorti di niente: nè della fessura, nè delle perdite, finchè la macchia non è diventata grande a sufficienza - e con una portata di 6 milioni di litri! Oggi 27 Dicembre dicono che è tutto a posto e che il petrolio - che inizialmente copriva un area di 900 chilometri quadrati - si è magicamente disperso grazie all'uso di 5 navi, e che il petrolio non è arrivato a riva, ma "solo" a 11 miglia.
    Ma la vera domanda è: perchè la Shell, l'ENI, la Exxon Mobil, la Total, e il governo nigeriano se ne sono accorti così tardi? Come hanno potuto lasciare che milioni e milioni di litri di petrolio finissero in mare prima di fare qualcosa? La Shell sta cercando di coprire qualcosa? E quante altre perdite "minori" ci sono, di cui nessuno sa niente? La Shell dichiara: "non siamo i soli da inquinare". Mal comune mezzo gaudio allora - come i bambini. L'ENI non dice niente. Dicono pure che puliranno tutto, pure un altra perdita poco distante dal loro campo Bonga. Evviva allora. Tutto a posto, fino al prossimo scoppio, fino alla prossima perdita.

#
A Guido Pietroluongo, e a Filippo Harley Foti piace questo elemento.
---------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 27/12/11

Petrolio, tra miti e falsità. Convegno-dibattito con Maria Rita D'Orsogna a Matera
di Guido Picchetti (dalla pagina su FB del Movimento Cinque Stelle Basilicata)
http://www.facebook.com/basilicata5stelle


Questa la locandina del convegno /dibattito che, promosso dal"Movimento Cinque Stelle Basilicata" e dalla "OLA - Organizzazione Lucana Ambientalista", Maria RIta D'Orsogna, dopo Pantelleria, terrà a Matera, Domenica 8 Gennaio 2012. L'appuntamento è per le ore 17,30 presso la "Sala Conferenze Mediatica Provinciale" della cittadina lucana. Molto significativo il titolo dell'incontro: "Petrolio tra miti e falsità". Il link alla locandina:
http://www.facebook.com/....44889.169347863125476&type=1&theater
#
A Giò Nastasi, Gianluca Cecere, Cinque Stelle Basilicata, Francesco D'Alessandro, La Rossa Berbera, Andrea Spartaco, e Guido Picchetti piace quest'elemento.

--------------------

Petrolio in Adriatico: danni e pericoli. Incontro con la professoressa Maria Rita D’Orsogna, docente italo-americana, laureata in fisica, insegna matematica applicata alla California State University a Northridge, Los Angeles, esperta di sostenibilità ambientale.
di Gianni Avvantaggiato
http://www.ambienteambienti.com/...petrolio-in-adriatico-2256.html


Agosto 18th, 2010. L’eco dell’arrivo di una piattaforma petrolifera nel mare tra Polignano e Monopoli, a sud di Bari, ha superato i confini della Puglia ed ha raggiunto scienziati ed esperti del settore, che hanno voluto dire la loro. E’ il caso della professoressa italo-americana Maria Rita D’Orsogna, docente alla California State University a Northridge, Los Angeles, che giorni fa è intervenuta all’affollato incontro “Petrolio in Adriatico – Danni e pericoli” organizzato dal Centro turistico Giovanile Egnatia. A casa dei suoi genitori a Lanciano in Abruzzo per le vacanze di Natale, la prof.ssa D’Orsogna, che nell’università statunitense insegna matematica applicata, è stata raggiunta su internet dall’eco dell’arrivo di una piattaforma petrolifera al largo tra Polignano a Mare e Monopoli. Ha così deciso di dare il suo contributo sulle conseguenze irreversibili del pompaggio di greggio dal fondo dell’Adriatico sulla salute, sull’ambiente e sull’economia della Puglia in particolare, intervenendo alla riunione decisa dal comitato “No petrolio sì energie rinnovabili”, per informare i cittadini dei comuni rivieraschi. «Sapevo di progetti di trivellare la dorsale adriatica perché è tutto scritto sui siti ministeriali – ci dice la professoressa D’Orsogna – da Venezia fino a Lecce, dalla Sardegna alla Sicilia, incluse zone uniche al mondo come Venezia, le isole Tremiti, Pantelleria. Un giorno mi sono imbattuta in una pagina facebook, dove si parlava della piattaforma di Monopoli. Ho scritto, ci siamo organizzati e ho proposto di venire a illustrare la problematica. Ho raccolto e diffuso tanto materiale per l’Abruzzo e mi sembrava utile diffondere la conoscenza anche in Puglia. Mi fa sempre molta rabbia che i cittadini siano gli ultimi a sapere di interventi più o meno funesti sui propri territori e che la classe politica spesso prenda in esame questi temi con molta leggerezza e in ritardo». Maria Rita D’Orsogna fa anche parte di un consorzio interdisciplinare di docenti, per promuovere la sostenibilità ambientale. «Oltre che in Abruzzo e a Monopoli – continua la D’Orsogna -, sono anche stata a parlare, di persona o tramite videoconferenza, in Brianza, a Chioggia, in Basilicata, a Genova, dove hanno problemi simili. In fin dei conti, l’Italia è una sola e sta a noi italiani difenderla al meglio delle nostre possibilità». "Professoressa, entriamo subito nel tema dell’incontro: quali sono i danni ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post

L'articolo-intervista di Gianni Avvantaggiato su un incontro con Maria Rita D'Orsogna, pubblicato su" Ambienti & Ambienti", risale ad oltre un anno fa. Ma lo riprendo qui con piacere in quanto aiuta a conoscere meglio il personaggio che stiamo per ospitare qui a Pantelleria nei prossimi giorni. E aiuta anche a capire meglio i temi che tratterà quando incontrerà le comunità pantesche in tre circoli dell'isola (l'"Agricolo" di Scauri, il "Kohoutek" di Kamma, e lo "Sporting Club" di Pantelleria centro), per informarle delle minacce concrete che, a seguito delle trivellazioni petrolifere off-shore sempre più numerose, incombono sui nostri mari, da quello di Pantelleria e dello Stretto di Sicilia, all'Adriatico e all'intero Mediterraneo. Orari degli incontri: Lunedi 2 Gennaio alle 20,30 a Scauri, Martedi 3 Gennaio alle 17,30 a Kamma, e Mercoledi 4 Gennaio, sempre alle 17,30, a Pantelleria centro.
#
A Giò Nastasi, Maurizio Acerbo, Lia Giancristofaro, Giacomo Collevecchio, Daniele Consolo e Alessandro Brignone piace questo elemento.
--------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 26/12/11

Fukushima Daiichi Giappone, emergono colpevoli inadempienze della Tepco nel terremoto e nel conseguente tsunami di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59470310#lastpost


La risposta delle autorità alla crisi nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi scatenata dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo in Giappone è stata caotica e piena di errori. È quanto emerge da un rapporto in cui vengono presentati i risultati dell'indagine del governo di Tokyo, che sarà completata entro la metà del 2012. Dal documento risulta che dipendenti di Tokyo Electric Power Co (Tepco), gestore della centrale, non erano preparati a gestire le emergenze e affrontare i problemi scatenati dallo tsunami, come la mancanza di energia elettrica. Nella centrale mancava un manuale da seguire in casi del genere e gli operai non erano riusciti a comunicare, non solo con le autorità, ma anche tra di loro. Gli addetti della società avevano valutato erroneamente che il sistema di raffreddamento di emergenza funzionasse, nonostante alcuni segnali di avvertimento. Nel rapporto si ammette tuttavia che anche se il sistema avesse funzionato correttamente, i danni provocati dallo tsunami avrebbero probabilmente portato comunque a una fusione. Una migliore risposta avrebbe potuto in ogni caso ridurre i danni al nucleo, nonché le fuoriuscite di radiazioni ed esplosioni di idrogeno che si sono verificate in due reattori. Il rapporto di 507 pagine è basato sugli interrogatori di oltre 400 persone, tra cui dipendenti dell'impianto di Fukushima e funzionari del governo. Secondo quanto scritto, le autorità avevano sottovalutato il rischio di tsunami pensando che l'altezza delle onde non avrebbe superato 6 metri. Nel rapporto ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Andiamo bene... I dipendenti della Tokyo Electric Power Co (Tepco), titolare della centrale, non erano preparati a gestire le emergenze. E non solo quelle di uno tsunami, ma neppure quelle più banali determinate dalla mancanza di energia elettrica. Nella centrale mancava addirittura un manuale da seguire in casi del genere. Vedi cosa vuol dire essere troppo bene abituati ? Qui a Pantelleria invece siamo avezzi a continui balzi di tensione, a fulmini e saette, a black-out improvvisi e ripetuti... E forse uno tsunami farebbe meno danni... Ma sarà poi vero ?
#
Post di Andrea Gabriele

Non potevano farci niente; il sistema di raffreddamento di emergenza primario è saltato a causa della mancanza di energia elettrica, e il secondario (pompe a diesel) è saltato perchè l'edificio che le conteneva è stato allagato dallo tsunami. La diga che avrebbe dovuto contenere lo tsunami, infatti, era alta appena sei metri (ed è stata investita da onde di dodici metri). E' bene ricordare che tutto ciò non sarebbe potuto succedere in un reattore moderno perchè presenta due ulteriori sistemi di raffreddamento, per altro di tipo passivo.
#
A Mauro Brusà e Filippo Harley Foti piace questo elemento.

-----------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 25/12/11

Cercare petrolio uccide i capodogli?
di Pietro Dommarco
http://www.pietrodommarco.it/index.php/air-gun/


16/09/2011 - Il mare italiano è sotto attacco petrolifero. Infatti, secondo gli ultimi dati ufficiali aggiornati al 31 luglio 2011 – reperibili sul portale Unmig (Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse) del ministero dello Sviluppo economico – sono 66 le concessioni di coltivazione idrocarburi vigenti, alle quali se ne potrebbero aggiungere altre 11. Tante quante il numero delle ultime istanze di concessione in fase di valutazione. Uno scenario favorito dalle bassissime royalties imposte alle compagnie petrolifere, da versare a favore di Stato e Regioni. Infatti, le compensazioni ambientali per le estrazioni off-shore sono pari al 4% per la risorsa greggio e al 7% per la risorsa gas. Una miseria, se si pensa che in Norvegia l’imposta estrattiva arriva fino al 50% dei ricavati. In poche parole, in Italia, grazie a regimi fiscali convenienti e a norme molto permissive – come il decreto di riforma del Codice ambientale voluto nel mese di giugno 2010 dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al fine di sancire come le attività di “ricerca ed estrazione del petrolio saranno vietate per una fascia di mare di cinque miglia lungo la costa” – trivellare è più facile che altrove. Nelle ultime settimane sono oltre 30 mila i chilometri quadrati, lungo tutto l’Adriatico da Rimini a Santa Maria di Leuca, ad essere minacciati. Cinque le regioni coinvolte, dall’Emilia Romagna alle Marche, dall’Abruzzo al Molise e alla Puglia. A far paura, ironia della sorte, è la Spectrum Geo LTD, una società inglese a responsabilità limitata, che – fiutando l’affare su due concessioni in giacenza (d1 BP SP e D1 FP SP, ndr) – ha richiesto il parere positivo del ministero dell’Ambiente per poter eseguire ispezioni sismiche finalizzate alle ricerche petrolifere. La tecnica utilizzata per questi sondaggi – denunciano WWF, Emergenza Ambiente Abruzzo e Italia Anti Whaling Events – è quella dell’air-gun, basata su continue esplosioni di aria compressa, sui fondali marini, ogni 5-10 minuti, che mandano onde riflesse da cui elaborare dati sulla composizione del sottosuolo. “Questi spari – come sostiene Maria Rita D’Orsogna, professore associato presso il Dipartimento di Matematica della California State University di Northridge – sono dannosi per i pesci perché possibile causa di lesioni e perdita dell’udito. Una cosa gravissima in quanto alcune specie si servono dell’udito per orientarsi o per trovare cibo. Il pericolo è quello dello spiaggiamento”. L’air-gun tra le possibili cause dello spiaggiamento di sette capodogli avvenuto a Peschici nel dicembre del 2009? Ipotesi da questo fronte arrivano da uno studio, pubblicato su ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post
L'articolo di Pietro Dommarco non è proprio di ieri, ma risale al 16 Settembre scorso, ed è stato pubblicato sull'edizione web del mensile "Altreconomia". Mi era sfuggito, ma lo riprendo ben volentieri tra gli "Echi di Stampa" odierni per il punto della situazione che, in tema di trivellazioni petrolifere intorno alle coste italiane fa, e che oggi, a quasi tre mesi di distanza, è ulteriormente peggiorata, arrivando ad interessare anche la costa occidentale della Liguria e persino la Costa Azzura, dove si annunciano trivellazioni a 30 km di distanza dalla linea di riva, contro i 100 km vigenti come distanza minima dalle coste per le operazioni petrolifere off-shore negli Usa ...
Ed è tutto dire...
------------------------

No: x il Mare di Pantelleria, x lo Stretto di Messina, x il Mediterraneo
http://allevents.in/Italy/...X-LO-STRETTO-DI-MESSINA-X-IL-MEDITERRANEO/174699102625966

Mon Jan 02 2012 at 08:30 pm - Venue: Pantelleria. Maria Rita D'Orsogna incontra la comunità isolana di Pantelleria per informarla sui rischi connessi alle attività petrolifere off-shore già previste intorno all'isola e nel suo mare, ma anche nello Stretto di Sicilia e nell'intero Mediterraneo. L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune di Pantelleria", ed è promossa dalla "Lega Navale - Sezione di Pantelleria"; con l’adesione dell’ "Associazione Nazionale Pro Natura” e del “Comitato Parchi Italia". Collaborano i circoli “Agricolo” di Scauri, “Kohoutek” di Kamma, e “Sporting Club” di Pantelleria centro; ed i notiziari in rete "Pantelleria Isola Futura", "Profumo di Mare", "Pantelleria News Internet Com", e "Sicilia on Line". Maria Rita, in occasione del suo prossimo viaggio in Italia, ha scelto di iniziare proprio da Pantelleria il suo giro di conferenze in programma in varie località del nostro Paese sul tema della tutela ambientale e dei pericoli che minacciano da più parti il nostro futuro. Gli incontri avranno il seguente calendario:

LUNEDI' 2 GENNAIO 2012 - 20:30 - Circolo Agricolo - Scauri
MARTEDI' 3 GENNAIO 2012 - 17.30 - Circolo Kohoutek - Tracino
MERCOLEDI' 4 GENNAIO 2012 - 17.30 - Circolo Sporting Club - Pantelleria Centro

Courtesy info and promo: Guido Picchetti
#
Commento del sottoscritto a margine del post
A parte l'errore di denominazione dello Stretto, che è quello "di Sicilia" e non "di Messina", il resto del comunicato di "All Events in Italy" è esatto, e ringrazio quel sito web per la diffusione della notizia...
#
A Folgore SalvaGuardia Ambientale e Renato Ghittoni piace questo elemento.
------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 24/12/11

Mare agitato, morto il delfino spiaggiato. Ha combattuto contro le onde del Canalone. a non ce l’ha fatta nonostante i soccorsi
di Valentina Marzo
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/.../...-delfino-spiaggiato-1902637735483.shtml

23 dicembre 2011, BARI - Ha combattuto contro le onde. Ha rischiato più volte di finire sulla spiaggia. Guardia costiera e vigili del fuoco hanno sfidato il mare in tempesta pur di salvarlo. Ma quando l’hanno raggiunto per riportarlo al largo, era già morto. E’ stata un’amara scoperta per i sommozzatori vedere morire sotto i propri occhi un bellissimo delfino femmina. L’esemplare, una femmina di stenella della lunghezza di circa 2,5 metri, è stato recuperato nelle acque del canalone, a pochi metri dal lido Il Trampolino, nel quartiere San Girolamo. L’ultima volta era stato avvistato più di un mese fa l’8 novembre nelle acque del porto. Le sue evoluzioni destarono la curiosità ... [segue]
#
I fotogrammi dei soccorsi (fonte:Arcieri)
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/...i-fotogrammi-soccorsi-1902636621563.shtml#1

#
Commento del sottoscritto a margine del post
Dell'articolo di Valentina di Marzo riporto e metto in evidenza l'ultima frase: "Nel corso di quest’anno sono stati oltre 50 i delfini spiaggiati sulle coste della Puglia. Altri esemplari sono stati rinvenuti, in avanzato stato di decomposizione sulla costa di Trani, Bisceglie, Molfetta, Santo Spirito, Mola di Bari, Brindisi Porto Cesareo e Torre Colimena". E le cause ? E' un tabù chiedersi il perchè, avanzare ipotesi, chiedere parere ai vari "esperti"? Esperti sempre pronti ad intervenire se si tratta di andare in TV, ma restii ad esporsi quando si tratta di andar controcorrente... E in questo momento di attacco generale al Mediterraneo, la "corrente" si sa bene da che parte tira...
-------------------------

Petrolio: grandi disastri ecologici in mare
Caricato da FOLGORETRANI in data 23/dic/2011
http://www.youtube.com/watch?v=h4L-KXTidYI&feature=youtu.be


L'uomo è costantemente impegnato nella ricerca di nuove fonti energetiche e una di questa, IL PETROLIO, è un'altra grande minaccia
dell'ecosistema dei nostri mari . . . Dal programma "e se domani" del 23 dicembre 2011.
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Se tanto mi dà "tanto", e il massimo che la scienza può fare è il "pesce automa" in grado di misurare in incognito il grado di inquinamento delle acque sui fondali stiamo proprio a posto !!! Ma la cosiddetta "scienza" non potrebbe pure impegnarsi almeno in parte a pretendere dai politici il rispetto di quelle convenzioni internazionali che gli stessi politici hanno da tempo stabilito per proteggere quegli ambienti naturali in cui la stessa scienza opera, e di cui più di altri ha conoscenza dei pericoli incombenti, come il Mare appunto ?
-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 22/12/11

Incontro con Maria Rita D'Orsogna: i rischi delle attività petrolifere off-shore. Dal 02/01/2012 al 04/01/2012
dalle News del sito web
http://www.viverepantelleria.it/...-i-rischi-delle-attivita-petrolifere-off-shore.html


Docente di fisica presso il Dipartimento di Matematica della "California State University at Northridge", a Los Angeles, Maria Rita D'Orsogna, abruzzese di nascita, è da tempo impegnata in battaglie civili per la tutela ambientale della sua terra natale e non solo. E' di qualche giorno fa la notizia del prestigioso riconoscimento di "Ambasciatore della Natura" per l'anno 2012, che verrà assegnato alla prof.essa D'Orsogna, per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo. Pantelleria ospiterà Maria Rita D'Orsogna nel 1° importante incontro nazionale (sarà poi impegnata nelle città di Lecce, Matera, Foggia e Pescara) per discutere ed informare circa i rischi connessi alle attività petrolifere off-shore che stanno interessando Pantelleria, il Canale di Sicilia e l'intero Mediterraneo. L'incontro, declinato in tre appuntamenti, seguirà il presente programma: 2 Gennaio 2012 presso il Circolo "Agricolo" - c/da Scauri; 3 Gennaio 2012 presso il Circolo "Kohoutek" - c/da Kamma; 4 Gennaio 2012 presso il Circolo “Sporting Club” - Pantelleria centro. L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune di Pantelleria", è promossa dalla "Lega Navale - Sezione di Pantelleria", vi aderiscono l’ "Associazione Nazionale Pro Natura” del “Comitato Parchi Italia" e l'Associazione Apnea Pantelleria, attraverso il progetto "Un Punto Nel Mare". Collaborano, oltre ai circoli sede degli incontri previsti, i quotidiani/blog on.line "Pantelleria Internet", "Profumo di Mare", "Pantelleria Isola Futura" e "Sicilia on Line".
Approfondimenti: - Chi è Maria Rita D'Orsogna - Scarica la locandina dell'evento
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Ringrazio "Vivere Pantelleria" per la divulgazione della notizia sui prossimi incontri di Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria, ma con l'occasione invito i miei amici a dare anche un'occhiata questo bel sito web che molto bene presenta l'isola, le sue caratteristiche, e altro ancora...
#
A Giò Nastasi e Filippo Harley Foti piace questo elemento.
-------------------------

Esplosione nell'impianto Isab: popolazione invitata a non uscire da casa. Incidente in un impianto Erg in Sicilia. I giornali tacciono ma si temono conseguenze per la salute
www.cadoinpiedi.it

E' accaduto ieri a Catania, ma è finito nell'oblio del silenzio. Nessun giornale ha riportato la notizia, eppure nella mattinata una forte esplosione, con conseguente fuoriuscita di fumo, è avvenuta nell'impianto Isab di Priolo (Siracusa). L'impianto in questione è una centrale dove come combustibile viene utilizzato il Tar, uno scarto del petrolio molto pericoloso. Come riporta il sito Gertahumanreports la perdita di combustibile ha provocato l'esplosione e, per prevenzione, "il comune di Priolo ha avvertito la cittadinanza di non abbandonare uffici pubblici e restare in casa: la nube imponente che si è sprigionata rende l'aria irrespirabile e si temono conseguenze sulla salute". L'impianto in questione pare sia riconducibile alla Erg.
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Siamo alle solite... Tutto sotto silenzio... Segnalatomi da Giò Nastasi che ringrazio...
#
Post di Filippo Harley Foti

Prodotto che deriva dal petrolio cosiddetto sporco, ricavato dalle sabbie bituminose, tanto criticato negli Stati Uniti, e di cui mi sono occupato quì.. Povero pianeta blu! E attenzione che in Canada ci sono stati casi di cancro... Per coloro che vogliono approfondire l'argomento: "Oilsands "petrolio sporco": nessuno ne scrive, nessuno sa nulla!"
#
A Mauro Brusà, Giò Nastasi e Filippo Harley Foti piace questo elemento.
-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 21/12/11

A Maria Rita D'Orsogna il prestigioso riconoscimento "Ambasciatore della Natura"
http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=2697

Il prestigioso riconoscimento “Ambasciatore della Natura” è stato assegnato per il prossimo anno 2012 a tre personaggi distintisi per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo: Maria Rita D’Orsogna, insigne studiosa italo-americana di fisica, docente in California ma attivissima nel combattere l’invadenza delle trivellazioni petrolifere in Italia e nei mari circostanti; Sergio Rozzi, sportivo e attivista marsicano, apprezzato specialista dei parchi nazionali e tenace promotore della cooperazione internazionale tra Italia e Perù e della salvaguardia delle Ande; Tommaso Ferraro, sportivo siciliano detentore del primato di immersione subacquea per non vedenti e protagonista di molte altre imprese, impegnato nella cooperazione con l’America Latina. Nel precedente anno 2011 il riconoscimento era stato assegnato a Tom Perry, il celebre “alpinista scalzo” veneto ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Segnalatomi da Adriano Bellintani che ringrazio...
#
A Rossana Mangifesta, Gianfranco Rossetto e Giò Nastasi piace questo elemento.
-------------------------

Un omaggio per Maria Rita D'Orsogna
da Adriano Bellintani
http://www.facebook.com/....2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


In data 21/12/11 ricevo via e-mail da Adriano Bellintani il messaggio che segue destinato a Maria Rita D'Orsogna, e, dopo averlo postato su FB, lo riporto ben volentieri in questi "Echi di Stampa" (gp):

"Cara Maria Rita, congratulazioni, un premio SUPERmeritato. Un abbraccio, Adriano Bellintani.
ps1 - c'è un post anche sul sito di Don Giorgio: http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=2697

ps2 - allego una piccola poesia che avevo inserito nel PPS dedicato a Maria Rita in occasione del Premio Maiella del 22.5.2011"
(riportata nell'immagine qui a lato, ndr).

Notizia simile su "Profumo di Mare ForimFree IT" del 22/12/11
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59426749#lastpost

#

Post di Filippo Harley Foti a margine della notizia

Lo staff di profumodimare.forumfree sarà presente a Pantelleria per rendere omaggio a questa donna straordinaria!

-------------------------

"Eni..... sulu problemi"
postata da Folgore SalvaGuardia Ambientale
http://www.youtube.com/watch?v=6k5D3rK-z9c


Dalla Calabria con furore, giunge questa bella canzone dedicata all'ENI, intitolata "Eni..... sulu problemi". E' un video musicale del cantautore calabrese Vittorio Rocca, caricato da cantautorekr in data 17/set/2011 su YouTube. Dice Vittorio Rocca: "Il mio contributo in musica contro quest'accanimento nel nostro mare di piattaforme dell'ENI... Avete preso e continuate a prendere... E' ora che diate !!! "
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Un grazie a Folgore SalvaGuardia Amebientale per aver postato sulla mia Bacheca di FB questa bella clip musicale certamente in tema con gli argomenti trattati in questo spazio. Bravo il cantautore, bella la musica, e bello anche il testo in dialetto originale... E un po' di sana allegria non guasta anche trattando di temi tutt'altro che allegri...
-------------------------

“L’isola che non voglio oggi – L’isola che vorrei domani”: un concorso per gli studenti di Pantelleria
(da un comunicato stampa di "Apnea Pantelleria")
http://www.facebook.com/...2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


L’Associazione Apnea Pantelleria ha promosso per gli studenti delle scuole di Pantelleria un concorso “L’isola che non voglio oggi – L’isola che vorrei domani”. L’intento è quello di coinvolgere gli studenti ad immaginare la nostra isola in un futuro prossimo quando essi stessi saranno chiamati a gestirla e stimolare l’attenzione alle criticità attuali dal punto di vista sociale e ambientale. "Il lavoro – dice il presidente dell'associazione Alberto Zaccagni - dovrà servire agli studenti per sviluppare una mentalità propositiva ed al contempo essere uno stimolo alla critica aperta e responsabile di ciò che danneggia oggi la comunità, primo passo per aprire gli occhi sul concetto di 'bene comune' quale possibile soluzione all’inesorabile dissolvimento progressivo della vita sociale e di relazione”. I presidi delle scuole dell’isola, il dott Sergio Minoli ed il dott. Francesco Pavia, hanno accolto con entusiasmo la proposta coinvolgendo il corpo docente in quest’ulteriore impegno volto alla formazione di un futuro sociale consapevole. Una pre-selezione dei lavori sarà eseguita presso gli istituti scolastici da un’apposita commissione. La premiazione ufficiale, si svolgerà nella giornata conclusiva del convegno che l’ Associazione Apnea Pantelleria sta organizzando per il prossimo giugno 2012 sul tema della sostenibilità e del risparmio energetico. I relatori partecipanti sceglieranno il vincitore per ogni grado scolastico, consegnando loro in premio delle borse di studio messe in palio dall’associazione, di comune accordo con gli enti scolastici. “Gli elaborati – conclude il presidente di Apnea Pantelleria - potranno essere componimenti e lavori di scrittura, disegno, fotografia, video o qualsiasi forma espressiva artistica e comunicativa che non limiti la fantasia dei partecipanti, ci auguriamo che siano un banco di valutazione e considerazione da parte.
-------------------------

Un viaggio di vacanza ? Grazie Maria Rita...
di Guido Picchetti (da una foto su FB)
http://www.facebook.com/....2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


La locandina degli appuntamenti di Maria Rita D'Orsogna in occasione del suo prossimo viaggio in Italia. Tutt'altro che un viaggio di vacanza... Inizia con Pantelleria e finisce a Pescara, la città dove è nata e dove vivono i suoi genitori, facendo tappa a Muro Leccese, a Matera e a Foggia, ma non solo.... Grazie Maria Rita per questo tuo impegno... (la locandina è di Fabrizia Arduini)

Conferenze, Dibattiti, Incontri con Maria Rita D'Orsogna
- 2 Gennaio 2012, Circolo Agricolo,Scauri Pantelleria, ore 20,30
- 3 Gennaio 2012, Circolo Kohoutek, Kamma Pantelleria, ore 17,30
- 4 Gennaio 2012, Sporting Club, Pantelleria, ore 17,30
- 7 Gennaio 2012, Palazzo del Principe, Piazza del Popolo, Muro Leccese, ore 19,00
- 8 Gennaio 2012, Biblioteca Provinciale "Tommaso Stigliani", Palazzo dei Cavalieri di Malta,
  Piazza Vittorio Veneto, Matera, ore 17,30
- 11 Gennaio 2012, Auditorium Biblioteca Provinciale di Foggia, , Foggia, ore 17,00
- 14 Gennaio 2012, Aurum, Via D0Avalos, Pescara, ore 17,00

#
Post di Amy Burke
Organizzati già. Grazie del ricordo. Che onore averla qui !
#
A Pantel Voice e Rosalia Silvia piace questo elemento.

-------------------------

"Il sale sulla coda" di Dacia Maraini. Il tratto di costa che diventa cantiere
di Guido Picchetti (da una nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=333052330039922

Eureka !!! Finalmente arriva sulla stampa nazionale di peso una notizia che riguarda l'assalto in atto da parte delle compagnie petrolifere al territorio italiano, terrestre o marino che sia, Il Corriere della Sera di ieri riporta un pezzo, firmato nientemeno che da Dacia Maraini, sulla battaglia che si sta conducendo in Abruzzo sulla richiesta della Medoilga SpA di trivellare vicino a Roseto degli Abruzzi e alla Riserva del Borsacchio. In verità l'articolo è in un colonnino a pag. 45 del quotidiano, e a me ieri ad una prima lettura del giornale era totalmente sfuggito... E come a me, chissà a quanti... Ed è un vero peccato. Ben altro risalto meriterebbe. E andrebbe letto con attenzione, in quanto non è la solita banale notizia che dice e non dice, ma mette il luce con chiarezza e precisione il comportato falso e fraudolento delle compagnie petrolifere nelle loro richieste di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che non tengono in alcun conto le situazioni reali dei territori in cui le compagnie si propongono di operare e ignorano a bella posta ogni eventuale vincolo di tutela preesistente, contando forse sulla probabile connivenza di chi dovrebbe esaminare le loro richieste e rilasciare le dovute autorizzazioni, ma fidando soprattutto nell'indifferenza e nell'ignoranza di quanti, presi dai mille problemi della vita quotidiana, non fanno opposizione alle loro richieste, come pure avrebbero diritto di fare ai sensi di legge, e certamente farebbero se debitamente informati sui fatti... Ecco l'articolo in questione:

"Il sale sulla coda" di Dacia Maraini. Il tratto di costa che diventa cantiere
(dal "Corriere della Sera" del 20/12/2011)

    Trasformare uno straordinario pezzo di costa adriatica in un cantiere, per la ricerca di idrocahttp://www.facebook.com/photo.php?fbid=2696697610996&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater.php?fbid=2696697610996&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theaterte una riserva naturale (il Borsacchio) famosa per le sue bellezze, la sua fauna? Nel 2006 la Medoilgas Italia S.p.A ha chiesto alla Regione Abruzzo di potere scavare in profondità, nei territori della città di Pinete e di Roseto. I cittadini più sensibili si sono subito mobilizzati. E della ricerca non si è saputo più nulla. Sembrava morta. Ma non lo era, visto che oggi, alla fine del 20011, la Regione Abruzzo chiede ai suoi cittadini — a dire il vero con molta civiltà — di dare il proprio parere sulle escavazioni. La Regione domanda agli abruzzesi se, a parer loro, il progetto di ricerca sul territorio presentato dalla Medoilgas debba essere sottoposto a VIA (valutazione di impatto ambientale) oppure no. Le osservazioni degli interessati devono pervenire in Regione entro il prossimo 26 dicembre.
    Finalmente, si dirà, le amministrazioni consultano chi lavora e cura gli interessi di un territorio, senza imporre le cose dall'alto. Ma c'è un ma. Nella richiesta della Medoilgas è scritto che nella zona da loro presa in esame non ci sono aree protette e che comunque le loro ricerche riguarderanno solo il gas. Ma ciò non corrisponde a verità, come dichiarano i cittadini più avvertiti. E questo la Regione dovrebbe metterlo in chiaro. La zona dove si vuole scavare comprometterebbe una gran parte della riserva naturale del Borsacchio. Inoltre la ricerca prevede anche le trivellazioni in mare per il petrolio, trivellazioni che sappiamo quanto siano laboriose, costose e devastanti.
    Eppure la legge regionale n. 6 del 2005 che ha istituito la Riserva, stabilisce categoricamente dei divieti: «È proibito alterare le caratteristiche naturali del luogo», «Proibita l'apertura di nuove strade, la costruzione di nuovi edifici, la costruzione di nuove cave, di miniere e di discariche», «Proibita l'alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, ed in genere l'immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell'ambiente acquatico» e persino «l'installazione dì cartelli pubblicitarì». Possibile che a ogni legge che tende a proteggere il territorio, nel nostro Paese, si oppongano immediatamente limiti e deroghe, tanto da renderla nulla?
    Incredibile: il rapporto ambientale contenuto nell'istanza di permesso di ricerca non prende minimamente in considerazione la presenza dell'area naturale protetta del Borsacchio, creata nel 2005 proprio per rimediare alla cementificazione delle coste adriatiche, e per preservare uno dei pochi tratti di litorale abruzzese non completamente cementificato.
    Possibile non rendersi conto che nuove devastazioni del territorio e delle coste non potranno che portare, per conseguenza, inondazioni periodiche, frane, slavine, smottamenti, come quelli che in questi giorni stanno distruggendo tante parti della nostra costa? Possibile essere così ciechi di fronte agli interessi vitali del territorio e dell'ambiente?
#
A Rosalia Silvia piace questo elemento.

-------------------------

      
    - Dall'11 al 20 Dicembre 2011

 

    

Dalla mia Bacheca su FB del 20/12/11

"Il Mare d'Abruzzo"
un video realizzato dalla Classe II BS dell'Istituto Statale "C. De Titta" di Lanciano
http://www.youtube.com/watch?v=Xsyc2_mgyTw&feature=share&noredirect=1
 

A complain of the students of Cesare de Titta (Lanciano) against the oil refinery in Ortona.
(Caricato da iesarroyohondo in data 29/apr/2009)
#
Post del sottoscritto margine del video su FB

Se i ragazzi di Lanciano han fatto questo video, è perchè, informati dai loro insegnanti, erano convinti di cosa minaccia il loro futuro, e non certo perchè qualcuno li aveva comprati.... Che il video sia più o meno riuscito (ma a me piace... bravi ragazzi !!!), conta poi poco o nulla ... L'importante è il messaggio che han voluto trasmettere... E oggi, due anni dopo la sua realizzazione e pubblicazione su YouTube, possiamo dire che hanno avuto ragione loro, essendo stato il progetto del Centro Oli di Ortona, mi pare, definitivamente respinto... Che serva da esempio a ciascuno di noi ... Ringrazio Nunzio di Lauro per avermi segnalato il video.
#
Post di Rossana Mangifesta
Una delle tante iniziative per la nostra battaglia... Mi emoziona rivederlo...
#
Post di Maria Rita D'Orsogna ‎
Katia Babù Annecchini
#
Post di Katia Babù Annecchini
Luciana De Filippis Miria Romero
#
A Katia Babù Annecchini, Vincenzo Coppola, Giò Nastasi, Rossana Mangifesta, e Roberto Frigerio piace quest'elemento.

#
Commenti su YouTube a margine del video
Post di Cla90Sim (1 anno fa)

Ai ragà fate paura!!!! Facciamo vedere a tutti che ci siamooooooooo. Non avrete MAI la nostra terra
#
Post di Aleeeee4e (1 anno fa)

Stupendo!!!!
#
Post di lifeinabruzzo (1 anno fa)

Brilliant! Let's hope people listen
#
Post di MonicaCruz91 (2 anni fa)

Guagliò... è fatto proprio bene!!! BRAVIIIIIIIIIIIIIIIII :-)
#
Post di Roobert33 (2 anni fa)

Si... ma cosa si può fare concretamente per mettere bastoni tra le ruote a questa disgraziata idea???
#
Post di didicorce (2 anni fa)

Bravissimi, Ragazzi di Ortona, prendete esempio...
-------------------------

Mare nostrum: le trivelle anche nella costa ligure provenzale!
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59388546#lastpost

E, tanto per "continuare"..., la costa ligure provenzale minacciata da petrolio offshore. Forse non tutti sono a conoscenza che il Mediterraneo è tra i mari più inquinati del mondo! Da diversi anni, la compagnia petrolifera britannica Melrose Resources ha messo gli occhi sul gas e petrolio dal mare nostrum. Nel 2005 ha recuperato la licenza esclusiva per la ricerca di petrolio o gas concesso tre anni prima alla società TGS-NOPEC. E' stata prorogata per cinque anni e copre un'area di 12.500 km2 al largo della costa della Provenza, non lontano dal santuario Pelagos dove regna una biodiversità di eccezionale bellezza e varietà, in particolare con quattro specie di tartarughe marine, balene, delfini e orche. Ora è associata alla società texana Noble Energy, con la quale ha concluso un accordo di partnership all'inizio di quest'anno, che aveva ottenuto la prima licenza nel Golfo del Messico dopo l'incidente al piatto piattaforma Deepwater Horizon, che deterrà il 72,5% di interesse se il permesso viene rilasciato. La società ha presentato una domanda nel luglio 2010 per ottenere una nuova concessione di cinque anni. Assicurando che "tutti gli elementi necessari per un sistema di petrolio attivo sono potenzialmente presenti," ed indicando che l'esplorazione è ben posizionata a 30 chilometri dalla costa con un potenziale di foratura nel caso in cui le sue ricerche avrebbe rivelato " un impianto di trivellazione tecnicamente e commercialmente valido ", ad un costo di circa 35 milioni di dollari (circa € 27.000.000). I responsabili ministri dell'Industria ed Ecologia Eric Besson e Nathalie Kosciusko-Morizet non hanno ancora deciso ufficialmente. I gruppi ambientalisti, non nascondono le loro paure. Non sarebbe assurdo lasciare la porta aperta per l'estrazione del petrolio tra i 1600 e 2600 metri di profondità nel Mediterraneo e nello stesso tempo realizzare il progetto del Parco Nazionale? Secondo le ultime voci, l'Ufficio della ricerca e coltivazione di idrocarburi (BEPH) del Dipartimento di Ecologia sta controllando se la fratturazione idraulica può essere uno dei metodi destinati all'industria petrolifera britannica. Vietato all'interno del territorio nazionale, è tuttavia ammesso in acque profonde. Da ciò le legittime preoccupazioni delle ONG ...
#
Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Sotto a chi tocca ! Per chi non lo sapesse la Provenza è la regione francese meridionale che arriva ad affacciarsi sul Mediterraneo su uno dei tratti di costa più belli, ricchi di biodiversità, e interessanti di tutto il Mediterraneo. Si estende da Nizza a Montpellier, con al centro Marsiglia e le sue calanche, Monaco e il suo Museo Oceanografico, Port Cros e la sua piccola ma straordinaria AMP, la prima mai realizzata nel Mediterraneo... Ed ora la minaccia delle trivellazioni petrolifere arriva anche sul mare antistante, al confine di quello che è il cosiddetto Santuario dei Cetacei, già messo in pericolo dal traffico marittimo incontrollato ed ora ulteriormente minacciato... Ma, a quanto pare, ancora nessun segno di reazione da parte dei ministeri dell'ambiente francese e italiano... E l'Europa ? In tutt'altre faccende affaccendata...
#
A Folgore SalvaGuardia Ambientale piace questo elemento.

-------------------------

Ambasciatori della Natura 2012 - Inaspettatamente... - Grazie!
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/


MONDAY, DECEMBER 19, 2011. - "Il prestigioso riconoscimento “Ambasciatore della Natura” è stato assegnato per il prossimo anno 2012 a tre personaggi distintisi per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo: "Maria Rita D’Orsogna, insigne studiosa italo-americana di fisica, docente in California ma attivissima nel combattere l’invadenza delle trivellazioni petrolifere in Italia e nei mari circostanti; Sergio Rozzi, sportivo e attivista marsicano, apprezzato specialista dei parchi nazionali e tenace promotore della cooperazione internazionale tra Italia e Perù e della salvaguardia delle Ande; Tommaso Ferraro, sportivo siciliano detentore del primato di immersione subacquea per non vedenti e protagonista di molte altre imprese, impegnato nella cooperazione con l’America Latina. Nel precedente anno 2011 il riconoscimento era stato assegnato a Tom Perry, il celebre “alpinista scalzo” veneto che percorre montagne e vulcani in tutto il mondo, diffondendo un messaggio di amore per “madre terra” e di solidarietà con tutti i popoli; a FerdySapio, famoso per aver messo in musica e cantato il “Cantico delle Creature” di San Francesco; e a monsignor JanekCielecki, il sacerdote polacco collaboratore di Papa Giovanni Paolo II durante gli ultimi anni del suo pontificato. Il premio consiste in una bellissima targa di roccia lavica, con sovraimpressa in ceramica la tavola raffigurante “la Terra ha un cuore verde, la Natura”, ideata da Franco Tassi, realizzata dall’artista internazionale Deirdre Hyde e promossa da Carmelo Nicoloso, siciliano, Coordinatore del Comitato Parchi per il Mezzogiorno d’Italia. La foto ceramizzazione in pietra lavica è stata realizzata da Artesole del maestro Giuseppe Sorbello – Macchia di Giarre. Roma-Catania, 15 dicembre 2011".
#
Nota di Maria Rita D'Orsogna a margine del post

Ovviamente non posso che ringraziare tutti di questo pensiero gentile, e dire che non me lo aspettavo. Grazie Franco Tassi, Carmelo Nicolosi, Guido Picchetti e tutti quelli che hanno pensato a me.
#
Notizia simile anche su "Profumo di Mare Forum Free" e su "Pantelleria Internet Com - News n° 8661" del 20/12/11

http://profumodimare.forumfree.it/?t=59382821#lastpost

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7794
#
Post di Gianluca Cecere
Tienici aggiornati su questi incontri. grazie Guido :)
#
A Filippo Harley Foti, Guido Pietroluongo, e Gianluca Cecere piace questo elemento.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 19/12/11

Tragedia petrolifera in Russia
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/12/tragedia-petrolifera-in-russia.html


SUNDAY, DECEMBER 18, 2011. Non è la prima, non sarà l'ultima volta che le operazioni petrolifere portano a tragedie più o meno dolorose. Nel mare ghiacchiato di Okhotsk della Russia Orientale, una piattaforma esplorativa spinta dai forti venti e dalle tempeste si è capovolta. C'erano 67 persone sopra: per ora sono 4 i morti accertati, mentre altre 49 sono ancora disperse. Circa 14 invece sono state portate via vive. Chi si è salvato ha riportato problemi di ipotermia a causa della temperatura del mare, un grado centigrado. Si calcola che bastano 30 minuti in quelle acque cosi fredde per morire assiderato. Le onde arrivavano fino a sei metri. La piattaforma capovolta si chiamava Kolskaya, e si trovava a circa 200 chilometri dall'isola Sakhalin, a nord del Giappone e operava a circa 1000 metri di profondità. Il campo petrolifero è di proprietà della Gazprom, la ditta nazionale russa, mentre la piattaforma esplorativa era operata dalla AMNGR, che fa capo alla ditta russa statale Zarubezhneft. Si è afflosciata ed è affondata in 20 minuti. La piattaforma usata era temporanea, di tipo jack-up, con le gambe allungabili in mare, come quelle usate anche in Italia, ad esempio per Ombrina Mare. L'area dell'isola di Sakhalin è nota per le sue abbondanti riserve petrolifere ma anche per la sua pericolosità: l'inverno dura per 230 giorni in media, il mare è spesso ghiacchiato, le condizioni difficili. Il petrolio viene estratto non solo dalla russa Gazprom ma anche dalla Exxon-Mobil e dalla Shell. Oltre al petrolio, il campo di Sakhalin produce ... [segue]
#
A Rossana Mangifesta, Filippo Harley Foti e Patrizia Arigò piace questo elemento.
#
Altre notizie sull'incidente su "ProfumodiMare.ForumFree.it"

http://profumodimare.forumfree.it/?t=59373230#lastpost
-------------------------

A Maria Rita D'Orsogna il premio "Ambasciatore della Natura 2012"
di Guido Picchetti (da una nota su FB del 19/12/11)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=331779246833897


Da Carmelo Nicoloso ricevo il seguente comunicato stampa diramato dal Centro Parchi Internazionale diretto dal Prof. Franco Tassi:
AMBASCIATORI DELLA NATURA 2012. Il prestigioso riconoscimento “Ambasciatore della Natura” è stato assegnato per il prossimo anno 2012 a tre personaggi distintisi per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo: Maria Rita D’Orsogna, insigne studiosa italo-americana di fisica, docente in California ma attivissima nel combattere l’invadenza delle trivellazioni petrolifere in Italia e nei mari circostanti; Sergio Rozzi, sportivo e attivista marsicano, apprezzato specialista dei parchi nazionali e tenace promotore della cooperazione internazionale tra Italia e Perù e della salvaguardia delle Ande; Tommaso Ferraro, sportivo siciliano detentore del primato di immersione subacquea per non vedenti e protagonista di molte altre imprese, impegnato nella cooperazione con l’America Latina. Nel precedente anno 2011 il riconoscimento era stato assegnato a Tom Perry, il celebre “alpinista scalzo” veneto che percorre montagne e vulcani in tutto il mondo, diffondendo un messaggio di amore per “madre terra” e di solidarietà con tutti i popoli; a FerdySapio, famoso per aver messo in musica e cantato il “Cantico delle Creature” di San Francesco; e a monsignor JanekCielecki, il sacerdote polacco collaboratore di Papa Giovanni Paolo II durante gli ultimi anni del suo pontificato. Il premio consiste in una bellissima targa di roccia lavica, con sovraimpressa in ceramica la tavola raffigurante “la Terra ha un cuore verde, la Natura”, ideata da Franco Tassi, realizzata dall’artista internazionale Deirdre Hyde e promossa da Carmelo Nicoloso, siciliano, Coordinatore del Comitato Parchi per il Mezzogiorno d’Italia. La foto ceramizzazione in pietra lavica è stata realizzata da Artesole del maestro Giuseppe Sorbello – Macchia di Giarre. Roma-Catania, 15 dicembre 2011.
#
A Filippo Harley Foti piace questo elemento.

-------------------------

Il Borsacchio vs. il sindaco Mastromauro, Giulianova
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/il-borsacchio-vs-il-sindaco-mastromauro.html


THURSDAY, DECEMBER 15, 2011. Il Sindaco Mastromauro ed il Consiglio Comunale di Giulianova nei mesi scorsi hanno già chiesto alla Regione la riperimetrazione della Riserva e domani 15 Dicembre ci sarà un consiglio comunale a Roseto in cui si discuterà nuovamente per eliminare dalla Riserva aree di grande importanza naturalistica. Ma questi amministratori si rendono conto che chiudendo la porta alla riserva, aprono un portone alle ricerca di idrocarburi sui loro territori ? (da Dante Caserta, Comunicato stampa del WWF). Caro sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, nella vita occorre coerenza e moralità e una volta decise quali sono le cose importanti, occorre focalizzare, occorre crederci davvero, senza mai perdere di vista l'obiettivo e non avere paura di pestare i piedi o di rompere le scatole a nessuno per difenderle.Sono anni che cerchiamo di salvare l'Abruzzo dalle trivelle: il comune di Giulianova in passato ha partecipato a vari eventi, e sebbene l'iniziativa sia quasi sempre partita dalla gente, lei è stato presente e di supporto, e per questo le sono grata. Ma la sua idea adesso di rimpicciolire una riserva naturale - per cementificarla? - è in netto contrasto con l'idea di impedire l'Abruzzo petrolifero. Perchè non vuole questa riserva? Cosa c'è di meglio che un parco per la città di Giulianova? Che ci dobbiamo fare con altri condomini, altra speculazione edilizia, altro cemento, altra "riqualificazione"? Non eravamo la regione dei parchi? Cosa lasciamo alle generazioni future? Altro cemento? E un po' di spazi aperti, un po' di vista sul mare, un po' di poesia no? Mi sento veramente presa in giro dalla maggior parte della classe politica d'Abruzzo. Io e la gente normale abbiamo difeso questa regione giorno per giorno, centimetro per centimetro, anche per voi, e voi continuate ciecamente a darci pugnalate su pugnalate. Sono veramente scioccata che una città come Giulianova che, in teoria, dovrebbe essere una città di turismo, vuole annullare quella che potrebbe essere la punta di diamante di un esperienza di vacanze... [segue]
#
Commenti a margine sulla pagina web a margine dell'articolo:
Anonymous said...

La posizione del Sindaco di Giulianova è incomprensibile dato che il P.A.N. (Piano di Assetto Naturalistico) del Borsacchio (che il Comune di Roseto degli Abruzzi ha pagato oltre 230.000 euro per tenerlo in un cassetto e rimandarne l'approvazione a data da destinarsi) prevede che il territorio di Giulianova compreso nella riserva, tranne l'are fluviale, sia soggetto alle norme urbanistiche vigenti, nello specifico a quelle del Contratto di quartiere. Quindi il famoso "sviluppo" del quartiere Annunziata non viene assolutamente bloccato ma si tutela la foce del Tordino, che potrebbe attingere a finanziamenti per una riqualificazione vera. Da sottolineare come l'alluvione del 1 marzo 2011 abbia cancellato l'argine in sponda sinistra del Tordino (lato Giulianova) arrivando fino a quasi all'ex depuratore, sito dove il Sindaco vorrebbe realizzare impianti sportivi e/o altro.... Che dire? Forse non sappiamo tutto, ma la posizione della Giunta giuliese, e di chi l'appoggia, è incomprensibile....
DECEMBER 17, 2011 8:48 AM
Anonymous said...
Bravo Sindaco, siamo tutti fieri di te. Ancora prima di creare la riserva, hai posto i paletti ai posti giusti. Cioè, in un perimetro ristretto rispetto a quello che si era ipotizzato. Finalmente, avremo più spazio per fare altri palazzi, strade, villette. E, perché no, anche creare qualche pozzo di ricerca/esplorazione ed estrazione di idrocarburi. Potremo inoltre, finalmente, creare altre canalizzazioni dalle piattaforme a mare e centrali di compressione senza troppi vincoli ambientalisti. Bravo sindaco, lo sviluppo sta nel cemento, nell'inquinamento in cui noi possiamo creare aziende di finta attività ecologica, nella costruzione di strade ed impianti commerciali per creare business in maniera controllata ai nostri scopi. Bravo Sindaco, non dare retta a quelli che strillano perché vogliono più ambiente e più verde. Noi, con i nostri palazzi, e le piste ciclabili possiamo fare installare tanti bei cartelloni con belle immagini di verde, natura, mare e pubblicità con belle donne. Bravo Sindaco, continua così e ti eleggeremo miglior amico della nostra lobby. Firmato: un costruttore, speculatore e finanziatore di politici
DECEMBER 17, 2011 10:22 AM
#
Commento del sottoscritto su FB a margine del post

Riprendo quest'articolo di Maria Rita D'Orsogna appena pubblicato sul suo Blog, e spiego il perchè. L'argomento potrebbe sembrare di stretto interesse locale e lontano dai temi di cui prevalentemente mi occupo (Pantelleria, il suo mare, lo Stretto di Sicilia, il Mediterraneo...). Ma ci sono due buone ragioni per farlo.1) Maria Rita D'Orsogna sarà a Pantelleria tra pochi giorni per parlare di trivellazioni e territorio e una conoscenza del personaggio non può che giovare a tutti, a lei e a noi che avremo la possibilità di ascoltarla e di dialogare con lei... 2) Il tema dell'articolo di Maria Rita è il Borsacchio. Ma possiamo considerare questa piccola riserva naturale del teramano come l'emblema di tutte le aree protette del nostro Paese, marine e terrestri, piccole e grandi che siano, per i pericoli che le minacciano e per la scarsa considerazione in cui vengono tenute da parte di chi, con responsabilità di governo, più di altri dovrebbe saper guardare al futuro...
#
A Filippo Harley Foti piace questo elemento.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 18/12/11

Nasce un'associazione per lo sviluppo turistico di Pantelleria ?
di Guido Picchetti (da una foto su FB)
http://www.facebook.com/...a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Promosso dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con l'Associazione Pro-Loco Pantelleria, si è svolto stamani presso lo "Sporting Club" di Pantelleria un workshop dal tema “Lo sviluppo turistico di Pantelleria attraverso l'aggregazione, la comunicazione e il marketing “. Finalità dell'incontro la costituzione di una associazione per lo sviluppo turistico dell'isola. Il progetto è stato presentato dalla "PG&W s.r.l Agenzia di Comunicazione". E' seguito un dibattito animato dagli interventi di molti dei partecipanti, cui il Sindaco Alberto Di Marzo, in chiusura dei lavori, ha dato appuntamento per i primi di gennaio con la speranza di dare concreta attuazione al progetto.
#
Post di Umberto Belvisi

Speriamo cambino prima le "teste" di panteschi e imprenditori sennò avremmo solo dei bei contenitori vuoti. Rilanciare il turismo significa anche far trovare l'isola pulita e civile e da questo punto di vista c'è tanta strada da ancora da fare.
#
Post di Guido Picchetti

Anche per questa iniziativa, vale il detto "se son rose fioriranno..." Ma, avendone seguito i lavori e i vari interventi, posso testimoniare che l'iniziativa mi è parsa particolarmente valida, e aggiungerei anche che Pantelleria non potrebbe che trarne vantaggi, con un cambio di mentalità che induca a fare "sistema" quanti si occupano di turismo a Pantelleria, e hanno tutto l'interesse a valorizzare le particolarità di quest'isola, e con esse il suo futuro e quello dei suoi abitanti.
#
A Giuseppe Riccardo Belvisi, Gente Di Mare Divingsailing, Maria Ghelia e Gianluca Cecere piace questo elemento.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 17/12/11

Incontro dei ministri della difesa di dieci Paesi mediterranei. Quando una riunione dei Ministri dell'Ambiente sui problemi della tutela ambientale del Mediterraneo ?
di Guido Picchetti

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7779

News 8646, Pantelleria 17/12/2011. Un incontro internazionale tra dieci Paesi dell'area mediterranea, si è svolto in Mauritania Sabato 10 e Domenica 11 Dicembre con la partecipazione per il nostro Paese del Ministro della Difesa Giampaolo di Paola. Come riferisce l'agenzia Asca, al'incontro, oltre all'Italia e alla Mauritania, con l'intervento dei rispettivi ministri della difesa al meeting hanno preso parte Portogallo, Spagna, Francia, Malta, Libia, Algeria, Marocco, e Tunisia, L'accordo finale raggiunto prevede la creazione di un Quartier Generale non permanente e a rotazione tra i Paesi membri per interventi in caso di crisi umanitarie determinate da catastrofi naturali. Ma tra i temi dibattuti anche i problemi della sicurezza nell'area di interesse, e quelli i legati al terrorismo, all'immigrazione clandestina ed alla sorveglianza marittima. A quando una riunione simile, a livello dei rispettivi ministri dell'Ambiente, sui problemi di tutela ambientale del Mediterraneo, attualmente minacciato in tante sue zone da interessi non sempre legittimi e chiari, ma che soprattutto sembrano non tenere in alcun conto accordi ed impegni internazionali già sottoscritti da tempo da quegli stessi Stati ? Per le notizie sull'incontro svoltosi nello scorso week-end in Mauritania, questo l'url:
http://www.asca.it/news-DIFESA__RAGGIUNTO_ACCORDO_TRA_DIECI_PAESI_AREA_MEDITERRANEO-1075070-ORA-.html
#
Commento del sottoscritto a margine del post
E' una mia nota che avevo postato alcuni giorni sulla mia Bacheca di FB. Oggi la pubblica anche "Pantelleria Internet Com" di Salvatore Gabriele, che ringrazio per la maggiore diffusione che saprà darle. Anche per questo la riprendo nei miei "Echi di stampa" che periodicamente invio via e-mail a tanti amici. La speranza è che prima o poi arrivi a chi sappia e voglia dare una risposta concreta alla domanda finale, che è poi il motivo principale per cui presuntuosamente l'ho scritta. Purtroppo temo che sarà una speranza vana, ma quanto mi piacerebbe venire smentito dai fatti...
http://www.facebook.com/note.php?note_id=328318700513285

#
Nota ripresa e pubblicata anche su "Profumo di Mare Forumfree it"
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59358976#lastpost

-------------------------

Scavano un pozzo per estrarre idrocarburi ai confini del Parco del delta del Po
di maria
http://blogeko.iljournal.it/...-idrocarburi-ai-confini-del-parco-del-delta-del-po/65861


A me pare francamente un filino eccessivo: soprattutto perchè (così afferma la società) ci sono i permessi in regola e l’ok del ministero per lo Sviluppo economico. Sta per cominciare lo scavo del pozzo "Gallare 6D" per l’estrazione di idrocarburi (petrolio o metano, non è specificato) accanto al "Parco del Delta del Po". Ma proprio accanto accanto: adesso vi mostro la cartina con i confini del Parco e con i confini della concessione “Corte dei Signori”, all’interno della quale verrà trivellato il pozzo. Per un tratto – vedrete – la concessione finisce dove comincia il Parco. Per la precisione, la concessione finisce dove comincia Valle Bertuzzi, che il sito di informazione turistica della Provincia di Ferrara definisce “una delle aree umide più suggestive del Parco”, nonchè “zona di sosta dei fenicotteri rosa, che sono in forte aumento, tanto da lasciar credere una imminente loro nidificazione”. Oh, yes, le trivelle accanto ai fenicotteri! La concessione per gli idrocarburi è stata rilasciata dal ministero alla "AleAnna Resources", e lo scavo del pozzo all’inizio del 2012 è stato annunciato dalla texana "BRS Resources", che possiede una quota della "AleAnna". Ora le cartine. A sinistra il Parco del delta del Po, colorato in verde. A destra, ancora colorata in verde, l’area oggetto della concessione. Guardate, in corrispondenza di Valle Bertuzzi, il luogo dei fenicotteri. L’Italia non è esattamente l’Arabia Saudita, però è strapiena di permessi petroliferi: in terra e in mare. Lo scrivevo ieri a proposito della tirata d’orecchi di portata planetaria somministrata dall’associazione Oceana a proposito della ricerca di petrolio nel mare della Puglia, vicino (evidentemente è un vizio) a varie aree protette.

Giova ripetere cosa disse Greenpeace, redigendo qualche mese fa la cartina dell’Italia petrolizzata: le royalties da pagare allo Stato sono del 4%, e non del 30-50% come per altri Paesi. Su Market Watch il comunicato stampa: "Brs Resources" annuncia lo scavo del primo pozzo nella Pianura Padana. Su "Penn Energy" il comunicato stampa del settembre scorso: "Brs Resources ha terminato i sondaggi sismici nella Pianura Padana, da cui si ricava che il pozzo 'Gallare 6D' si trova nella concessione 'Corte dei Signori' ”. La cartina è costruita attingendo dai confini del Parco del Delta del Po, così come compaiono sul portale "Parks.it", e dai confini della concessione “Corte dei Signori” della "AleAnna Resources", così come sono indicati sul suo sito. La Valle Bertuzzi su "Ferrara terra e acqua", il portale del turismo della Provincia di Ferrara. L’ispirazione viene dall'ultimo post di "No all’Italia petrolizzata", che però non cita la vicinanza del Parco. La prima foto è di fabiogis50.
#
Commento del sottoscritto a margine del post

E questo è l'altro articolo di Maria Rita, scritto il giorno seguente a quello sul suo Boog, che denuncia ancor più chiaramente come la concessione dell'Aleanna finisca dove comincia Valle Bertuzzi, una valle che il sito di informazione turistica della Provincia di Ferrara definisce “una delle aree umide più suggestive del Parco del Delta del Po”, nonchè “zona di sosta dei fenicotteri rosa, che sono in forte aumento, tanto da lasciar credere una imminente loro nidificazione”. E ci sono anche due cartine che mostrano chiaramente cosa sta succedendo. Qui c'è stato e continua ad esserci qualcuno che ciurla nel manico, infischiandosene bellamente di tutto ciò che è stato già da tempo "tutelato", permettendo installazioni e operazioni che danneggeranno senza scampo beni ambientali istituiti, con tanto di leggi emanate appunto per la loro salvaguardia... Questo il resto del mio commento, molto amaro... Ma davvero si può arrivare nel nostro Paese ad ignorare così impunemente le leggi che pur ci sono ? E stavolta a non rispettarle non sono la mafia, la 'ndrangheta, o la corona unita ... Sono società internazionali quotate in borsa, che potrebbero e dovrebbero un domani rispondere dei danni procurati, ma in prima istanza sono tenute a rispettare le leggi del Paese dove intendono operare... Ma quando mai la nostra "giustizia" sarà in grado di intervenire e di farle rispettare ? Meglio occuparsi di altro...
#
Filippo Harley Foti ha condiviso quest'elemento.

#
A Luca Gioria piace questo elemento.

-------------------------

L'Aleanna e le trivelle nel delta del Po
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/12/laleanna-e-le-trivelle-nel-delta-del-po.html

WEDNESDAY, DECEMBER 14, 2011. Ci risiamo: la Aleanna ci riprova e questa volta ottiene quello che vuole, in gran parte, secondo me, a causa del torpore delle popolazioni locali. Ne abbiamo parlato tante volte su questo blog e qualche tempo fa, il 5 Dicembre 2011 per la precisione, i nostri amici della Aleanna, che non si sa da dove vengano, dicono di avere ricevuto il permesso per trivellare il pozzo "Gallare 6d" all'interno della loro concessione "Corte dei Signori" da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Non ho visto nessun comunicato in Italiano. La cosa più triste è che il comunicato stampa in inglese, in cui la Aleanna annuncia tutto questo, afferma che la Aleanna ha "finalizzato" un'accordo con i proprietari terrieri per la perforazione del pozzo. Pecunia non olet, evidentemente, ma l'idrogeno solforato e la melma petrolifera, si, ve lo assicuro! Dicono che inizieranno a trivellare il pozzo fra qualche giorno e che le operazioni saranno completate fra circa 60/90 giorni. La Aleanna dice di avere altri otto permessi esplorativi e tre applicazioni pendenti, per un totale di oltre 3200 chilometri quadrati, tutti nella pianura padana e che vuole procedere il più in fretta possibile con la loro trivellazione. Perchè la Aleanna ci è riuscita? Perchè nessuno se l'è presa a cuore, ma per davvero, nel delta del Po. Perchè nessuno ha detto a quei proprietari terrieri che forse sarebbe stato più etico non scendere a patti con la Aleanna e non dargli il terreno da stuprare. Perchè nessuno ha deciso di mettere da parte per un po' la propria piccola vita per qualcosa di più grande che il proprio tran tran quotidiano. Perchè la politica ha dormito, e la gente non li ha svegliati. Era tutto scritto: Ortona, la Valle del Curone, Spinazzola, Bomba sono state tutte comunità più o meno grandi che hanno fatto rumore, che hanno rotto le scatole ai politici e alla fine i petrolieri hanno trovato pane per i loro denti e se ne sono dovuti andare via. Ma se tutti tacciono e pensano solo ai fattacci propri, agli sghei, a come riempire il proprio fine settimana con la meno noia possibile, non si va lontano. E va bene, vediamo dove vogliono arrivare. A nessuno è importato fare molto. Mi dispiace solo per il professor Mario Zambon che ha speso la vita a spiegare alla gente del posto che le trivelle avrebbero portato alla subsidenza del delta del Po. Evviva l'Italia, evviva il ricco Nord, evviva la Lega, evviva la Aleanna...
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Niente di nuovo sotto il sole ... e sotto il sottosuolo del nostro Paese... Per sapere di certe cose, occorre evidentemente seguire la stampa internazionale, perchè la nostra... Altro che "torpore", come dice Maria Rita D'Orsogna, qui per la nostra stampa, se no si tratta di "escort", su certi argomenti è "sonno profondo" (catalessi, direi) ... Sono abbonato alla rassegna stampa di goggle per ciò che riguarda "trivelle" e "trivellazioni", ma nessuna segnalazione ho ricevuto su quanto Maria Rita ha appena denunciato sul suo Blog a proposito delle trivelle in azione sul Delta del Po... "Pecunia non olet, evidentemente, ma l'idrogeno solforato e la melma petrolifera, si!", dice Maria Rita. Ma la società Aleanna punta alla "pecunia", lasciando agli abitanti del Delta tutto ciò che "olet" ... Tanto, per non sentire la puzza basterà che per Natale regali loro uno "stringinaso" come quelli che noi sub usavamo un tempo per compensare... Ma noi sub potevamo usare l'aria delle bombole, mentre i poveri abitanti del Delta per respirare dovranno pur aprire la bocca, e sai che piacere per i polmoni... Ma tant'è... E questo il futuro che ci aspetta ?
#
A  Guido Pietroluongo e Roberto Frigerio piace questo elemento.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 16/12/11

L'adesione di "Un Punto nel Mare" di Pantelleria agli Incontri di Maria Rita D'Orsogna
di Guido Picchetti (da una foto su FB)
http://www.facebook.com/...a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Un'adesione ai prossimi incontri che Maria Rita D'Orsogna terrà a Pantelleria, che non può che far piacere. E' quella dell'associazione "Un Punto nel Mare", che da tempo si sta battendo contro il pericolo delle trivellazioni nel mare di Pantelleria e che nell'estate dello scorso anno promosse il "No Trivella Day" contro le trivelle dell'Audax in azione a poco più di 13 miglia dalle coste dell'isola... Ringrazio Daniele Consolo per l'impegno e la collaborazione... Qui la nuova locandina aggiornata con la nuova gradita adesione.
#
Notizia simile su "Un Punto nel Mare"
http://unpuntonelmare.wordpress.com/

#
Post di Filippo Harley Foti

Aggiorno pure io...

#
A Mario Nocito Di Giovanna, Umberto Marsala, Filippo Harley Foti e Giò Nastasi piace questo elemento.
#
Roberto Mecchia ha condiviso la mia foto.

-------------------------

 

Dalla mia Bacheca su FB del 15/12/11

Eye on Earth Summit a Abu Dhabi
di Marina
http://www.ecoblog.it/post/14027/eye-on-earth-summit-a-abu-dhabi?utm_source=newsletter


14 dicembre 2011. Si sta tenendo in queste ore e fino a domani l’Eye on Earth Summit a Abu Dhabi. E’ organizzato dall’Agenzia per l’ambiente di Abu Dhabi e dall’ UNEP e con un botto di sponsor di lusso: da Google e Microsoft. Tra i relatori Bill Clinton, Jane Goodal e Philippe Costeau. E di cosa si discuterà nei lussuosissimi edifici della capitale degli Emirati Arabi Uniti, nonché terra di petrolio? Di come poter avere maggiore accesso ai dati ambientali e sociali per garantire un miglior processo decisionale, specialmente nelle economie emergenti. Le parole di Bill Clinton pronunciate al Summit però risultano quanto meno stonate se riferite allo scenario economico che lo sta ospitando: "Il modello economico che noi abbiamo seguito non è sostenibile a causa del modo con cui consumiamo energia e per l’esaurimento delle risorse. In questo contesto, questo è un incontro ottimo e quanto da voi focalizzato sull’uso dei dati è profondamente importante". L’obiettivo degli sceicchi è di avere un piano concreto per un economia sostenibile (senza petrolio? ci chiediamo?) da qui al 2030 e l’incontro, comunque, è propedeutico al Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà nel 2012 in Brasile.
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Si parla dell'incontro organizzato dall’Agenzia per l’ambiente di Abu Dhabi e dall’UNEP, l'agenzia per la prortezione ambientale delle Nazioni Unite, la quale ha anche una sua emanazione diretta dedicata espressamente alla protezione ambientale del Mediterraneo, l'UNEP-MAP appunto. dove MAP sta per "Mediterranea Plan Action". Ma che fine ha fatto l'UNEP-MAP ? Non se ne sente più parlare da tempo, e mi sembra proprio che l'UNEP per i problemi del Mediterraneo abbia tirato in remi in barca... Certo, per parlare di problemi ambientali, andare ad un meeting ad Abu Dhabi attira molto di più che fare una riunione a Malta, o Bari o Palermo, per non dire, con i tempi che corrono, a Tunisi o al Cairo. Ma intanto il MAP se ne sta in silenzio. E totalmente assopiti sembrano anche i vari RAC, vale a dire i Regional Activity Center che dell'UNEP-MAP sono i centri operativi dislocati nei vari Paesi mediterranei. E frattanto il Mediterraneo va in malora...
#
Post di Gianluca Cecere
Da tempo siamo nelle loro mani, e per quanto tempo ancora? :(
#
A Gianluca Cecere piace questo elemento.

------------------------

Petrolio e trivelle, l’associazione internazionale Oceana pensa alla salute dell’Abruzzo
http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=10665

TERAMO. Il Wwf di Teramo presenta le osservazioni sulla Valutazione di assoggettabilità dell’istanza di ricerca “Villa Mazzarosa” mentre l’associazione internazionale Oceana si batte per salvare l’Abruzzo dalle trivelle. La Riserva naturale del Borsacchio può essere un argine contro la petrolizzazione. La pensa così il Wwf teramano che ha presentato alla Regione Abruzzo le proprie osservazioni sul procedimento circa l’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale per l’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi “Villa Mazzarosa” della Medoilgas Italia SpA. L’istanza riguarda 13,40 chilometri quadrati nei territori dei Comuni di Pineto e Roseto degli Abruzzi ed è una delle tre attualmente sotto esame da parte della Regione Abruzzo: sono state presentate anche le istanze di ricerca “Cipressi” (che riguarda i comuni di Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Montefino e Notaresco, oltre ad altri comuni del pescarese) e “Villa Carbone” (che riguarda i Comuni di Canzano, Castellalto, Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco e Teramo). Il tutto si inquadra nella lunga serie di istanza di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi in provincia di Teramo: secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico ne è interessato circa il 66% del territorio della provincia teramana dove risiede l’85% della popolazione. Le osservazioni del Wwf sono tese a dimostrare come la presenza della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio nell’area oggetto dell’istanza “Villa Mazzarosa” non consenta minimamente le attività di ricerca che si vogliono portare avanti nell’area e tanto meno, in caso si scoperta di idrocarburi, le attività di estrazione. Il rapporto ambientale contenuto nell’istanza di permesso di ricerca non prende in considerazione la presenza dell’area naturale protetta del Borsacchio e tace completamente sulle valenze naturalistiche di questo territorio. Valenze naturalistiche importantissime che la stessa Unione Europea ha indicato come meritevoli di protezione. Del resto proprio la presenza di queste valenze ha giustificato la creazione nel 2005 della Riserva regionale del Borsacchio finalizzata alla conservazione ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Un altro documento pubblicato sul sito di "PrimaDaNoi.it" che denuncia quanto sta accadendo in Abruzzo con l'assalto delle società petrolifere al territorio terrestre e marino dell'Abruzzo. Per rendersene conto basta dare un occhiata alla mappa qui unita della Petrolcetic che riprende solo una piccola parte di quel territorio di "conquista" intorno ai comuni di Miglianico ed Ortona. Ma è tutto l'Abruzzo ad essere sotto attacco. E purtroppo non solo l'Abruzzo, ma anche tante altre regioni italiane, da nord a sud, che non si sono ancora resi conto di come si sia in gioco il loro futuro... E ciò nonostante i ripetuti allarmi di organizzazioni internazionali di tutela ambientale estremamente qualificate, quali quelli di Oceana e del WWF qui riportati, che denunciano anche come nel rilascio delle autorizzazioni non venga tenuta in alcun conto la presenza di aree di particolare interesse naturalistico, storico, archeologico, etc, anche se già tutelate da tempo...
#
A Rossana Mangifesta e Filippo Harley Foti piace questo elemento.

------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 14/12/11

Il Bel Paese delle trivelle. Puglia, si cerca petrolio in mare vicino ad aree protette
di Maria
http://blogeko.iljournal.it/...trivelle-puglia-si-cerca-petrolio-in-mare-vicino-ad-aree-protette/65845


14/12/11. Ormai siamo il Bel Paese delle trivelle. Isole Tremiti, Pantelleria, canale di Sicilia: non si salvano neanche i tratti di mare più belli, e la tirata di orecchi all’Italia è sonora e di portata planetaria. Oceana, quotata organizzazione internazionale che difende (appunto) gli oceani, ha diffuso ieri un comunicato stampa in cui, in sostanza, rimprovera all’Italia la faciloneria con cui ha concesso i permessi per esplorazioni petrolifere nei suoi mari: perfino in un’amplissima area al largo della Puglia contigua a numerose zone protette. Qui l’avvio delle perforazioni, si legge nel comunicato, è previsto nella prima metà del 2012. Questi piani, scrive Oceana, saranno dannosi (non pericolosi: dannosi, testualmente) per una vasta prateria sottomarina di poseidonia, e rappresentano un rischio per tartarughe di mare e cetacei; oltretutto l’eventualità di un disastro è molto alta, visto che le normative europee sulle piattaforme petrolifere offshore sono incomplete. L’Italia non è esattamente l’Arabia Saudita. Eppure siamo pieni di trivelle: guardate la mappa delle ricerche e delle estrazioni i idrocarburi redatta qualche mese fa da Greenpeace. Tante trivelle, ma poco petrolio, e di cattiva qualità. Tuttavia le compagnie petrolifere ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post

E quest'articolo, ispirato all'ultimo intervento di Maria Rita D'Orsogna nel suo Blog e al recente comunicato stampa di "Oceana" che l'ha ispirato, non le manda certo a dire. Più chiaro di così !!! E' una tirata d'orecchie per l'Italia, stavolta più che giusta, che non c'entra niente con il nostro debito, con la politica economica e con l'euro, ma ha un'importanza forse ancora maggiore, per il futuro del nostro Paese e per quello di tutte le altre nazioni lambite dal Mediterraneo...
#
Post di Filippo Harley Foti

E mentre aspettiamo l'arrivo di M.R. D'Orsogna le ultime da Durban....o meglio dal Canada. Il suo rappresentante: 13 giorni in villeggiatura a Durban e ggi scopriamo che recede dagli impegni del suo paese sul protocollo di Kyoto.... Leggete quì: "Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il Mare... e le verità "vere" chi le conosce?". V E R G O G N A !!!
#
A Gianfranco Rossetto, Filippo Harley Foti e Guido Pietroluongo piace questo elemento.

------------------------

Marea nera in Brasile, Chevron ammette: il problema non è risolto
di Claudio Schirru
http://www.greenstyle.it/marea-nera-in-brasile-chevron-ammette-il-problema-non-e-risolto-6474.html


14 dicembre 2011. Ancora allarme per la marea nera in Brasile, la perdita di greggio al largo delle coste di Rio de Janeiro torna a far paura. Un mese dopo l’incidente avvenuto in un pozzo della società petrolifera Chevron, quest’ultima ammette che il problema, contrariamente a quanto affermato in precedenza, sarebbe tutt’altro che risolto. Nei giorni che hanno immediatamente seguito il disastro, dal campo petrolifero di Frade, teatro della vicenda, si è propagata una macchia di petrolio di circa 160 chilometri quadrati. Ben 17 navi erano intervenute per ridurre il danno ambientale, mentre la Chevron assicurava di poter risolvere la falla con una colata di cemento. "Operazione messa in atto e problema che veniva sostanzialmente ritenuto risolto dalla società petrolifera USA", almeno questo è quanto per settimane hanno ripetuto all’opinione pubblica. Adesso che sulla Chevron pendono oltre 100 milioni di dollari di multa e la decisione dell’Autorità per il petrolio brasiliana di sospendere ogni suo diritto di trivellazione, la confessione: "La quantità di petrolio sta mano a mano diminuendo. Ci aspettiamo di avere il controllo totale della questione nel prossimo futuro. Non possiamo dire quando, perché stiamo ancora valutando la quantità di olio fuoriuscito e analizzando come questa abbia esattamente potuto raggiungere la superficie". Nonostante l’intervento d’emergenza sembra che siano centinaia i litri di petrolio che continuano a fuoriuscire in mare. Un allarme che non può che ricordare la pericolosità, oltre alla difficoltà d’intervento in caso di disastro, da sempre “lato oscuro” delle trivellazioni petrolifere offshore. (Fonte: TreeHugger)
#
Commento del sottoscritto a margine del post

E se fosse successo in Mediterraneo un incidente simile ? Come staremmo adesso ? Meglio non pensarci....
#
Post di Giuseppe Galiano
Pensiamoci e continuiamo a denunciare....anche se con codeste teste gloriose dei governanti che si affacciano sul Mediterraneo ci sarà sempre meno da sperare.
#
A Luca Gioria, Gianfranco Rossetto, Maria Ghelia, e Filippo Harley Foti piace questo elemento.
------------------------

La locandina degli incontri di Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria il prossimo Gennaio
di Guido Picchetti (da una foto su FB)
http://www.facebook.com/...a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

Questa immagine rappresenta l'ultima versione della locandina dei tre incontri che Maria Rita D'Orsogna, graditissima ospite, terrà qui a Pantelleria il 2, il 3 e il 4 Gennaio 2012 con la comunità isolana, per informarla sui rischi connessi alle attività petrolifere off-shore già previste per l'isola e il suo mare, ma anche per lo Stretto di Sicilia e dell'intero Mediterraneo... L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune di Pantelleria", ed è promossa dalla "Lega Navale - Sezione di Pantelleria" e dal "Rotary International" di Pantelleria, con l’adesione dell’ "Associazione Nazionale Pro Natura” e del “Comitato Parchi Italia". Collaborano i circoli “Agricolo” di Scauri, “Kohoutek” di Kamma, e “Sporting Club” di Pantelleria centro; ed i notiziari in rete "Pantelleria Isola Futura", "Profumo di Mare", "Pantelleria News Internet Com", e "Sicilia on Line". A Maria Rita che, in occasione del suo prossimo viaggio in Italia, ha scelto di iniziare proprio da Pantelleria il suo giro di conferenze in programma in varie località del nostro Paese sul tema della tutela ambientale e dei pericoli che minacciano da più parti il nostro futuro, va fin d'ora il più caloroso ringraziamento da parte di tutti coloro che condividono e apprezzano il suo impegno straordinario per la tutela ambientale del territorio marino e terrestre del nostro Paese.
#
Immagine ripresa commentata su "Profumo di mare" con post del 14/12/2011

http://profumodimare.forumfree.it/?t=59097547#lastpost
#
Filippo Harley Foti

Spero tanto che l'amministratore di "Profumo di Mare" possa presenziare.

#
Mario Nocito Di Giovanna
Bella Iniziativa. Mi spiace solo di non poter essere li ad ascoltarla. Alla Dott. D'Orsogna va tutta la mia stima per il suo personale, qualificato e puntuale impegno per la salvaguardia del nostro mare.
#
A Antonio d'Alì, Mario Nocito Di Giovanna, Fabio Di Piazza, Filippo Harley Foti, Luca Facciolo, Emilio Cerrato, Daniela Tamborino, Meri Schiazza Vedovello, Patrizia Arigò, Gaspare Inglese, e Folgore SalvaGuardia Ambientale piace questo elemento.

-------------------------

Trivellazioni in Adriatico: Northern Petroleum presenta studio sismico
di Francesca Cuomo
http://www.ilnautilus.it/...in-adriatico-northern-petroleum-presenta-studio-sismico_6007/


Dicembre 13th, 2011. Procede con l’iter autorizzativo la Northern Petroleum che intende ottenere dal ministero per l’Ambiente l’autorizzazione per le prospezioni nel tratto di Adriatico tra Polignano a Mare e Otranto. La società inglese ha presentato la relazione non tecnico e lo studio sismico, proprio come richiesto per ottenere la Valutazione d’impatto ambientale. Dopo i ricorsi al Tar vinti dal Comune di Ostuni, che chiedeva di considerare in un unico progetto quello presentato in diverse parti dalla società, ora è necessario procedere con l’iter. Provincia di Brindisi e comuni della costa hanno già espresso il loro parere negativo ed inviato al ministero, già a dicembre 2010, un’ampia documentazione in cui contestano il progetto. Dalla pubblicazione degli ultimi studi, ci saranno invece altri 45 giorni per presentare eccezioni da parte di associazioni e cittadini.
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Grazie a Folgore SalvaGuardia Ambientale per la segnalazione dell'articolo...
#
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale

Guido, correggimi se sbaglio, a mio parere è errata la dicitura: "Procede con l’iter autorizzativo la Northern Petroleum che intende ottenere dal ministero per l’Ambiente l’autorizzazione PER LE PROSPEZIONI nel tratto di Adriatico tra Polignano a Mare e Otranto. La società inglese ha presentato la relazione non tecnico e lo studio sismico, proprio come richiesto per ottenere la Valutazione d’impatto ambientale". Le PROSPEZIONI sono già state eseguite, come si evince anche dallo studio sismico che la N.P. ha presentato. E' forse errata questa mia interpretazione???
#
Post di Guido Picchetti

No, penso tu abbia ragione. Le prospezioni anche a me sembra siano già state effettuate, non sono sicuro se già ultimate o provvisoriamente sospese. Certo è che l'iter amministrativo procede secondo i tempi e i modi prestabiliti, che è anche l'iter "autorizzativo" alla successiva fase operativa che è quella della "coltivazione", ovvero della trivellazione per estrarre i prodotti petroliferi, se la VIA non viene bocciata dai ministeri competenti...
#
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale

Già, la "coltivazione" che nulla ha a che fare con il preparare il terreno affinché vi crescano le piante! In questo caso le uniche cose che possono crescere sono inquinamento, danneggiamento della biodiversità, danni alla fauna marina, etc. etc.
-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 13/12/11

L’esplorazione degli idrocarburi in Italia mette a repentaglio gli ecosistemi dell'Adriatico e dello Stretto di Scilia
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/12/comunicato-stampa-oceana-sulle-trivelle.html

Le balene, i delfini e le tartarughe marine sono tra gli esemplari della fauna marina messi a repentaglio dalle attività di perforazione al largo. Oceana é allarmata per la recente evoluzione nello sfruttamento delle risorse idrocarburiche lungo le coste italiane che mettono a repentaglio l’integrità del fragile ecosistema marino e la sopravvivenza della popolazione costiera. L’organizzazione, che si occupa della conservazione dell’ambiente marino, incita Corrado Clini, il recentemente nominato Ministro dell’Ambiente, e il governo Italiano a fermare il leasing delle nuove perforazioni al largo e a porre in essere una moratoria su tutto il Mar Adriatico per proteggere quest’area così importante e ricca dal punto di vista biologico; richiama inoltre gli altri leaders a de-carbonizzare il settore energetico italiano e ad investire nelle energie rinnovabili. “Le aree soggette alla perforazione per ottenere gli idrocarburi sono vicine a delle aree marine protette ed ad altri siti di fondamentale importanza nello stretto di Sicilia che sono siti cruciali per la riproduzione di specie migratorie rare come gli squali bianchi, i tonni o le tartarughe marine”, ha dichiarato Nicolas Fournier, coordinatore dell’ufficio di Oceana di Bruxelles. “Il governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino. Non vogliamo dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”. In particolare, crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del Ministero Italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche ... [segue]
#
II comunicato stampa originale in lingua inglese di Oceana:

http://www.guidopicchetti.it/.../ec_stampa%202011/Doc%20Acrobat%202011/1111213%20Oceana_inglese.pdf 
Il comunicato stampa di Oceana in italiano (traduzione di Maria Rita d'Orsogna):
http://www.guidopicchetti.it/.../ec_stampa%202011/Doc%20Acrobat%202011/111213%20Oceana%20ComSt_ital.pdf
#
Articoli analoghi su altri siti web:
- "Abruzzo, esplorazione idrocarburi: a rischio ecosistemi Adriatico"
su "Il Capoluogo Com" del 14/12/11
http://www.ilcapoluogo.com/News/Attualita/Abruzzo-esplorazione-idrocarburi-a-rischio-ecosistemi-Adriatico-72998
#
Commento del sottoscritto a margine del post

L’esplorazione degli idrocarburi in Italia mette a repentaglio gli ecosistemi dell'Adriatico e dello Stretto di Sicilia. Lo ribadisce stavolta l'agenzia Oceana di Bruxelles in un comunicato stampa che Maria Rita d'Orsogna sul suo Blog riporta integralmente. L’organizzazione, che si occupa della conservazione dell’ambiente marino, sollecita Corrado Clini, il recentemente nominato Ministro dell’Ambiente, e il governo Italiano a fermare il leasing delle nuove perforazioni off-shore e a porre in essere una moratoria che possa arrestare la recente evoluzione nello sfruttamento delle risorse idrocarburiche lungo le coste italiane, che può mettere a repentaglio l’integrità del fragile ecosistema marino e la sopravvivenza dei popolamenti costieri delle aree marine interessate.
#

A Folgore SalvaGuardia Ambientale, Gianluca Cecere, Giò Nastasi, Gente Di Mare Divingsailing, Salvatore Addolorato, e Nunzio Di Lauro piace quest'elemento

-------------------------

Yellow Coral - Un'immagine che vale...
di Guido Picchetti (da un'immagine postata su FB)
http://www.facebook.com/...a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater

Yellow Coral - Un'immagine che vale... è questa catturata da Alessandro Brignone durante le esplorazioni in diretta dei Rov del Nautilus in  esplorazioni sui fondali profondi a nord di Pantelleria. Lo ringrazio per la bella immagine e per avermi inserito nel gruppo "PANTELLERIA ARCHIVIO STORICO" dove lui ha postato l'immagine, a mia volta qui da me ripresa.
(Photo by NAUTILUS LIVE - Copyright © 2010-2011 Sea Research Foundation, Inc)
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Ecco cosa ha scritto, a proposito del Nautilus
e del suo equipaggio di ricercatori, Alessandro Brignone a margine dell'immagine dei coralli gialli da lui postata sulla bacheca del gruppo "PANTELLERIA ARCHIVIO STORICO". Riporto il suo commento un quanto lo condivido in pieno: "Ho seguito le loro immersioni sin dall'inizio, quando erano appena arrivati. Avevo trovato il link su twitter e subito postato su facebook, riuscendo a coinvolgere tanti panteschi alla visione di quelle fantastiche immagini. Ero, quando potevo, sempre in contatto con loro. Gente fantastica... rispondevano anche alle mie domande più stupide.... ".
#
Post di Maria Ghelia
Bellissima immagine Guido!! Grazie.
#
Mario Cavallaro ha condiviso la tua foto
#
A Carla Papa, Tonino Centrella, Mario Cavallaro, Pantel Voice, Franco Uggetti, Marie Noelle Michel, e Alessandro Brignone piace questo elemento.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 12/12/11

Trivellazioni a mare, Dipasquale a Sky Tg 24: calma e sangue freddo. "Guardare con mille occhi ogni aspetto"
di Redazione
http://www.ragusanews.com/...a-mare-dipasquale-a-sky-tg-24-calma-e-sangue-freddo


“Da sindaco non ne ho le competenze, ma se fossi chiamato a dare delle autorizzazioni per nuove piattaforme petrolifere in mare, anche alla luce di quanto accaduto nel Golfo del Messico, sarei portato a guardare con 1000 occhi ogni singolo aspetto prima di decidere”. Con queste dichiarazioni, rese in diretta oggi pomeriggio a Sky Tg24, in collegamento da piazza San Giovanni, il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale è intervenuto nello speciale approfondimento “Unità di crisi” che è andato in onda in diretta dal Festival di Venezia con la conduzione del direttore Emilio Carelli. Dipasquale è intervenuto all’interno di un dibattito che ha fatto il punto sui danni causati dagli sversamenti di greggio lungo le coste della Louisiana. In trasmissione, due ambientalisti di fama mondiale, ovvero Kerry Kennedy, presidente onorario della Fondazione Robert F. Kennedy impegnata in prima linea sul fronte per la difesa dei diritti umani e l’ecologista Stephen Bradberry co-promotore insieme alla Fondazione Rfk, della campagna per le opere civiche del Golfo. Fra i contributi del programma, un’intervista a Spike Lee, autore di un film documentario sulla fuoriuscita di greggio da una piattaforma petrolifera che ha provocato conseguenze pesantissime per le coste della Louisiana e un’altra a Philippe Costeau jr, erede della celebre dinastia di esploratori e oceanografi. Dipasquale è stato chiamato in diretta dal direttore di Sky Tg24, Carelli, in quanto “fautore delle trivellazioni a mare”. Il sindaco ha subito però precisato: “Le avranno dato informazioni sbagliate. Non sono mai stato fautore delle trivellazioni a mare. Anzi in mare tutto va affrontato con grande oculatezza perché anche semplici distrazioni possono diventare catastrofi immense. Ovviamente tutto ciò cambia quando discutiamo ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post

"Abbiamo la Vega, l’unica piattaforma che si trova al largo dei nostri mari, ma le autorizzazioni, come quelle a terra, non vengono rilasciate dal Comune ma dalla Regione, e non mi risulta tra l’altro che ci siano ulteriori autorizzazioni." Non sono le parole di un "ignorante" qualunque, ma quelle dell'attuale Sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, che certe cose non può ignorarle con un comune mortale. Tanto più se dice, e sono le sue testuali parole: "alla luce di quanto accaduto nel Golfo del Messico, sarei portato a guardare con 1000 occhi ogni singolo aspetto prima di decidere..." di dare delle autorizzazioni per nuove piattaforme petrolifere in mare. E aggiunge: "ma da sindaco non ne ho le competenze". Ma di quel che può succedere a danno dei cittadini del tuo territorio, altrochè se hai le competenze, caro Sindaco; e anche il "dovere" di informarti, sapere ed agire di conseguenza per la valorizzazione del territorio che rappresenti. Come puoi ignorare che proprio in questi giorni presso i ministeri competenti è in discussione la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per le operazioni di ricerca petrolifera che l'ENI intende avviare con le sue trivelle sul giacimento "Cassiopea" al largo della costa di Agrigento a ben 560 metri di profondità, a una profondità ben 5 volte superiore quella della Vega, con rischi, di conseguenza, ben maggiori e difficilmente calcolabili ? Il litorale di Agrigento confina con quello di Ragusa, e, si sa bene, per il mare i vincoli di competenza territoriale non hanno nessun significato .. O no ?
-------------------------

Osservazioni del Centro Studi Martella contro le prospezioni petrolifere della Spectrum in Adriatico
pubblicata da Teresa Maria Rauzino
http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150413701038130


Ministero dell'Ambiente - Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Divisione III. Attenzione: Concessione D1 BP SP e D1 FP SP Spectrum Geo. Via Cristoforo Colombo, 44, 00147 - Roma.
e p.c. : Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio e l'Arte Contemporanea. Via San Michele, 22 00153 - Roma. -
Gent.mo Ministro dell’Ambiente, Gent.mo Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Gent.mo Ministro delle Attività Produttive
Con la presente comunicazione, il Centro Studi “Giuseppe Martella di Peschici”, componente della Rete nazionale contro le trivellazioni nel mare Adriatico e nel mar Ionio, intende esprimere un deciso NO alle ispezioni sismiche D1 BP SP e D1 FP SP proposte dalla Spectrum Geo di Londra. per la ricerca di idrocarburi lungo ben 700 chilometri della riviera adriatica da Rimini fino a Santa Maria di Leuca, come reso noto dal sito del Ministero dell'Ambiente. I progetti in esame riguardano le ispezioni sismiche con l’invasiva tecnica air gun, a soli 25 chilometri da riva, finalizzate alla possibile installazione di pozzi per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. Data la posizione geografica e la bellezza dell’Italia, una nazione più lungimirante della nostra incentiverebbe con più convinzione la produzione di energia sostenibile, investimento di gran lunga più conveniente delle estrazioni di petrolio. Occorre dunque porsi in un ottica globale e valutare la totalità del progetto in esame con tutte le sue conseguenze a lungo termine. Da questo punto di vista, il documento di VIA presentato dalla Spectrum é da considerarsi incompleto e fuorviante. E’ infatti singolare che in esso vi sia una lunga discussione sulla presunta necessità in Italia di estrarre petrolio dal territorio e dai mari nazionali, e invece non si faccia menzione alcuna dei possibili impatti ambientali, in termini di subsidenza, scoppi di pozzi, rilasci a mare di sostanze tossiche come fanghi e fluidi perforanti o acque di risulta che possono diffondere per decine di chilometri dai punti di emissione. Questo né in generale, né nel particolare delle realtà territoriale interessate dalle concessioni D1 BP SP e D1 FP SP. Fra l'altro, la qualità del petrolio adriatico é pessima, come documentato da vari studi scientifici della prof.ssa Maria Rita D’Orsogna (docente di Matematica Applicata e ricercatrice dell’Istituto per la Sostenibilità della California State University at Northridge di Los Angeles). Anzitutto è difficile da estrarre, a causa della profondità, è “amaro” perché la presenza dei gas sulfurei lo rende altamente corrosivo; è “pesante” perché la struttura molecolare degli idrocarburi è “troppo lunga” per poter ottenere benzina. Durante la ricerca sono previste tre fasi: l’ispezione geologica; l’ispezione sismica con navi specializzate che praticano spari di aria compressa in mare secondo la tecnica dell’airgun; l’eventuale perforazione di pozzi esplorativi. La ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, in un recente convegno a Peschici (24 maggio 2011), ha sottolineato come nelle istanze per ottenere l’autorizzazione ministeriale si tenda a spostare l’attenzione  ... [segue]
#
Commenti a margine su FB
Post di Teresa Maria Rauzino

Maledette trivelle! La Spectrum geo ci riprova con le prospezioni in Adriatico (anche al largo delle Tremiti e del Gargano). Inviate le vostre osservazioni al Ministero dell'Ambiente. Noi lo abbiamo fatto oggi!
#
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale

Oramai è scaduto il termine per la presentazione delle Osservazioni. Noi delle Associazioni Folgore e Demetra di Trani le abbiamo inoltrate a Maria Rita D'Orsogna che le sta raccogliendo tutte per inviarle ai Ministeri e inserirle in un link di eventuale accesso anche in caso di ricorso al TAR
#
Post di Teresa Maria Rauzino

Idem. La prof.ssa d'Orsogna ci ha incoraggiato a inviarne ancora
#
Post di Michele Eugenio Di Carlo

Ho appena finito di preparare le osservazioni per conto del comitato per la tutela del mare. Nella lettera ho censito tutti i parchi nazionali e regionali, le riserve statali e regionali, le aree marine protette che esistono lungo la riviera adriatica da nord di Rimini a Santa Maria di Leuca. Purtroppo, la mia posta certificata non mi riconosce e mi sta facendo perdere tempo e testa.
#
Posrt di Michele Eugenio Di Carlo

Grazie Teresa per aver trasmesso le osservazioni al Ministero. La mia casella di posta certificata mi qualifica come un estraneo...
#
A Marcello Amoroso, Domenico Martino, Tom Delli Santi, Domenico Ottaviano, Marialuisa d'Ippolito, Saverio Ladogana, Santa Picazio, Costantino Piemontese, Michele Eugenio Di Carlo, Passione Territorio, Profondo Rosso, e Guido Picchetti piace questo elemento.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB dell'11/12/11

Premiato a Tolosa in Francia il poster dei ragazzi di Pantelleria
di Guido Picchetti (da una nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=326889523989536


Organizzata dalla "Toulose Business School" in Francia il 23 novembre scorso ha avuto luogo la "Soirée de Gala des AFFICHADES SUP DE CO TOULOUSE". Circa 4000 giovani tra i 18 e ii 24 anni sono stati coinvolti nella selezione dei migliori poster pubblicitari realizzati in Francia nell’ultimo anno. Al termine della serata 24 poster sono stati premiati, suddivisi in sette categoria. Alla pagina web raggiungibile alll'url http://www.esc-toulouse.fr/m_articles.asp?id=1337  troviamo Il "Palmarès" del concorso, giunto quest'anno alla sua 18ma edizione. Per ciascuna categoria sono stati assegnati l' "Affiche d'or", l' "Affiche d'argent" e l'"Affiche de bronze". E, come si può leggere, l' “Affiche de Bronze” nella categoria "Publicités régionales" è stato assegnato al poster del "Festival Mondial de L'image Sous Marine 2011" conclusosi nei giorni scorsi a Marsiglia, poster che è stato realizzato con il disegno firmato da quattro ragazzi panteschi: Lucrezia Errera, Anna lo Pinto, Alessia Teresi e Andrea Costa. Nell'immagine qui unita si può vedere anche come il pesciolino a fasce gialle e rosse, ideato dai ragazzi panteschi per quel poster, sia stato ripreso nella testata della manifestazione, diventando così uno degli emblemi del Festival stesso. Ma ulteriore soddisfazione per Maria Ghelia, curatrice dell'annuale selezione per l'Italia del concorso del poster per il Festival Mondial de Lì'Image Sous-marine, è anche la brochure della prossima edizione 2012 del Festival la quale vede in copertina un disegno realizzato da una giovanissima alunna italiana. Il suo nome è Esthefanny Calderon, 10 anni appena, della Scuola Primaria "Vittorino da Feltre" di Torino, risultata vincitrice assoluta alle ultime finali internazionali del concorso. La brochure è fin d'ora pubblicata sulla homepage del sito del Festival all'indirizzo http://www.underwater-festival.com/  , annunciando la data della prossima edizione in programma, sempre a Marsiglia, dal 31 Ottobre al 4 Novembre 2012.
#
A Filippo Harley Foti, Pasquale Vassallo, Marine Etard, e Maria Ghelia piace questo elemento.
#
Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 8622" del 13/12/2011
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7755

#
Post del sottoscritto a margine dell'articolo su "Pantelleria Internet Com - News 8622"
Anche sul notiziario di Pantelleria la notizia del premio assegnato a Tolosa in Francia al poster dei ragazzi di Pantelleria in occasione del Festival Mondial de l'image sous-marine 2011. Ad essi congratulazioni vivissime e anche a Maria Ghelia, curatrice per l'Italia delle selezioni del concorso internazionale dei poster del Festival.
#
Post di Gianluca Cecere

Bravi!! Luca Siragusa contatta questi ragazzi... sono Vs.vicini!! :):):)
#
A Salvatore Addolorato, Luca Siragusa, Sergio Filmati Di Mare, e Gianluca Cecere questo elemento.
-------------------------

La domenica dei lettori. Il calendario degli incontri con Maria Rita dD'Orsogna a Pantelleria...
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7746

News 8613, Pantelleria 11/12/2011. Sono particolarmente lieto di comunicarvi l’adesione del “Rotary International Pantelleria” all’iniziativa dei prossimi incontri che la Prof. Maria Rita D’Orsogna terrà a Pantelleria nei giorni 2,3 e 4 Gennaio sul tema delle trivellazioni petrolifere. Un’adesione che, con il patrocinio del Comune di Pantelleria, si affianca a quella della “Lega Navale – Sezione di Pantelleria“ (oltre che della “Federazione Nazionale Pro Natura” e “del Comitato Parchi Italia”), e alle preziose collaborazioni dei tre circoli interessati, presso i quali avranno luogo gli incontri con la comunità isolana, secondo il calendario riportato nella locandina qui unita.

Questo il programma:

Lunedì 3 gennaio ore 20,30 presso il Circolo Agricolo di Scauri,
Martedì 3 gennaio ore 17,30 presso il Circolo Khoutek Tracino,
Mercoledì 4 gennaio ore 17,30 presso il Circolo Sporting Club Pantelleria.

#
A Gianfranco Rossetto, Gianluca Cecere e Filippo Harley Foti piace questo elemento.

-------------------------

      
    - Dal 1 al 10 Dicembre 2011

 

 

Dalla mia Bacheca su FB del 10/12/11

No all'Italia Petrolizzata. Giulianova, 7 Dicembre 2011
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/12/giulianova-7-dicembre-2011.html


Cari amici, eccoci di nuovo riuniti per discutere di folli progetti petroliferi nella nostra regione. Come sapete, ci sono in ballo altre quattro concessioni che riguardano la provincia di Teramo e di Pescara e che riguardano Pineto, Roseto, e addirittura la riserva naturale del Borsacchio. Di fronte all'enormità dei progetti, e visto che sono anni che il proposito di petrolizzare l'Abruzzo in mare ed in terrra va avanti, è facile sentirsi stanchi e impotenti. E' facile sentire che è tutto così più grande di noi, e lasciare il passo alla rassegnazione, al fatalismo e rinchiudersi nel proprio tran-tran quotidiano. Purtroppo non sarà l'ultimo degli attacchi. Anzi la difesa del territorio dalle trivelle sarà una lotta per la vita: finchè avremo petrolio sottoterra, ci sarà sempre qualcuno che vorrà trivellarlo, adesso, fra 5 o 50 anni. Non potremo mai dire di avere finito. Sta a noi allora saperci organizzare con gli strumenti che abbiamo a disposizione e senza arrendersi perche sono imperfetti. Sta a noi dire di no, sta a noi educare i nostri figli, i cittadini del futuro al rispetto dell'ambiente. In una parola sta a noi darci da fare, senza paura e avendo fiducia che TUTTI INSIEME possiamo farcela. E' questa la lezione che abbiamo imparato in questi anni - e andiamo per cinque: nessuno può fare molto da solo di fronte alle ditte petrolifere, ma non c'è niente e nessuno - nemmeno l'ENI - che possa fermare un popolo compatto, unito, informato, non-politicizzato, che sa agire per tempo, secondo i canali legali ed esigendo che la volontà popolare venga rispettata senza se e senza ma. I petrolieri li abbiamo già sconfitti: ad Ortona con il Centro Oli lungo la costa dei trabocchi con Ombrina Mare. Sono certa che anche a Bomba presto si arriverà ad una conclusione positiva per la gente: tutti, ma proprio tutti, hanno detto di no, dal Presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, fino all'ultimo residente della zona. E allora cosa c'è da fare nel concreto per la Provincia di Teramo? Occorre informarsi, spargere la voce, e soprattutto indignarsi. Le ditte trivellanti dicono che va bene trivellare perchè i territori del teramano "non hanno particolare pregio". Ma chi sono loro per dire questo? Chi gliela da tutta questa arroganza? Chi li ha invitati qui? Ci sono mai stati loro a Roseto? Che ne sanno loro di che significa quel mare, quella terra per noi? E una volta che siamo consci di quello che vogliono fare, una volta che siamo arrabbiati perchè considerano le nostre riserve naturali "non di pregio" occorre prendere i nostri sentimenti e incanlarli in una azione costruttiva. La legge, sotto quello che si chiama trattato di Aarhus, lo dice chiaramente: l'opinione popolare va rispettata. E questa opinione popolare la si manifesta ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Una lettera di Maria Rita D'Orsogna indirizzata ai suoi amici, ma la cui lettura può essere utile per tutti i cittadini del nostro Paese, all'infuori di quanti, in malafede, certe cose le sanno bene, e che sono non solo "suoi" nemici, ma nemici di tutti coloro che credono, sperano, e si battono per un futuro migliore ...

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 9/12/11

Sicilia: bombe ad aria compressa per cercare il petrolio, ecosistema a rischio
di Peppe Croce
http://www.greenstyle.it/...-per-cercare-il-petrolio-ecosistema-a-rischio-6383.html

9 dicembre 2011. Ci sono buone e cattive notizie riguardo alle attività di estrazione del petrolio offshore nel Canale di Sicilia, specchio di mare da decenni al centro delle attenzioni dell’industria petrolifera. Se da una parte diminuiscono le istanze di ricerca di petrolio e gas tra Sicilia e nord Africa, dall’altra si iniziano a sentire i primi probabili effetti delle attività geosismiche di ricerca al largo della Tunisia. Le istanze di ricerca in meno sono quattro: quelle della Hunt Oil Company che ha rinunciato, il 24 ottobre scorso, a quattro permessi di ricerca del petrolio nel mare di fronte Mazara del Vallo (Tp). I primi due dei quattro, tra l’altro, erano abbondantemente entro i nuovi limiti imposti dall’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Per quattro permessi che se ne vanno dal Canale di Sicilia, ce n’è anche uno che cambia: è il “d 21 G.R. -NP” di Northern Petroleum che ha chiesto, ma non ancora ottenuto, di modificare l’area di ricerca. Contemporaneamente però, Northern Petroleum ha chiesto un nuovo permesso denominato “d 367 C.R.-NP” al largo di Marsala, sempre in provincia di Trapani. Nel frattempo più a sud, tra le coste di Pantelleria e la Tunisia, proseguono le attività di prospezione geosismica di Audax Energy: le navi della compagnia australiana stanno cercando possibili giacimenti di petrolio e gas naturale con la tecnica dell’Air Gun. Un grosso cannone che spara aria compressa in direzione del fondale marino e, come un grande pipistrello, registra l’eco del sottosuolo cercando “suoni” compatibili con le sacche di idrocarburi. Mentre spara però, infastidisce pesci e ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Una delle irregolarità strane su cui meriterebbe, se fossimo un Paese serio, che le nostre autorità competenti indagassero un pò a fondo è relativa proprio alle operazioni di ricerca che l'Audax starebbe effettuando con gli Air Gun nelle acque tra Pantelleria le coste tunisine, secondo le denunce effettuate e riprese dai vari media sia in rete che sulla carta stampata. Come si è visto nei giorni scorsi in occasione delle operazioni di ricerche condotte dalla NP al largo delle coste pugliesi, i tracciati di navigazione delle tre navi utilizzate dalla società petrolifera risultavano in tempo reale ben visibili sulle mappe di marinetraffic.com, come richiesto dalle vigenti norme di navigazione per le navi superiori ad un determinato tonnellaggio. La stessa cosa non avviene invece nel cosiddetto canale "oscuro" dello Stretto di Sicilia, quello compreso tra la costa occidentale di Pantelleria e la Tunisia. Su questo lato i botti degli Air Gun si sentono eccome, ma delle navi che conducono le ricerche off-shore sulle mappe di marinetraffic.com non c'è alcuna traccia... Che siano delle "navi fantasma" ??? D'altronde tutta quell'area marina sembra un deserto, con uno transito marittimo pressocchè nullo, che contrasta stranamente con le innumerevoli concessioni petrolifere che ormai da tempo l'hanno interamente lottizzata... Grazie a Folgore SalvaGuardia Ambientale per la segnalazione dell'articolo...

-------------------------

L’Italia preda delle trivelle texane. Distruzione Italia
by taken
http://www.destinazionethule.it/...preda-delle-trivelle-texane-distruzione-italia-by-taken/


Dicembre 8, 2011. Per prelevare petrolio di scarsissima qualità al 12esimo livello (su 50 di max purezza) lo Stato Italiano ha ceduto la sovranità concedendo licenze di prospezioni e trivellazioni a compagnie straniere e finte nazionali in quasi tutte le Regioni, per derubare l’Italia delle sue ultime e profonde risorse energetiche. I danni ambientali che seguiranno a queste pratiche potranno essere irreparabili per decenni o secoli. Non vi saranno profitti per le popolazioni locali che saranno costrette a convivere in situazioni di inospitalità ed insalubrità.

Ecco cosa dicono la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna e il Dr. Milan Roberto in “L’Italia preda delle trivelle texane”:

In questi ultimi anni l’Italia è tornata nel mirino delle ditte petrolifere di mezzo mondo. Che avessimo piccoli giacimenti di idrocarburi era noto già da molto tempo, ma questi non sono mai stati sfruttati perchè economicamente non conveniente. Il nostro petrolio è di qualità scadente, modesto in quantità, scomodo da estrarre perchè posto in profondità e in una nazione fortemente antropizzata, sismica e soggetta a subsidenza. Oggi si assiste ad una “rinascita” dell’attività petrolifera in Italia. Questo è dovuto senz’altro alla maggior richiesta da parte di India e Cina, al fatto che i migliori giacimenti mondiali sono in fase di esaurimento, a migliori capacità tecnologiche, e soprattutto al fatto che è facile speculare in Italia. Gli stessi petrolieri sulle loro comunicazioni interne parlano di facili guadagni in Italia, di basse royalties, di scarsa opposizione politica, di facilità nell’ottenere permessi ambientali e burocratici. Per esperienza, so che è cosi. Il popolo non è mai sufficientemente informato e spesso ne viene a sapere per caso o o ad affare fatto. I limiti per le emissioni di idrogeno solforato dalle raffinerie italiane è di circa 30ppm, a fronte di un limite massimo tollerabile per la salute umana di 0.5ppm come stimato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le royalties in terraferma sono del 10% e del 4% in mare. In Libia o in Norvegia ad esempio, lo Stato trattiene oltre l’80% dei guadagni ma anche in Canada, dove l’industria non è statale, le royalties sono di circa il 40%. In Italia fino al 2010 si poteva trivellare liberamente lungo le nostre coste, senza limiti. Dall’anno scorso e’ stata introdotta una zona franca di 5 miglia nautiche da riva. In California lo stesso è di 100 miglia da riva, per salvare turismo, pesca e qualità della vita. E’ evidente che in situazioni simili è facile venire in Italia e speculare. Non molti lo sanno, ma ci sono progetti per trivellare parchi, la laguna veneta, le coste siciliane, Pantelleria, le isole Tremiti, il Gargano, i campi del Montepulciano d’Abruzzo, la Pianura Padana, il tutto sul modello della già martoriata Basilicata, il primo esperimento italiano di trivelle a larga scala, iniziato 15 anni fa per opera dell’ENI. Nell’immaginario collettivo c'è l’idea che petrolio equivale a ricchezza, ma non è cosi. Dalla Lucania ogni giorno emergono notizie di petrolio subentrato nella catena alimentare, di rifiuti petroliferi smaltiti fra i campi, di sostanze di scarto che finiscono nelle dighe di acqua, di esalazioni di idrogeno solforato fuori da ogni limite accettabile per la salute umana, di agricoltura compromessa in certi luoghi, di pozzi di petrolio proposti nei pressi di ospedali e centri abitati, di scarsi controlli ambientali e fiscali. Tutte le statistiche Istat continuano a collocare la Basilicata fra le due o tre regioni più povere d’Italia, l’emigrazione aumenta, i giovani non hanno prospettive. Il clima è di forte omertà – la chiesa non si azzarda a parlare, i politici sono troppo timorosi di fare la cosa giusta, e la societa’ civile si sente impotente. L’ENI aveva promesso loro un monitoraggio ambientale che è’ stato messo su solo 12 anni dopo l’inizio delle trivellazioni e che a tutt’oggi è saltuario e incompleto. Non è accettabile, non è giusto.

E questo è quanto afferma l'ing. Giandomenico Tesserin del "Comitato Difesa di Chioggia" in "Il rischio non vale il metano":

Nel 2008 la Legge 133 del Ministro Scaiola concesse di poter attivare i pozzi purchè si dimostrasse che non provocano subsidenza. Ricordiamo che già nel 1967 l’ Ing. Mario Zambon, dell’Università di Padova, denunciava i danni dovuti all’estrazione del metano che aveva provocato la moria dei peschi, l’abbassamento del suolo di m 3.0 nel Polesine e di m 1,60 nel Ravennate con danno alle spiagge. La subsidenza è certa , irreversibile e può verificarsi anche dopo cessate le estrazioni. Ricordiamo che in America le piattaforme per l’estrazione devono stare oltre i 100 km dalla costa, per non danneggiare la salute degli abitanti, il turismo e la pesca. Altrettanto si richiede lungo le coste della Norvegia. In Italia invece le trivelle sono ammesse a soli 5 km dalla costa. C’è da chiedersi se i nostri politici sono impazziti. Non basta sapere che il nostro terreno e simile a quello del Polesine che ha sofferto i disastri degli anni 50-60. Sono talmente irresponsabili da non tener conto che nelle campagne venete molti terreni sono anche 3 m sotto il livello del mare dove sono in funzione 300 idrovore , 24 ore su 24, per non farli diventare delle paludi. Qualsiasi tesoro si trovasse nel sottosuolo non va toccato se ciò può compromettere l’esistenza futura di zone altamente popolate e di valore storico ed artistico, unici al mondo, quali Venezia, Chioggia e tutta la riviera veneta. L’Adriatico è un mare chiuso, a basso fondale (max 50m) con superficie pari ad 1/6 del Golfo del Messico (fondo 1500 m). Un incidente tipo quello della piattaforma sprofondata in quel mare, nel maggio dell’anno scorso, avrebbe provocato una catastrofe inimmaginabile. La nostra forte e decisa protesta va al Ministero dell’Ambiente ed al Ministero dell’Industria e chiediamo la chiusura di tutte le concessioni di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel nostro territorio e nel nostro mare.

Per ulteriori informazioni visitate il sito della Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna!
#
Piace al sottoscritto quest'elemento postato i  Bacheca su FB d a Folgore SalvaGuardia Ambientale.

-------------------------

Sullo sversamento al largo delle coste del Brasile. La Chevron ammette l’errore?
http://www.altrenotizie.org/articoli/ambiente.html
di Sara Seganti


6 Dicembre 2011 C’é qualcosa d’insolito. La Chevron, seconda compagnia petrolifera del mondo, nota per i suoi metodi autoritari, offre pubbliche scuse e si addossa tutta la responsabilità (e i costi) del recente sversamento di greggio al largo della costa brasiliana. Il gigante petrolifero aveva tentato per qualche giorno di minimizzare l’accaduto e di ridimensionare le sue responsabilità, ma ha dovuto battere in ritirata di fronte all’evidenza delle prove portate all’attenzione dell’opinione pubblica, in questo caso da un blog come SkYTruth che ha pubblicato le immagini satellitari del mare inquinato. E per tradizione, la Chevron non batte mai in ritirata. Il danno ecologico ha origine in un probabile errore commesso in una piattaforma offshore nella concessione di Frade, a poco più di 300 chilometri dalla costa di Rio de Janeiro. Probabilmente, la Chevron ha sbagliato i calcoli nella pressione delle trivellazioni che hanno aperto una fuoriuscita di greggio dal fondale. Dall’8 novembre, giorno dell’incidente, si calcola che la quantità di greggio riversato in mare sia compresa tra i 5 e gli 8.000 barili, ma per adesso sembra che le correnti stiano risparmiando le spiagge di Rio. C’è qualcosa di strano anche nella decisione presa da un Brasile candidato a diventare presto uno dei maggiori esportatori di petrolio del mondo: la Chevron ha subito il divieto di operare sul suolo brasiliano fino a che non siano state provate le sue capacità di fare fronte a emergenze e falle nella sicurezza dei suoi impianti, adesso all’esame dell’Agenzia nazionale del petrolio brasiliana. Come a dire, non si esclude che la Chevron abbia dato prova di vera e propria incompetenza. L’Agenzia ha espresso anche apprensione per i metodi utilizzati per fermare la fuoriuscita, come i procedimenti a pressione con l’utilizzo del cemento che potrebbero non essere sufficienti a ripristinare la stabilità dei fondali. Il Brasile non sta concedendo sconti alla Chevron: l’azienda è già stata condannata a pagare 20 milioni di euro, che avrebbero potuto essere di più se non fosse questa la più alta ammenda prevista dalla legislazione brasiliana per danni ambientali. La cifra sembra, in ogni caso, destinata a salire per via degli elevati costi di bonifica e della volontà politica del Presidente Dilma Roussef di trasformare questo caso in un monito per le multinazionali che operano nel paese. La Chevron rischia, infine, di essere esclusa dallo sfruttamento dei giacimenti pertoliferi a 6.000 metri di profondità nell’oceano Atlantico per cui aveva già stanziato miliardi di dollari di investimento e che inizieranno a breve. Cosa può aver portato la Chevron a porre le sue scuse? Già sotto i riflettori di tutto il mondo, la Chevron ha un conto in sospeso in America del Sud sopratutto per i processi che la oppongono all’Ecuador per i gravi danni ambientali provocati negli scorsi decenni dalle pratiche estrattive del petrolio. Se a questa pubblicità negativa, si aggiunge l’attenzione dei media e la forte emotività dell’opinione pubblica dopo il memorabile sversamento avvenuto l’anno scorso nel golfo del Messico, negli Stati Uniti, perfino il management Chevron si è probabilmente trovato costretto a rivedere le sue politiche ... [segue]
#
Commento di Folgore SalvaGuardia Ambientale, che ringrazio per la segnalazione, a margine dell'articolo postato su FB nella bacheca del sottoscritto
LA CHEVRON offre pubbliche scuse e si addossa tutta la responsabilità (e i costi) del recente sversamento di greggio al largo della costa brasiliana...
--------------------------

Trivellazioni inutili e dannose per tutti
di Andrea Dammacco
http://issuu.com/pugliadoggi/docs/pugliadoggi_42


09-12-2011. I commenti della politica. Nessuno le vuole, Tutti d'accordo. Le compagnie sono al lavoro nei tratti di mare prospicienti le nostre coste. E al Ministero dell'Ambiente ci sono altre nove richieste. Le prospezioni sono incompatibili con un territorio legato a doppio filo a pesca, agricoltura e tursimo. Il rischio trivellazioni in Puglia non sembra affatto risolto. Anzi. La Northern Petroleum ha annunciato che il 28 Luglio scorso ha ottenuto dal Ministero per l'Ambiente autorizzazioni a procedere due aree della terra pugliese, a Giove e Rovesti, dando inizio a ispezioni sismiche con la tecnica dell'air gun allo scopo di individuare giacimenti di petrolio. E' il primo atto di quello che può essere definito come un vero e proprio assalto al nostro mare e alla salute pubblica. Ebbene si, perchè sarebbero nove le concessioni in giacenza presso il Ministero dell'Ambiente e dei Beni culturali per l'approvazione di ispezioni sismiche e per la successiva perforazione di pozzi esplorativi allo scopo di estrarre petrolio, che potrebbero avere effetti devastanti sull'ecosistema marino e sul turismo che è grande fonte di guadagno per l'economia pugliese. Non solo. I primi danni potrebbero essere già causati dalle fasi preliminari, dalla tecnica dell'air gun ... [segue]
#
Commento di Folgore SalvaGuardia Ambientale, che ringrazio per la segnalazione, a margine dell'articolo postato su FB nella bacheca del sottoscritto

Leggete l’articolo del settimanale “Puglia d’oggi” del 2 Dicembre 2011: "Trivellazioni inutili e dannose per tutti. A pagina 4 viene citata anche Maria Rita D’Orsogna ...

-------------------------

Studi geologici in Adriatico, la Spectrum ha scritto al Comune
di emanuelebracone@termolionline.it
http://www.termolionline.it/...in-adriatico-la-spectrum-ha-scritto-al-comune-30000.html


09-12-2011 - TERMOLI. Lo spauracchio delle trivellazioni e dei sondaggi geologici in Adriatico è sempre più concreto. Qualche settimana fa avevamo proposto su "Termolionline.it" il movimentismo di alcune associazioni ambientaliste della Puglia, preoccupate dall'istanza presentata da una nuova società la Spectrum, che avrebbe voluto verificare la possibilità di estrazione degli idrocarburi in tutto il bacino del mare Adriatico. Dunque, sarebbe stato interessato anche al tratto relativo al Molise. Detto fatto, lo scorso 16 novembre è giunta anche all'amministrazione comunale di Termoli la richiesta sul procedimento di Valutazione d'impatto ambientale relativo ai permessi di prospezione geofisica per indagini da eseguirsi al largo dell coste che vanno dall'Emilia Romagna alla Puglia, Molise compreso ovviamente. Questa nuova compagine societaria (Spectrum Geo Limited), che ha sede a Londra, e svolge proprio questo tipo di studi geologici ha presentato lo scorso 5 agosto al Ministero dell'Ambiente l'istanza per l'avvio delle ricerche, a 12 miglia fuori dal litorale del mare Adriatico nelle regioni considerate, ma con un'area enorme, pari a 30.810 km quadrati. Nel progetto la durata degli interventi varia da 3 a 5 mesi, dove si acquisirebbero linee sismiche a riflessione con singolo passaggio, con energizzazione del tipo air-gun, per una lunghezza complessiva di 8134 km, da cui desumere l'assetto geologico-strutturale del Mare Adriatico Centrale e Meridionale.
#
Commento del sottoscritto a margine del post in bacheca su FB

Ringrazio Folgore SalvaGuardia Ambientale per la segnalazione

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB dell' 8/12/11

Adriatico. Altri quattro zifii morti
http://www.storiedimare.net/2011/12/altri-quattro-zifii-morti.html?spref=fb

Alexandros Frantzis, del Pelagos Cetacean Research Institute, in Grecia, fa sapere che fra ieri e oggi sono stati trovati, nella stessa zona degli spiaggiamenti del 30 novembre, altri 4 zifii, stavolta tutti già morti. Lo stato di decomposizione indica che la morte è avvenuta praticamente in contemporanea con quelli dei precedenti animali spiaggiati. Si tratta quindi dello stesso fenomeno, che ha coinvolto anche i due esemplari spiaggiati in Italia. Il piccolo, di questi due, non è più stato ritrovato, mentre sulla femmina adulta sono stati fatti alcuni campionamenti, sia da personale del posto, sia da membri della Task Force nazionale, che da Padova hanno raggiunto la Calabria, venerdì scorso. Salgono così a 9 gli esemplari coinvolti.
#
Commento sulla pagina web in calce all'articolo. Federico ha detto...

Che tristezza... Su you tube c'è un filmato molto interessante, girato in Florida, di uno zifide che si spiaggia volontariamente. Sembra quasi voler scappare dall'acqua e cercare il contatto con l'uomo. Probabilmente era malato o qualcosa di simile... questo è il link: http://www.youtube.com/watch?v=NMrBtb2R4zk. Ciao.
#
Post del sottoscritto su FB

Ringrazio Guido Pietroluongo per il post.

-------------------------

Per alcuni capodogli spiaggiati sul Gargano ci fu l'autopsia, ma i risultati furono ignorati...
di Guido Picchetti (da una nota su FB)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=324074470937708


Capodogli spiaggiati, potrebbero essere buttati via - Da "Il Grecale". Due anni fa il disastro ambientale sul Gargano... [segue]
----------------------------
7/12/2011. Riprendo dai miei "Echi di Stampa" del Novembre 2010 . (Vedi http://www.guidopicchetti.it/.../echi_stampa/ec_stampa%202010/ec_stampa_10_11.htm):

Dal sito web del "MINISTERO DELL'AMBIENTE" - 30/11/10
Presentati dati e rilievi di grande interesse scientifico. Relazione sullo spiaggiamento di sette esemplari di capodoglio in Puglia. Al termine delle indagini post-mortem svolte dal Dipartimento di Sanità Pubblica, Patologia Comparata e Igiene Veterinaria, dell’Università degli Studi di Padova, pubblichiamo la relazione tecnica integrale e la sintesi finale sullo spiaggiamento di massa di 7 capodogli lungo il litorale pugliese, compreso tra Cagnano Varano e Ischitella (Fg), avvenuto il 10 dicembre del 2009.
- Approfondimenti:
- La relazione tecnica integrale
http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/notizie/Relazione_Finale.pdf 
- La sintesi finale
http://www.minambiente.it/export/.../notizie/Sintesi_Relazione_Finale_Spiaggiamento_capodogli.doc 
http://www.minambiente.it/home_it/...%2Fnotizia_0208.html&Area=Acqua&lang=it
#
Commento del sottoscritto a margine del post in data 30/11/10

In conclusione: "... i sonar, come quelli correlati alle attività di prospezione (petrolifere, ndr) presenti anche in Adriatico, non possono essere considerati come agenti causali lo spiaggiamento per il loro impatto diretto, per l’assenza di condizioni emboliche, ma possono eventualmente essere tenuti in considerazione come potenziale fattore di disturbo e/o di alterazione del comportamento di questi animali." In altre parole... non hanno provocato l'embolia ai capodogli, ma gli hanno solo rotto i timpani, facendogli perdere il senso dell'orientamento... Che vuoi che sia ?

#
Commento del sottoscritto in data 7/11/11 sulla Bacheca di Folgore Salvaguardia Ambientale a margine dell'articolo de "Il grecale" con la notizia odierna del disseppellimento dei capodogli spiaggiatisi due anni or sono sulla costa del Gargano
.
Non tutti i capodogli spiaggiati nel 2009 furono a suo tempo seppelliti. Alcuni campioni istologici furono inviati all'Università di Padova per cercare di capire le cause dello spiaggiamento di gruppo. Furono escluse eventuali embolie (sic!), ma si accertò, testuale, "un’alterazione delle funzioni nervose ad eziologia esogena che, per quanto minime possono aver alterato il senso di orientamento e della percezione...", in altre parole lesioni agli organi sensoriali preposti all'equilibrio e all'orientamento... E' quello che succede a un comune mortale quando gli si perforano i timpani per un'esplosione. E la relazione fu inviata al Ministero dell'Ambiente, il quale non fa una grinza e continua ad autorizzare i botti dell'Air-gun nelle ricerche petrolifere in tutti i mari italiani... Che bel Ministero dell'Ambiente abbiamo !!!!!!
#
Post di Guido Pietroluongo

E' impensabile "inviare un Capodoglio"...in tutta Italia e alle Isole Canarie furono inviati campioni di alcuni dei 7 Capodogli spiaggiati. Solo di alcuni perchè sugli altri, essendo spiaggiati già morti ed in avanzato stato di decomposizione, i rilevamenti necroscopici effettuati non avrebbero dato risultati reali ma artefatti post-mortem!!! Le lesioni delle funzioni nervose ad eziologia esogena sono dovute al rilascio di "veleni" contenuti nello strato lipidico (blubber) caratteristico della specie. Questi "veleni" oltre a immuno-compromettere gli animali hanno danneggiato anche le loro funzioni sensoriali. E' come dire un veleno neurotossico li ha storditi! Gli air-gun come tante altre attività antropiche e naturali (sonar, terremoti sottomarini...) sono state prese come EVENTUALE CAUSA INDIRETTA PER LA SCELTA DA PARTE DEI CAPODOGLI DI SALIRE IN ADRIATICO e non come causa di spiaggiamento. E' come dire: un uomo obeso che mangia cibi fritti quindi predisposto all'infarto, con una malattia neurodegenerativa come il diabete, un giorno assiste ad una rapina si spaventa e muore di infarto. Non è il rapinatore l'assassino ma i cibi avvelenati e il diabete che non gli ha fatto mai avvertire sintomi dolorosi riferiti!!!! Spero di essere stato chiaro...è spiegato tutto qui: Chiarimenti sullo spiaggiamento dei Capodogli a Foce Varano.(http://www.garganistan.it/2011/07/12/considerazioni_chiarimenti/
). Tutte le considerazioni, la cronologia degli eventi, il risultato dei referti necroscopici e delle analisi condotte, l’elenco di chi è intervenuto, le conclusioni sulle cause sullo spiaggiamento di massa di 7 esemplari di Capodoglio (Physeter macrocephalus) sul litorale compreso tra Cagnano Varano e ... [segue]. Prima di arrivare a conclusioni ed interpretazioni azzardate vi prego di riporre tutta l'attenzione possibile!
#
A Filippo Harley Foti piace questo elemento.
#
3 condivisioni (Filippo Harley Foti, Maria Rita D'Orsogna, e Folgore SalvaguardiaAmbientale)
------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 7/12/11

3 giorni per salvare il nostro pianeta morente! Firma la petizione
da "AVAAZ.Org - Il mondo in azione"
http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?fytIacb&pv=103


07/12/2011, 14:14. Ai leader di Brasile, Cina e Europa: "In qualità di cittadini preoccupati vi chiediamo di mettervi dalla parte dell'Africa e di neutralizzare gli USA e gli altri paesi che stanno facendo di tutto per far fallire il vertice sul clima e distruggere così il nostro pianeta. Vi chiediamo di salvare e rafforzare il Protocollo di Kyoto e di lavorare insieme per siglare un accordo stringente più ambizioso entro il 2015. Il nostro clima è in pericolo e il nostro futuro dipende dalle decisioni che prenderete oggi". Gli oceani stanno morendo, l'aria sta peggiorando, le foreste si stanno desertificando. Dai pesci alle piante, dalla fauna agli esseri umani, stiamo uccidendo il pianeta che ci sostiene, e lo stiamo facendo velocemente. La causa principale della distruzione della natura si chiama cambiamento climatico, e nei prossimi 3 giorni abbiamo la possibilità di fermarlo. Il Trattato ONU sul cambiamento climatico, al momento la nostra ultima occasione per agire, scade il prossimo anno, e una coalizione senza scrupoli a guida americana e composta da paesi esportatori di petrolio sta provando a neutralizzarlo per sempre. E' difficile da credersi, ma stanno barattando la sopravvivenza della natura in cambio di profitti immediati. L'UE, il Brasile e la Cina stanno a guardare: non sono schiavi delle compagnie petrolifere come gli Stati Uniti, ma hanno bisogno di un appello enorme dell'opinione pubblica prima di guidare politicamente e finanziariamente il salvataggio del Trattato ONU. Il mondo è riunito al vertice sul clima per i prossimi 3 giorni per prendere questa decisione cruciale. Diciamo forte e chiaro ai nostri leader che devono mettersi dalla parte del pianeta e non delle compagnie petrolifere - un team di Avaaz è al vertice per consegnare direttamente il nostro appello. Firma la petizione a destra! (Pubblicato il: 3 Dicembre 2011)
#
Commento del sottoscritto a margine del post

Io ho firmato... non so se e quanto servirà.... ma come si sa, la speranza è l'ultima a morire... E qui, come numero di firme, siamo già ad alcune centinaia di migliaia... ma si mira molto più in alto...
#
Post di Gianluca Cecere

Condivido in toto...
#
Post di Macris Mocera

Anch'io ho firmato e condivido e faccio girare... Ma l'obiettivo è troppo ambizioso... Speriamo....
#
Post di Guido Picchetti

Ma per quest'ultima petizione, se l'obiettivo è ambizioso, la meta per darle l'efficacia che merita pare sia molto più vicino. Le firme già raccolte sono ben 220.000... e l'obiettivo da raggiungere è 250.000. Sembrano tante, ma il contatore sta girando con un ritmo frenetico, vedere per credere...
#
Post condiviso da Macris Mocera e Gianluca Cecere tramite Guido Picchetti
#
A Gianluca Cecere, e Roberto Mamone piace questo elemento.
#
Post di Guido Picchetti delle ore 14:45

A cosa sto pensando ? A questo: tra qualche decina di minuti, un'ora al massimo, l'obiettivo delle 250.000 firme della petizione di Avaaz sarà raggiunto e superato. E poi? Sarà trasmessa e ascoltata da chi di dovere, o finirà nel solito dimenticatoio di tutto ciò che riguarda la tutela dell'ambiente in cui tutti viviamo ? Ho forti dubbi. Tocca a noi tutti stare con le antenne dritte e verificare cosa realmente accadrà a quelle 250.00 firme e passa raccolte... E infine diamocene notizia in rete... Abbiamo tutti bisogno di riacquistare un po' di fiducia verso chi ci governa a qualunque livello... E questa potrebbe essere una buona occasione per capire se ciò può avvenire o siamo tutti, governati e governanti sperduti nella nebbia di un declino dell'umanità senza fine...
#
A Andrea Di Pietro piace questo elemento.
#
Post di Guido Picchetti delle ore 15:15

L'obiettivo delle 250.000 firme è stato raggiunto e superato. E sapete cosa è avvenuto sulla pagina web dedicata alla petizione di Avaaz ? Come si fa in una gara di salto in alto quando si supera una certa misura, l'asticella è stata semplicemente spostata più in su... Ma nel nostro caso non di poco... Il nuovo obiettivo da raggiungere per la petizione in questione è ora addirittura raddoppiato e portato a ben 500.000 firme. Non so cosa dire... Che si tratti tutto di una presa in giro ? Spero proprio di no...Ma qualche timore mi rimane e resto a vedere cosa succede... Ma se c'è qualcuno che sa come vanno di solito queste cose lo dica, e ci tranquillizzi... "253,730 hanno firmato. Aiutaci ad arrivare a 500,000", questo è quanto appare attualmente sulla pagina web di Avaaz dedicata alla petizione in questione.
#
Post di Roberto Mamone

Si stimola la partecipazione proponendo obiettivi realizzabili: se poi si superano AVAAZ sposta l'assicella perchè ovviamente l'impatto è maggiore
#
Post di Guido Picchetti

Speriamo che sia proprio così. Ma, se come obiettivo da raggiungere è stato indicato un dato numero di firme con l'impegno poi, come è scritto nel manifesto della petizione, che un team di Avaaz presente al vertice avrebbe consegnato direttamente l'appello ai delegati partecipanti a quel vertice di Durban, a mio giudizio non è bello spostare in corsa quell'obiettivo, in primo luogo senza dare una adeguata informazione ai 250.000 firmatari (per rispetto nei loro confronti) sul perchè viene mutato l'obiettivo da raggiungere per fare una certa cosa, e in secondo luogo non consegnando ancora l'appello ai delegati mondiali come previsto, tanto più che solo due giorni mancano alla conclusione di quel vertice di Durban che si chiuderà Venerdi 7 Dicembre p.v., vale a dire dopodomani...
#
Post di Roberto Mamone

Si stimola la partecipazione proponendo obiettivi realizzabili: se poi si superano AVAAZ sposta l'assicella perchè ovviamente l'impatto è maggiore.
#
A Guido Pietroluongo piace questo elemento.
#
Post di Guido Picchetti

Speriamo che sia proprio così. Ma, se come obiettivo da raggiungere è stato indicato un dato numero di firme con l'impegno poi, come è scritto nel manifesto della petizione, che un team di Avaaz presente al vertice avrebbe consegnato direttamente l'appello ai delegati partecipanti a quel vertice di Durban, a mio giudizio non è bello spostare in corsa quell'obiettivo, in primo luogo senza dare una adeguata informazione ai 250.000 firmatari (per rispetto nei loro confronti) sul perchè viene mutato l'obiettivo da raggiungere per fare una certa cosa, e in secondo luogo non consegnando ancora l'appello ai delegati mondiali come previsto, tanto più che solo due giorni mancano alla conclusione di quel vertice di Durban che si chiuderà Venerdì 7 Dicembre p.v., vale a dire dopodomani...
#
Aggiornamento del sottoscritto su FB alle ore 9:30 dell'8/12/11
Obiettivo petizione di Avaaz: 500,000. Situazione di pochi secondi fa: "487,579 hanno firmato. Aiutaci ad arrivare a 500,000". E dopo ? http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?fytIacb&pv=103
#
Aggiornamento del sottoscritto su FB alle ore10:35 di oggi, 8 Dicembre 2011. "506,051 hanno firmato. Aiutaci ad arrivare a 500,000": questo riporta il sito della petizione di Avaaz. E ora ? In alto è ancora riportata la scritta "3 giorni per salvare il nostro pianeta morente!". Ma il vertice di Durban chiude domani, mi sembra...
#
Aggiornamento finale del sottoscritto alle 10,40. Non ne posso più... L'asticella della petizione di Avaaz è stata spostata ancora una volta in alto, all'obiettivo di 750.000 firme. Non so cosa dire... A me, per dirla in termini gentili, sembra proprio una presa in giro... questo il link se volete controllare ciò che dico: http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?fytIacb&pv=103.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 6/12/11

Ai primi di Gennaio a Pantelleria Maria Rita D'Orsogna. Incontrerà le comunità isolane
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7721


News 8588, Pantelleria, 05/12/2011. Maria Rita D'Orsogna, la docente di fisica all’Università di California figlia di genitori abruzzesi da tempo impegnata in battaglie civili per la tutela ambientale della sua terra natale e non solo, terrà ai primi di gennaio a Pantelleria, graditissima ospite, una serie di incontri nelle contrade dell’isola, per informare la comunità isolana sui rischi connessi alle attività petrolifere off-shore, non solo intorno a Pantelleria, ma anche nello Stretto di Sicilia e nell'intero Mediterraneo. Gli incontri sono in programma il 2 Gennaio presso il Circolo Agricolo di Scauri, il 3 Gennaio presso il Circolo Kohoutek di Kamma, e il 4 Gennaio 2012 presso lo “Sporting Club” di Pantelleria centro. L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune di Pantelleria", ed è promossa dalla "Lega Navale - Sezione di Pantelleria"; con l’adesione dell’ "Associazione Nazionale Pro Natura” e del “Comitato Parchi Italia". Collaborano, oltre ai circoli sede degli incontri previsti, i notiziari in rete "Pantelleria Isola Futura", "Profumo di Mare", "Pantelleria News Internet Com", e "Sicilia on Line". A Maria Rita che, in occasione del suo prossimo viaggio in Italia, ha scelto di iniziare proprio da Pantelleria il suo giro di conferenze in programma in varie località del nostro Paese sul tema della tutela ambientale e dei pericoli che minacciano da più parti il nostro futuro, va fin d'ora il nostro più caloroso ringraziamento. Ma chi è Maria Rita D'Orsogna ? Per chi non conoscesse il personaggio (foto a lato), la risposta nell'intervista riportata in rete sulla pagina web raggiungibile al seguente indirizzo:
http://www.guidopicchetti.it/.../Doc%20Acrobat%202011/Chi%20%C3%A8%20Maria%20Rita%20D'Orsogna.pdf
-------------------------

No, Keep Abruzzo Oil Free. L'ignoranza di Mauro Angelucci, presidente di Confindustria Abruzzo
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/12/lignoranza-di-mauro-angelucci.html

Tuesday, December 6, 2011. - "All'interno dell'istanza per conferimento di Permesso di Ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi 'Villa Mazzarosa' non sono istituite aree naturali protette di nessun ordine e grado (SIC, ZPS, Parchi Regionali o Nazionali)" (dal Permesso Villa Mazzarosa, Novembre 2011, pag. 54, Medoilgas). "La Medoilgas e la Societa' Adriatica Idrocarburi non hanno presentato richieste di concessioni per l’estrazione di gas bensì istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi. Non estrazione quindi ma esplorazione di gas." (Mauro Angelucci, Confindustria, Dicembre 2011). La MOG dice una cosa, la Confindustria il contrario. Non c'è da fidarsi di questa gente. Non sanno nemmeno loro di cosa parlano! E comunque dentro a Mazzarosa c'è la riserva del Borsacchio! Sto morendo dalle risate. Il sito di Confindustria riprende le mie parole e scrive, con un banner continuo, come se fossero le feste di Settembre: "la legge regionale non è stata raggirata". Che ridicoli! Ci credono solo loro! Il sito cita Mauro Angelucci, il presidente di Confindustria: oggi è lui a farci fare altre risate e a venire fuori con altre balle petrolifere, che mostrano tutta l'ignoranza di Angelucci e della sua cricca di Confindustria. Questo Angelucci manda infatti una precisazione a nome di Medoilgas e di Adriatica idrocarburi - l'una quella che sta dietro a Ombrina Mare, l'altra che sta dietro al Centro Oli: l'Adriatica Idrocarburi altro non è che l'ENI sotto nuove spoglie. E cosa dicono lor signori della Confindustria dalla bocca profumata di Mauro Angelucci? Dicono che non si tratta di "estrazione di gas" ma di "istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi". Ah, Ah, Ah .. Ma sanno leggere l'italiano lor signori? Anche io pensavo all'inizio che si trattasse di gas, perchè sono bravi a fare propaganda, e poi mi sono letti i testi, e cosa scopro? Scopro che sono pieni di aggettivi del tipo "petroliferi, petrolio", "idrocarburi liquidi e gassosi" e accanto a ciò parole come "pozzi, 3000 metri, fanghi, torri". Cioè vogliono scavare alla ricerca di quel che c'è - gas o petrolio, non fa differenza -, ma sempre monnezza satura di idrogeno solforato, e fare il buco... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
Questo si chiama "parlar chiaro" ... Brava Maria Rita... Ma, al solito, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire ...
#
Post di Giacomo Collevecchio
Nel rapporto preliminare ambientale della MOG è scritto chiaramente a pag. 1: "In questa sede si vuole sottolineare che un’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi LIQUIDI e gassosi viene presentata al fine di poter iniziare un’attività di esplorazione, ottenendo dalle Autorità una sorta di “esclusività” sull’area per un periodo di sei anni..."; e poi a pag. 19: "Il programma sismico, ossia la disposizione sul terreno delle linee sismiche da rilevare, viene stabilito in base alla valutazione dell'area dal punto di vista del potenziale PETROLIFERO"... PIU' CHIARO DI COSI' !
#
A Rossana Mangifesta piace questo elemento.

-------------------------

Durban, l'appello di Pierre-Yves Cousteau: "La tutela degli oceani è la nostra salvezza"
di AlterEco
http://www.ecoblog.it/post/...-yves-cousteau-la-tutela-degli-oceani-e-la-nostra-salvezza


05 dicembre 2011. - L’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha pubblicato i messaggi di sensibilizzazione alla tutela del Pianeta di alcuni dei suoi collaboratori e sostenitori più celebri. Appelli rivolti alle delegazioni riunite a Durban in questi giorni per la Conferenza sul Clima da persone che hanno fatto della conservazione della biodiversità la loro missione di vita. Tra questi quello di Pierre-Yves Cousteau, figlio di Jacques-Yves Cousteau e fondatore della Cousteau Divers, associazione non profit a tutela della biodiversità marina. Pierre-Yves Cousteau ha ricordato che salvare gli oceani e contrastare il riscaldamento globale è questione di sopravvivenza. La nostra, prima di tutto. Scrive Cousteau: Per miliardi di anni, la vita su questa pianeta si è evoluta, l’atmosfera ha subito delle modifiche ed il clima è cambiato. L’aria che respiriamo oggi è un misto di gas modellato sulle nostre esigenze. Lo strato di ozono che ci protegge dalle radiazioni mortali del sole è stato creato da batteri microscopici. Tutte queste condizioni sono state create da organismi che vivevano milioni e milioni di anni fa, ad un ritmo incredibilmente lento. Oggi, prosegue Cousteau, bruciando i combustibili fossili che la natura ha intrappolato nella Terra, rendendo la nostra atmosfera respirabile e vivibile per noi, minacciamo la nostra stessa sopravvivenza. Il carbonio viene rilasciato nell’aria, si dissolve negli oceani, acidificando le acque e minacciando la sopravvivenza di milioni di creature da cui dipende la sussistenza di tante persone. La temperatura aumenta, il clima è alterato… da una specie che si dice orgogliosa di dominare il pianeta, ma si sta autodistruggendo, ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
Si parla del convegno mondiale sui cambiamenti climatici svoltosi a Durban. A mio commento mi limito a riportare la frase finale del servizio di Ecoblog: "I poeti possono cambiare il mondo, scrive Cousteau. Peccato che a Durban a decidere alla fine siano solo economisti e politici. Vi lascio allo splendido video sulla poesia degli oceani, primo classificato del contest lanciato dallo stesso Pierre-Yves Cousteau per ricordare suo padre". E anche il mio consiglio: guardatelo, ne vale la pena... E per vederlo basta cliccare sull'immagine su a lato.
#
Post di Filippo Harley Foti

I poeti siamo anche noi, Guido, piccole gocce, apparentemente insignificanti, in questo oceano insultato da ricerche indiscriminate, da sversamenti di petrolio, da scorie e da veleni. Ma Facebook ci fa "parlare".. ci dà voce... facciamo tendenza ed opinioni... o no?! I poeti siamo NOI di Facebook e dei nostri modesti siti Web. Credo che da Durban non possa venire molto, scrive Guido Dalla Chiesa ad una mia domanda...: per diminuire le emissioni di CO2, è necessario far cessare la crescita economica, anzi iniziare un processo di decrescita.[Ciò che può succedere con Monti premier... ahi noi...]. [...Chiunque parli in tal senso, non può che essere biasimato ???. Una forma di collasso del sistema è ormai inevitabile. Nessuno può fare molto, ... Solo il nostro spirito e la nostra preparazione per superare un transitorio molto difficile, e magari farlo superare a chi è più giovane e più condizionato dal mondo attuale dei consumi folli...]. Leggi Guido Dalla Chiesa !!! Questo è Durban, questi sono gli ideali degli attivisti e pacifici dimostranti africani e non, che stanno manifestando a Durban. Se volete leggere di Durban e del nostro amato mare seguiteci pure su www.profumodimare.forumfree.it, gPicchetti ed io vi aspettiamo !!!
#
A Filippo Harley Foti, Luca Gioria, Giovanni Rossi Filangieri e Carmelo Nicoloso piace questo elemento. Anche a Angelica Franco Malerba, Carmelo Tomasello, Ferdy Sapio, e Lucia Tripodi piace questo elemento condiviso sulla Bacheca di Carmelo Nicoloso con altri commenti.
#
Post di Lucia Tripodi
Ciao Carmelo, mi permetto di condividere e di ricopiare il pensiero di Cousteau.
#
Post di Carmelo Nicoloso
Fai pure, dobbiamo ringraziare l'amico Guido Picchetti che ci ha permesso di apprezzare questo bel video.
#
Post di Guido Picchetti
Prego.... Lieto di aver fatto cosa gradita...

-------------------------

Pantelleria, bombe d'aria compressa per cercare giacimenti sotto il mare. Ambientalisti e pescatori in rivolta contro la compagnia. Audax, impegnata a cercare idrocarburi: danni irreversibili alla fauna ittica. "Stanno sparendo ricciole e tonni". La compagnia: fandonie
di Dario Prestigiacomo e Lorenzo Tondo
http://palermo.repubblica.it/.../pantelleria_bombe_d_aria_compressa_per_cercare_il_petrolio_sotto_il_mare-26146403/

Pantelleria , 5 Dicembre 2011 - È un suono killer e beffardo nel cuore del Mediterraneo. Viene dalle acque tunisine, dove una nave dell'Audax, compagnia petrolifera battente bandiera australiana, bombarda il mare a colpi d'aria compressa. Si chiama air gun ed è una tecnica molto diffusa tra i cercatori d'oro nero: vere e proprie detonazioni subacquee che utilizzano delle gigantesche bolle d'aria per rilevare la presenza di idrocarburi nei fondali (guarda a lato: il video con le esplosioni). Ormai da anni e senza risultati, pescatori, cittadini e associazioni siciliane ne denunciano gli effetti devastanti sulla vita marina e sul settore della pesca. Lo hanno fatto per esempio la scorsa estate, quando proprio l'Audax chiese al governo italiano il permesso di cercare petrolio nel Banco Avventura, tra Favignana e Pantelleria. Nell'attesa, la compagnia australiana non è stata con le mani in mano e ha ottenuto dalla Tunisia la concessione per perlustrare le sue acque. Dove? Proprio a due passi dai banchi di Pantelleria, a circa venti miglia di distanza da questa gigantesca nursery delle specie marine mediterranee, un patrimonio della biodiversità che nel 2010 l'Onu si è impegnata a proteggere da trivelle. E che adesso si trova a fare i conti con l'onda d'urto degli air gun dell'Audax. "Sarà una coincidenza - dice Alberto Zaccagni, dell'associazione Apnea di Pantelleria, che ha sollevato il caso - ma da quando ci sono queste denotazioni si è assistito a una riduzione notevole della presenza delle specie migranti nel Canale di Sicilia, come tonni e ricciole". Coincidenza o meno, ci sono diversi studi, come quello pubblicato dalle maggiori associazioni ambientaliste europee intitolato "Drowning Sound", secondo i quali gli air gun possono provocare gravi danni a mammiferi, tartarughe e invertebrati, dall'indebolimento del sistema immunitario fino alla morte. "In superficie non si sente niente - afferma Piero Di Malta, sub che dei fondali panteschi conosce vita, morte e miracoli - ma progressivamente gli scoppi crescono d'intensità con l'aumentare della profondità. E quando iniziano le bombe non si vede più un pesce di taglia". Le testimonianze parlano di suoni così forti e inquietanti "tali da far desistere molti sub dalle immersioni ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
Eureka !!! Finalmente un importante quotidiano a livello nazionale quale "Repubblica" (sia pure a quanto risulta, per ora solo on line e in cronaca regionale) riporta la notizia di quanto sta accadendo nei nostri mari nell'ignoranza e nell'indifferenza generale. E la notizia arriva subito dopo la denuncia di ieri del prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara, esperto di livello internazionale sulla vita marina, raccolta da "Il Fatto Quotidiano" relativa agli ultimi spiaggiamenti dei cetacei sulle sponde dello Ionio e sui motivi che potrebbero averli generati . Ma quando avremo qualche organo di stampa nazionale che anzichè limitarsi a raccontare un fatto che è non solo "inquietante", ma in grado di minacciare il nostro stesso futuro, cerchi in una visione più generale di riferirne anche le possibili cause, senza prestarsi al gioco sporco delle lobby di potere ?
#
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale

Il danneggiamento marino e il danneggiamento e la morte di cetacei non fanno scalpore. Fa scalpore la perdita di petrolio in mare e, di conseguenza, finchè non avviene una catastrofe ambientale nei nostri mari solo alcuni media nazionali più sensibili si interessano ai problemi ambientali locali. Che poi tanto locali non sono, perchè nel momento in cui più città, province e regioni vengono interessate da queste ricerche petrolifere in mare, la cosa diventa di carattere nazionale!
#
Articoli simili su "petrolio.blogosfere.it" e su ""fanpage.it" del 6/12/11. e su "Diritto di critica" del 7/12/11
http://petrolio.blogosfere.it/2011/12/bombe-daria-nei-fondali-di-pantelleria.html
http://www.fanpage.it/bombe-d-aria-in-mare-per-cercare-petrolio-polemiche-a-pantelleria/
http://www.dirittodicritica.com/2011/12/07/pantelleria-petrolio-air-gun-31490/
#
A Roberto Mamone, Marco Zappalà, Gianluca Cecere, Luca Gioria, Giovanni Rossi Filangieri, Gianfranco Rossetto, Filippo Harley Foti, Daniele Stuppa e Giò Nastasi piace questo elemento.
-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 5/12/11

Le isole italiane laboratori ideali per rinnovabili e smart grid
di Elena Comelli
http://elenacomelli.nova100..../12/le-isole-italiane-laboratori-ideali-per-rinnovabili-e-smart-grid.html

4 Dicembre 2011. Isole intelligenti nei mari nordici ce n'è già tante. Dalla danese Bornholm alle britanniche Orcadi, nei Paesi dove le tecnologie digitali sono più diffuse le isole sono i tipici banchi di prova delle smart grid. E nel Mediterraneo? All'Italia non mancherebbe la materia prima. Le nostre isole vanno tutte a gasolio, con inquinamento rampante e inefficienze macroscopiche. Basta fare un giro a Stromboli o a Pantelleria per rendersene conto, con tutte le ricadute pestilenziali e l'inquinamento acustico del caso. Eppure molte delle nostre isole rientrano nella "sun belt" del pianeta, quella dove l'energia del sole ha già raggiunto la grid parity, ovvero la competitività con i combustibili fossili. Per non parlare del geotermico cui si potrebbe attingere in aree tipicamente vulcaniche. O dell'eolico offshore, visto che lungo le coste delle isole il vento non manca mai. Sembrano location da manuale per ospitare un mix di rinnovabili e reti intelligenti, abbinate all'uso dei veicoli elettrici, con potenziali ricadute sul turismo di fascia alta, soprattutto dai Paesi del Nord. "Peccato non avere tanti progetti pilota con diversi modelli di business in tutte le isole italiane", suggerisce Antonio De Bellis, vicepresidente di AssoAutomazione in Anie e responsabile per il Mediterraneo dell'unità di business sulle smart grid in ABB. "Sarebbero dei laboratori straordinari, da cui trarre modelli da far studiare alla Bocconi e diffondere poi nel resto del mondo", precisa De Bellis. "In questo modo ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
E Pantelleria che fa ? Sta a guardare, e attende che qualcosa arrivi giù dal cielo...
#
Post di Gianluca Cecere
Guido, dov'è questo progetto dell'Enea? Tu l'hai mai visto? Rimane tutto difficile comunque, l'ho capito anch'io sulla mia pelle...
#
Post di Guido Picchetti
No, non l'ho visto, nè letto, ma penso che venendo la notizia da una giornalista del Sole24Ore non dovrebbe essere difficile reperirlo, o tramite Goggle, o contattando direttamente la giornalista o la sua redazione... Concordo con te sulle difficoltà nel nostro Paese di arrivare a qualcosa di concreto e di utile per la comunità, purtroppo...
#
Post di Gianluca Cecere
Eccolo: http://www.efficienzaenergetica.enea.it/doc/generazione-distribuita/PantelleriaSolea360gradiFeb2011.pdf. E' probabile che si riesca a trovare di più!! Comunque è molto interessante. Un peccato che non sia stato realizzato...
#
Post di Guido Picchetti
Purtroppo sulle isole passare dalle parole ai fatti non è mai facile, anche se quelle parole hanno più che un fondo di serietà.... Chissà pure se qui qualcuno le ha lette...
#
Post di Gianluca Cecere
Leggendolo bene è un progetto magnifico! Contiene molti punti in comune con quello che ho portato a Lampedusa.
#
Post di Guido Picchetti
Comunque lo studio è davvero interessante, specie alla "luce" (per non dire al "buio"...) dell'attuale situazione che vede disservizi e inconvenienti nell'erogazione dell'elettricità agli utenti dell'isola che superano ogni immaginazione, con sbalzi di tensione continui nelle varie ore del giorno, continui e ripetuti blackout: d'estate per l'incapacità di soddisfare la maggiore richiesta di energia elettrica, e d'inverno a causa delle condizioni meteo spesso non buone, che il sistema distributivo non è assolutamente in grado di fronteggiare provocando continui blackout al minimo accenno di pioggia. Per non parlare poi di quando ci sono dei veri temporali con scariche di fulmini, la cui energia viene bellamente assorbita dalle linee che portano la corrente elettrica alle varie utenze, e che per lo più non sono interrate, ma tutte aeree e prive di protezioni adeguate, restando pronte così ad assorbire l'energia di fulmini e saette e a scaricarla poi nelle abitazioni dei malcapitati attraverso gli impianti domestici (elettrici o telefonici che siano), con quali conseguenze per le apparecchiature casalinghe ti lascio immaginare... Un episodio del genere si è verificato a Pantelleria proprio la settimana scorsa con centinaia di modem casalinghi fulminati in varie zone dell'isola, finanche a qualche centinaio di metri dal punto esatto dove ogni fulmine ha scaricato la sua energia. Tanto che ancora oggi sull'isola i modem sono tutti esauriti nei negozi... E personalmente tra i malcapitati c'è anche il sottoscritto che ha avuto fulminati un telefono fax da tavolo Panasonic, un modem Alice wireless, e un telefono base modello Trio della Brondi, per cui sono inutilizzabili anche i due cordless collegati e dipendenti dalla base... Ma che ci vuoi fare ? "C'est la vie" a Pantelleria, bella sotto tanti altri punti di vista...
#
Post di Gianluca Cecere
Ma perchè? Perchè non si realizzano ? Non voglio pensare che sia solo per tangenti... Guido, un ente come l'Enea non poteva, nè doveva fermarsi... Cosa possiamo fare?
#
Post di Guido Picchetti
Cosa possiamo fare? Non sono proprio in grado di darti una risposta... Son già quasi due anni che sto impegnandomi per un solo problema, che è quello che sai, e mi sembra che sia davvero tutto inutile e di girare a vuoto... Ma, a proposito di quanto ti raccontavo sull'incidente sull'isola della settimana scorsa, a me è anche andata bene, essendo a circa trecento circa da dove un fulmine ha scaricato la sua energia, e, se vogliamo, per me il problema maggiore è stato quello di arrivare a capire cosa si era bruciato e cosa no. Ma ad alcuni amici qui della mia zona, che sfortunatamente erano più vicini al punto dove è caduto il fulmine, sono partite apparecchiature ben più costose, come televisori, video-registratori, e altri elettrodomestici, con qualche rischio anche per le persone scaraventate a distanza dell'energia arrivata attraverso le prese elettriche, nelle cui vicinanze si trovavano in quel momento... E non ti racconto balle...
#
Post di Gianluca Cecere

Mi dispiace delle disavventure... ma ti è andata bene!!! ;-) Ti mando una mail oggi o domani, vorrei uno dei tuoi preziosi consigli...
#
A Roberto Giacalone, Fabio Russo, Giuseppe Riccardo Belvisi e Gianpiero Liguori piace questo elemento.
-------------------------

''Che fa la Provincia di Teramo contro le trivelle?''
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Che-fa-la-Provincia-di-Teramo-contro-le-trivelle/62612.htm

Riceviamo dal Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni e pubblichiamo: ''Ormai le compagnie petrolifere dilagano, in mare come in terraferma, e le richieste di permessi di ricerca si susseguono incalzanti ignorando le proteste dei cittadini e delle istituzioni, non risparmiando ambienti marini protetti e delicati come Pantelleria, le Tremiti e in terra ferma oasi come il Borsacchio, lungo la costa teramana. Appare evidente ormai come le nostre Provincie e le Amministrazioni locali non possano più tacere o elevare deboli proteste se intendono rispettare la volontà dei cittadini che in vari modi e non ultimo con le 50mila firme raccolte controlla petrolizzazione hanno detto chiaramente NO. Oltre alle iniziative politiche nei confronti dei Ministeri competenti che gli Amministratori tutti insieme possono intraprendere, ci sono precisi atti amministrativi, previsti dalla legge, come le osservazioni ai progetti presentati, che si possono e si debbono prendere subito. Il Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, oltre che ai comuni interessati dai progetti di ricerca, ha inviato al Presidente della Giunta Provinciale,all' Assessore all'Ambiente e ai Capigruppo Consiliari la seguente lettera: *Al Presidente della Giunta Provinciale, All'Assessore all'Ambiente, Ai Capigruppo Consiliari. Ben quattro richieste per ispezioni sismiche e trivellazioni sono giunte in questi giorni all'Ufficio VIA (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione: due nella prov. di Teramo, Villa Carbone (Canzano, Castellalto,Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano S. Angelo, Notaresco, Bellante), e Mazzarosa (Pineto e Roseto); una, la Cipressi, a cavallo delle prov. di Teramo e Pescara, (Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino/Attanasio, Città Sant'Angelo, Elice, Montefino, Penne); e una, Santa Venere, nella prov. di Pescara, (Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore). E' prevedibile che nei prossimi giorni o settimane ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
Leggetelo. Ecco qual'è la situazione delle concessioni petrolifere in Abruzzo, una delle regioni più belle d'Italia... E lo dico con cognizione di causa, avendoci vissuto per quasi vent'anni, da quando ci arrivai da Napoli nel 1937 (avevo cinque anni appena) e ci rimasi fino a quando nel 1955 mi trasferii definitivamente a Roma e, sposatomi, iniziai a lavorare ad ore in uno studio ingegneristico come disegnatore tecnico... Di Pescara e di alcuni luoghi della sua bella "vallata" (Chieti Scalo, Torre dei Passeri, Popoli, etc., ma anche dell'Aquila), ho pertanto ricordi indimenticabili, legati proprio alla rudezza, alla bellezza e alla genuinità di quel territorio e della sua gente. E non potrebbe essere altrimenti... A Pescara feci i miei studi, dalle elementari alla maturità classica, conseguita la quale, fui spinto a Roma per seguire gli studi universitari, mai terminati... E' un "amarcord" che vi prego di perdonarmi, ma è per farvi intendere la sincerità di questa mia preoccupazione, che si unisce a quella di tanti abruzzesi (ma, a quel che leggo, ancora troppo pochi... ) per quanto può accadere in quella verde regione, trasformandola di nome e di fatto in una nuova "nigeria", mediterranea anzichè africana, ma pur sempre "nera" di petrolio e di altri fattori inquinanti, così in terra come in mare... E' proprio questo che vogliamo ?

-------------------------

Petrolio: allarme "Spectrum Geo". E la Folgore di Trani avvia la petizione on line.
di Adriano Bosco
http://www.monopolitube.it/cronaca/5407-petrolio-allarme--spectrum-geo.html


A pochi giorni dalla conclusione delle prospezioni geosismiche da parte della Northen Petroleum, l’associazione ambientalista “ Folgore SalvaGuardia Ambientale” di Trani ha avviato una petizione on line per chiedere una moratoria contro le ricerche e le possibili trivellazioni petrolifere lungo tutto il mare Adriatico. L’iniziativa, avviata in collaborazione con la ricercatrice italiana residente in California, prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, giunge in concomitanza con il possibile avvio di una nuova campagna di prospezioni geosismiche lungo l’Adriatico. Ad aver richiesto le autorizzazioni, la società inglese con sede a Londra “ Spectrum Geo”, che dovrebbe eseguire le attività di ricerca lungo le zone denominate D1. BP. SP e D1.FP.SP. Le nuove prospezioni dovrebbero essere eseguite tramite la tecnologia air – gun lungo l’intero mare Adriatico, da Rimini fino a Santa Maria di Leuca. E’ intenzione della società inglese vendere gli esiti delle ricerche alle multinazionali che ne faranno richiesta. In realtà, già lo scorso settembre dalle pagine del suo blog personale, la prof.ssa D’Orsogna aveva lanciato l’allarme circa le richieste inoltrate dalla società inglese, e denunciò come, anche in questo caso, nessuno ( ad eccezione della Provincia di Chieti) ha mai prodotto delle osservazioni. Con la petizione on line promossa dall’associazione ambientalista di Trani e dalla prof.ssa D’Orsogna, si intende chiedere ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, di bocciare i progetti della “ Spectrum Geo” e di tutte le multinazionali petrolifere, nel rispetto del mare Adriatico, della volontà popolare e della legislazione vigente. La petizione, è disciplinata dall’art. 6 comma 9 della legge 8 luglio 1986 n° 349, che consente ai cittadini di presentare osservazioni sui progetti sottoposti a VIA e ai sensi del Trattato di Aarhus. Quest’ultimo, recepito anche dall’Italia, afferma che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere vincolante. È possibile sottoscrivere la petizione on line collegandosi al sito: http://www.petizionionline.it/petizione/moratoria-contro-le-ricerche-petrolifere-e-le-trivellazioni-nelladriatico/5777
#
Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
A tutti i miei amici... Firmate, vi prego, La minaccia è grave... e bastano due minuti...
-------------------------

I rumori dell’uomo che uccidono i cetacei
di Giuseppe Notarbartolo Di Sciara
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/04/rumori-delluomo-uccidono-cetacei/175178/


4 dicembre 2011. Poniamo che Italia e Francia, nel corso di un’esercitazione militare congiunta sulle Alpi, abbiano provocato una serie di esplosioni nella zona del Gran Paradiso; e che molti stambecchi in preda al panico si siano gettati giù dai dirupi sfracellandosi. Ne sarebbe venuto fuori un casino con probabili dimissioni dei Capi di Stato maggiore dei rispettivi paesi. Non si capisce perché quando cose simili avvengono sott’acqua nessuno dice niente. Forse perché lontano dagli occhi – in questo caso dalle orecchie – lontano dal cuore? Purtroppo “cose simili” avvengono quotidianamente, nella totale impunità di coloro che perpetrano azioni che di fatto si possono ascrivere alla strage, illegale e deliberata, di specie protette dalla legge. Alcuni giorni, fa tra il 30 novembre e il 1 dicembre, cinque zifi – rari e timidi cetacei presenti anche nel Mediterraneo – sono finiti morenti sulle coste ioniche, sia in Grecia che in Calabria; in quest’ultimo caso erano una femmina con il suo piccolo. Si tratta qui soltanto dell’ultimo episodio di una serie, che ci fa temere che questa specie, una sorta di delfinone lungo oltre 5 m, finirà per scomparire dal Mediterraneo. Gli zifi hanno una grande sfortuna: sono i più sensibili tra i cetacei al rumore, e ci sono suoni, come quelli prodotti dalle navi militari con i moderni sonar a media frequenza, che li mandano nel panico ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine dell'articolo
C'è poco da commentare. Di fronte a quanto sta accadendo nel Mare, e nel Mediterraneo in particolare, non si può pensare di vincere la "guerra" per la loro difesa, combattendo ognuno una battaglia per il proprio "orticello", per quanto giusta possa essere di principio... Agendo così non si va da nessuna parte e si perde solo tempo prezioso. Occorre riunirsi e fare fronte comune con gli altri, cercando di renderci insieme consapevoli dei rischi che stiamo correndo tutti per il nostro stesso futuro. E' indispensabile riunire persone, associazioni, comuni, regioni, governi, comunità a qualunque livello, da quello rionale a quello europeo (e anche internazionale... potendo), intorno a un vero e proprio manifesto, quale può essere ad esempio considerata la denuncia del prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara pubblicata ieri su "Il Fatto Quotidiano". Ma c'è anche una cosa che davvero mi preoccupa. Quelle che uno studioso di vaglia, esperto di livello internazionale sulla materia, per far sentire la sua voce debba ricorrere ad un giornale "politico"... Non ho nulla contro i giornali "politici", sia ben chiaro, di qualunque parte siano. Anzi fanno benissimo ad occuparsi anche di problemi di tutela ambientale, invece che di "gossip", come spesso accade... Ma quale migliore prova di quest'articolo del prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara può esserci di come oggi il mondo scientifico sia del tutto inascoltato da parte di quel mondo politico, che pur avrebbe il dovere primario di udire le sue voci per tentare di governare come si deve, e non essere invece costantemente preda di fenomeni lobbystici e corruttivi ?
#
Post di Guido Pietroluongo
Completamente in accordo con te!
-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 4/12/11

Ricerche petrolifere nel Mediterraneo! Detonazioni subacquee: Canale di Sicilia a rischio
Caricato da ClassMeteo su YouTube
http://www.youtube.com/watch?v=z_xhlWSr990&feature=player_embedded


2/dic/2011. Ricerche petrolifere nel Mediterraneo tramite la tecnica Air Gun, emissione di onde d'urto tra i 100 ed i 500 Hz. A rischio il Canale di Sicilia, costellato da banchi con ricca bio-diversità, e in cui si riproducono moltissime specie di pesci, cetacei ed elasmobranchi.
#
A Daniele Stuppa, Roberto Mamone, Gianfranco Rossetto e Cosimo Micelli piace questo elemento.

-------------------------

Per incontrare la comunità isolana, Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria il 2, 3 e 4 Gennaio 2012
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/...a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater


Ma chi è Maria Rita D'Orsogna ? Per chi non conoscesse questo personaggio (foto a lato), la risposta nell'intervista riportata in rete sulla pagina web raggiungibile al seguente indirizzo:
http://www.guidopicchetti.it/.../Chi%20%C3%A8%20Maria%20Rita%20D'Orsogna.pdf
#
Post analogo anche su "Profumo di Mare" del 4/12/11

http://profumodimare.forumfree.it/?t=59126713#lastpost
#
Post di Giuseppe Galiano
Tutti dovremmo prendere visione di questa intervista e di come i governi ci tengono all'oscuro di tutto ciò che può essere vitale per noi ed il futuro del nostro paese.
#
Post di Rossana Mangifesta

Io la conosco molto bene... la "nostra" Maria Rita... E' stata lei la forza che ci ha spinto in Abruzzo ad ostacolare l'insediamento di un polo petrolchimico come Viggiano,il Centro Oli... Quattro anni di manifestazioni, convegni per informare la gente che era all'oscuro di tutto... Io abito a poche centinaia di metri dal luogo in cui doveva sorgere questo mostro, nel bel mezzo di dodici ettari di vigneti... La mia casa ha visto nascere il primo Comitato contro il petrolio... Adesso sentire che non si è fermata solo al suo bel Abruzzo, ma si è fatta paladina di questa battaglia a livello nazionale mi emoziona tantissimo,e mi emoziona molto anche sapere che molta gente ama il suo Bel Paese e sta cercando a tutti i costi di preservarlo dalle multinazionali che dell'ambiente non gliene frega un bel niente... da Ortona (Ch) Comitato NoPetrolio...
#
A Cosimo Micelli, Miho Tsuruoka, Luca Gioria, Giuseppe Galiano, Folgore SalvaGuardia Ambientale, Gianfranco Rossetto e Toni Palermo piace questo elemento.

-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 3/12/11

Maria Rita D'Orsogna: ospite di Guido Picchetti a Pantelleria
su Profumo di Mare
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59097547#lastpost

Dalla Bacheca di Guido Picchetti su FB del 30/11/11. A gennaio, tre incontri con Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria sul tema delle trivellazioni petrolifere. Da una sua immagine postata su FB. Questa immagine porta la data del 30/11/11. Rappresenta la locandina dell'evento cui si riferiva Filippo Harley Foti nel suo post di ieri in cui manifestava la sua preoccupazione per il mio silenzio su FB. Ringrazio Filippo, ma debbo dirgli che è stato proprio quest'isolamento forzato che mi ha dato il tempo di preparare la locandina dell'evento, da Filippo stesso definito prestigioso... E il "prestigioso" non è assolutamente fuori posto, trattandosi dei tre incontri che Maria Rita D'Orsogna, graditissima ospite, terrà qui a Pantelleria il 2, il 3 e il 4 Gennaio 2012 con la comunità isolana, per informarla sui rischi connessi alle attività petrolifere off-shore già previste per l'isola e il suo mare, ma anche per lo Stretto di Sicilia e dell'intero Mediterraneo... L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune di Pantelleria", ed è promossa dalla "Lega Navale - Sezione di Pantelleria"; con l’adesione dell’ "Associazione Nazionale Pro Natura” e del “Comitato Parchi Italia". Collaborano i circoli “Agricolo” di Scauri, “Kohoutek” di Kamma, e “Sporting Club” di Pantelleria centro; ed i notiziari in rete "Pantelleria Isola Futura", "Profumo di Mare", "Pantelleria News Internet Com", e "Sicilia on Line". A Maria Rita che, in occasione del suo prossimo viaggio in Italia, ha scelto di iniziare proprio da Pantelleria il suo giro di conferenze in programma in varie località del nostro Paese sul tema della tutela ambientale e dei pericoli che minacciano da più parti il nostro futuro, va fin d'ora in mio più caloroso ringraziamento.
#
Post di Filippo Harley Foti

L'Amministratore di Profumo di Mare ringrazia Guido Picchetti per la gentilissima citazione e per le belle parole che, come al solito, spende per il nostro Forum. In bocca al lupo ed "in culo alla balena", "vento in poppa" e chi più ne ha ne metta... per questa più che prestigiosa iniziativa che vedrà protagonista una donna meravigliosa, "terrona" pure Lei come noi legatissimi alla nostra terra, al nostro pianeta blu e naturalmente ai nostri Mari ed a tutti gli oceani del mondo. Guido, Maria Rita grazie di esistere!
 
-------------------------

Sullo spiaggiamento di cetacei sulle coste di Corfù
da una immagine su FB di Guido Pietroluongo per Maria Rita D'Orsogna
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2580112375551&set=p.2580112375551&type=1&theater


Comunicazione importante. Spiaggiamento di Cetacei appartenenti alla specie "Ziphius cavirostris" ieri sulle coste ad ovest dell'Isola di Corfù (minimo 3 esemplari) e sulle coste della Calabria (Area Marina Protetta di Capo Rizzuto: 2 esemplari, una femmina spiaggiata morta ed un cucciolo). Nei prossimi giorni le indagini del Prof. Mazzariol (National Emergency Task Force) e di Giuseppe Notarbartolo di Sciara (tra i maggiori cetologi internazionali presidente Tethys Research Institute) potrebbero rivelare un nesso con le prospezioni geosismiche degli scorsi giorni ad opera delle navi incaricate dalla Nothern Petroleum. Ricordo che questa specie è tra le più sensibili ai rumori di origine antropica ed è regolarmente presente nel canale di Otranto e nello Ionio. (Fonte: Guido Pietroluongo)
#
Commento del sottoscritto a margine del post
L'ho già detto... Troppo vicini i due fatti per essere casuale, le ricerche con gli Air-gun e lo spiaggiamento dei cetacei... Comunque aspettiamo le conferme scientifiche, se ci saranno, speriamo non tra due o tre anni...

#
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale

Con riferimento all’aggiornamento sugli zifii, ci viene comunicato che, dal 27 novembre fino al 2 dicembre, la Marina militare italiana ha condotto esercitazioni (che includono sorveglianza marittima) nel Tirreno centro-meridionale, nello Ionio, e nell'Adriatico meridionale e che almeno una delle navi partecipanti alla esercitazione, la fregata Scirocco, era equipaggiata con due potenti sistemi sonar. I suoni prodotti dai sonar però non possono essere gli stessi che I SOCCORRITORI INTERVENUTI NEGLI SPIAGGIAMENTI DEI CETACEI AFFERMANO DI AVER SENTITO RIPETUTAMENTE AD INTERVALLO DI 10-15 SECONDI UNO DALL'ALTRO, ed ora vi spieghiamo il perché della loro non attinenza. La banda delle frequenze usate dai sistemi sonar va dagli infrasuoni agli ultrasuoni. L'infrasuono è un'onda sonora con frequenza di vibrazione inferiore a 20 Hz (ossia 20 vibrazioni al secondo) quindi inferiore alla soglia di udibilità dell'orecchio umano (gamma di frequenza degli infrasuoni dai circa 16 o 17 Hz fino a limite minimo di 0,001 Hz). Gli ultrasuoni invece hanno delle frequenze superiori a quelle mediamente udibili da un orecchio umano (che vanno dai 20 Hz fino ai 20 KHz). Lo stesso termine ultrasuono chiaramente indica ciò che è al di là (ultra) del suono, identificando con suono solo il fenomeno fisico udibile. Di conseguenza sono da escludere gli eventuali suoni emessi dai sonar in quanto non potevano essere uditi dall’orecchio umano dei soccorritori. Era presente un’altra sorgente emettitrice di questi suoni e, considerato l’intervallo di tempo di 10-15 secondi intercorso tra un suono e l’altro, ci sono buonissime probabilità che fossero in atto attività di prospezioni geosismiche per la ricerca di petrolio nei fondali marini.
-------------------------

Dalla mia Bacheca su FB del 2/12/11

Patto delle Isole, la Sicilia per l'ambiente
http://www.siciliaway.it/patto-delle-isole-la-sicilia-lambiente/304660

1 dicembre 2011. Una firma per il futuro e per l'ambiente, un impegno per politiche energetiche sostenibili. Il vice presidente della Regione e assessore al'Energia, Giosuè Marino, ha firmato a Bruxelles il "Patto delle Isole", l'accordo che impegna la Sicilia e le amministrazioni comunali di Favignana, Lampedusa, Leni, Lipari, Malfa, Pantelleria, Santa Maria Salina e Ustica, ad abbattere le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera del venti per cento entro il 2020. Dopo il "Patto dei sindaci", siglato un anno fa, la Regione ha formalizzato la sua partecipazione al nuovo "Patto", che offre maggiori incentivi alle amministrazioni che decidono di utilizzare fonti rinnovabili e sistemi che abbattano le dispersioni e gli sprechi energetici. "Attraverso l'impegno e il supporto tecnico della Regione - ha dichiarato Marino - tutti i comuni siciliani, hanno adesso l'opportunità di varare progetti sull'utilizzazione delle risorse rinnovabili, sul risparmio e sull'efficienza nell'uso dell'energia".
#

Post del sottoscritto a margine dell'articolo

Incentivi alle amministrazioni delle isole siciliane (Favignana, Lampedusa, Leni, Lipari, Malfa, Pantelleria, Santa Maria Salina e Ustica) che decidono di utilizzare fonti rinnovabili e sistemi che abbattano le dispersioni e gli sprechi energetici. Se son rose fioriranno...
#
Post di Pantel Voice

Guido ti consigliamo di essere più presente su Pantel Voice e Pantelleria News ne stiamo discutendo da qualche giorno e oggi abbiamo scritto all'amministrazione comunale per sapere che posizione hanno loro in merito.
#
Post di Guido Picchetti @ Marco Cirrinesi

Caro Marco, ti ho risposto telefonicamente, ma riporto in breve le mie considerazioni sul tuo post. Seguo con attenzione entrambi i siti da te curati, e ho sempre apprezzato l'impegno che tu personalmente poni nell'evidenziare i tanti problemi che qui sull'isola abbiamo (in aggiunta a tutti i suoi indiscutibili e ben noti pregi...). E se non noti miei commenti al riguardo, non è certamente perchè non condivida le tue idee e le battaglie che porti avanti con l'appoggio di tanti amici che amano sinceramente l'isola... Sai bene che non è così. Ma altrettanto bene sai che personalmente mi sto battendo da tempo per il Mare, quello di Pantelleria in primo luogo, ma anche per lo Stretto di Sicilia, di cui proprio la nostra isola è, o ancora meglio, dovrebbe essere il cuore pulsante, e per il Mediterraneo tutto, che dalle condizioni dello Stretto di Sicilia dipende, per quanto pochi se ne ricordino o si decidano ad ammetterlo... Ambizioso programma certo, ma al quale sto dedicando il poco tempo e i pochi spazi che ancora mi rimangono, a favore di quel Mare che tanto ha arricchito di esperienze e conoscenze la mia vita, augurandomi che possa continuare a fare lo stesso per tutti in futuro... Bonariamente mi rimproveri di non aver notato l'impegno di Pantelvoice su quegli incentivi segnalati in un mio post in Bacheca di due giorni fa, per le amministrazioni delle isole siciliane che decidono di utilizzare fonti rinnovabili. Se ciò è avvenuto è perchè sono stato vittima di un blackout sui collegamenti telefonici e in ADSL a seguito di un fulmine scaricatosi a poche centinaia di metri da casa mia. Fossi stato solo io vittima di ciò (che pure ha messo fuori gioco tre telefoni, un modem wireless e un telefono/fax Panasonic ormai destinati al macero...) passi... Ma la stessa cosa, anzi peggio, è successa anche ad alcuni miei amici che vivono in questa stessa zona (contrada Penna) e che si trovavano sfortunatamente ancora più vicini al punto dove quello stesso fulmine ha scaricato a terra tutta la sua energia, distruggendo registratori e televisori, oltre alle loro apparecchiature telefoniche da me già citate. E non è stato l'unico fulmine che, scaricatosi in questi giorni sull'isola, ha fatto danni di questo tipo. L'ho scoperto proprio stamani, ritornando nel negozio per cambiare un modem nuovo acquistato l'altro ieri sera per potermi collegare in rete senza dover aspettare che Telecom mi rinviasse -se pure lo farà mai- un nuovo Alice Wireless in cambio di quello "fulminatosi". Perchè cambiarlo ? Semplice: il modem appena acquistato (con cui ieri sera mi son potuto collegare in rete) durante la notte ha cessato di funzionare e stamane aveva tutte le sue lucine spente (cose che capitano... ). Ma, è qui sta il punto, stamane in quel negozio ho saputo che tutti i modem nei vari negozi dell'isola sono al momento esauriti, e che lo stesso mio incidente aveva colpito decine e decine di persone in varie località dell'isola. A questo punto ci sono alcune domande che vengono spontanee. E' possibile che dei fulmini possano al giorno d'oggi fare simili danni, passando attraverso cavi elettrici e telefonici per centinaia di metri da un'abitazione all'altra, con rischi non solo per le apparecchiature elettroniche delle casa, ma anche di fatto per le persone che le abitano ? Non sarebbe il caso di fare una valutazione accurata dei danni, e nel contempo verificare se tutti gli accorgimenti tecnici per l'installazione di questo tipo di impianti nelle abitazioni, proprio per far fronte a quei rischi sempre umanamente possibili, siano stati rispettati a qualunque livello, come previsto per legge? Scusa la lunghezza della mia replica... Prendila come conseguenza dell'astinenza di questi giorni... E mi piacerebbe sentire un tuo parere e possibilmente anche quello di altri...
#
A Roberto Mamone piace questo elemento.

-------------------------

L'Associazione Apnea di Pantelleria in tv contro gli Air Gun
di "Un punto nel mare"...home/ambiente/46275-associazione-di-pantelleria-in-tv-contro-gli-air-gun


Dopo la proiezione del video sulle detonazioni subacquee, Alberto Zaccagni è intervenuto sull’argomento “Trivellazioni petrolifere nei nostri mari”, in discussione in studio con Emilio Mancuso, dell’Istituto Studi sul Mare. Per vedere il filmato della partecipazione dell’Associazione Apnea Pantelleria alla trasmissione Class Meteo Show (del canale Class TV MSNBC, 27 digitale terrestre) in diretta telefonica clicca qui http://classmeteo.weather.com/.../trivellazioni-petrolifere-nei-nostri-mari/ . “Il canale di Sicilia - afferma il Presidente dell’AAP - è costellato da molti banchi con una bio-diversità incredibile, praticamente la nursery del Mediterraneo, in quanto qui si riproducono moltissime specie di pesci, di grandi cetacei ed elasmobranchi. Tempo fa al Ministero dell’Ambiente è arrivata una istanza di richiesta di ricerca dalla società petrolifera Audax Energy (d364 cr ax), proprio sui banchi del Canale di Sicilia, alla quale abbiamo posto una ferrea opposizione. Entro pochi giorni dovremmo avere la risposta dal Ministero, riguardo la valutazione dell’impatto ambientale delle concessioni richieste”. Anche Emilio Mancuso, d’accordo con Alberto Zaccagni, sottolinea la pericolosità delle ricerche con uso di airgun: “Onde d’urto che vanno tra i 100 e i 500 hz – sostiene Emilio Mancuso – vengono sentite in tutto un bacino, paragonabile al nostro Mar Mediterraneo. Il Canale di Sicilia è un tratto di mare di elevatissima importanza e queste detonazioni stanno già influenzando le dinamiche comportamentali delle specie che frequentano questa zona”.Fra gli obiettivi di Apnea Pantelleria, non solo l’opposizione alle ricerche petrolifere. L’Associazione è impegnata anche nella salvaguardia dell’ecosistema marino, attraverso la pulizia delle coste dell’isola di Pantelleria. Nell’anno 2011 sono state portate a termine due campagne di pulizia che hanno interessato un tratto di costa della località di San Leonardo e uno di c/da Khattibuale. Il terzo appuntamento dedicato alla cura delle coste pantesche, è per domenica 4 dicembre 2011, dalle 9:30, in località Suvaki (presso la nuova discesa al mare). La partecipazione all’iniziativa è totalmente volontaria e l’invito è rivolto a tutte le associazioni e/o cittadini che vogliano impegnarsi insieme nella tutela e cura dell’ambiente.

Dalla mia Bacheca su FB del 1/12/11

Nello Ionio. Nuovo spiaggiamento di massa di balene della specie dal becco di Cuvier
http://duritos.wordpress.com/2011/12/01/new-atypical-mass-stranding-of-cuviers-beaked-whales/

1 DICEMBRE 2011. E' stata riportata notizia questa mattina di un nuovo spiaggiamento di massa di cetacei elle acque intorno all'isola greca di Corfù. Ad annunciarlo il Dr. Alexandros Frantzis attraverso la mailing list MARMAM (vedi il messaggio che segue). Naturalmente l'evento ha suscitato grande preoccupazione nella comunità scientifica. Potete seguire l'evolversi della situazione attraverso il MARMAM (nelle relative discussioni). Cari amici, ancora una volta abbiamo brutte notizie per quanto riguarda le balene dal becco di Cuvier nel Mar Ionio. L'intero popolamento locale, che è stato ripetutamente colpito da attività navali della NATO (l'ultima volta nel febbraio 2011 ad est della Sicilia) sembra essere costantemente portato verso la sua estinzione ... Oggi 30 novembre 2011 almeno tre balene dal becco di Cuvier si sono arenate sul versante costiero occidentale di Corfù, lungo 23 km di costa. Tutte le balene sono state ricondotte in mare aperto da persone che hanno cercato di salvarle. Una balena è morta in mare aperto a circa 200 metri. Un'altra balena, dopo aver nuotato circa 600 metri in mare aperto, è tornata ad arenarsi a riva nuovamente, a meno che non si trattasse di un esemplare diverso.... E' stato portato ancora una volta in mare aperto dopo il tramonto, per cui non sono disponibili ulteriori informazioni fino ad ora. Il terzo animale non è stato visto dopo che è stato "salvato". Vorrei attirare la vostra attenzione su due "fatti strani": 1) Soccorritori indipendenti in due aree di spiaggiamento diverse hanno riferito che sentivano in zona come dei "fischi" mentre si avvicinano ai singoli animali. I fischi si sentivano anche fuori dall'acqua ad una distanza di 100 m dall'animale (!). E quei suoni si fecero molto più intensi quando i soccorritori entrarono in acqua per avvicinarsi all'animale. I soccorritori hanno continuato poi a sentire quei "fischi" fino a quando hanno lasciato il luogo, due ore dopo la morte di quell'unica balena ...[segue]
#
Post di Folgore Savaguardia Ambientale

A seguito di interpellanza da parte delle Associazioni Folgore e Demetra di Trani diretta alla Capitaneria di Porto di Molfetta, nella quale si notificava il ritrovamento di delfini spiaggiati lungo le nostre coste e l’eventuale correlazione con la presenza di navi adibite a ricerche petrolifere, la Capitaneria di Porto in data 25 novembre ha così risposto: “Questa Autorità Marittima non ha conoscenza di autorizzazioni all’effettuazione di ispezioni geosismiche, nella zona di mare prospiciente il Compartimento Marittimo di Molfetta, da parte di unità navali dedite all’attività di ricerca petrolifera. Inoltre, dalle schede di rinvenimento cetacei compilate dai medici veterinari del Servizio Igiene e Assistenza Veterinaria della A.U.S.L. BA della Regione Puglia, non è possibile risalire alle cause di morte specificate nel foglio di riferimento. Maggiori informazioni in tal senso, potrebbero essere richieste direttamente agli stessi organi veterinari”. Nostro commento: giustamente le navi operano al di fuori della giurisdizione sia della Capitaneria di Porto di Molfetta e sia di qualsiasi altra Autorità Marittima dell’Adriatico pugliese. Sono stati furbi “i signori della Northern Petroleum” a spostare i confini dell’area di ricerca ad oltre 12 miglia dalle nostre coste, tanto da dichiarare: “L’area del rilevamento geofisico 3D ha una distanza minima dalla costa pari a minimo circa 15.4 miglia marine, per cui nessun ente locale è direttamente coinvolto nel procedimento".
#
Post di Guido Picchetti

Due notizie tra le centinaia di e-mail che ho trovato appena ripristinato il collegamento in rete danneggiato dalla scarica di un fulmine... Entrambe da Filippo Di Lauto che ringrazio. Ve le segnalo entrambe, come causa e effetto, se qualcuno avesse ancora dei dubbi... Sono appena terminate le ricerche in 3D (a forza di botti di Airgun) delle navi della NP davanti alle coste pugliese. Ed ecco lo spiaggiamento di cetacei lungo 23 km della costa ovest di Corfù in data 30 novembre 2011 !!! E' questo che vogliamo per il nostro futuro ?
Questo il link sullo spiaggiamento: http://duritos.wordpress.com/...-stranding-of-cuviers-beaked-whales/. Il testo è in inglese, ma sufficientemente chiaro, anche nella traduzione in italiano di Goggle..
.
-------------------------

(copyright Guido Picchetti) 

Share |

Questa pagina è stata aggiornata il 04/02/13.