E'
un omaggio postatomi in Bacheca su FB come augurio di Buon Natale da
"Filmati di Mare". Ho visto il video il 26 mattina a Natale appena
trascorso, e l'ho gustato con piacere per la bellezza delle immagini e
delle musiche. Un piacere che, unendolo con il permesso di "Filmati di
Mare" in apertura a quest'ultimo invio degli "Echi di Stampa" dell'anno
che se ne va, intendo condividere con tutti gli amici destinatari di
questa circolare come augurio per il 2012 che sta per entrare,
soprattutto a favore di quel Mare che tanto amiamo ... (GP) #
Post di Sergio Filmati di Mare
Tanti auguri. Un abbraccio da *Deb e *Ser*. Grazie Guido, mi piacciono
le tue parole. Per condividere sei il padrone. Sto andando spesso a
Massalubrense e ricordiamo con piacere con Lorenzo Corcione, Vincenzo
Coppola, Antonio Fimeroni e gli altri il tempo passato insieme...... Che
bello! Come ti dissi volevo venire a trovarti e dopo tanti anni sarà un
piacere farlo. Sono stato un paio di mesi a Palermo quest'estate, ma non
è stato possibile venire. Bè, lo farò partendo da Roma .....
organizziamo? Un abbraccio e tanti auguri per ogni cosa. *Ser* (Sergio
Parlato). #
Post di Guido Picchetti
Quando vuoi, caro Sergio, qui sto... E la primavera sull'isola, con
tutta l'acqua che sta facendo, si annuncia strepitosa, piena di fiori e
profumi... E il Mare è ancora quello con la M maiuscola, puoi
contarci... #
Post di zanna371
Buon Natale anche a te, Sergio, e felice Anno Nuovo. ---------------------
Come
da segnalazione pervenutaci da Stefano Delle Rose, un rimorchiatore
sospetto dalla sera di mercoledì 28 dicembre si aggira al largo di
Brindisi con una velocità di navigazione di 5,9 kn (la stessa velocità
utilizzata per le ricerche petrolifere a mezzo air-gun). La destinazione
finale risulta essere CAMPO AQUILA (25 miglia al largo di Brindisi dove
l'ENI dovrebbe iniziare a trivellare). Qualcuno ci sa fornire notizie
dettagliate in merito ??? L'immagine è stata catturata alle ore 22 di
giovedì 29 dicembre 2011. # Commento del sottoscritto a margine del post
Grazie della segnalazione. Condivido le vostre preoccupazioni. Ma almeno
le navi in transito davanti alle coste pugliesi hanno la emittente del
segnale AIS in funzione e potete seguirne l'attività. Nello Stretto di
Sicilia, invece, la maggior parte delle navi che navigano a ponente di
Pantelleria, tra l'isola e Capo Bon in Tunisia, hanno l'emittente AIS
spenta e non danno alcun segnale della loro presenza... E' il canale "oscuro" dello
Stretto, attraverso cui passa il traffico "nascosto" del Mediterraneo,
alla faccia di tutti gli accordi internazionali in materia che pur ci
sono... #
Altro commento a seguire del sottoscritto a margine del post
Altro che nave sospetta !!! La "Med 10" è una nave da ricerca che sta
effettuando in questi giorni un chiaro andirivieni al largo del porto di
Brindisi, nella zona dove si trova la concessione "Campo Aquila"
dell'Eni, probabilmente per individuare il punto esatto su cui andrà a
posizionarsi come previsto una nave "FPSO" dell'Eni per dare inizio alle
trivellazioni dei fondali marini sottostanti, ad una quarantina di
chilometri da riva. Ma cos'è una "FPSO" ? Maria Rita D'Orsogna ce lo
spiega bene sul suo Blog. "FPSO" sta per "Floating Processing and
Storage Offshore". E' in altre parole un Centro Oli galleggiante, vale a
dire una nave attrezzata come una mini raffineria, dotata in alto di una
fiamma perenne che brucia, 24 ore su 24, la monnezza petrolifera estratta
dai fondali per depurarla dall'idrogeno solforato contenuto... L'ENI
cominciò a parlare di questo giacimento nel 1993 e ora, dopo 18 anni, è
pronta ad iniziarne la "coltivazione", come con termine gentile viene
definito lo sfruttamento del giacimento. Ed è tutto scritto. Già a
gennaio 2011 si diceva che le attività sul Campo Aquila dell'Eni al
largo di Brindisi sarebbero iniziate nel quarto trimestre del 2011. Ma
nessuno si è mosso e pare che le operazioni dureranno 20 anni almeno.
Auguri. Ma leggetevi cosa diceva Maria Rita a proposito di
quest'argomento il 10 settembre 2011 sul suo Blog. La sveglia l'aveva
data, eccome, ma pochi l'hanno ascoltata. L'url
http://dorsogna.blogspot.com/2011/09/una-fpso-e-il-campo-aquila-brindisi.html.
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Si
torna a parlare di inquinamento da idrocarburi, e dunque di petrolio,
nel Canale di Sicilia. Questa volta però in modo positivo e costruttivo.
Non si tratta di proroghe o di nuove concessioni per indagini
petrolifere ma di un programma di monitoraggio delle correnti marine, il
progetto Calypso, finanziato dal Fondo europeo per lo Sviluppo
regionale, Cooperazione Territoriale europea 2007-2013, PO Italia Malta
2007-2013. Il nome Calypso deriva dalla mitologia greca, Calypso era la
ninfa figlia del titano Atlante (Oceano) che viveva nell’isola di Ogigia
dove naufragò Ulisse durante il suo viaggio verso Itaca. La mitica isola
è stata identificata nell’isola maltese di Gozo, in cui si trova la
grotta di Calypso. Come la ninfa il progetto europeo vuole controllare
una distesa di mare che si trova tra le coste della Sicilia e l’isola di
Malta. Il Canale di Sicilia è un sito fortemente compromesso per
l’inquinamento da idrocarburi, minacciato dalle trivelle di diverse
compagnie di estrazione, come la australiana Audax Energy Ltd.
L’installazione di un’antenna Hf-Radar a radiofrequenze, prevista
nell’area portuale di Pozzallo, nella provincia di Ragusa, servirà a
monitorare le correnti marine di superficie e a rilevare la presenza di
idrocarburi, in modo tale da ottimizzare e migliorare i tempi di
intervento in caso di sversamenti o di fuoriuscite di idrocarburi. Il
programma Calypso è nato dalla necessità di prevenire i danni ambientali
in quest’area del Mediterraneo e di intervenire sui rischi di natura
naturale e antropica. Il patto, siglato dalla protezione civile della
regione ed il Sicilian focal point, è coordinato da un team di esperti
dell’area italo-maltese, tra cui il CNR Istituto per l’Ambiente marino
costiero di Capo Granitola, l’Università degli Studi di Palermo, il Polo
universitario di Trapani e Catania, l’Università di Malta ed altri enti
maltesi e siciliani di tutela ambientale. L’ultimo disastro ambientale
lungo le coste del Niger, nel Golfo della Guinea, dovrebbe far
riflettere sulla pericolosità dell’oro nero e sulla necessità di trovare
fonti di energia alternative al petrolio che, prima o poi, esaurirà i
suoi giacimenti. [Fonti: Ansa; Oceania Research.pdf] # Commento del sottoscritto a margine del post Un pò di ottimismo non guasta mai. Ma se si pensa di ridurre
le minacce ed i pericoli della corsa all'oro nero in atto nello Stretto
di Sicilia e nel Mediterraneo con l'osservazione e lo studio delle
correnti nel Canale, mi sembra davvero troppo... Un tale studio sarà
certamente utile per prevedere le conseguenze in caso di un eventuale
incidente. Ma è come studiare la traiettoria di un colpo di pistola per
sapere dove andrà a colpire, ma senza far nulla per impedire di sparare
a chi sta per farlo... #
Post di Maria Ghelia
Ben detto, Guido!
#
A Roberto Frigerio, SalvaGuardia Ambientale, Maria Ghelia, Antonio Colacino, Luca Gioria, Ines Lommatzsch, Filippo Harley Foti, e Ciro De Angelis
piace questo elemento.
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"...Sono
stati sversati centinaia di migliaia di galloni di petrolio, 32 miglia
lungo la costa del Delaware. Ci sono state le oche nella palude in cerca
di cibo che sono rimaste bloccate quando è arrivato il greggio...",
canta così Steve Forbert, al secolo Samuel Stephen Forbert, nato a
Meridian, Mississippi il 13 dicembre 1954 e cantautore di musica pop. La
canzone "Oil Song", dedicata a Florence Ballard una delle "The Supremes"
morta prematuramente nel 1979, è pubblicata, nello stesso anno, nel 33
giri "Jackrabbit Slim", degno di essere menzionato soprattutto per il
brano "Oil Song", un gradevole pezzo country rock che nei suoi
spettacoli dal vivo continua continua dopo oltre 30 anni ad avere un
discreto successo, in quanto, lasciando inalterata la musica, Steve
adatta il testo in base agli eventi che si succedono. Florence Ballard
divenne celebre al grande pubblico in quanto è stata una dei membri
originali delle "The Supremes" (insieme a Diana Ross e Mary Wilson),
gruppo musicale femminile R & B, etichetta Motown che ebbe una grande
popolarità a cavallo fra gli anni sessanta e settanta, poi caduta in
miseria e dimenticata da tutti. Dicevamo di Steve Forbert. I suoi inizi
sono tutti in salita per questo artista quando, sbarca a New York dalla
natìa Meridian, dove faceva il camionista, si guadagna da vivere facendo
il busker (artista di strada) nella Grand Central Station. Dopo aver
fatto la gavetta nei club del Greenwich Village, firma un contratto con
la Nemperor e pubblica il suo primo disco, che ottiene un buon riscontro
da parte della critica. Il giovane cantautore non inventa nulla di
nuovo, ma usa con notevole padronanza il linguaggio del folk rock, da
qualcuno precocemente mitizzato come il
nuovo Bob Dylan ... [segue] # Commento del sottoscritto a margine del post
Se nel video da me postato sull'ultimo sversamento di petrolio in mare
davanti alle coste della Nigeria, avete apprezzato con me la canzone
"Oil Song" di Steve Forbert che fa da base musicale alle scioccanti
ìmmagini, apprezzerete certamente ancor più la storia di questo brano
che Filippo Harley Foti ci da sul suo "Profumo di Mare", insieme al
testo originale e alla sua traduzione in italiano. Per dirla in breve,
la canzone "Oil Song" è un gradevole pezzo country rock del 1979,
dedicato in origine a Florence Ballard (una delle "The Supremes" morta
prematuramente in quell'anno), che dopo oltre 30 anni l'autore Steve
Forbert continua a proporre con successo nei suoi spettacoli dal vivo,
lasciandone inalterata la musica ma adattandone il testo agli eventi che
si succedono. #
A Giò Nastasi e Filippo Harley Foti piace questo elemento.
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Nigeria
in allerta contro la Shell che annuncia la peggiore fuoriuscita del
decennio. Merda, cosa potevo dire ? Ci risiamo? Credo che questo video
ben riassuma cosa pensare in proposito. Buon Natale da Shell Oil.
Grazie, ragazzi se ve ne andate una volta per tutte. La compagnia
petrolifera dice fino a 40.000 barili di petrolio greggio sono stati
sversati in mare, 75 miglia al largo dalla costa nigeriana. Le comunità
di pescatori della zona erano state poste in stato di allarme dalle
autorità giovedi scorso, dopo che la Shell aveva ammesso una fuoriuscita
di petrolio che, secondo i funzionari del governo, rischia di essere la
peggiore nella zona degli ultimi dieci anni. Una fuoriuscita di petrolio
sulle sponde delle paludi del Delta del Niger. La Shell ha detto che la
recente marea nera rischia di essere la peggiore di un decennio. La
società ha precisato che quasi 40.000 barili di petrolio greggio sono
stati riversati in mare mercoledì scorso mentre veniva trasferito da una
piattaforma petrolifera galleggiante ad una cisterna, 75 miglia al largo
della costa del delta del Niger. Tutta la produzione del campo Bongao,
che produce circa 200.000 barili al giorno, è stata fermata ieri sera.
"Le prime indicazioni mostrano che quasi 40.000 barili di petrolio sono
fuoriusciti in totale. Sono state avviate le procedure previste in tali
casi e sono in funzione i controlli di emergenza e le operazioni
necessarie per rimediare agli sversamenti", ha dichiarato Tony Okonedo,
un portavoce della Shell in Nigeria. Immagini satellitari ottenute da
osservatori indipendenti come Skytruth hanno segnalato che la chiazza di
petrolio sversato in mare era lunga 70 km e si è propagata su una
superficie di 923 chilometri quadrati (356 miglia quadrate). Ma un
leader nigeriano del gruppo per i diritti umani ha dichiarato che la
Shell altera i dati sulla quantità di petrolio fuoriuscito e che le
operazioni di clean-up in corso sono poco efficaci. "La Shell dice che
40.000 barili si sono riversati, e che la produzione è stata sospesa, ma
noi non ci fidiamo perché gli incidenti del passato dimostrano come
l'azienda costantemente dia stime sottovalutate sulle quantità e sulle
conseguenze della sua negligenza", ha detto Nnimmo Bassey, direttore di
Environmental Rights Action, con sede a Lagos . "Ci stanno allertando le
persone, i pescatori e le comunità costiere che hanno potuto osservare
direttamente al largo le conseguenze dell'incidente, che si aggiunge
semplicemente alla lista delle atrocità ambientali della Shell nel delta
del Niger." La fuoriuscita, una delle peggiori al largo della costa
della Nigeria degli ultimi 10 anni, è particolarmente imbarazzante per
la Shell, giungendo solo quattro mesi dopo un importante studio delle
Nazioni Unite che ha affermato che la Shell e altre compagnie
petrolifere potrebbero subire una condanna a 30 anni e il pagamento di 1
miliardo di dollari a causa delle fuoriuscite verificatesi in Ogoniland,
una zona del delta del Niger particolarmente ricca di petrolio, dove
opera appunto la Shell. La società ha anche ammesso la responsabilità
nel mese di agosto per due grossi sversamenti nella regione del delta
Bodo che hanno avuto luogo nel 2008, ma per i quali deve ancora pagare
un risarcimento. Shell, che lavora in partnership con il governo
nigeriano nel delta, sostiene che il 98% di tutte le sue fuoriuscite di
petrolio sono causati da atti di vandalismo, furto o sabotaggio da parte
di militanti e solo una minima quantità di incidenti proviene delle sue
infrastrutture. Ma questo è contestato dalla comunità locale. Shell
proprio ieri ha comunicato di aver anche chiuso nel Golfo del Messico un
pozzo profondo dopo aver riversato in mare 319 barili di liquidi
contaminati. (Fotografia: Pio Utomi Ekpei / AFP / Getty Images)
# Commento del sottoscritto a margine del post Il video che qui potete vedere è particolarmente scioccante. Mostra
le tragiche conseguenze che possono avere incidenti simili a quello
appena verificatori al largo delle coste nigeriane, di cui ci ha dato
Maria Rita D'Orsogna notizia sul suo Blog, da me ieri ripresa qui su FB.
Il video in questione è stato postato su YouTube pochi giorni fa, proprio a seguito
della notizia di questo ultimo sversamento in mare di prodotti
petroliferi davanti alle coste della Nigeria. Ringrazio Filippo Harley
Foti per avermi segnalato il video, ed aver dato notizia su "Profumo di
Mare" del "misfatto" della Shell, totalmente ignorato dalla stampa
nazionale di "regime". Ma lo ringrazio anche per darmi l'occasione così
di fare a noi tutti un augurio, il migliore che si possa fare e che
valga non solo per il 2012, ma anche per tutti gli anni a venire: che
non si debba mai arrivare a dover segnalare incidenti del genere in
Mediterraneo...
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E' di ieri questo servizio di Maria Rita D'Orsogna pubblicato sul suo
Blog. Una marea nera, formatasi a 120 Km dalla costa della Nigeria
durante una operazione di travaso tra navi, ha formato una macchia di
900 Km2, ed è arrivata fino a una decina di miglia da riva... Pare si
tratti del più grande incidente petrolifero degli ultimi 13 anni in
Nigeria. E l'articolo di Maria Rita è un vero e proprio atto di accusa
per dei fatti di cui siamo tutti, chi più chi meno, responsabili. Ma,
quel che è peggio, sono fatti che purtroppo si tenta di nascondere,
invece di prenderli seriamente in considerazione per la concreta
possibilità che altri incidenti simili prima o poi capitino anche qui da
noi, nel nostro Mediterraneo, e con conseguenze ben più gravi. In Italia
infatti di quest'ultima marea nera, iniziata una quindicina di giorni fa
al largo della Nigeria, non s'è saputo nulla. In verità sulla stampa
nazionale si è parlato recentemente di disordini in quel Paese africano,
ma senza fare alcun riferimento alle non poche situazioni di disagio
ambientale estremo che, proprio a causa dello sfruttamento delle risorse
petrolifere, ci sono in varie zone del territorio nigeriano. Non solo,
ma si è anche evitato di riportare i fatti di cui riferisce Maria Rita,
e che invece la stampa americana ha giustamente e prontamente
pubblicato. Eppure nella nuova marea nera sono coinvolte società
petrolifere ben note, come la Shell, l'Eni, e la Total. Ma qui da noi
zitti. E siamo riusciti a far passare tutto sotto silenzio. Meglio
parlare d'altro, gli argomenti per rattristarci non ci mancano certo...
Ma il guaio è che vengono così frustrati anche gli sforzi di chi cerca
di informare e di far capire agli altri i rischi crescenti che
dall'attuale corsa all'oro nero possono derivare nel nostro piccolo e
chiuso "Mare Nostrum". E sono rischi che oggi, possiamo ben dirlo, sono
in grado di coinvolgere tutti i paesi mediterranei, ma che ciascuna
nazione sembra faccia il possibile per nasconderli, non solo ai propri
cittadini (mancando di informarli debitamente al riguardo), ma anche ai
cittadini dei paesi limitrofi, per evitare reazioni sgradite...
TUESDAY, DECEMBER 27, 2011. Quello che la stampa italiana non
dice: "Il campo con perdite in Nigeria era della Shell in
partership con l'ENI". Lo dice invece la NPR, la radio pubblica
USA, un giornalismo eccellente: "Shell operates the Bonga field
in partnership with Italy's Eni SpA, Exxon Mobil Corp., France's
Total SA and the state-run Nigerian National Petroleum Corp.".
In altre parole, L'ENI è proprietaria del campo Bonga e
dunque della sua marea nera al 12.5%. Ho cercato di vedere se il
Corriere, la Repubblica, o qualcuno avesse il coraggio di dire
questa piccola verità, cioè che Bonga è in parte dell'ENI, ma
non l'ho trovata da nessuna parte. Non so quanto grandi fossero
le responsabilità' dell'ENI in questo incidente, ma credo che
sarebbe state giornalisticamente etico riportare che l'ENI è
parte del consorzio che opera con la nave FPSO in Nigeria. E
cosi ora è il turno di perdite petrolifere in Nigeria ad opera
di quei santi della Royal Dutch Shell, con lo zampino più o meno
grande come quello dell'ENI, della Exxon e della Total.
Ad avere avuto problemi è il campo detto "Bonga" a 120
chilometri da riva, e più precisamente con una nave FPSO della
Shell, una delle navi-centri oli che servono a desolforare il
petrolio in mare e poi a stoccarlo prima di convogliarlo su
petroliere. Queste FPSO hanno incorporato mini centrali di
trattamento e fiammella che sputano H2S (idrogeno solforato,
ndr) 24 ore su 24. Esattamente le stesse che volevano costruire
a Rocca San Giovanni e che già operano al largo di Brindisi nel
campo Aquila dell'ENI. A Rocca San Giovanni la volevano
costruire a 9 chilometri da riva. La storia della Shell in
Nigeria è lunga, complessa, e dolorosa e pluridecennale: basti
solo dire che in 50 anni sono stati corresponsabili della morte
di Ken Saro Wiwa, attivista pacifico, che hanno promesso di
fermare il gas-flaring nel 1998, ma che ancora adesso continuano
a farlo, e che corrompono i politici nigeriani a piacimento.
Adesso arrivano le perdite dalle FPSO e le scuse della Shell.
Il 20 dicembre circa, secondo la Shell, la FPSO stava
trasferendo greggio ad una petroliera e ci sono stati dei
riversamenti in mare che hanno causato il più grande incidente
petrolifero degli scorsi 13 anni in Nigeria. La Shell ha
riportato che sono stati persi fra 40.000 e 60.000 barili di
petrolio, circa 1.7 o 2.4 milioni di galloni di petrolio - 6 o 9
milioni di litri. Hanno anche usato dispersanti chimici, e hanno
detto che è stata tutta colpa di una piccola fessura in una
conduttura sottomarina, segno di quanto complesse siano queste
operazioni. Quello che non dicono è che non si sono accorti di
niente: nè della fessura, nè delle perdite, finchè la macchia
non è diventata grande a sufficienza - e con una portata di 6
milioni di litri! Oggi 27 Dicembre dicono che è tutto a posto e
che il petrolio - che inizialmente copriva un area di 900
chilometri quadrati - si è magicamente disperso grazie all'uso
di 5 navi, e che il petrolio non è arrivato a riva, ma "solo" a
11 miglia.
Ma la vera domanda è: perchè la Shell, l'ENI, la Exxon Mobil,
la Total, e il governo nigeriano se ne sono accorti così tardi?
Come hanno potuto lasciare che milioni e milioni di litri di
petrolio finissero in mare prima di fare qualcosa? La Shell sta
cercando di coprire qualcosa? E quante altre perdite "minori" ci
sono, di cui nessuno sa niente? La Shell dichiara: "non siamo i
soli da inquinare". Mal comune mezzo gaudio allora - come i
bambini. L'ENI non dice niente. Dicono pure che puliranno tutto,
pure un altra perdita poco distante dal loro campo Bonga. Evviva
allora. Tutto a posto, fino al prossimo scoppio, fino alla
prossima perdita.
#
A Guido Pietroluongo, e a Filippo Harley Foti piace questo elemento.
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Dalla mia Bacheca su FB del 27/12/11
Petrolio, tra miti e falsità.
Convegno-dibattito con Maria Rita D'Orsogna a Matera di Guido Picchetti (dalla pagina su FB del Movimento Cinque Stelle
Basilicata)
http://www.facebook.com/basilicata5stelle
Questa
la locandina del convegno /dibattito che, promosso dal"Movimento Cinque
Stelle Basilicata" e dalla "OLA - Organizzazione Lucana Ambientalista",
Maria RIta D'Orsogna, dopo Pantelleria, terrà a Matera, Domenica 8
Gennaio 2012. L'appuntamento è per le ore 17,30 presso la "Sala
Conferenze Mediatica Provinciale" della cittadina lucana. Molto
significativo il titolo dell'incontro: "Petrolio tra miti e falsità". Il
link alla locandina:
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=265707573489504&set=a.173423326051263.44889.169347863125476&type=1&theater #
A Giò Nastasi, Gianluca Cecere, Cinque Stelle Basilicata, Francesco D'Alessandro, La
Rossa Berbera, Andrea Spartaco, e Guido Picchetti piace quest'elemento. --------------------
Petrolio in Adriatico: danni e
pericoli. Incontro con la professoressa Maria Rita D’Orsogna, docente
italo-americana, laureata in fisica, insegna matematica applicata alla
California State University a Northridge, Los Angeles, esperta di
sostenibilità ambientale. di Gianni Avvantaggiato
http://www.ambienteambienti.com/lintervista/2010/08/news/petrolio-in-adriatico-2256.html
Agosto 18th, 2010. L’eco dell’arrivo di una piattaforma petrolifera nel
mare tra Polignano e Monopoli, a sud di Bari, ha superato i confini
della Puglia ed ha raggiunto scienziati ed esperti del settore, che
hanno voluto dire la loro. E’ il caso della professoressa
italo-americana Maria Rita D’Orsogna, docente alla California State
University a Northridge, Los Angeles, che giorni fa è intervenuta
all’affollato incontro “Petrolio in Adriatico – Danni e pericoli”
organizzato dal Centro turistico Giovanile Egnatia. A casa dei suoi
genitori a Lanciano in Abruzzo per le vacanze di Natale, la prof.ssa D’Orsogna,
che nell’università statunitense insegna matematica applicata, è stata
raggiunta su internet dall’eco dell’arrivo di una piattaforma
petrolifera al largo tra Polignano a Mare e Monopoli. Ha così deciso di
dare il suo contributo sulle conseguenze irreversibili del pompaggio di
greggio dal fondo dell’Adriatico sulla salute, sull’ambiente e
sull’economia della Puglia in particolare, intervenendo alla riunione
decisa dal comitato “No petrolio sì energie rinnovabili”, per informare
i cittadini dei comuni rivieraschi. «Sapevo di progetti di trivellare la
dorsale adriatica perché è tutto scritto sui siti ministeriali – ci dice
la professoressa D’Orsogna – da Venezia fino a Lecce, dalla Sardegna
alla Sicilia, incluse zone uniche al mondo come Venezia, le isole
Tremiti, Pantelleria. Un giorno mi sono imbattuta in una pagina facebook,
dove si parlava della piattaforma di Monopoli. Ho scritto, ci siamo
organizzati e ho proposto di venire a illustrare la problematica. Ho
raccolto e diffuso tanto materiale per l’Abruzzo e mi sembrava utile
diffondere la conoscenza anche in Puglia. Mi fa sempre molta rabbia che
i cittadini siano gli ultimi a sapere di interventi più o meno funesti
sui propri territori e che la classe politica spesso prenda in esame
questi temi con molta leggerezza e in ritardo». Maria Rita D’Orsogna fa
anche parte di un consorzio interdisciplinare di docenti, per promuovere
la sostenibilità ambientale. «Oltre che in Abruzzo e a Monopoli –
continua la D’Orsogna -, sono anche stata a parlare, di persona o
tramite videoconferenza, in Brianza, a Chioggia, in Basilicata, a
Genova, dove hanno problemi simili. In fin dei conti, l’Italia è una
sola e sta a noi italiani difenderla al meglio delle nostre
possibilità». "Professoressa, entriamo subito nel tema dell’incontro:
quali sono i danni ... [segue] #
Commento del sottoscritto a margine del post
L'articolo-intervista di Gianni Avvantaggiato su un incontro con Maria
Rita D'Orsogna, pubblicato su" Ambienti & Ambienti", risale ad oltre
un anno fa. Ma lo riprendo qui con piacere in quanto aiuta a conoscere
meglio il personaggio che stiamo per ospitare qui a Pantelleria nei
prossimi giorni. E aiuta anche a capire meglio i temi che tratterà quando incontrerà le
comunità pantesche in tre circoli dell'isola (l'"Agricolo" di Scauri,
il "Kohoutek" di Kamma, e lo "Sporting Club" di Pantelleria centro), per
informarle delle minacce concrete che, a seguito delle trivellazioni
petrolifere off-shore sempre più numerose, incombono sui nostri mari, da
quello di Pantelleria e dello Stretto di Sicilia, all'Adriatico e
all'intero Mediterraneo. Orari degli incontri: Lunedi 2 Gennaio alle
20,30 a Scauri, Martedi 3 Gennaio alle 17,30 a Kamma, e Mercoledi 4
Gennaio, sempre alle 17,30, a Pantelleria centro. #
A Giò Nastasi, Maurizio Acerbo, Lia Giancristofaro, Giacomo Collevecchio, Daniele Consolo e Alessandro Brignone piace questo
elemento. --------------------
La
risposta delle autorità alla crisi nella centrale nucleare di Fukushima
Daiichi scatenata dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo in
Giappone è stata caotica e piena di errori. È quanto emerge da un
rapporto in cui vengono presentati i risultati dell'indagine del governo
di Tokyo, che sarà completata entro la metà del 2012. Dal documento
risulta che dipendenti di Tokyo Electric Power Co (Tepco), gestore della
centrale, non erano preparati a gestire le emergenze e affrontare i
problemi scatenati dallo tsunami, come la mancanza di energia elettrica.
Nella centrale mancava un manuale da seguire in casi del genere e gli
operai non erano riusciti a comunicare, non solo con le autorità, ma
anche tra di loro. Gli addetti della società avevano valutato
erroneamente che il sistema di raffreddamento di emergenza funzionasse,
nonostante alcuni segnali di avvertimento. Nel rapporto si ammette
tuttavia che anche se il sistema avesse funzionato correttamente, i
danni provocati dallo tsunami avrebbero probabilmente portato comunque a
una fusione. Una migliore risposta avrebbe potuto in ogni caso ridurre i
danni al nucleo, nonché le fuoriuscite di radiazioni ed esplosioni di
idrogeno che si sono verificate in due reattori. Il rapporto di 507
pagine è basato sugli interrogatori di oltre 400 persone, tra cui
dipendenti dell'impianto di Fukushima e funzionari del governo. Secondo
quanto scritto, le autorità avevano sottovalutato il rischio di tsunami
pensando che l'altezza delle onde non avrebbe superato 6 metri. Nel
rapporto ... [segue] #
Commento del sottoscritto a margine del post
Andiamo bene... I dipendenti della Tokyo Electric Power Co (Tepco),
titolare della centrale, non erano preparati a gestire le emergenze. E
non solo quelle di uno tsunami, ma neppure quelle più banali determinate
dalla mancanza di energia elettrica. Nella centrale mancava addirittura
un manuale da seguire in casi del genere. Vedi cosa vuol dire essere
troppo bene abituati ? Qui a Pantelleria invece siamo avezzi a continui
balzi di tensione, a fulmini e saette, a black-out improvvisi e
ripetuti... E forse uno tsunami farebbe meno danni... Ma sarà poi vero ? #
Post di Andrea Gabriele
Non potevano farci niente; il sistema di raffreddamento di emergenza
primario è saltato a causa della mancanza di energia elettrica, e il
secondario (pompe a diesel) è saltato perchè l'edificio che le conteneva
è stato allagato dallo tsunami. La diga che avrebbe dovuto contenere lo
tsunami, infatti, era alta appena sei metri (ed è stata investita da
onde di dodici metri). E' bene ricordare che tutto ciò non sarebbe
potuto succedere in un reattore moderno perchè presenta due ulteriori
sistemi di raffreddamento, per altro di tipo passivo. #
A Mauro Brusà e Filippo Harley Foti piace questo elemento. -----------------------
16/09/2011 - Il mare italiano è sotto attacco petrolifero. Infatti,
secondo gli ultimi dati ufficiali aggiornati al 31 luglio 2011 –
reperibili sul portale Unmig (Ufficio Nazionale Minerario per gli
Idrocarburi e le Georisorse) del ministero dello Sviluppo economico –
sono 66 le concessioni di coltivazione idrocarburi vigenti, alle quali
se ne potrebbero aggiungere altre 11. Tante quante il numero delle
ultime istanze di concessione in fase di valutazione. Uno scenario
favorito dalle bassissime royalties imposte alle compagnie petrolifere,
da versare a favore di Stato e Regioni. Infatti, le compensazioni
ambientali per le estrazioni off-shore sono pari al 4% per la risorsa
greggio e al 7% per la risorsa gas. Una miseria, se si pensa che in
Norvegia l’imposta estrattiva arriva fino al 50% dei ricavati. In poche
parole, in Italia, grazie a regimi fiscali convenienti e a norme molto
permissive – come il decreto di riforma del Codice ambientale voluto nel
mese di giugno 2010 dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo,
al fine di sancire come le attività di “ricerca ed estrazione del
petrolio saranno vietate per una fascia di mare di cinque miglia lungo
la costa” – trivellare è più facile che altrove. Nelle ultime settimane
sono oltre 30 mila i chilometri quadrati, lungo tutto l’Adriatico da
Rimini a Santa Maria di Leuca, ad essere minacciati. Cinque le regioni
coinvolte, dall’Emilia Romagna alle Marche, dall’Abruzzo al Molise e
alla Puglia. A far paura, ironia della sorte, è la Spectrum Geo LTD, una
società inglese a responsabilità limitata, che – fiutando l’affare su
due concessioni in giacenza (d1 BP SP e D1 FP SP, ndr) – ha richiesto il
parere positivo del ministero dell’Ambiente per poter eseguire ispezioni
sismiche finalizzate alle ricerche petrolifere. La tecnica utilizzata
per questi sondaggi – denunciano WWF, Emergenza Ambiente Abruzzo e
Italia Anti Whaling Events – è quella dell’air-gun, basata su continue
esplosioni di aria compressa, sui fondali marini, ogni 5-10 minuti, che
mandano onde riflesse da cui elaborare dati sulla composizione del
sottosuolo. “Questi spari – come sostiene Maria Rita D’Orsogna,
professore associato presso il Dipartimento di Matematica della
California State University di Northridge – sono dannosi per i pesci
perché possibile causa di lesioni e perdita dell’udito. Una cosa
gravissima in quanto alcune specie si servono dell’udito per orientarsi
o per trovare cibo. Il pericolo è quello dello spiaggiamento”. L’air-gun
tra le possibili cause dello spiaggiamento di sette capodogli avvenuto a
Peschici nel dicembre del 2009? Ipotesi da questo fronte arrivano da uno
studio, pubblicato su ... [segue]
# Commento del sottoscritto a margine del post
L'articolo di Pietro Dommarco non è proprio di ieri, ma risale al 16
Settembre scorso, ed è stato pubblicato sull'edizione web del mensile "Altreconomia".
Mi era sfuggito, ma lo riprendo ben volentieri tra gli "Echi di Stampa"
odierni per il punto della situazione che, in tema di trivellazioni
petrolifere intorno alle coste italiane fa, e che oggi, a quasi tre mesi
di distanza, è ulteriormente peggiorata, arrivando ad interessare anche
la costa occidentale della Liguria e persino la Costa Azzura, dove si
annunciano trivellazioni a 30 km di distanza dalla linea di riva, contro
i 100 km vigenti come distanza minima dalle coste per le operazioni
petrolifere off-shore negli Usa ...Ed è tutto dire... ------------------------
Mon
Jan 02 2012 at 08:30 pm - Venue: Pantelleria. Maria Rita D'Orsogna
incontra la comunità isolana di Pantelleria per informarla sui rischi
connessi alle attività petrolifere off-shore già previste intorno
all'isola e nel suo mare, ma anche nello Stretto di Sicilia e
nell'intero Mediterraneo. L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune
di Pantelleria", ed è promossa dalla "Lega Navale - Sezione di
Pantelleria"; con l’adesione dell’ "Associazione Nazionale Pro Natura” e
del “Comitato Parchi Italia". Collaborano i circoli “Agricolo” di Scauri,
“Kohoutek” di Kamma, e “Sporting Club” di Pantelleria centro; ed i
notiziari in rete "Pantelleria Isola Futura", "Profumo di Mare",
"Pantelleria News Internet Com", e "Sicilia on Line". Maria Rita, in
occasione del suo prossimo viaggio in Italia, ha scelto di iniziare
proprio da Pantelleria il suo giro di conferenze in programma in varie
località del nostro Paese sul tema della tutela ambientale e dei
pericoli che minacciano da più parti il nostro futuro. Gli incontri
avranno il seguente calendario:
LUNEDI' 2 GENNAIO
2012 - 20:30 - Circolo Agricolo - Scauri
MARTEDI' 3 GENNAIO 2012 - 17.30 - Circolo Kohoutek - Tracino
MERCOLEDI' 4 GENNAIO 2012 - 17.30 - Circolo Sporting Club -
Pantelleria Centro
Courtesy info and promo: Guido Picchetti # Commento del sottoscritto a margine del post
A parte l'errore di denominazione dello Stretto, che è quello "di
Sicilia" e non "di Messina", il resto del comunicato di "All Events in
Italy" è esatto, e ringrazio quel sito web per la diffusione della
notizia... #
A Folgore SalvaGuardia Ambientale e Renato Ghittoni piace questo
elemento. ------------------------
23 dicembre 2011, BARI - Ha combattuto contro le onde. Ha rischiato più
volte di finire sulla spiaggia. Guardia costiera e vigili del fuoco
hanno sfidato il mare in tempesta pur di salvarlo. Ma quando l’hanno
raggiunto per riportarlo al largo, era già morto. E’ stata un’amara
scoperta per i sommozzatori vedere morire sotto i propri occhi un
bellissimo delfino femmina. L’esemplare, una femmina di stenella della
lunghezza di circa 2,5 metri, è stato recuperato nelle acque del
canalone, a pochi metri dal lido Il Trampolino, nel quartiere San
Girolamo. L’ultima volta era stato avvistato più di un mese fa l’8
novembre nelle acque del porto. Le sue evoluzioni destarono la curiosità
... [segue]
# I fotogrammi dei soccorsi (fonte:Arcieri)
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/fotogallery/puglia/2011/12/delfino_bari/i-fotogrammi-soccorsi-1902636621563.shtml#1
# Commento del sottoscritto a margine del post
Dell'articolo di Valentina di Marzo riporto e metto in evidenza l'ultima
frase: "Nel corso di quest’anno sono stati oltre 50 i delfini spiaggiati
sulle coste della Puglia. Altri esemplari sono stati rinvenuti, in
avanzato stato di decomposizione sulla costa di Trani, Bisceglie,
Molfetta, Santo Spirito, Mola di Bari, Brindisi Porto Cesareo e Torre
Colimena". E le cause ? E' un tabù chiedersi il perchè, avanzare
ipotesi, chiedere parere ai vari "esperti"? Esperti sempre pronti ad
intervenire se si tratta di andare in TV, ma restii ad esporsi quando si
tratta di andar controcorrente... E in questo momento di attacco
generale al Mediterraneo, la "corrente" si sa bene da che parte tira... -------------------------
L'uomo
è costantemente impegnato nella ricerca di nuove fonti energetiche e una
di questa, IL PETROLIO, è un'altra grande minaccia
dell'ecosistema dei nostri mari . . . Dal programma "e se domani" del 23
dicembre 2011.
# Commento del sottoscritto a margine del post Se tanto mi dà "tanto", e il massimo che la scienza può fare è il
"pesce automa" in grado di misurare in incognito il grado di
inquinamento delle acque sui fondali stiamo proprio a posto !!! Ma la
cosiddetta "scienza" non potrebbe pure impegnarsi almeno in parte a
pretendere dai politici il rispetto di quelle convenzioni internazionali
che gli stessi politici hanno da tempo stabilito per proteggere quegli
ambienti naturali in cui la stessa scienza opera, e di cui più di altri
ha conoscenza dei pericoli incombenti, come il Mare appunto ? -------------------------
Docente di fisica presso il Dipartimento di Matematica della "California
State University at Northridge", a Los Angeles, Maria Rita D'Orsogna,
abruzzese di nascita, è da tempo impegnata in battaglie civili per la
tutela ambientale della sua terra natale e non solo. E' di qualche
giorno fa la notizia del prestigioso riconoscimento di "Ambasciatore
della Natura" per l'anno 2012, che verrà assegnato alla prof.essa D'Orsogna,
per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale,
ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo. Pantelleria ospiterà
Maria Rita D'Orsogna nel 1° importante incontro nazionale (sarà poi
impegnata nelle città di Lecce, Matera, Foggia e Pescara) per discutere
ed informare circa i rischi connessi alle attività petrolifere off-shore
che stanno interessando Pantelleria, il Canale di Sicilia e l'intero
Mediterraneo. L'incontro, declinato in tre appuntamenti, seguirà il
presente programma: 2 Gennaio 2012 presso il Circolo "Agricolo" - c/da
Scauri; 3 Gennaio 2012 presso il Circolo "Kohoutek" - c/da Kamma; 4
Gennaio 2012 presso il Circolo “Sporting Club” - Pantelleria centro.
L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune di Pantelleria", è promossa
dalla "Lega Navale - Sezione di Pantelleria", vi aderiscono l’
"Associazione Nazionale Pro Natura” del “Comitato Parchi Italia" e
l'Associazione Apnea Pantelleria, attraverso il progetto "Un Punto Nel
Mare". Collaborano, oltre ai circoli sede degli incontri previsti, i
quotidiani/blog on.line "Pantelleria Internet", "Profumo di Mare",
"Pantelleria Isola Futura" e "Sicilia on Line".
Approfondimenti: -
Chi è Maria Rita D'Orsogna -
Scarica
la locandina dell'evento
# Commento del sottoscritto a margine del post
Ringrazio "Vivere Pantelleria" per la divulgazione della notizia sui
prossimi incontri di Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria, ma con
l'occasione invito i miei amici a dare anche un'occhiata questo bel sito
web che molto bene presenta l'isola, le sue caratteristiche, e altro
ancora...
#
A Giò Nastasi e Filippo Harley Foti piace questo elemento. -------------------------
Esplosione
nell'impianto Isab: popolazione invitata a non uscire da casa.
Incidente in un impianto Erg in Sicilia. I giornali tacciono ma si
temono conseguenze per la salute
www.cadoinpiedi.it
E'
accaduto ieri a Catania, ma è finito nell'oblio del silenzio. Nessun
giornale ha riportato la notizia, eppure nella mattinata una forte
esplosione, con conseguente fuoriuscita di fumo, è avvenuta
nell'impianto Isab di Priolo (Siracusa). L'impianto in questione è
una centrale dove come combustibile viene utilizzato il Tar, uno
scarto del petrolio molto pericoloso. Come riporta il sito
Gertahumanreports la perdita di combustibile ha provocato
l'esplosione e, per prevenzione, "il comune di Priolo ha avvertito
la cittadinanza di non abbandonare uffici pubblici e restare in
casa: la nube imponente che si è sprigionata rende l'aria
irrespirabile e si temono conseguenze sulla salute". L'impianto in
questione pare sia riconducibile alla Erg.
# Commento del sottoscritto a margine del post
Siamo alle solite... Tutto sotto silenzio... Segnalatomi da Giò
Nastasi che ringrazio... #
Post di Filippo Harley Foti
Prodotto che deriva dal petrolio cosiddetto sporco, ricavato dalle
sabbie bituminose, tanto criticato negli Stati Uniti, e di cui mi
sono occupato quì, per coloro che vogliono approfondire l'argomento:
"Oilsands
"petrolio sporco": nessuno ne scrive, nessuno sa nulla!". Povero pianeta blu! E attenzione che in Canada ci sono stati casi di
cancro... #
A Mauro Brusà, Giò Nastasi e Filippo Harley Foti piace questo
elemento. -------------------------
Il prestigioso riconoscimento “Ambasciatore della Natura” è stato
assegnato per il prossimo anno 2012 a tre personaggi distintisi per il
grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale,
ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo: Maria Rita D’Orsogna,
insigne studiosa italo-americana di fisica, docente in California ma
attivissima nel combattere l’invadenza delle trivellazioni petrolifere
in Italia e nei mari circostanti; Sergio Rozzi, sportivo e attivista
marsicano, apprezzato specialista dei parchi nazionali e tenace
promotore della cooperazione internazionale tra Italia e Perù e della
salvaguardia delle Ande; Tommaso Ferraro, sportivo siciliano detentore
del primato di immersione subacquea per non vedenti e protagonista di
molte altre imprese, impegnato nella cooperazione con l’America Latina.
Nel precedente anno 2011 il riconoscimento era stato assegnato a Tom
Perry, il celebre “alpinista scalzo” veneto ... [segue] # Commento del sottoscritto a margine del post
Segnalatomi da Adriano Bellintani che ringrazio... #
A Rossana Mangifesta, Gianfranco Rossetto e Giò Nastasi piace questo
elemento. -------------------------
In
data 21/12/11 ricevo via e-mail da Adriano Bellintani il messaggio che
segue destinato a Maria Rita D'Orsogna, e, dopo averlo postato su FB, lo
riporto ben volentieri in questi "Echi di Stampa" (gp):
"Cara Maria Rita,
congratulazioni, un premio SUPERmeritato. Un abbraccio, Adriano
Bellintani.
ps1 - c'è un post anche sul sito di Don Giorgio:
http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=2697
ps2 - allego una piccola poesia che avevo inserito nel PPS dedicato
a Maria Rita in occasione del Premio Maiella del 22.5.2011" (riportata nell'immagine qui a lato, ndr).
Notizia simile su "Profumo
di Mare ForimFree IT" del 22/12/11
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59426749#lastpost #
Post di Filippo Harley Foti a margine della notizia
Lo staff di profumodimare.forumfree sarà presente a Pantelleria per
rendere omaggio a questa donna straordinaria!
Dalla
Calabria con furore, giunge questa bella canzone dedicata all'ENI,
intitolata "Eni..... sulu problemi". E' un video musicale del
cantautore calabrese Vittorio Rocca, caricato da cantautorekr in data
17/set/2011 su YouTube. Dice Vittorio Rocca: "Il mio contributo in
musica contro quest'accanimento nel nostro mare di piattaforme
dell'ENI... Avete preso e continuate a prendere... E' ora che diate !!!
" #
Commento del sottoscritto a margine del post
Un grazie a Folgore SalvaGuardia Amebientale per aver postato
sulla mia Bacheca di FB questa bella clip musicale certamente in tema con
gli argomenti trattati in questo spazio. Bravo il cantautore, bella la
musica, e bello anche il testo in dialetto originale... E un
po' di sana allegria non guasta anche trattando di temi tutt'altro che
allegri... -------------------------
L’Associazione
Apnea Pantelleria ha promosso per gli studenti delle scuole di
Pantelleria un concorso “L’isola che non voglio oggi – L’isola che
vorrei domani”. L’intento è quello di coinvolgere gli studenti ad
immaginare la nostra isola in un futuro prossimo quando essi stessi
saranno chiamati a gestirla e stimolare l’attenzione alle criticità
attuali dal punto di vista sociale e ambientale. "Il lavoro – dice il
presidente dell'associazione Alberto Zaccagni - dovrà servire agli
studenti per sviluppare una mentalità propositiva ed al contempo essere
uno stimolo alla critica aperta e responsabile di ciò che danneggia oggi
la comunità, primo passo per aprire gli occhi sul concetto di 'bene
comune' quale possibile soluzione all’inesorabile dissolvimento
progressivo della vita sociale e di relazione”. I presidi delle scuole
dell’isola, il dott Sergio Minoli ed il dott. Francesco Pavia, hanno
accolto con entusiasmo la proposta coinvolgendo il corpo docente in
quest’ulteriore impegno volto alla formazione di un futuro sociale
consapevole. Una pre-selezione dei lavori sarà eseguita presso gli
istituti scolastici da un’apposita commissione. La premiazione
ufficiale, si svolgerà nella giornata conclusiva del convegno che l’
Associazione Apnea Pantelleria sta organizzando per il prossimo giugno
2012 sul tema della sostenibilità e del risparmio energetico. I relatori
partecipanti sceglieranno il vincitore per ogni grado scolastico,
consegnando loro in premio delle borse di studio messe in palio
dall’associazione, di comune accordo con gli enti scolastici. “Gli
elaborati – conclude il presidente di Apnea Pantelleria - potranno
essere componimenti e lavori di scrittura, disegno, fotografia, video o
qualsiasi forma espressiva artistica e comunicativa che non limiti la
fantasia dei partecipanti, ci auguriamo che siano un banco di
valutazione e considerazione da parte. -------------------------
La
locandina degli appuntamenti di Maria Rita D'Orsogna in occasione del
suo prossimo viaggio in Italia. Tutt'altro che un viaggio di vacanza...
Inizia con Pantelleria e finisce a Pescara, la città dove è nata e dove
vivono i suoi genitori, facendo tappa a Muro Leccese, a Matera e a
Foggia, ma non solo.... Grazie Maria Rita per questo tuo impegno... (la
locandina è di Fabrizia Arduini)
Conferenze,
Dibattiti, Incontri con Maria Rita D'Orsogna
- 2 Gennaio 2012, Circolo Agricolo,Scauri Pantelleria, ore 20,30
- 3 Gennaio 2012, Circolo Kohoutek, Kamma Pantelleria, ore 17,30
- 4 Gennaio 2012, Sporting Club, Pantelleria, ore 17,30
- 7 Gennaio 2012, Palazzo del Principe, Piazza del Popolo, Muro
Leccese, ore 19,00
- 8 Gennaio 2012, Biblioteca Provinciale "Tommaso Stigliani",
Palazzo dei Cavalieri di Malta,
Piazza Vittorio Veneto, Matera, ore 17,30
- 11 Gennaio 2012, Auditorium Biblioteca Provinciale di Foggia,
, Foggia, ore 17,00
- 14 Gennaio 2012, Aurum, Via D0Avalos, Pescara, ore 17,00
#
Post di Amy Burke Organizzati già. Grazie del ricordo. Che onore averla qui !
#
A Pantel Voice e Rosalia Silvia piace questo elemento. -------------------------
Eureka
!!! Finalmente arriva sulla stampa nazionale di peso una notizia che
riguarda l'assalto in atto da parte delle compagnie petrolifere al
territorio italiano, terrestre o marino che sia, Il Corriere della Sera
di ieri riporta un pezzo, firmato nientemeno che da Dacia Maraini, sulla
battaglia che si sta conducendo in Abruzzo sulla richiesta della
Medoilga SpA di trivellare vicino a Roseto degli Abruzzi e alla Riserva
del Borsacchio. In verità l'articolo è in un colonnino a pag. 45 del
quotidiano, e a me ieri ad una prima lettura del giornale era totalmente
sfuggito... E come a me, chissà a quanti... Ed è un vero peccato. Ben
altro risalto meriterebbe. E andrebbe letto con attenzione, in quanto
non è la solita banale notizia che dice e non dice, ma mette il luce con
chiarezza e precisione il comportato falso e fraudolento delle compagnie
petrolifere nelle loro richieste di Valutazione di Impatto Ambientale
(VIA), che non tengono in alcun conto le situazioni reali dei territori
in cui le compagnie si propongono di operare e ignorano a bella posta
ogni eventuale vincolo di tutela preesistente, contando forse sulla
probabile connivenza di chi dovrebbe esaminare le loro richieste e
rilasciare le dovute autorizzazioni, ma fidando soprattutto
nell'indifferenza e nell'ignoranza di quanti, presi dai mille problemi
della vita quotidiana, non fanno opposizione alle loro richieste, come
pure avrebbero diritto di fare ai sensi di legge, e certamente farebbero
se debitamente informati sui fatti... Ecco l'articolo in questione:
"Il sale sulla
coda" di Dacia Maraini. Il tratto di costa che diventa cantiere (dal "Corriere della Sera" del 20/12/2011)
Trasformare uno straordinario pezzo di costa adriatica in un
cantiere, per la ricerca di idrocahttp://www.facebook.com/photo.php?fbid=2696697610996&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater.php?fbid=2696697610996&set=a.2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theaterte
una riserva naturale (il Borsacchio) famosa per le sue bellezze, la
sua fauna? Nel 2006 la Medoilgas Italia S.p.A ha chiesto alla
Regione Abruzzo di potere scavare in profondità, nei territori della
città di Pinete e di Roseto. I cittadini più sensibili si sono
subito mobilizzati. E della ricerca non si è saputo più nulla.
Sembrava morta. Ma non lo era, visto che oggi, alla fine del 20011,
la Regione Abruzzo chiede ai suoi cittadini — a dire il vero con
molta civiltà — di dare il proprio parere sulle escavazioni. La
Regione domanda agli abruzzesi se, a parer loro, il progetto di
ricerca sul territorio presentato dalla Medoilgas debba essere
sottoposto a VIA (valutazione di impatto ambientale) oppure no. Le
osservazioni degli interessati devono pervenire in Regione entro il
prossimo 26 dicembre.
Finalmente, si dirà, le amministrazioni consultano chi lavora
e cura gli interessi di un territorio, senza imporre le cose
dall'alto. Ma c'è un ma. Nella richiesta della Medoilgas è scritto
che nella zona da loro presa in esame non ci sono aree protette e
che comunque le loro ricerche riguarderanno solo il gas. Ma ciò non
corrisponde a verità, come dichiarano i cittadini più avvertiti. E
questo la Regione dovrebbe metterlo in chiaro. La zona dove si vuole
scavare comprometterebbe una gran parte della riserva naturale del
Borsacchio. Inoltre la ricerca prevede anche le trivellazioni in
mare per il petrolio, trivellazioni che sappiamo quanto siano
laboriose, costose e devastanti.
Eppure la legge regionale n. 6 del 2005 che ha istituito la
Riserva, stabilisce categoricamente dei divieti: «È proibito
alterare le caratteristiche naturali del luogo», «Proibita
l'apertura di nuove strade, la costruzione di nuovi edifici, la
costruzione di nuove cave, di miniere e di discariche», «Proibita
l'alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta,
dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche
dell'acqua, ed in genere l'immissione di qualsiasi sostanza che
possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche
dell'ambiente acquatico» e persino «l'installazione dì cartelli
pubblicitarì». Possibile che a ogni legge che tende a proteggere il
territorio, nel nostro Paese, si oppongano immediatamente limiti e
deroghe, tanto da renderla nulla?
Incredibile: il rapporto ambientale contenuto nell'istanza di
permesso di ricerca non prende minimamente in considerazione la
presenza dell'area naturale protetta del Borsacchio, creata nel 2005
proprio per rimediare alla cementificazione delle coste adriatiche,
e per preservare uno dei pochi tratti di litorale abruzzese non
completamente cementificato.
Possibile non rendersi conto che nuove devastazioni del
territorio e delle coste non potranno che portare, per conseguenza,
inondazioni periodiche, frane, slavine, smottamenti, come quelli che
in questi giorni stanno distruggendo tante parti della nostra costa?
Possibile essere così ciechi di fronte agli interessi vitali del
territorio e dell'ambiente? #
A Rosalia Silvia piace questo elemento. -------------------------
A
complain of the students of Cesare de Titta (Lanciano) against the oil
refinery in Ortona. (Caricato da iesarroyohondo in data 29/apr/2009) #
Post del sottoscritto margine del video su FB
Se i ragazzi di Lanciano han fatto questo video, è perchè, informati dai
loro insegnanti, erano convinti di cosa minaccia il loro futuro, e non
certo perchè qualcuno li aveva comprati.... Che il video sia più o meno
riuscito (ma a me piace... bravi ragazzi !!!), conta poi poco o nulla
... L'importante è il messaggio che han voluto trasmettere... E oggi,
due anni dopo la sua realizzazione e pubblicazione su YouTube, possiamo
dire che hanno avuto ragione loro, essendo stato il progetto del Centro
Oli di Ortona, mi pare, definitivamente respinto... Che serva da esempio
a ciascuno di noi ... Ringrazio Nunzio di Lauro per avermi segnalato il
video. #
Post di Rossana Mangifesta Una delle tante iniziative per la nostra battaglia... Mi emoziona
rivederlo...
#
Post di Maria Rita D'Orsogna Katia Babù Annecchini
#
Post di Katia Babù Annecchini
Luciana De Filippis Miria Romero
#
A Katia Babù Annecchini, Vincenzo Coppola, Giò Nastasi, Rossana
Mangifesta, e Roberto Frigerio piace quest'elemento. #
Commenti su YouTube a margine del video
Post di Cla90Sim (1 anno fa)
Ai ragà fate paura!!!! Facciamo vedere a tutti che ci siamooooooooo.
Non avrete MAI la nostra terra #
Post di Aleeeee4e (1 anno fa)
Stupendo!!!! #
Post di lifeinabruzzo (1 anno fa)
Brilliant! Let's hope people listen #
Post di MonicaCruz91 (2 anni fa)
Guagliò... è fatto proprio bene!!! BRAVIIIIIIIIIIIIIIIII :-) #
Post di Roobert33 (2 anni fa)
Si... ma cosa si può fare concretamente per mettere bastoni tra le
ruote a questa disgraziata idea??? #
Post di didicorce (2 anni fa)
Bravissimi, Ragazzi di Ortona, prendete esempio... -------------------------
E,
tanto per "continuare"..., la costa ligure provenzale minacciata da
petrolio offshore. Forse non tutti sono a conoscenza che il Mediterraneo
è tra i mari più inquinati del mondo! Da diversi anni, la compagnia
petrolifera britannica Melrose Resources ha messo gli occhi sul gas e
petrolio dal mare nostrum. Nel 2005 ha recuperato la licenza esclusiva
per la ricerca di petrolio o gas concesso tre anni prima alla società
TGS-NOPEC. E' stata prorogata per cinque anni e copre un'area di 12.500
km2 al largo della costa della Provenza, non lontano dal santuario
Pelagos dove regna una biodiversità di eccezionale bellezza e varietà,
in particolare con quattro specie di tartarughe marine, balene, delfini
e orche. Ora è associata alla società texana Noble Energy, con la quale
ha concluso un accordo di partnership all'inizio di quest'anno, che
aveva ottenuto la prima licenza nel Golfo del Messico dopo l'incidente
al piatto piattaforma Deepwater Horizon, che deterrà il 72,5% di
interesse se il permesso viene rilasciato. La società ha presentato una
domanda nel luglio 2010 per ottenere una nuova concessione di cinque
anni. Assicurando che "tutti gli elementi necessari per un sistema di
petrolio attivo sono potenzialmente presenti," ed indicando che
l'esplorazione è ben posizionata a 30 chilometri dalla costa con un
potenziale di foratura nel caso in cui le sue ricerche avrebbe rivelato
" un impianto di trivellazione tecnicamente e commercialmente valido ",
ad un costo di circa 35 milioni di dollari (circa € 27.000.000). I
responsabili ministri dell'Industria ed Ecologia Eric Besson e Nathalie
Kosciusko-Morizet non hanno ancora deciso ufficialmente. I gruppi
ambientalisti, non nascondono le loro paure. Non sarebbe assurdo
lasciare la porta aperta per l'estrazione del petrolio tra i 1600 e 2600
metri di profondità nel Mediterraneo e nello stesso tempo realizzare il
progetto del Parco Nazionale? Secondo le ultime voci, l'Ufficio della
ricerca e coltivazione di idrocarburi (BEPH) del Dipartimento di
Ecologia sta controllando se la fratturazione idraulica può essere uno
dei metodi destinati all'industria petrolifera britannica. Vietato
all'interno del territorio nazionale, è tuttavia ammesso in acque
profonde. Da ciò le legittime preoccupazioni delle ONG ... #
Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Sotto a chi tocca ! Per chi non lo sapesse la Provenza è la regione
francese meridionale che arriva ad affacciarsi sul Mediterraneo su uno
dei tratti di costa più belli, ricchi di biodiversità, e interessanti di
tutto il Mediterraneo. Si estende da Nizza a Montpellier, con al centro
Marsiglia e le sue calanche, Monaco e il suo Museo Oceanografico, Port
Cros e la sua piccola ma straordinaria AMP, la prima mai realizzata nel
Mediterraneo... Ed ora la minaccia delle trivellazioni petrolifere
arriva anche sul mare antistante, al confine di quello che è il
cosiddetto Santuario dei Cetacei, già messo in pericolo dal traffico
marittimo incontrollato ed ora ulteriormente minacciato... Ma, a quanto
pare, ancora nessun segno di reazione da parte dei ministeri
dell'ambiente francese e italiano... E l'Europa ? In tutt'altre faccende
affaccendata... #
A Folgore SalvaGuardia Ambientale piace questo elemento. -------------------------
MONDAY,
DECEMBER 19, 2011. - "Il prestigioso riconoscimento “Ambasciatore della
Natura” è stato assegnato per il prossimo anno 2012 a tre personaggi
distintisi per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale,
naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo: "Maria Rita
D’Orsogna, insigne studiosa italo-americana di fisica, docente in
California ma attivissima nel combattere l’invadenza delle trivellazioni
petrolifere in Italia e nei mari circostanti; Sergio Rozzi, sportivo e
attivista marsicano, apprezzato specialista dei parchi nazionali e
tenace promotore della cooperazione internazionale tra Italia e Perù e
della salvaguardia delle Ande; Tommaso Ferraro, sportivo siciliano
detentore del primato di immersione subacquea per non vedenti e
protagonista di molte altre imprese, impegnato nella cooperazione con
l’America Latina. Nel precedente anno 2011 il riconoscimento era stato
assegnato a Tom Perry, il celebre “alpinista scalzo” veneto che percorre
montagne e vulcani in tutto il mondo, diffondendo un messaggio di amore
per “madre terra” e di solidarietà con tutti i popoli; a FerdySapio,
famoso per aver messo in musica e cantato il “Cantico delle Creature” di
San Francesco; e a monsignor JanekCielecki, il sacerdote polacco
collaboratore di Papa Giovanni Paolo II durante gli ultimi anni del suo
pontificato. Il premio consiste in una bellissima targa di roccia
lavica, con sovraimpressa in ceramica la tavola raffigurante “la Terra
ha un cuore verde, la Natura”, ideata da Franco Tassi, realizzata
dall’artista internazionale Deirdre Hyde e promossa da Carmelo Nicoloso,
siciliano, Coordinatore del Comitato Parchi per il Mezzogiorno d’Italia.
La foto ceramizzazione in pietra lavica è stata realizzata da Artesole
del maestro Giuseppe Sorbello – Macchia di Giarre. Roma-Catania, 15
dicembre 2011". #
Nota di Maria Rita D'Orsogna a margine del post
Ovviamente non posso che ringraziare tutti di questo pensiero gentile, e
dire che non me lo aspettavo. Grazie Franco Tassi, Carmelo Nicolosi,
Guido Picchetti e tutti quelli che hanno pensato a me. #
Notizia simile anche su "Profumo di Mare Forum Free" e su "Pantelleria
Internet Com - News n° 8661" del 20/12/11
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59382821#lastpost
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7794
#
Post di Gianluca Cecere Tienici aggiornati su questi incontri. grazie Guido :)
#
A Filippo Harley Foti, Guido Pietroluongo, e Gianluca Cecere piace
questo elemento. -------------------------
SUNDAY,
DECEMBER 18, 2011. Non è la prima, non sarà l'ultima volta che le
operazioni petrolifere portano a tragedie più o meno dolorose. Nel mare
ghiacchiato di Okhotsk della Russia Orientale, una piattaforma
esplorativa spinta dai forti venti e dalle tempeste si è capovolta.
C'erano 67 persone sopra: per ora sono 4 i morti accertati, mentre altre
49 sono ancora disperse. Circa 14 invece sono state portate via vive.
Chi si è salvato ha riportato problemi di ipotermia a causa della
temperatura del mare, un grado centigrado. Si calcola che bastano 30
minuti in quelle acque cosi fredde per morire assiderato. Le onde
arrivavano fino a sei metri. La piattaforma capovolta si chiamava
Kolskaya, e si trovava a circa 200 chilometri dall'isola Sakhalin, a
nord del Giappone e operava a circa 1000 metri di profondità. Il campo
petrolifero è di proprietà della Gazprom, la ditta nazionale russa,
mentre la piattaforma esplorativa era operata dalla AMNGR, che fa capo
alla ditta russa statale Zarubezhneft. Si è afflosciata ed è affondata
in 20 minuti. La piattaforma usata era temporanea, di tipo jack-up, con
le gambe allungabili in mare, come quelle usate anche in Italia, ad
esempio per Ombrina Mare. L'area dell'isola di Sakhalin è nota per le
sue abbondanti riserve petrolifere ma anche per la sua pericolosità:
l'inverno dura per 230 giorni in media, il mare è spesso ghiacchiato, le
condizioni difficili. Il petrolio viene estratto non solo dalla russa
Gazprom ma anche dalla Exxon-Mobil e dalla Shell. Oltre al petrolio, il
campo di Sakhalin produce ... [segue] #
A Rossana Mangifesta, Filippo Harley Foti e Patrizia Arigò piace questo
elemento.
#
Altre notizie sull'incidente su "ProfumodiMare.ForumFree.it"
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59373230#lastpost -------------------------
Da
Carmelo Nicoloso ricevo il seguente comunicato stampa diramato dal
Centro Parchi Internazionale diretto dal Prof. Franco Tassi:
AMBASCIATORI DELLA NATURA 2012. Il prestigioso riconoscimento
“Ambasciatore della Natura” è stato assegnato per il prossimo anno 2012
a tre personaggi distintisi per il grande impegno nella difesa del
patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e
nel mondo: Maria Rita D’Orsogna, insigne studiosa italo-americana di
fisica, docente in California ma attivissima nel combattere l’invadenza
delle trivellazioni petrolifere in Italia e nei mari circostanti; Sergio
Rozzi, sportivo e attivista marsicano, apprezzato specialista dei parchi
nazionali e tenace promotore della cooperazione internazionale tra
Italia e Perù e della salvaguardia delle Ande; Tommaso Ferraro, sportivo
siciliano detentore del primato di immersione subacquea per non vedenti
e protagonista di molte altre imprese, impegnato nella cooperazione con
l’America Latina. Nel precedente anno 2011 il riconoscimento era stato
assegnato a Tom Perry, il celebre “alpinista scalzo” veneto che percorre
montagne e vulcani in tutto il mondo, diffondendo un messaggio di amore
per “madre terra” e di solidarietà con tutti i popoli; a FerdySapio,
famoso per aver messo in musica e cantato il “Cantico delle Creature” di
San Francesco; e a monsignor JanekCielecki, il sacerdote polacco
collaboratore di Papa Giovanni Paolo II durante gli ultimi anni del suo
pontificato. Il premio consiste in una bellissima targa di roccia
lavica, con sovraimpressa in ceramica la tavola raffigurante “la Terra
ha un cuore verde, la Natura”, ideata da Franco Tassi, realizzata
dall’artista internazionale Deirdre Hyde e promossa da Carmelo Nicoloso,
siciliano, Coordinatore del Comitato Parchi per il Mezzogiorno d’Italia.
La foto ceramizzazione in pietra lavica è stata realizzata da Artesole
del maestro Giuseppe Sorbello – Macchia di Giarre. Roma-Catania, 15
dicembre 2011. #
A Filippo Harley Foti piace questo elemento. -------------------------
THURSDAY, DECEMBER 15, 2011.
Il Sindaco Mastromauro ed il Consiglio
Comunale di Giulianova nei mesi scorsi hanno già chiesto alla Regione
la riperimetrazione della Riserva e domani 15 Dicembre ci sarà un
consiglio comunale a Roseto in cui si discuterà nuovamente per eliminare
dalla Riserva aree di grande importanza naturalistica. Ma questi
amministratori si rendono conto che chiudendo la porta alla riserva,
aprono un portone alle ricerca di idrocarburi sui loro territori ?(da Dante Caserta, Comunicato stampa del WWF). Caro
sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, nella vita occorre coerenza
e moralità e una volta decise quali sono le cose importanti, occorre
focalizzare, occorre crederci davvero, senza mai perdere di vista
l'obiettivo e non avere paura di pestare i piedi o di rompere le scatole
a nessuno per difenderle.Sono anni che cerchiamo di salvare l'Abruzzo
dalle trivelle: il comune di Giulianova in passato ha partecipato a vari
eventi, e sebbene l'iniziativa sia quasi sempre partita dalla gente, lei
è stato presente e di supporto, e per questo le sono grata. Ma la sua
idea adesso di rimpicciolire una riserva naturale - per cementificarla?
- è in netto contrasto con l'idea di impedire l'Abruzzo petrolifero.
Perchè non vuole questa riserva? Cosa c'è di meglio che un parco per la
città di Giulianova? Che ci dobbiamo fare con altri condomini, altra
speculazione edilizia, altro cemento, altra "riqualificazione"? Non
eravamo la regione dei parchi? Cosa lasciamo alle generazioni future?
Altro cemento? E un po' di spazi aperti, un po' di vista sul mare, un
po' di poesia no? Mi sento veramente presa in giro dalla maggior parte
della classe politica d'Abruzzo. Io e la gente normale abbiamo difeso
questa regione giorno per giorno, centimetro per centimetro, anche per
voi, e voi continuate ciecamente a darci pugnalate su pugnalate. Sono
veramente scioccata che una città come Giulianova che, in teoria,
dovrebbe essere una città di turismo, vuole annullare quella che
potrebbe essere la punta di diamante di un esperienza di vacanze... [segue]
# Commenti a margine sulla pagina web a margine dell'articolo:
Anonymous said...
La posizione del Sindaco di Giulianova è incomprensibile dato che il
P.A.N. (Piano di Assetto Naturalistico) del Borsacchio (che il Comune di
Roseto degli Abruzzi ha pagato oltre 230.000 euro per tenerlo in un
cassetto e rimandarne l'approvazione a data da destinarsi) prevede che
il territorio di Giulianova compreso nella riserva, tranne l'are
fluviale, sia soggetto alle norme urbanistiche vigenti, nello specifico
a quelle del Contratto di quartiere. Quindi il famoso "sviluppo" del
quartiere Annunziata non viene assolutamente bloccato ma si tutela la
foce del Tordino, che potrebbe attingere a finanziamenti per una
riqualificazione vera. Da sottolineare come l'alluvione del 1 marzo 2011
abbia cancellato l'argine in sponda sinistra del Tordino (lato
Giulianova) arrivando fino a quasi all'ex depuratore, sito dove il
Sindaco vorrebbe realizzare impianti sportivi e/o altro.... Che dire?
Forse non sappiamo tutto, ma la posizione della Giunta giuliese, e di chi
l'appoggia, è incomprensibile....
DECEMBER 17, 2011 8:48 AM Anonymous said...
Bravo Sindaco, siamo tutti fieri di te. Ancora prima di creare la
riserva, hai posto i paletti ai posti giusti. Cioè, in un perimetro
ristretto rispetto a quello che si era ipotizzato. Finalmente, avremo
più spazio per fare altri palazzi, strade, villette. E, perché no, anche
creare qualche pozzo di ricerca/esplorazione ed estrazione di
idrocarburi. Potremo inoltre, finalmente, creare altre canalizzazioni
dalle piattaforme a mare e centrali di compressione senza troppi vincoli
ambientalisti. Bravo sindaco, lo sviluppo sta nel cemento,
nell'inquinamento in cui noi possiamo creare aziende di finta attività
ecologica, nella costruzione di strade ed impianti commerciali per
creare business in maniera controllata ai nostri scopi. Bravo Sindaco,
non dare retta a quelli che strillano perché vogliono più ambiente e più
verde. Noi, con i nostri palazzi, e le piste ciclabili possiamo fare
installare tanti bei cartelloni con belle immagini di verde, natura,
mare e pubblicità con belle donne. Bravo Sindaco, continua così e ti
eleggeremo miglior amico della nostra lobby. Firmato: un costruttore,
speculatore e finanziatore di politici
DECEMBER 17, 2011 10:22 AM #
Commento del sottoscritto su FB a margine del post
Riprendo quest'articolo di Maria Rita D'Orsogna appena pubblicato sul
suo Blog, e spiego il perchè. L'argomento potrebbe sembrare di stretto
interesse locale e lontano dai temi di cui prevalentemente mi occupo
(Pantelleria, il suo mare, lo Stretto di Sicilia, il Mediterraneo...).
Ma ci sono due buone ragioni per farlo.1) Maria Rita D'Orsogna sarà a
Pantelleria tra pochi giorni per parlare di trivellazioni e territorio e
una conoscenza del personaggio non può che giovare a tutti, a lei e a
noi che avremo la possibilità di ascoltarla e di dialogare con lei... 2)
Il tema dell'articolo di Maria Rita è il Borsacchio. Ma possiamo
considerare questa piccola riserva naturale del teramano come l'emblema
di tutte le aree protette del nostro Paese, marine e terrestri, piccole
e grandi che siano, per i pericoli che le minacciano e per la scarsa
considerazione in cui vengono tenute da parte di chi, con responsabilità
di governo, più di altri dovrebbe saper guardare al futuro... #
A Filippo Harley Foti piace questo elemento. -------------------------
Promosso
dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con l'Associazione
Pro-Loco Pantelleria, si è svolto stamani presso lo "Sporting Club" di
Pantelleria un workshop dal tema “Lo sviluppo turistico di Pantelleria
attraverso l'aggregazione, la comunicazione e il marketing “. Finalità
dell'incontro la costituzione di una associazione per lo sviluppo
turistico dell'isola. Il progetto è stato presentato dalla "PG&W s.r.l
Agenzia di Comunicazione". E' seguito un dibattito animato dagli
interventi di molti dei partecipanti, cui il Sindaco Alberto Di Marzo,
in chiusura dei lavori, ha dato appuntamento per i primi di gennaio con
la speranza di dare concreta attuazione al progetto. #
Post di Umberto Belvisi
Speriamo cambino prima le "teste" di panteschi e imprenditori sennò
avremmo solo dei bei contenitori vuoti. Rilanciare il turismo significa
anche far trovare l'isola pulita e civile e da questo punto di vista c'è
tanta strada da ancora da fare. #
Post di Guido Picchetti
Anche per questa iniziativa, vale il detto "se son rose fioriranno..."
Ma, avendone seguito i lavori e i vari interventi, posso testimoniare
che l'iniziativa mi è parsa particolarmente valida, e aggiungerei anche
che Pantelleria non potrebbe che trarne vantaggi, con un cambio di
mentalità che induca a fare "sistema" quanti si occupano di turismo a
Pantelleria, e hanno tutto l'interesse a valorizzare le particolarità di
quest'isola, e con esse il suo futuro e quello dei suoi abitanti. #
A Giuseppe Riccardo Belvisi, Gente Di Mare Divingsailing, Maria Ghelia e
Gianluca Cecere piace questo elemento. -------------------------
Dalla mia Bacheca su FB del 17/12/11
Incontro dei ministri della difesa di
dieci Paesi mediterranei. Quando una riunione dei Ministri dell'Ambiente
sui problemi della tutela ambientale del Mediterraneo ?
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7779
News
8646, Pantelleria 17/12/2011. Un
incontro internazionale tra dieci Paesi dell'area mediterranea, si è
svolto in Mauritania Sabato 10 e Domenica 11 Dicembre con la
partecipazione per il nostro Paese del Ministro della Difesa Giampaolo
di Paola. Come riferisce l'agenzia Asca, al'incontro, oltre all'Italia e
alla Mauritania, con l'intervento dei rispettivi ministri della difesa
al meeting hanno preso parte Portogallo, Spagna, Francia, Malta, Libia,
Algeria, Marocco, e Tunisia, L'accordo finale raggiunto prevede la
creazione di un Quartier Generale non permanente e a rotazione tra i
Paesi membri per interventi in caso di crisi umanitarie determinate da
catastrofi naturali. Ma tra i temi dibattuti anche i problemi della
sicurezza nell'area di interesse, e quelli i legati al terrorismo,
all'immigrazione clandestina ed alla sorveglianza marittima. A quando
una riunione simile, a livello dei rispettivi ministri dell'Ambiente,
sui problemi di tutela ambientale del Mediterraneo, attualmente
minacciato in tante sue zone da interessi non sempre legittimi e chiari,
ma che soprattutto sembrano non tenere in alcun conto accordi ed impegni
internazionali già sottoscritti da tempo da quegli stessi Stati ? Per le
notizie sull'incontro svoltosi nello scorso week-end in Mauritania,
questo l'url:
http://www.asca.it/news-DIFESA__RAGGIUNTO_ACCORDO_TRA_DIECI_PAESI_AREA_MEDITERRANEO-1075070-ORA-.html
#
Commento del sottoscritto a margine del post E' una mia nota che avevo postato alcuni giorni sulla mia Bacheca di
FB. Oggi la pubblica anche "Pantelleria Internet Com" di Salvatore
Gabriele, che ringrazio per la maggiore diffusione che saprà darle.
Anche per questo la riprendo nei miei "Echi di stampa" che
periodicamente invio via e-mail a tanti amici. La speranza è che prima o
poi arrivi a chi sappia e voglia dare una risposta concreta alla domanda
finale, che è poi il motivo principale per cui presuntuosamente l'ho
scritta. Purtroppo temo che sarà una speranza vana, ma quanto mi
piacerebbe venire smentito dai fatti...
http://www.facebook.com/note.php?note_id=328318700513285 # Nota ripresa e pubblicata anche su "Profumo di Mare Forumfree
it"
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59358976#lastpost
-------------------------
A
me pare francamente un filino eccessivo: soprattutto perchè (così
afferma la società) ci sono i permessi in regola e l’ok del ministero
per lo Sviluppo economico. Sta per cominciare lo scavo del pozzo
"Gallare 6D" per l’estrazione di idrocarburi (petrolio o metano, non è
specificato) accanto al "Parco del Delta del Po". Ma proprio accanto
accanto: adesso vi mostro la cartina con i confini del Parco e con i
confini della concessione “Corte dei Signori”, all’interno della quale
verrà trivellato il pozzo. Per un tratto – vedrete – la concessione
finisce dove comincia il Parco. Per la precisione, la concessione
finisce dove comincia Valle Bertuzzi, che il sito di informazione
turistica della Provincia di Ferrara definisce “una delle aree umide più
suggestive del Parco”, nonchè “zona di sosta dei fenicotteri rosa, che
sono in forte aumento, tanto da lasciar credere una imminente loro
nidificazione”. Oh, yes, le trivelle accanto ai fenicotteri! La
concessione per gli idrocarburi è stata rilasciata dal ministero alla "AleAnna
Resources", e lo scavo del pozzo all’inizio del 2012 è stato annunciato
dalla texana "BRS Resources", che possiede una quota della "AleAnna".
Ora le cartine. A sinistra il Parco del delta del Po, colorato in verde.
A destra, ancora colorata in verde, l’area oggetto della concessione.
Guardate, in corrispondenza di Valle Bertuzzi, il luogo dei fenicotteri.
L’Italia non è esattamente l’Arabia Saudita, però è strapiena di
permessi petroliferi: in terra e in mare. Lo scrivevo ieri a proposito
della tirata d’orecchi di portata planetaria somministrata
dall’associazione Oceana a proposito della ricerca di petrolio nel mare
della Puglia, vicino (evidentemente è un vizio) a varie aree protette.
Giova ripetere cosa disse Greenpeace,
redigendo qualche mese fa la cartina dell’Italia petrolizzata: le
royalties da pagare allo Stato sono del 4%, e non del 30-50% come per
altri Paesi. Su Market Watch il comunicato stampa: "Brs Resources"
annuncia lo scavo del primo pozzo nella Pianura Padana. Su "Penn Energy"
il comunicato stampa del settembre scorso: "Brs Resources ha terminato i
sondaggi sismici nella Pianura Padana, da cui si ricava che il pozzo
'Gallare 6D' si trova nella concessione 'Corte dei Signori' ”. La
cartina è costruita attingendo dai confini del Parco del Delta del Po,
così come compaiono sul portale "Parks.it", e dai confini della
concessione “Corte dei Signori” della "AleAnna Resources", così come
sono indicati sul suo sito. La Valle Bertuzzi su "Ferrara terra e
acqua", il portale del turismo della Provincia di Ferrara. L’ispirazione
viene dall'ultimo post di "No all’Italia petrolizzata", che però non
cita la vicinanza del Parco. La prima foto è di fabiogis50.
#
Commento del sottoscritto a margine del post
E questo è l'altro articolo di Maria Rita, scritto il giorno seguente a
quello sul suo Boog, che denuncia ancor più chiaramente come la
concessione dell'Aleanna finisca dove comincia Valle Bertuzzi, una valle
che il sito di informazione turistica della Provincia di Ferrara
definisce “una delle aree umide più suggestive del Parco del Delta del
Po”, nonchè “zona di sosta dei fenicotteri rosa, che sono in forte
aumento, tanto da lasciar credere una imminente loro nidificazione”. E
ci sono anche due cartine che mostrano chiaramente cosa sta succedendo.
Qui c'è stato e continua ad esserci qualcuno che ciurla nel manico,
infischiandosene bellamente di tutto ciò che è stato già da tempo
"tutelato", permettendo installazioni e operazioni che danneggeranno
senza scampo beni ambientali istituiti, con tanto di leggi emanate
appunto per la loro salvaguardia... Questo il resto del mio commento,
molto amaro... Ma davvero si può arrivare nel nostro Paese ad ignorare
così impunemente le leggi che pur ci sono ? E stavolta a non rispettarle
non sono la mafia, la 'ndrangheta, o la corona unita ... Sono società
internazionali quotate in borsa, che potrebbero e dovrebbero un domani
rispondere dei danni procurati, ma in prima istanza sono tenute a
rispettare le leggi del Paese dove intendono operare... Ma quando mai la
nostra "giustizia" sarà in grado di intervenire e di farle rispettare ?
Meglio occuparsi di altro... #
Filippo Harley Foti ha condiviso quest'elemento.
#
A Luca Gioria piace questo elemento. -------------------------
WEDNESDAY,
DECEMBER 14, 2011. Ci risiamo: la Aleanna ci riprova e questa volta
ottiene quello che vuole, in gran parte, secondo me, a causa del torpore
delle popolazioni locali. Ne abbiamo parlato tante volte su questo blog
e qualche tempo fa, il 5 Dicembre 2011 per la precisione, i nostri amici
della Aleanna, che non si sa da dove vengano, dicono di avere ricevuto
il permesso per trivellare il pozzo "Gallare 6d" all'interno della loro
concessione "Corte dei Signori" da parte del Ministero dello Sviluppo
Economico. Non ho visto nessun comunicato in Italiano. La cosa più
triste è che il comunicato stampa in inglese, in cui la Aleanna annuncia
tutto questo, afferma che la Aleanna ha "finalizzato" un'accordo con i
proprietari terrieri per la perforazione del pozzo. Pecunia non olet,
evidentemente, ma l'idrogeno solforato e la melma petrolifera, si, ve lo
assicuro! Dicono che inizieranno a trivellare il pozzo fra qualche
giorno e che le operazioni saranno completate fra circa 60/90 giorni. La
Aleanna dice di avere altri otto permessi esplorativi e tre applicazioni
pendenti, per un totale di oltre 3200 chilometri quadrati, tutti nella
pianura padana e che vuole procedere il più in fretta possibile con la
loro trivellazione. Perchè la Aleanna ci è riuscita? Perchè nessuno se
l'è presa a cuore, ma per davvero, nel delta del Po. Perchè nessuno ha
detto a quei proprietari terrieri che forse sarebbe stato più etico non
scendere a patti con la Aleanna e non dargli il terreno da stuprare.
Perchè nessuno ha deciso di mettere da parte per un po' la propria
piccola vita per qualcosa di più grande che il proprio tran tran
quotidiano. Perchè la politica ha dormito, e la gente non li ha
svegliati. Era tutto scritto: Ortona, la Valle del Curone, Spinazzola,
Bomba sono state tutte comunità più o meno grandi che hanno fatto
rumore, che hanno rotto le scatole ai politici e alla fine i petrolieri
hanno trovato pane per i loro denti e se ne sono dovuti andare via. Ma
se tutti tacciono e pensano solo ai fattacci propri, agli sghei, a come
riempire il proprio fine settimana con la meno noia possibile, non si va
lontano. E va bene, vediamo dove vogliono arrivare. A nessuno è
importato fare molto. Mi dispiace solo per il professor Mario Zambon che
ha speso la vita a spiegare alla gente del posto che le trivelle
avrebbero portato alla subsidenza del delta del Po. Evviva l'Italia,
evviva il ricco Nord, evviva la Lega, evviva la Aleanna...
#
Commento del sottoscritto a margine del post Niente di nuovo sotto il sole ... e sotto il sottosuolo del
nostro Paese... Per sapere di certe cose, occorre evidentemente seguire
la stampa internazionale, perchè la nostra... Altro che "torpore", come
dice Maria Rita D'Orsogna, qui per la nostra stampa, se no si tratta di
"escort", su certi argomenti è "sonno profondo" (catalessi, direi) ...
Sono abbonato alla rassegna stampa di goggle per ciò che riguarda
"trivelle" e "trivellazioni", ma nessuna segnalazione ho ricevuto su
quanto Maria Rita ha appena denunciato sul suo Blog a proposito delle
trivelle in azione sul Delta del Po... "Pecunia non olet, evidentemente,
ma l'idrogeno solforato e la melma petrolifera, si!", dice Maria Rita.
Ma la società Aleanna punta alla "pecunia", lasciando agli abitanti del
Delta tutto ciò che "olet" ... Tanto, per non sentire la puzza basterà
che per Natale regali loro uno "stringinaso" come quelli che noi sub
usavamo un tempo per compensare... Ma noi sub potevamo usare l'aria
delle bombole, mentre i poveri abitanti del Delta per respirare dovranno
pur aprire la bocca, e sai che piacere per i polmoni... Ma tant'è... E
questo il futuro che ci aspetta ? #
A Guido Pietroluongo e Roberto Frigerio piace questo elemento. -------------------------
Un'adesione
ai prossimi incontri che Maria Rita D'Orsogna terrà a Pantelleria, che
non può che far piacere. E' quella dell'associazione "Un Punto nel
Mare", che da tempo si sta battendo contro il pericolo delle
trivellazioni nel mare di Pantelleria e che nell'estate dello scorso
anno promosse il "No Trivella Day" contro le trivelle dell'Audax in
azione a poco più di 13 miglia dalle coste dell'isola... Ringrazio
Daniele Consolo per l'impegno e la collaborazione... Qui la nuova
locandina aggiornata con la nuova gradita adesione. #
Notizia simile su "Un Punto nel Mare"
http://unpuntonelmare.wordpress.com/
#
Post di Filippo Harley Foti
Aggiorno pure io... #
A Mario Nocito Di Giovanna, Umberto Marsala, Filippo Harley Foti e Giò
Nastasi piace questo elemento.
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Roberto Mecchia ha condiviso la mia foto. -------------------------
14
dicembre 2011. Si sta tenendo in queste ore e fino a domani l’Eye on
Earth Summit a Abu Dhabi. E’ organizzato dall’Agenzia per l’ambiente di
Abu Dhabi e dall’ UNEP e con un botto di sponsor di lusso: da Google e
Microsoft. Tra i relatori Bill Clinton, Jane Goodal e Philippe Costeau.
E di cosa si discuterà nei lussuosissimi edifici della capitale degli
Emirati Arabi Uniti, nonché terra di petrolio? Di come poter avere
maggiore accesso ai dati ambientali e sociali per garantire un miglior
processo decisionale, specialmente nelle economie emergenti. Le parole
di Bill Clinton pronunciate al Summit però risultano quanto meno stonate
se riferite allo scenario economico che lo sta ospitando: "Il modello
economico che noi abbiamo seguito non è sostenibile a causa del modo con
cui consumiamo energia e per l’esaurimento delle risorse. In questo
contesto, questo è un incontro ottimo e quanto da voi focalizzato
sull’uso dei dati è profondamente importante". L’obiettivo degli
sceicchi è di avere un piano concreto per un economia sostenibile (senza
petrolio? ci chiediamo?) da qui al 2030 e l’incontro, comunque, è
propedeutico al Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà
nel 2012 in Brasile.
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Si parla dell'incontro organizzato dall’Agenzia per l’ambiente di Abu
Dhabi e dall’UNEP, l'agenzia per la prortezione ambientale delle Nazioni
Unite, la quale ha anche una sua emanazione diretta dedicata
espressamente alla protezione ambientale del Mediterraneo, l'UNEP-MAP
appunto. dove MAP sta per "Mediterranea Plan Action". Ma che fine ha
fatto l'UNEP-MAP ? Non se ne sente più parlare da tempo, e mi sembra
proprio che l'UNEP per i problemi del Mediterraneo abbia tirato in remi
in barca... Certo, per parlare di problemi ambientali, andare ad un
meeting ad Abu Dhabi attira molto di più che fare una riunione a Malta,
o Bari o Palermo, per non dire, con i tempi che corrono, a Tunisi o al
Cairo. Ma intanto il MAP se ne sta in silenzio. E totalmente assopiti
sembrano anche i vari RAC, vale a dire i Regional Activity Center che
dell'UNEP-MAP sono i centri operativi dislocati nei vari Paesi
mediterranei. E frattanto il Mediterraneo va in malora... #
Post di Gianluca Cecere Da tempo siamo nelle loro mani, e per quanto tempo ancora? :( #
A Gianluca Cecere piace questo elemento. ------------------------
TERAMO. Il Wwf di Teramo presenta le osservazioni sulla Valutazione di
assoggettabilità dell’istanza di ricerca “Villa Mazzarosa” mentre
l’associazione internazionale Oceana si batte per salvare l’Abruzzo
dalle trivelle. La Riserva naturale del Borsacchio può essere un argine
contro la petrolizzazione. La pensa così il Wwf teramano che ha
presentato alla Regione Abruzzo le proprie osservazioni sul procedimento
circa l’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale per
l’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi “Villa Mazzarosa” della
Medoilgas Italia SpA. L’istanza riguarda 13,40 chilometri quadrati nei
territori dei Comuni di Pineto e Roseto degli Abruzzi ed è una delle tre
attualmente sotto esame da parte della Regione Abruzzo: sono state
presentate anche le istanze di ricerca “Cipressi” (che riguarda i comuni
di Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio,
Montefino e Notaresco, oltre ad altri comuni del pescarese) e “Villa
Carbone” (che riguarda i Comuni di Canzano, Castellalto, Cellino
Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco e Teramo). Il
tutto si inquadra nella lunga serie di istanza di ricerca, estrazione e
stoccaggio di idrocarburi in provincia di Teramo: secondo i dati
ufficiali forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico ne è
interessato circa il 66% del territorio della provincia teramana dove
risiede l’85% della popolazione. Le osservazioni del Wwf sono tese a
dimostrare come la presenza della Riserva Naturale Regionale del
Borsacchio nell’area oggetto dell’istanza “Villa Mazzarosa” non consenta
minimamente le attività di ricerca che si vogliono portare avanti
nell’area e tanto meno, in caso si scoperta di idrocarburi, le attività
di estrazione. Il rapporto ambientale contenuto nell’istanza di permesso
di ricerca non prende in considerazione la presenza dell’area naturale
protetta del Borsacchio e tace completamente sulle valenze
naturalistiche di questo territorio. Valenze naturalistiche
importantissime che la stessa Unione Europea ha indicato come meritevoli
di protezione. Del resto proprio la presenza di queste valenze ha
giustificato la creazione nel 2005 della Riserva regionale del
Borsacchio finalizzata alla conservazione ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post
Un altro documento pubblicato sul sito di "PrimaDaNoi.it" che denuncia
quanto sta accadendo in Abruzzo con l'assalto delle società petrolifere
al territorio terrestre e marino dell'Abruzzo. Per rendersene conto
basta dare un occhiata alla mappa qui unita della Petrolcetic che
riprende solo una piccola parte di quel territorio di "conquista"
intorno ai comuni di Miglianico ed Ortona. Ma è tutto l'Abruzzo ad
essere sotto attacco. E purtroppo non solo l'Abruzzo, ma anche tante
altre regioni italiane, da nord a sud, che non si sono ancora resi conto
di come si sia in gioco il loro futuro... E ciò nonostante i ripetuti
allarmi di organizzazioni internazionali di tutela ambientale
estremamente qualificate, quali quelli di Oceana e del WWF qui
riportati, che denunciano anche come nel rilascio delle autorizzazioni
non venga tenuta in alcun conto la presenza di aree di particolare
interesse naturalistico, storico, archeologico, etc, anche se già
tutelate da tempo... #
A Rossana Mangifesta e Filippo Harley Foti piace questo elemento. ------------------------
14/12/11.
Ormai siamo il Bel Paese delle trivelle. Isole Tremiti, Pantelleria,
canale di Sicilia: non si salvano neanche i tratti di mare più belli, e
la tirata di orecchi all’Italia è sonora e di portata planetaria. Oceana,
quotata organizzazione internazionale che difende (appunto) gli oceani,
ha diffuso ieri un comunicato stampa in cui, in sostanza, rimprovera
all’Italia la faciloneria con cui ha concesso i permessi per
esplorazioni petrolifere nei suoi mari: perfino in un’amplissima area al
largo della Puglia contigua a numerose zone protette. Qui l’avvio delle
perforazioni, si legge nel comunicato, è previsto nella prima metà del
2012. Questi piani, scrive Oceana, saranno dannosi (non pericolosi:
dannosi, testualmente) per una vasta prateria sottomarina di poseidonia,
e rappresentano un rischio per tartarughe di mare e cetacei; oltretutto
l’eventualità di un disastro è molto alta, visto che le normative
europee sulle piattaforme petrolifere offshore sono incomplete. L’Italia
non è esattamente l’Arabia Saudita. Eppure siamo pieni di trivelle:
guardate la mappa delle ricerche e delle estrazioni i idrocarburi
redatta qualche mese fa da Greenpeace. Tante trivelle, ma poco petrolio,
e di cattiva qualità. Tuttavia le compagnie petrolifere ... [segue]
#
Commento del sottoscritto a margine del post
E quest'articolo, ispirato all'ultimo intervento di Maria Rita D'Orsogna
nel suo Blog e al recente comunicato stampa di "Oceana" che l'ha
ispirato, non le manda certo a dire. Più chiaro di così !!! E' una
tirata d'orecchie per l'Italia, stavolta più che giusta, che non c'entra
niente con il nostro debito, con la politica economica e con l'euro, ma
ha un'importanza forse ancora maggiore, per il futuro del nostro Paese e
per quello di tutte le altre nazioni lambite dal Mediterraneo... #
Post di Filippo Harley Foti
E mentre aspettiamo l'arrivo di M.R. D'Orsogna le ultime da Durban....o
meglio dal Canada. Il suo rappresentante: 13 giorni in villeggiatura a
Durban e ggi scopriamo che recede dagli impegni del suo paese sul
protocollo di Kyoto.... Leggete quì: "Tra
il dire ed il fare c'è di mezzo il Mare... e le verità "vere" chi le
conosce?". V E R G O G N A !!! #
A Gianfranco Rossetto, Filippo Harley Foti e Guido Pietroluongo piace
questo elemento. ------------------------
14
dicembre 2011. Ancora allarme per la marea nera in Brasile, la perdita
di greggio al largo delle coste di Rio de Janeiro torna a far paura. Un
mese dopo l’incidente avvenuto in un pozzo della società petrolifera
Chevron, quest’ultima ammette che il problema, contrariamente a quanto
affermato in precedenza, sarebbe tutt’altro che risolto. Nei giorni che
hanno immediatamente seguito il disastro, dal campo petrolifero di Frade,
teatro della vicenda, si è propagata una macchia di petrolio di circa
160 chilometri quadrati. Ben 17 navi erano intervenute per ridurre il
danno ambientale, mentre la Chevron assicurava di poter risolvere la
falla con una colata di cemento. "Operazione messa in atto e problema
che veniva sostanzialmente ritenuto risolto dalla società petrolifera
USA", almeno questo è quanto per settimane hanno ripetuto all’opinione
pubblica. Adesso che sulla Chevron pendono oltre 100 milioni di dollari
di multa e la decisione dell’Autorità per il petrolio brasiliana di
sospendere ogni suo diritto di trivellazione, la confessione: "La
quantità di petrolio sta mano a mano diminuendo. Ci aspettiamo di avere
il controllo totale della questione nel prossimo futuro. Non possiamo
dire quando, perché stiamo ancora valutando la quantità di olio
fuoriuscito e analizzando come questa abbia esattamente potuto
raggiungere la superficie". Nonostante l’intervento d’emergenza sembra
che siano centinaia i litri di petrolio che continuano a fuoriuscire in
mare. Un allarme che non può che ricordare la pericolosità, oltre alla
difficoltà d’intervento in caso di disastro, da sempre “lato oscuro”
delle trivellazioni petrolifere offshore. (Fonte: TreeHugger)
#
Commento del sottoscritto a margine del post
E se fosse successo in Mediterraneo un incidente simile ? Come staremmo
adesso ? Meglio non pensarci.... #
Post di Giuseppe Galiano Pensiamoci e continuiamo a denunciare....anche se con codeste teste
gloriose dei governanti che si affacciano sul Mediterraneo ci sarà
sempre meno da sperare.
# A Luca Gioria, Gianfranco Rossetto, Maria Ghelia, e Filippo Harley Foti piace questo elemento. ------------------------
Questa
immagine rappresenta l'ultima versione della locandina dei tre incontri
che Maria Rita D'Orsogna, graditissima ospite, terrà qui a Pantelleria
il 2, il 3 e il 4 Gennaio 2012 con la comunità isolana, per informarla
sui rischi connessi alle attività petrolifere off-shore già previste per
l'isola e il suo mare, ma anche per lo Stretto di Sicilia e dell'intero
Mediterraneo... L'iniziativa gode del patrocinio del "Comune di
Pantelleria", ed è promossa dalla "Lega Navale - Sezione di Pantelleria"
e dal "Rotary International" di Pantelleria, con l’adesione dell’
"Associazione Nazionale Pro Natura” e del “Comitato Parchi Italia".
Collaborano i circoli “Agricolo” di Scauri, “Kohoutek” di Kamma, e
“Sporting Club” di Pantelleria centro; ed i notiziari in rete
"Pantelleria Isola Futura", "Profumo di Mare", "Pantelleria News
Internet Com", e "Sicilia on Line". A Maria Rita che, in occasione del
suo prossimo viaggio in Italia, ha scelto di iniziare proprio da
Pantelleria il suo giro di conferenze in programma in varie località del
nostro Paese sul tema della tutela ambientale e dei pericoli che
minacciano da più parti il nostro futuro, va fin d'ora il più caloroso
ringraziamento da parte di tutti coloro che condividono e apprezzano il
suo impegno straordinario per la tutela ambientale del territorio marino
e terrestre del nostro Paese. #
Immagine ripresa commentata su "Profumo di mare" con post del 14/12/2011
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59097547#lastpost #
Filippo Harley Foti
Spero tanto che l'amministratore di "Profumo di Mare" possa presenziare. #
Mario Nocito Di Giovanna Bella Iniziativa. Mi spiace solo di non poter essere li ad
ascoltarla. Alla Dott. D'Orsogna va tutta la mia stima per il suo
personale, qualificato e puntuale impegno per la salvaguardia del nostro
mare.
#
A Antonio d'Alì, Mario Nocito Di Giovanna, Fabio Di Piazza, Filippo
Harley Foti, Luca Facciolo, Emilio Cerrato, Daniela Tamborino, Meri
Schiazza Vedovello, Patrizia Arigò, Gaspare Inglese, e Folgore
SalvaGuardia Ambientale piace questo elemento. -------------------------
Dicembre
13th, 2011. Procede con l’iter autorizzativo la Northern Petroleum che
intende ottenere dal ministero per l’Ambiente l’autorizzazione per le
prospezioni nel tratto di Adriatico tra Polignano a Mare e Otranto. La
società inglese ha presentato la relazione non tecnico e lo studio
sismico, proprio come richiesto per ottenere la Valutazione d’impatto
ambientale. Dopo i ricorsi al Tar vinti dal Comune di Ostuni, che
chiedeva di considerare in un unico progetto quello presentato in
diverse parti dalla società, ora è necessario procedere con l’iter.
Provincia di Brindisi e comuni della costa hanno già espresso il loro
parere negativo ed inviato al ministero, già a dicembre 2010, un’ampia
documentazione in cui contestano il progetto. Dalla pubblicazione degli
ultimi studi, ci saranno invece altri 45 giorni per presentare eccezioni
da parte di associazioni e cittadini. #
Commento del sottoscritto a margine del post Grazie a Folgore SalvaGuardia Ambientale per la segnalazione
dell'articolo... #
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale
Guido, correggimi se sbaglio, a mio parere è errata la dicitura:
"Procede con l’iter autorizzativo la Northern Petroleum che intende
ottenere dal ministero per l’Ambiente l’autorizzazione PER LE
PROSPEZIONI nel tratto di Adriatico tra Polignano a Mare e Otranto. La
società inglese ha presentato la relazione non tecnico e lo studio
sismico, proprio come richiesto per ottenere la Valutazione d’impatto
ambientale". Le PROSPEZIONI sono già state eseguite, come si evince
anche dallo studio sismico che la N.P. ha presentato. E' forse errata
questa mia interpretazione??? #
Post di Guido Picchetti
No, penso tu abbia ragione. Le prospezioni anche a me sembra siano già
state effettuate, non sono sicuro se già ultimate o provvisoriamente
sospese. Certo è che l'iter amministrativo procede secondo i tempi e i
modi prestabiliti, che è anche l'iter "autorizzativo" alla successiva
fase operativa che è quella della "coltivazione", ovvero della
trivellazione per estrarre i prodotti petroliferi, se la VIA non viene
bocciata dai ministeri competenti... #
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale
Già, la "coltivazione" che nulla ha a che fare con il preparare il
terreno affinché vi crescano le piante! In questo caso le uniche cose
che possono crescere sono inquinamento, danneggiamento della
biodiversità, danni alla fauna marina, etc. etc. -------------------------
Le
balene, i delfini e le tartarughe marine sono tra gli esemplari della
fauna marina messi a repentaglio dalle attività di perforazione al
largo. Oceana é allarmata per la recente evoluzione nello sfruttamento
delle risorse idrocarburiche lungo le coste italiane che mettono a
repentaglio l’integrità del fragile ecosistema marino e la sopravvivenza
della popolazione costiera. L’organizzazione, che si occupa della
conservazione dell’ambiente marino, incita Corrado Clini, il
recentemente nominato Ministro dell’Ambiente, e il governo Italiano a
fermare il leasing delle nuove perforazioni al largo e a porre in essere
una moratoria su tutto il Mar Adriatico per proteggere quest’area così
importante e ricca dal punto di vista biologico; richiama inoltre gli
altri leaders a de-carbonizzare il settore energetico italiano e ad
investire nelle energie rinnovabili. “Le aree soggette alla perforazione
per ottenere gli idrocarburi sono vicine a delle aree marine protette ed
ad altri siti di fondamentale importanza nello stretto di Sicilia che
sono siti cruciali per la riproduzione di specie migratorie rare come
gli squali bianchi, i tonni o le tartarughe marine”, ha dichiarato
Nicolas Fournier, coordinatore dell’ufficio di Oceana di Bruxelles. “Il
governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello
sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio
l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino. Non vogliamo
dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon
nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa
dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”. In
particolare, crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del
Ministero Italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia
britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche
... [segue] #
II comunicato stampa originale in lingua inglese di Oceana:
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/Doc%20Acrobat%202011/1111213%20Oceana_inglese.pdf Il comunicato stampa di Oceana in italiano (traduzione di Maria Rita
d'Orsogna):
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/Doc%20Acrobat%202011/111213%20Oceana%20ComSt_ital.pdf #
Articoli analoghi su altri siti web:
- "Abruzzo, esplorazione idrocarburi: a rischio ecosistemi Adriatico"
su "Il Capoluogo Com" del 14/12/11
http://www.ilcapoluogo.com/News/Attualita/Abruzzo-esplorazione-idrocarburi-a-rischio-ecosistemi-Adriatico-72998 #
Commento del sottoscritto a margine del post
L’esplorazione degli idrocarburi in Italia mette a repentaglio gli
ecosistemi dell'Adriatico e dello Stretto di Sicilia. Lo ribadisce
stavolta l'agenzia Oceana di Bruxelles in un comunicato stampa che Maria
Rita d'Orsogna sul suo Blog riporta integralmente. L’organizzazione, che
si occupa della conservazione dell’ambiente marino, sollecita Corrado
Clini, il recentemente nominato Ministro dell’Ambiente, e il governo
Italiano a fermare il leasing delle nuove perforazioni off-shore e a
porre in essere una moratoria che possa arrestare la recente evoluzione
nello sfruttamento delle risorse idrocarburiche lungo le coste italiane,
che può mettere a repentaglio l’integrità del fragile ecosistema marino
e la sopravvivenza dei popolamenti costieri delle aree marine
interessate.
#
A Folgore SalvaGuardia Ambientale, Gianluca Cecere, Giò Nastasi, Gente
Di Mare Divingsailing, Salvatore Addolorato, e Nunzio Di Lauro piace
quest'elemento
-------------------------
“Da
sindaco non ne ho le competenze, ma se fossi chiamato a dare delle
autorizzazioni per nuove piattaforme petrolifere in mare, anche alla
luce di quanto accaduto nel Golfo del Messico, sarei portato a guardare
con 1000 occhi ogni singolo aspetto prima di decidere”. Con queste
dichiarazioni, rese in diretta oggi pomeriggio a Sky Tg24, in
collegamento da piazza San Giovanni, il sindaco di Ragusa, Nello
Dipasquale è intervenuto nello speciale approfondimento “Unità di crisi”
che è andato in onda in diretta dal Festival di Venezia con la
conduzione del direttore Emilio Carelli. Dipasquale è intervenuto
all’interno di un dibattito che ha fatto il punto sui danni causati
dagli sversamenti di greggio lungo le coste della Louisiana. In
trasmissione, due ambientalisti di fama mondiale, ovvero Kerry Kennedy,
presidente onorario della Fondazione Robert F. Kennedy impegnata in
prima linea sul fronte per la difesa dei diritti umani e l’ecologista
Stephen Bradberry co-promotore insieme alla Fondazione Rfk, della
campagna per le opere civiche del Golfo. Fra i contributi del programma,
un’intervista a Spike Lee, autore di un film documentario sulla
fuoriuscita di greggio da una piattaforma petrolifera che ha provocato
conseguenze pesantissime per le coste della Louisiana e un’altra a
Philippe Costeau jr, erede della celebre dinastia di esploratori e
oceanografi. Dipasquale è stato chiamato in diretta dal direttore di Sky
Tg24, Carelli, in quanto “fautore delle trivellazioni a mare”. Il
sindaco ha subito però precisato: “Le avranno dato informazioni
sbagliate. Non sono mai stato fautore delle trivellazioni a mare. Anzi
in mare tutto va affrontato con grande oculatezza perché anche semplici
distrazioni possono diventare catastrofi immense. Ovviamente tutto ciò
cambia quando discutiamo ... [segue] #
Commento del sottoscritto a margine del post "Abbiamo la Vega, l’unica piattaforma che si trova al largo dei
nostri mari, ma le autorizzazioni, come quelle a terra, non vengono
rilasciate dal Comune ma dalla Regione, e non mi risulta tra l’altro che
ci siano ulteriori autorizzazioni." Non sono le parole di un "ignorante"
qualunque, ma quelle dell'attuale Sindaco di Ragusa Nello Dipasquale,
che certe cose non può ignorarle con un comune mortale. Tanto più se
dice, e sono le sue testuali parole: "alla luce di quanto accaduto nel
Golfo del Messico, sarei portato a guardare con 1000 occhi ogni singolo
aspetto prima di decidere..." di dare delle autorizzazioni per nuove
piattaforme petrolifere in mare. E aggiunge: "ma da sindaco non ne ho le
competenze". Ma di quel che può succedere a danno dei cittadini del tuo
territorio, altrochè se hai le competenze, caro Sindaco; e anche il
"dovere" di informarti, sapere ed agire di conseguenza per la
valorizzazione del territorio che rappresenti. Come puoi ignorare che
proprio in questi giorni presso i ministeri competenti è in discussione
la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per le operazioni di ricerca
petrolifera che l'ENI intende avviare con le sue trivelle sul giacimento
"Cassiopea" al largo della costa di Agrigento a ben 560 metri di
profondità, a una profondità ben 5 volte superiore quella della Vega,
con rischi, di conseguenza, ben maggiori e difficilmente calcolabili ? Il
litorale di Agrigento confina con quello di Ragusa, e, si sa bene, per
il mare i vincoli di competenza territoriale non hanno nessun
significato .. O no ? -------------------------
Ministero
dell'Ambiente - Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Divisione III.
Attenzione: Concessione D1 BP SP e D1 FP SP Spectrum Geo. Via Cristoforo
Colombo, 44, 00147 - Roma.
e p.c. : Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione
Generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio e l'Arte
Contemporanea. Via San Michele, 22 00153 - Roma. -
Gent.mo Ministro dell’Ambiente, Gent.mo Ministro dei Beni e delle
Attività Culturali, Gent.mo Ministro delle Attività Produttive
Con la presente comunicazione, il Centro Studi “Giuseppe Martella di
Peschici”, componente della Rete nazionale contro le trivellazioni nel
mare Adriatico e nel mar Ionio, intende esprimere un deciso NO alle
ispezioni sismiche D1 BP SP e D1 FP SP proposte dalla Spectrum Geo di
Londra. per la ricerca di idrocarburi lungo ben 700 chilometri della
riviera adriatica da Rimini fino a Santa Maria di Leuca, come reso noto
dal sito del Ministero dell'Ambiente. I progetti in esame riguardano le
ispezioni sismiche con l’invasiva tecnica air gun, a soli 25 chilometri
da riva, finalizzate alla possibile installazione di pozzi per la
ricerca e l’estrazione di idrocarburi.
Data la posizione geografica e la bellezza dell’Italia, una nazione più
lungimirante della nostra incentiverebbe con più convinzione la
produzione di energia sostenibile, investimento di gran lunga più
conveniente delle estrazioni di petrolio. Occorre dunque porsi in un
ottica globale e valutare la totalità del progetto in esame con tutte le
sue conseguenze a lungo termine. Da questo punto di vista, il documento
di VIA presentato dalla Spectrum é da considerarsi incompleto e
fuorviante. E’ infatti singolare che in esso vi sia una lunga
discussione sulla presunta necessità in Italia di estrarre petrolio dal
territorio e dai mari nazionali, e invece non si faccia menzione alcuna
dei possibili impatti ambientali, in termini di subsidenza, scoppi di
pozzi, rilasci a mare di sostanze tossiche come fanghi e fluidi
perforanti o acque di risulta che possono diffondere per decine di
chilometri dai punti di emissione. Questo né in generale, né nel
particolare delle realtà territoriale interessate dalle concessioni D1
BP SP e D1 FP SP. Fra l'altro, la qualità del petrolio adriatico é
pessima, come documentato da vari studi scientifici della prof.ssa Maria
Rita D’Orsogna (docente di Matematica Applicata e ricercatrice
dell’Istituto per la Sostenibilità della California State University at
Northridge di Los Angeles). Anzitutto è difficile da estrarre, a causa
della profondità, è “amaro” perché la presenza dei gas sulfurei lo rende
altamente corrosivo; è “pesante” perché la struttura molecolare degli
idrocarburi è “troppo lunga” per poter ottenere benzina. Durante la
ricerca sono previste tre fasi: l’ispezione geologica; l’ispezione
sismica con navi specializzate che praticano spari di aria compressa in
mare secondo la tecnica dell’airgun; l’eventuale perforazione di pozzi
esplorativi. La ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, in un recente
convegno a Peschici (24 maggio 2011), ha sottolineato come nelle istanze
per ottenere l’autorizzazione ministeriale si tenda a spostare
l’attenzione ... [segue] # Commenti a margine su FB
Post di Teresa Maria Rauzino
Maledette trivelle! La Spectrum geo ci riprova con le prospezioni in
Adriatico (anche al largo delle Tremiti e del Gargano). Inviate le
vostre osservazioni al Ministero dell'Ambiente. Noi lo abbiamo fatto
oggi! #
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale
Oramai è scaduto il termine per la presentazione delle Osservazioni. Noi
delle Associazioni Folgore e Demetra di Trani le abbiamo inoltrate a
Maria Rita D'Orsogna che le sta raccogliendo tutte per inviarle ai
Ministeri e inserirle in un link di eventuale accesso anche in caso di
ricorso al TAR #
Post di Teresa Maria Rauzino
Idem. La prof.ssa d'Orsogna ci ha incoraggiato a inviarne ancora #
Post di Michele Eugenio Di Carlo
Ho appena finito di preparare le osservazioni per conto del comitato per
la tutela del mare. Nella lettera ho censito tutti i parchi nazionali e
regionali, le riserve statali e regionali, le aree marine protette che
esistono lungo la riviera adriatica da nord di Rimini a Santa Maria di
Leuca. Purtroppo, la mia posta certificata non mi riconosce e mi sta
facendo perdere tempo e testa. #
Posrt di Michele Eugenio Di Carlo
Grazie Teresa per aver trasmesso le osservazioni al Ministero. La mia
casella di posta certificata mi qualifica come un estraneo... #
A Marcello Amoroso, Domenico Martino, Tom Delli Santi, Domenico
Ottaviano, Marialuisa d'Ippolito, Saverio Ladogana, Santa Picazio,
Costantino Piemontese, Michele Eugenio Di Carlo, Passione Territorio,
Profondo Rosso, e Guido Picchetti piace questo elemento.
-------------------------
Organizzata
dalla "Toulose Business School" in Francia il 23 novembre scorso ha
avuto luogo la "Soirée de Gala des AFFICHADES SUP DE CO TOULOUSE". Circa
4000 giovani tra i 18 e ii 24 anni sono stati coinvolti nella selezione
dei migliori poster pubblicitari realizzati in Francia nell’ultimo anno.
Al termine della serata 24 poster sono stati premiati, suddivisi in
sette categoria. Alla pagina web raggiungibile alll'url
http://www.esc-toulouse.fr/m_articles.asp?id=1337
troviamo Il "Palmarès" del concorso, giunto quest'anno alla sua 18ma
edizione. Per ciascuna categoria sono stati assegnati l' "Affiche d'or",
l' "Affiche d'argent" e l'"Affiche de bronze". E, come si può leggere,
l' “Affiche de Bronze” nella categoria "Publicités régionales" è stato
assegnato al poster del "Festival Mondial de L'image Sous Marine 2011"
conclusosi nei giorni scorsi a Marsiglia, poster che è stato realizzato
con il disegno firmato da quattro ragazzi panteschi: Lucrezia Errera,
Anna lo Pinto, Alessia Teresi e Andrea Costa. Nell'immagine qui unita si
può vedere anche come il pesciolino a fasce gialle e rosse, ideato dai
ragazzi panteschi per quel poster, sia stato ripreso nella testata della
manifestazione, diventando così uno degli emblemi del Festival stesso.
Ma ulteriore soddisfazione per Maria Ghelia, curatrice dell'annuale
selezione per l'Italia del concorso del poster per il Festival Mondial
de Lì'Image Sous-marine, è anche la brochure della prossima edizione
2012 del Festival la quale vede in copertina un disegno realizzato da
una giovanissima alunna italiana. Il suo nome è Esthefanny Calderon, 10
anni appena, della Scuola Primaria "Vittorino da Feltre" di Torino,
risultata vincitrice assoluta alle ultime finali internazionali del
concorso. La brochure è fin d'ora pubblicata sulla homepage del sito del
Festival all'indirizzo
http://www.underwater-festival.com/
, annunciando la data della prossima edizione in programma, sempre a
Marsiglia, dal 31 Ottobre al 4 Novembre 2012. #
A Filippo Harley Foti, Pasquale Vassallo, Marine Etard, e Maria Ghelia
piace questo elemento.
#
Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News 8622" del 13/12/2011
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7755 #
Post del sottoscritto a margine dell'articolo su "Pantelleria Internet Com
- News 8622" Anche sul notiziario di Pantelleria la notizia del premio assegnato
a Tolosa in Francia al poster dei ragazzi di Pantelleria in occasione
del Festival Mondial de l'image sous-marine 2011. Ad essi
congratulazioni vivissime e anche a Maria Ghelia, curatrice per l'Italia
delle selezioni del concorso internazionale dei poster del Festival. #
Post di Gianluca Cecere
Bravi!! Luca Siragusa contatta questi ragazzi... sono Vs.vicini!! :):):) #
A Salvatore Addolorato, Luca Siragusa, Sergio Filmati Di Mare, e
Gianluca Cecere questo elemento. -------------------------
News
8613, Pantelleria 11/12/2011. Sono particolarmente lieto di comunicarvi
l’adesione del “Rotary International Pantelleria” all’iniziativa dei
prossimi incontri che la Prof. Maria Rita D’Orsogna terrà a Pantelleria
nei giorni 2,3 e 4 Gennaio sul tema delle trivellazioni petrolifere.
Un’adesione che, con il patrocinio del Comune di Pantelleria, si
affianca a quella della “Lega Navale – Sezione di Pantelleria“ (oltre
che della “Federazione Nazionale Pro Natura” e “del Comitato Parchi
Italia”), e alle preziose collaborazioni dei tre circoli interessati,
presso i quali avranno luogo gli incontri con la comunità isolana,
secondo il calendario riportato nella locandina qui unita.
Questo il programma:
Lunedì 3 gennaio
ore 20,30 presso il Circolo Agricolo di Scauri,
Martedì 3 gennaio ore 17,30 presso il Circolo Khoutek Tracino,
Mercoledì 4 gennaio ore 17,30 presso il Circolo Sporting Club
Pantelleria.
#
A Gianfranco Rossetto, Gianluca Cecere e Filippo Harley Foti piace
questo elemento.
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Cari
amici, eccoci di nuovo riuniti per discutere di folli progetti
petroliferi nella nostra regione. Come sapete, ci sono in ballo altre
quattro concessioni che riguardano la provincia di Teramo e di Pescara e
che riguardano Pineto, Roseto, e addirittura la riserva naturale del
Borsacchio. Di fronte all'enormità dei progetti, e visto che sono anni
che il proposito di petrolizzare l'Abruzzo in mare ed in terrra va
avanti, è facile sentirsi stanchi e impotenti. E' facile sentire che è
tutto così più grande di noi, e lasciare il passo alla rassegnazione, al
fatalismo e rinchiudersi nel proprio tran-tran quotidiano. Purtroppo non
sarà l'ultimo degli attacchi. Anzi la difesa del territorio dalle
trivelle sarà una lotta per la vita: finchè avremo petrolio sottoterra,
ci sarà sempre qualcuno che vorrà trivellarlo, adesso, fra 5 o 50 anni.
Non potremo mai dire di avere finito. Sta a noi allora saperci
organizzare con gli strumenti che abbiamo a disposizione e senza
arrendersi perche sono imperfetti. Sta a noi dire di no, sta a noi
educare i nostri figli, i cittadini del futuro al rispetto
dell'ambiente. In una parola sta a noi darci da fare, senza paura e
avendo fiducia che TUTTI INSIEME possiamo farcela. E' questa la lezione
che abbiamo imparato in questi anni - e andiamo per cinque: nessuno può
fare molto da solo di fronte alle ditte petrolifere, ma non c'è niente e
nessuno - nemmeno l'ENI - che possa fermare un popolo compatto, unito,
informato, non-politicizzato, che sa agire per tempo, secondo i canali
legali ed esigendo che la volontà popolare venga rispettata senza se e
senza ma. I petrolieri li abbiamo già sconfitti: ad Ortona con il Centro
Oli lungo la costa dei trabocchi con Ombrina Mare. Sono certa che anche
a Bomba presto si arriverà ad una conclusione positiva per la gente:
tutti, ma proprio tutti, hanno detto di no, dal Presidente della
Provincia Enrico Di Giuseppantonio, fino all'ultimo residente della
zona. E allora cosa c'è da fare nel concreto per la Provincia di Teramo?
Occorre informarsi, spargere la voce, e soprattutto indignarsi. Le ditte
trivellanti dicono che va bene trivellare perchè i territori del
teramano "non hanno particolare pregio". Ma chi sono loro per dire
questo? Chi gliela da tutta questa arroganza? Chi li ha invitati qui? Ci
sono mai stati loro a Roseto? Che ne sanno loro di che significa quel
mare, quella terra per noi? E una volta che siamo consci di quello che
vogliono fare, una volta che siamo arrabbiati perchè considerano le
nostre riserve naturali "non di pregio" occorre prendere i nostri
sentimenti e incanlarli in una azione costruttiva. La legge, sotto
quello che si chiama trattato di Aarhus, lo dice chiaramente: l'opinione
popolare va rispettata. E questa opinione popolare la si manifesta ... [segue] #
Commento del sottoscritto a margine del post
Una lettera di Maria Rita D'Orsogna indirizzata ai suoi amici, ma la cui
lettura può essere utile per tutti i cittadini del nostro Paese,
all'infuori di quanti, in malafede, certe cose le sanno bene, e che sono
non solo "suoi" nemici, ma nemici di tutti coloro che credono, sperano,
e si battono per un futuro migliore ...
-------------------------
9 dicembre 2011. Ci sono buone e cattive notizie riguardo alle attività
di estrazione del petrolio offshore nel Canale di Sicilia, specchio di
mare da decenni al centro delle attenzioni dell’industria petrolifera.
Se da una parte diminuiscono le istanze di ricerca di petrolio e gas tra
Sicilia e nord Africa, dall’altra si iniziano a sentire i primi
probabili effetti delle attività geosismiche di ricerca al largo della
Tunisia. Le istanze di ricerca in meno sono quattro: quelle della Hunt
Oil Company che ha rinunciato, il 24 ottobre scorso, a quattro permessi
di ricerca del petrolio nel mare di fronte Mazara del Vallo (Tp). I
primi due dei quattro, tra l’altro, erano abbondantemente entro i nuovi
limiti imposti dall’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Per quattro permessi che se ne vanno dal Canale di Sicilia, ce n’è anche
uno che cambia: è il “d 21 G.R. -NP” di Northern Petroleum che ha
chiesto, ma non ancora ottenuto, di modificare l’area di ricerca.
Contemporaneamente però, Northern Petroleum ha chiesto un nuovo permesso
denominato “d 367 C.R.-NP” al largo di Marsala, sempre in provincia di
Trapani. Nel frattempo più a sud, tra le coste di Pantelleria e la
Tunisia, proseguono le attività di prospezione geosismica di Audax
Energy: le navi della compagnia australiana stanno cercando possibili
giacimenti di petrolio e gas naturale con la tecnica dell’Air Gun. Un
grosso cannone che spara aria compressa in direzione del fondale marino
e, come un grande pipistrello, registra l’eco del sottosuolo cercando
“suoni” compatibili con le sacche di idrocarburi. Mentre spara però,
infastidisce pesci e ... [segue] #
Commento del sottoscritto a margine del post
Una delle irregolarità strane su cui meriterebbe, se fossimo un Paese
serio, che le nostre autorità competenti indagassero un pò a fondo è
relativa proprio alle operazioni di ricerca che l'Audax starebbe
effettuando con gli Air Gun nelle acque tra Pantelleria le coste
tunisine, secondo le denunce effettuate e riprese dai vari media sia in
rete che sulla carta stampata. Come si è visto nei giorni scorsi in
occasione delle operazioni di ricerche condotte dalla NP al largo delle
coste pugliesi, i tracciati di navigazione delle tre navi utilizzate
dalla società petrolifera risultavano in tempo reale ben visibili sulle
mappe di marinetraffic.com, come richiesto dalle vigenti norme di
navigazione per le navi superiori ad un determinato tonnellaggio. La
stessa cosa non avviene invece nel cosiddetto canale "oscuro" dello
Stretto di Sicilia, quello compreso tra la costa occidentale di
Pantelleria e la Tunisia. Su questo lato i botti degli Air Gun si
sentono eccome, ma delle navi che conducono le ricerche off-shore sulle
mappe di marinetraffic.com non c'è alcuna traccia... Che siano delle
"navi fantasma" ??? D'altronde tutta quell'area marina sembra un
deserto, con uno transito marittimo pressocchè nullo, che contrasta
stranamente con le innumerevoli concessioni petrolifere che ormai da
tempo l'hanno interamente lottizzata... Grazie a Folgore SalvaGuardia Ambientale per la segnalazione
dell'articolo...
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Dicembre 8, 2011. Per prelevare petrolio di scarsissima qualità al
12esimo livello (su 50 di max purezza) lo Stato Italiano ha ceduto la
sovranità concedendo licenze di prospezioni e trivellazioni a compagnie
straniere e finte nazionali in quasi tutte le Regioni, per derubare
l’Italia delle sue ultime e profonde risorse energetiche. I danni
ambientali che seguiranno a queste pratiche potranno essere irreparabili
per decenni o secoli. Non vi saranno profitti per le popolazioni locali
che saranno costrette a convivere in situazioni di inospitalità ed
insalubrità.
Ecco cosa dicono la Prof.ssa Maria Rita
D’Orsogna e il Dr. Milan Roberto in “L’Italia preda delle trivelle
texane”:
In questi ultimi
anni l’Italia è tornata nel mirino delle ditte petrolifere di mezzo
mondo. Che avessimo piccoli giacimenti di idrocarburi era noto già
da molto tempo, ma questi non sono mai stati sfruttati perchè
economicamente non conveniente. Il nostro petrolio è di qualità
scadente, modesto in quantità, scomodo da estrarre perchè posto in
profondità e in una nazione fortemente antropizzata, sismica e
soggetta a subsidenza. Oggi si assiste ad una “rinascita”
dell’attività petrolifera in Italia. Questo è dovuto senz’altro alla
maggior richiesta da parte di India e Cina, al fatto che i migliori
giacimenti mondiali sono in fase di esaurimento, a migliori capacità
tecnologiche, e soprattutto al fatto che è facile speculare in
Italia. Gli stessi petrolieri sulle loro comunicazioni interne
parlano di facili guadagni in Italia, di basse royalties, di scarsa
opposizione politica, di facilità nell’ottenere permessi ambientali
e burocratici. Per esperienza, so che è cosi. Il popolo non è mai
sufficientemente informato e spesso ne viene a sapere per caso o o
ad affare fatto. I limiti per le emissioni di idrogeno solforato
dalle raffinerie italiane è di circa 30ppm, a fronte di un limite
massimo tollerabile per la salute umana di 0.5ppm come stimato
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le royalties in
terraferma sono del 10% e del 4% in mare. In Libia o in Norvegia ad
esempio, lo Stato trattiene oltre l’80% dei guadagni ma anche in
Canada, dove l’industria non è statale, le royalties sono di circa
il 40%. In Italia fino al 2010 si poteva trivellare liberamente
lungo le nostre coste, senza limiti. Dall’anno scorso e’ stata
introdotta una zona franca di 5 miglia nautiche da riva. In
California lo stesso è di 100 miglia da riva, per salvare turismo,
pesca e qualità della vita. E’ evidente che in situazioni simili è
facile venire in Italia e speculare. Non molti lo sanno, ma ci sono
progetti per trivellare parchi, la laguna veneta, le coste
siciliane, Pantelleria, le isole Tremiti, il Gargano, i campi del
Montepulciano d’Abruzzo, la Pianura Padana, il tutto sul modello
della già martoriata Basilicata, il primo esperimento italiano di
trivelle a larga scala, iniziato 15 anni fa per opera dell’ENI.
Nell’immaginario collettivo c'è l’idea che petrolio equivale a
ricchezza, ma non è cosi. Dalla Lucania ogni giorno emergono notizie
di petrolio subentrato nella catena alimentare, di rifiuti
petroliferi smaltiti fra i campi, di sostanze di scarto che
finiscono nelle dighe di acqua, di esalazioni di idrogeno solforato
fuori da ogni limite accettabile per la salute umana, di agricoltura
compromessa in certi luoghi, di pozzi di petrolio proposti nei
pressi di ospedali e centri abitati, di scarsi controlli ambientali
e fiscali. Tutte le statistiche Istat continuano a collocare la
Basilicata fra le due o tre regioni più povere d’Italia,
l’emigrazione aumenta, i giovani non hanno prospettive. Il clima è
di forte omertà – la chiesa non si azzarda a parlare, i politici
sono troppo timorosi di fare la cosa giusta, e la societa’ civile si
sente impotente. L’ENI aveva promesso loro un monitoraggio
ambientale che è’ stato messo su solo 12 anni dopo l’inizio delle
trivellazioni e che a tutt’oggi è saltuario e incompleto. Non è
accettabile, non è giusto.
E questo è quanto afferma l'ing.
Giandomenico Tesserin del "Comitato Difesa di Chioggia" in "Il
rischio non vale il metano":
Nel 2008 la Legge 133 del
Ministro Scaiola concesse di poter attivare i pozzi purchè si
dimostrasse che non provocano subsidenza. Ricordiamo che già nel
1967 l’ Ing. Mario Zambon, dell’Università di Padova, denunciava i
danni dovuti all’estrazione del metano che aveva provocato la moria
dei peschi, l’abbassamento del suolo di m 3.0 nel Polesine e di m
1,60 nel Ravennate con danno alle spiagge. La subsidenza è certa ,
irreversibile e può verificarsi anche dopo cessate le estrazioni.
Ricordiamo che in America le piattaforme per l’estrazione devono
stare oltre i 100 km dalla costa, per non danneggiare la salute
degli abitanti, il turismo e la pesca. Altrettanto si richiede lungo
le coste della Norvegia. In Italia invece le trivelle sono ammesse a
soli 5 km dalla costa. C’è da chiedersi se i nostri politici sono
impazziti. Non basta sapere che il nostro terreno e simile a quello
del Polesine che ha sofferto i disastri degli anni 50-60. Sono
talmente irresponsabili da non tener conto che nelle campagne venete
molti terreni sono anche 3 m sotto il livello del mare dove sono in
funzione 300 idrovore , 24 ore su 24, per non farli diventare delle
paludi. Qualsiasi tesoro si trovasse nel sottosuolo non va toccato
se ciò può compromettere l’esistenza futura di zone altamente
popolate e di valore storico ed artistico, unici al mondo, quali
Venezia, Chioggia e tutta la riviera veneta. L’Adriatico è un mare
chiuso, a basso fondale (max 50m) con superficie pari ad 1/6 del
Golfo del Messico (fondo 1500 m). Un incidente tipo quello della
piattaforma sprofondata in quel mare, nel maggio dell’anno scorso,
avrebbe provocato una catastrofe inimmaginabile. La nostra forte e
decisa protesta va al Ministero dell’Ambiente ed al Ministero
dell’Industria e chiediamo la chiusura di tutte le concessioni di
ricerca ed estrazione di idrocarburi nel nostro territorio e nel
nostro mare.
6 Dicembre 2011 C’é qualcosa d’insolito. La Chevron, seconda compagnia
petrolifera del mondo, nota per i suoi metodi autoritari, offre
pubbliche scuse e si addossa tutta la responsabilità (e i costi) del
recente sversamento di greggio al largo della costa brasiliana. Il
gigante petrolifero aveva tentato per qualche giorno di minimizzare
l’accaduto e di ridimensionare le sue responsabilità, ma ha dovuto
battere in ritirata di fronte all’evidenza delle prove portate
all’attenzione dell’opinione pubblica, in questo caso da un blog come
SkYTruth che ha pubblicato le immagini satellitari del mare inquinato. E
per tradizione, la Chevron non batte mai in ritirata. Il danno ecologico
ha origine in un probabile errore commesso in una piattaforma offshore
nella concessione di Frade, a poco più di 300 chilometri dalla costa di
Rio de Janeiro. Probabilmente, la Chevron ha sbagliato i calcoli nella
pressione delle trivellazioni che hanno aperto una fuoriuscita di
greggio dal fondale. Dall’8 novembre, giorno dell’incidente, si calcola
che la quantità di greggio riversato in mare sia compresa tra i 5 e gli
8.000 barili, ma per adesso sembra che le correnti stiano risparmiando
le spiagge di Rio. C’è qualcosa di strano anche nella decisione presa da
un Brasile candidato a diventare presto uno dei maggiori esportatori di
petrolio del mondo: la Chevron ha subito il divieto di operare sul suolo
brasiliano fino a che non siano state provate le sue capacità di fare
fronte a emergenze e falle nella sicurezza dei suoi impianti, adesso
all’esame dell’Agenzia nazionale del petrolio brasiliana. Come a dire,
non si esclude che la Chevron abbia dato prova di vera e propria
incompetenza. L’Agenzia ha espresso anche apprensione per i metodi
utilizzati per fermare la fuoriuscita, come i procedimenti a pressione
con l’utilizzo del cemento che potrebbero non essere sufficienti a
ripristinare la stabilità dei fondali. Il Brasile non sta concedendo
sconti alla Chevron: l’azienda è già stata condannata a pagare 20
milioni di euro, che avrebbero potuto essere di più se non fosse questa
la più alta ammenda prevista dalla legislazione brasiliana per danni
ambientali. La cifra sembra, in ogni caso, destinata a salire per via
degli elevati costi di bonifica e della volontà politica del Presidente
Dilma Roussef di trasformare questo caso in un monito per le
multinazionali che operano nel paese. La Chevron rischia, infine, di
essere esclusa dallo sfruttamento dei giacimenti pertoliferi a 6.000
metri di profondità nell’oceano Atlantico per cui aveva già stanziato
miliardi di dollari di investimento e che inizieranno a breve. Cosa può
aver portato la Chevron a porre le sue scuse? Già sotto i riflettori di
tutto il mondo, la Chevron ha un conto in sospeso in America del Sud
sopratutto per i processi che la oppongono all’Ecuador per i gravi danni
ambientali provocati negli scorsi decenni dalle pratiche estrattive del
petrolio. Se a questa pubblicità negativa, si aggiunge l’attenzione dei
media e la forte emotività dell’opinione pubblica dopo il memorabile
sversamento avvenuto l’anno scorso nel golfo del Messico, negli Stati
Uniti, perfino il management Chevron si è probabilmente trovato
costretto a rivedere le sue politiche ... [segue]
# Commento di Folgore SalvaGuardia Ambientale, che ringrazio per la
segnalazione, a margine dell'articolo postato su FB nella bacheca del
sottoscritto LA CHEVRON offre pubbliche scuse e si addossa tutta la responsabilità (e
i costi) del recente sversamento di greggio al largo della costa
brasiliana...
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09-12-2011. I
commenti della politica. Nessuno le vuole, Tutti d'accordo. Le compagnie
sono al lavoro nei tratti di mare prospicienti le nostre coste. E al
Ministero dell'Ambiente ci sono altre nove richieste. Le prospezioni
sono incompatibili con un territorio legato a doppio filo a pesca,
agricoltura e tursimo. Il rischio trivellazioni in Puglia non sembra
affatto risolto. Anzi. La Northern Petroleum ha annunciato che il 28
Luglio scorso ha ottenuto dal Ministero per l'Ambiente autorizzazioni a
procedere due aree della terra pugliese, a Giove e Rovesti, dando inizio
a ispezioni sismiche con la tecnica dell'air gun allo scopo di
individuare giacimenti di petrolio. E' il primo atto di quello che può
essere definito come un vero e proprio assalto al nostro mare e alla
salute pubblica. Ebbene si, perchè sarebbero nove le concessioni in
giacenza presso il Ministero dell'Ambiente e dei Beni culturali per
l'approvazione di ispezioni sismiche e per la successiva perforazione di
pozzi esplorativi allo scopo di estrarre petrolio, che potrebbero avere
effetti devastanti sull'ecosistema marino e sul turismo che è grande
fonte di guadagno per l'economia pugliese. Non solo. I primi danni
potrebbero essere già causati dalle fasi preliminari, dalla tecnica
dell'air gun ... [segue] #
Commento di Folgore SalvaGuardia Ambientale, che ringrazio per la
segnalazione, a margine dell'articolo postato su FB nella bacheca del
sottoscritto
Leggete l’articolo del settimanale “Puglia d’oggi” del 2 Dicembre 2011:
"Trivellazioni inutili e dannose per tutti. A pagina 4 viene citata
anche Maria Rita D’Orsogna ...
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09-12-2011 - TERMOLI. Lo spauracchio delle trivellazioni e dei sondaggi
geologici in Adriatico è sempre più concreto. Qualche settimana fa
avevamo proposto su "Termolionline.it" il movimentismo di alcune
associazioni ambientaliste della Puglia, preoccupate dall'istanza
presentata da una nuova società la Spectrum, che avrebbe voluto
verificare la possibilità di estrazione degli idrocarburi in tutto il
bacino del mare Adriatico. Dunque, sarebbe stato interessato anche al
tratto relativo al Molise. Detto fatto, lo scorso 16 novembre è giunta
anche all'amministrazione comunale di Termoli la richiesta sul
procedimento di Valutazione d'impatto ambientale relativo ai permessi di
prospezione geofisica per indagini da eseguirsi al largo dell coste che
vanno dall'Emilia Romagna alla Puglia, Molise compreso ovviamente.
Questa nuova compagine societaria (Spectrum Geo Limited), che ha sede a
Londra, e svolge proprio questo tipo di studi geologici ha presentato lo
scorso 5 agosto al Ministero dell'Ambiente l'istanza per l'avvio delle
ricerche, a 12 miglia fuori dal litorale del mare Adriatico nelle
regioni considerate, ma con un'area enorme, pari a 30.810 km quadrati.
Nel progetto la durata degli interventi varia da 3 a 5 mesi, dove si
acquisirebbero linee sismiche a riflessione con singolo passaggio, con
energizzazione del tipo air-gun, per una lunghezza complessiva di 8134
km, da cui desumere l'assetto geologico-strutturale del Mare Adriatico
Centrale e Meridionale. #
Commento del sottoscritto a margine del post in bacheca su FB
Ringrazio Folgore SalvaGuardia Ambientale per la segnalazione
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Alexandros
Frantzis, del Pelagos Cetacean Research Institute, in Grecia, fa sapere
che fra ieri e oggi sono stati trovati, nella stessa zona degli
spiaggiamenti del 30 novembre, altri 4 zifii, stavolta tutti già morti.
Lo stato di decomposizione indica che la morte è avvenuta praticamente
in contemporanea con quelli dei precedenti animali spiaggiati. Si tratta
quindi dello stesso fenomeno, che ha coinvolto anche i due esemplari
spiaggiati in Italia. Il piccolo, di questi due, non è più stato
ritrovato, mentre sulla femmina adulta sono stati fatti alcuni
campionamenti, sia da personale del posto, sia da membri della Task
Force nazionale, che da Padova hanno raggiunto la Calabria, venerdì
scorso. Salgono così a 9 gli esemplari coinvolti. #
Commento sulla pagina web in calce all'articolo.
Federico ha detto...
Che tristezza... Su you tube c'è un filmato molto interessante, girato
in Florida, di uno zifide che si spiaggia volontariamente. Sembra quasi
voler scappare dall'acqua e cercare il contatto con l'uomo.
Probabilmente era malato o qualcosa di simile... questo è il link:
http://www.youtube.com/watch?v=NMrBtb2R4zk.
Ciao. #
Post del sottoscritto su FB
Ringrazio Guido Pietroluongo per il post.
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Dal sito web del "MINISTERO DELL'AMBIENTE" - 30/11/10 Presentati dati e rilievi di grande interesse scientifico. Relazione
sullo spiaggiamento di sette esemplari di capodoglio in Puglia.
Al termine delle indagini post-mortem svolte dal Dipartimento di Sanità
Pubblica, Patologia Comparata e Igiene Veterinaria, dell’Università
degli Studi di Padova, pubblichiamo la relazione tecnica integrale e la
sintesi finale sullo spiaggiamento di massa di 7 capodogli lungo il
litorale pugliese, compreso tra Cagnano Varano e Ischitella (Fg),
avvenuto il 10 dicembre del 2009. - Approfondimenti: - La relazione tecnica integrale
http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/notizie/Relazione_Finale.pdf - La sintesi finale
http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/notizie/Sintesi_Relazione_Finale_Spiaggiamento_capodogli.doc
http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=%2Fdocumenti%2Fnotizie%2Fnotizia_0208.html&Area=Acqua&lang=it # Commento del sottoscritto a margine del post in data 30/11/10 In conclusione: "... i sonar, come quelli correlati alle attività di
prospezione (petrolifere, ndr) presenti anche in Adriatico, non possono
essere considerati come agenti causali lo spiaggiamento per il loro
impatto diretto, per l’assenza di condizioni emboliche, ma possono
eventualmente essere tenuti in considerazione come potenziale fattore di
disturbo e/o di alterazione del comportamento di questi animali." In
altre parole... non hanno provocato l'embolia ai capodogli, ma gli hanno
solo rotto i timpani, facendogli perdere il senso dell'orientamento...
Che vuoi che sia ?
# Commento del sottoscritto in data 7/11/11 sulla Bacheca di Folgore
Salvaguardia Ambientale a margine dell'articolo de "Il grecale" con la
notizia odierna del disseppellimento dei capodogli spiaggiatisi due anni
or sono sulla costa del Gargano.
Non tutti i capodogli spiaggiati nel
2009 furono a suo tempo seppelliti. Alcuni campioni istologici furono
inviati all'Università di Padova per cercare di capire le cause dello
spiaggiamento di gruppo. Furono escluse eventuali embolie (sic!), ma si
accertò, testuale, "un’alterazione delle funzioni nervose ad eziologia
esogena che, per quanto minime possono aver alterato il senso di
orientamento e della percezione...", in altre parole lesioni agli organi
sensoriali preposti all'equilibrio e all'orientamento... E' quello che
succede a un comune mortale quando gli si perforano i timpani per
un'esplosione. E la relazione fu inviata al Ministero dell'Ambiente, il
quale non fa una grinza e continua ad autorizzare i botti dell'Air-gun
nelle ricerche petrolifere in tutti i mari italiani... Che bel Ministero
dell'Ambiente abbiamo !!!!!! # Post di Guido Pietroluongo E' impensabile "inviare un Capodoglio"...in tutta Italia e alle Isole
Canarie furono inviati campioni di alcuni dei 7 Capodogli spiaggiati.
Solo di alcuni perchè sugli altri, essendo spiaggiati già morti ed in
avanzato stato di decomposizione, i rilevamenti necroscopici effettuati
non avrebbero dato risultati reali ma artefatti post-mortem!!! Le
lesioni delle funzioni nervose ad eziologia esogena sono dovute al
rilascio di "veleni" contenuti nello strato lipidico (blubber)
caratteristico della specie. Questi "veleni" oltre a immuno-compromettere
gli animali hanno danneggiato anche le loro funzioni sensoriali. E' come
dire un veleno neurotossico li ha storditi! Gli air-gun come tante altre
attività antropiche e naturali (sonar, terremoti sottomarini...) sono
state prese come EVENTUALE CAUSA INDIRETTA PER LA SCELTA DA PARTE DEI
CAPODOGLI DI SALIRE IN ADRIATICO e non come causa di spiaggiamento. E'
come dire: un uomo obeso che mangia cibi fritti quindi predisposto
all'infarto, con una malattia neurodegenerativa come il diabete, un
giorno assiste ad una rapina si spaventa e muore di infarto. Non è il
rapinatore l'assassino ma i cibi avvelenati e il diabete che non gli ha
fatto mai avvertire sintomi dolorosi riferiti!!!! Spero di essere stato
chiaro...è spiegato tutto qui: Chiarimenti sullo spiaggiamento dei
Capodogli a Foce Varano.(http://www.garganistan.it/2011/07/12/considerazioni_chiarimenti/). Tutte le considerazioni, la cronologia degli eventi, il risultato dei
referti necroscopici e delle analisi condotte, l’elenco di chi è
intervenuto, le conclusioni sulle cause sullo spiaggiamento di massa di
7 esemplari di Capodoglio (Physeter macrocephalus) sul litorale compreso
tra Cagnano Varano e ... [segue]. Prima di arrivare a conclusioni ed
interpretazioni azzardate vi prego di riporre tutta l'attenzione
possibile! # A Filippo Harley Foti piace questo elemento. # 3 condivisioni (Filippo Harley Foti, Maria Rita D'Orsogna, e Folgore
SalvaguardiaAmbientale) ------------------
07/12/2011,
14:14. Ai leader di Brasile, Cina e Europa: "In qualità di cittadini
preoccupati vi chiediamo di mettervi dalla parte dell'Africa e di
neutralizzare gli USA e gli altri paesi che stanno facendo di tutto per
far fallire il vertice sul clima e distruggere così il nostro pianeta.
Vi chiediamo di salvare e rafforzare il Protocollo di Kyoto e di
lavorare insieme per siglare un accordo stringente più ambizioso entro
il 2015. Il nostro clima è in pericolo e il nostro futuro dipende dalle
decisioni che prenderete oggi". Gli oceani stanno morendo, l'aria sta
peggiorando, le foreste si stanno desertificando. Dai pesci alle piante,
dalla fauna agli esseri umani, stiamo uccidendo il pianeta che ci
sostiene, e lo stiamo facendo velocemente. La causa principale della
distruzione della natura si chiama cambiamento climatico, e nei prossimi
3 giorni abbiamo la possibilità di fermarlo. Il Trattato ONU sul
cambiamento climatico, al momento la nostra ultima occasione per agire,
scade il prossimo anno, e una coalizione senza scrupoli a guida
americana e composta da paesi esportatori di petrolio sta provando a
neutralizzarlo per sempre. E' difficile da credersi, ma stanno
barattando la sopravvivenza della natura in cambio di profitti
immediati. L'UE, il Brasile e la Cina stanno a guardare: non sono
schiavi delle compagnie petrolifere come gli Stati Uniti, ma hanno
bisogno di un appello enorme dell'opinione pubblica prima di guidare
politicamente e finanziariamente il salvataggio del Trattato ONU. Il
mondo è riunito al vertice sul clima per i prossimi 3 giorni per
prendere questa decisione cruciale. Diciamo forte e chiaro ai nostri
leader che devono mettersi dalla parte del pianeta e non delle compagnie
petrolifere - un team di Avaaz è al vertice per consegnare direttamente
il nostro appello. Firma la petizione a destra! (Pubblicato il: 3
Dicembre 2011) #
Commento del sottoscritto a margine del post
Io ho firmato... non so se e quanto servirà.... ma come si sa, la
speranza è l'ultima a morire... E qui, come numero di firme, siamo già
ad alcune centinaia di migliaia... ma si mira molto più in alto... #
Post di Gianluca Cecere
Condivido in toto... #
Post di Macris Mocera
Anch'io ho firmato e condivido e faccio girare... Ma l'obiettivo è
troppo ambizioso... Speriamo.... #
Post di Guido Picchetti
Ma per quest'ultima petizione, se l'obiettivo è ambizioso, la meta per
darle l'efficacia che merita pare sia molto più vicino. Le firme già
raccolte sono ben 220.000... e l'obiettivo da raggiungere è 250.000.
Sembrano tante, ma il contatore sta girando con un ritmo frenetico,
vedere per credere... #
Post condiviso da Macris Mocera e Gianluca Cecere tramite Guido
Picchetti
#
A Gianluca Cecere, e Roberto Mamone piace questo elemento.
#
Post di Guido Picchetti delle ore 14:45
A cosa sto pensando ? A questo: tra qualche decina di minuti, un'ora al
massimo, l'obiettivo delle 250.000 firme della petizione di Avaaz sarà
raggiunto e superato. E poi? Sarà trasmessa e ascoltata da chi di
dovere, o finirà nel solito dimenticatoio di tutto ciò che riguarda la
tutela dell'ambiente in cui tutti viviamo ? Ho forti dubbi. Tocca a noi
tutti stare con le antenne dritte e verificare cosa realmente accadrà a
quelle 250.00 firme e passa raccolte... E infine diamocene notizia in
rete... Abbiamo tutti bisogno di riacquistare un po' di fiducia verso
chi ci governa a qualunque livello... E questa potrebbe essere una buona
occasione per capire se ciò può avvenire o siamo tutti, governati e
governanti sperduti nella nebbia di un declino dell'umanità senza
fine... #
A Andrea Di Pietro piace questo elemento.
#
Post di Guido Picchetti delle ore 15:15
L'obiettivo delle 250.000 firme è stato raggiunto e superato. E sapete
cosa è avvenuto sulla pagina web dedicata alla petizione di Avaaz ? Come
si fa in una gara di salto in alto quando si supera una certa misura,
l'asticella è stata semplicemente spostata più in su... Ma nel nostro
caso non di poco... Il nuovo obiettivo da raggiungere per la petizione
in questione è ora addirittura raddoppiato e portato a ben 500.000
firme. Non so cosa dire... Che si tratti tutto di una presa in giro ?
Spero proprio di no...Ma qualche timore mi rimane e resto a vedere cosa
succede... Ma se c'è qualcuno che sa come vanno di solito queste cose lo
dica, e ci tranquillizzi... "253,730 hanno firmato. Aiutaci ad arrivare
a 500,000", questo è quanto appare attualmente sulla pagina web di Avaaz
dedicata alla petizione in questione. #
Post di Roberto Mamone
Si stimola la partecipazione proponendo obiettivi realizzabili: se poi
si superano AVAAZ sposta l'assicella perchè ovviamente l'impatto è
maggiore #
Post di Guido Picchetti
Speriamo che sia proprio così. Ma, se come obiettivo da raggiungere è
stato indicato un dato numero di firme con l'impegno poi, come è scritto
nel manifesto della petizione, che un team di Avaaz presente al vertice
avrebbe consegnato direttamente l'appello ai delegati partecipanti a
quel vertice di Durban, a mio giudizio non è bello spostare in corsa
quell'obiettivo, in primo luogo senza dare una adeguata informazione ai
250.000 firmatari (per rispetto nei loro confronti) sul perchè viene
mutato l'obiettivo da raggiungere per fare una certa cosa, e in secondo
luogo non consegnando ancora l'appello ai delegati mondiali come
previsto, tanto più che solo due giorni mancano alla conclusione di quel
vertice di Durban che si chiuderà Venerdi 7 Dicembre p.v., vale a dire
dopodomani... #
Post di Roberto Mamone
Si stimola la partecipazione proponendo obiettivi realizzabili: se poi
si superano AVAAZ sposta l'assicella perchè ovviamente l'impatto è
maggiore. #
A Guido Pietroluongo piace questo elemento.
#
Post di Guido Picchetti
Speriamo che sia proprio così. Ma, se come obiettivo da raggiungere è
stato indicato un dato numero di firme con l'impegno poi, come è scritto
nel manifesto della petizione, che un team di Avaaz presente al vertice
avrebbe consegnato direttamente l'appello ai delegati partecipanti a
quel vertice di Durban, a mio giudizio non è bello spostare in corsa
quell'obiettivo, in primo luogo senza dare una adeguata informazione ai
250.000 firmatari (per rispetto nei loro confronti) sul perchè viene
mutato l'obiettivo da raggiungere per fare una certa cosa, e in secondo
luogo non consegnando ancora l'appello ai delegati mondiali come
previsto, tanto più che solo due giorni mancano alla conclusione di quel
vertice di Durban che si chiuderà Venerdì 7 Dicembre p.v., vale a dire
dopodomani...
# Aggiornamento del sottoscritto su FB alle ore 9:30 dell'8/12/11
Obiettivo petizione di Avaaz: 500,000. Situazione di pochi secondi fa:
"487,579 hanno firmato. Aiutaci ad arrivare a 500,000". E dopo ?
http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?fytIacb&pv=103
# Aggiornamento del sottoscritto su FB alle ore10:35 di oggi, 8
Dicembre 2011. "506,051 hanno firmato. Aiutaci ad arrivare a
500,000": questo riporta il sito della petizione di Avaaz. E ora ? In
alto è ancora riportata la scritta "3 giorni per salvare il nostro
pianeta morente!". Ma il vertice di Durban chiude domani, mi sembra...
# Aggiornamento finale del sottoscritto alle 10,40. Non ne posso
più... L'asticella della petizione di Avaaz è stata spostata ancora una
volta in alto, all'obiettivo di 750.000 firme. Non so cosa dire... A me,
per dirla in termini gentili, sembra proprio una presa in giro... questo
il link se volete controllare ciò che dico:
http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?fytIacb&pv=103.
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News
8588, Pantelleria, 05/12/2011. Maria Rita D'Orsogna, la docente di
fisica all’Università di California figlia di genitori abruzzesi da
tempo impegnata in battaglie civili per la tutela ambientale della sua
terra natale e non solo, terrà ai primi di gennaio a Pantelleria,
graditissima ospite, una serie di incontri nelle contrade dell’isola,
per informare la comunità isolana sui rischi connessi alle attività
petrolifere off-shore, non solo intorno a Pantelleria, ma anche nello
Stretto di Sicilia e nell'intero Mediterraneo. Gli incontri sono in
programma il 2 Gennaio presso il Circolo Agricolo di Scauri, il 3
Gennaio presso il Circolo Kohoutek di Kamma, e il 4 Gennaio 2012 presso
lo “Sporting Club” di Pantelleria centro. L'iniziativa gode del
patrocinio del "Comune di Pantelleria", ed è promossa dalla "Lega Navale
- Sezione di Pantelleria"; con l’adesione dell’ "Associazione Nazionale
Pro Natura” e del “Comitato Parchi Italia". Collaborano, oltre ai
circoli sede degli incontri previsti, i notiziari in rete "Pantelleria
Isola Futura", "Profumo di Mare", "Pantelleria News Internet Com", e
"Sicilia on Line". A Maria Rita che, in occasione del suo prossimo
viaggio in Italia, ha scelto di iniziare proprio da Pantelleria il suo
giro di conferenze in programma in varie località del nostro Paese sul
tema della tutela ambientale e dei pericoli che minacciano da più parti
il nostro futuro, va fin d'ora il nostro più caloroso ringraziamento. Ma
chi è Maria Rita D'Orsogna ? Per chi non conoscesse il personaggio (foto
a lato), la risposta nell'intervista riportata in rete sulla pagina web
raggiungibile al seguente indirizzo:
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/Doc%20Acrobat%202011/Chi%20%C3%A8%20Maria%20Rita%20D'Orsogna.pdf
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Tuesday, December 6, 2011. - "All'interno dell'istanza per conferimento
di Permesso di Ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi 'Villa
Mazzarosa' non sono istituite aree naturali protette di nessun ordine e
grado (SIC, ZPS, Parchi Regionali o Nazionali)" (dal Permesso Villa
Mazzarosa, Novembre 2011, pag. 54, Medoilgas). "La Medoilgas e la
Societa' Adriatica Idrocarburi non hanno presentato richieste di
concessioni per l’estrazione di gas bensì istanze di permesso per la
ricerca di idrocarburi gassosi. Non estrazione quindi ma esplorazione di
gas." (Mauro Angelucci, Confindustria, Dicembre 2011). La MOG dice una
cosa, la Confindustria il contrario. Non c'è da fidarsi di questa gente.
Non sanno nemmeno loro di cosa parlano! E comunque dentro a Mazzarosa
c'è la riserva del Borsacchio! Sto morendo dalle risate. Il sito di
Confindustria riprende le mie parole e scrive, con un banner continuo,
come se fossero le feste di Settembre: "la legge regionale non è stata
raggirata". Che ridicoli! Ci credono solo loro! Il sito cita Mauro
Angelucci, il presidente di Confindustria: oggi è lui a farci fare altre
risate e a venire fuori con altre balle petrolifere, che mostrano tutta
l'ignoranza di Angelucci e della sua cricca di Confindustria. Questo
Angelucci manda infatti una precisazione a nome di Medoilgas e di
Adriatica idrocarburi - l'una quella che sta dietro a Ombrina Mare,
l'altra che sta dietro al Centro Oli: l'Adriatica Idrocarburi altro non
è che l'ENI sotto nuove spoglie. E cosa dicono lor signori della
Confindustria dalla bocca profumata di Mauro Angelucci? Dicono che non
si tratta di "estrazione di gas" ma di "istanze di permesso per la
ricerca di idrocarburi gassosi". Ah, Ah, Ah .. Ma sanno leggere
l'italiano lor signori? Anche io pensavo all'inizio che si trattasse di
gas, perchè sono bravi a fare propaganda, e poi mi sono letti i testi, e
cosa scopro? Scopro che sono pieni di aggettivi del tipo "petroliferi,
petrolio", "idrocarburi liquidi e gassosi" e accanto a ciò parole come
"pozzi, 3000 metri, fanghi, torri". Cioè vogliono scavare alla ricerca
di quel che c'è - gas o petrolio, non fa differenza -, ma sempre
monnezza satura di idrogeno solforato, e fare il buco... [segue] # Commento del
sottoscritto a margine dell'articolo
Questo si chiama "parlar chiaro" ... Brava Maria Rita... Ma, al solito,
non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire ... #
Post di Giacomo Collevecchio Nel rapporto preliminare ambientale della MOG è scritto chiaramente
a pag. 1: "In questa sede si vuole sottolineare che un’istanza di
permesso di ricerca di idrocarburi LIQUIDI e gassosi viene presentata al
fine di poter iniziare un’attività di esplorazione, ottenendo dalle
Autorità una sorta di “esclusività” sull’area per un periodo di sei
anni..."; e poi a pag. 19: "Il programma sismico, ossia la disposizione
sul terreno delle linee sismiche da rilevare, viene stabilito in base
alla valutazione dell'area dal punto di vista del potenziale
PETROLIFERO"... PIU' CHIARO DI COSI' !
#
A Rossana Mangifesta piace questo elemento.
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05
dicembre 2011. - L’International Union for Conservation of Nature (IUCN)
ha pubblicato i messaggi di sensibilizzazione alla tutela del Pianeta di
alcuni dei suoi collaboratori e sostenitori più celebri. Appelli rivolti
alle delegazioni riunite a Durban in questi giorni per la Conferenza sul
Clima da persone che hanno fatto della conservazione della biodiversità
la loro missione di vita. Tra questi quello di Pierre-Yves Cousteau,
figlio di Jacques-Yves Cousteau e fondatore della Cousteau Divers,
associazione non profit a tutela della biodiversità marina. Pierre-Yves
Cousteau ha ricordato che salvare gli oceani e contrastare il
riscaldamento globale è questione di sopravvivenza. La nostra, prima di
tutto. Scrive Cousteau: Per miliardi di anni, la vita su questa pianeta
si è evoluta, l’atmosfera ha subito delle modifiche ed il clima è
cambiato. L’aria che respiriamo oggi è un misto di gas modellato sulle
nostre esigenze. Lo strato di ozono che ci protegge dalle radiazioni
mortali del sole è stato creato da batteri microscopici. Tutte queste
condizioni sono state create da organismi che vivevano milioni e milioni
di anni fa, ad un ritmo incredibilmente lento. Oggi, prosegue Cousteau,
bruciando i combustibili fossili che la natura ha intrappolato nella
Terra, rendendo la nostra atmosfera respirabile e vivibile per noi,
minacciamo la nostra stessa sopravvivenza. Il carbonio viene rilasciato
nell’aria, si dissolve negli oceani, acidificando le acque e minacciando
la sopravvivenza di milioni di creature da cui dipende la sussistenza di
tante persone. La temperatura aumenta, il clima è alterato… da una
specie che si dice orgogliosa di dominare il pianeta, ma si sta
autodistruggendo, ... [segue] # Commento del
sottoscritto a margine dell'articolo
Si parla del convegno mondiale sui cambiamenti climatici svoltosi a
Durban. A mio commento mi limito a riportare la frase finale del
servizio di Ecoblog: "I poeti possono cambiare il mondo, scrive Cousteau.
Peccato che a Durban a decidere alla fine siano solo economisti e
politici. Vi lascio allo splendido video sulla poesia degli oceani,
primo classificato del contest lanciato dallo stesso Pierre-Yves
Cousteau per ricordare suo padre". E anche il mio consiglio: guardatelo,
ne vale la pena... E per vederlo basta cliccare sull'immagine su a lato.
#
Post di Filippo Harley Foti
I poeti siamo anche noi, Guido, piccole gocce, apparentemente
insignificanti, in questo oceano insultato da ricerche indiscriminate,
da sversamenti di petrolio, da scorie e da veleni. Ma Facebook ci fa
"parlare".. ci dà voce... facciamo tendenza ed opinioni... o no?! I
poeti siamo NOI di Facebook e dei nostri modesti siti Web. Credo che da
Durban non possa venire molto, scrive Guido Dalla Chiesa ad una mia
domanda...: per diminuire le emissioni di CO2, è necessario far cessare
la crescita economica, anzi iniziare un processo di decrescita.[Ciò che
può succedere con Monti premier... ahi noi...]. [...Chiunque parli in
tal senso, non può che essere biasimato ???. Una forma di collasso del
sistema è ormai inevitabile. Nessuno può fare molto, ... Solo il nostro
spirito e la nostra preparazione per superare un transitorio molto
difficile, e magari farlo superare a chi è più giovane e più
condizionato dal mondo attuale dei consumi folli...]. Leggi Guido Dalla
Chiesa !!! Questo è Durban, questi sono gli ideali degli attivisti e
pacifici dimostranti africani e non, che stanno manifestando a Durban.
Se volete leggere di Durban e del nostro amato mare seguiteci pure su
www.profumodimare.forumfree.it, gPicchetti ed io vi aspettiamo !!!
# A Filippo Harley
Foti, Luca Gioria, Giovanni Rossi Filangieri e Carmelo Nicoloso piace
questo elemento. Anche a Angelica Franco Malerba, Carmelo Tomasello,
Ferdy Sapio, e Lucia Tripodi piace questo elemento condiviso sulla
Bacheca di Carmelo Nicoloso con altri commenti.
#
Post di Lucia Tripodi Ciao Carmelo, mi permetto di condividere e di ricopiare il pensiero
di Cousteau.
#
Post di Carmelo Nicoloso Fai pure, dobbiamo ringraziare l'amico Guido Picchetti che ci ha
permesso di apprezzare questo bel video.
#
Post di Guido Picchetti Prego.... Lieto di aver fatto cosa gradita...
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Pantelleria , 5 Dicembre 2011 - È un
suono killer e beffardo nel cuore del Mediterraneo. Viene dalle acque
tunisine, dove una nave dell'Audax, compagnia petrolifera battente
bandiera australiana, bombarda il mare a colpi d'aria compressa. Si
chiama air gun ed è una tecnica molto diffusa tra i cercatori d'oro
nero: vere e proprie detonazioni subacquee che utilizzano delle
gigantesche bolle d'aria per rilevare la presenza di idrocarburi nei
fondali (guarda a lato: il video con le esplosioni).
Ormai
da anni e senza risultati, pescatori, cittadini e associazioni siciliane
ne denunciano gli effetti devastanti sulla vita marina e sul settore
della pesca. Lo hanno fatto per esempio la scorsa estate, quando proprio
l'Audax chiese al governo italiano il permesso di cercare petrolio nel
Banco Avventura, tra Favignana e Pantelleria. Nell'attesa, la compagnia
australiana non è stata con le mani in mano e ha ottenuto dalla Tunisia
la concessione per perlustrare le sue acque. Dove? Proprio a due passi
dai banchi di Pantelleria, a circa venti miglia di distanza da questa
gigantesca nursery delle specie marine mediterranee, un patrimonio della
biodiversità che nel 2010 l'Onu si è impegnata a proteggere da trivelle.
E che adesso si trova a fare i conti con l'onda d'urto degli air gun
dell'Audax. "Sarà una coincidenza - dice Alberto Zaccagni,
dell'associazione Apnea di Pantelleria, che ha sollevato il caso - ma da
quando ci sono queste denotazioni si è assistito a una riduzione
notevole della presenza delle specie migranti nel Canale di Sicilia,
come tonni e ricciole". Coincidenza o meno, ci sono diversi studi, come
quello pubblicato dalle maggiori associazioni ambientaliste europee
intitolato "Drowning Sound", secondo i quali gli air gun possono
provocare gravi danni a mammiferi, tartarughe e invertebrati,
dall'indebolimento del sistema immunitario fino alla morte. "In
superficie non si sente niente - afferma Piero Di Malta, sub che dei
fondali panteschi conosce vita, morte e miracoli - ma progressivamente
gli scoppi crescono d'intensità con l'aumentare della profondità. E
quando iniziano le bombe non si vede più un pesce di taglia". Le
testimonianze parlano di suoni così forti e inquietanti "tali da far
desistere molti sub dalle immersioni ... [segue] # Commento del
sottoscritto a margine dell'articolo
Eureka !!! Finalmente un importante quotidiano a livello nazionale quale
"Repubblica" (sia pure a quanto risulta, per ora solo on line e in
cronaca regionale) riporta la notizia di quanto sta accadendo nei nostri
mari nell'ignoranza e nell'indifferenza generale. E la notizia arriva
subito dopo la denuncia di ieri del prof. Giuseppe Notarbartolo di
Sciara, esperto di livello internazionale sulla vita marina, raccolta da
"Il Fatto Quotidiano" relativa agli ultimi spiaggiamenti dei cetacei
sulle sponde dello Ionio e sui motivi che potrebbero averli generati .
Ma quando avremo qualche organo di stampa nazionale che anzichè
limitarsi a raccontare un fatto che è non solo "inquietante", ma in
grado di minacciare il nostro stesso futuro, cerchi in una visione più
generale di riferirne anche le possibili cause, senza prestarsi al gioco
sporco delle lobby di potere ? #
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale
Il danneggiamento marino e il danneggiamento e la morte di cetacei non
fanno scalpore. Fa scalpore la perdita di petrolio in mare e, di
conseguenza, finchè non avviene una catastrofe ambientale nei nostri
mari solo alcuni media nazionali più sensibili si interessano ai
problemi ambientali locali. Che poi tanto locali non sono, perchè nel
momento in cui più città, province e regioni vengono interessate da
queste ricerche petrolifere in mare, la cosa diventa di carattere
nazionale! #
Articoli simili su "petrolio.blogosfere.it" e su ""fanpage.it" del
6/12/11. e su "Diritto di critica" del 7/12/11
http://petrolio.blogosfere.it/2011/12/bombe-daria-nei-fondali-di-pantelleria.html
http://www.fanpage.it/bombe-d-aria-in-mare-per-cercare-petrolio-polemiche-a-pantelleria/
http://www.dirittodicritica.com/2011/12/07/pantelleria-petrolio-air-gun-31490/
# A Roberto Mamone, Marco Zappalà, Gianluca Cecere, Luca Gioria, Giovanni Rossi Filangieri,
Gianfranco Rossetto, Filippo Harley Foti, Daniele Stuppa e Giò Nastasi
piace questo elemento.
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4 Dicembre 2011. Isole intelligenti nei mari nordici ce n'è già tante.
Dalla danese Bornholm alle britanniche Orcadi, nei Paesi dove le
tecnologie digitali sono più diffuse le isole sono i tipici banchi di
prova delle smart grid. E nel Mediterraneo? All'Italia non mancherebbe
la materia prima. Le nostre isole vanno tutte a gasolio, con
inquinamento rampante e inefficienze macroscopiche. Basta fare un giro a
Stromboli o a Pantelleria per rendersene conto, con tutte le ricadute
pestilenziali e l'inquinamento acustico del caso. Eppure molte delle
nostre isole rientrano nella "sun belt" del pianeta, quella dove
l'energia del sole ha già raggiunto la grid parity, ovvero la
competitività con i combustibili fossili. Per non parlare del geotermico
cui si potrebbe attingere in aree tipicamente vulcaniche. O dell'eolico
offshore, visto che lungo le coste delle isole il vento non manca mai.
Sembrano location da manuale per ospitare un mix di rinnovabili e reti
intelligenti, abbinate all'uso dei veicoli elettrici, con potenziali
ricadute sul turismo di fascia alta, soprattutto dai Paesi del Nord.
"Peccato non avere tanti progetti pilota con diversi modelli di business
in tutte le isole italiane", suggerisce Antonio De Bellis,
vicepresidente di AssoAutomazione in Anie e responsabile per il
Mediterraneo dell'unità di business sulle smart grid in ABB. "Sarebbero
dei laboratori straordinari, da cui trarre modelli da far studiare alla
Bocconi e diffondere poi nel resto del mondo", precisa De Bellis. "In
questo modo ... [segue] # Commento del
sottoscritto a margine dell'articolo
E Pantelleria che fa ? Sta a guardare, e attende che qualcosa arrivi giù
dal cielo... #
Post di Gianluca Cecere Guido, dov'è questo progetto dell'Enea? Tu l'hai mai visto? Rimane
tutto difficile comunque, l'ho capito anch'io sulla mia pelle...
#
Post di Guido Picchetti No, non l'ho visto, nè letto, ma penso che venendo la notizia da una
giornalista del Sole24Ore non dovrebbe essere difficile reperirlo, o
tramite Goggle, o contattando direttamente la giornalista o la sua
redazione... Concordo con te sulle difficoltà nel nostro Paese di
arrivare a qualcosa di concreto e di utile per la comunità, purtroppo...
#
Post di Gianluca Cecere Eccolo:
http://www.efficienzaenergetica.enea.it/doc/generazione-distribuita/PantelleriaSolea360gradiFeb2011.pdf.
E' probabile che si riesca a trovare di più!! Comunque è molto
interessante. Un peccato che non sia stato realizzato...
#
Post di Guido Picchetti Purtroppo sulle isole passare dalle parole ai fatti non è mai
facile, anche se quelle parole hanno più che un fondo di serietà....
Chissà pure se qui qualcuno le ha lette... #
Post di Gianluca Cecere Leggendolo bene è un progetto magnifico! Contiene molti punti in
comune con quello che ho portato a Lampedusa.
#
Post di Guido Picchetti Comunque lo studio è davvero interessante, specie alla "luce" (per
non dire al "buio"...) dell'attuale situazione che vede disservizi e
inconvenienti nell'erogazione dell'elettricità agli utenti dell'isola
che superano ogni immaginazione, con sbalzi di tensione continui nelle
varie ore del giorno, continui e ripetuti blackout: d'estate per
l'incapacità di soddisfare la maggiore richiesta di energia elettrica, e
d'inverno a causa delle condizioni meteo spesso non buone, che il
sistema distributivo non è assolutamente in grado di fronteggiare
provocando continui blackout al minimo accenno di pioggia. Per non
parlare poi di quando ci sono dei veri temporali con scariche di
fulmini, la cui energia viene bellamente assorbita dalle linee che
portano la corrente elettrica alle varie utenze, e che per lo più non
sono interrate, ma tutte aeree e prive di protezioni adeguate, restando
pronte così ad assorbire l'energia di fulmini e saette e a scaricarla
poi nelle abitazioni dei malcapitati attraverso gli impianti domestici
(elettrici o telefonici che siano), con quali conseguenze per le
apparecchiature casalinghe ti lascio immaginare... Un episodio del
genere si è verificato a Pantelleria proprio la settimana scorsa con
centinaia di modem casalinghi fulminati in varie zone dell'isola,
finanche a qualche centinaio di metri dal punto esatto dove ogni fulmine
ha scaricato la sua energia. Tanto che ancora oggi sull'isola i modem
sono tutti esauriti nei negozi... E personalmente tra i malcapitati c'è
anche il sottoscritto che ha avuto fulminati un telefono fax da tavolo
Panasonic, un modem Alice wireless, e un telefono base modello Trio
della Brondi, per cui sono inutilizzabili anche i due cordless collegati
e dipendenti dalla base... Ma che ci vuoi fare ? "C'est la vie" a
Pantelleria, bella sotto tanti altri punti di vista... #
Post di Gianluca Cecere Ma perchè? Perchè non si realizzano ? Non voglio pensare che sia
solo per tangenti... Guido, un ente come l'Enea non poteva, nè doveva
fermarsi... Cosa possiamo fare? #
Post di Guido Picchetti Cosa possiamo fare? Non sono proprio in grado di darti una
risposta... Son già quasi due anni che sto impegnandomi per un solo
problema, che è quello che sai, e mi sembra che sia davvero tutto
inutile e di girare a vuoto... Ma, a proposito di quanto ti raccontavo
sull'incidente sull'isola della settimana scorsa, a me è anche andata
bene, essendo a circa trecento circa da dove un fulmine ha scaricato la
sua energia, e, se vogliamo, per me il problema maggiore è stato quello
di arrivare a capire cosa si era bruciato e cosa no. Ma ad alcuni amici
qui della mia zona, che sfortunatamente erano più vicini al punto dove è
caduto il fulmine, sono partite apparecchiature ben più costose, come
televisori, video-registratori, e altri elettrodomestici, con qualche
rischio anche per le persone scaraventate a distanza dell'energia
arrivata attraverso le prese elettriche, nelle cui vicinanze si
trovavano in quel momento... E non ti racconto balle... #
Post di Gianluca Cecere
Mi dispiace delle disavventure... ma ti è andata bene!!! ;-) Ti mando
una mail oggi o domani, vorrei uno dei tuoi preziosi consigli... # A Roberto Giacalone, Fabio Russo,
Giuseppe Riccardo Belvisi e Gianpiero Liguori piace questo elemento.
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Riceviamo
dal Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni e pubblichiamo: ''Ormai le
compagnie petrolifere dilagano, in mare come in terraferma, e le
richieste di permessi di ricerca si susseguono incalzanti ignorando le
proteste dei cittadini e delle istituzioni, non risparmiando ambienti
marini protetti e delicati come Pantelleria, le Tremiti e in terra ferma
oasi come il Borsacchio, lungo la costa teramana. Appare evidente ormai
come le nostre Provincie e le Amministrazioni locali non possano più
tacere o elevare deboli proteste se intendono rispettare la volontà dei
cittadini che in vari modi e non ultimo con le 50mila firme raccolte
controlla petrolizzazione hanno detto chiaramente NO. Oltre alle
iniziative politiche nei confronti dei Ministeri competenti che gli
Amministratori tutti insieme possono intraprendere, ci sono precisi atti
amministrativi, previsti dalla legge, come le osservazioni ai progetti
presentati, che si possono e si debbono prendere subito. Il Comitato
Abruzzese Difesa Beni Comuni, oltre che ai comuni interessati dai
progetti di ricerca, ha inviato al Presidente della Giunta
Provinciale,all' Assessore all'Ambiente e ai Capigruppo Consiliari la
seguente lettera: *Al Presidente della Giunta Provinciale, All'Assessore
all'Ambiente, Ai Capigruppo Consiliari. Ben quattro richieste per
ispezioni sismiche e trivellazioni sono giunte in questi giorni
all'Ufficio VIA (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione: due
nella prov. di Teramo, Villa Carbone (Canzano, Castellalto,Cellino
Attanasio, Cermignano, Mosciano S. Angelo, Notaresco, Bellante), e
Mazzarosa (Pineto e Roseto); una, la Cipressi, a cavallo delle prov. di
Teramo e Pescara, (Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti,
Cellino/Attanasio, Città Sant'Angelo, Elice, Montefino, Penne); e una,
Santa Venere, nella prov. di Pescara, (Cappelle sul Tavo, Città
Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella,
Spoltore). E' prevedibile che nei prossimi giorni o settimane ... [segue] # Commento del
sottoscritto a margine dell'articolo
Leggetelo.
Ecco qual'è la situazione delle concessioni petrolifere in Abruzzo, una
delle regioni più belle d'Italia... E lo dico con cognizione di causa,
avendoci vissuto per quasi vent'anni, da quando ci arrivai da Napoli nel
1937 (avevo cinque anni appena) e ci rimasi fino a quando nel 1955 mi
trasferii definitivamente a Roma e, sposatomi, iniziai a lavorare ad ore
in uno studio ingegneristico come disegnatore tecnico... Di Pescara e di
alcuni luoghi della sua bella "vallata" (Chieti Scalo, Torre dei
Passeri, Popoli, etc., ma anche dell'Aquila), ho pertanto ricordi
indimenticabili, legati proprio alla rudezza, alla bellezza e alla
genuinità di quel territorio e della sua gente. E non potrebbe essere
altrimenti... A Pescara feci i miei studi, dalle elementari alla
maturità classica, conseguita la quale, fui spinto a Roma per seguire
gli studi universitari, mai terminati... E' un "amarcord" che vi prego
di perdonarmi, ma è per farvi intendere la sincerità di questa mia
preoccupazione, che si unisce a quella di tanti abruzzesi (ma, a quel
che leggo, ancora troppo pochi... ) per quanto può accadere in quella
verde regione, trasformandola di nome e di fatto in una nuova "nigeria",
mediterranea anzichè africana, ma pur sempre "nera" di petrolio e di
altri fattori inquinanti, così in terra come in mare... E' proprio
questo che vogliamo ?
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A
pochi giorni dalla conclusione delle prospezioni geosismiche da parte
della Northen Petroleum, l’associazione ambientalista “ Folgore
SalvaGuardia Ambientale” di Trani ha avviato una petizione on line per
chiedere una moratoria contro le ricerche e le possibili trivellazioni
petrolifere lungo tutto il mare Adriatico. L’iniziativa, avviata in
collaborazione con la ricercatrice italiana residente in California,
prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, giunge in concomitanza con il possibile
avvio di una nuova campagna di prospezioni geosismiche lungo
l’Adriatico. Ad aver richiesto le autorizzazioni, la società inglese con
sede a Londra “ Spectrum Geo”, che dovrebbe eseguire le attività di
ricerca lungo le zone denominate D1. BP. SP e D1.FP.SP. Le nuove
prospezioni dovrebbero essere eseguite tramite la tecnologia air – gun
lungo l’intero mare Adriatico, da Rimini fino a Santa Maria di Leuca. E’
intenzione della società inglese vendere gli esiti delle ricerche alle
multinazionali che ne faranno richiesta. In realtà, già lo scorso
settembre dalle pagine del suo blog personale, la prof.ssa D’Orsogna
aveva lanciato l’allarme circa le richieste inoltrate dalla società
inglese, e denunciò come, anche in questo caso, nessuno ( ad eccezione
della Provincia di Chieti) ha mai prodotto delle osservazioni. Con la
petizione on line promossa dall’associazione ambientalista di Trani e
dalla prof.ssa D’Orsogna, si intende chiedere ai Ministeri dello
Sviluppo Economico e dell’Ambiente, di bocciare i progetti della “
Spectrum Geo” e di tutte le multinazionali petrolifere, nel rispetto del
mare Adriatico, della volontà popolare e della legislazione vigente. La
petizione, è disciplinata dall’art. 6 comma 9 della legge 8 luglio 1986
n° 349, che consente ai cittadini di presentare osservazioni sui
progetti sottoposti a VIA e ai sensi del Trattato di Aarhus.
Quest’ultimo, recepito anche dall’Italia, afferma che le popolazioni
hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto
impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere
vincolante. È possibile sottoscrivere la petizione on line collegandosi
al sito:
http://www.petizionionline.it/petizione/moratoria-contro-le-ricerche-petrolifere-e-le-trivellazioni-nelladriatico/5777 # Commento del
sottoscritto a margine dell'articolo A tutti i miei amici... Firmate, vi prego, La minaccia è grave... e
bastano due minuti...
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4 dicembre 2011. Poniamo che Italia e Francia, nel corso di
un’esercitazione militare congiunta sulle Alpi, abbiano provocato una
serie di esplosioni nella zona del Gran Paradiso; e che molti stambecchi
in preda al panico si siano gettati giù dai dirupi sfracellandosi. Ne
sarebbe venuto fuori un casino con probabili dimissioni dei Capi di
Stato maggiore dei rispettivi paesi. Non si capisce perché quando cose
simili avvengono sott’acqua nessuno dice niente. Forse perché lontano
dagli occhi – in questo caso dalle orecchie – lontano dal cuore?
Purtroppo “cose simili” avvengono quotidianamente, nella totale impunità
di coloro che perpetrano azioni che di fatto si possono ascrivere alla
strage, illegale e deliberata, di specie protette dalla legge. Alcuni
giorni, fa tra il 30 novembre e il 1 dicembre, cinque zifi – rari e
timidi cetacei presenti anche nel Mediterraneo – sono finiti morenti
sulle coste ioniche, sia in Grecia che in Calabria; in quest’ultimo caso
erano una femmina con il suo piccolo. Si tratta qui soltanto dell’ultimo
episodio di una serie, che ci fa temere che questa specie, una sorta di
delfinone lungo oltre 5 m, finirà per scomparire dal Mediterraneo. Gli
zifi hanno una grande sfortuna: sono i più sensibili tra i cetacei al
rumore, e ci sono suoni, come quelli prodotti dalle navi militari con i
moderni sonar a media frequenza, che li mandano nel panico ... [segue] # Commento del
sottoscritto a margine dell'articolo C'è poco da commentare. Di fronte a quanto sta accadendo nel Mare, e nel
Mediterraneo in particolare, non si può pensare di vincere la "guerra"
per la loro difesa, combattendo ognuno una battaglia per il proprio
"orticello", per quanto giusta possa essere di principio... Agendo così
non si va da nessuna parte e si perde solo tempo prezioso. Occorre
riunirsi e fare fronte comune con gli altri, cercando di renderci
insieme consapevoli dei rischi che stiamo correndo tutti per il nostro
stesso futuro. E' indispensabile riunire persone, associazioni, comuni,
regioni, governi, comunità a qualunque livello, da quello rionale a
quello europeo (e anche internazionale... potendo), intorno a un vero e
proprio manifesto, quale può essere ad esempio considerata la denuncia
del prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara pubblicata ieri su "Il Fatto
Quotidiano". Ma c'è anche una cosa che davvero mi preoccupa. Quelle che
uno studioso di vaglia, esperto di livello internazionale sulla materia,
per far sentire la sua voce debba ricorrere ad un giornale "politico"...
Non ho nulla contro i giornali "politici", sia ben chiaro, di qualunque
parte siano. Anzi fanno benissimo ad occuparsi anche di problemi di
tutela ambientale, invece che di "gossip", come spesso accade... Ma
quale migliore prova di quest'articolo del prof. Giuseppe Notarbartolo
di Sciara può esserci di come oggi il mondo scientifico sia del tutto
inascoltato da parte di quel mondo politico, che pur avrebbe il dovere
primario di udire le sue voci per tentare di governare come si deve, e
non essere invece costantemente preda di fenomeni lobbystici e
corruttivi ? #
Post di Guido Pietroluongo Completamente in accordo con te! -------------------------
2/dic/2011. Ricerche petrolifere nel Mediterraneo tramite la tecnica Air
Gun, emissione di onde d'urto tra i 100 ed i 500 Hz. A rischio il Canale
di Sicilia, costellato da banchi con ricca bio-diversità, e in cui si
riproducono moltissime specie di pesci, cetacei ed elasmobranchi. #
A Daniele Stuppa, Roberto Mamone, Gianfranco Rossetto e Cosimo Micelli piace questo
elemento.
-------------------------
Ma
chi è Maria Rita D'Orsogna ? Per chi non conoscesse questo personaggio
(foto a lato), la risposta nell'intervista riportata in rete sulla
pagina web raggiungibile al seguente indirizzo:
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/ec_stampa%202011/Doc%20Acrobat%202011/Chi%20%C3%A8%20Maria%20Rita%20D'Orsogna.pdf #
Post analogo anche su "Profumo di Mare" del 4/12/11
http://profumodimare.forumfree.it/?t=59126713#lastpost #
Post di Giuseppe Galiano Tutti dovremmo prendere visione di questa intervista e di come i
governi ci tengono all'oscuro di tutto ciò che può essere vitale per noi
ed il futuro del nostro paese. #
Post di Rossana Mangifesta
Io la conosco molto bene... la "nostra" Maria Rita... E' stata lei la
forza che ci ha spinto in Abruzzo ad ostacolare l'insediamento di un
polo petrolchimico come Viggiano,il Centro Oli... Quattro anni di
manifestazioni, convegni per informare la gente che era all'oscuro di
tutto... Io abito a poche centinaia di metri dal luogo in cui doveva
sorgere questo mostro, nel bel mezzo di dodici ettari di vigneti... La
mia casa ha visto nascere il primo Comitato contro il petrolio... Adesso
sentire che non si è fermata solo al suo bel Abruzzo, ma si è fatta
paladina di questa battaglia a livello nazionale mi emoziona
tantissimo,e mi emoziona molto anche sapere che molta gente ama il suo
Bel Paese e sta cercando a tutti i costi di preservarlo dalle
multinazionali che dell'ambiente non gliene frega un bel niente... da
Ortona (Ch) Comitato NoPetrolio...
# A Cosimo Micelli, Miho Tsuruoka, Luca Gioria, Giuseppe Galiano, Folgore SalvaGuardia
Ambientale, Gianfranco Rossetto e Toni Palermo piace questo elemento.
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Dalla
Bacheca di Guido Picchetti su FB del 30/11/11. A gennaio, tre incontri
con Maria Rita D'Orsogna a Pantelleria sul tema delle trivellazioni
petrolifere. Da una sua immagine postata su FB. Questa immagine porta la
data del 30/11/11. Rappresenta la locandina dell'evento cui si riferiva
Filippo Harley Foti nel suo post di ieri in cui manifestava la sua
preoccupazione per il mio silenzio su FB. Ringrazio Filippo, ma debbo
dirgli che è stato proprio quest'isolamento forzato che mi ha dato il
tempo di preparare la locandina dell'evento, da Filippo stesso definito
prestigioso... E il "prestigioso" non è assolutamente fuori posto,
trattandosi dei tre incontri che Maria Rita D'Orsogna, graditissima
ospite, terrà qui a Pantelleria il 2, il 3 e il 4 Gennaio 2012 con la
comunità isolana, per informarla sui rischi connessi alle attività
petrolifere off-shore già previste per l'isola e il suo mare, ma anche
per lo Stretto di Sicilia e dell'intero Mediterraneo... L'iniziativa
gode del patrocinio del "Comune di Pantelleria", ed è promossa dalla
"Lega Navale - Sezione di Pantelleria"; con l’adesione dell’
"Associazione Nazionale Pro Natura” e del “Comitato Parchi Italia".
Collaborano i circoli “Agricolo” di Scauri, “Kohoutek” di Kamma, e
“Sporting Club” di Pantelleria centro; ed i notiziari in rete
"Pantelleria Isola Futura", "Profumo di Mare", "Pantelleria News
Internet Com", e "Sicilia on Line". A Maria Rita che, in occasione del
suo prossimo viaggio in Italia, ha scelto di iniziare proprio da
Pantelleria il suo giro di conferenze in programma in varie località del
nostro Paese sul tema della tutela ambientale e dei pericoli che
minacciano da più parti il nostro futuro, va fin d'ora in mio più
caloroso ringraziamento. #
Post di Filippo Harley Foti
L'Amministratore di Profumo di Mare ringrazia Guido Picchetti per la
gentilissima citazione e per le belle parole che, come al solito, spende
per il nostro Forum. In bocca al lupo ed "in culo alla balena", "vento
in poppa" e chi più ne ha ne metta... per questa più che prestigiosa
iniziativa che vedrà protagonista una donna meravigliosa, "terrona" pure
Lei come noi legatissimi alla nostra terra, al nostro pianeta blu e
naturalmente ai nostri Mari ed a tutti gli oceani del mondo. Guido,
Maria Rita grazie di esistere!
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Comunicazione
importante. Spiaggiamento di Cetacei appartenenti alla specie "Ziphius
cavirostris" ieri sulle coste ad ovest dell'Isola di Corfù (minimo 3
esemplari) e sulle coste della Calabria (Area Marina Protetta di Capo
Rizzuto: 2 esemplari, una femmina spiaggiata morta ed un cucciolo). Nei
prossimi giorni le indagini del Prof. Mazzariol (National Emergency Task
Force) e di Giuseppe Notarbartolo di Sciara (tra i maggiori cetologi
internazionali presidente Tethys Research Institute) potrebbero rivelare
un nesso con le prospezioni geosismiche degli scorsi giorni ad opera
delle navi incaricate dalla Nothern Petroleum. Ricordo che questa specie
è tra le più sensibili ai rumori di origine antropica ed è regolarmente
presente nel canale di Otranto e nello Ionio. (Fonte: Guido Pietroluongo) # Commento del
sottoscritto a margine del
post
L'ho già detto... Troppo vicini i due fatti per essere casuale, le
ricerche con gli Air-gun e lo spiaggiamento dei cetacei... Comunque
aspettiamo le conferme scientifiche, se ci saranno, speriamo non tra due
o tre anni... #
Post di Folgore SalvaGuardia Ambientale Con riferimento all’aggiornamento sugli zifii, ci viene comunicato
che, dal 27 novembre fino al 2 dicembre, la Marina militare italiana ha
condotto esercitazioni (che includono sorveglianza marittima) nel
Tirreno centro-meridionale, nello Ionio, e nell'Adriatico meridionale e
che almeno una delle navi partecipanti alla esercitazione, la fregata
Scirocco, era equipaggiata con due potenti sistemi sonar. I suoni
prodotti dai sonar però non possono essere gli stessi che I SOCCORRITORI
INTERVENUTI NEGLI SPIAGGIAMENTI DEI CETACEI AFFERMANO DI AVER SENTITO
RIPETUTAMENTE AD INTERVALLO DI 10-15 SECONDI UNO DALL'ALTRO, ed ora vi
spieghiamo il perché della loro non attinenza. La banda delle frequenze
usate dai sistemi sonar va dagli infrasuoni agli ultrasuoni.
L'infrasuono è un'onda sonora con frequenza di vibrazione inferiore a 20
Hz (ossia 20 vibrazioni al secondo) quindi inferiore alla soglia di
udibilità dell'orecchio umano (gamma di frequenza degli infrasuoni dai
circa 16 o 17 Hz fino a limite minimo di 0,001 Hz). Gli ultrasuoni
invece hanno delle frequenze superiori a quelle mediamente udibili da un
orecchio umano (che vanno dai 20 Hz fino ai 20 KHz). Lo stesso termine
ultrasuono chiaramente indica ciò che è al di là (ultra) del suono,
identificando con suono solo il fenomeno fisico udibile. Di conseguenza
sono da escludere gli eventuali suoni emessi dai sonar in quanto non
potevano essere uditi dall’orecchio umano dei soccorritori. Era presente
un’altra sorgente emettitrice di questi suoni e, considerato
l’intervallo di tempo di 10-15 secondi intercorso tra un suono e
l’altro, ci sono buonissime probabilità che fossero in atto attività di
prospezioni geosismiche per la ricerca di petrolio nei fondali marini. -------------------------
1
dicembre 2011. Una firma per il futuro e per l'ambiente, un impegno per
politiche energetiche sostenibili. Il vice presidente della Regione e
assessore al'Energia, Giosuè Marino, ha firmato a Bruxelles il "Patto
delle Isole", l'accordo che impegna la Sicilia e le amministrazioni
comunali di Favignana, Lampedusa, Leni, Lipari, Malfa, Pantelleria,
Santa Maria Salina e Ustica, ad abbattere le emissioni di anidride
carbonica nell'atmosfera del venti per cento entro il 2020. Dopo il
"Patto dei sindaci", siglato un anno fa, la Regione ha formalizzato la
sua partecipazione al nuovo "Patto", che offre maggiori incentivi alle
amministrazioni che decidono di utilizzare fonti rinnovabili e sistemi
che abbattano le dispersioni e gli sprechi energetici. "Attraverso
l'impegno e il supporto tecnico della Regione - ha dichiarato Marino -
tutti i comuni siciliani, hanno adesso l'opportunità di varare progetti
sull'utilizzazione delle risorse rinnovabili, sul risparmio e sull'efficienza
nell'uso dell'energia". #
Post del sottoscritto a margine dell'articolo
Incentivi alle amministrazioni delle isole siciliane (Favignana,
Lampedusa, Leni, Lipari, Malfa, Pantelleria, Santa Maria Salina e
Ustica) che decidono di utilizzare fonti rinnovabili e sistemi che
abbattano le dispersioni e gli sprechi energetici. Se son rose
fioriranno... #
Post di Pantel Voice
Guido ti consigliamo di essere più presente su Pantel Voice e Pantelleria
News ne stiamo discutendo da qualche giorno e oggi abbiamo scritto
all'amministrazione comunale per sapere che posizione hanno loro in
merito. #
Post di Guido Picchetti @ Marco Cirrinesi Caro Marco, ti ho risposto telefonicamente, ma riporto in breve le
mie considerazioni sul tuo post. Seguo con attenzione entrambi i siti da
te curati, e ho sempre apprezzato l'impegno che tu personalmente poni
nell'evidenziare i tanti problemi che qui sull'isola abbiamo (in
aggiunta a tutti i suoi indiscutibili e ben noti pregi...). E se non
noti miei commenti al riguardo, non è certamente perchè non condivida le
tue idee e le battaglie che porti avanti con l'appoggio di tanti amici
che amano sinceramente l'isola... Sai bene che non è così. Ma
altrettanto bene sai che personalmente mi sto battendo da tempo per il
Mare, quello di Pantelleria in primo luogo, ma anche per lo Stretto di
Sicilia, di cui proprio la nostra isola è, o ancora meglio, dovrebbe
essere il cuore pulsante, e per il Mediterraneo tutto, che dalle
condizioni dello Stretto di Sicilia dipende, per quanto pochi se ne
ricordino o si decidano ad ammetterlo... Ambizioso programma certo, ma
al quale sto dedicando il poco tempo e i pochi spazi che ancora mi
rimangono, a favore di quel Mare che tanto ha arricchito di esperienze e
conoscenze la mia vita, augurandomi che possa continuare a fare lo
stesso per tutti in futuro... Bonariamente mi rimproveri di non aver
notato l'impegno di Pantelvoice su quegli incentivi segnalati in un mio
post in Bacheca di due giorni fa, per le amministrazioni delle isole
siciliane che decidono di utilizzare fonti rinnovabili. Se ciò è
avvenuto è perchè sono stato vittima di un blackout sui collegamenti
telefonici e in ADSL a seguito di un fulmine scaricatosi a poche
centinaia di metri da casa mia. Fossi stato solo io vittima di ciò (che
pure ha messo fuori gioco tre telefoni, un modem wireless e un
telefono/fax Panasonic ormai destinati al macero...) passi... Ma la
stessa cosa, anzi peggio, è successa anche ad alcuni miei amici che
vivono in questa stessa zona (contrada Penna) e che si trovavano
sfortunatamente ancora più vicini al punto dove quello stesso fulmine ha
scaricato a terra tutta la sua energia, distruggendo registratori e
televisori, oltre alle loro apparecchiature telefoniche da me già
citate. E non è stato l'unico fulmine che, scaricatosi in questi giorni
sull'isola, ha fatto danni di questo tipo. L'ho scoperto proprio
stamani, ritornando nel negozio per cambiare un modem nuovo acquistato
l'altro ieri sera per potermi collegare in rete senza dover aspettare
che Telecom mi rinviasse -se pure lo farà mai- un nuovo Alice Wireless
in cambio di quello "fulminatosi". Perchè cambiarlo ? Semplice: il modem
appena acquistato (con cui ieri sera mi son potuto collegare in rete)
durante la notte ha cessato di funzionare e stamane aveva tutte le sue
lucine spente (cose che capitano... ). Ma, è qui sta il punto, stamane
in quel negozio ho saputo che tutti i modem nei vari negozi dell'isola
sono al momento esauriti, e che lo stesso mio incidente aveva colpito
decine e decine di persone in varie località dell'isola. A questo punto
ci sono alcune domande che vengono spontanee. E' possibile che dei
fulmini possano al giorno d'oggi fare simili danni, passando attraverso
cavi elettrici e telefonici per centinaia di metri da un'abitazione
all'altra, con rischi non solo per le apparecchiature elettroniche delle
casa, ma anche di fatto per le persone che le abitano ? Non sarebbe il
caso di fare una valutazione accurata dei danni, e nel contempo
verificare se tutti gli accorgimenti tecnici per l'installazione di
questo tipo di impianti nelle abitazioni, proprio per far fronte a quei
rischi sempre umanamente possibili, siano stati rispettati a qualunque
livello, come previsto per legge? Scusa la lunghezza della mia
replica... Prendila come conseguenza dell'astinenza di questi giorni...
E mi piacerebbe sentire un tuo parere e possibilmente anche quello di
altri... #
A Roberto Mamone piace questo elemento.
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Dopo la proiezione del video sulle detonazioni subacquee, Alberto
Zaccagni è intervenuto sull’argomento “Trivellazioni petrolifere nei
nostri mari”, in discussione in studio con Emilio Mancuso, dell’Istituto
Studi sul Mare. Per vedere il filmato della partecipazione
dell’Associazione Apnea Pantelleria alla trasmissione Class Meteo Show
(del canale Class TV MSNBC, 27 digitale terrestre) in diretta telefonica
clicca qui
http://classmeteo.weather.com/meteo/portale/video/trivellazioni-petrolifere-nei-nostri-mari/
. “Il canale di Sicilia - afferma il Presidente dell’AAP - è costellato
da molti banchi con una bio-diversità incredibile, praticamente la
nursery del Mediterraneo, in quanto qui si riproducono moltissime specie
di pesci, di grandi cetacei ed elasmobranchi. Tempo fa al Ministero
dell’Ambiente è arrivata una istanza di richiesta di ricerca dalla
società petrolifera Audax Energy (d364 cr ax), proprio sui banchi del
Canale di Sicilia, alla
quale abbiamo posto una ferrea opposizione. Entro pochi giorni dovremmo
avere la risposta dal Ministero, riguardo la valutazione dell’impatto
ambientale delle concessioni richieste”. Anche Emilio Mancuso, d’accordo
con Alberto Zaccagni, sottolinea la pericolosità delle ricerche con uso
di airgun: “Onde d’urto che vanno tra i 100 e i 500 hz – sostiene Emilio
Mancuso – vengono sentite in tutto un bacino, paragonabile al nostro Mar
Mediterraneo. Il Canale di Sicilia è un tratto di mare di elevatissima
importanza e queste detonazioni stanno già influenzando le dinamiche
comportamentali delle specie che frequentano questa zona”.Fra gli
obiettivi di Apnea Pantelleria, non solo l’opposizione alle ricerche
petrolifere. L’Associazione è impegnata anche nella salvaguardia
dell’ecosistema marino, attraverso la pulizia delle coste dell’isola di
Pantelleria. Nell’anno 2011 sono state portate a termine due campagne di
pulizia che hanno interessato un tratto di costa della località di San
Leonardo e uno di c/da Khattibuale. Il terzo appuntamento dedicato alla
cura delle coste pantesche, è per domenica 4 dicembre 2011, dalle 9:30,
in località Suvaki (presso la nuova discesa al mare). La partecipazione
all’iniziativa è totalmente volontaria e l’invito è rivolto a tutte le
associazioni e/o cittadini che vogliano impegnarsi insieme nella tutela
e cura dell’ambiente.
1 DICEMBRE 2011. E' stata riportata notizia questa mattina di un nuovo
spiaggiamento di massa di cetacei elle acque intorno all'isola greca di
Corfù. Ad annunciarlo il Dr. Alexandros Frantzis attraverso la mailing
list MARMAM (vedi il messaggio che segue). Naturalmente l'evento ha
suscitato grande preoccupazione nella comunità scientifica. Potete
seguire l'evolversi della situazione attraverso il MARMAM (nelle
relative discussioni). Cari amici, ancora una volta abbiamo brutte
notizie per quanto riguarda le balene dal becco di Cuvier nel Mar Ionio.
L'intero popolamento locale, che è stato ripetutamente colpito da
attività navali della NATO (l'ultima volta nel febbraio 2011 ad est
della Sicilia) sembra essere costantemente portato verso la sua
estinzione ... Oggi 30 novembre 2011 almeno tre balene dal becco di
Cuvier si sono arenate sul versante costiero occidentale di Corfù, lungo
23 km di costa. Tutte le balene sono state ricondotte in mare aperto da
persone che hanno cercato di salvarle. Una balena è morta in mare aperto
a circa 200 metri. Un'altra balena, dopo aver nuotato circa 600 metri in
mare aperto, è tornata ad arenarsi a riva nuovamente, a meno che non si
trattasse di un esemplare diverso.... E' stato portato ancora una volta
in mare aperto dopo il tramonto, per cui non sono disponibili ulteriori
informazioni fino ad ora. Il terzo animale non è stato visto dopo che è
stato "salvato". Vorrei attirare la vostra attenzione su due "fatti
strani": 1) Soccorritori indipendenti in due aree di spiaggiamento
diverse hanno riferito che sentivano in zona come dei "fischi" mentre si
avvicinano ai singoli animali. I fischi si sentivano anche fuori
dall'acqua ad una distanza di 100 m dall'animale (!). E quei suoni si
fecero molto più intensi quando i soccorritori entrarono in acqua per
avvicinarsi all'animale. I soccorritori hanno continuato poi a sentire
quei "fischi" fino a quando hanno lasciato il luogo, due ore dopo la
morte di quell'unica balena ...[segue] #
Post di Folgore Savaguardia Ambientale
A seguito di interpellanza da parte delle Associazioni Folgore e Demetra
di Trani diretta alla Capitaneria di Porto di Molfetta, nella quale si
notificava il ritrovamento di delfini spiaggiati lungo le nostre coste e
l’eventuale correlazione con la presenza di navi adibite a ricerche
petrolifere, la Capitaneria di Porto in data 25 novembre ha così
risposto: “Questa Autorità Marittima non ha conoscenza di autorizzazioni
all’effettuazione di ispezioni geosismiche, nella zona di mare
prospiciente il Compartimento Marittimo di Molfetta, da parte di unità
navali dedite all’attività di ricerca petrolifera. Inoltre, dalle schede
di rinvenimento cetacei compilate dai medici veterinari del Servizio
Igiene e Assistenza Veterinaria della A.U.S.L. BA della Regione Puglia,
non è possibile risalire alle cause di morte specificate nel foglio di
riferimento. Maggiori informazioni in tal senso, potrebbero essere
richieste direttamente agli stessi organi veterinari”. Nostro commento:
giustamente le navi operano al di fuori della giurisdizione sia della
Capitaneria di Porto di Molfetta e sia di qualsiasi altra Autorità
Marittima dell’Adriatico pugliese. Sono stati furbi “i signori della
Northern Petroleum” a spostare i confini dell’area di ricerca ad oltre
12 miglia dalle nostre coste, tanto da dichiarare: “L’area del
rilevamento geofisico 3D ha una distanza minima dalla costa pari a
minimo circa 15.4 miglia marine, per cui nessun ente locale è
direttamente coinvolto nel procedimento". #
Post di Guido Picchetti
Due notizie tra le centinaia di e-mail che ho trovato appena
ripristinato il collegamento in rete danneggiato dalla scarica di un
fulmine... Entrambe da Filippo Di Lauto che ringrazio. Ve le segnalo
entrambe, come causa e effetto, se qualcuno avesse ancora dei dubbi...
Sono appena terminate le ricerche in 3D (a forza di botti di Airgun)
delle navi della NP davanti alle coste pugliese. Ed ecco lo
spiaggiamento di cetacei lungo 23 km della costa ovest di Corfù in data
30 novembre 2011 !!! E' questo che vogliamo per il nostro futuro ?
Questo il link sullo spiaggiamento:
http://duritos.wordpress.com/2011/12/01/new-atypical-mass-stranding-of-cuviers-beaked-whales/. Il testo è in inglese, ma sufficientemente chiaro, anche nella
traduzione in italiano di Goggle...
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