Giugno 2011

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Da "RADIO RADICALE IT" del 29/06/11

Commissione Territorio, Ambiente, Beni Culturali del Senato
Senato della Repubblica, 28 giugno 2011 - 15:04

L'audizione in Senato
dei rappresentanti di Greenpeace e Comitato No Trivella Day

nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'ecosistema del Mediterraneo


 

Durata:
28' 4"
Genere:
Commissione
XIII commissione - territorio, ambiente, beni ambientali
Licenza:
Creative Commons

http://www.radioradicale.it/scheda/330881#int2567452,302,892
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Pantelleria vuole o no l'Area Marina Protetta per salvare il suo mare e quello dello Stretto di Sicilia dai tanti pericoli che li minacciano ? E' quello che, a  conclusione dell'audizione, vien fatto di chiedersi e la risposta, inutile dirlo, e tutt'altro che chiara ...
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Da "REUTERS ITALIA" del 28/06/11

Trivellazioni alle Tremiti, ambientalisti
fanno ricorsi al Tar

ROMA (Reuters) - Legambiente ha annunciato oggi di aver presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio contro un decreto del Ministero dell'Ambiente che ha autorizzato un programma di trivellazioni in mare aperto al largo delle isole Tremiti.

"Legambiente, insieme ad altre associazioni ambientaliste, ha impugnato dinanzi al Tar del Lazio il decreto del ministero dell'Ambiente (126/2011) che valuta positivamente, sotto il profilo della compatibilità ambientale, un programma d'indagini sismiche proposto da Petroceltic Italia srl per l'individuazione e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi sottomarini al largo delle coste abruzzesi, molisane e pugliesi", dice un comunicato. Petroceltic Italia è una controllata della irlandese Petroceltic International con interessi nella Valle del Po, nell'Adriatico, nel Golfo di Taranto e nel canale di Sicilia.

Secondo le associazioni che hanno presentato ricorso, nel provvedimento del Ministero dell'Ambiente esisterebbero "numerosi vizi formali e sostanziali che inducono a dubitare della corretta individuazione e valutazione degli impatti ambientali che verrebbero arrecati all'ambiente marino". In particolare, gli ambientalisti contestano che il Ministero non abbia chiesto il parere della Regione Puglia, "nonostante le isole Tremiti siano più vicine all'area di ricerca della Petroceltic dei comuni costieri di Abruzzo e Molise".

Contestata anche la mancata valutazione d'impatto ambientale (Via) complessiva per i circa 4.000 chilometri quadrati di mare che ospitano 11 diverse aree di indagine petrolifera, mentre è stata autorizzata solo una Via singola, relativa alla frazione di competenza della Petroceltic. "Così facendo il ministero dell'Ambiente ha evidentemente violato i principi affermati solo un anno fa dal giudice amministrativo in relazione a un analogo progetto di ricerca frazionato in lotti della società Northern Petroleum (cfr. sentenza TAR Puglia - Bari, n. 2602/2010)".

Nei giorni scorsi hanno già presentato ricorso contro il progetto di trivellazioni la Regione Puglia, la regione Molise e alcuni Comuni.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE75R0C620110628
Notizia simile su "SHIPPING ON LINE - IL SECOLO XIX IT"

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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Lega Ambiente si sveglia alle Tremiti, ma dorme per lo Stretto di Sicilia... Ma non è tutto lo stesso mare Mediterraneo ad esser interessato ? O si pensa che tra una zona di mare e l'altra e l'altra ci siano confini e barriere che tengano lontano certe minacce ? E aggiungo ancora una nota al mio commento. La "Petroceltic " è proprio una delle due società titolari dei permessi di ricerca già concessi a nord di Pantelleria. Guardate la mappa, che qui sotto riporto ancora una volta: è una concessione che arriva a pochi chilometri dall'isola, ancora priva, a differenza delle Tremiti, di un'AMP che allontani, in base alle ultime disposizioni ministeriali, ad almeno 12 miglia dai suoi confini la possibilità di trivellare i fondali.

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Post di Giò Nastasi

... :((( avrei bisogno di buone notizie... che tristezza caro Guido!
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Da "MARSALA IT" del 28/06/11

Audizione al Senato per i No Triv di Pantelleria

Rappresentanti del comitato No Trivella Day di Pantelleria e dell’organizzazione internazionale Greenpeace sono stati ascoltati oggi dalla Commissione Ambiente del Senato, presieduta dal sen. Antonio d’Alì, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'ecosistema del Mar Mediterraneo.

«I rappresentanti hanno confermato l'allarme per il Mediterraneo in generale e per Pantelleria nel particolare soprattutto per i tentativi di prospezione geologica di ricerca petrolifera e di idrocarburi- ha detto il sen. d’Alì -. Abbiamo intenzione, per questa ragione di sollecitare il Governo, soprattutto per quanto riguarda i rapporti internazionali, per esempio con la Tunisia, ad intervenire sulle trivellazioni. Chiederemo anche una verifica delle autorizzazioni che sono state già concesse. Auspichiamo inoltre la ratifica di trattati internazionali come la Convenzione di Barcellona da parte di tutti i paesi del bacino del Mediterraneo».

Domani la commissione di Palazzo Madama esaminerà il testo del decreto sulle royalties in materia di ricerca di idrocarburi: «Da un primo esame abbiamo osservato che non ci sono normative sulla tutela ambientale» ha concluso d’Alì.

http://a.marsala.it/cronaca/ambiente/31911-audizione-al-senato-per-i-no-triv-di-pantelleria.html
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Lega Ambiente si sveglia alle Tremiti, ma dorme per lo Stretto di Sicilia... Ma non è tutto lo stesso mare Mediterraneo ad esser
interessato ? O si pensa che tra una zona di mare e l'altra e l'altra ci siano confini e barriere che tengano lontano certe minacce ?
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Da "ECOBLOG" del 28/06/11

Sardegna, no all'eolico off shore all'Asinara

di Marina

La Sardegna dice no a 26 pale eoliche off shore di fronte al Golfo dell’ Asinara, nonché parco Nazionale. Gli aerogeneratori progettati dalla Seva Srl di Aosta avrebbero dovuto produrre 36 MW, ma per farlo sarebbero stati installati un po’ troppo sottocosta.

Si chiede Stefano Deliperi portavoce delle associazioni ambientaliste Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra:

«Dalle 27 centrali eoliche attuali, se fossero realizzate le altre 34 in attesa di autorizzazione, si giungerebbe a 61 parchi eolici con ben 1.265 megawatt di potenza. Basti pensare che oggi l’isola è del tutto autonoma rispetto alla rete nazionale. Puo contare sulla potenza installata di circa 2.200 megawatt pur impiegandone ogni giorno di solito 1.730 (e la notte solo 1.300). Senza considerare che con il potenziamento dei trasporti via cavo fra Sardegna e la Penisola, non ne potranno esser esportati più di 1.000 megawatt. Un’energia inutile, dunque, per la collettività. Ma utilissima per le società che la producono, grazie alle cospicue sovvenzioni dell’Unione Europea in materia di “certificati verdi”».

http://www.ecoblog.it/post/12788/sardegna-no-alleolico-off-shore-allasinara?
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Dopo il no della Regione Sicilia e delle autorità governative ad un parco eolico off-shore sul "Banco di Pantelleria" (sul quale peraltro grava tuttora la minaccia delle trivellazioni petrolifere già autorizzate, anche in barba alla proposta di farne la zona "A" dell'istituenda AMP di Pantelleria...), ora ci riprovano in Sardegna, con un Parco Eolico off-shore proprio di fronte all'AMP dell'Asinara... Siamo all'assurdo...
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Post di Maria Godas

Assurdo....purtroppo quando ci sono gli interessi economici di mezzo le persone perdono proprio il senno (o non l' hanno mai avuto)
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Da "POSEIDON TEAM" del 28/06/11

Curiamo i Giardini di Poseidone – Ed. 2011

Il 28 maggio si è svolta a Piano di Sorrento la terza edizione della manifestazione di pulizia dei fondali marini: "Curiamo i giardini di Poseidone".

Il Poseidon Team A.S.D. in collaborazione con i Lions Penisola Sorrentina si sono ritrovati di primo mattino presso il porto di Marina di Cassano per svolgere le operazioni di recupero dei materiali antropici sversati in mare nel tratto di costa antistante lo specchio acqueo di Piano di Sorrento. Le condizioni meteomarine non hanno favorito lo svolgimento della manifestazione che in ogni caso si è svolta con grande successo. Al termine della giornata, sono stati consegnati a PenisolaVerde una grande quantità di rifiuti, da indirizzare al corretto smaltimento in discarica.

Arrivederci all’edizione 2012!

    

http://poseidonteam.wordpress.com/2011/06/28/curiamo-giardini-di-poseidone-ed-2011/
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Bravo Antonio Mario, encomiabile iniziativa... E siamo in provincia di Napoli, che, detto tra parentesi (testimonianza personale recentissima), ho trovato pulitissima in particolare sulla Penisola sorrentina tutta ... D'altro canto, più raccolta differenziata di così !

Da "IL GIORNALE DEL CILENTO" - 28/06/11

Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano,
rischio incendi estivi: "Il personale è ridotto"

di Marianna Vallone

2 giugno 2011 - Ritorna, come ogni anno, la preoccupazione per i roghi estivi e l'attenzione, da parte degli enti del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, si è già focalizzata su alcune problematiche: il personale a disposizione per le emergenze estive è esiguo e non potrà fronteggiare le difficoltà che il Parco nazionale si trova a risolvere nei mesi più caldi.

Intanto il piano d'emergenza è pronto. Sono previste attività di studio, sperimentazione e l'arrivo di due elicotteri per le attività anti-incendio.

Spiega Amilcare Troiano, presidente del Parco: «Anche quest'anno, così come previsto, abbiamo aggiornato e trasmesso il piano alla regione. Il nostro personale è molto ridotto e da solo non riesce ad affrontare tale servizio. C'è bisogno di capire quale potrà essere l'apporto degli uomini delle Comunità Montane, considerata la crisi che sta affliggendo gli enti montani. Questa problematica l'affronterò nei prossimi giorni direttamente in Regione, così come solleciterò il Corpo Forestale per rafforzare la propria presenza».

http://www.giornaledelcilento.it/it/incendi_parco_nazionale_del_cilento_e_vallo_di_diano_rischio_incendi
_estivi_il_personale_e_ridotto.html

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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Questo sì che è un articolo recente. E' del 12 Giugno u.s. e denuncia il rischio incendi estivi a causa del personale è ridotto... Purtroppo in questi casi c'è il forte dubbio su una interessata dolosità degli incendi verificatisi, e solo una magistratura serena, imparziale e rapida potrà chiarirlo. Ma vorrà e saprà farlo ? Il dubbio resta...
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Post di Antonio Mario

Certo che impostata così secondo me si chiama camorra...

Da "PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO" - 28/06/11

Newsletter n°08 del 18 giugno 2008

Avviato il progetto sull'uso del "fuoco prescritto"
per la prevenzione degli incendi

a cura di Giovanni Ciao e Barbara Cirillo

Nei giorni scorsi ha avuto inizio la sperimentazione sull’uso del fuoco prescritto nel territorio del parco. Tale tecnica si caratterizza come un’azione di prevenzione prevista nel Piano AIB 2008, (Piano antincendi boschivi) redatto dall’Ente Parco e recepito nel corrispondente Piano AIB della Regione Campania. Per la realizzazione del progetto, l'Ente si è avvalso del coordinamento del prof. Stefano Mazzoleni, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e della partecipazione del prof. Francisco Rego, docente dell’Istituto Superiore di Agronomia dell’Università di Lisbona, uno dei massimi esperti internazionali in questo settore, e di un gruppo di ingegneri portoghesi, altamente specializzati nell’applicazione di tale tecnica, coordinati dall’ ing. Antonio Salgueiro, del Servizio Forestale Nazionale del Portogallo.

Alle attività di campo, volte all’individuazione dei siti idonei da sottoporre alla sperimentazione, è seguito un seminario incentrato sui principi ecologici e metodologici del fuoco prescritto. Le attività hanno visto la partecipazione del personale del Corpo Forestale dello Stato del Parco. L’uso del fuoco prescritto, come tecnica di prevenzione degli incendi, rappresenta un valido esempio di applicazione ecologica del fuoco. La tecnica consiste nel ridurre la biomassa bruciabile, facendo transitare un fronte di fiamma in condizioni di sicurezza, allo scopo di prevenire gli eventuali incendi, riducendone l'intensità e permettendone una minore propagazione e una più facile estinzione. La sperimentazione positiva del fuoco prescritto, esteso al territorio del Parco, il primo tra i parchi nazionali d’Italia ad adottare tale tecnica, può contribuire in modo considerevole ad un innalzamento dell’efficacia del servizio antincendio, equiparandolo ai più avanzati livelli dei servizi europei.

Oltre alle applicazioni del  fuoco prescritto a scopo di prevenzione, la stessa tecnica può anche rappresentare una valida soluzione per la gestione e conservazione di habitat di prateria e di arbusteti, di particolare interesse naturalistico, tutelati dalla normativa dell’Unione Europea, che nel territorio del parco rischiano di scomparire per l’abbandono delle tradizionali attività agro-silvo-pastorali. Tale tecnica è applicata con successo, da diversi anni, in molti paesi europei, mentre in Italia è stata avviata solo di recente in poche regioni.

http://www.cilentoediano.it/AIB/incendi/doc/allegati/Allegato_16_NEWS_Fuoco_prescritto.pdf
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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In altre parole. Questa è la tecnica del "fuoco prescritto" il cui progetto è stato avviato nel 2008 per la prevenzione degli incendi nel Parco del Cilento. Quello che mi piacerebbe sapere, è se, nei tre anni successivi trascorsi, gli incendi siano di fatto mediamente diminuiti. Un incendio poi può sempre capitare... proprio come una rondine a primavera...

Dalla mia "BACHECA" su Facebook del 28/06/11

Gli incendi nel Parco del Cilento
e il "fuoco prescritto"

Ore 8,45 - Post di Guido Picchetti
La notizia curiosa è questa. Solo 7 giorni fa il personale del Corpo Forestale dello Stato del Parco del Cilento era stato impegnato in esercitazioni con l'obiettivo di ridurre per quanto possibile la biomassa bruciabile e prevenire così gli incendi. Dalle ipotesi alla realtà il passo è stato immediato. Il risultato ?  Spero sia stato quello giusto... Vedi l'articolo on line "Parco Nazionale del Cilento: si sperimenta come prevenire gli incendi" su "E' COSTIERA ON LINE" di Marta Savino, pubblicato Venerdì 20 Giugno...
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Ore 8,50 - Post di Guido Picchetti

Errata corrige: la notizia di cui si parla dell'esercitazione per prevenire gli incendi con il "fuoco"prescritto è sì del 28 Giugno, ma del 2008, risale cioè a ben tre anni fa... Ma allora mi par proprio che qualcosa non quadra...
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Post di Giò Nastasi

‎... troppe cose ormai non quadrano più caro Guido! :(

http://www.facebook.com/guido.picchetti

Dal "CORRIERE DEL MEZZOGIORNO" - 28/06/11

Parco Nazionale Vallo di Diano
Insieme al caldo ritornano gli incendi

Decine di ettari distrutti nel Cilento. Le fiamme sono alimentate dalle forti raffiche di vento. A Vibonati e Prignano i roghi anche vicino alle abitazioni

27 giugno 2011 - SALERNO - Torna il caldo e purtroppo in Cilento tornano anche i roghi con decine di ettari andati «in fumo». Laureana, Prignano, Ascea, Vibonati. Sono alcuni dei Comuni interessati dagli incendi che nella giornata di ieri hanno coinvolto buona parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Le fiamme sono alimentate dalle forti raffiche di vento che dalla serata di sabato si sono abbattendo sul territorio.

Impegnate nell’opera di spegnimento per tutta la giornata le squadre dei vigili del fuoco con i mezzi aerei della Protezione Civile. I casi più gravi si registrano a Vibonati, Prignano e Laureana dove le fiamme hanno anche minacciato alcune abitazioni. Decine, gli ettari di macchia mediterranea distrutti, oltre che alcuni uliveti.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/27-giugno-2011/insieme-caldo-ritornano-incendidecine-ettari-distrutti-cilento-190959637232.shtml

Notizia simile su "SALERNO TODAY" del 26/06/11 - "Incendi nel Cilento, vigili del fuoco costantemente al lavoro"
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Solo su Rai3 ieri la notizia degli incendi de Parco Nazionale del Cilento. Eppure, se una zona è parco, la sua tutela dovrebbe essere interesse primario di tutti, sia nel prevenire gli incidenti, sia negli interventi per ridurne le conseguenze, ma anche nell'informazione al riguardo...
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Post di Giò Nastasi

‎...purtroppo l'informazione è monitorata...come tutta la nostra vita.. :(

Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7720" - 28/06/11

Il sindaco Alberto Di Marzo si congratula
per il ritrovamento delle 1500 monete

"Il Museo del Mare deve sorgere all'Arenella"

Pantelleria 25/06/2011 - Esprimiamo le più vive congratulazioni per il ritrovamento delle monete di bronzo risalenti al terzo secolo a.C. ed un particolare ringraziamento a tutti coloro chi si stanno dedicando con grande passione a questa ricerca. Il ritrovamento mette ancora in luce il ruolo strategico, non fosse altro per la nostra posizione geografica, che Pantelleria ha avuto in questo tratto di mare Mediterraneo sin da quando si cominciò ad andare per mare.

Da anni questa amministrazione ha iniziato a pensare ad un museo del mare che dovrà nascere in località Arenella dal recupero di un rudere già individuato, oltre al museo che possa contenere tutti i ritrovamenti lungo le nostre coste. Dovrà diventerà sede stabile di un osservatorio per la difesa e la salute del nostro mare, dando continuità al documento ( Acqua salata ) sottoscritto in occasione del convegno tenutosi il 18 e 19 giugno.

L'augurio è che questo progetto già pensato agli inizi del 2000 possa finalmente attuarsi sopratutto per l'importanza che l'osservatorio potrà avere per il controllo costante della salute di questo tratto di mare, fermamente convinti quale siamo che, dalla salute del nostro mare, dipenderà il presente e il futuro della nostra economia.
Alberto Di Marzo Sindaco

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6848  (solo su abbonamento)
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Commento su FB del sottoscritto a margine del documento
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Una bella dichiarazione del Sindaco Di Marzo che fa davvero sperare che qualcosa possa cambiare: un Museo del Mare all'Arenella che sia anche sede stabile di un Osservatorio per la Difesa e la Salute del Mare di Pantelleria... Mi sembra di sognare.. Da quando se ne parla, secondo il Sindaco, sarebbero già passati 11 anni... A quando l'inizio lavori ?
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Post di Pantel Voice

E che dire del progetto (approvato con tanto di finanziamenti in fase di elargizione) relativo alla rivalutazione della Zona Arenella presentato dall'ex-Sindaco in pieno mandato durante un convegno sulle opportunità per l'isola ? Che fine ha fatto?
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A Gente Di Mare Divingsailing e Carla Papa piace questo elemento.

Da "OASIS" - 27/06/11

Un messaggio di speranza per la Natura

Ricevo da Carmelo Nicoloso e ben volentieri pubblico qui e riporto nei miei Echi di Stampa l'articolo "La profezia dei Maya", un vero e proprio messaggio di speranza sull'amore e il rispetto verso la Natura che, narrando le imprese di Tom Perry, Ambasciatore della Natura, sarà pubblicato sul prossimo numero di Oasis a firma di Franco Tassi. Secondo i Maya nel 2012 ci sarà un cambiamento, ma, secondo il decano degli sciamani guatemaltechi, «... questo è ciò che dice il loro calendario, ma non si tratterà di quella fine del mondo che sembra oggi preannunciata da mille sconvolgimenti. Sarà invece l’inizio di una nuova era della terra, il mondo riscoprirà i valori perduti e dimenticati, capirà che non si vive solo di materia e restituirà spazio all’anima. E l’umanità tutta potrà trarne beneficio». (Guido Picchetti)

Leggi l'articolo di Franco Tassi "La profezia dei Maya"
che sarà pubblicato sul prossimo numero di "Oasis"

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Commento su FB a margine del documento
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A Salvatore Ianniello e Giò Nastasi piace questo elemento

Da una mia "NOTA" su FB del 27/06/11


Le dieci giornate di Sorrento di Enzo Maiorca

di Guido Picchetti

Una notizia trovata casualmente in rete, quella leggibile nell'immagine qui sotto, che mi piace salvare per vari motivi, non ultimo quello che ricorda un episodio della storia subacquea delle acque di Sorrento, da me non citato nella recente rimpatriata vissuta con tanti cari amici subacquei nei giorni scorsi a Nerano, presso l'Area Marina Protetta di P.ta Campanella.


Documento da "LIBRERIA INDICE" del 19/06/11

Si tratta del primo tentativo di record di discesa in apnea di Enzo Maiorca del settembre 1974. Tentativo che fu interrotto bruscamente, durante la discesa del campione verso gli abissi, dalla famosa "capocciata" contro le bombole di Enzo Bottesini, il quale, in immersione a una quindicina di metri di profondità, non si era accorto di Maiorca in discesa e in quel momento era a poca distanza dal cavo che serviva da guida per il campione verso il contrassegno piombato del record. Il colpo fu forte e violento, come documentarono le telecamere subacquee dislocate a varie quote, sia quelle della RAI, sia quelle in particolare del subacqueo regista Gigi Olivieri, impegnato a girare un film sull'avvenimento.

Il sottoscritto, per l'occasione foto-reporter per "Mondo Sommerso" del tentativo di record di Maiorca, si trovava, insieme ad altri fotosub autorizzati, ben più in profondità. E lì restammo tutti per svariati minuti in vana attesa del campione, fin quando un smz dei VVFF venne a segnalarci di risalire. E allora sapemmo dell'accaduto e di come Enzo Maiorca fosse risalito in superficie dopo l'incidente giustamente inferocito, lanciando a piena voce pesanti anatemi e improperi contro quel fotosub che aveva interrotto la sua discesa. Il tutto in diretta TV, ripresa anche in Eurovisione !!! Mentre noi, poveri fotosub in attesa sul fondo, del tutto incolpevoli e ignari, solo in superficie sapemmo di quanto successo , e poi, più tardi, di come i vari familiari, davanti alla TV, avessero temuto che proprio di ognuno di noi fosse la colpa...

Tanto per la cronaca, il tempo nei giorni seguenti si guastò... Enzo Maiorca fu costretto ad una settimana di stressante attesa di condizioni meteo-marine favorevoli, ma alla fine conquistò il record (-87), effettuando la prova drammatica nelle acque profonde al largo dell'isolotto del Vercece, divenuto per questo a lui caro, senza troppo clamore, con poca TV, e pochi fotoreporter al seguito... Beata solitudine, avrà certamente detto alla fine !!!

Tutta la storia delle "Dieci giornate di Sorrento" di Enzo Maiorca potete leggerla all'url:
http://www.guidopicchetti.it/articoli_pubbl/Mondo%20Sommerso/MS_7412_EMldgds.htm

http://www.facebook.com/note.php?note_id=240733502605139
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A Leonardo D'Imporzano piace questo elemento.

Da "PARKS IT" - 27/06/11

Grande successo per la kermesse
"Le meraviglie del nostro mare"

di Raffaele Di Palma

Più di 100 persone hanno assistito alle proiezioni e ai racconti di Guido Picchetti, storico sub nazionale e agli aneddoti divertenti dei più famosi subacquei della penisola. Terminato anche il corso di biologia, attestato per 10 studenti universitari

24/06/11 - Storie e aneddoti della vita sottomarina. Racconti di oltre 60 anni di immersioni in penisola sorrentina, corredati da foto sensazionali. E' stata un successo la manifestazione "Le meraviglie del nostro mare" organizzata dall'Area Marina Protetta di Punta Campanella a margine del corso pratico di biologia marino, svolto dal 19 al 22 giugno al villaggio Diving Nettuno a Marina del Cantone. Oltre 100 persone hanno partecipato alle tre serate che hanno visto protagonista assoluto Guido Picchetti, storico subacqueo italiano che ha fatto immersioni accanto al mitico Enzo Maiorca. Molti spunti interessanti sono venuti anche dagli interventi dei decani dei sub locali: i coniugi Rosaria ed Enrico Gargiulo, Virgilio Liguori e Antonio Fimeroni. Nelle loro foto e nei loro racconti, l'amore per il mare, per i suoi abitanti e tanti aneddoti divertenti. Le tre serate hanno chiuso il Corso pratico di Biologia marina che ha visto la partecipazione di 10 studenti universitari che, tra immersioni, raccolta dati e attività di laboratorio, hanno trascorso una vera e propria full immersion nel mondo della biologia marina. Lezioni curate dai professori universitari Giovanni Fulvio Russo, Roberto Sandulli e da Guido Villani del CNR.

http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=13826
Articoli simili su "POSITANO NEWS", "PENISOLA SORRENTINA NEWS"

Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7725" del 26/06/11

Come un impegno per la salvaguardia del mare

Il gruppo "Progetto Pantelleria" condivide la "Carta Salata"

Il gruppo consiliare PROGETTO PANTELLERIA, a conclusione del convegno “Un punto nel mare, un mare di punti” svoltosi a Pantelleria lo scorso 18 e 19 giugno, vuole condividere e quindi sottoscrivere la “Carta Salata” come impegno formale per la salvaguardia e la tutela del nostro mare. Il nostro impegno in tal senso era già stato evidenziato con la presentazione, in consiglio, di una mozione tendente a riattivare le procedure per la realizzazione degli studi conoscitivi e propedeutici alla redazione della carta biocenotica per il monitoraggio ambientale e la prevenzione dell'inquinamento marino.

Il convegno, iniziativa lodevole alla quale va il nostro plauso, ci ha dato modo di venire a conoscenza della nuova posizione assunta dal Sindaco di Pantelleria, Alberto Di Marzo, il quale ha dichiarato che si sono potute gettare le basi, anche grazie all'intervento del Senatore D'Alì per rivedere la posizione di Pantelleria per quanto riguarda l'Area Marina Protetta. Tale dichiarazione lascia ben sperare che finalmente possa esserci, da parte dell'Amministrazione comunale, una visione più ampia, corretta e completa dell'Area Marina protetta, che possa cogliere tutte le opportunità di sviluppo che questa può offrire, lasciandosi alle spalle tutte le strumentalizzazioni poste in essere durante la campagna elettorale. Appare chiaro anche che la soluzione prospettata di una zona SIC – ZPS a mare, come unico strumento per tutelare l'ambiente marino e per allontanare le campagne di ricerche di idrocarburi, non possa essere ritenuta una strada percorribile.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6853  (solo su abbonamento)

Da "AGRIGENTO WEB" del 26/06/11

Basta! Adesso ci metto la faccia

di Elio Desiderio

Sono un giornalista pubblicista e fotoreporter che corrisponde da Lampedusa da molti anni per il quotidiano La Sicilia di Catania. Da quando esiste il fenomeno della immigrazione clandestina, non appena le procure italiane chiudono i battenti; vedo arrivare sull’isola, il gota del giornalismo italiano e qualche volta anche internazionale. Il fior fiore di inviati, corrispondenti e operatori della informazione.

Certo, mancando notizie di cronaca nazionale a procure chiuse, quale migliore occasione degli sbarchi a Lampedusa per riempire le prime pagine dei giornali o per avere titoli interessanti per i tg. Ho visto, nel corso degli anni, molti colleghi che pur di avere un titolo in prima pagina, sono riusciti a trovare notizie eclatanti che io stesso che vivevo e lavoravo sull’isola non riuscivo a trovare.

Ad esempio, ci fu una notizia (eravamo nei primi anni del 2000) che riguardava un caso di meningite (la notizia data alle 7,00 del mattino fu immediatamente ritrattata e corretta perché non vera alle 11,00 della stessa giornata). All’epoca però tutti i tg delle 14,00 e i giornali dell’indomani, esclusa La Sicilia di Catania ovviamente, diedero la notizia come se fosse stata vera.

I fatti: quella mattina, arrivò un barcone con a bordo diversi immigrati e fra questi, c’era una bambina con la febbre molto alta, secondo i medici, la piccola aveva anche una rigidità al collo, tipica dei casi di meningite. Immediatamente, furono messe in atto tutte le precauzioni. La bimba, fu portata a Palermo con l’elicottero di soccorso; i finanzieri che la avevano recuperata furono messi in quarantena in caserma. Dopo poche ore, alle 11,00 circa, arrivò la notizia che non si trattava di meningite e la rigidità al collo della piccola immigrata era dovuta ad una malattia congenita che aveva dalla nascita.

Bene. Dalle 11,00 in poi di quella giornata, non feci che girare per le postazioni di Rai e Mediaset distribuite nelle prossimità del molo Favaloro di Lampedusa, per vedere se avevano recepito il passato allarme meningite. Lo avevano ricevuto tutti ma alle 14,00 di quel giorno i titoli furono identici per i tg: “Caso di meningite a Lampedusa! I finanzieri in quarantena chiusi in caserma”. Lo stesso per i quotidiani dell’indomani. Non potevo crederci. Non riuscivo ad accettare la situazione. Dopo due giorni, solo alcuni scrissero la verità ma la notizia ovviamente, non era più in prima pagina. Ricordo che dopo qualche giorno, iniziarono ad arrivare disdette da tutta l’Italia di turisti che avevano visto i tg e letto quei giornali. Gli albergatori erano disperati. Ma giustamente, chi è quel padre di famiglia che andrebbe in un luogo di vacanza dove c’è il rischio di una malattia così brutta. Ricordo di Umberto Gibilisco, proprietario dell’unico camping dell’isola che mi portò le copie delle disdette che gli erano arrivate per fax per farmele pubblicare sul giornale sul quale scrivevo. Fu uno scempio per Lampedusa e tutto, per una notizia falsa da dare per forza; in rispetto evidentemente di una mancanza di altre notizie più roboanti per quel giorno? Da allora, capii che non potevo fare nulla se non quello di raddrizzare il tiro a mano a mano che partivano notizie giornalistiche da Lampedusa, e questo grazie a qualche collega di agenzia al quale spiegai quanto era accaduto per il falso caso di meningite e che da allora sento spesso proprio per cercare di fare in modo che le notizie possano essere confermate sempre meglio. Da allora, tante notizie sono partite da Lampedusa e nessuno o quasi bada a spese per i termini terroristici utilizzati.

Il mese scorso ad esempio; arrivano sull’isola circa 1500 persone che vengono portate all’interno del centro poi, dopo qualche ora, imbarcati su una delle navi che era pronta in rada e fatti partire alla volta di Genova ma, una agenzia batte questa notizia “Caos a Lampedusa, arrivano in 1500, l’isola esplode”. Ecco, l’isola esplode ma cosa esplode? Perché esplode? Caos cosa vuol dire? Perché invece non si dava la notizia buona che nonostante fossero arrivati in 1500 quel giorno, in poche ore erano stati trasferiti da Lampedusa e quindi non ci sono problemi a Lampedusa? Capisco, non fa effetto. Giusto.

Oggi poi abbiamo superato ogni limite della decenza. Oggi siamo arrivati ai “sondaggi” per Lampedusa. Mi chiedo, chi è quel collega (o quella agenzia e chi ha ordinato e pagato una agenzia apposta) che ha avuto l’acutissima idea di chiedere agli italiani, se hanno paura o no di venire in vacanza a Lampedusa, facendo venire fuori una serie di dati che ovviamente, hanno ripreso tutti gli organi di informazione (ansa compresa). Francamente, non ne capisco l’utilità. Posso solo però, a nome mio e di tutti gli abitanti di Lampedusa e Linosa ringraziare. Per come siano riusciti a diffondere il sondaggio; per come si stia riuscendo a distruggere tutto quanto si sia voluto fare in questi mesi, per cercare di non creare allarmismo inutile ed inopportuno intorno a Lampedusa. Non fare allarmare i potenziali turisti serve a due cose, la prima è perché realmente di pericoli a Lampedusa, non ce ne sono per i villeggianti. Le forze dell’ordine stanno riuscendo a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica anche quando arrivano migliaia di persone ogni giorno; la seconda è che l’isola vorrebbe vivere di turismo ma con questo sondaggio “barbino”, si è tornati indietro. Grazie tante anche a nome di tutti i giovani che aspettano di potere lavorare nelle strutture ricettive e che quest’anno non riescono a trovare qualcuno che li assume.

Grazie a nome di tutte le mamme che aspettano di potere lavorare negli alberghi dove vanno a fare le inservienti (la maggior parte di queste donne, i soldi che guadagnano li utilizzano per mandare i figli a studiare fuori); Grazie a nome di tutti coloro i quali posseggono delle case che affittano ai turisti. Vedete, cari colleghi. A Lampedusa, lavorare tanto in estate, non serve ai residenti per vivere solamente una vita decorosa ma soprattutto, per potere partire durante il periodo invernale e non per le ferie, ma ad esempio, per andare a Palermo a fare una tac o una risonanza magnetica. Quello che per un palermitano o un romano è normalità, per i lampedusani è una eccezione perché sull’isola, non è possibile fare accertamenti di tutti i tipi e i nuclei familiari partono anche due o più volte l’anno, per potersi curare o per fare accertamenti sanitari e le spese di viaggio, vitto e alloggio non sono rimborsate. Non ho mai letto di un giornalista che scrive ai propri colleghi così come sto facendo io ma credetemi, non credo sia più possibile andare avanti così, non è giusto. Spero di essere stato esaustivo e di avere ringraziato abbastanza chi ancora una volta, è riuscito a distruggere l’immagine di un luogo da sempre sotto i riflettori mediatici. Un posto che evidentemente ha come uniche colpe quella di essere il naturale crocevia di migliaia di sventurati e quella di essere in balia di professionisti dell’informazione che non riescono ad andare tanto per il sottile, pur di arrivare primi in ordine di importanza delle notizie. Qualche collega, mi ha suggerito che forse, questo sondaggio è stato creato apposta per una questione politica. Non voglio crederci; sarebbe una bastardata troppo grande.

Commenti for “Basta! Adesso ci metto la faccia.”

Guido Picchetti scrive:
26 giugno 2011 alle 08:44


Concordo con te al 1.000%... Purtroppo questo è quello che accade nel convulso mondo giornalistico, o ancora meglio, “pseudogiornalistico”. Occorrerebbe che ognuno prima di scrivere qualcosa si prendesse la briga di controllare fonti e veridicità delle notizie che passa e sulle quali scrive... E ci vorrebbe che anche chi legge, anzichè fare il “passaparola”, pesasse a dovere quanto legge e quanto dice… Ma allora sarebbe un altro mondo, che tutti vorremmo avere, ma per arrivare al quale non facciamo certamente molto… Per non parlare poi di quando c’è “malafede” finalizzata a sporchi e a volte anche meschini interessi. E’ la “bastardata” di cui parli che vedo diffondersi sempre più... Un abbraccio, e sta pur sicuro che personalmente ci metto la faccia anch’io... e faccio con te il “Giano bifronte” ben volentieri... Auguri.

http://agrigentoweb.it/basta-adesso-ci-metto-la-faccia_83477/

Da una pagina web della mia Home Page - 25/06/11

Le nuove 12 SPAMI dell'UNEP-MAP

di Guido Picchetti

Quello che segue è il testo di una pagina pubblicata sul mio sito nell'Ottobre scorso, interamente dedicata alle 12 "SPAMI" segnalate dall'UNEP-MAP nel Giugno 2010. La riporto per i miei nuovi amici del recente corso di Biologia Marina svoltosi dal 19 al 24 Giugno u.s. a cura dell'Area Marina Protetta di P.ta Campanella, e  diretto dai proff. Giovanni Fulvio Russo e Roberto Sandulli. Il futuro del Mediterraneo è nelle loro mani, e di quanti sono come loro...

30/10/2010. - L' 1 e il 2 Giugno 2010 si è svolta ad Istambul in Turchia una riunione straordinaria del MAP che ha segnalato 12 nuove "Aree di Protezione Speciale" del Mediterraneo, candidate all'inserimento nella "SPAMI List" dell'UNEP MAP, dove SPAMI sta per "Specially Protected Areas of Mediterranean Interest". Ben 5 di tali aree comprendono in parte acque territoriali italiane: nel Tirreno centrale, In Adriatico, nello Ionio e due nello Stretto di Sicilia, evidenziate in giallo e indicate con il n° 5 e il n° 6 nella mappa qui a seguire riportata.

Al meeting di Istambul il nostro Paese era rappresentato da Mrs. Daniela Addis (Legal Advisor Ministry for the Environment, Land and Sea) e dal Prof. Giulio RELINI (Formerly Full Professor in Ecology University of Genova and Italian Soc. For Marine Biology).

Questo il link al verbale, disponibile in lingua inglese e francese:
http://195.97.36.231/acrobatfiles/10WG348_5_Eng.pdf

Questo che segue è invece il testo integrale del primo report del meeting dell' UNEP-MAP dI Istambul dello scorso Giugno. Per ciascuna delle 12 nuove aree marine del Mediterraneo si dichiara nel documento che il Segretariato della Convenzione di Barcellona contatterà ufficialmente le autorità dei Paesi interessati, come è stato richiesto dalle rappresentative nazionali durante il meeting. E' un passo importante e necessario per poter concretizzare l'istituzione di queste SPAMI, che, interessando anche zone di mare aperto, coinvolgono nella maggior parte dei casi Paesi mediterranei diversi, benchè tutti Membri dell'UNEP-MAP. (gp)


World Environment Day 5th June: 12 New areas of
biodiversity conservation identified in the Mediterranean Sea

 

Athens, 3 June 2010 – Twelve new areas for biodiversity conservation in the Mediterranean Sea have been identified during a meeting of experts on 1–2 June in Istanbul, just before the celebration of World Environment Day on 5th June.

Scientific experts and national representatives of the regional centre of the UNEP Mediterranean Action Plan (UNEP/MAP) specialised in biodiversity and Specially Protected Areas (SPA/RAC) identified twelve areas in the Mediterranean, which present specific interest for biodiversity conservation, in view to promoting the establishment of a representative ecological network of protected areas in the Mediterranean.

A final report with proposals will be presented at the end of 2011 to the meeting of the Contracting Parties of the Barcelona Convention.

“This outcome is a major achievement in our path to protect Mediterranean biodiversity”, said Adberrahmen Gannoun, Director of SPA/RAC. “The document adopted constitutes an excellent basis for the work that we have to carry our in the region”.


Priority conservation areas in the Mediterranean open seas, including the deep sea, that could
contain candidate sites for the creation of new marine protected areas

1 Alborán Seamounts / 2 Southern Balearic / 3 Gulf of Lions shelf and slope / 4 Central Tyrrhenian / 5 Northern Strait of Sicily (including Adventure and nearby banks) / 6 Southern Strait of Sicily 7 Northern and Central Adriatic / 8 Santa Maria di Leuca / 9 Northeastern Ionian / 10 Thracian Sea / 11 Northeastern Levantine Sea and Rhodes Gyre / 12 Nile Delta Region

The twelve areas identified are: the Alborán Seamounts, the Southern Balearic, the Gulf of Lions shelf and slope, the Central Tyrrhenian portion adjacent to the Pelagos Sanctuary, the Tunisian Plateau (more specifically the Northern Strait of Sicily including Adventure and nearby Banks and the Southern Strait of Sicily), the Northern and Central Adriatic, Santa Maria di Leuca in the Ionian Sea and the Northeastern Ionian, the Thracian Sea (Aegean), the Northeastern Levantine Sea and Rhodes Gyre, the Nile Delta Region.

France and Spain expressed the intention to pursue their cooperation wıth regard to the Gulf of Lyons and to consider the possibility of preparing a proposal for the declaration of a SPAMİ (Specially Protected Areas of Mediterranean Interest).

Concerning the Balearic Islands area which is situated in the Spanish zone for the conservation of living marine resources, Spain indicated the intention to pursue the implementation of the necessary measures in collaboration wıth the European Commission and taking into account the ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tuna) provisions.

Seizing the oppurtunity of a workshop entitled ‘Towards a representative MPA [Marine Protected Areas] network in the Adriatic’ in October 2010, Slovenia invited the countries bordering the Adriatic to take advantage of this forum to progress towards coordinated measures for establishing a SPAMİ in this region.

For each site identified, the Secretariat of the Barcelona Convention will officially contact the authorities of the countries concerned, as requested by country representatives during the meeting. This step would be essential to initiate the process of SPAMIs creation, including in the high seas, and would serve to sensitize decision makers and competent national institutions concerning the activities developed under this project.

“Mediterranean countries recognise the need of extending significantly the list of marine protected areas in the region. In that way they will be able to protect more effectively the unique Mediterranean biodiversity, and advance towards achieving CBD targets [Convention on Biological Diversity]”, said Maria Luisa Silva, UNEP/MAP Officer-in-Charge and Deputy Coordinator.

“This work is a sound basis to further promote the establishment of new Specially Protected Areas of Mediterranean Interest, including in the high seas, in addition to the 25 areas already established under the Barcelona Convention and its SPA and Biodiversity Protocol.”

For more information on World Environment Day 2010 and activities worldwide:

WED website:
http://www.unep.org/wed/2010/english/ 

Contact: Anne-France White, UNEP Information Officer, +254 20762 3088, or
anne-france.white@unep.org

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(1) WED, organized by the UN Environment Programme (UNEP) every year since 1972, is the UN’s biggest global celebration for positive environmental action. The 2010 theme focuses on the central importance to humanity of the globe's wealth of species and ecosystems, in support of the 2010 UN International Year of Biodiversity.

Under the theme 'Many Species. One Planet. One Future', this year’s event will celebrate the incredible diversity of life on Earth as part of the 2010 International Year of Biodiversity. This year’s host country, Rwanda, was chosen for its combination of environmental richness, including rare species such as the mountain gorilla, allied to pioneering green policies.

(2) The Mediterranean Action Plan (MAP) is a regional institution that supports and coordinates the implementation of the Barcelona Convention and Protocols which were adopted by the 21 countries bordering the Mediterranean basin and the European Union for the purposes of protecting the marine and coastal environments.

SPA/RAC is based in Tunis and focuses on biodiversity and the protection of Mediterranean species, their habitats and ecosystem.


http://www.unepmap.org/index.php?module=news&action=detail&id=90

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Interventi nel dibattito seguito alla divulgazione del suddetto documento.
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Maria Ghelia in data 11/10/10

Grazie Guido, ma leggo però che il governo italiano, a differenza del francese e spagnolo, non ha risposto ... Buona giornata.
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Guido Picchetti in data 11/10/10

Di che ti meravigli ? Quello che però mi farebbe tanto piacere sapere è chi rappresentava l’Italia nella riunione dell’UNEP-MAP ad Istambul nel Giugno scorso... Qualcuno ci sarà pur dovuto essere... Saranno stati dei biologi marini ? O dei politici ? Insomma, chi ha proposto le nuove aree da proteggere, almeno 4 su dodici ricadenti in acque territoriali italiane ? O siamo giunti al punto che le proposte di difendere certe nostre aree marine vengono avanzate da altri Paesi, preoccupati per la nostra insensibilità e incapacità a risolvere problemi del genere ? Ed è poi possibile che con l’INFO/RAC-MAP (organo di informazione dell’UNEP-MAP) che ha sede in Italia, ma non si sa più se presso la Regione Sicilia o presso l’ISPRA, non si riesca a far sapere niente in merito ? Eppure lo scopo istituzionale dell’INFO-RAC-MAP (diretto dal dr. Illuminato) è proprio curare l’informazione di tutto ciò che il MAP (Mediterranean Plan Action) propone e realizza per la tutela ambientale del Mediterraneo... Bella figura che ci facciamo come nazione con questa prova di inefficienza !!! Un abbraccio, Guido.
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Maria Ghelia in data 11/10/10

Chissà! Spero che siano stati biologi... Se ci fossero stati politici si sarebbe subito saputo! Il guaio, per quanto mi riguarda, è che penso più probabile un'iniziativa degli altri paesi partecipanti preoccupati del nostro silenzio assoluto in questo campo... Buona giornata. Maria.
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Angelo Mojetta in data 11/10/10

Di che ti meravigli bis... Sul sito in questione è tutto aggiornato al... 2008. Angelo.
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Guido Picchetti in data 13/10/10

Caro Angelo, fino ad ieri sera il sito dell'INFO/RAC-MAP era pienamente funzionante, sebbene, come tu dicevi, aggiornato soltanto fino al 2008... Stamane invece stranamente non c'è più ... O non hanno rinnovato la quota al server che lo ospitava, oppure è in rifacimento... E non vorrei che ci dessimo troppa importanza, ma la domanda è lecita: che sia conseguente al maggior rilievo che (sia su FB che su Blog Sicilia) si sta dando alle attività dell'UNEP-MAP, il fatto che all'ISPRA, dove ha sede attualmente l'INFO/RAC-MAP, si siano finalmente accorti che i suoi compiti informativi non erano minimamente assolti?

Comunque è un dato certo che, se vuoi sapere qualcosa in merito alla protezione dell'ambiente del Mediterraneo e dell'attività dell'UNEP-MAP a ciò preposta, l'unica soluzione è al momento indirizzarsi sul suo sito in lingua inglese e francese raggiungibile all'url http://www.unepmap.org/index.php . Qui le notizie sono abbastanza aggiornate e c'è molto materiale interessante da leggere...

Tralascio il più recente relativo al 2010, avremo modo di parlarne in futuro... E mi riferisco solo a tre importanti riunioni del "Mediterranean Action Plan" del 2009 di cui puoi trovare i report in pdf.

La prima riunione è il "Meeting of MAP Focal Points" svoltosi ad Atene dal 7 al 10 Luglio 2009. Il tema era "PROPOSAL OF NEW SITES FOR INCLUSION IN THE SPAMI LIST", dove, come ben sai, SPAMI sta per "Specially Protected Areas of Mediterranean Importance". Il report relativo è dei tre il più più breve. In 15 pagine appena riferisce dell'approvazione per l'inserimento nella Spami list di quattro aree marine protette: la Riserva Naturale  delle Bocche di Bonifacio (Francia), l'Area Marina Protetta di Capo Caccia-Isola Piana (Italy), l'Area Marina Protetta di Punta Campanella (Italy), e l' Al-Hoceima National Park (Marocco).

La seconda riunione è quella svoltasi al Cairo dal 28 al 30 Settembre 2009 e nel report finale di ben 260 pagine sono indicati i criteri e le strategie da adottare su scala nazionale per uno sviluppo sostenibile dell'intera area mediterranea.

La terza riunione, infine, è in pratica la 16° Assemblea Generale dell'UNEP-MAP svoltasi a Marrakesh in Marocco dal 3 al 5 Novembre 2009. Il report è di ben 320 pagine, ma oltremodo ricco di temi interessanti, che meriterebbero un 'attenta e approfondita analisi. Mi limito qui a qualche accenno.

Anzitutto sulla delegazione italiana che ha partecipato ai lavori. Capo delegazione era il Dr. Oliviero Montanaro del Ministero dell'Ambiente, accompagnato dal Dr. Roberto Giangreco, anch'egli di Miniambiente. Ne facevano anche parte la Dr.ssa Laura Calligaro del Ministero degli Esteri, nonchè la Dr.ssa Maria Dalla Costa e il Dr. Claudio Maricchiolo dell'ISPRA. Tra gli esperti partecipanti ai lavori della convention era compreso l'italiano mr. Antonio Navarra, presidente del CMCC (centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici), mentre, in rappresentanza di organizzazioni non governative, c'erano ancora due italiani, Ms. Giorgia Monti e il Dr. Fabio Badalamenti del CNR, entrambi appartenenti a Green Peace.

Di particolare interesse quella che sul report viene indicata come la "Marrakesh declaration", nella quale tra l'altro vengono sollecitati gli Stati membri a insistere nell'opera di individuazione e istituzione di aree marine protette, soprattutto per la protezione della biodiversità, con la prospettiva di arrivare a formare per il 2012 un vero e proprio network delle aree marine protette anche in alto mare, come già previsto dai recenti accordi internazionali. E vengono ancora invitati gli stati membri ad estendere, in accordo con le leggi internazionali, le aree marine sotto la loro giurisdizione, proprio al fine di poterne assicurare la doverosa protezione ambientale.

E altrettanto interessante è il capitolo che riguarda i bilanci economici dell'UNEP-MAP che evidenzia come l'Italia con il 31,27% (pari ad € 1.377.670) sia il secondo Paese per apporto contributivo, preceduta solo dalla Francia con il 37,85% (pari a € 2.103.262), su un totale di contribuzioni che raggiunge l'importo di € 5.995,571.

Sono solo due accenni, ma ti posso assicurare che il documento dice molto e molto di più. Ma ciò che dispiace è che l'INFO/RAC-MAP, di cui dicevamo all'inizio, ha fino ad oggi totalmente tradito i suoi fini istituzionali, non fornendo le doverose e giuste informazioni sull'attività dell'UNEP-MAP. C'è ora solo da sperare che le cose cambino. L'urgenza di certi problemi che minacciano ambienti marini mediterranei rientranti nelle competenze territoriali italiane, quali ad esempio lo Stretto di Sicilia, lo richiede. Non vorrei che succedesse all'ISPRA, un organismo che tanti meriti ha acquisito negli anni andati, divenisse una specie di "parastato" nel campo della ricerca scientifica per il mare, in pratica un organismo "parascientifico", che ha poco di "scientifico", e molto di "para"...

http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/Studi%20su%20AMP/UNEP-MAP/100306_NwAMP.htm
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Commento su FB a margine del documento
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A Giò Nastasi, Giuseppe Amico e Riccardo Sgammato piace questo elemento.


Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7721" del 25/06/11

Quelli che aderiscono alla ''Carta salata''

Mimmi Panzarella e Alberto Zaccagni convocati
per una audizione al Senato

Mimmi Panzarella e Alberto Zaccagni, Presidente dell’Associazione Apnea, quali rappresentanti del Comitato NO-TRIVELLA DAY, e Alessandro Giannì, in qualità di rappresentante nazionale di Greenpeace, sono stati convocati martedì 28 giugno alle ore 14,30 in audizione in Senato presso presso la Commissione Ambiente presieduta dal Senatore Antonino D'Alì , per riferire sulla preoccupante situazione in ordine alle trivellazioni al largo di Pantelleria e sui timori dei panteschi sulle eventuali ripercussioni fisiche ed economiche.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6849 (solo su abbonamento)

 


Da "LA RIVISTA DEL MARE" IT" - 24/06/11

DOSSIER / Le aree marine protette
Intervista a Tonino Miccio, direttore dell'AMP di Punta Campanella

"La nascita di un'area marina protetta
sopranazionale è possibile"

di Luigi Niccolò

Nella convinzione che i veri esperti siano sempre gli operatori del settore, costretti ad un quotidiano confronto con le problematiche attinenti le singole realtà, abbiamo intervistato il Direttore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, dott. Antonino Miccio, in merito ad alcuni dei principali argomenti di discussione inerenti le AMP.

D: Dott. Miccio, quali ritiene siano i principali problemi di gestione di un'area marina protetta?
R: La gestione di un ente che tutela e promuove un territorio si misura dal grado di integrazione ed interazione con le realtà locali.Fintanto che Ambiente e Ecologia restano concetti attinenti ad un ristretto nucleo di persone si rischia sempre di confliggere con la popolazione.Il lavoro più importante nella gestione resta quella di mediare tra gli indirizzi dati dalle norme statali e le richieste, a volte anche implicite, degli operatori locali.

D: Ultimamente si è discusso a livello governativo delle forme di finanziamento delle aree marine protette. Quali sono le sue opinioni? Ritiene effettivamente praticabile la via dell'autofinanziamento, come suggerito da alcuni?
R: Ho l’impressione che l’autofinanziamento sia una formula attraverso la quale si vuole nascondere semplicemente una minore disponibilità di flussi finanziari. Le AMP devono essere volano di sviluppo e generare economia, ma esclusivamente per gli imprenditori locali, per chi si impegna in attività di sviluppo compatibile e non per fare “cassa”. Esse rimangono enti pubblici che hanno come finalità la tutela del territorio e la promozione delle attività eco compatibili.
Quando ci si domanda quanto “costa” una AMP si commette un errore di fondo, ogni euro speso in una A.M.P. è un investimento ambientale i cui interessi ricadranno nel futuro a beneficio di tutti i fruitori di quella zona.

D: Si sta cominciando a pensare anche ad aree marine protette a gestione internazionale, come nel caso del "Santuario" per i mammiferi marini nel mare italo-francese. A suo parere è plausibile ed efficace un disegno che impegni una area geografica ed istituzionale tanto vasta ed articolata?
R: Anche se la costituzione di un santuario dei mammiferi marini che va dalla Liguria alla Corsica porrà difficoltà di gestione correlate alla ampiezza della zona, queste potranno essere superate se esiste la volontà politica ricorrendo alle moderne tecnologie. La nascita di un’area protetta sopranazionale è comunque entusiasmante in prospettiva della tutela del Mar Mediterraneo.

http://www.larivistadelmare.it/dett_dossier_art.php?id=13
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Qui parla di Aree Marine Protette Tonino Miccio, direttore dell'AMP di P.ta Campanella, una persona straordinaria che ho avuto modo di conoscere e apprezzare la settimana scorsa a Nerano, cuore di quell'AMP... E ci si riferisce alla tutela del Mediterraneo, un mare chiuso nel quale le conseguenze di possibili incidenti ambientali non sono certo bloccate dai limiti delle acque territoriali imposti dalle varie nazioni.
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A Giò Nastasi e Roberto Frigerio piace questo elemento.


Da "ECOBLOG" del 24/06/11

Estrazioni di petrolio, in arrivo la delega
per il governo

di Peppe Croce

Novità in vista per la normativa sulle estrazioni di petrolio e gas naturale made in Italy: la commissione Industria del Senato ha preparato un testo base da passare al governo con la delega a riorganizzare la materia semplificando le procedure e snellendo le autorizzazioni.

Simona Vicari, senatrice palermitana del Pdl che guida la commissione, ha affermato che la nuova normativa porterà più lavoro, meno burocrazia e più soldi con le royalties:

Anche nel difficile momento attuale sono presenti nel nostro Paese progetti privati cantierabili che prevedono investimenti per oltre 5 miliardi di euro e il cui avvio è bloccato per vari motivi procedurali autorizzativi. A tali investimenti corrisponderebbe un livello occupazionale di oltre 30.000 occupati anno nelle attività dirette e nell’indotto, principalmente nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Basilicata e Sicilia, che potrebbe superare 58.000 occupati anno, considerando i servizi indiretti (quali trasporti, alberghi, pulizie, e così via), senza ricorrere ad alcun incentivo pubblico.

Per quanto riguarda le royalties, poi, le nuove cifre parlano di 16.000 euro a chilometro quadrato per la ricerca di idrocarburi, 24.000 in caso di proroga della concessione, e molto meno per le ricerche sismiche di petrolio e gas.

http://www.ecoblog.it/post/12768/estrazioni-di-petrolio-in-arrivo-la-delega-per-il-governo?
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Commento su FB a margine del documento
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Post di Mario Di Giovanna
Già passare da 5,14 euro a 16.000 euro a kmq per i permessi di ricerca è un passo. ma manca ancora molta strada da fare
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Post di Guido Picchetti

Direi che dal punto di vista economico non è un passo da poco... Ma certamente i maggiori introiti non basterebbero a rimediare ai danni e alle conseguenze di eventuali incidenti in assenza di attrezzature adeguate ... Ed è qui che casca l'asino... Il RAC dell'UNEP-MAP delegato a intervenire in tali evenienze è Malta, con quali mezzi non si sa...


Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7717" del 24/06/11

Quelli che aderiscono alla ''Carta Salata''

Ci permette di sperare in un futuro fatto
di maggiore rispetto per il mare

di Mimmi Panzarella

Carissimi lettori, sono entusiasta e commossa per le vostre numerose adesioni alla "Carta Salata" perchè ciò mi conferma che il convegno "Un Punto nel Mare, un Mare di Punti" ha sortito il suo effetto dando vita ad un percorso di sensibilizzazione. Continuate numerosi. Grazie di cuore. Mimmi Panzarella.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6845 (solo su abbonamento)


Le adesioni alla "Carta Salata"

Qui a seguire sono riportate tutte le firme di adesione alla Carta Salata pubblicate nelle varie note giornaliere del notiziario on line "Pantelleria Internet Com" a partire dal 22 Giugno 2011. (gp)
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Quelli che aderiscono alla ''Carta Salata''

Abbiamo bisogno del Mare, difendiamolo

Adesioni allegate alla News 7702, Pantelleria 22/06/2011

Caro Salvatore, ritengo che ogni essere umano abbia il diritto/dovere di salvaguardare la natura e l’ambiente marino in particolare. Approvo quindi ben volentieri l’iniziativa della “Carta salata” e la sottoscrivo pienamente. Cordialmente, Pietro Alagna, Carlo Pellegrino & C. S.p.A.

Aderire a "carta salata" è il minimo che possa fare un cittadino pantesco! E da pantesco aderisco anch'io con entusiasmo. Un caro abbraccio e buon lavoro, dr. Salvatore Giglio.

Aderisco all'iniziativa che trovo opportuna e intelligente, ma anche perché a propormela sei tu. Enzo Tartamella.

Importantissimo "patto di impegno" che sottoscrivo per la tutela dell'ambiente marino, grazie per la vostra iniziativa. Sighinolfi Liliana – Modena.

Aderisco alla carta salata. Luigi Falco.

Caro Salvatore, sono assolutamente d'accordo con la giusta e bella iniziativa che proteggerà il mare dell'amata Isola. Lorenzo Capellini.

Salve direttore, aderisco con entusiasmo alla "Carta salata". Rispecchia esattamente i principi miei e di mio marito quelli secondo i quali abbiamo cresciuto anche i nostri figli! Firmiamo quindi e siamo in 4. Toti Palmeri, Maria Pia Palmeri, Angelo Palmeri, Tancredi Palmeri.

Un grazie da tutti quelli che amano ma soprattutto rispettano questo "mare nostrum"! Amo il mare, amo Pantelleria quindi “amo” la carta salata. Bruno Perifano.

Aderisco con piacere alla "Carta salata". Thomas Schäfer.

Plaudo alla iniziativa in difesa del bel mare di Pantelleria e sottoscrivo volentieri la carta salata. Mi auguro un "mare" di firme. Marco Nono – Malnate.

Aderisco con molto piacere al documento di salvaguardia del mare e mi impegno a rispettare e far rispettare quanto in esso previsto. Francesco Somma, Kaffefi Pantelleria.

Aderisco appieno ai valori e alle iniziative auspicate dalla Carta Salata, un sentito grazie ai promotori. Roberto Bugeia.

Firmo con piacere il manifesto "Carta Salata", Angelo Barbagallo.

Alberto Norzi aderisce alla Carta Salata. Cordialmente.

Gentile Signor Gabriele, invio senz'altro, con convinzione e piacere, la mia adesione alla Carta Salata. Il "Mare nostrum" se non lo proteggiamo noi, chi lo farà? Inoltre abbiamo la grande ricchezza del sole e del vento per produrre energia, e non abbiamo bisogno di fare danni con le trivellazioni petrolifere. E' più che tempo di cambiare rotta. La saluto cordialmente, Chiara Piccolomini.

Aderisco con piacere all'iniziativa "Carta salata" e mi ha fatto tanto piacere sentire che tanti nostri concittadini prendono delle importanti iniziative a salvaguardia della nostra bella isola. Giuseppe Di Malta.

Con molto piacere aderisco appieno all'iniziativa e firmo... firmo... firmo e sottoscrivo il pensiero di Neruda:

"Ho bisogno del mare perché m'insegna
non so se imparo musica o coscienza
non so se è onda sola o essere profondo
o solo roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono addormentato
circolo in qualche modo magnetico nell'università delle acque".
"El Mar" da "Memorial de Isla Negra", 1964.

Grazie per tutte le iniziative, Sandra.

Aderisco. Michele Maccotta

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Quelli che aderiscono alla ''Carta Salata''

Cominciamo dal basso con gesti concreti

Adesioni allegate alla News 7710, Pantelleria 23/06/2011

Naturalmente aderisco e firmo con piacere il documento "Carta Salata". Con un piccolo-grande appello: cominciamo dal basso, in prima persona, a fare gesti concreti, vedi non lasciare mozziconi di sigarette, cartacce, sacchetti di plastica, lattine, bottiglie e altro sugli scogli... Certe volte arrivo in spiaggia e mi viene da piangere... Ketty - Azienda Agricola D'Ancona.

Carissimo Direttore, come non potrei aderire a firmare la Carta Salata? E' un dovere di tutti, non penso ci siano alternative... Salvatore Spata.

Aderisco e sottoscrivo La Carta Salata, confidando che dopo gli impegni seguano i fatti (da parte di tutti, enti pubblici e privati cittadini, ognuno secondo le sue possibilità)! Alberto Menegoni.

Caro Salvatore, vorrei aderire al Manifesto sulla tutela del Mare :"la carta salata" per il bene futuro della nostra bellissima isola di Pantelleria. P. Silvano Porta, Roma.

Caro Salvatore, è con vivo piacere che aderisco e faccio mio il documento " acqua salata " per salvare il Mare Nostrum messo in pericolo dall' inquinamento generalizzato e per ultimo dal pericolo trivellazioni. Con cordialità stima e simpatia, Angelo Salerno.

Aderisco volentieri al manifesto "Carta salata", Giuseppe Lemessi.

A tutela e valorizzazione dell'ambiente, ho letto ed aderisco alla "Carta salata".. che sia una nuova era di consapevolezza nel pieno rispetto della vita! Anna Giuseppina Fina.

Naturalmente aderisco anch'io e firmo con tutta la mia forza la "Carta salata"!!! Hartmut Andrea Noetzig, Scauri.

Aderiamo con entusiasmo all'iniziativa. Grazie, Annalia e Stefano Capitelli.

Aderisco con enorme piacere alla carta salata. Andrea Vallati.

Aderiamo con piacere. M.Tiziana Ciriminna, Giorgio Manoni, Giorgia Vattiato, Emanuele Vattiato.

Aderisco con piacere, speriamo che serva a qualcosa! Klaus-Peter Fischer.

Aderisco con gioia alla "carta salata" sperando che venga firmata da tutti i paesi bagnati dal nostro splendido mare! Bruno di Pavia.

Mio caro Direttore, aderiamo con vivo piacere all'iniziativa"carta salata" sia io che mia moglie. Gianni Piazza, Lucrezia Giordano Piazza.

Caro Salvatore, aderisco Carta salata; auguri, Emilio Buda.

Aderisco con piacere e convinzione all'iniziativa"carta salata" per difendere il mare di Pantelleria! Franca Contratto.

Trovo encomiabile l'iniziativa cui aderisco con convinzione. Massimo Bonì - Roma.

"Isola Pantelleria facebook social nettwork" aderisce e promuove il logo allegato all'iniziativa. Ciao, Filippo Panseca.

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Quelli che aderiscono alla ''Carta Salata''

Adesioni allegate alla News 7717 del 24/06/11:

Caro Direttore, comunico la mia piena adesione al manifesto denominato "Carta salata". Ringrazio per la iniziativa assolutamente lodevole e, spero, utile all'ecosistema Mediterraneo e relativi abitanti spesso inconsapevoli. Alessandro Rovai

Caro Salvatore Aderisco nella speranza che le nostre richieste vengano accolte. Lasciami dire però che sono molto scettico. Troppi soldi sul tavolo. Silvia Giuseppe Massimiliano, Monieri Cinzia

La mancanza di rispetto al "Mare Nostrum" è l'equivalente della trasgressione di uno o più Comandamenti di nostra cristiana memoria, Pietro Miele

Caro Direttore, sottoscrivo con grande piacere la Carta Salata che, grazie alla meritoria iniziativa e alla determinazione di alcune persone, associazioni, enti (cito Alberto Zaccagni per abbracciarli tutti), ci permette di sperare in un futuro segnato da un maggiore rispetto per l'ambiente e da una maggiore consapevolezza dei nostri diritti inalienabili, troppo spesso piegati da logiche privatistiche e speculative. Con uguale spirito sarebbe bello anche intervenire a difesa dell'agricoltura dell'isola che ormai da anni, colpevolmente trascurata, lancia segnali inequivocabili di decadenza e abbandono. Giancarlo Scialanga

Aderisco e sottoscrivo “carta salata”, bravi gli organizzatori e ideatori. Sergio e Tiziana Radici..

Carissimo direttore, ho trascorso una vita a solcare le onde di questo mare,che ha significato il sostentamento mio e per la mia famiglia,conoscenza di popoli e culture diverse, arricchimento intellettuale,non aderire a tale nobile iniziativa ,risulterebbe irriverente e affatto riconoscente. Battiamo il ferro mentre è caldo . Aderisco alla "Carta Salata", Gaspare Cavasino.

Aderisco alla "carta salata". Cordialmente, Vittorina Malavasi.

La Fratenita della Misericordia di Pantelleria aderisce senza alcuna riserva al progetto. Noi che abbiamo a cuore la nostra Isola non possiamo sottrarci a tale sottoscrizione. I volontari della Misericordia

Caro Salvatore. finalmente un'ottima iniziativa, " la carta salata". Volentieri e con piacere io e mia moglie aderiamo per difendere il nostro mare e la nostra bella isola, Rita e Gianni Belvisi

Senza dubbio aderisco all'iniziativa "Carta salata", Antonio Semprini.

Aderisco a questa ammirevole e responsabile iniziativa, Minnie Passani.

Caro Salvatore, ci sono anch'io, Antonella Fornai.

Aderisco alla CARTA SALATA, mi sono trasferito a Pantelleria da dieci anni, vivo il mare sia per lavoro, che per svago, ed il mio unico desiderio e quello di poter continuare a tuffarmi in queste acque limpide e cristalline per tantissimi anni ancora, buon lavoro a tutti voi. Io sono sempre disponibile a dare una mano quindi non esitate a chiamarmi... Carmelo Cuminale

Aderisco volentieri al manifesto "Carta salata." P. Antonio, OMV (Nigeria).

'U Circulo condivide la Carta Salata e si impegna nella sua promozione. Complimenti anche per l'organizzazione e l'esito positivo del convegno "Un punto nel mare... un mare di punti". Claudia Bernardo, Marta Brignone, Daniele Consolo, Agostino Consolo, Fulvio Di Gloria, Valerio Tuccini e Valentina Vitale.

Aderisco con vero piacere a "carta salata " perchè è il minimo che un "cittadino",amante del mare e della natura, possa fare; a maggior ragione se è un "cittadino napoletano" che da 30 anni vive a Pantelleria. Mario Boscaino.

Egregio direttore, aderisco alla "Carta Salata"... più senso civico e responsabilità da parte di tutti. Andrea Maffei.

Buongiorno, aderisco con piacere e convinzione alla iniziativa “Carta salata”. Nicoletta Tarducci, Torino.

Aderiamo e sottoscriviamo la "Carta salata" con la speranza che si possa rimuovere il macigno dell'iondifferenza di molti. Gianni e Gisella Pellacchia.

Buongiorno a tutti voi, aderisco con entusiasmo all'iniziativa "carta salata", ritengo però che la difesa dell'ambiente, compreso quello marino, non riguardi solo le scellerate iniziative delle trivellazioni sottomarine ben evidenziate dal Vostro giornale da circa un anno. Massimo rispetto per tutti gli operatori che conducono questa difficile battaglia, sensibilizzando i cittadini e stimolando le Autorità preposte ma penso che l'ecosistema si debba difendere parlando anche della grave azione inquinante prodotta dagli scarichi fognari immessi direttamente in mare e dai fumi altrettanto inquinanti rilasciati nell'atmosfera dalla centrale SMEDE. Quali programmi hanno il Comune, la Provincia e la Regione a tal proposito per l'isola di Pantelleria, in coerenza con il costruendo aeroporto che sarà un modello di scalo ecologico in grado di autoprodurre l'energia di cui avrà bisogno? Saluti cordiali da Roma da parte di Enzo Boro che frequenta l'isola dal '72.

Aderisco con grande gioia all'iniziativa "Carta salata", Edvige Frandi.

Aderisco alla "Carta Salata", Salvatore Casano.

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Quelli che aderiscono alla ''Carta Salata''

Adesioni allegate alla News 7721 del 25/06/71:

Aderisco con entusiasmo alla "Carta Salata". Giovanni Fillari.

Aderisco alla Carta Salata con piacere ... Norberto Maestri.

Nelle mie canzoni c'è sempre il mare... "Terra e mari" è forse la più bella che abbia scritto (musica di Letizia Stuppa). Aderisco e sottoscrivo la "Carta Salata". Gianni Bernardo.

Carissimo Direttore, aderisco con vero piacere all’iniziativa "carta salata " perché, ho vissuto 5 anni stupendi a Pantelleria e, anche se non vivo più lì, è sempre nel mio cuore, ed è il minimo che io posso fare. Io, amante del mare e della natura, spero tanto che la mia Pantelleria non venga deturpata. Un caloroso saluto a Lei e ai suoi concittadini Panteschi, Vincenzo Carbone.

Caro Salvatore, aderisco e firmo con piacere la carta salata, convinta che oggi la difesa della natura è l'impegno più importante che esista. Auguro tanta forza a chi porta avanti il progetto. Karin Eggers.

Aderisco personalmente a "Carta salata" e proporrò al Consiglio di Circolo della Scuola Primaria Statale "A. D'Ajetti" di Pnl, di deliberare per una eventuale adesione istituzionale. Dirigente scolastico Sergio Minoli.

Naturalmente aderisco anch'io a questo documento. Giuliana Barucco Binello - Asti.

Caro Salvatore, è con vivo piacere che aderisco e faccio mio il documento " acqua salata " per salvare il Mare Nostrum messo in pericolo dall' inquinamento generalizzato e per ultimo dal pericolo trivellazioni. Con cordialità stima e simpatia, Angelo Salerno.

Caro Salvatore, aderisco alla "Carta Salata", è una bella cosa che condivido pienamente. Gianni Acanfora.

Ciao a tutti, aderisco anch'io a "Carta Salata". Dario Alitto.

Aderiamo con molta stima e fiducia alla "Carta Salata", Rossella e Antonio Pansera.

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Quelli che aderiscono alla ''Carta Salata''

In questo mare è nata la storia

Adesioni allegate alla News 7732 del 27/06/2011

Caro Salvatore, mi iscrivo anch'io fra coloro che amano quest'isola incastonata nel Mare fra le terre. Qui è nata la storia, qui vivono gli uomini e i loro consimili dei regni naturali viventi. Conserviamo il passato e proteggiamo il presente: per dare un futuro a chi ci succederà. E magari pensiamo ad una carta dei vitigni e dei vini del Mediterraneo: passito e zibibbo ne saranno capilista! Diego Maggio.

Caro Salvatore, ricevi in questo "Pantelleria news" diventato indispensabile la nostra adesione a la" carta salata". Grazie per questa opportunità. Martine e Claude Cappadoro.

Aderisco con soddisfazione alla carta salata. E. Albertazzi .

Aderisco e sottoscrivo la "Carta salata". Valeria Caneva

Pantelleria è uno stupendo quadro d'autore protetto ed abbellito da una cornice di immenso valore - "IL MEDITERRANEO" - Anche noi aderiamo alla carta salata. M.llo Francesco Mazza e Stefania Pesce.

Consapevoli dell'importanza e del valore della "Carta Salata" per tutta Pantelleria ed oltre aderiamo senza perplessità. Giovanni e Anna Casano.

Aderisco alla"carta salata" affinchè questo nostro bellissimo mare venga protetto e rimanga negli anni così bello per le future generazioni! Raffaella Morana.

Ciao Salvatore, è meraviglioso questo impegno pantesco che ha saputo scuotere le coscienze d’oltremare! Aderisco con entusiasmo alla “Carta Salata”. Giovanna e Fernando Cornado

Gentile e carissimo Direttore, sicuramente aderisco all'iniziativa "Carta Salata" con la speranza che veramente l'unione di tutti noi faccia la forza e la differenza!!!! Un saluto. M. G. Fasana, Torino.

Caro Direttore aderiamo con tanto piacere ed entusiasmo alla "Carta Salata. Angela e Gian Luigi Capriz.

Caro Salvatore, è con immenso piacere e la dovuta sincerità, che mi unisco alla "Carta Salata"... Un caro saluto ed a presto spero... Adrian Hamilton.

Caro Direttore, aderiamo con "speranza" e piacere! Giuseppe Sicolo, Gaetano Sicolo, Maria Scavo, Vanda Sicolo, Gaetano Stefano Sicolo, Maria Lucrezia Sicolo, Roberta Lamonaca.


Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7706" del 23/06/11

Il sindaco Di Marzo: ''Occorre spiegare bene vantaggi e svantaggi''
Area Marina Protetta : "Ci vuole la condivisione del territorio"

di Salvatore Gabriele

Il sindaco Alberto Di Marzo, insieme all’assessore Pietro Bernardo, ha seguito da vicino la due giorni del convegno “Un Punto nel Mare – Un Mare di Punti”. Alla fine lo abbiamo intervistato.

Sindaco, soddisfatto di queste giornate, di questa “Carta salata”?

Sicuramente si. Perché intanto ci ha dato modo di riprendere vecchi discorsi come quello dell’area marina protetta. Io penso che nessun cittadino del mondo può essere contrario alla salvaguardia del mare. A maggior ragione chi come noi vive in un’isola e ha quindi come risorsa principale il mare. Il punto è, come ho detto nel mio discorso, che tutto deve essere fatto con la condivisione del territorio. Occorre spiegare al territorio i vantaggi, le criticità e cercare di evitare al massimo il contrasto. Oggi credo che abbiamo messo le basi, parlando con il senatore Antonio d’Alì e con i responsabili dell’ISPRA, per rivedere la posizione di Pantelleria per quanto riguarda l’area marina protetta. Credo che abbiamo iniziato veramente con i passi giusti, con i tempi giusti e soprattutto con le scelte giuste”.

Nei giorni scorsi c’è stata una polemica tra lei e il senatore Antonio d’Alì in merito all’area marina protetta. In questi giorni l’avete appianata?

“La polemica non c’è mai stata. Il consiglio comunale non è mai stato a favore delle trivellazioni. Forse qualcuno male interpretando la mozione presentata dalla minoranza, l’ha fatta passare come se il gruppo di maggioranza fosse favorevole alle trivellazioni. Io credo che il danno ambientale non è né di destra né di sinistra. E’ solo per chi alla fine lo va a subire. Quindi chi vuole un danno ambientale? Nessuno. Una legge nazionale è stata stracciata da un referendum. Lo Stato italiano parlava di rilanciare il nucleare. Si è verificato quello che si è verificato in Giappone e sono state cambiate le volontà”.

Come è stato detto qua, la “Carta salata”, la dichiarazione di intenti, il fatto che l’Italia che è contraria alle trivellazioni, non bastano. Pensa che si possa dialogare con i paesi del Mediterraneo per evitare le perforazioni?

“Di una cosa sono certo: che la buona volontà e il dialogo con gli altri Stati possa portare a limitare altri tipi di inquinamento del mare, ma in questo preciso momento storico pensare di convincere gli altri a non speculare sulla ricchezza che c’è in fondo al mare, è una cosa difficile da raggiungere. Purtroppo la logica degli interessi supera la logica del buon senso. Io me lo auguro, lo spero. La speranza è l’ultima a morire, ma non credo che si possa ottenere qualcosa. Addirittura, come diceva il rappresentante di Greenpeace, si sta pensando di andare a perforare in Groenlandia e di rovinare un ecosistema come quello. Purtroppo in questi casi gli interessi economici prevalgono su quelli dell’ambiente”.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6834 (solo su abbonamento)


Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7701" del 22/06/11

L'Opinione

''Proponiamo Pantelleria
come Centro Studi del Mediterraneo"

Caro direttore, l’esperienza del Convegno “Un punto nel mare, un mare di punti “ è stata a dir poco entusiasmante. Sono stati due giorni intensi e proficui in cui si è parlato della biodiversità marina ed in particolare della salvaguardia nel Mediterraneo. Tutto è nato dalla manifestazione del "No-Trivella Day" dello scorso agosto organizzata da me e da Alberto Zaccagni per protestare contro la trivellazione al largo di Pantelleria ad opera dell’Audax. La manifestazione ebbe una eco in tutta Italia perché la notizia è stata battuta dalle maggiori testate giornalistiche nazionali, grazie anche alla partecipazione di molti politici regionali e nazionali tra cui l’Assessore Gaetano Armao e l’ex Ministro Vincenzo Visco, all’appoggio del Vescovo Monsignor Domenico Mogavero sempre attento alle problematiche di Pantelleria, e alla partecipazione alla famosa processione a mare di vari vip tra cui Fabrizio Ferri, Alessandra Ferri, Carole Bouquet e Luca Zingaretti.

Lo scopo del convegno è stato quello di riunire insieme una serie di personalità del mondo associazionistico, scientifico e politico che ruota attorno alla problematica delle trivellazioni e della salvaguardia dell’ambiente marino, in modo da avere un valido confronto e poter, dopo scambi di opinioni ed acquisizione dati, giungere alla stesura di un documento da portare nelle sedi opportune.

La sensibilità verso la tutela dell’ambiente da alcuni anni si è fatta in tutti noi sempre più spiccata, specie dopo catastrofi come quella del Golfo del Messico che hanno fatto capire che dipende da noi il futuro del nostro benessere sia fisico che economico. Dobbiamo ricordare che uno dei cardini dell’economia italiana è il turismo sia culturale che ambientale, per cui le Istituzioni devono generare azioni concrete che soddisfino i gridi d’allarme che giungono da tutto il Mediterraneo come da Pantelleria, dalle Tremiti, dalla Regione Abruzzo che ha raccolto più di 50.000 firme contro le trivellazioni off-shore. Ritengo che basterebbe applicare le leggi che già esistono per tutelare il nostro mare Mediterraneo come ad esempio la Convenzione di Barcellona. Questa convenzione è lo strumento giuridico ed operativo del Piano d’Azione per il Mediterraneo (MAP) che è stata firmata sotto l’egida dell’ONU nel febbraio del ’76 e ratificata dall’Italia nel Febbraio del ’79 ed ad oggi sottoscritta da ben 23 paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo. I principali obblighi delle parti contraenti sono le azioni atte a PREVENIRE, COMBATTERE ed ELIMINARE l’inquinamento nel Mediterraneo nonché alla PROTEZIONE e VALORIZZAZIONE.

Nell’ambito del MAP si potrebbe proporre che Pantelleria divenga il Centro di studi per il Mediterraneo in modo da tutelare non solo la nostra isola, ma tutto il Mediterraneo che essendo un bacino praticamente chiuso necessita di più di 120 anni per il ricambio delle sue acque. Questo dato lascia immaginare quale potrebbe essere il danno consequenziale di una eventuale catastrofe ambientale ! Per la tutela nel nostro mare è inoltre necessario che il Governo si impegni a far si che le Royalty per queste società off-shore siano più alte di quel misero 5% che chiede l’Italia (a fronte anche del 90% dei paesi Scandinavi) e che le concessioni siano più onerose: pensate che una società per un campo di coltivazione paga appena pochi euro a kmq, tanto che alla fine per la concessione di fronte a Pantelleria pagano soltanto circa 2.000 euro all’anno! Dobbiamo chiedere che il Governo Italiano dimostri maggiore attenzione rispetto alla problematica delle trivellazioni perché ad oggi , forse per quella scarsa attenzione che prima veniva dedicata all’ambiente, le normative sono piuttosto ridicole. Su questa tematica il Senatore D’Alì, intervenuto al Convegno, ha confermato il suo impegno e sicuramente lo troveremo al nostro fianco nella tutela e la salvaguardia del nostro mare e quindi della nostra isola. Chiedo ai suoi lettori che appena possibile firmino la Carta Salata in modo da poter presentare al Ministero per l’Ambiente la raccolta di firme entro la fine dell’anno. Sempre grazie per lo spazio concessomi.

Dott.ssa Mimmi Panzarella, Fondatrice NO-TRIVELLA DAY.  

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6829 (solo su abbonamento)


Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7700" del 22/06/11

Alberto Zaccagni: ''Potrebbero firmare Spagna e Tunisia.
Sognare non fa male''

''La Carta Salata è stata firmata anche da un funzionario del Ministero dell'Ecologia francese"

di Salvatore Gabriele

Alberto Zaccagni, Presidente dell’Associazione Apnea, è stato l’animatore del convegno “Un Punto nel Mare – Un Mare di Punti” che si è concluso con la presentazione della “Carta Salata”.

Quale è il tuo commento dopo la conclusione del convegno che hai fortemente voluto ed hai organizzato?

“Premetto che è stata indetta per mercoledì 22 giugno la riunione della nostra associazione e che solo allora potrò avere le impressioni e i commenti da tutti i soci. Credo comunque di poter interpretare una grandissima soddisfazione di come si sono svolti i lavori del convegno e i risultati ottenuti. Pensando poi che la nostra piccola associazione esiste da poco più di un anno e vedendo le attività che abbiamo promosso, non possiamo che essere molto appagati ma al contempo mai sentirci arrivati. Oltre all'organizzazione del convegno “Un punto nel mare...” voglio ricordare le giornate di pulizia della costa, la campagna per la sicurezza dei sub a mare, la presenza al tavolo tecnico per le discussioni ambientali dell'isola, lo schieramento contro la pesca illegale, ma anche la visita dedicata sulla nave cartografica della Marina, la partecipazione alla giornata "NO TRIVELLA DAY" contro le piattaforme petrolifere nei nostri mari e infine la premiazione e riconoscimento da parte del sindaco e dal comandante guardia costiera per la giornata pulizia del porto vincendo il primo premio per gruppo più numeroso partecipante. Sono state tutte iniziative e riconoscimenti parimenti importanti e tutti tasselli facente parte di un unico mosaico. Il mosaico della cura del nostro mare.

Quali sono stati, secondo te, i punti salienti del convegno?

“Non è possibile dare una graduatoria di importanza dei punti discussi durante i lavori del convegno. Ognuno è stato per me entusiasmante e fondamentale. Lo studio di Fabrizio Serena dell'Arpa Toscana sui predatori apicali ci ha fatto rendere conto di come la sparizione di una sola specie (in questo caso gli squali) crei uno squilibrio nell'ecosistema che porta a conseguenze drammatiche. Senz’altro poetico e affascinante ma anche strettamente scientifico ciò di cui la dott.ssa Monica Barone ci ha parlato. Le grandi Mobule (mante mediterranee) che volteggiano intorno a Pantelleria e la proposta che diventi per l'isola il pesce bandiera, come le tartarughe lo sono per Lampedusa e i cetacei per la Liguria è veramente intrigante e degno di essere preso seriamente in considerazione dalla nostra amministrazione. Con Monica abbiamo un progetto di monitoraggio e ricerca insieme all'associazione Apnea Pantelleria presentato al CIESM a Venezia nel 2010. Aspettando magari dei fondi ogni avvistamento di questi stupendi angeli del mare dovrà essere annotato e dettagliato e tempestivamente informato MEDLEM organismo che appunto si occupa della raccolta di tutti i dati. Il dottor Franco Andaloro ci ha tenuti tutti con la bocca aperta seguendolo nella sua unica, per garbo e classe, dissertazione sulla biodiversità marina del Canale di Sicilia. Franco, capo dipartimento all'ISPRA, è sicuramente uno dei biologi marini più titolati a parlarne, e sicuramente il suo stile aiuta a comprendere temi a volte difficili per i profani. Il direttore delle campagne Italia Greenpeace Alessandro Giannì ci ha terrorizzato proiettando gli effetti e spiegando le cause del disastro della Deep Water Horizon nel golfo del Mexico. Cose così non possono neanche essere pensate che possano avvenire nel Mediterraneo dove il ricambio delle acque impiega oltre 100 anni. Vuol dire che nella più rosea delle ipotesi almeno 4 generazioni non potrebbero sapere cosa voglia dire fare un bagno a mare. L'intervento però che più mi ha toccato è stato l'ultimo. L'ingegner Mario di Giovanna da Sciacca ha esposto con estrema chiarezza e coinvolgimento emotivo dati e prove di come le società petrolifere ottengono le concessione e a quali guadagni mirino senza lasciare nulla alle realtà locali e nazionali. A voler pensare male ci sarebbe da chiederci quali connivenze possono nascondersi con l'ente concedente....che è lo stato italiano stesso. Abbiamo discusso ed è allo studio di comporre un video di questo intervento e proporlo come spot nelle televisioni siciliane per testare la reazione dei cittadini”.

Servirà la carta salata per aprire un dialogo con i paesi mediterranei?

“Questa domanda mi permette di aggiungere l'ultimo e personalmente più emozionate punto del convegno... dei punti... Questo documento da me fortemente voluto e composto inizialmente in una bozza, è stato rivisto e implementato domenica mattina in un tavolo tecnico dove hanno partecipato rappresentanti del governo nazionale, il senatore Antonio d'Alì, regionale, l'assessore Gaetano Armao, provinciale, l'assessore Concetta Spataro, e comunale, il sindaco Alberto Di Marzo, oltre a tutti i relatori del convegno. La carta è stata presentata e firmata in pubblico. E' stato un vero sogno che si è realizzato. Volare alto è sempre importante e non voglio limitare questo momento. Penso veramente che solo un impegno intimo e personale come esprime la “Carta salata” possa unire tanti uomini senza confini geografici nè di razza nè di religione. Proprio oggi ho ricevuto da Parigi la richiesta di partecipazione e firma della Carta da parte un funzionario del ministero dell'ecologia e dello sviluppo sostenibile francese, che mi ha richiesto gli atti del convegno e vuole farsi capo per diffondere in Francia il messaggio... Magari domani potrebbe succedere con la Spagna e poi con la Tunisia... Sognare non fa mai male, ma mantenere i piedi per terra è un obbligo se vogliamo dei risultati”.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6828  (solo su abbonamento)


Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7690" del 20/06/2011

A conclusione del convegno
''Un Punto nel Mare - Un Mare di Punti''

Varata la ''Carta Salata"

Varata a Pantelleria la “Carta salata”, un impegno a rispettare il mare che ogni cittadino che la firma si prende. Il manifesto che ha avuto tra i primi firmatari il Senatore Antonio d’Alì, Presidente della Commissione Ambiente del Senato, è giunto alla fine di due giorni del convegno “Un Punto nel Mare – Un Mare di Punti”, organizzato dall’associazione Apnea e dal Rotary Club di Pantelleria.

La carta salata è il manifesto che rappresenterà il primo risultato tangibile del convegno. Il documento vuole essere un patto di impegno per ogni singola persona per il comune obiettivo della tutela dell’ambiente marino. L’obiettivo del convegno era quello di mettere a fuoco le tematiche della protezione dell’ambiente marino nel Canale di Sicilia e l’urgente necessità di regolamentare drasticamente l’estrazione di idrocarburi nel Mediterraneo, per eliminare ogni forma di rischio per l’ambiente e la popolazione, ed allo stesso tempo avviare proposte per un’economia sostenibile ed equilibrata sull’isola di Pantelleria. Tra gli interventi “La questione petrolifera siciliana”, a cura dell’ingegner Mario Di Giovanna, che aveva preso parte al “No trivella day” di Pantelleria nell’agosto 2010. Al convegno hanno preso parte anche l’Assessore all’Economia della Regione Sicilia, Gaetano Armao, il Presidente del Consiglio del Comune di Sciacca, Filippo Bellanca, il Presidente del Rotary Club Pantelleria, Giuseppe Giglio. E’ intervenuto anche il Senatore Antonio d'Alì, Presidente della Commissione Ambiente.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6818  (solo su abbonamento)


Da una "NOTA" di Riccardo Sgammato su FB del 24/06/11

AMP Punta Campanella! grazie a tutti!!!

di Riccardo Sgammato

Tornato da una esperienza a dir poco meravigliosa... Ci resterei per sempre in quel posto... (AMP PUNTA CAMPANELLA). Siete stati tutti fantastici... Lorenzo Longobardi, Mirko Mutalipassi, Fede Ferrigno, Marco Di Natale, Maria Godas la torinese, e Mimì (che non avendomi ancora accettato non posso taggare, cosa che farò appena mi accettano. Eravamo affini sin dal primo giorno! Ci siamo divertiti, ci siamo stancati, abbiamo appreso tante cose, grazie a due docenti eccezionali sotto tutti i punti di vista (Giovanni Fuvio Russo e Roberto Sandulli, ndr) !!!

Abbiamo fatto immersioni che non dimenticherò mai.. Abbiamo conosciuto persone spaciali, con una ricchezza d'animo che non basterebbero tutte le banche del mondo per eguagliarli, persone che accostano in maniera egregia la passione per il mare e lo studio dello stesso, personaggi del calibro di Guido Picchetti, Guido Villani, I coniugi Gargiulo: persone che hanno dato tutto per il mare, adesso tocca a noi continuare il loro lavoro, con passione e dedizione... Spero di rivedervi presto e di tornare quanto prima in questo posto fantastico !!!
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Commenti a margine della nota su FB
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Post di Mirko Mutalipassi

Riccardo, se mi scrivi un articoletto con foto lo mettiamo su produzionimarine.it
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Post di Fede Ferrigno

Pecchè nunn'offai tu? ahahahah !!!
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Post di Guido Picchetti

Grazie a te, Riccardo, per il post e la foto. E a tutto il gruppo ancora complimenti e auguri... PS.- Puoi farmi avere il tuo indirizzo e-mail ? Sul tuo profilo su FB non c'è...
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Post di Riccardo Sgammato

Grazie, è un onore per noi averti conosciuto! Il mio indirizzo mail è riccardo.sgammato@gmail.com 
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Post di Riccardo Sgammato

Mirko, posso anche farlo un articoletto; appena ho un po' di tempo libero cerco di farlo... Ma, giusto per capire bene: deve essere un articolo che spiega un po' quello che abbiamo fatto li? O sui dati che abbiamo ricavato o cose simili?
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Post di Mirko Mutalipassi

Un articolo che parli dell'esperienza lì, di ciò che è stato fatto, di ciò su cui si è lavorato e sulle immersioni. Qualcosa di divulgazione, ma scientifico. Inizia a scrivere il testo prevedendo già le foto, poi ci lavoriamo su e ti aiuto a inserire il tutto.
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Post di Riccardo Sgammato

Ok! Allora appena posso, comincio a mettere giù qualcosa, poi te lo passo, lo vediamo assieme e lo aggiustiamo! Ti faccio sapere a breve!
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Post di Guido Picchetti

‎@ Riccardo, grazie, recapito e-mail ricevuto. Ancora un favore. Potresti mandarmi via e-mail una copia a maggiore definizione della foto che che hai qui pubblicato e che ritrae tutto il gruppo ? Mi tornerebbe utile, e poi, se scriverai tu il pezzo sul vostro corso, la pubblicherei a corredo... Ma se davvero lo scrivi, niente "sbrodolamenti" inutili, mi raccomando... La verità e niente altro che la verità... come si richiede ai testimoni in tribunale... La mia e.mail è gpicchetti@libero.it
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Post di Riccardo Sgammato

Purtroppo adesso non posso mandarti la foto perchè non sono a casa, appena torno te la invio. Per quanto riguarda l'articolo prima di averlo finito magari te lo inviamo e ci dai qualche saggio consiglio come hai fatto durante tutto il corso! Faremo ancora volentieri "uso" della tua esperienza!
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Post di Guido Picchetti

‎"Addisposizione... " mi sembra dicesse Totò... E, aggiungo, con piacere...
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Post di Mirko Mutalipassi

Guido, posso inviarla io la foto se mi dai la tua mail. Ps: concordo con guido, un articolo descrittivo e scientifico.
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Post di Riccardo Sgammato

Si raga, anche io ho l'idea di fare un articolo puramente descrittivo e scientifico! Oggi comincio a mettere giù qualcosa poi lo vediamo mano mano assieme! Mi sto facendo dare da Linda e Mimì delle info generali sull'area marina da mettere come cappello introduttivo dell'articolo.
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Post di Guido Picchetti ‎

@ Mirko !!! 5-- ... Il mio indirizzo e-mail lo trovi nella mia penultima precedente risposta @ Riccardo... Apri tutto il messaggio da me postato. L'indirizzo è alla fine.

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A Mirko Mutalipassi, Federica Ferrando, Marco Di Natale e altri 4 piace questo elemento.


http://www.facebook.com/note.php?note_id=246465245366859


Da "PUNTA CAMPANELLA AREA MARINA PROTETTA" del 24/06/2011

Grande successo per la kermesse
Le meraviglie del nostro mare

Più di 100 persone hanno assistito alle proiezioni e ai racconti di Guido Picchetti, storico sub nazionale e agli aneddoti divertenti dei più famosi subacquei della penisola. Terminato anche il corso di biologia, attestato per 10 studenti universitari.

Storie e aneddoti della vita sottomarina. Racconti di oltre 60 anni di immersioni in penisola sorrentina, corredati da foto sensazionali. E' stata un successo la manifestazione "Le meraviglie del nostro mare" organizzata dall'Area Marina Protetta di Punta Campanella a margine del corso pratico di biologia marina, svolto dal 19 al 22 giugno al villaggio Diving Nettuno a Marina del Cantone.

Oltre 100 persone hanno partecipato alle tre serate che hanno visto protagonista assoluto Guido Picchetti, storico subacqueo italiano che ha fatto immersioni accanto al mitico Enzo Maiorca. Molti spunti interessanti sono venuti anche dagli interventi dei decani dei sub locali: i coniugi Rosaria ed Enrico Gargiulo, Virgilio Liguori e Antonio Fimeroni.

Nelle loro foto e nei loro racconti, l'amore per il mare, per i suoi abitanti e tanti aneddoti divertenti. Le tre serate hanno chiuso il Corso pratico di Biologia marina che ha visto la partecipazione di 10 studenti universitari che, tra immersioni, raccolta dati e attività di laboratorio, hanno trascorso una vera e propria full immersion nel mondo della biologia marina.

Lezioni curate dai professori universitari Giovanni Fulvio Russo, Roberto Sandulli e da Guido Villani del CNR.

http://www.puntacampanella.org/comunicato.asp?ID=216&-Grande-successo-per-la-kermesse-Le-meraviglie-del-nostro-mare

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Commento su FB a margine del documento
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Dalla mia "BACHECA" su Facebook del 19/06/11

La "Carta Salata" del convegno di Pantelleria
"Un Punto nel Mare, un Mare di Punti"

di Guido Picchetti

Questa la "Carta Salata" elaborata stamani dal gruppo di esperti e proposta nel pomeriggio alla firma dei partecipanti al convegno "Un Punto nel Mare, un Mare di Punti" di Pantelleria. A voi ogni commento...

http://www.facebook.com/guido.picchetti


Dalla mia "BACHECA" su FB - 18/06/11

Domani il Sen. D'Alì al Convegno di Pantelleria
contro le piattaforme petrolifere

Questo il comunicato stampa sull'intervento di domani del Sen. D'Alì, Presidente della Commissione Ambiente al Senato, al Convegno "Un Punto nel Mare - Un Mare di Punti", accompagnato dal suo consulente Salvatore Braschi, impegnato alla riforma della legge per le aree marine protette in corso di discussione al Senato.

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=1999120572006&set=a.1444231620129.2056854.1063270409&type=1&theater


Da una mia "NOTA" su Facebook del 17/06/11

Dialogando con l''Associazione Pescatori di Pantelleria...

di Guido Picchetti

Ricevo da Pantelvoice il testo seguente:

PETIZIONE CONTRO LA PESCA COMMERCIALE A STRASCICO

(pubblicata da Pantel Voice il giorno venerdì 17 giugno 2011 alle ore 0.17)

Alla Prefettura di Trapani
Alla Prefettura di Marsala
Alla Capitaneria di Porto di Pantelleria
Alla Capitaneria di Porto di Trapani
Al Comune di Pantelleria

Ci accorgiamo che negli ultimi anni anche nella nostra isola di Pantelleria stiamo riuscendo a distruggere quel poco di flora e fauna sottomarina che è riuscita a resistere nei nostri fondali con una indifferenza e una mancanza di sensibilità che rasenta l’orrido. Tutti stiamo contribuendo a azzerare questo patrimonio con molta leggerezza impuntiamo tutto ciò a uno sfruttamento intensivo della pesca commerciale a strascico e diverse da parte della marineria Mazarese, Marsalese e Trapanese.

Le cause vanno ricercate nella mancanza di sensibilizzazione e di informazione e tutela delle nostre acque.

L’isola di Pantelleria si trova al centro del canale di Sicilia e non appartiene alla piattaforma continentale africana nè alla piattaforma continentale europea. L'isola sorge su una serie di conici vulcanici e praticamente ha delle piccole fasce di fondali che ospitano flora e fauna mediterranea tutto questo viene ignorato ( citazione di uno scrittore famoso ) guardi all’orizzonte e vedi solo l’immenso mare, l’immenso mare non ospita però all’infinito aragoste, saraghi, cernie, triglie scorfani, dentici, praterie di posidonia, etc..

Questi pesci vivono in una fascia di fondale che è compresa da 0 a 40 metri alcune specie anche sino a metri 100 le praterie di posidonia essenziale per la riproduzione e l’ossigenazione rifugio di avannotti e patria di un mondo fantastico di micro organismi essenziali per la vita del nostro patrimonio Ittico, la posidonia vive su una fascia di fondale da un metro a massimo quaranta metri a questo punto soltanto su una carta nautica (proiezione di mercatore ) facciamo una considerazione guardando le linee batimetriche che la fascia di fondale da 0 a 100 metri all’incirca è ¼ della superficie della nostra isola.

La nostra isola ha una superficie circa 83 km quadrati. I nostri pesci vivono in meno di 20 km quadrati. Scriviamo questo per far capire che i pesci residenti a Pantelleria hanno una casa molto piccola e noi li importuniamo, li maltrattiamo, li avveleniamo, solo perché pensiamo che esiste l’immenso mare dalle risorse infinite.

Descriviamo da parte di chi e perché è perpetrata l’aggressione capiamo che Pantelleria fa parte dello stato italiano ma quando hanno fatto leggi per regolamentare la pesca non hanno tenuto conto delle realtà territoriale di pesca della nostra isola. Pescano in maniera sproporzionata anche se in alcuni casi entro le leggi consentite e commercializzano. Anche le barche da pesca tunisine commercializzano pesci abusivamente senza controlli sanitari e senza pagare le tasse, mentre sostano in rada dentro al porto di Pantelleria per mare mosso. Grandi quantità di reti da posta che le barche Marsalesi e Mazarese chiamate “Il Gladiatore MV 1252”dalla metà di marzo e dalla “Marianna TP 1106” presenti sull’isola e Caterina ll TP 1623 che attualmente non è ancora presente, possono mettere anche in mare, tutti i giorni incuranti del limite massimo di 5000 metri di reti, incuranti dalla legge di non pescare sotto costa, dall’obbligo di aggiungere alle bandiere o alle boe galleggianti i segnali notturni luminosi e dell’obbligo di non pescare le specie sottomisura. Il 9 luglio 2010 avendo sfruttato il mare di Pantelleria iniziano a lavorare nel Banco di Pantelleria a 20 21 miglia dall’isola senza autorizzazioni, senza licenza alla navigazione e ne dotazioni di sicurezza mettendosi in pericolo e mettendo in pericolo anche i soccorritori. Le barche a quanto pare dalla legge dovrebbero essere sanzionate per lo sconfinamento, non vuole essere un accusa la Capitaneria di Porto di Pantelleria non ha avuto la prontezza di fermare tutte queste liberi e illegali avvenimenti. Storicamente e a tutt’oggi si continua a sfruttare illegalmente il mare di Pantelleria con arroganza. In data 22 marzo arriva a Pantelleria la MB/P Simona (*) lavorando per 3 notti Dietro Isola tra l’Arco dell’Elefante e Martingana tirando le proprie reti a strascico sotto costa a profondità anche inferiore ai 20 metri, successivamente si aggiunge la MB/P Vita Antonina 1 TP 1169, nelle notti di Aprile iniziano a lavorare in tutta l’isola, a queste barche si aggiunge anche una barca di colore blu, di provenienza sconosciuta con esposto il solo nome senza matricola e di nome Gemma. Preoccupati sappiamo che arriveranno altre barche provenienti da Marsala con le reti da posta, barche a strascico da qualsiasi altro porto e chissà chi e cos’altro possa accadere al nostrum mare incontrollato. La Campagna di sensibilizzazione è stata fatta sono state coinvolte altre associazioni ambientaliste, istituzioni e non è sufficiente scrivere su internet, su facebook, e fare volantini.

CHIEDIAMO

L’allontanamento dall’isola di queste barche e maggiori controlli.

Associazione Pescatori di Pantelleria
Via Gadir 22
91017 - Pantelleria (TP)

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Il mio commento al riguardo...

Una richiesta, quella dell'Associazione Pescatori di Pantelleria, mi verrebbe da dire "breve, succinta e compendiosa", e pertanto molto efficace. Ma una domanda mi sorge spontanea. Dove eravate, cari amici dell'Associazione, in questi ultimi venti anni, da quando cioè si è cominciato a parlare di un'Area Marina Protetta intorno a Pantelleria ?

E dico vent'anni con ragione, in quanto fu addirittura nel 1989, durante un convegno denominato "Garofano Azzurro", organizzato sull'isola dall'Associazione Nazionale "Amici dell' Avanti", che il prof. Giuseppe Giaccone (eminente biologo marino siciliano) illustrò con una sua relazione una proposta preliminare di zonazione e di articolazione dei vincoli per una Riserva Naturale Marina a Pantelleria, chiarendone insieme le prospettive future e i vantaggi che una tale realizzazione avrebbe comportato per l'isola. E ancora non c'era la legge quadro sulle AMP n° 394 del 1991, che individuò successivamente le Aree Marine Protette da istituire in Italia, e tra queste appunto l'AMP di Pantelleria.

E dove eravate poi, cari amici, quando nacque nel Maggio 1999 il "Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria", con l'intento dichiarato di favorire e accelerare la realizzazione dell'Area Marina Protetta, attraverso un coinvolgimento sul tema di tutta la popolazione isolana, a partire dal Sindaco in carica (guarda caso lo stesso Alberto Di Marzo che guida l'attuale amministrazione Comunale). Un Comitato che fu appunto costituito per evitare che l'AMP venisse calata dall'alto senza aver dato ascolto ai pareri e alle esigenze di chi vive l'isola.

Proprio per favorire concretamente il coinvolgimento degli operatori del mare dell'isola più direttamente coinvolti (barcaioli e pescatori, sia dilettanti che professionisti), il 25 Settembre 1999 presso il Circolo Columbus di Pantelleria si tenne un primo incontro con un utile dibattito al riguardo. Il verbale integrale di quella riunione (atto ufficiale del vecchio Comitato Pro Parco) è stato da me ripubblicato in rete, e chi fosse interessato può leggerlo all'url:
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/comit_riun/1999/riunioni_1999.htm#Inc_pesc_25/9/99 .

Purtroppo quell'incontro fu stranamente il primo e l'ultimo... Negli anni seguenti tuttavia il Comitato promosse e realizzò numerose iniziative sia di carattere culturale, in particolare per i giovani studenti delle scuole pantesche, sia nel campo della ricerca scientifica, tutte finalizzate all'istituzione dell'AMP. Ultima di queste, fu una manifestazione in favore dell'AMP di Pantelleria denominata "Un voto per il Parco", che si svolse purtroppo senza troppo successo nella serata del 18 Luglio 2003. E pensare che nella mattinata di quel giorno, promosso da Lega Ambiente, c'era stato in Comune un incontro sulle prospettive istitutive dell’Area Marina Protetta di Pantelleria. Partecipanti:
* Vittorio Vasquez, commissario prefettizio del Comune di Pantelleria
* Angelo Mistretta, Amministrazione Provinciale di Trapani
* Francesco Alaimo, referente regionale del WWF per le Aree Protette
* Giovanni Verace, Legambiente Sicilia
* Vincenzo Di Martino, in rappresentanza del Dr. Franco Bianchi, presidente del Comitato Scientifico del Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria
* Salvatore Belvisi, funzionario comunale addetto di Pantelleria
* Rosanna Gabriele, Confesercenti e Assoturismo di Pantelleria
* Giustino Piazza, Presidente Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria
* Vito Vanella, Direttore Riserva Naturale Orientata di Pantelleria
* Tania Ganci, Circolo Legambiente Pantelleria e Consigliere Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria
* Massimiliano Reggiani, organizzatore materiale dell’incontro
* Guido Picchetti, Segretario Generale Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria.

Tutte chiacchiere al vento quelle fatte in quella riunione? A giudicare da quanto successe dopo, dove siamo oggi, direi proprio di sì. Il Comitato Pro Parco, una Onlus regolarmente registrata, l'anno successivo venne fatto fuori. Non in modo formale, bensì sostanziale, e di fatto reso inoperativo. I soci del Comitato, una settantina circa, non ricevettero più comunicati dal Direttivo in carica, i soci non versarono le quote non più richieste, il presidente in carica diede le sue dimissioni, e tutto finì nel 2004 in una bolla di sapone... E qualcuno certamente fa ancora oggi "prosit"...

Già, eravamo proprio nel 2004, l'anno in cui vengono avanzate al Ministero competente le due richieste di concessione per ricerche petrolifere a nord di Pantelleria a poca distanza dalle sue coste. Richieste accolte e divenute operative senza che i panteschi ne fossero minimamente informati, e a dispetto della legge che prevede regolare affissione all'albo pretorio proprio per favorire tale presa di coscienza e di conoscenza...

Veniamo ad oggi, cari amici dell'Associazione Pescatori, e scusatemi la lunghezza del mio intervento. E' da un anno ormai che si è ripreso a dibattere il problema dell' Area Marina Protetta, dopo che l'ex sindaco Salvatore Gabriele nel gennaio dello scorso anno comunicò alla cittadinanza che una legge nazionale del 2007 aveva istituito il Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria. Legge contro la quale la Regione Sicilia aveva fatto ricorso alla Corte Costituzionale ritenendo lesi alcuni suoi diritti di regione a statuto speciale. Ricorso che la stessa Corte Costituzionale respinse nel Gennaio 2008, confermando di fatto il Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria.

Ma sull'isola, è storia recente, questa notizia del tutto nuova per la comunità isolana non viene presa bene... Si temono ulteriori vincoli, in aggiunta a quelli già esistenti per la Riserva terrestre. Si costituisce un Comitato per il no, vengono raccolte delle firme contrarie al Parco, e il sindaco in carica salvatore Gabriele, essendo prossime le elezioni, invia al Ministero Ambiente una richiesta di sospendere l'iter già avviato con l'Ispra per la mappatura dei fondali intorno all'isola, indispensabili per la definizione dell'Area Marina Protetta, a sua volta componente necessaria dell'istituendo Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria, già previsto per legge.

Questa la situazione attuale. Ma per quanto riguarda l'Area Marina Protetta in particolare, dove eravate, cari amici dell'Associazione Pescatori di Pantelleria, quando nel febbraio scorso si è cominciato a discutere della nuova proposta Caravello per l'AMP di Pantelleria? Una proposta, che guarda caso, segnala come zona "A" proprio quel Banco di Pantelleria che voi menzionate nella vostra richiesta, e che, opportunamente protetto e salvaguardato, potrebbe divenire il miglior polmone per il ripopolamento dell'intero Stretto di Sicilia?

E' una proposta, quella di Arturo Caravello, che firmata anche dal biologo marino Vincenzo di Martino, da Maria Ghelia, e dal sottoscritto, ho avuto l'onere e l'onore di presentare prima allo Sporting di Pantelleria in un'apposita serata nel Marzo dello scorso anno, e quindi a Giugno al Congresso di Rapallo della Società Italiana di Biologia Marina. E ciò affinchè rimanesse agli Atti del Congresso e non potesse venire ignorata da chi di dovere. Successivamente il "poster" della proposta Caravello è rimasto esposto per oltre un mese presso la sede dell'agenzia marittima Minardi, proprio affinchè tutti potessero prenderne visione...

I proverbi, si dice, sono la saggezza dei popoli"... E ce ne sono due che fanno al caso nostro. Il primo è questo: "Chi è causa del suo mal pianga sè stesso". In altre parole la vostra assenza dal dibattito di questi ultimi decenni sulla tutela del mare di Pantelleria, mi dispiace doverlo dire, rende oggi, purtroppo, molto più difficile che venga data una adeguata e concreta risposta alla vostra richiesta di intervento contro la pesca più o meno illegale...

Il secondo proverbio è meno pessimista. Dice: "Non è mai troppo tardi". E a tal fine, cari amici dell'Associazione Pescatori di Pantelleria, vi segnalo l'url dove potrete prendere visione e lettura della proposta Caravello, capire in cosa consiste, ed esprimere un vostro qualificato giudizio in merito.
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/100326_PSibm.htm

Il futuro del Mare di Pantelleria è nelle vostre mani. Personalmente sono molto scoraggiato e ho davvero poca fiducia in questa battaglia che ritengo "quasi" persa. Tuttavia domani sabato inizia un convegno al Cossyra (che si protrarrà anche Domenica con l'intervento del Sen. D'Alì, Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali). E' un convegno nel quale la tutela del Mare di Pantelleria è o dovrebbe essere il tema centrale. Siate presenti e fate sentire la vostra voce... E ricordatevi anche di un  un terzo proverbio che dice "Gli assenti hanno sempre torto"...

http://www.facebook.com/note.php?note_id=230890696922753


Da "SOTTACQUA" del 16/06/11

Guido Picchetti a Massa Lubrense il 22 Giugno

A cura di redazione

L’Area Marina Protetta di Punta Campanella ha organizzatoa Massa Lubrense un Corso Pratico di Biologia Marina, ideato in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e patrocinato dalla SIBM (Società Italiana di Biologia Marina).

Tra le attività, che prevedono incontri teorici, immersioni di campionamento e raccolta dati, laboratori e serate a tema, si svolgeranno una serie di incontri serali nei quali interverranno esperti ed appassionati del mondo sommerso, tra i quali, mercoledì 22 giugno, l’amico Guido Picchetti che, per l’occasione, presenterà in un video una sequenza di 60 dia sull’attività del “Centro Immersioni Sorrento” nei suoi 25 anni di operatività (dal 1970 al 1994), con particolare riferimento alle iniziative e agli avvenimenti dei primi dieci anni di vita, dedicati, ma non solo, alla scoperta dei fondali sommersi della Penisola Sorrentina, compresi in quella che è oggi l’ “Area Marina Protetta di Punta Campanella”.

Invitando tutti coloro che possono recarvisi a trascorrere una serata con Guido e gli amici di Punta Campanella sia alla serata sia alle altre attività del Corso presentiamo in anteprima – per coloro che non saranno presenti, il video che Guido proporrà nella serata.

Per informazioni e iscrizioni:
www.puntacampanella.org/corso-di-biologia-marina-2011.asp
subacquea@puntacampanella.org
tel. 081 8089877 – mob. 3333316912

       

http://www.sottacqua.info/2011/06/guido-picchetti-a-massa-lubrense-il-22-giugno/
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Anche l'amico Paolo Bastoni, con il suo "Sottacqua - il mare in rete" da l'info sulla serata di Massalubrense... Grazie Paolo...
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Post di Fabio Russo

Guido, se sei a massa sarà un occasione per rivederci!!!
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Post di Guido Picchetti

Certo che ci sarò, salvo cause di forza maggiore, da lunedi sera a venerdi mattina... felice di rincontrarti...
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Da "TRAPANI OK" del 16/06/11

Cosa intende fare il sindaco Di Marzo?
Lettera aperta al primo cittadino di Pantelleria sul rischio
di trivellazioni petrolifere in mare. Ma c’è il decreto del 26 agosto

Lucia Basiricò si autodefinisce “una cittadina trapanese”. E da cittadina ha scritto al sindaco di Pantelleria Alberto Di Marzo. Lucia Basiricò è una cittadina preoccupata: “Circa un anno fa ho sentito parlare di possibili trivellazioni nel Mediterraneo. A seguito di proteste, lo scorso 26 agosto è stato emanato un decreto anti-trivelle. Questo decreto vieta le trivellazioni off shore entro le 12 miglia dalla costa, ma purtroppo non ha dato i frutti sperati dai siciliani. Non ci ha salvati dal pericolo trivellazioni”.

Incombe il pericolo Audax: “In estate, potrebbe già cominciare a trivellare a 13 miglia da Pantelleria, sfruttando le autorizzazioni già in suo possesso per fare ricerche petrolifere. Ma chi le ha rilasciate queste autorizzazioni?”.

La cittadina Basiricò chiama in causa Di Marzo: “Quali sono le iniziative della sua amministrazione per far fronte ad un problema che riguarda, prima di tutto Pantelleria? Con i rischi che ne derivano per l’economia di una isola vocata al turismo ed all’economia eco-compatibile”.

http://www.trapaniok.it/legginotiziaAP.php?id=25699
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Condivido... senza commento alcuno...
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Post di Gianluca Cecere

noooooooooo Guidoooo
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Da "ECOBLOG" - 16/06/11

Non ci sono più pesci nel mare?

da Nestor Carnevali

15 giugno 2011 - La memoria della nostra gioventù o quella dei nostri parenti più anziani è spesso fondamentale quando dobbiamo renderci conto di un problema ambientale. Quanti di voi avranno potuto apprezzare con i loro occhi la devastante cementificazione delle nostre coste semplicemente ricordando come “fino a qualche anno fa” l’ambiente fosse incontaminato? Spesso basta una semplice fotografia, non necessariamente in bianco e nero, per rendersi conto dei danni causati dall’uomo e dallo sviluppo sfrenato.

Come facciamo ad avere la stessa cognizione di causa quando si parla dello spopolamento dei mari prodotto dalla pesca industriale? Difficile, se non impossibile, non fosse altro perché il “problema”, è proprio il caso di dirlo, è “sommerso“. Non solo, il violento spopolamento era già abbondantemente avviato quando la maggior parte di noi era già nato e non era cosciente della dimensione del problema. Ci viene incontro un interessante articolo del Guardian riporta una gif animata (qui nel post nella sua versione statica) che mostra visivamente la diminuzione degli stock ittici dell’Oceano Atlantico nel giro di 100 anni, dal 1900 al 2000.

Quando un’immagine vale più di mille parole.

http://www.ecoblog.it/post/12728/non-ce-piu-pesce-nel-mare?
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Facebook ti invita a "scrivere" qualcosa per condividere... Ma, a mio giudizio, c'è poco da "scrivere"... Per chi ha una certa età, basta ricordare come erano popolati i fondali di un tempo... mentre i più giovani diano un'occhiata alle immagini dei "vecchi" o si facciano da loro raccontare certe esperienze... Prima che ti dicano che sono i tanti sub ad aver spopolato il mare... Che poi c'è pure chi ci crede...
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Post di Roberto Frigerio

Sono gli stessi che non sanno che per rimediare al danno di un peschereccio che strascica di frodo... di notte... sottocosta, non basterebbero anni di ripopolamento... purtroppo.
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Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News n° 7662" dell'11/06/11

Lettere al Direttore

Operare per l'istituzione dell'A.M.P. significa
essere concretamente contro le perforazioni

di Fabio Pace

Gentile direttore,
la replica del gruppo Pantelleria Libera è un capolavoro di doppiezza e convenzionalismo. Non entro nel merito di questioni politiche, non mi compete essendo io solamente l’addetto stampa del Senatore d’Alì, anche se trovo inelegante e grezzo definire le sue dichiarazioni “irresponsabili” e “menzognere”.

Nel merito della questione: che il Consiglio Comunale si sia dichiarato contro le trivellazioni è apprezzabile ma rimane solo una dichiarazione di intenti; priva di efficacia verso qualunque società volesse attivare ricerche e prospezioni sui fondali marini (le autorizzazioni sono di esclusiva competenza ministeriale).

Al contrario, operare per l’istituzione di un’area marina protetta, considerato che esiste già una normativa approvata dal Governo (su proposta della Commissione presieduta da d’Alì, ndr) per arginare il fenomeno perforazioni, che vieta alle compagnie petrolifere di effettuare prospezioni entro le 12 miglia dal perimetro dei Parchi e delle Riserve, significa essere concretamente ed efficacemente contro le perforazioni.

Affermare, come il gruppo Pantelleria Libera fa nella sua replica, che “è stata semplicemente respinta una mozione presentata dal gruppo di minoranza” e che è necessario ancora “attenzione, riflessione, approfondimento e soprattutto condivisione” significa ancorarsi a formalismi procedurali che non tengono conto né della attuale situazione, né dell’urgenza di interventi di tutela delle coste pantesche, né del clima maturato proprio tra la popolazione residente dell’isola ed i molti ospiti fissi che hanno a cuore il destino di questa perla naturalistica al centro del Mediterraneo che è Pantelleria. Insomma, tanto per citare: “Mentre a Roma si discute Sagunto cade”.

Affermare, come d’Alì ha fatto, che il consiglio comunale è favorevole alle trivellazioni e rinuncia anche ai fondi nazionali è una corretta deduzione logica che nasce dalla valutazione combinata del complesso degli atti. Può anche apparire una provocazione, e comunque, almeno a giudicare dalla risposta del gruppo “Pantelleria Libera”, ha colpito nel segno.

È di tutta evidenza che il Senatore D’Alì, per il ruolo istituzionale in seno all’assemblea del Senato, in qualità di presidente della Commissione Ambiente, è ampiamente disponibile ad “un approfondimento sulla tematica” come dimostra anche il fatto che ha già dato conferma della sua presenza alla giornata conclusiva, domenica 19 giugno, del convegno “Un Punto nel Mare – Un Mare di Punti - Biodiversità marina nello Stretto di Sicilia", che si terrà proprio a Pantelleria.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6790  (solo su abbonamento)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Una replica dell'addetto stampa del Sen. D'Alì che mi trova pienamente concorde e che chiarisce bene i termini della questione. Tema del Convegno non è la "biodiversità" dello Stretto di Sicilia, ben nota e da tutti riconosciuta, ma se si vuole o no istituire l'Area Marina Protetta, e concludere l'iter per il Parco Nazionale dell'isola di Pantelleria già previsto da una legge del 2007. Tutto il resto sono chiacchiere al vento...


Da "MARSALA IT" dell'11/06/11

Dal consiglio comunale di Pantelleria
il via libera alle trivellazioni...

Il Consiglio comunale ha bocciato una mozione che tendeva ad attivare
le procedure per il riconoscimento dell'Area Marina Protetta.

Sulla questione è intervenuto il sen. Antonio D'Alì, presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Senato: «È incomprensibile la bocciatura da di una mozione, presentata dai consiglieri di Progetto Pantelleria indirizzata ad attivare tutte le necessarie procedure per l'ottenimento del riconoscimento ufficiale dell'isola come sede di Area Marina Protetta del Ministero dell'Ambiente». D'Alì spiega che «l'attestato che una volta ottenuto avrebbe aperto le porte ad una certa e proficua interlocuzione con il dicastero, finalizzata in particolare all'utilizzo dei fondi statali previsti per questo tipo di zone di tutela e che con questa "poco saggia" decisione del Consiglio viene preclusa».

«Ritengo altresì incomprensibile tale determinazione - prosegue D'Alì - in quanto in contrasto con la volontà della popolazione locale e dei comitati, che vorrebbero vedere il territorio e il mare valorizzati e tutelati dalle ripetute richieste di autorizzazione di perforazioni davanti alle coste alla ricerca di petrolio. Il mio stupore nasce anche dal fatto che questo Governo, per arginare il fenomeno perforazioni, ha prodotto poco tempo fa una norma a tutela delle area marine ad elevato pregio ambientale, non consentendo alle compagnie petrolifere di effettuare prospezioni entro le 12 miglia dal perimetro delle Aree Marine. Di questo argomento ne parleremo al convegno che si svolgerà a Pantelleria il 18 e 19 giugno».

http://a.marsala.it/notizie-dalla-provincia/isole/31479-dal-consiglio-comunale-di-pantelleria-il-via-libera-alle-trivellazioni.html

Notizia analoga su "TRAPANI CRONACA IT" del 7/06/11 - "Il consiglio comunale di Pantelleria contro l'Area marina protetta"
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Bocciare una mozione che tendeva ad attivare le procedure per il riconoscimento dell'Area Marina Protetta equivale a dare il via libera alle trivellazioni a poca distanza dall'isola. Le due cose vanno insieme. Solo il Consiglio Comunale di Pantelleria fa finta di non capire... E ci vuole una bella faccia tosta...
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Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News n° 7655" del 10/06/11

'Pantelleria Libera'' risponde al senatore d'Ali':
''Non abbiamo rinunciato ai fondi nazionali''
''Il Consiglio Comunale non si è espresso a favore delle trivellazioni"

Siano fortemente costernati ed esterrefatti dalle irresponsabili quanto menzognere dichiarazioni rilasciate dal Senatore D’Alì che con proprio comunicato stampa ha divulgato in data 7 giugno 2011 una nota dal titolo “Il Consiglio Comunale di Pantelleria vuole le trivellazioni vicino alla costa e per avere questo rinuncia anche ai fondi nazionali”. Lo scrive in un comunicato stampa il gruppo di maggioranza di "Pantelleria Libera".

"Nulla di più falso - continua il comunicato -. Mai, infatti, il Consiglio Comunale di Pantelleria si è espresso in favore delle trivellazioni e mai ha formulato alcuna volontà di rinuncia ai fondi nazionali. Tra l’altro, in data 30/06/2010 con propria delibera n. 78, votata all’unanimità, lo stesso Consiglio, aveva inequivocabilmente espresso il proprio dissenso alle trivellazioni e la forte preoccupazione di tutta la cittadinanza per quanto stava accadendo nel Canale di Sicilia.

Non comprendiamo, quindi, come un veterano della politica come il Senatore D’Alì possa esternare simili notizie, prive di alcun fondamento, lontane dalla verità, creando unicamente allarme all’interno della comunità isolana.

Per quanti non avessero seguito la vicenda, giova ricordare che nella riunione di Consiglio citata dal D’Alì è stata semplicemente respinta una mozione presentata dal gruppo di minoranza, tendente ad accelerare la tempistica di realizzazione degli studi marini propedeutici alla istituzione dell’Area Marina Protetta di Pantelleria. L’aver respinto la mozione da parte del gruppo di maggioranza “PANTELLERIA LIBERA”, non significa assolutamente essere favorevoli alle trivellazioni, assecondare politiche di sfruttamento del mare, incoraggiare il depauperamento delle coste o peggio “proteggere grandi interessi e piccole personali prerogative”, ma vuole semplicemente significare che una tematica così importante, come l’istituzione dell’Area Marina Protetta, merita attenzione, riflessione, approfondimento e soprattutto condivisione. Condivisione che purtroppo, contrariamente a quanto affermato dal Senatore D’Alì, non c’era mai stata all’interno del nostro territorio, tanto che a seguito della forte contrarietà espressa dalla cittadinanza attraverso una petizione popolare, l’allora Sindaco Gabriele aveva ritenuto doveroso sospendere l’iter procedurale d’istituzione dell’AMP e gli stessi studi di cui oggi si parla".

"Pur dissentendo fortemente dalle affermazioni divulgate a mezzo stampa, probabilmente frutto di cattiva informazione -. conclude il comunicato di Pantelleria Libera -, veicolata da qualcuno che vuole unicamente screditare il lavoro della nuova amministrazione, siamo certi che il Senatore D’Alì, importante risorsa per la nostra Provincia, dopo le dovute riflessioni, saprà comprendere le motivazioni e l’opportunità di un approfondimento sulla tematica e saprà altresì garantire, con il proprio forte contributo nelle sedi opportune, la giusta collaborazione all’attuale amministrazione, seguendo le determinazioni e gli indirizzi che la cittadinanza pantesca vorrà esprimere".

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6783 (solo su abbonamento)
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Un solo commento... Speriamo che l'attenzione, la riflessione, l'approfondimento e soprattutto la condivisione non si protraggano fino al 2030, visto che già oltre vent'anni sono passati dalla prima proposta di tutela del prof. Giaccone al convegno del "Garofano Azzurro", e quarant'anni per decidere se realizzare o meno l'AMP di Pantelleria sembrano davvero troppi...
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Post di Pantel Voice

Per i non-abbonati a Pantelleria Internet queste notizie non verranno mai pubblicate. Di che si tratta?
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Post di Guido Picchetti

Ma dove vivi, Marco ? Scusa, ma non sai che per ricevere e leggere integralmente le notizie pubblicate su "Pantelleria Internet Com" occorre essere abbonati ? L'alternativa è essere incluso in una in una lista di favore dal bravo Salvatore Gabriele (giornalista), o avere un amico che te le invii... Ci sei o ci fai ?
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Post di Pantel Voice

So benissimo come funziona, ero iscritto fino a quando la redazione ha deciso di non pubblicare più le mie mail in quanto troppo polemiche avendo anche il coraggio di "banniare" in mezzo alla strada che non avevo ancora pagato il canone (1 mese di ritardo). Questo atteggiamento non porta a nulla se non a perdere un iscritto che comunque, vista la marea di contatti, legge comunque integralmente le news! Io parlo per tutti coloro (i cittadini di Pantelleria) che avrebbero bisogno di essere aggiornati circa la situazione pantesca. La mia ovviamente era una provocazione!
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Post di Guido Picchetti

L'immaginavo... conoscendoti...‎:-) .-) ‎... e (detto tra parentesi) sono d'accordo con te...


Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News n° 7656" del 10/06/11

Con il convegno ''Un Punto nel Mare - un Mare di Punti''
Riprende il "No Trivella Day"

“Un Punto nel Mare – Un Mare di Punti”
Biodiversità marina nello Stretto di Sicilia -
Inquinamento, estrazione idrocarburi, piattaforme e pesca illegale


Riprende il “No Trivella-Day” a Pantelleria. Il primo atto delle nuove battaglie contro le trivellazioni sarà il convegno “Un punto nel mare – un mare di punti”, organizzato dal Rotary Club Pantelleria e dall’Associazione Apnea Pantelleria. Sapere e conoscere sono due elementi indispensabili per capire ed agire consapevolmente sul nostro futuro. Il convegno che si terrà a Pantelleria il prossimo 18-19 giugno, è il proseguimento logico e scientifico della giornata di manifestazione, svoltasi il 26 agosto scorso che ha avuto come testimonial vip come Luca Zingaretti e Carole Bouquet. Saranno presenti ed interverranno il Sindaco di Pantelleria, Alberto Di Marzo, l’Assessore Pietro Bernardo, il dott. Franco Andaloro, capo dipartimento ISPRA, il dott. Fabrizio Serena, ARPA Toscana, il dott. Alessandro Giannì, Direttore Campagne Greenpeace Italia ed il dott. Giovanni Basciano, vicepresidente nazionale AGCI Pesca - Associazione Generale Coperative Italiane, settore pesca.

Nella sessione pomeridiana del 18 giugno, la Lega Navale Italiana e Italia Nostra, Associazione Nazionale per la Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione, daranno il loro saluto ed il loro appoggio ai principi cardine del convegno. Il Senatore Antonio D’Alì, Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali, ha confermato la sua presenza al convegno, nella giornata conclusiva di Domenica 19 Giugno. Anche il vescovo della diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero. Il convegno è patrocinato dal Comune di Pantelleria e dal Comune di Sciacca. (S.F.)

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6784  (solo su abbonamento)
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Commento del sottoscritto inerente il tema
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Su "Profumo di Mare" un omaggio e un augurio  per l' "acqua blu" di Pantelleria (che rimanga tale...) con la bella canzone di Lucio Battisti "Eppur mi sono scordato di te...", in vista del prossimo convegno "Un Punto nel Mare, un Mare di Punti" in programma sull'isola il 18 e il 19 p.v. Vedi http://profumodimare.forumfree.it/?t=56134272#lastpost 
 


Da "GAZZETTA DEL SUD ON LINE" - 10/06/11

Non ci saranno trivelle in mare.
Autorizzazioni sospese

di Calogero Castaldo

Pozzallo, 8/06/11 - Non si faranno le ricerche di giacimenti petroliferi nel Canale di Sicilia della Northern Petroleum. Ad affermarlo è stato il sottosegretario allo Sviluppo economico Catia Polidori, rispondendo all'interpellanza del deputato del Pd, il siciliano Angelo Capodicasa.

«La zona di mare – ha spiegato alla Camera la Polidori – comprendente il Canale di Sicilia è da sempre interessata da programmi di ricerca da parte di numerosi operatori, tuttavia dal mese di agosto 2010 sono entrate in vigore le rigorose misure restrittive particolarmente incisive sull'attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei mari italiani, che hanno introdotto il divieto assoluto di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi nelle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia attorno al perimetro esterno delle zone di mare e di costa protette».

Inoltre, «le attività di ricerca ed estrazione di olio – continua la Polidori - sono vietate nella fascia marina di cinque miglia lungo l'intero perimetro costiero nazionale. Al di fuori di queste aree di divieto, dunque, le attività in questione saranno tutte sottoposte a Valutazione di impatto ambientale, sentiti gli enti territoriali costieri interessati che potranno esprimere il proprio avviso ed eventuali opposizioni».

Al momento, sul tavolo del ministero ci sono 29 istanze di ricerca, di cui sedici fuori dalle zone di divieto che, quindi, proseguiranno l'iter; otto dentro e quindi rifiutate; cinque al confine della linea di demarcazione fra le due aree, che andranno ridotte. In particolare, la Northern Petroleum è titolare di due permessi già approvati di ricerca di idrocarburi, ma ha ricevuto la sospensione del decorso temporale e, conseguentemente, anche la sospensione delle attività programmate.

Altre compagnie petrolifere hanno fatto richiesta di sondare i fondali. La Shell, ad esempio, titolare di sei permessi, ha subito tre sospensioni del decorso temporale e, quindi, delle attività programmate, mentre per le altre tre è stato chiesto il differimento del termine di perforazione esplorativa al marzo 2012. La Regione ha, altresì, manifestato la netta contrarietà al rilascio di titoli per idrocarburi presenti e futuri, e sono inoltre pervenute al ministero dello Sviluppo economico diversi pareri contrari da parte dei Comuni, tra cui quello di Ragusa, per l'attuazione del programma di trivellazioni.

Non è tutto rose e fiori, comunque. Una nuova "minaccia", spaventa ambientalisti e operatori nel campo turistico, soprattutto per chi risiede nelle province di Ragusa, Siracusa ed Agrigento. Il governo maltese, infatti, ha autorizzato lo scorso 1 giugno la Mediterranean Oil & Gas a prolungare il periodo di esplorazioni per i prossimi 18 mesi nelle proprie acque territoriali. «Siamo molto lieti – è scritto in una nota – di aver raggiunto un accordo con il governo di Malta al fine di estendere la fase di esplorazione per tutti i blocchi di "Zona 4" – ha detto la società – Gli ulteriori 18 mesi ci permetteranno di progredire la nostra analisi della superficie e, auspicalmente, identificare gli obiettivi di perforazione che riteniamo utili alla causa».

Per la precisione, "Zona 4" si trova in un'area a dieci miglia marine a sud di Malta, a 22 miglia circa dalla costa iblea. Sulle trivellazioni fuori dai confini nazionali, il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio d'Alì, ha le idee chiare. Ha, difatti, ricordato «la necessità di applicare integralmente la Convenzione di Barcellona per garantire la tutela dell'ambiente marino. In "estrema ratio", la via diplomatica. Ci associamo, difatti, a proteste e preoccupazioni, ma oltre le dodici miglia marine dalle coste, in acque internazionali, occorre agire per vie diplomatiche».

http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=82459&Edizione=16&A=20110610
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Nel Canale di Sicilia c'è anche Malta, la quale, come si denuncia al termine dell'articolo, non sta affatto con le mani in mano, e, invece di preoccuparsi del compito affidatole dall'UNEP-MAP di esser pronta ad intervenire in caso di incidenti, pensa lei stessa ad autorizzare trivellazioni nelle sue acque...
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Da "TRAPANI OK" - 10/06/11

Pantelleria: D’Alì contro il consiglio
Dura presa di posizione del senatore Antonio D’Alì

08/06/2011 - Il parlamentare è intervenuto dopo la bocciatura, in consiglio comunale a Pantelleria, di una mozione presentata dai rappresentanti di “Progetto Pantelleria”, ed indirizzata “ad attivare tutte le necessarie procedure per l’ottenimento del riconoscimento ufficiale dell’isola come sede di Area Marina Protetta da parte del Ministero dell’Ambiente, attestato che, una volta ottenuto, avrebbe aperto le porte ad una certa e proficua interlocuzione con il dicastero, finalizzata, in particolare, all’utilizzo dei fondi statali previsti per questo tipo di zone di tutela e che con questa poco saggia decisione dal consiglio viene preclusa”. Più debole è anche la posizione contro le trivellazioni petrolifere.

http://www.trapaniok.it/legginotizia.php?id=25483
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Commento del sottoscritto su FB e a margine del comunicato su "Trapani OK"
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Queste le premesse al convegno "Un Punto Nel Mare - Un Mare di Punti", organizzato dal Rotary Club Pantelleria e dall'Associazione Apnea Pantelleria... Niente affatto belle... Ma la comunità isolana è stata informata e coinvolta sulla materia del contendere ? Ho forti dubbi...
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Da "AGUER" del 10/06/11

L´Area Marina di Capo Caccia inaugura la Torre San Giacomo
Gli studi sulle grotte sommerse dell´Apm di Capo Caccia-Isola Piana e dell´Università Federico II di Napoli sono stati esposti nella Torre del centro storico ristrutturata

ALGHERO - La Torre di San Giacomo ha fatto da splendida cornice all’incontro del 29 Maggio dell’area marina protetta con gli studenti accompagnati dal prof. Giancarlo Carrada, ordinario di Ecologia di Sistemi costieri presso l’Università Federico II di Napoli, insieme ad altri quattro docenti. Lo scenario, rappresentato dall’antica torre aragonese inserita in un contesto di studi e ricerche aventi come oggetto l’ambiente marino, ha conquistato gli amici partenopei che hanno definito la “location” una “bomboniera”.

Gli studenti ed i docenti hanno seguito con estremo interesse l’illustrazione dei progetti realizzati dall’area marina algherese a valere su finanziamenti europei, Italia-Francia Marittimo ed in ambito SIC (Sito d’Interesse Comunitario ITB 010042). In particolare sono stati illustrati lo “Studio degli ambienti di grotte marine nelle aree marine protette di Capo Caccia, Plemmirio ed Isole Pelagie” condotto in collaborazione con il Co.N.I.S.Ma., i progetti appena conclusi relativi alle grotte semisommerse dei settori di Capo Caccia e Punta Giglio, il monitoraggio di Pinna nobilis, e l’azione di salvaguardia delle tartarughe marine e dei cetacei (progetto “Gionha”).

La qualità dei lavori illustrati dall’Area Marina Protetta ha suscitato il plauso degli universitari e dei loro docenti, che si sono complimentati per le scelte gestionali rivolte a coniugare la conservazione degli ambienti naturali con le esigenze legate alla loro fruizione nonché per l’utilizzo di un bene storico e monumentale quale la Torre San Giacomo in moderno Centro visite e di Prima Accoglienza per interventi in soccorso alla fauna marina in difficoltà (Tartarughe e Delfini). Non sono mancati, infine, i turisti che, richiamati dalla novità dell’apertura della Torre, chiusa da tanti anni, hanno voluto assistere alle presentazioni degli studi insieme agli studenti napoletani. Nella foto: Gianfranco Russino

http://notizie.alguer.it/n?id=41542

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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Un esempio di "a cosa servono le AMP". Siamo in quella di Capo Caccia, in Sardegna, dove sono stati illustrati i progetti realizzati nell'AMP algherese, ma non solo, con i finanziamenti europei, Italia-Francia Marittimo ed in ambito SIC. E Pantelleria preferisce restare al palo ? Non posso crederlo...


Da "ADUC-IMMIGRAZIONE" del 9/06/11

U.E. - Immigrati. Consiglio d'Europa:
Malta viola i loro diritti

L'attuale legge maltese sull'immigrazione che impone la detenzione obbligatoria per tutti gli immigranti che arrivano sull'isola, siano essi richiedenti asilo, minori non accompagnati, donne incinta, o persone con problemi psichici o fisici, non è in linea con quanto previsto dalla Convenzione europea per i diritti dell'uomo e dovrebbe quindi essere emendata. Questa la raccomandazione del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, in un rapporto pubblicato oggi dopo la sua visita a Malta.

Nel rapporto il commissario sottolinea come, nonostante alcuni miglioramenti, i diritti degli immigrati a Malta non siano pienamente rispettati. Secondo Hammarberg, alcuni dei centri di detenzione e di accoglienza sono totalmente inadeguati ad alloggiare, anche per brevissimi periodi, coloro che arrivano sull'isola. Inoltre, il commissario ritiene che le autorità maltesi debbano fare di più sul fronte delle procedure per la richiesta d'asilo e quelle per garantire ai migranti la possibilità di ricorrere contro le decisioni prese dalle autorità sulla loro detenzione obbligatoria, sugli ordini di espulsione o sul rifiuto dello status di rifugiato.

Tuttavia, per il Consiglio d'Europa, 'non è' pensabile' che Malta possa fare fronte adeguatamente alla situazione senza l'attiva collaborazione e il sostegno dell'Unione europea. 'E' chiaro che, viste le dimensioni dell'isola, la densità della popolazione e le limitate possibilità di assorbimento del mercato del lavoro, Malta può accogliere adeguatamente a lungo termine solo una frazione dei migranti che arrivano', scrive Hammarberg, secondo il quale l'Unione europea deve garantire la ricollocazione di una parte delle persone a cui Malta ha concesso il diritto d'asilo e assistere finanziariamente le autorità

http://immigrazione.aduc.it/notizia/immigrati+consiglio+europa+malta+viola+loro+diritti_123148.php
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Questa è Malta. La violazione dei diritti umani pare sia la norma... E Malta ai sensi della Convenzione di Barcellona è lo Stato che ha la responsabilità di intervento nei casi di riversamenti di prodotti petroliferi nel Mediterraneo !!! Con quali mezzi, e con quale speranza di successo ? Lo sa Iddio...


Da "IL GIORNALE IT" del 9/06/11

Il governo in campo: uno spot
per aiutare il turismo al Sud

Dopo il successo degli spot che incoraggiavano la ripresa del turismo sull’isola di Lampedusa, il ministero del Turismo ha deciso di estendere il metodo a tutto il Sud Italia. Una serie di spot che partiranno dalla prossima settimana e saranno diffusi su tutte le reti del servizio pubblico, è stata realizzata per pubblicizzare destinazioni che scontano, a dispetto della loro straordinarietà, un flusso turistico decisamente inferiore al potenziale. È il caso di altre isole minori della Sicilia come Pantelleria, oppure di località come Manduria o altre «perle» come Tropea: in totale nello spot sono presentate le immagini di tredici località del Mezzogiorno.

«Non è mai stata realizzata una campagna istituzionale per promuovere il turismo nel Sud - ha osservato il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, che ieri ha presentato l’iniziativa a Palazzo Chigi con il sottosegretario Paolo Bonaiuti -. È stato un grave errore. Questo giacimento è rimasto inespresso rispetto alle sue grandi potenzialità. Il governo intende invertire questo dato, e cioè che i due terzi dei turisti non scendono sotto la città di Roma. Vogliamo anche dare un contributo al bilancio delle regioni del Mezzogiorno, incrementando e sostenendo lo sviluppo di questa industria. Era necessario passare attraverso una promozione che utilizzi il mezzo televisivo».

Il ministro Brambilla, inoltre, ha firmato ieri con il «collega» egiziano Mounir Fakhry Abd El Nour una dichiarazione congiunta sulle attività da svolgere nel biennio 2011-12 per riportare alla normalità i flussi turistici tra Italia ed Egitto. Entro l’anno sarà organizzato un workshop per stabilire contatti diretti tra le organizzazioni turistiche dei due Paesi e per organizzare pacchetti ad hoc.

http://www.ilgiornale.it/interni/il_governo_campo_spot_aiutare_turismo_sud/10-06-2011/articolo-id=528381-page=0-comments=1 ______________________

Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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A quando una piscina pubblica come si deve a Pantelleria ? Un impianto, intendo, sul tipo di quello realizzato a Milazzo. Vadano a vederlo gli amministratori comunali panteschi... Un impianto modello, funzionante estate e inverno, utile sia al turismo (favorendo il fuori stagione...) che ai giovani studenti isolani... Invece, di incrementare il numero delle piccole vasche private, che ormai costellano l'isola...
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Post di Pantel Voice

A quando palestre aperte fino a tardo orario anche il sabato? A quando orario continuato per i negozi dalle 10 alle 18 con conseguente miglioramento della qualità di vita per chi ci lavora e per chi lavora e non ha tempo di frequentarli se non nella pausa pranzo? Chiediamoci invece se tante novità o tante modifiche sono davvero RICHIESTE dalla popolazione oppure rischiamo di avere una piscina pubblica per 4 utenti l'anno e bassa manutenzione causa costi neri quali non ci si rientra? Guido possiamo informarci con quali soldi è stao costruito l'impianto di Milazzo? Non è polemica ma solo curiosità. Ti ricordo che qui per avere un campo da calcio a norma all'Arenella non si sa più quali idee-scuse-ricerche-preventivi inventare.
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Post di Guido Picchetti

Certo che ti dico, caro Marco, con quali soldi è stata costruita la piscina di Milazzo. Quando vidi quel magnifico impianto mi informai e mi fu detto che praticamente al Comune di Milazzo era costata poco o nulla in quanto a pagarne i costi e a curarne la costruzione era stata una società privata che in cambio ottenne la licenza di sistemare le sue strutture nella zona industriale di quella cittadina... Tieni presente che qui a Pantelleria il CONI anni fa ha già dato i fondi per la costruzione di una piscina sportiva pubblica, ma, a quanto mi è stato detto, quei fondi sono stati utilizzati per costruire la vasca più grande delle due che in riva al mare ha adesso l'Hotel Cossyra...
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Post di Pantel Voice

Ops! Mi obblighi a porti una domanda-collegata-ma-non-inerente: quale è (o dovrebbe essere) la struttura primaria del nostro Turismo locale? Chi è (o è stato ai tempi) il CONI a Pantelleria?
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Post di Guido Picchetti

Non te lo so dire... Penso che qui siamo fuori dal mondo reale, e come a suo tempo personalmente ho dovuto lasciar perdere Mare Vivo che pure avevo cercato di far entrare sull'isola, altri avranno lasciato perdere il Coni, e altre strutture sportive similari... Ti meravigli ? io no... Il CONI non è comunque una struttura turistica come tu dici, bensì è il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e si interessa a tutti gli sport olimpici, finanziando gli impianti sportivi necessari per la pratica di quegli sport (nel caso specifico, nuoto pallanuoto, tuffi, nuoto sincronizzato, etc), ma li finanzia una volta, non ad libitum... Capisci cosa voglio dire ?
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Post di Pantel Voice

Non ho detto che il CONI sia turismo, ho solo chiesto chi faceva parte del CONI ai tempi dei fondi stanziati e mi ricollegavo alla piscina del Mursia di cui parlavi prima . . . ehm ehm . . .
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Post di Guido Picchetti

Io so solo che questa storia venne fuori anni fa quando ci fu qualcuno che andò a chiedere al Coni pechè non si favorisse la realizzazione di un impianto sportivo regolamentare con piscina e la risposta fu che lo stanziamento a tal fine c'era già stato...
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Post di Pantel Voice

Mmmm
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Da "L'ESSENZIALE AMBIENTE" dell'8/06/11

Trivellazioni off shore Sicilia, Polidori: "Non imminenti"
Il sottosegretario Catia Polidori rassicura. Ma sarà tutto vero?

Mediterraneo da bucare - Il Ministero dello Sviluppo economico smentisce le notizie di stampa in merito alla possibilità che a breve abbiano inizio nuove esplorazioni, o peggio trivellazioni, petrolifere off shore nel Canale di Sicilia. Il neo sottosegretario allo Sviluppo economico, la ex Fli Catia Polidori passata poi tra i "Responsabili", lo ha garantito rispondendo a un'interpellanza parlamentare e spiegando in aula a che punto stiano le concessioni a sud della Sicilia.

Parola di Polidori - Ha detto la Polidori: "dal mese di agosto 2010 sono entrate in vigore le rigorose misure restrittive particolarmente incisive sull'attivita' di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei mari italiani, che hanno introdotto il divieto assoluto di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi all'intero delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia attorno al perimetro esterno delle zone di mare e di costa protette. Inoltre, le attivita' di ricerca ed estrazione di olio sono vietate nella fascia marina di 5 miglia lungo l'intero perimetro costiero nazionale".

Burocrazia e politica - Oltre le 5-12 miglia vale la normativa ambientale classica, che prevede la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale sia per le ricerche che per le estrazioni di petrolio e gas. A questa normativa, ha aggiunto la Polidori, si deve sommare il rifiuto politico della Regione Sicilia: "la Regione Siciliana ha manifestato la netta contrarietà al rilascio di titoli per idrocarburi presenti e futuri, e sono inoltre pervenute al Mise osservazioni/opposizioni da parte dei Comuni di Racalmuto e Ragusa".

Le richieste di concessione pendenti - "Allo stato degli atti risulta che sono state presentate ventinove istanze di permesso di ricerca di idrocarburi in mare", ha spiegato la Polidori aggiungendo che che alcune (cinque, per la precisione) ricadono parzialmente in aree protette dalla nuova normativa e vanno per tanto ridotte.

Va tutto bene? - Se le trivellazioni off shore non sono "imminenti", come afferma la Polidori, è anche vero che non sono nemmeno "scongiurate". Basti ricordare la recente esternazione dei vertici di Northern Petroleum che, a pochi giorni dall'entrata in vigore della nuova normativa Prestigiacomo che allontana le trivelle dalle coste, ha affermato che non avrà alcun problema o ricaduta economica con la nuova legge.

Per quanto riguarda, invece, i pronunciamenti della Regione Sicilia va ricordato che il suo potere effettivo di bloccare le attività estrattive è pari a zero: il mare è demanio nazionale e in merito decide il Ministero dell'Ambiente. Che si è già pronunciato con la legge Prestigiacomo: oltre le 5 miglia si buca senza problemi.

http://ambiente.essenzialeonline.it/petrolio-e-gas/Trivellazioni-off-shore-Sicilia-Polidori-Non-imminenti-_18534.html
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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Meno male ... Non sono il solo a nutrire seri dubbi sulle rassicurazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico Catia Polidori, che contrastano decisamente con quanto affermato dalla NP, la compagnia petrolifera interessata a trivellare a pochi km da Pantelleria...


Da "IL MESSAGGERO IT" dell'8/06/10

Pantelleria contro piattaforma petrolifera
“No trivella day” per salvare il mare

di Francesca Filippi

ROMA – A Pantelleria il “No Trivella Day” torna a farsi sentire. La nascita di una piattaforma petrolifera a circa 20 km dall’isola, che dall’estate scorsa ha lavorato senza sosta fino a settembre, con l’estrazione del primo petrolio, continua a terrorizzare abitanti e isolani doc, perché altre società sono pronte a nuove estrazioni. La paura dunque cavalca le onde, dalle acque contaminate, nere di petrolio del Golfo del Messico arriva a largo di Pantelleria. Mai sopiti i timori relativi alla perforazione dei fondali per scopi di ricerca ed estrazione del petrolio.

Per questo motivo il 18 e il 19 giugno il comitato “No Trivella Day” organizza il convegno “Un punto nel mare – un mare di punti”, patrocinato dai comuni di Pantelleria e Sciacca. Presenti il senatore trapanese Antonio D’Alì, presidente della Commissione Territorio Ambiente e Beni Ambientali e il vescovo della diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero. Molte le realtà che promuovono o sostengono l’iniziativa, tra queste il Comune di Favignana, Greenpeace Italia, Legambiente Sicilia, Lega Navale Italiana, Italia Nostra, l’Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione. In prima linea anche giornali online, siti web, il Rotary Club e l’Associazione Apnea Pantelleria, il cui presidente Alberto Zaccagni, non ha dubbi: Da allora, testimone d’eccezione del “No Trivella Day”, è l’attore romano Luca Zingaretti, fermamente schierato contro le estrazioni petrolifere nel mare. Al termine del convegno, relatori e coordinatori sottoscriveranno un manifesto. Il nome del documento è “Carta Salata”, una sorta di impegno che gli organizzatori auspicano venga condiviso, per un più alto valore simbolico, attraverso una raccolta di firme presso la vasta popolazione turistica che durante l'estate pantesca affianca gli abitanti dell’isola.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=152073&sez=HOME_INITALIA

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Commento del sottoscritto su FB a margine del documento
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Almeno l'ufficio stampa del Convegno funziona.... Ma speriamo che le contraddizioni che ci sono palesi tra patrocinatori, partecipanti, ed esperti vengano chiaramente alla luce e risolte...
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A Roberto Frigerio e Pino Guida piace questo elemento.


Da "FACEBOOK" dell'8/06/11

UN PUNTO NEL MARE, UN MARE DI PUNTI"

Un convegno organizzato a Pantelleria
dal Rotary Club Pantelleria e dall'Associazione Apnea Pantelleria
il 18 e 19 Giugno presso l'Hotel Cossyra, in località Mursia

Gentilissimi,
inoltro programma definitivo ed invito ufficiale al convegno "Un Punto Nel Mare - Un Mare di Punti", organizzato dal Rotary Club Pantelleria e dall'Associazione Apnea Pantelleria, che si terrà sull'isola il 18 ed il 19 Giugno prossimi, presso l'Hotel Cossyra, in località Mursia - Pantelleria.

In allegato anche il comunicato stampa introduttivo. E' gradita conferma della propria presenza al convegno.

Rimango a disposizione per eventuali informazioni. Un cordiale saluto.
Ufficio Stampa - Silvia Ferrandes - EMail silvia.ferrandes@gmail.com  - Tel. 333.34.034.99
Riferimenti convegno: Web http://unpuntonelmare.wordpress.com/  - EMail unpuntonelmare@gmail.com

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Commenti a margine del documento postato sulla mia Bacheca di FB
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Post di Guido Picchetti
Il programma del Convegno "Un Punto nel Mare - Un Mare di Punti" che si svolgerà a Pantelleria alla fine della prossima settimana...
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Post di Mario Di Giovanna
Hanno sbagliato il titolo del mio intervento!!! La versione corretta è "La questione petrolifera siciliana", Comitato Stoppa La Piattaforma- Sciacca...
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Post di Guido Picchetti
Mi devi scusare, ma io non c'entro niente... Ho appena ricevuto l'invito come chiunque altro, e non sono per niente coivolto, argomento a parte...
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Post di Mario Di Giovanna
Il titolo sbagliato: "La questione petrolifera siciliana la piattaforma Sciacca" Comitato Stoppa, oltre che essere vagamente comico è fortemente fuorviante. Spero correggano velocemente
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Post di Mario Di Giovanna
Si, so che non centri nulla,
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Post di Guido Picchetti
... e non ci voglio entrare per nulla... :-)
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Post di Agostino Consolo
Si potrà aggiustare 'sto titolo, o no?
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Post di Agostino Consolo
Daniele Consolo
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Post di Pantel Voice
Vi ricordo sempre che se necessitate di aiuto per impaginazione testi, realizzazioni grafiche, organizzazione eventi, divulgazione messaggi potete rivolgervi tranquillamente e noi di Pantel Voice. Buon Lavoro.
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Post di Pantel Voice
Peraltro notiamo nella locandina che non vi è indicazione del luogo...
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Post di Guido Picchetti
Per la verità la locandina era allegata a un comunicato e a un invito in cui il luogo dove si svolge è ben precisato: l’Hotel Cossyra, loc. Mursia. Vedrò di pubblicare entrambi in altre due immagini.
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A Rosa Linda Testa, Antonio d'Alì e Rosanna Belvisi piace questo elemento.
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Post di Guido Picchetti
Questo il foglio di presentazione degli ospiti al Convegno...
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Post di Carmelo Nicoloso
Che dire, Zaccagni e la Panzarella parlavano di costruire un percorso virtuoso per il futuro dell'AMP a Pantelleria, avevo cercato di dare delle fattive indicazioni per lavorare concretamente, confermando la nostra disponibilita' ed esperierienza come Comitato Parchi, intanto il Consiglio Comunale ratifica il suo NO all'AMP. Certamente questo non e' il modo migliore per riprendere il dialogo con la comunita' locale, mettendo sul tappeto diversi argomenti, sicuramente importanti, ma che non focalizzano l'obiettivo primario della tutela del Canale di Sicilia e direttamente del "banco di Pantelleria".
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Post di Maria Ghelia
Grazie Guido, mi sembra proprio la solita solfa: parole, parole ed ancora parole, tutto fumo e niente arrosto. Sono proprio disgustata.
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Post di Stefano Vinciguerra
Caro Guido, mi trovo concorde con Maria. Sono sempre felice di leggere i tuoi post, ma avendo seguito per anni per passione e per lavoro convegni tematici sul mare mi sono reso conto che è tutta gente che si parla addosso... In una cosa sono in disaccordo con Maria: non c'è neanche il fumo, e hanno la presunzione di capire di tutto, togliendo spazio a gente che avrebbe da dire, e che ama il mare con affetto. Ciao.
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A Rosanna Belvisi piace questo elemento.
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Post di Guido Picchetti
Questo l'invito allegato alla locandina del Convegno ""Un Punto nel Mare - Un Mare di Punti" in prgramma a Pantelleria il 18 e il 19 p.v.
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Da "PORTA D'OCCIDENTE" dell' 8/06/11

Il consiglio comunale di Pantelleria
contro l’Area Marina Protetta
D'Alì: "Il Consiglio Comunale di Pantelleria vuole le trivellazioni
vicino alla costa e per avere questo rinuncia anche ai fondi nazionali"

da Ufficio Stampa Sen. Antonio D'Alì

«Ritengo veramente incomprensibile – dichiara il Sen. d'Alì Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato – la bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Pantelleria di una mozione, presentata dai consiglieri di "Progetto Pantelleria" durante la riunione del 26 maggio scorso, indirizzata ad attivare tutte le necessarie procedure per l'ottenimento del riconoscimento ufficiale dell'isola come sede di Area Marina Protetta da parte del Ministero dell'Ambiente, attestato che una volta ottenuto avrebbe aperto le porte ad una certa e proficua interlocuzione con il dicastero, finalizzata in particolare all'utilizzo dei fondi statali previsti per questo tipo di zone di tutela e che con questa "poco saggia" decisione del consiglio viene preclusa».

«Ritengo altresì incomprensibile tale determinazione – prosegue il presidente d'Alì – in quanto palesemente in contrasto con la volontà della popolazione locale e dei comitati creatisi in questi ultimi anni, che vorrebbero vedere il territorio e il mare valorizzati e tutelati dalle ripetute richieste di autorizzazione indirizzate agli organi competenti di perforazioni davanti alle coste alla ricerca di petrolio. Il mio stupore nasce anche dal fatto che proprio questo Governo, per arginare il fenomeno perforazioni, ha prodotto poco tempo fa una norma a tutela delle area marine ad elevato pregio ambientale, non consentendo alle compagnie petrolifere di effettuare prospezioni entro le 12 miglia dal perimetro delle Aree Marine Protette».

«Ancora una volta – conclude d'Alì – si dimostra come le istituzioni locali non abbiano una visione ampia e completa in senso positivo dell'opportunità fornita dalla normativa di protezione ambientale nazionale, ma al contrario la strumentalizzino presentandola come una minaccia, e ciò non solo a fini elettorali (vedi le ultime elezioni comunali), ma in realtà per proteggere grandi privati interessi e piccole personali prerogative. Di questo argomento comunque ne parleremo al convegno che si svolgerà a Pantelleria il prossimo 18 e 19 giugno 2011».

http://www.portadoccidente.it/MCMS/index.php/moduli/blogscontroller/viewarticle/1041/42
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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Ma come può un'amministrazione comunale dire allo stesso tempo "Bianco" e "Nero" ? Come minimo è una prova di mancanza di serietà... Eppure dà il patrocinio ad un convegno che dirà "bianco", e boccia una mozione dicendo "nero "... E' proprio vero che siamo tutti "bigi"...
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Post di Giò Nastasi

‎:(( !!


Da "SICILIANO IT" del 7/06/11

Le rassicurazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico Catia Polidori

Niente perforazioni nel Canale di Sicilia e al largo delle coste iblee
"La recente notizia dell´imminente esecuzione di perforazioni per ricerche di giacimenti petroliferi nel Canale di Sicilia, ad opera della Northern petroleum, è destituita di ogni fondamento"

di Calogero Castaldo

E’ destituita di ogni fondamento la notizia circa l’imminente esecuzione di perforazioni per ricerche di giacimenti petroliferi nel Canale di Sicilia ad opera della Northern Petroleum. Ad affermarlo è il sottosegretario allo Sviluppo economico Catia Polidori (foto), rispondendo alla interpellanza del esponente del Pd, Angelo Capodicasa. Tirano, quindi, un sospiro di sollievo gli ambientalisti, gli operatori del turismo e quanti sono contrari alle trivellazioni nelle viscere della Terra, alla ricerca di idrocarburi nel Canale di Sicilia.

"La zona di mare – afferma la Polidori - comprendente il Canale di Sicilia è da sempre interessata da programmi di ricerca da parte di numerosi operatori, tuttavia, dal mese di agosto 2010 sono entrate in vigore le rigorose misure restrittive particolarmente incisive sull’attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei mari italiani, che hanno introdotto il divieto assoluto di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi all’interno delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia attorno al perimetro esterno delle zone di mare e di costa protette".

Inoltre, "le attività di ricerca ed estrazione di olio – continua la Polidori - sono vietate nella fascia marina di 5 miglia lungo l’intero perimetro costiero nazionale. Al di fuori di queste aree di divieto dunque, le attività in questione saranno tutte sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale, sentiti gli Enti territoriali costieri interessati che potranno esprimere il proprio avviso ed eventuali opposizioni".

Al momento, sul tavolo del sottosegretario sono arrivate 29 istanze di ricerca, di cui sedici fuori dalle zone di divieto e quindi possono proseguire nell’iter, otto dentro e quindi rifiutate, cinque al confine della linea di demarcazione fra le due aree, che andranno ridotte. In particolare, la Northern Petroleum è titolare di due permessi già approvati di ricerca per idrocarburi nel canale di Sicilia ma ha ottenuto la sospensione del decorso temporale e, conseguentemente, anche la sospensione delle attività programmate.

Altre compagnie petrolifere hanno fatto richiesta di sondare i fondali. La Shell, ad esempio, titolare di sei permessi, ha presentato tre istanze di sospensione del decorso temporale e, quindi, delle attività programmate, mentre per le altre tre è stato chiesto il differimento del termine di perforazione del pozzo esplorativo al marzo 2012, scadenza indicata in ogni permesso che, però, necessita di ulteriori autorizzazioni le quali, allo stato attuale, non dovrebbero essere concesse.

La Regione Sicilia ha, altresì, manifestato la netta contrarietà al rilascio di titoli per idrocarburi presenti e futuri, e sono inoltre pervenute al ministero dello Sviluppo economico diversi pareri contrari da parte dei Comuni di Racalmuto e Ragusa per l’attuazione del programma relativo alle trivellazioni nel Canale.

Non è tutto rose e fiori, comunque. Una nuova «minaccia», oltre alla provvisorietà dello stop per i mandati esplorativi, spaventa ambientalisti e operatori nel campo turistico, soprattutto per chi risiede nelle province di Ragusa, Siracusa ed Agrigento. Il Governo maltese, infatti, ha autorizzato, lo scorso 1. giugno, la compagnia petrolifera italiana Mediterranean Oil & Gas a prolungare il periodo relativo alle esplorazioni per i prossimi 18 mesi nelle proprie acque territoriali. "Siamo molto lieti – è scritto in una nota - di aver raggiunto un accordo con il governo di Malta al fine di estendere la fase di esplorazione per tutti i blocchi di «Zona 4» - ha detto la società - Gli ulteriori 18 mesi ci permetteranno di progredire la nostra analisi della superficie e, auspicalmente, identificare gli obiettivi di perforazione che riteniamo utili alla causa".

Per la precisione, «Zona 4» si trova in un’area a dieci miglia marine a sud di Malta, a 22 miglia circa dalla costa iblea. Ma è chiaro che, se la compagnia italiana riuscisse a trovare i giacimenti di idrocarburi, si creerebbero le condizioni per ulteriori perforazioni lungo il Canale di Sicilia.

Sulle trivellazioni fuori dai confini nazionali, il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio d’Alì, ha le idee chiare. Il Senatore d’Alì ha, difatti, ricordato "la necessità – dice - di applicare integralmente la Convenzione di Barcellona per garantire la tutela dell’ambiente marino. In «estrema ratio», la via diplomatica. Ci associamo, difatti, a proteste e preoccupazioni, ma oltre le dodici miglia marine dalle coste, in acque internazionali, occorre agire per vie diplomatiche".

http://www.siciliano.it/notizia.cfm?id=334782
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In questo articolo di "SICILIANO IT", sempre sullo stesso argomento delle trivellazioni nel Canale di Sicilia, almeno alla fine si accenna alla via da seguire per la difesa ambientale del Mediterraneo ... Un grazie a Calogero Castaldo che ha aggiunto del suo ai comunicati stampa ufficiali...


Da "ADNKRONOS" del 7/06/11

Sicilia

Polidori: ''No a imminenti trivellazioni per ricerca
petrolio nel canale Sicilia''

Roma, 7 giu. - (Adnkronos) - ''E' destituita di ogni fondamento'' la notizia circa l'imminente esecuzione di perforazioni per ricerche di giacimenti petroliferi nel Canale di Sicilia ad opera della Northern Petroleum. Ad affermarlo è il sottosegretario allo Sviluppo economico, Catia Polidori, rispondendo alla interpellanza del esponente del Pd, Angelo Capodicasa.

La zona di mare comprendente il canale di Sicilia, precisa Polidori, ''e' da sempre interessata da programmi di ricerca da parte di numerosi operatori, tuttavia, dal mese di agosto 2010 sono entrate in vigore le rigorose misure restrittive particolarmente incisive sull'attivita' di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei mari italiani, che hanno introdotto il divieto assoluto di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi all'intero delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia attorno al perimetro esterno delle zone di mare e di costa protette''.

Inoltre, aggiunge Polidori, ''le attività di ricerca ed estrazione di olio sono vietate nella fascia marina di 5 miglia lungo l'intero perimetro costiero nazionale''. Al di fuori di queste aree di divieto dunque, le attività in questione saranno tutte sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale, sentiti gli Enti territoriali costieri interessati che potranno esprimere il proprio avviso ed eventuali opposizioni.

A tale proposito, sottolinea Polidori, è da evidenziare che ''la Regione Siciliana ha manifestato la netta contrarietà al rilascio di titoli per idrocarburi presenti e futuri, e sono inoltre pervenute al ministero osservazioni - opposizioni da parte dei Comuni di Racalmuto e Ragusa. Allo stato degli atti risulta che sono state presentate ventinove istanze di permesso di ricerca di idrocarburi in mare''.

Dalla verifica delle possibili interferenze delle aree di ricerca con le zone tutelate dal provvedimento ambientale, è risultato che sedici istanze sono ubicate all'esterno di zone tutelate e quindi la relativa istruttoria può avere seguito, cinque istanze devono essere opportunamente ridotte di area, per tenere conto dei divieti ed infine otto istanze, ricadenti nella zona tutelata, sono state interessate dalla procedura di diniego.

Per quanto attiene le specifiche situazioni evidenziate da Capodicasa si precisa che ''la Northern Petroleum è titolare di due permessi di ricerca per idrocarburi e di nove istanze di permesso di ricerca nel canale di Sicilia. Per quanto riguarda i due permessi vigenti nel canale di Sicilia la società ha ottenuto la sospensione del decorso temporale e, conseguentemente, anche la sospensione delle attività programmate''.

Per le istanze è stato verificato, sottolinea ancora, che una di esse è completamente interferente con le zone tutelate dal testo unico ambientale e, quindi, è stata oggetto di preavviso di diniego da parte del ministero; sei istanze, le cui aree di ricerca ricadono parzialmente in aree interdette, dovranno essere opportunamente ridotte ed infine un'istanza è esterna al limite delle 12 miglia''. Per quest'ultima istanza, denominata convenzionalmente 'd 30 G.R-.NP', presentata dalla Northern Petroleum ''è proseguita l'istruttoria in quanto è ubicata esternamente al limite delle 12 miglia''.

La direzione competente del ministero sentito il parere favorevole espresso dalla Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (Cirm), nella seduta del 23 febbraio scorso, ha provveduto a comunicare alla società richiedente di presentare la documentazione per l'avvio della procedura di Via.

La società Shell Italia E&P ha assunto il ruolo di rappresentante unico di sei permessi di ricerca per idrocarburi in mare, in compartecipazione con Northern Petroleum ltd, ubicati nella zona di mare antistante Trapani. L'area di ricerca di cinque permessi è ubicata all'esterno delle zone tutelate dal D.lgs. 128/2010, mentre un'area di ricerca e' risultata interferente con zone tutelate. Per tre dei sei permessi e' stata presentata istanza di sospensione del decorso temporale e, quindi, delle attività programmate, mentre per gli altri tre e' stato chiesto il differimento del termine di perforazione del pozzo esplorativo al marzo 2012.

http://www.adnkronos.com/mobile/Sicilia/news/Polidori-No-a-imminenti-trivellazioni-per-ricerca-petrolio-nel-canale-Sicilia_3.1.2104483000.php

Articoli simili su "MILANO FINANZA" e  "SICILIA INFORMAZIONI" del 7/06/11, e "AGI ENERGIA" dell'8/06/11.
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Mi sembra che siamo arrivati alla "quadratura del cerchio". Il Comune di Pantelleria dice "No all'Area Marina Protetta". Catia Polidori, sottosegretario allo Sviluppo Economico, dice "No alle piattaforme petrolifere nel Canale di Sicilia". Siamo tutti salvi ! Ci credete ? Io no...
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Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News n° 7644" del 7/06/11

La conferenza organizzata dal
Rotary Club di Pantelleria

Dalla carta stampata ad Internet

di Silvia Ferrandes

Un folto pubblico ha partecipato alla conferenza tenutasi presso il Circolo Columbus, dal titolo “Dalla carta stampata ad internet”, organizzata dal Rotary Club Pantelleria. Presenti numerosi studenti dell’istituto superiore “V. Almanza” che di recente hanno dato vita all’Interact del Rotary.

Dopo il benvenuto dato dal Presidente del club, Giuseppe Giglio, la conferenza ha avuto inizio con un excursus, a cura del dottor Sandro Casano, sulle diverse testate che dal 1899 con “I Morti”, fino al 1969 con “Il Girasole”, hanno contrassegnato l’informazione pantesca, ad opera non soltanto di adulti con l’hobby del giornalismo, ma anche ad opera dei ragazzi di Pantelleria, interessati ed attivi alla vita socio-politica della propria isola. Nel 1973 esce il giornalino “Vivere o Vegetare” a cura del Gruppo Giovanile Pantelleria, che vede già protagonisti il nostro direttore di Pantelleria Internet, Salvatore Gabriele, Pino Policardo, il prof. Battista Gabriele, Salvatore Giglio, sotto l’egida guida dei professori Giuseppe Salerno e Maria Grazia Calabrese. Soltanto un anno dopo, il lavoro di questi giovani fa nascere il “Panteco”, che si inquadra storicamente nel periodo delle radio libere, tra cui ricordiamo “Radio Out”, la radio di Peppino Impastato, ucciso perché, da giornalista radiofonico, aveva “osato” prendere in giro Tano Badalamenti e tutto il sistema mafioso siciliano e Radio Trapani Centrale il cui direttore era Tanino Rizzuto che fu pure per 17 anni il direttore del Panteco.

Il “Panteco” nacque a Cala Tramontana nell’estate di quel 1974 a conclusione di uno studio sull’architettura del paesaggio. Primo maestro fu Pier Vittorio Marvasi. Salvatore Gabriele ha ricordato alcune delle battaglie fatte dal Panteco in quegli anni, come quelle contro la militarizzazione dell’isola, quella contro la spartizione del territorio tra i potenti di allora, che avevano venduto terre a Gheddafi, quella contro l’uso indiscriminato di diserbanti. Dal 1992 al 1995 viene pubblicato il “Nuovo Panteco” con un vero editore, il bergamasco Bruno Sancinelli. Seguono 5 anni di buio sull’informazione pantesca e quindi anche sulla sua memoria storica. Nel maggio del 2000 il nostro direttore inizia a pubblicare le notizie on-line di Pantelleria Internet, un quotidiano internazionale. Alla conferenza anche il messaggio di Tanino Rizzuto, direttore storico del Panteco: “Tutto è diverso da quel 1974 per Pantelleria. La nostra amata isola da allora ha una voce forte e libera e sono particolarmente felice che oggi Pantelleria è un’isola mondiale, perché ogni giorno, attraverso Pantelleria Internet varca tutti i confini.”

Concludo con un mio messaggio personale, per ringraziare il Direttore, e quanti come lui si sono prodigati in tutti questi anni per mantenere viva l’Informazione a Pantelleria, su Pantelleria, andando a costituire un preziosissimo archivio storico della storia dell'isola di Pantelleria, che meriterebbe un degno luogo d'accoglienza.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6772
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Un commento? Esiste ancora oggi on line un notiziario che il sottoscritto ha modestamente ideato, diretto e curato per cinque anni, dal 2000 al 2005. Congelato, "PANTELLERIA NEWS NET" è tutt'oggi consultabile on line. Eppure nell'incontro del Rotary sull'informazione nessuno se n'è ricordato. Una dimenticanza tipica della "nostra" isola !!! Come minimo c'è stata ignoranza tra i relatori non debitamente "informati"...
Di "PANTELLERIA NEWS NET" questo è il link http://www.pantellerianews.net. Il contatore ha superato la bella cifra di 100.000 visitatori !!! Dateci un'occhiata, in particolare allo "Spazio Giovani". Mi domando: cosa avranno pensato i giovani studenti dei vari istituti panteschi protagonisti delle esperienze narrate da quel notiziario nel ritrovarsi completamente ignorati come non fossero mai esistiti ? Alla faccia della trasparenza e dell'informazione !!!
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Da "LA VALLE DEI TEMPLI" del 7/06/11

Trivellazioni, Capodicasa (Pd):
“Risposta Polidori insoddisfacente: manca una politica d’insieme”

“La preoccupazione che ha interessato i sindaci, la Regione Siciliana, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e degli operatori nel settore del turismo e della pesca è fondata: il pericolo non è scongiurato”. Lo ha detto l’on. Angelo Capodicasa (Pd), nell’Aula di Montecitorio, nel corso dell’illustrazione di un’interpellanza sulle trivellazioni nel Canale di Sicilia, a cui ha risposto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Catia Polidori.

“Come ci è stato detto e confermato, molte delle iniziative di trivellazione nel Canale di Sicilia sono ancora in atto, ancorché alcune di esse non hanno visto materialmente l’inizio delle attività. La risposta del governo è insoddisfacente; – ha dichiarato Capodicasa (Pd) – ci si sta limitando a verificare il rispetto del limite delle 12 miglia dalle aree marine protette, o se le iniziative ricadano o meno nelle acque territoriali italiane, manca una politica di insieme”.

“I danni per il turismo, per la pesca e per l’ambiente – chiede il deputato Pd – sarebbero meno gravi se le trivellazioni fossero effettuate a 13 miglia dalle aree protette? Non saranno uno o due miglia in più a mettere le coste siciliane al riparo dagli eventuali danni che potrebbero essere recati alle attività turistiche, all’ecosistema marino o ancora alle attività di pesca”.

“Oltre a intervenire sulle attività di stretta pertinenza e competenza dello Stato italiano – conclude Capodicasa (Pd) – bisogna fare in modo che le istituzioni internazionali, in primo luogo l’Europa, intervengano affinché questa attività sia rigorosamente disciplinata, in modo tale da non costituire un rischio per l’ecosistema e quindi all’economia dei Paesi rivieraschi del Mediterraneo”.

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Atto Camera - Interpellanza 2-00942, presentata da ANGELO CAPODICASA, martedì 25 gennaio 2011, seduta n.423

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:

da notizie di stampa, diffuse recentemente, si apprende che, nonostante i divieti e le limitazioni esistenti, starebbero per entrare in azione nel Canale di Sicilia le trivelle della Northern petroleum, per effettuare ricerche di giacimenti petroliferi;

sempre stando alle notizie sopra ricordate, l’autorizzazione per la ricerca alla Northern, rilasciata nel 2004, sarebbe scaduta nel 2010, e poco prima dello spirare dei termini il Ministro per lo sviluppo economico avrebbe prorogato l’autorizzazione in scadenza, tanto che la Northern sarebbe in procinto di avviare le ricerche già entro i primi mesi del 2011;

già altre trivelle, come la «Atwood Eagle» della «Audax», nonostante le proteste dei sindaci siciliani dei comuni della fascia costiera e la contrarietà della regione siciliana, sembrerebbe pronta a riprendere le trivellazioni al largo dell’isola di Pantelleria;

la «Shell» avrebbe dichiarato di aspettarsi dal Canale di Sicilia, oltre 150 mila barili di greggio al giorno e che la «Bp» ha stretto accordi con la Libia per l’attivazione di ricerche nel Canale;

la «Hunt Oil Company» ha avanzato richiesta per ricerche nelle vicinanze delle coste agrigentine, addirittura nell’area interessata da fenomeni vulcanici sottomarini che nell’800 diedero vita, per effetto delle eruzioni, all’isola Ferdinandea a poche miglia dalla costa di Sciacca, noto centro turistico-termale ed importante porto peschereccio del Mediterraneo;

secondo i dati forniti dalle associazioni ambientaliste, sarebbero più di cento le autorizzazioni di ricerca richieste o in vigore nell’area marina prospiciente le nostre coste;

sono da tenere presenti le caratteristiche del Mediterraneo, un mare chiuso, a forte vocazione turistica nel quale insistono importanti attività di pesca, che costituisce un delicatissimo ecosistema, dall’equilibrio in parte compromesso per gli effetti della rilevante antropizzazione;

vanno considerati i rischi aggiuntivi che eventuali incidenti nell’attività di ricerca ed estrazione, com’è avvenuto di recente in altre aree del mondo, comporterebbero danni epocali all’ecosistema e quindi all’economia dei Paesi rivieraschi del Mediterraneo -:

se le notizie riportate corrispondano a verità;

qualora tali notizie fossero confermate, se non ritenga di intraprendere iniziative volte a scongiurare questo proliferare di iniziative di ricerca, anche con il coinvolgimento dell’Unione europea.

LA RISPOSTA DELL’ON. CATIA POLIDORI, Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico.

Signor Presidente, la zona di mare comprendente il canale di Sicilia, sia in acque territoriali italiane, sia tunisine, si è rivelata da tempo di notevole interesse per le attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi. Tali attività sono state sviluppate sin dagli anni Settanta e Ottanta rinvenendo importanti giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi. Attualmente il canale di Sicilia è interessato da programmi di ricerca da parte di numerosi operatori. Dal mese di agosto 2010 sono entrate in vigore le rigorose misure restrittive introdotte con il decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128. La norma, particolarmente incisiva sull’attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei mari italiani, introduce il divieto assoluto di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi all’interno delle aree marine e costiere protette per una fascia di mare di dodici miglia attorno al perimetro esterno delle zone di mare e di costa protette. Inoltre, le attività di ricerca ed estrazione di olio sono vietate nella fascia marina di 5 miglia lungo l’intero perimetro costiero nazionale. Al di fuori di queste aree di divieto, le attività in questione saranno tutte sottoposte a valutazione d’impatto ambientale, sentiti gli enti territoriali costieri interessati. L’acquisizione di tale parere costituisce una rilevante novità introdotta dal decreto legislativo n. 128 del 2010.

Nell’ambito della VIA, quindi, saranno sentiti la regione siciliana e gli enti territoriali costieri, che potranno esprimere il proprio avviso ed eventuali opposizioni. A tale proposito, è da evidenziare che la regione siciliana ha manifestato la netta contrarietà al rilascio di titoli per idrocarburi presenti e futuri, dapprima con la delibera del Governo regionale n. 263 del 14 luglio 2010 e, successivamente, con una nota dell’assessorato del territorio e dell’ambiente del 7 settembre 2010. Inoltre, sono pervenute al Ministero dello sviluppo economico osservazioni e opposizioni da parte dei comuni di Racalmuto e Ragusa. Nell’ambito della procedura di VIA potranno essere esaminate le eventuali criticità ambientali, con le altrettanto eventuali opposizioni e, successivamente, alle valutazioni di competenza del Ministero dell’ambiente, potrà essere espresso il giudizio di compatibilità ambientale dei lavori da eseguire. Allo stato degli atti risulta che sono state presentate ventinove istanze di permesso di ricerca di idrocarburi in mare. Dalla verifica delle possibili interferenze delle aree di ricerca con le zone tutelate dal provvedimento ambientale, è risultato che sedici istanze sono ubicate all’esterno di zone tutelate, quindi la relativa istruttoria può avere seguito, cinque istanze devono essere opportunamente ridotte di area, per tenere conto dei divieti e, infine, otto istanze, ricadenti nella zona tutelata, sono state interessate dalla procedura di diniego.

Per quanto attiene alle specifiche situazioni evidenziate dall’onorevole interrogante, si precisa che: la società Northern Petroleum ltd è titolare di due permessi di ricerca per idrocarburi e di nove istanze di permesso di ricerca nel canale di Sicilia. Per quanto riguarda i due permessi vigenti nel canale di Sicilia la società ha ottenuto la sospensione del decorso temporale e, conseguentemente, anche la sospensione delle attività programmate. Per le istanze è stato verificato, alla luce del decreto legislativo n. 128 del 2010, che una di esse è completamente interferente con le zone tutelate dal testo unico ambientale e, quindi, è stata oggetto di preavviso di diniego da parte del Ministero dello sviluppo economico; sei istanze, le cui aree di ricerca ricadono parzialmente in aree interdette, dovranno essere opportunamente ridotte e, infine, un’istanza è esterna al limite delle dodici miglia. Per quest’ultima istanza, denominata convenzionalmente «d 30 G.R.-N P», presentata dalla società sopra citata, è proseguita l’istruttoria in quanto ubicata esternamente al limite delle dodici miglia. La direzione competente del Ministro dello sviluppo economico, sentito il parere favorevole espresso dalla Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (CIRM), nella seduta del 23 febbraio scorso, ha provveduto a comunicare alla società richiedente di presentare la documentazione per l’avvio della procedura di VIA.

La società Shell Italia E&P ha assunto il ruolo di rappresentante unico di sei permessi di ricerca per idrocarburi in mare, in compartecipazione con Northern Petroleum Ltd, ubicati nella zona di mare antistante Trapani. L’area di ricerca di cinque permessi è ubicata all’esterno delle zone tutelate dal decreto legislativo n. 128 del 2010, mentre un’area di ricerca è risultata interferente con zone tutelate.

Per tre dei sei permessi è stata presentata istanza di sospensione del decorso temporale, e quindi delle attività programmate, mentre per gli altri tre è stato richiesto il differimento del termine di perforazione del pozzo esplorativo al marzo 2012. La notizia stampa dell’imminente esecuzione di perforazioni non trova quindi conferma in relazione a quanto sopra riferito. Tuttavia è da presumere che la notizia si riferisca al programma dei lavori di tre permessi di ricerca denominati convenzionalmente «G.R20NP», «G.R21NP» e «G.R22NP», rilasciati con decreto ministeriale 14 febbraio 2007, per i quali era prevista la scadenza dell’obbligo di perforazione il 31 marzo scorso. Per tali permessi è stata richiesta, come peraltro riferito, la sospensione del decorso temporale, con la conseguente sospensione dell’attività di perforazione, e pertanto non saranno svolte le attività programmate.

Per le altre situazioni autorizzative si segnala il sito del Ministero dello sviluppo economico, per una complessiva informazione sui dati essenziali e sullo stato dei procedimenti relativi al conferimento dei permessi e delle concessioni di coltivazione nel canale di Sicilia e, più in generale, su tutto il territorio nazionale.

Per quanto attiene l’attività di ricerca di idrocarburi nella zona di mare antistante all’isola di Pantelleria, a seguito di parere favorevole della commissione VIA, circa l’esclusione del progetto dalla procedura di VIA, è stato rilasciato dal Ministero dello sviluppo economico, con decreto ministeriale 12 novembre 2002, un permesso di ricerca per idrocarburi in acque territoriali italiane, denominato convenzionalmente «G.R 15.PU», alla Puma Petroleum, successivamente trasferito alla Società Audax Energy Srl, che, ancora oggi, ne risulta titolare.

Nell’area del permesso, però, non risulta essere stato svolto alcun lavoro, né di ricerca, né di perforazione, né tanto meno di installazione di piattaforma per l’estrazione di idrocarburi, perché la Società Audax ne ha chiesto la sospensione, autorizzata con decreto ministeriale del 17 novembre 2008, e allo stato attuale non vi è stata nessuna richiesta per la ripresa delle attività. Si può ragionevolmente ritenere che la notizia stampa, relativa all’attività di una piattaforma al largo di Pantelleria, si riferisca a lavori svolti al di fuori delle acque territoriali italiane, nell’offshore tunisino, nella parte confinante con il permesso di ricerca «G.R 15.PU». La stessa Società Audax è titolare dell’istanza denominata convenzionalmente «d364C.R-.AX», ubicata a nord di Pantelleria oltre il limite delle 12 miglia. Per tale istanza, quindi, è proseguita la relativa istruttoria e la Direzione competente del Ministero dello sviluppo economico, sentito il parere favorevole espresso dal CIRM, nella seduta del 23 febbraio 2011, ha provveduto a comunicare alla Società richiedente di presentare la documentazione per l’avvio della procedura di VIA al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Inoltre, sempre per rispondere puntualmente all’onorevole Capodicasa, la notizia stampa relativa al comunicato della società Shell Italia E&P, di aspettarsi una produzione di 150 mila barili al giorno nel canale di Sicilia è da considerarsi a oggi, per quello che si conosce, una mera ipotesi basata sulle conoscenze geologiche dell’area. Proseguendo, la società Hunt Oil Company ha presentato quattro istanze di permesso di ricerca nel Canale di Sicilia. Tre istanze, le cui aree di ricerca ricadono parzialmente in aree interdette, dovranno essere opportunamente ridotte all’istanza esterna al limite delle 12 miglia. È del tutto evidente che in tale area non è stato svolto alcun lavoro né di ricerca, né di perforazione, né tanto meno di installazione di piattaforma per l’estrazione di idrocarburi. Le eventuali criticità ambientali e/o lo svolgimento di lavori in zone sensibili quali quelle vulcaniche dovranno essere esaminate e valutate nell’ambito della procedura di valutazione di compatibilità ambientale.

Il Ministero dello sviluppo economico non ha notizie dirette delle numerose attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che si svolgono al di fuori dei confini nazionali, in particolare nella piattaforma continentale africana nella zona antistante la Libia e la Tunisia, e pertanto non conosce, se non indirettamente, i numerosi progetti di ricerca e coltivazione che sono in piena attività e forniscono un rilevante contributo alla produzione mondiale di idrocarburi.

Concludendo, in relazione, poi, alle possibili iniziative da intraprendere al fine di coinvolgere gli Stati rivieraschi, è da segnalare che il commissario dell’Unione europea all’energia, Gunther Oettinger, ha rappresentato l’opportunità di un’iniziativa europea per l’esame dei rischi e la predisposizione di piani di emergenza comuni per l’estrazione petrolifera in ambito mediterraneo. La rappresentanza italiana ha posto in evidenza, in tale contesto, la rilevanza dell’adozione di misure di prevenzione ed emergenza comuni in area mediterranea e, a tale riguardo, è stato attivato un tavolo di confronto con tutti gli Stati mediterranei, al fine di armonizzare le diverse azioni di tutela ambientale e di sicurezza per le attività petrolifere offshore, in una logica di sistema integrato per l’emergenza.

In tale contesto potrebbe trovare poi applicazione la creazione di uno specifico fondo rischi per l’emergenza delle attività upstream – ricerca e coltivazione di idrocarburi – di natura mutualistica tra gli operatori al fine di poter disporre di risorse finanziarie private adeguate e prontamente utilizzabili.

http://www.lavalledeitempli.net/2011/06/07/trivellazioni-capodicasa-pd-%E2%80%9Crisposta-polidori-insoddisfacente-manca-una-politica-d%E2%80%99insieme%E2%80%9D/
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Nell'articolo di "Agrigento Flash" (che segue, ndr) c'è la replica dell'On. Capodicasa alla risposta che l'On. Catia Polidori, sottosegretario allo Sviluppo Economico, ha dato ad una sua interpellanza sulle trivellazioni nel Canale di Sicilia. Su quest'articolo pubblicato da "La Valle dei Templi" si può leggere invece sia il testo dell'interpellanza, che la lunga risposta del sottosegretario Polidori. C'è poco da stare allegri...
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Da "AGRIGENTO FLASH" del 7/06/11

Trivellazioni, Capodicasa:
“Risposta Polidori insoddisfacente”

“La preoccupazione che ha interessato i sindaci, la Regione Siciliana, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e degli operatori nel settore del turismo e della pesca è fondata: il pericolo non è scongiurato”. Lo ha detto l’on. Angelo Capodicasa (Pd), nell’Aula di Montecitorio, nel corso dell’illustrazione di un’interpellanza sulle trivellazioni nel Canale di Sicilia, a cui ha risposto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Catia Polidori. “Come ci è stato detto e confermato, molte delle iniziative di trivellazione nel Canale di Sicilia sono ancora in atto, ancorché alcune di esse non hanno visto materialmente l’inizio delle attività”. “La risposta del governo è insoddisfacente – ha dichiarato Capodicasa (Pd) – ci si sta limitando a verificare il rispetto del limite delle 12 miglia dalle aree marine protette, o se le iniziative ricadano o meno nelle acque territoriali italiane, manca una politica di insieme”. “I danni per il turismo, per la pesca e per l’ambiente – chiede il deputato Pd – sarebbero meno gravi se le trivellazioni fossero effettuate a 13 miglia dalle aree protette? Non saranno uno o due miglia in più a mettere le coste siciliane al riparo dagli eventuali danni che potrebbero essere recati alle attività turistiche, all’ecosistema marino o ancora alle attività di pesca”. “Oltre a intervenire sulle attività di stretta pertinenza e competenza dello Stato italiano – conclude Capodicasa (Pd) – bisogna fare in modo che le istituzioni internazionali, in primo luogo l’Europa, intervengano affinché questa attività sia rigorosamente disciplinata, in modo tale da non costituire un rischio per l’ecosistema e quindi all’economia dei Paesi rivieraschi del Mediterraneo”.

http://www.agrigentoflash.it/2011/06/07/trivellazioni-capodicasa-risposta-polidori-insoddisfacente/
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Da "FACEBOOK" del 7/06/11

VERGOGNA MONDIALE IN COSTARICA"

Poi dicono che le tartarughe
stanno scomparendo per colpa del clima…

(Una testimonianza ricevuta via e-mail da amici,  fatela girare !!!)
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Post di Roberto Giacalone
Guido... cose da pazzi.... come si può ? ......!!!!!!
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Post di Guido Picchetti
Di che ti meravigli? Sto perdendo ogni fiducia nell' "uomo"... Meglio le bestie...
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Post di Mauro Brusà
Senza parole!
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Post di Fabio Russo
E' veramente triste, in più se si considera che si tratta di popolazioni povere, e che basterebbe stanziare fondi per quei poveracci e spiegargli la gravità di certe azioni !!!
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A Roberto Frigerio piace questo elemento.


Da una "NOTA" su FB del Sen D'Alì del 7/06/11

Il consiglio comunale di Pantelleria contro l’Area Marina Protetta.
D’Alì: «Il Consiglio Comunale di Pantelleria vuole le trivellazioni vicino alla costa e per avere questo rinuncia anche ai fondi nazionali».

Roma, 7 giugno 2011 – «Ritengo veramente incomprensibile – dichiara il Sen. d'Alì Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato – la bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Pantelleria di una mozione, presentata dai consiglieri di "Progetto Pantelleria" durante la riunione del 26 maggio scorso, indirizzata ad attivare tutte le necessarie procedure per l'ottenimento del riconoscimento ufficiale dell'isola come sede di Area Marina Protetta da parte del Ministero dell'Ambiente, attestato che una volta ottenuto avrebbe aperto le porte ad una certa e proficua interlocuzione con il dicastero, finalizzata in particolare all'utilizzo dei fondi statali previsti per questo tipo di zone di tutela e che con questa "poco saggia" decisione del consiglio viene preclusa».

«Ritengo altresì incomprensibile tale determinazione – prosegue il presidente d'Alì – in quanto palesemente in contrasto con la volontà della popolazione locale e dei comitati creatisi in questi ultimi anni, che vorrebbero vedere il territorio e il mare valorizzati e tutelati dalle ripetute richieste di autorizzazione indirizzate agli organi competenti di perforazioni davanti alle coste alla ricerca di petrolio. Il mio stupore nasce anche dal fatto che proprio questo Governo, per arginare il fenomeno perforazioni, ha prodotto poco tempo fa una norma a tutela delle area marine ad elevato pregio ambientale, non consentendo alle compagnie petrolifere di effettuare prospezioni entro le 12 miglia dal perimetro delle Aree Marine Protette».

«Ancora una volta – conclude d'Alì – si dimostra come le istituzioni locali non abbiano una visione ampia e completa in senso positivo dell'opportunità fornita dalla normativa di protezione ambientale nazionale, ma al contrario la strumentalizzino presentandola come una minaccia, e ciò non solo a fini elettorali (vedi le ultime elezioni comunali), ma in realtà per proteggere grandi privati interessi e piccole personali prerogative. Di questo argomento comunque ne parleremo al convegno che si svolgerà a Pantelleria il prossimo 18 e 19 giugno 2011».

http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150211792515737
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Commenti su FB a margine della nota
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Post di Paolo Ruggieri
Incredibile anzi inverosimile!
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Post di Antonio d'Alì
Iile Paolo si incomprensibile !
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Post di Vincenzo Pace
Certe volte l'animo umano mi sorprende; Pantelleria, "la perla nera del Mediterraneo", è unica al mondo con le sue rocce laviche e pendii naturali che la rendono ancora più particolare. Penso che i Panteschi dovrebbero difendere la loro isola contro le logiche economiche.
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Post di Gianmarco Agosta
I
o penso che chi ha preso questa decisione non ha mai visto una piattaforma petrolifera davanti casa sua, insieme alla bruttezza delle petroliere che caricano combustibile, oppure ai residui di catrame che presto si troveranno sulle scogliere o nelle cale di Pantelleria. E' veramente un peccato non capire che la risorsa più grande per il nostro sviluppo arriva dalla capacità di saper sfruttare l'ambiente che ci circonda, nel caso di Pantelleria l'ambiente marino e le sue bellezze.
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Post di Sebastiano Marciante
Questa è la risposta di un consiglio comunale che forse a mio avviso non ha per niente capito cosa vuol dire amministrare un territorio ed essere orientati verso il bene comune, il bene della comunità che si rappresenta. Pantelleria deve rimanere un'icona della bellezza del nostro mare e di tutto il Mediterraneo... Altro che trivellazioni vicino la costa! Semmai valorizzarla tramite le cosiddette AMP.
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Post di Gianmarco Agosta
Gentile Sen. d'Alì, il divieto alle compagnie petrolifere di effettuare prospezioni entro le 12 miglia dal perimetro delle Zone Marine Protette è un divieto banale, perchè 12 miglia sono troppo poche; neanche 50 miglia basterebbero ad allontanare la paura di inquinamento ambientale. So perfettamente che tra le sue iniziative c'è anche la bellissima proposta per il blocco delle trivellazioni in tutto il bacino del Mediterraneo, importantissimo per l'economia siciliana; ma allora mi chiedo perché il governo nazionale non interviene con forza ad evitare che 'inspiegabili' decisioni locali possano recare danni allo sviluppo turistico della Sicilia?
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Post di Gino Bosco
Siamo su scherzi a parte ????
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Post di Giovanni Ciotta
Sono scioccato di questa notizia, spero tanto che non succeda questo scempio, rovinare una delle perle della nostra amata provincia, e mi auguro che il consiglio comunale di Pantelleria ci ripensi, altrimenti sarebbe una catastrofe.


Da una mia "NOTA" su Facebook del 7/06/11

Trivellazioni petrolifere in Groelandia.
Greenpeace: "Andarono per suonare e furono suonati..."

di Guido Picchetti

Ricevo da Alessandro Gianni di Greepeace Italia una e-mail con un suo breve ma significatvo messaggio, seguito da un comunicato stampa relativo alle trivellazioni che sta conducendo la compagnia "Cairn Energy" nell'Artico con la piattaforma offshore "Leiv Ericsson".

Questo il messaggio: "Andarono per suonare e furono suonati. Ora vediamo come finisce . Ciao ! Alessandro."

E questo il comunicato stampa:

TRIBUNALE OLANDESE DÀ RAGIONE A GREENPEACE: CAIRN ENERGY RENDA NOTI PIANI D'EMERGENZA

ROMA, 07.06.11 - Dopo le ripetute azioni di "Greenpeace" per bloccare le estrazioni petrolifere nell'Artico della piattaforma offshore Leiv Ericsson, la società proprietaria "Cairn Energy" si è rivolta a un tribunale olandese per chiedere un risarcimento milionario all'associazione. La Corte, invece, ha dato ragione a "Greenpeace" e ha chiesto a "Cairn Energy" di presentare i piani di intervento previsti in caso di disastro petrolifero.

La "Cairn Energy" aveva chiesto al giudice di emettere un'ingiunzione milionaria per prevenire le proteste di "Greenpeace" contro i suoi progetti di perforazione offshore al largo della Groenlandia. Il giudice ha ribaltato la questione,chiedendo a sua volta quello che "Greenpeace" chiede da mesi: i piani d'emergenza. Sono diciotto gli attivisti di "Greenpeace" agli arresti in Groenlandia dopo aver scalato, domenica scorsa, la pericolosa piattaforma chiedendo alla compagnia di rendere noti questi piani.

Il giudice prenderà la sua decisione finale mercoledì prossimo. Alla richiesta di mostrare i piani d'emergenza, motivata da un reale rischio ambientale, l'avvocato della "Cairn Energy" ha risposto che non poteva perché le Autorità della Groenlandia sarebbero state contrarie. Ma "Greenpeace" ha presentato un parere legale indipendente che mostra come non esista alcun impedimento al riguardo. Il giudice ha anche espresso il timore che la "Cairn Energy" non sia nella condizione di pagare gli enormi costi ambientali di contenimento e pulizia in caso di disastro petrolifero nelle condizioni estreme dell'Artico.

"Adesso che la Corte chiede che il piano segreto d'emergenza venga reso pubblico, la "Cairn Energy" deve sospendere immediatamente le trivellazioni, fino a quando non verranno fatte le opportune verifiche" - sostiene Tzaporah Berman, Direttore della campagna Energia e Clima di "Greenpeace International".

Per "Greenpeace" la "Cairn Energy" deve rendere pubblico da subito il suo "piano d'emergenza" senza attendere il verdetto conclusivo. Ogni minuto di attività di questa compagnia di ventura mette in serio pericolo un ecosistema fragilissimo. "La Cairn Energy ha provato a imbavagliare la protesta pacifica di Greenpeace ricorrendo al tribunale e le è andata male - aggiunge Berman -. Gli abitanti della Groenlandia dovrebbero essere i primi a preoccuparsi e anche i finanziatori della Cairn Energy si dovrebbero chiedere cosa sono questi piani misteriosi e a quali rischi si stanno esponendo".

Un documento riservato del governo britannico [1] rivela che gli esperti inglesi ritengono un disastro petrolifero nell'Artico "praticamente impossibile" da fronteggiare. Anche per questo "Greenpeace" ha presentato all'ombudsman del Parlamento della Groenlandia una richiesta per ottenere dall'Ufficio delle Miniere e del Petrolio groenlandese vari documenti tra cui il piano d'emergenza in caso di disastro petrolifero offshore.

Note:
[1] http://www.guardian.co.uk/environment/2011/may/24/danish-commandoes-greenpeace-arctic-oil
Contatti:
Ufficio stampa Greenpeace, 06.68136061 int. 239 - 146 - 211 - 102
Andrea Boraschi, resp. campagna Energia e Clima, 345.7491523
Cecilia Preite Martinez, ufficio stampa, 348.3988615

http://www.facebook.com/note.php?note_id=228244773854012


Da una mia "NOTA" su Facebook del 7/06/11

Le "teste" ritrovate... Prima o poi torneranno
a Pantelleria, lo dice la Sovrintendenza...

di Guido Picchetti

Sì, torneranno sull'isola le tre teste augustee di Cesare, Tito e Agrippina, rinvenute anni fa durante gli scavi effettuati sull’Acropoli di San Marco. Ma torneranno solo quando saranno ultimati i lavori in corso al Castello che sarà la loro dimora definitiva... Lo precisa la Sovrintendenza ai BB CC AA di Trapani, presso i cui locali sono attualmente esposte, in un comunicato a firma del Prof. Sebastiano Tusa, proprio ieri pubblicato da "Pantelleria Internet Com".

Il problema è sapere quando quei lavori finiranno. E purtroppo pare che ciò non lo sappia nessuno, neppure la Sovrintendenza, che non lo precisa nel suo comunicato. Un comunicato che trascrivo qui integralmente in calce, facendolo per chiarezza precedere dalla mia nota scherzosa su FB del 15 Maggio u.s. sulle "teste perdute", alla quale il comunicato della Sovrintendenza sembra, se non mi sbaglio, voler dare risposta...

Questa la mia nota su FB del 15/05 u.s.:

Quando si perde "la testa", anzi le "teste"...

Si ritiene comunemente che non è un bene "perdere la testa"... Ed è certamente vero, a meno che non si tratti di un caso di innamoramento... il che rende la cosa almeno piacevole sotto un certo aspetto... Quando poi le teste sono addirittura più d'una , è certamente peggio, sempre fatto salvo la situazione specifica di cui sopra.

Ma qui voglio alludere al caso di "Augustea Capita", le famose "teste di Pantelleria" rinvenute durante gli scavi all'Acropoli alcuni anni or sono, da me definite le "teste pantesche viaggianti", avendo trascorso, dal loro fortunato rinvenimento, più tempo in giro per il mondo (prese come sono tra viaggi ed esposizioni), che sull'isola dove erano rimaste sepolte per tanti secoli ...

Preziose ambasciatrici dell'isola certamente, apprezzatissime ad Oriente come ad Occidente, tanto che per accontentare le tante richieste di metterle in mostra, si è anche pensato bene di realizzarne dei sosia, in modo da poterle esporre contemporaneamente, in luoghi distanti tra loro, come è accaduto tempo fa, quando arrivarono con un seguito adeguato di assessori alla cultura in Canada e in Giappone nei padiglioni italiani a far bella mostra di sè.

Perchè, mi chiederete, questo interesse per le "Teste Augustee" di Pantelleria, cui sembra nessuno più pensare sull'isola, in una specie di rassegnazione generale, col Museo dell'isola sempre chiuso, a dispetto di quanto di prezioso e culturalmente godibile si cela nei suoi scantinati, perpetuando la copertura di polvere degli anni che passano ? Ma è semplice... Per caso ho trovato una traccia del loro passaggio, non lontano per tempo e per luogo da casa loro.

Pensate, durante la XIII Settimana della Cultura, svoltasi dal 9 al 17 Aprile u.s., (una settimana durante la quale si aprono gratuitamente le porte di musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per una grande festa diffusa su tutto il territorio nazionale), le teste viaggianti pantesche erano in bella mostra al Palazzo Milo di Trapani. Occasione l'esposizione "Augustea Capita. Le teste di Pantelleria" realizzata con la collaborazione del Servizio Parco Archeologico di Pantelleria e in coincidenza con la conferenza su "Come si facean belle le donne nell'antichità... Colori e cosmetici dell'Isola di Mozia". Conferenza tenuta dalla dott.ssa Pamela Toti e presentata dagli archeologi Sebastiano Tusa e Rossella Giglio.

Dove siano ora, le teste, è difficile dirlo. E ancor più difficile è sapere quando torneranno a rilassarsi un po' sull'isola dove tanto a lungo hanno riposato... Ma non sarebbe male saperlo, se non altro per poter dare una risposta certa ai tanti visitatori che giungono sull'isola e chiedon di loro... Le "teste" qui a Pantelleria le abbiamo proprio tutti perdute ?

E questo il testo del comunicato della Sovrintendenza per i BB CC AA di Trapani pubblicato ieri da "Pantelleria Internet Com":

Ritorneranno a Pantelleria quando saranno terminati i lavori al castello

I RITRATTI IMPERIALI SONO OSPITATI NEL ''SALOTTO'' DI TRAPANI

News 7638, Trapani 06/06/2011

Che i ritratti imperiali rinvenuti nel corso degli scavi effettuati sull’Acropoli di San Marco siano momentaneamente esposti presso i locali della Soprintendenza per i BB CC AA di Trapani non mi sembra atto sacrilego del valore di questi incomparabili esemplari della ritrattistica romana. Del resto la loro collocazione naturale a Pantelleria è ormai ampiamente stabilita e conclamata. Così come del resto è ampiamente noto che i lavori al Castello non siano ancora terminati. E risulta chiaro a chi abbia un minimo di buonsenso comprendere che siffatti capolavori dell’arte ritrattistica romana non possano essere esposti nel bel mezzo di un cantiere per ovvi motivi che, per chi non lo capisse da se, è bene ribadire. Nell’ambito di un luogo ancora sottoposto a lavori in corso non possono essere esposte opere di valore storico-archeologico per motivi di sicurezza e di decoro. Al di la del buon senso ce lo impongono anche le norme vigenti e non si può chiedere ad un servitore dello Stato quale è il Soprintendente di non rispettare le leggi.

Può stare tranquillo il lettore ed ogni cittadino o visitatore di Pantelleria che non appena i locali di esposizione saranno pienamente agibili i tre ritratti saranno immediatamente “rimpatriati”.

Consentitemi, comunque, una battuta: a Trapani sono degnamente e decorosamente esposti nel “salotto” cittadino costituito da Via Garibaldi. I Panteschi o coloro che si definiscono tali pur non essendolo ne dovrebbero essere contenti coscienti del fatto che si tratta di una collocazione assolutamente temporanea ma dignitosissima dove i ritratti vengono ammirati da centinaia di persone al giorno.

Sebastiano Tusa.

http://www.facebook.com/note.php?note_id=228209167190906


Da una mia "NOTA" su Facebook del 6/06/11

Niente più Area Marina Protetta a Pantelleria .
L'isola non ne ha alcun bisogno...

di Guido Picchetti

Il 26 Maggio u.s. al Consiglio Comunale di Pantelleria è stata respinta la mozione del gruppo di opposizione "Progetto Pantelleria" con la quale si chiedeva l'attivazione degli studi necessari per il monitoraggio ambientale e la prevenzione dell'inquinamento del mare di Pantelleria. Evviva !!! Nessuna Area Marina Protetta ci sarà più a Pantelleria !!! Ma soprattutto via libera alle trivellazioni petrolifere già da tempo concesse a poca distanza dalle sue coste!!!

Lo fa sapere un comunicato del gruppo firmatario della mozione, pubblicato oggi su "Pantelleria Internet Com - News n° 7639". Comunicato che riporto in questa mia nota su "Facebook" e quindi nei miei "Echi di Stampa" affinchè possa leggerne il contenuto anche chi non fosse abbonato a quel notiziario on line. E' una lettura davvero interessante e assolutamente da non perdere...

Addio all'Area Marina Protetta di Pantelleria quindi... Ma addio anche anche ai 500.000 euro stanziati dal Ministero dell'Ambiente nel 2007 per il Parco Nazionale di Pantelleria già approvato per legge (che rimarrà sulla carta...). E addio ancora al rispetto degli obblighi contrattuali derivanti dalla convenzione stipulata dal Comune con ARPA e ISPRA nel gennaio 2010, con conseguente possibile contenzioso futuro con i suddetti enti ... Cosa vogliamo di più ?

Questo il testo del comunicato in questione:

Un documento di ''Progetto Pantelleria'' 

GLI STUDI CONOSCITIVI PER LA CARTA BIOCENOTICA

Un'altra prova dell'immobilismo di questa Amministrazione comunale è stata data nella seduta di Consiglio Comunale dello scorso 26 maggio, quando si è portata in discussione la mozione con la quale il capogruppo consiliare PROGETTO PANTELLERIA, Giuseppe La Francesca, ha chiesto l'attivazione delle procedure per la realizzazione degli studi conoscitivi e propedeutici alla redazione della carta biocenotica per il monitoraggio ambientale e la prevenzione dell'inquinamento marino.

Per paura che una volta eseguiti questi studi si darà al via all'Area Marina Protetta, la mozione è stata bocciata dal gruppo di maggioranza, “ben imbeccata” dal Vice Sindaco Fabrizio D'Ancona, dopo tanto tempo opportunamente presente in aula.

Il gruppo consiliare PROGETTO PANTELLERIA ha più volte ribadito durante la seduta di consiglio come con questa paura di amministrare e di assumere decisioni si sta rischiando seriamente, come in questo caso specifico, di perdere il fondo di cinquecentomila euro stanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per il monitoraggio ambientale e la prevenzione dell'inquinamento marino, andando incontro sicuramente ad un contenzioso con ARPA e ISPRA in quanto non saremo più in grado di onorare gli obblighi contrattuali assunti con la stipula della convenzione del 25 gennaio 2010.

Ecco perché il capogruppo consiliare PROGETTO PANTELLERIA, Giuseppe La Francesca, ha dichiarato in aula che per la prima volta un Consiglio Comunale non viene chiamato a riconoscere un debito fuori bilancio, ma bensì a far sì che si eviti un debito per l'Amministrazione comunale.

Rigettando la mozione presentata dal gruppo consiliare PROGETTO PANTELLERIA, non si è voluto inoltre dare il giusto seguito alla delibera di consiglio comunale del 30 giugno 2010, quando all'unanimità i due gruppi consiliari hanno condiviso un documento con il quale si opponevano alle trivellazioni per l'estrazione di idrocarburi nel Canale di Sicilia e vicino alle nostre coste. Acquisiti gli studi dei fondali marini e delle acque circostanti la nostra isola, questi costituirebbero un elemento di valutazione aggiuntivo dello stato di salute del nostro mare, che ci permetta di dire ancora con più forza il nostro NO alle estrazioni di greggio a poche miglia dalla nostra costa.

Ecco perché, dopo aver bocciato un atto il cui tema centrale era la protezione ambientale del nostro mare, fa sorridere il patrocinio concesso dalla giunta municipale al convegno “un punto nel mare - un mare di punti”, organizzato dall'Associazione Apnea che si terrà a Pantelleria il 18 e 19 giugno prossimi, sul tema della protezione dell'ambiente marino; viene spontaneo chiedersi a questo punto se l'Associazione che organizza l'evento va orgogliosa del patrocinio ricevuto dal Comune di Pantelleria.

Con questo atto di giunta si sottolinea sempre più come l'attuale Amministrazione navighi in una perenne contraddizione, che si accompagna alla “paura di assumere decisioni” specialmente quelle importanti. Amministrare significa anche avere il coraggio di fare delle scelte, che sicuramente vanno accompagnate dalla giusta sensibilizzazione e condivisione da parte della cittadinanza.

Il capogruppo consiliare PROGETTO PANTELLERIA Giuseppe La Francesca.

Da "PANTELLERIA INTERNET COM - News 7639" del 6/06/11
http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6767

http://www.facebook.com/note.php?note_id=228057177206105
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Commenti su FB a margine della nota
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Post di Fabio Russo

Ma qui ci vorrebbe non mi piace!!!
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Post di Roberto Giacalone

Proprio gente in gamba...
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Post di Anna Giuseppina Fina

Ma durante il consiglio comunale s'è tenuto conto della volontà della cittadinanza? E a cosa è valsa la raccolta firme per l'attuazione del parco marino?
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Post di Filippo Harley Foti

Ero ragazzino quando il mio papà mi raccontava che sulla via principale della mia città c'era il venditore di ghiaccio che passava, ancora non c'erano i frigo, ovvero erano un lusso per pochi eletti; c'era il gelataio con il carrettino, c'era il dispensatore della fortuna che per pochi centesimi ti faceva pescare dal pappagallino il bigliettino dove c'era scritto il tuo destino; la gente si arrangiava come poteva, c'era il pianino a manovella che suonava sempre le stesse note, le edicole non esistevano, ed i giornali si vendevano per strada... E c'era pure un venditore ambulante che strillava anche lui le stesse note, come il pianino, per vendere il giornale " La Tribuna" ... Però "stranamente", quando passava dal Municipio la sua voce si faceva più forte e gridava, ostentando rabbia: " Latri.. (pausa) buna" , " Latri.. (pausa) buna"...
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Post di Giò Nastasi

‎:((( ... Cosa si può aggiungere oltre.... La scelta fatta dal Comune parla da sola! O troppo ignoranti ( non credo) o ben PAGATI! Ciao caro Guido! :)
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Post di Roberto Frigerio

Lottare è faticoso e spesso si incontrano difficoltà che sembrano insormontabili e per questo mortificanti... Però non bisogna mai arrendersi... La storia insegna che prima o poi la ragione ed il buon senso avranno il sopravvento sulle posizioni che difendono solo gli interessi di parte... che quasi sempre, purtroppo, sono solo economici...
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Post di Antonio d'Alì

Grazie Guido, leggi il mio comunicato stampa. Il 18 giugno sarò a Pantelleria. E' assurda questa decisione del Consiglio Comunale di Pantelleria.
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Post di Mariella Catania

Sta cattiva notizia la volevo condividere... giusto per fare vedere la lungimiranza di certi amministratori... Ma non vedo condividi.
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Post di Giò Nastasi ‎

... Io direi MALAFEDE di certi amministratori ! :(((
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Filippo Harley Foti

Mariella è pleonastico condividere, ma se ti fa piacere strillo: Latri buna, Latri...buna, ad libitum....
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Mariella Catania

Pleonastico??? noooo, doveroso visto il danno di certe decisioni!!
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Pietro Cacciabue

Condivido appieno tutte le note negative... Speravo che il nostro Paese potesse avere prima o poi una svolta... Comincio a non crederci più........
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Luca Siragusa

Incredibile !


Da "Libreria L’Indice - Leggere per essere liberi" - 6/06/11

Aree marine protette mappate in Campania

postato da Luigi De Rosa

29/mag/2011 - La prima carta nautica per la navigazione e la fruizione delle Aree Marine Protette delle acque campane è stata presentata presso il Circolo Nautico Posillipo di Napoli.

Le Aree sono sei: Il Regno di Nettuno (Ischia-Procida), Il Parco sommerso di Gaiola, Il Parco sommerso di Baia, Punta Campanella, S.Maria di Castellabate e la Costa degli Infreschi, alle quali si aggiunge, fuori mappa, la riserva marina di Santo Stefano-Ventotene, nel Lazio ma meta spesso dei diportisti Campani. L'intento della carta è quello di far conoscere ai diportisti, che attraversano questo tratto di mare campano, quali sono le regole per un corretto accesso.

Nella carta per ogni riserva c'è un codice a barre (Qr code) leggibile dai telefonini di ultima generazione che rimanda a tutte le informazioni dei servizi fruibili a terra, contenute sul sito www.navigarenapoli.it .

(fonte Bolina n.287 giugno 2011 www.bolina.it)

http://indicelibreriapianodisorrento.blogspot.com/2011/05/aree-marine-protette-mappate-in.html
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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Un'altra notizia di qualche giorno prima dalla stessa fonte on line (la "Libreria L'Indice" di Piano di Sorrento). Riguarda la presentazione al Circolo Nautico Posillipo di Napoli della prima carta nautica per la navigazione e la fruizione delle Aree Marine Protette delle acque campane, che non sono davvero poche ...


Da "Libreria L’Indice - Leggere per essere liberi" - 6/06/11

A Sorrento, nel blu dipinto di blu

postato da Luigi De Rosa

30/Mag/2011 - Quaranta anni fa Guido Picchetti fondava a Sorrento, uno dei primi diving center italiani: il Centro di Immersioni Sorrento. L'indiscussa professionalità di Picchetti e la straordinaria biodiversità dei fondali di Punta Campanella si rivelarono un cocktail vincente,centinaia furono e sono i sub italiani che vengono ogni anno a visitare le profondità del Golfo di Sorrento.

La preziosa eredità di Picchetti è stata raccolta dal Tgi Diving Sorrento di Gianluigi Di Maio e Antonio Spina che da quest'anno ne sono i direttori. La struttura si trova a Massa Lubrense (NA), oggi opera nell'ambito dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella. La natura calcarea della roccia, con pareti scoscese che si inabissano in verticale nel blu, favorisce su entrambi i versanti, quello napoletano e quello salernitano, la presenza di grotte, anfratti dagli scenari straordinari con un variopinto mondo sottomarino che non smetterà di stupirvi durante tutta l'immersione.

(In alto a destra una attinia "Alicia mirabilis". Sopra a sinistra la Grotta dello Zaffiro, uno dei siti più belli che potrete visitare immergendovi nelle acque della Penisola Sorrentina, e a destra un brotulide, uno dei tipici abitanti della grotta).

(Per informazioni esaurienti vi consiglio gli articoli di Sergio Riccardo sul mensile SUB numero di maggio 2011 Editore Adventures srl Direttore Guido Pfeiffer)

http://indicelibreriapianodisorrento.blogspot.com/2011/05/sorrento-nel-blu-dipinto-di-blu.html
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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E' on line solo da pochi giorni. Inutile dire che sono davvero grato del ricordo, tanto più che il 20 Giugno p.v. sarò proprio in quella zona, e potrò riabbracciare tanti cari amici in occasione di un Corso di Biologia Marina promosso dall'AMP di Punta Campanella. Corso che, condotto dai proff. Gianni Russo e Roberto Sandulli, si svolgerà a Marina del Cantone di Massalubrense.
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Post di Alessandro Palomba

Allora si ci vede ;-)
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post di Guido Picchetti

Sono davvero lieto che sia anche tu della partita... A presto...
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Da "LO SCIROCCO NET - IL VENTO DEL SUD" - 6/06/11

Castellabate / Conferenza
sul patrimonio costiero del Cilento

“Il patrimonio costiero del Parco Nazionale del Cilento, dai Dohrn ai nostri giorni” è il titolo della Conferenza che l’Associazione  Identità Mediterranee organizza i giorni 3,4 e 5 giugno 2011 a Santa Maria di Castellabate, nella splendida cornice di Villa Matarazzo, in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e con il patrocinio del Comune di Castellabate. I Dohrn, capostipiti dell’ambientalismo italiano, contribuirono negli anni 60 alla diffusione della coscienza della tutela della Natura e dell’attivismo rivolto alla sua protezione.

Il Cilento vide anche grazie alla loro opera il nascere di iniziative importanti, quali i campi antincendio e la prima area marina protetta italiana. E vide un gruppo di giovani, ricercatori, scienziati e semplici amanti della propria terra, iniziare un percorso che li avrebbe portati a ricoprire un ruolo importante nel campo dello studio e della protezione ambientale. La conferenza si snoda attraverso un percorso di ricordi e di attualità, che rende vitale il messaggio dei Dohrn soprattutto rispetto al Parco Marino e al Patrimonio Costiero del Cilento, e si interroga sul futuro di valorizzazione sostenibile di un Parco Nazionale, quello del Cilento e Vallo di Diano, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per i suoi paesaggi culturali, la sua riserva di Biosfera e la particolarità della Dieta Mediterranea.

http://www.loscirocco.net/castellabateconferenza-sul-patrimonio-costiero-del-cilento/ 
Notizia simile su "PROFUMO DI MARE" del 1/6/11
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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Un bell'articolo di presentazione sul convegno conclusosi ieri a S.Maria di Castellabate cui ho avuto l'onore di partecipare, e che, (perdonatemi la nota personale), è stato per me fonte di emozioni intensissime e indimenticabili... Auguri al Parco Nazionale del Cilento, a Castellabate, e alla sua area marina protetta ... e grazie. Ancora una notizia in rete della conferenza di Castellabate, svoltasi nei giorni scorsi sul Patrimonio Costiero del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: la troviamo sul sito "Profumo di Mare". Grazie Filippo ...
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Da "IL TEMPO IT" del 5/06/11

Immigrati: rivolta e lanci di bottiglia
a Pantelleria

La protesta è stata subito sedata dai carabinieri e dai finanzieri attualmente in servizio di vigilanza sul posto. Sei adulti, poi trasferiti all'ospedale "Bernardo Nagar" si sono feriti al torace e alle braccia con i vetri.

Un principio di rivolta, con lanci in aria di bottiglie, si è registrata questa sera all'ex caserma Barone di Pantelleria dove sono ospitati, in padiglioni diversi, una sessantina di migranti tunisini, tra cui una donna e una decina di minorenni. Sei adulti, poi trasferiti all'ospedale «Bernardo Nagar», hanno attuato gesti di autolesionismo e si sono feriti al torace e alle braccia con le bottiglie. Gli immigrati arrivati sull'isola tra il 27 e il 28 maggio scorsi, chiedono di essere trasferiti a Trapani. La protesta è stata subito sedata dai carabinieri e dai finanzieri attualmente in servizio di vigilanza sul posto. Cinque tunisini ieri erano stati arrestati dalla Guardia di Finanza perchè a loro carico è risultato un decreto di espulsione dal territorio italiano non ottemperato.

http://www.iltempo.it/interni_esteri/2011/06/05/1262815-immigrati_rivolta_lanci_bottiglia_pantelleria.shtml

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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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No comment...
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Post di Giò Nastasi ‎

:(
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Post di Carole Bernardo

Mi dispiace proprio. Mia madre ha letto che dopo migrazioni italiane intorno 1800, il 10% dei tunisini ha sangue italiano. Che non sia questo il richiamo verso l'Italia... anche?


Da "TM NEWS"del 5/06/11

Lampedusa, Berlusconi a Baglioni:
facciamo lo stesso mestiere

Cantautore racconta telefonata durante manifestazione "Susiti"

Silvio Berlusconi artista e cantante: il presidente del Consiglio si definisce così in una telefonata con Claudio Baglioni. Argomento centrale della chiamata la manifestazione "Lampedusa Susiti". A raccontare l'episodio è lo stesso cantautore, che ha organizzato la manifestazione sull'isola siciliana.I lampedusani hanno accolto con divertimento e un lungo applauso il racconto di Baglioni, protagonista della serie di eventi dallo scopo preciso: promuovere Lampedusa e rilanciare il turismo dopo l'emergenza immigrati.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20110604_video_17515389.shtml
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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Le vie della "politica" sono infinite...
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Post di Franco Carissimi

Ecco, dovrebbe ritornare a fare il cantautore...
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Post di Guido Picchetti

Siamo proprio certi che poi andrà meglio ?
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Post di Franco Carissimi

No, però personalmente mi da fastidio la sensazione del ridicolo. Poi, sempre personalmente spero che si metta in politica Luca Cordero di Montezemolo. Per il resto "quien sabe". Ciao Guido.


Da "PROFUMO DI MARE" del 1/06/11

Anche la Grecia si sta attrezzando
per la corsa al petrolio

Lo ha dichiarato in questi giorni il vice ministro per l'Ambiente Yannis Maniatis

La Grecia cerca il petrolio. Infatti sta conducendo delle ricerche sismiche, per studiare la produzione di idrocarburi ed individuare i punti migliori in cui perforare nuovi pozzi. Lo sta facendo nelle acque tra il Mare Jonio ed a sud dell’isola di Creta e si prevede che si concluderanno l’anno prossimo, quando poi il governo di Atene provvederà all'assegnazione di contratti per consentire le prospezioni petrolifere in quei mari.

Il vice ministro per l'Ambiente, energia e cambiamento climatico Yannis Maniatis, ha recentemente dichiarato che: "il processo di concedere permessi per la ricerca di idrocarburi, indagini geofisiche e geologiche, l'uso non esclusivo nella regione del Mar Ionio e la Grecia occidentale, non è sufficiente per avviare finalmente qualcosa che si muova per il bene del nostro paese". E' certamente un buon inizio per coprire gli errori del passato ma sono necessari altri passi da fare. Grandi e veloci passi, in modo da iniziare presto a ridurre l'insopportabile debito nazionale".

Le responsabilità ed i compiti di questo gruppo di lavoro che sta svolgendo ricerche nelle acque tra il Mare Jonio ed a sud dell’isola di Creta, comporterà l'acquisizione di dati geofisici da aziende internazionali che si faranno carico dei costi di ricerca, la promozione e la vendita di dati alle compagnie petrolifere internazionali che prevedono di investire in ricerca e produzione di idrocarburi. Pertanto si deve fare riferimento a studi che hanno un costo non trascurabile e di investimento. Infatti le problematiche che caratterizzano la perforazione in acque profonde sono riconducibili a:

- fattori ambientali;
- fattori geologici;
- fattori fisici.

La profondità d’acqua è il fattore più ovvio, ma anche il più importante che va considerato nelle fasi di progettazione di un pozzo. Per acque profonde s’intendono profondità d’acqua che superano i 350 m (1000 ft), ma ormai le tecnologie disponibili consentono di perforare anche in acque definite ultraprofonde, oltre i 1000 m, e fino verso i 3000 m di profondità d’acqua (la massima profondità finora raggiunta da Eni E&P, ad esempio, è di 2.345 m d’acqua dell’offshore del Congo). La profondità d’acqua può condizionare la scelta del tipo di impianto che deve operare in quanto attrezzature e tecnologie devono essere adattate alle diverse profondità d’acqua. Inoltre devono essere considerati i limiti di lavoro di attrezzature quali ROV (Remoted Operated Vehicle) e riser. C'è da considerare anche le condizioni del fondale marino, le condizioni climatiche, le correnti e l'ecosistema.

Fattori geologici:
I rischi geologici che si possono presentare durante le operazioni di perforazione in acque profonde sono tipicamente: la topografia del fondale marino, l'erogazione di acqua superficiale (shallow water) e l'erogazione di gas superficiale (shallow gas).

Fattori fisici:
Gli effetti fisici nascono principalmente dalla diversa condizione in cui lavorano gli impianti e le attrezzature, che normalmente sono dimensionati per operare a profondità di acqua diverse; diventa quindi un fattore importante la dimensione dell’impianto che deve lavorare anche per poter supportare e contenere l’attrezzatura richiesta per quella data situazione operativa. Gli effetti fisici che si possono presentare nella perforazione in acque profonde possono essere classificati in diverse categorie:

- effetto lunghezza di riser e condotte varie (legato alla profondità dell’acqua);
- effetto pressione agente su riser e condotte varie (legato alla profondità d’acqua);
- bassa temperatura;
- basso margine tra pressione di strato e pressione di fratturazione.


Ritorniamo alla Grecia: il contrammiraglio (EA) Iraklis Kalogerakis ha recentemente pubblicato un ampio resoconto su questa problematica che vede la Grecia in notevole ritardo rispetto ad altri paesi. Riportiamo il Kalogerakis pensiero: "Io sono convinto, dice, che la Grecia sia un paese ricco di petrolio e che l'unico modo per verificarlo, è quello di fare prospezioni sismiche e perforazioni. Negli ultimi due anni, sono stati investiti, oltre 7 miliardi di dollari dagli armatori greci, per la ricerca con impianti di perforazione di sesta generazione e sono state acquisite esperienze importanti nelle acque profonde al largo di paesi come il Brasile e l'Angola, quanto per citarne alcuni. George Economou, della società DryShips, è un pioniere in questo campo. Ha già due impianti di perforazione galleggianti e sarà presto interessato nella costruzione di quattro unità di estrazione profonda (acque ultra profonde della Samsung Heavy Industries Co). La società norvegese Deep Sea Metro, ha iniziato la costruzione di uno dei due impianti di perforazione ordinati negli Hyundai Heavy Industries Co".

Ancora Iraklis Kalogerakis: "I nuovi ordini sono stati «perforazione per acque ultra profonde» e la crescente domanda di tali classi di navi, confermano che il mondo crede :o: che presto, per soddisfare le crescenti esigenze del mercato, ci sarà l'esplorazione e l'estrazione di idrocarburi (petrolio e gas ) nelle aree che fino a poco tempo fa erano poco gradite o problematiche. Questi nuovi impianti saranno in ​​grado di operare in zone di perforazione in acque profonde ovvero dai mille ai tremila metri di profondità. Oggi, quindi, con le possibilità che la tecnologia ci offre e con il prezzo del petrolio che sale sempre; con la riduzione dei depositi esistenti, con la crescente domanda di petrolio e data la critica situazione economica siamo costretti a correre per raggiungere i nostri obiettivi. Come è chiaramente dimostrato dai fatti e considerando che il tempo passa inesorabilmente, noi dobbiamo avere più spazio per garantire i nostri diritti sovrani ed i nostri interessi economici in un momento che ne abbiamo bisogno".

Dobbiamo essere timorosi, dice Iraklis Kalogerakis, di passare dalle discussioni teoriche e senza fine ai fatti? Forse dovremmo fare delle mosse che potrebbero indicare che abbiamo l'intenzione e il potere per affermare e tutelare i nostri diritti e la nostra ricchezza? Penso che abbiamo un "potente strumento" per una riduzione significativa del nostro debito così soffocante e ciò dev'essere sfruttato anche per convincere i nostri partner in Europa ed i nostri amici nel mondo, per aiutarci a usarlo. Dobbiamo quindi rimboccarci le maniche. Credo che il nostro paese dovrebbe informare gli organi competenti delle nostre intenzioni per l'annuncio e lo sviluppo delle zone marittime che il diritto internazionale del mare dà e poi procedere per sfruttare le ricchezze minerarie che abbiamo in fondo ai nostri mari. Più specificamente, il nostro paese potrebbe, ad esempio utilizzare la base navale di Souda. Lo stesso vale per l'uso delle nostre basi marine dello Ionio (Corfù). Penso che in questo modo si mostra tutto il valore geostrategico del sito e come lo vogliamo proteggere".

"Aumentare il limite di 6 miglia nautiche delle nostre acque territoriali del Mar Egeo a 10, al fine di identificare con lo spazio aereo nazionale, di non avere più alcuna originalità per il quale la colpa e per determinare la larghezza di 12 miglia nautiche in tutte le altre zone. Utilizzare sempre la funzione "linee di base diritta", poiché il nostro paese non sia marcato come "Stato-arcipelago" avendo molte isole, isolotti, (14.000) che rendono in qualche modo problematica la formulazione del mare territoriale. Comunicare alle Nazioni Unite, al di là della piattaforma continentale e della ZEE (*) la linea mediana e la nuova convenzione del mare ed intensificare gli sforzi per concordare le linee di fila con Cipro, Egitto, Albania, Libia e Turchia. Se ci sono problemi di accordi, per quanto attiene la "shelf-ZEE", occorre trovare insieme una soluzione attraverso il meccanismo di risoluzione delle controversie". Ovvero ciò che prevede l'articolo 55 parte V^ della Convenzione delle Nazioni Unite del 1982. Il Servizio Idrografico della Marina Militare Generale ha predisposto tali carte (e le ZEE). L'ONU ha fatto gli accordi che abbiamo con l'Italia e l'Albania, ma sul Mar Ionio. Ma è degno di nota il fatto che le zone marittime sono mappe dell'Unione europea e le mappe dei paesi terzi, che mostrano i limiti ipotetici dello ZEE della Grecia usando il principio della linea mediana".

Iraklis Kalogerakis per concludere: "Che cosa ci aspettiamo e cosa vogliamo per arrivare fino in fondo con le perforatrici? Dovremmo, con l'aiuto dei norvegesi, pionieri per l'identificazione, iniziare a sfruttare l'estrazione di idrocarburi quando il problema del debito pubblico diventerà insostenibile?"

(*): secondo la legge del mare , una "Exclusive Economic Zone" [Zona Economica Esclusiva] (ZEE) è un "sea zone" una determinata zona di mare sulla quale uno Stato ha diritti speciali oltre all'esplorazione ed all'uso delle risorse marine. Si estende dalla costa territoriale del mare fino a 200 miglia nautiche.

http://profumodimare.forumfree.it/?t=55987839#lastpost

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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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Ci mancava la Grecia... E, quanto pare dal bel servizio pubblicato da "Profumo di Mare" si desume che in quel Paese non c'è ancora alcuna coscienza dei gravi rischi che tali attività comportano per l'integrità dell'ambiente marino e costiero in cui si svolgono... Grazie, Filippo, per le informazioni chedai al riguardo. Purtroppo il Mediterraneo ci unisce e ci unirà nel bene e nel male, oggi e domani...
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Giò Nastasi

‎:((( ‎... di male in peggio...!!
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Filippo Harley Foti

Grazie maestro, :)
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Roberto Giacalone

Il mediterraneo non ha alcuna speranza... l'uomo sulla terra distruggerà ogni cosa... (non sono un pessimista... guardiamoci intorno e riflettiamo...)
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Roberto Frigerio

A causa della situazione economica la Grecia sarà costretta a non guardare in faccia a nessuno per sopravvivere e tutti ne pagheremo le conseguenze.....
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A Roberto Frigerio, Roberto Giacalone e Filippo Harley Foti piace questo elemento.


Da "TM NEWS" - 1/06/11

Libia/ Onu: 1.200 fra morti e dispersi in fuga da guerra
Dalla Libia sono fuggite quasi 900mila persone

New York, 31 mag. (TMNews) - Almeno 1.200 persone hanno cercato di fuggire dalla guerra in Libia e sono morte nel corso del viaggio o sono disperse. Lo ha dichiarato un responsabile dell'Onu.

"Al momento, 14.000 persone fuggite dalla Libia sono arrivate in Italia o a Malta e almeno 1.200 hanno perso la vita durante il viaggio o risultano disperse", ha dichiarato davanti al Consiglio di Sicurezza il vice segretario generale incaricato degli affari politici dell'Onu, Lynn Pascoe.

Inoltre "centinaia di persone, che erano fuggite in Tunisia e in Egitto in queste ultime settimane sono rientrate in Libia, nella speranza di riuscire ad imbarcarsi sui barconi diretti in Europa", ha aggiunto Pascoe.

Secondo l'Onu sono in totale 893.000 le persone fuggite dalla Libia dall'inizio della rivolta contro il colonnello Muammar Gheddafi, nel febbraio scorso. (fonte afp)

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20110531_00289.shtml
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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E anche questa notizia è da non dimenticare, proveniente da una fonte autorevole delle Nazioni Unite...
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Post di Giò Nastasi

‎:(
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Post di Maria Ghelia

Una tristissima verità!


Da "ANSA IT" - 1/06/11

Immigrazione: maxisbarco nel Ragusano,
nuovo scontro con Malta

Testimoni, scortati da autorità' maltesi fino al limite acque

POZZALLO (RAGUSA), 31 MAG - Il maxisbarco avvenuto nel Ragusano, con oltre 900 profughi partiti dalla Libia e approdati in nottata nel porto di Pozzallo, rischia di innescare un nuovo scontro diplomatico tra Italia e Malta. Gli immigrati hanno infatti riferito di essere stati avvicinati ieri pomeriggio dalle motovedette maltesi, che si sarebbero limitate a rifornirli di salvagente e a scortarli fino al limite delle acque di loro competenze. E questo nonostante i rischi evidenti per la presenza sul barcone di un elevato numero di persone, tra cui donne e bambini. (ANSA)

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2011/05/31/visualizza_new.html_843153228.html
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Commento del sottoscritto su FB a margine dell'articolo
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E' una delle notizie di ieri, che non è certo possibile ignorare...


(copyright Guido Picchetti) 

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Questa pagina è stata aggiornata il 01/01/12.