Ottobre 2011

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ECHI  DI  STAMPA

- Dal 21 al 31 Ottobre 2011

Dalla mia Bacheca su FB del 31/10/11

Nautilus Live. News Update - Halloween
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/31/news-update-halloween
su http://www.nautiluslive.org

Stay up-to-date on the latest developments onboard the E/V Nautilus. The ROVs Hercules and Argus are in the water, exploring volcanic cones northwest of the island of Pantelleria, located between Sicily and Tunisia. Happy Halloween! Love the costume changes! I can't wait to share this news feature with my afternoon classes!
Submitted by Cindy (not verified) on October 31, 2011 - 16:20.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Quando la ricerca si fa con entusiasmo ... e anche con un pò di sana allegria.. Siamo nei giorni di Halloween e anche a bordo del Nautilus stasera si fa festa, al termine della giornata pesante di esplorazione con i due Rov della nave oceanografica di Bob Ballard, Hercoules ed Argo, sui vulcani sommersi a Nord Est di Pantelleria. Una giornata resa pesante dal forte vento e dal mare grosso, che tuttavia non ha impedito di effettuare interessanti documentazioni sulle caratteristiche geologiche dei fondali, di cui quest'ultimo video presenta le immagini più significative.
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Un disegno di legge del Senatore D'Alì
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7546
su Pantelleria Internet Com

News 8418, Pantelleria 31/10/2011 - Lettere al Direttore. Caro Direttore, ho visto con piacere che ha pubblicato la notizia dell'iniziativa in Europa sulla convenzione di Barcellona. Andiamo avanti! Personalmente depositerò nei prossimi giorni un disegno di legge per sollecitare la ratifica italiana ai protocolli aggiuntivi sull'offshore e sulla regolamentazione dei traffici marittimi di idrocarburi, ed una altra proposta per la istituzione di aree protette nei fondali della piattaforma continentale di competenza italiana, in particolare per i banchi di Pantelleria. Complimenti per la vostra tenacia ed attenzione, un caro saluto a tutti i Panteschi, a presto, Senatore Antonio d'Alì.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Speriamo che questa legge di cui parla il Senatore d'Alì veda la luce in tempi più rapidi della nuova normativa appena proposta dalla Commissione Europea per la cui entrata in vigore si prevede il 2014. La Convenzione di Barcellona citata dal senatore prevede la tutela dello Stretto di Sicilia e di altre 10 aree marine mediterranee, e avrebbe una efficacia senz'altro superiore a quelle norme della C.E. che non scongiurano i pericoli e i danni delle trivellazioni e degli eventuali riversamenti, ma prevedono unicamente i dovuti risarcimenti a carico delle società che li causano...

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Per l'Unione Europea sorveglianza fino a 370 Km dalle coste. Ma solo dal 2014
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7547
su Pantelleria Internet Com

News 8419, Pantelleria 31/10/2011. Queste alcune delle decisioni prese ieri a Bruxelles dall'UE in merito alla legge che si intende emanare in tema di trivellazioni off-shore per mettere al riparo gli stati membri da catastrofi ambientali come quella del Golfo del Messico. Le misure, che potrebbero entrare in vigore per le piattaforme esistenti già dal 2014, avranno un forte impatto sull'Italia, al terzo posto nell'Ue per numero di impianti offshore (123) dopo Gran Bretagna (486) e Olanda (181). La novità più importante riguarda la piena responsabilità dell'industria per i danni ambientali, incluse le acque fino ad un limite di 370 km dalla costa, contro i 22 km attualmente previsti. Saranno sempre gli Stati membri a decidere se e dove fare trivellazioni, ma le autorità nazionali responsabili dovranno concedere le licenze dopo aver verificato le capacità tecniche e finanziarie delle aziende, necessarie alla sicurezza e alla protezione ambientale, ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Notizia ripresa oggi da Pantelleria Internet Com...
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Post di Filippo Harley Foti

Caro Guido, mi auguro che potremo presto verificare questi provvedimenti, anche se le dichiarazioni di nuove normative che dovrebbero prendersi di là a divenire, ovvero a lunga scadenza, mi sanno tanto di "prese per il....", diciamo meglio per "...i fondelli". Della serie: cambiando l'ordine delle frasi...il risultato non cambia. :-)

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Lunedi 31/10/11, inizia la giornata di esplorazioni del Nautilus sui fondali in prossimità di Pantelleria
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/...2217678835826.2117330.1063270409&type=1&theater 
tra le foto postate sulla mia pagina di FB

A bordo del Nautilus vicino a Pantelleria, current ship time: 09:11:11 (corrispondente alle ore 08,11 locali). Le tre telecamere in diretta sono tutte in funzione e la quarta mostra il punto nave. Fervono i preparativi intorno al grande Rov sulla poppa, che tra poco dovrebbe iniziare le sue esplorazioni sul fondale marino. Speriamo che le periodiche interruzioni dei collegamenti in rete preannunciate dall'avviso giallo (in alto nella foto) non si verifichino sul più bello. Per vedere il tutto basta collegarsi a  http://www.nautiluslive.org  e impostare la visione video nel menu di LIVE VIDEO su "Quad". Buona visione a tutti....
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Altro post precedente del sottoscritto

La nota di stamani sulla schermata del "Nautilus" è la seguente: "We are experiencing periodic interruptions in the live video and audio from the ship."... L' "isolamento" di Pantelleria non si smentisce mai !!!
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Altri post successivi su FB
Post di Guido Picchetti
A bordo del Nautilus vicino a Pantelleria, current ship time: 11:07:08 (corrispondente alle ore 10:07 locali), interruzione sui collegamenti in rete... purtroppo...
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Current Ship Time: 13:57:00 (12:57 ora locale), herc on deck, predive/prep, 7 minutes ago. A bordo del Nautilus stanno mettendo a punto il Rov. Le telecamere sono ora tutte funzionanti in diretta. Ricordo il link http://www.nautiluslive.org/ . Impostare la visione nel menu di LIVE VIDEO su "Quad", o su uno solo dei canali 1 e 2. Per chi ha l'ADSL il collegamento attualmente è perfetto...
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Sei immagini dei fondali dello Stretto,
ripresi dalle telecamere dei Rov del Nautilus di Bob Ballard in esplorazione sui vulcani sommersi in prossimità di Pantelleria - Lunedi, 31 Ottobre 2011-10-31 [vedi il documento Acrobat].
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A Maria Godas, Lucio Rizzo, Gianluca Cecere e Salvatore Addolorato piace questo elemento.

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Il "Palmares" dei film premiati al Festival Mondial de L'Image Sous-Marine 2011 a Marsiglia (Francia)
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/note.php?note_id=302094616469027

su una mia nota di Facebook

PALMARES 2011- FESTIVAL MONDIAL DE L'IMAGE SOUS-MARINE ( MARSEILLE ) · 26 –30 octobre 2011 | Palais du Pharo, Marseille - France

FILMS LONGS ET MOYENS METRAGES (Films Groupe A)
- PRIX DU PRESIDENT DE LA REPUBLIQUE - PALME D'OR - à VAN BELLE Danny [Belgique] - pour "La loi de la faim"
- PALME D'ARGENT - à AUCLAIR Daniel, La Salamandre [France] - pour "Les Dents de la Mare - Le Retour"
- PALME DE BRONZE - à OKABE Satoshi, NHK, NHNZ, France télévisions, Science Channel [Japon] - pour "Life force Africa's Rift Valley"
- PRIX SPECIAL DU JURY - à JULIAN Jean-François, GRAVEL Charlène, Gédéon [France] - pour "La vie sans air - Les fils du Grand Bleu"
- PRIX DU PUBLIC - à PETRON Christian, Cinemarine, 2000 Regards sous la mer [France] - pour "Mémoire de Port-Cros"
- PRIX DE L'INSTITUT OCEANOGRAPHIQUE - FONDATION ALBERT 1er, PRINCE DE MONACO - à ADACHI Yasuhiro, KITAMURA Keishiro, NHK [Japon] pour "Wild Japan - The wonders of abundant waters" ... [segue]
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Dalla pagina su FB di Di Marine Etard che ringrazio...

http://www.underwater-festival.com/

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Commento del sottoscritto a margine della nota

Nella nota appena pubblicata riporto il Palmares 2011 completo dei film di ctg "A" e ctg "B" premiati al FESTIVAL MONDIAL DE L'IMAGE SOUS-MARINE appena conclusosi presso il Palais du Pharo di Marsiglia. Qui voglio solo menzionare la "PALME D'OR" conseguita nella ctg. B (cortometraggi) da Leonardo Sergiani e Giancarlo De Martino con il loro filmato "Palau, quand la forêt rencontre la mer", che si sono così aggiudicati anche il PRIX SMY (una crociera del valore di 4000 €) e il PRIX FFESSM (Un détendeur Aqualung). Ricordo ancora tra gli italiani premiati Andrea Ferrari per la "Palme de Bronze" assegnata al suo "Beacon of the Sea", e Daniele IOP che ha ottenuto il PRIX DU JURY JEUNE con il suo lavoro "Laimant". Permettetemi ancora due citazioni: lo svizzero Josè Lachat che ha vinto, sempre in ctg "B" il PRIX BRIGITTE CRUICKSHANK, e Danny Van Belle, che tante edizioni proprio del premio intestato a Brigitte Cruickshank ha vinto in passato, e che quest'anno con il suo film "La loi de la fam" si è aggiudicato addirittura la PALME D'OR e il PRIX DU PRESIDENT DE LA REPUBLIQUE in ctg "A", risultando il vincitore assoluto del festival. Congratulazioni vivissime...
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Post di Danny Van Belle

I'm so honoured and proud again to have received the 'Palme d'Or' at the 38th world festival of underwater images. Many thanks to all those who have supported me and gave me te chance to film the beauty of the underwater world.
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A Filippo Harley Foti, Alfonso Desiderio, e Gianluca Cecere piace questo elemento.


Dalla mia Bacheca su FB del 30/10/11

Whatever Floats Your Rocks
http://www.nautiluslive.org/blog/2011/10/28/whatever-floats-your-rocks
by Katrina Homan

su http://www.nautiluslive.org

October 28, 2011 - 20:12. The interesting geologic features that plate tectonics can create are amazing. What is plate tectonics, you ask? The Earth's crust is broken up into about 20 different plates (there are 7 major ones) or sections of the crust. At the boundaries of these plates, there are different kinds of movement: if two plates slide past each other, it is called a transform fault (ex: the San Andreas Fault in California); if they move away from each other, it is called a divergent plate boundary (ex: mid-ocean ridges where new ocean crust is formhttp://www.nautiluslive.org/video/2011/10/31/news-update-halloweench other, it is called a convergent plate boundary (ex: subduction zones and mountain building). In the Straits of Sicily, between Sicily and Tunisia in the Mediterranean Sea, there is a convergent boundary with the African plate subducting underneath the Eurasia plate. This means that the oceanic crust of Africa is moving underneath the Eurasian plate and making its way down into the Earth to be re-melted and eventually turned back into crust. The African ocean crust is old, cold and heavy; that makes it move quickly into the Earth at a steep angle. This plate movement causes some extension, or pulling apart, on both sides of this subduction zone. The Straits of Sicily between Sicily and Tunisia is one of those areas of extension ... [segue]
(khoman's picture)
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Commento del sottoscritto a margine del video

Katrina Homan, geologa del team di studiosi impegnati a bordo del Nautilus, spiega il tema di ricerca dall'attuale campagna del Nautilus, incentrato sullo studio dei fondali dello Stretto di Sicilia dove avviene lo scontro tra le due placche tettoniche africana ed eurasiatiaca, con conseguenze caratterizzanti la conformazione dei suoi fondali ricchi di fenomeni di vulcanesimo, più o meno attivi. E' un documento postato appena due giorni fa, tra i tanti che fanno informazione in diretta già pubblicati dal Nautilus, nel corso di questa sua campagna di ricerca nelle vicinanze di Pantelleria. Nella foto a corredo del documento frontalmente vediamo il Prof. Mauro Tosi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra Università di Pisa (anche lui a bordo del Nautilus), mentre osserva una delle scorie vulcaniche recuperate sui fondali dal Rov della nave.
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A Filippo Harley Foti piace questo elemento
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Dalla mia Bacheca su FB del 29/10/11

Q&A with Dr. Bob Ballard - First Session
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/29/qa-dr-bob-ballard-first-session

su Nautilus Live Org

On October 28th, we had a chance to host a live Q&A session with Dr. Bob Ballard. Watch as he answers questions from the web audience on everything from shipwrecks, to hydrothermal vents, to finding the Titanic.
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Commento del sottoscritto a margine del
video
E questo l'ultimo video della serie postato oggi, appena 45 minuti fa, con un intervista di ben 22 minuti a Bob Balllard sulla campagna di ricerca in atto nello Stretto di Sicilia, in inglese purtroppo. I link ad altri video diffusi in rete da Nautilus Live, precedenti a quello di giovedi 27, ma ugualmente interessanti (ad esempio sulle geologia dei fondali dello Stretto di Sicilia), sono stati inseriti nei commenti di Tonino Centrella che ringrazio, in calce alla foto del Rov del Nautilus in azione da me postata stamani sulla mia pagina di FB (già riportata in questi Echi di Stampa. ndr).
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Elemento condiviso su FB da Angela Macaluso.
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Post di Maria Ghelia
Lo guarderò con molto interesse questa sera. Grazie Guido.
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A Maria Ghelia piace questo elemento.

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Nautilus Live - News Update - October 27
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/27/news-update-october-27
su Nautilus Live Org

Stay up-to-date on the latest developments onboard the E/V Nautilus. The ROVs Hercules and Argus are in the water, exploring underwater volcanoes northwest of the island of Pantelleria, located between Sicily and Tunisia.
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Commenti del sottoscritto a margine del
video
Cosa penso ? A questo video che ho appena postato sulla mia bacheca di FB ripreso dalla pagina web del "Nautilus" che riporta lo "Stay up-to-date on the latest developments onboard the E/V Nautilus. The ROVs Hercules and Argus are in the water, exploring underwater volcanoes northwest of the island of Pantelleria, located between Sicily and Tunisia", vale a dire lo stato dell'arte della campagna di ricerche che la nave oceanografica di Robert Ballard sta conducendo in questi giorni sui vulcani sommersi a NE di Pantelleria nello Stretto di Sicilia. Riprese video con delle immagini affascinanti catturate dal ROV e immesse in rete appena due giorni fa, ma che evidenziano soprattutto come oggi si può fare ricerca e informazione al tempo stesso, e, perdonatemi, quanto noi dobbiamo ancora imparare e applicare in tal senso, affinchè anche la ricerca sia trasparente e possa fare utilmente proseliti nell'interesse di tutti...
E dopo il video dell'altro ieri, giovedi 27, appena postato su FB, ecco anche a seguire gli altri tre video successivamente registrati e già messi in rete sulle pagine di Nautilus Live:
1° - "Six Gill Shark - Dive Highlights", girato e immesso in rete 1 giorno e 20 ore fa;
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/27/six-gill-shark-dive-highlights
2° - "Meet the Team - ROV Pilot Ben Erwin", girato e immesso in rete 23 ore e 52 minuti fa
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/28/meet-team-rov-pilot-ben-erwin
3° - "Swarm of Fish - Dive Highlights" - girato e immesso in rete 17 hours 1 min fa.
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/28/swarm-fish-dive-highlights
Potete vederli cliccando sui vari link qui sopra riportati.
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Post di Pantel Voice
(al secolo Marco Cirinesi, ndr)
Guido, sono in contatto con Mauro Rosi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. Lui è a bordo e mi ha contattato su mia richiesta di incontro. Dal 31/10 dovremmo riuscire a raggiungerli a bordo con una nostra piccola delegazione. Sono davvero dei professionisti, umili e simpatici. Controlla sempre il nostro PantelVoice e ti terrai aggiornato. Ciao.
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Post di Guido Picchetti

Ok, lo farò, e auguri... Pensa alla possibilità di far visitare il Nautilus agli studenti di Pantelleria, almeno a quelli delle superiori... sarebbe davvero utile...
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Post di Tommaso Busetta

Ciao Guido, casualmente ho saputo delle ricerche e ho potuto seguire in diretta solo per qualche minuto le riprese del ROV; è un bene che qualcuno ne parli e che a Pantelleria si sappia. L'idea di far visitare la nave agli studenti è ottima; se il comandante è d'accordo i ragazzi saranno coinvolti emotivamente e ci sono speranze che siano più sensibili in materia di protezione dell'ambiente, l'isola ha bisogno proprio di questo.

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Post di Guido Picchetti
Speriamo si concretizzi. L'ambasciatore affinchè l'idea si realizzi, se appena è possibile, c'è ed è Marco Cirinesi che dovrebbe far visita domani al Nautilus. Ma frattanto se ci fosse qualche insegnante di buona volontà che, utilizzando l'attrezzata aula multimediale dell'istituto Almanza, invitasse e guidasse gli studenti a collegarsi in rete in diretta con il Nautilus, come io stesso sto facendo da due giorni, penso che sarebbe possibile fin d'ora farli salire a bordo in modo virtuale. I giovani d'oggi sono abituati a vivere in un mondo virtuale, e il giovamento per loro cui ti riferivi potrebbe esserci ugualmente, aiutandoli a capire come oggi si fa ricerca ambientale, utilizzando anche i mezzi offerti dalle possibilità della rete.

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Nuova campagna di ricerca dello scopritore del Titanic. Il "Nautilus" di Robert Ballard impegnato nello Stretto di Sicilia
http://www.facebook.com/....2117330.1063270409&type=1&theater
tra le foto postate sulla mia pagina di FB  

Probabilmente qui sull'isola se ne sono accorti in pochi, ma ieri mattina sostava un miglio al al largo del porto di Pantelleria un vascello bianco che avrebbe meritato un pò più di attenzione. Anche dal sottoscritto tale presenza era stata appena notata, e solo un comunicato della Guardia Costiera di Trapani mi ha dato precise informazioni al riguardo. Si trattava del "Nautilus", la nave oceanografica impegnata nello Stretto di Sicilia in una campagna di monitoraggio e mappatura dei fondali marini, di studio dei vulcani, di esplorazionie dei relitti e di rticerca di nuove forme di vita negli abissi. sottomarini. Il comandante della spedizione è Robert Ballard, l'esploratore subacqueo soprannominato "l'uomo del Titanic", dopo che nel 1985 con una missione finanziata dalla "U.S.Navy" ritrovò il relitto del transatlantico affondato nel 1912 durante il suo viaggio inaugurale dall'Europa agli Stati Uniti. Durante la sosta del "Nautilus" a Trapani, una visita a bordo è stata fatta dal capo del compartimento marittimo di Trapani, Capitano Bernardo Aruta, che ha avuto così modo di illustrare a Ballard la realtà trapanese e le caratteristiche del suo porto, A suggellare l'incontro la consegna dele crest del "Nautilus" alla Capitaneria di Porto di Trapani.
Nella foto: il rov del Nautilus in azione sui fondali (foto exploratorium)
Altre notizie su Robert Ballard e sulle spedizioni del Nautilus su:
http://www.nautiluslive.org/video/2011/06/22/dr-ballard-previews-2011-expedition
http://www.titanicbelfast.com/News---Press/News-Clippings/2011-News-Archive.aspx

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Stessa notizia su "Pantelleria Internet Com - News n° 8413"
con il titolo "Ballard nello Stretto di Sicilia - Campagna di ricerca dello scopritore del Titanic" - http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7541
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Roberto Frigerio ha condiviso la foto
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Post di Joe Bass

Ballard è molto malvisto in Italia; ci dimostra la nostra ignoranza ed incapacità; io son fra coloro che ritengono che, con i mezzi che ha la Marina Militare (sottomarini, navi, personale già addestrato, tutto giàpagato, fra l' altro), si potrebbero scoprire un'infinità di relitti, mapparli, etc. etc. Ma a 'sto punto, i nostri Sovrintendenti e dipendenti dei Beni Culturali non saprebbero più dove sbattere la testa; meglio sonnecchiare tutto l' inverno e le mezze stagioni ...
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Post di Marino de Falco

E questa mentalità soporifera ha portato all'abbandono di una nave meravigliosa che Guido conosce bene, la Bannock. La nave fece anni fa delle attività similari a quelle attuali della nave di Ballard, tutto documentato dalle splendide immagini di Guido che era a bordo. Noi allievi di Guido abbiamo avuto la fortuna di vedere le diapositive e di ascoltare dalla sua voce i racconti. Ora la Bannock con le sue attrezzature costate milioni giace abbandonata all'incuria nel porto di Napoli, e fa parte del patrimonio della Guardia Costiera...
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Post di Guido Picchetti

E a bordo del Nautilus, ho scoperto proprio ora, lavorano anche con successo ricercatori italiani. Uno di essi è il Dr. Michele Marani, ormai detto Michael all'americana, ma geologo marino di pura scuola italiana, intendo di quell'istituto di geologia marina dell'Università di Bologna diretto dal Prof. Paolo Colantoni, con il quale ebbi l'onore e l'onere di partecipare, proprio con la Bannock, a una campagna di ben quattro settimane indimenticabili nello Stretto di Sicilia, nelle stesse acqua dove adesso sta operando il Nautilus (26 Ottobre / 3 Novembre 2011: questo il periodo della campagna in corso del Nautilus, ndr).
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Post di Maria Ghelia

Che dire Guido? Sempre ultimi, siamo... ed i nostri migliori cervelli se ne vanno, visto la mancanza di fondi per far funzionare quanto abbiamo in casa!
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Post di Tonino Centrella
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/26/strait-sicily-geology-dive-highlights
Strait of Sicily Geology - Dive Highlights | Nautilus Live
In this dive highlight from October 26th, watch as the Nautilus explores a submarine volcano in the Strait of Sicily off the coast of the Italian island, Pantelleria.
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Post di Tonino Centrella
http://www.nautiluslive.org/video/2011/10/25/behind-science-rift-zone-volcano

Behind the Science - Rift Zone Volcano | Nautilus Live
Explore the science behind rift zone volcanoes, learn how they form, and why studying them is important.
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Post di Joe Bass
Se Voi date una scorsa al video di Erlebnis Erde - "Die Kraken vom Stromboli" (http://video....docid=-7261228353236960882) vedrete che razza di sottomarino (è della Comex) si può noleggiare per fare un semplice documentario (scoprendo un relitto non segnalato a Stromboli, fra l' altro). L' anno corso, su Retequattro, vedo la "scoperta" di un relitto a -120 metri a Panarea, filmata da un rudimentalissimo ROV, se lo paragonate al Comex ... mah; mancheranno i fondi, ok; ma a me sorgono perplessità.
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Post di Giuseppe Capuozzo

Le soprintendenze sono arcaiche, vanno abolite !!!!
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A Paolo Rossetti Nase Italia, Fabio Russo, Marino de Falco, Davide Carlà, Carmelo Nicoloso, Fabio Russo, Maria Ghelia e Joe Bass piace questo elemento.
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One more for Friday! - Is this the eco-lution we want?
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.374367663156.157760.22877548156&type=3
su Facebook

Ecco la risposta... da "Earth Day Network"...

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Condiviso da Roberto Frigerio e Vincenzo Coppola
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Post di Maria Ghelia

Satira che calza perfettamente all'Uomo !!!
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A Diego Susat, Antonella Barraco e Filippo Harley Foti piace questo elemento.
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Sotto sorveglianza ma dal 2014. Per l'Ue trivellazioni fino a 370 chilometri dalla costa
di Guido Picchetti

http://www.blogsicilia.it/blog/per-lue-trivellazioni-fino-a-370-chilometi-dalla-costa/65823/
su Blog Sicilia

28 ottobre 2011 - Queste alcune delle decisioni prese ieri a Bruxelles dall’UE in merito alla legge che si intende emanare in tema di trivellazioni off-shore per mettere al riparo gli stati membri da catastrofi ambientali come quella del Golfo del Messico. Le misure, che potrebbero entrare in vigore per le piattaforme esistenti già dal 2014, avranno un forte impatto sull’Italia, al terzo posto nell’Ue per numero di impianti offshore (123) dopo Gran Bretagna (486) e Olanda (181). La novità più importante riguarda la piena responsabilità dell’industria per i danni ambientali, incluse le acque fino ad un limite di 370 km dalla costa, contro i 22 km attualmente previsti. Saranno sempre gli Stati membri a decidere se e dove fare trivellazioni, ma le autorità nazionali responsabili dovranno concedere le licenze dopo aver verificato le capacità tecniche e finanziarie delle aziende, necessarie alla sicurezza e alla protezione ambientale, mentre le soluzioni tecniche considerate “critiche” per la sicurezza saranno sottoposte alla valutazione di esperti terzi, prima e dopo l’avvio delle operazioni in mare. ”Le regole proposte oggi – ha detto Janez Potocnik, commissario Ue all’Ambiente – ci aiuteranno a prevenire future emergenze in tutte le acque marine dell’Ue”. Ora le norme proposte della Commissione europea passeranno al vaglio di Europarlamento e Stati membri. Per gli impianti già esistenti il nuovo regime potrebbe entrare in vigore già dal 2014, con un periodo di transizione di due anni, mentre per quelli pianificati la scadenza è il 2013. C’è solo da sperare che qualche grave disastro non si verifichi prima. Incrociamo le dita.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Le decisioni di Bruxelles: per l'Ue le piattaforme di trivellazioni "sorvegliate speciali" fino a 370 chilometri dalla costa, ma le nuove normative dovrebbero entrare in vigore solo dal 2014. E fino ad allora ? Facciamo i debiti scongiuri...
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Post di Filippo Harley Foti

Lo dicevo io che se son fiori "fioriranno" ... Campa cavallo...
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A Antonio Schembri e Filippo Harley Foti piace questo elemento.

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Ambiente: Ue, arriva legge anti-disastri pozzi offshore
di Chiara Spegni
http://www.liberambiente.com/.../1708-ambiente-ue-arriva-legge-anti-disastri-pozzi-offshore.html
su Liberambiente Com

(ANSA ) BRUXELLES - Una legge anti-disastri che metta al riparo l'Ue dal rischio di una catastrofe ecologica come quella del Golfo del Messico. E' questa la proposta che arriva oggi dalla Commissione europea, decisa a porre paletti di sicurezza più rigidi per l'industria di gas e petrolio offshore. Con le nuove regole, solo le imprese che avranno i mezzi tecnici adeguati, i piani di emergenza e le risorse per pagare i danni ambientali, potranno lavorare nelle acque dell'Unione europea. Le misure, che potrebbero entrare in vigore per le piattaforme esistenti già dal 2014, avranno un forte impatto sull'Italia, al terzo posto nell'Ue per numero di impianti offshore (123) dopo Gran Bretagna (486) e Olanda (181). ''Oggi - afferma il commissario Ue all'Energia, Gunther Oettinger - la maggior parte del petrolio e del gas in Europa viene prodotto offshore, spesso in condizioni difficili''. ''I rischi però stanno aumentando - spiega Oettinger - perchè si opera a profondità sempre maggiori''. Per questo occorre prevenire incidenti come quello nel Golfo del Messico e assicurarsi che vengano adottate le migliori pratiche ''è un dovere indiscutibile''. ''Le regole proposte oggi - aggiunge Janez Potocnik, commissario Ue all'Ambiente - ci aiuteranno a prevenire future emergenze in tutte le acque marine dell'Ue''. La novità più importante riguarda la piena responsabilità dell'industria per i danni ambientali, incluse le acque fino ad un limite di 370 km dalla costa, contro i 22 km attualmente previsti. ''Questo significa - afferma il commissario Ue per l'Energia - che oggi vi rientrano tutte le piattaforme''. A quanto potrebbero ammontare i danni nelle acque Ue? Secondo le stime della Commissione europea, un grosso incidente potrebbe comportare un costo fra i 205 e 915 milioni di euro l'anno. ''Non parliamo di assicurazione obbligatoria - precisa Oettinger - perchè il mercato delle assicurazioni per ora non è in grado di farsi carico di grandi incidenti, per questo abbiamo commissionato uno studio sulle ipotesi di fattibilità per coprire il rischio''. In ogni caso, saranno gli Stati membri a decidere se e dove fare trivellazioni, ma le autorità nazionali responsabili dovranno ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Sulle decisioni di ieri della Ue in tema di trivellazioni off-shore più preciso e completo questo articolo da Bruxelles a firma di Chiara Spegni. La novità più importante riguarda la piena responsabilità dell'industria per i danni ambientali, incluse le acque fino ad un limite di 370 km dalla costa, contro i 22 km attualmente previsti. Saranno sempre gli Stati membri a decidere se e dove fare trivellazioni, ma le autorità nazionali responsabili dovranno concedere le licenze dopo aver verificato le capacità tecniche e finanziarie delle aziende, mentre le soluzioni tecniche considerate "critiche" per la sicurezza saranno sottoposte alla valutazione di esperti terzi, prima e dopo l'avvio delle operazioni in mare. Ora le norme proposte passeranno al vaglio di Europarlamento e Stati membri. Per gli impianti già esistenti il nuovo regime potrebbe entrare in vigore già dal 2014, mentre per quelli pianificati la scadenza è il 2013. C'è solo da sperare che qualche grave disastro non si verifichi prima. Incrociamo le dita.
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A Filippo Harley Foti piace questo elemento.


Dalla mia Bacheca su FB del 28/10/11

UE verso una maggiore protezione del Mediterraneo da trivellazioni offshore
http://www.zeroemission.eu/...Mediterraneo-da-trivellazioni-offshore/news/14685.phtml 
su Zero Emissioni News

28-10-2011 - La Commissione europea ha compiuto un passo importante verso una migliore tutela per il Mediterraneo, con la proposta per l'UE di aderire al protocollo della Convenzione di Barcellona che protegge il Mediterraneo dall' inquinamento e da attività di sfruttamento e esplorazioni offshore. Sfruttamento e esplorazioni offshore sono attività in aumento nel Mediterraneo, zona particolarmente vulnerabile a causa della sua configurazione semi-chiusa e della significativa attività sismica. Il "Protocollo Offshore" richiede una serie di condizioni da soddisfare prima che le attività siano autorizzate a iniziare. In particolare, la costruzione di piattaforme e impianti devono rispettare le norme internazionali e gli operatori devono dimostrare di avere la competenza tecnica e le capacità finanziarie per svolgere le attività. L'autorizzazione non sarà data se le attività sono suscettibili di provocare notevoli ripercussioni negative sull'ambiente. Il posizionamento di piattaforme e impianti dovrebbero anche assicurare che ulteriori danni alle infrastrutture e ai cavi gi' esistenti siano evitati. Il protocollo d'intesa prevede anche la responsabilità e esigenze di compensazione. Il commissario europeo all'ambiente Janez Potočnik ha dichiarato: "Questa proposta che completa la proposta legislativa per la sicurezza delle attività offshore di petrolio e gas ci permetterà di lavorare mano nella mano con i nostri partner non-UE del Mediterraneo, garantendo una migliore protezione di questo mare per tutti". Il "Protocollo Offshore" mira a completare la Convenzione di Barcellona per quanto riguarda l'esplorazione e le attività di sfruttamento. Tale protocollo copre una vasta gamma di attività di esplorazione e di sfruttamento e riguarda anche le modalità del rilascio dei permessi, la rimozione di impianti abbandonati o in disuso, l'uso e la rimozione delle sostanze dannose e di sicurezza e i piani di emergenza e di monitoraggio. (h.b.)
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Commento del sottoscritto a margine del post

E' di poche ore fa... Che sia questa la conferma ufficiale di quanto deciso ieri dalla Commissione Europea in fatto di trivellazioni petrolifere off-shore? Se così fosse si evince, allora, che a non aver ancora ratificato il cosiddetto "Protocollo Off-shore" della Convenzione di Barcellona non era soltanto l'Italia, ma anche, e addirittura, l'Unione Europea, anch'essa firmataria di quella Convenzione insieme a tutti gli altri Paesi che lambiscono il Mediterraneo. Andiamo proprio bene !!! Comunque meglio tardi che mai... Cos'altro si può dire?
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Giro di vite sulle compagnie petrolifere. Più sicurezza in Europa per trivellazioni offshore, ma è incognita Mediterraneo
http://www.adnkronos.com/...-offshore-ma-e-incognita-Mediterraneo_312577690446.html
su Adnkronos com 

Roma, 25 ott. (Adnkronos) - Giro di vite sulle compagnie petrolifere. Dopo il disastro del Golfo del Messico, la Comunità Europea corre ai ripari con una serie di norme che hanno l'obiettivo di alzare il livello di sicurezza e che saranno presentate domani dal commissario europeo per l'energia Guenther Oettinger. Le norme riguardano tutte le attività di trivellazione entro le 200 miglia dalla costa, obbligano le compagnie attive in acque europee a rendere pubbliche le procedure di sicurezza e a dimostrare di avere le risorse economiche necessarie per pulire ogni eventuale fuoriuscita. Le compagnie dovranno quindi fornire le garanzie finanziarie necessarie, stabilite dai singoli governi, ma la norma potrebbe già arginare uno dei problemi italiani, "quello delle piccole compagnie di ventura, con capitali sociali ridicoli, che si costituiscono per fare esplorazioni e cederle poi a terzi - spiega all'Adnkronos Alessandro Giannì, direttore campagne Greenpeace Italia - se l'Italia stabilisse una cifra adeguata e un piano d'azione di qualità, queste piccole compagnie sarebbero messe fuori gioco, ma solo in parte perché potrebbero sempre spostare la propria attività in acque tunisine". La Commissione, infatti, non obbligherà le compagnie a rispettare le stesse norme in acque extraeuropee, come invece richiesto da più voci al fine di aumentare gli standard di sicurezza, ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Il progetto della Commissione Europea di una nuova normativa sulle trivellazioni petrolifere off-shore avrebbe dovuto essere discusso e approvato a Bruxelles nella giornata di ieri. Ma ancora non è giunta conferma. Bene ha fatto frattanto Greenpeace Italia a sottolineare ancora una volta come in questi casi l'unica normativa efficace sia il Protocollo Offshore della Convenzione di Barcellona, che però l'Italia non ha ancora ratificato. E sarebbe certamente utile anche l'estensione delle norme a quelle compagnie europee che si trovino ad operare in paesi al di fuori dell'Unione (vedi ad esempio l'Eni e la Shell, entrambe impegnate in Nigeria). Ma, secondo il commissario Oettinger, una tale estensione della normativa sarebbe difficilmente formulabile in termini legali, in quanto coinvolgerebbe aree complesse del diritto internazionale. Le norme dovranno comunque seguire il loro iter, e, se tutto andrà bene, potrebbero entrare in vigore in Europa il prossimo anno. Ma già non mancano le voci contrarie, come quella dell'Inghilterra. Sarebbero infatti ben 486 le compagnie britanniche a fare le spese delle nuove norme, più di quelle di ogni altro Paese, mentre l'Italia al terzo posto, neppure scherza con la sue 123 concessioni off-shore in vista delle sue coste.
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Elemento condivisione di Maria Ghelia con post

Udite Udite..... sarà vero?
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Articolo simile
su "Il Journal Blog" intitolato "Chi inquina paga. Trivellazioni offshore, giro di vite europeo e situazione in Italia" di Maria del 28/10/2011
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Post di Maria Ghelia

E speriamo che arrivi veramente la conferma... Ma i soliti ignoti ci staranno?
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A Luca Mascia e Maria Ghelia piace questo elemento.

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Per il Lago di Bomba 930 no alla Forest Oil Corporation
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/930-no-alla-forest-oil-corporation.html
su Dorsogna BlogSpot

Thursday, October 27, 2011. L'arroganza di Giorgio Mazzenga e di Mr. John Klein non ha mai fine. Adesso fanno la parte degli offesi e dicono che hanno pronte "33" risposte integrative da dare alla regione Abruzzo - dopo due anni che gliele hanno chieste! - per trivellare sul lago di Bomba, e che occorre dargli risposte concrete e veloci anche se tutto l'Abruzzo gli ha detto di "no", ripetutamente. Sciacalli! Sono due anni che noi persone normali e tutti i 930 abitanti di Bomba abbiamo detto tutti i nostri "no" alle trivelle sul lago e che ancora qui ripetiamo. Sono i motivi del buonsenso, dell'intelligenza. Sono i motivi che spinsero la stessa ENI a decidere di non trivellare 40 anni fa. Sono i motivi che Antonio Sorgi, presidente della commissione VIA che ha il potere di dire "no", si ostina a non volere ascoltare. Caro Mazzenga, se ancora non lo sai: il lago corre il rischio ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ancora una nota di Maria Rita D'Orsogna sulla questione del Lago di Bomba sul confine tra Abruzzo e Molise, dove l'americana Forest Oil Corporation vuol trivellare nonostante il parere contrario dei cittadini, ben consapevoli dei rischi legati ad operazioni del genere nei loro terreni (smottamenti, frane, subsidenza, alluvioni). Sono gli stessi motivi che già indussero l'Eni anni fa a non trivellare nella zona, e che addirittura sconsigliarono a suo tempo la costruzione di una diga in cemento per fermare le acque del lago, divenuto ormai un'area verde di interesse turistico, del tutto inadatta ad ospitare impianti industriali.
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Dalla mia Bacheca su FB del 27/10/11

Sicurezza nella attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi: domande e risposte
http://ec.europa.eu/italia/documents/attualita/trasporti_energia/memo_offshore_drilling.it.pdf

su www.ec.europa.eu


Perché serve una normativa UE in materia di sicurezza delle piattaforme petrolifere?
Gli incidenti offshore non conoscono frontiere. Se dovesse verificarsi un'esplosione simile a quella avvenuta nel Golfo del Messico vi sarebbero gravi conseguenze in molti Stati membri. È nell'interesse di ogni cittadino che i più rigorosi tra gli standard di sicurezza attualmente in vigore in una società petrolifera o in uno Stato membro diventino norme applicabili in tutta l'Unione
europea. Benché le piattaforme petrolifere siano già soggette ad una serie di normative UE, restano infatti alcune lacune: ad esempio, in base alla direttiva UE sulla responsabilità ambientale, se si verifica un incidente su una piattaforma petrolifera situata entro un massimo di 12 miglia marine dalla costa, la società petrolifera dovrà risarcire e porre rimedio ai danni provocati. Oltre le 12 miglia, non esistono invece norme UE in materia.
Quali sono le novità?
Per la prima volta la Commissione europea prevede l'adozione di un'ampia normativa UE sulle piattaforme petrolifere, basata sulla prevenzione, sulla capacità di reazione e sulla responsabilità finanziaria. La normativa potrebbe essere riunita in un unico testo legislativo.
— Permessi: anche se saranno sempre gli Stati membri a concedere permessi per le trivellazioni, essi dovranno applicare i criteri fondamentali dell'Unione. Le compagnie petrolifere devono
avere un piano di emergenza e dimostrare di disporre delle risorse finanziarie per far fronte ai danni ambientali provocati in caso di incidenti.
— Controlli: le piattaforme petrolifere sono controllate dalle autorità nazionali. Le attività di supervisione svolte dalle autorità nazionali dovranno essere valutate ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Su questo documento Acrobat intitolato "Sicurezza nella attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi: domande e risposte", pubblicato dalla Commissione Europea il 13 Ottobre u.s. in calce alla presentazione del progetto della nuova normativa, tra gli impegni internazionali da attuare è citato il protocollo previsto dalla convenzione di Barcellona per garantire la sicurezza delle piattaforme petrolifere nel Mediterraneo, con un espresso riferimento al nostro Paese che certamente non ci fa onore. Infatti è detto chiaramente nel documento che tale protocollo non è ancora entrato in vigore in quanto manca proprio la firma dell'Italia, e solo quando anche l'Italia procederà alla sua ratifica, come pare sia stato annunciato, le norme previste dal protocollo per la tutela del Mediterraneo potranno finalmente entrare in vigore... Che bella figura !!!
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La Commissione europea propone norme UE di sicurezza per le trivellazioni petrolifere offshore
http://ec.europa.eu/.../primo_piano/transporti_energia/sicurezza_piattaforme_offshore_it.htm 
su www.ec.europa.eu

La Commissione europea si accinge ad elaborare il primo pacchetto legislativo completo sull'attività delle piattaforme petrolifere. Si tratta delle norme di sicurezza più rigorose del mondo in questo campo. Le nuove norme europee oggetto della comunicazione della Commissione dovrebbero comprendere criteri per la concessione delle licenze di trivellazione, per i controlli delle piattaforme e per i meccanismi di controllo della sicurezza. La Commissione europea propone norme UE di sicurezza per le trivellazioni petrolifere offshore. Günther Oettinger, Commissario europeo per l'Energia, ha affermato: "Sulla sicurezza non si negozia. Per garantire che nelle acque europee non si possa mai verificare una catastrofe simile a quella che ha colpito il Golfo del Messico proponiamo di conferire alle buone pratiche già in vigore in Europa valore di norma vincolante in tutta l'Unione". Nella comunicazione la Commissione raccomanda l'adozione di una legislazione specifica sulle piattaforme petrolifere e annuncia che una proposta formale potrà essere presentata già all'inizio dell'anno prossimo. La regolamentazione su scala UE è giustificata
dal fatto che i danni ambientali e socio-economici di eventuali incidenti in alto mare non si arrestano alle frontiere nazionali. La comunicazione prevede norme sulla prevenzione, sulle misure di emergenza e in materia di responsabilità finanziaria. Concessione di licenze: nel concedere licenze per nuove trivellazioni gli Stati membri dovranno accertarsi che le compagnie petrolifere rispettino i requisiti dell'Unione europea; le compagnie devono avere un piano di emergenza e devono dimostrare di possedere i mezzi finanziari per risarcire eventuali danni ambientali in caso di incidente. Controlli: le piattaforme petrolifere sono controllate dalle autorità nazionali. È necessario che ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

L'Europa sembra proprio che voglia fare sul serio in tema di protezione dai rischi derivanti dalle operazioni petrolifere off-shore. Merito del Commissario Europeo per l'energia Günther Oettinger, che già lo scorso anno, dopo la catastrofe del Golfo del Messico, si era già battuto per una moratoria al rilascio di nuove concessioni nelle acque territoriali degli Stati Europei, finita poi nel nulla. Ora sta predisponendo un piano che dovrebbe unificare le differenti legislazioni nazionali, mentre sui piano internazionale intende dare attuazione alle convenzioni internazionali già in vigore e a nuove iniziative comuni. Che sia la volta buona che anche la Convenzione di Barcellona riprenda il suo slancio iniziale e concretizzi i suoi protocolli previsti a tutela del Mediterraneo? Ma ci vorrebbe un Commissario per l'Energia che sappia fare il suo mestiere in ogni nazione, Italia compresa ...
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Lampedusa: Misto, assicurare Continuità Territoriale
Scritto da sdb
http://www.agenparl.it/articoli/.../20111026-lampedusa-misto-assicurare-continuita-territoriale
su Agenzia Parlamentare

(AGENPARL) – Roma, 26 ott – L'isola di Lampedusa rischia di subire un altro colpo mortale. Dopo i disagi causati agli sbarchi di clandestini adesso arriva la doccia fredda da parte dell'Enac. Infatti, l'ente dell'aviazione pare abbia deciso di sostituire i velivoli della Meridiana con l'Atr42, decisamente meno capienti. Una decisione che secondo i deputati del gruppo Misto, Fallica, Grimaldi, Terranova, Stagno D'Alcontres, Pugliese e Iapicca contrasta con il principio europeo della continuità territoriale. Inoltre, i deputati chiedono al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di convocare un tavolo tra Enac e Regione Sicilia per un esame della problematica volte ad evitare ulteriori difficoltà.
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Commento del sottoscritto a margine del post

La "Continuità Territoriale" dov'è? Solo Lampedusa protesta e giustamente... A Pantelleria, invece, tutto tace... Evidentemente certi problemi, a chi dovrebbe occuparsene, non interessano più di tanto... C'era una volta il Paese dei "minifuttu"... Ma c'è ancora oggi, come dice il buon Gianni Bernardo...
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Post di Filippo Harley Foti

Condivido appieno. Da noi si dice, molto più prosaicamente: "minni..futtu"
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L’Ue alle compagnie petrolifere: “Trivellazioni, chi inquina paga”. Le aziende che operano in Europa saranno responsabili dei danni provocati dai loro impianti. Le coste al largo della Sicilia sono tra le più coinvolte dalle piattaforme offshore
di Rosario Battiato
http://www.qds.it/8536-l-ue-alle-compagnie-petrolifere-trivellazioni-chi-inquina-paga.htm

sul Quotidiano di Sicilia


BRUXELLES – Un passo in avanti perché i nostri mari siano più sicuri. L’Europa agisce sui deficit di protezione delle acque siciliane, sostituendosi all’azione deficitaria del governo nazionale. Da Bruxelles sono, infatti, in arrivo importanti novità sul fronte delle norme per la sicurezza degli impianti petroliferi offshore, che prevedono il principio del “chi inquina paga” anche per i pozzi in mare entro 370 km dalla costa, superando il limite delle 12 miglia attuali (22,22 km circa). L’occasione per fare il punto della situazione sulle trivellazioni offshore arriva a circa un anno e mezzo dal disastro del Golfo del Messico. Nei giorni scorsi la British Petroleum (Bp), la compagnia petrolifera responsabile insieme alle aziende Transocean e Halliburton del disastro ambientale più grave degli Stati Uniti, ha ricevuto dall’amministrazione Obama un nuovo via libera alla ripresa delle trivellazioni nel golfo in quanto la compagnia adesso dovrebbe rispettare gli standard di sicurezza richiesti. Proprio oggi la Commissione europea dovrebbe presentare un nuovo regolamento, basato sul principio “chi inquina paga”, che sarà applicato anche alle società proprietarie delle piattaforme petrolifere in mare. Grazie alle nuove norme comunitarie le aziende che operano nell’Ue saranno responsabili dei danni provocati dai loro impianti petroliferi offshore entro un limite di 370 km dalla costa così da coprire tutti i pozzi offshore esistenti, inclusi i 123 che risultano operativi in Italia. Secondo fonti comunitarie riportate dall’Ansa “se si dovesse verificare un incidente le aziende dovranno pagare i danni e la bonifica ambientale”. Una specie di minirivoluzione tramite l’istituzione di due autorità nazionali indipendenti: la prima  ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Lo Stretto di Sicilia è una delle aree marine italiane più interessate, anche se non la sola, da quanto viene deciso oggi a Bruxelles in fatto di rischi connessi a concessioni e trivellazioni petrolifere. E, nel silenzio che sull'argomento c'è sulla stampa nazionale distratta da altri avvenimenti, questo di Rosario Battiato sul Quotidiano di Sicilia è uno dei pochi servizi usciti sull'argomento.


Dalla mia Bacheca su FB del 26/10/11

Ordinanza sull'apertura della caccia. Lega Ambiente ricorre al Tar
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7517
su www.pantelleria.com

News 8389, Palermo 26/10/2011. Lega Ambiente ha fatto ricorso al TAR contro l’ordinanza n. 109 del 29 agosto 2011, con la quale il Sindaco di Pantelleria ha aperto la caccia su una parte dell’isola contro le previsioni della Regione che per tutte le isole minori prevedeva l’apertura al primo ottobre. “Si tratta di un fatto grave ed abnorme – dichiara Angelo Dimarca, Responsabile regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – in quanto le leggi vigenti non prevedono alcuna competenza dei sindaci in materia di apertura della caccia. Inoltre, già lo scorso anno alcuni sindaci delle Madonie che avevano autorizzato gli abbattimenti dei cinghiali erano stati censurati e condannati anche al pagamento delle spese processuali con diverse sentenze del TAR Palermo”. Tutte le isole minori sono classificate IBA (Important Bird Area) cioè sono zone importanti per la conservazione degli uccelli e con decreto dell’Assessorato regionale territorio ed ambiente era stata prevista l’apertura della caccia a partire dal primo ottobre. Tale disposizione peraltro ... [segue]
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Trivellazioni offshore. Chi inquina paga... dice l'Europa. Ma ...
di Guido Picchetti
http://www.siciliaonline.it/...trivellazioni-offshore-chi-inquina-paga-dice-leuropa-ma
su www.siciliaonline.it

L'Ansa ha diffuso un comunicato sulle trivellazioni petrolifere off-shore, secondo cui la Commissione Europea presenterà un nuovo regolamento, basato sul principio “chi inquina paga” da applicare alle società proprietarie delle piattaforme petrolifere. Breve e succinto com'è, lo riporto integralmente qui a seguire: In arrivo da Bruxelles importanti novità sul fronte delle norme per la sicurezza degli impianti petroliferi offshore, a oltre un anno dal disastro del Golfo del Messico. Giovedì prossimo infatti la Commissione europea presenterà un nuovo regolamento, basato sul principio chi inquina paga, che sarà applicato anche alle società proprietarie delle piattaforme petrolifere in mare. Grazie alle nuove norme comunitarie le aziende che operano nell'Ue saranno responsabili dei danni provocati dai loro impianti petroliferi offshore entro un limite di 370 km dalla costa... [segue]
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Condiviso su FB da Sicilia On Line, e da Barbara Gangravè.
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Stesso articolo
su "Pantelleria Internet Com - News n° 8400" del 28/10/2011 con il titolo "Trivellazioni offshore. Chi paga... dice l'Europa. Ma a controllare (e prevenire...) saranno authority nazionali"
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Post di Domenico Salamone su Bacheca di FB di Sicilia On Line

Che incomincino a pagare. Hanno rovinato la Sicilia...
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Post di Filippo Harley Foti · Università degli Studi di Perugia sulla pagina web di Sicilia on Line

Non credo proprio che il nostro paese sia attrezzato per fare fronte ad una emergenza del genere. E lo dico conoscendo il problema, che traduco nel mio sito web www.profumodimare.forumfree.it e per "non" notizie, assicuranti e formali, fornite dal Ministero dell'Ambiente e da informazioni su Capitanerie di Porto - Guardia Costiera - che non è per nulla investita formalmente di tale emergenza.
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Norme piu' severe per trivellare i nostri mari
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/norme-piu-severe-per-trivellare-i.html

su Dorsogna BlogSpot

Tuesday, October 25, 2011. E' tutto da verificare, tutto da capire, ma questo è' quello che mi manda Nunzio Di Lauro da Trani: un comunicato ANSA su nuove regole Europee che aiuteranno a combattere le trivelle in mare (vedi il post seguente su questa stessa pagina web, ndr). Le aziende diventano responsabili dei loro pozzi fino a 370 km da riva. Quindi, se inquinano, pagano. E prima di trivellare devono mostrare di avere i soldi per ripulire. Sennò ciao! La parte più bella dell'ANSA è qui: "Un'autorità nazionale indipendente avrà il compito di verificare che le imprese siano in possesso dei fondi necessari in caso di bisogno, mentre un'altra autorità nazionale distinta sarà incaricata di valutare le condizioni di sicurezza, caso per caso. ''L'obiettivo - spiegano fonti comunitarie - è quello della sicurezza ambientale, facendo prevenzione per evitare un disastro, come è avvenuto nel Golfo del Messico, e rendendo le aziende responsabili. Questo vuol dire che le microsocietà che vogliono venire a trivellare in Italia con capitali sociali ridicoli possono fare le valigie. Non è la fine, non è la vittoria, ma è un passo avanti e io credo che questa sia anche una piccola vittoria di noi tutti, dall'Abruzzo, alla Sicilia, alla Basilicata, alla Puglia, al Veneto. Sono contenta. Continuiamo a riprenderci il nostro mare, la nostra terra. Ad majora.
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Commento del sottoscritto a margine del post

La notizia dell'Ansa è stata prontamente ripresa e commentata da Maria Rita D'Orsogna sul suo Blog. Ed è anche al suo impegno personale su questi problemi manifestato in questi ultimi anni che si devono certi risultati che via via si stanno raggiungendo a vario livello...
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Condiviso su FB da Giò Nastasi

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Post di Giò Nastasi

Norme più severe per NON trivellare i nostri mari!
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Ambiente: Commissione, aziende pagheranno danni pozzi offshore. Principio responsabilità sarà esteso a 370 km dalla costa
http://www.ansa.it/.../istituzioni/2011/10/24/visualizza_new.html_667896618.html 
su www.ansa.it

(ANSA) - BRUXELLES, 24 OTT - In arrivo da Bruxelles importanti novità sul fronte delle norme per la sicurezza degli impianti petroliferi offshore, ad oltre un anno dal disastro del Golfo del Messico. Giovedì prossimo infatti la Commissione europea presenterà un nuovo regolamento, basato sul principio ''chi inquina paga'', che sarà applicato anche alle società proprietarie delle piattaforme petrolifere in mare. Grazie alle nuove norme comunitarie le aziende che operano nell'Ue saranno responsabili dei danni provocati dai loro impianti petroliferi offshore entro un limite di 370 km dalla costa e non più solo entro le 12 miglia, come prevede la legge attuale. In questo modo verranno coperti tutti i pozzi offshore esistenti, inclusi i 123 che risultano operativi in Italia. ''Se si dovesse verificare un incidente - riferiscono fonti comunitarie - le aziende dovranno pagare i danni e la bonifica ambientale''. Un'autorità nazionale indipendente avrà il compito di verificare che le imprese siano in possesso dei fondi necessari in caso di bisogno, mentre un'altra autorità nazionale distinta sarà incaricata di valutare le condizioni di sicurezza, caso per caso. ''L'obiettivo - spiegano fondi comunitarie - è quello della sicurezza ambientale, facendo prevenzione per evitare un disastro, come e' avvenuto nel Golfo del Messico, e rendendo le aziende responsabili''. (ANSA)
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Commento del sottoscritto a margine del post
Che l'Unione Europea si stia svegliando ? E' quanto si può pensare dopo questa notizia dell'Ansa, secondo la quale la Commissione europea presenterà un nuovo regolamento, basato sul principio ''chi inquina paga'', che sarà applicato anche alle società proprietarie delle piattaforme petrolifere in mare. Un'autorità nazionale indipendente avrà il compito di verificare che le imprese siano in possesso dei fondi necessari in caso di bisogno, mentre un'altra autorità nazionale distinta sarà incaricata di valutare le condizioni di sicurezza, caso per caso. Speriamo bene, se sono rose fioriranno. A meno che il tutto non diventi nel nostro Paese il solito "poltronificio" all'italiana...
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Post di Filippo Harley Foti

‎...Speriamo che siano rose che fioriscono e non mere "annunciazioni" propagandistiche...
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Dalla mia Bacheca su FB del 25/10/11

Dopo l'ultimo episodio in Nuova Zelanda. Marea nera: e se capitasse in Italia? «Siamo pronti all'emergenza». Tra i più attrezzati nel Mediterraneo a fronteggiare un disastro ambientale nautico
di Manuela Campanelli
http://www.corriere.it/.../marea-nera-italia-campanelli_dd994a08-fe14-11e0-bb8b-fd7e32debc75.shtml

su www.corriere.it http://www.corriere.it


MILANO - Continua la pioggia di drammatici bollettini sui danni causati dalla portacontainer Rena, incagliata su una barriera corallina al largo della Nuova Zelanda: 300 tonnellate di carburante sono finora finiti in mare assieme a 88 dei 1.360 container, il petrolio ha già contaminato 60 chilometri di costa e ben 1.300 uccelli sono morti per non parlare dei pinguini blu (120 ricoperti di petrolio stato ripuliti), delle balene e dei delfini blu. Di fronte a un tale disastro ecologico una domanda viene spontanea: e se tutto questo fosse capitato nel Mediterraneo, o peggio nelle nostre acque territoriali, come si sarebbe provveduto? DA NOI - «Sarebbe scattata immediatamente un’emergenza adeguata per l’inquinamento marino da navi che ha una sua ben conosciuta tipologia e si sarebbe attivata una competente organizzazione che coinvolge il ministero dell’Ambiente, il consorzio Castalia - che mette a disposizione rimorchiatori disinquinanti per la rimozione meccanica del carburante sversato - nonché i comandanti delle Capitanerie di porto e ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Davvero bello,si fa per dire, quest'articolo del "Corriere della Sera" di ieri. E' uno di quelli cui si riferisce Maria Rita D'Orsogna nel suo ultimo pezzo sul suo blog. E' firmato da Manuela Campanelli, la quale, riferendosi all'incidente della Rena in Nuova Zelanda e agli immani danni causati, afferma che da noi tali danni non ci sarebbero stati in quanto "si sarebbe attivata una competente organizzazione che coinvolge il ministero dell’Ambiente, il consorzio Castalia - che mette a disposizione rimorchiatori disinquinanti per la rimozione meccanica del carburante sversato - nonché i comandanti delle Capitanerie di Porto e tutta la Guardia Costiera". E, come dice il comandante Vittorio Alessandro, capitano di vascello e capo del Reparto ambientale marino (Ram) delle Capitanerie di porto presso il ministero dell’Ambiente, "L’Italia è silenziosa ma competente nell’attività di disinquinamento. Il nostro è un sistema di soccorso eccellente, apprezzato anche dalle altre nazioni che si affacciano sul Mediterraneo ed esportato in più occasioni". Belle parole, ma che purtroppo, come denuncia chiaramente Maria Rita, non corrispondono assolutamente al vero. Solo sull'Italia silenziosa si può concordare, riferendoci però al silenzio che circonda la corsa all'oro nero in fieri su tutto il territorio nazionale, in terra e in mare. Comunque non c'è da preoccuparsi. "Va tutto ben, Madama la Marchesa", lo dice il "Corrierone"...
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I commenti sulla pagina web dell'articolo in questione
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24.10|14:49 - sebagabriele - A parole
Come in tutto, siamo i migliori
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24.10|15:23 - lollo08 - Ma chi ci crede?
Siamo i migliori per stanziare fondi ed impegnare risorse a vuoto... Se capitasse un disastro ambientale vorrei proprio vedere se la macchina che dicono sia stata preparata esiste realmente e riesce a mettersi in moto. Ad oggi la storia ci dice altro, in Italia non riese a gestire la quotidianità di un ufficio postale, figuratevi le emergenze.
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24.10|15:58 - sud80ba - Anche con i tagli?

Ma l'Italia continuerà ad essere pronta e attrezzata anche in futuro? è meglio non diffondere queste notizie, perchè c'è il rischio che il settore diventi oggetto di taglio da parte del ministero dell'economia! Ultimamente si è proceduto a tagliare tutto il meglio che aveva il nostro Paese e non mi sorprenderebbe se anche questa cosa che funziona venisse smantellata!
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24.10|16:01 - Lettore_11540 - Sversamento Porto Torres 2011: non siamo stati pronti!

Purtroppo devo confermare le parole del precedente forumista, a parole siamo i piu' bravi. L'undici gennaio di quest'anno c'e' stato uno sversamento di olio combustibile nelle acque di Porto Torres (Sassari), inquinamento che ha coinvolto coste di pregio turistico ed ambientale (l'inquinante è spiaggiato anche sulle coste di Stintino, sino al parco dell'Asinara.) In una interrogazione parlamentare sul caso il ministro Presigiacomo ha riferito di un evento di lieve entità e immediatamente segnalato. http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/58148.  Le parole del ministro sono state clamorosamente smentite da immagini satellitari che collocavano l'incidente almeno 6 ore prima rispetto a quello da lei riferito. http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/02/02/visualizza_new.html_1612622920.html?idPhoto=1. Lasso di tempo in cui si poteva agire efficacemente per arginare e confinare l'inquinante.
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Marea nera: e se capitasse in Italia? E qui si danno pure una risposta: "Siamo pronti all'emergenza".
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/le-brillanti-idee-delle-prestigiacomo.html

su Dorsogna BlogSpot


Il criminale sversamento di prodotti derivati da idrocarburi e di catrame colpisce una delle aree più importanti nel Mediterraneo. La Calabria, come d'altronde le altre regioni italiane, non ha i mezzi e gli strumenti idonei che sarebbero necessari per affrontare una simile situazione. (Lo dice Silvio Greco, assessore all'ambiente per la Calabria, 2009, in merito a sversamenti in mare di idrocarburi. E cita: 2005: 500 sversamenti di petrolio nei mari italiani; 2006: 800 sversamenti di petrolio nei mari italiani; 2007: 500 sversamenti di petrolio nei mari italiani. Nessuno è stato arrestato o processato, ndr). Invece di decidere di adottare misure serie di prevenzione dell'inquinamento marino, ecco come passa il tempo Stefania Prestigiacomo. Sul sito del Ministero dell'Ambiente infatti c'è una importante iniziativa che comincia con la domanda: Cosa accadrebbe nell'alto Tirreno se una grande nave cisterna piena di petrolio prendesse fuoco e rilasciasse in mare una grande quantità del proprio carico inquinante in mare? Ma che ci vuole ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ce lo racconta Maria Rita D'Orsogna sul suo blog. Ecco come passa il tempo Stefania Prestigiacomo invece di decidere di adottare misure serie di prevenzione dell'inquinamento marino lungo le nostre coste, Si pone la domanda "Cosa accadrebbe nell'alto Tirreno se una grande nave cisterna piena di petrolio prendesse fuoco e rilasciasse in mare una grande quantità del proprio carico inquinante in mare?", e avvia un'importante esercitazione assieme alla Francia e alla Spagna, coinvolgendo la Marina Militare, la Prefettura, i Vigili del Fuoco, il 118, tutti gli operatori portuali, gli enti territoriali e quelli scientifici, 18 mezzi aerei e navali. In poche parole tutto quello che abbiamo. Ma che ci vuole un esercitazione per capirlo? E secondo lei cosa dovrebbe succedere: un disastro, come sempre! Ma, si dice, così saremmo pronti all'emergenza ... Che balle !!!, Se vogliamo proteggere per davvero il Mediterraneo, decidiamo di vietare le trivelle a centinaia di chilometri da riva, magari chiudiamo l'Adriatico tutto alle trivellazioni e facciamo piuttosto esercitazioni su cosa fare se scoppia uno dei tanti pozzi di petrolio programmati per la Sicilia e per lo Ionio... Leggetevi il pezzo, ne vale la pena...
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Elemento condiviso da Giò Nastasi

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I nuovi voli in continuità territoriale dal 24 Marzo 2012
di Marco Fragonara
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7511
su Pantelleria Internet Com

News 8383, Pantelleria 25/10/2011. Poiché abbiamo appreso da alcuni concittadini, che non sono stati correttamente informati sulla programmazione dei nuovi voli in continuità territoriale, che saranno operati dal 25 marzo 2012, sembra opportuno ribadire quanto è stato approvato a Palermo in 13 luglio scorso, in sede di Conferenza di Servizi. La nuova gara, prevista nei prossimi mesi, fa seguito a una precedente, andata deserta. L’Enac si era così vista costretta ad assegnare il servizio, ancora in proroga, all’attuale vettore esercente sino al 24 marzo 2012. Le nuove disposizioni prevedono che, per quanto riguarda i voli/ destinazioni/
frequenze/ aeromobili, siano 3 i collegamenti giornalieri di andata e ritorno per Trapani, per tutto l’anno, da operarsi con aeromobile non inferiore a 44 posti. A questi si aggiungono 2 collegamenti giornalieri di andata e ritorno per Palermo, per tutto l’anno, da operarsi con aeromobile non inferiore a 44 posti e 1 collegamento giornaliero di andata e ritorno per Palermo, nel periodo che va dal 1 giugno al 30 settembre, da operarsi con aeromobile non inferiore a 68 posti. Le tariffe da e per Trapani, in favore dei passeggeri residenti, sarà pari a € 18 (contro le attuali € 22), mentre la tariffa da e per Trapani, in favore dei passeggeri non residenti, sarà pari ad € 27 (contro le attuali € 29). La tariffa da e per Palermo, in favore dei passeggeri residenti, sarà pari a € 26 (contro le attuali € 31), mentre la tariffa da e per Palermo, in favore dei passeggeri non residenti, sarà pari ad € 38 (contro le attuali € 40). Ovvio che a queste tariffe devono essere aggiunte le consuete tasse, che ad oggi non subiscono variazioni. Per quanto riguarda gli orari: ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Le risposte alle domande di chiarimento che qualche giorno fa avevamo avanzato proprio da questa bacheca di FB in merito ai termini del nuovo accordo stipulato con la Meridiana per i cosiddetti voli a "tratta sociale" da Pantelleria per Trapani e Palermo, sia per i tempi di proroga fino al 24 Marzo 2012, sia per i mesi seguenti, ora ci sono. E possiamo leggerle oggi nel comunicato di Marco Fragonara, portavoce del Sindaco, pubblicato nelle News odierne di Pantelleria Internet Com, che integralmente riporto in una delle mie note su FB, affinchè alla bisogna possa essere facilmente da tutti consultato. Questo il link a detta nota: http://www.facebook.com/note.php?note_id=299633716715117.
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Paestum (Sa). La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico giunge alla XIV edizione
di Martina Calogero
http://www.archeorivista.it/...-borsa-mediterranea-del-turismo-archeologico-giunge-alla-xiv-edizione/

su Archeo Rivista

Dal 17 al 20 novembre 2011, a Paestum, ospitata dal Centro Espositivo Ariston, la quattordicesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, realizzata e promossa dalla Regione Campania e dalla Provincia di Salerno con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero del Turismo, con il sostegno dell’UNESCO, dell’OMT e dell’ICCROM e in collaborazione con l’Enit. Obiettivo dell’iniziativa è sostenere i siti e le destinazioni di interesse archeologico, incoraggiare la commercializzazione, collaborare alla destagionalizzazione e incrementare le possibilità economiche e i posti di lavoro. Unico evento al mondo che permette un confronto tra il settore dei Beni culturali e il mondo professionale, con gli addetti ai lavori, con gli appassionati, con i viaggiatori e con il mondo scolastico, attraverso un Salone espositivo dedicato all’archeologia e la prima esposizione internazionale di tecnologie virtuali che si propongono di sostenere la commercializzazione di specifici prodotti turistici e presentare argomenti inerenti alla valorizzazione, alla fruizione e alla tutela dei Beni culturali e alla collaborazione tra i popoli. Il programma 2011 propone ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ne ho avuto appena notizia. E' un'iniziativa che può interessare molto anche molti appassionati alle attività subacquee. E' in programma dal 17 al 20 novembre 2011 a Paestum (Salerno). Avremo modo comunque di riparlarne.
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Dalla mia Bacheca su FB del 24/10/11

I Moratti a trivellare in Sardegna
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/i-moratti-trivellare-in-sardegna.html
su Dorsogna BlogSpot

Sunday, October 23, 2011. Siccome ai Moratti non basta essersi ingoiati le speranze e i sogni di Sarroch, con la sua raffineria Saras che ha di fatto impedito a qualsiasi altra attività sana di svilupparsi sul territorio, ora ci riprovano, questa volta con le trivelle su terraferma. In questi giorni infatti la Saras si prepara a trivellare in provincia di Oristano, fra i campi di fragole di locailità Arborea. Hanno già fatto le esplorazioni sismiche, sono contenti di quello che c'è sottoterra e cosi ora partono con il progetto "Eleonora" che include dei pozzi esplorativi. La tattica è sempre la stessa - del divide ed impera: prima facciamo innocenti esplorazioni sismiche, e poi facciamo altrettanto innocenti pozzi esplorativi e poi che abbiamo fatto tutto, come facciamo a non fare i pozzi permanenti? Come facciamo a non fare oleodotti? Come facciamo a non fare raffinerie, che quasi sempre sono indispensabili vicino ai luoghi estrattivi? Il progetto Eleonora comprende una area di circa 440 chilometri quadrati che riguarda i territori di Oristano, Cabras, Riola Sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Tramatza, Solarussa, Siamaggiore, Arborea, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Terralba, San Nicolò Arcidano, Uras, Mogoro e, in provincia del Medio Campidano, Guspini. E poco importa ai Moratti che li ci siano campi di fragole che non hanno niente a che vedere con le trivelle ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Date un'occhiata alla mappa del Golfo di Oristano pubblicata a lato del post di Maria Rita D'Orsogna, con la concessione di 400 kmq interessata dal progetto di trivellazioni "Eleonora" della Seras che, terminate le esplorazioni sismiche, da ora inizio  alla fase dei pozzi esplorativi, (che diverranno poi permanenti, seguiti da oleodotti e raffinerie...). Il tutto in mezzo a campi di fragole, dopo che l'assessore all'ambiente e le autorità della provincia di Oristano nel 2010 autorizzarono le esplorazioni ritenendo che "il territorio non corresse alcun pericolo ambientale dall’attività di ricerca della Saras", e che, nonostante nell’area che delimita il permesso minerario siano presenti diversi vincoli idrogeologici e forestali, non fosse necessario rilasciare alcuna autorizzazione "in quanto i lavori previsti non modificano lo stato dei luoghi" !!!

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Fusione fredda. Per i ricercatori italiani Focardi e Rossi: “È una realtà”
di Paolo Cappelli
http://www.italiamagazineonline.it/archives/6193/fusione-fredda-focardi-rossi

su Italia Magazine online it
 

Nel 1989, i due scienziati Fleishman e Pons annunciano di essere riusciti a riprodurre in laboratorio la reazione detta di “fusione fredda”, ma la dichiarazione non trovò riscontro nell’ampia comunità internazionale della fisica teorica perché il processo non produceva l’emissione di particelle previste dalla teoria (nel caso specifico neutroni, emessi dalla fusione di 2 atomi di deuterio, che è un isotopo dell’idrogeno). Successivamente, però, le condizioni dell’esperimento originale dei due scopritori furono correttamente riprodotte pochi anni dopo da due scienziati nostrani, i Professori Emilio del Giudice e Giuliano Preparata, i quali non solo dimostrarono la realtà del fenomeno con l’esperimento, ma fornirono anche un nuovo modello teorico che dà spiegazione di alcuni fenomeni che non erano comprensibili, almeno fino a 10 anni prima, con la teoria delle forze nucleari. Per amore di chiarezza, diciamo che la fusione fredda è il processo nucleare (pulito) che alimenta il Sole e le stelle e si verifica nel momento in cui si uniscono due atomi leggeri, uno di deuterio e uno di trizio (che sono isotopi dell’idrogeno) in uno più pesante. Poiché l’atomo risultante dalla reazione ha una massa inferiore alla somma delle masse dei due isotopi, si deve per forza liberare una certa quantità di energia (parecchia). Recentemente, Andrea Rossi, un filosofo milanese, laureatosi in ingegneria chimica negli Stati Uniti, ha riproposto ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Sperare non è peccato... Ma certo, per gioire e confidare in un futuro migliore grazie a questa scoperta, occorre aspettare che sulla sua validità ci siano le conferme ufficiale del mondo scientifico; e soprattutto che dalle anticipazioni giornalistiche si passi ai risultati dei primi tentativi di utilizzazione pratica e anche di commercializzazione, che, se positivi, con la velocità con cui viaggia oggi l'informazione, non dovrebbero tardare ad arrivare.. Grazie comunque a Luca Siragusa per la segnalazione.


Dalla mia Bacheca su FB del 22/10/11

Una firma per la Basilicata
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/08/una-firma-per-la-basilicata.html
su Dorsogna BlogSpot


Friday, October 21, 2011 - Dall'Organizzazione Lucana Ambientalista: firma qui per una moratoria delle attività estrattive in Basilicata e una legge regionali che abbassi i limiti di emissione degli inquinanti http://camper.olambientalista.it/?page_id=259 (basta un minuto e un documento di identità, ndr.). Sono convinta che se non ci fosse stato l'esempio petrolifero della Basilicata a mostrare al resto d'Italia cosa significa - nei fatti - avere trivelle, pozzi di petrolio, centri oli ed oleodotti in casa, non saremmo mai riusciti ad ottenere cosi tante vittorie contro l'ENI, la Mediterranean Oil and Gas, la Po Valley. Da Ortona fino a Lecco e' sempre stato motivo di riflessione e di scandalo sentire le storie di idrocarburi nel miele, carpe morte nei laghi, sorgenti d'acqua chiuse per inquinamento petrolifero, monnezza nei campi, limiti di emission di cancerogeni sfondati un giorno si e uno no, pozzi dietro l'ospedale, trivelle nei parchi, puzza di idrogeno solforato, emigrazione e tumori alle stelle. Nemmeno l'ENI o i politici corrotti, nonostante tutte le loro luccicanti conferenze e i loro tentativi di far finta di niente, possono negare l'evidenza di quanta morte e distruzione abbiano portato, perchè è lhttp://dorsogna.blogspot.com/2011/10/i-moratti-trivellare-in-sardegna.htmldi tutti. E allora tutti dobbiamo sentirci un pochino nel dovere di fare qualcosa per i lucani e di ricordare, quando le battaglie locali sono finite ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Dall'Organizzazione Lucana Ambientalista: firma qui per una moratoria delle attività estrattive in Basilicata e una legge regionali che abbassi i limiti di emissione degli inquinanti. Basta un minuto e un documento di identità. Questo il link dov'è la petizione da firmare: http://camper.olambientalista.it/?page_id=259. Grazie Maria Rita...
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Post di Maria Ghelia
Firmata.
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Dalla mia Bacheca su FB del 21/10/11

Pantelleria, i voli della tratta sociale. Proroghe vecchie e nuovi accordi
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7491
su Pantelleria Internet - News dall'Isola

News 8363, Pantelleria 20/10/2011 - Il sito web "Trasporti Italia Com" riferisce che Meridiana Fly ha accettato di prorogare fino al 24 marzo 2012 i collegamenti in regime di oneri di servizio pubblico tra le principali città della Sicilia e le sue isole minori. Lo rende noto l’Enac, specificando che la proroga, che garantisce la mobilità anche nella stagione invernale per tutti i cittadini che necessitano di viaggiare da e per Pantelleria e Lampedusa, terminerà il 24 marzo 2012 in quanto dal giorno successivo, 25 marzo 2012, decorrerà il nuovo regime di continuità territoriale deliberato dalla Conferenza di servizi conclusasi nel mese di luglio scorso. In tale occasione furono rivisti sia l’operativo dei voli sia la compensazione da corrispondere al vettore al fine di rendere questi aspetti maggiormente aderenti alle effettive esigenze di traffico, In considerazione poi ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Sono passati quattro giorni da quando il mio post su FB del 17/u.s. è stato pubblicato in pari data su "Sicilia On Line". Oggi esce anche sul quotidiano "Pantelleria Internet Com". Ma ancora senza risposta alcuna sono quei chiarimenti finali che richiedevo a chi di dovere in merito a certi accordi presi per i voli post 24 Marzo 2012 (termine della proroga), dei quali avremmo tutti pur diritto di conoscere i termini ... Credete che arriveranno ?
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Post di Maria Ghelia

Chissà.... i tempi sono scanditi su orologi diversi!
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Ad Aida Mancuso e Maria Ghelia piace questo elemento.
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Lo squalo? Un «pescione» da proteggere. Ami anti-ferite e sensori sulle reti per intervenire in caso di catture accidentali. Al via nei mari italiani il progetto Sharklife, il più grande mai realizzato in Europa per la loro salvaguardia
www.corriere.it/animali/...squali-mediterraneo-sharklife_a75566d8-fafa-11e0-b6b2-0c72eeeb0c77.shtml

su Il Corriere della Sera

ROMA - S.O.S. squali: già, perché i pescecani – al di là dell'immaginario filmico e dei recenti attacchi nel Mar Rosso che hanno terrorizzato i bagnanti – sono vitali per l'ecosistema marino. I predatori, all'apice della catena alimentare, contribuiscono infatti a mantenere in equilibrio l’habitat subacqueo. Motivo in più per preservarli dal pericolo di estinzione: l’ultimo rapporto Iucn (Unione mondiale per la conservazione della natura) del 2007 rivela che nel Mediterraneo è a rischio il 42% delle 71 specie valutate. La minaccia numero uno è la pesca, sia in ambito professionale sia sportivo. GLI ATTACCHI SONO RARI - Per sensibilizzare opinione pubblica e operatori del settore, in occasione della Settimana europea degli squali, prende il via il progetto SharkLife, promosso dalla Ue con Cts (www.cts.it) e un panel di enti e associazioni. Tra le numerose iniziative, si punta sull’informazione: «Negli ultimi 100 anni, si sono verificati meno di 20 attacchi – ricorda Simona Clò, biologa marina e responsabile del settore Conservazione natura del Cts –. Quelli fatali sono dovuti ai denti degli squali, molto affilati, che provocano ferite difficilmente curabili». Altra osservazione ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Parte la campagna europea in difesa dello squalo. Un'Iniziativa fuor di dubbio encomiabile, che punta alla riabilitazione di questa specie massacrata di nome e di fatto, essenziale all'equilibrio dell'ambiente naturale marino. Ma quando partirà la campagna europea di informazione sui danni che certe compagnie petrolifere, con istinti predatori ben più innaturali, procurano con le loro iniziative all'ambiente marino, quello stesso ambiente dalle cui condizioni di salute dipendono non solo gli squali, ma tutte le altre specie che vivono nel mare e non solo, uomo compreso ?
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Post di Maria Ghelia

Condiviso!!!
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Post di Roberto Mamone

Mi piace, ma perchè si parla sempre di squali in maniera così generica, come se fossero un'unica specie? Questo non aiuta a comprendere come meglio gestire le risorse.
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Post di Maria Ghelia
Hai ragione Roberto, ma penso che per la maggioranza della gente che di mare non se ne intende "squalo" sortisce l'effetto. Certo meglio sarebbe un po' più di informazione.
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Elemento condiviso da Raniero Rossi Marcelli.
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A
Roberto Mamone, Roberto Frigerio, Pro Natura Mare Nostrum, Aida Mancuso (Università degli Studi di Napoli Federico II), Carmelo Nicoloso, Maurizio Raffaele (Università di Napoli "Federico II"), Daniele Castrucci (ITN M. Colonna), e Filippo Harley Foti (Università degli Studi di Perugia) piace questo elemento.


 

- Dall'11 al 20 Ottobre 2011

Dalla mia Bacheca su FB del 20/10/11

Daniel Beltrá named Veolia Environnement wildlife photographer of the year
http://www.guardian.co.uk/.../19/wildlife-photographer-of-the-year-wildlife?CMP=twt_fd&fb=native

su www.guardian.co.uk

Wednesday 19 October 2011. Spanish photographer Daniel Beltrá has won the 2011 Veolia Environnement wildlife photographer of the year award for his image Still life in oil, a striking shot of eight brown pelicans rescued from the Deepwater Horizon oil spill in the Gulf of Mexico in June 2010. The winning images will be featured in an international exhibition beginning at the Natural History Museum, London, on Friday 21 October.

Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year : BP Deeepwater oil spill affects pelicans

Beltrá ha catturato quest'immagine in un ambulatorio veterinario temporaneo a Fort Jackson, Louisiana, dove venivano curati gli uccelli incappati nella marea nera. "Il petrolio greggio scivola fuori dalle piume dei pellicani bruni recuperati, trasformando i teli bianchi bianchi su cui sono appollaiati in un pasticcio appiccicoso e puzzolente. I pellicani stanno attraversando la prima fase di pulizia. Su di essi è già stato spruzzato un olio leggero capace di rompere i pesanti strati di grezzo intrappolati nel loro piumaggio" ha spiegato. Il Presidente della giuria, Mark Carwardine, ha descritto l'immagine come "un forte messaggio per la tutela ambientale, che unisce perfezione tecnica e senso artistico. La pura semplicità di questa immagine così forte, la rende la tempo stesso davvero bella e scioccante".
Photographer: Daniel Beltra/Greenpeace.(traduzione libera del sottoscritto dall'inglese)

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Commento del sottoscritto a margine del post

Ricevo questa bella immagine da Alessandro Giannì di Greepeace Italia che ringrazio. Una foto indubbiamente straordinaria, che ritrae una "corona" di pellicani bruni imbrattati dal petrolio della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico lo scorso anno. Scattata dal fotografo di Greenpeace Daniel Beltra, la foto ha vinto il "Veolia Environment Wildlife Photographer of the Year". La parte curiosa della notizia, mi dice Giannì, è che lo sponsor del premio, Veolia, non è che sia proprio immune da critiche ambientali e pare che sia la prima volta che questo premio (assai prestigioso: le foto vanno al British Museum/Natural Hystory) viene assegnato proprio ad una foto di denuncia di "crimini" ambientali. La foto è molto bella, e, aggiunge Giannì, "... sono certo che Daniel avrebbe preferito non doverla mai fare". Ed è proprio quel che pensiamo in tanti...
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Palermo, Mantenimento Corridoio 1. Leontini: “Successo strategico per la Sicilia e per il territorio
http://www.radiortm.it/2011/10/19/...-e-per-il-territorio-ibleo-%E2%80%9D/
su www.radiortm.it


“Il vecchio tracciato del Corridoio 1 è rimasto in vigore. La Sicilia rimane nella rete primaria. In relazione al piano preliminare delle reti di trasporto della Grande Europa, il mantenimento del Corridoio 1, Helsinki – Malta, che arriverà fino a Palermo, attraversando Messina e Catania, riveste un successo strategico per la Sicilia”. Lo afferma il Capogruppo del Pdl all’Ars On. Innocenzo Leontini. “Grazie ai dati forniti dal governo italiano, il tracciato pur modificato è stato mantenuto e comprende non solo le tre aree metropolitane Messina-Catania-Palermo, ma anche la possibilità di un collegamento portuale Malta-Augusta-Pozzallo che potrà influire positivamente per l’economia dell’intera zona iblea. Nonostante le inadempienze della Regione siciliana siano già state giudicate pesantemente a livello europeo, nonostante il mancato utilizzo di una quota enorme dei fondi europei precedenti destinati alla regione siciliana, i finanziamenti ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Altra notizia che conferma il mantenimento del Corridoio 1, Helsinki – Malta, fino a Palermo, attraversando Messina e Catania, anche con la possibilità di un collegamento portuale Malta-Augusta-Pozzallo che potrà influire positivamente per l’economia dell’intera zona iblea. Neppure una parola invece sul Ponte sullo Stretto, che sembra ancora rifiutato da molti siciliani, in una inconscia aspirazione ad un isolazionismo a mio giudizio decisamente anacronistica, per tempi come gli attuali dominati dal mercato globale.
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Post di Filippo Harley Foti
Finalmente scopro come la pensi sul ponte e pur se naturalista, condivido al cento x cento :-)
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Dalla mia Bacheca su FB del 19/10/11

A Nicola Argirò presidente della quarta commissione d'Abruzzo. "Ronald Brown e il rischio Vajont", dall'International Oil Letter, 23, 20 Agosto 2007
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/nicola-argiro-presidente-della-quarta.html

su dorsogna.blogspot.com  

Tuesday, October 18, 2011. Il giorno 20 ottobre 2011 si riunirà a Bomba la quarta comissione del consiglio regionale per l'industria, il commercio ed il turismo, presieduta da Nicola Argirò per discutere di "aspetti e problematiche" legate alla coltivazione di idrocarburi secondo il progetto Monte Pallano dell'americana Forest Oil Corporation. Bomba sorge su un terreno idrogeologicamente fragile, soggetto a frane, smottamenti, e subsidenza naturale e ospita già una delicata diga costruita in terrabattuta invece che in cemento a causa della sua estrema vulnerabilità. Il progetto della Forest Oil prevede la creazione di almeno cinque pozzi di idrocarburi e la costruzione di una raffineria-desolforatore, del tutto simile al centro oli di Ortona. Pare allora opportuno ricordare a Nicola Argirò e all'intera commissione quanto affermato dagli stessi petrolieri nella rivista "International Oil Letter", volume 23, 20 Agosto 2007: "That gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba lake and there is a landslide risk in the mountainous area" (Quella riserva di gas/condensato non è stata sfruttata perchè giace sotto il lago di Bomba e sussiste un rischio di smottamenti in quella zona montagnosa). Lo stesso concetto è stato ribadito più e più volte, da geologi abruzzesi non al soldo della Forest Oil e finanche da Ronald Brown, un esponente della Forest Oil International: Bomba è a rischio Vajont ed è pericoloso trivellarla, quali che siano gli strumenti di prevenzione. E' importante anche ricordare ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Leggete cosa dice sul suo Blog Maria Rita d'Orsogna a proposito di un nuovo impianto di estrazione di idrocarburi, con 5 pozzi di estrazione e una raffineria, che la società americana Forest Oil Corporation progetta di avviare pochi chilometri a nord del Lago di Bomba, un lago artificiale chiuso da una diga costruita in terra battuta invece che in cemento proprio a causa della estrema fragilità del terreno, soggetto a frane e smottamenti, e in prossimità, tra l'altro,di due zone protette, la Riserva Naturale di Abetina Rossello e dell'Oasi Abetina di Grande nella zona di confine tra Abruzzo e Molise. Possibile che la stampa nazionale non riporti cenno di un progetto simile, che pure ha suscitato un mare di proteste tra le comunità locali e non solo. e che pensi che questi siano problemi che non interessino nessuno ?

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Via libera dell'Unione Europea al corridoio 1. Palermo-Napoli in un baleno
di Rosamaria Gunnella
http://www.opinione.it/articolo.php?arg=1&art=104509
su L'Opinione delle Libertá

Da Napoli alla Sicilia più “velocemente”. Via libera dell'Unione europea al Corridoio 1: il collegamento ferroviario ribattezzato Helsinki-La Valletta (già Berlino-Palermo) varcherà lo Stretto e non si fermerà nel capoluogo campano - come previsto in un primo momento – ma arriverà fino a Palermo, attraversando Messina e Catania e permettendo, così, anche un più agevole collegamento tra le tre grandi città siciliane che, ad oggi, è alquanto penalizzato. Un'importante opera infrastrutturale che avrà il sostegno dell'Ue e sarà inserita nella lista delle opere prioritarie riguardanti il cosiddetto corridoio Mediterraneo che però, al momento, esclude un finanziamento del Ponte sullo Stretto. Una decisione, quella sul Ponte di Messina, motivata dall'impossibilità dell'Ue di erogare stanziamenti, contemporaneamente, per entrambe le opere. La Sicilia e la Calabria che la Ue, lo scorso gennaio, voleva escludere dal progetto otterranno finalmente l'alta velocità ferroviaria, grazie al pressing esercitato dagli euro-parlamentari italiani e anche dalla Regione siciliana. Inizialmente, infatti, ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Via libera dell'Unione Europea al Corridoio 1 da Napoli a Palermo in un baleno, via Messina/Catania, ma senza il ponte sullo Stretto di Messina. Un baleno, tanto per dire, visto che le carrozze ferroviarie dell'Alta Velocità, sui traghetti difficilmente potranno correre, ma almeno non andranno a Malta con nave, passando per Bari, come si era paventato nei mesi scorsi...
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Post di Giuseppe Galiano

Tutto bene, niente da eccepire, tranne il fatto che il ponte è opera necessaria e qualcuno la farà. I cinesi? Una piccola chiosa, comunque: ma chi è quel cretino che avrebbe voluto il traghettamento da Bari a Malta? Ma conosce la geografia?
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Post di Guido Picchetti

E' l'UE !!! Il Sole 24 Ore il 16/07/11 ha pubblicato l'articolo di cui tu riporto qui l'inizio e a seguire l'url. "Cambia la geografia europea delle grandi infrastrutture e Bruxelles cancella il Ponte sullo Stretto. Nella proposta di bilancio «Europa 2020», inviata dalla Commissione Ue il 29 giugno. [...omissis...] L'ex Corridoio 1 Berlino-Palermo, che ora diventa Corridoio 5 Helsinki-Valletta, a Napoli vira verso Bari anziché scendere in Calabria e poi inglobare il Ponte e arrivare a Palermo, come è stato negli ultimi dieci anni. Da Napoli e da Bari si dovrebbe poi organizzare un servizio di navi traghetto di collegamento con Malta, una soluzione quanto meno originale che conferma una precisa volontà di Bruxelles. L'inserimento della Napoli-Bari riflette perfettamente alcune priorità delle Ferrovie italiane, da sempre interessate molto più a questa linea piuttosto che all'asse Salerno-Reggio Calabria, costosisissimo (30 miliardi) e con poco traffico. [...omissis...]"
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-07-16/bruxelles-cancella-ponte-081411.shtml?uuid=AaSehcoD

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A Katia Zichittella e Paolo Ruggieri piace questo elemento


Dalla mia Bacheca su FB del 18/10/11

Marea nera in Nuova Zelanda: la Rena si sta per spezzare
di Nestor Carnevali
http://www.ecoblog.it/post/13383/marea-nera-in-nuova-zelanda-la-rena-si-sta-per-spezzare
su www.ecoblog.it

Martedì 18 ottobre 2011. Il destino della Rena sta tenendo con il fiato sospeso i neozelandesi quanto l’imminente finale del campionato mondiale di Rugby che vedrà impegnati gli All Blacks contro la Francia. La situazione della nave portacontainer, incagliatasi al largo della Nuova Zelanda per un errore umano, potrebbe rapidamente peggiorare. Nonostante le 350 tonnellate di petrolio disperse in mare abbiano già provocato la morte di 1.250 uccelli marini e gravissimi danni nel tratto di mare coinvolto il peggio dovrebbe ancora venire. Il lavoro di svuotamento dei serbatoi è stato reso difficile ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ultimissima di oggi sulla Rena in Nuova Zelanda... e le notizie non sono affatto buone. Secondo quanto riferisce il "New Zealand Herald" gli stessi venti e le onde che impediscono alle squadre di soccorso di liberare la nave dal suo carico (11 dei container trasportano sostanze pericolose) stanno mettendo a dura prova l’integrità strutturale dello scafo già gravemente danneggiato dall’urto con la barriera corallina. E se la nave si spezza, si riverseranno in mare le altre 1000 tonnellate di petrolio ancora presenti delle stive.
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A Luca Gioria, e Filippo Harley Foti piace questo elemento.

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C'era una volta ... a Pantelleria. Il ministro sottomarino
http://www.youtube.com/watch?v=v9vJekKICgo

su www.youtube.com
  

Video caricato da "calalevantelibera" in data 22/set/2011. Non c'è più rispetto in questa isola. I politici fanno quello che vogliono e non rispettano gli altri e la loro salute. Questo video lo dimostra e mostra quello che erano i marinari di una volta e quello che sono gli sfruttatori di oggi.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Dalla Bacheca di Pantelvoice... No comment...
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Post di Roberto Tarli

Pazzesco. Video visto grazie a Giovanni e rivederlo mi mette ancora più rabbia!
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Post di Giovanni Rossi Filangieri

Ormai anche le pantegane vanno per mare
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Post di Giuseppe Galiano

Incredibile, da denuncia. Ma ci stanno ancora Polizia e CC a Pantelleria?
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A
Filippo Harley Foti, Luca Gioria, Giovanni Rossi Filangieri, e Antonio Drosi piace questo elemento


Dalla mia Bacheca su FB del 17/10/11

Lampedusa: Sindaco, con sostituzioni Md 80 Enac segna fine delle Pelagie
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/21:21/4051454
su palermo.repubblica.it 


Palermo, 17 ott.- (Adnkronos) - "Con la decisione di sostituire i super Md 80 con gli Atr, l'Enac ha segnato la fine delle Pelagie. Con un atr 42 non potremo fare rientrare neanche più i nostri morti". E' la denuncia del sindaco di Lampedusa e Linosa, Bernardino De Rubeis. "Le bare dovremo farle rientrare con la nave? Inoltre, i malati non potranno piu' viaggiare e mi riferisco ai barellati; non potranno più viaggiare le merci. Sostituire il super 80 da 154 posti con un Atr da 46 posti significa volere il male della nostra collettività - dice il sindaco - Chiedo aiuto a Silvio Berlusconi che già in passato ha dimostrato la sua volontà ad aiutare queste collettività sempre più bistrattate da chi evidentemente fa solo dei conti economici, non considerando le nostre esigenze che sono di carattere sociale prima che economiche. La Regione Sicilia ha fatto la sua parte, ma l'Enac non ha voluto investire sulla tratta. Noi abbiamo diversi problemi e sono molte le persone che durante la settimana devono raggiungere Lampedusa per motivi di lavoro oltre, a tutti gli isolani che partono per controlli medici di vario tipo".
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Commento del sottoscritto a margine del post

Una delle risposte ai dubbi espressi in merito alle nuove decisioni prese da Meridiana per i collegamenti aerei da Palermo con le isole del Canale arriva da Lampedusa, A Pantelleria invece silenzio assoluto. Il bello, si fa per dire, è che le osservazioni da Lampedusa sono più che giuste, e valgono pari pari anche per Pantelleria... Ma qui nessuno dice nulla e sembra proprio che "tutto va ben madama la marchesa...".
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Ispra Video. Localizzata dalla nave dell'Istituto un'eccezionale specie bioluminescente
http://www.youtube.com/watch?v=MA9I_mJ7pAU

Localizzata dalla nave dell'Istituto un'eccezionale specie bioluminescente. Nel Mediterraneo esiste un corallo nero che si illumina al tocco, una specie che finora era stata segnalata soltanto nell'Oceano Pacifico, attorno ai 700 metri di profondità, lungo la costa californiana. E' infatti la "Savalia lucifica" quella che nei giorni scorsi è stata rinvenuta nelle acque di Capo San Vito, parte ovest della Sicilia, durante una campagna di ricerca effettuata con la nave oceanografica Astrea dell'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Il corallo è stato trovato a una profondità di 270 metri da un sofisticato robot sottomarino e si distingue da specie simili, come la "Savalia savaglia" - il cosiddetto falso corallo nero - non solo per il substrato che parassita (la gorgonia di profondità "Callogorgia verticillata"), ma anche perché si illumina quando viene stimolata dal contatto fisico. La rarissima specie fa parte del gruppo degli zoantidei e non era mai stata segnalata prima nel Mar Mediterraneo. La scoperta è avvenuta nel corso di una campagna di ricerca mirata allo studio delle popolazioni profonde di corallo rosso nell'arcipelago delle Egadi, La scoperta è avvenuta nel corso di una campagna di ricerca mirata allo studio delle popolazioni profonde di corallo rosso nell'arcipelago delle Egadi, finanziata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. A questa campagna hanno partecipato i ricercatori dell'università Politecnica delle Marche, l'Università di Pisa, gli atenei di Napoli "Parthenope" e Bologna ed i ricercatori dell'ISPRA, che hanno condiviso questo ritrovamento.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Questo è appunto il filmato dell'Ispra di cui parlava Maria Ghelia. Consente di vedere la luminescenza dei polipi della "Savalia lucifica", la colonia di antozoi raccolta con il robot sui fondali profondi al largo delle Egadi, allorchè vengono stimolati dai ricercatori nel laboratorio della nave Astrea. Molto probabilmente, però, la luminescenza dei polipi nel suo ambiente naturale viene utilizzata dall'organismo non tanto per difesa, quanto per attrarre nel buio i microrganismi di cui si nutre l'intera colonia.
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A Capo San Vito. Trovato corallo che si illumina al tocco
di Markez
http://trapani.blogsicilia.it/trovato-corallo-che-si-illumina-al-tocco/63732/
su www.blogsicilia.it

14 ottobre 2011 - Nel Mediterraneo esiste un corallo nero che si illumina al tocco, una specie che finora era stata segnalata soltanto nell’Oceano Pacifico, attorno ai 700 metri di profondità, lungo la costa californiana. La scoperta si deve all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che nei giorni scorsi ha rinvenuto il raro corallo nelle acque di Capo San Vito, nel trapanese, durante una campagna di ricerca a bordo di una nave oceanografica. Il corallo, chiamato "Savalia lucifica", è stato trovato a una profondità di 270 metri da un robot sottomarino e si distingue da specie simili, come la "Savalia savaglia", perchè si illumina quando viene stimolato dal contatto fisico. La rarissima specie fa parte del gruppo degli zoantidei e non era mai stata segnalata prima nel Mar Mediterraneo. La scoperta è avvenuta nel corso di una campagna di ricerca finanziata dal ministero dell’Ambiente e mirata allo studio delle popolazioni profonde di corallo rosso nell’arcipelago delle Egadi. Alla campagna hanno partecipato i ricercatori dell’università Politecnica delle Marche, l’Università di Pisa, gli atenei di Napoli ”Parthenope” e Bologna insieme ai ricercatori dell’Ispra.
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un'altra segnalazione dell'ISPRA che conferma l'interesse straordinario dello Stretto di Sicilia e quanto ancora nascondono le sue acque profonde. Il nuovo celenterato, per la prima volta rinvenuto dai ricercatori con un robot a - 270, è simile alla "Savalia savaglia", che i sub chiamano comunemente "corallo nero" dal colore del suo scheletro corneo, ma ha la particolarità di illuminarsi se disturbata, come una specie analoga, la "Savalia lucifica", rinvenuta in Pacifico sui 700 metri di fondo.
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Post di Rosa Linda Testa بحر

Wow!
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Post di Maria Ghelia
Letto, giorni fa, e visto il filmato dell'ispra. E chissà quante cose ancora ci sono in fondo al mare che nessuno immagina.
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Post di Roberto Mamone
Si, ma nel filmato non avete notato che i ricercatori si sono portati via quasi tutta la colonia?
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Post di Guido Picchetti
Purtroppo il riconoscimento di una data specie non può avvenire solo a vista... e certe esigenze della scienza vanno accettate...
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Post di Roberto Mamone
Guido, non c'è bisogno di portarsi via quasi tutta la colonia solo per giocarci come si vede nella parte finale del filmato... Probabilmente è alloctona, ma comunque è rara nei nostri mari e prima di averne studiato il nuovo areale e la densità iniziano a disboscarla??? Nel filmato non si vedono altre colonie nei paraggi...
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Post di Roberto Mamone ‎
@ Guido - Oggi ho consultato "Vita del mare 1" per riconoscere un idrozoo e poi sono andato a controllare su internet se fosse cambiato il nome della specie e ho trovato pari pari la descrizione che c'era sul libro. Tu si che hai seminato... ;-)
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Post di Guido Picchetti
@ Roberto - Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Quel volume da te citato porta le firme abbinate di Nicola Melone e mia. E di mia produzione sono solo le foto, mentre i testi sono del biologo marino Nicola Melone di Bari, un carissimo amico cui tanto debbo in conoscenza dell'ambiente marino. Grazie comunque dell'apprezzamento sulla semina che accetto volentieri...
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Pantelleria e Lampedusa. I voli a tratta sociale. Proroghe vecchie e nuovi accordi...
di Guido Picchetti
http://www.siciliaonline.it/turismo/trasporti/41374-i-voli-a-tratta-sociale-proroghe-vecchie-e-nuovi-accordi

su www.siciliaonline.it


Il sito web Trasporti Italia Com riferisce che Meridiana Fly ha accettato di prorogare fino al 24 marzo 2012 i collegamenti in regime di oneri di servizio pubblico tra le principali città della Sicilia e le sue isole minori. Lo rende noto l’Enac, specificando che la proroga, che garantisce la mobilità anche nella stagione invernale per tutti i cittadini che necessitano di viaggiare da e per Pantelleria e Lampedusa, terminerà il 24 marzo 2012 in quanto dal giorno successivo, 25 marzo 2012, decorrerà il nuovo regime di continuità territoriale deliberato dalla Conferenza di servizi conclusasi nel mese di luglio scorso. In tale occasione furono rivisti sia l’operativo dei voli sia la compensazione da corrispondere al vettore al fine di rendere questi aspetti maggiormente aderenti alle effettive esigenze di traffico, In considerazione poi degli orientamenti governativi ... [segue]
Stesso articolo anche su "Pantelleria Internet Com - News 8360" del 21/10/11
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Commento del sottoscritto a margine del post

Vediamo un pò se qualcuno darà gentilmente i chiarimenti richiesti...
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Waterway Hylebos: ennesimo insulto al mare, affonda chiatta...
http://profumodimare.forumfree.it/?t=58353732#lastpost
su www.profumodimareforumfree.it 

Ogni giorno il Mare viene insultato e nessuno ne parla.... !!! Una chiatta, intenta a ricostruire una banchina nel porto di Waterway Hylebos, con cinque tonnellate di gasolio è affondata ad Hylebos Waterway, Tacoma, Contea di Pierce, Washington, Stati Uniti, alle prime ore di Sabato scorso. Ancora non ci sono indicazioni su come esattamente sia successo, e quanto gasolio si è riversato in acqua, ma la lucentezza di olio in acqua è stata chiaramente visibile. "Non sappiamo come sia affondata", ha detto Brooks Nannette del Dipartimento di Ecologia di Washington. "Questa indagine non è stata completata". Kathy David del Dipartimento di Ecologia ha detto che l'incidente è avvenuto nel corso del trasferimento di carburante da un serbatoio all'altro. Notizie delle ultime ore danno per certo che equipaggi provenienti da DOE, Tacoma Fuoco, della US Coast Guard e della Washington State Maritime Cooperativa, hanno aiutato a pulire la fuoriuscita di gasolio e ad assicurarsi che non ci sia stata diffusione. Essi hanno anche assicurato di avere predisposto assorbenti vicino alla barca in grado di raggiungere qualsiasi traccia dicombustibile che potrebbe fuoriuscire. Ma che volete che sia questo incidente, di cui nessuno ne parla? Si è trattato "solamente" di una piccola chiatta... Eppure, come spesso si dice e si scrive nel sud del "Bel Paese": "Ogni fegatino di mosca è sostanza...". Qualcuno di voi è forse interessato a leggere di storia, decadenze ambientali, biologia marina? Dal dire...[segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un altro piccolo "insulto" al Mare", come dice giustamente Filippo Foti su "Profumo di Mare". Da una chiatta che affonda vicino al porto nella contea di Washington, sulla costa pacifica degli USA "solo" cinque tonnellate di petrolio finiscono in mare, e il fatto non fa notizia... Ma quanti incidenti simili accadono al giorno nel mondo che non fanno notizia ? Il Mare protesta, sì, ma in silenzio, senza troppo clamore, ma con chiara evidenza per chi lo conosce e lo ama...
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L'orrore econometrico. Su "La mia Ecologia" continuano, di tema in tema, le riflessioni ecologiche...
di Franco Tassi
http://www.guidopicchetti.it/...Doc%20Acrobat%202011/ABOUT-%20X-2011-Economia%20da%20rifare.pdf
su www.guidopicchetti.it

Sembra un paradosso, ma non lo è. Oggi tutti sanno cos’è l’economia, ma pochi si sono accorti che dopo la metà del secolo scorso questa materia a cavallo tra le discipline scientifiche e quelle umanistiche cambiò stile e sostanza, in modo netto e forse irreversibile. Prima, l’economia politica era lo studio serio e distaccato del principio della domanda e dell’offerta dei beni materiali, tenendo a ricordare che certe risorse essenziali per la vita - come aria, acqua, spazio, natura e territorio – fossero fuori dalle leggi del mercato, abbondanti e disponibili gratuitamente per tutti. Dopo, mentre cresceva la percezione che non esistono beni inesauribili, e che nessuna risorsa della Terra è infinita, nasceva ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Grazie, Carmelo, per la segnalazione...Tra quanto tempo anche in Italia queste idee semplici ma “rivoluzionarie” sostituiranno la “sindrome econometrica” diventando familiari, e aiutandoci a ritrovare un mondo davvero più amico, equilibrato e vivibile? Questa la domanda finale dell'articolo di Franco Tassi pubblicato da "La mia ecologia": davvero un bell'interrogativo ! Ma non è solo l'Italia a doversela porre. Ci sono tanti altri Paesi che tale domanda non sono neppure in grado di porsela proprio a causa dei comportamenti predatori che certe "imprese" internazionali hanno, badando solo al loro profitti immediati e al valore in borsa delle loro azioni, senza minimamente badare alle "macerie" ambientali (e non solo...) che si lasciano dietro nei territori attraversati, incapaci di risollevarsi dopo il loro pesante passaggio...
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Post di Carmelo Nicoloso
Grazie Guido come sempre, per il tuo prezioso supporto.
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Post di Filippo Harley Foti
... Di bene in meglio... iI mare in "boccaccia"... Boccaccia mia, mi scappa sempre la parolina: Mare pattumiera in tutto il mondo... Non se ne può più... Ma si tratta solo di una chiatta..... Harley ????? E continuano sempre gli insulti al mare e tutto tace... Calma piatta o chiatta?????
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Post di Guido Picchetti

Aggiungi un "s" all'inizio e dici il vero: "Schiatta il mare", come si dice a Napoli, ma come constatazione in questo caso, non per malaugurio...
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Nuova Zelanda: il clean-up della Rena è già costato 4 milioni di dollari
http://profumodimare.forumfree.it/?t=58349775#lastpost
su www.profumodimare.profumfree.it

Il capitano filippino del cargo Rena è stato rilasciato su cauzione dalla Corte distrettuale. Il clean-up della marea nera ha avuto finora un costo di circa 4 milioni di dollari. Il governo della Nuova Zelanda nel dichiarare che il clean-up della Rena ha avuto finora un costo di circa 4 milioni di dollari, ammette che ha perso una grandissima occasione nel non sottoscrivere una convenzione internazionale che lo avrebbe protetto dalle ingenti spese che ora deve sostenere per la pulizia della marea nera. In poche parole qualcosa come circa 12 milioni di dollari. E come spesso accade in queste occasioni le responsabilità vengono a ripartirsi tra i governi passati e quello presente. Infatti, ai sensi della normativa vigente del trasporto marittimo il proprietario della nave è responsabile per un massimo di 12,1 milioni dollari, cifra che sarebbe raddoppiata a 24,2 milioni se il governo avesse firmato la Convenzione internazionale sulla responsabilità civile per i danni derivanti dall'inquinamento determinato dal carburante della nave. Il raggiungimento di questo obiettivo si poteva realizzare nell’agosto del 2008 quando ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Grazie Filippo... Mi piacciono soprattutto le lacrime di coccodrillo da parte del governo neozelandese per non aver firmato o ratificato certi accordi internazionali. Mi ricorda tanto un altro governo che ci riguarda personalmente...
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Post di Filippo Harley Foti
Scusi, ma lei allude ad un certo papino...????
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Post di Guido Picchetti
No, non alludo a nessuno in particolare, ma a tutti i governi di destra e di sinistra, succedutisi da quando, oltre vent'anni fa, fu firmata la Convenzione di Barcellona per il Mediterraneo, e ai loro ministri, in particolare a quelli che di tali problemi si sarebbero dovuti principalmente occupare e non dei loro interessi personali...
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Post di Filippo Harley Foti
Ma come ti capisco....
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Dalla mia Bacheca su FB del 16/10/11

Libia, si torna a sparare a Tripoli mentre è stallo nella battaglia per Sirte. Contrabbando di armi con i paesi vicini, Usa preoccupati
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166533&sez=HOME_NELMONDO&ssez=

su "www.messaggero.it"

ROMA, 15 Ottobre 2011. - Si torna a sparare a Tripoli, mentre la guerra a Sirte per il Cnt segna il passo. L'imprevisto ritorno della violenza nella capitale, caduta nelle mani dei ribelli alla fine agosto, è opera di alcune decine di fedelissimi di Muammar Gheddafi, che sono riapparsi, armi alla mano, per gridare la loro fede nel rais e nella vittoria finale. Negli scontri sono rimasti feriti otto uomini del Cnt, nel quartiere di Abu Salim. Questo mentre a Sirte, città natale di Gheddafi, le forze del Cnt, costrette ieri a una ritirata tattica sotto il fuoco dei fedelissimi del Colonnello, soprattutto dei cecchini, hanno ritentano l'assalto alle ultime ma strenue sacche di resistenza, localizzate nei quartieri N.2 e Dollar, dove dopo un mese e mezzo si combatte una guerra logorante casa per casa. La guerra che il Cnt pensava fosse ormai in dirittura d'arrivo ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Sembrava finita la guerra in Libia, o quanto meno prossima alla fine... E invece si ricomincia a sparare a Tripoli... Andiamo bene... E ancora una volta si riconferma l'antico detto che una guerra si sa quando comincia, ma mai quando finisce. E se pure ci sarà una buona volta che finisce, quasi mai avverrà con l'effetto che si sperava all'inizio...
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Lettera di Alfonso Pecoraro Scanio a Ecoblog: "Un Ministero dell'Ambiente forte dà fastidio"
di Marina
http://www.ecoblog.it/post/...-scanio-a-ecoblog-un-ministero-dellambiente-forte-da-fastidio
su "www.ecoblog.it"

Sabato, 15 ottobre 2011. Alfonso Pecoraro Scanio ex ministro dell’Ambiente ci scrive una lettera a commento dell’azzeramento del dicastero che ha diretto dal 2006 al 2008 (con Prodi), di fatto imposto dal DDL Stabilità votato ieri dalla maggioranza. Lo scorso luglio, quando ci vedemmo per una lunga intervista a Roma, espresse il suo parere in merito al fatto che l’attuale ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, non fosse sufficientemente ascoltata e che il dicastero perciò non aveva
sufficienti fondi. Quasi a preannunciare l’attuale crisi. Oggi Pecoraro Scanio nella sua lettera lancia ...[segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ricompare, e con un intervento che non si può proprio dire fuori luogo... Ma dov'era finito ?


Dalla mia Bacheca su FB del 15/10/11

Anche se ci sono e sono notevoli. Manca qualsiasi riferimento alle attività dei Paesi africani
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7464 (solo per gli abbonati)
su "www.pantelleria.com"

News 8336, Pantelleria 15/10/2011. - Questo il commento, all'articolo pubblicato nella news precedente, di Carmelo Nicoloso, coordinatore sud Italia del Comitato Parchi, nonchè responsabile del progetto Mediterraneo Pro Natura e segretario per i rapporti istituzionali dell'associazione Pro Natura Mare Nostrum: E' noto a tutti la ormai consolidata e atavica linea di sostegno a petrolieri e similari che i nostri governi (destra e sinistra) da anni portano avanti nel nostro paese. Se ci mettiamo dentro anche la cementificazione selvaggia per realizzare centri commerciali - 2^ e 3^ case a discapito del paesaggio e del territorio, il piatto è servito. Non v'è dubbio che è necessario portare avanti ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ripresi anche in altra News, sempre su "Pantelleria Internet Com", i commenti di Carmelo Nicoloso e del sottoscritto all'articolo di "Penn Energy" e al punto di vista sulla situazione petrolifera nel Mediterraneo della Business Monitor International (BMI), una compagnia internazionale specializzata nell'analisi e nella valutazione dei rischi che i vari Paesi presentano per le attività industriali sul Mercato Globale.

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Con una nuova legislazione. Roma tenta di arvvivare l'interesse dei petrolieri per il Mediterraneo
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7463  (solo per gli abbonati)
su "www.pantelleria.com"

News 8335, Pantelleria 15/10/2011 (traduzione di Guido Picchetti) - ll punto di "vista" di BMI Europa occidentale Petrolio e Gas Insights (*). Un nuovo progetto di legge del governo italiano è la dimostrazione che quel Paese (l'Italia, ndr) - alla disperata ricerca di denaro - spera che i successi esplorativi offshore possano ridurre la bolletta dell'energia importata. E dato il crescente interesse che si sta manifestando nell'industria petrolifera verso il Mediterraneo, ci aspettiamo che esso contribuisca ad attirare gli investitori stranieri, nonostante il suo potenziale modesto. Il Ministero italiano dello Sviluppo Economico ha annunciato che il governo sta elaborando una nuova normativa per delimitare nel Mar Ionio la Zona Economica Esclusiva dell’Italia, nel tentativo di aprire l'area alla ricerca di petrolio e gas. Il progetto di legge ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Ripreso su una News di " Pantelleria Internet Com" l'articolo pubblicato sul notiziario dedicato ai petrolieri "Penn Energy" di qualche giorno fa nel quale è riportato una analisi dei motivi di interesse che il Mediterraneo per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse petrolifere riveste per il mercato globale e della situazione che tale interesse sta determinando, con crescenti tensioni tra i vari stati costieri dell'area mediterranea...
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Dalla mia Bacheca su FB del 14/10/11

Incredibbbbbbbbbbile!! Editoriale
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=58312817#lastpost

su "profumodimare.forumfree.it"


Ogni giorno il nostro pianeta è messo a dura prova: sprechi di energia, inquinamento, sfruttamento indiscriminato delle risorse, stanno “stancando” il pianeta Mare. Mentre da una parte ci sono grandissimi interessi economici delle grandi multinazionali dell'oro nero e l'indifferenza di molte istituzioni del mondo globalizzato, dall'altra c’è chi ha a cuore il perfezionamento di nuove tecnologie energetiche. Molti sono i paesi dove si sta raggiungendo, anche se a fatica, una coscienza e conoscenza delle tematiche ambientali anche per mezzo delle istituzioni che assegnano ampie risorse a questo problema delicato che non è solo di ogni singolo stato ma anche e soprattutto di tutto il mondo. E cosa ti combina l’Italia? La notizia di oggi appare incredibile: incredibile l'ammontare delle decurtazioni per il ministero dell'Ambiente italiano. “Ambiente, 90% di tagli, in vista della definizione degli ulteriori interventi che verranno decisi dal Consiglio dei Ministri. In quattro anni tagli per ben il 90% del budget: dal 1,3 miliardi di euro del 2008 a 120 milioni di euro nel 2012. Considerando che le spese fisse, ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un editoriale di "Profumo di Mare" sui tagli al Ministero dell'Ambiente e sullo scioglimento dei ghiacci al Polo Nord. Due notizie su fatti tanto diversi e distanti tra loro, ma certamente entrambe non sono segni di speranza per il nostro futuro.
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Sigillito e Bove - pensieri. Arrestati gli ex dirigenti dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente di Basilicata
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/sigillito-e-bove-pensieri.html
su "dorsogna.blogspot.com"

Wednesday, October 12, 2011. Caro Vincenzo Sigillito, ex direttore dell'Arpab - Potenza. E caro Bruno Bove, coordinatore del dipartimento provinciale dell'Arpab - Potenza. Spero che l'arresto di questa mattina - arresti domiciliari, ma pur sempre arresti - per disastro ambientale e omissione di atti d'ufficio vi faccia vergognare profondamente e vi marchi nell'animo, nella reputazione, e per la vita. Quello che avete fatto e' abominevole: avete nascosto i dati dell'inquinamento da inceneritore al vostro popolo per dieci anni. Li avete ingannati nella fiducia. Gli avete mentito. Avete intascato lo stipendio pagato dalla stessa gente a cui avete nascosto la verità. L'inceneritore ha inquinato le falde acquifere dal 2002. Monnezza nel territorio per dieci anni - nickel, manganese, arsenico - roba cancerogena. Chi ha bevuto quell'acqua? Ve lo siete mai chiesti? Vi siete mai preoccupati della salute dei lucani? Vi siete mai sentiti un po' responsabili delle impennate di tumori in Basilicata di questi anni? E quando nascondevate i dati, chi volevate proteggere? Ci pensavate mai ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

"Termovalorizzatore" invece di "Inceneritore": una tipica soluzione all'italiana per far apparire come positivo un impianto che ha caratteristiche del tutto negative e in grado di causare gravissimi danni all'ambiente. Chi ce lo fa notare è Maria Rita D'Orsogna nell'ultimo pezzo del suo Blog, sull'arresto avvenuto due giorni fa dei dirigenti dell'Arpa della Basilicata, per aver nascosto per oltre dieci anni i dati dell'inquinamento da inceneritore alla cittadinanza lucana. E pensare che ARPA vuol dire Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale... E' proprio il caso di dire: chi ci protegge dai protettori?
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Post di Filippo Harley Foti

Son quisquiglie e pinzillacchere, però... Guido, ora siamo rovinati... Alla Prestigiacomo hanno tagliato i fondi all'Ambiente... D'ora in poi l'Italia non sarà più in grado di fronteggiare eventuali problematiche...
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Metalli pesanti e malformazioni nei pesci
di Mara Nicotra, Maria Violetta Brundo, Giuseppe Carpinteri, Salvatore Sciacca
http://www.guidopicchetti.it/.../metalli%20pesanti%20e%20pesci%20malformati.pdf
su "www.guidopicchetti.it"

Nel presente lavoro (dell'Aprile del 2007, ndr) vengono descritte le malformazioni scheletriche di due specie ittiche catturate nelle acque costiere antistanti la Rada di Augusta (Siracusa, Sicilia orientale), un’area in crisi ambientale. Si ipotizza che tali anomalie siano dovute alla presenza dei metalli pesanti. Lo zinco sembra esserne la causa principale. e osservazioni sulle anomalie scheletriche nelle popolazioni ittiche non in cattività sono solitamente accidentali e non risultano degli studi sistematici [1]. Valentine e collaboratori [2, 3] tuttavia hanno presentato i risultati di un’indagine effettuata in California che ha rilevato una correlazione tra la presenza di alterazioni nei teleostei marini e la presenza di inquinanti chimici. Van de Kamp [4], in uno studio condotto per utilizzare la presenza di malformazioni vertebrali nelle aringhe per un programma di controllo di inquinamento, ha concluso che le più alte percentuali delle deformità sono state trovate nelle zone in cui si presupponeva il più alto grado di inquinamento e che il numero ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

E questo è il secondo studio inviatomi dalla Dott.ssa Mara Nicotra sulle conseguenze dell'inquinamento della Rada di Augusta compiutamente descritto nel documento di cui al precedente post. Sono deformazioni nelle struttura ossea dei pesci molto simili a quelle che, secondo uno studio condotto dall'Università della Louisiana recentemente pubblicato da "Nature", si sono manifestate su alcune specie ittiche dell'acque costiere della Louisiana un anno e mezzo dopo l'incidente della "Blue Horizon"...
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Post di Filippo Harley Foti

Paradossalmente e non tanto... ci deformeremo anche noi se ancora il nostro amato pianeta blu esisterà......
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Post di Antonio Colacino

Ero ad Augusta negli ultimi anni del '70 e ricordo che si parlava di danni anche alle persone.
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Post di Carmelo Nicoloso
Conosco bene le ricerche e le attività portate avanti dall'amica Mara Nicotra
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Post di Maria Ghelia
Sempre peggio, purtroppo. L'uomo è un distruttore imperdonabile.
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Piace a Gianni Neto, Raniero Rossi Marcelli, Gianfranco Rossetto, Fabio Russo, Antonio Colacino e Maria Ghelia.

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L' Ambiente Marino nella Rada di Augusta
di Mara Nicotra
http://www.guidopicchetti.it/.../Ambiente%20marino%20rada%20Augusta.pdf

su "www.guidopicchetti.it"


Con la nuova normativa ambientale, partendo dal DLgs. 152/99 fino al DLgs. 152/06, è stata recepita l’importanza della tutela degli ambienti marini dall’inquinamento. Con essi è stato ben evidenziato che “dovranno essere messi a punto metodi per la rilevazione e la valutazione anche della qualità delle acque costiere”. A fronte di ciò, nell’ambito di un progetto di monitoraggio costiero, commissionato dal comune di Melilli, sono state effettuate indagini preliminari alle acque, ai sedimenti e alla fauna a Briozoi, della Rada di Augusta (Siracusa, Sicilia orientale), un’area in crisi ambientale e all’elevato rischio di incidenti rilevanti. La Rada di Augusta, situata all’interno della Baia di Augusta, in provincia di Siracusa, tra Capo Santa Croce e Punta Magnisi (Figura 1), ha una fascia costiera di circa 8 km di lunghezza occupata da una massiccia presenza di raffinerie (Figure 2-3), industrie chimiche, petrolchimiche, cementerie, centrali termoelettriche e impianti di coogenerazionee e rigassificazione. Le acque costiere, lambite dai torrenti Marcellino, Cantera e San Cusumano, sono influenzate da diversi scarichi idrici del Polo Industriale di Augusta-Priolo-Melilli (Siracusa, Sicilia orientale), la cui maggioranza sono scarichi ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Il primo di documenti appena ricevuti dalla dott.ssa Mara Nicotra sull'inquinamento della Rada di Augusta nella Sicilia Meridionale, vicino Siracusa, è del Maggio 2007. Sarebbe bene che i politici, specie quelli locali, prendessero attenta visione degli studi scientifici che riguardano le condizioni dell'ambiente da cui provengono. Altrimenti per i cittadini elettori, che le conseguenze di certi fattori inquinanti subiscono, è più che legittimo pensare che quegli stessi politici siano in malafede.


Dalla mia Bacheca su FB del 13/10/11

Roma tenta di ravvivare l'interesse dei petrolieri per il Mediterraneo con una nuova legislazione
di Guido Picchetti
http://www.facebook.com/note.php?note_id=293943193950836

su "www.guidopicchetti.it"

ll punto di "vista" di BMI Europa occidentale Petrolio e Gas Insights (*). Un nuovo progetto di legge del governo italiano è la dimostrazione che quel Paese (l'Italia, ndr) - alla disperata ricerca di denaro - spera che i successi esplorativi offshore possano ridurre la bolletta dell'energia importata. E dato il crescente interesse che si sta manifestando nell'industria petrolifera verso il Mediterraneo, ci aspettiamo che esso contribuisca ad attirare gli investitori stranieri, nonostante il suo potenziale modesto. Il Ministero italiano dello Sviluppo Economico ha annunciato che il governo sta elaborando una nuova normativa per delimitare nel Mar Ionio la Zona Economica Esclusiva dell’Italia, nel tentativo di aprire l'area alla ricerca di petrolio e gas. Il progetto di legge è stato presentato alle compagnie petrolifere nel settembre 2011 e si prevede di semplificare le procedure per ottenere il permesso per l'istallazione di oleodotti e piattaforme. La nuova normativa risulterà inclusa in un decreto più ampio finalizzato a promuovere lo sviluppo economico, che già impostato per essere ratificato ai primi di ottobre, è stato poi rimandato a causa di dispute politiche all'interno del gabinetto del primo ministro Silvio Berlusconi. Nel luglio 2010, Roma ha annunciato ... [segue]
(da "Pennn Energy" del 13/10/2011 - traduzione di Guido Picchetti)
http://www.pennenergy.com/index/articles/newsdisplay/1518436000.html?cmpid=EnlDailyPetroOctober132011

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In calce al documento del "Business Monitor International" (compagnia internazionale specializzata nell'analisi e nella valutazione dei rischi che i vari Paesi presentano per le attività di industrie e società sul mercato global) i commenti di Carmelo Nicoloso, coordinatore sud Italia del Comitato Parchi, nonchè responsabile del progetto Mediterraneo Pro Natura e segretario per i rapporti istituzionali dell'associazione Pro Natura Mare Nostrum, e del sottoscritto.
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Stessa notizia su "Sicilia on line"
http://www.siciliaonline.it/home/ambiente/41217-nuova-legislazione-nel-mediterraneo-per-i-petrolieri
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Sviluppi ed incontri. Un Punto nel Mare... coinvolge un mare di punti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7447
(solo per gli abbonati)
su www.pantelleria.com  

News 8319, Pantelleria, 12/10/2011. In occasione del XXI Congresso della Società Italiana di Ecologia, tenutosi dal 3 al 6 ottobre scorso, presso l’Università degli Studi di Palermo, dal tema “I limiti dello sviluppo: beni e servizi ecosistemici, impatti e gestione”, Alberto Zaccagni, Presidente Associazione Apnea Pantelleria, ha presentato e riferito la situazione dell’isola in riferimento alle trivellazioni, a quanto si è fatto ed a quanto si vuol continuare a fare per la salvaguardia e la tutela del mare. Tra i relatori del congresso il dott. Franco Terlizzese, Dirigente Generale Dipartimento per l’Energia, al Governo, ed il dott.Giovanni Basciano, AGCI Pesca, già partner e firmatario della Carta Salata. Il Presidente di Apnea Pantelleria, ha incontrato anche l’Ass. all’Economia della Regione Sicilia, Gaetano Armao e la dott.ssa Milazzo. Durante la riunione è stata confermata l‘importanza del decreto 128/10 comma 17 da parte della regione Sicilia, puntualizzando che, a Pantelleria nello specifico,come in altre aree costiere protette siciliane, debba essere riconosciuta la fascia di protezione di 12 miglia dal confine area, come cita il decreto. E’ stato in seguito affrontato il progetto per il “Convegno 2012: Pantelleria carbon free” ... [segue]
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Nuova Zelanda: la nave Rena vicino al collasso.
http://profumodimare.forumfree.it/?t=58280532#lastpost
su "profumodimare.forumfree.it"

Nell'attesa che si compia l'ennesima tragedia ampiamente annunciata l'uomo che distrugge il pianeta Mare è capace anche di gesti di straordinaria valenza naturalistica. La biologa Jeremy Gray è tra coloro che partecipano al volontariato presso il Centro Fauna a Tauranga, Nuova Zelanda, dopo la fuoriuscita di petrolio dal cargo Rena. "Ho messo su la squadra della fauna selvatica essendo una biologa nella vita reale. Sono "infermiera" per i veterinari qui, consegno loro le attrezzature e laviamo gli uccelli. Ieri siamo stati in quattro veterinari e due infermieri, e domani si spera di più" ha riferito nel corso di una intervista ad una emittente televisiva locale. Il centro di risposta è stato istituito presso un impianto di trattamento delle acque reflue in grado di gestire fino a 500 uccelli. In primo luogo i pinguini sono tenuti a riposo durante la notte prima del lavaggio, in quanto sono molto stressati per cui hanno bisogno di recuperare le loro forze. Poi gli uccelli sono introdotti nel locale di pulizia e messi sul tavolo. Normalmente viene usato ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Date un occhiata alle foto del servizio, molto belle e significative.


Dalla mia Bacheca su FB del 12/10/11

Aerial footage shows a massive crack on the Rena and smoke emitting from a container.
http://tvnz.co.nz/national-news/rena-oil-spill-wednesday-happened-4460719/video
Source: ONE News

RAW VIDEO: Aerial footage of Rena cracking (1:30) - Now playing
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Commento del sottoscritto a margine del post

Qui abbiamo invece l'ultimo video girato dall'alto sulla scena dell'incidente della Rena, ma nella stessa pagina web della TVNZ ci sono anche molti altri video che ne evidenziano le varie fasi e le conseguenze in mare e sulla costa...  Questi gli altri video sulla stessa pagina web della TVNZ:

- There are renewed fears the stern of the Rena will break away and sink.
Massive cracks on Rena renew sinking fears
(4:32) - Source: ONE News
- Anger and frustration are mounting as more toxic muck lands along the coast.
Oil angers residents (3:08) - Source: ONE News
- Commercial fishermen say workers could lose their jobs if the Rena situation continues to escalate.
Rena crisis worries fishermen (3:14) - Source: ONE News
- The danger from containers from the stricken Rena is growing as they topple into the sea.
Residents told to avoid containers washing ashore (2:00) - Source: ONE News
- Six weeks out from the election Rena is now on the political agenda.
Party leaders head to Tauranga (1:38) - Source: ONE News
- There are growing fears the container ship Rena could be about to break up.
Cracks start to show in Rena (4:18) - Source: ONE News
- A growing volume of oil is now washing up along the coast south of Tauranga.
More oil reaches BOP coast (2:48) - Source: ONE News
- Ships have been warned to stay away from Astrolabe Reef after containers tumbled off the listing Rena.
Ships warned after containers tumble (2:16) - Source: ONE News
- Environment Minister Nick Smith confirms the captain of Rena has been charged.
Nick Smith on Rena charges (3:31) - Source: Breakfast
- Jim Hickey examines the role the weather will play on what happens to the stranded ship.
How the weather could impact on Rena (0:29) - Source: ONE News
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Corriere della Sera It. La nave si sta spezzando.
http://www.corriere.it/...?title=La+Rena+si+%E8+inclinata+ulteriormente%2C+da+12+a+18%26pos%3D1_bb#1

su "www.corriere.it"

Le foto dello Slide Show
1 - La Rena si è inclinata ulteriormente, da 12 a 18 gradi (Epa/Mark Alen)
2 - Il cargo si è incagliato su una barriera corallina (Afp)
3 - Sullo scafo si sono aperte grandi crepe che possono far spezzare in due la nave (Ap/Maritime New Zealand)
4 - (Epa/Ross Setford)
5 - (Epa/Mark Alen)
6 - (Ap/Maritime New Zealand/Blair Harkness)
7 - Centinaia di volontari e militari stanno cercando di ripulire le spiagge già invase dalla marea nera (Afp/Bradley Amrose)
8 - (Ap/The New Zealand Herald/Alan Gibson)
9 - (Ap/The New Zealand Herald/Alan Gibson)
10 - Uccelli morti coperti dal catrame (Reuters/Mike Hutchings)
11 - (Reuters/Mike Hutchings)
12 - (Reuters/Mike Hutchings)
13 - (Afp/Bradley Ambrose)
14 - (Afp/NZ DefenceForce/Nicole Munro)
15 - (Epa/Ross Setford)
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Commento del sottoscritto a margine del post

E questa, pubblicata in rete dal Corriere della Sera, è una serie di foto impressionanti che mostrano quanto sta accadendo sulla "Rena" e sulla costa toccata dalle conseguenze dell'incidente...
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Nuova Zelanda: si teme affondamento del cargo incagliato. Lo scafo si sta spezzando. Accuse al capitano filippino dell'imbarcazione battente bandiera liberiana
http://www.corriere.it/...nave-inclinata-nuovazelanda_bc4c23de-f4aa-11e0-a9a5-9e683f522ea7.shtml
su "www.corriere.it"

MILANO - La Rena, il portacontainer di un armatore greco battente bandiera liberiana che si è incagliato la scorsa settimana su una barriera corallina nella Bay of Plenty in Nuova Zelanda, rischia di affondare provocando una catastrofe ambientale irrimediabile. La nave si è inclinata ulteriormente: mentre prima erano 12 gradi, ora sono 18. Sullo scafo sono inoltre visibili grosse crepe che possono portare alla frattura in due della nave, dai cui serbatoi sono già fuoriuscite almeno 300 tonnellate di petrolio che hanno contaminato le spiagge. I 1.368 container trasportati si sono spostati e una settantina sono caduti in mare.
ACCUSE - Il capitano filippino della ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Le cose nella baia di Tauranga in Nuova Zelanda vanno sempre peggio, Onde di 5 metri e forte vento hanno investito la Rena per due giorni. Sulla nave sono ora visibili grosse crepe che possono portare alla frattura in due dello scafo, dai cui serbatoi sono già fuoriuscite almeno 300 tonnellate di petrolio che hanno contaminato le spiagge. Centinaia di militari e di volontari sono impegnati nelle operazioni di pulizia sulle spiagge. Il portavoce di Maritime New Zealand, Steve Jones, ha avvertito che ulteriore petrolio raggiungerà le spiagge della zona. Unica nota positiva, almeno finora, che gli undici container che contengono sostanze pericolose sono sempre sulla nave e non compaiono tra i circa 70 già caduti in mare
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Avanti tutta del Governo per il petrolio nel Mediterraneo
di Calogero Castaldo
http://www.corrierediragusa.it/...-il-team-schembari-fa-sognare-con-i-piloti-iblei.html
su "www.corrierediragusa.it"

Dimenticate i discorsi del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, la quale, qualche mese fa, spergiurò che non avremmo visto alcuna trivella solcare le acque del Mediterraneo. Dimenticate anche le rassicurazioni che il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Catia Polidori, diede rispondendo alla interpellanza dell’onorevole siciliano del Pd, Angelo Capodicasa, sulla paventata presenza di nuove perforazioni nei fondali del sud-est siciliano. Dimenticate tutto perché il Governo italiano ha messo in moto la macchina organizzativa per poter sfruttare la grande giacenza di petrolio che il sottosuolo marino del Mediterraneo conserva. Un’accelerata per le infrastrutture energetiche come oleodotti, impianti di raffinazione e piattaforme petrolifere offshore, vanno in questa direzione le proposte del ministero dello Sviluppo economico per il decreto legge che dovrà favorire gli investimenti nel nostro Paese. Il Governo, difatti, ritiene che le trivellazioni nei mari italiani, in particolare nel Canale di Sicilia, possano attirare un significativo «gruzzolo» di milioni di euro in tempi brevi. A patto di semplificare le varie autorizzazioni,
incluse quelle ambientali. La cosa non è sfuggita neppure al «Financial Times» ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un bell'articolo di Calogero Castaldo che parte proprio dalla notizia del Financial Times di ieri che riguarda il sud-est del Mediterraneo e del mar Ionio. Secondo il prestigioso quotidiano economico, il Governo italiano sarebbe in procinto di "delineare – è scritto - una zona economica del sud-est della Sicilia per favorire nuovi impianti e valutare le nuove offerte per le perforazioni di petrolio". Da ciò i contrasti con Malta, e il recente invio di una lettera del Governo italiano in segno di protesta per la pubblicazione fatta in Agosto dal governo maltese di una gara d’appalto per l’esplorazione petrolifera in alcune aree della piattaforma continentale nel Mar Ionio rivendicate dall'Italia (fonte della notizia sempre il Financial Times). In altre parole sta per scoppiare la guerra (solo economica, per fortuna...) su chi ha più diritto a trivellare lo Stretto di Sicilia, invece di preoccuparsi di tutelarlo come si deve. Povero Mediterraneo !!!


Dalla mia Bacheca su FB dell' 11/10/11

Pantelleria ritrovata davanti portone Chiesa Madre maschera rubata
http://www.siciliaonline.it/ultimora/...-ritrovata-davanti-portone-chiesa-madre-maschera-rubata
su www.siciliaonline.it  

Pantelleria (Trapani) - Una maschera in bronzo, rubata qualche giorno fa dal portone della nuova chiesa madre di Pantelleria, é stata fatta ritrovare stamani davanti all'ingresso laterale dell'edificio. Qualcuno l'avrebbe sul posto abbandonata la notte scorsa. La maschera é dell'artista Ernesto La Magna e ha un valore di circa 5 mila euro. A ritrovarla i Carabinieri che l'hanno consegnata all'architetto Gabriella Giuntoli, direttore dei lavori ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

... no comment
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Fresh dispute brewing with Italy on oil exploration rights
http://www.timesofmalta.com/.../fresh-dispute-brewing-with-italy-on-oil-exploration-rights.388700
su "Malta of Times Com"

October 11, 2011. Italy is drafting legislation that will establish territorial rights over possible offshore oil and gas deposits in areas of the Ionian Sea also claimed by Malta. The Financial Times reports that the Italian Ministry for Economic Development says Italy is preparing to delineate Italy's exclusive economic zone over an area of the Ionian Sea, southeast of Sicily and issue tenders for oil exploration. Italy recently issued a diplomatic "demarche" through its ambassador to Malta in protest against Malta's publication in August of a tender for oil exploration covering areas of the continental shelf in the Ionian Sea claimed by Italy, the FT said. Italy said Malta's move violated ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post
Era largamente prevedibile... I limiti delle acque territoriali tra Malta sono tutt'altro che ben definiti, e da tempo ci sono dispute anche a proposito degli interventi di soccorso in mare, dovute proprio alla mancanza di un accordo che definisca bene i confini di competenza tra Italia e Malta anche nello Stretto di Sicilia. Ma la cosa più bella è il finale, laddove si afferma che all'inizio dell'anno Malta ha inviato una formale lettera di protesta all'Italia, dopo che il governo italiano ha rilasciato permessi di ricerche petrolifere intorno alle isole di Pantelleria, Linosa e Lampedusa !!! E quelli che sta rilasciando Malta nelle sue acque a sud dell'Isola ?
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A cosa servono le osservazioni. Know your rights
di Maria Rita D'Orsogna (nella foto: Il primo tatuaggio di Angelina Jolie)
http://dorsogna.blogspot.com/2011/08/cosa-servono-le-osservazioni.html

su "dorsogna.blogspot.com"

Sunday, October 9, 2011. In questi mesi, dietro le quinte, abbiamo fatto un sacco di lavoro per raccogliere testi di contrarietà contro le trivelle in varie parti d'Italia - il Salento, Pantelleria, la Spectrum. Voglio ringraziare di cuore Guido Pietroluongo per essere stato veramente efficace nel raccoglierne a dozzine e dozzine, per essersi studiato i testi dei petrolieri a fondo e per avere messo a disposizione la sua professionalità a me e a tutti. Le osservazioni raccolte sono tutte qui ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Dal sito di Maria Rita D'Orsogna: le petizioni servono a poco, ma le osservazioni e i pareri anche di semplici cittadini, quando sono previsti per legge come nel caso delle concessioni petrolifere, lo Stato non può ignorarli. Deve tenerne conto e motivare l'eventuale respingimento, contro il quale è successivamente ammesso il ricorso al TAR, con buone probabilità di accoglimento. Ma se la cittadinanza è stata tenuta all'oscuro delle richieste di Valutazione di Impatto Ambientale, per cui sono state autorizzate le ricerche senza che nessun parere contrario sia stato espresso a suo tempo (ed è il caso di due concessioni a nord di Pantelleria), non sarebbe questo buon motivo per richiederne ì'annullamento, se non di indagare come ciò sia potuto avvenire?

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Nave incagliata in Nuova Zelanda, tonnellate di gasolio in mare. Ministro dell'Ambiente: è la peggiore "catastrofe marittima e ambientale" del Paese
http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20111011_090154.shtml

su "www.tmnews.it"

Tauranga (Nuova Zelanda), 11 ott. (TMNews) - La minaccia di una marea nera posta dall'arenamento della portacontainer "Rena" in una baia turistica della Nuova Zelanda è la peggiore "catastrofe marittima e ambientale" della storia del Paese. Lo ha dichiarato oggi il ministro dell'Ambiente, dopo che dall'imbarcazione sono già fuoriuscite tra le 130 e le 350 tonnellate di gasolio pesante e lo scafo minaccia di spezzarsi e di liberare le 1.700 tonnellate di combustibile presenti a bordo. La portacontainer "Rena", battente bandiera liberiana, si è incagliata mercoledì scorso sulla barriera corallina Astrolabe, a circa 22 chilometri dalla città di Tauranga, nel nord della Nuova Zelanda. Da allora, squadre di soccorso hanno lavorato 24 ore su 24 per cercare di svuotare le cisterne, ma ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Le ultimissime notizie sulla sciagura petrolifera in Nuova Zelanda... Sono appena di 15 minuti fa... e niente affatto buone...


 

- Dal 1 al 10 Ottobre 2011

Dalla mia Bacheca su FB del 10/10/11

Un messaggio di Camille a tutti i panteschi: "Che Dio benedica l'Isola di Pantelleria"
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7432
(solo  per gli abbonati)
su www.pantelleria.com

News 8304, Pantelleria 10/10/2011. Io sono il Signor Fuamba Samba Camille, il figlio di Pantelleria. A nome di tutta la mia famiglia, i miei figli ed io desideriamo dirvi che siamo molto contenti di ritrovarci ancora qui a Pantelleria. Vogliamo ringraziare tanto tutte le autorità così come l'intera popolazione di Pantelleria per l'accoglienza, l'assistenza tanto materiale quanto morale, la generosità, l'ospitalità , il saper vivere e l'amore che voi avete manifestato nei confronti di tutti gli africani immigrati e della mia famiglia in particolare.
Al Signor Sindaco del Comune di Pantelleria vorrei esprimere tutta la mia gratitudine, dal più profondo del cuore, per quello che ha fatto e che farà ancora per la mia famiglia. Che Dio lo benedica e lo protegga. Vorrei ringraziare i Servizi Sociali del Comune per l'assistenza e il sostegno pratico.
Al Signor Mariano Rodo e a sua moglie Giuseppina Blanda vorrei esprimere un ringraziamento particolare per la loro ospitalità, perché di giorno e di notte hanno compiuto tanti gesti amorevoli nei confronti della mia famiglia. Che Dio lì benedica.
Pantelleria è per noi un "luogo martire" in cui il 13 Aprile di ogni anno celebreremo una festa in omaggio e in memoria della mia compianta sposa Mujinga Muteba Leonie. Chiedo alla popolazione di Pantelleria di continuare a operare con amore e passione. Dio farà di voi un popolo dinamico e forte della Sicilia in particolare, e di tutta l'Italia in generale. Grazie, che Dio benedica l'Isola di Pantelleria.
Camille Fuamba
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Commento del sottoscritto a margine del post

Una benedizione che viene dal cuore, e di cui in umiltà abbiamo tutti bisogno per sperare e augurarci insieme un futuro migliore per quest'isola che sulla Terra ci ospita, offrendoci i doni impagabili della sua Natura ... Grazie, Camille Fuamba, e che Pantelleria possa dare a te e ai tuoi figli quel che desideri per il vostro bene e la vostra serenità... Riporto il tuo messaggio nei miei "Echi di Stampa", affinchè tutti possano leggerlo e apprezzarlo come merita...
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Nuova Zelanda. Aggiornamento sulla marea nera provocata dalla nave Rena.
di Filippo Harley Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=58241266#lastpost

su
profumodimare.forumfree.it  

L'olio "puntualmente" è stato trovato sulle spiagge dal Monte Maunganui a Girven Road e sul lato sud di Matakana Island. E' stato emesso un allarme per la salute pubblica.La "Maritime New Zeland" ha emesso una serie di comunicati. Avvisi emessi:
- Si prega di rimanere al largo delle spiagge ed usare il buon senso;
- Non toccare l'olio o tentare di ripulire il petrolio in quanto è tossico e non deve venire in contatto con la pelle;
- Se accidentalmente la pelle viene a contatto con l'olio, lavare con acqua e sapone o vasellina;
- Non usare solventi, benzina, cherosene, gasolio o prodotti simili sulla vostra pelle;
- Se l'olio arriva in contatto nei tuoi occhi, sciacquare con acqua per 15 minuti;
- Respirare il vapore può causare irritazione alla bocca, naso gola e polmoni;
- Uscire dalla zona il più velocemente possibile.
Squadra per l'ambiente: ci rendiamo conto che le persone si preoccupano che ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Tutto da leggere. Sia per gli avvisi emessi dalla autorità neozelandesi per mettere in guardia i cittadini dal pericoli derivanti dai grumi di petrolio arrivati sulle spiagge, sia per il disegno di legge proposto negli USA dal governatore della California Jerry Brown per un controllo sempre più incisivo dei programmi di protezione delle coste dalle fuoriuscite di petrolio in mare, e sia per la domanda finale dell'articolo: "Ma in Italia qualcuno ci pensa a queste cose? Siamo preparati a fronteggiare emergenze simili ? Qualcuno dei nostri lettori ne sa qualcosa?"
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Post di Filippo Harley Foti

Puzza di catrame...

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Support the Hellenic Centre for Marine Research (HCMR)
http://www.gopetition.com/petitions/support-the-hellenic-centre-for-marine-research-hcmr.html

su www.gopetition.com


We, the undersigned support the protest and actions of the HCMR employees as described in the Background/Preamble and call on the Greek Government not to reduce HCMR's state funding and let HCMR to keep it's State Research Centre...
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Commento del sottoscritto a margine del post

Chi ama il Mare, e il Mediterraneo in particolare, firmi per favore questa petizione in difesa della ricerca marina, da qualunque stato mediterraneo venga effettuata...
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Post di Carmine Ferrara

Condiviso.
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A Carmine Ferrara, Giò Nastasi, Luca Gioria, Marine Etard, Gianni Neto, e Roberto Frigerio questo elemento.


Dalla mia Bacheca su FB del 9/10/11

L'incidente della portacontainer "Rena"in Nuova Zelanda. Dopo che i funzionari hanno confermato che gli idrocarburi trasportati nelle stive della nave, fuoriusciti dalla falla, stanno per raggiungere la spiaggia nei prossimi giorni, i residenti di Papamoa Beach si stanno preparando alla tragedia ambientale.
di Filippo Foti
http://profumodimare.forumfree.it/?t=58234896#lastpost
su profumodimare.forumfree.it  

La chiazza di petrolio della nave è finora rimasta in mare, ma il maltempo ed i venti, stando alle previsioni per oggi e domani, si prevede che "guidaranno" l'olio a terra. Il ministro dei Trasporti Steven Joyce ha detto: "il petrolio probabilmente arriverà sulla spiaggia nella zona di Papamoa tra mercoledì e giovedi. Gli interventi di recupero dell'olio dall'acqua hanno rimosso, al momento, soltanto il 10% circa del petrolio; e non possiamo far nulla per fermare l'olio ed evitare che raggiunga il litorale, questa è la realtà. La pulizia delle spiagge non sarà difficile ma è necessario poter disporre di una manodopera significativa". Il ministro ha poi ammonito le persone che si trovano vicino alle zone di mare interessate dalla marea nera a non cercare di ripulire l'olio da stessi perché è tossico e potrebbe peggiorare le cose. Trampolieri ed uccelli migratori, tra cui la Pittima Reale rischiano di essere uccisi dal veleno del petrolio. Questo uccello, il cui habitat naturale è rappresentato dalla tundra artica ed acquitrini, sverna negli estuari, sulle rive fangose o sabbiose del mare e nelle zone palustri litoranee. Il suo specchio trofico è rappresentato da crostacei, molluschi, anellidi e larve di insetti, che caccia sondando il fango con il lungo becco. Il turismo potrebbe essere influenzato ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Queste le ultime notizie sull'incidente della"Rena" in Nuova Zelanda. Notizie invero niente affatto buone, che potrebbero segnare profondamente l'ambiente costiero di quella zona, che, a quanto pare, basa la sua economia principalmente sul turismo e sulle bellezze naturali.

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Per la pesca con le spadare, in arrivo una maxi-multa per l'Italia
di Guido Picchetti
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=7430
(solo  per gli abbonati)
su www.pantelleria.com

Pantelleria 09/10/2011, News 8302. Per l’Italia in arrivo una maxi-multa per la pesca con le spadare. E' quanto denuncia l'Ente Nazionale Protezione Animali con il seguente comunicato: Un'altra tegola è in arrivo per le tasche degli italiani. Se entro due mesi dal ricevimento della lettera della Commissione Europea l'Italia non rispetterà il divieto europeo di fare uso delle reti da posta derivanti, tra cui le spadare, gli italiani potrebbero essere costretti a pagare una multa salatissima. «Il nostro Paese - spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri - era già stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea nel 2009, ma da allora, come certifica la Commissione, non è stato fatto nulla per rispettare gli obblighi imposti dalla normativa europea sebbene giaccia presso l'ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente la nostra proposta di decreto per salvare gli animali e salvarci dalle multe.» Recenti ispezioni nei nostri mari hanno infatti evidenziato che non ci sono stati miglioramenti significativi rispetto alla situazione esistente prima della sentenza della Corte. Al contrario è emerso che "l'uso illegale delle reti da posta derivanti è assai diffuso in Italia e che i provvedimenti adottati dalle autorità nazionali non sono sufficienti né abbastanza efficaci per scoraggiare il ricorso a questo metodo di pesca".
«L'Enpa - prosegue Ferri - ha più volta denunciato il colpevole disinteresse del nostro governo su questa materia. A pagarne le conseguenze sono stati e sono, in prima istanze, gli abitanti del mare, le reti da posta derivanti catturano oltre l'80% delle specie accessorie e causano la morte di migliaia di cetacei e tartarughe, ma anche gli italiani che, in un momento non certo propizio per l'economia, si troveranno a pagare un altro, assurdo, balzello».
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Parchi e riserve, tesori sepolti
di Antonella Sferrazza e Livio Coppola
http://www.sudmagazine.it/reportage/parchi-e-riserve-tesori-sepolti/754/#comment-674
su www.sudmagazine.it/

Tra tagli di fondi e problemi di governance, i parchi stentano a diventare una opportunità di sviluppo locale. Nel Mezzogiorno d’Italia le aree protette non sono ancora motore di sviluppo. Troppi vincoli, retaggi culturali e una gestione quasi sempre straordinaria impediscono di sfruttare risorse preziose. Quella dei parchi e delle riserve meridionali è, in gran parte, la storia di una eterna gestione straordinaria. In Campania, come in Puglia, in Calabria come in Sicilia (dove quattro parchi su quattro sono commissariati) molte delle aree ambientali sono commissariate. Lontanissime dai modelli che arrivano da altri Paesi europei dove i parchi, pur nel rispetto della natura, sono gestiti come aziende. E in quanto tali hanno tra i propri obiettivi la sostenibilità economica. In Italia, e nel Sud in particolare, anche se non mancano le eccezioni, retaggi culturali che considerano le aree protette un vincolo, ... [segue]
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Commento del sottoscritto in calce all'articolo sulla pagina web

E Pantelleria ? Che fine ha fatto il suo Parco Nazionale previsto per legge dal 2007 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2007 – Suppl. Ordinario n. 249/L) ? E la sua Area Marina Protetta proposta addirittura nel 1989, durante un convegno denominato “Garofano Azzurro” organizzato sull’isola dall’Associazione Nazionale “Amici dell’ Avanti”, durante il quale il prof. Giuseppe Giaccone illustrò con una sua relazione una proposta preliminare di zonazione e di articolazione dei vincoli per una Riserva Naturale Marina a Pantelleria, chiarendone insieme le prospettive future e i vantaggi che una tale realizzazione avrebbero comportato per l’isola ? In seguito a tale proposta Pantelleria fu inserita come Area di Reperimento nella legge quadro sulle Aree Marine Protette del 1991. Sono passati da allora oltre vent’anni, ma a tutt’oggi nessuna tutela è stata realizzata per il mare intorno a Pantelleria. E allora smettiamola di parlare a vuoto di cose che evidentemente qui da noi non vogliamo, nè ci interessano ! E se desideriamo fare della Sicilia e ancor più delle sue isole delle riserve di “caccia” non solo per i cacciatori, ma soprattutto per i petrolieri, fino a farle diventare dei veri “distretti minerari”, come qualcuno ha argutamente suggerito, diciamolo pure chiaramente…
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Nuova Zelanda: si incaglia nave su barriera corallina. Si teme marea nera. La portacontainer Rena trasporta 1.700 tonnellate di carburante pesante. Si è inclinata su un fondale conosciuto per la sua ricchezza faunistica
http://www.corriere.it/ambiente/...-marea-nera_b32e8fa8-f0d6-11e0-a040-589a4a257983.shtml -
su www.corriere.it

MILANO, 8 ottobre 2011 - È lunga oltre 6 chilometri la striscia nera di petrolio lasciata al largo della Nuova Zelanda dalla nave container Rena, dell'armatore greco Costamare Inc. ma registrata in Liberia. L'imbarcazione, lunga 236 metri e di 47.230 tonnellate di stazza, si è arenata due giorni fa nella baia dell'Abbondanza ... [segue]
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Notizia simile con video anche su "Repubblica it"

http://tv.repubblica.it/mondo/nuova-zelanda-il-cargo-naviga-in-bilico/77560/75951

... e con immagini fotografiche su "Profumo di Mare Forumfree it"
 http://profumodimare.forumfree.it/?t=58223602#lastpost

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Commento del sottoscritto a margine del post
Potrebbe «diventare la peggiore catastrofe ecologica marittima degli ultimi decenni in Nuova Zelanda» l'incidente della portacontainer "Rena", incagliatasi due giorni fa nella Bay of Plenty sulla barriera corallina Astrolabe, a 22 km dal porto di Tauranga. E' quanto ha detto Il ministro neozelandese dell'Ambiente, Nick Smith. Nessuno ferito fra i 25 membri di equipaggio, ma la nave, che è lunga 236 metri con 47.230 tonnellate di stazza, e trasporta 2.100 container e ben 1.700 tonnellate di olio pesante nelle stive, ha una falla nello scafo e si è inclinata di 12 gradi. Le operazioni per disincagliarla richiederanno molto tempo, riferisce il ministro dei Trasporti Steven Joyce, e «c'è il rischio che la nave si spezzi in due e affondi». Insieme ad un breve video sul luogo dell'incidente, sono le ultime notizie diffuse ieri in rete da "Il Corriere della Sera".


Dalla mia Bacheca su FB dell' 8/10/11

Una classifica inquietante. I 10 luoghi più radioattivi del pianeta
http://www.peacelink.it/ecologia/a/34834.html
 
su www.peacelink.it


5 Ottobre 2011 - Nonostante il terremoto del 2011 e le preoccupazioni per Fukushima abbiano riportato la minaccia della radioattività di nuovo nella coscienza pubblica, molte persone non si rendono ancora conto che la contaminazione è un pericolo che riguarda tutto il mondo. I radionuclidi figurano tra le prime sei minacce tossiche, come indicato da un rapporto del 2010 del Blacksmith Institute, una organizzazione non governativa che si occupa di inquinamento. Potreste restare sorpresi dalla posizione di alcuni dei luoghi più radioattivi al mondo – e quindi dal numero delle persone che vivono nel terrore per gli effetti che le radiazioni possono avere su di loro e sui loro figli ... [segue]
Fonte: brainz.org - Tradotto da Antonella Recchia per PeaceLink.
N.d.T.: http://brainz.org/ten-most-radioactive-places-earth/

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Stessa notizia su "Informazione libera" dell'8/10/11
http://www.facebook.com/pages/INFORMAZIONE-LIBERA/71253357381
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Commento del sottoscritto a margine del post

Non solo luoghi ormai considerati apocalittici, ma anche posti apparentemente incontaminati figurano in questa inquietante classifica dei dieci luoghi più radioattivi del pianeta. Tra essi al nono posto troviamo infatti il Mar Mediterraneo. Questo il breve capitolo che lo riguarda. "9. Il Mediterraneo. La ‘Ndrangheta è accusata di aver usato il mare come un luogo comodo per sversare rifiuti pericolosi – scorie radioattive comprese – tariffando il servizio e intascando i profitti. Legambiente sospetta che circa 40 navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi siano scomparse nelle acque del Mediterraneo dal 1994. Se queste accuse fossero vere, dipingerebbero il quadro preoccupante di un quantitativo sconosciuto di scorie nucleari nel Mediterraneo il cui vero pericolo sarà davvero compreso quando le centinaia di barili si deterioreranno o se in qualche modo dovessero aprirsi. La bellezza del Mar Mediterraneo potrebbe davvero nascondere una catastrofe ambientale in corso". Andiamo bene... Grazie a Giò Nastasi per avermi segnalato l'articolo.
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La guerra in Libia non è ancora finita. La Nato non ha stabilito la fine della missione
di Gianandrea Gaiani

http://www.ilsole24ore.com/...guerra-libia-ancora-finita-191104.shtml?uuid=AaONstAE -
su www.ilsole24ore.com 

Nonostante le pressioni di molti Stati membri, preoccupati anche dei costi finanziari, al vertice di Bruxelles conclusosi ieri la Nato non ha stabilito una data per la conclusione dell'operazione "Unified Protector" in Libia. «Non è ancora finita, ma mi aspetto che il momento della conclusione arrivi presto» ha detto in conferenza stampa il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, prevedendo ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un ottimo articolo che fa il punto della guerra in Libia, ancora ben lungi dalla sua conclusione, tra le crescenti rivalità all'interno del Cnt e le difficoltà militari registrate dai ribelli divisi in decine di milizie. E' una crisi interna ai ribelli che mina la fiducia della popolazione nei nuovi leader libici e aiuta Gheddafi, manifestatasi anche a Tripoli, dove il Cnt, dopo aver tentato inutilmente di disarmare le diverse milizie presenti in città, ha ordinato la costituzione di una forza di 22 mila uomini che avrebbe ufficialmente il compito di gestire l'ordine pubblico, cui avrebbe risposto Belhaj, capo del Consiglio militare della capitale e leader della resistenza armata islamica (Gruppo Militante Islamico Libico), minacciando di scatenare "il terrore'' per le strade di Tripoli se i gruppi armati non autorizzati non deporranno le armi.
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Elio e le Storie Tese - La Terra dei Cachi
http://www.youtube.com/watch?v=kgpxvjw0-Nk&feature=youtu.be
su www.youtube.com

Videoclip di Elio e le Storie Tese, 1996. Prodotto da Servizi Corse, regia di Mirna Casadei (con Raoul Casadei e L'Orchestra Italiana). Caricato su You Tube da elioelestorietese in data 21/mar/2007.
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Commento a margine del sottoscritto

Segnalatomi da "Profumo di mare". Un pò d'allegria non guasta... Grazie Filippo... Visionato su YouTube alla data odierna 441.399 volte, con 1.138 "Mi piace", e 26 "Non mi piace".


Dalla mia Bacheca su FB del 7/10/11

Nuova Zelanda: la nave Rena incagliata sversa petrolio
di Filippo Foti

http://profumodimare.forumfree.it/?t=58205597#lastpost -
su http://profumodimare.forumfree.it

Le autorità neozelandesi temono un disastro ambientale a causa della nave container "Rena", 47.000 tonnellate incagliata nella barriera corallina al largo della North Island. I 25 membri dell'equipaggio stanno bene ma si è aperta una falla nello scafo e la nave è inclinata di 12 gradi. Si è incagliata nelle prime ore della mattina di Mercoledì e trasporta circa 1.700 metri cubi di olio combustibile. La nave incagliata ha colpito una barriera corallina al largo della North Island ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Questa volta l'incidente è avvenuto agli antipodi, in Nuova Zelanda, e si teme un disastro ambientale per la barriera corallina su cui si è incagliato il porta-container, carico anche di 1.700 metri cubi di olio combustibile. Il petrolio, riversatosi in mare, ha già creato una chiazza di petrolio lunga più di 5 km. Ma se, con il traffico marittimo che c'è in Mediterraneo, un incidente simile dovesse malauguratente avvenire sulle secche dello Stretto di Sicilia, siamo davvero preparati ad affrontarne le conseguenze ?
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Aeroporti: a Pantelleria e Lampedusa fine lavori estate 2012
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=122942
su www.regione.vda.it

(ANSA) - ROMA, 7ott - Sono una cinquantina gli aeroporti cosiddetti 'minori' in Italia e oltre 600 le infrastrutture tra avio-eli-superfici. L'Enac ha predisposto un investimento di 35 milioni di euro per il triennio 2010-2012 per la valorizzazione e il rilancio degli aeroporti delle piccole realta', i cosiddetti aeroporti 'minori'. Roberto Vergari, della direzione aeroporti minori dell'Enac, nel corso di una conferenza stampa, ha spiegato che i lavori in corso nei due aeroporti di Lampedusa e Pantelleria termineranno entro l'inizio dell'estate 2012. A Pantelleria, ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post
I lavori in corso nei due aeroporti di Lampedusa e Pantelleria dovrebbero terminare entro l'inizio dell'estate 2012. A Pantelleria, infatti, sono in stato di avanzata realizzazione l'ampliamento dell'aerostazione e la creazione di una pista che potrà essere utilizzata anche in caso di vento forte. Possibile, invece, che per quanto riguarda la situazione portuale non si faccia mai un passo avanti, e resta quella di almeno dieci anni fa, se non la si considera addirittura peggiorata con i lavori interminabili di ripristino delle banchine d'attracco del porticciolo di Scauri?

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Il golfo del Messico e i pesci deformi: lesioni batteriche nei pesci dovute quasi certamente al petrolio
di Maria Rita D'Orsogna
http://dorsogna.blogspot.com/2011/10/il-golfo-del-messico-e-i-pesci-deformi.html
su http://dorsogna.blogspot.com/

La Bp vorrebbe farci credere che nel golfo del Messico è tutto perfetto, dopo un anno e mezzo dallo scoppio del suo pozzo di petrolio. Invece non è cosi, e il fatto che la stampa non ne parli, non significa che i problemi non ci siano. Dei delfini che abortiscono, delle macchie che tornano ogni tanto a galla, abbiamo già parlato. In questi giorni ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post
E' passato un anno e mezzo dall'incidente della "Blue Horizon" nel Golfo del Messico e ancora continuano le manifestazioni di sofferenza di quel mare. Un nuovo studio condotto dall'Università della Louisiana, recentemente pubblicato da "Nature", afferma che alcune specie ittiche colpite dal petrolio mostrano deformità diffuse e incapacità riproduttive: effetti cumulativi nel tempo, che si manifestano anche laddove l'acqua mostra poche tracce di inquinanti, e che sarebbero conseguenti ad una modificazione dei geni causata presumibilmente dall'esposizione al mare inquinato. Ma per la BP non è successo nulla e tutto è come prima !!!
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E a Civitavecchia avvistati i rarissimi delfini zifi
http://www.facebook.com/notes/...i-rarissimi-delfini-zifi/10150306538016920 - su Fismed-onlus

Osservare i mammiferi marini del Mediterraneo dal ponte di comando dei traghetti di linea: lavorano così, almeno in estate i ricercatori dell' Accademia del Leviatano, onlus che studia i grandi animali del mare, collaborando con varie università. ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post
Qualche notizia che fa piacere, ogni tanto, si riesce ad trovare in rete... Grazie Fispmed...


Dalla mia Bacheca su FB del 5/10/11

Pantelleria, la chiesa madre nel mirino dei vandali. Interviene il vescovo - L'ultimo sfregio: la sparizione di una maschera di bronzo saldata al portone. Mogavero: sono gesti da condannare
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/...-mirino-vandali-interviene-vescovo--1901733822590.shtml
su http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

PANTELLERIA – Negli ultimi mesi sono diversi gli episodi vandalici registratisi a danno della chiesa Madre dedicata al SS. Salvatore a Pantelleria. Tra questi, l’ultimo in ordine di tempo ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post
La notizia degli atti vandalici alla nuova Chiesa Madre di Pantelleria è stata pubblicata anche da "Il Corriere del Mezzogiorno". Che bella figura per la nostra isola e per i suoi abitanti. Può esserci un tal segno di inciviltà senza che le autorità locali dicano una parola di reprimenda in merito, maggioranza o opposizione che siano? E' vero, ci sono altri gravi problemi in ballo sull'isola, ma quest'inciviltà, a mio giudizio, li supera tutti...

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Atti vandalici nella chiesa in costruzione
http://trapani.blogsicilia.it/atti-vandalici-nella-chiesa-in-costruzione/62405/

su
www.trapani.blogsicilia.it

‎5 ottobre 2011 - Atti vandalici nella nuova chiesa in costruzione, lungo corso Vittorio Emanuele, a Pantelleria. Si sono ripetuti negli ultimi mesi, tanto da creare preoccupazione tra gli isolani. L’ultimo episodio inquietante la sparizione di una maschera in bronzo saldata al portone principale,  ... [segue]
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Notizie simili su "La Sicilia it": "Pantelleria, vandali saccheggiano chiesa"; e su "Sicilia on line": "Pantelleria atti vandalici nella chiesa in costruzione".
http://www.lasicilia.it/index.php?id=64834&template=lasiciliait
http://www.siciliaonline.it/ultimora/cronaca/40771-pantelleria-atti-vandalici-nella-chiesa-in-costruzione

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Commento del sottoscritto a margine del post

Volevo quasi non postarlo sulla mia bacheca di FB questo articolo di Blog Sicilia... Perchè ? Per vergogna, naturalmente... Ma poi ho pensato che non segnalandolo avrei sbagliato... Ormai da oltre un decennio Pantelleria è la mia casa, sono coinvolto e debbo dirlo che provo una grande vergogna per questi atti. Essi denigrano non solo chi li ha commessi, ma tutta l'isola e i suoi abitanti, me compreso. E l'unica speranza sta proprio nel denunciarli, e recitare tutti un mea culpa, in quanto se analizziamo a fondo, chi più chi meno, ne siamo tutti corresponsabili...

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Una "Lettera per Pantelleria" ... tra le "Lettere per l'Abruzzo"...
di Guido Picchetti

http://www.facebook.com/note.php?note_id=289935741018248

su www.facebook.com/guido.picchetti

L'ho trovata stamane. E' una "Lettera per Pantelleria" firmata da Ludovica Raimondi sul sito delle "Lettere per l'Abruzzo" che potete leggere a questo link: http://lettereperlabruzzo.wordpress.com/2011/10/04/lettera-per-pantelleria/#comment-28  e che qui a seguire integralmente riporto, seguita quindi da un mio commento postato sullo stesso sito web. Lettere per l'Abruzzo - 4 ottobre 2011 - Lettera per Pantelleria. Gentile Ministro Prestigiacomo, sono Ludovica Raimondi e vivo a Giulianova, un paese di mare della costa abruzzese, che ... [segue]
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Stessa nota pubblicata anche da "Sicilia on Line" del 6/10/11
http://www.siciliaonline.it/home/ambiente/40810-una-lettera-per-pantelleria-tra-le-lettere-per-labruzzo

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A Maria Rita D'Orsogna, a Carmelo Nicoloso, e a Gaspare Inglese piace questo elemento.


Dalla mia Bacheca su FB del 4/10/11

L'orgoglio dei Parchi nazionali. Vent’anni dopo la legge sulle aree protette, i parchi languono; occorre un forte rilancio ma rimane un quesito: risorgerà il vero “spirito dei parchi”?
di Franco Tassi

http://www.guidopicchetti.it/.../Doc%20Acrobat%202011/News%20Parchi%20Oasis%202011.pdf -
su www.guidopicchetti.it

A fine 2011 l’innovativa Legge quadro sulle Aree Protette (n.394 del 6 dicembre 1991) compirà vent’anni, e l’occasione stimola certamente qualche riflessione. Pullulano proposte di riforma, piovono segnalazioni di lacune, disapplicazioni e distorsioni, secondo alcuni i Parchi stanno diventando qualcosa di ibrido tra etichette promozionali, comodi poltronifici e burocratiche ASL verdi, incapaci di affrontare le sfide del secolo e pronti ... [ segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Qui è riportato per una migliore lettura in formato Acrobat il documento di Franco Tassi, postatomi stamane in bacheca da Carmelo Nicoloso: "Mondo chiama Italia, è ora di svegliarsi! Sì ai Parchi, No alla petrolizzazione. Il futuro è con l'Orso marsicano".
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Altri post a margine del documento
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Post di Enzo Crimi
Nell’ordinamento giuridico italiano la protezione dell’ambiente, bene che assurge a valore primario e assoluto, è imposta dai precetti costituzionali. Pertanto la configurabilità dell’ambiente come bene giuridico non può più essere ignorata dall’uomo e rappresenta una garanzia per consentire una qualità della vita a livelli accettabili. La tutela dell’ambiente passa anche attraverso l’apprendimento e lo studio di tutte le componenti che con esso interagiscono e i parchi sono una componente essenziale per la salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente, nonché, uno degli indicatori primari che distinguono un popolo civile.

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Post di Guido Picchetti
E chi lo nega ? Il fatto è che sono in molti ad ignorarlo, e in massima parte proprio tra coloro che hanno le leve del potere in mano, in buona fede o in mala fede non saprei dirlo...
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Persone a cui piace:
Enzo Incontro, Maria Gheli, Angelica Franco Malerba, Enzo Crimi, Gianpippo D'izzia, Salvatore Caffo, Guido Picchetti.
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Eni ottiene il via libera a un nuovo pozzo petrolifero in Basilicata
http://energia24club.it/articoli/0,1254,51_ART_143687,00.html - su www.energia24club.it

L'autorizzazione della Regione ha scatenato la reazione degli ambientalisti locali ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

La Regione Lucana, si sa, è la regione più povera del nostro Paese. Al tempo stesso è la regione che produce più petrolio, una quantità che corrisponde però solo al 6% del fabbisogno nazionale, pagando il prezzo di risultare la regione inquinata d'Italia... E non basta! Ora l' ENI ottiene il via libera a un nuovo pozzo petrolifero in Basilicata, in provincia di Potenza, con tanto di autorizzazione dalla Regione, e nonostante le reazioni dei locali...
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Il Governo vuole facilitare gli investimenti nel petrolio
http://energia24club.it/articoli/0,1254,51_ART_144124,00.html -
su www.energia24club.it

La bozza del decreto Sviluppo prevede procedure semplificate per le nuove infrastrutture energetiche in Italia ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Andiamo bene... Cominciamo pure a recitare il "De profundis" per lo Stretto di Sicilia, o Canale di Sicilia che dir si voglia...


Dalla mia Bacheca su Facebook del 3/10

Calypso: un progetto sul monitoraggio ambientale marino e costiero del Canale di Sicilia.Tra i protagonisti l'Università di Catania di Alfio Russo
http://www.lavika.it/2011/10/calypso-...-marino-e-costiero-del-canale-di-sicilia-2/
 
su
www.lavika.it

Università degli Studi di Catania protagonista nell’ambito del progetto “Calypso” finanziato dall’Unione europea ed inerente al “Progetto ordinario Italia-Malta – La politica di coesione 2007-2013” grazie all’attività del ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post

Il progetto Calypso va avanti, e sapremo per tempo quando si verificheranno sversamenti in mare di idrocarburi e dove le correnti dello Stretto di Sicilia ne porteranno le conseguenze... Ma ad intervenire prontamente su queste, prima che arrivino sulle coste e peggiorino la situazione, lo chiedo ancora una volta, siamo preparati e attrezzati adeguatamente ? Ma a chiederlo espressamente dovrebbero essere le amministrazioni locali interessate...
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Sub pesca 3000 ricci. Multato dai carabinieri
http://palermo.blogsicilia.it/sub-pesca-3000-ricci-multato-dai-carabinieri/61810/?nl=01102011
su www.palermo.blogsicilia.i

1 ottobre 2011 - I carabinieri della Motovedetta di Terrasini hanno sorpreso, nello specchio di mare nei pressi della località “Torre Molinazzo” di Cinisi, nel palermitano, un giovane intento in una battuta di pesca di ricci. L’intervento dei militari ... [segue]
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Commento del sottoscritto a margine del post
Lo pubblico come promemoria, con l'augurio che qui a Pantelleria non sia necessario l'intervento dei CC, e che il rispetto della legge ci sia, almeno per quanto riguarda i ricci, anche se l'Area Marina Protetta intorno all'isola è ancora ben lungi dal venire istituita... e chissa se lo sarà mai ...

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Kitesurf: uno sport estremo e spettacolare
http://it.paperblog.com/kitesurf-uno-sport-estremo-e-spettacolare-601949/

su it.paperblog.com

Kite Planet Surf è uno dei libri dedicato al KiteSurf. Alcune delle spettacolari fotografie che lo illustrano, sono in mostra (e in vendita) alla libreria Il Mare. L’autore è un romano quarantenne, Roberto Foresti, conosciuto come fotografo ufficiale della Professional Kiteboard Riders Association ... [segue]  
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Commento del sottoscritto a margine del post

Un ricordo inaspettato che non può che farmi piacere: mi giunge da un mio "vecchio" minisub degli anni '70, figlio di Giancarlo Foresti, mio compagno di immersioni a quei tempi, che immortalai in un riuscito controluce subacqueo nelle acque delle Eolie, divenuto copertina de "Il libro del Sub" edito da Mondadori in Italia e in Francia. Grazie Roberto e complimenti per la tua attività... http://www.guidopicchetti.it/articoli_pubbl/Il%20Subacqueo/Poster%20Mares/SDC_posmar07.jpg


(copyright Guido Picchetti) 

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Questa pagina è stata aggiornata il 23/07/12.